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Il Pensiero

Alla stupidit non bisogna rassegnarsi, perch essa non deriva da una tara ereditaria, ma da unassenza dinteressi, da una cecit nei confronti della ricerca e della conoscenza, da unindifferenza di fondo. La maggiore stupidit proprio la passivit nei confronti della ricchezza e variet degli stimoli che ci arrivano dal mondo esterno. Viceversa gli affetti, le emozioni e linteresse per i rapporti interumani sono l a molla fondamentale di ogni processo conoscitivo e quindi dello sviluppo dellintelligenza.
-LINTELLIGENZA:
Capacit di produrre un comportamento adattivo finalizzato ad uno scopo, ovvero di risolvere i problemi posti dallambiente. Fin dallantichit lintelligenza stata associata esclusivamente alle capacit razionali e di logica, mentre in maniera pi completa bisognerebbe affermare che lintelligenza sia quella prerogativa umana che porta il soggetto ad essere attivo, a ope rare scelte trasformando se stesso e la realt che lo circonda. Essa non esclusivamente legata alle abilit cognitive, ma legata allequilibrio della persona che deve essere in modo di rapportarsi con gli altri in maniera positiva e costruttiva. Quindi, chi passivo rinuncia ad esprimere ed esercitare la propria intelligenza. Lintelligenza innata o acquisita? I Test sullintelligenza. Negli anni Settanta, negli Stati Uniti, nasce un dibattito riguardo lintelligenza (innata o acquisita?). Appare da esso che , nonostante una componente costituzionale legata alla nascita di ogni singolo individuo, linfluenza dei fattori ambientali, di crescita e di sviluppo della persona, di stimoli ed esperienze vissute, permettono allintelligenza di svilupparsi in relazio ne agli imput culturali ed affettivi ricevuti. Tali tesi vengono supportate da Psicologi come H.M. Skeel, ma contemporaneamente studiosi come W.Stockley e A. Jensen, sostengono lereditariet dellintelligenza, arrivando ad affermare che lintelligenza dei neri inferiore a quella dei bianchi, o a proporre la sterilizzazione degli individui poveri e dotati di basso quoziente intellettivo, sostenendo che la povert sinonimo di stupidit congenita. Successivamente venne dimostrato che il quoziente intellettivo dei neri o dei poveri, sintomo e conseguenza di minori stimoli culturali Questa tendenza ad isolare le facolt intellettive dallaffettivit conduce alla ricerca di una catalogazione ed un controllo delle capacit mentali. Fin dallinizio del secolo, infatti, vengono ideati Test mentali che miravano a verificare le differenti abilit intellettive degli individui. I Test dIntelligenza: il termine Test (dallinglese, prova) fu utilizzata per la prima volt a da R.B.Cattell nel 1896 per studiare le differenze dintelligenza. Tutta via furono gli psicologi A.Binet e T.Simon a creare la prima scala metrica dellintelligenza, che metteva a confronto let cronologica (EC) con let mentale (EM) del bambino. W.C. Stern, in seguito, ide il quoziente di intelligenza (Q.I.). Dato che questi Test erano limitativi e non tenevano in considerazione le componenti emotive ed ambientali, L.Thurstone, tramite lanalisi fattoriale, distinse 7 capacit mentali primarie: comprensione verbale, fluidit verbale, capacit numerica, visualizzazione spaziale, memoria, velocit percettiva, capacit di ragionamento. La principale critica che viene mossa nei confronti dei Test quella di misurare solo lintelligenza logico-razionale, mentre ne esistono diverse forme, non tutte calcolabili attraverso il Q.I. H.E.Gardner sostiene lesistenza di intelligenze multiple e indipendenti tra loro: intelligenza verbale, matematica, musicale, spaziale, cinesica; ma consider anche lesistenza dellintelligenza emozionale (interpersonale e intrapersonale), lintelligenza naturalistica, lintelligenza esistenziale (prerogativa dei grandi uomini capaci di approfondire temi di portata universale). Lutilizzo dei Test pu quindi risultare distorto nel caso essi non tengano in considerazione i diversi tipi di intelligenza, la sfera emozionale e soprattutto laspetto sociale e culturale in cui si trova ed cresciuto il soggetto sottoposto ad essi. Se non si tengono in considerazione questi importanti aspetti si pu facilmente cadere in uninterpretazione razzistica, pregiudiziale e sicuramente distorta.

