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Islam Di Gianfranco Bertagni Il termine Islam, solitamente tradotto con "sottomissione a Dio", nasce grazie al suo fondatore Muhammad

(Maometto) nel VII secolo d.C. Le basi, il credo e l'espressione della fede di questa religione si trovano nel suo libro sacro, il Corano, scritto da Muhammad. La realt preislamica La realt in cui si trova a confrontarsi Maometto non quella di un monoteismo, come lo sar l'Islam che da lui prende l'avvio. Ma gi prima della sua predicazione, a causa della diaspora ebraica da una parte e della predicazione cristiana dall'altra, la fede monoteista era penetrata entro i confini del mondo arabo. Si chiamavano hanif quei praticanti precedenti all'Islam e che sono considerati in qualche modo precorritori del monoteismo islamico e che per questo si differenziavano nettamente dalle abitudini delle trib arabe preislamiche. Realt preislamica che comunque non differiva molto dal politeismo semitico premosaico. Il paganesimo delle trib arabe preislamiche di difficile ricostruzione. Fra gli oggetti che si ritenevano abitati da potenze divine soprattutto vi erano sorgenti, alberi, pietre e in un indefinito numero di folletti buoni o cattivi (ginn) che abitavano la terra e potevano aver rapporti con gli esseri umani. Alla Mecca particolare prestigio aveva la Pietra Nera, probabilmente un meteorite, che poi rimarr assai importante nell'Islam. Vicino alla Pietra Nera vi era un idolo del dio Hubal, che aveva raggiunto una particolare importanza rispetto agli altri di del politeismo dell'epoca, a tal punto da essere chiamato Allah (il dio). Sempre alla Mecca particolare importanza avevano le divinit femminili Manat (Morte) e al-'Uzz (la Potente) e Allat (la Dea). Con molta probabilit poi gli arabi del periodo preislamico avevano un concetto pi o meno vago di Essere Supremo, da cui avevano avuto origine gli altri di e le de come suoi figli. Ma a questo Essere Supremo, come era tipico in molti casi di deus otiosus nelle religioni primitive, non veniva attribuito nessun particolare culto. In questo caso, poi, i contatti con gruppi di cristiani e di ebrei possono aver modificato questa concezione. Fra i riti pi importanti che si celebravano alla Mecca, c'era il pellegrinaggio ('umra) al santuario del dio Hubal, con la circumambulazione attorno ad esso al grido "eccoci, eccoci a Te", la visita all'altura di 'Arafa e la corsa alla localit di Muzdlifa. Erano praticati anche sacrifici. Il santuario (la Ka'ba, un edificio cubico - come dice il nome -, che nei tempi preislamici come ora era ricoperta da un "vestito" o velario nero con scritte sacre rinnovate ogni anno e che aveva allora dimensioni pi ristrette rispetto all'attuale) era perimetrato da un territorio sacro all'interno del quale vigevano particolari regole di tabu. Il suo servizio era affidato a appartenenti alle pi influenti famiglie meccane, un'attivit lucrosa che veniva tramandata di padre in figlio, come accade ora. Non si pu parlare di credenze relative alla vita futura: ci riferisce il Corano che gli arabi preislamici erano contrarissimi all'idea giudaico-cristiana della resurrezione della carne, che invece verr poi accolta nell'Islam. La prova che questo politeismo gi prima di Muhammad fosse vissuto come insufficiente, i cui riti erano oramai sentiti vuoti di un senso religioso forte , come si accennava pi sopra, nell'esistenza di persone, gli hanif, che erano in qualche modo giunte al concepimento di un monoteismo con una sua identit, seppur vaga, rispetto ai monoteismi ebraico e cristiano. Muhammad Muhammad nasce alla Mecca verso il 570 d.C. Intorno ai 40 anni inizia ad avere le rivelazioni che costituiranno il Corano, inteso dai musulmani come parola di Dio, trascritta da Muhammad stesso. L'ambiente della Mecca si oppone alla sua persona, osteggiandola e perseguitandola, perch la sua predicazione monoteista, che stava avendo un certo successo e che si poneva in un atteggiamento critico rispetto al "paganesimo" coevo del luogo, era vista dalle autorit religiose meccane come un pericolo per le entrate economiche che ottenevano dal culto locale che gestivano.

