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Bricconcello disse Paganel gli insegner la geografia.

a. Siccome John Mangles si era assunto il compito di farne un marinaio, Glenarvan un uomo di cuore, il maggiore un giovane dal sangue freddo, Lad melena un essere !uono e generoso, Mar Grant un allievo riconoscente a simili maestri, "o!ert doveva evidentemente diventare un uomo perfetto# $%erne, &'()*. Lidentit del geografo 1. Prologo Che cosa sia la geografia questione sempre felicemente aperta, che ho tentato altrove di impostare (Zanetto, 199 ! in modo da rendere la risposta una varia"ile dipendente dalle sollecita#ioni sociali tipiche di una societ geograficamente e storicamente collocata$ %arsi unidea operativa ed appagante del &ondo, per saper condurre i nostri passi a percorrerlo (e sapendo ritornare!, dare un senso al qui gra#ie alla sua contestuali##a#ione nel (quasi! infinito altrove$ 'n fondo si tratta di rendere visi"ile (o prefigura"ile! laltrove, esigen#a che il trascorrere di epoche e civilt fa compito assai vario( dalle carte per i navigli di )nrico il *avigatore alle proie#ioni in terra dellaldil di Cosma 'ndicopleuste$ &a con una comunan#a stretta della fun#ione della geografia nei pi+ vari frangenti$ Sen+a ,avi o -estrieri coll.occhio solo/ Scorrer Potrai 0itt1 Provincie e "egni/ 2 giugnere dall.uno all.altro Polo#$ Con questa promessa il pittore veronese ,e"astiani La##ari , nella seconda met del -.''' secolo, ornava il suo /*atura morta con mappamondo e cocomero0, in unepoca che si accingeva a metter a frutto il &ondo, cupidamente visto come risorsa da valori##are$ &a non difficile scorgere gli equivalenti di quelle /citt, province e regni0 nella nostra come in altre epoche e frangenti, dalla geopolitica di 1aushofer ai geografi postmodernisti attenti a dissetare la societ contemporanea afflitta dalla mancan#a di senso e di identit$ Contuttoci2 resta ironicamente stimolante la famosa risposta del geografo americano alla nostra domanda( /3eograph4 is 5hat geographers do0$ La questione, vero, si sposta di poco, ma portando il punto di vista nelle esperien#e personali, nelle "iografie dei geografi an#ich6 nella sistemati##ata produ#ione disciplinare le illumina#ioni non sono poche$ *on si tratta peraltro di una esperien#a inedita, esplorata dapprima dalla 7uttimer (1989! e splendidamente incorporata nellaltra da 3ould (1988!$ :iducendo la geografia alla prassi dei geografi si capisce meglio che si tratta di un originale contri"uto alla costru#ione del mondo, sia quando se ne preconi##a una forma logica, o se ne discopre un divenire appena annunciato, o lo indiri##a davvero decidendo le linee di una#ione umana (per usare la di#ione cara, tra gli altri, a ;ierre 3eorge! a qualsiasi scala$ <na costru#ione del mondo che privilegia una particolare risolu#ione della sua rappresenta#ione( quella in cui si pu2 appre##are il dispiegamento spa#iale delle forme assunte dagli ecosistemi sottoposti a inten#ionali e progettate a#ioni delle societ umane, forme in cui si leggano le dinamiche naturali e le tecnologie, le culture, i conflitti delle popola#ioni$ )ra geografia, quella che mi provocava nella lista inquietante e lunga delle deleghe scritte sulla mia cartellina che segnava il mio posto al tavolo tondo della giunta comunale di .ene#ia, perch6 erano capitoli di un apparato decisionale che avre""e dato forme a un territorio, attraverso norme e regolamenti (commercio e mercati, am"iente!, ma anche pure parole e numeri (toponomastica e statistica!, o vere decisioni di /fare0 materialmente, come per il porto, il parco scientifico o linnova#ione tecnologica$ ;ortare cos= vistosamente a confluen#a il mio essere ricercatore e il mio fare lamministratore locale mi echeggiava in mente un film in cui un ufficiale (smargiasso conquistatore di raga##e ammaliate dalla divisa, dallo stipendio e dallardimento! si presentava fin dal titolo anche come /gentiluomo0, cio rispettoso della dignit della corteggiata e non traditore della sua parola$ &a questa coesisten#a (1ac>ford, 198 ! cos= poco credi"ile da apparire come una tipica favola "en intonata alla psicologia femminile, una riedi#ione del ;rincipe ?##urro, come questo un po troppo dolce ed evanescente$ /;rofessore ed assessore0, scien#iato e operatore, autore di scritti e di concrete forme (pur sempre in rela#ione a territori!, uninterse#ione di insiemi altrettanto favolosa nel senso di cose "elle da pensare se il mondo fosse semplice a""astan#a da apparirci pi+ "uono nella sua "analit posticcia@ ? chi rassomiglia di pi+ un geografo, ad un esploratore lacero e silen#ioso, o al cieco immaginatore di mappamondi di .ermeer, come il /cosmografo0 camaldolese fra &auro di ,an &ichele di &urano, sedentari sistemati##atori di esperien#e altrui@ Che ne del sapere scientifico quando si inalvea nel solco della#ione sociale@ ,tava concludendosi il mio quadriennio di amministratore non eletto quando, sollecitato dal tema di una tavola rotonda cui ero stato invitato (in occasione delle 3iornate della 3eografia di Catania, nel 199A!, mi sono trovato a formali##are per la prima volta una risposta personale, vissuta, alla domanda tante volte posta( cos la geografia, chi il geografo@ %iscorrere di identit non semplicissimo, poich6 allude ad un /essere la stessa cosa0 ( idem!, qualit che pu2 assumere connota#ioni assai varie$ ,i pu2 intendere lidentit come un identifica+ione, cio riconoscersi specie emotivamente in altri, una chiamata ad esisten#a a completamento della soggettivit attraverso limmedesima#ioneB ma anche come una imita+ione, un voler assumere le sem"ian#e se non le qualit, anche con lo scopo di ingannare se

