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fondi strutturali europei 2007-2013

fondo sociale europeo

m ve ou m p
Destinazioni alternative

FSE

PReVeNZIONe deLLA VIOLeNZA


Esperienze attive
Stimoli didattici per la trattazione dei temi: rispetto della diversit, prevenzione della violenza domestica e uso consapevole delle nuove tecnologie

Come partecipare a Esperienze Attive


MOVE UP Esperienze attive invita le scuole piemontesi a sviluppare una propria esperienza su uno dei 3 temi proposti, ispirandosi agli esempi guida offerti in questi opuscoli. Per partecipare attivamente, ogni classe deve semplicemente realizzare una SCHEDA ESPERIENZA in cui documentare il percorso realizzato. possibile farlo nella forma di piccolo studio di caso o di semplice racconto dellesperienza praticata, in un elaborato su carta o digitale. Si dovr indicare il tema scelto, le risorse dellarea web utilizzate, le discipline coinvolte, le azioni che hanno caratterizzato il percorso e leventuale prodotto nale. Un esempio di scaletta: TEMA SCELTO NOME DELLESPERIENZA RISORSE MOVE UP UTILIZZATE ALTRE RISORSE METODOLOGIA ADOTTATA SVILUPPO DELLATTIVITA CONTRIBUTI DISCIPLINARI ESITO FINALE DESCRIZIONE DELLEVENTUALE ELABORATO PRODOTTO Le schede esperienza sviluppate, insieme alleventuale prodotto nale, saranno pubblicate sullarea web MOVE UP e su altri siti regionali, come esempi di buone prassi da diffondere per la promozione delle Pari Opportunit, Prevenzione alla violenza e Uso consapevole delle nuove tecnologie.

Prevenire la violenza insieme alla scuola


II fenomeno della violenza attraversa nelle sue diverse forme, tutte inaccettabili ed egualmente odiose, la societ contemporanea, come un l rouge tanto unicante quanto allarmante. Dalle violenza contro le donne e i minori, al bullismo no ad arrivare a quelle disseminate nel web. Tutti si indignano eppure le violenze, pi o meno gravi, accadono tutti i giorni, richiamando vecchi schemi o nuovi copioni sempre pronti a rappresentarci qualcosa che non si riesce ancora a debellare. Regione Piemonte ha intrapreso da diversi anni una politica di forte contrasto alla violenza a tutti i livelli, varando insieme alla Consulta delle elette e lAssessorato alle Pari Opportunit un Piano regionale per la prevenzione della violenza contro le donne e per il sostegno alle vittime. Azioni sistemiche e servizi sociali si evolvono continuamente sul territorio. Un impegno altrettanto signicativo ha contraddistinto il versante delleducazione, con una serie di azioni di comunicazione coordinate che partono da un presupposto: se parlare della violenza la strategia per isolarla, parlarne ai giovani nelle scuole e negli altri ambiti formativi rappresenta larma pi efcace per disarmarla, impedirle di crescere e di contaminare il presente e il futuro. Nel vasto panorama di iniziative e progetti realizzati da Regione Piemonte su questo fronte, il progetto integrato MOVE UP ha sviluppato una serie di strumenti educativi sul tema della prevenzione della violenza, insieme a quelli delle pari opportunit e delluso consapevole delle nuove tecnologie, per offrire alle scuole una signicativa opportunit formativa per la crescita civile dei giovani. Con questo opuscolo tematico MOVE UP Esperienze attive, Regione Piemonte mette a disposizione degli insegnanti una guida pratica, che integra e raccorda le diverse azioni e progetti gi intrapresi anche da altri soggetti, per facilitarli nella scelta e realizzazione di azioni didattiche multidisciplinari.

