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Università degli studi di Perugia

Facoltà di Farmacia
Laurea specialistica in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche
Corso di Medicine Alternative

di
Cellanetti Marco, cellanetti@gmail.com

Finito nel Marzo 2005

Indice
L’Agopuntura, pag. 3
- Cenni storici, pag. 5

1
- Lo Inn e lo Yang, pag. 8
- Cinque sostanze preziose, pag. 10
- I meridiani, pag. 14
- La moxibustione, pag. 19
- La coppettazione, pag. 21
- Il Calendario Cinese, pag. 23
- Lo stato di salute e la malattia, pag. 26
- Cosa si possiamo curare con gli aghi, pag. 30
- Scienza occidentale e Agopuntura, pag. 31

L’Agopuntura
La differenza sostanziale fra Medicina Orientale e Medicina
Occidentale, è che la prima si occupa dell' “Energia” dell'Uomo,
mentre la seconda si occupa della “Materia”.

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L'energia fluisce negli organi interni, e da questi, alle estremità,
grazie ai Meridiani di Energia, che sono la sua via di scorrimento
preferenziale. Fino a poco tempo fa, accettare l'esistenza dei
meridiani richiedeva un atto di fede. Ma da qualche anno alcuni
ricercatori ne hanno dimostrato l'esistenza tramite l'iniezione di un
liquido radioattivo (il tecnezio) che consente di apprezzarne il
percorso.
L'energia dell'uomo può andare incontro a delle turbe: stasi del flusso,
carenze, eccessi, percorsi in contro corrente ecc. Questo determina
inizialmente dei disturbi che, se trattati, si risolvono così. Ma se il
disturbo non viene trattato, l'anomalia di flusso energetico finisce per
determinare un danno biologico nei tessuti e negli organi interessati,
dando origine alle malattie vere e proprie. Ripristinare il flusso
fisiologico dell'energia è lo scopo della Medicina Orientale. Questo
obiettivo può essere raggiunto tramite l'infissione di aghi
( agopuntura), il riscaldamento dei punti ( moxibustione ), la
stimolazione con blande cariche elettriche ( elettrostimolazione ), il
massaggio ( micromassaggio energetico ), la somministrazione di
alimenti particolari ( dietoterapia ) e/o farmaci a base di erbe
medicinali ( fitoterapia ), ed una particolare ginnastica energetica
(qigong ).
L'agopuntura è una forma di terapia medica che si avvale della
stimolazione di determinate zone cutanee per mezzo dell'infissione di
aghi metallici, con lo scopo di raggiungere un equilibrio da qualsiasi
causa alterato.
Questo tipo di arte medica, che la tradizione fa risalire a circa 5.000
anni fa, contrariamente a quanto si crede, non è valida solo per la
terapia del dolore, bensì per quasi tutte le alterazioni patologiche. Il

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meccanismo in base al quale detta forma di terapia agisce può
essere inteso in due modi.
Dal punto di vista orientale le malattie sono dovute ad un alterato
equilibrio delle due manifestazioni (lo Inn e lo Yang) dell'Energia
dell'Universo, energia grazie alla quale noi viviamo e la cui anormale
o difficoltosa circolazione nel nostro organismo genera lo stato
morboso. Gli aghi, infissi nei punti di affioramento dei canali
energetici, fanno si che, quasi generando un corto circuito, si
ristabilizzi la normale circolazione energetica.
Dal punto di vista occidentale si suppone che l'agopuntura provochi
una stimolazione di neurocettori, agendo per via diretta su delle
terminazioni libere di fibre nervose. Tramite detta stimolazione del
sistema nervoso periferico, si ha la possibilità di agire (per via diretta,
umorale o vascolare) su di un organo o apparato che frequentemente
non è in relazione topografica o metamerica con il punto cutaneo
stimolato. La Medicina Tradizionale Cinese (MTC) è la diretta
emanazione del pensiero taoista teso a cogliere le leggi che regolano
la natura nelle sue manifestazioni e nelle sue evoluzioni cicliche.
L’agopuntura è l’espressione parziale di tale medicina e i principi sui
quali si basa sono profondamente radicati in questa cultura.

Cenni storici

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Si è ritenuto necessario un breve excursus sulla storia
dell'Agopuntura sia per puro arricchimento del proprio bagaglio
culturale, sia perché si è miglior padroni di uno strumento se si sa
come esso è nato e come è stato adoperato nel corso dei secoli.
Indubbiamente l'origine di curare con gli aghi e con le moxa è molto
antica, e la tradizione cinese la fa risalire nel tempo alla stessa
comparsa dell'uomo sulla terra. Nel periodo paleo e neolitico l'uomo
ha adoperato gli strumenti di pietra per procurarsi il cibo quotidiano, e
forse ha scoperto l'applicazione della stessa pietra e del fuoco per
curare e guarire le malattie. Probabilmente durante l'uso degli
strumenti di pietra o nel maneggiare il fuoco, l'uomo preistorico
osservò per caso degli effetti terapeutici secondari a lesioni provocate
durante il lavoro di tutti i giorni. Quindi è verosimile che, prima ancora
dell'uso di droghe o farmaci, gli sciamani delle varie tribù abbiano
curato le malattie con aghi formati da schegge di selce o di giada
(come del resto è stato confermato dai ritrovamenti archeologici).
Tutto quanto esposto è valido anche per ciò che concerne la
stimolazione dei punti di agopuntura a mezzo del calore, che ancora
oggi avviene con le Kao o Moxa, cioè dei piccoli coni di polvere di
Artemisia incendiati e posti sulla cute.
Dopo la scoperta dei metalli anche gli aghi vennero forgiati, in rame
prima ed in ferro dopo, abbandonando così i grossi aghi di pietra che
certamente non dovevano essere agevoli da maneggiare.
E' possibile che risalgano alla dinastia Xia (2.100 a.C.) i nove tipi di
aghi tradizionali: 4 filiformi, 2 a lancetta, 1 a bisturi, 1 triangolare ed 1
a spatola. Ciò è infatti descritto nel primo capitolo del Nei Jing dove
l'Imperatore Huang Di comanda al suo medico di corte Qi Bo: "Io non
voglio che il mio popolo assuma tisane di prodotti tossici. Desidero
che sia curato con i piccoli aghi di agopuntura".