non di raggiungere un modello, un eroe ( emula+ione*B ma assumere o riconoscere unidentit ha a che fare anche con lassun#ione di una forma esteriore nel solco di un conformismo comportamentale o estetico, per esempio per ottenere laccetta#ione di un gruppo$ Cutte acce#ioni utili al nostro ragionamento, come vedremoB ma il senso che ci interessa di pi+, per ora, quello dell accetta+ione da parte di un gruppo, i cui mem"ri si dicono esplicitamente uguali nel senso di equivalenti e non surroga"ili da esterni al gruppo stesso$ ;oich6, si diceva, una disciplina scientifica altro non che un sapere organico e vagliato fino a fornire una rappresenta#ione coerente e testata, nonch6 socialmente riconosciuta$ 3iacch6 le discipline non preesistono alla ricerca, non sono date per calco dalla realt, ma ne sono comode (ed ar"itrarie! letture par#iali, cosicch6 esse possono nascere, dividersi, riunirsi, scomparire secondo meri criteri di economicit sociale$ 2. Identit come differenza (antagonismo): La teoria della classifica#ione applicata ad /unit areali0 un campo classico della geografia quantitativa, che tenta di individuare regioni e processi di regionali##a#ione attraverso il riconoscimento di gruppi di aree in qualche modo analoghe o, almeno, sia massimamente simili tra di loro che massimamente diverse da altri gruppi (Zanetto, 198D!$ <no dei modi pi+ immediati e costruttivi per definire lidentit di una categoria, come quella dei geografi, dunque lindividua#ione dei confini, di quelle separa#ioni per distan#a qualitativa che minimi##ano la varian#a interna del gruppo (i geografi! e massimi##ano la varian#a tra i gruppi (i geografi e i cultori di altre discipline!$ Come dice magistralmente Claudio &agris (199A, D9EDD!, sen#a ricorrere a concetti statistici( 3gni identit1 4 anche orri!ile, perch5 per esistere deve tracciare un confine e respingere chi sta dall.altra parte. Solo un odio pi6 grande supera gli odi pi6 piccoli, che si riaccendono 7uando non c.4 pi6 un nemico comune#. )videntemente &agris si riferisce alle identit etniche, ma con un po di ironia il suo discorso non fa una grin#a anche quando lo si applichi alle corpora#ioni accademiche$ Fr"ene, se di confini si tratta, esploriamone alcuni, quelli in cui mi sono im"attuto nella pratica del mio mestiere di geografo, esplorando terreni conoscitivi comuni ai geografi e ad adepti di altre identit scientifiche, dai quali mi sono sentito distinto e distingui"ile per prassi, capacit, coinvolgimento$ Cos= prendevano lavvio le mie argomenta#ioni alle 3iornate di Catania, che mi risolvo a scrivere solo oggi, anche perch6 completano un ragionamento gi pu""licato in preceden#a e che do qui per letto (Zanetto, 199 !, col quale definivo una disciplina come una prassi socialmente riconosciuta e dichiaravo unadesione al relativismo nella riflessione scientifica di cui dir2 meglio pi+ oltre e che a Catania qualcuno ha preteso scam"iare per nichilismo inconcludente$ *ella mia esperien#a, di tali confini, ne ho sperimentati almeno cinque, a volte con sorpresa, altre con sti##a$ &a sempre con un corro"orante senso di alterit orgogliosa (tratto essen#iale e legittimo, ci insegna L6vi ,trauss, di ogni identit!, che sempre a Catania invece sem"rata a qualcuno una /sindrome dellassediato0$ Fltre quei confini, che narrer2 qui, metaforicamente, in forma di luoghi che li possano meglio comunicare a dei geografi, non trovo geografi, "ench6 anche laggi+ si pratichino temi e pro"lemi che possono parere i nostri stessi$ Confine 1. Il terreno: una pecora morta, ma non ancora cibo, mi divide dai pianificatori $ ;er qualche anno, allini#io degli anni novanta, e fino a che limpegno nella giunta comunale di .ene#ia non me lha impedito, ho fatto parte di un articolato gruppo di lavoro dell<*);, lorganismo delle *a#ioni <nite che si dedica ai pro"lemi dellam"iente, presso la sua sede di ,palato che si occupa della regione mediterranea$ Guel gruppo, guidato da ,rdHan Cruta, era incaricato dalla 7anca &ondiale di tracciare le linee di un possi"ile sviluppo turistico del tratto mediano della costa al"anese, il pi+ suscetti"ile di inserimento nel mercato "alneare per la vastit delle sue spiagge sa""iose prive quasi completamente di insediamenti$ Latten#ione della 7anca &ondiale faceva seguito ai sussulti di un?l"ania appena uscita dallisolamento cui si era condannata per me##o secolo, e che lavevano resa un fantastico la"oratorio di geografia, in cui lassen#a di automo"ili si mescolava alle antenne para"oliche, i carretti a traino animale con i telefaI$ Col gruppo di lavoro ho partecipato a tre missioni a Cirana, con alcune prudenti e pianificatissime escursioni in campo, cio sulla costa sa""iosa e deserta, inframme##ata da lagune e orlata verso la pianura di "onifica recente da una profonda pineta artificiale$ Le strade, per quanto scomode, non arrivavano alla costa che agli estremi dei duecento chilometri di spiaggia sa""iosa, in prossimit di %ura##o a nord e di .alona a sudB dal mare, col gommone di cui eravamo dotati, non si vedeva alcunch6 per la piatte##a del profilo costiero$ 3li assistenti locali messi a disposi#ione di un governo entusiasta ma imprudente erano scelti per le loro esperien#e allestero, cosicch6 avevamo s= un linguaggio comune (quello scientifico interna#ionale! ma non potevamo contare su qualcuno che conoscesse il suo territorio$ ,olo le mie insisten#e ottennero alla fine che i geografi dell?ccademia e delluniversit, accuratamente /epurati0 per le loro collusioni col regime comunista, potessero dischiudere il for#iere della loro esperien#a del terreno, descritta in volumi stampati su carta rudimentale o manoscritti$ &an mano che parlavo con loro mi si schiarivano le idee ed ingigantiva la curiosit di percorrere quel paese che sapeva di 7alcani, ma anche di &editerraneo, di paesaggio alpino, di socialismo e colonialismo italiano, di Curchia e .ene#ia come il ;eloponneso, ma dove gli unici camion erano cinesi e i

terra##amenti, corredati di dighe di terra, citavano le risaie cinesi, come gli immensi viali di Cirana affollati solo di "iciclette$ %urante una delle missioni, il gruppo, stipato in due antiquate vetture ministeriali, lasci2 finalmente Cirana e si avventur2 in visita ufficiale a .alona$ Jinalmente il paesaggio$ .illaggi e cittadine di "onifica, piccoli poderi cooperativi, vecchi cultivar frutticoli, gran risparmio di suolo come si faceva nellera preindustriale, case rurali tipiche in rapida successione di forme diversissime$ *oiosissimi incontri ufficiali a .alona, tentativo di evasione da parte mia per vedere almeno una parte della citt e non solo il municipio e il ristorante panoramico, tentativo stroncato poco dopo aver intravisto una magnifica moschea miracolosamente conservata tra le spianate della citt nuova socialista e siamo di nuovo sulla via del ritorno, di nuovo a quaranta >mKh al massimo, tra mucche che rientrano a casa da sole, "iciclette, polli, donne e "am"ini che tornano al villaggio, qualche fiammante trattore dono del governo greco, vecchie fa""riche a""andonate e tante, tante "uche$ La corsa lentissima rallenta in prossimit di una cittadinaB la strada la attraversa e, poich6 vi si sta svolgendo un mercato allaperto, affollata$ La vettura si fa strada pian piano tra la folla e la