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ABILITA DI COUNSELING Manuale per la prima formazione Margaret Hough CAP 1: IL COUNSELIG E LAIUTO: I PERCHE E I PERCOME Che cos

il counseling? Ci sono numerose definizioni della parola counseling. Il counseling si d sul serio quando una persona ricerca laiuto di unaltra per gestire pi efficacemente un problema o pi problemi che la assillano in un certo momento della sua vita. I problemi attuali possono essere legati a eventi passati o infantili, collegati a eventi futuri a cui si pensa con una certa ansia o preoccupazione. Nellun caso o nellaltro, la persona che si presenta per il counseling-il cliente- ha riconosciuto di essere giunta a unimpasse e di aver bisogno di assistenza per uscirne e andare avanti nella sua vita. La British Association for Counseling ha fornito varie definizioni di counseling fra cui la seguente: il counselor pu indicare le opzioni di cui il cliente dispone e aiutarlo a seguire quella che sceglier. Il counselor pu aiutare il cliente a esaminare dettagliatamente le situazioni o i comportamenti che si sono rilevati problematici e trovare un punto piccolo ma cruciale da cui sia possibile originare qualche cambiamento. Qualunque approccio usi il counselor lo scopo fondamentale lautonomia del cliente: che possa fare le sue scelte, prendere le sue decisioni e porle in essere. Come si fa ad aiutare i clienti a individuare le proprie capacit e a credere in esse? Le persone possono sentirsi sopraffatte dai problemi e dalle forze che considerano fuori del loro controllo. Possono aver chiesto aiuto ad amici o parenti che non hanno saputo o voluto offrire loro il tempo che sarebbero stati necessari. I counselor esperti hanno tempo e sono disponibili a impegnarsi. Inoltre, non sono emozionalmente coinvolti con i problemi dei clienti. I clienti possono contare sul segreto professionale e il counselor dovrebbe essere sufficientemente fiducioso e autoconsapevole da essere diventato una presenza supportava e non giudicante. Il counselor usa una serie di abilit di comunicazione per incoraggiare il cliente a parlare liberamente, a esprimere emozioni forti, anche negative se lo desidera e, attraverso questi processi, a raggiungere una comprensione pi profonda dei problemi che sta vivendo. Il processo di counseling ha bisogno di una struttura o di una cornice (framework) dentro cui il counselor possa lavorare con il cliente in modo coerente e sistematico. Lapproccio sistematico di Egan al counseling articolato in tre fasi che si suddividono in stadi ulteriori. Queste tre fasi derivano da un approccio di problem solving ai problemi del cliente, e segnalano le abilit del counselor che sono necessarie per aiutare i clienti a gestire i loro problemi. Le fasi indicate da Egan sono: 1) Esplorazione e chiarificazione dei problemi presenti; 2) Sviluppo di una nuova comprensione (insight); considerazione degli scopi e degli obiettivi; 3) Concepire e attuare piani dazione, muovendosi verso le finalit desiderate. Al di l della struttura metodologica del counseling, esistono differenti filosofie generali entro cui a loro volta si inquadrano le diverse metodologie. 1) Lapproccio psicodinamico. Ha le sue origini nella teoria freudiana. Pone laccento sullimportanza delle esperienze infantili, e cerca di stabilire connessioni fra il passato e il presente delineando parallelismi fra ci che si verificato durante linfanzia e quel che sta accadendo nella vita adulta. 2) Lapproccio comportamentale: focalizzato sui comportamenti attuali e osservabili. I problemi delle persone vengono vissuti in termini di comportamenti appresi che sono spesso problematici; per esempio le fobie o le ossessioni; lobiettivo della psicoterapia quello di aiutare i clienti a disapprendere questi schemi attraverso un processo di modificazione del comportamento. 3) Lapproccio umanistico: parte dal presupposto che i clienti abbiano in se stessi una conoscenza intuitiva di ci che desiderano e di cui hanno bisogno. I problemi dei clienti

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vengono visti come assolutamente unici per loro. Laspetto pi importante il tentativo di facilitare la crescita del cilente attraverso lautorealizzazione, lintegrazione e la globalit. In che cosa il counseling diverso dal dare consigli? La parola counsel deriva dal latino consilium che nel suo significato traslato significa consiglio, giudizio o consultazione. Il counseling psicologico o psicoterapeutico si riferisce allaiuto offerto ai clienti per una vasta gamma di problemi psicologici e emozionali: in questo tipo di aiuto non vengono dati consigli, non in modo diretto o esplicito. Il counselor ovviamente tenuto a influenzare il cliente che venuto per ricevere aiuto. I counselor spesso incoraggiano i clienti a riesaminare la loro vita e le loro relazioni per chiarificare questioni che risultano problematiche. Possono essere discusse varie opzioni di cambiamento. Anche quando non vengono forniti consigli diretti, i clienti sono spesso influenzati dalle idee, dagli atteggiamenti e spesso anche dai punti di vista inespressi dal counselor. I consigli sono inappropriati nel counseling terapeutico, ecco alcune ragioni: Molto spesso le persone non desiderano consigli. Vogliono invece essere ascoltate e comprese. raro che le persone accettino consigli, specialmente quando pensano che non siano consigli giusti. Se il consiglio si rivela sbagliato, la persona che lo ha accettato potr abdicare alla responsabilit personale: dopo tutto, non era stata unidea sua. necessario che i clienti nel counseling sentano che le loro abilit ed esperienze sono ritenute e trattate come valide. Qualunque consiglio da parte di un counselor metterebbe in discussione questo principio basilare. Lequit vitale nella relazione di counseling. Se vengono dati consigli il ruolo di esperto del counselor viene rinforzato e lequit viene negata. Dare consigli pu essere offensivo e intrusivo, specialmente quando la persona che li riceve sconvolta e vulnerabile. Non ci sono due sole persone al mondo che abbiano la stessa esperienza di vita, quindi un consiglio si addice di pi a chi lo fornisce che a chi lo riceve. I consigli tendono a considerare soltanto gli aspetti pi superficiali di un problema, aggirando o ignorando le questioni pi profonde che spesso sono quelle nodali. Dare consigli un sistema di comunicazione a una sola via. Nel counseling il cliente dovrebbe essere coinvolto attivamente nellintero processo.. difficile che i consigli aiutino i clienti a cambiare. Il pi delle volte i clienti considerano il counselor come un esperto. Di solito quindi abbisognano di un certo tempo prima di familiarizzarsi con la vera natura di questo tipo di relazione. I clienti talvolta richiedono consigli per sottrarsi al bisogno di fare cambiamenti importanti. Ricevere un consiglio molto pi semplice che imbarcarsi nel processo di autoesaminarsi e cambiare. Altre volte i clienti chiedono un consiglio semplicemente perch desiderano cambiare. Da quanto tempo si usa il counseling? A parte le influenze generate dalla religione (nella confessione), il counseling affonda le sue radici nella psicologia, nella psicoanalisi e, pi di recente, nel movimento umanistico. In Gran Bretagna, la British Association for Counseling (BAC) nata nel 1976. I membri della BAC sono diventati sempre pi numerosi, e nel 1994 nata la European Association for Counseling (EAC) per rispondere ai bisogni delle diverse nazionalit in Europa e per assistere lulteriore sviluppo del counseling come professione in Europa. Quali sono le abilit di counseling? Le abilit di counseling comprendono: Lascolto attivo, Formulare domande in un modo che aiuti e non faccia sentire sotto interrogatorio;

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Riformulazione di quel che i clienti hanno detto per aiutarli a chiarificare i loro pensieri, sentimenti e idee; Riassumere il contenuto di quel che hanno detto; Aiutarli a essere pi specifici e a focalizzarsi sulle aree e sulle questioni chiave che potrebbero essere pi problematiche o difficili per loro da gestire. Egan parla anche delle abilit di mettere in discussione, dare informazioni, mettere in risalto le incoerenze, delineare e attuare specifici piani dazione. Altre abilit usate nel counselingo sono: Scegliere strategie appropiate Aprire e chiudere il colloqui Stabilire un rapporto di fiducia Dare una struttura e un ritmo alle sedute Usare la comunicazione non verbale Rispondere ai segnali non verbali Saper tollerare il silenzio Dare feedback Porre obiettivi Quali sono le persone che usano le abilit di counseling Oltre ai counselor e agli psicoterapeuti di professione ci sono altre persone che usano per lo meno alcune delle abilit di counseling. Ad esempio gli assistenti sociali, gli insegnanti, gli infermieri, i terapisti occupazionali, sacerdoti e psicologi. Le organizzazioni di volontariato. Il counseling diverso da altre attivit daiuto? Il fatto che una persona non sia un counselor qualificato non significa che sia incapace di offrire il pi alto livello di sostegno e di aiuto. La formazione del counselor, specifica del counseling, mentre altri tipi di formazione, come quelle dellassistente sociale, non lo sono. Talvolta si iscrivono a un corso di counseling e in questo caso divengono counselor a pieno titolo. Dopo aver ricevuto una formazione appropriata, queste persone possono operare come counselor. Perch le persone gi qualificate in unarea professionale decidono di ricevere una formazione di counseling? (ad esempio uninsegnante che fa un corso di counseling). La risposta che una simile formazione tende a migliorare la loro competenza professionale perch aumenta le loro abilit globali di comunicazione e di rapporti interpersonali, oltre a dare loro una comprensione pi profonda di se stessi e degli altri. C spesso anche una ragione pragmatica, poich ogni tipo di formazione specializzata tende a rendere pi appetibile un curriculum vitae e ci pu tradursi in offerte di nuove occupazioni o in promozioni. Gli amici e i familiari possono fare counseling? Il problema insito nel tipo di counseling che pu essere offerto da amici e familiari che, si hanno poche possibilit di guardare sotto la superficie delle cose, di impegnarsi in un processo di autoesame e di determinare esattamente che cosa davvero si voglia e si desideri. Parenti e amici possono rimanere sconvolti o almeno contrariati quando i loro consigli non vengono accettati. Pu anche accadere che amici e familiari siano coinvolti emozionalmente nel problema e ci pu inibire le loro capacit di ascolto attivo. Possono voler parlare di se stessi, e anche questo inibisce il processo di ascolto attivo che richiede invece una concentrazione assoluta e la capacit di mettere da parte le proprie preoccupazioni. solo in questo modo che si pu essere interamente disponibili per laltro. Possono preoccuparsi della persona che espone il problema e la preoccupazione pu indurre a esercitare un controllo. Se qualcuno si preoccupa per me, posso sentirmi obbligato a dimenticare i miei problemi, o perlomeno a far finta di averli dimenticati o risolti.