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E' infatti il Nei Jing il primo trattato di medicina cinese che tratta del
problema degli aghi, e che sarebbe opera del mitico Imperatore Giallo
Huang Di.
Da allora numerosi altri testi si sono susseguiti, ed una letteratura
ricca di migliaia di volumi è stata dedicata all'agopuntura.
Del I secolo d.C. sono da ricordare il Nan Jing (Libro delle difficoltà) e
lo Shang Han Lun (Trattato del freddo nocivo).
Nel III secolo d.C. è pubblicato il Jing Kui Yao Lue (Ricette dello scrigno
d'oro), che è considerato per importanza la seconda opera della MTC
dopo il Nei Jing. Alla fine di tale secolo viene pubblicato il "Mai Jing" o
Trattato dei Polsi, nel quale si stabiliscono i criteri della circolazione
energetica e il suo apprezzamento ai polsi.
Dal VI secolo l'agopuntura fu insegnata dai "maestri" ed anche
l'insegnamento venne codificato. Sempre in questo stesso periodo
l'agopuntura viene esportata, soprattutto in Giappone che da allora
invia periodicamente in Cina degli studenti.
Nell'undicesimo secolo l'insegnamento dell'agopuntura diviene un
insegnamento indipendente e non è più compreso in quello di
scienze o di religione.
Alla fine del 1500 è pubblicato il Zhen Jiu Da Cheng, grande trattato in
10 volumi di agopuntura e moxa che riassumeva tutto il sapere
agopunturistico precedente.
All'inizio del diciassettesimo secolo il governo edita un grande trattato
in 12 volumi (Lo specchio d'oro della medicina avita) nel quale si
descrivono minuziosamente le tecniche manuali degli aghi e delle
moxa, e i canti mnemotecnici per i punti Wu Shu. E così continuò sino
al l9° secolo quando, con la cosiddetta occidentalizzazione, l'interesse
dei dirigenti della amministrazione pubblica in Cina mostrò
entusiasmo per la medicina occidentale sino a proibire l'uso

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dell'agopuntura e delle altre forme di terapia tradizionale. Ma per il
popolo gli aghi e le moxa continuarono ad essere considerati i
principali mezzi terapeutici.
Nel 1944 il Presidente Mao Ze Dong prescrisse agli agopuntori di
apprendere nozioni di medicina occidentale, e ai laureati in
medicina nelle Università statali di studiare la medicina tradizionale
cinese.
In seguito, malgrado numerosissimi Autori medici e no avessero
scritto molto sull'argomento agopuntura, questa terapia non riuscì a
mettere radici in Europa, ed è soltanto nel 1980 che prese nuovi
sviluppi.

Lo Inn e lo Yang

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Questa energia vitale è in continua trasformazione: essa si manifesta
secondo due modi: Inn e Yang. Inn e Yang possono essere considerati
come degli aggettivi che esprimono la forma polare di ogni
manifestazione. Inn e Yang non sono mai assoluti, la loro opposizione
è dialettica e complementare, mai dualistica: sono in una continua
trasformazione di uno nell’altro, e non sono definibili se non nel
reciproco rapporto. La logica dello Inn e dello Yang si basa sul
principio della contraddizione intrinseca e sul postulato della dualità
iniziale di tutte le cose, della dualità dei contrari che si oppongono
come due poli costituenti una unità: non solo sono in continua
trasformazione di uno nell’altro, ma ognuno, al suo massimo, contiene
sempre in sé l’altro.

INN YANG
Notte Giorno
Donna Uomo
Buio Luce
Luna Sole
Nord Sud

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Decontrazione Contrazione
Inverno Estate
Terra Cielo
Ipofunzione Iperfunzione
Mezzanotte Mezzogiorno
Parasimpatico Simpatico
Potenzialità energetica Espressione della potenzialità energetica
Decelerazione Accelerazione
Interno Esterno
Basso Alto

La vita si basa su questo incessante equilibrio dinamico tra i due poli,


con tutte le caratterizzazioni intermedie possibili.
Il prevalere definitivo e statico di uno dei due stati corrisponde alla
morte.
Il cuore passa incessantemente tra i due stati inn (rilasciamento) e
yang (contrazione). Il prevalere statico di uno di essi corrisponde
all’arresto cardiaco in diastole (Inn- decontrazione) o sistole (Yang-
contrazione).
Tutta una serie di funzioni sono garantite dal Sistema Nervoso
Autonomo che si esprime nelle forme Inn (parasimpatico) e Yang
(simpatico): è solo nell’equilibrio dinamico continuamente variante di
questi due opposti che è possibile la vita del corpo umano.
La funzionalità di ciascun organo non è una realtà statica ma
attraversa delle fasi di ipo ed iperfunzione. Per esempio l’apparato
digestivo entra nella massima funzione (Yang) nel periodo post
prandiale, per poi giungere ad una fase di ipofunzione (Inn)
soprattutto quando il flusso ematico viene deviato verso strutture
particolarmente impegnate (per esempio i muscoli di un atleta
durante uno sforzo agonistico).

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Cinque sostanze preziose

La Vita fu ed è considerata dalla MTC come un continuum divenire


mutevole la cui operatività è determinata dalla circolazione e dalla
trasformazione reciproca delle Cinque Sostanze Preziose. Lo stato di
salute dipende dall’armonioso funzionamento di queste Sostanze, che
dalla MTC sono classificate come:
• l’Energia Vitale QI. Tutto il creato è pervaso da una sorta di
“forza vitale” definita Qi 3 che segue leggi e regole comuni in
tutti gli esseri viventi. Il concetto di Qi è un’idea fondamentale
dell’antica cosmogonia e della MTC. Essa è la base della
fisiologia e degli scambi metabolici, circola come Yin4 entro i
Meridiani ed i vasi sanguigni, come Yang5 negli spazi
intercellulari. Il concetto di QI è fondamentale nel pensiero
medico cinese vitalistico, ma non vi è alcun termine nelle lingue
europee che ne colga pienamente il significato. QI è la materia
strutturale smaterializzata ed è energia ondulatoria
materializzata, può essere percepita funzionalmente per le sue
azioni di motricità, di difesa, di catalizzazione, di "tenuta in situ"
gli elementi corporei, di termoregolazione.

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• il Sangue XUE, è Yin e percorre l’apparato cardiocircolatorio,
sospinto dalla componente Yin dell’Energia QI. Ha il compito di
nutrire ed idratare.
• i Liquidi organici, non solo la linfa, ma anche tutti i liquidi extra
ed intracellulari, sono detti JINYE. Essi imbibiscono, nutrono e
disintossicano i tessuti ed i parenchimi, sono fatti circolare dalla
componente più Yang dell’Energia QI.
• gli SHEN o Psichismo umano intelligente, emotivo, volitivo e
responsabile, sono "emanati" dalle attività del Sangue, il quale
ne raccoglie l’origine dentro gli organi, e li trasporta al Cuore
Xin ed al Cervello. Essi sono lo Spirito della Vitalità.
• l’Essenza JING QI è la fonte della vita ed è la caratteristica
irripetibile di ogni Essere, infatti è la radice di tutta la vita
organica, è la risultante genotipica e fenotipica della nostra
"ancestralità", determina lo sviluppo, la struttura e la
costituzione di base.

