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WIRED FOR SEX Pornoperformativit in rete Emanuela Ciuffoli

Introduzione Sexercise yourself! sembra oggi essere limperativo di una societ che non ha solo moltiplicato, come gi espresso da Foucault, la discorsivit sul sesso, ma che propone piuttosto una pornificazione delle pratiche di costruzione della relazione allaltro e al proprio s. Le palestre pi in voga propongono corsi di lap dance per tonificare i glutei e accrescere la consapevolezza, i filmini hard fanno la fortuna di personaggi come Paris Hilton o Pamela Anderson, il sex design offre soluzioni chirurgiche per la messa in forma dei genitali: la performativit corporea sempre pi connessa alla messa in scena della sessualit. Lauren Langman (2008) interpreta questa variet di processi e fenomeni culturali recuperando lanalisi dellopera di Rabelais effettuata da Bachtin e gli studi di Marcuse sulla desublimazione repressiva- nellottica di una carnevalizzazione della societ, vale a dire di una espressione assieme trasgressiva e desublimata di istanze che, pur eccessive, aggressive e scatologiche, finiscono con lessere trasformate in strumenti del/dal sistema dei consumi. Insieme parte integrante dellattuale sistema produttivo ed escrescenza che non pu essere mai completamente rimarginata, il porno mantiene con il sistema culturale in cui inserito anche degli spazi di frizione e incandescenza che ne fanno uno strumento creativo e irredento di agency, come testimoniato dai numerosi progetti di pride porn o DIY (acronimo di Do It Yourself, con cui si indica, in questo caso, una modalit autoproduttiva di materiale X-rated) riscontrabili in rete. Da tempo difatti il web si configurato come lo spazio prediletto per la diffusione di immaginari sessuali che mescolano il piacere del protocollo (Pixxxel project) - la perfetta combacianza di sintagma e paradigma a produzioni scabre, volutamente negligenti e disadorne, imperfette come lesistenza di ciascuno di noi. In questo empornium ad alto tasso tecnologico, leconomia spinge sempre di pi su pratiche mediate di costruzione del s attraverso il consumo libidinale (Lyotard, 1978) della propria e altrui biografia (Hard scanning), generando una erotica da (inter) connessione che coinvolge in particolar modo le donne (Faster Pussycat!

Link! Link!) in una ridefinizione del rapporto ambiguo e trasversale che lega limmagine del corpo al corpo dellimmagine. La revisione delle politiche e delle estetiche dei corpi e dei generi transitano dunque intrecciando autoproduzione, performance sessuale, biografia, seguendo tragitti che sfumano dal conciliante al distonico, dal soft al delirante. Il netporn secerne difatti soggettivit conflittuali e contraddittorie, difficilmente mappabili se non cedendo a cartografie irte di buchi neri, tagli desideranti, incandescenze. Di qui la sua vicinanza alla science fiction, entrambi generi capaci di coniugare vertiginosamente freddezza hitech e immaginari scorticanti, alterit e possibilit, leggerezza e irrespirabilit. Generi accomunati da logiche ri-combinatorie in cui la ripetizione si configura sempre come una sfida alla plasmablit infinita del corpo e dellimmagine.

1. PiXXXel project Una pornomusa a cubetti posa ammiccante mostrandosi nuda su un letto, adagiata su un tavolo da biliardo, in piedi accanto ad una finestra. La quadrettatura di pixel trasforma il corpo della donna in una ironica costruzione di Lego per adulti. Fatta a dadini la Venere hard rimbalza sul web, tra un blog e un altro. Cos composta, la carne si fa oggetto di visual design, esaltando la relazione tra lo sguardo e la tecnologia che lo perturba. Per il terzo numero di Amusement Magazine (novembre/dicembre 2008, amusement.fr), il fotografo francese Jean-Yves Lemoigne propone un servizio, Pixxxel, interamente dedicato alla pornificazione degli immaginari digitali e alla pixellizzazione degli immaginari sessuali. Loperazione di una immediatezza e di una efficacia straordinarie. Dopo anni di riflessioni teoriche su corpi disincarnati, cybersex e lussurie da connessione, questo soft-core al cubo enuncia con sintesi superba il legame indissolubile che il porno intesse con i processi di esibizione del codice. Poich il porno, per motivi di censura, sovente stato costretto ad intrecciare con i protocolli, siano essi normativi che estetici, un rapporto quanto mai stretto, che continua a passare reversibilmente dalla completa e pedissequa adesione alla trasgressione pi feroce. Il perverso colui che applica la legge alla lettera (Deleuze, Guattari, 1972; Lacan, 1978), colui che sfugge il regno della metafora per portare ad una perfetta coincidenza tra le proprie pratiche e il funzionamento della Legge. A=A. Il regno dellhard fonda la sua capacit di proliferazione