Nel 622 Muhammad si trasferisce a Yathrib (che venne in poco tempo chiamata Medina, "la citt del profeta"), di cui aveva convertito diversi gruppi di abitanti, rompendo con la citt che gli aveva dato i natali. Questo evento viene chiamato gira ed da questa data che ha inizio il calendario dell'Islam. A Yathrib Muhammad capo religioso, ma anche l'uomo cui i suoi nuovi concittadini hanno dato pieni poteri perch possa risolvere i dissidi tra le varie trib (tra cui anche ebrei). Qui inizia quella unit tra politica e religione che sar assai caratterizzante di tutto l'Islam, per tutta la sua storia. E qui a Medina Muhammad concepisce un'idea di popolo trasversale rispetto alle divisioni tribali e tra comunit specifiche, un popolo unito nella sua partecipazione alla stessa fede. Questo popolo agisce per nella logica classica tribale per affermare, difendere, allargare la sua identit: razzie, conflitti militari contro altri gruppi, fino ad arrivare alla conquista della Mecca nel 630. Il Corano, che composto da 114 sure (capitoli) riflette i diversi periodi della vita di Muhammad, anche se l'ordine nel quale ci si presenta non cronologico, bens di lunghezza delle sure stesse, con l'eccezione della prima (L'Aprente), estremamente importante nel culto islamico. L'eccezionalit del Corano, rispetto agli altri testi sacri delle altre grandi religioni, costituito dal fatto che il suo unico autore anche il fondatore della religione di cui esso testo ed l'unica opera che costituisce l'intero canone. Il suo contenuto estremamente composito. Spicca comunque forte l'idea di un radicale monoteismo, nel quale il dio unico caratterizzato, nota tipica dei monoteismi che abbiamo gi incontrato, come dio onnipotente, attivo e personale. A Muhammad non attribuita alcuna divinizzazione o sovraumanit: egli il messaggero, il profeta, colui il quale obbligato da Allah ad annunciare la sua volont. Allah chiama alla conversione tutti gli uomini, nel concetto dell'imminenza del Giudizio e la sua volont presente anche nella quotidianit delle azioni dei suoi fedeli: dagli esiti di una battaglia in campo al regolamento di questioni legali o amministrative. Il dio dell'Islam lo stesso dell'ebraismo e del cristianesimo (di cui Muhammad aveva gran stima, tranne nei periodi in cui essi venivano in conflitto con i suoi convertiti). Il Corano infatti fa sue, accettandole, le tradizioni bibliche (che per Muhammad non conosceva direttamente e che pi volte troviamo distorte). Ma il tratto che caratterizz la rivelazione islamica, rispetto ai precedenti due monoteismi, fu di presentarsi come l'ultima e definitiva rivelazione di Dio, che non negava ma superava definitivamente la rivelazione propria dell'Ebraismo e quella del Cristianesimo. Le considerazioni che Muhammad aveva del Cristianesimo e dell'Ebraismo mutavano poi a seconda della situazione politica-sociale nella quale si venivano a trovare i rapporti tra musulmani della prima generazione, ebrei e cristiani: ad esempio, dopo la rottura con gli ebrei di Medina, egli vide nell'Ebraismo una deviazione della rivelazione pura che Dio aveva dato ad Abramo. LIslam dopo Muhammad Muhammad non aveva designato alcun successore, cos alla sua morte prima Abu Bakr e poi Omar, fedeli compagni del profeta, riuscirono ad arginare i conflitti interni alla comunit e condussero alla conquista dell'Iran, penetrando anche in Siria e in Egitto, portando quindi il mondo islamico ad essere una delle realt dominanti del pianeta. Successivamente, dopo l'elezione del successore ad Omar, nel Al Othman, appartenente al clan degli Umajjadi, i conflitti riprendono. Al, che il marito della figlia di Mohammad, ha la meglio sui fedeli che avevano fatto gruppo attorno alla vedova Aisha, ma successivamente si sente costretto a stringere una pace con gli Umajjadi che stava attaccando in Siria. Alcuni dei suoi seguaci dunque lo abbandonano, perch vedono in questa sua scelta un tradimento rispetto alla suo ruolo di comandante religioso-politico (imam): la carica dell'imam - questa era la convinzione di questi suoi ex fedeli - non pu essere oggetto di accordi, di contrattazioni. L'imamato, secondo questa impostazione, di chi ha dimostrato la propria fede, la propria virt di credente. Da questa scissione all'interno del gruppo di Al (il gruppo secessionista si chiam appunto kharigiti, "secessionisti"), si form un'ulteriore divisione: da una parte gli Umajjadi e i loro seguaci, che si fecero difensori di una linea attenta all'unit della comunit dei fedeli e che non ponevano