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Questo non avviene nel counseling perch il counselor, nel corso della sua formazione, avr lavorato su se stesso esaminando tutti i problemi e gli eventi della sua vita che potrebbero provocare una simile reazione di controtransfert, bench esista sempre la possibilit che unarea di vulnerabilit venga occasionalmente attivata. Talvolta amici e parenti offrono una generica comprensione o simpatia alla persona in difficolt, e certo questo pu essere sufficiente ad aiutare una persona che abbia un problema di lieve entit. I counselor esperti, invece, ascoltano con empatia. Nel counseling assicurato il segreto professionale. Con gi amici e i familiari, invece, la possibilit del pettegolezzo reale. Una critica stata rivolta al couseling professionale che cerca di usurpare il ruolo tradizionale della famiglia e degli amici, e che tende a medicalizzare o perfino a creare problemi anche quando non ne esistono. Tale impressione talvolta rafforzata quando si vedono alla televisione eventi tragici. Ci che tende a non essere notato in questi casi che amici e i familiari danno effettivamente il loro aiuto nelle situazioni traumatiche, ma i counselor offrono un servizio extra che pu risultare pi appropriato per alcune persone.

Lautosviluppo e lautoconsapevolezza del counselor Lautosviluppo e lautoconsapevolezza sono elementi importanti nella formazione di un counselor perch questi processi, che sono spesso difficili e dolorosi, rendono gli studenti capaci di comprendere meglio se stessi. Una certa comprensione di s necessaria per chiunque operi a stretto contatto con altre persone. Un altro importante aspetto dellautoconsapevolezza lidentificazione e la comprensione dei propri pregiudizi e lati oscuri. Senza renderci conto dei nostri difetti, non sono possibili la vera umilt e modestia ed esiste il pericolo che la boria o la presunzione incrinino le relazioni future con i nostri clienti. Anche le questioni relative al modo in cui trinciamo giudizi morali su altre persone e il loro valore vanno discusse e riconosciute, cercando di raggiungere un atteggiamento obiettivo e privo di pregiudizi. Le cose che favoriscono lautoconsapevolezza nella formazione di un counselor sono: Lavorare con i clienti; Fare counseling insieme a un altro studente; Le discussioni di gruppo; addestramento nelle abilit di counseling; La lettura; Lo studio e la ricerca; La conoscenza della teoria del counseling; Il counseling personale; La supervisione; Corsi di studio sotto la guida di un tutor; corsi residenziali; seminari; conferenze; compiti scritti; compilazione di questionari; Pratica con video; feedback dal gruppo dei pari; training delle abilit assertive; sviluppo delle abilit di pensiero critico; diari che registri i progressi e lautosviluppo personale. Perch si desidera diventare counselor? Molte persone desiderano diventare counselor perch sono animate da un desiderio genuino di aiutare gli altri. Ci particolarmente vero per coloro che gi operano in ambiti di cura (infermieri e assistenti sociali). La ragione pi importante che le persone hanno di diventare counselor che hanno esse stesse bisogni ancora insoddisfatti. Problemi irrisolti, i bisogni e spesso i traumi possono spingere una persona ad aiutare altre persone che presentano difficolt emozionali da risolvere. Questo spesso spesso funzionale per certuni perch serve a oscurare o mascherare il bisogno di considerare i propri problemi e risolverli. Altre ragioni possono essere: bisogno di piacere gli altri;di essere necessari; di sentirsi importanti o in una posizione di controllo, o di ricevere il rispetto che non si riesce a ottenere nelle relazioni interpersonali. Quali sono le qualit di un buon counselor?

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Ecco un elenco delle abilit di un counselor efficace: Buona autostima di base. Interesse per la gente. Competenza in relazione alle abilit di counseling; Comprensione della teoria e del processo di counseling; Comprensione di s; Rispetto sia per le diversit culturali sia per la propria cultura; Accettazione per le persone di gruppi razziali e religiosi diversi dal proprio; Rispetto per le persone con un orientamento sessuale diverso dal proprio; Capacit di prendersi cura di se stessi; Creativit e flessibilit di pensiero; Senso dellumorismo; Capacit di godersi la vita; Capacit di formare e mantenere relazioni; Capacit di sentire e comunicare empatia; Capacit di gestire problemi personali e di chiedere aiuto se necessario; Capacit di imparare dai propri errori e cambiare se necessario; Un senso di equilibrio circa la propria importanza rispetto agli altri; Vari interessi culturali e artistici; Chiari limiti emozionali rispetto a se stessi e ai clienti; Un atteggiamento non giudicante rispetto agli altri; Insight sulle proprie ambizioni e sui propri obiettivi personali; Valori personali che non vengono travasati a forza negli altri; Capacit di essere genuini e onesti in relazione a se stessi e agli altri. Quali sono gli scopi del counseling? Il counseling unattivit che si verifica quando una persona cerca aiuto per risolvere dei problemi personali e unaltra persona. Il counselor fornisce tale aiuto. Il counseling si verifica anche in un setting di gruppo, e in questo caso un certo numero di persone ricevono aiuto simultaneamente non soltanto dal counselor, ma anche dallinterazione con altri membri del gruppo. I counselor riconoscono e alimentano le risorse, le capacit e i punti di forza propri dei clienti in relazione alla soluzione dei problemi. Lo scopo principale del counselign consiste nel porri i clienti in grado di identificare di che cosa essi stessi abbiano bisogno e cosa vogliano. CAP 2: LE FORME DI COMUNICAZIONE Nel counseling si fa uso delle stesse abilit interpersonali che tutti noi adoperiamo nelle relazioni sociali e nei nostri rapporti personali, ma con un diverso obiettivo e con una maggiore attenzione ai dettagli. Nella comunicazione quotidiana tra amici per esempio:

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La conversazione pu essere relativamente non strutturata e non focalizzata

Quando una persona parla laltra pu ascoltare con un orecchio solo

C una certa quantit di comprensione condivisa

Lascoltatore pu anche essere assorbito da un altro compito o attivit

Gli amici sanno molto luno dellaltro, comprese le preferenze e le idiosincrasie

Le conversazioni possono essere animate da frequenti interruzioni. Talvolta si parla a turno

Talvolta le frasi vengono iniziate e non finite

Gli amici cercano di far prevalere il proprio punto di vista, discutono e dicono come la pensano

Nel corso di uninterazione fra individui che non si conoscono bene, la conversazione tende a essere portata avanti a un livello superficiale e viene posta grande enfasi nello stabilire un contatto verbale immediato, il che non esige alcuna reale intesa o coinvolgimento. Nel posto di lavoro tra colleghi, impiegati e dirigenti le conversani riguardano spesso fatti concreti e laccento viene posto sul dettaglio e laccuratezza dellinformazione. Non comprende di solito la dimensione personale e non riguarda nel modo pi assoluto alcuna difficolt, emotiva o di relazione, che gli impiegati possano invece star sperimentando a casa o sul lavoro.

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Il counseling psicoterapeutico Loggetto principale della comunicazione nel counseling la persona assistita e i problemi che sta sperimentando.

Il fuoco principale della comunicazione sul cliente; il counselor ascolta

I clienti spesso sono preoccupati da problemi personali, paure e ansie

Il counselor l per aiutare il cliente

Il cliente ha bisogno di ricevere la prova tangibile dellascolto e dellinteresse del counselor

Il counselor non ha bisogno di (n si aspetta) unequa condivisione degli scambi

Il cliente autorizzato a procedere con i propri tempi

Lattenzione focalizzata sulla comunicazione verbale e non verbale

Il cliente non deve preoccuparsi n sentirsi responsabile del counselor

Il counselor deve anche sapere come reagire in modo da essere daiuto e infondere loro coraggio., sostegno e incoraggiamento, che non possono essere dati senza che il counselor sia in grado di capire cosa i clienti desiderino trasemettere attraverso il linguaggio, la mimica, il tono della voce e attraverso tutti gli altri aspetti dellinterazione verbale e non verbale. La comunicazione verbale La voce, il tono, il volume, lintensit, il ritmo, le informazioni che vengono date, sono tutti aspetti della comunicazione verbale che di solito ci dicono di pi, riguardo a ci che una persona sente, che non le parole stesse che sceglie di adoperare. Quando le persone sono infelici o tristi, tali sentimenti si riflettono nella loro voce e quando si provano sentimenti positivi come la gioia, questi vengono facilmente individuati. Il silenzio spesso durante questi momenti che vengono fatte mentalmente importanti associazioni di idee. Anche la comprensione viene frequentemente raggiunta mentre il cliente si prende del tempo per riflettere in questa maniera. Il counselor dovrebbe essere preparato a rimanere vicino al cliente quando questi in silenzio, e dovrebbe resistere alla tentazione di interromperlo, fare osservazioni o interpretazioni. Quando ci si verifica, viene negata al cliente lopportunit di pensare o di fare delle riflessioni ed egli viene inoltre sottoposto alla pressione di continuare al ritmo del counselor invece che al proprio. A ci si aggiunge anche il fatto che, lattenzione viene distolta dal cliente, con linfelice conseguenza di farlo magari sentire sottovalutato e costretto ad affrettarsi..

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Paradossalmente il silenzio spesso uno degli aspetti del messaggio complessivo che il cliente desidera comunicare, non solo a un counselor,ma anche a se stesso.