merce, spesso deposta a terra su stuoie, circondata da clienti e conversatori accoccolati nella posi#ione di riposo tipica dei 7alcani$ Capisco con difficolt che loggetto dellatten#ione di un gruppetto, appeso ad un palo della luce, una pecora squartata e non ancora scuoiataB in "reve diventer merce, ma non ancora ci"o, ai miei occhi piuttosto un cadavere, un segno della violen#a con cui le civilt pastorali convivono dolcemente$ %alle mie parti i regolamenti igienici ottocenteschi prescrivevano che le carni trasportate in citt a spalla dai gar#oni dei macellai fossero coperte da teli "ianchi che le nascondessero alla vista dei passanti, per non tur"arne la sensi"ilit$ Guella folla quieta che stima la "ont dellanimale ucciso (quelli non venduti torneranno a casa sulle loro gam"e e si macella solo il venduto, sul posto! mi incuriosisce, mi sento sotto un cielo inedito, lansia dellesploratore esplode, chiedo una sosta$ Che mi viene negata( siamo una missione interna#ionale, quelle stupidaggini fol>loristiche, quei dettagli possono al pi+ attrarre i turisti$ *on ho potuto insistere, ma avevo capito che in quellauto eravamo di stirpi scientifiche diverse( i /planners0, pianificatori addetti al disegno di territori futuri, non erano geografi$ ;retendevano di strutturare territori sen#a averli percorsi, sen#a averne decodificato i segni delle civilt che li avevano conformati, sen#a aver interrogato le forme naturali, sen#a aver indagato quellinsieme di segni che unisce la natura e la cultura e che costituiscono il paesaggio, le sue case, i suoi campi, il suo ci"o, fino a dettagli tanto piccoli quanto rivelatori$ Chi rinuncia al terreno, non geografo, fa un altro mestiere$ 'nutile dire che i miei piani di evasione si perfe#ionarono, e con essi le escursioni, fino a farmi capire una trama territoriale affascinante su cui ho potuto continuare a lavorare (per esempio( LaLi e Zanetto, MM !$ Confine 2. Il concreto: una uestione di capannoni mi divide dagli economisti. Guando mi avviavo alla carriera accademica, allini#io degli anni settanta, la politica e la cultura venete erano concentrate su una presa di coscien#a di una nuova identit regionale, forgiata da una tanto attesa moderni##a#ione industriale finalmente trionfante$ ,i stava scoprendo che tutto era gi avvenuto, ma in forme inattese, cos= diverse da quelle annunciate dalla tradi#ionale industria tessile pedemontana e dal colossale agglomerato di industria pesante di ;orto &arghera che la transi#ione dal .eneto rurale a quello dei distretti manifatturieri era passata a lungo inosservata$ N in quegli anni che si prende a parlare di /modello veneto di industriali##a#ione0, poco prima che cominciasse lideali##a#ione e il rimpianto della ruralit, col collegato revival etnico$ %ue allora a""astan#a giovani economisti, in quegli anni davano un giudi#io della industriali##a#ione minuta cos= spre##ante da definire il .eneto /una regione in via di sottosviluppo0, che non prendeva la strada della grande fa""rica e della concentra#ione metropolitana additata dal triangolo industriale, rifiutando il taglio delle radici rurali specie sul piano della cultura e delle rela#ioni industriali$ %alla loro stessa parte politica di progettava un raddoppio della #ona industriale in laguna e si temeva una sua imita#ione concorren#iale in quel di ;adova, che tentava di dotarsi di un canale naviga"ile con esito lagunare$ ,i confrontavano allora due culture politiche e sociali, che potremmo dire oggi /"ianca e rossa0, i cui modi prediletti di industriali##a#ione hanno avuto sorti, come sappiamo, assai diverse( ;orto &arghera ha visto la sua industria pesante entrare in una crisi mortale fin da quegli anni, il modello veneto ha cele"rato un lungo trionfo che solo oggi esplicita le sue de"ole##e$ Con questi temi mi sono confrontato negli anni in cui ho concentrato le mie attivit di ricerca e didattiche nella facolt di economia, gli anni ottantaB mi colpiva la mancan#a di una capacit interpretativa dei fenomeni in corso( lindustriali##a#ione diffusa che dilagava in una parte nettamente conterminata della regione e ne lasciava altre, del tutto refrattarie, in preda allemigra#ione, la crisi della grande industria portuale$ ,i prediligeva luna o laltra sen#a saperne mostrare la logica e quindi sen#a saperne prevedere le dinamiche, le esigen#e, ladeguate##a al contesto della divisione spa#iale del lavoro alle varie scale geografiche$ ;ensavo che tutto questo potesse essere dominio degli studi economici, ma nel mettere in campo la variet spa#iale della tradi#ione rurale veneta E cos= nota e ovvia per i geografi quale chiave interpretativa degli assetti territoriali, come avevo imparato da Luigi Candida e le sue ricerche sulla casa rurale veneta mi avvedevo che parlavo una lingua diversa, che evocavo una complessit eccessiva per la ricondu#ione alle generalit astratte e matemati##a"ili delleconomia, una interpreta#ione ricca di sfumature fastidiose e, soprattutto, legata ad una concreta situa#ione regionale$

;oco importava che quello schema (sinteti##ato in Zanetto 1981 e 198O! trovasse conferma puntuale dalle mie esplora#ioni in regioni analoghe dall<ngheria all'nghilterra, dal Canad alla ;olonia( la ricerca su casi concreti, fossero insediamenti portuali o industriali, per non dire poi di quelli turistici, erano merce di scarto per gli economisti e unico motivo di entusiasmo per me, quando scoprivo le differen#e di ori##onte culturale, sociale, am"ientale nei capannoni, pur cos= simili tra loro, a &arghera e dieci chilometri pi+ in l, nelle campagne del .eneto "ianco$ Cosicch6 chi accetta tutta la complessit necessaria a capire, a costo di negarsi la possi"ilit di una risposta, ha altre appartenen#e rispetto a chi privilegia la semplicit e lelegan#a formale di unequa#ione, a costo di prendere una forma inedita di sviluppo per uninvolu#ione sen#a futuro$ Confine !. "a teorizzazione necessaria: un giardino in forma di campagna e la gioia negata della narrazione fa da confine con gli storici. ?llini#io degli anni ottanta, lavventurosa storia delluniversit italiana ha conosciuto unine"riante novit( i dipartimenti$ Le facolt erano cresciute di molte volte, sia per numero di studenti che di docenti e, avevano moltiplicato i corsi di laurea, cosicch6 le strutture pi+ fini della ricerca, eredi della cattedra attorniata di assistenti, erano troppo piccole$ ?nche il La"oratorio di 3eografia )conomica della Jacolt di )conomia e Commercio dell<niversit degli ,tudi di .ene#ia (fondato negli anni venti e migrato, durante i miei anni da studente, dalla sede originaria E al secondo piano di Ca Joscari E nel piano no"ile di Ca ,oran#o!, /conflu=0 in un grande %ipartimento di ,cien#e )conomiche, che trov2 presto una sede unitaria in diverse locali##a#ione fino allattuale nel macello di ,an 3io""e a Canaregio$ Credo sia stata questa /confluen#a0 e la conseguente perdita di identitifica"ilit degli studi geografici in una "i"lioteca specifica, in una struttura amministrativa e fisica, la dilui#ione di unatmosfera dominata da carte geografiche vacchie e nuove a spingermi a ricostruire la storia della geografia cafoscarina, nella quale si era costituita la prima cattedra italiana di geografia economica$ Guesta mia prima e ultima ricerca darchivio, dai primi indi#i mi port2 a ricostruire personaggi, rela#ioni, atmosfere culturali, vere genealogie di pensiero, imparentamenti con altre discipline e vicende della politica e delleconomia locali, scontri intestini alla disciplina, fieri contrasti culturali, ma anche schiettamente politici$ 'n "reve, unintera corrente di pensiero riemergeva da un o"lio in cui laveva relegata la scomparsa dei testimoni e non ancora ripescata lo scandaglio degli storici (vedine un "rano in Zanetto, MM1!$ ;rimo Lan#oni emerse "en presto come la figura chiave di una storia che mi appariva come la scoperta di una genealogia, di una galleria di antenati che mi aiutava a dare senso alla mia condotta di ricercatore$ ,aturo di letture, intriso di atmosfere tra otto e novecento, non trovai di meglio, per stendere un primo esito delle mie ricerche, che di isolarmi in una fresca e verde estate inglese$ La "i"lioteca della nuovissima sede della <niversit4 of Pent, alla periferia di Canter"ur4, nella quale attraverso larghe finestrature al piano terra penetrava la campagna inglese scenograficamente ordinata, fu la scena di questa a#ione di scritturaB una lunga, appassionata narra#ione dei fatti, del loro significato, e concatenamento$ *on ho mai scritto cos= piacevolmente e distesamente, avrei potuto continuare per do##ine di pagine un racconto avvincente ma sconfinato$ Ju fissando lo sguardo attraverso la finestra sul verde smagliante del Pent, che mi sgoment2 la differen#a con la sofferta stesura di poche righe che mi era consueta, con la mia solita autocondanna alla sintesi, a non scrivere niente che fosse gi scritto e cita"ile, che non fosse lesposi#ione di una connessione causale tra fatti$ ,coprii allora che il fascino della ricerca stava nelle regole strette della teori##a#ione, nel trovare spiega#ioni di fatti territoriali attraverso i fatti territoriali, nel sapere dare senso ai frutti della#ione umana sulla natura sen#a interrogare altri che questi artefatti$ 1o invidiato allora limmensit del campo propria della ricerca storica, la facilit con cui essa si risolve in narra#ione sen#a limiti$ La geografia unaltra cosa, costretta com a dar ragione dei fatti con la teoria( avevo visto un altro "ench6 sfumato e pi+ la"ile E confine, e il mio articolo (Zanetto, 198O! divent2 la riprova di un assunto, con tagli che lo fecero assai pi+ smil#o "ench6 sia rimasto, credo, il mio scritto pi+ lungo$ Confine #. Il relativismo delle rappresentazioni geografic$e: le cascate colorate a %iagara mi indicano il confine con i naturalisti. ;er la mia forma#ione culturale e accademica stato fondamentale un soggiorno canadese, presso l<niversit6 de &ontr6al, nel secondo semestre del 198 $ Jino ad allora, limposta#ione economica dei miei studi e lappassionata esperien#a cognitivista e dellado#ione di modelli e strumenti quantitativi mutuati dalla fisica e la statistica mi aveva procurato non pochi pro"lemi di ricomposi#ione con la matrice geomorfologica che pervadeva tanta geografia italiana e che avevo avvicinato durante la frequen#a della ,cuola di ;erfe#ionamento "olognese e laffascinante esperien#a dei primi annunci della geografia umanistica anglosassone$ 'n Canad mi era apparsa su"ito pi+ chiara la fun#ione della geografia /fisica0, dato che non potevo dare per scontate delle caratteristiche dello scenario cos= diverse da quelle cui ero a"ituato in )uropa e che mi sem"ravano irrilevanti solo perch6 comuni$ La vastit degli spa#i nordamericani una parte non trascura"ile della loro geografia, come le specificit del clima lauren#iano, la levigate##a della morfologia glaciale imposta a rilievi antichi, le "rusche varia#ioni di quel clima continentale$ &a il modo di vivere e costruire le citt, i segni imposti dalla coloni##a#ione francese, cos= facilmente distingui"ili da quella inglese, i profumi etnici dei quartieri della metropoli mi spiegavano tanto di pi+$ *el cuore dellQle R6sus, isola fluviale limitrofa a quella su cui sorge la parte centrale di &ontr6al e da questa separata da un ramo del ,an Loren#o, in una pacifica e colorata giornata del lento autunno canadese, con il cielo terso e luminoso quanto sa farlo il vento dell?rtide, davanti ad una chiesetta di legno costruita dai primi contadini della *uova Jrancia tre secoli prima, immaginavo il valore ai loro occhi e orecchi E di quei primi rintocchi di campana sotto il cielo del *uovo

&ondo, per un pugno di famiglie isolate di l dalloceano, intente a rimettere radici su una terra nuova e sconfinata, a rifare di quel suolo appena s"oscato un nuovo luogo ricco di significati$ Come evitare, vivendo un po laggi+, una visita a *iagara Jalls@ 'l loro primo annuncio, correndo in "us, fu, al di sopra della fitta vegeta#ione "oscosa che copriva la pianura, una nuvola trasparente di schi##i$ )ra lei, la divinit promessa dagli 'ndiani al gesuita francese che laveva descritta per la prima volta agli )uropei$ 3iunti sul ciglio del dirupo nel quale si ina"issano le acque di un fiume immenso per larghe##a, non potemmo che riconoscere unaltra manifesta#ione di gigantismo americano, come davanti alle torri gemelle di *e5 Sor>, o i mirtilli neri coltivati$ Fsservammo canonicamente le cascate da un "attellino che si avvicinava al punto in cui finiscono rom"anti nel fiume sottostante, poi da una piattaforma che ti porta lo sguardo "en oltre il confine con gli ,tati <niti, infine, perfino coperti da un "uffissimo e avvolgente impermea"ile e stivaloni gialli passando dietro la cortina dacqua$ Limponen#a di quel salto dacqua, la possan#a quieta con cui il fiume scorreva fino al salto, la vastit della pianura circostante, toglievano rilievo ai segni della presen#a umana, che pur