regole sulla linea di discendenza dell'imam; dall'altra i seguaci di Al, secondo i quali l'istituto dell'imamato doveva mantenersi all'interno della famiglia del Profeta. Al viene ucciso e gli succede il figlio Husain; nella battaglia di Kerbela anch'egli muore e questa morte sar foriera di un grande cambiamento nella comunit: si radicalizzer la divisione e l'opposizione tra le due fazioni, elemento che sar proprio di tutta la storia successiva dell'Islam. Da una parte cio gli shi'iti (il partito di Al) e dall'altra i sunniti (i seguaci della sunna, cio dell'impostazione propria di Muhammad). Gli shi'iti, vinti dai sunniti, divennero quindi il partito considerato eretico, mentre la sunna rimarr l'Islam ortodosso. Inoltre accadde nel movimento dei shi'iti un altro evento dopo la morte di Husain che fornir un elemento assai caratterizzante di tutto lo Shi'a: il successore di Husain fu un altro figlio di Al, ma che non era nato da Fatima e quindi non era un discendente diretto di Muhammad. Da qui si produsse via via l'idea secondo la quale l'imamato non era una questione di discendenza di sangue, ma di discendenza mistica. Il vero imam un imam nascosto, non riconosciuto dagli uomini; si manifester solo quando arriver il suo tempo, il tempo nel quale egli prender il potere: da qui si produssero movimenti di attesa e messianici all'interno dello shi'ismo. Tra l'altro il modo di concepire l'imam nello shi'a (un mandato da Dio, un uomo che ha in s una luce divina che comunica ai suoi successori, un'incarnazione divina) sar alla base della formazione di correnti interne, diverse sette che si diffonderanno nei diversi paesi in cui lo Shi'a si verr a trovare. Inoltre, riguardo alla diffusione dello Shi'a, esso, orientandosi sempre pi verso un'idea di uguaglianza tra tutti i credenti, acquis in breve tempo l'adesione dei popoli conquistati, in Iran e altrove. Ma anche i sunniti attraversarono divisioni interne. Ci si poneva la questione se i discendenti del Profeta che avevano deflettuto dall'obbedienza verso di lui erano da considerare miscredenti? Le diverse risposte che vennero date a questo interrogativo portarono a diverse impostazioni e atteggiamenti. Dietro a questa questione stava l'interpretazione di cosa si dovesse intendere per libero arbitrio: si totalmente responsabili delle proprie scelte e azioni, tali per cui l'essere umano pu essere giudicato? Oppure l'onnipotenza divina era da interpretare in un'accezione cos estesa che alla volont umana viene lasciato minimo o nullo spazio, per cui il giudizio viene lasciato solo a Dio? Da queste diverse tendenze si formarono altrettanto diverse scuole teologiche all'interno della medesima religione. La riappacificazione delle tensioni in seno agli Umajjadi e l'ascesa del loro potere politico saranno poi foriere di un'espansione dell'Islam che toccher a est la Turchia e a ovest la Spagna. Siamo solo nella met dell'ottavo secolo e l'Islam gi una religione cos svincolata dalle sue radici geografiche, cos universalista, che la maggior parte dei musulmani sono non arabi e gi si sono configurati regni islamici indipendenti. Il culto Riguardo agli elementi cultuali presenti nella religione musulmana, dobbiamo subito sottolineare la povert di aspetti rituali nell'Islam. Questo non ci deve sorprendere: in una religione il cui centro pulsante la sottomissione fiduciosa ad Allah, la fede completa