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Philologus

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Carlo M. Lucarini UNA NUOVA TESTIMONIANZA SUL MITO DI FINEO E DI PARAIBIOS

Il secondo libro degli Argonautica di Apollonio Rodio contiene la descrizione del viaggio degli Argonauti, dalla Bebricia alla Colchide. Allinterno di tale descrizione, lepisodio di Fineo occupa una parte considerevole (vv. 176530)1. Come noto, del mito di Fineo esistono varie versioni2, ma il legame con la spedizione degli Argonauti antichissimo e diffusissimo: Fineo un re, dotato di capacit divinatorie, di una regione poco a sud dello stretto delle Simplegadi; tuttavia, per una sua colpa contro gli di, egli stato punito con linvio delle Arpie, le quali tormentano i suoi pasti o rubandogli il cibo o sporcandoglielo; inoltre egli cieco. Larrivo degli Argonauti segna per lui la fine del tormento delle Arpie, poich i fratelli di sua moglie Cleopatra, cio i Boreadi Zetes e Calais, riescono a fugare i terribili mostri. Fineo d quindi un prezioso aiuto agli Argonauti, profetizzando loro ci che li attende per il resto del viaggio. Questo racconto, con molte varianti, si incontra in numerose fonti antiche, letterarie e non. Vi sono tuttavia nel racconto di Apollonio Rodio alcuni particolari che non trovano altrove paralleli; fra questi il pi significativo la storia di Paraibios. Secondo Apollonio, gli Argonauti si trattengono per pi di un mese presso Fineo, ma gli episodi che hanno per protagonista Fineo si concentrano nei primi due giorni. Allalba del secondo giorno, mentre i Boreadi sono assenti perch impegnati nella lotta contro le Arpie, una folla di persone che abitano nelle vicinanze (perittai) si reca da Fineo per portargli del cibo; in cambio, Fineo fa loro profezie che possano aiutarli (2. 450455). Fra queste persone ce ne una con la quale Fineo ha un rapporto particolarmente stretto, Paraibios. Il rapporto cos stretto, che Fineo, dopo aver congedato tutti gli altri perittai, lascia che il solo Paraibios resti con lui e gli Argonauti (vv. 462464). Subito dopo, Fineo manda Paraibios a prendere una pecora per fare un sacrificio e, nel tempo in cui egli assente per prendere la pecora, Fineo narra la storia di Paraibios agli Argonauti (468489): W floi, ou ara pntev uprbioi andrev e a sin, oud euergeshv amnmonev w v a od anr toov en der hlqen, en mron ofra daeh.

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1 Per un orientamento generale sulla struttura e la cronologia interna del libro II degli Argonautica, cfr. Apollonios de Rhodes, ed. Vian-Delage (1974) 117175. 2 Resta esemplare per chiarezza e concisione la trattazione di Ziegler (1941).

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eute gr oun w v plesta moi a plesta mogsai, d tte min peripolln epassutrh bitoio crhsmosnh trcesen, ep hmati d hmar orrei nteron oud tiv hen anpneusiv mogonti, all oge patrv eoo an tnesen amoibn amplahv. o gr oiov en ouresi dndrea tmnwn d poq amadrudov nmfhv aqrixe litwn, h min oduromnh adin meilsseto mqw m tamein prmnon druv hliov, h e p i pouln aina trbese dihnev autr o tnge afradwv e t mhxen aghnorh nethtov. td ara nherd nmfh pren oiton opssw aut a teessin. e g wge mn, eut afanen, amplahn e g nwn bwmn d eleusa amnta Qunidov nmfhv, lwfia rxai ep aut ier, patr hn aitemenon aisan alxai. en q epe efuge ra qelaton, oupot emeo elqet oud aqrixe mliv d aonta qraze pmpw, epe mmonn ge parmmenai ascalwnti.