Prevenzione della violenza: comunic-azioni per diffondere buone prassi


Lattualit del tema della violenza entra in ogni realt, anche nella scuola dove, oltre a studiarne espressioni passate, se ne tocca purtroppo con mano la manifestazione presente. Lintervento educativo si rivela per questo motivo doppiamente indispensabile e urgente, complesso ma profondamente legato alla formazione civile della persona, nella quale i valori di pari opportunit, di rispetto della diversit, di responsabilit verso se stessi e gli altri rappresentano capisaldi imprescindibili. Sia nellambito dellinsegnamento di Cittadinanza e Costituzione, sia in modo trasversale in tutte le aree disciplinari, affrontare il tema della violenza richiede di accompagnare i giovani in un processo di disvelamento del fenomeno nei suoi multiformi aspetti, di esercitarli al pensiero critico, al riconoscimento di stereotipi e pregiudizi, alla scoperta e quindi analisi dei meccanismi e dei modelli socio-culturali negativi e prevaricanti. In questa direzione la Regione Piemonte ha realizzato in questi anni numerose iniziative raccolte ora in forma ragionata nellarea web MOVE UP Destinazioni alternative. Con MOVE UP Esperienze attive queste risorse vengono questanno messe a disposizione dei docenti come patrimonio da interpretare e da contestualizzare nel quotidiano didattico con un percorso personalizzato. Nelle pagine seguenti vengono suggerite alcune possibili piste di lavoro per rendere sempre pi efcace lazione educativa utilizzando materiali didattici, video, DVD, documenti, bibliograe da scaricare direttamente dallarea web, con agganci ai curricola disciplinari e integrazioni con i vissuti degli studenti, lm, ricerche. Il patrimonio delliniziativa MOVE UP si arricchisce cos delle esperienze di lavoro di ogni classe, riproducibili in molteplici varianti, esempi della vitalit della scuola piemontese.

MOVE UP

Punti di attenzione metodologici


Dal punto di vista pedagogico, lapproccio al tema della violenza richiede unimpostazione relazionale e una conduzione delle attivit basata su un clima di serenit, accoglienza e parit, funzionali a facilitare il coinvolgimento degli studenti senza suscitare eccessive e non controllabili reazioni emotive. da privilegiare il lavoro di gruppo in cui ci si pone alla pari di fronte al tema, ponendosi domande, confrontandosi apertamente, con rispetto per ogni punto di vista e atteggiamento empatico: ognuno si mette in gioco con i propri pensieri e le proprie emozioni perch tutti insieme si possano riconoscere stereotipi e convinzioni culturali errate che alimentano tacitamente la violenza. Informarsi e approfondire, esprimersi e ascoltare, decostruire e reagire: su queste coordinate lazione educativa trova il binario preferenziale capace di accompagnare gli studenti a prendere consapevolezza e ad attivarsi nel proprio quotidiano, individualmente o collettivamente.

Le proposte di esperienza
Le attivit illustrate in questo opuscolo vogliono essere solo dei canovacci sui quali ogni classe pu tessere unesperienza personalizzata, in grado di evidenziare gli aspetti meno apparenti della violenza, le sue manifestazioni quotidiane ma non meno insidiose, e di rivelarsi come azione di denuncia e di comunic-azione partecipata. Ogni proposta contiene i riferimenti ai materiali da scaricare dallarea web, unindicazione sui passaggi in cui articolata lesperienza, alcune varianti di interpretazione, materiali di supporto per il docente e per lattivit, agganci alle principali aree disciplinari (con indicazioni di massima che i docenti, sia del 3 anno della scuola secondaria di 1 grado sia dei primi 3 anni delle scuole secondarie di 2 grado coinvolte nel progetto, potranno tarare in modo idoneo per let).

Un tema, diversi aspetti


La prevenzione della violenza si muove in diverse direzioni, a seconda della tipologia di vittime: Violenza contro le donne Violenza contro i minori Violenza contro i soggetti deboli Violenza fra pari e bullismo Anche indagando su un singolo aspetto, importante che vengano esplorati i meccanismi da cui ogni tipo di violenza scaturisce, in modo da fornire agli studenti strumenti critici e competenze per individuarla e combatterla in ogni sua manifestazione.

L ' esito finale


Ogni esperienza, testimoniata in una scheda di presentazione redatta secondo il format indicato nella seconda di copertina e completata anche da allegati, potr essere inviata in forma digitalizzata dalle scuole per essere pubblicata sullarea web MOVE UP, come testimonianza viva e riproducibile di buone pratiche didattiche sul tema.

Lesplorazione delle risorse dellarea web MOVE UP, degli altri siti a cui si rimanda nelle attivit, offre una preziosa occasione per utilizzare la LIM, sfruttandone al massimo le potenzialit: visione delle risorse e dei lmati, gestione partecipata dei contenuti, estrapolazione e confronto di ipertesti e immagini, creazione di elaborati e della scheda esperienza.