Linfluenza della cultura sul pensiero: Alcune scuole di pensiero e correnti filosofiche hanno sostenuto linnatismo delle idee platonico, che vede poste nel mondo sovrasensibile delliperuranio le idee innate, contrapposte alla realt fisica dove ne esistono solo le copie. Queste teorie non tengono assolutamente in considerazione limportanza delle sensazioni, dei rapporti umani e delle esperienze che creano in ogni uomo, attraverso i processi di pensiero, una personale visione del mondo. La cultura ed il contesto sociale che ci circondano, come gi detto, modificano la nostra persona. indubbio che i genitori, come i mass media, la scuola e la mentalit comune, fin dallinfanzia tendono a strutturare il nostro pensiero, ma anche vero che non pu esistere un pensiero unico, poich ognuno di noi possiede la capacit di accettare o rifiutare i messaggi che gli giungono, o comunque rielaborarli in base alle proprie caratteristiche personali.

-PENSIERO RAZIONALE (LOGICO) E PENSIERO CREATIVO:


il pensiero la caratteristica distintiva della specie umana che consiste nella capacit di comprendere, valutare e rapportarsi alla realt. Il pensiero non pu esser sottoposto a verifica sperimentale in quanto esso appartiene alla sfera psichica delluomo. Il pensiero si attua tramite immagini mentali che sono dirette rappresentazioni di oggetti presenti nel ricordo. Nella nostra cultura ha sempre regnato il Logos, la ragione, forte dei suoi procedimenti logici e di analisi, e fin dai tempi di Socrate essa stata identificata con il pensiero. Lanimo razionale, che una facolt superiore, deve controllare e dominare il mondo irrazionale delle sensazioni e delle passioni. Questa scissione tra razionale e non, viene portata allestremo nel Seicento con Cartesio, che distinse il pensiero (res cogitans) dal corpo e dalla materia (res extensa). Successivamente questa visione scissionistica venne abbondantemente criticata, in quanto non pu esistere una scissione tra mente e corpo, tra la ragione e le passioni, entrambe sono costitutive ed essenziali al pensiero e sicuramente non scindibili; la vita umana fondata su di un intreccio ed una trasformazione continua tra uno stato e laltro.

Il pensiero logico:

per concepire la realt che lo circonda luomo ha bisogno di categorie (per formare dei raggruppamenti mentali), e dei concetti (che sono lestrapolazione concettuale della realt, indispensabile alla comunicazione). Il pensiero concettuale ordina e organizza la realt in maniera gerarchica secondo unastrazione del pensiero. Per ridurre la molteplicit della realt allunit, il pensiero si serve: -dellastrazione (considerando solo gli aspetti fondamentali dellesperienza, scartando il superfluo) -della generalizzazione (raccogliendo nella stessa categoria realt diverse che hanno in comune caratteristiche di base) Il pensiero logico si fonda sul giudizio, che stabilisce un rapporto tra un soggetto ed un predicato e pu essere: universale o particolare, positivo o negativo . Esistono 3 forme principali di ragionamento: -il ragionamento deduttivo:procede dalluniversale al particolare. Parte da verit universali note per giungere a conclusioni particolari (sillogismo di Aristotele: premessa maggiore (tutti gli uomini sono mortali), premessa minore (Socrate un uomo), conclusione (Socrate mortale). -il ragionamento condizionale: collega una proposizione antecedente ad una conseguente (se c il sole laria calda. Pu dare adito ad errori di generalizzazione. -il ragionamento induttivo: procede dal particolare alluniversale. Si fonda sullosservazione della realt e sullesperienza per formulare regole generali sulla ripetizione di fatti concreti. tipica degli studiosi, come Galileo. (sentendo molti cani abbaiare, si ipotizza che tutti i cani abbaino). Questo ragionamento non pu essere assolutizzato ma deve essere aperto a nuove verifiche sperimentali. Quando i concetti e le categorie diventano troppo rigide, rischiano di ostacolare il pensiero e impoverire il processo conoscitivo. Manifestazioni della rigidit del pensiero e dellimpossibilit di rielaborazione delle categorie possono essere gli stereotipi (che conducono ad un giudizio della persona su basi parziali e concetti superficiali e comuni) e il pregiudizio ( che tende ad estremizzare alcune caratteristiche negative della realt, fornendone una visione parziale e distorta). La soluzione dei problemi: possiamo concepire il pensiero solo nella sua continua attivit conoscitiva e nel suo concreto applicarsi alla soluzione dei problemi. Luomo deve quindi utilizzare delle strategie di pensiero adeguate per risolvere le prove e superare gli ostacoli. -strategia per tentativi ed errori: si applica alla risoluzione di un problema quando non si hanno dati significativi e ipotesi precise. Procede per tentativi, scartando le ipotesi in caso di errore. un metodo incerto e lungo che non mostra mai una costante. -procedura euristica: (verifica delle ipotesi) il procedimento simili al precedente, ma segue un metodo pi logico, fondato sulla formulazione di ipotesi che via via vengono scartate e modificate. -ricerca empirica: i metodi e gli obbiettivi sono chiari nella mente del soggetto, in quanto esso ha gi delle conoscenze acquisite e delle regole applicabili al problema per la sua soluzione. -intuizione: (insight) la capacit di risolvere un problema in modo istantaneo senza bisogno di riflessione consapevole. Pu avvenire quando altre strategie di pensiero si sono rivelate inutili ed sempre in relazione allesperienza gi elaborata. Gli psicologi della Gestalt la definiscono una ristrutturazione cognitiva dei dati a disposizione. Gli ostacoli nella soluzione dei problemi: spesso, nella ricerca di una soluzione ai problemi, sbagliamo nellutilizzo dei processi mentali: -la fissit funzionale: lincapacit di immaginare funzioni alternative nellimpiego di un determinato oggetto. Luso convenzionale di un oggetto rende pi difficile un utilizzo diverso dello stesso (es. usare un coltello come cacciavite). Un altro esempio si presenta nella figura A. Cercate, senza sollevare la matita dal foglio, di tracciare quattro linee rette in modo da toccare tutti e 9 i punti della figura. (se non riuscite a risolverlo guardate la figura B allultima pagina).

-set mentale: la tendenza, nella risoluzione di un problema, al riutilizzo delle strategie che hanno funzionato in precedenza in situazioni analoghe; questo tipo di pensiero porta alla routine e alla mancata ricerca di soluzioni nuove e creative. -tendenze alla conferma: consiste nellabitudine di usare meccanismi di pensiero stereotipati legati ad esperienze precedenti, anzich ricavarne di nuovi. Deriva dallabitudine di cercare gli esempi che confermano la regola, che in molti casi non sono sufficienti.

Il pensiero creativo:
capacit di riconoscere tra pensieri ed oggetti nuove connessioni che portano ad innovazioni e cambiamenti. Il pensiero creativo non razionale poich lontano dagli aridi percorsi della logica cosciente, lessenza della realt umana ed alla base dei rapporti interpersonali, dellarte delle scoperte scientifiche. La ragione solo un aspetto parziale del pensiero, utile per dare ordine alla realt e per organizzare le attivit legate alla sopravvivenza, ma non costitutivo dellidentit umana. Se legato alla realt il pensiero creativo conduce alla realizzazione concreta tramite loriginalit. -insight: studiato dallo psicologo della Gestalt M.Wertheimer, considerata unintuizione crativa che appare improvvisamente ad aprire nuove soluzioni e non dipende da esperienze precedenti ma da una coerente ristrutturazione mentale dei dati. Segue un procedimento logico-razionale, ma giunge con un salto di pensiero alla conoscenza immediata. -pensiero quotidiano: caratterizzato dal non seguire la logica del pensiero razionale. Si basa su giudizi affrettati e conclusioni frettolose influenzate anche dalle impressioni soggettive e dallemotivit; la s ua validit quindi incerta. Pu esser ricco di buon senso poich legato alla realt concreta e al ricordo, evitando le astrazioni del pensiero logico. Pur essendo cosciente non utilizza passaggi logici tra i dati di partenza.

