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PERMANENZA DELLA METAFISICA

E NUOVI ACCENTI
Heidegger, lettore e interprete di Aristotele

Alcuni testi di Heidegger su Aristotele


Interpretazione fenomenologica di Aristotele (inverno 192122 a Friburgo, GA 61). Aristotele, Retorica (estate 1924 a Marburgo, GA 18). Aristotele, Metafisica IX, 1-3 (estate 1931 a Friburgo, GA 33). Sullessenza e sul concetto della physis. Aristotele, Fisica, B, 1 (1939, in Segnavia, 193-255, GA 9).

Franco Volpi, Heidegger e Aristotele, Bari Roma 2010:


Si potr vedere come la distinzione dei tre modi dessere fondamentali proposta in Essere e tempo, e cio lesserci (Dasein), lutilizzabilit (Zuhandenheit) e la semplice presenza (Vorhandenheit), riprenda tacitamente la sostanza delle determinazioni aristoteliche della praxis, della poisis e della theoria (13).

Martin Heidegger a Friburgo con Edmund Husserl


Alcuni testi di Husserl: 1900, la prima delle Ricerche logiche (tornare alle cose stesse); 1907: Lidea della fenomenologia (riduzione fenomenologica); 1913: Idee per una fenomenologia pura e una filosofia fenomenologica (lintuitione fenomenologica).

Martin Heidegger, Interpretazioni fenomenologiche di Aristotele. Introduzione alla ricerca fenomenologica, trad. Massimo De Carolis, Napoli 1990.

Accenti classici del libro: La ricerca della fondazione ricerca nelle opinioni e nelle convinzioni della filosofia del passato la sua regione. Posto che essa in generale ne abbia una, questa non situata allinterno della spazio complessivo delle scienze. Se la filosofia pu darsi dei confini, questi confini non si trovano allinterno di quella regione dellessere che le scienze spartiscono tra loro (p. 89).

La filosofia, si dice, conosce lorizzonte comune di queste regioni conoscitive, ci che le precede e che sta loro al fondo. Essa non un conoscere particolare, non cio un sapere specialistico; scienza fondamentale. La conoscenza filosofica mira a qualcosa di ultimo, di universale e supremo. Poich non possiede una regione tra le altre, delimitata e perci definibile rispetto alle altre, essa deve cercare e ricercare il proprio oggetto da se stessa, per proprio conto e con le proprie forze (p. 90).

Essa comportamento conoscitivo di qualcosa che ha sussistenza in se stesso e pu venire in questione in riferimento ad altro solo come principio. La filosofia il comportamento conoscitivo, katexikhn, principiale, di principio. Laffermazione determinante della filosofia stessa devessere a sua volta di principio, una definizione di principio (p. 90).

Loggetto della definizione di filosofia cos determinato: comportamento conoscitivo in rapporto allessente in quanto essere (p. 91).

Accenti innovatori Fatticit (nota del traduttore) Mi sembra occorra [] un chiarimento pi specifico rispetto alla traduzione dei termini faktisch e Faktizitt, che definiscono (/) loggetto principale delle ricerche contenuto in questo testo e, pi in generale, dellintera riflessione filosofica di Heidegger in questo periodo. In effetti, le due possibilit di traduzione pi immediatamente a portata di mano e cio fattualit / fattuale e effettivit / effettico risultano entrambe poco convincenti (231-232).
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[] in primo luogo, infatti, Heidegger distingue esplicitamente la Faktizitt tanto della semplice fattualit degli oggetti e dei dati di fatto (Tatschlichkeit) quanto dalla realt effettuale nel senso pi corrente in filosofia (Wirklichkeit); in secondo luogo, specie nel presente testo, insiste sul carattere di mascheramento e di non-autenticit che segna das faktische Leben (232).

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[] la questione non riducibile ad un semplice cavillo specialistico: lesatto identificazione della struttura della Faktizitt il problema centrale di queste ricerche heideggeriane, e una traduzione diversa pu senzaltro accentuarne il senso in direzione di una ricerca esistenzialista dellimmediato e dellautentico, o in quello della ricostruzione di una struttura in s complessa e mai veramente trasparente, perch costutivamente riflessiva e auto-referenziale []. (232).
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M. Heidegger, Essere e tempo, 4, trad. P. Chiodi, Milano 1976


LEsserci non soltanto un ente che si presenta fra altri enti. Onticamente, esso piuttosto caratterizzato dal fatto che, per questo ente, nel suo essere, ne va di questo essere stesso (28). La comprensione dellessere anche una determinazione dessere dellEsserci (ibid.).

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Comportamento (Das Verhalten)


Nella definizione di principio loggetto deve essere dato in forma tale che esso pervenga a un inizio di comprensione nel suo carattere e nella sua funzione di principio, e cos che ad un tempo vi pervenga anche lautentico carattere di principio, il senso dessere. Ci che conta questo senso dessere, ovvero il comportamento conoscitivo che si rapporta ad esso in quanto principio per lessente (p. 91).

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Nel contenuto definitorio (oggetto della definizione) implicito un momento di principio; questo contenuto esso stesso un rapporto-a. Il momento di principio in esso la-cui del rapporto: senso dessere. Loggetto del comportamento conoscitivo per questultimo esso stesso a suo modo un principio. Possedere (/) loggetto della definizione, contenutisticamente, significa conoscere (e possedere cos nel comprendere principiale) che, per-che e come il principio principio per il suo possesso (p. 91-92).

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