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CAPITOLO 1: Definire la democrazia

1.1 Aspetti normativi


Nella seconda met del XX secolo si assistito a un mutamento politico di straordinarie dimensioni e senza precedenti. Tutti i regimi politici che hanno rappresentato le principali alternative alla democrazia, si sono fortemente ridimensionate, come testimoniato dalle cadute delle grandi dittature del Novecento come il fascismo, nazismo e comunismo. Allo stesso modo anche le dittature militari, sono state costantemente screditate sotto il peso dei loro stessi errori, specialmente in America Latina, dove per poter

sopravvivere spesso hanno assunto una facciata pseudo-democratica. Tuttavia nonostante le diverse ondate di democratizzazione che in diverse epoche storiche hanno interessato molti Stati nazionali, non si pu assolutamente parlare di una completa democratizzazione dei regimi politici. Infatti le idee antidemocratiche continuano ad occupare un posto di rilievo, spesso associandosi a movimenti nazionalisti e al fondamentalismo religioso. Persino nei paesi di lunga tradizione democratica emerso come la democrazia sia stata messa in discussione da cittadini sempre meno fiduciosi, i quali non sembrano pi disposti a seguire partiti politici e uomini di governo che spesso sembrano impotenti e incapaci di risolvere problemi strutturali come la disoccupazione endemica, la criminalit, limmigrazione irregolare, la corruzione.1 Questo quadro ci fa comprendere come la democrazia sia un argomento molto attuale e ben vivo, che rappresenta una sfida sia per i paesi non democratici che devono realizzare una transizione verso la democrazia, sia per i paesi di stampo democratico
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Cfr. R.A. Dahl, Sulla democrazia, Gius.Laterza & Figli Spa, Roma-Bari, 2000, pp. 3-4.

che devono consolidarsi in modo da poter resistere alla prova del tempo, al conflitto politico e alle crisi. A questo punto, per, c da chiedersi che cosa spinga gli stati e in che cosa consiste la transazione verso la democrazia, di un paese non democratico e soprattutto come essa possa essere definita. I venticinque secoli durante i quali la democrazia stata discussa e dibattuta, sostenuta e osteggiata, non hanno prodotto un accordo e una visione pacifica sulle principale questioni che la riguardano. Paradossalmente , proprio per il fatto che la democrazia abbia una storia cos lunga ha creato una molteplicit di vedute, assumendo significati e sfaccettature differenti a seconda dellepoca e dei luoghi.2 Va anzitutto precisato che democrazia un termine che nasce nellantichit e che col tempo ha modificato sensibilmente sia il suo significato, sia i suoi ambiti di applicabilit.3 Come gi spiegato a suo tempo da Benjamin Constant nella suo opera De la libert des anciens compare celle des moderns del 1819, la libert degli antichi consisteva nellesercizio collettivo e diretto della maggior parte delle funzioni della sovranit attraverso decisioni prese sulla pubblica piazza della polis e non contemplava la libert individuale. Lindividuo era infatti libero solo in quanto membro inserito in un corpo collettivo, il quale tuttavia non aveva margini di azione autonoma come singolo.4 Lesercizio diretto della sovranit nelle citt greche era possibile da un lato grazie alle ridotte dimensioni spaziali e demografiche, dallaltro lato per il fatto che le attivit economiche erano svolte da non cittadini, dunque da

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Cfr. R.A. Dahl, Sulla democrazia, cit., p.5. Cfr. C. Tilly, Processes and Mechanisms of Democratization, in Sociological Theory, 18, 1, pp.116. 4 P.G. Di Cortona, Come gli stati diventano democratici, Gius.Laterza & Figli Spa, Roma-Bari, 2009, p.4.