sullesaltazione della tautologia, sistema di senso talmente nitido da finire con lessere sempre prossimo al collasso. Ecco cosa visualizza quindi il servizio fotografico di Lemoigne: la digitalizzazione del desiderio attraverso la binarizzazione protocollare della carne. Blocchetti di 0 e 1 si incarnano sullo schermo svelando la spinta indicibile del nostro rapporto allaltro: farlo a pezzi. Per poi montarlo e rismontarlo infinite volte come Poupe bellmeriana. Fare del corpo una immagine a mattoncini, rendere laltro e, sempre pi spesso, noi stessi, una scultura malleabile e proteiforme su cui proiettare frammenti di godimento e desideri di metamorphing. Il dispositivo di sessualit teorizzato da Foucault si abbina infatti quotidianamente a tecnologie di rappresentazione che contribuiscono alla accelerazione di quel reflexive project (Giddens, 1991) instabile e mosso mediante cui il soggetto contemporaneo agisce la ri-creazione del s. Lambito del BDSM (Bondage Dominazione, SadoMaso) forse quello in cui questa sessualizzazione del codice appare in tutta la sua forza fondativa. Occorre infatti saper godere del protocollo fino a trasformarlo in una sorta di elemento terzo che triangola il rapporto sessuale mediandolo e accelerandone le direttrici che lo sconnettono dal coito. Si pu quindi pensare di estendere a una discreta parte di netporn ci che afferma Burroughs quando, nel prefare il ballardiano La mostra delle atrocit, scrive che le radici non sessuali della sessualit qui sono esplorate con una precisione chirurgica (2001, p.7).

2. Empornium
La democratizzazione dei mezzi di produzione e distribuzione di prodotti mediali ha avuto come effetto anche labbassamento dellet di chi produce materiale hard. Limmagine ormai antiquata del vecchio imprenditore sporcaccione che si contorna di conigliette infatti stata sostituita da una molteplicit di figure imprenditoriali che comprendono anche giovani studenti/esse del college. H bomb, rivista soft core prodotta dagli allievi di Harvard e, soprattutto, la pi celebre Boink. College Sex By The People Having It, dei colleghi della Boston University, sono anche online (boinkmagazine.com) ed hanno fatto parlare gli Stati Uniti per il loro utilizzare i luoghi del sapere come set per shooting a luci rosse. Il fenomeno editoriale studentesco indice, a suo modo, di quella che viene definita la pornificazione della cultura contemporanea. Se da sempre, infatti, lhard ha assorbito dalle produzioni mainstream titoli, narrazioni e

simboli parodiati con ironia e ironica sfacciataggine ora accade pi spesso che siano i generi di massa e ambiti come larte e la moda a sfruttare gli stilemi del porno per le loro produzioni. Dalla collezione di Versace intitolata Bondage, negli anni 80, il sado-chic e, pi in generale, il porno chic, sono stati sdoganati, entrando a far parte di una discorsivit allargata e globalizzata. Tale processo ha per portato anche, in molti casi, ad una normalizzazione del genere, ad un appiattimento delle rivendicazioni politiche del porno anni 70, a favore di pi annacquate estetiche connesse alle logiche del consumo di massa. Si assiste cos ad un proliferare di porno per tutti i gusti: una customizzazione che mira a connettere limmagine hard ad istanze di ogni genere. Zenporn.com offre una spruzzatina new age a foto soft core, mentre fuckforforest.com sposa il sesso a richieste ambientaliste. Titillating tofu eaters1 il divertente sottotitolo del sito vegporn.com, interamente dedicato alla pornografia vegana, dove possibile acquistare vibratori a energia solare e preservativi eco-compatibili. Un porno sostenibile, insomma, che racconta in modo divertito come il web sia una sorta di sconfinato empornium digitale, in cui lhard si mescola ai life-style in modo da raggiungere capillarmente ogni nicchia di mercato. Ne risulta spesso una richiesta dappartenenza che trasforma il desiderio del singolo in pratiche comunitarie. Il consumo di sesso deve potersi connettere ad ogni identit: ecco quindi spiegata anche la proliferazione di forum e siti teocon americani in cui si tenta unapplicazione di canoni cristiani alla rappresentazione esplicita. xxxchurch.com un progetto ormai attivo da alcuni anni: sul sito si pu acquistare il kit per le pornodomeniche in parrocchia: giornate dedicate alla lotta contro la dipendenza da consumo di materiale hard, incontri impiegati a spiegare con dovizia le supposte insidie nascoste dietro a siti, blog e sexcommunity. Uno dei pi alti esempi di cortocircuito da pornificazione forse mybelovedesgarden.net, dove possibile esplorare il vasto catalogo di lingerie e sex toys rispettosi del credo: espressione traducibile in una ridicola cancellazione della carne delle modelle ritratte sulle confezioni. Genitali e seni vengono difatti sfumati cos da garantire una opacit in qualche modo pi consona ai dettami religiosi. Come a dire che lhard hot solo fino al momento in cui mette a fuoco le membra e photoshop pu pi che lastinenza. Per chi crede che la fede sia questione di editing... Molti sono i casi, invece, in cui i le immagini porno vengono ad affiancarne altre relative agli interessi del blogger o dellutente che le
Perdendo purtroppo parte delleffetto sonoro, la frase si potrebbe tradurre in italiano con: Titillanti mangiatori di tofu.
