Sei sulla pagina 1di 6

OTTOBRE 2009 Tiratura 10.

000 copie
PERIODICO DI POLITICA ATTUALITÀ CULTURA SPORT TEMPO LIBERO
XXI N.1

Per il futuro della nostra città


La provincia di Treviso sente pesantemente l’effetto della recessione; il
sistema produttivo della castellana attraversa un momento di grande diffi-
coltà (Berco, Fervet, Fracarro,…). Siamo in presenza di una vera e propria
crisi occupazionale. Ora si apre la corsa per la nuova amministrazione ed
ai tradizionali temi del nostro dibattito pubblico (vivibilità, ambiente, sanità,
servizi alla persona, spazi di aggregazione) si aggiunge la situazione di mol-
te famiglie in difficoltà a causa della crisi. I nostri Enti Locali devono aiutare
queste persone con maggiore impegno rispetto al passato. Il Pd a Castel-
franco ha già proposto in Consiglio comunale un primo pacchetto di misure
atte a contenere gli effetti della crisi sulle famiglie: patto di cittadinanza
e di solidarietà con i lavoratori che hanno perduto il lavoro; rateizzazione
del pagamento delle rette per nido, scuole d’infanzia, trasporto scolastico,
mensa e servizi comunali; promozione di accordi con i gestori dei servizi
idrici, del gas ed altre utenze, per favorire la rateizzazione dei pagamenti;
attivazione del microcredito, attraverso apposite convenzioni con le ban-
che; massima accessibilità alle agevolazioni nazionali: bonus, social card e Primarie 2007
alle disposizioni regionali. Inoltre, guardando al futuro, occorre individuare
i settori economici su cui concentrare le risorse messe a disposizione per culazione immobiliare. Ma per attrarre conoscenze e capitali occorre fare
la formazione professionale in modo da non disperderli; è necessario che il di più per la vivibilità del territorio; si ritorna quindi sui temi più tradizionali:
comune di Castelfranco sappia guidare una seria riflessione sul futuro dello servizi, sanità, ambiente, viabilità, spazi di aggregazione e di partecipazio-
sviluppo economico nella propria area. Anche qui ci siamo con la nostra ne. Su questi temi ci siamo e ci saremo per tutta la campagna elettorale
proposta di un osservatorio economico per la Castellana. aperti al confronto con cittadini, imprese, organizzazioni rappresentative
Noi non siamo interessati a promuovere la rendita ma vogliamo favorire lo e partiti politici. Questo è il momento di costruire insieme il progetto della
sviluppo. Siamo quindi pronti al confronto con i cittadini e con le altre forze futura Castelfranco. Giuseppe Esposito
politiche, a partire dai nostri alleati, con le forze sociali ed economiche per
definire le priorità per l’amministrazione 2010-2015. Per stare nel con- All’interno:
creto, una prima proposta è lo sviluppo dell’area a sud-ovest del centro Piano Assetto Territoriale pag.2
storico: costruire lì un centro attività per il terziario avanzato da progettare La Castellana nella crisi economica reale pag.3
e realizzare con Università, aziende del nostro territorio e centri di ricerca. Mozioni Congressuali pag.4-5
E’ un modo per puntare ad un ruolo guida della nostra città nei settori inno- Saccaland Campigo pag. 6
vativi dell’economia della conoscenza, favorendo le attività imprenditoriali La sfida della scuola primaria pag. 7
già attive sul territorio ed attraendone di nuove, per di più allontanando il Chi vuol bene a Castelfranco pag.8
rischio di uno svuotamento produttivo dell’area a solo vantaggio della spe-
TERRITORIO

