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Juan del Encina e la nascita della commedia rinascimentale

Gianni Ferracuti

PREGIUDIZI

Gli studi sul teatro spagnolo del rinascimento non sono cos abbondanti e ricchi come ci si potrebbe aspettare, se si eccettuano singole opere eccezionali come la Celestina, che trascende parecchio i limiti di ci che siamo abituati a chiamare teatro. Si pu anzi dire che di un teatro rinascimentale spagnolo si parla con insistenza solo da pochi anni, cio da quando si cercato di elaborare concetti positivi contro la nozione negativa di teatro prelopista. Questo ritardo nellapprezzamento di un intero settore della storia letteraria spagnola (peraltro non privo di opere e autori di notevole interesse dovuto a una serie di pregiudizi. Senza pretendere di elencarli tutti, metterei in primo piano una sorta di pregiudizio critico: lenorme e incontestabile importanza del teatro barocco, con autori come !ope, "alder#n o $irso, ha attirato lattenzione degli studiosi e ha %atto apparire il teatro rinascimentale come una sorta di %ratello minore, come una %ase di passaggio, per la quale non si avevano le adeguate categorie interpretative. &i stato poi un pregiudizio moralista, che ha spinto ad emarginare alcuni testi per il loro carattere licenzioso. 'n critico come (arcelino (en)ndez * +ela*o, maestro di intere generazioni di storici della letteratura, era evidentemente a disagio con La Lozana

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andaluza, con il Cancionero de obras de burlas e la Carajicomedia, e molti testi cosiddetti celestineschi. ,l ricorso alla scrittura oscena o erotica stato condannato alla luce di un moralismo ideologico, che non ha saputo vedere le ragioni pro%onde di questa letteratura. "i si accompagnato a una sorta di pregiudizio storico: la comicit- sempre legata in grande misura allattualit-, che de%orma e mette alla berlina, ma lattualit- della vita spagnola del Quattro e "inquecento stata messa a %uoco solo a partire dalle opere di .m)rico "astro, che ha ricostruito i con%litti pi/ acuti dellepoca. !a questione etnica (con la pulizia etnica che si portata dietro , il con%litto con le culture dellebraismo e dellislam, ma anche linsicurezza del cristiano che si sentiva costantemente accusabile di essere un convertito, luso della religione come instrumentum regni, lassolutismo che divorava gli spazi della libertpersonale, il controllo sempre pi/ %orte sulla sessualit-, la misoginia, lavversione marcata per le culture del popolo, che vengono progressivamente sostituite da una cultura per il popolo, tutto questo era pane quotidiano nel Quattro e nel "inquecento, e alimentava una tensione vitale che viene ben descritta nella letteratura. &i in%ine un pregiudizio storico-letterario: buona parte della letteratura spagnola del rinascimento sembra essere stata vittima di un processo di eccessiva schematizzazione che, alla %ine, ha %atto perdere di vista la sua unit- di %ondo. Si parla spesso di letteratura celestinesca, letteratura picaresca, letteratura erasmista, ecc., usando nozioni che non indicano assolutamente un genere letterario. ,l tema picaresco si trova in romanzi, novelle, poesie e opere teatrali, e lo stesso dicasi per i temi celestineschi. Questo ha condotto a situazioni strane, che risulta di%%icile accettare ancora. +er esempio, si discusso moltissimo se una certa opera %osse o non %osse un romanzo picaresco, col risultato che chiunque pu controllare su un buon manuale di storia della letteratura0 che romanzo picaresco il nome collettivo di un certo numero di romanzi, di cui viene %ornito lelenco, per ciascuno dei quali stata messa in dubbio lappartenenza al genere stesso da questo o quello studioso. 1 segno evidente che la nozione di romanzo picaresco una costruzione intellettuale, una nozione elaborata in astratto, isolando certi elementi presenti ora in unopera ora in unaltra, e staccando le singole opere dal loro contesto naturale. +otrei sostenere esattamente la stessa cosa per il genere celestinesco, ma mi pare inutile tediare il lettore2 il problema 0 se uno stesso autore scrive sia testi celestineschi, sia testi picareschi, non sar- che tra queste due scritture vede a%%init- o contiguit-3 4on sar- pi/ ovvio pensare che queste due grandi tematiche letterarie siano collocate allinterno di una categoria pi/ vasta, ad esempio la letteratura di protesta, o dellemarginazione, la tematica dellantieroe, ecc. !a maggior parte della letteratura spagnola del rinascimento, con tutta la sua altissima qualit-, non solidale con i valori proposti dalla cultura u%%iciale nellepoca dei re cattolici, e in generale dalla met- del Quattrocento %ino al barocco. Questi pregiudizi hanno impedito di constatare %atti che poi sono sembrati ovvi. .d esempio che ,talia e Spagna collaborano nel processo di %ormazione della commedia rinascimentale. !eggendo certi testi critici del passato si percepisce il %astidio di alcuni autori di %ronte a testi che sembrano essere imitazione di opere italiane, che non hanno un carattere castizo (

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terribile questo termine0 viene da casta, e stabilisce una rigida corrispondenza tra purezza etnica e purezza letteraria o artistica . !a realt- diversa0 la commedia rinascimentale qualcosa verso cui Spagna e ,talia si muovono ciascuna per un proprio impulso autonomo, e tra gli intellettuali delluno e dellaltro paesi avvengono incontri %econdi strada %acendo. 'n esempio nella commedia Glingannati, opera collettiva dell.ccademia degli ,ntronati di Siena, pubblicato nel 5678. &i si legge una battuta di +asquella, simpatico personaggio %emminile non privo di tratti celestineschi, rivolta allo spagnolo Giglio in tono canzonatorio0
Che fa lo mio amor chegli non viene Lamor dunaltra donna me lo tiene! "atto #$, sc. %&.

,l curatore delledizione che uso dice che %orse si tratta di una canzone popolare, il che vero in senso lato2 di %atto la traduzione della canzone che (elibea, nella Celestina di 'ojas, canta la sera in cui in giardino aspettando "alisto0
La media noche es pasada ( no viene) sabedme si ha( otra amada i *ue le detiene!.

Questo esempio suggerisce che la cultura spagnola ha contribuito in modo creativo alla nascita della commedia rinascimentale e non si limitata ad applicare qualche %ormula italiana0 non esiste una contrapposizione tra il teatro nazionale (barocco e il teatro italianizzante del "inquecento (poco castizo , ma una contrapposizione tra due modi di concepire la cultura nazionale. .ltre cose non si sono capite del rinascimento spagnolo, mentre oggi le vediamo con una certa chiarezza. +er esempio si ripetuto per secoli che la Celestina non rappresentabile in teatro, per cui bisognava collegarla al genere del romanzo. 9ggi sappiamo che questo non a%%atto vero, sia perch) la rappresentazione possibile, sia perch) il concetto di rappresentazione che si ha nel Quattrocento e nel primo "inquecento diverso dal nostro0 la lettura recitata ad alta voce, magari anche a pi/ voci, una %orma di spettacolo pubblico, ha una teatralit- per%ettamente coerente con i luoghi in cui avviene la rappresentazione, siano essi piazze, chiese o saloni di case nobiliari. "i che oggi chiamiamo teatro deriva da %orme di spettacolo diverse e di%%use, pertanto nel "inquecento il termine commedia viene applicato sia alla Celestina sia alla Carajicomedia, cio a due testi che, secondo la nostra visione pi/ specializzata, non sono teatrali. 4on aver avvertito la presenza di questa sorta di teatralit- di%%usa ha portato a creare una barriera tra testi colti e testi popolari, che era inesistente per gli autori del "inquecento0 prima o poi qualcuno dovr- pur ammettere che :rancisco ;elicado era un uomo di cultura, come lo era
i

:ernando de <o=as, La Celestina, atto >,>, ed. ;oroth* S. Severin, "?tedra, (adrid 5@@A, 7BB.

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lanonimo autore della Carajicomedia (insomma Cazzicommedia, o Commedia del cazzo , come lo erano altri.

SUL

RINASCIMENTO

,l rinascimento spagnolo ha caratteristiche originali che lo di%%erenziano da quello italiano, tanto che, in passato, se ne era negata lesistenza0 si pensava in%atti a un Clungo medioevoD, o a un passaggio senza soluzione di continuit- dal medioevo al barocco. 9ggi si generalmente propensi a pensare che i paesi europei elaborano tutti, in maniera pi/ o meno creativa, gli stimoli che arrivano dall,talia, producendo opere letterarie e artistiche in cui i caratteri rinascimentali di derivazione italiana (o coincidenti con quelli italiani si amalgamano con gli elementi pi/ signi%icativi della loro cultura nazionale. Esiste dunque un %enomeno europeo di rinascimento, che si modula diversamente, a seconda delle culture nazionali o regionali in cui prende corpo. ,n Spagna questa rielaborazione complessa, perch) alcuni temi basilari dellumanesimo e del rinascimento entrano in con%litto con le posizioni politiche, culturali e religiose espresse dai soggetti che detengono il potere e che si muovono nella direzione di una rapida modernizzazione del paese. !a modernit- culturale ha la sua base nei valori umanistici provenienti dall,talia, nello sviluppo della borghesia, nel primato della civilt- urbana su quella contadina, tendenza allattenuazione progressiva delle di%%erenze di casta tra nobili e plebei, i quali tendono a convergere nel cosiddetto patriziato urbano e a dar vita a una gerarchia sociale basata sul denaro. !a modernit- politica consiste, a partire dai re cattolici, in un processo di rapida uni%icazione dei regni peninsulari, che produce una monarchia centralista, tendenzialmente ostile alla %rammentazione del potere caratteristica del medioevo spagnolo, e a una %orma di governo decisamente avviata verso lassolutismo. , tempi di realizzazione di questo processo sono naturalmente condizionati dalle reazioni che esso suscita, dalla capacit- della corona di opporsi alle %azioni ostili, o di associarle al potere attraverso compromessi non sempre limpidi n) solidi. 9ra, cultura umanisticoFrinascimentale e assolutismo si trovano spesso intrecciati in ,talia0 certo non si pu dire, generalizzando, che gli umanisti italiani abbiano una vocazione allassolutismo, o che il programma umanista, tradotto in politica, sia lassolutismo2 per si pu dire che, di %atto, entro certi limiti umanesimo e assolutismo convivono. ,n Spagna, invece, questa convivenza risulta impossibile. ,n generale, lassolutismo rappresenta un %attore di modernit- nel momento in cui si a%%ianca a uno sviluppo notevole della borghesia0 la centralizzazione del potere nella monarchia nazionale ha allora come controparte la sempli%icazione del sistema sociale, della legislazione, delle relazioni commerciali, ecc. Questo sviluppo della borghesia manca in Spagna, sia per ragioni socioeconomiche (ad esempio la secolare esistenza di uneconomia di guerra basata sul saccheggio dei territori arabi, o successivamente la%%lusso di metalli preziosi dal nuovo mondo, che %avorisce le rendite ma non lo sviluppo di strutture produttive , sia perch) la punta avanzata del mondo borghese viene

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emarginata per ragioni etniche. ,l con%litto etnico, la rivendicazione della purezza cristiana e lemarginazione degli arabi e degli ebrei (nonch) dei convertiti da queste religioni sono parte integrante, per non dire %ondamentale, dellideologia elaborata dai re cattolici a supporto del loro progetto di stato nazionale, ed entrano in contraddizione con la concezione umanista della dignit- umana.
IL

RINASCIMENTO ITALIANO

"omunque si voglia intendere il rinascimento italiano, e in e%%etti sono state date interpretazioni molto diverse tra loro, sembra indiscutibile la centralit- dellidea di una nuova nascita (un novus orto o nova aetas&. "ertamente molte idee credute nuove avevano dei precedenti gi- nel medioevo, e si parlato di rinascita anche relativamente al >,, secolo o, prima ancora, al periodo carolingio. $uttavia molto importante %issare il vissuto degli umanisti tra il >,& e il >& secolo0 ci che loro sentivano era lesigenza che rinascesse luomo, il suo impegno sociale e culturale, e che ci si riappropriasse della scelta del proprio destino, che si lottasse contro i condizionamenti e gli ostacoli. !a riscoperta dei classici era al tempo stesso e%%etto di una nuova prospettiva e causa di mutamenti nella mentalit- e nella condotta. Questansia di novit- si mani%estava poi in vari modi0 come renovatio, o ritorno alle origini cristiane, o come reformatio, o ri%orma degli studi e della "hiesa, o come recupero puro e semplice della classicit-, a volte con tratti neopagani2 comunque sia, si aveva il sentimento di vivere in una svolta epocale in cui lo studioso, lintellettuale, era al tempo stesso larte%ice e il punto di ri%erimento. !a %ilologia era una disciplina capace di incidere sulla realt- (si pensi a !orenzo &alla che dimostra la %alsit- della donazione costantiniana, documento con cui il papato sosteneva giuridicamente il suo diritto al potere temporale , e a molti umanisti sembrava che il cambiamento si legasse soprattutto alla possibilit- di scoprire davvero il passato, andando oltre le %alsi%icazioni del medioevo. Gli umanisti sentivano di essere al centro di una rivoluzione culturale che si prolungava anche nel terreno sociale e politico, perch) scardinava il potere di istituzioni vecchie di secoli0 le universit-, se non %urono totalmente estranee al cambiamento, non ne %urono certo il motore. 1 di%%icile tradurre in un programma unitario tutti i %ermenti che attraversavano i vari centri propulsori dellumanesimo, ma ai nostri %ini su%%iciente rimarcare linteresse notevole per la vita politica, legato al carattere pubblico delle istituzioni cittadine e al senso romano della res publica, nonch) linteresse per le %orme della cultura popolare che la Ccultura altaD del medioevo aveva tendenzialmente emarginato o sottovalutato. "erto, gli umanisti ebbero un senso %ortemente aristocratico della vita, perch) pensavano che la pienezza della personalit- si sviluppasse solo attraverso un lungo processo di educazione e di apprendimento, ma la loro aristocrazia non era legata alla nascita in una casta nobile, bens al possesso (comunque acquisito delle virt/2 per questo il loro approccio alla cultura popolare critico. ;i questa cultura non amano le superstizioni, i pregiudizi, il conservatorismo, mentre apprezzano la comicit-, il burlesco, la creativit-, il realismo, le tracce carnascialesche dellaspirazione alla

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libert-. 4ellumanesimo e nel rinascimento si ha un primato sociale della cultura, intesa come processo di %ormazione attraverso cui luomo acquisisce maturit- e autonomia0 luomo centrale, e dentro la vita umana il primo posto spetta alla letteratura e allistruzione. Questo aspetto non automaticamente antireligioso0 il problema per gli umanisti non %u mai quello di distruggere la religione o di sloggiare ;io dalla vita mondana, perch) in questo modo avrebbero sostituito un assoluto con un altro assoluto. . giudizio degli umanisti, il medioevo aveva creato unenorme costruzione sistematica a partire dalla religione0 lo spazio religioso era onnicomprensivo e qualunque problema o esigenza umana si poneva al suo interno e, in questo interno, trovava una soluzione precotta. ;i %ronte a questo si proponeva di cambiare il punto di partenza0 partire dalluomo, non da ;io, magari per arrivare poi a ;io attraverso una ricerca libera. ,l laicismo umanista, prima ancora di consistere nelle critiche contro la corruzione della "hiesa, consisteva nel togliere lassoluto dal punto di partenza per collocarlo nel punto di arrivo, come ideale. ,l dato iniziale era critico0 la complessit- del mondo e dei suoi problemi, contro cui lintellettuale va a misurarsi. !umanista aspira a essere linterprete della realtumana e il portatore di valori universali. +rimato della cultura signi%ica, dunque, accettazione delle culture, cio di una ricerca che ha esiti diversi, a seconda delle prospettive studiate e delle sensibilit- messe in campo. +er questo alcuni umanisti %urono sinceri cristiani, e altri non lo %urono a%%atto. 1 ovvio che un umanista cristiano pu trovarsi in sintonia con tutti i valori e i dogmi della sua tradizione, ma, in quanto umanista, il suo cristianesimo molto diverso da quello tradizionale, medievale, cos come gli umanisti lo interpretavano0 in%atti lesito di una ricerca iniziata in una condizione di libert- e di critica che nel medioevo sembrava non esistere2 pertanto un cristianesimo che si mette in gioco, che rischia, e accetta di convivere con ricerche personali dal diverso esito. !impostazione umanistica pu inglobare lintero cristianesimo, laddove il contrario non era ritenuto possibile, e questo aspetto era considerato allora %ondamentale. Spesso si cercato di attenuare la polemica tra rinascimento e tradizione cattolica proprio portando ad esempio i molti umanisti cristiani, trascurando per questa enorme di%%erenza di metodo e di sostanza che, nel vissuto dellepoca, era un vero e proprio iato, una divisione tra il medioevo e la modernit-. Gli umanisti agivano, come tutti, in base ai loro vissuti e alle loro interpretazioni. 4oi possiamo convenire sul %atto ovvio che il medioevo non %u veramente unepoca buia e negativa, ma questo il risultato di un secolare lavoro storiogra%ico, e non ci permette di capire a %ondo il comportamento degli umanisti, che agivano in base ad altre certezze, in base ad altri giudizi e pregiudizi. "era il senso di una grande svolta e di un compito enorme che la cultura poteva assumere2 mancavano, naturalmente, le strutture capaci di tras%ormare la societ-, le universit- erano ostili e tutto il resto andava creato. Si comprende allora la convergenza tra gli umanisti e le corti, i luoghi del potere. !educazione letteraria %ornisce il senso della dignit- e lautocoscienza o la capacit- di muoversi nel mondo con le proprie qualit- umane2 ma le istituzioni per la trasmissione del sapere mancavano. ;a qui il ricorso alle corti, che daltronde hanno bisogno di esperti letterati per lamministrazione, la legislazione o la propaganda. $uttavia lumanesimo e il rinascimento sono inimmaginabili senza la %ondazione di luoghi

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nuovi, come le accademie o le biblioteche %uori dagli spazi ecclesiastici, per di%%ondere maggiormente i libri nella vita cittadina, per incontrarsi e discutere liberamente. Questa dimensione dellumanesimo e del rinascimento trova in Spagna un ambiente sociale e politico ostile. !a societ- spagnola arriva alla svolta del Quattrocento alle prese con con%litti molto aspri. +er secoli la Spagna, %rammentata in vari regni, era stata tuttavia il terreno in cui cattolici, ebrei e musulmani avevano convissuto in modo sostanzialmente non con%littuale. !e tre !eggi, come allora si diceva, avevano potuto sviluppare le loro culture e intrecciare un dialogo pi/ %orte di ogni problema contingente. Gli arabi di Spagna avevano una cultura elevatissima da cui lintera Europa ha tratto giovamento, e gli ebrei F gli unici, quasi, a coltivare i commerci e le libere pro%essioni F erano prosperati economicamente e socialmente.

