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Anno 2

N u me r o 1 8

Febbraio 2014

La rivista multicanale di narrativa fantastica liofilizzata istantanea

Bright Side
Mauro Saracino, l'editore del mistero Luigi Milani, un'intervista da brivido S ilv io S o s io : l' u o m o c h e sussurra alle stelle Concorso letterario: Morte a 666 giri

S ka n

AMAZING MAGAZINE

Intervista ad Alessandro Alessandro Napolitano Qualcosa che ho mangiato Una lettera anonima E vissero tutti felici e morti I l g io c o
N ASF - L e T re L une 8

Scelta vitale

L'invasione dei vampiri Il pozzo dei mondi Il mestiere dell'avvoltoio C o y o te Xenopath Epidemia Zombi Evelyn Starr Ritorno alla Mary Celeste Locus Animae

d i J a c k ie d e R ip p e r

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di Diego Capani

L ilith

N o n pe r d e t e i l n u m er o d i M a r zo 2 01 4 L 'a l t r o L a t o

Sommario

del

Bright Side
Poscritti di futuro ordinario "E vissero tutti felici e morti" ........................... 40 di Luigi Bonaro ... e alla fine arriva Polly "Il gioco" ............................ 44 di Polly Russell Oltre lo Skannatoio Le Tre Lune 8 "Scelta vitale" ................... 48 di Arianna Biavati Nella pancia del Drago "L'invasione dei vampiri" di Andrea Atzori .......... 50 I libri da rileggere H. Kuttner, "Il pozzo dei mondi".52 R.A. Heinlein, "Il mestiere dell'avvoltoio" ..... 54 A. Steele, "Coyote" ....................... 56 di Massimo Luciani Il libro da tradurre E. Brown, "Xenopath" di Massimo Luciani ..... 58 Il venditore di pensieri usati D. Picciuti, "Ritorno alla Mary Celeste" di Riccardo Sartori ...... 60 Vale pi di mille parole "Venusian Lady" ............... 62 "Lilith" ............................... 63 di Diego Capani DARK SIDE ........................... 64

Hanno collaborato L'editoriale ............................. 5

Jackie de Ripper e

Max Gobbo Roberto Bommarito Andrea Viscusi Mirko Giacchetti Luigi Bonaro Polly Russell Arianna Biavati Andrea Atzori Massimo Luciani Riccardo Sartori Diego Capani

di Jackie de Ripper OLTREMONDO Incontra Incontriamo Mauro Saracino, l'editore del Mistero di Max Gobbo .............. 6 Un'intervista da brivido con Luigi Milani di Max Gobbo .............. 11 Silvio Sosio, l'uomo che sussurra alle stelle di Max Gobbo .............. 14 Anteprima Z.A. Recht, "Epidemia Zombi" ......... 19 Azzolini e Falcone, "Evelyn Starr" ............... 22 Concorsi letterari Morte a 666 giri ................ 23 Una voce da Malta Intervista ad Alessandro Napolitano ...................... 24 di Roberto Bommarito L'e-Book nell'e-Reader A. Defilippi, "Locus Animae" ............. 28 Being Piscu "Qualcosa che ho mangiato" ................. 29 di Andrea Viscusi Guest Star "Una lettera anonima"..... 34 di Mirko Giacchetti

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Sommario
Hanno collaborato

del

Dark Side

Albertine

Lavinia Blackrow TETRACTYS Rovignon LeggEri


(Leonardo Boselli) (Alessandro Renna)

(Arianna Koerner)

Il Lato Oscuro "Nel Teatro della Morte" di Arianna Koerner .......64 Skannatoio edizione XXVI Nel segno di una nuova era Le specifiche ..................... 66 "La runa bianca" di Lavinia Blackrow ... 67 "Come una nave nella tempesta" di Leonardo Boselli ..... 75 "Pace" di Alessandro Renna ... 80 "Passeggiata primaverile" di LeggeEri .................... 85 Risultati e classifiche Skannatoio 5 e mezzo ...... 88

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S ka n
AMAZING MAGAZINE
Nel segno di una nuova era il sottotitolo dello Skannatoio 5 e mezzo di gennaio. E si tratta davvero di una nuova era: le iniziative ideate da Marco Lomonaco, il moderatore del forum del concorso, hanno attratto numerosi autori ispirati da specifiche originali. Le storie che sono nate da questo connubio di vincoli e ispirazione sono in parte raccolte nel "dark side" della rivista, mentre altre saranno pubblicate in e-book editi da La Tela Nera. In ogni caso, i lettori di Skan Magazine avranno sempre un posto privilegiato dal quale assistere alle gare e leggere le storie pi interessanti e avvincenti. Ma passiamo ai contenuti di questo numero. La rubrica Oltremondo, curata da Max Gobbo, ci propone ben tre interviste con autori ed editori di narrativa fantastica. Si comincia con Mauro Saracino di Dunwich Edizioni, per poi parlare di horror con Luigi Milani e passare a Silvio Sosio di Delos Digital. Seguono quindi succose anteprime delle pubblicazioni delle due case editrici citate, oltre che di Multiplayer.it. Infine potrete leggere il bando del concorso letterario " Morte a 666 giri" indetto da Dunwich Edizioni. Un'occasione in pi per farsi conoscere a disposizione degli autori di narrativa fantastica. Anche Roberto Bommarito propone un'intervista, come nel precedente numero. Questa volta si parla di fumetti con Alessandro Napolitano del gruppo ESC (Electric Sheep Comics) di cui ci siamo gi occupati in numeri precedenti e i cui autori hanno dato bella prova di s nelle eccellenti copertine che abbiamo pubblicato. Inutile dire che gli autori ospiti si sono come sempre superati. Anche in questo numero sono presenti: Nei prossimi mesi, poi, ospiteremo i migliori classificati del concorso " Le Tre Lune 8", che tratta di "animaletti spaziali". Immancabile l'appuntamento con i saggi sul genere fantasy di Andrea Atzori, oltre ai consueti consigli per le vostre letture fantascientifiche redatti da Massimo Luciani. Riccardo Sartori, invece, nella rubrica "il venditore di pensieri usati", ci presenta le sue impressioni su "Il ritorno della Mary Celeste" di Daniele Picciuti. Infine, il "bright side" si chiude con le illustrazioni di Diego Capani: ritratti dall'impostazione classica di creature fantastiche. Cosa vi aspetta, quindi, nel "dark side"? Si apre con una novit: Sol Weintraub, da perfetto cavaliere qual , per questo mese ha dato spazio ad Arianna Koerner, gi nota ai lettori della rivista come Albertine. Seguono il racconto d'apertura, quattro altri racconti tratti dall'ultimo Skannatoio, ispirati a vari simboli esoterici. Li presentiamo nella loro forma "da gara", ovvero la forma che i giudici del concorso hanno valutato. Tenete conto, perci, che queste storie sono il frutto del lavoro di ideazione e scrittura svolto al massimo in una settimana, in alcuni casi molto meno, senza interventi di editing, ed stupefacente constatare quale forma gi matura abbia assunto la storia, oltre alla solidit della scrittura che presenta, in alcuni casi, davvero pochissime imprecisioni. Dopo questa veloce carrellata dei contenuti, cosa mi resta da fare? Augurarvi, come sempre, buona lettura! Jackie de Ripper

Nel segno di una nuova era

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S ka n

Incontra

Oltremondo

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info@ dunwichedizioni.it
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S ka n
Luigi Milani vive e lavora a Roma, citt dov nato poco dopo la morte di John Kennedy. Tra i soci fondatori di Edizioni XII, cura la collana eTales per Graphe.it Edizioni e collabora con Kipple Officina Libraria. Ha pubblicato racconti e romanzi per vari editori e su diverse riviste letterarie, cartacee e on line. Ultimi libri pubblicati come autore: Nessun Futuro (Casini Editore, 2011),

Incontra
ai miei primi racconti, all'insegna del grottesco e della denuncia sociale, ed ebbi poi la fortuna di esordire con un'antologia personale nell'estate del 2009. Un paio d'anni dopo usc il mio primo romanzo, Nessun Futuro, per i tipi di Casini Editore, che per mia fortuna riusc a mettere abbastanza d'accordo critica e pubblico. Il resto storia recente, che mi ha visto attivo soprattutto sul fronte digitale, con racconti e romanzi brevi, per vari editori. Vorresti parlarci un poco dei tuoi ultimi lavori? Volentieri. Ultimamente mi sono dedicato soprattutto alla scrittura di novelle, spesso in coppia con l'amica e collega scrittrice Alexia Bianchini. Ho partecipato a diverse antologie a tema, come Sine Tempore, una raccolta di racconti incentrati sul tema dell'ucronia, con il racconto Il sogno di Marlene e 50 Sfumature di Sci-Fi, con il racconto Secondo Avvento. Lo scorso autunno, per i tipi di Dunwich Edizioni, ho pubblicato la novella La notte che uccisi Jim Morrison e un romanzo breve firmato assieme ad Alexia Bianchini, Eventi Bizzarri (Edizioni La Mela Avvelenata). Il personaggio protagonista di questo romanzo, lo scrittore male-

Oltremondo

Anzitutto come e quando nasce la tua passione per la letteratuSeasons, Ci sono stati dei disordi- ra? ni e Lestate del diavolo (Delirium Edizioni, 2011-2012). Assie- Credo sia merito o colpa, fate voi... di mio padre, lettore onnime alla coautrice Alexia Bianchini ha da poco pubblicato voro dalla curiosit inesausta. un nuovo romanzo, un thriller ve- lui che mi ha trasmesso, gi in tenera et, il terribile virus. nato di paranormale intitolato Eventi Bizzarri (La Mela Avvele- Ci racconti dei tuoi esordi nel nata, 2013). Il suo blog mondo della scrittura? http://luigimilani.com a una dozzina d'anni Benvenuto Luigi, i nostri lettori Risalgono fa, quando una mia amica, attrice sono veri estimatori dellhorror, e cinematografica, mi spinse a scripertanto andranno in visibilio per vere la sceneggiatura di un un tipo come te. corto. Cominciai poi a lavorare

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detto Daniele Bizzarri, poi tornato alla ribalta nellambito dello Sherlock Holmes Project, con la novella Uno Studio in verde, scritto di nuovo in coppia con la bravissima Alexia. Perch una commistione (invero singolare), tra musica e horror? La musica e l'horror vantano legami molto saldi. Larga parte della stessa iconografia rock si rif ampiamente a tematiche horror: pensiamo a band storiche come i Black Sabbath, i primi Led Zeppelin, i Rolling Stones della celeberrima Sympathy for the devil, ma anche Quorthon, Trent Reznor, Rage Against the Machine. Penso anche al gothrock, ai Damned di Dave Vanian e ai Misfits di Glenn Danzig, e naturalmente a Marilyn Manson, ai Metallica e ai Megadeth. Insomma, horror e rock vanno decisamente a braccetto... Secondo te perch la gente ama cos tanto le storie dellorrore? Senza voler fare della psicologia a buon mercato, l'horror in fondo rappresenta una possibile chiave di lettura di questi nostri tempi quelli, s, davvero horror e allora in tal senso questa forma di narrativa pu rivelarsi, chiss, in qualche modo perfino terapeutica... Qual il segreto di una buona storia horror? Al di l dei generi letterari, credo che il segreto sia innanzitutto disporre di una buona idea di partenza, tale da poter essere sviluppata nelle varie fasi della narrazione. Bisogna inoltre sforzarsi di non cadere troppo nei

luoghi comuni, evitando quanto pi possibile il ricorso ad ambientazioni e descrizioni troppo di maniera. D'altro canto innegabile che gli spunti offerti dalla cronaca siano molteplici e non di rado gi sufficientemente orrorifici da costituire sicura fonte d'ispirazione per l'aspirante scrittore horror... Spesso si dice che questo genere di narrativa sia figlia del gotico: qual il tuo pensiero in proposito. Non c' dubbio. da quella prima, grande corrente artistica che ha preso le mosse l'horror moderno, sia pur oggi declinato in pi... rivoli! Restando in tema gotico: chi preferisci? - Bram Stoker - Mary Shelley - Edgar Allan Poe Il mio preferito senz'altro Bram Stoker: il suo Dracula rimane a tutt'oggi il romanzo capolavoro della narrativa gotica, riferimento ideale e inarrivabile per tante generazioni di autori. Edgar Allan Poe considerato uno dei padri del genere: condividi questa idea? Certamente, un maestro inarrivabile, soprattutto nel creare storie di grande atmosfera. Oggi forse pu risultare un po' distante dalla sensibilit di alcuni lettori, abituati come sono a un linguaggio pi moderno e a una narrazione pi veloce, ma ogni buon appassionato di letteratura horror o meno non pu prescindere dalla grande lezione di E.A.P.

Che rapporto pu esserci tra fantascienza e horror? Molto proficuo. I due generi possono spesso tracimare l'uno nell'altro con risultati spesso interessantissimi. Un esempio per tutti il vasto e terribile Pantheon di antichi dei partorito dal genio prolifico e multiforme del grande H.P. Lovecraft. Ma pensiamo anche alla saga cinematografica di Alien, altro esempio luminoso di riuscita contaminazione di generi. Se dico H.P. Lovecraft, a cosa pensi? Penso al padre dellhorror moderno, al modello di riferimento per tante generazioni di scrittori che a lui e alle sue cosmogonie malate si sono richiamati e alle quali ancora attingono a piene mani. Tra le pellicole ispirate alla creatura della Shelley, che posto daresti a Frankenstein Junior? Nel suo genere senz'altro il posto d'onore, per la sua carica di folle e scatenata comicit, all'insegna della dissacrazione pi divertente e irriverente. Il brivido corre pi forte in: Uccelli di Alfred Hitchcock, o in Shining? Personalmente ho provato pi brividi con il raggelante film del grande Kubrick, probabilmente in virt dell'innegabile fascinazione visiva, pur senza nulla togliere alla magia della pellicola di Hitchcock. Ma per spaventare occorre proprio il sangue (come oggi si tende a fare), o contano di pi

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le atmosfere? Sono dell'avviso che il sangue non sia strettamente necessario, o almeno questo il mio personale approccio. Preferisco che sia il lettore a immaginare e vedere attraverso le mie parole l'orrore in agguato, pronto a ghermirlo pagina dopo pagina. Pensi che debba esistere unestetica, o meglio una ricerca artistica nellhorror di qualit? Credo, o meglio auspico, che dovrebbe sempre esserci una ricerca artistica, e non solo nella narrativa di genere, ma pi in generale in tutta la narrativa. Il lettore non pu essere ingannato o, peggio, sottovalutato, e credo anzi che la qualit sia l'unico valido discrimine oggi tra la buona e la cattiva letteratura. Parliamo di cinema: che cosa pensi dellopera dun maestro del genere come Dario Argento? Molto interessante, soprattutto nel suo primo periodo. Penso alla potenza di certe sequenze in Profondo Rosso ad esempio, o alle atmosfere morbose e malate di Suspiria e Inferno. Certamente uno dei nostri pi grandi registi, forse un poco messo da parte in questi ultimi anni. Il tuo film preferito? Sentieri selvaggi di John Ford, per l'equilibrio pressoch perfetto tra dramma, ironia e messaggio sociale. Se a questo aggiungi la magia dei panorami di Ford e la vigorosa fisicit di John Wayne, il perch di questa mia scelta credo apparir evi-

co ecc.) oggi tanto di moda? Le vedo vincenti e stimolanti, a patto che siano ben realizzate. Tanto pi che il pubblico dei lettori oggi, anche sulla scorta di certo cinema e certe produzioni televisive, sembra apprezzare particolarmente le contaminazioni. Ma tu, come li vedi i licantropi griffati e i vampiri sdolcinati della Meyer? Non li amo particolarmente, ma nutro grande rispetto per il genere, pur oggi in fase calante. Una storia famosa che avresti voluto scrivere? Dagon , di H.P.L. Cosa scriveresti sulla lapide del conte Dracula? Adoro il sangue fresco! Ti piacerebbe parlarci dei tuoi progetti futuri? Lavoro a un nuovo romanzo, un noir ambientato nel mondo del cinema, e mi accingo a mettere mano a un romanzo cyberpunk che porter, oltre alla mia firma, della mia consueta Del vampiro senz'altro, per la quella compagna di scrittura Alexia. intrinseca ricchezza del topos Sono poi coinvolto come curatoletterario. re in diversi altri progetti letterari, ma non vorrei annoiare i noTi ispira di pi: - Un cimitero al chiar di luna stri lettori con troppi dettagli... - Un antico maniero Bene, collauspicio di averti - Una chiesa sconsacrata ancora come ospite, desidero anche a nome dei Un antico maniero: chiss quanti ringraziarti volti e storie avr ospitato nella nostri lettori. sua lunga vita! Grazie a voi per la generosa ospitalit. A presto! Cosa pensi di tutte quelle commistioni, tra generi differenti (horror, fantasy, romantiMax Gobbo dente a tutti. Libro che pi hai amato? La terra sotto i suoi piedi di Salman Rushdie, da affiancare per a Underworld di Don DeLillo. Si tratta di testi per me fondamentali. Dopo aver scritto un capitolo del tuo ultimo libro, mettendoti a letto lasci la luce accesa, vero? Ti confesso che la spengo. In genere riesco a convivere discretamente con i miei fantasmi... Cosa consiglieresti ad un giovane emergente che voglia cimentarsi nella scrittura horror? Raccomando soprattutto di leggere molto e dedicarsi alla scrittura con assiduit, cercando di trovare la propria voce senza mai cedere alla tentazione dell'autocompiacimento. Trovi pi affascinante la figura del: - Vampiro - Licantropo - Zombie

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S ka n
Silvio Sosio uno dei personaggi pi attivi e nella diffusione e nello sviluppo delleditoria elettronica e che soccupa del fantastico. Ha fondato la casa editrice Delos Books, di cui presidente. E cofondatore della prima rivista di sf online italiana, Delos Science Fiction , e di riviste elettroniche come Fantascienza.com. Sosio anche curatore dellormai storica rivista Robot, e della collana Odissea Fantascienza. Alla sua penna si devono diversi racconti interessanti, tra essi ricordiamo Uno Nessuno Centomila, che gli valse il premio Courmayeur 1996. Suoi scritti sono comparsi su Urania: mentre la sua attivit di saggista, ha riscosso unanimi consensi.

Incontra

Oltremondo

Benvenuto. I nostri lettori amano tutto ci che riguarda il mondo dellimmaginario, e di certo saranno felicissimi della tua presenza. Grazie, speriamo che non dicano oh no ancora quello che dice sempre che la fantascienza in crisi, vado a suicidarmi subito o aspetto di aver finito di leggere?... Partiamo colla tua attivit di editore: che differenze esistono nel pubblicare un libro in formato cartaceo e uno in digitale? Farei prima a elencare le cose simili... C in effetti molta differenza. Ovviamente tutto il lavoro di selezione e di cura del testo lo stesso, ma ci si ferma l. Leditoria cartacea un complesso sistema industriale che richiede rapporti con fornitori di diverso tipo, dallo stampatore al distributore, ha tempi molto precisi che non si possono sgarrare - devi presentare le schede ai promotori circa sei mesi prima, consegnare le copie stampate quasi un mese prima delluscita, eccetera. Comporta ingenti giri di denaro con scarsa consapevolezza di quanto te ne rester alla fine in tasca, perch anche dopo un anno il libraio pu deciderti di renderti

le copie che non ha venduto. E comporta dover lavorare con cose pesanti, scatoloni che in un modo o nellaltro ti trovi sempre a dover portare in giro, che sia una fiera o una presentazione. I libri elettronici sono una brezza. Li fai uscire quando vuoi, non hai quasi costi di produzione, se li vendi sono venduti e non tornano indietro. E il peso lo misuri in kilobyte, non in kilogrammi, e la schiena ringrazia. Lunico problema che, al momento, gira

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molto meno denaro, perch costano poco e se ne vendono molti meno dei libri. Certi prevedono (esagerando), la fine dei libri tradizionali per causa dellavvento dei libri elettronici: tu che ne pensi? No, no. La fine dei libri di carta tradizionali ha ben altre cause. I libri elettronici sono lopportunit per i libri di scampare alla fine dei libri cartacei. Catastrofismi a parte, i libri stampati non finiranno, ma certo sono destinati a un drammatico ridimensionamento. Forse in Italia ci vorr di pi: ho sempre avuto limpressione che una bella fetta del mercato librario in Italia non riguardasse davvero la lettura. Arredamento, o regali. Nei paesi dove si legge molto sono molto pi diffusi i tascabili e gli ebook hanno un grande successo. Prova ad arredarti la parete con gli ebook. Non funziona. Quali vantaggi apporta leditoria elettronica rispetto a quella convenzionale per i lettori? Benefici per lapparato muscolare quando tieni in mano duecento grammi di lettore contro i cinquecento del tomo da mille pagine del bestseller del momento. Benefici per la spina dorsale quando trasporti la valigia con dentro i soliti duecento grammi con tutti i libri che vuoi leggerti in vacanza invece di cinque chili di carta. Benefici oculari, perch puoi

ingrandirti il font e non sforzare la vista anche se hai passato i 40 e il tuo cristallino comincia a irrigidirsi. Benefici al sistema respiratorio quando devi cercare quella frase che diceva il personaggio di quel libro, o forse era quellaltro, e devi soltanto fare qualche click sul tuo computer invece di arrampicarti e tirare fuori dalla libreria volumi coperti di polvere. Alcuni editori italiani sembrano poco inclini, e comunque in ritardo, nello sviluppo e nella diffusione di libri elettronici: qual il tuo pensiero a riguardo? Con gli ebook si guadagna ancora troppo poco. Costano poco e sono gravati dalliva al 22%, al contrario dei libri che pagano il 4%. Quando lUnione Europea decider (sempre troppo tardi) di autorizzare liva agevolata sugli ebook forse le cose cominceranno a cambiare. Una piccola provocazione: D3BO leggerebbe pi volentieri Lattacco dei cloni, in digitale o in cartaceo? Non mi pare di aver mai visto libri cartacei nei sei film di Star Wars, quindi non credo abbia scelta. In ogni caso lui compatibile con ogni forma di comunicazione, quindi non avrebbe problemi. Parliamo di Science Fiction: in un mondo iper tecnologico co-

me il nostro, v ancora spazio per la fantascienza? Ribalto la domanda. In un mondo iper tecnologico come il nostro, c ancora spazio per narrativa diversa dalla fantascienza? Pare di s, effettivamente, ma vero che la fantascienza un genere fondamentale proprio per capire tempi come quelli che viviamo. La gente ne legge troppo poca, e infatti raramente capisce il proprio tempo. Tra gli addetti ai lavori, spesso si parla di stanchezza, o di stasi del genere: che idea ti sei fatto di ci? Probabilmente il motivo per cui la fantascienza interessa meno oggi ha a che fare con un analogo distacco del pubblico dalla scienza. Da molti fattori si nota un disinteresse, se non addirittura un rifiuto. Un buon esempio osservare quante persone affidano la propria stessa salute a cure che non hanno nessuna base scientifica. Puoi spiegare loro per filo e per segno come funziona la preparazione di un farmaco omeopatico, ma incontri solo disinteresse: lassurdit implicita delle teoria non arriva a destinazione, conta di pi magari il rapporto umano col medico omeopata che ti ascolta, ti fa un sacco di domande e alla fine ti prepara una cura personalizzata, mentre il medico magari non ti riceve neppure e ti prescrive i farmaci per telefono. La scienza

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diventata noiosa, quotidiana, fastidiosa, ha perso ogni fascino. Non vale per tutti ovviamente; ma vale per molti. Eppure viviamo immersi in un mondo al quale la scienza ha fatto regali meravigliosi. Non abbiamo una base sulla Luna o su Marte, ma abbiamo qualcosa che vale molto di pi: una conoscenza quasi infinita alla portata di tutti, raggiungibile in ogni momento con dispositivi portatili. Quali cambiamenti sta portando alla societ, al nostro modo di vivere? E quanto cambier il mondo entro cinque, dieci anni? La fantascienza potrebbe dare risposte. Molti scrittori contemporanei di fantascienza tendono ad una sorta di pessimismo tecnologico, che prende le forme dun millenarismo del fantastico: tu che ne pensi? Be, una delle regole della fantascienza che deve essere credibile. Tu guardando al futuro prossimo riesci a essere ottimista? Dubito. Non certo la tecnologia il problema del mondo, sono piuttosto questioni sociali ed economiche. Ma in periodi di crisi come questo lumanit mostra i suoi lati peggiori. Non siamo in unepoca di ottimismo illuminista, non unepoca da Star Trek. unepoca cyberpunk. Qui da noi si parla spesso di crisi della fantascienza, e gli editori diffidano degli autori che la propongono. Un fenome-

no tutto italiano o cosa? No, la fantascienza vende meno ovunque. Tuttavia, considera che in Italia sempre stato comunque un genere di nicchia. Inoltre in Italia in generale tutti i libri vendono meno, la gente soprattutto gli uomini, che sono la maggioranza dei lettori di fantascienza in Italia leggono sempre meno, quindi hai una serie di effetti che riducono la sf in Italia al lumicino. Un peccato, anche perch in Italia al momento abbiamo ottimi autori. Va detto, comunque, che basta una leggera passata di trucco e la fantascienza diventa thriller tecnologico o altre etichette similari, e magari ha anche successo. Comunemente si dice che la genesi del genere da attribuirsi a scrittori come Wells e Verne. Tuttavia non tutti sanno che in Italia, esistita una schiera di autori coevi che soccup di temi similari. A tuo modo di vedere perch qui da noi questa narrativa ebbe minor fortuna? Lo stesso padre della narrativa popolare italiana, Salgari, ha scritto diversi libri di fantascienza. Ma in generale credo si possa dire che in Italia la narrativa popolare ha avuto vita difficile. Siamo il paese della grande cultura, dei grandi poeti, e anche il paese occidentale in cui la gente legge meno. Che ci sia un collegamento?