il PAT: cambia il mondo,


ma non per l’Amministrazione Comunale
Una vera e propria rivoluzione è successa dal 15 settembre 2008, giorno capito bene! Si stanno creando gli indirizzi per la formazione del P.A.T., che
nel quale è stato decretato il fallimento della Lehman & Brothers. Quasi è (cito testualmente il documento preliminare di cui si parla) “lo strumento
tutti sostengono che il mondo non è più lo stesso, che il cambiamento ed il di pianificazione che delinea le scelte strategiche di assetto e di sviluppo
modo con il quale si è manifestato, è stato radicale. Certo non si è trattato per il governo del territorio comunale”, sulla base di informazioni che sono
di una di quelle crisi congiunturali delle quali si sentiva parlare, ma che poi oramai storia, se non preistoria, se si pensa alla velocità con la quale si
non si percepivano nella vita di ogni giorno. Questa volta c’è stata la netta modificano gli eventi, dati che poco hanno a che fare con la situazione at-
tuale e, sicuramente, la situazione futura della
nostra città. In questo documento non si parla
del radicale cambiamento del quadro econo-
mico e degli effetti che questo potrà generare
nel tempo, non si parla di “Piano casa” e del-
le conseguenze che questo anomalo quadro
normativo potrà creare nel governo del terri-
torio. Ci si limita a confermare quanto è stato
deciso diversi anni fa con l’adozione del Piano
Regolatore Generale. Ora, senza entrare nel
merito delle scelte di questo “vecchio” stru-
mento, come è possibile non prendere l’oc-
casione per rivedere la situazione alla luce
di questo diverso, per usare un eufemismo,
quadro economico-politico? Nel “Documento
Preliminare” si ribadisce quasi in ogni riga
che bisogna tutelare il territorio in una pro-
spettiva di sviluppo sostenibile, e non si ca-
pisce perché non si ridiscuta la scelta di una
Corso Francia - zona ex Fram nuova grande area industriale lungo la circon-
sensazione che tutto fosse messo in discussione: dal quadro economico del vallazione o la grande area sportiva in prossimità della rotonda per Padova.
nostro paese, alle abitudini di vita di ogniuno di noi. Il nostro Governo, dopo Indicare l’occupazione di nuovo territorio su progetti che, francamente, non
aver capito che non bastava l’ottimismo per risolvere la crisi, che chiedere hanno alcuna prospettiva di sviluppo, (cosa faremo di un ippodromo o di
ad un precario o ad un metalmeccanico di spendere di più per favorire la altre simili stramberie per giustificare l’occupazione di territorio, escluden-
ripresa aveva il sapore di una presa in giro (come chiedere di fare il bagno do nel frattempo la possibilità di realizzare la nuova piscina nell’area già da
ad uno che sta morendo di sete), dopo la successiva massiccia immissione tempo destinata e già attrezzata allo scopo?) significa consegnare queste
di liquidità per salvare il sistema creditizio, il nostro Governo ha escogitato il aree all’abbandono agricolo in attesa di qualche improbabile speculazione.
così detto “Piano casa”, al quale ha fatto subito seguito la Legge regionale Se il Documento Preliminare perseguisse quello che in molti passaggi pro-
14/09 sempre sullo stesso argomento. Questo avrebbe dovuto essere uno mette, dovrebbe indicare scelte coraggiose incentivando lo sviluppo della
dei provvedimenti urgenti di rilancio dell’economia (tanto urgente che a città solo su aree compromesse, e di queste ce ne sono ancora molte o,
mesi di distanza deve ancora produrre i suoi effetti … o difetti), mentre si addirittura, pensando ad un “restauro” del territorio, perseguendo il ripri-
sta rivelando un polpettone normativo che rischia solo di rendere ingover- stino di aree libere attraverso l’uso di adatti strumenti di incentivazione
nabile il già difficile governo del territorio da parte dei Comuni. nei confronti dei privati, Piano Casa permettendo. Questo non significa la
Che fa il nostro Comune? In questa situazione profondamente cambiata paralisi dello sviluppo di Castelfranco, se per sviluppo si intende il miglio-
l’Amministrazione Comunale di Castelfranco produce un documento preli- ramento della qualità della vita dei propri cittadini, significa dar corso ad
minare alla formazione del Piano di Assetto Territoriale del Comune (P.A.T.), indirizzi e scelte che non contraddicano i principi ai quali sembra ispirarsi
cioè al più importante strumento di programmazione e di indirizzo ammi- il Documento Preliminare di cui si parla, anche a costo di dover prevedere
nistrativo, ignorando candidamente quanto è successo ed è sotto gli occhi un radicale cambiamento del Piano Regolatore attualmente in vigore. Non
di tutti. Basti pensare che i dati su cui si basano le valutazioni socio-eco- è giustificato che per una presunta coerenza si continui a perseguire un
nomiche, cioè gli elementi statistici dai quali si evincono gli scenari futuri disegno che, come molti altri, è stato superato dalla allora imprevedibile
per assumere le giuste decisioni, si rifanno al decennio 1991-2001. Solo dinamica della storia più recente …. Ma di questo parleremo ancora …
per i dati sulla popolazione si arriva al 2007 come aggiornamento. Avete