ESPERIENZA 1

Cambiamo storia alla violenza


Risorse: www.regione.piemonte.it/europa/fse/moveup/prevenzione.htm www.regione.piemonte.it/parliamo/kit_scuola/kit_violenza.htm www.meltinglab.it/ > Come strumento iniziale dellattivit si consulta il manuale Dire no alla violenza possibile, scaricabile insieme ai materiali del kit didattico dal link www.regione.piemonte.it/parliamo/kit_scuola/kit_violenza.htm nella sezione Prevenzione della violenza dellarea web MOVE UP. Una piccola introduzione al tema pu essere accompagnata dalla visione di uno dei lm consigliati nelle Schede del kit didattico, scelto in base allet degli studenti, o di un lm gi visto da tutti o disponibile nella scuola. > Si lancia un piccolo dibattito, secondo le indicazioni metodologiche del manuale, in cui tutti insieme si parte dalla forma di violenza presente nel lm con due obiettivi: analizzare i passaggi fondamentali in cui si sviluppata e farne emergere altre tipologie di cui si a conoscenza. Linsegnante suggerisce con apposite domande altre forme di violenza non citate dal lm. Con i pi grandi si esaminano alcune storie di violenza contro le donne proposte a pag. 16 del manuale e si visiona il CD, compreso nel kit didattico scaricabile dal link sopra citato, facendo interagire a turno gli studenti con le scenette a doppia uscita proposte. > A gruppi si cercano sul web fatti di cronaca di violenza contro le donne, contro i bambini, i soggetti deboli e fra pari. Ogni gruppo fa un report dei casi trovati, individuandone i dati principali (genere, et, etnia), possibili presupposti e motivazioni (gelosia, invidia, separazioni, dispetti, ingiustizie), dinamiche (chi ha iniziato, come si svolto il fatto, chi ha assistito e cosa ha fatto...) In una discussione i gruppi si confrontano e si sviluppa unanalisi sui diversi tipi di violenza esaminati per scoprirne aspetti comuni. > In base alle caratteristiche chiave che emergono, gli studenti costruiscono delle situazioni tipo, in ognuna delle quali si rappresenta una possibile storia di violenza, immaginandola a partire dal proprio vissuto: situazioni quotidiane, a scuola, a casa, per strada, durante un gioco o una festa... Si invitano i ragazzi a studiarle con due nali diversi, uno positivo e uno negativo. Per questo sar necessario comporle attentamente nella progressione dei gesti e dei momenti che le caratterizzano.

Approfondimenti disciplinari:
AreA LINGuIsTIco-LeTTerArIA:
ricerca di relazioni aggressive e rapporti positivi, di relazioni uomo- donna nelle opere letterarie studiate nel curricolo: per esempio Ettore e Achille Achille e Patroclo/ Ettore e Andromaca o Achille e Briseide, Otello e Desdemona, Dante e Beatrice, la donna in Boccaccio e Chaucer, Manzoni e i Promessi Sposi, Flaubert).

AreA sTorIco-GeoGrAFIcA:
le violenze e i soprusi praticati nella storia: il ratto delle sabine, la pratica dello stupro nelle popolazioni conquistate nel 500, la pratica del rogo e della tortura nel medioevo (Inquisizione), lelettroshock nei manicomi, le torture naziste.

AreA scIeNTIFIco-TecNoLoGIcA:
esempi negativi e positivi di relazioni animali e umane: i predatori e le vittime, meccanismi di difesa e prevenzione (i fenomeni della simbiosi), i processi che sovrintendono allaggressivit e alla difesa nelluomo (aree neurologiche pi antiche, lamigdala).

Altri materiali:
nei materiali del kit didattico, scaricabile dal link contenuto in Dire no alla violenza possibile nellarea web MOVE UP Prevenzione della violenza, si trovano le Schede con spunti di attivit, testi narrativi e lm da integrare nellesperienza. Per la visione di lmati sullargomento, disponibile unaltra lmograa sul sito www.meltinglab.it, sezione Contro le violenze> Temi e approfondimenti> Dati, ricerche e norma> Filmograa.
DIRE NO ALLA VIOLENZA POSSIBILE
Manuale di sensibilizzazione per una comunicazione partecipata

> VArIANTI: lattivit pu essere realizzata in forma di di sceneggiatura di un role-game, di un giallo dal nale aperto, di studio di caso, dove si prolano le diverse scelte e i diversi nali.

