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BERNINI Nasce nel 1598 a Napoli, da una famiglia toscana. Viene solitamente presentato come un genio.

In realt fu solamente un uomo molto versatile. Aveva anche grandi icompetenze matematiche e scarsa coerenza, tanto che molte sue opere furono fatte finire da allievi. Primo David La pi volte ricordata svolta storica prodotta da Bernini all'interno della tradizione iconografica di questo tema, nella quale figurano celebri capolavori della scultura italiana come il David bronzeo di Donatello nel Bargello a Firenze, ma prima di tutto il "gigante" di Michelangelo di Piazza della Signoria, consiste nell'aver rappresentato nel medium della scultura non una "statua", bens una "storia"; non David, bens la lotta di David contro il gigante Golia, presente bench non visibile. L'opera di Bernini coglie l'eroe nell'attimo storico che precede immediatamente il culmine e il punto di svolta della situazione descritta nel racconto biblico, nel momento estremo della preparazione al lancio decisivo, che far cadere il colosso. E' risaputo che gi Michelangelo, nel suo "gigante" davanti a Palazzo Vecchio a Firenze, aveva integrato nel medum della statua i lineamenti di una "storia". Essi sono portati a espressione visiva nel motivo della giovane figura eretta, nella posizione delle braccia e delle mani che reggono la pietra e la fionda facendo intuire la futura azione come imminente, ma soprattutto nella testa voltata in senso opposto alle direzioni assiali del corpo, con la mimica che rivela tensione e attenzione e lo sguardo penetrante che sembra fissare il nemico invisibile. In una storia del genere "statua", la concezione di Bernini potrebbe essere definita in confronto radicalmente nuova. In estremo contrasto con la convenzione compositiva della statuaria, che rende riconoscibile il personaggio rappresentato solo grazie alla sua apparenza fisica e morale, ai suoi attributi e all'accenno dell'azione, il David di Bernini una figura estremamente mossa e attiva, caratterizzata primariamente non attraverso il suo habitus corporeo e morale o attraverso i suoi attributi bens attraverso la sua "storia". David colto nel compimento di quell'azione che costituisce la sua natura: nella lotta contro Golia. Nell'esasperata tensione con il medium statuario, nella quale possiamo riconoscere ancora una volta il momento della difficolt posta dallo scultore a s stesso e del paragone della scultura con la pittura e in particolare con la pittura di storia, realizzato un modus di rappresentazione per eventi, secondo il modello della pittura, e raffigurato un unico attimo storico. Con l'acutezza concettuale a lui propria, Bernini ha spinto all'estremo la momentanet della rappresentazione. Tutto condensato nella frazione di secondo in cui l'azione del sollevare il braccio per prepararsi al tiro giunta al suo culmine e contemporaneamente al suo punto finale, prima di ribaltarsi nel movimento in avanti del lancio. Come il gruppo quasi contemporaneo di Apollo e Dafne la figura in movimento del Davd, nella sua momentaneit e nel suo carattere puntuale, incarna in qualche modo la quintessenza della scultura di Bernini. La situazione del passaggio repentino fra due movimenti contrapposti, fra il gesto appena compiuto dello stendere il braccio per prepararsi a colpire e quello immediatamente prossimo del lanciare, definita, come sul filo del rasoio, come priva di movimento. E' il brevissimo momento di sosta al culmine dell'azione, che stato qui congelato nella statua. La tecnica berniniana della rappresentazione in pietra di azione e movimento paradossale: la negazione del movimento calcolata sottilmente al fine di suscitare l'impressione del massimo movimento.