pag. 2
ECONOMIA

La Castellana
nella crisi economica reale
Sui giornali, alla televisione, le istituzioni continuano a ribadire che la crisi è te perdita di lavoratori tutelati e con una certa capacità di reddito, verso
finita e che la ripresa c’è; lenta, ma c’è. Il dato di fatto però è che dentro le lavoratori precarizzati e basso salario. L’altro dato che emerge, è il calo
fabbriche, nei luoghi di lavoro si respira un’altra aria. Aria di preoccupazio- dei consumi, stimato attorno al 5%, e non potrebbe essere diversamente;
ne, di difficoltà: si lavora sempre meno e si sta sempre più tempo in cassa quando un lavoratore entra in cassa integrazione, perde una capacità di
integrazione. I dati macro ci dicono che il 2008 si è chiuso con la perdita salario di 500 euro mensili. Inoltre in questo contesto peserà sui lavoratori
del PIL dell’1,8%, e le previsioni di chiusura del 2009 sono date per un’ul- l’accordo separato sulle nuove regole contrattuali; il primo segnale è stato
teriore perdita del 5%. In due anni la perdita di 7 punti percentuali la dice dato dal Governo, con la presentazione della Legge finanziaria, dalla quale
lunga sull’agonia che sta attraversando l’economia reale. Nella Castellana si evince che non ci sono le risorse per il rinnovo del Contratto nazionale
quasi tutti i settori sono attraversati da difficoltà, eccetto poche produzioni dei dipendenti pubblici. Invece per i contratti delle categorie private, se
di nicchia, e di servizio. Con questa crisi sono emerse con chiarezza le verranno rinnovati, non recupereranno tutta l’inflazione perché le nuove
difficoltà economico-produttive nel nostro territorio; dalla conformazione regole prevedono che l’inflazione dall’energia importata non verrà recupe-
del tessuto produttivo, con un’alta concentrazione di attività manifatturiera. rata. Quelle regole contrattuali prevedono anche che, per affrontare la crisi
Aziende poco dimensionate con poca capacità di investimenti, di innovazio- e migliorare la competitività dell’impresa, si possa derogare dal Contratto
ne sia di prodotto sia di processo. L’80% delle imprese ha una situazione Nazionale con la possibilità a livello aziendale di peggiorare le condizioni
patrimoniale difficile, forti esposizioni bancarie, e pochissima liquidità che normative e salariali dei lavoratori. Ancora una volta si cerca la competiti-
ne determina l’incapacità a pagare i fornitori e in molti casi anche i dipen- vità riducendo i costi, limitando i diritti e comprimendo i salari. Ed è inevi-
denti. E dentro a questa crisi, partita come crisi finanziaria internazionale, tabile che in questa fase di crisi rimarrà al palo la contrattazione aziendale,
si è aperto un ulteriore problema per le aziende, indipendentemente dal- perdendo ulteriormente la capacità di recuperare reddito per i lavoratori.
le dimensioni e dal capitale sociale, perché le banche stanno limitando Quali soluzioni
l’accesso al credito e chiedono il rientro dell’indebitamento tagliando gli Oggi serve aprire a tutti i livelli il confronto: con le Imprese, con il Governo,
affidamenti. Pertanto aumentano gli insoluti e si dilazionano i pagamenti; di con il sindacato, per bloccare le chiusure aziendali, le delocalizzazioni e i
conseguenza aumentano le difficoltà a reperire materia prima per produrre licenziamenti. Servono ammortizzatori sociali per tutti i lavoratori, indipen-
i pochi ordinativi disponibili. La perdita media del fatturato si aggira tra il 30 dentemente dalle dimensioni delle imprese. C’è l’esigenza di definire un
e il 45%; a questo si aggiunge la caduta del portafoglio ordini. piano di sviluppo industriale del paese Italia, per definire su quale competi-
Come si sta affrontando la crisi? Paga chi lavora. tività si svilupperà il paese. C’è bisogno di riprendere gli investimenti nella
Ci sono poche ricette, si cerca di ridurre i costi al massimo. E questo è ricerca e nello sviluppo, magari per attività eco-compatibili. Devono essere
l’aspetto più doloroso: si dichiarano gli esuberi, si ricorre alla cassa in- riviste le pensioni e rinnovati i contratti per i lavoratori; bisogna detassare
tegrazione per chi ne ha diritto; le imprese
minori, “quelle artigiane che rappresentano
l’80% delle attività”, sono ricorse alle sospen-
sioni EBAV e alla disoccupazione, e solo da
maggio possono ricorrere alla CIGS in dero-
ga finanziata dalla Regione e dalla Comunità
Europea per un massimo di 180 giorni; finita
quella è inevitabile il licenziamento del lavo-
ratore. Basti pensare che a settembre l’uti-
lizzo della CIGS in deroga interessava a livello
Veneto 38776 lavoratori. Le aziende sopra i
20 dipendenti per i tre quarti stanno già fi-
nendo le 52 settimane di cassa ordinaria e si
stanno attivando incontri presso la Provincia
per chiedere l’intervento della cassa straordi-
naria. Alcune Industrie, per un totale di 1000
dipendenti, a maggio esauriranno il primo
anno di Cigs. Questo nelle produzioni di beni,
ma anche nel pubblico impiego assistiamo a un graduale smantellamen- l’aumento dei contratti nazionali, non gli straordinari o i premi di risultato
to della struttura, con soluzioni privatistiche. Vengono esternalizzati servizi che oggi non sono disponibili, per ridare capacità di spesa alle famiglie….
essenziali consegnandoli alla gestione del privato sociale, con conseguen- altro che premiare i ladri con lo scudo fiscale.