La comunicazione non verbale importante imparare a osservare la comunicazione non verbale del cliente e le relative implicazioni, perch attraverso losservazione di questi aspetti della comunicazione che il counselor pu rendersi conto del messaggio o del sentimento che ne sono alla radice e che il cliente non stato in grado o ha avuto paura di esprimere con parole. La postura Timidezza, paura, sconforto: il corpo del paziente si ritrae o volta le spalle al counselor. Atteggiamento sottomesso o una certa tristezza: capo chino, spalle curve, evitamento del contatto oculare. Vulnerabilit o paura ad aprirsi: braccia e gambe saldamente incrociate. Il counselor dovrebbe disporre i posti a sedere in maniera equa (le sedie devono essere della stessa misura e dello stesso tipo. Le persone dovrebbero trovarsi ad una distanza normale di un metro circa. Le persone sono sedute direttamente luna di fronte allaltra. Il contatto oculare Se troppo insistito, tende a essere snervante per molti, specialmente quando arriva ad assomigliare a uno sguardo fisso. La giusta quantit dipende in parte dai bisogni individuali di ciascun cliente, nonch dalla risposta di ciascuno. I clienti che si sentono ragionevolmente decisi e sicuri di s saranno perfettamente in grado di mantenere il contatto oculare, mentre quelli spaventati o vulnerabili si troveranno pi in difficolt. Pu accadere che il cliente eviti il contatto oculare per senso di colpa, vergogna o rinuncia. In generale il contatto oculare indica interesse ed collegato allatto del prendere la parola nella conversazione. Nel corso della dialogo, siamo soliti guardare il nostro interlocutore negli occhi per una durata che va dal 25 al 75% del tempo totale e questo reciproco scambio di sguardi serve a mantenere viva lattenzione (Argyle). Nel counseling questa alternanza nel prendere la parola pu risultare leggermente alterata per il fatto che il cliente a essere il destinatario della maggior parte dellattenzione. Nel counselor, lascoltare attentamente tende a guardare laltra persona pi di quanto si farebbe se si stesse semplicemente parlando con lei. Lespressione facciale Le prime impressioni che abbiamo delle altre persone sono solitamente basate sullosservazione del volto e delle espressioni che questa manifesta. Il nostro volto pu trasmettere i nostri pensieri e i nostri sentimenti pi reconditi; ecco perch virtualmente impossibile fingere un interesse che non sia realmente presente. Gli studenti sono spesso preoccupati di come essi stessi appaiono ai clienti. Spesso questa preoccupazione si intensifica durante le sedute di addestramento riprese dalla videocamera e quando vengono poi riviste per valutare le capacit di ciascuno. nel corso della visione del video, che gli studenti diventano coscienti della propria comunicazione non verbale, compresi lespressione facciale e i manierismi. Il volto del counselor mostrer le reazioni pi appropriate quando viene provato un reale interesse nei confronti del cliente e quando ha luogo un ascolto attivo. Il contatto fisico Alcune considerazioni generali sul contatto fisico e sulla comunicazione tattile: Gli individui reagiscono in modi diversi al contatto fisico; Alcune forme di contatto fisico non recano in s alcun messaggio personale, per esempio quando un medico esamina un paziente;

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Se si verifica al momento opportuno ed sinceramente motivato, il contatto fisico pu aiutare a stabilire un legame positivo; Il contatto fisico di particolare aiuto quando lespressione verbale del sentimento difficile oppure impossibile; Ogni cultura possiede proprie regole sulluso del contatto fisico. Tali regole precisano le circostanze in cui si pu farne uso e quali parti del corpo possono essere toccate (Argyle) Vi sono individui che, per esperienze legate ai primi anni di vita, sono sospettosi o persino impauriti nei riguardi del contatto fisico; Il contatto fisico usato a volte in modo maschilista o assoggettante; Il contatto fisico pu anche venire usato per dominare o impaurire; Il contatto fisico pu invadere lo spazio di unaltra persona; Se inaspettato, il contatto fisico pu essere causa di imbarazzo. Il contatto fisico pu essere rassicurante e di aiuto; Il contatto fisico pu essere facilmente frainteso, specialmente se fatto in maniera goffa o inopportuna; Per alcune persone il contatto fisico rappresenta una rassicurazione sul proprio fascino fisico e sessuale. Questo fatto pu rappresentare talvolta dei problemi nel counseling, soprattutto se il cliente cerca di suscitare nel counselor un interesse di tipo sessuale. una situazione di questo genere deve essere trattata con sensibilit ma con decisione dal counselor e deve essere chiarita e messa in rilievo la natura professionale del rapporto, cos che il cliente si senta accettato per se stesso. Lascolto attivo Lascolto un processo attivo che richiede impegno e concentrazione, nonch la capacit di mettere da parte i propri problemi e preoccupazioni- per lo meno temporaneamente. Una delle tante ragioni per le quali lascolto unabilit cos scarsamente sviluppata risiede nel fatto che non ci stato insegnato a valorizzarla da bambini. I genitori sono troppo presi dalle loro faccende per prestare ai bambini unattenzione totale e assoluta e, quando ascoltano, lo fanno in modo distratto e per nulla attento al reale significato che c dietro le parole. I bambini fanno esperienze simili anche a scuola, dove gli insegnanti non hanno il tempo per ascoltare con unattenzione completa ed esclusiva le esperienze di ciascun bambino. soltanto quando di verificano situazioni traumatiche o di crisi, magari nella seconda parte della vita, che le persone si accorgono del deficit di ascolto. Le abilit di ascolto Quando ascoltiamo le persone accuratamente riusciamo a vedere pi chiaramente le cose dal loro punto di vista (empatia); Quando ascoltiamo le persone, esse ricevono il messaggio che stiamo prendendo seriamente sia loro che i loro problemi. Ci le aiuta a chiarificare e a rendersi conto pienamente delle loro esperienze. Ci sono alcune distrazioni che possono pregiudicare la qualit del nostro ascolto, fra cui i rumori estranei, le interruzioni, pensare ad altro ecc.. Lascolto attivo qualcosa di pi di un esercizio meramente uditivo. Comprende anche labilit di di osservare e registrare messaggi non verbali. I pregiudizi, le idee preconcette e gli atteggiamenti giudicanti agiscono come barriere dellascolto attivo; Il fatto di cercare mentalmente di risolvere il problema del cliente danneggia la capacit di ascolto del counselor; Per tutta la durata dellascolto attivo, lascoltatore deve capire i pensieri, i sentimenti, le esperienze e le convinzioni del locatore. Gli aspetti non verbali del comportamento che facilitano un buon ascolto sono: - mantenere il contatto oculare; - movimenti del capo che indichino incoraggiamento; - rispecchiare espressioni mimiche del cliente per mostrare empatia;

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assumere una postura calda e aperta, sporgendosi lievemente verso il cilente; dare un appropriato incoraggiamento verbale quando si verificano delle pause nelleloquio del cliente. La comunicazione del counselor La comunicazione non verbale del counselor I clienti osservano, e generalmente colgono ogni aspetto della comunicazione non verbale e del comportamento generale del counselor. Per esempio, un counselor pu incoraggiare un cliente a continuare a parlare dellargomento che sta trattando. Un modo per farlo potrebbe essere quello di fornire adeguati rinforzi verbali al momento giusto. O di ripetere quanto hanno detto verbalmente i clienti. Uso del linguaggio da parte del counselor I clienti hanno bisogno di sapere che li si tratta da uguali, e a tal fine i counselor dovrebbero evitare di usare qualunque espressione gergale che , per sua stessa natura esclusiva. I counselor dovrebbero anche stare attenti a non usare un linguaggio sessista o espressioni svalutative o etichettanti quando parlano con i clienti. La consapevolezza del linguaggio colloquiale e informale importante per i counselor, al pari della familiarit con parole usate comunemente per descrivere i comportamenti sessuali. Aspetti pratici della comunicazione - i clienti dovrebbero ricevere dal counselor un saluto caldo e amichevole, stringergli la mano, dare un buon contatto oculare, , chiamarlo per nome. Il counselor dovrebbe a sua volta presentarsi e indicare una poltrona o una sedia in cui il cliente possa sedersi - i clienti devono essere incontrati in un ambiente confortevole e che dia senso delle privacy - necessario che il cliente conosca orario degli appuntamenti, lunghezza delle sedute, frequenza - il cliente deve sapere come potr essere aiutato e limpegno a cui dovr assoggettarsi per essere aiutato - si dovrebbe evitare di interrompere bruscamente i clienti alla fine delle sedute indicando loro in anticipo che il tempo disponibile si esaurir fra breve. opportuno che nello studio vi sia un orologio a muro che sia visibile - la stanza deve essere silenziosa, possibilmente senza telefono, mobilio che metta a suo agio il cliente - utile tenere unagenda in cui trascrivere i successivi appuntamenti. CAP 3 RISPONDERE AI CLIENTI La riflessione Quando lunica cosa importante la raccolta di informazioni fattuali (cio relativa a fatti o eventi precisi e concreti), vi saranno scarse opportunit di stabilire un legame emozionale fra due persone. Ad esempio fra un medico di base e un paziente. Esiste un altro modo pi empatico di rispondere alle persone che ha lobiettivo specifico di stabilire un rapporto emozionale fra lhelper (colui che d aiuto) e lhelpee (colui che tale aiuto riceve). Il riflettere i sentimenti uno degli aspetti di cui parla Carl Rogers quando illustra la comunicazione empatica. importante trasmettere interesse e calore , comprendere pienamente quel che il paziente sta vivendo. Bisogna restare nellambito della struttura interna di riferimento del cliente, non uscire dallo sfondo delle affermazioni del paziente, restare nei confini delle sue risposte che lavrebbero posta in grado di considerare meglio la sua situazione reale e i suoi concreti bisogni, riflettere sia il contenuto sia il significato delle parole paziente, accettare il suo punto di vista rispetto alla propria situazione, riconoscere la validit, la verit, laccuratezza e limportanza del punto di vista stato percepito con

