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Veda

Veda
I Veda (sanscrito [1] , Ved) sono un'antichissima raccolta di testi sacri dei popoli arii che invasero intorno al XX secolo a.C. l'India settentrionale divenendo, successivamente, opere di primaria importanza presso quel differenziato insieme di dottrine e credenze religiose che va sotto il nome di Induismo.

Origine dei Veda


Il termine sanscrito vedico veda indica il "sapere", la "conoscenza", la "saggezza", e corrisponde all'avestico vadha, al greco antico , al latino video. La letteratura vedica origina da un popolo, gli Arii, che intorno al 2200 a.C. migr verso l' India nord-occidentale (allora indicata come Saptasindhu , Terra dei sette fiumi, in avestico Hapta Hindu) provenendo dall'area di Balkh (oggi in Afghanistan settentrionale). Un altro raggruppamento di questo popolo, gli Iranici, sempre provenienti dalla medesima area, invase invece l'attuale Iran fondandovi una cultura religiosa che successivamente fu in parte raccolta nell' Avesta. Fu dunque nell'area dell'Afghanistan settentrionale che i Veda acquisirono le loro prime caratteristiche religiose e linguistiche. Elemento centrale delle credenze religiose degli Arii era lo ta ( sanscrito, in avestico Aa) ovvero la Legge cosmica, e il suo "guardiano" Asura Varua ( sanscrito, avestico Ahura Mazd), concentrandosi il sacrificio religioso nella bevanda sacra, il soma ( sanscrito vedico, avestico haoma) e sul rito del fuoco (sanscrito agni, avestico thra). Con l'ingresso di questi popoli Arii nell'India settentrionale, e con i conseguenziali scontri militari con le popolazioni autoctone, acquis rilievo religioso l'eroico dio guerriero Indra (). Mentre con il successivo accoglimento anche di culti autoctoni, spesso fondati su pratiche sciamaniche e sull'utilizzo di formule magiche (mantra, ), la cultura religiosa degli Arii si svilupp e si diffuse sul territorio indiano in quelle caratteristiche che saranno poco dopo organizzate dai "cantori" (sanscrito: i) dei primi due Veda: il gveda e alcune parti dell' Atharvaveda (2000-1700 a.C.).

La suddivisione dei Veda e loro datazione


La raccolta dei Ved consiste: nelle quattro Saith (): gveda (), Smaveda (), Yajurveda () e Atharvaveda (), composte tra il 2000 a.C. e il 1100 a.C. [2] ; nei Brhmaa ( ), commentari alle quattro saith composti tra il 1100 a.C. e l'800 a.C.; nelle rayaka (), testi esoterici riservati agli eremiti delle foreste o comunque recitati al di fuori del contesto dei villaggi, composte tra il 1100 e l'800 a.C.; nelle Upaniad (), opere di ulteriore approfondimento composte tra l'800 e il 500 a.C.; nei Stra () e nei Vedga (), opere di codificazione dei riti, composti dal 500 a.C. in poi. Va tenuto presente che questa suddivisione quella universalmente considerata dagli studiosi di questa letteratura religiosa. In un significato pi stretto, e pi comune, per Ved si intendono solo i quattro saith, mentre dal punto di vista tradizionale solo i primi quattro raggruppamenti (i quattro Saith, i Brhmaa, gli rayaka e le Upaniad) sono considerati apaurueya, ovvero non composti dagli esseri umani.