pag. 3
TERRITORIO

Saccaland Campigo
No, non si tratta di un nuovo parco giochi e il saccone che intendono installare trova l’acqua a meno di un metro dal piano campagna e nel periodo autunnale
in via Alture non è un gioco gonfiabile per bambini, bensì un impianto di stoc- addirittura affiora. è chiaro che qualsiasi perdita di liquame si riverserebbe
caggio che dovrebbe contenere ben 4.000 mc (pari al volume di 20 appar- nella falda con conseguenze per gli abitanti di Campigo e Resana. Quest’area
tamenti) di liquame derivante dalla porcilaia di proprietà della ditta Cerchiara oltre che dal piano regolatore è definita vulnerabile anche nel documento
di Salvatronda. Molti si chiedono: ma perché vogliono installare questa sacca preliminare del PAT (Piano di assetto del territorio) e per questo motivo non
proprio a Campigo? La risposta non è semplice anche perché un motivo ra- è possibile eseguire alcuna movimentazione di terra, erigere recinzioni e
zionalmente valido non c’è. svolgere attività.
- Innanzitutto il liquame viene prodotto a Salvatronda e poi si rende ne- - La porcilaia di Salvatronda è dimensionata per un numero maggiore di
cessario trasportarlo a Campigo con alcune migliaia di autobotti all’anno che capi rispetto all’attuale; se la sacca di 4.000 mc non fosse sufficiente si po-
lasceranno una scia maleodorante oltre che a gravare ulteriormente su un trebbe pensare ad un secondo contenitore e così via ??? Campigo sarebbe
traffico che già penalizza la frazione. veramente votata a diventare la “terra delle sacche” !
Da quanto sopra esposto risulta chiaro che Campigo da quest’operazione non
trae vantaggi, ne’ economici ne’ occupazionali; certamente ne ricava un danno
ambientale e viene toccata la qualità della vita degli abitanti. Purtroppo l’Ammi-
nistrazione Comunale sembra non dare troppo peso a queste considerazioni e
ancor meno alla petizione firmata da quasi 2.000 abitanti di Campigo che chie-
dono a gran voce che questo progetto venga bocciato. Addirittura, come risulta
dall’articolo apparso sull’ultimo numero di “Castelfranco informa” distribuito in
questi giorni alle famiglie della nostra città, il capogruppo della maggioranza
Renato Tesser afferma in modo sconcertante che la protesta dei cittadini di
Campigo è stata organizzata per colpire “Vivere Castelfranco” e attacca diretta-
mente il Pd che sarebbe a suo dire il maggior responsabile se non il principale
artefice della messa in scena. è certamente una affermazione offensiva nei
confronti dei cittadini che hanno evidenziato, con la loro partecipazione alle varie
Manifestazioni in piazza a Campigo
iniziative promosse dall’Associazione frazionale molto attiva e attenta, una forte
- Il liquame dovrà poi essere asperso nei terreni circostanti con conse- preoccupazione per loro stessi e per il futuro della frazione. Purtroppo situazioni
guenti problemi di inquinamento del terreno e della falda sottostante. simili a questa potrebbero verifichersi in altre parti del territorio, una normativa
- Noi che abitiamo a Campigo da molti anni sappiamo benissimo che in europea prevede infatti nuove regole per lo stoccaggio e lo spandimento dei
quell’area esisteva una cava che forniva l’argilla alla vicina fornace. Dopo il liquami. è impensabile che queste sacche possano avere una distribuzione
suo esaurimento la cava è stata utilizzata come discarica e lì si trova sepolto casuale, forse l’Amministrazione comunale deve pensare per Castelfranco V. ad
un pò di tutto, dalle macerie derivanti dalla ristrutturazione della Simmel, ad un piano così come è stato fatto a suo tempo per le antenne. La collocazione
amianto, a prodotti non ben identificati che venivano portati nottetempo; chis- di impianti che possono arrecare danni, radiazioni, inquinamento e disturbo ai
sà cos’altro potrebbe trovare l’ARPAV se solo iniziasse a fare dei carotaggi! cittadini va studiata con grande responsabilità e sensibilità.
- La zona è definita nel Piano regolatore come area di risorgive, infatti si Sandro Faleschini