Oggi fra mille effetti speciali, la realt virtuale, il 3D, e le altre diavolerie della computer grafica, v ancora spazio per loriginario e un po romantico sense ofwonder? Se non ci credessi mi occuperei di cinema, non di libri. La fantascienza letteratura danticipazione: a tuo avviso, chi ha avuto locchio pi lungo: G. Orwell o P. K. Dick? La fantascienza non ha mai lo scopo di predire il futuro. Quando parla del futuro lo fa estrapolando il presente, lo fa per farti osservare aspetti della tua vita quotidiana da un punto di vista diverso. Non che Orwell stesse tirando a indovinare come avrebbe potuto essere il mondo quarantanni dopo, tant che 1984 lo ha ottenuto girando semplicemente le ultime due cifre dellanno in cui stava scrivendo. Anche cos, comunque, alcuni autori sono riusciti a vedere cose nel loro tempo che altri non avevano osservato, e che hanno portato a conseguenze simili a quelle che avevano immaginato o temuto. Nel 1984 Apple ha pubblicizzato il suo nuovo computer Macintosh con lo slogan il 1984 non sar come 1984. Questanno il Mac compie trentanni in un mondo in cui le telecamere sono dappertutto, la NSA spia email e telefonate, esiste o sta per esistere la tecnologia che permette un controllo almeno

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superficiale di tutta la comunicazione in transito, il leggendario Echelon. Ma ci che Orwell non aveva previsto - ma altri scrittori s - che i veri padroni del pianeta non saranno governi o partiti unici, ma aziende. Condividi lidea di Isaac Asimov secondo cui la fantascienza ha spesso illuminato e ispirato la scienza? Non c dubbio. Molti scienziati lo hanno ammesso. Un peccato che ora ci siano molti meno lettori di fantascienza: le prossime generazioni avranno meno scienziati. Dovranno accontentarsi di una generazione di allevatori di draghi. Che futuro prevedi per la fantascienza italiana? Un futuro di grandi successi. Allestero. Parliamo di retro futuro: lo Steampunk pu considerarsi sempre fantascienza, o vanno fatti dei distinguo? Lo Steampunk un fenomeno molto largo e trasversale, che coinvolge estetica, socialit, arte, letteratura. Anche parlando di letteratura ci troviamo di fronte a un ampio raggio di tematiche che coprono tutto lo spettro, dal fantasy alla fantascienza, passando per il fantastico. Tra i libri seminali del genere ci sono le opere di Paul Di Filippo, Bruce Sterling, William Gibson, K.W.

Jeter che sono autori di fantascienza, ma anche Tim Powers e soprattutto Philip Pullman che sono sul versante fantasy. O ancora diversi film di Miyazaki, abbastanza difficili da etichettare. In realt allo steampunk manca in generale il realismo e la verosimiglianza, la tecnologia basata sul vapore che viene spesso descritta non semplicemente possibile, ma compensato dal fascino delle ambientazioni e molto spesso dai gustosi riferimenti letterari, che richiamano spesso e volentieri Wells o Lovecraft. Poi la fantasia e le variabili sono innumerevoli. Nel romanzo che sta uscendo in questi giorni, De Bello Alieno di Davide Del Popolo Riolo, abbiamo uno steampunk con riferimenti wellsiani ambientato allepoca di un Giulio Cesare che ha dedicato il suo genio non alla carriera militare ma alla tecnologia. Tra le nostre serie di ebook c Il circolo dellarca di Roberto Guarnieri che combina un fantastico del mistero allambientazione vittoriana, con rocambolesche avventure degne di un film di James Bond. E ancora in un ciclo che avremo tra non molto, Trainville di Alain Voud, troviamo unambientazione western, la sfida della ferrovia che conquista la frontiera come nel film d Sergio Leone Cera una volta il west. Solo che questa volta i treni sono giganteschi. Il tuo autore preferito? Ci ho pensato venti secondi e

avevo gi una lista di nomi lunga da qui alla luna... Me ne piacciono molti e molto diversi tra loro, da Jack Vance a Kurt Vonnegut, da Valerio Evangelisti a Dario Tonani, da Nancy Kress a Ted Chiang. Il tuo film preferito? Blade Runner. Come editore, quali caratteristiche deve possedere una storia per destare il tuo interesse? Avere una trama ben costruita e personaggi credibili. E ovviamente deve essere scritta in italiano corretto. Se poi lidea anche originale c tutto quel che serve. Quale consiglio ti senti di dare ad uno scrittore esordiente? Non pensare mai di essere un genio incompreso. Accettare sempre le critiche, imparare, lavorare per migliorare. Nonostante quello che pu averti fatto credere la madre o lamico che ha letto la prima cosa che hai scritto e si sperticato in lodi, non hai un talento innato, e anche se ce lhai non basta. C un sacco da imparare. Puoi parlarci un poco dei tuoi progetti futuri? Pi che futuri, presenti: la grande iniziativa sulla quale stiamo lavorando da qualche mese, le collane di ebook Bus Stop. Lidea

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quella di una linea di opere pubblicate direttamente in ebook, ma con la caratteristica di essere opere brevi, da leggere rapidamente, anche nello spazio di un viaggio in autobus. Da qui il nome del progetto, Bus Stop. Il lettore moderno, abituato alla velocit della rete, ha sempre pi difficolt con i testi lunghi. Il racconto a mio avviso guadagner sempre pi terreno nei prossimi anni, e a me lidea piace perch ricco di possibilit e di creativit. Alle librerie fisiche piene di tomi da mille pagine vuoti di idee contrapponiamo fascicoletti elettronici ogni volta nuovi e originali. Ma collane di racconti le pubblicano molti editori: la nostra novit lidea dellebook seriale. Vorremmo che i nostri titoli stessero al romanzo come la serie TV sta al film. Per questo siamo interessati a valutare proposte soprattutto in tal senso. Con questo in mente curiamo molto anche la periodicit: alcune serie escono tutte le settimane, altre una volta al mese. Comunque i nostri lettori sanno che ogni marted saranno online su delosstore.it, Amazon e tutti gli altri store con diverse novit tutte da scoprire Bene, non mi rimane che ringraziarti anche a nome dei lettori di Skan Magazine Grazie a voi!

Mondo9 si apre a barlumi di struggente umanit e a una nuova intrigante ambientazione, che riporta il pianeta di ruggine indietro nel tempo, quando le grandi navi solcavano piste impossibili trasportando carichi pregiati e innominabili segreti. Machardionici e umani, navi e uccelli tornano sulle rotte del loro passato alla ricerca della chiave per la loro sopravvivenza futura. Dopo Mechardionica e Abradabad, il terzo capitolo delle nuove storie di Mondo9, campione di vendite su carta e in ebook. Con la splendida cover di Franco Brambilla. Dario Tonani, milanese, classe 1959, laureato allUniversit Bocconi in Economia Politica, ma ha scelto di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. Lavora come giornalista nella redazione di importanti testate motoristiche: prima Quattroruote, poiRuoteclassiche. Appassionato di science fiction, horror e noir pubblica i suoi primi lavori negli anni Ottanta. Nel 2007 il suo libro di maggior successo, Infect@, su Urania, al quale seguono altri due volumi ancora su Urania (Lalgoritmo bianco e Toxic@). Pubblica unottantina di racconti su varie testate (Giallo Mondadori, Segretissimo , Millemondi, Robot) e in antologie (Bietti, Stampa Alternativa, Addiction, Puntozero, Delos Books). Nel 2011 esce la sua raccolta personale Infected Files (Delos Books). Nel 2008 su Robot compare il racconto Cardanica, che viene poi pubblicato in ebook da 40k Books e, tradotto in inglese, portato anche in Usa. Seguono le altre tre novelette che completano il ciclo diMondo9, pubblicato in volume da Delos Books, che vince i premi Italia e Cassiopea e riscuote grande successo. gi in corso di pubblicazione la traduzione giapponese. Questo libro il seguito di quella storia. Di s dice: Scrivo per ritrovare la via di casa, raccogliendo un sassolino alla volta, una parola dopo laltra.

La giovane Naila non morta, solo prigioniera di un Mechardionico che lha vincolata a s con un artificio meccanico da cui non potrebbe mai liberarsi se non a prezzo della vita Ma dove stanno andando i due? Cosa sta cercando lo Strappacuori che laccompagna e la tiene al guinzaglio come un animale? E perch marciano da giorni alla volta di un luogo misterioso immerso nella giungla pluviale, in uno degli angoli pi ostili e remoti di Mondo9? C qualcosa laggi, incastrato tra le pareti a picco di un canyon di roccia. Un inferno sospeso a oltre seicento metri di altezza, dove non saranno n i primi n i soli a voler arrivare, ma Max Gobbo che li unir molto di pi della catena che tiene vincolati i loro corpi.Abbandonati i deserti tossici costellati di relitti,

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Antepri ma

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Oltremondo

Antepri ma

Evelyn STARR

S ka n

Il diario delle due lune


di L. Azzolini e F. Falconi
Una saga avventurosa che si snoda tra la realt e la fantasia. Una nuova eroina fantasy, alla quale non possibile non affezionarsi, creata da due tra le nuove firme pi promettenti della narrativa fantasy italiana.

Evelyn ha tredici anni e vive a Ithil Runa con la madre e la nonna. Una mattina al risveglio guarda fuori dalla finestra e scopre con terrore che una nebbia densa e livida avanza sul paese, inghiottendo ogni cosa. Inoltre una misteriosa lettera la avverte che il padre, scomparso quando lei aveva cinque anni, ancora vivo ed tenuto prigioniero dal Signore delle Nebbie. Per salvarlo Evelyn, con laiuto del suo amico Zak, dovr varcare lArco dAvorio ed entrare nel Mullagh Maat, il Regno Grigio. Nel loro viaggio i due ragazzi subiranno una misteriosa trasformazione ed Evelyn scoprir di essere lultima discendente della Stirpe dei Guardiani delle Nebbie, il cui compito custodire proprio lArco dAvorio. Ma qualcuno sta tramando per catturare gli ultimi Guardiani e aprire la strada al ritorno della perfida Regina dei Senzastelle...

Luca Azzolini Nato a Ostiglia nel 1983, laureato in Beni Culturali e in Storia dellArte. Ha pubblicato il romanzo Il Fuoco della Fenice (2009) e curato lantologia Sanctuary. redattore di Fantasy Magazine, per cui cura la sezione Racconti.

Francesco Falconi Ingegnere e scrittore, nato a Grosseto e vive a Roma. Ha pubblicato diversi romanzi e saghe fantasy, tra cui Estasia (Curcio), Prodigium (Asengard), Gothica (Edizioni Ambiente), Nemesis (Castelvecchi).

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sivamente alla letteratura di genere horror, thriller e fantascienza, ha deciso di indire un concorso letterario dove l'unica traccia e vincolo per gli autori sar il miscelare al meglio la musica e l'orrore. AMAZING MAGAZINE MORTE A 666 GIRI Il contest si chiamer Morte a 666 Giri e sar dedicato a racconti lunghi e inediti compresi tra le 5000 e le 1 0000 parole. A valutare gli elaborati che arriveranno in redazione sar una giuria composta dallo scrittore ed editore Mauro Saracino (Dunwich Edizioni) e dalle redazioni di Skan Parte Morte a 666 giri nuovo contest per racconti Magazine e LetteraturaHorror.it. lunghi i nediti su horror e musica indetto da Dunwi- PREMI Al vincitore sar riservato un premio interessantissimo ed esclusivo, ovvero l'inserimento del proprio ch Edizioni, Skan Magazine e LetteraturaHorror.it. racconto all'interno della versione cartacea del romanzo Il connubio tra la musica, la letteratura e l'horror sempre stato molto forte e, a questo proposito, la casa La notte che uccisi Jim Morrison di Luigi Milani edito da editrice Dunwich Edizioni, in collaborazione con la rivi- Dunwich Edizioni. Al vincitore, ovviamente, verr ricosta specializzata, Skan Magazine, e il portale Letteratu- nosciuta una royalty del 1 0% sul prezzo di copertina del raHorror.it, primo e unico portale italiano dedicato esclu- libro,oltre che a due copie omaggio del libro cartaceo de La notte che uccisi Jim Morrison con il proprio racconto pubblicato. I dieci migliori racconti, inoltre, saranno inseriti in un ebook creato ad hoc e intitolato proprio Morte a 666 Giri, edito sempre dall'etichetta di Mauro Saracino e riceEL PROSSIMO veranno in regalo un libro a testa scelto dal catalogo Dunwich Edizioni. NUMERO INVIO RACCONTI Per far pervenire i racconti alla commissione (massimo un elaborato ad autore) baster inviare una mail a concorsi@letteraturahorror.it Questo indirizzo email protetto dagli spambots. E' necesOSPITERA sario abilitare JavaScript per vederlo. rispettando la seguente modalit (i racconti che non rispetteranno tali LUCA AZZOLINI regole saranno esclusi automaticamente): Oggetto della mail: Morte a 666 giri PROTAGONISTA Corpo della mail: nome dell'autore (a parte scrivere anche eventuale pseudonimo che si vuole utilizzare), titolo dell'elaborato e recapiti validi telefonico, email e DELL' postale Allegati: il proprio racconto e una breve biografia (max 5 righe). Gli allegati dovranno essere necessariamente con estensione .doc, .dox, .dot Periodicamente sul portale LetteraturaHorror.it nella sezione dedicata sar stilata la lista dei racconti arrivati in redazione e, quindi, pervenuti alla giuria dove gli autori potranno verificare l'effettiva consegna ed eventuale LA RECENSIONE DI accettazione del racconto. DUE OPERE DI TEMPISTICA E' possibile inviare i racconti da marted GIANFRANCO 4 febbraio, sino alle ore 1 2 del 4 aprile 201 4, limite massimo e improrogabile. DE TURRIS

Skan Concorsi Letterari


& S ka n

Presentano

Concorso Letterario "Morte a 666 Giri"

OLTREMONDO

URBAN FANTA SY ITALIANO

E ALTRO ANCORA!

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S ka n
Intervista ad Alessandro Napolitano

Una voce da Malta

Territori d'oltremare

Ro b e r t o Bo mma r i t o

Il passato, il presente e il futuro del fumetto (e non solo): intervista al cofondatore di Electric Sheep Comics
Intervista originariamente apparsa sul blog di Kipple Officina Libraria:
http://kippleblog.blogspot.com/

Ciao Alessandro. un piacere averti ospite nella rubrica. Ti andrebbe di presentarti per chi non ti conoscesse ancora? Ciao Roberto, lasciami ringraziare te, Kipple Officina Libraria e quanti vorranno leggere la nostra chiacchierata. Presentarsi e farlo in modo che non risulti noioso difficile. Mi sento di dire che sono una persona molto curiosa, forse proprio questo aspetto che mi ha portato ad amare i libri. Molti pensano che mi senta a mio agio in mezzo alla gente, forse perch vedono la facilit che ho nel mettere in contatto persone, alimentare collaborazioni e cose di questo tipo. In realt sono una persona introversa e schiva per certi aspetti. Chi mi frequenta stenta a crederlo, ma assolutamente cos. Per fortuna non sono qui per parlare solo di me, ma ho lonore di rappresentare un gruppo fantastico di ragazzi che sotto il nome di Electric
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Sheep Comics (ESC per gli amici) hanno dato vita a un laboratorio virtuale, un progetto incentrato sulla produzione e selezione di Graphic Novel. E non solo! Com' nato Electric Sheep Comics? ESC nasce da un fitto giro di Email, scambiate durante la pasqua del 2012, tra me, Roberta Guardascione, Riccardo Iacono e Claudio Fallani. Mi ricordo che pensammo di creare un gruppo ispirato alle band

rock, allenergia e alla complicit che queste realt sanno scatenare e alimentare. Con questa voglia sfrenata avremmo percorso le vie del web mostrando le nostre graphic novel. In quattro sarebbe stato pi facile digerire i no che inevitabilmente si sarebbero accumulati quando si ha a che fare con editori e pubblicazioni, ma sarebbe stato anche pi soddisfacente festeggiare insieme i s, frutto di piccoli e meritati successi. Muoverci in gruppo ci avrebbe garantito maggiore visibilit perch ognuno di noi si sarebbe impegnato a fare conoscere la nostra iniziativa. E cos stato. La graphic novel era il giusto strumento da usare, visto che io e Claudio abbiamo fatto qualche esperienza editoriale con dei racconti, mentre Riccardo e Roberta sono degli artisti del disegno. Ok, mi cazzieranno. Diranno che ho esagerato con artisti, ma tu lascia scritto cos perch la verit. Ancora una cosa: ESC nata anche grazie allesperienza che abbiamo fatto sul sito letterario BraviAutori.it e alle

Il futuro del fumetto in Italia verr stabilito dai suoi lettori. Uno zoccolo duro, affezionato allodore delle copertine plastificate e a quello della carta, tra cui me, non rinuncer mai alla soddisfazione di sfogliare un libro. Le innovazioni, faccio riferimento soprattutto a quelle virtuali, ci concederanno sempre maggiori strumenti per usufruire del prodotto fumetto. I nostri figli me li immagino a leggere graphic novel mentre queste si animano e parlano dagli schermi di un tablet. Cosa che in parte gi accade. Nulla di sbagliato, si tratta pur sempre di progresso. Io per mi tengo stretto lodore della carta, insieme a quello della colla dietro le figurine, il cofanetto di Happy Days e una sana nostalgia del Subbuteo. Quali sono a tuo parere i fumetti pi importanti che hanno marcato la storia del genere e perch? Ho girato la domanda ad alcuni collaboratori di ESC, affinch la risposta possa essere pi completa possibile. capacit del suo webmaster, Ecco cosa ne uscito: RoMassimo Baglione, di concedere berta Guardascione mette a tutti gli utenti gli strumenti per laccento su Crepax e Pratt, crescere e migliorarsi. capaci di rivoluzionare il modi concepire i fumetti. PriPrendendo in considerazio- do ma di questi autori i comics ne anche le nuove tecnoloerano destinati solo gie, come vedi il futuro del all'intrattenimento giovanile, fumetto in Italia? - 25 -

poi, con "Una ballata del mare salato, il fumetto si innalzato a letteratura ed diventato intellettuale e per adulti. Tiziano Sclavi stato il genio che attraverso il citazionismo di Dylan Dog ha reso ogni albo della serie una piccola enciclopedia, capace di aprire nuovi mondi in fatto di libri, film e musica. Forse ha permesso a unintera generazione di diventare pi interessante, e magari lha anche migliorata. Roberto Napolitano ci ricorda la serie Splatter, pubblicata alla fine degli anni 80 e conclusa pochi anni pi tardi a causa di alcune censure. Splatter ha visto autori emergenti come Brindisi, De Angelis,

Ferrandino, Mari e Soldi; ha contribuito allo sviluppo di un genere che in seguito, con toni pi soft e senza rischiare denunce, si radicato nella cultura italiana attraverso personaggi come Dylan Dog. Importante sono stati Spiderman e Topolino; il primo per avere divulgato lidea/sogno di unAmerica dove tutto possibile e il secondo per avere ceduto a una narrazione semplice e lineare, definendo stereotipi di personaggi molto caratteristici come l'avaro, l'attaccabrighe ecc. Ancora Mc Farlain e il suo Spawn, dove la generazione degli anni 90 ha scoperto i disegni gotici con i suoi caratteristici tratti schizofrenici. Roberto mette laccento su James O' Barr. Il Corvo ha evidenziato le potenzialit che una Graphic Novel ha di esprimere gli orrori intimi del proprio autore. Impossibile non citare The Walking Dead, dove per la prima volta la parte centrale di un fumetto stata il rapporto tra i personaggi e le dinamiche del gruppo, a prescindere dai protagonisti stessi. Valerio Mezzanotte ha sottolineato larte di Sin City di Miller, Conan di Bushema, The Kingdom Come di Alex Ross, Il Gioco di Manara, Ken Parker di Milazzo, Corto Maltese di Pratt e Blueberry di Giraud; mentre Filippo Ferrucci ci invita a non di-

menticare limportanza e la diffusione che caratterizza il genere Manga: Dragon Ball, Akira e Berserk. Quali errori dovrebbe evitare il fumettista esordiente? Vogliamo proprio specificare fumettista? Per me possiamo lasciare la sola parola esordiente. In qualsiasi campo. Io ho 42 anni (42, gi, la risposta fondamentale sulla vita), lavoro da quando ne ho 19 e unidea me la sono fatta. Qualsiasi esordiente dovrebbe evitare di essere pretenzioso e imparare come lumilt capace di essere unarma micidiale se ben usata. E bisognerebbe tenersi lontano dalla fretta, cosa che un ragazzo giovane, spesso, proprio non riesce a fare. Per lesperienza personale che ho maturato, tenere a debita distanza questi due flagelli la considero gi la met dellopera. Mi sembra di capire che ESC non si limiter esclusivamente ai fumetti. In quali altri aree si espanderanno le attivit del laboratorio virtuale? Grazie a Claudio Fallani e Riccardo Iacono, ESC si aperto alla cinematografia e alle serie televisive. Claudio ci ha permesso di produrre
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insieme allassociazione culturale ESSI GIRANO il corto La lunga notte di Victor Kowalsky, tratto da un racconto dello stesso Claudio. Victor stato presentato il 12 dicembre nella sua prima nazionale allUci Cinema di Campi Bisenzio (FI), ottenendo la soddisfazione di vedere la sala stracolma! Il corto iscritto alla selezione per il Film Festival di Berlino e nelle prossime settimane sapremo se potr partecipare allimportante kermesse. Riccardo ha permesso a ESC di diventare partner della serie Funk-azzisti prodotta da Icaroff ed Ecoframes. La serie, scritta tra laltro anche da Riccardo, vedr un montaggio di 12 episodi per la tv e un adattamento per il web. Cosa ha fatto fino a oggi Electric Sheep Comics per le graphic novel e fumetti in genere? Insieme alle Edizioni Il Foglio abbiamo dato vita a una collana interamente dedicata alle graphic novel. Si chiama ESC Collection e prevede solo lavori in bianco e nero. Per la collana selezionano anche le graphic novel che arrivano dallesterno. Non ci sono preclusione per alcun genere narrativo, guardiamo alla qualit dei disegni e alla

profondit della storia. Sono due i titoli pubblicati: Touch & Splat, scritto da Alessandro Cascio con i disegni di Alessandro Buffa e la prefazione di Ernesto Gastaldi; Blood Washing, scritto da Claudio Fallani, Alessio Ottaviani e Alessandro Napolitano con i disegni di Roberta Guardascione, Sascha Ciantelli, Riccardo Iacono, Valerio Mezzanotte e Andrea Palloni. Blood Washing, con le oltre 250 copie vendute nei primi dieci giorni di pubblicazione, ci ha aiutato a dare impulso al nostro progetto. ESC impegnato anche nella selezione di fumetti per la rivista bimestrale del fantastico Terre di Confine. Siamo al secondo numero e la risposta dei lettori soddisfacente. Per quanto il tempo ce lo permette, cerchiamo di partecipare con i nostri contribuiti ad altre riviste che ospitano graphic novel. successo per POLVERE, pubblicata sul N 6 di Knife (Nero Press) e LUNARIS (vincitore del Premio Cometa 2013), apparso sul N12 di Skan Magazine. Ti andrebbe di parlarci dei progetti futuri di ESC? Apriamo un mondo. Rispondendo a questa domanda ci accorgiamo di come il progetto ESC stia ingranando. Per il 2014 sono in lavorazione tre

graphic novel, tutte per le Edizioni Il Foglio. Si tratta di uno Steampunk nato dalla fantasia di Polly Russell e disegnato dalle matite di Roberta Guardascione per un connubio tutto al femminile e al vapore! La seconda una Sci-Fi scritta da un certo Roberto Bommarito (autore di dubbie qualit al quale giusto dare una chance Rido a crepapelle) e disegnato da Marzio Mareggia. La terza una graphic novel in collaborazione con la collana Demian (sempre Il Foglio) scritta e pensata dal mitico Federico Guerri e Alessandro Napolitano (questultimo autore di ancora pi dubbia qualit, per le quali le chance sono finite Ti ho anticipato la battuta!) e disegnata da Claudia Giuliani, una giovane artista di cui sentiremo parlare i futuro. Continuer la collaborazione con Terre di Confine, dove proporremo fumetti di disegnatori emergenti, capaci da subito di sbalordire per il loro stile. Lavoreremo con la neonata rivista Cronache di un sole lontano diretta da due guru come Sandro Pergameno e Tiziano Cremonini. In cantiere ci sono il prequel di Blood Washing e una collaborazione con gli amici di Nero Press che far saltare sulle sedie tutti gli amanti di Non ve lo dico. In giugno inizieranno le riprese di un film, Ritratto di fami- 27 -

glia, genere horror, nato dalla sceneggiatura di Claudio Fallani e Alessandro Napolitano con la regia di Tommaso Sacchini. Ancora un progetto, forse il pi importante di tutti: resteremo vigili e con gli occhi bene aperti, pronti a cogliere loccasione giusta per aiutare il nostro movimento a crescere. Prima di lasciarci ti andrebbe di segnalarci i siti attraverso i quali possibile seguire le attivit di ESC? La nostra casa nel web si trova allindirizzo www.escomics.com. Siete tutti invitati a

prendere un caff in nostra compagnia. Abbiamo una pagina facebook a cui teniamo molto e facciamo in modo di aggiornare con anticipazioni, tavole in anteprima e notizie dal mondo dei fumetti. Ci trovate su www.face-

book.com/ElectricSheepComic s venite a lasciare il vostro MI


PIACE, sar pi che gradito. Chiunque volesse mettersi in contatto con noi pu farlo scrivendo a: electricsheepcomics[at].com

Grazie mille per l'intervista, Alessandro, e un grosso in bocca al lupo per tutti i tuoi e vostri progetti! Crepi il lupo! Grazie a te e a Kipple per averci concesso questo spazio. Buon ELETTRICO 2014!

