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Esame svizzero di maturità inverno 2005 Nome, cognome:……………………………….

ESAME SVIZZERO DI MATURITA INVERNO 2005


Opzione specifica: economia e diritto

Cognome e nome:……………………………
Gruppo e numero: ……………………

OPZIONE SPECIFICA ECONOMIA E DIRITTO

Il candidato può disporre di edizioni non commentate e non annotate del


Codice civile svizzero e del Codice delle obbligazioni. Non è permesso l'uso in
comune della calcolatrice e degli altri sussidi autorizzati.
Se il tema lo richiede devono essere presentati i calcoli. La mancata
presentazione implica una riduzione del voto.
Il lavoro deve essere scritto con la penna stilografica o con la biro e presentato
in modo decoroso e corretto dal profilo linguistico. La scrittura deve essere
leggibile. La valutazione terrà conto anche della presentazione.

Non è lecito utilizzare materiale privato: si useranno, anche per la brutta copia, i
fogli ufficiali.
L'uso di mezzi illeciti o altri comportamenti scorretti saranno segnalati per i
provvedimenti del caso.
Tutti i fogli usati devono essere riconsegnati con il tema e la soluzione, la quale
deve figurare negli spazi previsti.

BUON LAVORO

Temi Punti Punti


massimi ottenuti
I Conoscenze generali 20
II Lavoro ed occupazione 14
III La moneta 14
IV L’impresa da un punto di vista giuridico 15
V Economia nazionale/bilancio nazionale 13
VI Economia aziendale 24
Totale 100
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I CONOSCENZE GENERALI
1. Chiarire i concetti di economia politica e di politica economica.

2. Chiarire la differenza tra inflazione e disinflazione.

3. E’ possibile che la crescita reale del PIL sia inferiore alla crescita
nominale del PIL?

4.Chiarire il concetto di progressività delle imposte.


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5. Presentare le particolarità della società cooperativa a livello di


proprietà.

6. Chiarire qual è la funzione macroeconomica della borsa.

7. Presentare brevemente la questione della gerarchia delle norme in


Svizzera.

8. Presentare brevemente il concetto di leasing.


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9. Chiarire il significato dei conti transitori attivi e passivi.

10. Definire che cos’è una riserva occulta.


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II IL LAVORO E L’OCCUPAZIONE

a) Presentare la relazione tra progresso tecnico, produttività del lavoro,


salari e prezzi a livello aziendale.
E’ vero che un aumento della retribuzione del lavoro dipendente si tradu-
ce necessariamente in un aumento dei prezzi da parte dell’impresa? Nel
ragionamento utilizzare il concetto di CLUP (costo del lavoro per unità di
prodotto).

b) Da parecchi anni le organizzazioni sindacali si battono in Svizzera per


l’introduzione di un salario minimo da erogare a qualunque lavoratore
dipendente occupato a tempo pieno.

b1) Assumere il punto di vista dei sindacati e dei lavoratori favorevoli a


questa misura e provare a giustificarla teoricamente.

b2) Assumere il punto di vista degli imprenditori contrari a questa misura


e provare a giustificarla teoricamente.

c) Che cosa si intende, nella teoria macroeconomica, quando si parla di


“disoccupazione involontaria” e “disoccupazione volontaria” ?

Quali scuole di pensiero hanno utilizzato questi concetti?

E’ importante questa distinzione teorica?


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III LA MONETA

a) Presentare le tre componenti della domanda complessiva di moneta.

b) Presentare graficamente l’equilibrio del mercato monetario.

c) Presentare graficamente (nel grafico soprastante) gli effetti di una


politica monetaria espansiva della Banca nazionale.

d) In che cosa consistono le politiche di mercato aperto della Banca


nazionale? Ragionare ipotizzando una politica monetaria restrittiva.
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IV L’IMPRESA DA UN PUNTO DI VISTA GIURIDICO

a) Presentare la differenza fondamentale tra le società di persone e le


società di capitali nel diritto svizzero rispetto al diverso grado di coinvol-
gimento dei soci.

b) Chiarire il concetto di personalità giuridica applicandolo alla forma


giuridica della società anonima.

c) Chiarire qual è il senso dell’obbligo dell’iscrizione al registro di


commercio per coloro che, entro determinate condizioni, esercitano
un’attività di impresa, in particolare le società anonime.

d) Come si può spiegare il fatto che in alcune società anonime di grandi


dimensioni può bastare il controllo del 10/20% del capitale azionario per
controllare l’intera società?
Non si sostiene teoricamente che solo chi ha la maggioranza del capitale
di una società controlla l’assemblea generale?

