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23 Febbraio 2014 - VII Domenica del Tempo Ordinario - Anno A

23 Febbraio 2014 - VII Domenica del Tempo Ordinario - Anno A


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Andate per tutto il mondo e predicate il vangelo a ogni creatura(Mc 16, 15). Se qualcuno si vergogner di me e delle mie parole, il Figlio dell'uomo si vergogner di lui quando ritorner nella gloria sua e del Padre e degli angeli santi (Lc 9, 26).

Disegno di Sergio Toppi

Amate i vostri nemici Ges Cristo, Dio-con-noi e umanit nuova, insegna ai suoi discepoli il comandamento dellamore, la nuova legge del Vangelo che sostituisce per sempre la legge pagana del vecchio uomo: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. Il nostro spirito trema sentendo le esigenze di questo nuovo comandamento. Non forse pi facile aggredire chi ci aggredisce e amare chi ci ama? Forse a questo che ci spingereb b ero i nostri sensi, questa la voce dellanima umiliata non ancora raggiunta dalla luce del Dio di Ges Cristo, del solo vero Dio. Ecco perch lamore di carit un precetto insolito, che apre ad un nuovo orizzonte antropologico la civilt antica e ogni civilt umana possib ile. Visto da questo orizzonte, luomo, ogni uomo, appare creato a immagine e somiglianza di Dio e non pi formato secondo una natura disuguale e arb itraria, come invece credevano i pagani. Lib erato dai suoi peccati grazie allazione redentrice di Cristo e rinnovato dallazione dello Spirito, luomo, ogni uomo, il tempio in cui risplende lo Spirito di Dio. Dio ama luomo per se stesso, a tal punto che consegna alla morte suo Figlio. Dal momento che Dio ci ama in questo modo e ci ha fatti partecipi del suo amore, noi non possiamo che perdonare il nostro prossimo e aiutarlo perch viva e si sviluppi.

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23 Febbraio 2014 - VII Domenica del Tempo Ordinario - Anno A

+Dal vangelo secondo Matteo (Mt 5,38-48) Amate i vostri nemici In quel tempo, Ges disse ai suoi discepoli: Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti d uno schiaffo sulla guancia destra, tu prgigli anche laltra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringer ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. D a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle. Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinch siate figli del Padre vostro che nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno cos anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno cos anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come perfetto il Padre vostro celeste.

Dalla Parola del giorno Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano. Perfetti s, ma nell'amore... Settimana piena. Percorsi di catechesi, coppie che si preparano al matrimonio cristiano, programmazioni da annodare tra di loro, giornate intense di incontro tra i giovani preti della mia Diocesi, tempi di incontro personale con adolescenti e giovani, situazioni familiari da accogliere e da accompagnare. Sento che corro il rischio di essere frammentato, diviso, spezzettato. Cerco un punto di unit, una prospettiva di sguardo che mi permetta di cogliere l'intreccio sotterraneo che unisce i fili della mia vita. Stacco telefono e citofono. Cerco un tempo di silenzio. Mi siedo davanti alla Croce e ritorno alla Parola di Ges consegnata alla Chiesa. Il brano evangelico che la liturgia ci propone questa settimana, riguarda gli ultimi due insegnamenti di Ges che, a differenza di quelli della scorsa settimana, non riguardano comandamenti presi dal decalogo e, soprattutto, non sono dei divieti. Entrambi riguardano le nostre relazioni e il nostro allenamento nell'amore. Il tema della gratuit che intreccia i due comandamenti quella che ci fa perfetti nell'amore, come il Padre. Il Rabb non ci chiede perfezione nei codici, nei cavilli o nei regolamenti. Ci vuole perfetti, certo, ma nell'amore. Andiamo con ordine. La legge del taglione, che troviamo in Esodo 21, 23, restringeva la vendetta e stabiliva un'equivalenza esatta per ogni torto subito. Ma Ges propone una via diversa, la via della non-vendetta, della non-resistenza. Ges blocca la spirale della violenza. L'odio non deve pi richiamare altro odio. La violenza non deve produrre altra violenza. Penso a Ges, alla sua passione. A tutta la violenza, alle torture e alle umiliazioni non ha risposto nemmeno con una parola. L'ultimo insegnamento di Ges il pi sconvolgente e il pi radicale. quello che va persino contro il buon senso, davanti al quale la bont umana arretra e per il quale il mondo dovrebbe guardarci come dei pazzi. S, dovrebbe... Ges ci propone una dilatazione dell'amore: il tuo prossimo anche il tuo nemico. Il tuo prossimo la persona che odi. Quella che non riesci a perdonare, che ti fa ribollire il sangue, che ti fa cambiare strada. Quella persona il tuo prossimo da amare e per la quale pregare. Il verbo che l'evangelista usa per indicare questa qualit dell'amore, ha in s l'idea della pienezza, della gratuit e della totalit. Il discepolo chiamato a questo amore. Il Maestro non scherza, ci chiede il meglio di noi. Ges ci consegna un programma di allenamento del cuore da realizzare con l'esperienza e con il soffio dello Spirito. un amore che chiama a raccolta tutte le forze che sono nell'uomo. un amore che ci rende perfetti come il Padre che nei cieli. un amore che ci rende quello che siamo: figli del Dio dell'amore Buona settimana don Rob erto Seregni
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23 Febbraio 2014 - VII Domenica del Tempo Ordinario - Anno A