comprendendo centrali elettriche, strade, citt, insediamenti turistici invadenti fino alla petulan#a$ ,u tutto parevano stendersi le "attute della sinfonia di TvorHa>, la naturalit oggettivamente constata"ile dominare la geografia$ La sera, dalla terra##a dellal"ergo, chi cenava poteva godere della vista della cascata principale, e del suo rom"o$ Jino a che la luce del giorno non scompariva$ 'l mio stupore fu grande quando la cascata si illumin2, riemergendo dalla notte( fasci potenti di luce le consentivano di restare la dominatrice della scena, ma il "ello venne su"ito dopo( regolarmente, la luce si faceva colorata alternando una serie di colori( le cascate di *iagara si facevano rosa, verdoline, a##urrognoleU %el paesaggio canadese mi avevano colpito la for#a, la decisione con cui la#ione umana interveniva sul paesaggio, imprimendo segni forti per riuscire a contraddire una natura immensa e un po monotona$ :ieccolo, questo tentativo, lurlo di presen#a, in forma di colore imposto alle cascate, che apparivano evidentemente pi+ interessanti cos= im"ellettate, controvoglia antropi##ate, trasformate sfacciatamente in spettacolo caramelloso$ ,e limponen#a di quella naturalit mi impressionava, la "analit orgogliosa di quellatto di sottomissione mi affascinava( capire quellinsediamento turistico, che cosa rappresentavano le cascate per me o per i suoi visitatori, per chi aveva progettato quella frui#ione era la sfida che mi interessava raccogliere$ ,en#a capire questo, non c conoscen#a del luogo( di l, tra chi le capisce come fatto naturale indipendente dalla rappresenta#ione (plurima! dei suoi a"itanti e visitatori (a"itanti effimeri!, non a"itano geografi$ Confine &: la disciplina scientifica: un petrolc$imico da c$iudere (o no') fa da spartiac ue tra geografi e gestione politica, tra rappresentazione e costruzione empirica del territorio. ;rima di diventare vene#iano, arrivando in laguna, vedevo le ciminiere della #ona industriale di ;orto &arghera stagliarsi contro lo stesso cielo che faceva da sfondo alla selva dei campanili che mi divertivo gi a riconoscere, pelle irsuta della citt verso il cieloB invece quella agglomera#ione di fa""riche e citt, da una parte e laltra della ferrovia prima di entrare sul ponte traslagunare, non mi riguardava( non era .ene#ia$ *e era piuttosto lossessione( tutti ne parlavano, di porto, petrolchimico, cantieri navali( dal movimento studentesco ai manifesti per le strade, alle scritte cu"itali sui muri lungo la ferrovia( ma erano lontanissimi dagli oggetti della mia curiosit, portata semmai a quel che restava del porto passeggeri e le sue "ianche chiglie di transatlantico che ancora solcavano la laguna$ Ju lo studio della geografia dei porti, sulla scia di ?dal"erto .allega, ?ndr6 .igari6 e 7rian 1o4le a guidare la mia curiosit in quellinterludio tra pianura veneta e citt lagunare, a farne un luogo geografico da spiegare$ Le conclusioni arrivarono presto( potevo gi esporle con gentile provoca#ione nel corso della prima visita allimmenso sta"ilimento petrolchimico$ La dire#ione della#ienda aveva invitato una rappresentan#a delle associa#ioni am"ientaliste come 'talia *ostra cui appartenevo e mi limitai a chiedere al direttore quale sare""e stata la locali##a#ione ottima di un petrolchimico, in unottica puramente economica, "en sapendo che la (Zanetto, 1989! la logica locali##ativa che aveva guidato quellinsediamento apparteneva ad una fase geoEeconomica finita (nel 198O! da un pe##o$ &i era diventato chiaro perch6 quegli insediamenti erano cos= estranei a .ene#ia, perch6 le due culture ur"ane di .ene#ia e &estre fossero cos= lontane, se non nelle rimasticature pseudomarIiste degli intellettuali di allora, tutti salotto e petrolchimico$ %el destino di &arghera si di"atteva ovunque, si pagavano ricerche di ogni tipo, come se la teoria geografica delle #one di industriali##a#ione costiera non avesse gi detto e spigato e preconi##ato tutto il necessario per agire$ %i una di queste ricerche venni chiamato a far parte, in ossequio allinteresse da sempre tri"utato dai geografi cafoscarini alle cose portuali, ma le mie analisi si scontrarono presto con la vulgata ufficiale e un preconcetto politico( &arghera speciale, non se ne pu2 accettare il declino, leterno di"attito continui e foraggiare la politica locale e il suo rapporto con quella na#ionale (non cam"iato granch6 di questultimo aspetto, tranne la sostitu#ione del ministero dell?m"iente a quello delle partecipa#ioni ,tatali!$ ) cos= il mio rapporto fu gentilmente censurato e riscritto in forma di ragionamento a scala glo"ale, dove non era necessario che si capisse come fosse illusorio e dilatorio cercare di tenute fuori dalla laguna le dinamiche portuali intersecate a quelle industriali ed ur"ane di ,hanghai e ,an Jrancisco$ *ella sede del dopolavoro della &ontedison (oggi un pe##etto riusato del parco scientifico di .ene#ia! nessuno cos= disse che &arghera era da chiudere, ma il mio rapporto usc= in una "ella e sfortunata rivista (Zanetto, 1989!, e divent2 un punto fermo nelle analisi economiche locali$ %ieci anni pi+ tardi, una su"dola a#ione politica di un movimento am"ientalista, con atteggiamenti eticamente assai discuti"ili, stava mettendo alle strette lultimo grande sta"ilimento industriale dellarea, sopravvissuto scalcagnato e invecchiato, ma ancora a galla$ Guindicimila persone vi trovavano il pane quotidiano e la ricche##a prodotta per il

paese non era poca$ Le leggi vigenti vi erano rispettate, "ench6 le malefatte contro la qualit am"ientale fossero note ormai a tutti$ &a non era questo un "uon motivo per adde"itare al petrolchimico il ruolo di capro espiatorio e fonte di tutti gli inquinamenti dei sedimenti lagunari$ Con unenergica a#ione informativa sullopinione pu""lica si evit2 il sequestro dellimpianto, tra lo stupore degli am"ientalisti che "en conoscevano gli esiti delle mie ricerche sullindustria pesante costiera, la 8aterfront rivitalisation, il nuovo ruolo dei porti$ &a sperimentavo, in quella fine degli anni 9M, come gli approdi di un ricercatore non siano travasa"ili sen#a media#ione negli atti di governo di una giunta municipale, cosicch6 se mai da temere il governo dei filosofi quello dei geografi pu2 non esserne da meno, perch6 il pre##o pagato con la costitu#ione di una disciplina scientifica, come per ogni speciali##a#ione, la perdita del contesto( lultimo degli errori consentito a chi gestisce la cosa pu""lica$ )ra successo cos= anche quando avevo partecipato a indurre il ministro dei "eni culturali a revocare il decreto con cui aveva ini"ito leserci#io del commercio nellarea marciana (aveva, in altri termini, cacciato degli sconci "anchetti di paccottiglia gradita ai turisti pi+ "eceri da pia##a ,an &arco!