Per rispondere ragionare sui motivi che possono indurre un soggetto


all’acquisto di un’azione in borsa e poi utilizzare anche l’art. 703 CO.

e) Leggere con attenzione il brano sottostante dei due giuristi G. De


Biasio e A. Foglia sulla storia della società anonima

La società per azioni nasce storicamente come forma giuridica della
grande impresa. Sono proprio le compagnie delle Indie del XVII e XVIII
secolo ad essere state le prime grandi imprese in forma di società per
azioni dell' epoca capitalistica. Approntate per conquistare e sfruttare
economicamente territori lontani, poterono infatti finanziarsi soltanto
raccogliendo fra un vasto pubblico le risorse indispensabili all'enormità
dell'impresa. Per ottenere il che incentivarono gli investitori, concedendo
in virtù del già ricordato «privilegio sovrano», di non correre altro rischio
se non quello di perdere la somma investita. Il modello fece scuola.
Durante la rivoluzione industriale del XIX secolo, con le esigenze legate
all'industrializzazione ed al conseguente bisogno di grandi capitali da
investire nella trasformazione del sistema produttivo, si generalizzò
l'impresa capitalistica di grandi dimensioni e di conseguenza la figura
giuridica della «società per azioni». Che, anzi, proprio con le sue carat-
teristiche specifiche consentì a quelle di sorgere. La suddivisione del
capitale sociale in azioni permise la raccolta fra il pubblico dei mezzi
finanziari per la formazione di grandi capitali mobiliari. L’incorporazione
della qualità di socio in un titolo liberamente e facilmente commerciabile
facilitò ed anzi alimentò la formazione di un capitale finanziario. Ed infine,
la responsabilità limitata dei soci incentivò l'investitore e sgravò di
responsabilità l'imprenditore. Non sarà perciò casuale che ancora queste
sono le caratteristiche fondamentali della società anonima che ne
decreteranno il successo anche nel XX secolo.

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(Il brano è tratto da: De Biasio, Foglia, Introduzione ai codici di diritto svizzero, Giappichelli, 1991)

Riassumere quali sono stati i tre fattori che hanno portato al successo la
forma giuridica della società anonima nel XX secolo secondo gli autori.
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V ECONOMIA NAZIONALE, BILANCIO NAZIONALE

Leggere con attenzione la seguente conversazione radiofonica del 1933, nella


quale J.M. Keynes riassume efficacemente a Sir Josiah Stamp le proprie
innovative proposte di politica economica per fronteggiare la crisi.