L’energia vitale QI scorre principalmente nei meridiani Jingluo. Oggi


consideriamo lo scorrere dell’energia QI come un fenomeno dinamico
di natura elettromagnetica. Potenziali elettronegativi emergono dagli
organi e dai visceri, e scorrono verso la superficie cutanea attirati
dalla positività esterna. Al contrario potenziali elettropositivi
dall’esterno, attraverso la cute, attirati dalla negatività interna. Lo
scorrimento avviene nel connettivo lasso, ricco di acqua e sali, buon
elettroconduttore. Particolari Punti sono i luoghi di scambio e di
focalizzazione dell’energia QI.
La conformazione anatomica è identica per tutti noi. I meridiani entro
il connettivo sottocutaneo hanno l’identica disposizione spaziale. I
Punti previlegiati ove fuoriescono i segnali endogeni e penetrano i

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segnali esogeni sono disposti sulla nostra cute in modo identico per
tutti noi. Nacquero così le "mappe" dei Punti di Agopuntura, mappe
confermate da moderne verifiche elettroniche ed radioisotopiche, con
metodi acustici e di fluorescenza.
I Punti hanno una "carica" , hanno una resistenza elettrica diminuita e
diramano nell’organismo segnali diversi a seconda dello stato fisico-
psichico di ognuno di noi in quel determinato momento. Perciò ogni
Punto avrà diversissime indicazioni a seconda del pattern of
disharmony (stato di disarmonia).
Le aggressioni esogene ( batteriche, micotiche, virali, allergeniche,
climatiche, ecc.) avranno una mutevole aggressività, virulenza (
perversità) a seconda dell’armonia esistente entro lo scorrimento e
l’operatività delle Cinque Sostanze Preziose. Questa armonia
determina la "recettività", le "difese immunocompetenti" e le
"reazioni psicoemotive" di quel momento in quel preciso individuo che
è caratterizzato dalla sua ancestralità.
Perciò esistono in agopuntura stessi Punti con diversissime indicazioni
terapeutiche. Quadri clinici disparati provocati dallo stesso agente
patogeno, fisico o psichico.
L’agopuntura, attraverso la sollecitazione elettromagnetica e
neurologica di determinati Punti cutanei, ha il fine di ristabilire
l’Armonia entro una situazione " bioenergetica" burrascosa.
L’agopuntura agisce sul decorso dell’energia vitale QI, sulla
microcircolazione locale del sangue, sull’assetto degli scambi tra
interstizio e membrane cellulari, e sull’assetto del supersistema PNEI.
Questo supersistema fisiologico è la più recente scoperta della
medicina moderna ed è una rivalutazione delle antiche teorie cinesi
sull’Armonia delle funzioni delle Cinque Sostanze Preziose. PNEI
significa "psiconeuroendocrinoimmunologico".

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Quando un aggressore esogeno (Xie QI o Energia Perversa) invade
l’organismo e ne infrange le difese la sapiente abilità del medico
agopuntore saprà riarmonizzare la bufera energetica provocata.
Questa riarmonizzazione serve a "tonificare" le difese immunologiche
ed a "disperdere" il fattore patogeno mediante l’introduzione di
sottilissimi aghi entro punti ben precisi di determinati meridiani.
Quando un sentimento avverso susciterà una burrasca psicosomatica
endogena, la stessa tecnica sarà impiegata al fine di facilitare la
riarmonizzazione delle funzioni fisicopsichiche, emotive ed
immunocompetenti.
Quando una ferita, un trauma o un veleno aggrediscono l’integrità
organica la stessa tecnica sarà utilizzata per gli stessi fini.

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I meridiani

Secondo la teoria dei meridiani o canali energetici, il nostro corpo è


percorso da vie che conducono e regolano l'energia prodotta e
immagazzinata dagli organi e dai visceri, garantendo tutte le funzioni
vitali. I meridiani vengono classificati fondamentalmente in principali8
e secondari9.
Vi sono dodici meridiani, simmetrici da ciascun lato del corpo e sono
in relazione con i sei organi (polmone, rene, fegato, cuore, pericardio,
milza) e le sei visceri (intestino crasso, vescica urinaria, vescicola
biliare, intestino tenue, triplice riscaldatore, stomaco). Ciascun organo
o gruppo di organi è dunque rappresentato da due meridiani, uno
destro e uno sinistro. Questi meridiani vengono distinti in Yang, quelli
che portano energia dall'estremità delle mani al capo e da qui ai
piedi, e Inn quelli che portano l'energia dai piedi al tronco e da qui alle
mani. I meridiani secondari sono ramificazioni più superficiali dei
meridiani principali che servono a connettere fra loro questi ultimi e a
distribuire l'energia e il nutrimento a tutti i tessuti. Il concetto è

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proprio analogo a quello di una rete di canali ben organizzata.
Particolare importanza hanno, fra i meridiani secondari, quelli definiti
straordinari o curiosi 10 (nel senso di “particolari”). I meridiani
straordinari sono otto (numero caro alla numerologia taoista) e hanno
una funzione di "reservoire" dell'energia, così da assorbirne le "piene"
e da rifornire i canali in caso di "siccità". I vasi straordinari Inn
assorbono l’ eccesso Inn, gli Yang quello Yang. Vi sono, come già
detto, otto vasi curiosi per lato del corpo, uno per l’ alto, uno per il
basso, uno per la destra, uno per la sinistra, uno per l’esterno uno per
l’interno, uno per il davanti uno per il dietro.

Su ogni meridiano sono stati individuati nei secoli dei punti che
sfociano sulla superficie cutanea, nei quali è possibile percepire
l'energia e agire su di essa. Si tratta appunto dei cosiddetti
"agopunti"11. Agire sugli agopunti con una forma qualsiasi di
stimolazione equivale a modificare in qualche modo le caratteristiche
dell'energia che scorre in quel dato punto e in quel meridiano.
Esistono punti detti maestri, veri nodi ferroviari, e altri detti de
brindilles, che sono zone secondarie agenti su un sintomo.

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Si distinguono punti di tonificazione e punti di dispersione che
provocano rispettivamente un afflusso o un allontanamento
dell’energia da una zona all’altra del corpo.
I punti lo assicurano il trasferimento di energia da una zona in
eccesso verso una di insufficienza, mentre, come detto, i punti dei
meridiani meravigliosi determinano l’assorbimento degli eccessi di Inn
o di Yang nei settori sovraccarichi.
Vi sono anche i punti mo o araldo che tonificano gli organi profondi,
mentre i punti yu del dorso combattono gli eccessi di energia in questi
stessi organi.
I punti di dispersione e di tonificazione variano secondo la stagione,
quindi esistono vari punti da stimolare per ogni meridiano.
L'inserzione di un ago bimetallico è la tecnica di stimolazione
standard oggi impiegata dagli agopuntori. Numerosi studi scientifici, i
più recenti dei quali hanno utilizzato tecnologie d'avanguardia quali la
tomografia ad emissione di positroni (PET), hanno dimostrato
inequivocabilmente che quanto affermato da millenni dai medici
cinesi è realtà. Infatti la stimolazione per mezzo dell'inserzione di un
ago in un agopunto adatto a trattare una sindrome dolorosa si è
mostrata capace di produrre delle modificazioni oggettive nelle aree
cerebrali che comandano i processi del dolore, mentre l'inserzione
dell'ago in un altro punto casuale non ha prodotto lo stesso effetto.
Ogni punto, in base alla sua localizzazione, al meridiano cui
appartiene e ad altre caratteristiche anatomiche o legate alla pratica
clinica, ha delle proprietà terapeutiche ben precise. La combinazione
di diversi punti secondo i principi della Medicina Tradizionale Cinese
permette di ottimizzare efficacia e precisione di intervento.
In una seduta di agopuntura, il medico, che ha già posto una diagnosi
nel corso della visita secondo i principi della Medicina Tradizionale