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accuratezza dallhelper si sentir valorizzato e compreso e si sentir incoraggiato a esplorare pi in profondit tutti gli aspetti della situazione. Comunicando chiaramente la sua volont di ascoltare e capire, lhelper mette il cliente in grado di parlare apertamente di sentimenti, difficolt e bisogni significati e spesso prima non identificati. La riflessione mostra che lhelper sta prestando grande attenzione al cliente e che sta ascoltando in modo attivo- cio badando non soltanto alle parole pronunciate, ma anche al significato che c dietro le paroleLe abilit di riflessione sono: METTERE IN LUCE E RICONOSCERE I SENTIMENTI ESPRESSI RIFORMULARE E PARAFRASARE RIASSUMERE IL CONTENUTO DI QUANTO ESTATO DETTO La parafrasi La parafrasi si riferisce al processo di riformulare in modo pi articolato il contenuto di quel che un cliente ha detto, mentre riflessione significa riaffermare il nocciolo, lessenza di quel che il cliente ha detto, focalizzandosi prevalentemente sui sentimenti che ci sono dietro le parole. Nel counseling si pone laccento sia sui contenuti sia sui sentimenti. Il compito del counselor quello di riflettere (rimandare) contenuti e sentimenti al cliente trasmettendogli empatia e comprensione. La ripetizione di parole ed espressioni chiave spesso utile allinizio del counseling quando pi facile che un cliente abbia difficolt a ingranare o per aiutarlo a chiarire quel che vuol dire. Grazie alla ripetizione il counselor aiuta il cliente a trovare il modo migliore per descrivere la sua esperienza. Per non bisogna abusarne. Il vero ascolto attivo si sintonizza sempre sul contenuto sia emozionale che fattuale di quel che dicono i clienti. Una riflessione sensibile delle risposte del cliente, perci, implica un buon ascolto, buone abilit di parafrasi e la capacit di trasmettere la comprensione dei contenuti emozionali e fattuali espressi dal cliente. Riassumere Il riassunto molto usato nel counseling ed particolarmente utile come risposta-ponte o di collegamento (Egan). Il riassunto pu essere usato anche per legare fra loro le sedute di counselig. In questo senso, particolarmente efficace quando viene fatto alla fine di una seduta e allinizio della successiva. Riassumere richiede disciplina, ascolto attivo. Quando fatto accuratamente, il riassunto offre al cliente lopportunit di passare in rassegna quanto stato detto e, attraverso questo processo, di identificare e soffermarsi su alcune aree di preoccupazione che sono prioritarie in un certo momento. Il riassunto (come la riflessione e la parafrasi) permette al cliente di rendersi conto che le loro esperienze, le loro esperienze, le loro emozioni e i loro pensieri sono stati riconosciuti e valorizzati dal counselor. Anche tutte le incoerenze che i clienti possono ritrovarsi a dire verranno messe in luce da un riassunto accurato. Un modo per evitare affermazioni insensibili o giudicanti nel corso di un riassunto quello di rimanerne coscienziosamente nei confini della struttura interna di riferimento del cliente. Per riassumere efficacemente al counselor sono necessarie tre cose particolarmente importanti: 1. una comprensione accurata di quel che stato detto; 2. unaccurata selezione degli elementi e dei temi chiave; 3. lespressione verbale di tali elementi e temi chiave in un modo chiaro, diretto e empatico. necessario cogliere il filo del pensiero e dellespressione dei sentimenti del cliente,e quindi enucleare il messaggio o i messaggi nodali che vi sono sottesi. Bisogna stabilire connessioni fra idee, pensieri e i sentimenti espressi, e il counselor deve farlo usando parole sue. Per fare un riassunto accurato il counselor deve ricordare lordine degli eventi. La scelta del momento in cui fare un riassunto cruciale nel counseling, poich qualunque interruzione prematura del racconto di un cliete potrebbe inibirlo o imbarazzarlo. Bisognerebbe dare ai clienti lopportunit di correggere qualunque errore nel riassunto, e quando il riassunto viene usato per concludere una seduta bisogna che cliente e counselor siano daccordo nel definirlo accurato.

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Generalmente i clienti scelgono un aspetto di un riassunto per discuterne ulteriormente, e ci aiuta a focalizzare lattenzione sugli argomenti che risultano per loro particolarmente problematici. Un riassunto accurato d sia al counselor sia al cliente lopportunit di selezionare i problemi o di dare a uno di essi la priorit. Strutture di riferimento interna e esterna Quando i counselor rispondono ai clienti valendosi delle abilit di riflessione, parafrasi e riassunto, devono farlo da quella che Rogers ha descritto come la struttura interna di riferimento. Si riferisce alle esperienze individuali del cliente, alle circostanze in cui si trova e al suo mondo. Empatia Lempatia centrale in questo tipo di esperienza fra counselor e cliente. Non necessario n opportuno che un counselor faccia veramente esperienza delle emozioni che prova il cliente, mentre invece essenziale che le comprenda. La simpatia quasi invariabilmente deriva da una struttura esterno di riferimento. Una persona che esprime simpatia pu farlo senza un reale comprensione di ci che laltro ha provato, ma non tenta in alcun modo di raggiungere un vero insight della natura o della qualit di quella esperienza. Quando ci avviciniamo al vissuto di qualcuno con una struttura esterno di riferimento, andiamo a categorizzarlo e a imporre su di esso il nostro pungo di vista. Questa tendenza a conformare lesperienza di unaltra persona al nostro modo di pensare limitata e fuorviante, e presenta lulteriore svantaggio di produrre un punto di vista undimensionale dellesperienza stessa. Il punto da considerare che non dato conoscere veramente lesatta natura dellesperienza di qualcun altro, n possiamo presupporre che certi eventi siano intrinsecamente negativi o positivi. Lunico modo per cercare di condividere lesperienza di unaltra persona quello di sviluppare e praticare lempatia. Quando lempatia presente in una relazione (come nel counseling) la persona che riceve aiuto sapr che le caratteristiche e le complessit uniche della sua situazione sono accettate, valorizzate e comprese. Lempatia riguarda la comprensione del punto di vista individuale e unico del cliente. Lempatia rende possibile ai counselor immaginare e comprendere la struttura interna di riferimento del cliente. I counselor devono anche possedere la capacit di trasmetterla efficacemente ai clienti. Lempatia un processo a due vie, ed essenziale che i clienti sappiano che presente nella relazione di counseling. Una serie di abilit e attributi personali necessari in tal senso sono: interesse per il cliente e per le sue esperienze; la capacit di comprendere e usare il linguaggio del cliente; la capacit di riflettere i sentimenti espressi dal cliente; la comprensione del perch il cliente faccia esperienza di certi sentimenti; la capacit di stabilire un rapporto emozionale con il cliente attraverso luso dellascolto attivo, e unaccurata attenzione alle sfumature che traspaiono dietro al linguaggio del cliente; il periodico parafrasare e riassumere gli elementi essenziali della storia del cliente; luso sensibile e tempestivo delle domande; lautocontrollo e la pazienza sufficienti a permettere al cliente di procedere con il proprio ritmo; la capacit di identificarsi con il cliente senza lasciarsi sommergere emotivamente dai suoi problemi; la capacit di usare suggerimenti e aiuti non verbali che incoraggiano i clienti a continuare a parlare dei loro problemi; la capacit di far sentire i clienti valorizzati e degni; la capacit di far sentire i clienti fiduciosi e motivati. I counselor devono essere capaci di (e disposti a) usare le loro esperienze personali come punto di riferimento per una comprensione pi profonda dei clienti. Trasmettere calore

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Il calore la seconda delle tre condizioni fondamentali enunciate da Carl Rogers, e talvolta vi viene fatto riferimento con le parole accettazione, considerazione incondizionatamente positiva o cura. Laccettazione implica un approccio non giudicante da parte dei counselor. Calore e accettazione quando sono presenti, fanno acquistare ai clienti maggiore fiducia in se stessi e nelle loro capacit di fronteggiare gli eventi problematici (coping). Il fatto di sentire che qualcuno si preoccupa per noi e ci valorizza d un senso di fiducia immediato. Ci pu, a sua volta, indurre maggiore coraggio e certezza di s nellaffrontare i problemi. necessario che i counselor credano nel diritto allautonomia e allautogoverno del cliente. Quando tale credenza presente, la tentazione di esercitare pressioni (in modo sottile o manifesto) sui clienti sar assente nella situazione di counseling. Il calore e laccettazione sono particolarmente importanti quando cliente e counselor si incontrano per la prima volta (la prima fase come momento in cui i clienti vengono incoraggiati a esplorare e chiarificare i loro problemi). Tale esplorazione e chiarificazione non pu avvenire, tuttavia, a meno che il cliente non si senta accettato e valorizzato come persona. Secondo Carl Rogers, la percezione che il cliente ha della relazione di counseling ci che determiner il buono o il cattivo corso della psicoterapia. Il cliente deve sentirsi a suo agio con il counselor prima di poter compiere qualunque progresso. Rogers aggiunge che il modo in cui i clienti percepiscono la relazione di counseling , in larga misura, influenzata dalle precedenti aspettative e dalle idee preconcette formatesi sulla base delle interazioni avute in passato con gli altri. I clienti che sono stati prevalentemente criticati dai genitori nella loro infanzia si attenderanno verosimilmente lo stesso approccio da un counselor. I counselor perci devono affrontare il compito di trasmettere calore e accettazione in modo che sia incondizionato e senza limitazioni. Quando il rispetto, laccettazione, e il calore sono presenti nel counseling, pi probabile che i clienti accettino se stessi, questo dovrebbe aumentare la sua autostima e una maggiore autostima li aiuter a fronteggiare il cambiamento. Importante lambiente in cui le sedute vengono tenute. Una stanza fredda e non invitante, per esempio, inibir per certo lo sviluppo della fiducia e la capacit da parte del cliente di impegnarsi nellarduo compito dellautorivelazione. I clienti percepiscono queste cose accuratamente non solo a livello conscio ma anche a livello inconscio. La genuinit Altre parole che descrivono questa qualit sono: onest, congruenza, coerenza, sincerit, e autenticit. Quando i counselor sono onesti e aperti nel comunicare con i clienti, subito si stabilisce unatmosfera di fiducia, e tale atmosfera aiuta a stimolare i clienti a diventare pi onesti e aperti a loro volta. Lidea di onest o di apertura viene spesso confusa con unassoluta franchezza con i clienti che inappropriata, perch avrebbe leffetto di rafforzare le difese del cliente nei confronti della possibile loro autorivelazione. Il vero significato della genuinit del counselor dunque che lempatia e latteggiamento incondizionatamente positivo per il cliente siano reali e non fittizi. Quando lempatia e la considerazione positiva sono realmente presenti il counselor sar aperto, onesto e naturale in modo autentico. Lesperienza che il cliente fa di tale coerenza o genuinit dovrebbe aiutarlo a rendersi conto che tali atteggiamenti sono utili in una relazione, e incoraggiarlo a essere pi onesto anche nelle sue relazioni con altre persone. Per essere se stessi i counselor devono conoscere se stessi. Quando tale autoconoscenza presente, sar presente anche la capacit di essere genuini nella relazione con i clienti. Una risposta appropriata e genuina sempre una risposta naturale, che viene dettata dal reale desiderio di aiutare il cliente. Quando la congruenza presente, c coerenza fra quel che il counselor sente e quel che dice o fa. CAP 4: FORMULARE DOMANDE E AIUTARE I CLIENTI A ESPLORARE I PROPRI PROBLEMI Il modo in cui si risponde alle domande dipende dal una variet di fattori:

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la persona che rivolge la domanda il tono della voce, il linguaggio corporeo e il contegno generale della persona quando la domanda viene formulata il tipo di domanda che viene fatta il contesto in cui la domanda stata posta nel couseling la persona che rivolge la domanda generalmente il counselor, bench frequentemente anche i clienti ne pongano quando cercano di chiarire i loro problemi. importante ricordare che molte persone sono incapaci di dare informazioni spontaneamente, senza laiuto di un uso accorto delle domande. Tipi di domande Il counselor deve possedere labilit di formulare domande in modo tale da incoraggiare i clienti a esplorare i propri problemi senza sentirsi sotto interrogatorio o sotto pressione. Domande chiuse Richiede generalmente una risposta che consiste in un semplice si o no o in una risposta molto specifica. Le domande chiuse danno poche opportunit o libert nella scelta delle risposte. Vengono usate quando si cerca o si ha bisogno di informazioni specifiche, ed esse hanno lo svantaggio di non sollecitare o richiedere una comunicazione riflessiva o elaborativa. Le domande chiuse, perci, dovrebbero essere evitate nel counseling, poich un obiettivo fondamentale di questa procedura di aiuto quello di rendere i clienti capaci di esplorare aree di preoccupazione in modo riflessivo, ponderato e approfondito. Esempio: le piace quel colore? Le domande aperte Le domande aperte possono offrire ai clienti lopportunit di rispondere con i loro tempi e di espandere e chiarificare aree significative di preoccupazione che forse necessario considerare pi in profondit. Quando ci avviene il counselor deve ascoltare attentamente e restare nella struttura interna di riferimento del cliente. In altre parole, buone abilit di ascolto e di formulazione di domande sono inseparabili nel counseling. Quando il counselor ascolta veramente il cliente, la tentazione di fare domande con frequenza o in modo inappropriato diminuisce. Le domande perch? Le domande che iniziano con la parola perch sono problematiche nel contesto del counseling, dato che spesso difficile o impossibile darvi risposta. Suonano talvolta come unaccusa. Pu far sentire il cliente inadeguato perch non sa rispondere. Le domande perch possono essere utili in alcune situazioni, per esempio in unintervista, ma perfino in quei casi, se si insiste, sono limitanti perch tendono a inibire la reale comunicazione invece di aprirla. Le domande che aiutano i clienti a guardare pi da vicino ai propri sentimenti Vengono talvolta chiamate domande affettive. Sono particolarmente utili nel counselig perch facilitano lidentificazione e lespressione dei sentimenti e stimolano la riflessione e il pensiero. I clienti che vengono in counseling trovano spesso difficile identificare e riconoscere in particolare i sentimenti forti. Ci talvolta legato al fatto che hanno in qualche modo preso le distanza dai loro sentimenti o alla convinzione irrazionale che riconoscere i sentimenti forti sia un segno di debolezza. Non sempre cos facile per i clienti fronteggiare la situazione e identificare sentimenti di infelicit, inadeguatezza, paura o rabbia. Ecco perch essenziale che i counselor formulino le domande con accuratezza e sensibilit, e in questo senso anche la scelta del momento importante. Le domande allusive Sono domande che vengono poste in un modo tale da indurre una particolare risposta. Spesso le domande allusive sono ancora pi sottili e la risposta suggerita solo vagamente. Talvolta viene

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usata una parola emotiva per indicare il tipo di risposta richiesta, e in tal caso la domanda non pi soltanto allusiva, ma anche emozionalmente carica. Le domande allusive pongono la persona a cui sono rivolte sotto la pressione di dichiararsi daccordo, ci vuol dire che il counselor sta imponendo le sue opinioni, i suoi valori, le sue convinzioni al cliente. Le domande allusive dovrebbero essere sempre evitate nel counseling. Es: sua moglie sconvolta dal Suo comportamento? Le domande multiple Si tratta di numerose domande tutte in una volta. Queste domande sono imbarazzanti e inopportune, e molto spesso hanno lunico risultato di confondere i clienti, specialmente quelli i cui processi di pensiero sono stati disturbati dallo sconvolgimento emozionale e dal dolore. Hanno anche leffetto di far sentire sotto interrogatorio e tendono a fa assumere un atteggiamento difensivo. Es: quando decise di partire?dove and? Era lontano? Spesso solo allultima parte di una domanda multipla che viene data risposta, e la risposta data generalmente sia vaga sia tale da incoraggiare ulteriori domande. Le domande retoriche Sono quelle domande che non richiedono una risposta. Es: chi non vorrebbe avere una vita familiare felice? raro che domande simili possano essere utili nella situazioni di counselig. Spesso sono gli stessi clienti a fare uso di domande retoriche, talvolta come modo indiretto per sollecitare consigli o opinioni. Quando ci avviene, una risposta utile da parte del counselor pu essere quella di invitare il cliente a considerare in modo pi approfondito il significato di quel che ha detto. In questo modo, il cliente ha la possibilit di considerare quegli aspetti che gli creano ansia o preoccupazione ma che sono difficili da esprimere direttamente. Si ricordi comunque che le domande retoriche dei clienti non dovrebbero mai essere ignorate, perch sono pressoch invariabilmente generate dal bisogno di discutere o considerare ulteriormente certi temi. Le domande di scandaglio che incoraggiano lelaborazione Spesso i clienti descrivono le loro situazioni problematiche in modi tali che, se si desidera giungere a vero un insight, necessitano di unulteriore elaborazione. Luso di domande di scandaglio aiuta i clienti a guardare al di l delle ovviet che hanno detto e a considerare le varie dimensioni e implicazioni. Possono assumere la forma di comunicazione sia verbale che non verbale, e che perfino un cenno del capo o unespressione di interesse da parte del counselor pu dare al cliente un incoraggiamento sufficiente per andare avanti. Una stimolazione o una guida troppo pronunciata, tuttavia, sia verbale che non verbale, rischia di esercitare unindebita pressione sul cliente. Formulare domande troppo presto Bench alcuni clienti vengano in counseling aspettandosi che vangano loro rivolte delle domande, ce ne sono altri che desiderano e pretendono di parlare in prima persona delle questioni e dei problemi che li concernono. Spesso buona parte di quel che i clienti dicono allinizio pu sembrare incorente e pieno di circostanziati dettagli non necessari. Dal punto di vista del cliente, tuttavia, ci perfettamente logico perch il counselor , dopo tutto, un estraneo la cui attendibilit, credibilit e rispetto non sono ancora stati stabiliti o confermati. Un modo per mettere alla prova questi aspetti quello di rivelare molto poco allinizio, e poi aprirsi a mano a mano di pi via via che la fiducia aumenta. Quando i clienti parlano a ruota libera, sarebbe sbagliato e inopportuno interromperli per far loro domande; se vengono fatte interruzioni del genere, probabile che il cliente se ne senta irritato e perda il filo di quel che stava dicendo.

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Talvolta i clienti arrivano alla prima seduta con un elenco di domande gi pronto: in questo caso il counselor dovrebbe passare un po di tempo su queste cose con il cliente per facilitare la comprensione e costruire un rapporto. Le domande di apertura La cosa migliore usare una breve domanda come modo per riconoscere la presenza del cliente e stabilire un contatto. Ad esempio: vorrebbe cominciare dicendomi a che cosa sta pensando in questo momento? Prego, mi dica come posso aiutarla. Laffermazione o la domanda iniziale dovrebbe essere aperta quanto basta per incoraggiare il cliente a parlare liberamente. Si tratta di una sorta di autorizzazione a parlare, e segnala al cliente che il counselor l per ascoltarlo e aiutarlo Altre modalit di formulare domande Le domande che incoraggiano il pensiero critico I clienti possono essere incoraggiati ad autoformularsi le domande per migliorare le loro abilit innate di discriminare fra varie possibilit o corsi di azione. Alcuni modelli teorici del counseling pongono maggiore enfasi di altri sullautoformulazione di domande da parte del cliente. Il counseling razionale emotivo di Ellis un esempio di modello che valorizza tale abilit. In particolare, Ellis fa riferimento alle convinzioni irrazionali delle persone che causano problemi emozionali. Secondo Ellis, queste convinzioni irrazionali devono essere identificate e messe in discussione. Labitudine al pensiero critico e allautoformulazione di domande rende i clienti capaci di acquisire fiducia e indipendenza, due dei pi importanti obiettivi del counseling. I clienti possono essere incoraggiati a guardare pi da vicino alcune delle loro credenze e a stabilire se siano vere sul serio. In ogni caso, evidente che per aiutare i clienti a sviluppare abilit di pensiero critico i counselor devono possedere qualche competenza in proposito o svilupparla nel corso della loro formulazione. Le domande che si riferiscono al passato e al futuro Nel modello psicodinamico del counseling, lattenzione focalizzata sulle esperienze infantili e i clienti possono essere incoraggiati, attraverso la formulazione di domande, a esaminare episodi remoti della loro vita, comprese le relazioni con i genitori e i fratelli. Le domande devono essere formulate soltanto quando sono rilevanti e suscettibili di far avere al cliente un insight. Per rivolgere domande aperte, lempatia considerata una componente essenziale. necessario che i clienti considerino le conseguenze dei cambiamenti che stanno preparandosi a effettuare. Questo tipo di domande generalmente trova spazio in fasi avanzate del cuonseling, quando i clienti stanno ponendosi obiettivi per il futuro. Creare la giusta atmosfera emozionale Lesperienza emozionale che i clienti percepiscono quando vengono in counseling per la prima volta uno dei fattori che determineranno il loro futuro impegno nel processo di autoesplorazione. Fin dalle battute iniziali del counseling, il counselor deve dimostrare la volont di prestare al cliente tutta lattenzione necessaria a far s che questa comprensione profonda venga alimentata. Inoltre opportuno che gli studenti divengano consapevoli del proprio linguaggio corporeo, del proprio tono di voce e del loro contegno generale quando formulano una domanda. Un modo per monitorare la comunicazione non verbale e il tono della voce quello di videoregistrare le sedute perch diano un feedback. CAP 5 MESSA IN DISCUSSIONE E CAMBIAMENTO Nel corso della vita di ogni persona, si manifesta il bisogno di cambiamento e di riassestamento (stadi di sviluppo legati allet, nuove opportunit, eventi traumatici o stressanti).