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METRO, TEMPO, MESSAGGERO, REPUBBLICA

Questo un esempio di pensiero quotidiano. I concetti in esso descritti non sono collegati da passaggi strettamente logici, ma ogni concetto strettamente legato con il precedente ed il successivo. Sai capire qual il concetto mancante tra il penultimo e lultimo?!

J.P.Guilford, negli anni 50, svolse i primi studi approfonditi sul pensiero creativo, distinguendo 2 strategie cognitive della mente umana: -pensiero convergente: logico razionale, che per risolvere un problema segue un percorso lineare e coerente (regolato dallemisfero sinistro); -pensiero divergente: libero e originale, libero da schemi e preconcetti, utilizza la fantasia per ricercare soluzioni nuove e impreviste (regolato dallemisfero destro).

-LE TEORIE DEL PENSIERO:


-il comportamentismo: il pensiero la risposta ad uno stimolo ambientale, non implica quindi unelaborazione interna soggettiva ma si esaurisce e si identifica nel linguaggio o nel comportamento motorio, percepibili ai sensi. -psicoanalisi freudiana: il pensiero appartiene alla sfera dellIo e della coscienza, in grado di frenare le pulsioni e che segue il principio di realt (processo secondario cosciente). La dimensione inconscia e legata al soddisfacimento dei desideri, si identifica nellEs, estranea al mondo della coscienza e della ragione , quindi non pensiero (processo primario inconscio). -psicologia della forma: (Gestalt) il pensiero quella forma di adattamento allambiente propria delluomo, tramite una strategia operativa intenzionale, capace di trovare soluzioni plastiche, improvvisate e personali tramite lintuizione (insight), e tuttaltro che meccanica. -epistemologia genetica di Piaget: studia levoluzione del pensiero. Il pensiero il frutto del rapporto tra assimilazione e accomodamento (integrazione tra fattori interni ed esterni al soggetto): lassimilazione porta il bambino ad interiorizzare le esperienze nuove negli schemi mentali che gi possiede; con laccomodazione egli modifica i suoi schemi mentali fino a raggiungere un equilibro ed una maturazione del pensiero nellet adolescenziale (realizza quindi il pensiero simbolico tramite lastrazione e la generalizzazione dei concetti). -il cognitivismo: la mente non registra semplicemente le informazioni ma le filtra e le elabora in modo attivo, organizzando lesperienza sulla base di regole e procedimenti strettamente soggettivi. Gli studi del cognitivismo hanno sviluppato ricerche riguardo lintelligenza artificiale, che per quanto tecnicamente perfetta, sar sempre inanimata e non comparabile alla mente umana.

SOLUZIONI
Test Q.I. 1- 24 2- 190 3- Serpente 4- Allo scheletro 5- 6 6- Il figlio 7- Il senso opposto al mio 8- 1.000.000 di granelli di sabbia 9- Lacqua 10- 356615 11- 3 12- 201 13- 28 minuti dopo le 18 14- Seconda 15- I 16- Canale 17- 10 18- 67 19- 76kg 20- (),(( 21- 49 22- 0,1 litri 23- Esatto 24- Giacomo 25- 15, 15, 30 26- I capelli 27- 0 28- [| 29- 9 posto 30- Si 31- &10 $4 &11 &16 $2 32- 2+2 33- 15

Pensiero Quotidiano

Fissit funzionale

Lostacolo alla soluzione del problema di natura percettiva: i 9 punti sembrano indicare una superficie di forma quadrata, mentre si dovrebbe intuire che possono indicare anche un triangolo rettangolo con la bisettrice dellangolo retto.