IL

RAZZISMO IN

SPAGNA

!equilibrio si rompe a partire dagli ultimi anni del >,& secolo. !o stato economico di ebrei e convertiti comincia a suscitare invidie sempre pi/ di%%use a livello popolare0 una cultura sostanzialmente legata al mondo contadino vedeva lebreo come un elemento in%ido, che occupava spesso posizioni elevate nella scala sociale. !ebreo, si diceva allora, non lavora la terra, non %atica, non si assimila perch) conserva le sue tradizioni, si arricchisce rapidamente stando seduto su un banco, e gode dellappoggio dei signori. &i %urono delle persecuzioni molto sanguinose sul %inire del $recento, e molti ebrei si battezzarono per salvarsi la vita. :u sorprendente lesito di questo %lusso di conversioni, che le testimonianze storiche %orse esagerano, ma che non %u certo esiguo0 molti ebrei, diventati nominalmente cristiani, conservarono le posizioni di potere e di in%luenza che avevano prima, e in pi/ si sottrassero alle limitazioni cui erano soggetti prima, quando non erano ancora stati battezzati. Si ebbe perci una tras%ormazione dellantisemitismo popolare. ,nizialmente lantisemitismo spagnolo era analogo a quello di%%uso in tutta Europa0 un sentimento di avversione originato da un %attore religioso e da un %attore economico. +er il cristiano, soprattutto a livello popolare, lebreo era membro di un popolo deicida e maledetto da ;io e, in pi/, era uno strozzino2 per, se si convertiva, questa sua condizione negativa veniva meno. ,nvece ci che si veri%ica in Spagna di una novit- e una gravit- senza precedenti0 lebreo che si convertito (il converso continua ad essere un nemico, uno che complotta, un ipocrita che continua a praticare la sua antica religione in segreto2 di conseguenza necessario cautelarsi dai conversi, dai cristiani nuovi. ii Questo nuovo tipo di antisemitismo, inoltre, non pi/ limitato agli strati popolari, ma viene accettato a livello u%%iciale, a partire dai re cattolici. ,n e%%etti, ebrei e conversi, come tutti i soggetti sociali di un certo peso, prendono posizione nelle gravi questioni dinastiche e nei con%litti di potere che segnano il Quattrocento spagnolo, soprattutto nello scontro durissimo tra re Enrico ,& e ,sabella di "astiglia, sua sorella e %utura regina. . questa lotta sembrano legati i
"%r. Gianni :erracuti, L+amor scortese: ,anatismo, pulizia etnica, trasgressione nell+epoca dei re cosiddetti cattolici, !a Goliardica, $rieste 5@@G.
ii

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gravi tumulti contro i conversi scoppiati nel 5A8A a Siviglia, "ordova e altre citt-. 4el 5A8G la denuncia alla regina della presenza di molti %alsi convertiti a Siviglia loccasione per chiedere a Sisto ,& la concessione di una bolla istitutiva dell,nquisizione. 4el 5AGH viene rimessa in vigore lantica legge che obbliga gli ebrei a indossare un contrassegno e i loro quartieri vengono tras%ormati in ghetti murati, con lobbligo di residenza allinterno. 4el 5AGB vengono ordinate le prime espulsioni di ebrei dall.ndalusia, cui ne seguono altre, %ino allespulsione generale decretata nel 5A@B. 4el 5A@B vengono riconquistati anche gli ultimi territori della penisola in mano araba0 nel corso del secolo seguente anche verso gli arabi si svolger- una politica di pulizia etnica che prelude alle espulsioni in massa. 4egli anni 9ttanta, istituzioni e ordini religiosi iniziano a non ammettere cristiani che non abbiano purezza di sangue2 inoltre, a partire dal 5AGA, i discendenti di coloro che vengono condannati dallinquisizione sono esclusi da ogni carica pubblica. "on questo ridicolo mito della purezza di sangue lantisemitismo non ha pi/ origini religiose o sociali, ma una vera e propria %orma di razzismo0 la macchia presente nellebreo e nel moro non scompare con la loro conversione, e dunque legata alla razza stessa, al sangue, appunto, come al sangue legata la trasmissione della nobilt- nella Spagna del "inquecento e del Seicento. Si tratta inoltre di un antisemitismo che diventa dottrina u%%iciale dello stato. "erto, i conversi non sono automaticamente espulsi o repressi, ma sono oggettivamente sospetti0 su di loro grava una presunzione di colpevolezza, e la pressione cos costante che %iniranno con loccultare la loro origine. Questo antisemitismo di stato ha tra i suoi e%%etti negativi anche quello di deprimere il ceto borghese0 da un lato perch) esso era composto nella stragrande maggioranza da ebrei e conversi, e dallaltro perch), nel clima di sospetti che si produce, a %are il commerciante si rischia di esser preso per ebreo. &erso la %ine del "inquecento la mitologia propagandistica vedr- lelemento pi/ puro della Spagna nel contadino, supponendolo ingenuamente di sangue puro. 9ra, il ceto converso era anche quello intellettualmente pi/ sviluppato e aperto alle in%luenze europee in genere e italiane in particolare. 4aturalmente portato allumanesimo, si trovava ad elaborare una cultura moderna, innovativa, ma del tutto in contrasto con la cultura che il regime stava organizzando. ;ignit- delluomo, civilt- urbana, partecipazione alla vita pubblica, antiscolasticismo, laicit-... erano tutti valori di cui si nutriva lumanesimo italiano e che non trovavano eco nella cultura elaborata nella corte spagnola. ,l risultato evidente0 tutti i grandi capolavori del "inquecento spagnolo nascono ai margini del potere, nella dissidenza, nellopposizione0 la Celestina, il Lazarillo, il teatro rinascimentale, "ervantes, .lem?n, Santa $eresa, e via dicendo2 insomma il rinascimento spagnolo , per la sua maggior parte, ostile al sistema vigente. Soprattutto, si nutre di questa ostilit-, la esprime, muovendosi come pu negli spazi che gli sono lasciati in una situazione in cui la libert- di parola non c, oppure molto ridotta.

IL

TEATRO MEDIEVALE

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1 probabilmente impossibile %ar risalire a una stessa origine il teatro religioso e il teatro pro%ano del medioevo. 1 vero che le di%%erenze tra questi due generi spesso si attenuano e le %onti mostrano singolari %orme di contaminazione tra loro, tuttavia nei loro elementi %ondamentali restano legati a due tipi di cultura (colta e popolare e a due intenzioni (intellettualeFdidattica e comicoFparodica largamente divergenti, quando non contrapposti. ,l nucleo del teatro religioso viene individuato nel tropo, cio un dialogo cantato inserito nella liturgia, in corrispondenza di momenti %ondamentali della vita di Ges/ "risto, come la nascita e la resurrezione. Successivamente vi sarebbero stati ampliamenti verso altre scene, includendo le %igure della (addalena, i discepoli di Emmaus, ecc. iii .ccanto a queste tracce di unevoluzione in senso teatrale, altri elementi richiamano il %olclore popolare o la persistenza di %orme di spettacolo antico come i mimi, rispetto ai quali, peraltro, la "hiesa mantiene un atteggiamento ostile durante tutto il medioevo. "hi ha concentrato la sua attenzione su questi elementi, per trovare il nucleo originario unico delle varie %orme teatrali del medioevo, ha sostenuto che i mimi sono in qualche modo responsabili della teatralizzazione dei tropi, e ha riportato lattenzione sullattestata abilit- degli joculatores: questi erano esperti nellarte dello spettacolo, nella quale i chierici non avrebbero avuto esperienza.iv ,n :rancia il pi/ antico dramma in cui appaiano parole in volgare lo -ponsus, il cui manoscritto databile intorno alla %ine dell>, secolo. Si tratta di un testo religioso. !autore del testo ha messo in volgare ci che era essenziale alla comprensione dellazione da parte dello spettatore non avvezzo alluso del latino. "ome commenta Giovanni (acchia0
. facile immaginare lemozione che le parole in volgare, isolate, suscitavano nellascoltatore che poco intendeva il latino: come laccento di una voce umana viva, contemporanea entro il misterioso scorrere di una lingua rituale. /n teatro fondamentalmente tragico, espressione di una tragica religione, doveva puntare su effetti drammatici immediati. #l senso del peccato, del dolore, lesaltazione del sacrificio si rinnovano e si perpetuano nel sentimento della comunit0 dei fedeli, chiamati ad assistere ad un dramma, che era anche il loro dramma, il dramma dellumanit0. 1eatro, dun*ue, che sar0 tutto in volgare, di una trepida ingenuit0, con spunti a volte realistici, popolari) teatro 2agito3 e non raccontato, con la messa in scena multipla, simultanea, che riavvicinava in un sol *uadro Iarl Joung, 1he 4rama of the 5edieval Church, 9K%ord 5@77, con vasta raccolta di testi. L. Munningher, 1he 6rigin of the 1heatre, 4eN JorO 5@P5. +er una descrizione introduttiva del dibattito tra i sostenitori dellQorigine liturgica o popolare, c%r. Mumberto !#pez (orales, 7l 1eatro en la 7dad 5edia, in Ros) (arSa ;Sez Lorque (ed. , 8istoria de la literatura espa9ola: tomo #, La 7dad 5edia, $aurus, (adrid 5@GB, 657F6PG.
iii iv

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luoghi lontani e che dava allazione la possibilit0 di svolgersi rapidamente!.

,l teatro liturgico presenta dunque, %in dalle sue prime tracce, lintenzione didatticoFmorale espressa in una lingua che deve necessariamente essere compresa dalla gente comune, e dunque adotta %orme volgari e popolari. Questo spiega che possa giungere persino a contenere elementi che ricordano i mimi, o momenti di eccessiva licenza, contro i quali le gerarchie reagiranno, ma non illumina con chiarezza la questione delle origini del genere. ,l teatro religioso destinato al popolo0 questo un dato logico e indiscutibile. ,l primo testo %rancese interamente scritto in lingua romanza, il :eu d;dam (in dialetto angloFnormanno della seconda met- del >,, secolo , lascia in latino solo le parti che non erano destinate al pubblico0 indicazioni per il regista, per i movimenti scenici, per i costumi, ecc. 4ella letteratura %rancese i testi teatrali pro%ani sono %orse leggermente posteriori a quelli del teatro religioso0 Le jeu de la ,euill<e e Le jeu de 'obin et de 5arion, di .dam !e Lossu appartengono al 5B8PF88, il primo, e a qualche anno dopo, il secondo. Sembrano per non esserne in%luenzati dal punto di vista tecnico o da quello contenutistico, perch) ritraggono personaggi tolti dalla cronaca o si alimentano dei temi cortesi. +iuttosto, i due nuclei del teatro religioso e del teatro comico avranno ciascuno uno sviluppo enorme e in una certa misura singolare. "ome osserva (acchia0
=ei secoli che seguirono, fin verso la fine del 5edioevo, si pot< assistere a due fatti apparentemente antitetici. #l teatro religioso assume proporzioni sempre pi> vaste, si aggrava di piet0 e di dolore, il teatro comico ha una vita sempre pi> organizzata e feconda. Chi conosce come *uestepoca seppe accogliere in s< i pi> fieri contrasti senza placarli, non vi pu? meravigliarsi!.

Questo sviluppo conduce alla creazione, verso la met- del Quattrocento, di alcune societdrammatiche che si occupano dellallestimento di spettacoli dei vari generi, soprattutto moralit-, %arse e sottie. !a moralit0 un genere consistente in una rappresentazione esemplare, nella presentazione di un caso edi%icante, dove il bene viene esaltato e il male viene punito. :acilmente linteresse morale si sovrappone a quello strettamente letterario e il testo
Giovanni (acchia, La letteratura francese. $olume primo: dal 5edioevo al -ettecento, (ondadori, (ilano 5@8H, 58G. vi ibid., 58@. !asciamo perdere il discorso del medioevo come epoca di grandi contrasti che non trovano soluzione, grandi santi e grandi peccatori, perch) si tratta di retorica storica. ,l problema molto pi/ prosaico0 entrambe le %orme di teatro si sviluppano. 9ra bisogna chiedersi quali soggetti sociali si avvalgono dellQuna o dellQaltra %orma2 a chi si rivolge ciascuna %orma, con quale scopo, con quale ideologia di ri%erimento e in corrispondenza di quale progetto politico, con quali strategie per la %ormazione del consenso, in che misura il singolo autore di un testo consapevole dei valori ideologici che sono collegati al tipo di scrittura teatrale che sta adottando, ecc.
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viene appesantito da complicate allegorie e da astrazioni. !a sottie uno spettacolo satirico, a%%idato ai sots, discendenti dei mimi classici, degli stolti, dei %olli. !a farsa uno spettacolo che ha per scopo diretto e immediato il divertimento, la comicit-. +er quanto riguarda la Spagna, si pu dire con !?zaro "arreter che C la historia del teatro en lengua espa9ola durante la 7dad 5edia es la historia de una ausencia!,vii e laspetto pi/ sorprendente di questa assenza che essa riguarda sia le opere di contenuto pro%ano sia quelle del teatro religioso. $racce dellesistenza di un teatro liturgico medievale spagnolo si trovano in "atalogna e zone limitro%e, ma non nellarea castigliana. Secondo ;onovan,viii conosciamo abbastanza dettagliatamente gli usi liturgici da poter escludere che lassenza di tracce di teatro liturgico derivi da una perdita di manoscritti. 'na ragione potrebbe essere che nei secoli > e >,, mentre %ioriva il teatro liturgico latino in altre parti dEuropa, la chiesa spagnola praticava una liturgia senza i tropi. ,l rito ispanico verrsostituito u%%icialmente dal rito romano alla %ine dell>, secolo (in realt- occorrono alcuni anni per generalizzare la sostituzione, ad opera soprattutto dei monaci di "lun* . 4on ben chiaro se i cluniacensi abbiano avuto un ruolo nella successiva introduzione di un teatro liturgico. 4ella sede arcivescovile di $oledo, su cui avevano una %orte in%luenza, sono documentate rappresentazioni che hanno per protagonisti dei pastori, ma la loro struttura semplicissima %a pensare che si tratti di una cerimonia molto antica. $utto sembra dimostrare che non esistita in "astiglia una tradizione di teatro liturgico latino. Si ipotizzata lesistenza di un teatro liturgico in volgare, genere cui in e%%etti sembrerebbe appartenere uno dei pochi testi che abbiamo, l;uto de los re(es magos, %rammento di 5A8 versi della %ine del >,, secolo. +er lo studio di singolari problemi del testo e delle rime dell ;uto ha mostrato che il suo autore sarebbe di origine guascona, cio un poeta straniero che %a ri%erimento principalmente alla cultura del suo paese dorigine. iK +ertanto l;uto non prova a%%atto lesistenza di una tradizione teatrale religiosa in volgare in "astiglia. 'na %amosa disposizione della @artida #, titolo &,, legge 7A, dice0
Los cl<rigos no deben ser facedores de juegos de escarnios, e si otros omes los ficieren, no deben los cl<rigos hi venir, por*ue facen villanAas e desaposturas. =i deben otros estas cosas facer en las iglesias, antes decimos *ue los deben echar de ellas deshonradamente a los *ue ficiesen, ca la casa de 4ios es fecha para orar e non para facer escarnios en ella, ca asA lo dijo nuestro -e9or :esucristo en el 7vangelio: *ue la su casa era llamada casa de oraciBn, e non debe ser fecha cueva de ladrones. @ero representaciBn 7studio preliminar in :ernando !?zaro "arreter (ed. , 1eatro medieval, "astalia, (adrid 5@GA, 8 (contiene i testi teatrali medievali, integrali, in versione modernizzata nel testo . viii <. ;onovan, 1he Liturgical 4rama in 5edieval -pain, $oronto 5@6G. iK <a%ael !apesa, CSobre el T.uto de los <e*es (agosTD, in 4e la 7dad 5edia a nuestros dAas, Gredos, (adrid 5@P8, 78FA8.
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ha( *ue pueden los cl<rigos facer, asA como la nacencia de nuestro -e9or :esucristo en *ue se muestra cBmo era :esucristo nacido. 7 otrosA de su apariciBn, cBmo los tres re(es magos le vinieron a adorar. 7 de su resurrecciBn, *ue muestra *ue fue crucificado e resucitB al tercero dAa) tales cosas como <stas *ue mueven al ome a facer bien e a haber devociBn en la fe, pu<denlas facer, e demCs, por*ue los omes ha(an remembranza E *ue segDn a*u<llas fueron las otras fechas de verdad!.

Questo testo stato letto a lungo nel modo pi/ ovvio, cio come ri%erimento di unopera giuridica a una situazione concreta e comune0 ne deriverebbe una testimonianza abbastanza chiara sullesistenza di attivit- di tipo teatrale sia sacre sia pro%ane. ,n realt- non detto che sia cos2 in%atti possibile interpretare Las @artidas come una grande opera compilatoria, ma concepita a livello teorico, per raccogliere le nuove dottrine giuridiche elaborate dall'niversitdi Lologna e allora in %ase di di%%usione in tutta Europa. 4on dunque certo se .l%onso >, come direttore della compilazione delle @artidas, stesse legi%erando o meno nel redigerne il testo. ,n caso negativo, la situazione descritta dei juegos de escarnios %atti dai chierici, potrebbe essere del tutto teorica0 topici della legislazione canonica e di disposizioni estranee alla situazione castigliana. , dubbi sono sollevati da !#pez (orales, partendo da osservazioni di <am#n (en)ndez +idal di un certo peso. +er la verit-, i dubbi di don <am#n riguardavano soprattutto le norme riguardanti i giullari, personaggi a cui non si pu %are a meno di dedicare una certa attenzione. Giullari "juglares erano tutti coloro che si guadagnavano da vivere facendo *ualcosa davanti a un pubblico: musica, recitazione di poemi, giochi di abilit-, acrobazie, mimica, ecc. +otevano mascherarsi, %are imitazioni, operando da soli o con giullaresse, soldaderas o cantaderas, le quali cantavano o ballavano. "on eccezione dei giullari dediti alla recitazione dei poemi epici (apprezzati per lo spirito e letica guerriera , il giullare dunque considerato in%ame dalle @artidas, a dispetto della gran di%%usione di questo tipo umano in ogni livello della scala sociale. Questo contrasto tra la teoria giuridica e la pratica appunto ci che (en)ndez +idal sottolinea, non nel senso che le @artidas condannino mali e abusi inesistenti, ma nel senso che condannano comportamenti esistenti, bench) ammessi comunemente senza scandalo per nessuno0
Fuesta legge esclude dalla nota di infamia coloro che cantano e suonano per divertire un re o un signore, ma a costoro non d0 il nome di giullari, dal che vediamo *uanto siano lontane le @artidas dalluso ripreso da Giraldo 'i*uier *uando, dentro la stessa corte del 'e( -abio, ci dice che in Castiglia il nome di giullare si conserva con una maggiore dignit0 che in @rovenza. ;ltre diverse leggi delle @artidas insistono nel dichiarare infami i
K

<iprendo il testo da M. !#pez (orales, cit., 6BG.

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giullari e le giullaresse, senza alcuna distinzione n< eccezione, e la spiegazione di ci? G che il nostro codice non fa altro, *ui, che tradurre disposizioni del diritto romano o canonico, senza preoccuparsi dellattualit0 Ei castigliana!.