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Questo avviene quando modelli di comportamento vecchi o disfunzionali non sembrano pi sostenibili o giustificabili. Nella fase iniziale del counseling i clienti si dispongono a parlare del loro problema alla presenza di qualcuno (il counselor) che pronto a concedere loro attenzione individuale, rispetto, comprensione e autentico sostegno. Le tecniche base dellascolto sono: parafrasi, riassunto, riflettere i sentimenti dellutente e le domande aperte. Nella seconda fase si d agli utenti tempo sufficiente per indagare e dar senso alle proprie difficolt. C una nuova valutazione dei problemi e il susseguente sviluppo di alcuni incentivi per affrontarli. Spesso la parte pi difficile dellintero processo. Il cambiamento appare spaventoso in quanto comporta una certa assunzione del rischio. Messa in discussione e confronto La messa in discussione pu essere usata efficacemente solo da counselor onesti e con una buona consapevolezza di s rispetto alla propria vita e ai rapporti con i loro clienti. La sensibilit, il tatto e una buona scelta dei tempi sono fondamentali. La messa in discussione dovrebbe evolvere dagli insight personali del cliente che si verificano nel corso del counseling. La parola confronto nel contesto del counseling non ha nulla a che vedere con laggressione, il biasimo o la censura, ma si utilizza per aiutare i clienti a identificare chiaramente aree della loro vita in cui esistono discrepanze e incoerenze (modi di essere del cliente o il suo comportamento in relazione agli altri, familiarizzare il cliente con gli aspetti positivi di s). La messa in discussione funziona meglio quando origina dalla consapevolezza e dallinsight del cliente. I counselor devono incoraggiare i clienti a guardare pi criticamente le loro situazioni problematiche, cosa che si pu ottenere solo allinterno di una relazione empatica e di sostegno. Laspetto pi importante della messa in discussione efficace che mette i clienti in condizione di guardare se stessi e i propri problemi in modi nuovi e diversi. Quando attraverso la messa in discussione riesce ad assumere altri punti di vista, il cliente si trova in una posizione di maggiore forza per affrontare i propri problemi con successo e rinnovata creativit. importante aspettare che sia il cliente a innescare la messa in discussione; a volte i clienti lo fanno abbastanza rapidamente, specialmente se si trovano di fronte a un counselor che molto capace di ascolto e capisce chiaramente ci che tentano di dire. possibile che alcuni utenti siano in grado di mettersi in discussione pi di altri, ed certamente vero che la capacit di riflessione e autocritica di grande aiuto in questo. Tuttavia, molte persone che chiedono il counseling hanno perso il contatto con queste abilit, a causa della turbolenza emotiva che stanno sperimentando in quel momento. Gli utenti non dovrebbero mai essere messi in discussione per accelerare il processo di aiuto. La scelta del momento pi propizio un fattore importante nellutilizzo di queste tecniche. Se i clienti vengono messi in discussione troppo presto, leffetto sar quello di attivare le difese che loro e tutti noi usiamo. Esse permettono di spiegare molto sulle ansie e sulle paure chi i clienti intendono mascherare. I meccanismi di difesa sono metodi psicologici e comportamentali inconsci che le persone usano per proteggersi da emozioni spiacevoli. Di tanto in tanto tutti noi sfruttiamo questi meccanismi, ma se finiamo per dipenderne e per basarci su di essi a lungo, potremmo avere dei problemi perch la troppa dipendenza ci impedir di vedere le cose con chiarezza. Lumorismo Pu essere usato come barriera per difendersi dallintimit con gli altri. Queste sono le persone che tendono a fare una battuta o un commento quando sentono che uninterazione sta diventando troppo personale o emotiva. Molti lo utilizzano per difendersi contro la depressione e perfino la disperazione.

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Talvolta i clienti insistono con latteggiamento umoristico, una possibile ragione che non hanno sviluppato una fiducia sufficiente nella relazione daiuto e non sono quindi disposti a rendersi vulnerabili e autentici di fronte al counselor. Lintellettualizzazione Un modo efficace per prendere le distanze da emozioni e sentimenti dolorosi parlare dei problemi in termini freddi e astratti. Le persone che utilizzano lintellettualizzazione come difesa contro sentimenti forti spesso sono convinte che le questioni emotive siano imbarazzanti e quindi debbano essere tenute nascoste. Questi individui tendono a imbarcarsi in lunghe discussioni su argomenti conflittuali in modo tale da svuotarli di qualsiasi sentimento reale. Vengono spesso fatte generalizzazioni astratte e prevale una svalutazione dellesperienza e del contatto emotivo. Il riconoscimento dei sentimenti importante per i clienti, al pari della comprensione e della capacit di integrare tutti gli aspetti dellesperienza personale. Se si raggiunge questa integrazione, meno probabile che i clienti facciano esclusivo affidamento sullintellettualizzazione come modo di affrontare (spesso inefficace) i loro problemi. Lintroiezione Si fa riferimento al processo di assorbimento delle opinioni, credenze, standard, atteggiamenti e comportamenti trasmessi da altre persone. Linteriorizzazione di valori genitoriali e sociali fa parte del processo di socializzazione che tutti noi sperimentiamo. Lintroiezione quindi un processo normale che pu diventare un meccanismo di difesa , quando usato come modo per evitare la responsabilit di s. Gli individui che intromettano le opinioni e i valori degli altri, senza nemmeno cercare di metterli in discussione, molto probabilmente avranno difficolt a raggiungere lindipendenza totale e potranno avere molti problemi. A volte i clienti hanno subito per anni messaggi da parte dei genitori che erano, per esempio, negativi o perfino violenti. Ci pu condurre alla depressione, alla mancanza di fiducia e allincapacit di prendere decisioni senza lapprovazione degli altri. Una delle convinzioni centrali dei principali approcci al counseling che i clienti hanno le risorse necessarie per affrontare i propri problemi. La proiezione Descrive la pratica di attribuire proprie caratteristiche negativo o propri fallimenti ad altri. La mancanza di consapevolezza di s ha leffetto di allontanare le persone da se stesse e dai propri sentimenti. Quando ci si verifica i problemi personali tendono a rimanere irrisolti. Questo talvolta si vede nel counseling con clienti che non sono in grado di ritenersi responsabili di alcuni dei sentimenti o tratti caratteriali che attribuiscono ad altri. Una delle conseguenze di nn mettere in discussione il cliente che sta chiaramente proiettando dei tratti caratteriali che il comportamento e i problemi continueranno semplicemente a sussistere e causeranno ulteriori problemi di comunicazione. La negazione Un modo per negare gli aspetti sgradevoli o minacciosi della realt quello di negare semplicemente che esistano. La maggior parte delle persone la usa almeno occasionalmente. Luso abituale della negazione porta allevitamento di intere aree di esperienza personale. Nel lutto la negazione a lungo termine diventa problematica poich inibisce la possibilit di riprendersi dopo la morte di una persona cara. Spesso vengono negati alcuni aspetti del S, ed frequente vedere clienti che rifiutano i loro sentimenti, specialmente quando tali sentimenti sono intensi o minacciano di sopraffarli. La razionalizzazione il processo attraverso cui alcuni aspetti inaccettabili di o disturbanti di S vengono giustificati cognitivamente. Le ragioni che vengono sollevate in questi casi non sono, naturalmente, le ragioni reali, ma hanno lo scopo di proteggere lindividuo da una realt dolorosa.