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Dunque il padre di Paraibios aveva cominciato a tagliare un albero e, sebbene una ninfa amadriade lo avesse pregato affinch si fermasse, egli non le aveva dato ascolto e aveva tagliato lalbero. La ninfa aveva per questo punito lui e la sua discendenza con la povert, finch Paraibios non si era rivolto a Fineo, il quale, avendo capito quale era la ragione di tale povert, aveva esortato Paraibios a costruire un altare per la ninfa e a farle un sacrificio. Una volta fatto ci che Fineo gli aveva raccomandato, la povert di Paraibios ebbe fine; n Paraibios si dimentic dellazione dellindovino, ma anzi sempre gli serb riconoscenza. Questa storia non si trova, secondo gli studiosi di mitografia e di Apollonio Rodio, in nessuna altra fonte. Lunica altra notizia certa che abbiamo circa Paraibios ci viene dallo scolio ai vv. 456457 (p. 165 W.), il quale ci informa che o mnApollniov tn Parabion flon Finwv eina fhsi, oi d alloi dolon einai pistn. Lo studioso che pi di ogni altro ha cercato di valorizzare lo scolio senza dubbio il Wilamowitz3, il quale ritiene che il nome stesso Parabiov indichi lo stato servile del personaggio (egli cita i nomi Parmonov e Parmnwn, ugualmente tipici di schiavi) e una conferma dellesistenza di un servo di Fineo il Wilamowitz la vede nella narrazione che della vicenda di Fineo incontriamo in Palefato. Questi ci informa (cap. 22 F.) che oiterantev d autn [scil. Phineum] Zthv a Klaiv, astugetonev aut ontev, Borou d padev (andrv, ou anmou), bohqsantev aut, tv te qugatrav exedwxan e tv plewv a t crmata sunaqrosantev, eptropon autn atsthsan tn Qran tina. Tale eptropov

Wilamowitz-Moellendorff (1924) 2, 222223, n. 3.

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dal Wilamowitz identificato con il Paraibios di cui parla Apollonio. Che Apollonio e Palefato alludano alla stessa persona sarei anchio incline a credere, tanto pi che esistono, a quanto pare, anche testimonianze iconografiche, le quali sembrano attestare lesistenza di un servo di Fineo4. Certo, la storia narrata da Palefato non in tutto conciliabile con quella di Apollonio, poich in questultimo Paraibios non solo non sembra essere leptropov dei beni di Fineo, ma egli legato a Fineo da prima dellarrivo dei Boreadi, mentre in Palefato sono i Boreadi che lasciano il Trace quale eptropov 5. Comunque, le testimonianze iconografiche, congiunte a quella di Palefato, rendono poco verisimile lipotesi che la figura di Paraibios sia una freie Erfindung di Apollonio Rodio. Si ipotizzata per tale figura una fonte tragica e tale ipotesi accolta anche nel pi recente commento al II libro di Apollonio Rodio6. Su questo punto io credo che gli studiosi abbiano ragione; la figura di una persona che assisteva Fineo esisteva di sicuro nella tradizione precedente ad Apollonio. Gli studiosi sembrano altres abbastanza concordi nel ritenere che, quanto Fineo narra circa la storia di Paraibios e di suo padre (lepisodio cio del taglio dellalbero e della conseguente punizione da parte della ninfa e della successiva purificazione), vada invece attribuito alla freie Erfindung di Apollonio Rodio. In questo senso si era gi espresso il Wilamowitz (op. cit., loc. cit.) e sulla stessa linea si son posti il Blumberg7, lo Stoessl 8 e la Matteo (ad 468489). Come stato pi volte osservato, la storia del padre di Paraibios ricorda per molti versi quella di Erisittone, sia nella versione callimachea, sia, ancora di pi, in quella ovidiana9. La somiglianza evidente: sia il padre di Paraibios sia Erisittone iniziano a tagliare un albero: una ninfa o addirittura una da li prega di smettere, ma essi non la ascoltano e tagliano la pianta; per punizione essi vengono colpiti dalla povert o dalla fame. Non mia intenzione discutere qui le somiglianze fra i due miti e il loro significato. Voglio invece richiamare lattenzione su una fonte tarda, la quale, secondo me, ci trasmette il mito di Paraibios nella forma in cui lo conobbe Apollonio e, poich non affatto sicuro che essa dipenda da Apollo-