Anziani: Centro socioculturale polivalente e carta d’argento


La crisi economica e sociale sta colpendo in modo pesante i redditi dei lavoratori, dei pensionati e delle loro famiglie. Per questo il ruolo del Comune che eroga
servizi ai cittadini è chiamato a rispondere ai maggiori disagi e criticità che colpiscono le fasce più deboli della società. Peraltro l’Ente locale dispone di minori entrate
per le contraddizioni di questo Governo che da un lato esalta e propone il federalismo fiscale e dall’altra taglia ai Comuni l’unica entrata di bilancio, l’ICI, sulla quale
potevano decidere autonomamente. Tale sottrazione di risorse senza adeguati trasferimenti da parte dello Stato, non può tradursi in un peggioramento delle condi-
zioni sociali della popolazione o in un aumento delle tariffe dei servizi pubblici. Si devono anzi favorire tutte le soluzioni che rendano possibile garantire ed ampliare le
prestazioni sociali, con particolare attenzione ai nuclei famigliari con basso reddito, con figli piccoli, anziani, portatori di handicap, ecc.Verso la componente anziana
della nostra città (circa un quarto dei residenti, metà dei quali abitanti nel capoluogo) è opportuno sostenere percorsi e progetti di solidarietà attraverso iniziative
culturali e sociali, che alimentino i rapporti di comunità, che favoriscano l’aggregazione e il dialogo con le altre componenti della comunità cittadina, con il duplice
obiettivo di alleviare la solitudine e valorizzare le persone anziane. A tal fine la realizzazione di un centro socioculturale polivalente è uno degli interventi auspicati
dalle rappresentanze delle associazioni dei cittadini. Uno spazio in cui possano confluire tutti i cittadini, con sale di lettura, auditorium, spazi di ritrovo e di socialità,
sedi delle associazioni, ecc. Altro intervento necessario è l’adozione della carta dei servizi intesa non come un semplice elenco delle funzioni che il Comune attiva
al servizio della popolazione, ma come impegno dell’Amministrazione con i cittadini a realizzare e garantire a tutti coloro che ne fanno richiesta, l’uso effettivo e la
qualità del servizio elencato, nonché le condizioni per la verifica delle prestazioni erogate. Occasione, questa, per i cittadini, di verificare cosa, come, quanto il Comu-
ne realizza per il benessere della comunità cittadina, in particolare della popolazione anziana. Una iniziativa particolarmente gradita agli anziani è la carta d’argento,
cioè l’elenco di tutta una serie di agevolazioni regolamentari ed economiche riservate alla terza età: dall’accesso agli impianti sportivi, al cinema, alla biblioteca, ecc.,
nonché alle agevolazioni di carattere commerciale che l’amministrazione può attivare con le associazioni imprenditoriali e commerciali.