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La scheda esperienza e leventuale prodotto nale (anche LIM) che la accompagna potranno essere inviati in formato elettronico.

ESPERIENZA 2

Segnali anti-violenza
Risorse: www.regione.piemonte.it/europa/fse/moveup/prevenzione.htm www.regione.piemonte.it/parliamo/kit_scuola/kit_violenza.htm www.meltinglab.it/ > Per introdurre lattivit, si scelgono nel sito www.meltinglab.it, sezione> Contro le violenze> Temi e approfondimenti> Campagne sociali alcuni spot internazionali, nazionali e della Regione Piemonte contro la violenza sulle donne. Per creare un coinvolgimento attivo della classe si pu far recitare a un alunno un brano di Passi affrettati, il testo di Dacia Maraini contenuto nel manuale del kit didattico scaricabile da ww.regione.piemonte.it/parliamo/kit_scuola/kit_violenza.htm. > Vengono mostrati agli studenti i dati sulla violenza contro le donne nel mondo e in Italia, suddivisi per tipologia, contenuti nel CD del kit sopracitato, sezione Conosci> Numeri (con i pi grandi analizzando le tabelle della ricerca ISTAT e Ti amo da .morire? promossa in Piemonte dal Consiglio delle elette) e sul sito www.meltinglab.it, sezione Contro le violenze> Temi e approfondimenti> Dati, ricerche e norme> Dati sulla violenza contro le donne. Ci si interroga sulla dimensione e sulla percezione del fenomeno, verbalizzando reazioni e convinzioni di fronte ai dati di fatto. Ci sono differenze fra le reazioni delle ragazze e quelle dei ragazzi? Si discute sul perch. > Come si esprime la violenza contro le donne? Ci si documenta nello stesso CD, sezione Conosci> Forme di violenza> Luoghi comuni: ci si sofferma sulle espressioni della violenza e si cerca quindi di analizzare i modelli e gli stereotipi che possono averla generata. > Siamo tutti testimoni e spettatori di atteggiamenti ed espressioni che precludono alla violenza: sappiamo riconoscerne i segnali? Come possiamo attivarci? Si invitano gli studenti a diventare autori di unindagine nel loro vissuto massmediale per sensibilizzare i propri coetanei al riconoscimento dei segnali di violenza disseminati nella comunicazione dei media. Ognuno raccoglie una propria testimonianza di segnale di violenza, estratto da una situazione tratta da una trasmissione televisiva, da videoclip e lmati, da lm, canzoni > A partire dalla discussione sulle segnalazioni prodotte e attraverso un brainstorming si individua una modalit condivisa per realizzare un evento di sensibilizzazione dai giovani per i giovani: si dovr inventare una scenograa dimpatto, un messaggio efcace, raccogliere testimonianze video, trovare ospiti di riferimento per il pubblico giovanile, organizzare reading.

Approfondimenti disciplinari:
AreA LINGuIsTIco-LeTTerArIA:
rappresentazioni delle forme di violenza nella letteratura: le donne vittima di pregiudizi e molestie, lo stereotipo della donna bella e passiva e delluomo forte e potente, il sopruso nei confronti di donne e soggetti deboli (per esempio, analizzando le donne vittime degli dei e degli eroi nella letteratura greca o la gura della donna vittima di pregiudizi nella letteratura dell800).

AreA sTorIco-GeoGrAFIcA:
le differenze/similitudini di ruoli femminili/maschili, dei diversi nella storia e nelle diverse culture, soffermandosi sulle pratiche di persecuzione e soprusi pi e meno evidenti nei diversi periodi storici (donne/greche, donne/streghe, donne angelo/donne perdute, schiavi antichi e moderni, cristiani/eretici, )

AreA scIeNTIFIco-TecNoLoGIcA:
la diversit biologica fra uomo e donna e i ruoli maschi e femmina nel regno animale. Scienziati e scienziate, geni e genio nella letteratura scientica: lapporto nascosto di gure femminili alla scienza, le competenze scientiche e tecnologiche.