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Queste giustificazioni servono a proteggere la persona dal senso di fallimento. I clienti usano spesso la razionalizzazione anche per giustificare comportamenti inaccettabili in se stessi o in altri. Un uso prolungato della razionalizzazione pu ingenerare un autoinganno cronico. Quando ci si verifica, necessario che i clienti siano sollecitati a guardare le cose in termini pi ralistici. Altri aspetti del comportamento difensivo I clienti che arrivano tardi allappuntamento e quelli che desiderano andarsene in anticipo. Quando certi schemi di comportamento diventano abituali, il counselor ha la responsabilit di cercare di capire cosa ci sia dietro una particolare risposta del cliente. I counselor possono fronteggiare questo tipo di risposta, considerando pi approfonditamente il loro atteggiamento verso il cliente e verificare se gli stanno trasmettendo silenziosamente particolari aspettative. I clienti si sentono sotto pressione, specialmente quando percepiscono che il counselor ha qualche difficolt ad accettare o comprendere il problema cha stanno descrivendo. Il silenzio: bench il silenzio possa significare riflessione e pensiero, talvolta segnala invece un ritiro dal processo di counseling. Talvolta ci si verifica quando un cliente ha la sensazione di essere sotto pressione, pressione che pu essere il risultato di domande inopportune o intrusive da parte del counselor. Talvolta ai clienti viene suggerito di andare in counseling, da medici o da altri professionisti: naturalmente , quando avviene una cosa del genere, possibile che manchi limpegno del cliente fin dallinizio. Quando manca limpegno del cliente, possono evidenziarsi altre forme di ritiro come: mancate risposte, cambio di argomento o spostare lattenzione. Talvolta un cliente rifiuta direttamente qualunque cosa il counselor dica. Quando si verifica una di queste forme di comportamento, il counselor dovrebbe affrontare largomento e parlarne apertamente per esplorare le cause che vi sono sottese. importante il principio dellascolto attivo, empatia e rispetto. Anche quando i clienti perdono delle sedute o cancellano un appuntamento necessario discuterne. Le conseguenza di non affrontare questioni del genere sono: confusione, fraintendimenti e perdita di tempo sia per il counselor che per il cliente. Abilit Limmediatezza Questo termine viene usato da Egan per riferirsi alla discussione di questioni che si verificano qui e ora, e che perci riguardano direttamente la relazione tra counselor e cliente. Limmediatezza viene usata dal counselor per aiutare il cliente a comunicare in maniera diretta le sue preoccupazioni. La capacit di agire con immediatezza pu essere anche usata per focalizzarsi in maniera pi diretta sul rapporto tra cliente e counselor. Autorivelazione del cousnselor In alcune areee specifiche del counseling (esempio abuso di alcol e di droghe), lautorivelazione viene frequentemente usata dal counselor (Egan). I membri di un gruppo di mutuo aiuto come gli Alcolisti Anonimi (AA) rivelano sempre molte informazioni su se stessi. Il successo e lefficacia nel tempo di un gruppo AA come strategia di sostegno una prova sufficiente di questo fatto. Quando i clienti hanno un problema di dipendenza da droghe o da alcol, il colloquio con ex alcolisti o ex tossicodipendenti li porta spesso a concludere che il loro problema non insormontabile o senza speranza. I gruppi di mutuo aiuto sono ugualmente utili per i partecipanti che hanno avuto altre esperienze in comune.

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Nel counseling quando il cliente ha problemi che sono simili a quelli gi sperimentati dal counselor, lautorivelazione di quesultimo pu essere opportuno e utile. Se le informazioni vengono fornite in modo casuale, il cliente pu rimanere confuso e incerto rispetto agli scopi e al significato delle informazioni fornitegli (del tipo: S, lo so, anche a me successo questo). Una quantit eccessiva di autorivelazione da parte del counselor produrr sicuramente uno spostamento di attenzione su questultimo e pu anche avere leffetto indesiderato di far sentire il cliente responsabile per il counselor. Quando si verifica questo scambio di ruoli, il cliente viene posto in una posizione insostenibile , in cui i problemi personali che lo hanno portato alla ricerca del colloquio vengono percepiti- per lo meno dal cliente- come insignificanti rispetto a quelli esposti dal counselor. Quando lautorivelazione da parte del counselor condotta in maniera controllata, abile e mirata ai bisogni del cliente, i suoi effetti saranno probabilmente positivi e terapeutici. Lautorivelazione pu avere leffetto di creare un legame, producendo una relazione pi profonda e umana tra il cliente e il counselor. Questa relazione pi ricca pu incoraggiare una maggiore autorivelazione da parte del cliente, lesempio fornito dal counselor pu servire al cliente come punto di riferimento per affrontare in modo pi deciso e costruttivo gli aspetti difficili e problematici del suo comportamento e del suo stile di vita. Il counselor deve valutare attentamente la quantit di informazioni e i tempi in cui esse vengono fornite. Inoltre, le informazioni non devono suscitare nel cliente una curiosit che lo distolga dal focus di attenzione desiderato. Il seguente un sommario dei benefici dellautorivelazione: Attraverso lautorivelazione il counselor dimostra di essere umano, comprensivo e di avere avuto esperienze di vita; Lautorivelazione del counselor pu far diventare il cliente pi coraggioso nellaffrontare questioni difficili o dolorose; Lautorivelazione del counselor pu avvicinare il cliente e il counselor e ci pu dar luogo a una maggiore empatia da parte del counselor; Il counselor che lavora nellambito di particolari aree di disagio, come la dipendenza, pu fornire informazioni personali, basate su esperienze passate, utili al cliente. I potenziali rischi includono: Lautorivelazione del counselor sposta lattenzione dal cliente al counselor; Non pu verificarsi il caso di due persone che abbiano esattamente la stessa esperienza; Lautorivelazione del counselor pu causare preoccupazioni anche notevoli nel cliente; Il cliente pu cominciare a sentirsi responsabile per il counselor; Lautorivelazione del counselor pu causare confusione nel cliente, ce potrebbe non capire perch gli vengano trasmesse informazioni personali; Il counseling non una forma di scambio sociale, ma piuttosto una particolare relazione psicoterapeutica in cui i bisogni del cliente sono il focus primario. Lautorivelazione pu creare uno squilibrio in questa relazione. Il cliente pu provare invidia se ha limpressione che il counselor si stia vantando dei suoi successi personali. Il counselor con problemi personali irrisolti pu fare ricorso allautorivelazione per evitare di ascoltare il cliente. Gli studenti di counseling devono essere consapevoli che qualsiasi episodio di autorivelazione avr degli effetti, positivi o negativi, sul cliente, che dipendono da vari fattori: Il tipo di problema/problemi del cliente Le modalit temporali dellautorivelazione del counselor; La quantit di informazioni fornite; Il livello e complessit delle informazioni fornite ; I motivi sottostanti allautorivelazione;

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Il comportamento non verbale che accompagna lautorivelazione. Questo comportamento deve essere congruente e coerente con la produzione verbale. La capacit di guardare le cose in profondit Lempatia essenziale perch si verifichi una comprensione reale tra il counselor e il cliente: quando manca lempatia, manca anche la comprensione. Lempatia profonda pu essere definita come una consapevolezza pi intuitiva e profonda dellesperienza di unaltra persona. Nella relazione psicoterapeutica, il counselor deve saper cogliere le difficolt espresse o inespresse del cliente, e lo sviluppo e messa in atto delle capacit di empatia profonda un modo efficace per raggiungere questo obiettivo. I bisogni del cliente sono dunque assolutamente prioritari nel counselig. Il compito del counselor quello di ascoltare ci che il cliente ha da dire, e di comprendere non solo la sua produzione verbale ma anche le sue preoccupazioni inespresse, specie quando queste sono al di fuori della sua consapevolezza immediata. Fornire informazioni al cliente Talvolta i clienti chiedono informazioni fattuali che potrebbero esser utili per affrontare pi efficacemente i loro problemi. Vi sono molte situazioni di counseling in cui perfettamente lecito fornire informazioni su risorse disponibili al cliente per affrontare pi efficacemente problemi specifici. Un cliente con problemi associati ad abuso di alcol o di droghe pu trarre beneficio da informazioni riguardanti gruppi di mutuo aiuto per persone che hanno lo stesso tipo di problema. I clienti che soffrono di grave depressione spesso si sentono rassicurati quando vengono informati che disponibile un trattamento medico efficace per questa condizione. Oltre agli esempi appena visti, il cliente spesso ha bisogno di ulteriori informazioni per mettere in discussione alcune proprie convinzione nel counseling. CAP 6 AZIONE E GESTIONE EFFICACE DEL COLLOQUIO La richiesta di aiuto gi di per s una prospettiva che intimidisce e richiede una grande dose di coraggio, oltre che unattitudine a divenire attivi e propositivi nel gestire le difficolt personali. Uno degli obiettivi principali del counseling consiste proprio nello sviluppo dellindipendenza e dellautonomia del cliente. utile individuare nel counseling un momento iniziale, uno intermedio e uno finale; a tale riguardo si rivelano di particolare aiuto le fasi che derivano dallapproccio di Egan al problem-solving. La terza fase descritta da Egan riguarda lazione e la gestione dei problemi . Ci si soffermer in modo particolare su come i clienti possono affrontare i loro problemi attraverso limpiego di strategie quali pianificazione di azioni, pensiero creativo, brainstorming, sviluppo di abilit di socializzazione e di assertivit. Lautostima Lautostima di base pu fortemente ridursi, o addirittura essere assente, quando nella vita di una persona si verifichi precocemente o ripetutamente un trauma o un danno emotivo. La consapevolezza di s inizia a svilupparsi nellinfanzia e la sua evoluzione il risultato diretto dellinterazione tra il bambino piccolo e lambiente immediatamente circostante. Sono i genitori, o chi primariamente si prenda cura del bambino, a rappresentare per questultimo laspetto pi significativo dellambiente. Se i rapporti che si instaurano in questa fase sono favorevoli, di amore e di supporto, il bambino pronto a interiorizzare un senso positivo del s; quando poi si provveda a far s che lambiente immediatamente circostante conservi la sua funzione di supporto e nutrimento, lindividuo che cresca in tale contesto ha buone possibilit di mantenere e accrescere questa percezione positiva di s. Nel corso della vita di ogni singolo individuo inevitabilmente si