Cfr. Schmidt (1949) 1182; Kahil (1994) 174, con ulteriore bibliografia sulle fonti iconografiche. Wilamowitz propone di leggere eptropon aut atsthsan in luogo di eptropon autn atsthsan; ad accogliere lemendamento osta crmata del periodo precedente, con il quale ben si lega autn. 6 Matteo (2007) ad 456489; cfr. anche Vian (commento ad loc.) e Stoessl (1941) 8990. 7 Blumberg (1931) 34: So ist das Bild des Phineus durch viele, ber die ganze Geschichte hin verstreute Zge ausserordentlich deutlich und lebendig. Seiner Charakterisierung allein dient es auch, wenn uns der Dichter die Geschichte von dem Paraibios erzhlt, sicher in dieser Gestalt freie Erfindung des Dichters (V. 456 ff.), die zudem auch noch der Belebung der Erzhlung wegen eingeschoben ist. 8 Stoessl (1941) 9091: Die hnlichkeit der Geschichte mit der Erzhlung von Erysichton (Kallim. Hymn. VI, 31 ff.) fllt sofort auf; der breitere Ton und manche liebevoll ausgefhrte Einzelheit (etwa 488 f. die treue Frsorge des Paraibios) lsst in dem Ganzen am ehesten Eigentum des Apollonios vermuten, der hier also an seiner Quelle ergnzt und erweitert htte. Die Erwhnung des Altars fr die Nymphe Thynias, Darstellung eines Aition also, weist in dieselbe Richtung. brigens scheint die Geschichte unvollendet: das 484 begonnene Aition bleibt unausgefhrt. 9 Cfr. Vian, op. cit., loc. cit.; Crusius (18841886) 1379; cfr. anche Larson (2001) 7578; Mc Kay (1962) 86; W. Mannhardt (1904 21906), vol. 2, 914. Nulla in Eichgrn (1961).
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nio, mi pare renda almeno dubbia lidea che anche la storia del padre di Paraibios sia una freie Erfindung apolloniana. Si tratta del commento di Ermia di Alessandria al Phaedrus di Platone. Tale commento, scritto nel V secolo d. C., stato studiato pochissimo; io ne sto preparando, assieme a C. Moreschini, la nuova edizione teubneriana, la quale dovrebbe sostituire la vecchia edizione di P. Couvreur10. Commentando Phaedr. 244 d Ermia scrive (p. 97 C.): H telesti oun, w an eggnhtai autn te anorqo tn econta tn manan, a di auto a allouv pollov szei w sper d a ep eenou lgetai to temntov 11 tn drn a paraaloumnou up tv Nmfhv m temen, omwv ou efesato, all e t eme a e m eine poinhlatomenov a tn anagawn trofn demenov, a ei pote a enpipt <ti> aut euqv exeforeto acriv ou o telestv aut eipe bwmn idrsasqai a qsai tde t Nmfh a outwv epasato tn sumforn. Allw d mhtrotonsanti eipen o qev zhtsai allhn gn par tn ousan a ee oisai, o d, nson anadoqesan up to potamo sumbaln dhlosqai, apelqn w hse, a epasato poinhlatomenov. Ermia allude qui a due storie, la prima delle quali occupa il pezzo w sper d a ep eenou epasato tn sumforn, la seconda da Allw d mhtrotonsanti fino alla fine. Couvreur dice di non sapere a quali storie qui Ermia si stia riferendo e anche la Bernard12 non lo ha capito. Chi sia il protagonista della seconda storia non , secondo me, difficile da capire: si tratta evidentemente di Alcmeone, il figlio di Amfiarao ed Erifile, il quale, dopo aver ucciso la madre, ricevette un vaticinio, secondo cui, per sfuggire ai tormenti e alle sofferenze, avrebbe dovuto recarsi in una terra, la quale ancora non esisteva nel momento in cui egli aveva commesso il matricidio13. Pi difficile senza dubbio scoprire il protagonista della prima storia narrata Ermia; a me pare tuttavia che ci siano elementi sufficienti per credere che Ermia abbia in mente la storia di Paraibios. Le somiglianze fra le due storie sono troppo numerose per essere casuali. In entrambi i casi un uomo inizia a tagliare una drv; una ninfa lo prega a quel punto di cessare, ma egli non le d ascolto e continua (vv. 476481). Per questo egli viene punito con la povert e con la fame (vv. 482483), finch un telestv (nel passo di Ermia, Fineo in Apollonio) non rivela (a lui stesso o al figlio) la ragione dei mali che lo affliggono; per liberarsene, egli deve costruire un altare alla ninfa e sacrificarle (vv. 483486). Gli studiosi di mitografia antica hanno da tempo riconosciuto che la storia di Paraibios trova il suo parallelo pi stretto in quella di Erisittone (cfr. nota 9), ma evidente che la storia narrata da Ermia presenta somig-