$ ?nche in quel caso la considera#ione di tutti gli interessi in gioco, la giusta considera#ione della continuit, configgevano con i miei ragionamenti di geografo del turismo ed il declino dellattrattivit delle mete di turismo culturale$ &a ricercatore e amministratore (peggio se questi tri"utario del consenso popolare( il politico! hanno doveri e diritti diversi( a noi geografi non consentito mentire, ma ci concesso di non rispondere a tempo ai pro"lemiB i politici possono o de""ono dare una rappresenta#ione proficua della realt, ancorch6 falsa (non sto parlando dei mentitori per fini personali o iniqui!, ma devono avere risposte tutto e su"ito$ Guel confine mi era capitato di valicarlo troppo spensieratamente, tra un petrolchimico ed un "anchetto di souvenir, mi ero spinto troppo aldil di quel confine tra geografi e amministratori, era tempo di tornare dallaltra parte del Canal 3rande1$ !. Identit come uguaglianza (solidariet) Lidentit del geografo dunque defini"ile con una serie di differen#e, di confini$ &a, come per qualsiasi classe di oggetti, per costruire quella dei geografi occorre supporre che la variet interna tra di essi sia minore di quella sancita da tali differen#e$ 1o avuto modo di ri"adire altrove come la cumula"ilit della nostra produ#ione sia un requisito fondante dellesisten#a della disciplina, ed anche un metodo ro##o come quello dei riferimenti "i"liografici in coda ad un articolo ha pi+ rilievo di quanto non parre""e a prima vista$ &a il fatto che una disciplina esiste se i suoi mem"ri sono solidali, si cercano, si parlano, si accordano su temi di ricerca, si riconoscono ) si accettano attraverso lindica#ione di comuni antenati (Zanetto, 198O" descrive il tema applicato alla mia universit!$ 'l lavorio di colleghi come &assimo Guaini e 'laria Caraci, poi di Jrancesco &icelli ci hanno reso meglio consapevoli del solco su cui ci troviamo, i geografi italiani, ad operare$ &a la nostra prassi, cos= parcelli##ata e poco integrata mi riporta ad una nota#ione illuminante di un antropologo( 9la somiglian+a di famiglia 4 diventata il nostro vero ta!6 $9*. ,ell.idea che noi :non ci facciamo da soli. $9* c.4 7ualcosa che non ci va gi6# (La Cecla, MMM, 1V e sgg$!$ La cultura contemporanea ha talmente enfati##ato lindividuo da scioglierlo da legami di lignaggio, facendone una monade splendente di luce propria, che non ha conosciuto infan#ia e mai conoscer vecchiaia, nato perfetto e morto in scena$ Jorse per questo che ci s"ara##iamo di infanti e vecchi, relegandoli a cure di specialisti e nascondendoli come oscene varia#ioni del modello o, per quanto possi"ile, camuffandoli da adulti o giovani$ Jorse per questo che la nostra produ#ione tanto meglio pensata come pregiata quanto una rottura con la tradi#ione, una smentita degli antecessori, una dimostra#ione che cera "isogno di noi per porre rimedio alle sciocche##e del passato$ Certo pi+ facile essere "ravi se si lunico cultore di un pro"lema, magari per defini#ione irrilevante, se si ricomincia perpetuamente daccapo, se si reinventa lacqua calda gi studiata per decenni da altre discipline$ Le osserva#ioni di 7erardo Cori (1999! sono impecca"ili ed significativo che non siano, mi risulta, state riprese neanche per smentirle o criticarle$ ) vero( molti geografi italiani si definiscono con ardite metafore per evitare di dire /geografia0( perfino i ,istemi 'nformativi detti in tutto il mondo /geografici0 qui da noi sono diventati /territoriali0$ ) se lidentit dei gruppi locali appare strenuamente difesa da ogni confronto o intrusione, la pratica di una supposta comunit na#ionale va scemando sempre pi+$ *on solo rifiutiamo di fatto la comune ascenden#a come se ci vergognassimo dei nostri /vecchi0, ma vedo scomparire anche un senso di comune e condivisa responsa"ilit verso le giovani genera#ioni di ricercatori, con la scomparsa di un senso di /paternit scientifica0 nutrito di aiuto, di guida, di critica( come se tutto fosse lodevole, e tutto al tempo stesso irrilevante nella produ#ione dei giovani, come ovvio che accada se manca un progetto culturale di ricerca della disciplina$ ;er colpa naturalmente dei /colleghi0, il dispre##o verso i quali sem"ra troppo spesso lunico fondamento della nostra personale autostima$ *on vorrei sem"rare desideroso di una struttura#ione o""ligante della disciplina, ma la geografia italiana ha "isogno di una comunit e, di conseguen#a, di una genealogia riconosciuta, di una fratellan#a( opportuno ri"adire che
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Cio da Ca Jarsetti, sede municipale, a Ca Joscari, sede centrale delluniversit cui d il nome$

ci che diventa centrale per capire la storia non sono le identit1 $individuali o collettive* ma le differen+e e le sele+ioni. 3gni cultura non va vista come un tutto coeso, ma come un fascio di temi# di cui ogni individuo 4 la varia+ione poten+ialmente una linea centrifuga# $Benvenuto, ;<<<, &=>*. &a essere geografo significa riconoscersi negli altri geografi, accettare una genealogia, una logica di gruppo e delle sue gerarchie$ :iusciamo ad alludervi pudicamente solo negli impliciti paradigmi che presiedono alle valuta#ioni concorsuali, nellidea di intellettuale e della sua fun#ione sociale (come nel confuso di"attito sulla professione di geografo, che ricompare periodicamente nei nostri congressi!, nel rapporto tra ricerca e didattica ed il ruolo della geografia nella forma#ione universitaria, nel rapporto tra universit e territorio vedi Cori a 7arcellona nel senso di servi#io ad una comunit locale o na#ionale o interna#ionale!$ ?nche quando la nostra personale identit ne soffre, quando ad esempio la figura tradi#ionale e consolidata del geografo si tinge di grigio e stantio sentore di archivista$ Cra i pochi geografi espliciti della letteratura, quelli pi+ vividi a me noti sono delineati proprio cos=( il ;aganel di Rules .erne descritto come un /fanciullo grande0, sempre distratto, con un "uffo armamentario che comprende un /cannocchiale a "andoliera0 accanto a taccuini ed oggetti /tanto im"ara##anti quanto inutili0 su un pittoresco a""igliamento da esploratore reso "uffo da /enormi occhiali rotondi0$ ,impatico, devoto alla scien#a e pre#ioso, ma un po suonato$ *on ci va meglio col geografo di ,aintE)Iup6r4 (19D9!, secondo il quale i li"ri di geografia /non passano mai di moda$ ) molto raro che una montagna cam"i di posto$ ) molto raro che un oceano si prosciughi$ *oi descriviamo delle cose eterne0 (p$ AV!