L'e-Book nell'e-READER
L oc u s A n i m a e di Alessandro Defilippi
Prefazione di Alan D. Altieri Illustrazione di copertina di Les Edwards Mezzotints Ebook Collana Ombre Pagine: 160 - Lingua: Italiano Un thriller metafisico che affronta lo sconosciuto, le verit sepolte, la dannazione, arrivando fino in fondo, come suggerisce lo stello titolo. Prefazione di Alan D. Altieri e cover di Les Edwards. Prima edizione digitale dellopera.

S ka n

Il Libro: Riccardo Gribaudi, stimato medico ginecologo con

interessi scientifici trasversali, decide di scrivere un saggio sulla oscura vita di Irving Kastner, allievo di Freud e impegnato nella ricerca di connessioni tra cervello e coscienza. Si applica nel recupero di fonti sulla vita di Kastner, il cui violento suicidio lo impressiona: si reca quindi in una biblioteca, dove sono conservati importanti documenti. Trova molto pi di quanto si aspettasse: vetrini con campioni biologici, un mazzo di chiavi, e quattro quadernetti neri sui quali Kastner stesso ha scritto appunti scientifici e biografici. I diari rivelano anche strani episodi persecutori allucinatori? di cui Kastner sarebbe vittima. I vetrini rappresentano una scoperta altrettanto inquietante: conservano campioni encefalici, sui quali Kastner cercava conferme della sede dellanima il locus animae, che anche Cartesio aveva collocato nella ghiandola dellepifisi. Tuttavia non si tratta di campioni di cervello di scimmia, come nei suoi studi noti, ma di tessuti di cervello umano. Disorientato da queste scoperte, Riccardo una notte si reca nellabitazione romana di Kastner, incontra Rosa, lassistente-amante di Kastner, dalla quale ottiene una messe di sconcertanti informazioni e gli strumenti originali utilizzati da Kastner, insieme allultimo dei suoi diari. Riccardo rientra in albergo e riceve la inquietante visita notturna di uno sconosciuto, vestito dabiti blu, con il quale ha una surreale conversazione sul lavoro che deve svolgere. Cos com apparso, luomo scompare.

stro percorso su questa terra. Al tempo stesso gorgo dell'introspezione e viatico della dannazione, con Locus Animae, Alessandro Defilippi riesce a scavalcare tutti i parametri di quello che pu essere definito come thriller metafisico, allargandosi a creare un intero nuovo genere: il noir filosofico. Locus Animae un'esperienza non solo di eccezionale concezione dell'intrigo, ma soprattutto di prodigioso livello letterario.

LAutore

Dalla Prefazione di Alan D. Altieri

Con questo suo esplosivo Locus Animae - che Mezzotints presenta per la prima volta in assoluto sulla scena del narrativa digitale - Alessandro Defilippi, psichiatra tra i pi importanti del momento, si riconferma come uno degli autori pi cruciali di sempre. Al fondo dell'inquietante odissea di Riccardo Gribaudi tra domande che vanno lasciate senza risposta, avversari che vogliono rimanere sconosciuti, verit che devono restare sepolte in attesa il fulcro stesso di quella inquietudine dell'essere che pervade pressoch ognuno di noi a ogni singolo snodo del no-

Alessandro Defilippi Scrittore e psicanalista, nato il 29 aprile 1956 a Torino, dove vive. Il suo esordio letterario del 1994, con la pubblicazione della raccolta di racconti Una lunga consuetudine (Sellerio), seguito dal suo primo romanzo, Locus Animae (Passigli, 1999 e Giallo Mondadori, 2007). Nel 2002 ha pubblicato il romanzo gotico Angeli , e nel 2006 la raccolta di racconti Cuori bui, usanze ignote (Antigone Edizioni) seguita da Le perdute tracce degli dei ( Passigli 2008). Nel 2010 ha pubblicato per Einaudi il romanzo di formazione Manca sempre una piccola cosa e nel 2011 uscito nella collana Omnibus di Mondadori il suo romanzo storico Danubio Rosso. L'alba dei barbari. Il suo ultimo libro il thriller La paziente n9 (Mondadori, 2012). Molti suoi racconti e articoli sono stati pubblicati in antologie e riviste. Nel 2003 stato coautore della sceneggiatura del film Prendimi l'anima , diretto da Roberto Faenza.

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S ka n
Qualcosa che ho mangiato
cominciato tutto con un singhiozzo. Uno di quelli inaspettati, che ti colgono quando stai parlando e ti scuotono tutto, facendoti perdere il filo del discorso. Una situazione piuttosto imbarazzante. Ero in visita da un cliente, il primo appuntamento del pomeriggio, cercavo di convincere i due responsabili seduti davanti a me di quanto avessero bisogno del nostro software. Ci ero quasi riuscito, quando quel rantolo improvviso salito dal profondo della gola ha spezzato lincantesimo in cui ero riuscito a intrappolarli. Scusate mi sono giustificato, terribilmente mortificato. Ho sentito la pelle delle guance bruciare e il sudore inziare a fiorire sulla fronte. I due hanno sorriso, lanciandosi di traverso uno sguardo divertito. Tutto bene? ha chiesto il direttore commerciale.

An d r e a Vi s c u s i
Scusate ancora ho insistito, mentre sentivo la sgradevole sensazione di umido sotto le ascelle. ProbabilmHHRIIARH!

Being Piscu

qualcosa che ho mangiato. In effetti, dietro ripetute insistenze di un collega, avevo pranzato in un ristorante messicano che non si era rivelato troppo adatto alle mie capacit digestive. Venti minuti dopo aver finito di mangiare ero gi al cesso, e dopo una breve ma intensa sessione di scossoni intestinali mi ero sentito in dovere di lasciare un biglietto sulla porta del bagno: RESPIRATE SOLO SE NECESSARIO. Quindi qualcosa che avevo mangiato mi aveva davvero fatto male, ma il singhiozzo non era un inconveniente a cui ero preparato. Avrei preferito un attacco di flatulenza incontrollabile, che avrei potuto mascherare meglio. Daltra parte eravamo in tre nella stanza. Ho sistemato il nodo della cravatta del mio completo grigio fum da venditore reliable e self-confident, due caratteristiche sentivo velocemente Certo che va tutto bene, ho abbandonarmi. Stavo disolo singhiozzato, stronzo! avrei voluto rispondere. Ma la cendo ho ripreso che una mia credibilit era gi abba- delle applicazioni pi interessstanza compromessa senza che HHRRIIIH! Di nuovo. Improvviso e li insultassi. Nessun problesconvolgente. ma ho detto. Devessere

I due hanno riso. Un bicchiere dacqua? S, grazie. Credo cheHHIRRHH!

Sono corso in bagno. Mi sono sciacquato la faccia, ho bevuto un sorso dal rubinetto, e per buona norma ho pisciato. Ho tratto un respiro profondo subito interrotto da un altro singhiozzo. Dieci minuti pi tardi, dopo essere riuscito a balbettare qualche sillaba di scusa tra un singulto e laltro, ho lasciato quellufficio. Il singhiozzo non mi era ancora passato quando sono rientrato a casa quella sera. Avevo gi tentato tutti i metodi pi comuni: trattenere il respiro, tendere i muscoli della gola, bere sorsi d'acqua in numeri multipli di sette. Alcuni colleghi si erano anche presi l'incarico di spaventarmi, riuscendo solo a farmi sobbalzare sulla sedia. Il singhiozzo c'era ancora due giorni dopo. Avcvo co-

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minciato a pensare di poter concorrere al Guinness per l'attacco pi lungo, ma quando ho scoperto che il record di sessantotto anni ininterrotti, l'entusiasmo scemato per lasciare il posto alla frustrazione. Nonostante l'inconveniente riuscivo a compiere le normali attivit quotidiane. In ufficio si stavano abituando alla mia parlata saltellata, e stavo imparando a pronunciare le parole anche durante i singulti. I miei amici avevano accolto la novit con moderata curiosit, per poi ignorare del tutto la faccenda pochi minuti dopo averla appresa. Dopo una settimana, avevo cominciato a pensare che quella fosse ormai la mia ridicolmente triste condizione di vita. Per un'inaspettata grazia divina, durante il sonno il singhiozzo non mi disturbava. stato cos fino a quando, la notte del decimo giorno dopo l'inizio dell'attacco, mi sono svegliato di soprassalto, colpito da una terribile sensazione di risucchio all'interno della gola. Ho sentito come se un cavatappi largo quanto l'esofago mi fosse stato tirato via dallo stomaco. Non era doloroso, ma monopolizzava interamente il mio corpo e la mia attenzione: durato solo una decina di secondi, ma

quella sensazione stata l'unica cosa che esisteva. Il singhiozzo, ho scoperto subito dopo, era passato. Sono tornato a dormire, convinendomi di essere finalmente guarito. Messo a terra il primo piede la mattina dopo, un conato di vomito mi ha fatto piegare su me stesso, riuscendo a svegliarmi del tutto. A bocca aperta e lingua penzoloni, ho lasciato che la nausea passasse, mentre qualche rivolo di bava colava sul piumone. Con passo traballante sono andato in bagno, inchinandomi davanti al water. Sentivo di avere qualcosa in gola, come un boccone rimasto di traverso, ma non riuscivo a smuoverlo n deglutendo n sputando. Sono rimasto dieci minuti fermo in quella posizione, continuado a raschiare la gola e cacciando fuori grumi di saliva opachi. Poi mi sono fatto forza e mi sono rimesso in piedi: non potevo perdere altro tempo. Il normale appetito mattutino era scomparso, ma la macchinetta programmata aveva gi preparato il caff. Ne ho versato una tazzina abbondante e l'ho buttata gi tutta d'un fiato, amara e bollente. Insolitamente, il fluire del liquido gi per la gola ha alleviato la nausea.

Ho sentito come se un pezzo troppo grande di carne scendesse gi, per poi lasciarmi libero di respirare e ingoiare. Sollevato, mi sono messo in macchina per dirigermi in ufficio. Quel giorno era prevista una riunione col capoarea e due appuntamenti per il rinnovo di contratti, il che significava il completo blu su camicia arancione dell'agente friendly e available. Guidavo cantando Crime of Passion , quando ho sentito qualcosa salire su per la gola, come se un bolo di cibo masticato tentasse l'avventurosa arrampicata dell'esofago. Forse a causa di quel pensiero, la nausea mi ha colto di nuovo, facendomi lacrimare mentre cercavo di respingerla. Ho accostato e mi sono fermato per respirare, aprendo il finestrino per attingere all'aria fresca. Inutile. Espirando in forti soffi, ho recuperato con la mano tremante una caramella dal vano accanto al cambio, e l'ho infilata in bocca sperando in un sollievo. Era una di quelle balsamiche, con il ripieno liquido all'eucalipto che avevo liberato subito masticando freneticamente. Com'era successo con il caff, l'afflusso di quel sapore forte ha spinto indietro il boccone ri-

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belle. Sono ripartito, deciso ad arrivare al lavoro in tempo per la riunione. L'effetto dell'eucalipto si esaurito nel giro di un quarto d'ora, quando ho cominciato a sentire di nuovo qualcosa risalire per la gola. Senza esitare, ho ingerito un'altra di quelle caramelle, garantendomi quindici minuti ulteriori di sollievo. Prima di entrare in ufficio, mi sono fermato al bar per comprare sei pacchetti di balsamiche. Quella mattina ho ingerito pi di trenta caramelle e almeno otto caff bollenti. Riuscivo ogni volta a rallentare la nausea, ma l'effetto sembrava durare meno ogni volta. L'ultima caramella del quarto pacchetto ha respinto il qualcosa giusto il tempo che ci ho messo per ingoiarla. Il capoarea stava illustrando a me e ai miei colleghi la strategia che avremmo dovuto applicare ai nuovi clienti nel prossimo mese. ...quando poi avrete introdotto il prodotto di fascia due, potrete iniziare a proporre gli applicativi accessori, come... tutto bene? Ci ho messo un po' a capire che quella domanda era rivolta a me. Perch? Sei... pallido. Stai bene?

In effetti ero impegnato a reprimere con tutte le mie forze il corpo estraneo che stava ancora cercando l'uscita del mio esofago, ma non mi ero reso conto che la battaglia in corso fosse cos evidente. Stavo per fornire una giustificazione plausibile, ma non appena ho aperto la bocca ho sentito il qualcosa accelerare la sua arrampicata, facendo percepire distintamente le sue zampe che facevano presa nelle pareti della mia gola, per poi spingere sulle tonsille da dietro, come un ariete che cercasse di abbattere una palizzata. Invece delle parole, dalla bocca mi uscito un suono strozzato, seguito da un fiotto di vomito scuro, composto da caff e tanti piccoli cristalli di caramelle sbriciolate. La vista e l'odore acre di quel rigurgito ha suscitato lo sdegno dei miei colleghi, che si sono alzati dal tavolo con esclamazioni di disgusto. Vai a casa! mi hanno esortato tutti. Sto bene ho risposto, ma la voce raschaita e i residui di vomito che ancora pendevano dalle labbra bastavano a far capire che stavo mentendo. stato solo... qualcosa che ho mangLa sostanza che ha interrotto le mie parole non era pi marrone, ma di un preoccupante colore rosato che ironicamente si abbinava

alla perfezione con la mia giacca. In qualche modo sono riuscito a tornare a casa. Quello che mi portavo in gola, e che stava cercando di uscire, sembrava adesso essersi calmato. Stabilitosi appena dietro il mio palato, forse aspettava l'occasione giusta per trovare la libert. Terrorizzato, ho tenuto la bocca serrata, i denti tanto stretti da sentire dolore alle gengive, finch non mi sono trovato in bagno. Ho acceso tutte le luci e preso la torcia che uso per andare a riattivare il contatore gi in cantina, quando salta la corrente. Mi sono liberato della giacca, lasciandola cadere a terra, e sono rimasto con la camicia arancione a fissarmi allo specchio. Ho cercato di regolare il respiro, inspirando ed espirando profondamente dal naso. Poi, con cautela, ho aperto la bocca. Un centimetro per volta, ho spalancato il pi possibile la mandibola, mantenendo lo sguardo sullo specchio in modo da scorgere l'interno. passato un minuto prima che iniziassi a vedere qualcosa, ma gi prima ho iniziato a sentirlo. La cosa ha mosso dei passi timidi, facendo presa sul palato, sulle guance, sulla

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lingua. Piano, molto piano, si mossa oltre i denti, affacciandosi fuori dalle labbra. Ho cercato di sopprimere il ribrezzo, mentre osservavo quella creatura che si era sviluppata dentro di me. Sembrava un gambero, ma non aveva lo stesso aspetto segmentato. Nessun guscio, ma un corpo affusolato che terminava in una testa ovale, se quella era effettivamente la sua testa. Non c'erano occhi o altri organi di senso sulla cima del corpo. La cosa pi orribile era il colore: un bianco sporco, morto, il colore di una pianta cresciuta al buio, o di un pesce seccato dal sole. Poi la creatura ha esteso due filamenti che potevano essere antenne o appendici prensili, che dai lati del suo corpo si sono allungati per quasi dieci centimetri fuori dalla mia bocca, ondeggiando alla ricerca di qualcosa. Quasi affascinato da quella vista, ho preso la torcia e l'ho puntata sull'essere, per cercare di capire meglio la sua anatomia. Immediatamente, quello ha ritratto le due appendici ed tornato indietro, tanto in fretta che ho avvertito calore per l'attrito che il suo corpo ha provocato all'interno della mia bocca. Nel tentativo di fermarlo,

ho chiuso di scatto i denti, in una morsa che riuscita a catturare soltanto la punta della mia lingua, procurandomi un taglio profondo che ha iniziato subito a sanguinare copiosamente. Mi sono piegato sul lavandino per sputare e sciacquarmi la bocca, facendo scendere nel tubo di scarico sangue e lacrime. Non so quanto tempo ho passato immobile in bagno, appoggiato sul bordo del lavandino come sulla statua di un santo, in cerca di conforto o rivelazioni. Ma poi mi sono sollevato, deciso a combattere la mia battaglia fino in fondo. Senza nemmeno cambiarmi, sono uscito. Era quasi buio, e l'idea che a breve sarei stato nascosto dall'oscurit mi faceva sentire pi sicuro, come se fossi io stesso il mostro che non volevo venisse scoperto. Il mio ospite invece sembrava tranquillo, forse ancora spaventato dall'esperienza di poco prima. Non riuscivo a capire dove fosse, doveva essere tornato nell'ambiente oscuro e umido dello stomaco, dove probabilmente era nato. Nel giro di mezz'ora avevo comprato tutta l'attrezzatura necessaria, recuperata tra mesticherie e sexy-shop. Quando sono rientrato, i

lampioni della strada stavano iniziando ad accendersi in sequenza. Di nuovo in bagno, mi sono spogliato. Ho acceso solo la luce della specchiera, e posizianto tutti gli acquisti a portata di mano. Ho aperto la bocca, e atteso. La creatura deve aver avvertito la corrente d'aria, che le ha fatto capire che una via d'uscita si era aperta di nuovo. L'ho sentita risalire come ormai ero abituato, un passo per volta. Un conato accompagnava ogni suo passo mentre strisciava verso l'alto, ma con la massima concentrazione riuscivo a sopprimerli. Non volevo spaventarla di nuovo. Ho preso il divaricatore comprato al sexy-shop, l'unico posto in cui ero sicuro di poter trovare un oggetto del genere, e l'ho posizionato in modo da mantenere la bocca spalancata al massimo, i denti e le labbra coperti dalla gomma rigida. Solo la lingua rimaneva libera, ma presto l'ospite ha raggiunto la parte iniziale del mio apparato digerente, intenzionato ancora a cercare una strada verso l'esterno. Il gambero si sporto oltre il bordo del divaricatore, pi avanti di quanto aveva fatto in precedenza. Ha estratto quattro filamenti fluttuanti, uno dei quali si infilato nella mia narice destra, solle-

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ticandomi la peluria. Non sapevo quanto sarebbe rimasto fuori. Ho agito subito. Afferate le pinze piatte, ho catturato velocemente la testa della creatura, stringendo forte per non perdere la presa. Nel pi completo silenzio, l'essere ha iniziato a manifestare il panico, agitando ovunque le appendici esterne e cercando di arretrare con le sue zampe all'interno delle mie guance, che sentivo punzecchiate in continuazione. I conati hanno cominciato a farsi pi intensi, quasi insopportabili, e ho cominciato a tossire. Ma senza lasciar andare il mostro. Con gli occhi bene aperti, ho cominciato a tirare. Il dolore stato immediato, e intenso. Era come se mi stessi praticando una ceretta all'interno dell'esofago, strappando contemporaneamente centinaia di strisce adesive. Tossendo, sbavando, piangendo, ho tirato ancora. Il corpo della creatura continaua ad emergere, nonostante la resistenza che essa opponeva, rivelando una superficie bitorzoluta e ricoperta di numerose piccole ventose. Il corpo sporgeva tanto che riuscivo a osservarlo direttamente al di sotto del mio naso, quando ho deciso di attaccare.

Preso il punteruolo con la mano libera, ho inferto un colpo laterale alla bestia, trapassandola da parte a parte. Un liquido nero spruzzato fuori quando la punta emersa dall'altro lato. E io ho sentito dolore. Un dolore lancinante, devastante, migliaia di aghi che mi trapassavano le carni lungo tutta la gola, impedendomi di resprirare. Era troppo Sono caduto a terra. Prima di perdere i sensi, ho visto l'essere che sporgeva dalla mia bocca, sul pavimento, impossibilitato a tornare al sicuro per il punteruolo ancora infilzato nel corpo, che zampettava con una decina di appendici in cerca di rifugio. Mi sono svegliato in camera da letto. Non ricordo di aver camminato fin qui. C' una scia di sangue, saliva e liquido nerastro che segna un percorso che dal bagno porta a dove sono adesso. La mia guancia sporca dello stesso miscuglio di sostanze, come se fossi stato trascinato, centimetro per centimetro, con la creatura che sporgendo dalla mia bocca tirava tutto il mio corpo dietro di s. Il punteruolo ai piedi del lavandino, il divaricatore era ancora nella mia bocca e quando l'ho rimosso ho senti-

to formicolare la mandibola e le labbra, intorpidite per la lunga immobilit. Continuo a sputare sangue, che sembra provenire dallo stomaco, dall'esofago, dal palato, dalla lingua. Non riesco a parlare. Quello che l'ospite mi ha fatto, o che mi sono fatto da solo, deve avermi danneggiato qualche muscolo importante della trachea o della lingua. So solo che non riesco a emettere altro che suoni disarticolati, come una scimmia incazzata. Per questo ho dovuto scrivere questo resoconto, per spiegare cosa successo a chi vorr saperlo, quando mi troveranno o io andr in cerca d'aiuto. Non so dove sia la creatura. Non la sento pi dentro di me, ma potrebbe essere tornata al sicuro, cullata dai succhi gastrici. O potrebbe essere uscita. Ho chiuso tutte le porte e le finestre. Ho spento tutte le luci. Se quel mostro in questa casa, lo trover. E lo uccider. In una mano tengo la torcia, nell'altra la pinza. Ho intenzione di schiacciarla a piedi nudi. Sentir il suo corpo molliccio spiaccicarsi sotto il mio peso, e godr, oh se godr. La caccia inizier appena mi sar passato questo attacco di singhiozzo.

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S ka n
Una lettera anonima

M i r k o Gi a c c h e t t i

Guest Star

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S ka n
E vissero tutti felici e morti

Poscritti di futuro ordinario

Lu i g i Bo n a r o

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S ka n
Il gioco
La stanza ottagonale ha tre pareti prive di mobili, solo ampi cuscini damascati e lunghi tendaggi rosso fuoco che drappeggiano dal soffitto. sempre stata cos. Da che ho memoria, da che esisto. La mia bellissima sorella mi invita a entrare con un gesto gentile delle sue mani bianche. Sorride, adagiata sui cuscini in fondo, le gambe incrociate si intravedono sotto la veste candida. La raggiungo, attraversando l'anticamera in penombra. Sfioro una delle mensole facendo scorrere le dita sul legno caldo. Le rifiniture in oro di una roulette brillano alla fioca luce delle candele e rapiscono la mia attenzione per qualche istante. Una vasta collezione di carte nella mensola successiva, francesi, piacentine, napoletane. Dal mazzo aperto dei tarocchi il Bagatto sembra scrutarmi, beffardo. Tocco tre dadi in avorio, i miei polpastrelli indugiano nei solchi delle facce superiori. Sei, quattro, uno. Quanti destini avete scelto? Di quante vite deciso? Li soppeso tra le dita, li la-

... e alla fine arriva Polly

Po l l y R u s s e l l
morano, piangono. Le vedo sollevare i corpi dei compagni caduti, gridare e disperarsi. Si rialzano per, forti come solo le madri sanno essere, crescono i loro figli da sole, lavorano, lottano, sudano, amano. Le vedo sorridere infine, gonfie d'amore. Muovo il cavallo e il terreno trema sotto i miei piedi nudi. Gli zoccoli di antiche cavallerie sollevano nubi di polvere nei terreni sabbiosi, rovesciano intere zolle tra i prati ancora incontaminati, mentre l'eco dei loro nitriti si perde nell'aria e nel tempo. Galoppano ciechi, guidati dal furore dei loro cavalieri e della guerra. Dal mio. Chiudo gli occhi, solo un instante mentre il mondo muta ed evolve. Gli sbuffi dei cavalli scompaiono, soppiantati da quelli dei motori. Le gigantesche ruote di ferro affondano nel fango sotto al peso dei cannoni, loro fardello. Le camionette ruggiscono come bestie ferite ma continuano ad avanzare. I cingolati subito dopo: schiacciano, calpestano. La terra torchiata e sanguinante pare reggerne appena il peso,

scio rotolare nel palmo poi li stringo. La mia mano sembra vibrare, sono caldi, poi bollenti. Li ripongo sulla mensola e urto un pugno di rune, li guardo: sei, quattro, uno. Mia sorella ha gi preso posto, una scacchiera in pietra policroma le aleggia davanti, a pochi centimetri dal pavimento. Ha scelto il suo gioco, quello che preferisce e ha mosso. Mi sorride e il suo sorriso illumina tutta la stanza. Accomodati. Con un gesto elegante indica due cuscini damascati. D7 in D5. Dico tra i denti. Lo scacco ebano scivola sulla pietra, e un brivido mi drizza la schiena. Milioni di piedi si muovono all'unisono marciando come un sol uomo verso il fronte nemico, calpestando erba, terra, corpi. Il gracchiante rumore dei crani fracassati duetta con l'incedere ritmato degli stivali. Sono i miei uomini. E2 in E4. Sussurra lei. Un esercito di madri, mogli, figlie. Una fiumana di donne chiama, echeggiando nella mia testa. Cantano, comme-

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quando il tuono artificiale la squassa. Un colpo, un altro e un altro ancora. Finch null'altro si ode oltre l'ululato dei cannoni. Lei pare incerta, ti ho sorpresa sorella? Muove con dita tremanti e lo faccio anche io, ma con mano ferma. accerchiata, quasi in trappola. Non vuole sacrificare il pedone, ne sarebbe uscita agilmente se lo avesse fatto. "Ogni vita importante" dici sempre amata sorella, non per me. Getto un pedone in pasto al suo cavallo e porto avanti la mia offensiva. Accompagno il mio alfiere fin vicino al suo Re, e sento la fanteria montare alle mie spalle. L'odore del sangue mi punge le narici, metallico e forte mi inebria. Sono io la pi forte, sono io stavolta. Le spade stridono sugli scudi il clangore del metallo l'odore delle fucine, le lame affondano nelle carni, le straziano, le mortificano. In un orgia di fuoco, metallo e sangue, infilzano e strappano. Gli eserciti si serrano e superano valanghe di corpi e detriti. Lei sfiora la torre. Muraglie alte cento braccia e lunghe oltre l'umana vista emergono dalla terra squassata. Si ergono fortezze e palazzi a difesa dei villaggi e dei terreni. E trabucchi, e

catapulte e torri d'avvistamento, contrastano la mia avanzata. Di nuovo il mondo muta ed evolve e i suoi scudi stellari si innalzano come paladini, a difesa di intere nazioni. Cupole trasparenti sorgono come funghi e proteggono intere citt. I miei pedoni hanno i volti del terrore, baffi neri e divise dello stesso colore, toghe bianche e capi cinti di lauro. Hanno il volto di una donna che fugge dal proprio Re, e quello di uno stratega pazzo. O lunghi capelli biondi, occhi grigi e giacca uguale. Lei mi sorride di nuovo e la frenesia pare acquietarsi, anche il mio spirito si rinfranca al solo guardarla. I suoi campioni hanno visi gentili, uno indossa un sari sul corpo magro, piccoli occhiali tondi, la pelle scura e un sorriso gentile. Un altro ha la pelle chiara e lunghi capelli castani, la sua voce melodica muove le masse e le sprona. Inneggia alla pace e alla fratellanza, e milioni di persone cantano e canteranno le sue parole. La sua ultima mossa atterra la mia torre e il suo pedone si trasfigura in donna dalla pelle rossa e dai lunghi capelli neri, acconciati in due grandi trecce. Cerca una patria e una dimensione. Cerca un perch e il suo popolo la segue. Hai messo in tavola le tue

carte migliori e non hai ancora vinto. Non mi hai battuta sorella, oggi il mio giorno. Si alza in piedi, giocherellando con gli scacchi che le ho mangiato tra le dita sottili. Prende due coppe dal tavolino alla sua sinistra e le riempie di vino. Con grazia me ne porge una. Lascio che il nettare mi lambisca la lingua e giochi con il mio palato. Lo lascio gozzovigliare con le mie papille, mentre il bouquet fruttato mi invade. Per qualche attimo il mio corpo algido si scalda, ma solo un'illusione. Socchiudo gli occhi deglutendo, poi afferro la mia regina. Gioca. Le ringhio. Quanta irruenza, quanto ardore, eppure hai gi perso. E non te ne sei nemmeno accorta. Scacco. Il suo alfiere blocca il mio Re, lo muovo in avanti senza spostare l'indice dalla sua corona lignea. La regina bianca pare schermirmi, solo due caselle pi avanti. Cori di bambini intonano canti antichi, mi entrano in testa, minano la mia concentrazione. Ridono, giocano, si rincorrono. Sposto la torre. La mano di lei saetta sull'unico pedone che non aveva mosso, ...matto. Sussurra. Non possibile! Scaravento la scacchiera a terra, i pezzi volano tutto

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intorno, infilandosi tra i cuscini, scivolano sotto i mobili, rotolando sul pavimento lucido. Lei si alza e si avvicina, bellissima sorella. Mi sfiora il volto e la mia pelle sembra fiorire sotto il suo tocco. Voglio la rivincita! Urlo. Domani. No, adesso! Una mela rosso rubino troneggia sul tavolo grande. Mia sorella non mi risponde subito. Si sposta verso il centro della stanza, la prende e la addenta. Posso quasi percepirne il sapore, il succo denso appena aspro che le invade la bocca, scivolando in due gocce dalle sue labbra. Spalanca quegli incredibili occhi blu e il mare in tempesta si calma tra le pagliuzze dorate del suo iride. I vulcani che avevo evocato con la mia ira, borbottano appena ora, e il suo sorriso fa sorgere il sole. Facciamo uno strappo alla regola, dunque? tranquilla, calma come sempre, mentre il mio cuore sembra voler scoppiare, ti prego... riesco a dirle senza che la mia voce tremi di rabbia. Sposta il braccio destro con eleganza, quasi fosse parte di una coreografia prestabilita e mi indica le mensole all'ingresso. Scegli tu il gioco, stavolta.