Hermias, ed. Couvreur (1901). probabilmente da accogliere tmnontov, suggerito dal Couvreur. 12 Hermeias, ed. Bernard (1997). 13 Cfr. Thuc. 2. 102. 5: lgetai d a Almwni t Amfirew, ote d alsqai autn met tn fnon tv mhtrv, tn Apllw tathn tn gn crsai oi en, upeipnta ou einai lsin tn deimtwn prn an eurn en tath t cra atoishtai htiv ote e teine tn mhtra mpw up hlou ewrto mhd g h n, w v tv ge allhv aut memiasmnhv. o d aporn, w v fasi, mliv atenhse tn prscwsin tathn to Acel ou. Cfr. anche Paus. 8. 24. 89.
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lianze ben maggiori con quella di Paraibios, di quante non ne presenti quella di Erisittone. Su questo punto non mi pare valga la pena insistere, poich esso evidente a chiunque confronti la saga di Erisittone (sia nella versione callimachea sia in quella ovidiana) con il testo apolloniano. Piuttosto necessario determinare se la storia narrata da Ermia sia proprio la stessa narrata da Apollonio; qualcuno potrebbe infatti obiettare che fra le due storie esistono alcune notevoli differenze. La differenza pi evidente consiste nel fatto che in Ermia la stessa persona che ha tagliato lalbero a compiere la purificazione, mentre in Apollonio il di lui figlio. Anche circa la punizione inflitta al druotmov non si pu dire che fra le due fonti ci sia completo accordo, poich Apollonio parla genericamente di un nherdv oitov, mentre Ermia parla specificamente di fame (tn anagawn trofn demenov, a ei pote a enpipt <ti> aut euqv exeforeto14). Io credo che queste differenze siano dovute alla scarsa esattezza di Ermia. Per quanto riguarda la prima (che lunica davvero significativa), interessante osservare come per tutta la sezione precedente (pp. 9697 C.) Ermia abbia parlato di colpe e di punizioni che passano da una generazione allaltra, cercando di dimostrare che logico e razionale che le colpe delle generazioni anteriori ricadano su quelle posteriori (cfr. p. 96, 830 C.: All pv lgon ecei t egnouv upr prognwn dav didnai; h mlista mn a diedxanto tv eenwn tseiv []. Epeita d a ma tiv sunceia ortai to gnouv w sper gr tn spermtwn a tn fusin lgwn gneta tiv oinwna, oute d a tn toinde yucn a genn a tn totoiv epomnwn agaqn h an []. t polucrnia tn amarthmtwn duseniptter eisin, a a telestiv mnhv detai eiv qarsin). difficile credere che sia un caso che il mito di Paraibios venga citato subito dopo la dimostrazione della teoria, secondo la quale le colpe dei padri ricadono sui figli. Certo, da chiedersi perch Ermia abbia riunito in ununica persona una vicenda che Apollonio divide fra padre e figlio. Io credo che la spiegazione vada cercata nella natura compendiaria dellopera del filosofo di Alessandria; come noto i Commentarii di Ermia risentono molto delle lezioni di Siriano e la loro origine orale e scolastica spesso riconoscibile15. Pu dunque ben darsi che Ermia non abbia udito bene quanto Siriano aveva detto, ovvero lo abbia abbreviato16. Tuttavia, su questo punto la cautela dobbligo, poich anche lesempio che Ermia cita subito dopo il nostro, il quale si riferisce, se la nostra interpretazione giusta, ad Alcmeone, non riguarda un caso in cui la colpa di un padre o di un antenato ricade sur un discendente. Laltra differenza fra la storia narrata da Ermia e quella apolloniana si pu forse spiegare anche pi facilmente. Il druotmov era, secondo Ermia, tormentato dalla mancanza di cibo a ei pote a enpipt <ti> aut euqv exeforeto. Cosa di preciso significhi questultima frase, non ben chiaro; la Bernard traduce: und wenn ihm doch einmal