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mette online: graffuck.com abbina ad esempio testi hard a fotografie di opere di urban communication come stencil, graffiti e stickers. Drivenbyboredom.com, invece, mescola scatti hard e gallery di feste ed eventi. Alcuni esempi a testimonianza della diffusione di un porno spurio, sottratto alle classiche cornici e spesso incastonato in contesti indie o alternativi. Un porno che gioca di sponda, saltabeccando da Flickr a blog di ogni genere, vaporizzato tra le maglie irregolari del web. Un porno sempre pi personal - come suggerito dall'indagine di Federico Ferrazza (2008) - che attecchisce in ogni mezzo di comunicazione e diviene pocket, un porno portatile come nel caso delliPhone (tra tutti i siti fornitori di prodotti hard dedicati al cellulare della Apple si consulti, per una veloce comprensione della tipologia di servizio, iphoneporngrid.com). Cos la notizia strillata dai quotidiani2 di un crollo della percentuale di accessi a siti hard a favore di un incremento esponenziale della fruizione di social network come Facebook appare cieca rispetto ad una realt, quella del porno, gi da tempo fortemente ibrida e intimamente connessa a tutte le pratiche di file sharing. Tanto che forse non ha neppure pi senso parlare di porno amatoriale (argomento centrale, invece, per i porn studies3, fino ad un paio di anni fa) ed operare una distinzione sulla base del livello di professionalizzazione e di industrializzazione dei mezzi di produzione e diffusione dei testi. Piattaforme come redtube o youporn hanno enfatizzato il ruolo attivo degli utenti, assurgendosi in poco tempo a paradigma di riferimento anche per lindustria dellhard mainstream ormai in affannosa rincorsa dei pullulanti fenomeni editoriali online - e palesando tra laltro la forte adattabilit del porno ad estetiche rifratte, orizzontali, vocate al decoupage.

Si legga, ad esempio, larticolo del Time dedicato allargomento: time.com/time/business/artiche/0,8599,1678586,00.html 3 Lespressione indica un insieme di approcci transdisciplinari nati attorno al porno non solo in quanto genere testuale, ma piuttosto come insieme di pratiche e tecnologie del s. Maggiormente diffusi in ambito statunitense, i porn studies si collocano spesso allintersezione tra gli studi di genere e i media studies (con particolare rilevanza, soprattutto inizialmente, nellambito degli studi sulla cinematografia). Per un approfondimento sui diversi approcci teorici allargomento si consigliano il volume a cura di Linda Williams, Porn Studies (2004, Duke University Press, Duram and London), linteressante e innovativa raccolta a cura di Katrien Jacobs,, Marie Janssen e Matteo Pasquinelli Click me: a Netporn Studies Reader (2007, Institute of Network Cultures, Amsterdam) e la ben documentata ricerca di Pietro Adamo Il porno di massa. Percorsi nellhard contemporaneo (2004, Raffaello Cortina Editore, Milano).
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Libido streaming: lespressione coniata da Monica Baroni (2006) in una sua riflessione su genere e tecnologie ben sintetizza dunque il modo in cui leconomia libidinale turbocapitalistica, essenzialmente fondata sulla produzione e il consumo di desideri individuali, si attui mediante modalit di fruizione di rete caratterizzate da accelerazione, mutevolezza, assenza di censura. Testualizzati, gli immaginari sessuali si uploadano e si downloadano in un flusso digitale che trasforma la condivisione in un processo erotizzante. Sharing is sexy , non a caso, il nome scelto da un porno-collettivo queer con base a San Diego, che esalta il piacere orizzontale dato dallappiattimento delle gerarchie e dalla compartecipazione alla proliferazione di iconografie di ogni sorta. Erotica da consumo mediato, intinta nel sapore ambiguo di unintimit dislocata e reticolare. Sessualit virale che spinge alla medialit e alla (meta) produzione interattiva come nella diffusa pratica del tributo4. Pop porn, porn flakes (pornflakes.it): ingredienti ormai a larga diffusione per un utilizzo ludico, provocatorio, a tratti compiaciuto e sardonicamente beffardo delle ricette che mescolano sesso, politica, economia nella f/cucina del visuale contemporaneo.