degli schiavi che non esercitavano nessun tipo di sovranit.5 Il concetto ateniese di cittadinanza implicava la totale sottomissione dellindividuo al corpo sociale, inoltre in una societ ancora priva di concetti come lutilitarismo e liberalismo, la subordinazione della dimensione privata a quella pubblica era del tutto normale. La libert (e la democrazia) dei moderni, quindi, si differenzia nettamente da quella antica in quanto fondata sulle libert dellindividuo6 e in quanto rappresentativa. Sviluppare una definizione precisa e chiara di democrazia particolarmente importante qualora si vogliano descrivere e comprendere le variazioni e il cambiamento nellestensione e nelle caratteristiche della democrazia stessa. Tuttavia trovare una definizione univoca, che ricomprenda tutta la complessit del concetto, senza perderne degli aspetti o delle sfumature molto difficile. Per decenni si discusso sul significato del termine democrazia, il quale si presenta denso di significati e riferimenti ideologici ed empirici. stato oggetto degli studi di numerosi teorici ed entrato nel linguaggio politico comune, giungendo al risultato che venivano considerati come democrazie dei regimi politici con delle caratteristiche e con unorganizzazione completamente differente.7 Proprio per questa ragione chi studia la democrazia e la democratizzazione solitamente sceglie, in maniera pi o meno esplicita, tra quattro principali e generali tipi di definizione: costituzionale, fattuale, procedurale e orientata al processo,8 i quali fanno riferimento a degli aspetti normativi o empirici dello studio e dellanalisi della democrazia. Per giungere a una definizione normativa di democrazia, non sembra molto utile il tentativo di ordinare e misurare le democrazie reali esistenti, compito svolto da autori

D. Fisichella, Il denaro e la democrazia. Dallantica grecia alleconomia globale , Il Mulino, Bologna, 2000, pp.16-22. 6 Cfr. N. Bobbio, Il futuro della democrazia, Einaudi, Torino, 1995, pp. 8-9. 7 Cfr. L. Morlino, Democrazie e democratizzazioni, Il Mulino, Bologna, 2003, p.18. 8 Cfr. C. Tilly, La democrazia, Il Mulino, Bologna, 2009, p.24.

come Kenneth A. Bollen, nella sua opera Political Democracy: Conceptual and Measurement Traps del 1990 o lo studioso finlandese Tatu Vanhanen. Seguendo questo approccio possibile identificare numerose democrazie compiute e perfette, che solitamente si identificano con gli stati dellEuropa occidentale e del mondo anglosassone, i quali raggiungono i massimi punteggi, ma sfuggono i problemi di limitata o scarsa democraticit. Allo stesso modo appaiono inutili le definizioni che ricalcano le definizioni filosofiche e astratte dei teorici della democrazia, le quali risultano essere assolutamente distanti dalla realt e non si prestano in nessun modo a unapplicazione empirica. dunque opportuno trovare un assetto intermedio in grado di definire la democrazia in maniera normativa senza farle perdere del tutto i legami con la realt. Se per definire la democrazia in maniera normativa necessario ricercare i principi stessi che la fondano, si potrebbe partire dal postulato secondo il quale i due principi essenziali sui quali dovrebbe basarsi una democrazia contemporanea sono la libert e luguaglianza.9 Se questo procedimento porti allautonomia dellindividuo e se tale autonomia individuale rappresenti conseguentemente un aspetto imprescindibile della

democrazia, come sostenuto da David Held nei suoi scritti,10 non sembra un aspetto utile ai fini della definizione della democrazia normativa, la quale pu essere pi semplicemente precisata seguendo il postulato di Leonardo Morlino, ovvero il regime che deve creare le opportunit istituzionali migliori per realizzare libert ed uguaglianza.11