nella sua volont a cui si cerca di aderire ogni istante della propria vita, le diverse istituzioni rituali hanno un posto relativo. Tuttavia dimensioni rituali sono riscontrabili gi dal Corano e proprio dal libro sacro dell'Islam sono stati ricavati quelli che sono chiamati i "cinque pilastri" della fede, tra cui troviamo l'aspetto cultuale pi noto e presente nell'Islam. Il primo pilastro la shahada, la professione di fede. Si tratta dell'enunciazione delle due verit religiose fondamentali dell'Islam: Dio e la missione di Muhammad: "Non v' altro dio che Allah e Muhammad l'inviato di Dio". tradizione che per convertirsi all'Islam basti pronunciare la professione di fede davanti a testimoni musulmani. Il secondo pilastro la salat (la preghiera giornaliera). Consiste nell'espressione pi forte dell'approccio tipicamente islamico di totale dedizione ad Allah. Se nel periodo meccano della vita di Muhammad, essa era richiesta solo due volte al giorno, al principio e al termine (alba e tramonto) e solo alla sua persona, in seguito, dopo il suo trasferimento a Medina, fu richiesta a tutti i fedeli e

venne aggiunta una terza, nel mezzo della giornata e vi fu l'istituzione della preghiera di mezzogiorno del venerd, un giorno non casuale, volendo in questo l'Islam distinguersi dal sabato degli ebrei e dalla domenica dei cristiani. Inoltre, in conseguenza della rottura dei rapporti con gli ebrei, la direzione verso cui si faceva la preghiera, che precedentemente era Gerusalemme, cambi nella Mecca e cos rimane oggi. Successivamente alla morte di Muhammad si arriv a un numero di cinque preghiere canoniche da farsi durante la giornata: all'alba, a mezzogiorno, nel pomeriggio, alla scomparsa del sole all'orizzonte e alla notte. La preghiera va fatta in una condizione di purezza rituale e quindi va preceduta da un'abluzione. Si inizia poi, in piedi, con la recitazione della prima sura del Corano, la fatiha: "Nel Nome di Dio, Misericordioso e Compassionevole / Lode a Dio, Signore dei mondi / Il Misericordioso, il Compassionevole / Padrone del giorno del giudizio / Te noi serviamo, Te invochiamo in aiuto / Guidaci sulla retta via / La via di coloro sui quali hai effuso la Tua grazia, non di quelli coi quali sei adirato, n di quelli che vagano nell'errore". Successivamente sono eseguiti movimenti del corpo quali il piegarsi in avanti, prosternazioni in ginocchio a terra - movimenti che sono anche accompagnati dalla professione di fede, dalla preghiera di benedizione per Muhammad e nella benedizione del resto della comunit compiuta mentre la testa si muove a destra e a sinistra. Riguardo invece la preghiera del mezzogiorno del venerd, il luogo di ritrovo la Moschea, nella quale viene letto un sermone e a cui si fa seguire una preghiera. Il terzo pilastro l'elemosina rituale (zakat). In principio, secondo le indicazioni del Corano, essa era intesa come atto caritatevole da fare liberamente. Successivamente, dopo l'gira, si ebbe l'esigenza di dare sostegno alla comunit musulmana proveniente dalla Mecca, povera e che fu mantenuta dai nuovi convertiti di Medina. L'elemosina divenne quindi non pi qualcosa da relegare all'interno della dimensione delle soggettive scelte di coscienza, ma un codificato sistema di aiuto economico per chi, musulmano, si trovava in situazioni di povert o semi-povert. Chi aveva di pi dava a chi aveva di meno. In quanto consisteva questo somma da dare in elemosina? Nel tempo si adottarono diversi modi di interpretazione dell'entit di questa somma, fino a farne una vera e propria tassa percentuale sulla rendita economica o il capitale dell'individuo. Percentuale su cui le varie scuole giuridiche islamiche non concordano. La zakat oggi raramente messa in pratica secondo la tradizionale regola, per lo pi caduta in disuso e sostituita da una tassa nazionale, tranne che nei paesi che ancora l'hanno conservata nel suo statuto tradizionale, come il Pakistan, l'Iran, l'Arabia Saudita e la