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Da La memoria degli alberi di Alice Corsi

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20 Marzo Le mie ferite stanno guarendo. Me ne sono accorta stamattina, in bagno. Non posso permetterlo. Cos mi sono tagliata di nuovo. Come? In una clinica psichiatrica non ci sono certo coltelli o forbici a disposizione dei pazienti. Giusto. Ho rotto lo specchio con il tacco della scarpa. Ho afferrato un triangolo di luce. Ho inciso la pelle. Il sangue nero. Ora sto meglio.

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20 Aprile [] Cosa accaduto quindi? Tutti si sono aperti in qualche modo. Tutti tranne Marion. Prima di uscire dalla stanza azzurra ho sentito Lorena che diceva ad Antonio, lometto A quella piace essere frustata, si vede Parlavano di me, ne sono certa. Sono tornata nel mio letto

sconfitta. Ho perso unaltra volta. vero. Sono malata. Mi hanno picchiata, lo so, inutile cercare di dimenticare tutto il male che mi hanno fatto. La cosa brutta che mi manca quel male. Sono abituata, forse, a soffrire. Lassenza di dolore mi logora. Ma sono arrivata la fine, ne sono certa. Devo cambiare Distruggere quel meccanismo fallato dentro di me. Costruirne uno nuovo. notte. Caty russa. La vecchia del terzo letto biascica qualcosa, ogni tanto. ora di spegnere la luce mormora uninfermiera. grassa e pare avere gli occhi finti. Azzurri, di vetro. Buonanotte.

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8 Gennaio [] Il corridoio bianco e lunghissimo. I loro passi non si sentono pi. Dalle labbra umide di Picchia scende lentamente una goccia di saliva. No. No, non posso stare qui. Devo parlargli. Scendo le scale, senza Picchia. Lei rimane su, me ne frego. Devo insultarlo, devo picchiarlo, devo fare qualcosa, qualsiasi

cosa. Ma non c pi finito nella neve. Non c pi. Sono tornata in camera e ho pianto stringendo il cuscino. E ora scrivo. Piango e scrivo. Non serve a niente. Non passa. Non passa questa fitta che mi prende lo stomaco e lo stringe. C. qui e anchio divento dolore. Divento un pezzo di dolore.

I cristalli, l fuori, sono petali. Vorrei stendermi nuda nella neve e aspettare il disgelo.

***
Chiediamo ad Alice di raccontarci com riuscita a

tradurre il delirio della protagonista senza ricorrere alle forme pi scontate del racconto del disagio mentale, spesso affidato a lunghi monologhi sconnessi:

Io di solito scrivo quello che vorrei leggere. Taglio quello che mi annoia. Mi capitato spesso di abbandonare dei libri perch non sentivo verit e autenticit nellautore. Raccontare la follia pu essere pericoloso. Puoi perderti, puoi giudicare, anche

inconsapevolmente. Io con la follia ho un rapporto intimo, perch lho vissuta indirettamente e proprio per questo non ho giocato a scrivere una bella pagina sullargomento. Ho cercato invece di raccontare una storia di cui rivendico fortemente il finale,

contestato da alcuni, finale che per la chiave di tutta la vicenda.

Scrivo anche perch a volte non ritrovo nei libri che leggo ci che cerco. Invento cos personaggi che mi appassionano,

personaggi che entrano in me e mi fanno compagnia. La memoria degli alberi un libro che ha avuto una

gestazione lunga e complessa. stato scritto nel 2003, ma terminato soltanto nel 2005. Rileggendo il manoscritto mi sono accorta che cerano dei personaggi che mi irritavano e cos ho rivoluzionato tutto nella seconda stesura. Sono stata uneditor molto severa, ho cancellato tutte le sbavature eccessive e

pretestuose, cercando di guardare il testo pi con gli occhi del lettore che con quelli dello scrittore.