Stamp:È passato molto tempo, Keynes, da quando abbiamo avuto occasione di


fare una chiacchierata confidenziale, e molti giorni da quando ti ho insegnato
qualcosa. Ora leggiamo continuamente sui giornali, credo restando noi stessi
confusi, tutte queste controversie sullo spendere e sul risparmiare. A che
conclusioni pensi che il pubblico sia giunto in merito? Ritieni che tutte queste
discussioni abbiano fatto emergere dei punti particolari, rendendoli chiari, o è
tutto così confuso come all'inizio?
Keynes: La mia impressione è che l'umore della gente stia cambiando. C'era
un bel po' di panico circa un anno fa. Ma non è forse vero che ora ci si sta ren-
dendo conto abbastanza generalmente che la spesa di un uomo è il reddito di
un altro uomo? Comunque, questa mi sembra essere la verità fondamentale,
che non deve mai essere dimenticata. Ogni volta che qualcuno taglia la sua
spesa, sia come individuo, sia come Consiglio Comunale o come Ministero, il
mattino successivo sicuramente qualcuno troverà il suo reddito decurtato; e
questa non è la fine della storia. Chi si sveglia scoprendo che il suo reddito è
stato decurtato o di essere stato licenziato in conseguenza di quel particolare
risparmio, è costretto a sua volta a tagliare la sua spesa, che lo voglia o meno.
Stamp: Ciò significa che egli riduce il reddito di un secondo uomo, e che
qualcun altro rimarrà senza lavoro.
Keynes: Sì, questo è il guaio. Una volta che la caduta è iniziata, è difficilissimo
fermarla..
Stamp: Un momento. Osserviamo il risparmio di un Ministero o di un individuo,
e consideriamo il suo effetto. Un paese o una città, proprio come un individuo,
debbono vivere nei limiti delle loro risorse o si troverebbero in grave difficoltà se
provassero a spingersi oltre. Molto presto intaccherebbero il loro patrimonio.
Keynes: Ci può essere solo un obiettivo nel risparmiare, ed è esattamente
quello di sostituire una spesa con un altro e più saggio tipo di spesa.
Stamp: Sostituire! Questo mi fa comprendere il punto. Ad esempio, se il
Governo o le autorità locali risparmiassero per ridurre le imposte o i saggi di
interesse e permettessero agli individui di spendere di più; o se gli individui
spendessero meno in consumi, per usare essi stessi il denaro nella costruzione
di case o di fabbriche, o per prestarlo ad altri a tale scopo. Non servirebbe tutto
ciò ad aggiustare le cose?
Keynes: Ma, caro Stamp, è questo che sta accadendo? Ho il sospetto che le
autorità spesso risparmino senza ridurre i tassi di interesse o le imposte, e
senza passare il potere di acquisto aggiuntivo agli individui. Ma anche quando il
singolo riceve il potere di acquisto aggiuntivo, di solito sceglie la sicurezza o,
quanto meno, pensa che sia virtuoso risparmiare e non spendere. Ma non sono
veramente questi risparmi, tesi a far abbassare i saggi e le imposte, che sono
al centro delle mie polemiche. Sono piuttosto quelle forme di risparmio che
comportano un taglio della spesa, nei casi in cui quest'ultima dovrebbe essere
naturalmente coperta con il debito. Perché in questi casi non c'è alcun
vantaggio connesso col fatto che il contribuente avrà di più, a compensare la
perdita di reddito dell'individuo che subisce il taglio.
Stamp: Allora, ciò che intendiamo realmente è che, salvo il caso in cui la
mancata spesa pubblica venga bilanciata da una spesa personale aggiuntiva,
ci sarà troppo risparmio. Dopo tutto, il normale risparmio è solo un differente
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tipo di spesa, trasmessa a qualche autorità pubblica o alle imprese, per


produrre mattoni o macchinari. Il risparmio equivale a più mattoni, la spesa a
più scarpe.
Keynes: Sì, questo è il problema in generale. A meno che qualcuno stia
effettivamente usando il risparmio per i mattoni o per qualcosa di simile, le
risorse produttive del paese vengono sprecate. Insomma il risparmio non è più
un altro tipo di spesa. Ecco perché dico che la deliberata riduzione di
investimenti utili, che dovrebbero normalmente essere attuati con il debito, mi
sembra, nelle attuali circostanze, una follia e, addirittura, una politica
oltraggiosa.
Stamp: La difficoltà sta nell'individuare ciò che tu chiami «investimenti utili
normali».
Keynes: Al contrario. Il Ministro della Sanità, se sono ben informato, sta
disapprovando praticamente tutte le normali richieste delle autorità locali di
indebitarsi. Ho letto, per esempio, in un giornale - anche se non posso garantire
i dati di persona - che un questionario spedito al Consiglio Nazionale delle
Imprese Edili mostra che qualcosa come 30 milioni di sterline in lavori pubblici
sono stati sospesi come risultato della campagna nazionale per il risparmio. La
si dovrebbe chiamare «campagna nazionale per l'intensificazione della
disoccupazione»!
Stamp: Per quale ragione si sono spinti fino a questo punto? Perché stanno
facendo questo?
Keynes: Non posso immaginario. È probabilmente l'eredità di qualche
decisione presa in un momento di panico molti mesi fa, che qualcuno ha
dimenticato di invertire. Pensa a quello che significherebbe per lo stato d'animo
della nazione, e in termini umani, se avessimo anche solo un quarto di milione
di occupati in più. E non sono sicuro che le ripercussioni della spesa si
fermerebbero a quella cifra.
Stamp: Sono piuttosto suscettibile per quanto riguarda gli interventi governativi.
Comunque, prendersela con un Ministero, che lo meriti o no, è una cosa com-
pletamente diversa dall'incitare gli individui a spendere di più. Anche se una
sollecitazione a questi ultimi potrebbe sembrare una cosa sciocca e pericolosa;
sciocca a causa della riduzione dei loro redditi, che potrebbe rendere una
spesa superiore insopportabile; pericolosa perché, se si inizia con
l'incoraggiare le persone a essere imprudenti e a rinunciare alle loro abitudini di
frugalità, non si sa dove si va a finire.
Keynes: Sono pienamente d'accordo. Non è l'individuo il responsabile, e non è
quindi ragionevole attendersi che il rimedio venga dall' azione individuale. Ecco
perché pongo così tanto l'accento sull'intervento delle pubbliche autorità. Sono
loro che debbono avviare il processo. Non ci si deve aspettare che gli individui
spendano di più, quando alcuni di loro stanno già indebitandosi. Non ci si può
aspettare che gli imprenditori procedano a degli investimenti aggiuntivi, quando
stanno già subendo perdite. È la comunità organizzata che deve trovare modi
saggi per spendere e avviare il processo.