Stringo i pugni. Sento ancora il calore e la potenza dei dadi che avevo toccato. Le mani quasi mi bruciano al solo ricordo. Questi. Sentenzio. Li accarezzo e li sento vibrare, hanno pi potere di quanto ricordassi, o sono io a essere pi forte, oggi? Li scuoto con entrambe le mani e la terra sussulta. Magma primordiale gorgoglia tra le mie dita, incandescente erutta e spacca le zolle, le increspa. Lancio in primo dado. Rotola sul tavolino tondo con il fragore della valanga, uomini, case, rifugi, chilometri di aghifoglie strappati dalla sua potenza. Quattro. Mia sorella lo raccoglie mentre le nubi si diradano. Lo scuote appena, col palmo aperto e il sole sembra sorgere tra le sue dita. Lo lascia rotolare nella mano e ne accompagna la caduta, mentre uomini vestiti di rosso ne soccorrono altri. Cade e milioni di germogli stuprano la neve, infilzandone dal basso il candido manto. Un lieve tepore mi avvolge sciogliendo i ghiacci, e io so che lei che lo emana. Cinque. Il mio secondo dado ha la potenza dell'uragano. Vortica nei miei pugni chiusi, sradica alberi, case e sogni. Li scuote e li sconquassa, catapultando-

li lontano. Due. Non ha quasi bisogno di tirare. Lo solleva tra due dita e gi il vento cessa. Come se la mia disfatta fosse gi scontata. Stringe le labbra rosse a cuore e ci soffia sopra, una lieve brezza si solleva, trasportando semi e pollini. Gonfiando le vele dei mercantili e delle flotte. Indirizzando il volo dei migratori e degli aerostati. Portando gli uomini verso nuove terre e nuove vite. Lancia e io chiudo gli occhi. Non mi serve vedere il risultato, la calma che aleggia me lo indica. Quattro. Ho un ultima possibilit, solo una e sorella mia, Vita mia, stavolta sar io a godere, io a vincere. Accarezzo l'ultimo dado, gelato, come le profondit abissali. Lo lancio senza scuoterlo e il mare si ingrossa. Le onde seguono il suo movimento e per ogni giro. La prima onda si infrange sulla costa, spazzando via ogni cosa. La seconda delirio allo stato puro, squassa e contorce, nel suo abbraccio gelato, tutto quello che si trova davanti. Il dado ha smesso di rotolare e si ferma in bilico tra due facce mentre il vento gonfia un onda di proporzioni mai viste.

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Cinque. Lo Tzunami si infrange sulle coste travolgendo ogni cosa, impietoso. Un intera isola muore, sommersa per sempre dai suoi fluttui. Questa volta ti ho in pugno, amata sorella. Non mi risponde, si prende del tempo. Giocherella con il dato tra le mani diafane, lo passa da l'una all'altra, lo osserva, ne saggia il potere. Hai paura, mia amata? Per la prima volta la vedo tremare. I suoi occhi cristallini non possono celarne i sentimenti. E io gi esulto. Con entrambe le mani lancia il dado, gli occhi rivolti al cielo e le braccia in aria, quasi ad accompagnarne la corsa. Il mare riprende il suo ritmo lento, le onde cadenzate e miti si susseguono sulle spiagge atterrite. Gli uomini si rialzano, goffi e doloranti ma decisi. La voglia di vivere che mia sorella sprigiona si disperde nell'aria sferzata da ci che rimane dei miei venti. Inebria gli uomini e li sprona. Il dado non ha smesso di rotolare e loro gi ricostruiscono, si abbracciano, si sostengono. I germogli spuntano dagli acquitrini salmastri e fioriscono le speranze. Dell'isola sommersa si inneggia al ricordo, sui suoi abitanti si favolegger per millenni. Della loro cultura si cercheranno tracce in ogni po-

polo, e in ogni luogo. Sei. Vorrei gridare, vorrei giocare ancora e ancora! Ma so che non me lo permetterebbe. Ho perduto la mia occasione, anche oggi. Come ogni giorno, da che il mondo esiste. Mi alzo di scatto intenzionata a distruggere quei dadi bugiardi. Avevo creduto nel loro potere, nel mio. Avevo assaporato la vittoria, e la fine, mai mi era parsa tanto vicina. Lei si avvicina, i suoi piedi nudi paiono non poggiare sul pavimento, tanto leggiadra. Mi prende il viso tra le mani e il mio furore smonta. La sua pelle scalda la mia. Vedo il sole squarciare le nubi e irradiare le messi. Bambini che nascono, crescono, giocano e il loro vociare mi sorprende, come se lo sentissi per la prima volta. Come se lo capissi per la prima volta. Le sorrido anche io, poi il gelo e la morte reclamano un padrone, e io torno quella che ero. Non puoi vincere per sempre, lo sai vero? Per posso provarci. Sussurra, e la sua voce un coro. Mi volto e guadagno la porta, lei rimasta ferma, bellissima Vita. La sua voce cristallina mi raggiunge quando sto per uscire, ci vediamo domani, Moira. Come sempre. Le rispondo.

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OLTRE LO skannatoiO Scelta vitale


arianna.biavati@alice.it

S ka n
Le TRE LUNE 8

NASF

Il sordo brontolio delle fusa riempie lo studio. dolce, e gli occhi mi si chiudono senza che nemmeno me ne renda conto. Ho sonno, troppo. Mi riscuoto appena in tempo, prima di addormentarmi sulla sedia. Mi verso unaltra tazza di caff. Guardo il gatto acciambellato nella cesta e per un attimo lo invidio. Lui pu dormire. Deve dormire, ha detto il veterinario. Si rimetter. Antibiotico e riposo. Sono passati solo pochi giorni, ma non sembra gi pi il gatto fradicio e sfinito che ho raccolto. Almeno questo funziona. Perch tutto il resto assolutamente non va. Le prove di laboratorio falliscono una dopo laltra. Ho riguardato le formule mille volte. No, non trovo soluzione. Non c soluzione. ora di

disperare? Lo vorrei. Sono *** stanco. La frenesia che mi ha so*** stenuto per giorni sta lasciando il posto alla dispeMi sento pi che mai sve- razione. Sono di nuovo in glio e attivo. I pezzi vanno un vicolo cieco. al posto giusto da soli. Nel Ci sei quasi. Continua. silenzio della notte, il La voce solo nella mia temormorio delle fusa in sta. Non c nessuno nello sottofondo ipnotico, quasi studio. C solo il gatto, e il mi conciliasse i pensieri, gatto mi fissa. quasi li guidasse verso le Probabilmente sto soluzioni che non vedevo. impazzendo. Da settimane Il gatto sta meglio. una ormai dormo una manciata bestia sonnolenta e pacifi- di ore al giorno e mangio ca. A volte mi guarda, come quando mi ricordo. solo i felini sanno fare, ma Pu darsi che senta le voci, appena mi chiedo cosa pu darsi che stia pensi, lui distoglie lo impazzendo, ma la pazzia sguardo e inizia a leccarsi. funziona. Forse il mio Io lo guardo e ricordo cervello ha solo trovato un laltro gatto, disperso in un modo per mostrarmi quello giorno di pioggia e in un che io non vedo. Perch di dolore ormai antico. Vorrei nuovo ho trovato la strada. che qualcuno lo avesse I test di laboratorio ora raccolto. funzionano. Uno dopo laltro, verso la soluzione.

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No, non sono pazzo. Credo, almeno. Non posso esserne certo: solo io sento la voce. Allinizio quasi un sussurro, poi, di fronte al mio smarrimento, sempre pi decisa. Prima una vaga percezione di incitamento, poi parole, chiare nella mia mente. E suggerimenti. Formule. Ho avuto paura e mi sono fermato. Il gatto mi fissa e la voce racconta. Di un futuro devastato e di viaggi nel tempo. Dallorlo della distruzione, qualcuno doveva tornare. Un gatto?

*** Gli ultimi mesi sono stati entusiasmanti. Il vaccino ha dato risultati spettacolari fin dalle prime sperimentazioni. Ormai stato utilizzato su gran parte della popolazione mondiale. Una sottile inquietudine per non mi lascia, da alcuni giorni. Anche dopo il suo utilizzo esteso, ho continuato a studiare il vaccino. Per curiosit, per il piacere della ricerca. Cos ho scoperto il sottoprogramma, al suo interno. Occultato. Forse mi sbaglio. Spero ancora di sbagliarmi. Se fosse vero, avrei condannato lumanit allestinzione nel giro di pochi mesi. No, non pochi mesi, mormora la voce che solo io sento. Ci vorr un po di

Il futuro diverso, la vita mutata. In tanti modi. troppo lungo da spiegare, e ora non importa. Perch la vita continuasse, qualcuno doveva tornare. Nel punto giusto, al momento giusto, dalla persona adatta. Ti abbiamo cercato, abbiamo studiato la tua storia: mi avresti raccolto, avrei potuto starti vicino, abbastanza per fare quello che necessario.

Oltre le parole, sento lurgenza. Il mio lavoro urgente. Vitale. Questa influenza, che si sta propagando lenta ma inesorabile in tutto il mondo, e questo vaccino, a cui ormai da mesi lavoriamo io e gli altri scienziati, sono un nodo Il gatto mi fissa. Un po tridella storia. ste, forse. Tutto pu cambiare.

pi. Qualche anno, almeno. Ma sar globale. Sar definitiva. Il tuo futuro, che ora cambiato, stato il mio passato, un passato di sterminio. Nel mio presente, luomo ha portato la vita sullorlo dellannientamento. Abbiamo dovuto scegliere: la morte di una sola specie, perch tutte le altre potessero sopravvivere.

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S ka n

Nella pancia del Drago

http://www.sulromanzo.it/redazione/andrea-atzori

padrone di casa del genere fantastico. Questa puntata nasce, per, da una considerazione particolare: sino a tempi non sospetti, quando si parlava di vampiri non si faceva riferimento alla grande famiglia della letteratura fantasy. I vampiri, come i lupi mannari, sono divenuti narrazione sotto unaltra etichetta letteraria ben rintracciabile nella Storia: il Gotico. Non che questo faciliti linvestigazione sui natali. Non ci sarebbe, infatti, genere pi complesso da definire prendendo atto anche solo dei contesti di utilizzo dellaggettivo gotico: si parla di un poL'invasione dei vampiri polo barbarico, del suo linguaggio; di uno stile architettonico medievale e delle sue rivisitazioni La storia di quando i trend di mercato scompiglia- moderne; di una corrente letteraria di fine Setteno i generi letterari e riformano il gusto del lettore. cento - inizi dellOttocento (inglese); di un font Ebbene s, sono pallidi, tecnicamente morti, temo- calligrafico; della contemporanea urban-tribe di no la luce del sole, le decapitazioni e i paletti nel individui vestiti di nero e legati a un certo genere di cuore: e sono ovunque. musica metal ed elettronica. Questa polivalenza dalla stessa etimologia della parola goAncora una volta questa rubrica si ritrova per ne- incarnata th, dal proto-germanico che nulla ha a cessit a barcamenarsi nel cercare di tracciare i li- che vedere con oscurit e geutan orrore, ma che signifimiti del genere fantastico nelle sue tante correnti e ca strabordare, scorrere proprio le omoninei suoi sottogeneri. Si tratta, per, di limiti labili, me popolazioni germaniche che nelcome III-IV secolo talvolta forzosi, ed sempre bene tenere a mente d.C. si affacciarono allImpero Romano per lintrinseca fallibilit delloperazione, se non forse versarsi in Europa e sconvolgerne confini edrila sua totale inutilit, come quella della critica lette- libri linguistici e politici (A. Roberts, Gothic equiand raria in toto. Ehm chiss, sono crucci senza Horror Fiction ). tempo che giusto un non-morto potrebbe permettersi. Questa duttilit dellaggettivo gotico sembreaver permeato anche il discorso letterario. E a questi dedichiamo la decima puntata, come ai rebbe Uno dei primi romanzi a essere classificati come lupi mannari, ai fantasmi e a tutte le pi oscure gotico The Castle ofOtranto (1764) di H. creature soprannaturali che dal folklore sono Questo romanzo breve non aveva nulla a entrate nel fiume della letteratura sino a diventare Walpole. che fare con i canoni dellorrido e sovrannaturale

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che sarebbero divenuti successivi pilastri del genere. Come per lo stile architettonico e gli eventi politici, era gotico nel senso di rottura del classico, delle sue forme composte, delle armonie. Era un romanzo slegato, sincopato, incoerente, brutto potrebbe scapparci. Ogni cosa che rompe lascia inevitabilmente della crepe, dello spazio per infiltrazioni. Sono queste che portarono il gotico a delinearsi come breccia sovrannaturale nella pacata prosa vittoriana del primo Ottocento inglese. Come i Goti per lImpero Romano, in letteratura le istanze del Romanticismo utilizzarono il sovrannaturale per scardinare il Realismo. in questo periodo che vengono alla luce i capolavori capisaldi del genere: Frankenstein di Mary Shelley (1818); The V ampyre di Polidori (1819); Wagner the Wehr-Wolf di W.M. Reynolds (1847) e il celeberrimo Dracula di Bram Stoker (1897). Non si trattava di semplici brecce fantastiche. Vampiri e Lupi Mannari ben prima di divenire creature del fantasy incarnavano una natura terrificante ben delineata nelle origini dellaggettivo gotico: erano mutanti, doppiafaccia; creature dal volto e dai comportamenti umani in una parte della loro natura, che conviveva, per, con unaltra, opposta, inconciliabile e bestiale, che ne rappresentava la nemesi, esattamente come in un altro capolavoro del tempo, Strange case of Dr. Jekyll and Mr. Hyde di Stevenson (1886). Come si visto nelle precedenti puntate, i precursori del genere fantasy propriamente detto non si affacciarono se non agli inizi del Novecento con Lord Dunsany, e il genere non acquist dignit propria se non con i classici di Tolkien, Lewis e Howard. Il fantasy delle origini era un High-fantasy, mitopoietico, eroico, classico, se vogliamo, che nulla aveva a che fare con le istanze del Gotico. E cos i generi procedettero, paralleli, con finestre luno sullaltro, ma ben separati. I vampiri appartenevano al Gotico, gli elfi al fantasy (per cos dire), e i lettori sarebbero stati i primi a difendere questa necessaria separazione di estetiche diametralmente opposte. Lo stesso celebre gioco di ruolo nato dalla passione per lHigh-fanta-

sy, Dungeons & Dragons (1974), non faceva comparire le creature proprie del Gotico se non in un manuale-ambientazione prudentemente a parte, Ravenloft (1990). Come hanno fatto, dunque, i non-morti succhia sangue a conquistare il fantasy? Il redattore e non solo individua la causa della compenetrazione di generi nella multimedialit, una delle grandi spinte al genere fantastico contemporaneo. Lo spartiacque sembra essere stata davvero una serie Tv: Buffy, the V ampire Slayer, andata in onda dal 1997 al 2003 (serie che il redattore non ha mai sopportato). I vampiri di Buffy perdevano la loro dignit di maschere oscure della natura umana e divenivano mostri da abbattere. Il passo successivo non poteva che essere speculare: il vampiro umanizzato nel proprio dramma di essere vampiro. Con Twilight, saga bestseller di Stephenie Meyer pubblicata tra il 2005 e il 2008, il vampirismo entrava nelleditoria mainstream come una valanga e si mischiava definitivamente al fantasy e al romanzo adolescenziale. Qui non sono in discussione i meriti o demeriti letterari di Twilight, ci che curioso che ci che rappresentava un genere opposto e parallelo al fantasy il Gotico , tramite un fenomeno editoriale lo compenetrava e incarnando la maledizione delletimologia germanica della parola stessa sgusciava via di nuovo creando per s unansa come autonomo sotto-genere del fantasy: il Dark Fantasy e il Paranormal Romance. Al redattore sembra che si sia usciti dalla porta soltanto per rientrare dalla finestra. Si potrebbe speculare a lungo a riguardo, ma per me i vampiri rimarranno sempre parte delluniverso mutevole e oscuro del Gotico, in attesa di ghermire il lettore e di essere massacrati dai lupi mannari (ah! una lunga guerra, vinceremo noi).
Nella prossima puntata: Passami il dado da venti!
Fantasy e giochi di ruolo: un connubio segreto e nascosto vergognosamente. Misteriose sedute sataniche, passatempo da nerd sociopatici, o forse il pi brillante laboratorio narrativo fai-da-te per quanto riguarda character design e setting architecture?

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S ka n

I Libri da rileggere I l P oz z o d e i M on d i
di Henry Kuttner

Clifford Sawyer sta effettuando unindagine in una miniera di uranio dove ha a che fare con i proprietari: Klai Ford, una strana ragazza che tempo prima era stata trovata in quella stessa miniera del tutto priva di memoria, e William Alper, un uomo assetato di potere. Strane storie di fantasmi vengono raccontate sulla miniera ma Sawyer non vi crede, almeno non finch cominciano ad accadere cose davvero strane. Alper segretamente in combutta con una creatura dagli enormi poteri proveniente da un altro universo ma lui, Clifford e Klai vi vengono portati attraverso un passaggio tramite una misteriosa apparecchiatura. In questo strano mondo, completamente diverso dalla Terra, vengono coinvolti in uno scontro di potere che potrebbe costare a tutti loro la vita. Il pozzo dei mondi Henry Kuttner collabor moltissimo con la di Henry Kuttner moglie C.L. Moore, tanto che probabilmente tutte le storie accreditate solo ad uno dei due dopo il loro matrimonio vennero in realt scritte almeno in parte anche dallaltro. Purtroppo Kuttner mor a 42 anni a causa di un attacco cardiaco Il romanzo Il pozzo dei mondi (The soli negli ultimi anni scrisse solo qualche Well of the Worlds) di Henry Kuttner e storia fantascienza per dedicarsi a rostato pubblicato per la prima volta nel manzi di mainstream. pozzo dei mondi 1952 sulla rivista Startling Stories e lultimo romanzo diIl fantascienza scritto da nel 1953 come libro. In Italia stato pubblicato da Mondadori nel n. 1161 di Kuttner. Urania e nel 132 di Urania Collezio- In questa sorta di regalo daddio ai fan di ne nella traduzione di Sergio Perrone. fantascienza, Henry Kuttner inserisce un

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po di tutto, dagli universi paralleli ad alieni con poteri quasi divini con in mezzo apparecchiature talmente avanzate da essere quasi magiche. I toni della storia sono per certi versi fantasy per la presenza di questo auto-proclamati dei che tengono in schiavit la popolazione di un altro universo. Negli anni 50, i generi non avevano ancora subito levoluzione che port ad una separazione tra fantascienza e fantasy con successivi nuovi rimescolamenti. La fantascienza era molto avventurosa e utilizzava spesso elementi che oggi consideriamo tipici del fantasy assieme ad altri che allora sembravano di fantascienza hard. Ne Il pozzo dei mondi, Henry Kuttner usa metafore ispirate in particolare agli atomi con varie derivazioni come le metafore elettroniche. Quando il romanzo venne scritto si era agli inizi dellera atomica perci parlare di isotopi e particelle varie probabilmente dava lidea di una fantascienza collegata allo stato dellarte della scienza. Quella volta probabilmente era come se oggi la storia usasse il bosone di Higgs come metafora. Allinizio degli anni 50, le apparecchiature elettroniche erano tecnologia avanzata: i televisori si stavano ancora diffondendo perci parlare di ciclotroni faceva pensare a grandi progressi scientifici. Il ruolo centrale delluranio doveva suonare come qualcosa di meraviglioso e pericolosissimo allo stesso tempo. Oggi termini come isotopo e ciclotrone probabilmente sono considerati normali tra i fan di fantascienza perci da questo punto di vista Il pozzo dei mondi se-

condo me decisamente invecchiato. In unepoca in cui possiamo leggere su Internet i comunicati del CERN e vedere in streaming le loro conferenze stampa certe metafore hanno davvero perso il loro sense of wonder. Un altro problema de Il pozzo dei mondi nella trama, che dopo un inizio intrigante tende a diventare abbastanza prevedibile. La parte iniziale promette vari misteri ma quando la situazione diventa pi chiara il lettore pu anche cominciare a capire in che direzione stia andando la storia. Il romanzo ha di buono che la lunghezza negli standard degli anni 50 perci limitata e di conseguenza il ritmo elevato con tanta azione. I protagonisti sono tutto sommato ben sviluppati e alla fine probabilmente costituiscono lelemento migliore del romanzo. Il pozzo dei mondi non il migliore romanzo scritto da Henry Kuttner. Leggendolo oggi, a me parso discreto ma niente di pi. Pu piacere ai fan della fantascienza degli anni 40 / 50 e ai fan dellautore.