3. Hard Scanning
La scansione tecnologica di lacerti di biografia avviene soprattutto sulla soglia. Sul bordo lio abbraccia la delizia equivoca del denudarsi rimanendo velati. In aeroporto, ad esempio, la radiografia del bagaglio trasforma in una immagine in technicolor una incrostazione di vissuto. Allo stesso modo sulle interfacce delle piattaforme online vere e proprie soglie digitali -, sui profili di Facebook e degli altri social network, gli individui inscenano le loro predilezioni sessuali, lo stato sentimentale, le preferenze. Cos lo scanning assunto dal soggetto stesso, che offre la propria bioradiografia come innesco relazionale. Il coming out afferma Lancaster diventato una caratteristica generale della cultura politica americana. Chiunque pu
Pratica che prevede che lutente di unimmagine hard la stampi e, per celebrarne il gradimento, la bagni con il proprio sperma per poi uploadare in rete una seconda immagine a testimonianza dellavvenuto contagio tra liquido organico e immagine iniziale. Spesso il tributo prevede anche effetti di postproduzione. Si potrebbe pensare il tributo, ironicamente, come una trasposizione organica dei feed con cui si gerarchizzano i contenuti di piattaforme quali YouTube.
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emergere dalla negazione, evasione, e dal segreto, per abbracciare unidentit pubblica. Dobbiamo tutti decidere per noi stessi cosa significa essere un uomo o una donna, essere neri o bianchi, avere un corpo piuttosto che un altro. Tutti si dichiarano, oggi (cit. in Baroni, Gribaldo, 2008, p.65). La coazione al dirsi compone in qualche modo per anche le tracce dellinstabilit del soggetto stesso. Ormai detto, estroflesso in un suo abbozzato doppio virtuale, il soggetto infatti obbligato a relazionarsi a s anche come oggetto. il soggetto a istituire quindi la propria oggettit, a pretendere il diritto al farsi feticcio. Cos il gioco di costruzione sceneggiata del proprio io online muta anche il genere porno, irradiandolo di una personalizzazione sempre pi manifesta. Siti come deviantnation.com accompagnano le foto hard delle ragazze a note di profilo. In altri casi possibile leggere i post delle protagoniste e dei protagonisti degli scatti e dei video su Twitter. Il feticcio smette in tal modo di essere ventriloquo e prende a parlare con sillabe proprie, fondando il proprio valore sullaccostamento di pose fotografiche e accenni biografici. In qualche modo il racconto del s consente allimmagine di garantire la consistenza del vissuto, trasformando le pratiche di ego-casting in strumenti di fidelizzazione degli utenti. Micronarrazioni irrorano le gallery suggerendo universi di interessi, atteggiamenti e consumi. Il cut up zigzagante e sincretico di immagini, suoni, citazioni testuali, commenti, affermazioni con cui ognuno di noi apparecchia il proprio tavolo binario strumento seduttivo, con cui si incita al gioco sessuale del mangiare e del farsi mangiare. Ma forse proprio il mostrare con serena sfacciataggine questo processo metabolico, a fare del porno un genere tanto attaccato e denigrato. Occorre in questo senso rimarcare come siano ancora molto vivi i tentativi censori nei confronti dellhard, considerato sovente principio eziologico di buona parte di crimini a sfondo sessuale. Se l'Italia tenta di superare la crisi economica con gli introiti della pornotax, molto recentemente alcuni stati si sono dotati di leggi antipornografia che spesso nascono dalla spinta emotiva connessa ad efferati casi di cronaca. La Gran Bretagna, ad esempio, ha inserito nella discussione sul Criminal Justice and Immigration Act, una serie di misure che intendono punire il consumo di immagini che ritraggono scene violente, di necrofilia e di zoofilia, siano esse reali o simulate5. La qualificazione delle immagini,
La legge stata approvata in seguito allomicidio di Jane Longhurst ad opera di Graham Coutts, il quale ha pi volte affermato di aver sviluppato una dipendenza da pornografia gore su internet, sostenendo che, se non fosse esistito il web, la donna sarebbe ancora viva. Molto peso nella vicenda ha avuto la madre della
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definite degradanti e abominevoli, indica la soggettivit e lintento moralizzatore della crociata antiporno portandoci per a porre un interessante interrogativo: il testo hard esegue lindividuo, forse, cos come lo si pu dire di unapplicazione informatica? La risposta, obbligatoriamente ambigua, in alcune righe di Cioran: ogni desiderio umilia linsieme delle nostre verit, e ci obbliga a riconsiderare le nostre negazioni (). Nella vita di tutti i giorni si alternano la cosmogonia e lapocalisse: creatori e demolitori quotidiani, pratichiamo su scala infinitesimale i miti eterni; e ogni nostro istante riproduce e prefigura il destino di seme e di cenere attribuito allInfinito (1996, p.95). La macchina desiderante, sostengono Deleuze e Guattari (1972), non funziona che guastandosi. In questo movimento ondulatorio e irredento che randomizza priorit e valori, lindividuo insieme innesco e ingranaggio di un processo che gli appartiene solo nella misura in cui se ne lascia perturbare. Il desiderio spinge infatti il soggetto alla rottura, lo avviluppa in una grammatica barbara, che oscilla volentieri tra il parossismo e la negligenza. Cos limmagine a fare irruzione, a mettersi in anticipo sul soggetto stesso, a precederlo di un soffio.