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Cinese, individua sulla superficie corporea del paziente i punti che,
combinati fra loro, costituiscono la formula terapeutica prescelta.
Attualmente vengono usati aghi monouso sterili di acciaio e rame,
che garantiscono la massima sicurezza igienica. L’ago è di lunghezza
variabile, viene affondato in un colpo solo o per gradi e altrettanto si
fa nel ritirarlo. La profondità della puntura dipende dalla malattia,
dalla regione stimolata e dall’ effetto che si desidera ottenere. Non
basta pungere ma occorre saper manipolare 12 gli aghi in modo da
ottenere l’effetto desiderato. Esistono moltissimi tipi di manipolazione
dell'ago a seconda che si desideri tonificare o disperdere l’energia,
ottenere un’ effetto Inn o Yang. In questa fase, il paziente avverte
delle sensazioni caratteristiche (formicolio, senso di pesantezza,
sensazione di scossa elettrica o altro) che indicano la dinamizzazione
dell'energia nel meridiano operata dalla stimolazione dell'ago. A
questo punto gli aghi vengono lasciati inseriti nel punto per alcuni
minuti . In certi casi l'ago, una volta ottenuta la sensazione
dell'energia va subito tolto, in altri viene levato dopo 15-20 minuti o
più. Alcuni effetti dell'agopuntura sono immediatamente percepibili:
ad esempio l'effetto rilassante e l'azione antidolorifica si manifestano
nel giro di pochi minuti dall'inserzione dell'ago. Altri effetti,
coinvolgendo sistemi energetici complessi, vengono avvertiti a
distanza di tempo.

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Anche se il termine Agopuntura fa riferimento diretto all'infissione di
aghi nella cute, questa antichissima arte medica annovera nel suo
arsenale terapeutico numerosi altri strumenti, che, usati con
accortezza rendono l'intervento del medico agopuntore
estremamente flessibile ed efficace.

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La moxibustione

Antica quanto il massaggio è l'applicazione del calore per curare le


malattie e in particolare per alleviare il dolore. I medici dell'antica
Cina avevano scoperto che la stimolazione dei punti di agopuntura col
calore poteva ottenere degli effetti particolari, sfruttando le proprietà
specifiche dei singoli punti. Lo strumento principale per portare il

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calore sui punti era costituito da erbe medicinali essiccate e
polverizzate, che venivano compresse, poste sulla cute e incendiate
sino a trasmettere la sensazione del calore nel meridiano. Nel
"Trattato sulle malattie febbrili dovute al freddo", il medico Zhang
Zhong Jing del II° secolo d.C. raccomandava di bruciare dei bastoncini
di cannella per scaldare dei punti opportuni, al fine di espellere il
freddo patogeno dall'organismo stimolando la sudorazione. Col tempo
la medicina cinese ha selezionato come erba principale per questo
impiego l'Artemisia, con le cui fogli essiccate e triturate si prepara
una lanugine da usarsi compressa in coni o arrotolata in bastoncini. I
Giapponesi hanno denominato questa tecnica moxa e questo termine
ha avuto più successo del termine cinese jiu fa, divenendo anche
sinonimo di Artemisia. Per questa ragione oggi la tecnica è conosciuta
come Moxibustione.
Il calore può essere portato con la moxa in modo diretto appoggiando
dei coni sulla pelle o in modo indiretto ponendo tra il cono e la pelle
una compressa medicata con erbe o una fettina di zenzero o di aglio
oppure utilizzando il rotolo di moxa acceso e avvicinato al punto da
trattare. La moxibustione può essere anche associata all'agopuntura
per riscaldare più in profondità usando l'ago come veicolo del calore.
Questa tecnica naturalmente è elettiva in tutte le patologie dovute al
freddo, ma è anche un'importante sistema di tonificazione nelle
sindromi caratterizzate da astenia e freddolosità, nei prolassi, nelle
dispepesie.

Esempi di applicazione
Un rimedio per la dissenteria da freddo: mettete del sale grosso
nell'ombelico (punto shenque), accendete un rotolo di moxa e
scaldate il punto alla distanza di circa 2 cm per 5-10 minuti. Per il mal

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di gola da freddo (non quello con febbre e placche!) si può scaldare il
punto hegu che si trova alla congiunzione fra pollice e indice delle
mani verso il polso. Per trattare le emorroidi e i prolassi e anche in
caso di stanchezza, si può scaldare il punto baihui al vertice della
testa, dove si congiungono la linea che passa per il dorso del naso e
quella che collega i lobi e gli apici delle due orecchie. In caso di
posizione podalica del feto, una tecnica di rivolgimento ampiamente
studiata e la cui efficacia è documentata scientificamente consiste
nello scaldare con moxa il punto zhiyin, che si trova in corrispondenza
dell'angolo ungueale esterno del quinto dito dei piedi.

La coppettazione

Una tecnica nota anche in Occidente, anche se applicata con criteri


differenti da quelli della medicina cinese è la coppettazione. Si tratta
di applicare delle ventose sui punti da trattare ed esercitare un'azione
di aspirazione più o meno intensa sino a richiamare nel sottocute
liquidi e sangue. I cinesi oggi usano spesso delle coppette in plastica
o in vetro a vuoto pneumatico, ma è ancora largamente utilizzata la
tecnica di fare il vuoto con una fiamma passata rapidamente
all'interno della coppetta, che può essere di legno di bambù o di
vetro.

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coppetta in vetro coppetta in bambù
coppetta in ceramica

Secondo la medicina cinese questa tecnica è indicata in tutte le forme


caratterizzate dalla presenza di catarri o di umidità. Si applica quindi
specialmente nelle malattie respiratorie e nelle malattie reumatiche.
Ci sono tuttavia anche impieghi particolari di questa tecnica, utili per
trattare l'ansia e l'insonnia o per curare i disturbi dispeptici dei
bambini.
In pratica il medico applica rapidamente le coppette sui punti da
trattare esercitando un'aspirazione più o meno intensa a seconda che
debba ottenere un forte drenaggio o solo un'attivazione della
circolazione energetica. Questa azione aspirante superficializza
l'energia corporea e con essa porta all'esterno i fattori patogeni e in
particolare l'umidità o il sangue stagnante. La tecnica può anche
essere associata al salasso (si punge il punto sino a farlo sanguinare,
poi si applica la coppetta) o all'agopuntura (si copre l'ago infisso sul
punto con una coppetta).
Una tecnica particolare è quella della "coppetta strisciata". Si spalma
un olio da massaggio sulla schiena del paziente, si applica la coppetta
con un'aspirazione discretamente energica e la si spinge lungo i lati
della colonna vertebrale prima in un senso e poi nell'altro,

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mantenendo l'azione di ventosa, sino ad ottenere un arrossamento
della cute. L'effetto è molto rilassante e al tempo stesso corroborante.
Per avere idea dell'efficacia di questa tecnica, si pensi che
l'applicazione di una energica coppettazione su due punti specifici del
dorso (punto fengmen) può arrestare una crisi asmatica in pochi
secondi.