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I Libri da Rileggere
Il mestiere dell'avvoltoio di Robert A. Heinlein

trice la Tribuna allinterno dei nn. 54 e 226 di Galassia nella traduzione di Luigi Cozzi e da Mondadori allinterno del n. 35 de I Massimi della Fantascienza nella traduzione di Luigi Cozzi e allinterno dei nn. 1474 (qui assieme a Waldo) e 1603 di Urania nella traduzione di Vittorio Curtoni. Jonathan Hoag non ha alcuna memoria di ci che fa durante il giorno. Si trovato sotto le unghie resti di una sostanza che potrebbe essere sangue rappreso ma quando ha chiesto ad un medico di verificarlo stato invitato ad andarsene e non farsi pi vedere. La sua ultima speranza di rivolgersi a Ted e Cynthia Randall, una coppia di investigatori privati, affinch lo seguano per scoprire cosa gli succede nelle ore di cui non ha memoria. Dopo uniniziale confusione sul problema Il mestiere dell'avvoltoio del loro nuovo cliente, Ted e Cynthia di Robert A. Heinlein accettano il lavoro. I due lo seguono separatamente ma quando si incontrano per fare il punto della situazione scoprono con sgomento di aver visto cose ben diverse e inconciliabili perch Cynthia ha visto Ted Il romanzo Il mestiere dellavvoltoio parlare con Hoag ma lui non ricorda nulla del genere. Continuano a indagare e non (The Unpleasant Profession of Jonathan Hoag) di Robert A. Heinlein solo cose sempre pi strane succedono ma stato pubblicato per la prima volta nel anche pericolose per loro. 1942 nella rivista Unknown Worlds Robert A. Heinlein stato un grandissimo con lo pseudonimo John Riverside. In maestro nel campo della fantascienza ma Italia stato pubblicato dalla Casa Edi- occasionalmente ha scritto storie che esu-

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lano da questo genere. Il mestiere dellavvoltoio comincia come un giallo / thriller, con Jonathan Hoag che si rivolge agli investigatori Ted e Cynthia Randall per scoprire cosa fa durante il giorno. Nella parte iniziale, questo pu sembrare un thriller psicologico. Jonathan Hoag sta affrontando una situazione davvero difficile perch non ricorda nulla di quello che fa durante il giorno e trovando una sostanza che potrebbe essere sangue rappreso sotto le sue unghie gli viene un terribile sospetto. Quando il medico a cui si rivolge per le analisi del caso praticamente lo caccia via senza fornirgli alcuna informazione utile ridotto alla disperazione. Jonathan Hoag si rivolge a Ted e Cynthia Randall, marito e moglie che gestiscono la loro agenzia di investigazione. Robert A. Heinlein utilizza gli elementi tipici delle sue storie piuttosto che ispirarsi ai gialli perci Cynthia una donna intelligente e tosta com normale nelle storie di questautore, non certo la segretaria del marito comera comune nelle storie degli anni 40. Dopo questinizio per la storia diventa sempre pi strana uscendo decisamente dai binari del giallo e del thriller psicologico. Oggi la definiremmo fantasy e non a caso allepoca venne pubblicata sul Unknown Worlds, che da alcuni viene considerata la rivista che creato il fantasy moderno. Nel corso del romanzo, Ted e Cynthia Randall perdono sempre pi il contatto con la realt, o almeno con quella che conoscono loro, e si ritrovano invischiati in una vicenda molto pi grande di quanto potessero mai immaginare. Robert A. Heinlein molto bravo a descrivere il senso di straniamento ini-

ziale di Jonathan Hoag e quello successivo di Ted e Cynthia, che presto cominciano a trovarsi in pericolo. La tensione cresce sempre di pi ma per Ted e Cynthia davvero difficile comprendere quale sia lorigine del pericolo, cos al di fuori dellesperienza di un essere umano. In un romanzo che sembra il precursore di parecchi di quelli scritti nei decenni successivi da Philip K. Dick pi che di quelli di Heinlein, il lettore costretto a ridefinire il concetto di realt assieme ai protagonisti. Per Ted e Cynthia lesperienza decisamente traumatica e ha delle conseguenze anche dopo che hanno risolto il caso, se quella si pu chiamare risoluzione. I due scoprono ben pi di quanto volessero e ne devono sopportare le conseguenze. Lunico modo per sopportarlo rimanere aggrappato luno allaltra. Il mestiere dellavvoltoio un romanzo breve per gli standard moderni ma normale per quelli degli anni 40. Di conseguenza, lo sviluppo dei personaggi non particolarmente approfondito ma non un difetto grave perch Ted e Cynthia sono i protagonisti e Robert A. Heinlein ci fornisce parecchi dettagli sul loro rapporto. Il ritmo della narrazione ovviamente rapido, anche se questa non esattamente una storia dazione. Philip K. Dick era insuperabile nel far provare la sensazione di alterazione e/o frammentazione della realt, Robert A. Heinlein si concentra maggiormente sulla tensione della storia. Secondo me il risultato comunque buono e Il mestiere dellavvoltoio non pu mancare nella collezione di chi sia interessato a questautore.

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I libri da rileggere
Coyote di Allen Steele

Coyote una delle lune di un pianeta di tipo gigante gassoso nel sistema di 47 Ursae Majoris, a 46 anni luce dalla Terra ed in grado di ospitare la vita. Nel 2070, il regime della nazione costruita dopo la caduta degli USA decide di inviare su Coyote la URSS Alabama, unastronave in grado di effettuare viaggi interstellari trasportando un equipaggio in animazione sospesa. Il Capitano Robert E. Lee viene scelto come comandante dellAlabama anche grazie allinfluenza di suo suocero. Non solo Lee contrario al regime ma ha anche organizzato un complotto per impossessarsi della URSS Alabama e sostituire vari membri dellequipaggio con altri dissidenti. Nonostante un tentativo di fermare la fuga, lastronave parte con propositi di libert ma colonizzare Coyote sar Coyote tuttaltro che facile. di Allen Steele Nella seconda met degli anni 90 ci fu una rivoluzione nel campo dellastronomia quando venne annunciata la scoperta del primo esopianeti. Oggi siamo talmente abituati a tali scoperte che solo gli appasIl romanzo Coyote (Coyote) di sionati se ne interessano ancora ma allora Allen Steele stato pubblicato per la del genere e altre imprese come la prima volta nel 2002 mettendo assieme scoperte missione del telescopio spaziale Hubble vari racconti pubblicati separatamente erano novit assolute. tra il 2001 e il 2002 in versioni a volte un po diverse. il primo romanzo della se- Recentemente, stata annunciata la possirie Coyote. In Italia stato pubblicato bile scoperta di unesoluna che orbita da Mondadori nel n. 1602 di Urania attorno ad un gigante gassoso. I dati devonella traduzione di Fabio Femin. no essere esaminati per verificare tale sco-

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perta: se confermata, sarebbe la prima esoluna scoperta. In quel caso, probabilmente quellesoluna sarebbe troppo piccola per avere unatmosfera perci non potrebbe ospitare vita ma inevitabilmente ho pensato a Coyote. Il romanzo Coyote mescola bene vari temi che vanno dallavventura spaziale di tipo molto classico a quelli della fantascienza sociologica e distopica. Di base c il viaggio interstellare dellastronave URSS Alabama per colonizzare Coyote ma di fondo c la descrizione di una nazione che emersa dopo il crollo degli USA e nel 2070 un regime autoritario. Il romanzo soffre un po per il fatto di essere il risultato dellunione di vari racconti. Esso racconta episodi diversi del viaggio della URSS Alabama da quando i membri del complotto ne prendono il controllo allarrivo su Coyote e le prime fasi della sua colonizzazione. Daltra parte, i vari racconti si completano a vicenda formando una storia pi grande. La seconda parte del romanzo quella col tono pi classico perch riprende il tema classico della colonizzazione di un altro pianeta e Coyote una luna talmente grande da essere considerata un pianeta. Qui si vedono anche ingenuit ed errori che in storie moderne dovrebbero essere assenti. Ad esempio, sembra che nellequipaggio non ci siano persone veramente esperte di allevamento e agricoltura perci vengono iniziati dopo valutazioni limitate. Probabilmente Allen Steele non voleva dilungarsi in lunghe descrizioni su questi

argomenti ma quella parte sembra piuttosto vaga e pianificata in maniera scarsa per una missione del genere. Un problema di coerenza rappresentato ad esempio dalle stagioni di Coyote. Prima viene affermato che lasse di Coyote non ha praticamente inclinazione ma successivamente ci sono riferimenti alle giornate che diventano pi corte tuttavia linclinazione dellasse che determina laccorciamento e lallungamento delle giornate. I vari episodi sono raccontati dal punto di vista di vari personaggi, per la maggior parte in terza persona ma occasionalmente in prima persona. Inevitabilmente, tra i tanti personaggi del romanzo solo alcuni protagonisti sono sviluppati, in particolare il Capitano Robert E. Lee e due ragazzi che fanno parte dellequipaggio: Wendy Gunther e Carlos Montero. Per le sue caratteristiche, Coyote un romanzo con alti e bassi. I racconti che lo formano sono molto diversi tra loro perci a persone diverse piaceranno, o non piaceranno, parti diverse del romanzo. Questo il primo di una serie di romanzi perci, nonostante la lunghezza, la storia non ha un vero finale. Pur con i suoi difetti, secondo me Coyote tutto sommato un buon romanzo. Se i temi trattati vi interessano e cercate una lettura non troppo impegnativa vi potrebbe piacere.

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IL libro da tradurre
Xenopath d i E r ic B r o wn

JeffVaughan e Sukara si sono sposati e stanno aspettando il loro primo figlio. La loro vita non facile perch la paga di Jeff non esattamente elevata ma assieme sono felici. I giorni di Jeff come telepate sembrano ormai appartenere al passato quando viene contattato dalla sua ex collega Lin Kapinski, che ha aperto unagenzia investigativa e gli propone un lavoro. La paga che gli offre molto elevata ma lui deve farsi inserire un nuovo impianto neurale per riacquistare le sue vecchie capacit telepatiche. Jeff non vorrebbe tornare ai vecchi tempi in cui era sempre depresso ma il nuovo impianto neurale pi avanzato del vecchio e la paga permetter una vita molto pi tranquilla alla sua famiglia. Xenopath Accetta lofferta ma il suo primo caso lo di Eric Brown porta a interessarsi agli affari di una grossa azienda con interessi su vari pianeti. Quando il caso viene ufficialmente chiuso, Jeff capisce che si tratta di un tentativo di insabbiamento e continua a indagare, Il romanzo Xenopath di Eric Brown anche per trovare Pham, una bambina testato pubblicato per la prima volta nel stimone di un omicidio, prima dellassassino. 2010. il secondo libro della trilogia Bengal Station ed il seguito di Necro- Necropath, pur con tutti i suoi elementi path. al momento inedito in Italia. fantascientifici, era un giallo hard-boiled dai toni noir i cui protagonisti avevano avuto una vita decisamente travagliata. In

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Xenopath, ambientato circa due anni dopo, il tono cambia completamente. Jeff Vaughan e Sukara si sono incontrati e hanno trovato un sostegno reciproco che ha finalmente permesso loro di trovare la felicit. Se in Necropath il tono era depresso, in Xenopath a volte perfino un po melenso. Xenopath invece simile a Necropath nella struttura della storia. Abbandonati i toni noir, Eric Brown ha scritto ancora un giallo fantascientifico ambientato per la maggior parte a Bengal Station, uno degli spazioporti esistenti sulla Terra in un futuro in cui i viaggi interstellari sono normali. Anche in questo caso sono coinvolti alcuni alieni e solo pian piano nel corso del romanzo il loro ruolo viene compreso, anche grazie ad un viaggio sul pianeta Mallory. Necropath raccontava le storie inizialmente parallele di JeffVaughan e di Sukara. In Xenopath la seconda trama dedicata a Pham, una bambina che lavora a Bengal Station e cerca qualcosa di meglio nella sua vita. Dopo aver assistito ad un omicidio, la sua vita in pericolo e la sua storia comincia a incrociarsi con quella di Jeff e Sukara. Chi aveva gi letto Necropath ha potuto notare che il romanzo era decisamente orientato ai personaggi e la trama serviva a sviluppare i protagonisti. Questo vero anche in Xenopath, dove ancora una volta il giallo non particolarmente brillante e gli eventi sembrano spesso usati per offrire nuovi sviluppi dei personaggi.

Ad esempio, Lin Kapinski non sembra particolarmente competente per una persona che dirige la sua agenzia investigativa privata e ci da modo a JeffVaughan di essere il vero protagonista della loro indagine. I colpi di scena pi interessanti sono legati agli alieni ma in alcuni casi sembrano fin troppo adatti alle necessit di qualche protagonista. Anche il finale per alcuni versi prevedibile e rispecchia il tono del romanzo. Eric Brown invece bravo nel raccontare la storia in maniera fluida per cui la lettura delle 400 pagine del romanzo facile e permette al lettore di simpatizzare con i protagonisti. C anche parecchia azione per un ritmo che generalmente elevato, anche perch non si tratta di fantascienza hard perci lautore non si ferma a descrivere le tecnologie del futuro. Xenopath il secondo romanzo di una trilogia. La storia indipendente dalla precedente e ha una sua fine perci potrebbe essere letta senza aver prima letto Necropath. Tuttavia, dato che queste storie sono fortemente orientate ai personaggi io consiglio di cominciare la lettura dal primo romanzo per poter apprezzare lo sviluppo dei personaggi anche tra esso e il suo seguito. Nonostante qualche difetto, secondo me Xenopath complessivamente un buon romanzo che, assieme a Necropath, pu piacere in particolare ai lettori interessati a storie orientate ai personaggi.

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IL venditore dI pensieri usati


Ritorno alla MAry Celeste di Daniele Picciuti

S ka n

Accattivante, come copertina, vero cari lettori? E il contenuto ancora meglio! Vi dir: quando lho preso ero scettico, sia perch gli autori italiani che mi piacciono posso contarli sulle dita di una mano (credo), sia perch il nome di Picciuti, per ora, sconosciuto ai pi. Per, visto che lui ne ha fatto cos tanta pubblicit, visto che su Anobii in 6 lo avevano gi letto e valutato 4 stelline, visto che la versione per Kindle costa meno di 2 euro e visto che la copertina mintrippava abbastanza, allora mi sono detto che s, dai, potevo anche provarci. Anche perch lautore lo avevo a disposizione su Faccialibro per chiedergli lumi ogni volta che avevo dei dubbi (leggi: gli ho rotto grandemente le balle). Cari lettori, non me ne sono pentito! Questo racconto si fa leggere agevolmente, va gi come fosse una birra fresca a ferragosto, mi ha tenuto incollato alle pagine come pochi altri libri hanno potuto fare, cosa che ha valso la quinta stellina che vedete l in alto, accanto al titolo, e che lo pone fra le migliori letture di questanno. Quantomeno, fra le pi divertenti. In senso figurativo, perch sarebbe un horror. A parte il mistero e la ricerca, la cosa accatti-

vante che tutto il racconto affonda le sue radici in quella che la leggenda vera della Mary Celeste, cosa che chiunque pu verificare spulciando Wikipedia, oltre al fatto che alcuni personaggi sono effettivamente esistenti o esistiti e utilizzati nella storia senza snaturali dal loro contesto reale, creando cos una situazione verosimile che d una marcia in pi al tutto, nonostante si parli di fantasmi. Ah: anche il fatto che uno dei personaggi parli francese d quel tocco in pi, ma non vi preoccupate: io, col mio scarso francese studiato alle medie ormai ventanni fa, sono riuscito a leggerlo e capirlo benissimo senza guardare le note, o quasi.

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Ma veniamo alla storia, che da sola sarebbe da 4 stelline, ma che il ritmo e latmosfera che riesce a creare portano a un buon 5: un noto reporter e la sua assistente vengono in possesso di un diario appartenuto a uno dei capitani della Mary celeste, e si imbarcano alla ricerca della nave fantasma. Se non la trovassero il racconto si chiuderebbe qui, ma ovvio che siano destinati a trovarla, quindi non mi sento di spoilerare nulla dicendovelo. Solo non vi dico in quali condizioni la trovano, n cosa succede una volta che ci sono saliti sopra. Perch se la trovano di fianco, a speronare e far naufragare il peschereccio in cui si sono imbarcati, e saranno costretti, a salirci! Causa di forza maggiore, istinto di sopravvivenza, chiamatelo come volete, ma gli eventi, che si susseguiranno sempre pi velocemente, mi hanno fatto venire la pelle doca, in certi passaggi, soprattutto per quanto riguarda il buon Carlo Stein. E poi alla fine il racconto si chiude come piace a me, ovvero restando aperto, nutrendo un dubbio feroce. Ecco, diciamo che ritorno alla Mary Celeste un racconto che ricorder per un bel po. Ma passiamo agli altri racconti, perch ci sono altri 4 racconti da scoprire tutti horror, tutti pi o meno velatamente bagnati dal mare. A parte lultimo. Ve li illustrer brevemente andando per punti. O meglio: per trattini. - Il primo racconto (che sarebbe il secondo) parla di vampiri. Lho portato a termine nonostante i racconti di vampiri non mi stiano granch simpatici Ma

questo ben studiato, la storia solida. - Il secondo racconto (che sarebbe il terzo) legato a un rito ciclopico. Ciclopico in senso letterale. Un abile racconto dove ho trovato la voglia di copiare Lovecraft, senza aver lintenzione di fare come lui ma trovando un proprio equilibrio che lascia il lettore pi che soddisfatto. Lautore potr non essere daccordo, ma a me ha riportato alla mente quelle atmosfere, nel senso dei riti misteriosi, divinit strane, ecc. - Il terzo racconto (che sarebbe il quarto) parla di Templari, del loro ritorno da una missione, incaricati di riportare al Duca un forziere con un contenuto misterioso, e degli effetti collaterali delle Sacre Reliquie, tipo il Graal, la Lancia di Longino e il contenuto del forziere, appunto. - Il quarto e ultimo racconto (che sarebbe il quinto), invece, vi far venire la pelle doca. Un demone sapr commuovervi. Non c altro da dire. Bene, mi pare di non aver tralasciato nulla, a parte il racconto intruso. Ma questo lo lascio a voi, cari lettori. A me dispiace solo di aver preso la versione per Kindle: non mi dispiacerebbe averlo su uno scaffale della libreria buona. Spero, come al solito, di avervi lasciati abbastanza curiosi, perch la mia, istigazione alla lettura. Lo so che lo sapete e vi siete rotti di sentirmelo dire, ma suvvia, mettetevi nei panni di chi mi legge per la prima volta A presto!

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Mi chiamo Diego Capani e sono un Graphic designer. Forse alcuni di voi mi conoscono come il Drugo. No? Fa lo stesso. Che dire di me mi divido tra la toscana, dove vivo e riposo, e Milano dove invece lavoro e mi affatico. Ho iniziato a fare grafica digitale intorno alla met degli anni 80 con un Amiga 1000 e il mitico Deluxe paint. Facevo quella che oggi si chiama pixel art. Vi assicuro che non era affatto semplice: volevi imparare? Ok, cera il manuale cartaceo a corredo del software e le riviste dimportazione che potevi ordinare in edicola. Tutto in lingua anglosassone (tenete presente che una volta linglese lo parlavano per lo pi solo gli inglesi, per ovvie ragioni, e qualche posseduto). Niente internet, almeno non nella forma e nelle dimensioni odierne. In pochissimi anni sono cambiate un sacco di cose e io continuo a fare grafica, adeguandomi. Non riesco a smettere e pare che la cosa sia destinata ad andare avanti ancora per un bel po (ho fatto dei figli, ho cambiato un paio di case e, come se non bastasse, ho sottoscritto un abbonamento con un noto mensile che mi terr vincolato per i prossimi dieci anni). Sono stato un pioniere nel campo delle produzioni multimediali e ho avuto la fortuna di sfornare un paio di idee niente male al momento giusto che hanno dato una svolta decisiva alla mia attivit professionale. Questo ha permesso di confrontarmi con nomi prestigiosi del made in Italy e non. Cito e non senza un pizzico di orgoglio: il gruppo Armani, Cacharel, Ralph Lauren, Helena Rubistein, Lottomatica, Cartas, Mtv, Cremonini, Lavazza, Garzanti, Rizzoli, Touring Club, Smart Italia, Regione Lombardia, Regione Toscana e altri ancora.

VALE PIU' di mille parole Venusian Lady

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S ka n
Dal 2013 collaboro con un noto brand francese di videogames. Attualmente sto curando il concept e la realizzazione di alcuni personaggi che faranno parte di un gioco rpg fantasy di prossima uscita per le nuovissime mega console. Da qualche anno, inoltre, mi occupo di formazione per aziende e privati. Formo grafici e futuri Art director da sacrificare a clienti crudeli e senza scrupoli. Alcuni sopravvivono, altri no. Ho una passione morbosa per il cinema di genere e nutro un insano amore per G. Romero, cio non per lui, sia chiaro, ma per la sue creature. Quando gli impegni professionali me lo consentono, ammesso che mia moglie non mi spedisca in missione in cerca di cibo o medicinali, il mio essere tende a concentrarsi nella rappresentazione grafica di scene e personaggi dellimmaginario fantastico. Solitamente prediligo quelle figure e tematiche che maggiormente hanno saputo terrorizzarmi e/o affascinarmi (zombie, vampiri, demoni, alieni o grigi, killer seriali il tutto condito da apocalissi varie). Se ti vuoi affascinare e/o terrorizzare anche tu, guarda qui: diegocapani.hitart.com Faccio parte dellattivissimo gruppo ESC (facebook.com/ElectricSheepComics) e, insieme a Roberto Napolitano che ne ha scritto la sceneggiatura, sto lavorando a Aurux 43: una Graphic novel, Survival-HorrorSci-Fi-OldStyle, qualsiasi cosa voglia dire. Sar qualcosa di veramente particolare. Per capire a fondo il significato di veramente particolare consigliabile dare una sbirciatina qui: facebook.com/Aurux43 (mettete mi piace cos capisco che avete capito). Vabb, faccio un salto in Skyrim. Se mi cercate di solito bazzico la locanda del Gigante addormentato. Chiedete del Drugo

VALE PIU' di mille parole L i l i t h - l a m o g l i e d i S a ta n a

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Nel Teatro della Morte
Lultima foglia dellolmo restava aggrappata, forse per la disperazione di dover rimanere ferma l, fino allultimo, o forse solo per il terrore di dover abbandonare chi le aveva dato tutto quello che aveva: niente. Lungo le radici giaceva, quasi incassata, la pietra che tornita raccoglieva le carni ormai dissolte di un uomo le cui ossa erano spezzate da tempo, insieme al cuore. Accolta dal sale del dolore, una goccia di pioggia si abbracciava a una lacrima, che scorreva lungo le raggrinzite gote di chi, gi molte volte, si era incurvata su quellombroso luogo di riposo. Eloise, ormai spoglia anchessa di una belt che un tempo le aveva donato le gioie di una carne senzanima, sedeva, quasi prostrata, accanto al tronco ritorto di dolore e tempo. Un sordo crepitio di unghie rosso raffermo si accompagnava a un ovattato e continuo lamento, le cui radici affondavano in un ricordo ormai lontano ma mai dimenticato. Lunico alito di vita spenta era quello di una statua non

Ar i a n n a K o e r n e r

Il Lato Oscuro

vera che, ferma, osservava il gemere incessante per quel cuore morto. Phelippe era una nonstatua, immobile osservava il tempo scorrere lungo i viali di una quotidianit alla quale sentiva di non appartenere. La scenografia di questo piovoso teatro era composta da tre morti, e da una vita sul punto di precipitare accanto ai corpi di centinaia di cadaveri ormai dissolti. A tratti, un fastidioso ma rassicurante ronzio dissacrava il silenzio di una stanza illuminata da una vecchia abat jour, la cui luce malata era tagliata a tratti dallombra di una falena solitaria che disperatamente si uccideva nel calore di un filo rovente. Valery, immobile tra le lenzuola del letto, odorose di sudore ed estasi, seguiva con lo sguardo il volo dellalata suicida. Gli occhi, unica parte in movimento a opera della sua volont; il corpo, squas-

sato da tremiti che non riusciva a contenere, sbattuto dalla furia del suo amore nonamante, desiderato ma non voluto. Privo di qualunque attenzione per le proprie orecchie, non pi collegate al cuore, Giordaine grugniva come un porco. Con affondi impietosi sbatteva quelle membra, vuote di dell'anima che volava a cavallo dellinsetto impazzi-

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to, verso una morte di luce e calore. Thoms mor di crepacuore. Piegato dal dolore, ricurvo su quella porta che mai Eloise volle aprire. Lungo lugubri notti egli si riemp gli occhi dei riflessi dombra dellamata che, ogni notte, nonamava nuovi uomini. Scostando la tenda languida, talvolta Eloise spingeva il suo sguardo verso il secco marciapiede sul quale marciva di sofferenza colui che ormai giace marcio in una fossa. Un piede freddo affond quella notte nella terra bagnata, calzato di stoffa bianca si impregn del fango sporco che tingeva la veste della vecchia contorta. Phelippe discese dal suo piedistallo senza aver avuto in cambio alcuna moneta, solo per avvicinarsi, seppur con timidezza, al fosso dellormai secco cadavere. Non gli interessava lui, e nemmeno lei, ma quellistante di vita morta che solamente gli occhi di chi vive nel tempo immobile potevano cogliere. Sopra di loro, sola nella notte, la foglia destinata al trapasso strappava al tempo ancora un momento di amore materno.

va; non per se ma per colui al quale aveva donato la sua arte affinch ne traesse piacere e diletto. Eppure a nulla era servito se non a essere mortificata e trafitta da critiche vomitate da quella bocca a cui lei aveva donato la sua lingua damore. Lui, senza ritegno, strappava brandelli di carne intrisa di speranza tramutando quel cuore ricolmo damore in un guscio di cartilagine secca, svuotato di ogni singola stilla di vita. Lei, che la sera, tra i drappi del palco, bagnava molti visi e squassava molti petti, la notte, tra i drappi del letto, metteva in scena la tragedia del suo corpo tentando di percuotere il cuore di chi, prima, non era riuscito a saziare.

un sipario prossimo alla fine. Contraendo le cosce in quellunico spasmo, Valery tentava di trattenere tra le carni umide l'insaziato amante, monito manifesto del suo completo e perpetuo fallimento. Un ultimo grido di ingiuria e lo sperma ancora vivo si and a sdraiare accanto al corpo come morto di lei che, immobile, osservava le carni bruciate della falena ormai spenta. La pioggia ormai cessata. Anche l'orologio della torre ha cessato la sua corsa. I passi lenti e vinti di Valery si fermano dinnanzi a un piedistallo su cui un nonuomo ha scolpito la sua vita in unimmobilit non ancora perfetta. Dalle dita di lei, che non sar mai madre, precipita una moneta il cui adagiarsi metallico viene soffocato dal grido di colei che, straziata, osserva la madre olmo e il braccio che fino a poco prima la aggrappava alla vita. E qui cessa lodiato battito, unica mobilit in un corpo immobile, per far spazio al sollievo eterno del tempo. Un silenzio rotto per l'ultima volta dai passi di colei che abbandoner per sempre il teatro della morte.