Il porno concede ad ognuno di esperire gli eccessi e la contraddittoriet della relazione mediate al s e allaltro, oscillando vertiginosamente tra estetiche liminali e piena conformit alla codificazione mainstream. Ma l(im)pertinenza non sappoggia semplicemente al genere, essa piuttosto affidata ai corpi, alla loro singolarit. Corpi ispidi, levigati, rissosi o capricciosi. Corpi eccentrici, normalizzati, fruscianti o sardonici. Corpi spinti da immaginari che minacciano fusioni illecite, sostenuti da pratiche irredente o, pi semplicemente, ubriacati di desiderio. questa panoplia di corpi granulari a concedere posizioni non pacificate, a rompere le metafore fluide lasciando che lo sguardo sinceppi sulla viscosit del piXXXel.
4. Faster Pussycat! Link! Link!

vittima, che riuscita a far firmare da pi di 50.000 persone una petizione contro il genere hard. In Australia, invece, il governo ha introdotto misure che tentano di limitare il consumo di pornografia da parte degli aborigeni considerandolo diretta causa dellingente quantit di violenze perpetrate sui minori e le donne allinterno di questa minoranza.

Le amazzoni erotiche dei film di Russ Meyer oggi imbracciano il mouse e apparecchiature digitali. Si mostrano su siti come suicidegirls.com, deviantnation.com o ishotmyself.com e cavalcano il web sulla spinta dellappropriazione (o, almeno, della rielaborazione) del genere hard. Per molti versi eredi di Annie Sprinkle, numerose donne sono infatti al contempo produttrici e consumatrici di immagini porno. Le sfumature, concernenti le motivazioni che spingono ad una sempre pi diffusa attivit femminile nellindustria dellhard, sono innumerevoli. Esibizionismo, curiosit, business, noia, piacere, attivismo politico: le variabili che concorrono al consumo e alla produzione spaziano da motivazioni psicologiche a interessi economici e rivendicazioni politiche. Ci rende impossibile ingabbiare in una lettura unica la relazione che intreccia attualmente le donne al porno. Se da un lato sempre pi diffuso un atteggiamento compiacente, alla Girl gone wild, attraverso cui le ragazze pornificano i propri atteggiamenti e comportamenti per aderire ad un modello femminile pi aggressivo ed esplicito, dallaltro emergono sempre pi produzioni di pride porn, in cui il genere utilizzato proprio per decostruire immagini femminili stereotipate e banalizzanti. In molti casi il riferimento al post-porn modernism e al pensiero di tutte quelle attiviste che hanno trasformato il loro corpo in un campo di esplorazione per testualit inedite e inaudite. Sex worker, porn performer, artista poliedrica e provocatrice, Annie Sprinkle la madre del post porn. La sua biografia Post- porn Modernist. 25 anni da puttana mediale (2005), racconta infatti la volont di allontanarsi dal porno mainstream per avviare una decostruzione critica del genere a favore della rappresentazione di desideri altri, differenti. I suoi progetti, assieme a quelli di Veronica Vera e altre artiste/attrici, puntano a scorticare i codici dellindustria dellhard a favore di produzioni eterodosse, sguince, irregolari. Tale processo stato da alcuni anni trasformato in fenomeno di costume dallattivit di marketing dellindustria culturale, che ha mostrato particolare attenzione alla liason dangereuse tra donne e genere X. Basti ricordare il Porno Manifesto di Ovidie (2003), star dellhard francese, le confessioni autobiografiche della Breillat o le fortunate pagine del recente Zone umide. Musa a se stessa, la donna intende ora essere oggetto e soggetto della rappresentazione, posizionandosi contemporaneamente davanti e dietro la macchina fotografica o la telecamera, esplorando i propri desideri e moltiplicando sessualit e godimento. La revisione delle politiche dei corpi passa dunque attraverso la negoziazione, assieme problematica e cospiratoria, di uno dei generi pi carichi di stereotipi maschilisti. Gli