(i pare che la questione a%%rontata da (en)ndez +idal sia del tutto eterogenea rispetto alla domanda posta da !#pez (orales se siano veramente esistiti i juegos de escarnios di tipo teatrale, cui allude il brano citato delle @artidas: le leggi citate non mettono in discussione che siano esistiti i giullari, ma li coinvolgono in una condanna teorica, un po ridicola, del tutto inapplicata, seguendo appunto le teorie giuridiche bolognesi. Sarebbe allora logico pensare che, anche nellaltro caso, le @artidas partano dallesistenza di %atto di spettacoli di tipo teatrale cui partecipano chierici, e applichino loro una condanna scontata e teorica0 perch) mai dovremmo invece pensare che, stavolta, lesistenza stessa dello spettacolo ad essere inventata. ,l problema piuttosto sapere qualcosa di pi/ sul carattere teatrale di questi escarnios. 'n altro testo importante un canone del "oncilio di .randa (5A87 , che riporto dalla traduzione di :rancisco <uiz <am#n0
@oich< a causa di un certo costume ammesso nelle chiese metropolitane, cattedrali e altre della nostra provincia, e nelle feste del =atale di =ostro -ignore Ges> Cristo e dei santi -tefano, Giovanni e degli #nnocenti, e in certi giorni festivi e persino nelle solennit0 delle messe nuove, mentre si celebra il culto divino, si offrono nelle chiese giochi scenici "ludi theatrales &, maschere, mostri, spettacoli e altre diverse finzioni, ugualmente disoneste, e vi sono disordini, e si ascoltano canzoni turpi e pratiche burlesche, fino al punto di turbare il culto divino e rendere non devoto il popolo, proibiamo unanimi noi tutti presenti *uesta corruttela, con approvazione del concilio, che si ripetano tali maschere, giochi, mostri, spettacoli, finzioni e disordini, nonch< le canzoni turpi e le pratiche illecite H...I) ugualmente decretiamo che i chierici che mescoleranno i divertimenti e le finzioni disoneste indicate con gli uffici divini, o che indirettamente li consentiranno, H...I debbono essere castigati. H...I =on sintenda con *uesto che proibiamo anche le rappresentazioni Eii religiose e oneste, che ispirano devozione al popolo!. <am#n (en)ndez +idal, @oesAa juglaresca ( juglares. 6rAgenes de las literaturas romCnicas, EspasaF"alpe, (adrid 5@@5, 55P ( lQedizione curata da <a%ael !apesa delle due note redazioni del testo pidaliano . Kii :rancisco <uiz <am#n, 8istoria del teatro espa9ol "desde sus orAgenes hasta JKLL&, "?tedra, (adrid 5@@P, B8.
Ki

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Si tratta in ogni caso di un testo tardivo per poter portare una certa luce sul teatro medievale, anche se, trattandosi di costumi che in altre parti sono attestati anche in epoca precedente, lo si potrebbe incrociare con il testo delle @artidas, presumendo che in qualche modo lo con%ermi. "erto che continuiamo a non avere in%ormazioni dettagliate sullo spettacolo medievale. ,n e%%etti la di%%icolt- maggiore precisare che cosa si sta cercando. "hiarito che non abbiamo tracce testuali consistenti di una regolare produzione di spettacoli teatrali, sacri o pro%ani, dobbiamo concludere che in "astiglia non esistessero %orme di spettacolo3 !a cosa non accettabile0 probabile che i giullari avessero nel loro repertorio brani dialogati (per esempio qualcosa di simile al contrasto a pi/ voci di "ielo d.lcamo che si prestavano ampiamente a una recitazione pubblica abbastanza vivace. "hi ha avuto la sorte di vedere ;ario :o recitare dal vivo e da solo proprio il contrasto di "ielo d.lcamo, si pu rendere %acilmente conto di come questo testo potesse essere recitato in modo altamente spettacolare. Ebbene, ci si dovrebbe chiedere0 teatro uno spettacolo del genere3 "ertamente non il teatro %rancese cui accennavo prima2 ma uno spettacolo non teatrale o semplicemente una %orma diversa di teatralit-, pi/ legata al mondo popolare3 !?zaro "arreter ricorda che esisteva unantica tendenza a convertire le chiese in luoghi di vita sociale e di divertimento0
@er comprendere ci? bisogna trasportarsi in un tipo di mentalit0 in cui si convive con il sacro, in cui natura e sovranatura si mescolano indistintamente, e in cui la chiesa G il centro della vita cittadina, dove la Eiii gente va a pregare, ma anche a socializzare e a divertirsi!.

;altronde non ci sono molti luoghi di socializzazione nei paesi, ed ovvio che la chiesa assuma anche valenze, per cos dire, pro%ane. <isulta allora interessante lidea di !?zaro "arreter che il dramma liturgico (se esistito in Spagna sia soprattutto una reazione, un modo per contrastare le mani%estazioni pi/ esuberanti della cultura popolare, o meglio per incanalarle lungo una linea di accettabilit-, magari inserendo elementi comici nelle sacre rappresentazioni. "irca il testo delle @artidas sui juegos de escarnios, !?zaro sottolinea che il testo insiste pi/ nello stimolare la produzione sacra che nel condannare la prassi pro%ana. ,n questa chiave potrebbe essere importante osservare che, per le opere religiose, viene usata la parola rappresentazioni: trattandosi della risposta a CqualcosaltroD, possibile che anche questo CaltroD avesse il carattere di una rappresentazione. !a sua ipotesi che le poche testimonianze rimaste siano gli esempi superstiti di una produzione teatrale religiosa in volgare, composte dal mondo ecclesiastico per combattere gli eccessi pro%ani. ,nsomma, questo teatro religioso sarebbe uninvenzione colta per contrastare le mani%estazioni popolari come satire, imitazioni, mascherate, pantomime, lazzi, licenze, ecc., che ovviamente si svolgevano dentro le chiese o sui sagrati2 di conseguenza lecito pensare
Kiii

:. !?zaro "arreter, 7studio preliminar, cit., B5.

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che gli escarnios (parola che nelle cantigas ha una %orte componente satirica, politica, oscena siano stati in qualche modo spinti in unarea eKtraFecclesiale (con maggiore o minore successo . 'na stessa parola presente sia parlando di escarnios (juegos sia parlando del teatro pro%ano %rancese (jeu 0 juego e jeu hanno unarea semantica comune, la stessa cui %a ri%erimento il termine italiano gioco, ma poi si di%%erenziano nettamente quando il termine applicato allo spettacolo. ,l jeu %rancese veramente un dramma o una rappresentazione, mentre il juego sta ad indicare uno scherzo o un divertimento. !?zaro precisa che non si tratta di un sottogenere drammatico preciso ma di divertimenti collettivi come danze, pantomime, mascherate, su cui si innestavano a volte elementi letterari pi/ o meno rudimentali0 sermoni contra%%atti e grotteschi, canzoni lascive, dialoghi bu%%i, il tutto con una %orte in%luenza giullaresca. Si tratta di %orme di divertimento popolare largamente di%%uso in Europa e legato al mondo carnevalesco, il che ci rimanda alle tesi di Lachtin sulla cultura popolare e a %enomeni noti come la %esta degli innocenti o quella dellepiscopus puerorum. ,n queste %este le licenze non dovevano essere in%requenti, e !?zaro ipotizza che l ;uto del repelBn di Ruan del Encina %accia ri%erimento a una tradizione di escarnio salmantina.Kiv

OPERA

BUFFA

Quando si cercano le tracce di una letteratura di opposizione in Spagna, ci si rivolge a quei testi (non numerosissimi che parlano esplicitamente di temi politici, che mettono alla berlina personaggi o temi della propaganda, che %anno la satira dei costumi, della "hiesa, ecc. +er una letteratura alternativa alle idee vigenti non necessariamente una letteratura che parla di politica, soprattutto quando il parlare di politica pericoloso. "i sono testi che apparentemente oggi ci sembrano innocui, ma che allepoca erano %ortemente provocatori, e per capire la loro reale portata necessario ricorrere a teorie interpretative adeguate. . questo %ine credo che sardi estrema utilit- riassumere alcune idee sulla cultura popolare %ormulate da (ichail Lachtin. ,n un saggio %amoso su Lopera di 'abelais e la cultura popolare Lachtin rivendica originalit- e pro%ondit- alla cultura comica popolare, che aveva unimportanza enorme nel medioevo e nel rinascimento0
#l mondo infinito delle forme e delle manifestazioni comiche si opponeva alla cultura ufficiale e al tono serioso della Chiesa e del mondo feudale. #n tutta la loro variet0, *ueste forme e fenomeni: divertimenti di piazza di tipo carnevalesco, riti e culti comici particolari, buffoni e stolti, giganti, nani e mostri, giullari di diversa natura e di diverso rango, una
Kiv

ibid., A6.

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letteratura parodica sterminata e di ogni tipo, ecc., tutte *ueste forme dun*ue, possedevano ununit0 di stile ed erano parti e particelle della Ev cultura comica popolare, della cultura carnevalesca unica e indivisibile!.

Questa vasta gamma di divertimenti parodiava i cerimoniali seri e %aceva da contrappunto burlesco ad ogni momento solenne. ,l suo scopo immediato era %ar ridere, e per ci stesso rivela un aspetto diverso del mondo, un aspetto non u%%iciale, dove in sostanza ogni valutazione rovesciata. .nticamente questi due aspetti erano complementari0 Lachtin ricorda che nella <oma antica il vincitore di una guerra importante era celebrato e deriso al tempo stesso durante il trion%o, o che nei %unerali veniva rimpianto e al tempo stesso deriso il morto. $uttavia (e questo un punto dimportanza %ondamentale la complementariet- tra i due aspetti non pu essere mantenuta inde%initamente0 lo sviluppo di un certo tipo di cultura istituzionale e di organizzazione statale esiliano il riso dalla s%era dellu%%icialit-. "i porterebbe lontano analizzare che tipo di stato e quale cultura delle istituzioni diventano incompatibili col riso, e si tratterebbe di una divagazione ora del tutto inin%luente0 il %atto che nel corso del medioevo i due aspetti del riso e della seriet- tendono a separarsi. 1 vero che siamo abituati a pensare che in ogni corte presente un bu%%one, ma qui parliamo di una cosa abbastanza diversa0 anzitutto il bu%%one un elemento residuale della compresenza di serio e burlesco2 inoltre quella dimensione originaria del riso, che troviamo ad esempio nella derisione del cadavere prima ricordata, molto diversa dallo spettacolo del riso, cio dallesercizio di un mestiere consistente nel %ar ridere il signore della corte. E va ricordato che nel "inquecento la situazione cambiata0 un bu%%one come :rancesillo de UVWiga viene ammazzato proprio per aver esagerato con la sua lingua. ,l %atto puro e semplice che si de%inisce un ambito dellu%%icialitda cui estromesso il riso, tanto nel cerimoniale pubblico quanto nel rituale religioso. ,n questa situazione il comico si ritaglia una sua dimensione separata, che si mani%esta ad esempio nelle %orme carnevalesche, con il loro elemento di gioco, di teatralit- che gravita nella piazza pubblica. 4on si tratta ancora dello spettacolo teatrale0
#l carnevale infatti non conosce distinzioni fra attori e spettatori. =on conosce il palcoscenico neppure nella sua forma embrionale. #l palcoscenico distruggerebbe il carnevale "e viceversa la soppressione del palcoscenico distruggerebbe lo spettacolo teatrale&. ;l carnevale non si assiste, ma lo si vive, e lo si vive tutti poich< esso, per definizione, G fatto dallinsieme del popolo. 4urante il carnevale non esiste altra vita che *uella carnevalesca. . impossibile sfuggirvi, il carnevale non ha alcun confine spaziale. 4urante tutta la sua festa si pu? vivere soltanto in modo conforme alle sue leggi,

(ichail Lachtin, L+opera di 'abelais e la cultura popolare: riso, carnevale e festa nella tradizione medievale e rinascimentale, tr. it. Einaudi, $orino 5@@6, P (prima edizione 5@P6 .
Kv

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cioG secondo le leggi della libert0!.

Evi

!o strato pi/ antico di questa cultura nei saturnali romani, le cui tradizioni erano ancora vive nel medioevo. Sostanzialmente si tratta non di una recita, ma di un diverso modo di vivere che si attiva, per cos dire, nel tempo limitato del carnevale0 la vita stessa si realizza in altro modo, rinasce e si rinnova secondo altri principi. ,l bu%%one una sorta di portatore attivo permanente del principio del carnevale nella vita comune e non carnevalesca. ,l carnevale, dice Lachtin, la seconda vita del popolo, organizzata sul principio del riso, la vita di %esta. Questa vita di %esta non coincide con le %este u%%iciali, quelle in cui viene commemorata una ricorrenza qualunque dello stato o della chiesa0
La festa ufficiale, a volte nonostante la sua stessa intenzione, convalidava la stabilit0, limmutabilit0 e leternit0 dellordine esistente: la gerarchia, i valori, le norme e i tab> religiosi, politici e morali in vigore. La festa era il trionfo della verit0 gi0 data, vittoriosa, dominante, che assumeva laspetto di una verit0 eterna, immutabile e perentoria. . per *uesta ragione che il tono della festa ufficiale non poteva essere che *uello serio e monolitico, al *uale era estraneo il principio comico. H...I #l carnevale, in opposizione alla festa ufficiale, era il trionfo di una sorta di liberazione temporanea dalla verit0 dominante e dal regime esistente, labolizione provvisoria di tutti i rapporti gerarchici, dei privilegi, delle Evii regole e dei tab>!.

'n elemento di capitale importanza della %esta carnascialesca e non u%%iciale era labolizione di tutti i rapporti gerarchici0 mentre lu%%icialit- segnala le di%%erenze gerarchiche attraverso il suo cerimoniale e la sua simbologia, nel carnevale tutti sono uguali, le insegne del proprio stato sono abolite, laspetto serio della vita azzerato, capovolto, truccato, ride%inito liberamente, parodiato, pro%anato, abbassato di livello. !a tradizione carnevalesca costruisce pian piano un patrimonio di immagini, un repertorio di battute, situazioni, schemi, insomma una vera e propria lingua, che verr- utilizzata da Erasmo, "ervantes, <abelais, !ope, $irso, ecc. ,l linguaggio di piazza ne il suo registro principale, con tutte le sue imprecazioni, le bestemmie, gli spergiuri, le volgarit- che si ritrovano nel realismo grottesco della letteratura rinascimentale. ,l realismo grottesco per Lachtin il sistema delle immagini della cultura comica popolare, tras%erito F bisogna speci%icare F sul testo scritto da un autore che possiede quantomeno una capacit- di scrittura. 4el realismo grottesco il corpo in primo piano come elemento assolutamente positivo, opposto a ogni %orma di distacco dalla corporeit- del mondo. ,n sintesi, se la cultura u%%iciale tende a una spiritualizzazione, a un distanziamento dal corporeo
Kvi Kvii

ibid., 5H. ibid., 5BF57.

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quotidiano, da ci che da un livello ra%%inato appare rozzo e volgare, il realismo grottesco capovolge la prospettiva e rimette il corporeo in primo piano, esalta ci che dallu%%icialitviene considerato volgare, e volgarizza o abbrutisce ci che nella vita normale solenne ed elevato. Si opera ci che Lachtin chiama abbassamento, inserendo nei contesti apparentemente pi/ solenni gli elementi pi/ materiali della vita. :orse pi/ %acile descriverlo che concettualizzarlo0 ci si immagini un attore che interpreta il sommo ponte%ice mentre, nel corso di una solenne cerimonia religiosa, viene colto da una %eroce colica con conseguente attacco di diarrea, e non pu n) mollare la celebrazione n) liberarsi il corpo0 questo labbassamento, la riconduzione al livello terreno e troppo umano (se si vuole di qualcosa che stato collocato nel pi/ eccelso luogo della considerazione umana. ,l solenne ricondotto al CbassoD %isico e corporeo, allappetito, alle %unzioni %isiologiche che pi/ sono espulse dallu%%icialit-0 sessualit-, esigenze imbarazzanti della %isiologia umana (imbarazzanti appunto dentro la s%era dellu%%icialit-, visto che il papa non pu sospendere una messa cantata per andare un momento in bagno . Questo abbassamento ha una %unzione livellatrice ed egualitaria, ma serve anche a ricondurre una %orma %issa e istituzionalizzata, con tutta la sua articolazione gerarchica, ad una dimensione elastica, pre%ormale, vitalistica, da cui tutto nasce o pu rinascere0 il corpo principio di crescita e superamento dei limiti, %orse anche dei limiti imposti culturalmente, al modo cio in cui vengono immaginati i ruoli sociale. ,l grottesco liberante. +er esempio le sue immagini non %anno paura, ma sono al massimo uno spauracchio comico0 la paura vinta dal riso, dice Lachtin, e la %ollia una parodia allegra della seriet- del potere. ,l grottesco una maschera che nasconde un numero in%inito di volti, un diavolo che si %a portavoce di verit- non u%%iciali, una danza macabra. 4el rinascimento la visione ridente e alternativa della vita %a la sua irruzione nella letteratura alta ed esprime la visione di coscienze libere e dissidenti, che non riescono a prendere sul serio lu%%icialit- della cultura seria0
La concezione del riso, nel 'inascimento, pu? essere caratterizzata preliminarmente e sommariamente in *uesto modo: il riso ha un profondo significato di visione del mondo, G una delle forme pi> importanti con cui si esprime la verit0 sul mondo nel suo insieme, sulla storia, sulluomo) G un punto di vista particolare e universale sul mondo, che percepisce la realt0 in modo diverso, ma non per *uesto meno importante "anzi forse pi> importante& di *uello serio) ed G per *uesto che nella grande letteratura "che pone daltra parte dei problemi universali& dobbiamo assegnare al riso lo stesso posto che diamo alla seriet0) soltanto al riso, infatti, G permesso di Eviii accedere ad aspetti estremamente importanti della realt0!.

Kviii

ibid., 8PF88.

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Secondo Lachtin, Loccaccio, <abelais, "ervantes o ShaOespeare abbattono le barriere tra letteratura u%%iciale e non u%%iciale (si potrebbe aggiungere anche la Celestina di <o=as e alcune sue continuazioni, nonch), ovviamente, la commedia umanistica , e questopera di rottura era quantomeno agevolata dal passaggio alla lingua volgare in tutti gli ambiti della cultura0
/n intero millennio di riso popolare non ufficiale fece la sua irruzione nella letteratura del 'inascimento. Fuesto riso millenario non soltanto fecond? tale letteratura, ma anchesso ne fu fecondato. -i alle? con le idee pi> avanzate dellepoca, col sapere umanistico, con le pi> elevate tecniche EiE letterarie!.

COME

SI ARRIVA ALLA COMMEDIA IN

SPAGNA

Quando <o=as sente la necessit- di scrivere unopera nuova, unopera che permettesse di rendere letterariamente il gioco della contrapposizione dialettica tra le opinioni e le visioni del mondo, pensa a un dialogo e lo chiama commedia. +erch)3 !a risposta in %ondo ovvia0 proprio perch) nella cultura spagnola del medioevo non esisteva una tradizione teatrale. .bbiamo ripetuto per anni che un vero e proprio teatro non esistito nel medioevo spagnolo0 dunque, per scrivere qualcosa che %osse veramente teatrale, nella sua pi/ intima essenza, <o=as non aveva precedenti, non aveva una tradizione a cui ri%arsi. .veva solo la possibilit- di creare una %orma nuova, e la sua decisione non quella di pensare a un recupero del teatro, ma quella di muoversi sulla linea del dialogo, di ci che poi avremmo chiamato romanzo dialogato. $uttavia lo chiama commedia. Si tratta di un testo destinato alla lettura ad alta voce di %ronte a un pubblico, a una lettura recitata, a qualcosa che comunque ha una dimensione teatrale (e <o=as ne consapevole . 9ra, questopera, che si chiama commedia ed ha una sua teatralit-, viene letta da quegli autori che allepoca si occupavano di qualcosa che noi consideriamo la prima %orma di teatro0 Ruan del Encina, !ucas :ern?ndez. "i che %acevano era allestire rappresentazioni, recite dialogate, secondo luso del tempo, che si era %ormato attraverso varie esperienze0 per esempio, i momos come antecedente delle rappresentazioni di Ruan del Encina. KK "io0 questi autori
ibid., GBFG7. 4el 1esoro di "ovarrubias si d- la seguente de%inizione del termine momo: C,ingieron los poetas *ue de la =oche ( el -ue9o naciB un hijo, *ue llamaron 5omo. Mste no hace cosa alguna, ( sBlo sirve de reprehender todo lo *ue los demCs hacen. CondiciBn de gente ociosa, sin perdonar alguna falta, por pe*ue9a *ue fuese D. <icorda anche che (omo Cpor su libertad en el hablar desterraron los dioses de su cielo D "ovarrubias Sebasti?n de,
KiK KK

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%acevano ci che allepoca era il teatro, cercavano da parte loro di elaborare %orme di spettacolo e si imbattono con la Celestina, che non teatro, ma ha una sua evidente teatralit- e si chiama commedia0 naturale che essi notino gli aspetti teatrali della "elestina e vedano che,uniti alle loro esperienze, possono essere la base per una nuova %orma di letteratura e di spettacolo0 qui nasce per la Spagna la commedia rinascimentale, e se ne ha una prova assolutamente evidente nella di%%erenza tra le egloghe di Encina e la sua commedia, vera e propria commedia, di +lacida e &itoriano0 un testo visibilmente stimolato dalla "elestina. ;alla Celestina parte il vero e proprio teatro rinascimentale spagnolo, perch) la "elestina che consente alle esperienze preesistenti di compiere un salto di qualit-. "ontemporaneamente, la Celestina ha una dimensione narrativa e dunque, letta a partire dallo scrittore interessato a sviluppare una nuova %orma di prosa, contiene tutti gli strumenti che permettono di elaborare la novella e il romanzo moderno. 9vviamente, senza la Celestina sono di%%icilmente immaginabili il Lazarillo e il Chisciotte. Ecco la di%%icolt- di %issare un genere celestinesco, nonostante questa nozione sia stata spesso utilizzata dagli storici della letteratura. 'n genere celestinesco non esiste, perch) commedie, novelle e dialoghi di argomento celestinesco non sono un genere. "i che esiste un intero modo di ripensare la letteratura (in prosa, in versi o dialogata , a partire dalla "elestina0 in pratica <o=as ha creato lo spazio o la possibilit- della letteratura moderna in Spagna, costruendo il testo che ha %atto da %ondamento allevoluzione della prosa, del dialogo teatrale e alla riabilitazione della poesia burlescoFrealista che si era gi- sviluppata nel Quattrocento con autori come "ota, <einosa, (ontoro, ecc.

