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Di notte il sonno poco agitato, non traspare nei movimenti del viso e del corpo.

. Il pensiero della morte, della propria morte, sempre presente, tacitamente incombente. Non lo preoccupa questo, in fondo sempre stato in lui, lo ha accompagnato fin da quando era bambino. La consapevolezza di essere finiti, di avere una scadenza, di non poter restare per sempre non era mai stata motivo di paura e di angoscia. Lo ricordava sempre ma poi si occupava daltro. Le notti passavano spesso con infinite sequenze di sogni e di immagini, ricorrenti il pi delle volte. olti e volti di persone si sovrapponevano! visi sconosciuti, facce amiche, sembianze di lontani amori. I suoi sogni non erano mai troppo assurdi. "rano sogni banali, dove nulla di veramente significativo accadeva. #nche un po noiosi se vogliamo. Nessun rimando simbolico, almeno allapparenza. $cenette quotidiane di una logicit% sconcertante, che non avrebbero interessato nessuno studioso della materia onirica. Non vedeva lora di risvegliarsi, non per langoscia ma per il profondo tedio. &n mondo senza donne, finalmente senza donne. 'roppo dolore vederle, sfiorarle e perderle ogni volta. (eglio essere sotterrati qui a )erisau, in questa clinica dove di donne non ce ne sono troppe e quelle che ci sono, sono ormai sfatte, bolse, innocue, trasparenti per lui. &n sereno limbo di sensi, ma forse era sempre stato cos* per lui! bramava qualche bella ragazza, preferibilmente sconosciuta, fascinosa passante dallandamento altero, la seguiva con il pensiero, ma non osava rivolgerle parola, la perdeva tra la folla, le lasciava la sua libert% e si teneva stretta quella sensazione esaltante e profonda che non si trasformava mai in un rapporto. $olo latto di fumare gli dava vero piacere. Due sigarette, una dopo laltra, erano la quantit% ideale per la sua soddisfazione piena. Non faceva nientaltro mentre aspirava, stava ritto allimpiedi in un angolo del giardino e guardava, assorbito dallintensa sensazione di pienezza che gli procurava il fumo allinterno dei polmoni. " dopo puzzava di fumo e gli piaceva puzzare di fumo. +ibarsi era rito vitale, salvifico. Lo stomaco pieno sinonimo di buonumore. (angiava con metodo, compiendo il suo compito scrupolosamente, concentrandosi sui piatti e sulle bevande. ,irra e vino erano labbinamento preferito, per quanto poco ortodosso. (a la pastosit% del luppolo era ancella ideale al tannino e nello stomaco dialogavano e si ritrovavano compagni ideali nel procedimento digestivo. +erano giorni, quasi tutti per la verit%, in cui non tollerava di parlare. +hi si rivolgeva a lui rimediava solo grugniti di risposta. #mava rimanere fermo a guardare nel vuoto, davanti a se. meglio, si premurava di sfocare anche lo sguardo, rilassando al massimo i nervi oculari, per meglio isolarsi ed estasiarsi di quello stato di immobilit% dal tono ascetico. La sua maggiore aspirazione era quella di trasformarsi in un albero o in un minerale, e osservare, semplicemente osservare il mondo girare, senza parteciparvi evitandosi cos* la possibilit% di sbagliare o di rendersi ridicolo. .uelle sale di aspetto negli ospedali non lo disturbavano. #nonime, cadenti, disordinate a volte, senza alcun oggetto o immagine cui aggrapparsi per pensare, per distrarre la consapevolezza del fatto di trovarsi proprio li. $i isolava, non per salvarsi, ma per apprezzare invece la particolarit% dellambiente. Ne diventava un abitante, un inquilino ideale. " dopo si dispiaceva anche un po quando doveva andarsene, tornare allesterno, nel mondo dei sani.