Veda

Le quattro Saith
gveda Il pi antico testo dei Veda il gveda, che risulta essere anche la pi antica opera della cultura indoeuropea. Nelle sue parti pi antiche (inserite nei libri dal II al VII compresi) viene datato tra il XX e il XV secolo a.C. Esso si compone di una raccolta di 1.028 inni denominati skta (lett. "ben detto"), composti da complessive 10.462 strofe di diversi versi metrici denominate mantra (o pi comunemente come ks, "versetto, invocazione"), suddivisi in dieci libri indicati come maala (lett. "cicli"), di diseguale ampiezza, struttura e datazione, per un totale di 153.836 parole. Il contenuto di questo Veda corrisponde ad elementi di culto sacrificale propri della civilt degli Arii (con particolare riguardo alle divinit di Agni, ta-Varua e Soma) appena giunti nell' India nordoccidentale che intersecano aggiunte poco pi tarde inerenti alla valorizzazione di divinit guerriere come Indra, il dio del fulmine. Smaveda Il Smaveda si fonda sul gveda. Esso consiste in una raccolta di strofe (complessive 1.875, comprese le ripetizioni) la cui maggior parte (salvo 78) gi compaiono nel gveda (nei libri VIII e XIX). Esso non si compone quindi di "canti" (smans) piuttosto di mantra cantati da un sacerdote, l' udgt (o udgtr) e dai suoi tre assistenti. La pi nota versione del Smaveda, quella dei Kauthuma trasmessa nel Gujart, si compone di due raccolte: il Prvarcika che si compone di 585 inni suddivisi in quattro sezioni. Le prime tre sezioni sono dedicate rispettivamente agli Di Agni, Indra e Soma; la quarta, non sempre riportata in tutte le edizioni, si compone di canti da recitarsi all'interno dei villaggi (grmageyagna) e canti da recitarsi al di fuori di essi (arayageyagna); lo Uttarchika che si compone di 400 inni rituali da recitarsi secondo delle melodie. Una terza suddivisione di questo Veda inerisce al Mahnmnyrcika, riportato in dieci mantra, che tuttavia viene omesso nelle pi recenti edizioni. Yajurveda Lo Yajur Veda il trattato di formule inerenti al sacrificio (yajus). Mentre il Smaveda si occupa esclusivamente del rito del soma, lo Yajurveda riassume tutto il rituale vedico. Contiene le formule sacrificali, scritte talvolta come litanie, che erano praticate dall'officiante denominato adhvaryu. Ne disponiamo due versioni: Ka Yajurveda (Yajurveda nero)e ukla Yajurveda (Yajurveda bianco). Sono composti in parte in versi e in parte in prosa ed il pi antico esempio di prosa letteraria in sanscrito. Atharvaveda L'Atharva Veda (anche Atharvgirasa o Brahmaveda) il trattato delle formule magiche e della medicina. Consiste di una raccolta di formule magiche (brahman) sia positive (atharvan) sia negative (agirga), di carattere popolare. Inizialmente non fu considerato autorevole ma poi venne inglobato nella raccolta della letteratura religiosa degli arii e adottato come manuale rituale dei barhmani. Esistono due recensione di questo veda denominate aunaka e Paippalda.

Veda

I Veda in occidente
La fortuna dei Veda nel pensiero occidentale legato in particolare a due autori, Arthur Schopenhauer e Ralph Waldo Emerson, che ne hanno interpretato e assorbito gli insegnamenti in due modi spesso diametralmente opposti: il primo, in direzione della rinuncia al mondo; il secondo, in direzione dell'accettazione del mondo e della vita. Anche Raimon Panikkar, sacerdote cattolico molto attivo nel campo dell'interreligiosit, ha contribuito a diffondere in occidente queste opere, pubblicando numerosi libri di traduzione degli antichi testi vedici.

Traduzioni italiane
Inni del Rgveda, a cura di V. Papesso, Ubaldini Editore, Roma s.d. (riproduzione dell'edizione originale in due volumi, Zanichelli, Bologna 1929-31) Rgveda le strofe della sapienza, a cura di Saverio Sani, Letteratura Universale Marsilio, Venezia 2000. Upanisad vediche, a cura di C. Della Casa, TEA, Milano 1988 (prima ed. UTET, Torino 1976)

Voci correlate
Vedismo Vednta Upaniad Brahman Vidya Mahabharata Purana Ramayana Induismo

Altri progetti
Wikiquote contiene citazioni di o su Veda

Collegamenti esterni
Breve spiegazione su brahminworld.com [3]