Dio onnipotente, Padre misericordioso e Signore buono, abbi misericordia di me peccatore. Perdona i miei peccati. F che io sia vigile, che vinca tutte le insidie, le tentazioni e i pericolosi diletti; che io eviti completamente col pensiero e con l'azione ci che tu proibisci, che io esegua e rispetti ci che tu ordini. Fammi credere, sperare, amare, vivere ci che sai e vuoi, quanto e come lo sai e lo vuoi. F che io abbia la compunzione della piet e dell'umilt, giusta astinenza e mortificazione della carne, per amare te, per pregarti, lodarti e meditarti. Anselmo D'aosta

Amare tutti, senza nessuna esclusione, senza nessuna selezione, senza privilegiare uno per l'altro! Si tratta di un'esigenza difficile, ma al colui che crede e osserva la Parola gli viene data anche la grazia! E la grazia per eccellenza che ci viene data, ce la annuncia San Paolo nel brano di oggi: "Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?". In tale impegnativo compito dell'amare come Dio ci ama, ci conforta la presenza dello Spirito Santo. Spirito d'amore!

Vi sono articoli nelle Costituzioni che non permettono alla Famiglia Paolina di invecchiare o rendersi inutili in societ: b aster che siano b ene interpretati o resi operanti; sempre si avranno nuove attivit indirizzate e poggiate sopra l'unico apostolato (AD 130).

Disegno di Sergio Toppi

Fedelt alla Chiesa; fedelt al suo insegnamento; fedelt al Credo; fedelt alla dottrina, custodire questa dottrina. Umilt e fedelt. Anche Paolo VI ci ricordava che noi riceviamo il messaggio del Vangelo come un dono e dob b iamo trasmetterlo come un dono, ma non come una cosa nostra: un dono ricevuto che diamo. E in questa trasmissione essere fedeli. Perch noi ab b iamo ricevuto e dob b iamo dare un Vangelo che non nostro, che di Ges, e non
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23 Febbraio 2014 - VII Domenica del Tempo Ordinario - Anno A essere fedeli. Perch noi ab b iamo ricevuto e dob b iamo dare un Vangelo che non nostro, che di Ges, e non

dob b iamo diceva Lui diventare padroni del Vangelo, padroni della dottrina ricevuta, per utilizzarla a nostro piacere. Santa Marta, 30 gennaio 2014

Tu sei il tuo peggior nemico. Come puoi amare gli altri se non ami neppure ci che c' in te? Tu sei il tuo migliore amico. Se ami ci che c' in te, credo, potrai amare anche ci che c' fuori di te.

Un giorno il saggio diede al discepolo un sacco vuoto e un cesto di patate. "Pensa a tutte le persone che hanno fatto o detto qualcosa contro di te recentemente, specialmente quelle che non riesci a perdonare. Per ciascuna, scrivi il nome su una patata e mettila nel sacco". Il discepolo pens ad alcune persone e rapidamente il suo sacco si riemp di patate. "Porta con te il sacco, dovunque vai, per una settimana" disse il saggio. "Poi ne parleremo". Inizialmente il discepolo non pens alla cosa. Portare il sacco non era particolarmente gravoso. Ma dopo un p, divenne sempre pi un gravoso fardello. Sembrava che fosse sempre pi faticoso portarlo, anche se il suo peso rimaneva invariato. Dopo qualche giorno, il sacco cominci a puzzare. Le patate marce emettevano un odore acre. Non era solo faticoso portarlo, era anche sgradevole. Finalmente la settimana termin. Il saggio domand al discepolo: "Nessuna riflessione sulla cosa?". "S Maestro" rispose il discepolo. "Quando siamo incapaci di perdonare gli altri, portiamo sempre con noi emozioni negative, proprio come queste patate. Questa negativit diventa un fardello per noi, e dopo un p, peggiora." "S, questo esattamente quello che accade quando si coltiva il rancore. Allora, come possiamo alleviare questo fardello?". "Dobbiamo sforzarci di perdonare". "Perdonare qualcuno equivale a togliere una patata dal sacco. Quante persone per cui provavi rancore sei capace di perdonare?". "Ci ho pensato molto, Maestro" disse il discepolo. "Mi costata molta fatica, ma ho deciso di perdonarli tutti ". Bruno Ferrero

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