$ ?nche per lui il geografo si nutre di resoconti di viaggio, ma non viaggia, guida la#ione laddove non ha mai agito$ ,im"olo della conoscen#a speculativa e teori##ante, diventa fatalmente un affettuoso e pedante catalogatore$ Cos= dovremmo far meglio i conti con le rare auto"iografie di geografi, apertamente osteggiati ma mai discussi (per esempio :occo ( MM ! ma di pi+ ancora Jerro (1989!$ proprio cerchiamo un parametro esterno di valuta#ione del nostro operare, i /mercati0 sono almeno tre( la produ#ione scientifica (e Cori ha detto tutto sulla nostra assen#a dalla letteratura interna#ionale!, la forma#ione (ed i corsi di studio in scien#e geografiche sono proprio pochiW!, lassisten#a allo sviluppo locale e regionale$ ,olo questultimo non considerato dal sistema di valuta#ione del nostro ministero, che in "ase agli altri ha emesso dei verdetti tanto indiscuti"ili quanto preoccupanti$ Correre da soli pu2 apparentemente pagare di pi+, ma solo a "reve termine, come ogni camuffamento$ #. (d il centro' ")identit come autorappresentazione, se fosse vero c$e non conviene vestire divise. &i sem"ra infine che, al di l di differen#e e uguaglian#e, distin#ioni da altre discipline e intercam"ia"ilit tra mem"ri della stessa disciplina, un discorso sullidentit a""ia "isogno di essere sostenuto da un senso di esisten#a, da unautorappresenta#ione che ci rende capaci contri"uire con dei contenuti alla forma della comunit$ 'l concetto mi chiarissimo per lidentit etnica, pi+ facilmente intrisa delle motiva#ioni profonde dellessere( L.identit1 4 mia, sento che sono io e che non potrei essere nient.altro che 7uello che sono. Potre!!e finire 7ui l.identit1, sen+a ulteriori aggettivi. ?n interno di persona, ma anche un.identit1 recintata, che tiene il mio io murato vivo, un gioco tutto solitario $9*. @ggrego l.aggettivo veneta#, identit1 veneta appunto, e avverto che l.idem non 4 pi6 lo stesso. ,on sono pi6 mio, mi esproprio per cosA dire, l.identico esce all.aperto, si mette in rela+ione, va alla scoperta di un comune sentire, se ci sar. L.identit1 diventa un sentimento plurale, la ricerca di un linguaggio $9* 0ome cantare in coro, tra nonni e figli# (Lago, 1999, M !$ 'l modo per cos= dire /intimo0 di fare il geografo si mette, solo dopoW, in cerca di una comunit, incapace questa di darti un senso, come se mancasse uno dei due necessari termini di un dialogo tra singolo e comunit$ ,ono stato personalmente indotto a cercare le radici del mio fare il geografo dalla, per me, stupefacente ma legittima afferma#ione di un collega (e non rest2 lunicoW! di essere diventato geografo per caso o per opportunit$ 'l ricordo pi+ lontano, il sim"olo pi+ comunicativo di questo mio apprendistato un franco"ollo ungherese, il M filler (centesimo di fiorino! a##urroEverde di una serie che rappresenta le opere del regime socialista intento alla moderni##a#ione del paese negli anni Cinquanta$ <na serie di edifici pu""lici nuovi di #ecca vi si proponevano come conquiste, allineati nella mia colle#ione di scolaro cui la radio imponeva drammatiche narra#ioni della rivolta di 7udapest del 19OV$ ' resoconti paludati e impersonali dei mass media di allora parlavano di un mondo lontano, di l dalla Cortina di Jerro, pieni di persecu#ioni e violen#e( sem"ravano fia"e, ma io sapevo che quelledificio verdolino esisteva davvero, al sole, mentre io ne vedevo la rappresenta#ione in un franco"ollo stampato nello stesso luogo, che mi garantiva dellesisten#a dellaltrove, quello e mille altri, promessa di variet del mondo, di in finite##a dellesperien#a poten#iale del mondo sen#a la quale il nostro a"itare si fa presto stolido$ ) cominciata allora la mia passione per la rappresenta#ione del mondo, nutrita da insegnanti appassionati e dalla pratica delle carte geografiche, po##o infinito di mondi possi"ili nel senso di esperi"ili$ ,olo di recente ho rinvenuto una

comunica"ile espressione di tale appassionata ricerca, dellansia di dare forma allaltrove, sempre capace di stupirti per variet e coeren#a e sempre diverso dalla nostra immagina#ione come la vita dei personaggi pirandelliani( %ene+ia ha il mondo sul palmo della mano. 3gni nave che arriva reca nella propria stiva un tesoro di men+ogne e di inganni rinvenuto in terre lontane#(Co5an, 1998, 198!$ Cos= si figura latteggiamento di fra &auro, rinchiuso nelleremo camaldolese di ,an &ichele di &urano, placidamente immerso nella laguna veneta, immo"ile e segregato interprete dei resoconti dei naviganti e sistemati##atore nel suo planisfero della forma del mondo$ 0ome va il mio mondoB Spalancato e pieno di ondula+ioni eccolo sul mio tavolo, immenso or!e di terreno indocile. Cone di puro spa+io si estendono sino ai confini estremi cui pu giungere la mia immagina+ione. D un mondo fatto !en pi6 che di regni e continenti. D un reame noto solo a coloro che hanno occhi per vedere l.invisi!ile o a coloro che sono pronti a elevarsi al di sopra della luce dell.intelligi!ile# (Co5an, 1998, 199!$ Se 7uando mi sono accinto all.opera avessi saputo il vuoto che avre!!e finito per circondarmi, forse avrei scelto di rimanermene al sicuro dietro 7ueste mura di medita+ione invece di dirigermi alla scoperta dell.or!e terrac7ueo $9* Sono affascinato da ci che la mia mappa non rivela $9*Mi sono stancato del gi1 notoB Euanto pi6 incontro persone che mi trasmettono le loro conoscen+e dello spa+io e del tempo, tanto pi6 comincio a credere che il vero oggetto della mia peregrinante ricerca sia di consentirmi di entrare in estasi. 0ostoro portano nel mio studio un senso di sgomento e nient.altro$9* Euante tempeste hanno attraversato su navi che tentavano di raggiungere un lidoB Molte, per la verit1. ?omini cosA diversi da gente come me $9* e tuttavia, le differen+e tra noi si manifestano ancora di pi6 ogni volta che mi chino su 7uesta mappa $9* Euesti viaggiatori sono divenuti gli occhi e gli orecchi del mondo# (Co5an, 1998, 19DE 19V!$ Guasi uneroti##a#ione della carta, descritta in termini metaforicamente "en pi+ esplicita da Jederspiel (199 !, che tesse una trama roman#esca attorno ad un planisfero tatuato sulle rotondit di una "ella raga##a$ 1o ritrovato la stessa passione in una senile narra#ione dellorigine della sua straordinaria produ#ione scientifica in Xalter Christaller <n pericolo sventato, gra#ie a Luigi Candida( la 3eografia come cose da "im"i, ovvero la disciplina come coerci#ione e nega#ione del divertimento$ Leroti##a#ione della carta$ La geografia come .iaggio e mondi possi"ili (soggettivismo!