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Michel Fromaget Il paradigma tripartito corpo -anima- spirito 3me Millnaire n. 85 Traduzione della dr.

ssa Luciana Scalabrini

Ci occorre parlare di due paradigmi antropologici fondamentali, di cui imperativo che ognuno conosca lesistenza. Luno non autentica la presenza, nel mondo e nelluomo, che di due ordini di realt solamente. E il paradigma duale, quello scelto dallOccidente moderno. Sta inondando il pianeta ed un dramma enorme. Laltro riconosce lesistenza di tre componenti irriducibili, il corpo, lanima e lo spirito. Questo paradigma da noi infinitamente meno ben conosciuto. Fu quello del platonismo e neoplatonismo, quello di Platone, di Plutarco e di Plotino. Fu anche quello dello stoicismo, di Seneca e di Epitteto, per esempio. Ha ancora il suo marchio nel giudaismo e nellIslam, particolarmente nel sufismo. Fu anche quello del cristianesimo antico. In Oriente la chiave del taoismo, dellinduismo, del buddismo. In Occidente filosofi e pensatori importanti ne hanno fatto lesperienza e attorno a lui hanno costruito la loro visione delluomo. Penso a Pascal e a Maine di Biran e, pi vicino a noi, a Berdiaev, a Louis Lavelle, a Maurice Zundel. Perci oggi sono rari quelli che sono consapevoli dellimmensa portata di questo paradigma.

Il corpo. Con i suoi 5 sensi, il corpo d accesso al mondo fisico, verso lordine delle realt sensibili, quantificabili e misurabili. Da notare che questo mondo fisico solo quello della fisica classica, soggetto al tempo, allo spazio e al determinismo. E ancora, di quel mondo verso il quale si apre il corpo non d unimmagine esaustiva e perfetta. Non sensibile, lo si sa, che a certe lunghezze donda, a certi intervalli, a certe scale, a certe velocit. Certo, il corpo apre, ma forse ha anche, come diceva Bergson, una funzione di chiusura, di otturazione. Ammettiamo che la sua funzione principale sia quella di apertura. Per non solo di apertura, di sensazione. E anche azione, permette di agire sul mondo sensibile. E come uninterfaccia tra la persona interiore e la realt esterna. Attraverso di lui questa realt esterna si imprime nellanima e con lui lanima si pu esprimere nel mondo. Maurice Zundel, rimarcando che lanima riceve lenergia di cui ha bisogno per vivere qui con lintermediazione del corpo materiale, proponeva di considerare questo come una placenta che nutre. Placenta che lanima lascia sulla terra nel momento della morte, allo stesso modo che il neonato , alla nascita, separato da una placenta che non gli sar pi di alcuna utilit.

Lanima. Nellaccezione che ho gi precisato, essa non altro che lo psichismo, il mentale. E lanima dei latini, la psych dei greci. Contrariamente al corpo, lanima d accesso al mondo psichico e alle realt intelligibili. Il corpo aperto verso gli oggetti, lanima verso quello dei soggetti, verso quello delle persone. Intelligibile vuol dire che si legge dallinterno e non si serve solo del senso esteriore. Infatti, se per vedere, ho bisogno di occhi e di un corpo, per vedere lanima di un altro, cio per comprendere il suo pensiero, le sue emozioni e i suoi sentimenti, mi occorre avere unanima. Solo il simile vede il simile., dice un antico adagio neoplatonico. Nella funzione dapertura, lanima, contrariamente al corpo, non strettamente dipendente dal tempo e dallo spazio. Essa gode di una certa libert che le permette di ricordare il passato, danticipare lindomani, di immaginare altro. Ma lanima, come il corpo, non solo apertura, ma anche azione: con il linguaggio, parlato o no, permette di agire sul mondo delle anime e dei soggetti.. Per comprendere meglio lanima, la psiche, occorre interrogare la psicologia. Qu esta rappresenta lanima sia come un sistema di facolt che come un sistema di centri psichici. Un modello corrente distingue le facolt cognitive, affettive e istintive, un modello conosciuto quello di Freud che distingue S, Io e Super- io. Ma quello che pi importante, per ora almeno, mi sembra questo. Come vissuto, il rapporto del me col corpo, essendo questo materiale e lui non essendolo, molto simile a quello che il me ha con gli oggetti: prima di tutto un rapporto desteriorit. Non un rapporto dessere ma di avere. Infatti ciascuno dice: Ho un corpo, nessuno dice sono un corpo. Al contrario il rapporto che il me ha con lanima un rapporto dinteriorit e didentit. Lidentificazione di una persona con la sua anima, i suoi pensieri, i suoi ricordi, la sua intelligenza, volont, infatti la cosa pi usuale che ci sia. La relazione qui vissuta sul modo dessere, ben pi che dellavere. La persona la sua anima. Perci, poich non c anima senza corpo, almeno nelle nostre conoscenze, allora si ammetter facilmente la definizione corrente che dice che la persona umana una realt biopsichica, una realt a due dimensioni, fisica e psichica. Ma se il corpo e lanima sono irriducibili luno allaltro, essi formano una totalit perfettamente indivisibile, essi sono indispensabili luno allaltro. Lanima d la vita al corpo, lo anima.