Altri materiali:
Nel Manuale per la formazione e le attivit educative del Fiocco Bianco, scaricabile dallarea web MOVE UP Prevenzione della Violenza, i docenti trovano una ampia introduzione metodologica sulla prevenzione della violenza di genere e numerose attivit da integrare nel percorso. Ai pi grandi si pu consigliare la lettura del Tabloid scaricabile dal sito www.meltinglab.it, sezione Contro le violenze> Temi e approfondimenti, Dati, ricerche e norme> Tabloid informativo, del saggio Le sette P della violenza degli uomini di M. Kaufman, contenuto nel manuale del Fiocco Bianco sopra citato. Per la realizzazione dellattivit, utile visionare le Testimonianze in forma di sagome viola e sagome bianche - utilizzate da Regione Piemonte per levento contro la violenza sulle donne - contenute nella sezione Approfondisci del CD (da scaricare nel link citato nella pagina a anco).
Mercedes Bresso Giuliana Manica

In Italia il 32% delle donne ha subito durante la propria esistenza una violenza fisica o sessuale. Il 70% degli stupri opera del partner. Il 96% delle violenze non viene denunciato*.
*fonte ISTAT 2007

Non bisogna avere paura di denunciare gli abusi


Le donne rappresentano oltre la met della popolazione italiana. Una rappresentanza forte che, negli ultimi anni, si arricchita dei volti, delle voci e delle azioni di altre donne, arrivate da Paesi diversi portando con s il prezioso bagaglio della propria cultura. E lincontro tra le diverse etnie contribuisce a costruire la nuova Cittadinanza della societ moderna. A questa crescita, per, e nonostante molti anni di rivendicazioni, non corrisponde, nel nostro vivere quotidiano, una reale e matura cultura di parit. CONTINUA A PAG 5

Il nostro impegno fornire aiuti concreti alle vittime


Dai dati dellultima indagine nazionale dellISTAT, risulta che, in Italia, pi di 6 milioni di donne tra i 16 e i 70 anni, sono state vittime di violenza fisica o sessuale, nel corso della propria vita. Numeri spaventosi, che diventano shockanti se pensiamo che sono solo la punta visibile delliceberg. La quasi totalit dei casi di violenza, infatti, non denunciata e, soprattutto, la maggior parte dei casi di violenza sulle donne domestica, cio avviene per mano di un familiare: il proprio marito, padre, fratello, zio o cugino. CONTINUA A PAG 6

Laltra faccia della famiglia


La violenza sulle donne un tema di estrema e scottante attualit. Le pagine di cronaca ci presentano, quasi ogni giorno, casi di stupri a scapito di donne pi o meno giovani. I fatti ci portano a credere che gli abusi perpetrati da estranei siano un fenomeno in aumento, legato alla crescente presenza di stranieri in Italia oppure assimilabile a logiche di branco, conseguenti al disagio sociale. Pochi sanno che il problema, pur di enorme gravit, rappresenta solo la punta delliceberg di un dramma che in gran parte sommerso e che si consuma prevalentemente fra le mura di casa. Come indicano i dati raccolti dallIstat e anche le recenti rilevazioni effettuate in Piemonte, nel 70% dei casi le violenze sono opera di partner o di ex partner. Il focolare domestico, il luogo sicuro per antonomasia, per milioni di donne e di minori - di ogni et ed estrazione sociale - teatro di botte e privazioni, di molestie sessuali e di sottili ricatti psicologici ed economici. La solitudine che circonda le vittime e la paura di pesanti ripercussioni, soprattutto per le madri di famiglia, fa s che la violenza domestica sia sempre pi un dramma che non ha voce. Nove volte su dieci chi subisce un abuso non ne parla con nessuno e non sporge denuncia. Con un evento popolare ed itinerante e con laiuto di trecento sagome di donna che testimoniano la storia vera di tante sevizie subite in casa, la Regione Piemonte ha deciso di puntare i riflettori su un problema sociale avvolto da una pesante coltre di silenzio. Liniziativa di sensibilizzazione, che parte da Torino e toccher nel corso dellanno i capoluoghi di Provincia, si propone non solo di informare il grande pubblico, ma anche di fornire strumenti concreti per chi vuole uscire da una violenza che porta a negare la stessa esistenza.