approcci, in questa direzione, sono multiformi e spesso anche in conflitto tra loro: alcuni progetti prediligono unazione abrasiva, che procede per spellamenti dei dualismi ed effrazione dei luoghi comuni; altri prediligono il mimetismo e giocano simulando la posizione del dominante. Girlswholikeporno.com, per anni uno dei pi interessanti laboratori digitali di attivismo femminista intorno allhard, si in qualche modo cristallizzato ultimamente in una dolente sospensione, rilasciando per spore creative che si sono insinuate in altre realt editoriali, pratiche e teoriche che, come nel caso di postporno.blogspot.com mirano alla risessualizzazione della sfera pubblica e alla rilettura del discorso normativo6 ponendo quale obiettivo della propria azione la decostruzione di ruoli e morfologie. Gioiosamente destabilizzante anche O.R.G.I.A. (Organizacin Reversible de Gneros Intermedios y Artisticos; besameelintro.blogspot.com), progetto di rielaborazione pop, acida e promiscua dei confini tra generi (nel doppio significato di genre e gender), linguaggi e forme espressive Dunque la donna non pi solo oggetto del discorso pornografico condizione che per anni ha incendiato il dibattito tra femministe radicali e femministe liberali, soprattutto negli Stati Uniti-, poich essa stessa si riposiziona scegliendo la reversibilit dei ruoli, linstabilit dello sguardo e, in alcuni casi, del limite tra i generi. Are you a man or a woman? Yes7. Beatriz Preciado spalma testosterone in gel sulle sue braccia: unguento che texturizza il suo corpo nella direzione di quel Manifesto Contra sexual, che lha resa controversa protagonista delle riflessioni queer degli ultimi anni. Poich il sabotaggio delle dicotomie esistenti vira spesso verso lemergere di un terzo termine che non si lascia collocare nelle griglie interpretative esistenti, producendo una slabbratura di significato che passa per lalterazione del corpo e del desiderio. I contorsionismi dei generi di massa, la moltiplicazione delle pratiche e delle tecnologie di engendering (de Lauretis, 1987) consentono pertanto di mescolare la riflessione su transessualit / transgenica / transgenere e di organizzare una performativit sempre mancante o in eccesso, ad ogni modo tenacemente votata alla perlustrazione del limite. Tra schermo e carne prende forma un materialismo radicale (Baqu, 2004) completamente intinto nella trasformazione epistemologica imposta dallinnestarsi delle tecnologie digitali sugli immaginari popolari.
Traduzione mia di parte della dichirazione dintenti inserita nel blog. Sei un uomo o una donna? S. Frammento di dialogo dal film Gendernauts di Monika Treut, 1999.
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Tra le numerose net-artist che si sono focalizzate su tale processo, Shu Lea Cheang ha saputo sospingere lattenzione verso lambito delle modificazioni/manipolazioni genetiche e del loro innestarsi su orizzonti erotizzati dalle tecnologie e cybercorpi fluidificati dalle reti. Lopera a cui mi riferisco I.K.U8, nelle parole dellartista stessa, un pastiche intenzionale di Blade Runner (T.d.A)9. Il primo comincia difatti esattamente dove il secondo finisce: un origami abbandonato su un corridoio, un ascensore. Tra le pieghe di un cartaceo unicorno la pellicola si condensa in una produzione digitale che rende al film di Scott quella sessualit volutamente mantenuta ai margini (This was not called love. It was sex sono, non a caso, le frasi che punteggiano ossessivamente le scene hard della pellicola). Early in the 21st century, the GENOM CORPORATION advanced the sexual revolution into the gen-XXX a being virtually identical to a human known as an I.K.U. coder ()10. Iku il termine giapponese per orgasmo; i replicanti della Cheang sono infatti XXX data hunter, creature specializzate nellesplorazione della sessualit e nellimmagazzinamento di informazioni connesse al piacere sessuale. Tali dati vengono inizialmente stoccati nella memoria dei replicanti, in seguito inseriti in microchip che, connessi ad un server mediante il Net Glass Phone, consentono agli utenti di ottenere stimoli sessuali e piacere senza la necessit del contatto con altri essere umani. La frizione corporea , in questo caso, completamente sostituita da un processo di connessione reticolare che invia i segnali di godimento direttamente al cervello. Ad un eccesso di astrazione corrisponde per lesigenza della penetrazione, gli IKU coders possono infatti ottenere i dati esclusivamente penetrando gli umani con il loro braccio/fallo/scanner. Si inverte cos la relazione uomotecnologia, giacch il primo diventa insomma, per cos dire, lorgano sessuale del mondo della macchina (McLuhan, 1968, p. 56). Dinnanzi alle innumerevoli critiche e analisi culturali focalizzate sullobsolescenza del corpo, limmaginario fantapornografico riconduce il sapere ad unaptica in cui il simulacro a toccare, a incunearsi nel corpo.