Il Calendario Cinese

Come già accennato, la visione della vita secondo la cultura cinese


appare un continuo incontro e scontro di forze opposte. Un continuo
divenire che varia ciclicamente insieme con l’alternarsi dei fenomeni
climatici e metereologici. La Medicina Tradizionale Cinese raccoglie
quindi un insieme disparato di elementi cosmici, climatici, ancestrali,
dietologici, sessuali ed igienici di quel paziente nella sua completezza,
al fine di completare un mosaico mutevole, quasi un paesaggio, ossia
un " quadro di disarmonia"( pattern of disharmony).

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Essendo queste leggi cicliche sono prevedibili, e di conseguenza
risulta possibile prevedere l’influenza sulla fisiologia degli esseri
viventi.
L’uomo è situato tra cielo e terra e da questi elementi è influenzato.
La terra ha un ritmo ciclico di influenza su base dieci, derivante dalla
divisione di un anno in cinque stagioni. Il cielo ha un ritmo ciclico di
influenza in base dodici, derivante dai dodici mesi, e dalle dodici ore.
Cielo e terra, essendo elementi opposti, in maniera dinamica si
incontrano e si scontrano.
Ricorrendo all’uso di nozioni matematiche, di dati statistici,
all’alternarsi di giorni, mesi e lunazioni, è possibile calcolare
l’influenza del mondo esterno nel suo complesso, su di un singolo
individuo. È possibile quindi stabilire l’esistenza di un calendario
fisiologico, fondamentale per eseguire una corretta diagnosi e quindi
una corretta terapia.
Secondo la cultura cinese ogni stagione ha il suo organo dominante,
il quale matura e sviluppa la sua attività tanto da influenzare gli altri
organi.
• Il fegato domina in primavera
• Il cuore in estate
• Il polmone in autunno
• Il rene in inverno
• La milza, caso particolare, non ha un propria definita stagione,
ma funge da serbatoio di energia Inn, di cui accumula gli
eccessi nel periodo tra l’estate e l’autunno.

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È ben noto che le stagioni sono soltanto quattro. Ed infatti la
suddivisione in cinque stagioni ha senso solo dal punto di vista
bioenergetico. Dal punto di vista astronomico esistono quattro
stagioni, e quattro periodi tra stagione e stagione. Le quinte stagioni
sono soltanto il frutto di considerazioni energetiche, in cui, secondo la
credenza, la milza irrora in maniera stagionale, in maniera
preferenziale uno dei quattro organi vitali: fegato, cuore, polmoni e
reni.
La Medicina Tradizionale Cinese ha trovato numerose altre
corrispondenze. Ad ogni stagione corrisponde un organo, al quale
corrisponde un sapore, un carattere psichico,un organo di senso, una
relazione con un altro organo, un periodo climatico. Ad esempio al
fegato corrisponde un sapore acido, il carattere psichico della collera,
l’organo sensoriale degli occhi e i muscoli.

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ORGANI INN FEGATO CUORE- MILZA POLMONE RENE
ASSOCIATI CON MAESTRO DEL PANCREAS
CUORE
VISCERI (YANG) Vescica biliare Int. Tenue - Stomaco Intestino crasso Vescica
Triplice
Riscaldatore
STAGIONI Primavera Estate 5° stagione Autunno Inverno
PUNTI CARDINALI Est Sud Centro Ovest Nord
TESSUTI Muscoli Sangue e vasi Mesenchima Pelle Ossa
ORGANI DI SENSO Vista Gusto Tatto Odorato Udito
STATI D'ANIMO Rabbia Gioia Depressione Tristezza Paura
COLORI Blu -verde Rosso Giallo Bianco Nero
SAPORI Acido Amaro Dolce Piccante Putrido
CARNE Montone Pollo Manzo Cavallo Maiale
ELEMENTO Legno Fuoco Terra Metallo Acqua
ANNESSI Unghie Colorito Parti molli Peli Capelli
(connettivo)
CLIMA Vento Caldo Umido Secco Freddo
LIQUIDI ORGANICI Lacrime Sudore Saliva Sputi Urine
ORTAGGI Malva Porro Insalata Scalogno Cipolle
CEREALI Miglio Grano Segale Riso Fagioli
PERSONALITA' Calmo Attivo Tranquillo Fermezza Impulsivo
REAZIONE ai Emozione Tristezza Ingiallimento Tosse Brivido
CAMBIAMENTI
TENDENZA Parlare Ridere Cantare Piangere Gemere
VIRTU' Carità Misticismo Fedeltà Giustizia Saggezza

Lo stato di salute e la malattia

Secondo la Medicina Tradizionale Cinese l’organismo può essere


suddiviso e ricondotto a tre grandi livelli principali. È possibile
immaginare l’organismo come composto da tre motori diversi, in
grado di dare energia all’organismo stesso dopo però complesse
trasformazioni.

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Il livello superiore del nostro organismo è composto da cuore e
polmoni. L’aria assimilata viene convertita in Oè, ovvero energia
difensiva a disposizione del nostro organismo.
Il livello intermedio è composto da stomaco, fegato, milza ed intestino
tenue. Stomaco, fegato e intestino trasformano gli alimenti. La milza i
liquidi. Tutti insieme danno l’energia nutrice Iong.
Il livello inferiore è suddiviso in tre parti: il rene e la vescica adibiti
all’eliminazione dei liquidi; l’intestino crasso adibito all’eliminazione
dei solidi; e il rene fuoco( ossia l’insieme delle ghiandole endocrine, in
particolare surrenali, ovaio e testicolo) adibito all’elaborazione
dell’energia Tsing. L’energia Tsing non proviene dall’ambiente
esterno, ma viene ereditata dai propri genitori. Di questa energia non
si può né aumentare né diminuire la qualità, ma si può soltanto
assicurare che circoli correttamente nell’organismo, e che
correttamente venga ripartita.
Inoltre il corpo umano viene suddiviso in sei parti, a cui viene
assegnata una interpretazione simbolica.
• Zona pelvica: in questa zona risiedono organi dai quali
dipende la personalità di un individuo. Disturbi di questi organi
si riflettono in disturbi della personalità. Ad esempio la
mancanza di autostima e di fiducia in se stessi, è il riflesso di
complicazioni a livello prostatico e uterino. Invece la difficoltà
nel relazionarsi con gli altri è il riflesso di problematiche a livello
vaginale.
• Zona periombicale: in questa zona sono concentrati i
meccanismi nutrizionali intorno ai quali rotea tutta la vita.
Condizioni di carenza affettiva, quali ad esempio l’anoressia,
hanno ripercussioni in questa zona.