CHE

SIGNIFICA

COMMEDIA

,l termine XcommediaY (comedia aveva nel "inquecento un signi%icato ampio0 poteva essere usato per denominare opere che oggi classi%icheremmo in generi letterari diversi F ad esempio0 la Comedia de Calisto ( 5elibea, la Comedia 1esorina, la Carajicomedia. Sono opere diverse e in diverso modo collegate al teatro. "i che per noi ovvio F che una commedia sia scritta per la rappresentazione teatrale F nella Spagna del rinascimento il risultato di un lungo processo di %ormazione del genere teatrale. +er chiarire il senso del termine commedia nel "inquecento si pu partire dal 4iccionario de ;utoridades, che posteriore, ma %ornisce de%inizioni applicabili a questa epoca. Si ricorre a una citazione di +edro Sim#n .bril, traduttore di $erenzio0
La comedia es, segDn los Griegos, una comprehensiBn del estado civil ( 1esoro de la lengua castellana o espa9ola, ed. di (artSn de <iquer, Morta, Larcelona 5@A7 (5P8A (c%r. anche lQed. di :elipe ". <. (aldonado, "astalia, (adrid 5@@A .

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privado, sin peligro de la vida: ( segDn la sentencia de 1ulio, la comedia es imitaciBn de la vida, espejo de las costumbres, e imagen de la verdad!.

"oncetti simili vengono usati da Lartolom) de $orres 4aharro nel @rohemio della sua @ropalladia, ledizione delle sue commedie pubblicata a 4apoli nel 5658 Fsi tratta di testi speci%icamente destinati alla rappresentazione teatrale0
Comedia, segDn los antiguos, es cevilis private*ue fortune, sine periculo vite, comprehensio) H...I ( segDn 1ulio, comedia es imitatio vite, speculum consuetudinis, imago veritatis!.

.ccanto a questa de%inizione classica (basata ancora una volta su "icerone , $orres 4aharro aggiunge il suo modo personale di concepire la commedia0 un arti%icio ingegnoso, o piuttosto geniale, che intreccia avvenimenti a lieto %ine, nello spazio di cinque atti, e con uno stile in cui il linguaggio sia adeguato al carattere e alla cultura di ciascun personaggio. $uttavia, non pensando ora al teatro, la de%inizione del 4iccionario allude a temi che riguardano o abbracciano lo stato civil ( privado: civil, oltre al suo signi%icato basico, viene de%inito dallo stesso dizionario come Csociable, urbano, cort<s, polAtico ( de prendas propios de un ciudadanoD2 privado indica invece Clo *ue se ejecuta a vista de pocos, familiar ( dom<sticamente, ( sin formalidad ni ceremonia alguna, o lo *ue es particular ( personal de cada unoD. Si tratta cio di argomenti legati alla vita quotidiana, sociale o privata, privi di tensione drammatica e con%litti violenti0 Csenza pericolo di vitaD. 4on vengono descritti %atti solenni ed eroici, imprese politiche o militari, con%litti religiosi, orientandosi invece verso una scrittura tendenzialmente realista e disimpegnata0 Cimitazione della vita, specchio dei costumi e immagine della verit-D. 'n dizionario precedente, l/niversal vocabulario di .l%onso de +alencia, risalente alla %ine del Quattrocento, dice che la commedia C comprehende hechos de personas bajas ( no es de tan grande estilo como la tragediaD. ,n realt-, di per s) la commedia non necessariamente bassa e volgare, pur essendo certo ben diversa dalla tragedia. ,l 4iccionario de ;utoridades de%inisce questultima una rappresentazione seria di azioni illustri di principi ed eroi0 richiede uno stile elevato e abitualmente %inisce in modo %unesto. +er .l%onso de +alencia, tragedia C cual*uier cosa *ue los antiguos pronunciaban en versos llorososD. .bbiamo dunque che la commedia tendenzialmente una descrizione di scene di vita con personaggi quotidiani e %amiliari, costumi e usanze di ogni giorno, e in tal senso unimmagine della verit-. +arla con stile piacevole di come vanno le cose, ricorre anche alla caricatura, ai tipi, e non va presa sul serio. ,n generale non c tragedia per il contadino o lartigiano. 9ra, data levidente di%%erenza %ormale tra le tre opere che citavo prima, sembra ovvio pensare che il concetto di commedia si leghi a un tema, pi/ che a un genere letterario. La

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Celestina, o Comedia de Calisto ( 5elibea, si presenta in%atti come un lungo dialogo, nel quale non interviene mai la voce di un narratore esterno ai personaggi2 la 1esorina una commedia teatrale tipica, pi/ o meno corrispondente a ci che oggi quali%ichiamo come commedia2 la Carajicomedia un testo osceno, in versi, che oggi collocheremmo tra le bizzarrie goliardiche. Se tutte e tre sono considerate commedie, in unepoca che teneva molto alla classi%icazione dei generi, perch) erano accomunate da un tipo di scrittura, o meglio da un modo di descrivere il quotidiano. Erano F lo dico con volontaria imprecisione F una cosa comica.

JUAN

DEL

ENCINA

Ruan de :ormoselle nacque nel 5APG o 5AP@ a Salamanca o nelle vicinanze, da una %amiglia di artigiani. ,l suo nome darte potrebbe venire dal cognome materno o dal paese natale. Studi alluniversit- di Salamanca2 poi prese gli ordini minori ed entr al servizio dei duchi di .lba, nel 5A@B o 5A@6. 4el 5A@P pubblic il suo Cancionero, uno dei migliori dellepoca. 4el 5A@G partecip al concorso per un posto di Cantor nella cattedrale di Salamanca, ma lesito %u negativo. Si tras%er a <oma, dove %u tra i %avoriti del papa spagnolo .lessandro Lorgia e del successore Giulio ,,. 4el 565@ prese gli ordini sacerdotali, orientando la sua vita verso un ideale religioso sinceramente sentito, ed abbandonando la mondanit-. Qualche anno dopo torn in Spagna e vi rimase %ino alla morte, avvenuta nel 56B@. .m)rico "astro ritiene certa la sua origine conversa. ;i sicuro si pu dire che, di %ronte al con%litto etnico, adotta una chiara posizione polemica contro le discriminazioni e lantisemitismo. +oeta lirico pregevolissimo, certamente uno dei migliori della sua epoca, Encina anche il primo autore della letteratura spagnola a scrivere con unintenzione teatrale consapevole. !e sue prime opere, che chiama 7gloghe, precedono la Celestina. Sono otto componimenti brevi, che non arrivano ai PHH versi ciascuno2 ad essi vengono aggiunti, in posteriori edizioni del canzoniere, due testi, Mgloga de las grandes lluvias e 'epresentaciBn de amor, e il burlesco ;uto del repelBn. . una seconda epoca della sua produzione teatrale, in%luenzata dalla Celestina e dalla produzione letteraria romana, appartengono le cosiddette grandi egloghe0 Mgloga de ,ileno ( Nambardo) Mgloga de Cristino ( ,ebea) Mgloga de ,ileno, Nambardo ( Cardonio) Mgloga de @lCcida ( $itoriano. !a sua condizione di iniziatore potrebbe giusti%icare il ricorso allegloga, cio al dialogo tra pastori, come modello letterario. &olendo realizzare uno spettacolo relativamente nuovo, era naturale per Encina partire dalla poesia di &irgilio, uno dei suoi autori pre%eriti, di cui aveva anche tradotto le Oucoliche. !e egloghe dovevano essere uno spettacolo divertente per il duca

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d.lba, la sua %amiglia e i suoi ospiti0 unaristocrazia rurale cui doveva piacere il personaggio del rustico, con i suoi modi rozzi e il linguaggio pittoresco. 4el suo palazzo, in%atti, ebbe lidea, o lincarico, di organizzare spettacoli di intrattenimento.

LA

FIGURA DEL PASTORE

, temi del dialogo tra pastori sono prevalentemente pro%ani, allegri e, in un certo senso, di spirito pagano2 la loro rappresentazione prevedeva un minimo di scenogra%ia e di movimento. 1 possibile che il loro antecedente pi/ vicino sia nellarte dei momos, di%%usa negli ambienti nobiliari del >& secolo0 personaggi mascherati che irrompevano allegramente durante i banchetti, con brevi rappresentazioni, danze e regali per i signori. !o%%erta di doni uno degli elementi delle egloghe , e &,,, di Encina. 1 verosimile che i momos avessero a volte un carattere satirico. ,l 4iccionario de ;utoridades riporta il termine momerAa con il signi%icato di azioni burlesche, equivalente al latino scurrilitas) da qui lidea di un legame con il carnevale, presente nellEgloga &, dove Encina riprende il tema popolare della lotta tra carnevale e quaresima. 4ell /niversal vocabulario di .l%onso de +alencia, che %u pubblicato nel 5A@H, momo viene relazionato con XmimoY e con un contesto di spettacolo di piazza. &i si trova anche un collegamento tra i mimi e un ambiente celestinesco0 ru%%iani, Xen cuanto algunas veces remedaban mujeres deshonestasY, cio restauravano la loro verginit- perduta come la "elestina di :ernando de <o=as. Questo collegamento attestato da .l%onso de +alencia non chiarissimo, a meno che non si voglia ri%erire, in termini generici, alla scarsa a%%idabilit- sul piano morale che tradizionalmente era attribuita alla gente di spettacolo, agli histriones cio Xrepresentadores de lo *ue se contiene en la fabla del poeta Y. .lla voce histriBn .l%onso de +alencia dice0 Xlos *ue vestidos en habito mujeril representaban fablas deshonestasY. (omo anche iugador, ovvero Xjugador en los juegos esc<nicosY. " dunque il ri%erimento a spettacoli di piazza, trasmessi attraverso la tradizione giullaresca, ai quali ri%erito, abitualmente, un carattere XdisonestoY, satirico, comico. 'n secondo elemento che Encina poteva trovare nel suo mondo, come ingrediente per la costruzione dello spettacolo teatrale, era la %igura del pastore0 in e%%etti i pastori si trovano in tutte le sue egloghe, come protagonisti o %igure secondarie. ,l pastore era gi- comparso come soggetto comico in alcuni testi del Quattrocento, ed era gi- caratterizzato da una parlata rozza e sgrammaticata (che poi venne chiamata sa(agu<s, con erroneo ri%erimento al dialetto di Sa*ago, paese che non aveva %ama di coltivare le belle lettere e la lingua %orbita . "ommentando la %igura del pastore comico nel teatro del "inquecento, 4oel Salomon la relaziona alla condizione stessa del pastore reale, ignorante e indigente, visto con disprezzo dal mondo urbano e nobile0 uninterpretazione che certamente ha del vero, ma

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non tutta la verit-. 1 in%atti evidente che, in un diverso contesto ideologico, proprio per reagire e mostrare un sentimento antinobiliare, la voce viene lasciata alluomo rustico, a%%inch) mani%esti il suo punto di vista, e questo potr- essere %atto sia conservando la chiave comica della scrittura, sia idealizzando il pastore e %acendone il protagonista di un mondo ideale e arcadico. Questo avviene ad esempio nella novela pastoril, cos come in ogni testo pi/ o meno legato al modello dell;rcadia di Sannazaro2 avviene anche nelle egloghe di !ucas :ern?ndez dove, sia pure in chiave comica, il pastore un soggetto capace di amore e di sentimenti nobili, e pu superare i suoi modi rozzi attraverso leducazione. 'n importante precedente per il ruolo che Encina assegna al pastore si ha nelle Coplas de 5ingo 'evulgo, datate 5APA e attribuite a ,Wigo de (endoza, %rate %rancescano la cui %amiglia aveva origini converse (il bisnonno era rabbino a Lurgos e si convert al cristianesimo . ,Wigo de (endoza anche autore della $ita Christi, la sua opera pi/ importante, ricca di contenuti satirici e denunce morali del malgoverno e dellegoismo dei nobili0 gli %u necessario scriverne una seconda redazione, in cui soppresse allusioni personali e nomi, pur conservando il tono duro. .llinterno di questopera, piuttosto varia e ricca di digressioni, c una sezione di cui stato sottolineato il carattere drammatico. 4elle Coplas de 5ingo 'evulgo il pastore non loggetto della satira, ma al contrario colui che giudica il mondo nobiliare0 la voce della denuncia e, in vario modo, del dileggio. Lisogna dire che il testo di fra( ,Wigo non ha alcun carattere teatrale. 1 un discorso di carattere morale, che presuppone un pubblico di ascoltatori, ma non unazione0 lontano dal teatro quanto unomelia domenicale del parroco lontana dal monologo di un attore. $uttavia il pastore in quanto personaggio comico e il pastore in quanto Xpunto di vistaY serio, non contaminato dalla corruzione, sono due elementi che, pur appartenendo a tradizioni culturali diverse, sono destinati ad intrecciarsi nel tempo, o quantomeno ad essere presenti sulla scena letteraria come punti di vista diversi, ma non necessariamente opposti e inconciliabili. .d ogni modo evidente che, volendo %are del teatro comico, il pastore sembra servire gli elementi essenziali della satira su un piatto dargento0 la sua stessa comparsa in citt-, con il suo abbigliamento e i suoi modi, una %onte di gag. 1 per probabile che il mondo contadino portasse in dote al teatro non solo personaggi reali schernibili, ma anche qualche tipo di %arsa, di spettacolo o ballo collettivo, realizzato in occasione di %este (matrimoni, nascite o di eventi importanti come il raccolto o la vendemmia0 non da escludere che sia di origine contadina il ballo al canto di un villancico, con cui abitualmente si concludono le rappresentazioni in questa %ase iniziale del teatro. 'na terza %onte per Encina potrebbero essere state le sacre rappresentazioni. +urtroppo questa non una tradizione su cui abbiamo molte in%ormazioni, ma il collegamento tra le egloghe e le %este religiose innegabile. E basta pensare al natale per capire che il pastore doveva avervi un ruolo non secondario. Sia come sia, linnovazione di Encina ebbe successo e il tipo comico del pastore divenne una maschera %issa nel teatro del secolo doro. 1 un personaggio rozzo, scarsamente intelligente, che si esprime con un linguaggio particolare, il sa(agu<s, un dialetto contadino,

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come si diceva, %orse tratto dalla realt- ma esagerato dalla caricatura. ;ata la popolarit- del Cancionero di Encina, divenne il linguaggio tipico di tutti i dialoghi tra pastori ed era usato ancora nel Seicento. !a cosa che pi/ interessa che, con il materiale tratto dalla tradizione e dalla vita dellepoca, Encina costruisce uno spettacolo che, almeno inizialmente, ha il pastore come %igura comica centrale. 4on a caso sceglie il termine XeglogaY per denominarlo. .l%onso de +alencia lo de%inisce0 parlare di capre o di cose rustiche e vili. ,nsomma, la volgarit- come occasione di risa. !atto di nascita del teatro di Encina si pu vedere nei due testi, le prime due egloghe, composte per un unico spettacolo rappresentato nel palazzo dei duchi di .lba nel 5A@B. &ediamo dunque il contenuto della prima.

IL

BATTESIMO DEL TEATRO

Lisogna anzitutto notare che legloga costruita su uno s%ondo autobiogra%ico0 sembra vero che sia stata rappresentata lo stesso anno in cui il poeta era stato accolto a palazzo, e nella %igura di (ateo, il maldicente, stato individuato !ucas :ern?ndez, che era in competizione con Encina, e vinse tra laltro il concorso alla cattedrale di Salamanca, cui anche Encina aveva partecipato. 4aturalmente bisogna capire il senso letterario di questi ri%erimenti autobiogra%ici, cio per quale motivo un tizio che deve rappresentare uno spettacolo, e che deve %ar colpo sui suoi mecenati, essendo stato accolto da poco a palazzo, comincia con il mettere in scena le sue beghe. ,n realt-, Encina comincia con unirruzione teatrale comica, dove due personaggi mascherati (cio riconoscibili a prima vista come pastori si beccano lun laltro in un modo che suscita ilarit-. "omincia, cio, con ri%erimenti satirici a %atti quotidiani, ri%eriti per allinterprete stesso, a Encina che interpreta il ruolo di Ruan, in una consapevole autoironia. !a prima battuta di Ruan (X4io vi salvi, buona genteY un classico, e introduce un primo elemento umoristico0 la lode esagerata, iperbolica, del proprio protettore, nel contesto di un discorso che ignora nel modo pi/ completo le %orme di cortesia e di trattamento dei superiori2 sar- costantemente presente nella %igura del pastore nel teatro0 Ruan porge un omaggio alla duchessa, e subito le dice che non roba da mangiareZ .ltro classico il ri%erimento costante del pastore alla sua realt-, agli elementi del suo mondo usati come esempio e unit- di misura, nonostante la loro volgarit- li renda inadatti a contesti cortesi. Entra poi (ateo, e i due cominciano a beccarsi, trattando in chiave comica un tema che allepoca era gi- incandescente. (ateo, in%atti, accusa Ruan di non essere un cristiano viejo, ma di essere un converso. !a battuta poco esplicita per noi, ma era chiarissima per il pubblico dellepoca. ;ice (ateo0 %requentare il palazzo una cosa che non ti viene dalla nascita. Questo potrebbe signi%icare0 non sei nato nobile2 bench) il palazzo non mai %requentato solo da nobili0 anche pieno di servitori e postulanti, mantenuti, che certo nobili non sono. (a la risposta di Ruan molto indicativa0 X1aci ora, spiaY. Spia di cosa3 :orse che non si sapeva che Ruan non era nobile3 :orse, nella convenzione dello spettacolo, aveva pensato di