Cfr. G.Sartori, Elementi di teoria politica, Bologna, Il Mulino, 1990, pp. 125-134. Cfr. D. Held, Political theory and the modern state essays on state, power, and democracy . 11 L. Morlino, Democrazie e democratizzazioni, cit., p. 27.
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Affinch sia possibile il perseguimento delluguaglianza indispensabile laccettazione delle inevitabili diversit dei singoli individui, inoltre come espresso da Bobbio e Sartori la garanzia di una libert effettiva dei soggetti costituisce lindispensabile premessa per un qualunque tipo di uguaglianza. Dahl sostiene che ponendo il focus sulla democrazia come regime, essa svolge il compito di affermare i principi di libert e di uguaglianza, non solo a livello locale, ma anche a livello nazionale e a livello sovranazionale e inoltre tali principi devono essere estesi ai diversi ambiti della vita quotidiana. Di conseguenza, seguendo questa prospettiva, per una corretta definizione normativa della democrazia indispensabile che lanalisi parta dallindividuo e dalla societ, piuttosto che dalle istituzioni di governo. Per assicurare un grado maggiore di democrazia indispensabile dunque laffermazione e lespansione dei diritti individuali e di comunit. Di conseguenza, per poter realizzare la libert e luguaglianza, indispensabile fondarsi su un insieme sempre pi ricco e ampio di diritti individuali.12 Il contributo teorico di Dahl aiuta a chiarire il passaggio ulteriore che porter alla precisazione e formulazione dei diritti garantiti dalla democrazia. Lautore individua in maniera puntuale e precisa dei principi specifici che costituiscono anche dei mezzi per creare delle opportunit istituzionali migliori al fine di assicurare la libert e luguaglianza.

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Cfr. L. Morlino, Democrazie e democratizzazioni, cit., 2003, p. 28.

Tali principi si sostanziano secondo il teorico statunitense nel seguente modo:

1. Partecipazione effettiva. Prima che una decisione venga adottata dallassociazione, tutti i membri devono avere pari ed effettive opportunit per comunicare agli altri le loro opinioni a riguardo.

2. Parit di voto. Al momento di prendere finalmente la decisione, ogni membro deve avere unopportunit di voto effettiva e uguale agli altri, tutti i voti devono essere considerati pari.

3. Diritto allinformazione. Entro ragionevoli limiti di tempo, ciascun membro deve avere pari ed effettive opportunit di conoscere le principali alternative strategiche e le loro probabili conseguenze.

4. Controllo dellordine del giorno. Tutti i membri devono avere lopportunit di decidere le priorit e, se vogliono, gli argomenti da inserire nellordine del giorno. In tal modo il processo democratico che i tre precedenti criteri hanno impostato non ha mai fine.

5. Universalit del suffragio. La totalit, o almeno la maggior parte degli adulti che risiedono in permanenza nel territorio dovrebbero godere pienamente dei diritti indicati dai primi quattro criteri.13

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R.A. Dahl, Sulla democrazia, cit., pp.41-42.

Solamente attraverso il rispetto di questi cinque criteri possono essere perseguiti i principi di uguaglianza e di libert che si traducono necessariamente in unuguaglianza politica dei vari membri del regime preso in esame. Secondo Dahl sufficiente che non venga rispettato uno solo dei criteri da lui individuati per rendere i membri non pi politicamente uguali. Per rendere effettivo il perseguimento dei principi di uguaglianza e libert, ritenuti fondanti di una definizione di democrazia intesa nel suo senso normativo e indispensabili per qualunque democrazia contemporanea, secondo Morlino non possono essere tralasciati i seguenti aspetti:

la protezione dellambiente il diritto alla salute lassistenza alla vecchiaia e allinvalidit il diritto al lavoro Il sostegno alla disoccupazione e la promozione di livelli dignitosi di vita Il diritto alleducazione pi ampia e diffusa

Ignorare in unanalisi di democrazia normativa questi aspetti sostantivi, significherebbe non tener conto del percorso che numerose democrazie hanno compiuto per promuovere luguaglianza e la libert, sarebbe come dare una definizione di democrazia ideale pi carente per certi aspetti delle definizioni della democrazia reale.14 Tuttavia laffermazione e la protezione dei valori e dei diritti, appena menzionati, che risiedono in maniera implicita nella definizione normativa di democrazia,

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Cfr. L. Morlino, Democrazie e democratizzazioni, cit., p. 29.