Il film stato presentato e premiato al Sundance Film Festival del 2000. Le citazioni in lingua inglese che spiegano la narrazione sono tratte dall'introduzione testuale al film stesso. 9 Dallintervista Shu Lea Cheang. Un genre en soi, in X-ELLES. Le sexe par les femmes, Art Press, Paris, maggio 2004. 10 Allinizio del ventunesimo secolo la GENOM CORPORATION promosse la rivoluzione sessuale attraverso il gen-XXX un essere virtualmente identico ad un umano chiamato I.K.U. coder () (T.d.A).
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Abbandonati gli scenari statunitensi del film di Scott, lartista taiwanese mette in scena le proprie Reiko questo il nome delle sexy-replicanti in unipotetica New Tokyo, dove dovranno, tra sushi-bar e club di lap dance, collezionare il maggior numero di informazioni sessuali. Caratteristica fondamentale del corpo mutante delle Reiko lessere sempre modificabile in base ai desideri del cliente: vulvamorphosis che consente laccettazione dellalieno cancellando il processo di alienazione (Sobchack, 2002). La modificazione corporea rimane infatti connessa alla volont e allimmaginario dellaltro, rinforzando levidenza di uno scivolamento storicamente affermatosi da unerotica della bambola (magnificamente condensata nelle giunture mobili della Poupe di Bellmer) ad unerotica ipertecnologica del clone e della protesi (Baqu, 2002)11. Pornografia e fantascienza condividono in effetti soprattutto questo: il tentativo dellimmagine stessa di considerarsi corpo e di smontarsi-rimontarsi, di funzionare come uneterna dissolvenza, scomposizione e ricomposizione di s (Ghezzi, 1984, p. 10). In questo senso va allora letta la scelta della Cheang di girare in digitale, ma di rendere limmagine visivamente affine al formato 35 mm. Consistenza e granulosit pellicolari per un testo infestato, semanticamente e strutturalmente, dallimmaginario hi-tech delle manipolazioni genetiche e dalleffervescenza delle reti. Nel film lattivit delle Reiko ostacolata da Tokyo Rose, una replicante-virus della BIO LINK Corporation (unazienda concorrente) che assorbe e ruba i dati immagazzinati nel Reiko Biomatic Disk: il politico, come affermato precedentemente, economico (anche nel senso etimologico del termine, come qualcosa, cio, che afferisce il domestico e, per estensione, il s). In seguito allattacco virale, la Reiko si ricarica masturbandosi, configurandosi quindi come macchina celibe: meccanismo reiterativo che, fondendo erotismo e pulsione di morte, tortura e meraviglia, si dispiega nellapoteosi del circolo vizioso, poich lalgoritmo che lo muove non conosce sfinimento (Carrogues, 1989; Deleuze, Guattari, 1972)12.
Indubbia, in questo processo, linfluenza del videogioco. Si potrebbe pensare infatti una rilettura di IKU utilizzando come punto di partenza i game studies. 12 Nel suo studio dedicato a un insieme di macchine fantastiche presenti in letteratura (la Colonia Penale di Franz Kafka, lEva futura di Philippe A.M. Villiers, ecc.), Carrogues prende in prestito la definizione di macchina celibe da Marcel Duchamp e ne elenca cos le caratteristiche: Una macchina celibe unimmagine fantastica che trasforma lamore in meccanica di morte, essa si presenta innanzitutto come una macchina inverosimile, la cui logica si fonda su una base matematica (1989, pp 17-18). Deleuze e Guattari, mutuano il concetto
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La macchina celibe, di cui il porno attualissimo esempio, gioca cos sul creare e disfare connessioni, sul funzionamento autoreferenziale, la spinta alla replicazione e la simultanea affermazione sul mercato. In questo panorama discorsivo ad alto tasso tecnoerotico il consumo si innesta pertanto sulla dissipazione in un movimento circolare e auotogenerativo. Per la Cheang, lattingere a due generi, la science fiction e il porno, che presentano notevoli affinit concettuali e formali nel loro approccio al corpo, serve soprattutto a sottolineare come la soglia tra simulazione e stimolazione (sin-ulation) sia labile e continuamente posta in questione. La replicazione degli orgasmi e delleccitamento garantita dagli I.K.U. chip si inscrive nella ripetizione pi hard, nella reiterazione ossessiva della copia, cos capace di annullare la differenza, la genealogia tra loriginale e la sua riproduzione. Amo questo senso della ripetizione, lidea di una nonsceneggiatura o di una