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nasconderlo, lui che veste da pastore e come tale si comporta3 !ui che nella battuta precedente ha chiamato la duchessa Xla nostra padronaY3 ;i %atto, Ruan accusa (ateo di essere una XspiaY usando il termine spagnolo malsAn che indicava colui che denunciava gli ebrei che, pur convertiti al cristianesimo, giudaizzavano, cio continuavano in segreto a praticare la loro antica religione, ed erano perseguitabili come apostati. !a battuta dunque chiara, ed un modo autoironico di prendere in giro la propria condizione di converso. Segue una piccola disputa, nella quale Ruan elogia la sua opera, in termini che continuano ad essere iperbolici, e quindi comici, e (ateo la attacca in modo altrettanto umoristico0 basti vedere lelenco di coloro che criticano il lavoro di Ruan0 %abbri, zampognari, guardiani delle messi, c da immaginarseli alle prese coi problemi metrici della poesia lirica. ;i %atto, Encina mette in caricatura se stesso, con tratti anche giullareschi, come quando dice che i suoi padroni ancora non gli hanno dato una lira, ma pagheranno, se ;io gli concede vita. Si presentato come personaggio, come oggetto di burla. (a soprattutto ha %atto una cosa importantissima0 pur avendo la maschera, i segni che lo identi%icano come personaggio del pastore Ruan, ha vincolato questo personaggio alla sua persona vera, come se non avesse recitato sino in %ondo, non si %osse staccato da s) per Xentrare nel personaggioY, come si dice. +erch) importante questo3 +erch), come dicevo, questegloga il primo testo di una rappresentazione articolata su due testi. E succede una cosa singolare0 che la seconda egloga non ha alcun rapporto con la prima0 c stata unintroduzione e poi, dopo uno stacco, inizia la rappresentazione vera e propria, dedicata al natale, in cui i pastori diventano quattro e rappresentano i quattro evangelisti. ,n questa seconda egloga, come avverte il canzoniere, Ruan e (ateo sono gli stessi pastori di prima, per ora non interpretano pi/ la caricatura di Encina e dei detrattori, ma sono i due evangelisti. Questo non %arraginoso, bens chiarissimo0 Encina ha creato uno spazio comico, lo ha legato a s), %acendosi riconoscere nella maschera, ed ora assegna alla stessa maschera un altro ruolo. ,l risultato evidente0 gli attori non sono i pastori che assistono alla nascita di "risto e non sono l come %igure di contorno allevento, ma sono dei simulatori, gente che finge di essere levangelista Giovanni o (atteo, ecc. Questo era ovvio a tutti, anche in una sacra rappresentazione inscenata ingenuamente sul sagrato di una chiesa, ma era una %inzione appunto ingenua. Encina, invece ha messo la %inzione in primo piano e relegato tutto il resto a ruolo. 1 come dichiarare che la rappresentazione non stata organizzata per mostrare alla gente, in un intento didattico, cosa avviene alla nascita di "risto, n) serve per ammaestrare trasmettendo %igurativamente la dottrina cristiana, ma essenzialmente uno spettacolo, e non vuole essere altro. "i che accade nellambito della rappresentazione non riceve il suo senso da scopi diversi dallintento di %are uno spettacolo. E questo teatro2 pi/ ancora0 teatro comico. +erch), coinvolgendosi nel gioco attraverso lautoironia, Encina ha mostrato che lo sguardo comico indipendente e non si %erma davanti a nulla. 4on come locchio del poeta satirico, che vede i di%etti altrui e li denuncia, ma si colloca %uori, come un punto moralista che giudica ma non si giudica2 invece uno sguardo che si posa su tutto ci che locchio vede, e vi si posa solo per vederlo, ma lo vede comicamente. !a prima egloga la dichiarazione %ormale che, a di%%erenza della satira,

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dellinvettiva, del ballo, del contrasto letto a due voci, e di qualunque altra %orma di intrattenimento basato sulla lettura, il teatro non consiste solo nella lettura del testo, ma la costruzione di una situazione deliberatamente %inta, deliberatamente separata, collocata al di ldella barriera che divide lattore dallo spettatore, e soprattutto autonoma. ,nsomma, nel sottile rapporto tra le due egloghe Encina %a capire chiaramente la di%%erenza tra chi legge un testo o canta una canzone in pubblico e chi, invece, si presenta sulla scena come attore. Ecco perch) sottolinea che Ruan una maschera, che una maschera sua, di Encina, e che questa maschera poi lascia cadere tutto ci che ricorda Encina, noto agli spettatori, per diventare il ruolo interpretato dellevangelista Giovanni. 1 il momento dellingresso nel personaggio. ;unque, latto di battesimo del teatro. "hiarito questo punto, della seconda egloga si pu dire che il pastore vi appare come un elemento comico ma non irrispettoso. ,l linguaggio e le battute dei personaggi sono un contorno umoristico che non contamina la sacralit- del %atto. .nzi, Encina sembra qui abbandonare lironia, come se si adeguasse a una %orma di rispetto2 e pu %arlo, dopo avere, in %ondo, istituito nella prima egloga un modo laico di pensare il teatro F in questo caso0 un modo laico di pensare la sacra rappresentazione. ,n e%%etti, il racconto della nascita di "risto viene commentato, oltre che narrato. 1 allora interessante lo spazio che Encina si riserva, a%%ermando, come personaggio che prende posizione sullevento della nascita di Ges/0
5iaf<, digo *ue lo creo, *ue (a estava (o en oteo de luengo tiempo esperando.

+otrebbe essere una con%erma dellappartenenza al mondo converso, se si intende questa attesa come lattesa ebraica del (essia, che ha %ine appunto quando il (essia viene identi%icato con "risto. Signi%icativo risulta anche il modo in cui la %igura di "risto viene caratterizzata. ;elle tante possibilit-, Encina sceglie quella del pastore (in singolare contrasto con il ruolo comico che il pastore ha nella rappresentazione 0 "risto viene come pastore C*ue morirC sin temor P por no perder una oveja!. &i si potrebbe vedere unaccusa indiretta al carattere poco cristiano della persecuzione subita allepoca da ebrei e convertiti nella Spagna dei re cattolici. 'na battuta polemica si pu leggere anche nel personaggio di (arco, quando a%%erma0 CCristo vino a ministrar, P no para ser ministrado D. &i sono gli elementi per %ar pensare alla di%esa di un atteggiamento di tolleranza e di charitas, che i poteri %orti della Spagna del tempo stavano accantonando, a tutto vantaggio di una politica %anatica. 4el 5A@B, quando Encina rappresenta queste egloghe negli ultimi giorni dellanno, il mondo ebraico era stato espulso dalla Spagna come un corpo estraneo, e aveva attraversato la penisola in un tragico esodo, per raggiungere i porti del (editerraneo o per oltrepassare i +irenei. ;unque troviamo gi- qui un esempio dellambivalenza della %igura del pastore, da un lato tipo comico, sia pure rivisitato nellottica dellautoironia, e dallaltro testimone e interprete non

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stupido di %atti importanti. :ormalmente, Encina ha tenuto separate le due egloghe (prima e seconda , mostrando con ci una piena consapevolezza del salto che si compie entrando dentro i personaggi teatrali, e a sua volta questo dimostra che possiede un pieno dominio sulla scrittura e sulla materia teatrale, anche se non ha un teatro0 lo sta in%atti costruendo, ed interessante notare che, con coraggio, si muove verso la costruzione di qualcosa di nuovo, anzich) nellottica di un recupero delle esperienze classiche, come si %ar-, con scarsi esiti artistici, nel teatro che nasce allombra delle universit-.

LA

FIGURA DEL PASTORE NELLE ALTRE EGLOGHE DI

ENCINA

!a 'epresentaciBn a la @asiBn ( muerte de =uestro 'edentor (,,, sviluppa un interessante con%ronto dialettico circa il ruolo degli ebrei nella morte di "risto, mostrando ancora una volta che Encina pre%erisce il commento alla semplice narrazione dellevento religioso. "oglie inoltre una delle possibilit- basilari della rappresentazione teatrale0 la dialettica che si crea mettendo in scena personaggi che esprimono punti di vista diversi e non sempre compatibili tra loro. $radizionalmente il popolo ebreo viene considerato deicida, e perci maledetto, dal mondo cristiano0 questa la tesi sostenuta nel testo da &er#nica, cui il personaggio del +adre oppone che "risto muore per i nostri peccati0
H$erBnicaI Fue desde mu( gran ma9ana andavan (a desvelados estos judAos malvados por matarle con gran gana. H@adreI Q;(, hermana, muere por nuestros pecados nuestra vida soberanaR

,l personaggio del :iglio aggiunge che Cpor salvar la gente P padeciB tantas pasionesD. +i/ avanti, quando il :iglio inveisce contro gli ebrei per il deicidio, &er#nica a interpretare una posizione dialetticamente diversa, e non priva di malizia0
5uriB el pastor por su gre( de todos desamparado. -i discApulos tenAa, ninguno dellos *uedB *ue no le desamparB, salvo la virgen 5arAa.

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4el %inale, l.ngelo che interviene sosterr- invece la tesi della feliE culpa, con cui il primo peccatore, .damo, provoca la necessit- della redenzione e quindi, indirettamente, lincarnazione del <edentore. ,l "risto redentore dunque il "risto degli a%%litti e dei perseguitati, un "risto consolatore delle pene umane, che salir- al cielo C con sus siervos libertadosD. ;i ben altro tono l7gloga $#, dove il pastore torna come personaggio comico, che cerca di mangiare il pi/ possibile mentre si delinea, secondo il tema tradizionale di%%uso in tutta Europa nel medioevo, la scon%itta dellesercito del "arnevale ad opera delle truppe della Quaresima0
HOrasI Carnevale fuoriR Carnevale fuoriR HOeneitoI ;spetta, aspetta, ch< non sono ancora sazio. HOrasI #o sono gi0 gonfio, 4io sia lodatoR HOeneitoI 8o la pappagorgia *uasi al massimo. HOrasI @orca puttanaR Chi potrebbe mangiare di pi> HOeneitoI -iedi, siedi, Oras, mangia ancora un boccone. HOrasI =on ci riesco, giuro. 8o gi0 mangiato tanto che sono cosS pieno che mi si rigonfia la pancia. HOeneitoI -iedi. HOrasI $isto che insisti, eccomi *ua. Coshai da mangiare 4i. HOeneitoI Ouona pancetta e *uestorcio di vino, del migliore che ho mai visto. HOrasI 40 allora, d0, mangiamo e beviamo. 5uoia la gatta e muoia sazia. -costati, Oeneito, scostati, ch< possiamo entrarci e stenderci bene. HOeneitoI -tenditi, Oras, e divertiamoci oggi che G san @appagorgia, ch< cosS fanno i nostri padroni. HOrasI # nostri padroni hanno gi0 cenato, e di lusso. HOeneitoI 7 anche a *uattro ganasce.

,n questa egloga, con ogni evidenza, il pastore compare come tipo rozzo, la cui %orza comica proprio nella caricatura dellignoranza e della %ame animalesca. ;a questo punto di vista sembrerebbe trattarsi di una descrizione topica, e %rancamente cinica, pienamente rientrante in quel dileggio sistematico del pastore, di cui parla 4oel Salomon, %atto per divertire un pubblico ra%%inato, nobile e dalla mentalit- cittadina. Questa prospettiva, per, non generalizzabile. Se leggiamo senza pregiudizi legloga di Encina, apparir- chiaro che il villano, con tutti gli elementi di bestialit- che caratterizzano il personaggio, presenta anche altri aspetti. Soprattutto, in questo testo, i rustici che compaiono sono portatori di un punto di vista0 emettono cio dei giudizi su un tema per niente secondario, come il rapporto tra il momento della quaresima, in cui trion%a un atteggiamento religioso di penitenza e repressione degli

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impulsi vitali legati al corpo, e il carnevale, tempo mitico della gioia e della liberazione di quegli stessi istinti. ,l con%litto tra carnevale e quaresima certamente un tema tradizionale, e non presenta nulla di nuovo alla %ine del Quattrocento. "i per non toglie che si tratti di un tema in cui lelemento comico gioca, oggettivamente, un ruolo critico nei con%ronti della cultura u%%iciale e del suo moralismo. ,l carattere religioso della quaresima non viene messo direttamente in discussione, ma viene chiaramente mostrato che esso sopportato da persone che ne %arebbero volentieri a meno. 1 un tema nel quale si vede la contrapposizione tra cultura popolare e cultura u%%iciale, e si mostra che, nella %inzione teatrale, la cultura popolare pu essere assunta come punto di vista e risultare critica nei con%ronti dellu%%icialit-. ,l pastore, dunque, rozzo e animalesco, ma al tempo stesso il supporto di una funzione dissacrante del comico, che sar- ripresa in molte commedie del rinascimento. E daltronde, oggettivamente, la dissacrazione cera, se vero che l,ndice delle opere proibite del 566@ %arstrage dei testi teatrali rinascimentali.

L AUTO

DEL REPELN

Esiste dunque una coerenza tra questa tematica e quella della cosiddetta seconda epoca di Encina. ,l mondo dei pastori, usato anche per esprimere questa tematica amorosa, viene abbandonato a vantaggio di unambientazione pi/ urbana e una struttura pi/ complessa dei testi. ,l punto di passaggio alla nuova %ase pu essere visto nell ;uto del repelBn, che contiene una %eroce burla ai danni dei pastori, ma soprattutto si caratterizza per il ricorso ai temi pi/ osceni della cultura popolare. !a cosa coerente. Se ipotizziamo uno spostamento (quanto meno dellattenzione poetica verso la tematica celestinesca, chiaro che questo implica unattenzione alla cultura popolare e al mondo, per cos dire, non u%%iciale. $utti i testi che analizzeremo dora in poi sono posteriori alla Celestina. Quando Encina inserisce nel suo canzoniere la %arsa oscena del 'epelBn, contribuisce in modo determinante, data la %ama della sua opera, alla XnobilitazioneY della scrittura volgare, verso la quale esisteva daltronde un rinnovato interesse da parte degli scrittori. ,l panorama contemporaneo gli o%%riva due tipi di scrittura oscena, apparentemente distanti tra loro quanto a motivazioni e signi%icato. ,l primo, di carattere pi/ popolare, e di%%uso spesso da testi anonimi, usa loscenit- come strumento di dileggio della classe nobiliare0 i costumi dissoluti, o sentimenti XbassiY come leccessivo attaccamento al cibo o la paura, sono %unzionali alla demolizione dellimmagine del nobile, e quindi assumono un valore di dissidenza e antagonismo nei con%ronti dellordine sociale costituito. ,l secondo, invece, %ornisce del tema osceno una lettura compiaciuta e disincantata, apparentemente disimpegnata, il cui scopo essenziale il divertimento0 sono testi, in genere, di carattere pi/ colto, che lasciano presumere quantomeno il gioco di una scrittura anticlassicista e antiretorica, ma priva di connotazioni politiche. Se, ad esempio, il 4iClogo entre el ;mor ( un $iejo di "ota implica la

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condanna dellamor cortese e della corrente nobiliare che ne %a uso come immagine e segno di distinzione, la Carajicomedia si presenta come una specie di para%rasi oscena di Ruan de (ena, del cui poema ricalca la metrica e spesso anche le rime, disinteressandosi del %atto che (ena, di origine conversa, %osse legato alla corte di Ruan ,,, e dunque a un progetto politico di modernizzazione del paese in un quadro di tolleranza religiosa e razziale. ;i %atto, il 'epelBn di Encina si avvicina di pi/ a questo secondo tipo, ma con una reinterpretazione sostanziale, che consentir- agli scrittori posteriori di riuni%icare questi due modelli di scrittura volgare0 Encina tras%orma losceno nel tema di una %arsa teatrale, mettendo in primo piano non solo la risata, ma anche lo spettacolo che fa ridere, creando lo strumento grazie al quale il riso volgare, che si ispira alloscenit- spontanea della piazza, diventa rappresentazione di costumi e di situazioni. !;uto del repelBn viene incluso nelledizione del 56H@ delle opere di Encina, e lo si pu considerare come il prototipo di una %arsa costruita sullintreccio inseparabile di volgarit- e risata. Rohanparam?s e +iernicurto simbattono in un gruppo di studenti che %anno loro un repelBn, burla consistente nello strappargli i capelli, e altre C burlas peoresD. Scappano e si ritrovano dopo la %uga. Si comincia a scoprire cosa successo. Rohanparam?s dice a +iernicurto di sedere0
H:ohanparamCsI -i<ntate, 9o est<s erguecho. H@iernicurtoI ;nda, vateR Fue 9o *uiero. H:ohanparamCsI @or *u< sos tan tesonero @Bsate, ansA 4ios te valgaR H@iernicurtoI =o puedo con una nalga. H:ohanparamCsI CBmo 8a( algo nel trasero H@iernicurtoI ;l fin me ovon de caber da*uellas barraganadas en las nalgas dos picadas, *ue mCs 9o pudon hazer. H:ohanparamCsI R8ideputa, ( *u< prazerR Con el rabo te justavanR H@iernicurtoI -abe *ue se le apegaban.

+iernicurto stato sodomizzato nella mischia, e %inir- per ammetterlo a denti stretti2 Rohanparam?s ha capito benissimo, e non si lascia perdere loccasione per buone battute0
8ideputa, *ui<n te viesse embuelto con un par dellosR

dice a +iernicurto che promette di %arla pagare agli studenti se li reincontra. 9ra embuelto

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signi%ica sia coinvolto, messo in una mischia, ma ha anche un senso osceno, come vivere in concubinaggio, essere avvolto, avviluppato. 'sa il termine poco dopo, chiedendogli che %arebbe se li vedesse embueltos con sua moglie. "omunque la vicenda non totalmente negativa per i due paesani0 nel %inale entra in scena un terzo personaggio, uno Studente, che %a di nuovo un repelBn a +iernicurto2 stavolta per i due compagni si vendicano e restituiscono al malcapitato tutto quello che avevano ricevuto dai suoi colleghi0
H@iernicurtoI Q6, *ue palo le fro*u< en a*uellos rabazilesR H:ohanparamCsI 6tro le di en los *uadriles *ue *uasi lo derengu<.

"ambiando clima, e passando alle egloghe della seconda epoca, nell Mgloga de Cristino ( ,ebea il tema dellamore assume quasi una connotazione sacrilega, non rara nella commedia paganeggiante dellepoca o nella poesia dei canzonieri. "ristino, deluso dallamore, si ritira a vivere da eremita, ma .more interviene e gli manda la nin%a :ebea per tentarlo e costringerlo a tornare alla vita mondana. Si con%igura un con%litto tra vita amorosa e vita religiosa. ;ice in%atti .more0
T dale tal tentaciBn *ue afficiBn le ponga tal pensamiento *ue desampare el convento ( deEe la religiBn.

!a tentazione ottiene il suo scopo, e "ristino torna al servizio di .more, che lo ammonisce a non tradire pi/ la sua corte, se non vuole essere ben castigato0
=o te acontezca jamCs desde o( mCs retraerte a religiBn, si no, sin ningDn perdBn bien castigado serCs.

!a morale della storia sembra racchiusa nelle parole edoniste di Rustino, amico di "ristino0
Las vidas de las hermitas son benditas, mas nunca son hermita9os

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sino viejos de cient a9os, personas *ue son prescritas, *ue no sienten poderAo ni amorAo, ni les viene cachondez, por*ue, miaf<, la vejez es de terru9o mu( frAo.

1 chiaro che tutto questo va letto nella cornice di uno spettacolo divertente e dintrattenimento, cosa che attenua molto il carattere blas%emo, e %orse lo elimina del tutto. (a certamente dire che la vita da eremiti va riservata ai vecchi impotenti cosa che va al di l- dei limiti del decoro. Sostanzialmente su una linea a%%ine l Mgloga de ,ileno, Nambardo ( Cardonio, pubblicata per la prima volta nel 56H@. :ileno, deluso da un amore non corrisposto, decide di togliersi la vita. &iene qui a%%rontato un tema abbastanza consueto dellamor cortese, a partire dal quale si sviluppa una disputa interessante tra %emminismo e anti%emminismo0 Ue%ira, il personaggio %emminile che ri%iuta il suo spasimante, viene considerata, secondo il modello cortese, ingrata, crudele, omicida, mutevole, peggiore di tutte le altre donne, di cui peraltro non si dicono che cose negative. 1 un classico0 la donna viene innalzata al rango di quasi divinitnella %ase del corteggiamento, ma il suo ri%iuto di %arsi amante viene aspramente condannato come un crimine mortale. "ervantes a%%ronter- in modo magistrale la critica di questo atteggiamento anti%emminista nellepisodio della pastora (arcela, nel Chisciotte, la quale di%ender- strenuamente la sua dignit- di persona libera e decisa a determinare da s) le sue scelte di vita0 ;on "hisciotte ne prender- le di%ese senza riserve. ,nsieme al tema dellamor cortese, il dibattito tra %emminismo e anti%emminismo allepoca dei re cattolici era diventato una questione importante, su cui le correnti progressiste e quelle conservatrici, pi/ legate alla cultura u%%iciale, si scontravano con una certa asprezza. 4el testo di Encina, che delle donne aveva unopinione ottima, "ardonio si incarica di di%endere lintero genere %emminile0 interessante sottolineatura, %orse, del carattere tutto interno al mondo maschile del dibattito, come se le donne non potessero intervenire in prima persona a di%endersi da sole. ,n e%%etti, nell Mgloda de @lCcida ( $itoriano sar- proprio +l?cida a lanciare uninvettiva contro il perverso comportamento degli uomini nei con%ronti della donna, da un lato seguendo il precedente dello s%ogo di .reVsa nella Celestina, ma dallaltro spostando questo s%ogo dal livello del personaggio della prostituta a quello della donna nobile, in modo che la critica del maschilismo potesse colpire il segno e assumere un valore pi/ generale. ,n ogni caso, tornando al testo di :ileno, "ardonio a%%erma che la svalutazione delle donne nasce da un cuore malato0 assurdo condannare tutte le donne perch) una sola causa dolore0
=i por*ue Nefira te causa dolor, *ue no s< si viene por tu merescido,

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no deven las otras entrar en partido do pierdan por ella el devido honor.