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• Zona epigastrica: fegato, milza, pancreas, stomaco, vescica
ed intestino tenue sono allocati in questa zona. Disfunzioni di
milza e pancreas inducono affievolimento dell’intelligenza
creativa, perdita di energia, astenia sia fisica che psicologica.
Disfunzioni del fegato favoriranno collera ed una lenta
digestione. Disfunzioni dello stomaco determinano una
riduzione della capacità articolare e dello sviluppo dei pensieri.
Disfunzioni del piccolo intestino, causano infine, disturbi
digestivi e allo stesso tempo facilità ad essere condizionati,
perdita di carisma.
• Zona toracica: è la zona in cui s’annidano i sentimenti. I
polmoni sono l’elemento di connessione con l’aria. Di
conseguenza tramite e i polmoni passano tutte quelle emozioni
che fanno mancare il respiro, come l’impossibilità di compiere il
proprio volere. Il cuore è l’organo della donazione. Sia
dell’amore, sia dell’odio. È il sito in cui convivono Inn e Yang.
Tramite il sangue tutti i sentimenti, tutte le emozioni pervadono
nell’intero organismo.
• Zona laringea: è la sede della fonazione. E la voce è il mezzo
tramite il quale l’uomo ha la capacità di rappresentare se
stesso. Disturbi nella fonazione evidenziano dubbi interiori,
mancanza di sintonia ed equilibrio.
• Zona cerebrale: è la sede di tutti quei meccanismi neurotici
che permettono il riconoscimento della realtà come tempo
vissuto. La vita vissuta in questa area viene sintetizzata e
memorizzata. L’incapacità, o l’ostinazione a non voler
riconoscere la realtà porta ad ipofunzionalità neurotica, il che
determina una indisposizione all’adattamento.

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Quattro sono le possibili causa di malattia.
• Squilibrio Inn e Yang: tale squilibrio può interessare aree più o
mene estese dell’organismo. Il trattamento è individuale e
complesso.
• Pienezza o carenza nel flusso energetico dei meridiani: in
questo caso lo stato patologico è dovuto ad un’erronea
distribuzione energetica. Il problema non riguarda la quantità di
Inn e Yang, bensì la qualità. Lo stato patologico è conseguenza
sia di carenze, sia di eccessi energetici. Si verifica infatti in uno
stato in cui in alcuni organi hanno un eccesso energetico, a
spese di altri che ne deficiano. In questi casi l’agopuntura
interviene convogliando l’energia da zone di alta
concentrazione a zone di bassa concentrazione, determinando
quindi un riequilibrio. Ma l’agopuntura nulla può sulla quantità
di energia. Se nel complesso l’energia è insufficiente, il paziente
dovrà essere nutrito tramite altre vie.
• Disturbi dell’esterno: la Medicina Tradizionale Cinese immagina
il corpo umano come un recipiente avvolto da un involucro, uno
strato protettore. Con questa rappresentazione si vuol
intendere la profondità del nostro corpo, protetta da una
barriera difensiva. Se una malattia si manifesta dalla profondità
verso l’esterno ( dolori superficiali, dermatosi, iperstesie…),
l’affezione non è di tipo grave, in quanto è come se “uscisse”
dal corpo. Al contrario una patologia di tipo superficiale che
diventa di tipo profondo (infezioni superficiali, ascessi, sifilide…)
è da considerarsi di tipo grave. La profondità del nostro
organismo è costituita dai visceri, gli organi profondi, le ossa, il
SNC. Lo strato protettore, l’involucro, è costituito dalla cute, gli
organi sensoriali, la faringe, gli organi genitali. Tale strato è

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corroborato dall’energia difensiva Oè, e qualora questa
mancasse le patologie esterne possono annidarsi nella
profondità del nostro organismo.
• Freddo e caldo: cinque sono le aggressioni di tipo climatico. Il
freddo, il calore, il secco, l’umido e il fong, ossia il vento inteso
non solo in quanto tale, ma anche come veicolo per la
diffusione di microbi, allergeni e parassiti.

Cosa possiamo curare con gli aghi

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Le osservazioni di carattere neurologico e le statistiche dei risultati
terapeutici, meritano oggi un'attenzione diversa che nel passato,
soprattutto per quanto riguarda la neuro-stimolazione percutanea
nella terapia del dolore.
Quest'ultima è certamente la più studiata fra le applicazioni
dell'agopuntura ma essa non esaurisce le sue possibilità: sarebbe, a
dire degli esperti, come ridurre la chirurgia all'asportazione degli
ascessi. Si osservano invece sorprendenti risultati nei confronti delle
patologie allergiche (rinite, asma, dermatosi), delle forme
infiammatorie a carico di alcune mucose (sinusiti, gastriti, bronchiti).
Buoni risultati si ottengono anche per alcune turbe del sistema
nervoso (insonnie, cefalee, anoressie, amenorree, depressioni,
impotenza, tabagismo) e a favore dell'apparato vascolare, come
l'ipertensione arteriosa moderata.
La sfera delle forme croniche, per le quali i presidii terapeutici della
medicina classica occidentale sono spesso molto aggressivi e carichi
di effetti collaterali, offre un discreto campo di applicazione
alternativa. A tale proposito un moderno agopuntore non può
prescindere dai principi e dalle applicazioni della medicina
omeopatica, secondo la quale non ci si può limitare al sintomo quanto
di attendere all’intero organismo che viene esprimendosi attraverso il
quadro complessivo delle sue patologie.

Scienza Occidentale e Agopuntura

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Eppure cosa sappiamo noi, uomini dell'Occidente, sull'agopuntura?
Abbiamo delle ben precise cognizioni anatomiche, alcune meno
precise cognizioni fisiologiche, e tante tante ipotesi. Quali sono i dati
di fatto, incontrovertibili, di cui noi siamo in possesso?
Il percorso dei meridiani e soprattutto i punti di agopuntura sono
dimostrabili dal punto di vista elettrico: infatti la resistenza elettrica
dell'epidermide è nettamente diminuita in corrispondenza dei punti di
agopuntura, rispetto a quella circostante. Tale differenza di resistenza
elettrica perdura nel cadavere e negli arti sezionati. Quindi i medici
agopuntori agiscono con gli aghi su dei punti che possiedono una
resistenza elettrica diminuita e che pertanto hanno una conducibilità
elettrica aumentata.
Dal punto di vista istologico si sa ben poco: quel poco che si sa, e che
non è confermato da tutti gli Autori, è che in detti punti vi è un'area
discreta caratterizzata da una rosa di terminazioni nervose e da un
aumentato numero di capillari sanguigni e linfatici.
Inoltre secondo la tradizione l'ago va manipolato: cioè per disperdere
l'energia va ruotato in senso antiorario e viceversa per tonificarla:
ebbene se si assume l'ago come un conduttore elettrico e quindi al
centro di un campo magnetico, l'invertire la rotazione dell'ago
significa anche invertire la polarità del campo.
N.B. Si segnala che in Medicina Tradizionale Cinese (MTC) i termini di
tonificazione e dispersione, usati anche in contesti differenti, non
hanno il significato di aumento o diminuzione di Energia: non si
apporta nulla dall'esterno né si toglie nulla. Per tonificazione o
dispersione si deve intendere una modificazione sul "dinamismo"
dell'Energia.
Altra ipotesi suggestiva è quella della termocoppia: gli aghi sono
formati da due metalli diversi: il corpo di ferro e il manico di rame.