necessitano di appositi strumenti istituzionali che siano in grado di sostanziarli e di realizzarli al meglio. A individuare la necessit della presenza di garanzie istituzionali indispensabili a realizzare tale scopo ancora una volta Dahl, il quale ne individua otto:

1. La libert di associazione e di organizzazione 2. Libert di pensiero 3. Diritto di voto 4. Diritto dei leader politici di competere per il sostegno elettorale 5. Fonti alternative di informazione 6. Possibilit di essere eletti nei pubblici uffici 7. Elezioni libere e corrette 8. Esistenza di istituzioni che rendano le politiche governative dipendenti dal voto e da altre espressioni di preferenza15

Oltre che a questi strumenti istituzionali necessario fare riferimento al principio di legalit, ovvero rule of law richiamato da Guillermo ODonnell, che comprende non solo il rispetto delle leggi esistenti, ma anche la realizzazione di unamministrazione efficiente, lesistenza di una magistratura indipendente e dellassenza di corruzione.16 Formulare una definizione normativa di democrazia non un compito semplice e risulta essere inevitabilmente complessa. Si visto come il modo pi coerente consista nel partire dallindividuo per poi procedere in maniera ascendente arrivando sino alle istituzioni che regolano e dirigono la democrazia stessa.

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Cfr. L. Morlino, Democrazie e democratizzazioni, cit., p. 29. Cfr. G. ODonnell, Horizontal accountability in the new democracies, in Journal of Democracy, 1998, 9.

In questo senso non pu essere accetta una delle definizioni di democrazia normativa pi ricorrenti, ovvero quella dello studioso americano Jonh D. May, che vede la democrazia solamente come quel regime politico che postula una una necessaria corrispondenza tra gli atti di governo e i desideri di coloro che ne sono toccati.17 Allo stesso modo anche la definizione di democrazia normativa di Dahl vista come un regime politico caratterizzato dalla continua responsivit del governo alle preferenze dei suoi cittadini, considerati politicamente eguali18 pu essere considerata completamente adeguata. Si tratta infatti di definizioni eccessivamente semplificate, che non considerano la maggioranza dei problemi posti da una democrazia ideale e che sono carenti sul piano della stessa plausibilit, prima ancora che su quello empirico. Esse infatti postulano che i governanti abbiano sempre ben chiare le loro preferenze e che di conseguenza prevedono sempre un cittadino informato e consapevole.19 Sovraccaricando la definizione di democrazia con aspetti normativi si corre il rischio di attribuire ai governi democratici compiti sempre pi estesi e difficilmente realizzabili, come garantire leguaglianza sociale, il benessere, listruzione di massa, lassistenza pensionistica, la tutela della salute, un lavoro dignitoso. In questo modo si accrescono le aspettative sulla democrazia stessa ed molto facile che si creino dei sentimenti di frustrazione se questi impegni non vengono mantenuti. Tuttavia considerando che la democrazia non in grado di svolgere tutti questi compiti, necessario sfuggire alla tentazione di considerare ogni carenza delle democrazie in questi ambiti come un fallimento della democrazia come regime, anche perch, si finirebbe per concludere che la democrazia non realizzabile.
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J. D. May, Defining democracy: A bid for coherence and consensus, in Political Studies, 1978, 26. 18 R.A. Dahl, Poliarchia: partecipazione e opposizione nei sistemi politici, Angeli, Milano, 1997, p.27. 19 Cfr. L. Morlino, Democrazie e democratizzazioni, cit., p. 29.

Ne discende che ladozione di una definizione normativa, basata sul contenuto delle politiche, tra cui politiche di sicurezza, di eguaglianza sociale, di welfare, di piena occupazione, sarebbe forviante, anche perch esistono regimi non democratici che pure promuovono politiche simili.20

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Cfr. P.G. Di Cortona, Democrazie e democratizzazioni in Atlante Geopolitico 2012, Istituto dell'Enciclopedia italiana, Roma, 2012.