Lespressione non del tutto perspicua, cfr. infra. Cfr. Praechter (1912) 733. Sui neoplatonici e le Schulunterricht, cfr. da ultimo Reis (2007) 99119. 16 Che lopera di Ermia risenta, almeno parzialmente, delle lezioni di Siriano non c dubbio; quanto per tale influenza sia profonda oggetto di discussione fra gli studiosi; cfr. infra.
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<etwas> zufiel, wurde es ihm sogleich wieder abgenommen. Io credo che anche qui ci troviamo di fronte a unimprecisione di Ermia; credo cio che egli abbia attribuito al druotmov la punizione che era invece del telestv che lo aveva liberato dai suoi tormenti, cio Fineo17. In effetti, molte fonti antiche ci narrano che le Arpie sottraevano a Fineo il cibo che veniva lui dato; altres evidente che il verbo eforen indica che qualcuno sottraeva violentemente il cibo al povero druotmov. Se questo vero, ne risulta che anche Ermia (come Apollonio) presupponeva un legame fra la storia del druotmov e Fineo. La storia di (ovvero del padre di) Paraibios druotmov, il quale si rivolge a Fineo, affinch lo liberi da una povert della quale non capisce lorigine, sembra dunque essere nota anche ad Ermia. Se vero quanto abbiamo fin qui sostenuto, ne risulta che Ermia conosceva il mito di Paraibios e Fineo in maniera pressoch identica a come noi lo leggiamo in Apollonio. A questo punto dobbiamo chiederci se Ermia abbia attinto la conoscenza di questo mito dal poema di Apollonio o lo abbia conosciuto per altra via. Rispondere a tale domanda difficilissimo. Innanzitutto non affatto sicuro quanto nei Commentarii di Ermia vada ascritto a Ermia stesso e quanto invece vada rivendicato alle lezioni di Siriano alle quali Ermia aveva preso parte. Questo uno dei problemi pi grandi che pongono i Commentarii in Platonis Phaedrum e io credo che una risposta sicura ancora manchi. Da un lato c chi, come la Bernard (op. cit., 423) e il Moreschini18, ha teso a valorizzare lindipendenza di Ermia rispetto al maestro, dallaltro c invece chi, come da ultimo la Manolea19, crede che lopera di Ermia rifletta in maniera supina e priva di originalit le lezioni di Siriano. Anche per noi questo problema ha una certa importanza, poich, se si ritiene che Siriano abbia influenzato profondamente lopera di Ermia, dovremo chiederci non tanto se sia verisimile che Ermia dipenda da Apollonio Rodio, quanto se sia verisimile che ne dipenda Siriano. Io credo che, per risolvere questo problema, sarebbe necassaria unanalisi dettagliata del pensiero e della cultura letteraria dei Commentarii in Phaedrum alla luce del pensiero e della cultura letteraria presenti negli In Metaphysica commentaria di Siriano (nonch dei commenti a Ermogene, cfr. nota 20): senza una tale analisi davvero difficile propendere per luna o per laltra tesi. Chi ritiene che i Commentarii di Ermia riflettano fedelmente le lezioni di Siriano, potr osservare che, mentre Ermia non cita mai Apollonio Rodio, Siriano una volta lo cita per un uso linguistico20. Questo, ovviamente,
Paralleli fra la storia del druotmov e quella di Fineo sono riscontrabili anche nel racconto apolloniano (cfr. Lawall, 1966, 145146), dove per essi non son certo nati da confusione o da errori, come sembra invece essere accaduto a Ermia. 18 Moreschini (1992) 451460. 19 Manolea (2004) passim. La studiosa ritiene che tutto il materiale omerico presente nellopera di Ermia derivi da Siriano. 20 Syrianus, ed. Kroll (1902), 103. 32. Nessuna citazione di Apollonio invece nei Commentaria in Hermogenem, opera quasi certamente da attribuire a Siriano neoplatonico, cfr. Syrianus, In Hermogenem Commentaria, ed. H. Rabe, 2 voll., Lipsiae 1913. In generale, gli studiosi del neoplatonismo (e della filosofia antica in generale) si sono pi interessati a capire luso che i filosofi fanno dei miti, che la fonte donde essi li hanno attinti; cfr. e. g. Ppin (1955) 527.