Fioca di una vita rinnegata, la mano della statua percorse il dorso della pietra, cos da regalarle un instante daffetto che non conosceva il pentimento. Certa del suo imminente trapasso, rilass quella presa che lavrebbe fatta precipitare nella distesa di morti in carne che adornavano ora la sua vita. Di lei non sarebbe rimasto che un altro ricordo, dove nessuno avrebbe bagnato di lacrime il nome Eloise. Entrambi scosse da nature Da troppo tempo ormai pro- differenti, due vite sullorlo vava A porte chiuse, soffri- dellimmobilit eterna giaceva con Ines, o almeno tenta- vano ora, sole, come tende di

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AMAZING MAGAZINE

S k a n n a t o i o e d i z i o n e XXV I N e l S e gn o d i u n a N u o v a E r a
La XXVI edizione dello Skannatoio la prima gestita da master_runta. Ha fin da subito messo alla prova i partecipanti con qualcosa di insolito ma che riflette un aspetto fondamentale della scrittura: LA DOCUMENTAZIONE. Per uno scrittore FONDAMENTALE sapere ci di cui sta scrivendo. Prima di approcciarsi a un qualsiasi argomento, sarebbe sempre bene informarsi, effettuare ricerche, ampliare la propria conoscenza dell'argomento stesso. In questo modo i brani risulteranno pi profondi e tridimensionali e, nel caso in cui ci fossero problemi di ispirazione, le informazioni sarebbero il modo migliore per stimolare la creativit.

mo di 1.000 caratteri a un massimo di 5.000 (spazi inclusi). 2) una seconda parte di stampo narrativo in cui si dovr narrare una storia che abbia come elemento centrale il simbolo che stato scelto e che stato approfondito nella parte 1. Massima libert riguardo la struttura, la trama e gli elementi. Questa parte dovr essere lunga da un minimo di 5.000 a un massimo di 25.000 caratteri.

LE COCCARDE Questo mese sono state assegnate due coccarde: 1) La coccarda al migliore articolo divulgativo, quello che sapr affrontare l'analisi del simbolo scelto in modo sintetico, efficace e interessante. LE SPECIFICHE Valore: 2 punti Lunghezza totale. Minima: 6.000 caratteri. Mas- 2) La coccarda al miglior personaggio secondasima: 30.000 caratteri (spazi inclusi, escluso il tito- rio (non protagonista), dove migliore non signilo). fica "pi gradito", ma si intende quello che Genere: horror, giallo, fantastico e sottogeneri. apparir meglio caratterizzato, pi di impatto Particolarit: sulla storia, pi valorizzante e tridimensionale a a) Il compito dei partecipanti quello di sceglie- insindacabile giudizio del giurato sorteggiato. re un simbolo mistico o esoterico, non rileValore: 3 punti. vante la cultura o la fede di appartenenza/origine di tale simbolo. Una volta scelto, dovranno Entrambe le coccarde sono state appannaggio di informarsi al riguardo. Leonardo Boselli, alias TETRACTYS. Lo scritto conster di due distinte parti: 1) una prima parte di stampo divulgativo, in cui Appassionati lettori dello Skannatoio! Siete pronti i partecipanti si occuperanno di spiegare il sia istruirvi e a immergervi nelle storie, nel segno di gnificato o i significati del simbolo che hanno una nuova era? Nelle prossime pagine, potrete scelto a chi, presumibilmente, non ne sa nulla. leggere i primi classificati dal quinto al secondo in Occorre essere chiari e diretti, immaginando di versione originale da gara. Il racconto del primo scrivere un articolo o una nota informativa. classificato, Cattivotenente, sar pubblicato in un Questa prima parte deve essere lunga da un mini- e-book edito da La Tela Nera. Buona lettura!

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S ka n
Le rune e la runa bianca
Il sistema segnico delle rune probabilmente deriva da una scrittura appartenente al gruppo delle cinque principali variet di alfabeto italico settentrionale, derivato dall'alfabeto etrusco, e perci detto "nordetrusco". Letteralmente la parola runa significa "segreto, sussurro" e deriva dal Norreno (l'antica lingua norvegese). Oltre ad essere un sistema di scrittura utilizzato dai popoli germanici e scandinavi da pi di duemila anni, le rune sono ancora oggi uno strumento divinatorio che, per, non implica prevedere il futuro. Al contrario, offre la possibilit di analizzare meglio il percorso di vita di ognuno. Secondo la leggenda, furono scoperte dal dio Odino che le divulg tra il suo popolo come simbolo del sapere e del riconoscimento di tutti i misteri degli dei e degli uomini. Esse, infatti, trasmettendoci la loro sapienza ci aiutano ad avere un atteggiamento pi positivo nei confronti della vita e ad aumentare la coscienza di noi stessi. Lalfabeto runico pi antico chiamato Futhark, composta da 24 rune e prende il suo nome dalle prime sei. Questo sistema segnico non venne usato solo per scrivere ma anche per usi esoterici, religiosi o per inviare dispacci segreti durante le battaglie. Il Futhark divide le 24 rune in 3 gruppi (Aettir) formati ognuno da una serie di 8 rune. Il primo, chiamato Fehu prende il nome dalla runa, che significa bestiame, inteso come prosperit di beni. Arriva fino all'ottava runa Winjo, che indica gioia e onori, i presupposti per un'esistenza stabile e prospera. Nel secondo gruppo chiamato di Hagalaz, il filo conduttore, invece, il superamento delle avversit e l'imprevedibilit della vita; e quindi, il mettersi in discussione per arrivare a una consapevolezza di crescita interiore. Il terzo e ultimo gruppo chiamato di Tywaz, inizia con Tiwaz e si conclude con Othila. Queste 8 rune danno una visione d'insieme sia dei progressi positivi che degli aspetti negativi, fornendo per, in ultima analisi, la speranza forte di una crescita spirituale dell'uomo. Si conoscono evoluzioni successive del futhark, diverse per numero e forma delle rune. La grafia delle singole rune, composte da linee rette, dipende dal fatto che spesso le incisioni erano effettuate su pietra, su legno od altre superfici dure a seconda del loro uso. L'inesistenza di tratti orizzontali motivata dal fatto che nel primo periodo scrittorio i segni runici venivano incisi su legno. La Runa Bianca (Wird) la runa del destino (Wyrd vuol dire Fato) indica sia la fine che linizio. Come una fenice che si rigenera dalle proprie ceneri, la runa bianca pre-

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annuncia una morte simbolica e allude al nostro progredire verso un cambiamento. connessa con la fede e la fiducia, cos come con laccettazione dei cambiamenti e con la convinzione che tutto deve ancora essere fatto. Indica che nulla predestinato e che gli ostacoli lungo il sentiero possono diventare le porte di ingresso verso nuovi inizi. Annuncia un cambiamento radicale. Non ci sono evidenze storiche dell'esistenza di una runa bianca, cio "vuota" e non ha alcuno scopo nella scrittura. Il Wird definisce ogni forma del divenire ed la somma di tutti gli eventi passati, presenti e futuri. Secondo la mitologia il destino tracciato da tre divinit femminili che vivono ai piedi dellalbero cosmico Yggdrasill. Si tratta di tre forme della Grande Madre conosciute come Tre Norne. Altre rune presenti nel racconto: Ur (Uruz) Rappresenta la forza primitiva, la resistenza e l'energia che deve fluire in noi senza per dominarci. Essa esprime la volont di combattere contro tutte le avversit e la capacit di fronteggiare chiunque. Pu anche significare salute di ferro, coraggio, fiducia in s stessi.

Thurs (Thurisaz) Spina, protezione. Questa runa impersona il potere del martello del dio del tuono Thor che impone rispetto. Essa raffigura la difesa, l'azione conscia della mente. Per la pianta la spina una protezione per tenere lontano i possibili nemici. Significa anche fortuna e protezione nelle imprese, rigenerazione. Tyr (Teiwaz) Il guerriero spirituale, il coraggio. La runa Tyr gode di un altissimo potere e rappresenta la forza, la resistenza e l'affidabilit. Essa una runa protettiva utilizzata anticamente dagli antichi guerrieri affinch li proteggesse in battaglia ma impersona anche lo spirito competitivo e il principio del lavoro duro e del superare qualcuno o qualcosa anche a costo di enormi sacrifici. la forza che ci fa proseguire nonostante le difficolt che deve per essere motivata da nobili ideali e non da futili egoismi personali.

perentoria, mentre le altre allieve applaudivano. La ragazza, di rimando, fiss i propri occhi neri sullinsegnante senza sorridere, poi si inginocchi accanto allavversaria aiutandola a rialzarsi. Adesso vi conviene raggiungere il refettorio. Le ragazze sciolsero il cerchio in cui erano disposte e ordinatamente si allontanarono. Accidenti, ma come fai ad essere cos brava? esclam Dierna concitata, mentre mordeva avidamente una pagnotta scura. Eilinn le rivolse un sorrisetto sghembo continuando a rimescolare la sua zuppa. soltanto incredibilmente fortunata rispose Ganeda con finta sufficienza, seduta qualche posto pi lontano dalle amiche. S, mi protegge Themis, Dierna, non dimenticarlo. Il tono mellifluo di Eilinn fece ridere le ragazze, ricordava la parlata delle Sacerdotesse. Ganeda, con la sua stazza possente e il caschetto biondo illuminato dal sole, scuoteva la testa sorridendo Se la Dea protegge unirrispettosa come te Non la Dea il mio problema inizi Eilinn, lilarit del gruppetto si spense. la Sacerdotessa Superiore, Kaillein! Eilinn non dire queste cose cerc di ribattere Dierna, con

Le Coronach di Albion
Eilinn rote con forza il proprio bastone di quercia che fin contro la mascella della compagna, quella piomb al suolo tramortita senza rialzarsi. Eilinn vince! proclam la Sacerdotessa Superiore, con voce

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dolcezza. Ci usano per spaventare le novizie pi giovani. Ci fanno lottare contro chi crea problemi. Fanno fare a noi il lavoro sporco! Eilinn fiss i volti delle amiche ma nessuna la guardava. Non permesso loro di arrendersi, finch non lo decide Kaillein! A me questo non sembra allenarsi. Le compagne non dissero nulla, continuarono a mangiare in silenzio. Loro non rispondevano mai a quei discorsi di Eilinn, avevano accettato da tempo la situazione dellAccademia. La situazione del paese intero. Albion era una delle ultime terre abitate rimaste nel Grande Nord, circondata da distese di foreste ghiacciate, ultimo spiraglio prima della tundra. Il potere della Dea Themis, custodito dalle sacerdotesse, aveva protetto gli abitanti negli anni; dalle invasioni dei Sassoni prima, dalla desolazione del gelo e dellisolamento poi. La Signora di Albion governava il paese secondo il volere della Dea, di cui era la prescelta e il tramite. Ogni bambina che dimostrava particolari capacit nello studio e nelle discipline sportive veniva mandata allAccademia, per ricevere unistruzione deccellenza ed essere addestrata al combattimento. Conclusi gli studi, le novizie diventavano Sacerdotesse di Themis, per servire la Dea e preservare il suo potere. Tra gli abitanti di Albion, per, vi era chi credeva che la casta delle

Sacerdotesse avesse troppo potere, negli anni la mancanza di nemici esterni aveva minato lunit del paese facendo nascere correnti sovversive, riluttanti verso il culto di Themis. Una delle famiglie simpatizzanti con questa visione sediziosa era quella di Eilinn. Per questo motivo la bambina, che nei primi anni di istruzione era sempre risultata piuttosto mediocre, aveva improvvisamente iniziato a ricevere ottime valutazioni e, a dieci anni, era stata spedita allAccademia. Dopo otto anni di addestramento e obbedienza, le novizie erano delle guerriere esperte, pronte a combattere al fianco degli uomini e a difendere il paese, invocando la protezione di Themis. Da molto tempo, per, la magia divina non benediceva quei luoghi, affievolendo la fede ed il rispetto reverenziale nelle Sacerdotesse. Kaillein si sporse dal baldacchino sopraelevato per osservare la grande sala del refettorio. Gli occhi glaciali smorzavano la dolcezza dei lineamenti della donna. La runa di Ur, simbolo di forza, spiccava tatuata sul lato del collo in cui i capelli di fuoco erano rasati. Sotto di lei i mormorii delle novizie si spensero e una stretta avvolse loro il cuore. Come sapete, da parecchi giorni la Signora di Albion morta. Dierna strinse forte la mano di Eilinn, sapevano tutte cosa stava per annunciare la Sacerdotessa

Superiore. Sono qui per dare inizio ai tre giorni delle Coronach, durante il periodo di lutto la Dea sceglier una nuova Signora. Da domani venti novizie combatteranno per ricevere la sua benedizione. Secondo la tradizione, i nomi delle giovani che avrebbero avuto lonore di dare la vita, nel tentativo di diventare La Signora, venivano suggeriti in sogno da Themis alle Sacerdotesse Superiori. Eilinn osservava Kaillein scura in volto, dispiaciuta per il destino che spettava alle sue compagne e in cui lei non trovava alcuna gloria. La massa di capelli argentei le ricadeva sulle guance. Non prov alcuno stupore nel sentire il nome di Ganeda, forse la pi forte tra tutte le novizie ed appartenente ad una famiglia molto ricca. Poco dopo anche Dierna venne applaudita dalla grande sala, ad Eilinn parve di notare dellansia nel suo sorriso fiero. Sua zia era una delle Sacerdotesse anziane, sicuramente aveva interceduto per la nipote. Dopo qualche altra compagna dal cognome altisonante iniziarono ad essere chiamate delle ragazzine che chiaramente non avrebbero mai potuto vincere, o perch troppo giovani o perch di carattere troppo mansueto per una tale competizione. Senza che la giovane potesse realizzare cosa stava succedendo, il ventesimo applauso esplose fragoroso unultima volta al suono del nome di Eilinn.

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Dovete ucciderle in fretta, Dierna parlava fissandosi la punta dei piedi, raggomitolata nelle coperte del suo letto, difronte a quello delle due compagne. Me lha detto mia zia. Pi il combattimento si dilunga pi le novizie senza la runa di Tyr si indeboliscono. Un marchio sulla pelle non ti rende pi forte o pi resistente, Dierna! Smettila con queste scemenze. Vince sempre la favorita delle Sacerdotesse Superiori, lo sanno tutti. Non so come facciano, ma cos! Eilinn era in preda allisteria, non poteva credere che lo avessero fatto, che la odiassero cos tanto da nominarla per una sfida cos onorevole, al solo scopo di farla morire. La sua famiglia era troppo povera e scomoda perch qualche sacerdotessa potesse desiderare di vederla alla guida del paese. Dierna ha ragione intervenne Ganeda emergendo dal lucore della penombra. Le guance della ragazza, in genere rossicce, erano pi pallide del solito, lo dice sempre anche mia nonna. E poi lo abbiamo studiato: la maggior parte delle Signore di Albion avevano scelto la runa di Tyr.

aveva fatto, mentre i polmoni le si riempivano e svuotavano freneticamente per lo sforzo. Un gemito gutturale le riemp la gola e le gambe le cedettero facendole sbattere rovinosamente le ginocchia al suolo. Eilinn! Lurlo disperato di Dierna richiam la ragazza alla realt. Intorno a lei la maggior parte delle novizie stava ancora combattendo. Vide lamica arrancare sotto i colpi della mazza chiodata di Rilinn, una guerriera bestiale dai lineamenti maschili e muscolose braccia irsute. Il volto aggraziato di Dierna era tumefatto e purulento, il ginocchio destro lacerato e sanguinante. Sembrava stremata, si muoveva con gesti disperati nel tentativo di sottrarsi ai colpi impietosi. Non era in grado di contrattaccare. Sopraffatta dal terrore di quella scena Eilinn inizi a correre verso lamica. Dagli spalti si levarono delle grida di protesta ma nessuno si sarebbe mai azzardato a scendere in quellarena, piena di furia e disperazione, per I capelli dargento di Eilinn si fermarla. macchiarono di sangue. Il suo ba- La valorosa Rilinn si accorse di stone di quercia, con armoniose cosa stava accadendo e si volt rune intagliate, fremette al vento verso la nuova nemica. Non disse unultima volta e con un sibilo nulla, sul volto sgraziato non Larena era stata allestita in una feroce colp il suo bersaglio. apparve nessun turbamento. radura che si era fatta strada nella Lavversaria si accasci al suolo Comprendeva la situazione molto esanime, con un tonfo sordo e profonda foresta di conifere. pi intimamente di qualunque Tutte le Sacerdotesse sedevano su pervasivo. Gli occhi cerulei opa- spettatore. Lanci alla rivale uno spalti riservati, le loro vesti intes- chi, le morbide trecce scure, che sguardo accondiscendente, sapesute con pelli pregiate, di colore le coronavano il capo, erano sfi- va cosa doveva fare se voleva sodiverso in base al rango, svento- lacciate in neri ricami scomposti. pravvivere. lavano imbizzarrite come le cime Eilinn fiss con orrore ci che Il secondo combattimento fu

degli alberi spazzati dalla fredda corrente del nord. Nel centro dellarena erano schierate dieci coppie di novizie, ognuna con la propria arma prediletta, pronte a battersi per mostrare a Themis il proprio valore. Gli occhi di Eilinn, bui come una notte illune, fissavano lavversaria dallaltro capo del campo. Era una ragazzina, sui quindici anni. Sent il sangue ribollirle nelle vene, avrebbe voluto girarsi e correre, farsi trascinare via da quel vento gelido, scorrere fino alla fattoria di suo padre. Dimenticarsi lAccademia, le regole, lobbedienza. Ma sapeva che lo avrebbero fatto, lei, Ganeda, Dierna. Avrebbero ucciso la ragazza che stava loro difronte. Per sopravvivere. Greve e perforante, il suono di un corno vibr nellaria, dei tamburi iniziarono a battere ritmici e serrati come pulsazioni dalle viscere della terra. Allunisono le guerriere avanzarono luna verso laltra e le Coronach ebbero inizio.

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molto pi gravoso e snervante, per ogni colpo parato ne arrivava subito un altro, ogni calcio o gomitata sembrava non sortire alcun effetto sul poderoso corpo di Rilinn. Eilinn venne colpita ad una spalla, che le sembr esplodere per il dolore, cadde in ginocchio e sollev il bastone per difendersi. Contro lennesimo colpo della mazza chiodata, il possente legno di quercia, protetto dallintarsio della runa Thurs, si spezz. La ragazza rotol di lato e conficc una met appuntita nella coscia della rivale. Per la prima volta Rilinn vacill e cadde. Il secondo dopo Eilinn le fu sopra trafiggendole il torace con lultimo pezzo della sua arma. Domani moriremo entrambe pronunci Ganeda sbuffando, mentre si spogliava delle pellicce incrostate di sangue. Eilinn si era ripulita i capelli, chiari come il pallido volto della luna, e ora li stava intrecciando nuovamente, persa nei suoi pensieri. Faresti meglio a curarti la spalla! E la ferita sulla coscia potrebbe infettarsi prosegu lamica vedendo che laltra era assorta. Ci ha sempre pensato Dierna rispose infine, voltandosi verso la compagna, io non sono brava in queste cose. Si, Dierna sicuramente la pi portata. Per questo ho detto

che domani moriremo entrambe. Eilinn non era stata punita per quello che aveva fatto, alla fine comunque ne sarebbe rimasta solo una. Per lamica invece il disonore non era cancellabile, la punizione era lesilio, con la promessa che se fosse tornata sarebbe stata messa a morte. Dierna si era ricongiunta alla famiglia, o meglio a quella parte che ancora ne sopportava la vista, ma presto sarebbe dovuta partire. Ad Eilinn non importava che fosse vietato parlarle, o anche solo andare a salutarla. Era felice che fosse viva, probabilmente non era mai successo che una novizia nominata per le Coronach sopravvivesse, senza aver vinto. Questa piccola infrazione di cui era stata complice la faceva sentire felice, era come aver mostrato alle Sacerdotesse che non tutto poteva essere controllato dalle loro regole. Per un breve istante, mentre correva verso Dierna, sul quel campo di battaglia si era sentita libera. Credi che abbia sbagliato, vero? Ad aiutare Dierna. Io penso semplicemente che il motivo per cui tu odi tanto Kaillein sia lo stesso per cui lei odia te pronunci lamica fissandola con occhi screziati di blu. Io non sarei andata da Dierna. Mi sarei detta che una morte onorevole meglio di quello che la aspetta ora. Infatti

lei ha chiamato te, non me. Perch tu sei diversa. Non riesci a far parte di questo mondo, hai valori e sentimenti diversi, che Kaillein non capisce, e che la spaventano. Ganeda parlava con un tono serio che Eilinn non le aveva mai visto. Era chiaramente sconvolta dagli avvenimenti di quella giornata, ma allo stesso tempo mostrava una calma interiore che a lei sembrava sconosciuta. Quindi sarei una pecora nera? fece una smorfia di disapprovazione verso lamica, per stemperare latmosfera. Se dovessi scegliere direi pi una runa bianca. Il cielo torbido e lattiginoso del mattino si rifletteva sulla calma superficie del piccolo lago, situato nella parte pi meridionale di Albion, in corrispondenza di unantica caldera vulcanica. Nel punto in cui il promontorio crollava a picco sullo specchio dacqua, nove novizie attendevano di svolgere la seconda sfida delle Coronach. Al suono del corno avrebbero dovuto tuffarsi dalla scogliera e attraversare a nuoto lacqua gelida fino ad arrivare sulla costa ghiaiosa pi ad est. Per sopravvivere alla bassa temperatura e alla fatica era necessario che le ragazze sfruttassero le arti mistiche, insegnate agli uomini da Themis e di cui le Sacerdotesse erano le custodi.

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A lezione si erano esercitate varie volte nel tentativo di concentrare la mente sul controllo delle funzioni fisiologiche del corpo, per scaldarsi in mezzo ad una bufera di neve o raffreddarsi nelle fiamme di una pira ardente. Eilinn non aveva mai sentito dentro di s la scintilla divina di cui parlavano le sue insegnanti, non aveva grandi capacit di attenzione n tantomeno di meditazione. Tuttavia dubitava che fosse molto diverso per le altre. Ganeda, alla sua destra, scrutava le onde glaciali con mestizia, nonostante spalle e braccia possenti la sua abilit nel nuotare non le sarebbe stata di grande aiuto contro il freddo. Soltanto una ragazza sembrava particolarmente calma e concentrata, Teleri, guerriera molto abile e studentessa arguta. Proveniva da una famiglia molto influente di Albion e, durante le lezioni, discuteva della storia e delle tradizioni del suo popolo con ammirevole orgoglio e fierezza. Se Eilinn avesse dovuto immaginare una ragazza davvero felice di partecipare a quella gara, avrebbe fatto il suo nome. Non la considerava per niente stupida, o superficiale, sapeva che Teleri credeva realmente nel senso di sacrificio e abnegazione in favore della benevolenza di Themis. Mentre attendeva che sulla riva opposta le Sacerdotesse dessero il via alla gara, not uno strano

riflesso sul collo della ragazza, come se fosse unta con qualcosa, lo stesso luccichio lo ritrov sulla pelle alabastrina delle mani e dei piedi. Un secondo dopo, il suono del corno diede lordine di gettarsi in acqua. Cercando di non pensare a nulla, Eilinn si gett nel vuoto con il massimo slancio possibile. Limpatto con lacqua gelata le svuot i polmoni pi di un pugno nello stomaco, perse la cognizione del corpo riconoscendo soltanto un unico diffuso dolore denso che la trascinava verso il basso. Terrorizzata inizi ad annaspare con tutte le sue forze, fino a che non riusc a trovare la superficie dellacqua. Respir a pieni polmoni, tossendo e sfregandosi spasmodicamente gli occhi irritati. Cercava di capire da che parte fosse la riva. Alcune ragazze avevano gi iniziato a nuotare cos, con i denti che le battevano incontrollabili, inizi faticosamente a dirigersi verso il traguardo. Sentiva il calore abbandonare il centro del suo corpo e dissolversi nella bruma dellacqua, sapeva che non poteva farcela, non senza un aiuto. Inizi a pensare intensamente a tutto ci che di caldo le veniva in mente: il fuoco, lacciaio rovente, la lava di un vulcano. Pens che non voleva morire, non in quel modo, non l.