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Sempre secondo la tradizione per tonificare l'energia l'ago va sempre
tenuto in mano dall'operatore. Quindi il manico si riscalda, e quindi
per l'effetto del principio fisico della termocoppia si genererà una
microcorrente elettronica.
Circa il meccanismo di azione dell'agopuntura si sono fatte numerose
sperimentazioni ed imbastite altrettanto numerose ipotesi. E'
necessario puntualizzare che tutte le spiegazioni finora date
chiariscono solo una parte dell'agopuntura: non la chiariscono mai
nella sua interezza.
Tanto per citare uno dei supposti meccanismi di azione
dell'agopuntura diremo dell'ultimo e del più attuale: quello delle
endorfine. L'infissione dell'ago nel sottocutaneo libererebbe un
composto organico, endorfina, che andrebbe a bloccare la
trasmissione degli impulsi dolorifici delle fibre afferenti primarie ai
neuroni della via spinotalamica a livello presinaptico.
L’endorfina blocca le sinapsi delle fibre afferenti dolorifiche
impedendo la liberazione del mediatore chimico, la sostanza "P", un
polipeptide a 11 aminoacidi.
Osservazioni fatte su soggetti di ogni genere; anche sani, hanno
dimostrato come gli incrementi delle sostanze oppiaceo simili(OLS)
plasmatici siano paralleli agli effetti analgesici dell’agopuntura.
Il suddetto meccanismo è valido per spiegare l'azione antalgica
dell'agopuntura, non lo è altrettanto per le altre manifestazioni
morbose. Ad esempio l'asma bronchiale, sotto l'influenza di una
sostanza simile alla morfina, dovrebbe peggiorare anziché migliorare.
È stato inoltre provato che il trattamento con l’agopuntura incrementi
le prostaglandine PGE2 determinando l’aumento dell’cAMP che
determina vasodilatazione. La vasodilatazione provoca un
abbassamento del dolore poiché aumenta il metabolismo delle

33
sostanze algogene. Inoltre diminuiscono le PGF2 che determinano
vasocostrizione.
L’agopuntura determina anche un’aumentata liberazione di
adrenalina a livello delle fibre post-ganglionari simpatiche. L’
adrenalina stimolando l’asse ipofiso-surrenale nella liberazione di
cortisone da un’ effetto antinfiammatorio e inoltre accrescendo la
frequenza e la forza contrattile del cuore e la dilatazione delle vie
aeree, migliorando la respirazione.
Sono stati condotti anche studi sul magnetismo e sulla fluido-
dinamica applicata all’agopuntura che avvalorerebbero l’ipotesi che
la manipolazione degli aghi (cfr. termocoppia e gli effetti sul campo
magnetico) “cortocircuita” (carica o scarica) i vari strati del corpo in
modo da riequilibrare le alterazioni di campi ionici e le differenze di
carica elettrica che si verificano in tali strati,e che spesso sono causa
di sintomatologie dolorose e altri sintomi. Con moderne
apparecchiature è stato possibile misurare tutte le modificazioni che
intervengono dopo sedute di agopuntura e dimostrare che essa è in
grado di modificare la distribuzione ionica sia negli spazi intra che
extra cellulari. In questa visione lo Inn e lo Yang diventano il positivo e
il negativo di una forza, e l’azione sui punti il tentativo di riportare
questa forza allo stato iniziale di equilibrio, attraverso quindi
variazioni ioniche che riguardano gli ioni sodio, potassio, calcio,
magnesio, ecc.
Ma da un punto di vista pratico e scientifico, quali sono gli effetti
probabilmente insiti nell'agopuntura?
Essa ha un effetto sedativo sul sistema nervoso centrale: all'EEG si
reperta una maggiore ampiezza delle onde alfa. Un effetto
antinfiammatorio, poiché aumenta la liberazione di cortisone. Un
effetto equilibratore su varie funzioni organiche (peristalsi, pressione

34
arteriosa, ritmo e ampiezza del respiro. ecc.): ad esempio la
stimolazione del punto 36 del meridiano dello Stomaco (Zu San Li)
agisce sia sulla diarrea che sulla stipsi, correggendole. Infine
l'agopuntura ha un effetto analgesico: oltre che clinicamente da
migliaia di anni, si è ricorsi recentemente alla misurazione della soglia
del dolore con particolari dolorimetri di varia ideazione, e sempre si è
notato un innalzamento di questa soglia.
Da questi quattro effetti accertati possiamo intravedere quali enormi
possibilità possa avere l'agopuntura. In farmacologia l'avere un
farmaco che sia analgesico, riequilibratore, antiinfiammatori e
sedativo, il tutto nello stesso tempo, sarebbe una grande scoperta
scientifica. Ebbene l'agopuntura ha queste possibilità, le ha da 5.000
anni, ma esse non sono sfruttate dal medico di oggi per mera
disinformazione.

L’AGOPUNTURA e la SCIENZA di oggi, da D di Repubblica 6 marzo


2001 di Domenico Condorelli

Nata 5 mila anni fa, si pratica in 122 centri italiani. Secondo I'OMS, è
efficace contro 200 patologie. eppure, per la legge, l'agopuntura non
esiste.
Non è per seguire la moda New Age che 122 centri pubblici italiani
curano con gli aghi. E' perché l'agopuntura guarisce da cinquemila
anni. Che funzioni, e bene, è una certezza da quando, nel 1991,
l'organizzazione mondiale della sanità ha riconosciuto il valore di
questo metodo, fissandone i protocolli per almeno 200 patologie. Ma