Lo spirito.

Lantropologia ternaria, tripartita o spirituale, si oppone radicalmente a quella duale. Contrariamente a questultima, afferma che luomo non si limita alla sua persona, cio alla sua individualit fatta solo di corpo e anima. Ricorda letimologia della parola persona, parola latina che significa maschera, quella dellattore di teatro. Poich la scoperta nelluomo di un terzo livello di realt, quello dello spirito, fa s che luomo totale non pi riducibile alla sua persona biopsichica, costruita sotto la pressione dei geni e della societ, cos come lattore antico non la sua maschera. Rimane per da far capire ci che significa lo spirito. Cosa infinitamente delicata, poich Maitre Eckhart, uno dei pi grandi spirituali di tutti i tempi, dice che nulla comprende ci che si dice dello spirito che non lo conosca gi. Il grande filosofo indiano Shankara diceva che lo spirito ci dinanzi al quale le parole indietreggiano. Saremo noi perci, noi che non lo conosciamo, o cos poco, o cos male, condannati a non scoprire niente, a non dire niente? Fortunatamente no. Infatti molti che hanno fatto lesperienza della terza dimensione, lesperienza dello spirito, hanno potuto parlarne in modo da darne qualche idea. Ora, tutti in sostanza dicono dello spirito due cose: 1 nello stesso modo in cui lanima ancorata al corpo, cos lo spirito lo allanima, ci che afferma per esempio Justin Martyr: Il corpo il luogo dellanima, come la stessa anima il luogo dello spirito. Da qui discende che lanima posta come tra il corpo e lo spirito: essa occupa una posizione intermedia, permettendole di rivolgersi sia verso luno che verso laltro; 2 lanima e il corpo sono indivisibili cos come lo sono lo spirito e lanima. Tuttavia la rottura che li separa totale. Abbiamo a che fare con due ordini di realt perfettamente distinti. Lo spirito non una parte dellanima allo stesso modo in cui lanima non parte del corpo. O ancora, che lo stesso, nello stesso modo in cui le idee non fanno parte della massa cerebrale, lo spirito differisce dal mentale cos come il mentale differisce dal corpo. In effetti la differenza ben pi grande. Pascal diceva che infinitamente pi infinita. Lo vediamo, limpresa non facile. Bisogna che ci abituiamo a pensare che c in noi una parte di noi attuale o virtuale invisibile allanima, cio inintelligibile al pensiero concettuale, cos come questo invisibile al corpo. Non voglio dare una definizione dello spirito, perch lo spirito nelluomo ci che non si pu definire, essendo proprio partecipazione dellinfinito. Una prima definizione, anche se contestabile, avr almeno il vantaggio di aiutare a fissare le idee. Permetter inoltre di introdurre il fatto che lo spirito non deve essere conosciuto come pura astrazione. Dir, per il momento, quanto segue:

Dopo il corpo e lanima, lo spirito la terza e ultima dimensione essenziale dellessere umano. Il suo rapporto con lanima paragonabile a quello dellanima con il corpo e il suo modo di manifestarsi lamore.