Improvvisamente un punto in mezzo alla fronte inizi a bruciarle la pelle e il suo calore si diffuse rapidamente lungo tutto il corpo. Si sent ardere il viso come se fosse vicinissima ad un focolare, invece era immersa nelle acque buie del lago e stava nuotando con sempre maggior foga verso la spiaggia ghiaiosa. Non capiva cosa le stesse succedendo ma non le importava, respirava come se ogni volta fosse lultima, timorosa che quel benessere improvviso potesse svanire. Infine, con le gambe tremanti per lo sforzo tocc la terra ferma e il calore spar. Sulla spiaggia cera solo Teleri, dopo un po arriv unaltra ragazza, poi nessunaltro. Ganeda non riemerse mai da quelle acque. Nella piccola stanza, nel dormitorio dellAccademia, era rimasta solamente Eilinn. Teneva le mani protese verso il piccolo fuoco crepitante, allimboccatura del camino, cercando di richiamare alla mente il ricordo di quello che era successo nel lago. Si sfior la fronte, nel punto da cui era partito tutto, ma la pelle era liscia e intonsa. Prese il nuovo bastone per levigarlo, non era bello come il precendente, negli anni le sue amiche lo avevano intagliato e decorato con rune e simboli propizi. Bisogna segnare ogni
vittoria, cos i nemici sapranno

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chi hanno difronte! diceva

Dierna. Adesso non cera nulla sul tegumento levigato e lei lo avrebbe lasciato cos. Kaillein era seduta sullo scranno centrale degli spalti, circondata dalle altre Sacerdotesse Superiori. Fissava Teleri, nellarena sottostante, ben addestrata e riverente. Sarebbe stata unottima Signora di Albion, avrebbe protetto il culto di Themis mantenendo i privilegi dellAccademia. Kaillein era stata saggia nel darle la mistura a base di grasso di foca, laveva protetta nelle acque gelate facendola arrivare per prima. La famiglia della ragazza era molto facoltosa ed aveva promesso offerte generose. Il predominio di Kaillean sarebbe stato mantenuto e, col tempo, Teleri si sarebbe indebolita sempre pi fino alla morte, come era stato per le Signore precedenti. Questa pratica dura aveva permesso negli anni che Albion non diventasse una dittatura sotto la guida di una sovrana troppo potente. Le Sacerdotesse Superiori si occupavano di mantenere questo equilibrio. Onore a voi, combattenti che siete arrivate fin qui la voce di Kaillen suonava squillante nonostante il fischio del vento che aveva annuvolato il cielo primaverile. Dichiarate, davanti al popolo

di Albion, da quale runa volete ricevere protezione. La Dea sceglier chi esaudire! Il marchio della runa veniva apposto sulla fronte delle novizie con un particolare unguento avvelenato. Teleri aveva gi iniziato ad assumere lantidoto, sotto la guida di Kaillein, ma ci che non sapeva era che una volta assorbito dal corpo non la avrebbe mai pi abbandonata. Alle altre, invece, il veleno avrebbe fatto effetto molto in fretta, indebolendole e rendendole cieche. Fin dallintroduzione del rito del marchio della runa le Sacerdotesse Superiori avevano potuto scegliere chi sarebbe diventata la Signora. Ma il popolo doveva credere che fosse merito di Themis, perch la loro fede era debole. Con onore chiedo la protezione di Tyr, simbolo degli antichi guerrieri e del duro lavoro che permette di superare gli ostacoli, pronunci con fermezza Teleri. Era arrivata per prima sulla spiaggia quindi spettava a lei iniziare, cos scelse ci che nella tradizione aveva sempre permesso la vittoria. Mentre il rito si compiva nellarena, sugli spalti le Sacerdotesse intonavano una lenta nenia, che parlava di divint antiche e di come il loro potere fosse imprigionato in quei simboli. Kaillein dallalto fissava Eilinn, che si avvicinava allaltare

della marchiatura. Quella ragazza le aveva procurato un sacco di guai e non aveva mai mostrato rispetto per la loro fede. Aveva una mente infida, in grado di minare lobbedienza delle novizie, e godeva di grande ammirazione per la sua abilit nel combattimento. Non sapeva come fosse sopravvissuta al lago gelato, ma infondo era meglio cos. Era giusto che ad ucciderla fosse la futura Signora di Albion. Con onore chiedo la protezione di Wird, la runa del destino e del cambiamento, la runa dellinizio e della fine. Eilinn aveva scelto con cura le parole da pronunciare, sfoggiando uno sguardo di sfida verso Kaillein. La donna inizialmente non si rese conto di cosa significasse, ma poi vedendo lalchimista interdetto comprese. Wird la runa bianca pronunci con pazienza Kaillein, ma laltra annu con il capo. Devi scegliere un marchio. Ho scelto la protezione di Wird insistette Eilinn, col viso duro come un ghiacciaio del nord. Kaillein non capiva, non era una runa che dava particolare forza o abilit, era usata prettamente nella divinazione. Daltro canto escludeva che Eilinn avesse capito qualcosa circa il veleno. Sar come combattere senza nessuna runa pronunci la donna, ma si rese conto che

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quelle minacce non avrebbero sortito alcun effetto. Quella ragazza non temeva gli dei cos come non temeva lei. Restava immobile, gli occhi neri profondi come due pozzi la fissavano sicuri, come non lo erano mai stati. Era pronta a morire, o a vincere. Lunica cosa certa era che il suo destino sarebbe dipeso da lei soltanto.

Agator, la ragazza arrivata per terza sulla riva, combatt fino allo stremo, rialzandosi ogni volta che il veleno le piegava le ginocchia. In unultima caduta, sotto il peso del bastone di Eilinn, i suoi polmoni si fermarono e la morte sopraggiunse. Kaillein osservava la guerriera sopravvissuta con angoscia. Stavolta solo la Dea poteva Non pensava che morire saproteggere il suo popolo. rebbe stato cos. Sent nuovaGli occhi grigi di Teleri la fis- mente un calore asfissiante partirle dal centro della fronte e savano, preparandosi allattacco. Le nubi del cielo le diffondersi ovunque. Cadde in scurivano il volto. Lo spadone ginocchio e Teleri ritrasse della ragazza era molto pi pe- larma dal suo corpo. Stupita sante del suo bastone di rovere, Eilinn non sentiva alcun dolore, nonostante le punte di ferro ai si port le mani sulla ferita e la sua pelle, divenuta del colore lati. Eilinn salt contro lavversaria dellambra, le ustion il polpacome una pantera rabbiosa e il strelli. Era diventata incandescente come un tizzone ardente. duello inizi. Sotto i vestiti di pelliccia Per quanto fosse forte o allestrappata, la ferita si era richiunata, ogni colpo di Teleri era sa. massiccio e devastante. Ben presto si ritrov senza fiato, le Non possibile! esclam Tebraccia fiaccate nel tentativo di leri e lo spadone, ancora carico del sangue della nemica, le parare i colpi. Dal cielo inizi a scendere una sfugg di mano. Con un boato

leggera pioggia e il terreno divenne scivoloso. O meglio, Eilinn inizi a trovarlo terribilmente scivoloso e viscido. Teleri era salda sulle gambe e impassibile, lo sguardo assorto in una volont di ferr, decisa a non perdere, per la gloria e per la sua famiglia. Guardandola Eilinn si chiese se non fosse quello il vero aspetto di una Signora. Cap che sarebbe morta, arrancava nel tentativo di evitarlo ma era in svantaggio. La sua avversaria si nutriva di una forza che andava al di l dei muscoli, era la fede. Poi accadde di nuovo, scivol nel fango e Teleri le conficc con forza il suo spadone nelladdome.

un tuono conflagr nel cielo. Dagli spalti, le Sacerdotesse e i popolani si erano alzati in piedi ammutoliti. Come una fenice che rinasce
dalle proprie ceneri, la runa bianca non muore. Le parole

uscirono dalla bocca di Eilinn ma risuonarono assordanti nelle orecchie di ogni spettatore, col timbro di una voce che non era n femminile n maschile. Era la Dea. Nessunaltra figlia di Albion morir pi nel mio nome, gli occhi di Eilinn, diventati come due fiammelle, tornarono neri e Themis usc dal suo corpo. La ragazza si guard attorno senza capire cosa fosse successo, tutti gli abitanti e le Sacerdotesse attorno allarena erano inginocchiati e piangevano. Eilinn divenne la Signora di Albion e visse per parecchi anni. Sotto la sua guida nessuna bambina fu pi costretta a diventare una Sacerdotessa, cos a poco a poco lAccademia si svuot e cadde in rovina. I culti della Dea divennero sempre pi sconosciuti ma consapevolezza e le usanze del paese si arricchirono, integrandosi con quelli del resto dei popoli che vivevano pi a sud. Qualcuno ricorda Eilinn come la pi grande traditrice della propria gente, altri come la sovrana che permise il cambiamento .

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S ka n
TETRAKTYS

Cos' il Tetraktys? Al giorno d'oggi siamo abituati a sperimentare che i numeri, sotto forma di bit, plasmano la nostra realt. Navigando su internet siamo bombardati da testi, immagini, suoni e applicazioni. Tutte queste informazioni, dati e algoritmi, che ci giungono attraverso i cavi telefonici, le fibre ottiche, le connessioni senza fili e i satelliti, costituiscono una rappresentazione della realt, cos come, per Platone, il mondo reale non altro che l'ombra delle idee: siamo prigionieri in una caverna di cui non vediamo l'uscita, mentre oggetti e animali, illuminati dal sole, passano di fronte a essa e noi ne osserviamo solo le ombre sulle pareti. Ma cominciamo dall'inizio... Pitagora e i pitagorici ... e torniamo al VI secolo prima di Cristo. Tutti conoscono Pitagora e il "suo" famoso teorema. Forse qualcuno non sa che non ci rimasto alcuno scritto di Pitagora e quindi impossibile capire quali scoperte gli si possano attribuire direttamente e non siano, invece, opera di qualche suo allievo o tardo seguace. Ci che sappiamo, attraverso fonti successive di un paio di secoli, che Pitagora era il capo di una setta religiosa che nel VI secolo a.C. si spost dalla Grecia al sud dell'Italia (a Crotone) per sfuggire a persecuzioni politiche. Laggi, Pitagora e i suoi iniziati svilupparono una particolare filosofia che, in seguito, influenz Platone e trov l'opposizione di Aristotele. La loro idea del mondo costituiva una teoria pre-scientifica di come funzionasse l'universo e, allo stesso tempo, una visione politica di come dovessero essere governate le comunit umane. La mistica dei numeri Una delle caratteristiche della filosofia dei Pitagorici risiede nella mistica dei numeri. Erano affascinati dall'ordine che si manifestava nell'universo: tutti gli aspetti della natura mostrano un particolare ritmo e un ordine intrinseco. Per esempio, le frequenze dei suoni dipendono dalle propriet geometriche delle corde che li generano. Ispirati da questi fenomeni, scoprirono l'importanza di particolari rapporti numerici e studiarono l'aritmetica, dimostrando propriet fondamentali dei numeri interi. Queste scoperte li indussero a credere che l'essenza dei fenomeni non fosse nella materia, ma nei numeri interi e nei loro rapporti (cio le frazioni). Questa credenza fu rafforzata dalla particolare struttura geometrica in cui potevano essere disposte le sequenze di punti. Per esempio, tutti conosciamo i numeri quadrati e i numeri cubici ed evidente perch si chiamino in questo modo. I Pitagorici, per, consideravano anche i numeri triangolari (1, 3, 7, 10 ecc.), a squadra (i dispari) e cos via. Mediante rappresentazioni geometriche di questo tipo, fu possibile dimostrare che la somma di due numeri

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triangolari consecutivi sempre un quadrato, che la somma di numeri dispari consecutivi a partire da uno sempre un quadrato, e altre propriet di questo tipo. Il Tetraktys Un interesse particolare fu dedicato al 10. Era la somma di 1, 2, 3 e 4 e questi numeri, in forma di triangolo (10 infatti il quarto numero triangolare), divennero il simbolo dell'essenza di tutte le cose, perch quattro erano gli elementi del mondo fisico (fuoco, aria, acqua e terra) e della geometria (punto, linea, piano e solido). Senza contare che il sistema musicale dei Pitagorici era basato sulle righe di questo simbolo in cui si possono riconoscere i rapporti di quarta (4:3), di quinta (3:2) e di ottava (2:1). Cos il Tetraktys (il nome attribuito a questa disposizione) acquist una particolare importanza tanto che i Pitagorici erano soliti giurare su di esso. Per questo un simbolo esoterico legato principalmente a questa setta, ma si ritrova anche nella Cabala ebraica in connessione con il Tetragrammaton (cio le quattro lettere che formano il nome di Dio nella Sacre Scritture, YHWH) ed una disposizione delle carte usata nella lettura dei Tarocchi.

La fine Oltre alle lotte che i Pitagorici si trovarono a dover fronteggiare per imporre la loro visione politica, una causa del loro declino si pu trovare nella logica che essi stessi avevano contribuito a sviluppare. Infatti la fede nei numeri razionali port questa setta (almeno nella accezione classica) alla fine. Ci avvenne quando venne dimostrato che la lunghezza della diagonale di un quadrato non si pu esprimere come rapporto tra numeri interi (infatti il suo valore corrisponde alla radice di due, il pi noto tra i numeri irrazionali). Fu un duro colpo per i Pitagorici che cercarono di mantenere quel risultato segreto finch, secondo la leggenda, un traditore, indicato in Ippaso di Metaponto, non ne diffuse la notizia perendo, per punizione, in un naufragio. Ci che rimase, anche se sopito per secoli e secoli, fu il convincimento che la matematica formasse in un modo o nell'altro la struttura dell'universo e tutti sappiamo, a partire da Galileo Galilei in poi, a cosa ha condotto questa convinzione.

Come una nave nella tempesta

La strada era illuminata dagli ultimi raggi del sole al tramonto e l'aria di quel giorno d'inverno s'era fatta gelida. Due figuri, intabarrati nel loro tribonio di lana grezza, camminavano a fatica sull'acciottolato. Tallione, il pi alto, indossava un caldo berretto in pelle di volpe calcato sul capo. Non capisco proprio, continuava a ripetere tra s e s. Hai finito? sbott quello pi piccolo. Non hai smesso di lamentarti un momento. Io penso, invece, che dovresti essere contento. Fai presto a parlare, Cleonte. Essere convocato dal Maestro dopo tanti anni. Che senso ha, se gi allora non mi ritenne idoneo? I tempi sono difficili, lo ammetto, ma avr anche rivalutato le tue indubbie capacit, afferm il piccoletto senza eccessiva convinzione. Se non fossimo amici, penserei che ti stai prendendo gioco di me. C' di certo sotto qualcosa di poco chiaro. E poi c' anche quella faccenda di Ippaso di Metaponto. Tallione, ti prego, non parlarne di fronte al Maestro, disse preoccupato Cleonte mentre si tormentava

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con la destra il mento barbuto, l'argomento lo rattrista e, soprattutto, non nominare mai quell'empio nome. Tallione si ferm di colpo: parlarne? Di cosa dovrei discutere, non ci ho capito nulla! Dai, andiamo, intim l'amico, il Maestro ci aspetta. Cosa c' da capire? Non poi cos difficile. Forse per te. Non mi chiamo Cleonte di Corinto, io! Non sono l'uomo che ha inscritto il dodecaedro nella sfera. Questa volta fu il piccoletto a fermarsi: non ti sapevo invidioso, Tallione. Mi rinfacci ci di cui sono orgoglioso? Lo spilungone subito non rispose e ricominci a camminare stringendosi nel tribonio, poi aggiunse: scusami. Devi ammettere, per, che questa faccenda molto strana: com' possibile che una lunghezza, come la diagonale di un quadrato unitario, se non fatta di parti intere, non sia neppure costituita da parti intere pi una frazione di esse? Ippaso sollev gli occhi al cielo e si stratton la barba con stizza: te l'ho gi spiegato mille volte! La tua iperbole fuori luogo, saranno state sei o sette al massimo. Spiegamelo ancora una volta e poi ti giuro sul Tetraktys che non te lo chieder pi! Va bene, ma quando saremo

davanti al Maestro, disse sottolineando l'ultima parola con una deferente solennit, non fargli mai ripetere nulla due volte. Cerca di cogliere ogni suo gesto al volo e di comprendere anche ci che non dice, o potrebbe pentirsi di averti riconsiderato. D'accordo, ma ora spiega passo per passo, e fallo lentamente. Cleonte si ferm, cerc con lo sguardo una bella pietra liscia lungo la strada e l si diresse. Mentre si accomodava, inizi a parlare: Immagina, caro Tallione... ma cosa fai ancora l in piedi. Spolvera quest'angolo e siediti. Dunque... immagina, caro Tallione, di avere un filo d'erba, disse strappando il lungo stelo di un fiore del quale gett via la corolla, come questo per esempio, e di dividerlo in tante minuscole parti, diciamo alfa, e di queste alfa di prenderne solo alcune... Diciamo beta! disse pronto lo spilungone, anticipando l'amico per dimostrare che stava seguendo. S, di quegli alfa prendiamone beta. Adesso, supponi che alfa o beta siano numeri pari, ma non entrambi... Se fossero entrambi pari, butteremmo via met dei pezzi alfa e met dei pezzi beta finch una delle due quantit, se non entrambe, diventerebbe dispari. Fino a qui

ci sono arrivato. Ottimo! Ora pensa di allineare i pezzetti di stelo del mucchietto che ne contiene beta costruendo il lato di un quadrato, e poi immagina di fare lo stesso con tutti i pezzetti in numero di alfa. L'area del primo quadrato sar occupata da tanti pezzetti quanto beta per se stesso e l'area del secondo quanto il numero alfa per se stesso. Cleonte smise di parlare un momento per dare importanza al ragionamento e si gratt la barba con solennit. Un gran numero davvero, comment Tallione confuso. S, ma non distrarti e pensa a questa affermazione: in qualunque numero di pezzetti tu abbia diviso lo stelo e qualunque numero tu ne abbia preso alla fine, l'area del quadrato che ha per lato tutti i pezzetti non potr mai essere il doppio dell'area di quello pi piccolo. Ma perch? protest lo spilungone, dopo una vana pausa di riflessione. Il motivo lo hai detto tu prima, spieg con pazienza Cleonte: se alfa e beta sono entrambi numeri dispari, i loro quadrati saranno a loro volta dispari e quindi uno non pu essere il doppio dell'altro. D'accordo, ma se uno dei due pari? Se fosse pari il numero pi

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piccolo, il quadrato pi grande, che ha area dispari, non si potrebbe dimezzare in un numero intero di parti. Allora rimane solo un'ipotesi, che sia pari il numero totale di pezzetti, ma allora il suo quadrato sarebbe divisibile esattamente in quattro parti e, se lo dimezzassimo, otterremmo due porzioni uguali costituite da un numero pari di pezzetti. Quindi l'area del quadrato pi piccolo dovrebbe essere pari, mentre l'ipotesi dice che dispari. Fece una pausa, poi concluse: Perci qualunque frazione tu scelga, qualunque divisione di beta per alfa, non pu avere un quadrato che sia uguale a due unit. Dopo aver terminato, Cleonte osserv sconsolato lo sguardo perso nel vuoto dell'amico, quindi aggiunse: Ora, Tallione, ti ricordo la promessa che hai fatto: che non mi avresti mai pi chiesto di spiegarti perch la radice di due non una frazione! E adesso muoviamoci, il Maestro ci aspetta e su questa pietra mi si sono gelate le chiappe. Cleonte cominci a camminare spedito con l'amico dietro ancora inebetito, ma la pace dur poco perch Tallione prese a dire: questo allora il segreto? Il mistero che Ippaso il traditore ha rivelato al mondo? quella l'empiet che ha commesso? Va bene, per mi piacerebbe capirla, non chiedo poi troppo! Mentre si inerpicavano su per la strada, l'uno continuava a lamentarsi, l'altro a tacere.

*** Caro Tallione, da quanto tempo ci privi del piacere della tua compagnia. Il Maestro si era rivolto allo spilungone con una cordialit inusuale. Avvolto in un himation immacolato, era seduto accanto al focolare e sorseggiava del vino speziato. I capelli bianchi gli scendevano sulle spalle e incorniciavano, assieme a una barba altrettanto candida, un volto severo. Posata la coppa, fece cenno alla coppia di accomodarsi. Maestro, per me un onore rivedervi e... So cosa ti stai chiedendo. Non hai bisogno di parlare, la tua mente un rotolo disteso per me. Tallione ebbe un moto di disappunto e arross. Dopo che si furono sistemati, il Maestro si alz e con un gesto della mano imped ai due amici di alzarsi a loro volta. Vedi, Cleonte ha sempre perorato la tua causa, caro Tallione. La Fratellanza una cerchia ristretta di persone, diceva mentre si avvicinava a un cane accoccolato in un angolo della stanza, un circolo, un cerchio in cui vige la fede pi cieca nella lealt degli uni verso gli altri. Si ferm a un passo dal cane che si era alzato sulle quattro zampe e, abbassata la testa, aveva cominciato a ringhiare.

Una lealt che un'empiet tradire! grid, sferrando un sonoro calcio alla povera bestia che, guaendo, inizi a correre con la coda tra le gambe fino a guadagnare l'uscita. Cleonte sussurr all'amico: sai, quel cane la reincarnazione di un vecchio precettore del Maestro. Dice di averlo riconosciuto dal timbro della voce. Tallione rispose sottovoce: ti devo confidare che questa storia della metempsicosi io non l'ho mai... Cosa stavo dicendo? chiese il Maestro tornando al focolare. Dicevamo della lealt. Lealt, s. La Fratellanza non fine a se stessa. Noi possediamo la Verit. Sappiamo qual l'essenza del mondo, ne conosciamo le intime proporzioni, possiamo spiegarne ogni singola vibrazione, da quelle che regolano la caduta dei granelli di sabbia in una clessidra, fino ai moti dell'anima che scatenano passioni, che incendiano le citt e le radono al suolo. Chi sceglie la Fratellanza ha accesso a questo, e a molto altro. Declamava tutto ci spostandosi a lunghi passi per la stanza, come posseduto da una visione, ma a un tratto si ferm. Era a un passo da Tallione, che abbass la testa come il cane preso a calci. Quello spilungone, rannicchiato su se stesso, sent due occhi fiammeggianti incorniciati da candide ciglia che lo scrutavano nel profondo e, a un tratto, ud le parole: Questo ti offro. Fu co-

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me nascere una seconda volta. Cosa chiede la Fratellanza in cambio? Solo lealt. La fedelt alla parola data: di non divulgare al mondo la Verit. I nostri avversari politici non aspettano altro che questo: un'incrinatura nel cerchio, una falla attraverso la quale entrare per depredarci delle nostre conoscenze pi preziose e profanarle, per usarle a loro beneficio e poi gettarle ai porci come fanno con tutto il resto. nostro dovere preservarle per porre il mondo sotto la nostra ferma e giusta guida. Cleonte disse: un grande onore che ti viene fatto, Tallione. Ti ripaga della lunga attesa. Per, interruppe il Maestro, la fiducia occorre meritarsela. E tu la meriti, vero? Certo!, rispose rialzando la testa rinfrancato. Cosa devo fare? Sai gi che, dopo l'apprendistato, non ti restano che due cose: il giuramento e l'iniziazione. Sono pronto. Allora giura! Cleonte scopr una pietra di marmo pentelico su cui erano incisi dieci cerchi a formare un triangolo equilatero. Tallione appoggi le palme su di esso e le parole, nascoste da anni nel profondo dell'anima, fluirono dalla sua bocca: Benedicimi, o numero divino, tu che hai generato uomini e dei! O sacro, sacro Tetraktys, tu che contieni la sorgente dell'eterno scorrere della creazione! Per il numero divino che inizia dalla profonda, pura

unit fino al sacro quattro, e che poi genera la madre di tutto, che tutto comprende, che tutto contiene, il primogenito, l'imperturbabile, l'inesauribile, sacro dieci che tutte le chiavi possiede! Per il sacro Tetraktys io giuro. Tallione riprese fiato, spossato, e Cleonte lo sollev. Il Maestro pose la mano sul capo del novizio e decret: Per suggellare questo patto con la Fratellanza e dimostrare la tua lealt, adesso ti resta una sola cosa da fare. Un piccolo gesto per contrastare i nostri avversari, per chiudere la falla attraverso la quale tutto ci che aborriamo potrebbe sommergerci. Cosa devo fare, maestro? chiese Tallione con una decisione che gli era sconosciuta. Una sola cosa. Pensaci, in questo momento storico siamo come una nave nella tempesta...

rinfrancava ricordando la missione. Cleonte, accanto a lui, cercava di farsi largo per vedere meglio chi andava e veniva. L'informatore aveva ragione, disse a un tratto. Ecco Ippaso! Lo spilungone, facilitato dall'altezza, guard sopra le teste verso il punto accennato dall'amico. Vide a poca distanza un ometto insignificante, calvo e con la barba arruffata, infagottato in un mantello di lana grezza e con poco bagaglio. L'uomo sembrava spaventato e ogni spallata che riceveva pareva pugnalarlo. lui. Restiamo a distanza, potrebbe riconoscermi, disse Cleonte. Seguirono l'ometto lungo la banchina finch sal, con circospezione, su una imbarcazione da carico. In quel momento, con argani e carrucole, gli scaricatori stavano issando a bordo una statua in bronzo, mentre un'altra stava per essere preparata per il *** trasporto. Anche la nave quella prevista, ti regolerai? Il porto di Reggio era animato e come lo so ancora, rispose chiassoso come sempre. Sotto un Non Tallione, ma il viaggio lungo. sole invernale, ma caldo come E poi lo ha il Maestro: la pu essere solo di fronte alle co- Fratellanza detto come una nave nella ste della Sicilia, una folla di mercanti, facchini, carpentieri e tempesta. gli restava che imbarcarsi a marinai, provenienti da ogni parte Non sua volta prima di avviarsi, del Mediterraneo, commerciava- abbraccie, l'amico: no, scaricavano e caricavano, ri- Addio, fratello. addio. paravano le navi e governavano le vele. In quella confusione Tallione si FINE sentiva sperduto, ma presto si

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Pace

Dannazione Nico, forse ho una costola rotta e tu perdi sangue come una fontana. Dobbiamo andare in ospedale. No, Mara, se ci facciamo vedere in un pronto soccorso, dopo il casino che abbiamo combinato, ci portano subito dentro. Sera, h18:15 Strappami la maglietta e tampoCorteo, h 15:30 la ferita. Celerini bastardi! urla Nico nami Ma perdi una marea di appena vediamo i caschi blu sangue disporsi in file compatte con gli vero, perdo una fottuta marea scudi alzati in fondo alla via. di sangue Mara, ma ti assicuro Nico no! esclamo delusa la ferita non grande. perch provocarli? siamo qui per che Ci appartiamo dietro un cespula pace, perch sia un valore per glio del parco in cui ci siamo ritutti. Mi avevi promesso che fugiati dopo lultima della S, ho promesso che non alzer polizia e con le mani carica tremanti un dito, questo non vuol dire che provo a fare quel che Nico mi ha non possa urlargli contro quanto chiesto, ma non facile, vedo le mi fanno incazzare, sempre stelle a ogni respiro e i palmi pronti a menare le mani con lo mani mi fanno un male del stato che gli para il culo qualsiasi delle diavolo. cosa facciano. ripete una voce nella Smettila con questi discorsi del Diavolo mia mente, ma non pu essere cazzo dico sbarrandogli la stra- che la conseguenza da e afferrandolo per le braccia vuti poco prima. dei colpi ricesono persone come noi! S, ma loro hanno il mangaCorteo, h 16:20 nello. Forza, alziamo le mani urlo Sei un coglione dico di trasmettere agli altri stringendo ancor di pi la presa. cercando ragazzi del corteo la mia determiNoi siamo qui per la pace e la basta insulti e provocainvocheremo per tutti, anche per nazione zioni, urliamo solo quel che voloro, avanzando a mani alzate. gliamo: PACE, PACE, PACE Guarda. La sensazione che provo Ma tu sei fuori dice Nico esaltante, centinaia di voci si uni-

mettendosi le mani tra i lunghi dred Ti sei fatta tatuare il simbolo della pace su entrambi i palmi! Certo. La pace quel che pi di tutto desidero al mondo e quando alzo le mani voglio che tutti lo sappiano, perch la mia non una resa, ma la pretesa di uno dei valori pi grandi in cui tutti gli uomini dovrebbero riconoscersi.

scono alla mia e i celerini indietreggiano perch davanti a loro non ci sono semplici mani alzate, vuote, disarmate, ma un vero e proprio muro di pacifisti determinati. Proprio quando mi convinco che la nostra voce possa entrare in risonanza con la voce di tutti gli abitanti della Terra, per, una sassaiola si abbatte sugli agenti di polizia che tornano a serrare i ranghi. Quando mi giro, sento cedere le gambe. Decine di Black Block vogliono far degenerare tutto in guerriglia. Sera, h 20:35 Con limbrunire usciamo dal parco e ci ficchiamo dentro dei vicoli stretti e bui, certi di rimanere nascosti agli occhi degli agenti che perlustrano ancora la zona. Gira a destra Mara e continuiamo cos per duecento metri siamo vicini al garage in cui abbiamo passato la notte.