Note
[1] Questa grafia, come quelle che seguiranno in questa voce per riportare i suoi termini principali, il devangar, una grafia comunemente utilizzata anche per riportare il sanscrito vedico. Va tuttavia tenuto presente che la prima attestazione in devangar risale all'VIII sec. d.C., essa non certo quindi la prima grafia in cui furono riportati i Veda. Il devangar, peraltro, deriva dalla grafia brhm le cui prime attestazioni risalgono al VI secolo a.C. e che a sua volta deriva dall' alfabeto aramaico la cui influenza nel sub continente indiano non pu farsi risalire precedentemente agli inizi della seconda met del primo millennio a.C. Quindi i Veda furono trasmessi per secoli oralmente. [2] Va tenuto presente che le datazioni anteriori al X secolo a.C. sono del tutto ipotetiche. Qui vengono proposte le ipotesi dello studioso Ramchandra Narayan Dandekar riportate nella Encyclopedia of Religion edita dalla MacMillan di New York nel 2005 (Vol. XIV pag. 9550). Tale fonte, la Encyclopedia of Religion, ha il pregio di essere uno strumento condiviso, curato e rivisto da numerosi studiosi di fama internazionale. Tuttavia altri autorevoli studiosi offrono datazioni pi recenti. Cos Saverio Sani (gveda, Venezia, Marsilio, 2000, pag.19) data tra il XV e il V secolo a.C. la composizione del gveda. Mario Piantelli (Hinduismo a cura di Giovanni Filoramo, Bari, Laterza, 2007, pag.5) data la composizione dei Veda con l'arrivo degli Arii in India, datando questo arrivo nel XVI secolo a.C. D'altronde sempre Mario Piantelli in Le preghiere del mondo, Torino, San Paolo, 1998, pag.137) nota che Le date generalmente reperibili nei manuali (dal 1300 al 700 a.C.) sono solo indicative e non hanno basi al di fuori delle congetture delle passate generazioni di indologi; possibile che si debba tener conto d'uno scarto di mezzo millennio o pi per le parti linguisticamente pi antiche, anche alla luce del lessico, in cui compaiono piante e animali ancora non tipicamente indiani.. Michelguglielmo Torri (Storia dell'India Bari, Laterza, 2000, pag. 32) entra nello specifico quando riportando la nuova tesi promossa dopo gli anni '80 sull'origine autoctona degli Arii, ricorda: I due punti di forza di questa teoria fanno

Veda
riferimento al fatto che, fermo restando l'indicazione del 1000 a.C. come data di completamento della composizione degli inni raccolti nel Rig Veda, non affatto certa quale sia la data d'inizio. Questa potrebbe essere assai pi antica del 1500 a.C. e risalire al 3000, al 4000 o addirittura al 7500 a.C. Il primo elemento a supporto di questa tratto dall'astroarcheologia, cio dal fatto che all'interno dei Veda vi sia una serie di riferimenti astronomici che, una volta decodificati, fanno pensare che i compositori degli inni vedici abbiano vissuto sotto un cielo caratterizzato da configurazioni stellari e da parabole solari caratteristiche di periodi ben pi antichi del 1500 a.C.. Tra gli indologi che spostano ben oltre la data del 1500 a.C. Torri cita: David Frawley, K.D. Sethna e Shrikant Talageri. Mentre S. W. Jamison e M. Witzel (Vedic Hinduism pag. 5) se da una parte limitano il periodo vedico al 1500-500 a.C. dall'altra notano che: The RigVeda, which no longer knows of the Indus cities but only mentions ruins (armaka, [mah]vailasthna), thus could have been composed during the long period between 1990 and 1100 BCE..Per J. L. Brockington (in Concise encyclopedia of language and religion Oxford, Elsevier, 2001, pag.126) invece i pi antichi inni dei Veda, appartenenti al Rig Veda, vanno fatti risalire al 1200 a.C. [3] http:/ / brahminworld. com/ bw3. htm

Fonti e autori delle voci

Fonti e autori delle voci


Veda Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=29570322 Autori:: Alfredo48, AseroMess, Basilero, Castagna, Claudio Pipitone, Dedda71, Elfelvis, Franco3450, Gacio, Luisa, Mtt, Nyo, Orso della campagna, Phantomas, Sanna66, Sbazzone, Sbisolo, Senpai, Snowdog, Tamurr, Tommaso77, Xinstalker, Yuma, 39 Modifiche anonime

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