La violenza domestica

AL SoCIoLoGo E LE DEFINIzIoNI DI vIoLENzA DomESTICA SILENzIo, LEvENTo

CoNTrASTArE LA vIoLENzA PEr I DIrITTI

La scheda esperienza e leventuale prodotto nale (anche LIM) che la accompagna potranno essere inviati in formato elettronico.

Illustrations by Adam Maguire

> VArIANTI: lattivit pu essere realizzata in forma di campagna sociale, articolata su diversi tipi di comunicazione, spot, manifesti, scenograe cittadine, sms, messaggi in rete, canzoni, o di originale format televisivo.

sommario

suggerimenti approfondimenti riflessioni pag. 10-11

PAG. 2 LINDAGINE: I DATI SULLA vIoLENzA IN PIEmoNTE

PAG. 3 LA PAroLA PAG. 4 voCI NEL PAG. 6 IL PIANo rEGIoNALE CoNTro LA vIoLENzA PAG. 8 A CHI rIvoLGErSI PAG. 9 I SErvIzI ATTIvI IN PIEmoNTE PAG 10-11 GLI ESPErTI A CoNFroNTo PAG. 12 ComUNICArE PEr PAG. 13 INTErvISTE PAG. 14 UN PorTALE PAG. 15 LEGGErE PEr rIFLETTErE

ESPERIENZA 3

Alfabeti alternativi contro la violenza


Risorse: www.regione.piemonte.it/europa/fse/moveup/prevenzione.htm www.regione.piemonte.it/parliamo/kit_scuola/kit_violenza.htm www.meltinglab.it/ > Lattivit si concentra sul linguaggio della violenza, messo a fuoco nel manuale Dire no alla violenza possibile e nel Manuale per la formazione e le attivit educative del Fiocco Bianco, entrambi scaricabili dallarea web MOVE UP Prevenzione della Violenza. > Dopo una breve introduzione ispirata alla Scheda n. 7 Il linguaggio della violenza del kit Dire no alla violenza possibile, si invitano i ragazzi a riportare esempi cinematograci, dei media e dei giochi. Si fanno emergere i repertori di frasi, barzellette, modi di dire, comportamenti che secondo loro corrispondono a un atteggiamento aggressivo nei confronti di donne, uomini, coetanei maschi e femmine, persone pi deboli. > A gruppi di due o tre (includendo anche un testimone), si mimano liberamente delle possibili situazioni e contesti cercando di immedesimarsi e di esprimersi nel modo pi spontaneo possibile. Si incoraggiano via via i ragazzi a interpretarle e a guardarle con ironia per creare un clima sereno e di distacco. Per i pi piccoli ci si pu focalizzare sulle situazioni fra pari tipiche del bullismo, stimolando i ragazzi a includere anche situazioni di comunicazione sul web o con il cellulare e a trovare il modo pi efcace per simularle. > Si esplora quindi in ogni situazione rappresentata la mimica messa in atto, il linguaggio utilizzato e le sensazioni provate nei diversi ruoli. Che differenze si riscontrano? Come si possono rappresentare in uno schema? (prendendo per esempio lo schema proposto nella Scheda 5 Aggressivo, passivo o assertivo del manuale del Fiocco Bianco). Per ciascuna situazione si ipotizzano nuove modalit di interazione, gestuali e verbali, che possono evitare di cadere nei tranelli di comunicazione che generano violenza e ribaltare in positivo lazione e il vissuto della scena. > Alla classe si chiede di inventare un Vademecum o una Grammatica contro la violenza per i giovani, con una raccolta ragionata di stili di comunicazione nei diversi ambiti quotidiani, alternando gli esempi negativi e quelli positivi. > VArIANTI: lattivit pu essere elaborata anche in forma di testata/newsletter, da stampare e veicolare via mail, in cui i contenuti vengono presentati con graca, articoli e immagini, vignette accattivanti e quiz. Sia il Vademecum che la newsletter possono comprendere i consigli e i riferimenti ai servizi che la Regione offre in caso di situazioni di violenza, consultando la sezione Cosa fare se... del CD scaricabile dal link nellarea web MOVE UP Prevenzione della violenza> Dire no alla violenza possibile.