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Nico fa fatica a parlare e per camminare si appoggia a me, ma non vuole saperne di andare a farsi medicare. Io so solo che ha perso un sacco di sangue, ma nonostante tutto ha forza a sufficienza per impedirmi di portarlo al pronto soccorso. In un piccolo slargo troviamo una fontanella e ne approfitto per sciacquargli la ferita, in effetti, non profonda, ma non so dire quanto pu averne perso. Se penso, per, alle mie braccia sporche fino ai gomiti e alla sua maglietta ormai zuppa, mi chiedo come faccia a non essere ancora svenuto se non peggio. Provo ancora una volta a fargli cambiare idea, ma non c nulla da fare contro la sua ostinazione e per me alzare la voce puro masochismo. Cazzo Mara, sono gi stato dentro due mesi fa, se mi prendono unaltra volta, io me la posso dimenticare la tua bella faccia, soprattutto dopo quel che ho fatto a quel celerino. Porca puttana Nico ribatto incazzata nonostante il dolore al costato perch hai continuato a colpirlo dopo che era rimasto a terra? Non mi risponde, si attacca alla fontanella e beve lunghe sorsate dacqua, quindi, dopo essersi staccato, aspira una profonda boccata daria e aggiunge: Non insistere, ti prego, ti assicuro che non facile ragionare dopo che ti hanno aperto una ferita in testa a colpi di manganello. Io invece vorrei continuare a

parlare, per convincerlo di quanto sia sbagliato ricorrere alla violenza anche se sono stati altri a cominciare, ma Nico non sembra pi avere forza per rispondere, quella che gli rimasta la sta usando tutta per trascinarsi fino al garage. Quando lo raggiungiamo, prima di infilarci dentro il basso lucernaio che d aria a quel freddo seminterrato, lancio occhiate a destra e sinistra per essere sicura che nessuno ci veda. Un attimo prima di lasciarmi scivolare gi come se unombra mi passasse vicino, ma sono talmente stanca e rintronata che dalla mia testa mi aspetto ogni possibile genere di allucinazione. Corteo, h 17:05 Basta! BASTAAAA! urlo girando le spalle alla polizia nel vano tentativo di impedire a un folto gruppo di Black Block di avanzare. inutile grida Nico tirandomi per un braccio quelli non sono nemmeno italiani, oltre a non sentirti, nemmeno ti capiscono. Forse non capiranno le mie parole, ma questo simbolo devono conoscerlo per forza dico sullorlo di una crisi isterica alzando i palmi davanti ai suoi occhi, quindi, mi giro di nuovo verso i Black Block alzando le mani pi che posso ma questi, concentrati sui caschi blu, nemmeno mi guardano. Carica di alleggerimento gracchia una voce amplificata e distorta da un megafono.

Vieni via! grida ancor pi forte Nico i bastardi stanno caricando. Hanno ragione rispondo cieca di rabbia cercando di avanzare contro i Black Block sono quegli stronzi ad aver lanciato pietre e bottiglie incendiarie. Daccordo, Mara, come vuoi tu, ma se restiamo qui faremo una brutta fine: siamo chiusi tra due fuochi! La carica della polizia spinge e anzich disperderci, ci schiaccia uno sullaltro, talmente stretti da non riuscire a respirare. Una spranga mi si punta contro, forse mi ha rotto una costola. La polizia si ritira di qualche metro e io riesco di nuovo a respirare, ma solo per scoprire che mi fa un male boia. Mi guardo attorno cercando di mettere a fuoco la situazione. Nico ancora vicino a me: Andiamo via! Annuisco frastornata, ma proprio mentre allungo una mano per afferrare la sua, i Black Block si compattano e aprendosi la strada tra i manifestanti, arrivano a fronteggiare la Polizia. Insulti, sassi e unaltra bottiglia incendiaria. La reazione una serie infinita di lacrimogeni e di colpo la marcia trionfale per la pace che avevo capeggiato si trasforma in un paesaggio dantesco avvolto da nubi tossiche che tolgono laria senza lasciarci tenere gli occhi aperti.

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Dimprovviso luomo si porta le mani alla testa e cade a terra rantolando o, almeno credo, vista la maschera antigas che ne deforma voce e viso. Nico si rialza cercando di tamponarsi la ferita alla testa che gli ha gi ricoperto una mano di un rosso brillante. Prendi bastardo! urla colpendo con ripetuti calci al costato luomo rannicchiato a terra. No, no fermati Nico. Ma lui per risposta assesta un altro calcio alla testa del poliziotto e io, disperata, mi aggrappo alle sue ginocchia per fermarlo. Dopo un tempo che non so valutare mi rimetto in piedi e Corteo, h 17:15 aggrappata al suo braccio, ci proprio quando mi convinco che non riuscir pi a trovare Ni- allontaniamo dallinferno. co che lo scorgo tra le spirali di Notte, h 22:40 fumo tossico. Ha il volto coperto Sono qui. da una sciarpa per cercare di riu- Cosa?! scire a respirare, niente di cos hai invocato e io ho risposto. efficace come le maschere anti- Mi Sono per te Mara. gas con cui si proteggono i celeri- unaqui voce profonda quella che ni che, manganello in pugno, sento ed nella mia testa. Io ho hanno sfondato il gruppo dei invocato il Signore Black Block e ora avanzano E il signore delle tenebre ha ricolpendo chiunque si trovi davanti a loro. Come Nico che con sposto. Tenebre?! ripeto istupidita gli occhi su di me non si accorge No, io cercavo Dio. del poliziotto apparso dalla Non minteressa chi cercavi, tu nebbia alle sue spalle. hai invocato il mio aiuto pi volte Nooo! urlo disperata veio te lho dato: ho mosso il dendolo cadere a terra. Distinto e corteo tue spalle facendogli gli vado incontro e sollevo le ma- gridarealle Pace; ho bloccato il polini verso il suo aggressore. Non ziotto che stava per colpirti; e ho idea di cosa fare, so solo che ora, dopo che hai pagato il tributo vorrei provasse lo stesso dolore di sangue, sono venuto qui proche ha inferto al mio compagno. Notte, h 21:25 Nico, Nico chiamo con un filo di voce, ma non mi risponde. Sono a terra con la sua testa in grembo. In uno specchio rotto in bilico contro un cumulo di cianfrusaglie ammassate sulla parete opposta, vedo le nostre immagini riflesse: sembriamo una Madonna e un Cristo con i capelli rasta. Senza forze abbandono le braccia a terra e in un sussurro mi metto a fare qualcosa che non credevo possibile: prego. Aiutaci Signore, aiutaci. Abbiamo combinato un gran casino, ma noi volevamo solo la pace.

prio come ha chiesto. Tributo di sangue? balbetto mentre unombra tra le ombre esce dal vetro rotto dove prima cera la mia immagine. Piena dorrore abbasso lo sguardo su Nico, non respira pi S, morto e con il suo sangue ha dato energia ai simboli del male che ti sei tatuata sulle mani. Incredula, passo lo sguardo sui miei palmi Ma questo il simbolo della pace. Nella mia testa sento rimbombare una risata profonda. Punti di vista. Il segno tracciato dentro al cerchio lo Yr, la Runa della Morte, ed la chiave per invocare Satana. Ma non preoccuparti, io e te ci intenderemo alla perfezione, vedrai. No! Io voglio la Pace, io sono per il bene! La risata dentro la mia testa insopportabile. Mi tappo le orecchie con i palmi doloranti, ma lunico risultato aggiungere dolore su dolore. Vedi ragazza, Pace e Bene sono concetti differenti e non scritto da nessuna parte che debbano coesistere. Senza contare che al libero arbitrio, si aggiungono anche limprevisto e lignoranza. Perch ricordati: lignoranza potere. Due giorni dopo Mi sveglio nel mio letto di casa. Tutto cos irreale non mi ricordo come ci sono arrivata. Sono contenta che tu stia bene dice mia madre abbassandosi su

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di me per rimboccarmi le coperte e poggiarmi un bacio sulla fronte. Io e tuo padre abbiamo visto in televisione quel che successo laltro ieri alla manifestazione e non sai quanto siamo stati in pena per te. E poi Cos successo? chiedo tirandomi su a sedere. Non so dimmelo tu Mara. Sei arrivata a casa ieri con il treno delle undici e trenta, hai salutato e sei crollata a dormire sul tuo letto. Io non ho osato svegliarti, ma dopo oltre un giorno di sonno incominciavo davvero a temere per te. Stavo per chiamare il dottore No dico preoccupata senza sapere esattamente perch. Davvero mamma, sto bene, sai sono stata sveglia per quasi due giorni a fila, avevo solo bisogno di dormire. Daccordo, dimmi piuttosto che cos successo a quel tuo amico. A chi? Sai, al telegiornale hanno detto che un certo Domenico Menelli morto dissanguato per una ferita al capo. Sembra che se fosse andato al pronto soccorso anzich a nascondersi nel garage in cui lhanno trovato si sarebbe salvato. Non riesco a parlare, le lacrime mi salgono agli occhi e scoppio a piangere. Ho ricordi confusi di tutto il casino scoppiato alla manifestazione e di Nico non ho nessun ricordo dopo che i celerini hanno lanciato i lacrimogeni.

Torno a guardare mia madre per chiedere spiegazioni, per sapere se i telegiornali hanno detto quel che successo, ma non riesco a parlare. Per un istante intravedo una strana ombra attraversare la stanza e con le braccia abbandonate lungo i fianchi crollo sulla sua spalla abbandonandomi a un pianto sconvolgente. Su, su piccola mia. Vedrai che le indagini spiegheranno laccaduto, limportante che tu stia bene e sia qui con me. In ogni caso, non preoccuparti, io sar sempre con te. S, Mara, io sar sempre con te. Due mesi dopo Allora ragazzi avete capito? chiedo al gruppo mentre ci apprestiamo a uscire dallo scantinato in cui ci siamo riuniti. S, Mara mi risponde determinato Luca, il fratello di Nico andremo in citt ognuno per conto proprio seguendo itinerari diversi in orari diversi, cos, anche se la polizia dovesse aver messo dei posti di blocco, avremo pi possibilit che la maggior parte di noi riesca a passare portandosi dietro le armi che abbiamo preparato. Tutto giusto, tranne una cosa dico dandogli un bacio sulle labbra non chiamarle armi. vero, lo sono, ma se ti scappa di dirlo davanti a orecchie indiscrete tutto potrebbe andare a puttane prima ancora di cominciare quindi, dopo aver passato lo sguardo sugli altri ragazzi, chie-

do: Intesi? Non mi rispondono ma nei loro occhi c determinazione. Bene dico raccogliendo lo zaino andiamo. Ci troveremo domani nel corteo. Hei Mara, ma che cosa c nel tuo zaino? Mi domanda Luca mentre percorriamo la strada per la stazione Ho notato che molto pi pesante del mio. Niente di che, non preoccuparti gli rispondo con sufficienza riaggiustandomi lo spallaccio solo un regalino per quei bastardi dei celerini. E dai, sono curioso. Mi spiace replico prima di dargli un lungo bacio ricordati lignoranza potere. Non preoccuparti, diciamo che solo una sorpresa per ravvivare la manifestazione. Va beh ormai lo so che con te inutile insistere. Ecco bravo, finalmente una cosa giusta lhai detta. Ora per dobbiamo separarci. Daccordo dice salutandomi con la mano su cui si fatto tatuare il simbolo della pace come me io vado a farmi un panino e poi prendo il treno successivo. Allora Mara, sei pronta? S, mio signore sussurro compiaciuta mentre mi allontano nello zaino ho una vera e propria bomba e se riuscir a lanciarla sui celerini, avrai il tuo tributo di sangue e anche Luca potr stringere un patto con te.

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Il simbolo della Pace

Nel bene Il simbolo della pace, a differenza di molti altri simboli la cui nascita si perde nellincertezza del passato, ha un anno di nascita e un ideatore certi. Venne infatti concepito da un artista del Royal College ofArts, Gerald Holtom, nel 1958 per la campagna inglese a favore del disarmo nucleare. Nel cerchio che rappresenta il tutto - luniverso, il mondo Holtom inscrisse due segni che, mutuati dal Codice Internazionale di Segnalazione, rappresentavano le lettere N e D in base allalfabeto visivo a bandiere. La sua idea, infatti, era di ottenere un simbolo facilmente riconoscibile cui far corrispondere le parole Global Nuclear Disarmament. Un decina danni dopo, la cultura giovanile degli anni sessanta se ne appropri ampliando il concetto di disarmo a quello di pace. A questi significati se ne sovrapposero presto altri: nelle linee interne al cerchio alcuni ci vollero vedere la stilizzazione di un uomo disperato con le braccia abbassate in segno di resa, se non addirittura del Cristo con le braccia abbandonate come nelle pi conosciute rappresentazioni della piet, il tutto teso a un ulteriore ampliamento del significato

che da Disarmo Nucleare Globale passato a indicare quello di Pace e infine di Resistenza Pacifica. Sembra che lo stesso Holtom in una lettera a un amico, il pacifista Hugh Brock, abbia confessato che lispirazione per il simbolo gli sia arrivata dopo essere caduto in depressione descrivendo lassociazione di idee con le seguenti parole: Ero in uno stato di disperazione. Profonda disperazione. Ho disegnato me stesso: la rappresentazione di un individuo disperato, con le palme delle mani allargate all'infuori e verso il basso, alla maniera del contadino di Goya davanti al plotone desecuzione. Ho dato al disegno la forma di una linea e ci ho fatto un cerchio intorno.

prio da chi per primo diede forma al simbolo. I segni interni al cerchio sono, infatti, riconducibili alla runa Yr (in italiano tasso) sedicesima lettera dellalfabeto Fuark recente e se la runa opposta, lalgiz, interpretabile come un uomo con le mani alzate che invoca il signore, lo Yr interpretabile sia come un uomo che si arrende o come un uomo che si rivolge allopposto di Dio, Satana. Lo Yr, infatti, conosciuto anche come la Toten-Rune, ovvero la Runa della Morte che simboleggia lerrore, la confusione - sia attraverso lappannamento della coscienza (per passione, amore, gioco, bere, ecc.), sia attraverso la menzogna, il tradimento - chi ostenta lo Yr, dunque, un uomo Nel male di moralit rovesciata, senza voAi significati positivi se ne sono lont, aperto alle influenze accostati altri negativi, se non esterne, subliminali, notturne e addirittura demoniaci che alcuni infere. Per tali ragioni molti pacidetrattori dei movimenti pacifisti fisti convinti preferiscono non ritengono essere stati voluti pro- adottare tale simbolo.

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L'uomo verde

LUomo Verde un volto composto da foglie o ricoperto da pampini, rami, fiori e frutti. Limmagine generalmente maschile, rare sono le Donne Verdi. La sua figura fu probabilmente ideata da artisti dellAntica Roma, in opere volte a sottolineare la stretta interdipendenza fra uomo e natura, soprattutto nella celebrazione di divinit silvane quali Pan, Bacco e Dioniso. Una statua di Dioniso rinvenuta a Napoli, risalente al 420 A.C. considerata una della prime immagini dellUomo Verde: il nume, adorato con il capo incoronato di foglie, ne considerato il pi probabile precursore. Strette relazioni sono state individuate anche con il dio celtico Cernunnos, anchesso ponte sovrannaturale fra lumanit e il mondo silvano. LUomo Verde simbolo di rinascita, verosimilmente correlato a riti propiziatori legati alla fertilit e al ritorno della primavera. Le antiche rappresentazioni in cui la vegetazione spunta da ogni orifizio del volto possono essere considerate una sorta di memento mori pagano, in cui i resti umani tornano nel ciclo di morte e rinascita e fungono da terreno di crescita per la vegetazione. Come avvenne per numerose altre immagini di origine pagana, la religione cristiana ne reinterpret il significato, fa-

cendone un simbolo di Resurrezione e vita dopo la morte. LUomo Verde divent cos elemento decorativo frequente di edifici sacri di epoca medioevale, soprattutto nellarea britannica, francese e germanica. Il pi antico esempio in tal senso unincisione, rinvenuta a Saint Abre in Saint Hilaraire Le Grand , risalente al 4OO d.C., che rappresenta un volto dalla cui bocca spuntano piante e foglie. Durante il Rinascimento vi fu una grande diffusione dellimmagine dellUomo Verde anche in Italia; esso fu per ridotto a mero elemento decorativo, spogliato di ogni valenza simbolica. Nel ventesimo secolo il Neopaganesimo, La New Age e la religione Wicca hanno assimilato limma-

gine dellUomo Verde , utilizzandola come rappresentazione del Dio Cornuto, divinit sincretica che include caratteristiche del celtico Cernunnus e del greco Pan.
Passeggiata primaverile

Laura ansimava lungo il cammino, curva sotto il peso dello zaino porta bimbo. Lultima volta che aveva fatto quella passeggiata nei boschi era pi in forma, pens. E non aveva un cucciolo di sette chili sulle spalle. Si ferm a bere un sorso dacqua dalla borraccia che portava in vita

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e si volt a dare unocchiata a Tommaso: il piccolo dormiva beato, la testa reclinata e le guance arrossate dallaria frizzante della primavera. Sotto le palpebre sottili gli occhi si muovevano appena, forse inseguendo le ombre dei propri sogni. Mancava poco alla vetta. Laura ripart a buon passo, osservando quanto fosse trascurato il sentiero, invaso dagli sterpi e dai ricci marci dellautunno precedente. Fra le foglie secche spuntavano sottili steli verdi, accanto ai castagni cominciavano a fiorire i crocus. La vegetazione si faceva pi fitta poco prima della radura che si apriva in cima alla montagna, dove sorgeva lantica cappella di San Michele. Una terrazza erbosa davanti alla facciata permetteva di ammirare il lago Maggiore, incastonato fra le prealpi. Laura ignor il paesaggio e si rivolse verso larchitrave, dove un volto composto di foglie e pampini fissava inespressivo il panorama. Ciao, ti ricordi di noi? sussurr la ragazza. Con un versetto acuto Tommaso annunci di essersi svegliato. Laura appoggi svelta lo zaino a terra e sfil il piccolo, che si guardava intorno perplesso. Lespressione smarrita si illumin di gioia non appena mise a fuoco il volto sorridente della madre. Laura gli schiocc un bacio su una guancia e il piccolo rise deliziato. La giovane si sedette a terra,

appoggiata alla colonna della cappella, e si slacci i bottoni della camicetta a quadri. Il bimbo strinse le labbra intorno al capezzolo che la madre gli porgeva e fiss incantato il mascherone di pietra che li sovrastava. Hai visto lUomo Verde, amore? Non aver paura, ha la faccia cattiva, ma un vecchio amico. Della mucca e del vitello, della pecora e dellagnello. Della gallina e dei pulcini, della mamma e i suoi bambini cantilen piano Laura. Stefano, quella sera, si era accoccolato a gambe incrociate proprio nello stesso posto. Pizzicava le corde della chitarra, i capelli dorati splendevano nella luce del tramonto. Era bellissimo. Non mi sembra una buona idea. Laveva detto cos, come se si fosse trattato della proposta di partecipare a una scampagnata in una giornata di pioggia Infatti non lo . Ma ormai successo aveva risposto Laura appoggiandogli una mano sulla spalla. Sapeva che si sarebbe spaventato, daltronde anche lei era terrorizzata. Devi fare qualcosamormor Stefano. Prov un arpeggio complesso, ma un dito gli scivol dalla tastiera della chitarra, emettendo un suono stridulo. Cazzo. Laura osserv una rondine che intrecciava fantasiose geometrie aeree e invidi la libert di quel minuscolo uccellino.

Io non abortir, se questo che vuoi dire esclam, sorpresa, pi che dalle proprie parole, dalla fermezza con cui le aveva pronunciate. La rondine invert la propria traiettoria e si gett su un insetto che volava a pochi metri da terra. Io non voglio figli. Non voglio legami, la mia carriera di musicista Far da sola mormor Laura senza distogliere lo sguardo dalla rondine, che era volata sotto la tettoia della cappella. Sopra al mascherone che adornava larchitrave, incastrato fra i mattoni, si intravedeva un nido, da cui spuntavano minuscoli becchi spalancati. Stefano si alz in piedi e appoggi la chitarra nella custodia. Si pass una mano nei capelli e guard Laura in silenzio. Poi le afferr una mano e la ruot piegandola allindietro, facendo s che il mignolo le sfiorasse lavambraccio. Pensi davvero che se ci lasciassimo ora e tu partorissi fra sette mesi i miei non capirebbero tutto? Le storse il polso di un altro millimetro. Alla ragazza sfugg un gemito. Mio padre mi ammazzerebbe. Mi costringerebbe a sposarti, a lavorare nel suo schifo di ditta. Mi ritroverei inchiodato in questo paese di merda, addio band, addio musica. Una boccata acida invase la gola di Laura. Trattenne un conato di

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vomito, ma le gambe le cedettero e si trov in ginocchio davanti al ragazzo furibondo. Le girava la testa, sper di svenire e mettere fine a quellorrore. Guardami, scema grid Stefano,piuttosto ti ammazzo, lo capisci? Laura sollev lo sguardo, ma non fu il volto rabbioso del suo fidanzato ad attirare la sua attenzione. Le foglie del mascherone sullarchitrave non sembravano pi fatte di pietra grigia, ma fluttuavano verdi, come erba piegata dal vento. I pampini si dispiegavano nella luce dorata del tramonto, alcuni viticci risalivano a sostenere il nido delle rondini, altri scivolavano lungo la facciata contorcendosi come tentacoli. Sto impazzendo pens Laura. Gli occhi della statua avevano abbandonato la gelida fissit per assumere unespressione dira e di sdegno, la bocca si era spalancata lasciando fuoriuscire un grido che scosse la montagna, un ruggito che emergeva dalla notte dei tempi.

raggiunto sconvolta il paese pi vicino e aveva dato lallarme, ma il suo stato confusionale non aveva permesso di capire con precisione dove era avvenuto lincidente. Le squadre del Soccorso Alpino si erano aggirate nella zona per quasi una settimana prima di rinvenire il cadavere, il cranio spaccato dalla roccia su cui era precipitato. Una lieve patina di muffa verde ne ricopriva la pelle bagnata dalla rugiada notturna.

Laura stacc Tommaso dal seno, si alz in piedi e lo strinse a s, appoggiandone il piccolo viso sulla spalla. Passeggi avanti e indietro davanti alla cappella, dandogli brevi colpetti fra le scapole perch digerisse prima di iniziare la discesa verso casa. Una rondine sfrecciava nel cielo, forse la stessa dellanno prima. Oppure no, era uno dei pulcini che aveva intravisto sbucare in cerca di cibo, ora pronto a costruire il proprio nido. Solo per un istante, prima di scendere, ripens a Stefano e si chiese se sul suo volto ora crescessero erbe e muschi, Fu una terribile disgrazia. come sul viso dellUomo Al ritorno della passeggiata a Verde. San Michele, Stefano aveva perso lequilibrio ed era ruzzolato lungo un precipizio sassoso. Laura aveva

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risultati e classifiche

1 - 1 41 - Cattivotenente 2 - 1 25 - LeggEri 3 - 11 8 - Rovignon 4 - 111 - Tetractys 4 - 111 - Lavinia Blackrow 6 - 86 - Simolimo 7 - 80 - Anark2000 8 - 69 - Ele Nina 9 - 64 - Willow78 1 0 - 62 - Paola B 11 - 32 - David G 1 2 - 25 - Shanda061
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N o n pe r d e t e i l n u m er o d i M a r zo 2 01 4 L 'a l t r o L a t o

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Febbraio 2014

Anno 2

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La rivista multicanale di narrativa fantastica liofilizzata istantanea

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d i A r ia n n a K o e r n e r

Nel Teatro della Morte

Nel segno di una nuova e ra

d i L a v in ia B la c k r o w

La runa bianca

d i L e o n a r d o B o s e lli

Come una nave nella tempesta Pace

d i A le s s a n d r o R e n n a

Passeggiata primaverile
di LeggEri

R is u lt a t i e c la s s ific h e

illustrazione di Diego Capani

Venusian Lady