Si sviluppa una dialettica nella quale i due personaggi si rendono portavoce dei luoghi comuni che la cultura del tempo accampava pro o contro le donne. ,n Spagna, daltronde, era pressoch) impossibile parlare apertamente di problemi gravi, come il con%litto etnico, o la progressiva tras%ormazione della monarchia in un potere assolutista0 il %atto che %osse possibile sviluppare un dibattito sulla donna %a s che su questo tema le varie correnti ideologiche intervengano, anche con asprezza, e si distinguano nettamente. !anti%emminismo era osteggiato dagli intellettuali pi/ aperti e legati alle istanze dellumanesimo italiano (bench) anche tra gli umanisti avesse cominciato a di%%ondersi un certo anti%emminismo del tutto nuovo, risalente al Loccaccio del Corbaccio . ,n questi ambienti intellettuali la di%esa della dignit- %emminile si accompagna in genere a una critica verso lamor cortese, o almeno verso le interpretazioni pi/ restrittive dellamor cortese, legate agli ambienti nobiliari. .nche nel testo di Encina evidente questa critica. :ileno un tipico amante cortese che, per il solo %atto di corteggiare la dama, pretende che questa gli si conceda per una sorta di diritto damore, e se questo non avviene, la tragedia. "os argomenta contro le donne0
4esde el comienzo de su creaciBn torciB la muger del vero camino, *ue menospreciando el mando divino a sA ( a nosotros causB perdiciBn. 4e a*u<lla HU7vaI en las otras passB succesiBn, soberbia, codicia, ( desobediencia, ( el vicio do halla ma(or resistencia a*uel mCs seguir su loca opiniBn. 4e su nascimiento son todas dispuestas a ira, embidia, ( a*u<lla es mCs buena *ue sabe mejor causar ma(or pena a los *ue siguen sus crudas re*uestas. T aun*ue de fuera se muestran honestas, lo verdadero te diga el Corvacho, *ue (o en tal lugar dezirlo me empacho, *ue son cosas ciertas mas mu( desonestas.

+i/ o meno sono sempre le stesse accuse, C ( si vergVenWa soltasse la rienda, P no esperarAan a ser re*ueridasD0 se la vergogna permettesse loro di andare a briglia sciolta, non aspetterebbero certo di essere richieste dai corteggiatori. .nche la risposta di "ardonio abbastanza stantia, perch) %a ri%erimento ai soliti modelli

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virtuosi di donne0 !ucrezia, +enelope, ;idone, le caste sante, ecc. ;i %atto per :ileno il tipico amante cortese, il cui servizio stato ri%iutato, per cui decide di uccidersi. Siamo dunque sulla stessa linea critica inaugurata dal converso ;iego de San +edro con La cCrcel de amor, romanzo in cui critica dellamor cortese e critica dellassolutismo convergono F e %orse non sono estranee al %astidio che gli inquisitori provarono di %ronte allopera, chiedendo allautore una sorta di scon%essione.

L GLOGA

DE

PLCIDA

VITORIANO

1 lopera principale e pi/ complessa tra i testi teatrali di Encina. !a trama prende avvio da un litigio tra i due innamorati, che d- occasione al lamento di +l?cida sullabbandono, la debolezza, la mancanza di tutela in cui si trovano le donne nei con%ronti degli uomini, sia nella vita quotidiana e nei rapporti %amiliari, sia sul piano giuridico, se luomo viene meno alle sue promesse, dopo averle sedotte0
6 *ui<n le viera ( o(era los juramentos *ue hazAa por me haver. 6, maldida la muger *ue en juras de hombre confAaR

,l tema non rappresenta una novit- assoluta, essendo gi- presente nella poesia popolare. &iene per trattato con un risvolto %orse originale0 la debolezza intrinseca della donna nella relazione grave perch) lamore un %atto naturale, una passione o desiderio che luomo e la donna vivono con la stessa intensit- e con lo stesso trasporto. +er se a cedere la donna, deve assumersi un pesante costo sociale per un comportamento considerato disonorante, e spesso punito, legalmente o illegalmente, con la morte. ,nvece luomo, parimenti esposto alla passione amorosa, non XcedeY ma XconquistaY, e nella seduzione di una donna non perde onore, ma acquista prestigio. &itoriano si lascia consigliare dallamico Suplicio ad applicare una cura tipo chiodo scaccia chiodo, dedicandosi al corteggiamento di :lugencia, in modo da poterla avere nel pi/ breve tempo possibile. :lugencia non certo una santarellina, e al corteggiamento di &itoriano chiarisce subito che CaVn *o so* de carne * huessoD, e promette un rapido cedimento, nel rispetto delle %orme pi/ essenziali. ,n realt- appartiene a tuttaltro rango di quello nobiliare. !o si vede nel dialogo tra :lugencia e la ru%%iana Eritea. !a scena un piacevole omaggio di Encina alla tematica celestinesca, di cui riprende gli elementi essenziali0 verginit- ricucite col %ilo, amori mercenari, satira religiosa contro i %rati che Xpenetran como ra(oY, satira contro i damerini di palazzo che vorrebbero godere senza pagare, i beveraggi e i %iltri damore, ma anche allusioni a un commercio di neonati pi/ o meno indesiderati.

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Segue poi il dramma0 convinta di essere stata abbandonata, +l?cida prende la decisione estrema di uccidersi, e morta la ritrover- appunto &itoriano. Questo d- occasione a un singolare u%%icio dei de%unti che &itoriano recita, para%rasando la liturgia ecclesiastica, La vigilia de la enamorada muerta. Questa parodia di testi sacri, non un caso unico e si trova nella poesia dei canzonieri con <odrSguez del +adr#n, Ruan de ;ueWas, Suero de <ivera, GarcS S?nchez de Lada=oz, ecc. Si tratta di una %orma %orse estrema di digni%icazione dellamore rinascimentale, i cui esempi a volte sono stati letteralmente strappati dai manoscritti, ma non si dovrebbero trarne conclusioni %rettolose. 4on si tratta, in%atti, di una religione alternativa, ma di un tema letterario, sia pure situato in una zona estrema, dove il gioco della parola e della meta%ora amorosa diventa pericoloso. "omunque, lopera ha un lieto %ine0 &enere, commossa dal dolore provato da &itoriano, interviene resuscitando la ragazza e permettendo ai due innamorati di coronare il loro sogno. ,n questopera raggiunge la massima espressione un sentimento pagano, letterario certamente, ma che si esprime come se non esistesse un contesto socioFculturale cristiano al suo intorno. 1 un sentimento pro%ondamente legato allambiente italiano (e di cui Encina si vergogner- qualche anno dopo, quando la sua conversione sembra prendere il sopravvento su questo tipo di atteggiamento . <esta singolare la contrapposizione tra amor scortese e amore cortese, nonch) tra una specie di religione pagana dellamore, con i suoi riti e le sue divinit-, e la cultura u%%iciale. !a %inzione teatrale, e lambiente italiano, permettevano comunque questa parodica contrapposizione con il cattolicesimo u%%iciale. !a corte ponti%icia, presso cui %u rappresentata lopera, non si scandalizzava di questo, e non vedeva alcun paganesimo di cui temere la concorrenza. "era tuttavia unintuizione della vita e una devozione allamore espressa %ingendo riti e solennit- che non cessano di essere parodie di rituali religiosi. &erso la %ine della sua vita, Encina se ne vergogner-. +reso dallansia di una sincera conversione religiosa, rinnegher- il carattere pro%ano e %rivolo dei suoi scritti, passando ad occuparsi di questioni in cui bene che ciascuno sia lasciato solo, con rispetto. 4el %rattempo si pu dire che aveva dato alla Spagna un teatro.

Juan del Encina

Egloga I

7gloga rappresentata la notte della nascita del nostro Salvatore, dove sono introdotti due pastori, uno chiamato Ruan e laltro (ateo. E Ruan entra per primo nella sala dove il ;uca e la ;uchessa stavano ascoltando il mattutino, e a nome di Ruan del Encina viene a presentare certi componimenti per questa %esta alla signora ;uchessa. !altro pastore, (ateo, entra dopo di lui e, rappresentando i detrattori e i maldicenti, comincia a ragionare con lui. E Ruan, molto allegro ed esultante perch) le loro signorie lo avevano accolto come loro, vince la malizia dellaltro. E promette che, venuto maggio, dar- alla luce la compilazione di tutte le sue opere, perch) gliele usurpavano e corrompevano, e perch) non pensassero che tutta la sua opera era pastorale, come dicevano alcuni, ma conoscessero piuttosto che il suo sapere era pi/ vasto. [Ruan\ ;io vi salvi, buona genteZ +enso, certo, qua sono, che vado a vedere la nostra padrona. Eccola, molto splendenteZ 9 la visiera minganna, o lei, senza dubbio. SicuroZ !e porto un presente, piccolo e di buon grado. +renda vostra signoria. E non pensate di saziarvi, che non cosa da mangiare, ma novit- piacevoli per divertirvi, che mi piace accontentarvi pi/ che a chiunque altro del mostro paese. $utti debbono stimarvi, ma chi sapr- lodarvi, per %orte che sia3 +er non parlare del nostro padrone, per il quale vi dobbiamo di pi/, tanto pi/ che io lo chiamo sempre il nostro "esare, che da tale albero [viene\ tale ramo2 sembra proprio piacere al gran %iglio di +riamo. Se gli attribuisco una %ama eccessiva, lo dica il suo gran potere. Gi- lo temono, di sicuro, in :rancia e in +ortogallo, perch) sanno che uno simile di certo non c mai stato. Egli con le sue %orze ci protegge e ci di%ende, e giuro anche, con sicurezza, che appena muove il piede, subito ne hanno paura oltre con%ine. 1 cos giusto e per%etto, un tale castigatore di %urti, che i lupi pi/ sono a%%amati, pi/ %uggono dal suo gregge. 1 gi- cos lavorata la zolla nel suo territorio, che il povero pi/ miserabile ora ha, ;io sia lodato, pane vecchio in abbondanza. [(ateo\ 9h, Ruan, Ruan, %iglio di +ascualaZ Lada, bada, qui stai tu3 [Ruan\ ;ico, dico, allora che successo3 ;evi %orse averne il dazio3 [(ateo\ $i credi ormai elegante, che te ne vieni in palazzo3 .ndiamo, via, in maloraZ "redi di essere %atto per le sale3 4on ti viene di generazione.

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[Ruan\ $aci, taci ora, spia,KKi che non manchi mai di essere malvagio, tu come tuo zio. KKii Se ora, con questo %reddo ti disponi a latrare, che %arai in estate, quando per la rabbia per il mio vigore ti si bruceranno le viscere3 [(ateo\ 9h, misero pastore, dei pi/ malvagi del %ato, ancora non vali pi/ di un papero e ti consideri di grande valoreZ [Ruan\ ;igerisci ormai, peccatore, questinvidia che abita in te, che avresti ancor pi/ rancore se spessi il lavoro che ho portato ora alla nostra padrona. [(ateo\ !ascia perdere queste questioni, che poco ci guadagni. ,o conosco bene le tue opere, e tutte insieme non valgono due pagliuzze. [Ruan\ $u non hai visto i gioielli che ho sotto il mio giubbotto. Queste opere che sminuisci sono tozzi di pane e briciole che cadono dalla borsa. [(ateo\ ,o ti giuro su san +ela*o che chiunque ti disprezza, che non hai mai ciucciato una sola goccia di latte buono. [Ruan\ .nche se ora io porto solo un %agotto di vestito, tu lascia venire maggio e vedrai se non tiro %uori un abito dai colori splendenti. "on la mia pietra %ocaia tirer %uori tanta luce in poco tempo, che verranno da qualunque ricovero ciascuno col suo tizzone da accendere. ;al mio mucchio dar loro ghiande da mangiare, ma alcune sono tali che ci vorr- molto da %are per rodere il guscio. [(ateo\ (a io ti prometto, Ruan, per quanto tu possa essere soddis%atto, che posso portartene pi/ di tre che diranno il contrario0 che so bene che si burleranno delle tue opere e di te. [Ruan\ E chi saranno questi tali, se non Ruan il sacrestano, che invidioso di me3 [(ateo\ .nche +ravos, buono zampognaro sparla di te, e il %idanzato di Sorva=os, e il padre di Gil &aquero, e il nipote del %abbro, e !loriente, tuo cognato, e il %iglio del guardiano delle messi, che un ragazzo con un buon gregge,KKiii criticano tutto il tuo lavoro. [Ruan\ ;avanti a questi signori, a chi mi volesse criticare, io mi impegno a mostrare per un errore mio mille errori loro. "onsiderami tra i migliori. Lada che sei in inganno, che se vuoi di cose di pastori o di arte ma(or, tutto so, ;io sia lodato. E non dubito di aver errori in qualche mio vecchio scritto, che quando ero un ragazzino, non sapevo quasi nulla. (a ora cos cesellato ad arte il mio lavoro che, anche se viene esaminato, non ci sar- cos mal versi%icata, se non mente lo scrittore. [(ateo\ 9ra dico che sei un ragazzo davvero per%etto. [Ruan\ ,o ti giuro che tale mi considerano i miei padroni, e da quando abito qua, sono diventato ancor pi/ splendido. [(ateo\ Qui abiti3
5alsAn, nome con cui venivano indicate le spie che smascheravano i conversi ebrei giudaizzanti. ,l ri%erimento alla generazione in%atti leggibile come unQaccusa di non appartenere alla casta cristiano-vieja (c%r. "aro Laro=a Rulio, Los judAos en la 7spa9a moderna ( contemporCnea, ,stmo, (adrid 5@8G, 7 voll. . KKii 1 stata vista in questa %rase unQallusione a con%litti con la %amiglia di !ucas :ern?ndez. KKiii 4e buen apero: apero signi%ica tutto ci che ha attinenza con le bestie, e il riparo in cui le bestie sono alloggiate.
KKi

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[Ruan\ "ertamenteZ [(ateo\ "ome ti va3 [Ruan\ (i va bene. [(ateo\ . maggior ragione ora ti credo.KKiv [Ruan\ E tu non lo avevi ancora saputo3 [(ateo\ ,n %ede, no, certo, dico. [Ruan\ Ebbene, questi due sono i miei padroni. [(ateo\ $i hanno gi- accolto3 [Ruan\ ;icoZ Sono gi- daccordo, e mi d-nno anche una buona paga. [(ateo\ "he ti hanno dato3 "he hai avuto3 [Ruan\ .ncora non ho maturato nulla. [(ateo\ Quindi non ti hanno dato niente3 [Ruan\ 4on mi hanno dato, ma daranno, se ;io gli concede vita. [(ateo\ 4on smettere di servirli, per la verit-, che lo %aranno0 che io ti assicuro, Ruan, che non ti scaldi a un %uoco di paglia, n) ti mancher- pi/ il pane. [Ruan\ 4on sono padroni che si stanno compiacendo di pochi spiccioli. [(ateo\ E anche con questo piacere parli tu di divertimento3 ,o penso che, come il paggio di !edesma vorrai essere, quello che, essendo il pi/ valido, %u a%%idato dal padre al ;uca. ,o ti giuro che, avendo tali padroni, nessuno pi/ ti prender- in giro. ,inale [Ruan\ Grazie a ;io, che mi ha %atto questa grazia di essere loro. [(ateo\ Se avessi tali padroni uscirei dalle miserie io. [Ruan\ 4on si mai visto un padrone simile n) una padrona tanto amata, mai sono nati eguali. ;io, che tali li ha creati, dia loro mille anni di vita.

[Ruan del Encina, 1eatro completo, ed. (iguel ]ngel +)rez +riego, "?tedra, (adrid 5@@5, originale in versi\

KKiv

,l testo dice0 no te creo.

Juan del Encina

Egloga VI

'appresentata nella stessa notte di carnevale. EEv ;ove sono introdotti gli stessi pastori di prima,KKvi chiamati Lenito e Lras, !loriente e +edruelo. Ed entra per primo Lenito nella sala in cui si trovano il ;uca e la ;uchessa e, steso al suolo, con molta calma comincia a cenare2 entra poi Lras, che aveva gi- cenato, entra dicendo0 "arnevale %uoriZ. (a per linsistenzaKKvii di Lenito, torna di nuovo a cenare con lui. E mentre cenano, e ragionano sullavvento della Quaresima, entrano !loriente e +edruelo, e tutti e quattro insieme, mangiando e cantando con gran piacere, d-nno termine alla loro %esta. [Lras\ "arnevale %uoriZ "arnevale %uoriZ [Leneito\ .spetta, aspetta, ch) non sono ancora sazio. [Lras\ ,o sono gi- gon%io, ;io sia lodatoZ [Leneito\ Mo la pappagorgia quasi al massimo. [Lras\ +orca puttanaZKKviii "hi potrebbe mangiare di pi/3 [Leneito\ Siedi, siedi, Lras, mangia ancora un boccone. [Lras\ 4on ci riesco,KKiK giuro. Mo gi- mangiato tanto che sono cos pieno che mi si rigon%ia la pancia.KKK [Leneito\ Siedi. [Lras\ &isto che insisti,KKKi eccomi qua. "oshai da mangiare3 ;i. [Leneito\ Luona pancetta e questorcio di vino, del migliore che ho mai visto. [Lras\ ;- allora, d-, mangiamo e beviamo. (uoia la gatta e muoia sazia. KKKii Scostati, Leneito, scostati, ch) possiamo entrarci e stenderci bene. [Leneito\ Stenditi, Lras, e divertiamoci oggi che san +appagorgia, ch) cos %anno i nostri padroni. [Lras\ , nostri padroni hanno gi- cenato, e di lusso.
;ntruejo, da entruejo, lat. ^introitulus, poi entroido, cio entrata (_ di quaresima . Carnestolendas, lat. caro, carnis (carne e tollendus, da tollere0 togliere, levare. Entrambi i termini indicano gli ultimi tra giorni di "arnevale. Esiste anche un antico carnal, per carnaval. KKvi "io della precedente 7gloga $. KKvii #mportunado, in senso latino di presentare istanza, insistere. KKviii "ome imprecazione, e non come insulto rivolto a una persona determinata, hideputa corrisponde pi/ al nostro Cporca puttanaD che a C%iglio di puttanaD. KKiK Cumpre: cumprir, cumplir. el senso che non una cosa che gli si pu chiedere di %are. KKK @ancho, voce %amiliare, lat. panteE, -icis. KKKi ;cusar, probabilmente nel senso ironico di chiamare in giudizio. KKKii +roverbio, bench) pi/ di%%uso nella %orma muera 5arta ( muera harta.
KKv