pag. 6
SCUOLA

La sfida della scuola primaria:


dare a tutti le stesse opportunita’
Dal 14 settembre, inizio dell’attuale ste didattiche. Ci sono già classi nel
anno scolastico, come ha trovato nostro territorio in cui la presenza di
applicazione la nuova normativa alunni stranieri raggiunge il 50-60%.
sul maestro unico nelle classi della La notizia deve spaventarci? No, gli
scuola primaria? Nella quasi totalità alunni nati in Italia da genitori di ori-
delle classi gli alunni non sono stati gine straniera (per i quali da più parti
affidati ad un unico insegnante; gli si chiede giustamente a mio avviso
Istituti Comprensivi si sono orientati la cittadinanza italiana) mediamente
nella scelta di suddividere tra due hanno risultati scolastici uguali se
o più docenti l’insegnamento delle non migliori dei loro pari italiani. Altra
materie, eliminando però i momenti cosa sono coloro che hanno bisogno
di contemporaneità degli insegnan- di apprendere la lingua italiana e per
ti. Il tempo scuola ridotto a 24 ore i quali la scuola da sempre si è atti-
proposto dal ministro è stato scarta- vata per rispondere alle esigenze di
to dalla maggioranza delle famiglie. apprendimento attraverso un ocula-
C’è una decimazione di posti di lavoro sia nelle classi prime (a 24 ore to uso delle compresenze. Eliminandole, a questi bambini viene ridotto il
nella normativa), sia nelle classi successive (organizzate mediamente sulle diritto ad un buon inserimento scolastico; lasciati in disparte ed emarginati
27/30 ore), sia nel cosiddetto tempo pieno. Il tempo pieno però non è più nella classe, provocheranno situazioni di disturbo all’attività didattica, se
con due insegnanti per classe e con i bambini suddivisi in gruppi nelle non il conflitto. Ecco allora la proposta della Lega Nord di costituire le
attività di recupero e laboratorio, ora è un tempo scuola in cui gli insegnanti cosiddette “classi ponte”, vere e proprie classi speciali, già valutate nega-
garantiscono la loro presenza singola e frontale per l’attività didattica di 40 tivamente da pedagogisti e linguisti, sperimentate con vari danni dai figli
ore. Quest’anno la scuola può ancora, in alcuni casi, utilizzare alcune ore di dei nostri emigrati in Svizzera e Germania. Il ministro Gelmini ha ventilato
compresenza, destinate a scomparire. Credo sia legittimo pensare, per chi è la possibilità di ridurre la presenza di alunni stranieri nelle classi a non più
al di fuori del mondo della scuola, che sia giusto affidare una classe, anche del 30%. E quelli che avanzano? Non era meglio lasciare agli insegnanti la
di 26 o 27 alunni, ad un unico insegnante: così era quando molti di noi sono possibilità di avere alcune ore alla settimana per insegnare la lingua italiana
andati a scuola. Ricordiamo tutti però come i nostri compagni in difficoltà e/o aiutare i nostri bambini a recuperare le loro difficoltà di apprendimento?
avessero come prospettiva la bocciatura. Ora, dopo anni di organizzazione Non era meglio mantenere alla scuola primaria l’alto livello di qualità che
di attività di recupero per portare anche i più deboli a raggiungere traguardi le veniva riconosciuto in Europa e nel mondo? Siamo certi che il notevole
minimi, quale genitore è preparato a sentirsi dire fin dalla scuola primaria taglio di finanziamenti alla scuola pubblica, seppur motivato con esigenze
che suo figlio (sì, proprio il suo!) non raggiungerà il sei e sarà bocciato? di bilancio, abbia come effetto il bene dei nostri figli? Ricerche mostrano
E come rispondere al meglio alla realtà di una scuola inclusiva che vede come il successo scolastico e formativo sia correlato con il grado di coin-
seduti nelle nostre classi alunni che ieri erano nel loro lontano paese ed volgimento delle famiglie nel progetto scuola; ma ciò avviene o piuttosto si
oggi sono qui, impauriti e spaesati? Sono anch’essi soggetti di diritti sanciti fa passare per tale la sola libertà di scegliere il tempo scuola per i propri
dalle normative nazionali e internazionali, abbisognano di un tempo e di at- figli? Son tutti contenti così?
tenzioni per poter imparare la lingua italiana e seguire con profitto le propo- Antonia Simonetto