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non assolutamente sufficiente a dimostrare che il passo di Ermia su Paraibios dipende da Apollonio Rodio attraverso Siriano. tuttavia anche questa una possibilit che non pu essere esclusa. Chi invece ritiene maggiore il contributo personale di Ermia, potr osservare che nei Commentarii in Phaedrum non presente alcuna menzione di Apollonio Rodio, n mai lautore dimostra di conoscere o di essere interessato alla poesia ellenistica. Da un controllo sistematico sulle citazioni di poeti in Ermia (cfr. le pp. 267270 delledizione del Couvreur), risulta che, se lautore di gran lunga pi citato Omero, al secondo posto vi sono i poeti tragici e due o tre citazioni provengono da tragedie ignote (fr. adesp. 186 K./S.; fr. adesp. 187 N.2; fr. adesp. 30 T 6 K./S.)21; si osserver che anche Siriano, almeno in un caso, cita un verso di una tragedia perduta (Eurip. fr. 474 K.). Abbiamo gi accennato (cfr. nota 6) a come alcuni abbiano supposto che la figura di Paraibios sia giunta ad Apollonio attraverso la tragedia; si potrebbe dunque ipotizzare che Ermia (o Siriano) dipendano dalla stessa fonte tragica di Apollonio. Bisogna tuttavia osservare che le citazioni di tragedia presenti in questi filosofi consistono per lo pi in singoli versi di contenuto gnomico, dai quali non affatto deducibile una particolare consuetudine con la tragedia. N di Apollonio Rodio n della sua eventuale fonte tragica dunque possibile dire che siano stati una lettura abituale di Ermia o di Siriano. In una situazione di tal genere, impossibile esprimere unopinione sicura sulla fonte da cui Ermia ha attinto il mito di Paraibios. Quello che invece mi pare si possa affermare con certezza che Ermia questo mito lo ha conosciuto ed , a quanto pare, lunica altra fonte antica, oltre agli Argonautica di Apollonio Rodio, a mostrare di conoscerlo. Inoltre, se vera la nostra ricostruzione, la versione conosciuta da Ermia doveva essere simillima, se non identica, a quella che leggiamo in Apollonio. Se Ermia non dipende (direttamente o indirettamente) da Apollonio, ne consegue una cosa molto importante per linterpretazione di Apollonio stesso: tutta la sezione che riguarda Paraibios e suo padre non uninvenzione di Apollonio, ma il poeta di Rodi la ha tratta da una fonte a lui precedente. Questo vale non solo per lepisodio del taglio della drv, della preghiera della ninfa e della punizione del druotmov e della successiva purificazione, ma anche per il rapporto di gratitudine che lega Paraibios a Fineo e sul quale Apollonio insiste molto (vv. 468469; 487489): anche questo rapporto trova un parallelo, seppure pi limitato, nel passo di Ermia: questultimo, infatti, insiste sulla swthra che il telestv offre a chi gli si rivolga (H telesti oun, w an eggnhtai autn te anorqo tn econta tn manan, a di auto a allouv pollov szei). Purtroppo, non credo si possa determinare con sicurezza se Ermia, in ultima analisi, dipenda da Apollonio o no; certo, chiunque vorr attribuire Argon. 2. 468489 alla freie Erfindung di Apollonio Rodio, dovr sostenere che Ermia, direttamente o indirettamente, ne dipende.

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Il secondo dei due frammenti assente dalla nuova raccolta di Kannicht e Snell.

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Bibliografia
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University College London c.lucarini@ucl.ac.uk

Keywords: Apollonius Rhodius, greek mythology, neoplatonic commentaries, nymphs, Hermeias