Libia. Il quarto pilastro il digiuno (compreso anche - metaforicamente - quello sessuale). Il digiuno era pratica gi presente tra i cristiani e gli ebrei del territorio arabo nel periodo della vita di Muhammad. Ma il tratto caratteristico con il quale la pratica del digiuno prender forma nell'Islam che essa si estender per un mese intero, nel quale mese esso dovr essere osservato durante il giorno, cio dal sorgere del sole fino al suo tramontare. Prima dell'adozione di un calendario lunare da parte di Muhammad, il mese di Ramadan ("caldo") era, come indica il nome, un mese estivo. Successivamente il periodo del Ramadan prese ovviamente a cambiare posizione a seconda degli anni. In questa occasione si ricorda il mese in cui Muhammad avrebbe ricevuto una rivelazione da parte dell'arcangelo Gabriele (secondo alcuni studiosi, la prima). Il Ramadan, nella vita sociale del musulmano, viene a connotarsi come un mese del tutto particolare: il digiuno protratto per l'intera giornata fa s che le ore lavorative vengano abolite o limitate; inoltre le notti di questo mese, in cui il digiuno sospeso, sono caratterizzate da un clima festoso. Il quinto pilastro il pellegrinaggio (hagg). Ogni musulmano ha l'obbligo di compierlo almeno una volta nella sua vita. forse l'elemento della vita musulmana pi appariscente e semiconosciuto anche in Occidente. Esso stato ripreso dal passato dell'Arabia pagana, nel quale gi allora la Mecca aveva evidentemente un ruolo religioso centrale in tutto il mondo arabo. Esso era quindi gi presente prima della nascita dell'Islam e Muhammad osservava questa usanza. Anche dopo la sua rottura con la citt d'origine gli fu permesso di continuare a partecipare, con i suoi, al rito meccano. Successivamente egli reinterpret l'istituzione preislamica del pellegrinaggio. Elemento centrale di questa reinterpretazione la ka'ba, la quale, gi venerata nel passato, viene ora vista come la 'casa

di Allah' fondata da Abramo. Cos pot compiersi nella nuova religione - tipico meccanismo storico-religioso - l'uso di una istituzione rituale precedente all'Islam stesso, che mantenne alcuni suoi propri elementi caratterizzanti della sua arcaica origine (tra cui il periodo dell'anno in cui realizzarsi, il percorso da farsi, con l'obbligo di passare per due localit precedentemente sedi di culti poi scomparsi, il gettare delle pietruzzie su un cumulo - il quale gesto vorrebbe ricordare una leggenda secondo la quale Abramo avrebbe scacciato Satana a sassate, ma che in realt si trattava di un costume preislamico e che incontriamo anche in altre culture tradizionali, cos come - sembra l'uso di baciare la Pietra Nera). A questi cinque pilastri ci volle poco perch non venisse aggiunto dai sunniti, come sesto pilastro, la guerra santa (jihad, il cui significato letterale "sforzarsi"), la quale invece istituita tra i testi di legge shi'iti. Il jihad inteso come espansione dell'Islam considerato obbligatorio collettivamente. La raccomandazione una campagna all'anno contro gli infedeli, il cui attacco deve essere preceduto dall'invito a convertirsi, allorch si passer alla guerra davanti a un loro rifiuto. La categoria degli infedeli (kafir) distinta dagli appartenenti a religioni considerate dall'Islam rivelate, quali l'Ebraismo e il Cristianesimo: religioni che per, pur inserendosi nella stessa linea abramitica dell'Islam, sono ad esso precedenti e quindi da esso abrogate. Mentre gli infedeli vanno convertiti, gli appartenenti a queste religioni vanno s conquistati, ma possono mantenere la loro religione in cambio del pagamento di un tributo (gizya). Le connotazioni proprie di questa parola che troviamo nel Corano vanno da una visione tollerante e non violenta a una guerra solo a scopo puramente difensivo, fino a ingiunzioni ben pi radicali ("Combattete coloro che non credono in Dio", IX, 29). Secondo il diritto islamico comunque il jihad un obbligo personale del credente solo nel caso di aggressione subita.