( *ienna virtuale( il mio esempio di %ienna 4 un omaggio a Euine# $3gni volta che 7ualcuno pensa a %ienna, per esempio, si verifica un preciso evento neurale, che possiamo descrivere in termini strettamente neurologici $9*, ma ci non significa affatto credere che saremo mai in grado di tradurre il significato mentalistico generale pensare a %ienna# in termini neurologici. Gli eventi mentali sono fisici, ma il linguaggio mentalistico li classifica in modi incommensura!ili con le classifica+ioni esprimi!ili in linguaggio fisiologico.# F. Euine, Euidditates, Milano, Gar+anti, &GG&*. Su %ienna come su 7ualsiasi oggetto del mondo non ci sono etichette, come 7uelle su scatole e !ottiglie che dicono il nome del prodotto contenutoH riparti+ioni e aggrega+ioni di oggetti cam!iano di fatto a secondo della persona e del momento.# (7envenuto, MMM, 1 O e sgg$!$ Guel che mi fa gioioso facendo il geografo( *arrare i luoghi@ F passarvi con passo lieve e teori##are@ ,antiago de Compostela e segno delle mani( ,el mondo ci sono luoghi in cui un arrivo o una parten+a vengono misteriosamente moltiplicati dai sentimenti di 7uanti nello stesso luogo sono arrivati o da lA ripartiti# (*oote"oom, 199D, 9 e sgg$!$ ;opper e il &ondo Cre (quello che viene inventato gra#ie al gioco creativo di un linguaggio nato per descrivere e comunicare lYsperien#a!, ovvero le regole linguistiche della geografia e la diversit dei suoi linguaggi( carta falsa e men#ogna della pianifica#ione, calcolo statistico, modelli e #ia di C$ristaller ( ui $o bisogno di pi+ rig$e e tempo) 3li acquerelli di %onald )vans, sotto forma di franco"olli (Chat5in, 199M!$

&a allora una specifica#ione si impone( cosa fa diversi a"itante, viaggiatore, geografo@ La"itante il luogo, egli naturali##a la sua storia di rapporti con lam"iente e la comunit, un conservatore istintivo$ 'l viaggiatore ha esperien#a di alternative, innovatore, li"ero, progettista$ (Zanetto, 1991! 'l geografo costruisce immagini del mondo, appaganti e operative$ *on a"itante, non neanche a"itante effimero come il viaggiatore, logos dellesperien#a dei luoghi, cio non narra, indica la /grammatica0 della narra#ione$

(qui vorrei far confluire i ragionamenti precedenti, ma forse casser2 il paragrafo e lo lascer2 immaginare a chi legge i ragionamenti precedenti!$

&arcello ?:C1)CC', Lo spa+io ritrovato. @ntropologia della contemporaneit1, :oma, &eltemi, MM $ ,ergio 7)*.)*<CF, ?n canni!ale alla nostra mensaH gli argomenti del relativismo nell.epoca della glo!ali++a+ione , 7ari, %edalo, MMM ?nne 7<CC'&):, Ihe practice of geograph , *e5 Sor>, Longman, 1989$ Luigi C?*%'%?, /*uove tenden#e nel campo della geografia0, le#ione inaugurale dellanno accademico 19VOEVV dell'stituto <niversitario di .ene#ia (Ca Joscari!, poi in Scritti geografici $&G=(J&G);*, a cura del La"oratorio di 3eografia economica dell<niversit degli ,tudi di .ene#ia, 1989, pp$ 19E 9$ 7ruce C1?CX'*, 0he ci faccio 7uiB, &ilano, ?delphi, 199M$ 7erardo CF:', /'talia( una geografia diversa0, in Momenti e pro!lemi della geografia contemporanea , ?tti del convegno interna#ionale in onore di 3iuseppe Caraci, a cura del Centro 'taliano per gli ,tudi storicoE geografici, :oma, 1999, AAE 8V$ Rames CFX?*, Kl sogno di disegnare il MondoH le medita+ioni di fra Mauro cartografo alla corte di %ene+ia , &ilano, :i##oli, 1998$ Rurg J)%):,;')L, Geografia del desiderio, &ilano, &arcos 4 &arcos, 199 $ 3aetano J)::F, Geografia e li!ert1, 7ologna, ;atron, 1989$ ;eter 3F<L%, Kl mondo nelle tue maniH introdu+ione alla nuova geografia, &ilano, Jranco ?ngeli, 1988$ Ca4lor 1?CPJF:%, @n 3fficer and a Gentleman, ;aramount, 198 $ Jranco L? C)CL?, Modi !ruschiH antropologia del maschio, &ilano, 7runo &ondadori, MMM$ ,$ LaLi e 3$ Zanetto, /?l"ania( the spatial d4namics of the ?l"anian coastal region0, in Spatial d namics of Mediterranean coastal regions, vol$ 1 Ihe ,orthJ2astern Mediterranean, a cura di Cori e )$ Lemmi, 7ologna, ;tron, MM , 1A9E19A$ 3iorgio L?3F, in Kdentit1 veneta, a cura di C$ %e &ichelis, .ene#ia, &arsilio, 1999, pp$ M E 11$ Claudio &?3:',, Microcosmi, &ilano, 3ar#anti, 199A$ Cees *FFC)7FF&, %erso SantiagoH itinerari spagnoli, &ilano, Jeltrinelli, 199D$ Parl :$ ;F;;):, Kl mito della corniceH difesa della ra+ionalit1 e della scien+a , 7ologna, il &ulino, 199D$ Parl :$ ;F;;): e Ponrad LF:)*Z, Kl futuro 4 apertoH il 0ollo7uio di @lten!erg insieme con i testi del Simposio viennese su Popper, &ilano, :usconi, 1989$ %omenico :<FCCF, La mia vita di geografo, *apoli, Loffredo, MM $ ?ntoine de ,?'*CE)-<;Z:S, Kl piccolo principe, &ilano, 7ompiani, 19881A (ed$ orig$ Le petit prince, ;aris, 3allimard, 19D9!$ Rules .):*), K figli del capitano Grant, &ilano, &ursia, 19VVD (ed$ orig$ Les enfants du capitaine Grant, 1et#el, 18VA!$ 3a"riele Z?*)CCF, /'l modello veneto( appunti di geografia umana0, @nnali di 0a.Loscari, .ene#ia, M(1981!, 11AE1 V$ 3a"riele Z?*)CCF, /La classifica#ione di unit areali come metrica della complessit regionale0, in @tti delle Giornate @.K.".3., ;escara, ?ssocia#ione 'taliana di :icerca Fperativa, 198D, vol$ , OOE1V9$ 3a"riele Z?*)CCF, /Lur"ani##a#ione nel .eneto( tra industria diffusa e modelli culturali0, Geografia nelle Scuole, Crieste, 9M(198O!, 1ME 1V$ 3a"riele Z?*)CCF, /;rimo Lan#oni, ovvero leconomia come antitesi allam"ientalismo nel pensiero geografico ottocentesco0, "icerche 2conomiche, .ene#ia, 99(198O!, AME1M9$ 3a"riele Z?*)CCF /Levolu#ione delle aree di industriali##a#ione costiera0, Ierra. "ivista di scien+e dell.am!iente e del territorio, 7ologna, O(1989!, 9ME9D$ 3a"riele Z?*)CCF, /&otiva#ioni e tipologie del turismo culturale0, in Kl turismo delle citt1 d.arte minori# , a cura di 3$ Zanetto e ?$ Cal#avara, ;adova, Cedam, 1991, pp$ D1EO1$ 3a"riele Z?*)CCF, /:iflessioni su una diversit necessaria0, in %ariet1 delle geografieH limiti e for+a della disciplina, a cura di 3$ CornaE;ellegrini e )$ 7ianchi, &ilano, Cisalpino, 199 , 199E1DO$ 3a"riele Z?*)CCF, /La geografia accademica cafoscarina tra le due guerre0, in Joseph Gentilli, geografo friulano in @ustralia, a cura di Jrancesco &icelli, ,an %aniele del Jriuli, :egione Jriuli .ene#ia 3iulia, MM1, 91E O9$

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