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[Leneito\ E anche a quattro ganasce.KKKiii [Lras\ Se mi dessero una botta adesso, maledizione, scoppierei. [Leneito\ +igia, manda gi/ un buon boccone.KKKiv [Lras\ 4on mi entra. [Leneito\ +orca puttanaZ Quant buono questo coloratoZ (angia, mangia, mangia, mangia, non ci colga ancora stesiKKKv la Quaresima. ;ivoriamoci questi bocconi.KKKvi [Lras\ Se anche si %a vedere, non credo che possa rompermi i lombi. KKKvii [Leneito\ ,n verit-, Lras, a me ha %atto tanto spavento, che anche se ceniamo a tutta %orza, ti giuro che ci domer-. [Lras\ ;ove lhai vista3 [Leneito\ !ho vista camminare su quei campi, dietro il "arnevale, KKKviii a randellate per cacciarlo da ogni nostro paese. ;ovevi, dovevi vedere spuntare tra i monti una tale schiera di porri che non so dirla a parole. KKKiK E dallaltro lato spunt lo stendardo della lega e degli ortaggi, dicendo alla salsiccia0 XSalvati, salvati, ormai tempo di con%essartiY. Si a%%losciarono in tal modo le %rittelle che maltrattarono coi loro dolori le genti gauderecce. Kl Si %ece avanti la sardina, scintillante, e assal la pancetta e le diede un colpo Kli cos violento che impossibile non averne spavento. "on tale potenza ne dom la resistenza, che in questi quaranta giorni dubito che possa rialzarsi. .vresti visto gli agli guerrieri, con %orti mortai ben calcati in testa, Klii saltare per quei prati agilissimi con lance e pestelli2 i galli molto con%usi tra i colli, stanchi, morti, %eriti, sperduti tra i canneti. Kliii !e cipolle misero la lancia in resta e spuntarono dal ciglio del colle2 le uova, il burro e il %ormaggio non si
1ra*ue ( restra*ue (il secondo un ra%%orzativo del primo . 1ra*ue0 rumore, scoreggia. Calca U apretar0 spingi gi/ un boccone (4iccionario de la lengua espa9ola, a cura della <eal .ccademia EspaWola, EspansaF"alpe, (adrid 5@@B, ventunesima edizione, dQora in avanti indicato con la sigla0 <.E . KKKv 'ellanados _ arrellanados: 7nsancharse ( eEtenderse en el asiento con toda comodidad (<.E . ,l senso 0 che non arrivi la quaresima quando ancora ci sono cose da mangiare, che dovranno essere lasciate. KKKvi 8arbar0 %are qualcosa in %retta e disordinatamente, spicciarsi. KKKvii 4esllomar "ll U l : derrengar, *uebrantar gravemente los ri9ones o lomos del hombre o animal ";ut..&. :rase eu%emistica, come dire0 non sarebbe certo la quaresima a rompermi il culo. KKKviii "omincia il tradizionale combattimento tra "arnevale e Quaresima, cio tra lQesercito della carne e quello delle verdure. $ema molto di%%uso nella letteratura popolare europea. 'n grande precedente spagnolo nel Libro de buen amor. KKKiK @ercontar, con il pre%isso intensi%icativo per-, cultismo tipico della parlata rustica. Kl @apillarte viene da papilla, che la pappa dei bambini piccoli, %atta col miele. Kli Oatricajo, usato anche da !ucas :ern?ndez e $orres 4aharro. Klii 7ncas*uetados. Kliii Ca9avera _ canna da palude. ,l testo dice che i galli sono in potere di ca9averas. 4on saprei interpretare diversamente.
KKKiii KKKiv

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%ermarono, ch) certo subito cedettero e abbandonarono il triste "arnevale. ;isordinatamente %ugge a briglia sciolta. :ino ad ora hanno combattuto. [Lras\ 9h, che guerra crudeleZ ,n grande a%%lizione mi d- con la sua venuta la Quaresima dolorosa. [Leneito\ Senza dubbio viene molto in %retta. 4on pu tardare ancora molto. [Lras\ &edo spuntare l !loriente e il %iglio di (enga. [Leneito\ &engono verso di noi3 [Lras\ "erto. [Leneito\ 'rla %orte, da stordirli di grida. [Lras\ Sar- il caso. Qua, ragazzi,Kliv quaZ [!loriente\ &olete che veniamo l-3 [Lras\ "ertamente. [Leneito\ (uovetevi, muovetevi, venite, ch) ce ne sar- per tutti. [!loriente\ +edruelo, d-i, muoviamoci. "i divertiremo un po, ch) presto presto cambieremo, perch) ci passer- la rabbia. [+edruelo\ .ndiamo, presto, non tardiamo, che io porto un recipiente di latte %resco per inzuppare [il pane\. [!loriente\ Luon pro vi %accia, lavoratori. [+edruelo\ ;io lo voglia. "on quanta calma mangiateZ [Lras\ &ogliamo riposarci perch) c tempo, ch) dopo tutto si paga. [!loriente\ Gran miseria ci aspettaKlv domani. [Leneito\ ;igli di sedere, Lras. [Lras\ 1 gentuccia che mangia bene. Sedetevi qui, ragazzi, mangioni, aguzzate le mascelle. [!loriente\ S, che non siamo lavoratori mangioni e nemmeno beoni. [Lras\ :igli di puttana, poppantoni, non lasciate una sola capra senza popparla. [+edruelo\ Se parlassero le bisacceZ [Leneito\ "he porti nella bisaccia3 di, ragazzo. [+edruelo\ +orto un recipiente di latte, perch) buon pro ci %accia. [Lras\ .hZ poppante, delle capre di .nt#n3 [+edruelo\ 4on sono mica un ladroneZ +arli molto male. .nchio possiedo capre, bench) non siano tante. [Leneito\ ;- qua, +edruelo, d- qua, tira, tira %uori. (angiamo a mordi e bevi e non molestiamoci lun laltro. [Lras\ Se di vacca, dannosoKlvi e vigliacco. [Leneito\ E buono se la vacca non troppo magra. [+edruelo\ ,o ve lo dar di capra, e dovete bere con misura. Klvii Levi tu per primo, capraio Lras.
Nagal, pastore mozzo, subordinato al rabadCn, che comanda un intero gregge, distribuito tra vari zagales) il grado superiore della gerarchia pastorile il ma(oral. Klv ;magar, minacciare, incombere. Klvi @erda9osa, con il pre%isso intensi%icativo per-. Klvii ; estaca0 estaca un palo a punta, che si usa, tra lQaltro, per segnalare i con%ini tra lotti di
Kliv

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"he modo ineducato di bereZ [Lras\ Leva Lenito, poi, che bovaro, e poi !loriente, pecoraio. [+edruelo\ ,o voglio essere lultimo, per bere %orte e a mio gusto, perch) ho portato io la cosa. [!loriente\ Leneito, dato che sei umano, bevi piano. [+edruelo\ :iglio di puttanaZ e come beviZ [Leneito\ $aci, taci, non disturbarmi quando tocca a me, non parlare cos presto. [!loriente\ ;ammi qua, Leneito %ratello, berr e poi lo dar a +edruelo, buono e santo. ,inale [Leneito\ +ulisciti prima il moccio. Levi poco, ch) resti per +edruelo. [!loriente\ $aci, tu, ragazzino, che non sono stolto, e lo mando gi/ molto educatamente. [+edruelo\ Guarda me, come lo tocco senza rumore Klviii, e ora, su, a cantare, e vedrai come ci do dentro.KliK $illancico 9ggi mangiamo e beviamo, divertiamoci e cantiamo, che domani digiuneremo. ,n onore di San "arnevale oggi gon%iamoci per bene, imbottiamoci queste pance, riempiamoci la pelle che costume del paese che oggi ci saziamo tutti, ch< domani digiuneremo. 9noriamo un cos buon santo purch) nella %ame ci soccorra.l
terreno. ;ut. riporta lQespressione estar a estaca, avere poco spazio o con la razione di cibo limitata. !a libagione del latte ha un antico valore simbolico come cerimonia di puri%icazione, il che pu essere coerente con il contesto, come indicazione del passaggio alla quaresima. +er, nel mondo trovadorico simbolo dellQosservanza della morale cortese. Questo elemento potrebbe essere tenuto presente, insieme al valore simbolico del latte come segno dellQet- aurea pastorile. ,n tal caso si avrebbe il passaggio dal pastore concreto, che interpreta lo spirito carnevalesco antiquaresimale, al pastore ideale, che osserva una sua morale (et- aurea , anchQessa contrapposta alla quaresima. Si ha cos unQimportante congiunzione di "arnevale e spirito dellQet- dellQoro. Klviii -ollar, arcaismo per soplar. .llude al bere rumorosamente, risucchiando lQaria. KliK ,rocar: dar, golpear ((iguel ]ngel +)rez +riego, in Cuatro comedias celestinescas, 'niversidad de &alencia 5@@7, 56@ . l 4otare il tema del carnevale come condizione in cui non si patisce la %ame.

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(angiamo %ino a non poterne pi/li ch) domani c grande a%%lizione. (angiamo, beviamo tanto, %ino a scoppiare, ch< domani digiuneremo. Levi, Lras, e pi/ ancora tu, Leneito, beva +edruelo e !loriente. Levi tu prima, ci toglierai questo problema. lii 4el bere bene ho diletto, d- qua, d- qua, berremo, ch< domani digiuneremo. ,inale ;ivertiamoci oggi, ch) domani viene la morte, beviamo, mangiamo %orte, andiamo verso le bestie. 4on perderemo alcun boccone, ch) andremo mangiando, e domani digiuneremo.liii [Ruan del Encina, 1eatro completo, ed. (iguel ]ngel +)rez +riego, "?tedra, (adrid 5@@5, originale in versi\

; calca porra0 %orse calcar, premere, con un bastone "porra per %ar pi/ spazio. @reito, per pleito, non chiarissimo in questo passo. liii "harlotte Stern ritiene che vi sia qui una parodia religiosa. !Qorazione al santo burlesco come parodia del canto %inale alla &ergine nei testi sacri sul natale. +er +)rez +riego tutta la scena parodica dello schema natalizio. &a aggiunto che questa parodia liturgica un elemento tipico della cultura carnevalescoFpopolare.
li lii

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Egloga di Plcida e Vitoriano


(vv. %XK-YY%

[Eritea\ ;io vi conceda una buona notte, :lugencia, che brutto aspetto avete, sia sempre [buona\ per voi. [:lugencia\ Siate la benvenuta, comare Eritea. "he cercate3 ;ove andate a questora3 [Eritea\ &ado a casa di :ebea. [:lugencia\ . %ar cosa3 Sentiamo. [Eritea\ . parlottare di un certo imbroglio, parliamo della sua gravidanza. Sono giorni che cerchiamo di %are un %iglio in un modo o nellaltro. Ma gi- le doglie, sar- un miracolo se ne scampa. [:lugencia\ !o mostra bene il suo aspetto0 vicina al parto la meschina. [Eritea\ Gli hanno gi- messo il nome. [:lugencia\ .nche voi avrete un bambino presto. [Eritea\ 9ggi ha partorito la sua vicina e se lo vende. [:lugencia\ 4e avrete un altro da l vicino. [Eritea\ &ado, ch) :ebea sta in ansia. [:lugencia\ +otessimo non avere mai doloreZ [Eritea\ 4) lo abbia chi ci vuol bene. [:lugencia\ .ncora non abbiamo il %iglio e gi- gli diamo il nome, da dovunque vengaZ [Eritea\ ,o lo avr da una donzella che conosco, quando partorir-. [:lugencia\ (i venga un colpo se non indovino chi questa donzella0 quella che domenica nellorto hanno sposato con il guercio. +er lanima mia, certo leiZ ;ite, comare, lei3 [Eritea\ .cqua in bocca, comare, proprio leiZ [:lugencia\ E davvero bellaZ 'n problema per lo sposo, subito cuculo [_becco\ e cornuto. [Eritea\ Lene, glielhanno data per vergine. [:lugencia\ ,o ci credo, maledizione, Eritea, e non lo metto in dubbio. &oi col %ilo di seta le cucirete la verginit-, che sia pi/ che resistente. [Eritea\ Se avessi tanti ducati quante verginit- ho %atto, non entrerebbero in casa. :accio la verginit- cos stretta che pi/ di un paio hanno la zucca rotta. &oi lo sapete bene. [:lugencia\ !o so s, per i miei peccati. [Eritea\ Le, se dico di :ebea, le sue verginit- non hanno numero0 non c chi crei tante verginit-. [:lugencia\ Quante saranno, Eritea3 [Eritea\ +er ;io, sono gi- pi/ di cento, per la verit-, ma ora ha deciso di partorire. [:lugencia\ E a chi attribuirete il %iglio3 [Eritea\ . un certo protonotario. 9ra viene il bello0 su di lui sono in lite lui, un %rate e un notaio, e io taccio. $utti pensano di averlo in carico, credo anche uno speziale. [:lugencia\ ;io assista questa gravidanza, ch) ha gi- superato i quaranta. ;icono bene che ai

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vecchi, capelli di peceliv. [Eritea\ ;i pi/Z Saranno cinquantanni che ha smesso di poppare. [:lugencia\ E ancora si dice donzella e si ritiene giovane3 9h che graziosa arguziaZ 4on ho mai visto un %atto del genere, restare incinta dellaria. (ai ci sono nozze senza %rate, ch) penetrano come saette. [Eritea\ 4on so niente, ma di sua mano mi stata data questa gonna che porto. Sia %rate o sacrestano, meglio avere amori con questi che d-nno, piuttosto che con un corteggiatore tutto rileccato, ch) son tutti ingannatori senza denaro e presumono che glielo si debba [_concedersi\ per diritto, perch) sono signori. [:lugencia\ +er lanima mia, Eritea, proprio ora andato via da qui uno di questa razza2 ma per quanto galante sia, non mi inganner-. &enga la paga, se vuole che io %accia per lui. [Eritea\ :ate cos, comare. E come vi va con quello a cui abbiamo dato i %iltri3 [:lugencia\ Eritea, mi burlo di lui, mi mostro molto crudele. [Eritea\ Manno %atto e%%etto le pozioni. ,o assicuro che dove entra il mio sortilegio non sono amori posticci. :iglia, quandero giovane li pelavo e ripelavo questi sbarbatelli che con il vigore giovanile si sollazzano, e non gli lasciavo pelo. GiovincelliZ. 9ra gli restituisco i colpilv che in altri tempi gli prendevo io. [:lugencia\ Eritea, andate con ;io, ch) voglio entrare in casa0 ci sono due che stanno venendo qua. [Eritea\ Entrate, :lugencia, ch) anchio voglio avviarmi2 [:lugencia\ ;io vi aiuti. [Eritea\ .rrivederci, :lugencia, tardi, :ebea mi star- aspettando. [Ruan del Encina, 1eatro completo, ed. (iguel ]ngel +)rez +riego, "?tedra, (adrid 5@@5, originale in versi\

liv +roverbio per dire che i vecchi si tingono i capelli, in senso di rimprovero per indicare cose che i vecchi non dovrebbero %are. lv Cuchillos, coltelli, termine che ha dato diversi problemi interpretativi. ,o credo che stia qui per coltellate, chiaramente eu%emistico del rapporto sessuale. ,n e%%etti non detto che gli abbiano dato %iltri per %arlo innamorare2 se pensiamo a %iltri a%rodisiaci o per sostenere il vigore sessuale di una persona non troppo giovane, la %rase si chiarisce0 avendo sparato i suoi colpi con Eritea, il nostro amico ha esaurito le cartucce, e ora Eritea glieli restituisce, per modo di dire, dandogli nuovo vigore con a%rodisiaci.

:/;= 47L 7=C#=; ;116 47LL; @7L;1;

;tto della pelata,lvi in cui si introducono due pastori, +iernicurto e Rohanparam?s, i quali stavano vendendo la loro mercanzia in piazza, quando arrivarono certi studenti che li pelarono, %acendo loro altre burle peggiori. Separatisi i paesani per %uggire loro, Rohanparam?s and a casa di un cavaliere, ed entrando nella sala, trovandosi %uori dal pericolo, cominci a raccontare laccaduto. .rriva +iernicurto, rimasto indietro, lvii e dice che tutti gli animali sono andati perduti. Ed entr uno studente mentre parlavano, a ri%argli il serviziolviii e, vedendolo solo, lo cacciano dalla sala. Giungono altri due pastori e Rohanparam?s canta un villancico. [Rohanparam?s\ !evatevi e %ate postoZ !asciate entrare, in nome del cielo, ch) non mi hanno lasciato un pelo da strappare sulla testa. 9ra, signore, %ate chiudere quella porta di %uori, ch) viene una banda di rapaci dietro di me per scarmigliarmi (i capelli . 4on c altro luogo dove stare pi/ sicuri. +er ;io, per ;io, giuro e rigiuro che, anche se non vender lasina n) la mercanzia, non torner in piazza, davvero, giuramento doppio. &ia, che sulla piazza volano le pelate2liK se mi %ossi %ermato a discutere e non %ossi venuto di corsa, avrei avuto in poco tempi i capelli tutti scompigliati, ch) quella brava gente lo avrebbe %atto a buon prezzo. .h, corpo di sant.ntonio, che persecuzioneZ .ncora mi stupisco che ci siano tanti mascalzoni. .l diavolo quel branco di indemoniati. Mo dovuto raddoppiare le mie %orze per uscire da un bel guaio. Sicuro che ne acquister buon onore in paese dora in poi, anche se
'epelBn _ strappare i capelli. "ovarrubias0 C'epelar: sacar el pelo, ( particularmente de la cabeza, castigo *ue se suele dar a los muchachos. 'epelBn es tal castigo D. ,n !ucas :ern?ndez, ,arsa de Oras ( Oeringuella, repelBn nel senso di ripassata, castigo in generale (!ucas :ern?ndez, ,arsas ( <glogas, ed. (arSa Rose%a "anellada, "astalia, (adrid 5@8P . lvii 7n la reWaga0 la reWaga propriamente la retroguardia militare. ,l verbo rezagar ha anche il signi%icato di restare indietro, in %orma ri%lessiva (<.E . ,l termine comunque %ormato da zaga, detrCs, che ;ut. d- gi- come voce antica, di origine araba. lviii 'efazer la chaWa: ;ut. riporta la %rase 'ehacer la chaza0 $olver sobre la misma chaza, por dudas de *uien lo ganB, o por convenio de volver a jugar el mismo lance!. Chaza, nel gioco della pelota, la mossa con cui la palla viene bloccata impedendole di %are punti, ma possibile che Encina abbia presente lQespressione hacer chazas0 ,rase metafBrica con *ue se da a entender *ue alguno tiene hechas, o va haciendo diligencias mu( oportunas para conseguir alguna cosa *ue pretende! ";ut.&) in tal caso rehacer la chaza unQespressione ironica per dire che lo studente vuole ripetere il trattamento e pelarli di nuovo. liK ;ndar por alto U irse por alto (<.E , in modo eccellente. Qui %orse volano, in ri%erimento alla milanera.
lvi