(Il brano è tratto da: J.M. Keynes, L’assurdità dei sacrifici, Manifestolibri, 1995)

Rispondere alle seguenti domande.

a) Ricostruire il contesto storico nel quale nascono le teorie economiche


keynesiane.
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b) Riassumere il legame teorico individuato da Keynes nell’intervista tra le


decisioni di risparmio, private e collettive, e l’occupazione.

c) Spiegare, in un’ottica keynesiana, quali sono i fattori che influenzano le


scelte di investimento. Chiarire in seguito perché Keynes sostiene nell’intervista
che, in quella situazione storica, “non ci si può aspettare che gli imprenditori
procedano a degli investimenti aggiuntivi”.

d) Chiarire il concetto di deficit spending.

e) Spiegare che cos’è il moltiplicatore keynesiano. Presentare una


rappresentazione grafica dell’effetto moltiplicatore.

Domanda
aggregata

Y reddito
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VI ECONOMIA AZIENDALE

Convenienza di un’ordinazione aggiuntiva.

Supponiamo che l’azienda K, avente una capacità produttiva di 50'000 unità


mensili di un certo prodotto, ne produca attualmente 35'000 unità. I costi fissi
ammontano a 70'000 FRS mensili, mentre i costi variabili sono pari a 2.80 FRS
per unità prodotta. Il prezzo di vendita è di 5.20 FRS.

Ci chiediamo se sia conveniente acquisire un’ordinazione aggiuntiva di 5'000


unità, per le quali viene offerto un prezzo di 3.30 FRS. (Si noti che un eventuale
incremento di produzione non richiederebbe modificazioni alla struttura azien-
dale).

a) Risolvere il problema commentando brevemente la decisione presa.


Presentare i calcoli relativi alle due situazioni (acquisizione e non acquisizione).

Analisi di bilancio. L’equilibrio finanziario.

Disponiamo di tre bilanci patrimoniali di tre diverse imprese (A, B e C). All’attivo
abbiamo i dati relativi alle attività circolanti e alle attività fisse. Al passivo abbia-
mo i dati relativi al capitale di terzi a breve e a lungo termine ed il capitale
proprio.

B. P. A B. P. B B. P. C

CT bt = 20 CT bt = 20
AC = 40 AC = 40 CT lt = 10 AC = 40 CT bt = 60
CT lt = 30

AF = 60 AF = 60 AF = 60 CT lt = 10
CP = 50 CP = 70
CP = 30

a) Valutare nei tre casi la qualità dell’equilibrio finanziario.

b) Presentare e calcolare, nei tre casi, il valore di un indice di bilancio che


sarebbe conveniente utilizzare per un’analisi dell’equilibrio finanziario.
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Conseguenze della distribuzione del risultato aziendale.

In sede di chiusura dei conti, prima della ripartizione del risultato, la relazione
tra attivi/ passivi costi/ricavi che si desume dalla contabilità finanziaria è la
seguente:

A P A P
10 7 10 7

C R
2 5 C R
2 5

a) Presentare graficamente quale sarà la situazione del bilancio patrimoniale e


del conto economico dopo la ripartizione

a1) nel caso in cui vi sia capitalizzazione del risultato

a2) nel caso in cui vi sia distribuzione del risultato.

b) Precisare quali conti patrimoniali ed economici subiscono variazioni durante


le operazioni finali di chiusura dei conti nei casi a1) e a2).

c) Confrontare e commentare la situazione patrimoniale, dopo la ripartizione del


risultato, in tutti e due i casi, assumendo il punto di vista del management
aziendale.
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B.P. C.EC.

a1)

a2)