sceneggiatura decisamente orientata (T.d.A)13. Nel porno, cos come nella science fiction, si afferma un pi radicale e strutturale capovolgimento, per cui il modello appare essere gi un doppio, insomma il replicante a essere il fulcro e lorizzonte della fabula (Ghezzi, Ivi, p. 10). Linvasione degli ultracorpi , in questo caso, consegnata ad una deflagrazione di digi-corpi avatarici su cui giocare lambiguit del godimento e della sua trasposizione in testo: la copulazione degli ultracorpi. Copulazione sempre sottratta alla procreazione, votata piuttosto alla rigenerazione epide(r)mica, virale, polimerizzata. Tra una replica e laltra scarti di senso che consentono al fantaporno di fare della reiterazione lo strumento capace di consegnare la visione ad una pressione profondamente corporea: dalla retina alla materia grazie a quelleffetto pulsativo intelligentemente preconizzato da Duchamp nella sua opera rotatoria Anemic cinema. Ma IKU, questo va sottolineato, forse perch frutto di una sperimentazione artistica e di una riflessione sui generi operate da una donna, scevro di quelliconografia gore che da alcuni anni costituisce il principale elemento di connessione tra hard e fantascienza. Esso si sottrae volutamente alla saturazione di gesti e segni per riconsegnarsi piuttosto a modalit espressive calibrate, spesso vicine ad uno stile che si potrebbe definire elettro-minimal, in cui il corpo e lo spazio sono architettati, concepiti per i protocolli informatici e le interfacce digitali. La Cheang sfugge cos al rischio sempre presente del collasso del genere,
per porre in relazione la dimensione produttiva del desiderio e quella dellantiproduzione (nei loro termini, quindi, le macchine desideranti e il corpo senzorgani). 13 Dallintervista della Cheang precedentemente citata.

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svincolandosi dalle modalit esacerbate di narrazioni strutturate su corpi violentemente battuti, sfondati, squassati. La morte, sia essa individuale o della specie, il fantasma sempre evocato, il fulcro e lapprodo di qualsiasi anatomia. La morte la condizione principale di qualsiasi parallelismo tra hard e fantascienza, poich se il primo una forma dolce, conviviale dello sterminio. () di uno sterminio assolutamente positivo, di una positivizzazione perfetta dellinumano (Baudry, 1997, p. 230, T.d.A), il secondo pulsa sotto lincubo della catastrofe e dellannichilimento dellumanit. Cos entrambi i generi spingono e poi richiamano lessere umano dallabisso che lo sta per inghiottire, trattenendolo per un lembo, esponendolo nei suoi eccessi, scrutandolo in tutta la sua umettata oscurit. Allora il corpo, come testimoniato da buona parte dellarte contemporanea, volge volentieri al postumano non solamente per il suo rifiuto dellinnato e del naturale, ma anche per la sua insistenza su alcune caratteristiche dellumano, lascivamente condotte al parossismo. Cos lingordigia genitale dei replicanti sfonda il concetto di umanit esacerbandone metonimicamente una sola peculiarit. Limmaginario ballardiano connesso alla macchina, allhardware, cede la scena ad una complessa relazione tra wetware e software. Siamo, come sostenuto da Terri Senft, pornographized cyborg (terrisenft.net): creature pigmentate da iconografie hard e inesorabilmente connesse a forme di sessualit sempre pi digitalizzate, soggetti immersi in una pornoperformativit plurale e mobile. Non a caso proliferano i siti e le produzioni artistiche incentrati sullimpatto delle bioscenze e delle tecnologie digitali sul desiderio. Su humanupgrades.com14, viene pubblicizzata la Lust surgery, una forma di chirurgia dedicata alla lussuria: clitoridi palmari, lingue vaginali, multicapezzoli. Le derive teratogene fantascientifiche, che da sempre figurano il corpo come un pluriverso esacerbato ed instabile, si innervano su panorami ipersessuati, modellando i corpi attraverso morphing estremi. Il concubinaggio tra le tecnologie dellimmagine e quelle medicali perviene ad inusitate videoscopie della carne (si pensi alle vulvascopie di alcuni film porno) ma anche alla creazione di corpi in cui le modificazioni fisiche e genetiche sono orientate alla feticizzazione estrema del frammento: XXX-files.

Nonostante lapparente ufficialit della homepage, il sito lesito di un esperimento/provocazione ideato da un artista ceco.
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