TREVILLE DA LIBERARE…
Treville è la frazione più popolata del comune di Castelfranco Veneto.
Si è sempre distinta per la vitalità della sua comunità, per aver mantenuto al suo interno servizi per le persone e le cose
come attività commerciali, artigianali, polo scolastico, associazioni sportive, parrocchiali e culturali. Questo ha permesso
di essere una frazione d’attrazione anche dall’esterno. Riconoscendo questo un valore che deve continuare ad essere
difeso e valorizzato dando alla frazione una buona e generale qualità della vita. In questi anni però la frazione sta pagando
il grosso problema dei passaggi a livello di via Castellana, via Piave, via Brenta e via San Daniele, che si trascina da anni e
sta peggiorando a causa del continuo aumento del traffico ferroviario, isolando la frazione dal centro, e con rischi concreti
per la salute dei cittadini impedendo anche ai mezzi di primo soccorso di arrivare tempestivamente.
I numeri parlano da soli:
• I passaggi a livello di via Castellana e via S. Daniele della linea Treviso-Vicenza vedono un transito di 85 treni al giorno, circa uno ogni 16 minuti.
• I passaggi a livello di via Piave e via Brenta della linea Venezia-Trento, vedono un transito di 42 treni al giorno, circa uno ogni 30 minuti.
Le legittime proteste della popolazione, esasperata dal crescente malessere che questa situazione ha creato, ha più volte chiesto in varie forme agli Organi compe-
tenti di affrontare e risolvere concretamente questo annoso problema, senza mai una risposta credibile o concreta.
La popolazione si augura che la nuova amministrazione comunale che sarà eletta nella primavera del 2010, affronti come prioritario questo problema.

pag. 7
TERRITORIO

Chi vuol bene a Castelfranco


A partire da dicembre avranno inizio le ce- economica e sociale, a partire dal problema
lebrazioni del 5° centenario della morte di del lavoro, della casa e dell’alloggio;
Giorgione. Ci auguriamo che vi partecipino - evidenziamo la drammatica situazione di
tante persone, interessate a scoprire la tante famiglie e di tante persone castellane,
enigmatica e misteriosa personalità pitto- che hanno perso il lavoro e che non sono in
rica di Giorgione e ad apprezzare lo spirito grado di pagare l’affitto o il mutuo della casa,
di ospitalità della nostra gente. Auspichiamo mentre domina il libero mercato immobiliare,
che nessuno si “appropri” di Giorgione e con costi ed affitti drogati;
“utilizzi” la circostanza per altri fini. - rivendichiamo il diritto delle comunità fra-
Anche noi amiamo intensamente la nostra zionali e di Quartiere di essere coinvolte nelle
città e riteniamo che sia responsabilità di scelte che le riguardano, mentre la maggio-
tutti, maggioranza ed opposizione, custodire ranza che governa è chiusa in se stessa, im-
gelosamente il patrimonio di storia, di cultu- pegnata a trovare equilibri spartitori al suo
ra, di tenacia operativa, di inventiva, lascia- interno;
toci dai nostri Padri castellani, e valorizzarlo - lamentiamo che non sia data visibilità e
positivamente, rilanciandolo. Proprio perché riconoscimento di ruolo ai giovani, ai quali
amiamo Castelfranco e la sua gente: sono negati spazi di incontro e di partecipa-
- contrastiamo il P.R.G. con la sua eccessiva zione;
e squilibrata cementificazione, che ha invaso - sosteniamo la legittima richiesta di atten-
e stravolto angoli stupendi del centro storico zione da parte di tanti cittadini, anch’essi
e tolto spazi di vivibilità alle nostre piccole appassionati della nostra città, che chiedono
comunità frazionali e di Quartiere; non vengano stravolti spazi significativi della
- lottiamo perché l’ospedale resti pubblico e storia di Castelfranco.
sia rispettata la dignità della persona malata,
attraverso una qualificata assistenza; Livio Frattin, Sebastiano Sartoretto,
- sollecitiamo una diversa e più incisiva ri- Bernardino Spaliviero, Giuseppe Vincenti
sposta ai bisogni delle persone in difficoltà Consiglieri comunali del Partito Democratico

PRIMARIE: COME SI VOTA


Si vota solo nella giornata di domenica 25 ottobre dalle 7,00 alle 20,00
Per votare basta presentarsi al seggio nel 3° quadrante di Piazza Giorgione (difronte al ponte dei Beghi) con un
documento di identità. La votazione non comporta l’iscrizione al Pd.
Possono votare tutti i cittadini sostenitori del Pd.
L’eta’ minima per votare è 16 anni
I cittadini non europei devono presentare il permesso di soggiorno
Si vota il Segretario nazionale, l’Assemblea nazionale, il Segretario regionale e l’Assemblea regionale.

Per informazioni contattare:


Giuseppe Esposito (338 5414 338) Sandro Faleschini (349 4580111) Livio Frattin (320 1150 270)

pag. 8