Approfondimenti disciplinari:
AreA LINGuIsTIco-LeTTerArIA:
rappresentazioni della violenza nella letteratura: situazioni e personaggi caratterizzati da approcci aggressivi, il ruolo delle vittime e dei persecutori (nella narrativa moderna giovanile, per esempio ne I ragazzi della via Pal di F. Molnar, Harry Potter di C. Rawlings, nella letteratura classica per esempio ne lOdissea e lEneide, I Promessi Sposi, nelle opere di Dostoevskij) Linguaggio: i diversi stili di comunicazione verbale e scritta, analisi dellevoluzione dei termini in italiano e lingua straniera utilizzati in senso dispregiativo e poi pi neutro e corretto (da negroes o nigger a black, da handicappato/disabile a diversamente abile, da serva a collaboratrice domestica luso in latino di homo, vir e domina comparato alluso restrittivo e meno neutro di uomo e donna).

AreA sTorIco-GeoGrAFIcA:
la gura della donna, dei giovani e dei soggetti deboli nellantichit, nel medioevo nel Rinascimento (per esempio, la pratica violenta sui neonati non idonei degli spartani)

AreA scIeNTIFIco-TecNoLoGIcA:
laggressivit nel mondo animale, nelle sue diverse forme e funzioni (riproduzione della specie, predominanza nel branco, la circoscrizione del territorio). Laggressivit dal punto di vista biologico e chimico: la funzione degli ormoni adrenalina e noradrenalina negli scambi cellulari.

Altri materiali:
utile consultare il Piccolo Glossario, sezione Conosci>Forme di violenza>Altri termini e denizioni nel CD, compreso nei materiali del kit didattico scaricabile dal link nellarea web MOVE UP Prevenzione della violenza> Dire no alla violenza possibile. Nel manuale del Fiocco Bianco, gi indicato nella pagina a anco, i docenti trovano una ampia introduzione metodologica sulla violenza di genere e numerose attivit da integrare nel percorso. Sullarea web MOVE UP inoltre possibile scaricare il volumetto per insegnanti Bulli e pupe? No grazie! per trovare suggerimenti e attivit integrative. I pi grandi possono visionare il link al sito www.stalking.it nel men dellarea web MOVE UP Prevenzione della violenza.

La scheda esperienza e leventuale prodotto nale (anche LIM) che la accompagna potranno essere inviati in formato elettronico.

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www.regione.piemonte.it/europa/fse/moveup
Pari Opportunit, rispetto della diversit, prevenzione della violenza e uso consapevole delle nuove tecnologie costituiscono temi di centrale importanza per la crescita culturale individuale e collettiva, leve preferenziali per lo sviluppo della societ di oggi e di domani. Insieme alle istituzioni internazionali ed europee, Regione Piemonte ha nel corso di questi anni rafforzato il suo impegno a livello legislativo e sociale in questa direzione, con piani dintervento e un insieme organico di iniziative rivolte a ogni ambito del territorio, con unattenzione speciale alla scuola, ai giovani e alle loro famiglie. infatti leducazione il campo in cui la Regione individua lasse trasversale e strategico delle sue politiche. Nel 2010 con il progetto integrato MOVE UP Destinazioni Alternative, realizzato nel quadro delle azioni previste dagli FSE 2007-2013, Regione Piemonte ha creato un contenitore di azioni concrete per sensibilizzare e sostenere scuole, docenti, studenti e genitori nella promozione di queste tematiche. Questanno con liniziativa MOVE UP Esperienze attive lancia un invito alle scuole piemontesi: diventare interpreti di buone pratiche educative su pari opportunit, rispetto della diversit, prevenzione della violenza e uso consapevole delle nuove tecnologie attraverso una nuova modalit che valorizza il ruolo di ogni singolo Istituto o classe nella partecipazione attiva e propositiva alla diffusione di esperienze formative, concrete e personalizzate. Nel dare vita a questo grande laboratorio in eri, che alimenta un patrimonio comune di buone prassi, Regione Piemonte intende testimoniare con orgoglio lenergia innovativa che da sempre contraddistingue le scuole del territorio.

Iniziativa cofinanziata con il FSE