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più ancora dal 1997, quando lo statunitense National Institute of
Health ha pronunciato il suo prestigioso okay.
Non mancano studi che spiegano come agisce l'agopuntura. A partire
da quello, tutto italiano, che dimostra l'assunto base di questa antica
pratica cinese: l'esistenza dei meridiani, i canali di energia che
percorrono il corpo formando una complessa rete di collegamento tra
tessuti, organi, apparati, sistemi e superficie cutanea. Iniettando in un
particolare punto un isotopo radioattivo, il tecnezio, è possibile
seguirne il percorso esattamente lungo il meridiano. Se invece il
tecnezio viene iniettato in un'area adiacente si forma una sorta di
lago; la sostanza non si sposta lungo i canali energetici.
L'esperimento è stato condotto alla fine degli anni Ottanta presso
l'istituto di Medicina nucleare dell'Ospedale maggiore di Bologna da
Carlo Maria Giovanardi, presidente della Fisa, la Federazione italiana
delle società di agopuntura. Ed è proprio Giovanardi, coautore di
Agopuntura, evidenze cliniche e sperimentali, aspetti legislativi e
diffusione in Italia (Ed. Ambrosiana), a spiegare come questa tecnica
può essere utile alla salute e come viene considerata e praticata in
Italia.
«Ci sono tre categorie di malanni», esordisce: «quelli per cui la
medicina occidentale è il rimedio migliore o l'unico, come lo
scompenso cardiaco o l'ipertensione arteriosa, ma anche il cancro;
quelli che si possono curare con entrambi i sistemi come il mal di
schiena, il torcicollo o il gomito dei tennista; quelli per cui
l'agopuntura è più efficace e ha meno effetti collaterali. Per esempio
la cefalea, che migliora nel 70 per cento dei casi, ma anche le
allergie, l'asma, le dermatiti, il colon irritabile e i disturbi dell'apparato
genitale femminile (mestruazioni dolorose o irregolari). Gli aghi si
usano anche nella cura dell'infertilità, soprattutto in quel 20o30 per

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cento di casi per cui non è possibile rintracciare una causa. Uno
studio tedesco pubblicato su Gynecological Endocrinology ha
confrontato due gruppi di donne infertili trattate con terapia ormonale
o con agopuntura: le percentuali di successo sono risultate simili. Il
motivo? La tecnica agisce sul sistema endocrino e, in particolare,
stimola la produzione degli ormoni sessuali femminili, progesterone
ed estradiolo. Sempre in ambito ginecologico, è appena partito uno
studio nei centri Fisa di Prato, Bologna e Torino, sul confronto tra
agopuntura e un noto farmaco per il trattamento dei disturbi della
menopausa. I risultati si avranno tra un paio d'anni.
Anche l'asma allergico riceve benefici dalle cure con gli aghi: lo
conferma uno studio scandinavo su pazienti con. rinite allergica che
non avevano ottenuto vantaggi dal vaccino. A distanza di un anno, il
65 per cento dei volontari aveva risolto il problema. Buoni i risultati
nella cura di vertigini e ansia, nella riabilitazione delle persone colpite
da ictus e contro alcolismo e tossicodipendenza. E’ dell’estate 2000 la
conferma, pubblicata sugli Annals of Internai Medicine, dell'efficacia
dell'agopuntura nella dipendenza da eroina o cocaina su 82 pazienti.
Alla fine del trattamento, il 53,8 per cento delle persone sottoposte al
metodo era negativa al test che rileva tracce di droga nell'organismo,
contro il 9,1 per cento dei gruppo non trattato.
Gli aghi infissi negli oltre mille punti sensibili non agirebbero sul flusso
energetico, come sostiene la tradizione cinese, ma sul rilascio di
sostanze endogene simili alla morfina, le endorfine, e di
neurotrasmettitori come la serotonina e la noradrenalina, modulatori
del tono dell'umore. Secondo Arthur Margolin, della Yale University
School of Medicine, autore dello studio pubblicato sugli Annals of
Internal Medicine, l'agopuntura attiva la parte parasimpatica dei
sistema nervoso, con un effetto calmante che riduce il desiderio di

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sostanze stupefacenti. Tanto che oggi sono oltre 700, negli Stati Uniti,
i centri che usano questa tecnica per la disassuefazione alla droga.
A spiegare l'azione antidolorifica degli aghi, notissima a chi cura con
successo problemi muscolari, traumi e cefalee, interviene la
cosiddetta teoria dei cancello: la stimolazione, anche lieve, di fibre
nervose impedisce agli stimoli dolorosi di raggiungere il cervello. Lo
ha dimostrato Wen Ching Liu, docente di Radiologia alla University of
Medicine and Dentistry dei New Jersey: le immagini realizzate con la
Pet, la nota tecnica dì visualizzazione dei cervello, mostrano che gli
aghi modificano l'attività,delle regioni dei sistema nervoso centrale
che coordinano la percezioni dei dolore.
E a chi continua a pensare che quello dell'agopuntura sia solo un
effetto placebo risponde Konrad Streitberger, anestesista
dell'Università di Heidelberg. Il medico ha provato a trattare 25
pazienti che soffrivano di dolori alla spalla con un ago finto, che si
ritraeva al contatto con la pelle. Altri 27 pazienti con lo stesso
disturbo, nel frattempo, erano sottoposti ad agopuntura: solo loro
hanno registrato un miglioramento. Con buona pace della spesa
farmaceutica che, grazie agli aghi, si può ridurre: lo ha evidenziato
uno studio condotto presso l'ambulatorio di analgesia dell'Asl di
Vígevano, premiato al Congresso mondiale delle World Federation
Acupuncture Societies. Per 90 pazienti con artrosi, la scelta vincente
si è dimostrata l'abbinamento dei fans (farmaci analgesici non
steroidei) all'agopuntura: tutti hanno potuto ridurre nettamente il
consumo di farmaci, e quindi anche gli effetti collaterali e la spesa.
Conferme recenti arrivano anche dalle pagine dei prestigioso Jama,
Journal of the American Mediana Association che, lo scorso dicembre,
ha pubblicato uno studio in cui si dimostrano i benefici sugli effetti
collaterali della chemioterapia (la nausea, per esempio). Ma non

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finisce qui: gli aghi agiscono sul sistema immunitario (dopo una
seduta il numero di globuIi bianchi aumenta notevolmente), hanno un
effetto sedativo sul sistema nervoso centrale l'ettroencefalogramma
evidenzia una maggior ampiezza delle onde alfa, che caratterizzano
lo stato di veglia rilassato), un'azione riequilibratrice su varie funzioni
organiche (motilità intestinale, pressione arteriosa, ritmo e ampiezza
dei respiro). Se avessimo un farmaco nel contempo analgesico,
riequilibratore, immunostimolante e sedativo rivoluzioneremmo la
medicina. L'agopuntura ha dimostrato di avere tutti questi effetti, ma
nonostante ciò e nonostante i diecimila agopuntori (per legge, tutti
laureati in Medicina) e i tre milioni dì italiani che si fanno curare con
gli aghi, la situazione è ancora nebulosa dal punto di vista legislativo.
Chi pratica questo metodo non può neanche esporre una targa di
riconoscimento con la dicitura "agopuntore", e c'è grande confusione
tra le scuole riconosciute dalla Fisa, che durano quattro anni e sono
forti di una tradizione decennale, e i corsi universitari di sei mesi
allestiti in questi ultimi tempi. In discussione al Parlamento (per ora è
passata alla Camera) c'è la legge Galletti, tentativo di regolamentare
le medicine non convenzionali. In attesa che si faccia maggiore
chiarezza, la Fisa ha completato un censimento degli ambulatori
pubblici dove viene praticata l'agopuntura. Sono oltre 120 i
riferimenti si troveranno presto in rete sul sito della Federazione,
ancora in costruzione. Per il momento, il sito fornisce un elenco degli
agopuntori con attestato approvato dalla Federazione;
un'informazione che offrono anche le Asl

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