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a qualcuno non giova tanto ci che ha studiato. .ltri avranno speso di pi/, ma a me, senza saper leggere, qua mi hanno %atto baccelliere e non mi costato un soldo. lK (ai si accresca la scienza, n) il %rocio che la cercaZ ;avvero, chi mi crede, non studi un sapere cos spregevole, ch) giuro sulla mia coscienza che se studiasse molto, mi costerebbe ancor pi/ cara di un po di diarrea. &olesse ,ddio che non si %acessero be%%e degli altri in questo modo, perch) darebbero addosso a chiunque, senza pensarci due volte. "he accadrebbe se %acessero un sol gruppolKi delle asine con le loro bardature addosso3 4on mancherebbero certo i ladri che le rubino in un X;io mi aiutiY. [+iernicurto\ !- va tutto al diavolo0 asine, basti e porriZ " meno coscienza in loro che nei cani, per san +aoloZ .ncora mi stupisco di come riesco a parlare, dato il %rangente in cui mi sono visto2 avrei pre%erito perdermi io piuttosto che il mio lavoro. [Rohanparam?s\ 9h maledizione a san LottinoZ E le asine sono perdute3 [+iernicurto\ +erdio, considerale andateZ [Rohanparam?s\ $i giuro su san (artino che qualche %iglio di maledetto lKii si divertir- con la loro %uga. [+iernicurto\ !a tua era gravida3 [Rohanparam?s\ S, ma gravida di un ronzino. ;ioZ ;i questa partita avremo di che raccontare. [+iernicurto\ E al tuo padrone di che pagare, secondo le sue usanze. [Rohanparam?s\ 4o, il pagamento non si evita. :iglio di puttanaZ E che altro3 9ra gli devi qualcosa, e vedrai come te lo addebita. [+iernicurto\ Lisogner- pagarglielo per bene, %ino allultimo pelo. [Rohanparam?s\ +uoi giurarlo sul cielo, che mi toglier- il guadagno di questanno per lasina e la gravidanza. [+iernicurto\ (a no, ch) ormai vecchio e vorr- perdonarti. [Rohanparam?s\ Sono dolori con questo guardiano, se non ho lasina a portata di mano2 se gli debbo dare ci che guadagno, anche ora non si deve tardare. [+iernicurto\ E non conti il basto, che era quasi nuovo. [Rohanparam?s\ .nche questaltra %arina. "ara coster- lasina. [+iernicurto\ $orniamo a cercarla dove eravamo prima, tra quegli studenti. [Rohanparam?s\ Lel miglioramentoZ Sarebbe meglio pagare lasina e a caro prezzo. "i sistemerebbero le chiome, che io sia maledetto se torner l-Z +er questa mano con cui mi segno, non torner pi/ in citt-Z [+iernicurto\ "attivo giuramento sin%ranga al suoloZ Sarai pi/ prudente e vedrai le cose diversamente quando lavrai dimenticato2 ora sei spaventato. [Rohanparam?s\ ,l cane che prov la scottatura...lKiii [+iernicurto\ +resto rider della paura che hai preso. [Rohanparam?s\ Quando mi sono visto circondato, e che non potevo uscirne, per il %atto di non
.llude al %atto che, strappandogli i capelli, gli hanno %atto la tonsura tipica degli studenti. ;montonar, qui nel senso di metterle insieme per portarsele via. Rohanparam?s non sa ancora che le bestie sono perdute lKii 8ideruin Uhijo de ruin. lKiii =unca mCs perro al molino.
lKi lK

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poter %uggire mi si angosciava lanima, sicch) mi venne una tale calma che ho pensato di morire. [+iernicurto\ .l che hai visto arrivare due bastonate ben assestate. [Rohanparam?s\ Erano cos accalcati che non potevo muovermi. Mo cominciato ad alzarmi e c stato un pigia pigia, e non ho trovato via duscita attraverso cui scappare. [+iernicurto\ :iglio di puttana, e guardatelo un poZ ,n malora sei venuto qua. [Rohanparam?s\ E a te, che il diavolo ti porti, non hanno %atto altrettanto3 [+iernicurto\ ,o ti giuro su san ;oval che se mi avessero pelato %orse gliene sarebbe venuto parecchio male. [Rohanparam?s\ +er la verit-, per lanima mia, con ci che stai dicendo, perch) venivi correndo quando sei entrato per di l-3 [+iernicurto\ +erch) pensavo che ti stessero ancora pelando. [Rohanparam?s\ E te ne venivi riguardando se cera qualcuno dietro di te3 E se tu li avessi trovati qui e mi avessi visto pelare, avresti potuto %arli smettere, pur con tutto il tuo impegno3 [+iernicurto\ $u lo avresti visto, se avessi potuto vederlo, qual giovamento avresti avuto con ci che gli avrei detto. [Rohanparam?s\ E tu molto bene ne saresti venuto %uoriZ Giuro su san Salvatore che se quelli ti avessero sentito parlare, ben volentieri ti avrebbero preso per mallevadore. $i avrebbero tagliato intorno queste criniere e non ti sarebbero valse ragioni n) parlare come dottore. !a legnata ben assestata, vibrata su quella testa, non te ne saresti andato davvero senza risposta, a costo di irritarti.lKiv [+iernicurto\ Len altre ne ho passate, dove cera molta ressa, ma quando non potevo %are altro, %uggivo attraverso i campi. [Rohanparam?s\ ,n verit-, cos ho %atto io per amore dei capelli, e dopo che sono uscito di tra loro, maledetto chi si preoccup di venirmi dietro e di correre. [+iernicurto\ E anche dopo, di sicuro, non hanno dormito i piedi. [Rohanparam?s\ "erto, perch) no3 [+iernicurto\ 9ra, su, prepariamoci, muoviamoci, se vuoi, di. [Rohanparam?s\ (a, per lanima tua, riposiamoci qui tutti e due. [+iernicurto\ .l diavolo, non attardiamoci qui ora a riposare. [Rohanparam?s\ 4on ho mai visto tanta ostinazione. (ettiti comodo ora, riprendiamo %iato. [+iernicurto\ +rendi l-Z Lel lavoro per avere questo guadagnoZ [Rohanparam?s\ Siediti, non stare dritto. [+iernicurto\ "ammina, muovitiZ ch) non voglio. [Rohanparam?s\ +erch) sei cos ostinato3 <iposati e ;io taiuti. [+iernicurto\ (i %a male una natica. [Rohanparam?s\ "ome3 " qualcosa nel didietro3
-er ahotado0 secondo +)rez +riego deriva da ahotas _ sicuro, certamente, %orse con valore verbale di scommetterci. 4on mi convince, ma se non cQ altro di meglio, si pu tradurre0 ci puoi scommettere. <.E riporta ahotar nel senso di incitare, stimolare, irritare. +otrebbe allora essere una battuta umoristica0 avrebbero risposto anche a costo di %arti arrabbiare.
lKiv

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[+iernicurto\ .lla %ine, di quelle bravate debbono essermi entrate nelle natiche due piccate, che pi/ non hanno potuto %are. [Rohanparam?s\ +orca puttana, e che gustoZ "on la codalKv ti giostravanoZ [+iernicurto\ Sappi che stavano accalcati. [Rohanparam?s\ S, s, ch) cos doveva essere. [+iernicurto\ $aci, che si %ar- vendetta, te lo giuro, per ;ioZ +erch) in agosto andranno a due a due da quelle parti e io gli dar la paga per quello che hanno %atto qua. [Rohanparam?s\ !o dica chi lo %ar-. [+iernicurto\ Giuro al cielo che si %ar-. [Rohanparam?s\ +orca puttana, se ti si vedesse avviluppato con un paio di loroZ lKvi [+iernicurto\ 4on basterebbero le bende per loro se li avessi in campagna. E sia maledetto se %uggir da loro, %ossero anche otto. [Rohanparam?s\ Ebbene non avrebbero sconti da te, se %osse come dici. [+iernicurto\ "erto che non era proprio un anno cattivo, che dovevano mettermi sottoZ [Rohanparam?s\ +otrai ben sperarlo, ma almeno col tuo danno. [+iernicurto\ :iducia in ;io, ch) ora mi do da %are per tirare bene con la %ionda la %ottuta pietra rotonda che arriva come una picca.lKvii [Rohanparam?s\ S, elegantementelKviii %uggono se dietro di loro viene qualche sasso. [+iernicurto\ E qui, vestiti del loro mantello, sembra che non si muovono. [Rohanparam?s\ .h, non c diavolo di cui non si burlinoZ [+iernicurto\ 9ra lasciali s%ottere, ch) se vengono in paese, io %ar in modo che non si divertano. [Rohanparam?s\ ;ico, ehi, che accadrebbe se li vedessi avviluppati con tua moglieZ [+iernicurto\ !ungi da meZ Se li vedessi, maledetto chi resterebbe, che non %osse strapazzato a legnatelKiK. [Rohanparam?s\ :acilmente verrebbe loro voglia. [+iernicurto\ 4o, nessuno oserebbe. [Rohanparam?s\ 'no no, ma tutti s. [+iernicurto\ &ia, che non lo %aranno. [Rohanparam?s\ S, so bene che non oseranno, ch) si spaventerebbero di te. [+iernicurto\ +er la verit-, se ci sono io, non saranno tanto arrabbiati, lKK e anche se %ossero tanto indomiti, avranno bene timore di me.

'abo, normalmente usato come eu%emismo dellQorgano sessuale maschile. 7mbuelto0 avvolto, coinvolto, mettersi in mischia, ma anche vivere in concubinato. lKvii :u9a como pica9o. 4on si pu de%inire chiarissimo. @ica9o, da picada, colpo, %erita, qui %orse nel senso di colpo di picca. lKviii Chapadamente, da chapado, aggettivo che in realt- indica per%ezione, modo eccellente di %are qualcosa. lKiK 4errengar: derribar la fruta del Crbol tirando un palo (<.E . lKK ;hotados, probabilmente nel senso gi- visto.
lKv lKvi

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[Rohanparam?s\ Giuro a san +egolKKi che hanno la vergogna ormai cos rasoterra che si sistemanolKKii in casa prima ancora che qualcuno gli apra. [+iernicurto\ 9ra alzati, su, muoviamoci da qui. [Rohanparam?s\ ;-i, sta buono l, non usciamo ora l-. [+iernicurto\ (agari peggio se resti %ermo. &err- qualche deviato a vedere se stiamo qua. [Rohanparam?s\ $aci, non verranno, ch) restano l tutti insieme. Se sospettano qualcosa lo %aranno certamente. [+iernicurto\ .lzati, ora, Roan, non startene a riposare tranquillamente. [Rohanparam?s\ ;-i, non insistere, ch) non verranno a parare mai qua. "7ntra lo studente& [+iernicurto\ ;ico, ehi, sei cristiano3 &edi3 Qui viene la cavalletta. Stai %acendo un sonnellino. 4on possibile riposare con quelli. [Rohanparam?s\ Lene, ora vedrete voi come scotta la pelata. [+iernicurto\ Lella idea, ma penso che non oser-. [Rohanparam?s\ 9 maledizione a te.lKKiii [Studente\ +astori, perch) litigate3 [+iernicurto\ :atevi in l-, non vi accostate. [Studente\ "he vi ho detto di male3 [+iernicurto\ Guardate, don Lecca%ico, non burlatevi di noi. [Rohanparam?s\ S, s, per la mia tonsura, sicuro che si avviluppa con te. [Studente\ &ediamo perch) temete, pastori, che io stia qui. [+iernicurto\ Sar- meglio che ve ne andiate da l, per ;io, piuttosto che restare. +arlerete da %uori, non %ate queste lagnanze. [Studente\ ;i che paese siete voi3 [Rohanparam?s\ &i sembra una buona cosa...3lKKiv [Studente\ Si usa chiederlo. [+iernicurto\ Sappiate allora che un uso molto cattivo. [Studente\ ;ite, su. [+iernicurto\ ;i laggi/. [Studente\ ;i che parte3 [+iernicurto\ ;i un paese. [Studente\ ;ite se dovete risponderelKKv.
@ego eu%emismo per +edro, per anche una parola che signi%ica inganno. -e chapes: "ovarrubias, 1es., riporta chapearsela, nel senso di accomodarsi, aggiustarsi qualcosa come una chapa o lamina. lKKiii @esar de san Contigo0 eu%emismo per0 maledetto te (contigo signi%ica con te . lKKiv +iernicurto non vuol dire quale sia il suo paese, %orse perch) teme che vi si venga a sapere della sua disavventura, o magari teme che lo studente lo denunci. lKKv 8ab<is de acertar: 1esoro0 ;certar, responder a la duda o enigma *ue se
lKKi lKKii

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[+iernicurto\ !aggi/, vicino !edesma. [Studente\ ;immi il paese. [Rohanparam?s\ &olete citarci in giudizio3 [Studente\ ;ite, ch) non lo %ar di certo. [+iernicurto\ .llora perch) lo volete sapere3 [Studente\ 4o, per niente, non temete. [+iernicurto\ 4on avete buoni pensieri2 non mi metterete alle strette, anche se mi vedete mal pettinato.lKKvi [Rohanparam?s\ "on il diavolo vi siete imbattuto, perch) non stia sveglioZ lKKvii [Studente\ 1 precauzione di uomini prudenti, nelle cose in cui c da temere. [+iernicurto\ E se siete un ingannatore3 [Studente\ ;immi tu ci che domando, perch) lui, per paura, non ha voluto. [Rohanparam?s\ "ostui non cattivo, perch) quello che giudica lKKviii in citt- dicono che ha una mazza liscia. ;i, vuoi che glielo diciamo3 [+iernicurto\ +er ;io, vuoi dirglielo3lKKiK [Rohanparam?s\ S, se tu sei daccordo. [+iernicurto\ +er ;io, andiamo beneZ &isto che siamo scappati a una, non ci sar- da meravigliarsi che costui porti un altro chiavistello. [Rohanparam?s\ .llora tacciamo entrambi. [Studente\ ;a come avete paura, dovete aver avuto una bella strapazzata. [+iernicurto\ So bene che voi avete visto qualcosa. [Studente\ 4on so proprio cosa avete. ;itemelo, se volete. [+iernicurto\ +er ;io, dico che non voglioZ [Studente\ +er la tua anima, compagnoZ [Rohanparam?s\ S, perch) vimpicchiate.lKKK [Studente\ ;-i, %iniscila, dillo. [+iernicurto\ 4on voglio n) do soddis%azione.lKKKi [Studente\ 4) con le buone, n) con le cattive. [+iernicurto\ Ebbene vi assicuro, guardate che stato il diavolo stesso a portarvi qui per rimediare calci. [Rohanparam?s\ !asciate perdere questi ragionamenti. [+iernicurto\ Ecco l- unaltra sciocca. !ascia, lasciami stare, io gli riempir la borsa. lKKKii
propone!. lKKvi , capelli %uori posto sono una caratteristica tipica del pastore della commedia, che accentua il suo carattere rustico, in contrapposizione al cortigiano. lKKvii Si rivolge allo Studente, parlando di +iernicurto. lKKviii 7mpraziar si ri%erisce ironicamente allo studente che ha sodomizzato +iernicurto. lKKiK Qui possibile che +iernicurto abbia equivocato e pensi che Rohanparam?s vuol raccontare allo studente la violenza subita. lKKK 7mpicar _ ant. per ahorcar, ma anche empicarse "en-picarse _ a%%ezionarsi troppo. lKKKi 5e pago: pagarse _ anche aficionarse, prendarse, invaghirsi. lKKKii +ossibile contaminazione oscena in questa espressione.

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[Rohanparam?s\ 4on discutere pi/ con lui. ;iglielo e se ne vada. [+iernicurto\ ,o, per amor tuo, non ti %arei una cosa simile, sarebbe come dire il tuo male. [Rohanparam?s\ :orza, torna qui. [Studente\ Giacch) te lho gi- giurato2 vieni qua, dimmelo tu. [Rohanparam?s\ &uoi sapere cosa successo3 (entre eravamo al mercato in quella piazza qui davanti, ci ha ingannato, maledizione, un gruppo di studenti che ci hanno %atto un cattivo regalo. Giuro che costui lo hanno sistemato proprio per beninoZ [+iernicurto\ . me non mi hanno pelato. [Rohanparam?s\ S, ti hanno %atto non so che. [+iernicurto\ 4o, ch) io mi sono ben di%eso. [Rohanparam?s\ "os bene che il culolKKKiii lo ha pagato, credi che non lo sappia io3 [+iernicurto\ ,l calcionelKKKiv che ti darZ "Lo studente pela @iernicurto& [+iernicurto\ 4on avvicinatevi alla testa, senn giuro su san Giovanni, se mi tolgo il pastrano e ho a portata di mano il bastone, che per quanto uno corra, lo raggiungo dietro la nuca, anche se un nobilone, da %arlo sembrare in letargo. [Studente\ :iglio di puttana, stupidone, voi osate minacciare3 [+iernicurto\ .l diavolo miserabileZ .llontanatevi ignorante, grande e cattivo disgraziato. [Studente\ 4on vi lascio andare io, alla malora.lKKKv [Rohanparam?s\ +er ;io, ;io maiuti, avete davvero ragione. [+iernicurto\ "hi vi manda a voi a pelare la gente3 [Rohanparam?s\ +erch) ha la tonsura, pensa che non gli debbono parlare3 [Studente\ Si deve prendere come uno scherzo. [+iernicurto\ &ia, via, corpo di ;ioZ ;i altri bruti come voi gloriatevi di burlarvi. &i assicuro che dovr- venirne un male maggiore. .l diavolo il mazzacavalloZ lKKKvi +erch) colpisce ora. Siete molto presuntuoso, pelando di soppiatto. .mmorbidiamogli le costole, ch) questo ci che va macchinando. [Rohanparam?s\ 9h, corpo di SantellenaZ Giacch) siamo due contro uno, prima che venga un altro aggiustiamogli la capigliatura.lKKKvii [+iernicurto\ (a se vuoi una cosa migliore, visto che ci conciano male, cacciamolo a bastonate.
'abo, letteralmente signi%ica coda, ma viene contaminato in senso osceno, sia per indicare gli attributi virili, sia per indicare la parte opposta0 4ebri=a lo traduce con culus e penis. lKKKiv CocorrBn, %orse accrescitivo da coz, calcio. lKKKv (odi%ico lQattribuzione delle battute, perch) altrimenti il dialogo non ha senso2 il testo originale dice in%atti0 +0 6, do( al diabro llazarR F E. ;parta allC, modorrBn, grande ( malo baharBn n+os hago (o ir noramala. lKKKvi Cigu9al U cigo9al: per cavare acqua dai pozzi. 1 una sorta di bilanciere che ha un secchio in unQestremit- e un contrappeso nellQaltra. "redo che sia ancora una meta%ora oscena. lKKKvii 5elena _ anche scolo di sangue dallQano, morbo nero.
lKKKiii

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[Rohanparam?s\ San Ruli?n, e tanti auguri.lKKKviii ;on quarto di molenda,lKKKiK perch) mi avete pelato3 $ornate ancora a mani levateKc a darmi unaltra pelata3 [+iernicurto\ ;agli, dagli,Kci non stare a minacciarlo perch) si metta a brontolare. [Rohanparam?s\ .h, %uggite, ;on (acchia di 'nto. [+iernicurto\ 9h che legnata gli ho scaricato su quelle naticheZ [Rohanparam?s\ 'naltra glielho data sulle anche, che quasi lho sciancato. [+iernicurto\ &iene l Ruan <ab), sarebbe bene che cantassimo due a due. [Rohanparam?s\ ,o lo comincer. $illancico :accio conto desser nato oggi. ;io benedetto e lodato, perch) non mi hanno %atto laureatoZ .lla buonora qui veniamo, giacch) cos sapienti andiamo si spaventeranno i nostri padroni di questa scienza che abbiamo appreso. Gi- tutto ci che abbiamo perso e le asine ho dimenticato perch) mi hanno %atto laureato. "hi diventa baccelliere subito vuole andare avanti, ma chi non vuole entrare alluniversit- n) imparare, vedi come ne avr- piacere, una volta pelato, di scappellarsiKcii come un laureatoZ

[Ruan del Encina, 1eatro completo, ed. (iguel ]ngel +)rez +riego, "?tedra, (adrid
:ormula augurale contadina. (isura per macinare la %arina. Kc ,l testo dice manisalgado, parola per cui non trovo alcun senso. +otrebbe essere un errore la g al posto della W, per manisalWado, da mano e alWar, levare3 Kci 9metto rodiBn, epiteto rivolto a Rohanparam?s, perch) non lo capisco. :orse una de%ormazione burlesca da rodear, nel senso di usare eccessivi giri di parole e circonlocuzioni a vuoto. Kcii 4estojar, %orse destocar, <.E0 scoprirsi la testa, togliersi il berretto, nel senso che a capo nudo si vedrebbero gli e%%etti della tonsura burlesca %attagli pelandolo.
lKKKiK lKKKviii

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5@@5, originale in versi\