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verificheranno eventi contrari, ma qualora sia stata precedentemente acquisita una fiducia in se stessi di base, si disporr anche di appropriate strategie per reagire positivamente. Quando queste strategie si rivelano efficaci e consentono di superare le difficolt, la sensazione di successo che ne consegue accrescer ulteriormente in una persona la consapevolezza del proprio valore e la sua autostima. Sfortunatamente, non sempre i rapporti iniziali sono di amore e di sostegno. Un ambiente sfavorevole impedisce al bambino di essere in sintonia con se stesso, ogni ostacolo che dovesse presentarsi in seguito nel corso della vita contribuir a peggiorare la concezione di s. evidente che molte persone cercano aiuto quando la loro autostima fortemente diminuita. Il counseling una forma di aiuto che contribuisce a ripristinare un equilibrio che sia stato sconvolto da precedenti esperienze negative. In un lavoro di McKay e Fanning, chiamato Self-esteem, viene riferito di una ricerca condotta in America da Zilbergeld, la quale indica chiaramente come la psicoterapia produca un effetto positivo e benefico nel favorire laumento dellautostima. Secondo Zilbergeld la pi importante funzione del counseling consiste nellaccrescere lautostima dei clienti, questo consiste nello sviluppo della consapevolezza personale e nellincremento della fiducia in se stessi, elementi che di per se stessi motivano realmente le persone a cambiare. compito dei counselor far s che si instaurino le giuste condizioni perch si verifichino tali cambiamenti. I clienti hanno bisogno di essere incoraggiati a formulare obiettivi per il futuro, a intraprendere azioni quando sia necessario e a sviluppare una serie di nuove strategie che permetteranno loro di confrontarsi pi realisticamente con le difficolt. Ovviamente il modo in cui le finalit e gli obiettivi possono essere perseguiti dipender, in qualche misura, dalla natura di problemi dei clienti e dalle risorse a loro disposizione. Gli obiettivi Ogni progetto ideato durante il counseling e ogni azione intrapresa dai clienti dovrebbero essere un risultato diretto di loro scelte personali. Le capacit del counselor in questa fase dovrebbero tendere a incoraggiare i clienti a riflettere attentamente prima di intraprendere qualsiasi azione, a sostenerli una volta che abbiano fatto le loro scelte, a monitorare ogni progresso o miglioramento ottenuto. Nella fase intermedia del counseling, i clienti dovrebbero aver considerato tutte le opzioni a loro disposizione, e dovrebbero aver deciso quali cambiamenti siano per loro necessari o quali desiderino operare. Pianificare lazione e stabilire gli obiettivi costituiscono i successivi anelli della catena. In questa fase, assumono una particolare importanza le parole cosa e come: i clienti possono essere incoraggiati a considerare queste parole con attenzione, mettendole per iscritto ed elencando sotto di esse risposte appropriate. bene incoraggiare i clienti a esprimere i loro obiettivi in termini positivi piuttosto che negativi (es: anzich dire voglio perdere peso, definire la propria ambizione in termini di risultati piacevoli e vantaggiosi). Questa tecnica pu sembrare semplicista e ripetitiva, ma essa aiuta i clienti a esaminare i loro clienti a esaminare i loro problemi e le contromisure da adottare per risolverli. Domande da porsi in riferimento agli obiettivi: Sono specifici per il singolo cliente? Sono stati scelti dal cliente? Sono meditati e pianificati? Possono essere valutati? Sono realistici? Quanto tempo occorrer per raggiungerli? Sono chiari? Pensiero creativo e immaginativo difficile essere brillanti, immaginativi e creativi quando le proprie risorse mentali sono disturbate da sentimenti di sofferenza, infelicit o angoscia. I clienti spesso sperimentano una diminuzione della

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loro capacit immaginativa o creativa, e questa situazione pu seriamente ostacolare lidentificazione di soluzioni nuove e originali per risolvere i problemi. Il counseling non lunico mezzo che permette ai clienti di recuperare alcune delle loro capacit creative, esso indubbiamente utile, soprattutto perch offre unattenzione e un aiuto personalizzati, importanti per chi sia impegnato a rischiare e a cambiare. La creativit, impiegata nel contesto di counseling si riferisce allabilit del singolo individuo di sviluppare e realizzare appieno le proprie potenzialit. Essa implica anche una spinta verso la maturit, lindipendenza e lautonomia. Il pensiero immaginativo, loriginalit e il desiderio di avventurarsi in territori sconosciuti sono perci strettamente collegati allo sviluppo del s e alla crescita personale. Questa accresciuta consapevolezza di s e la fiducia in se stessi saranno per i clienti di ausilio nel recuperare le innate capacit di giudizio e nel prendere decisioni permettendo loro, inoltre, di divenire pi innovativi nellaccostarsi alla soluzione dei problemi e agli obiettivi. Approcci al pensiero creativo La creativit richiede determinazione e applicazione, produzione creativa non scaturisce dalla sola ispirazione ma, perch sia produttiva e dia risultati, esige fatica e perseveranza. Un approccio creativo alla risoluzione dei problemi richiede anche autodisciplina, organizzazione e spirito critico verso ogni idea che emerga durante le sedute. Il brainstorming un approccio al pensiero creativo che si rivela efficace per molti clienti del counseling. Questa tecnica si basa sul principio di concepire con prontezza quante pi idee possibili, senza prestare inizialmente alcuna attenzione alla loro idoneit o adeguatezza. La visualizzazione un altro approccio al pensiero creativo e pu essere usata dai clienti per immaginare come sarebbe il raggiungimento di obiettivi specifici. Egan utilizza il termine scenari privilegiati per descrivere la procedura che aiuta i clienti a creare raffigurazioni mentali di un futuro migliore. Senza dubbio non si tratta di una procedura semplice, poich richiede concentrazione, realismo e un grande impegno per il conseguimento degli obiettivi. Imparare nuove abilit Molto spesso i clienti hanno bisogno di acquisire nuove abilit prima di poter agire nel perseguimento dei propri obiettivi. Il counseling basato sullapproccio cognitivo-comportamentale impiega una variet di metodi, incluso lo psicodramma, la lettura di testi, prescrizione e tecniche assertive per aiutare i clienti nellacquisizione di abilit. possibile fornire ai clienti lopportunit di sviluppare atteggiamenti e competenze in diversi campi, indipendentemente dallorientamento prescelto. Anche il metodo centrato sulla persona viene, per definizione, adattato ai bisogni di ogni cliente. quindi in grado di offrire una serie di attivit di supporto, compreso lincoraggiamento a sviluppare delle capacit in un qualsiasi campo in cui il cliente desideri migliorare. Incoraggiare Se i clienti devono sostenere uno sforzo per progredire e raggiungere gli scopi prefissati, avranno bisogno di tutto il sostegno, lincoraggiamento e il feedback necessari. I clienti possono anche essere aiutati ad autoincoraggiarsi e tenersi costantemente sotto osservazione per tutta la durata di questa fase. Significa incoraggiare i clienti a essere pi sicuri di s e pi fiduciosi nelle loro nuove capacit di affrontare la situazione. Significa anche aiutarli a individuare elementi di supporto nel proprio ambiente. importante ribadire che il cliente deve sempre sentire gli obiettivi come propri. Unaltra ragione importante per incoraggiare i clienti che spesso ci d loro la spinta necessaria per continuare, quando rinunciare sarebbe una prospettiva molto allettante. Per essere veramente efficace lincoraggiamento deve mettere in evidenza le risorse personali e le qualit del cliente, e anche il lavoro che gi stato realizzato. Gli errori commessi possono essere

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discussi alla luce dellesperienza, il counselor pu aiutarli a capire che gli errori non implicano necessariamente il fallimento. Persone che possono aiutare Un altro metodo a cui si ricorre per sostenere i clienti nellapproccio alla risoluzione dei problemi consiste nellaiutarli a individuare le risorse disponibili, che potrebbero essere utili al perseguimento dei loro obiettivi. Oltre ai mezzi materiali, anche persone, perch allinterno di ogni rete sociale vi in generale chi spontaneamente presta aiuto a coloro che sono in difficolt es quando i clienti presentano problemi specifici come la dipendenza da droghe o alcol, si pu ricorrere al lavoro realizzato dai gruppi di supporto e di mutuo aiuto. Purtroppo, oltre alle persone che possono offrire aiuto, vi anche chi potrebbe impedire i progressi di un cliete: necessario, quindi, individuare ogni possibile ostacolo e formulare soluzioni volte ad affrontare le difficolt che possono insorgere. Altri aspetti dellambiente Altri aspetti dellambiente in cui il cliente vive possono sia ostacolarne che incoraggiarne i progressi. Il lavoro stesso svolto da un cliente, ad esempio, potrebbe comportare dei problemi particolari nel processo di cambiamento e miglioramento. Problemi delle altre persone Unimportante realt con la quale spesso i clienti devono confrontarsi consiste nel fatto che non sempre possibile esercitare un controllo sulle altre presone o sui loro problemi, anzi abbastanza raro che ci avvenga. Una volta che i clienti abbiano compreso questa verit, diviene pi semplice pianificare il futuro, poich essi sono ormai consapevoli di dover accettare delle responsabilit innanzitutto per se stessi e per il proprio comportamento. Non proficuo per i clienti impiegare troppo tempo a preoccuparsi dei problemi degli altri se non si sono occupati delle proprie difficolt. Effetti sulle altre persone importante anche considerare attentamente i costi che altre persono possono subire se i nostri obiettivi vengono raggiunti (es. un cliente che decida di divorziare, per esempio, dovr considerare gli effetti che tale decisione avr sulla sua famiglia, compresi i suoi figli). Lincapacit di considerare questioni significative di questo tenore avr come risultato unazione precipitosa e disorganizzata, votata al fallimento fin dallinizio. Abilit di management del colloquio Definire dei contratti Il contratto pu essere scritto o verbale e dovrebbe essere soggetto a incontri di verifica nelle varie fasi di progresso del cliente. Quando si desideri raggiungere pi di un obiettivo, il cliente dovrebbe essere incoraggiato a stabilire un ordine di priorit. I clienti possono inoltre individuare i vantaggi e gli svantaggi delle varie proposte di cambiamento. Lutilizzo di contratti formali comporta svariati vantaggi: focalizzare lattenzione direttamente sugli obiettivi che desidera raggiungere; aiutano a stabilire ordine e preparazione mentale prima di procedere a qualsiasi tipo di azione; il cliente acquista un senso di padronanza e di coinvolgimento, qualit essenziali per il raggiungimento degli scopi che si prefigge; meno probabile che il cliente sottovaluti o sopravvaluti le proprie risorse quando queste vengono discusse in anticipo. Conclusioni del counseling molto probabile che alla fine del counseling i clienti sentano tutta un gamma di emozioni conflittuali. I sentimenti del cliente in questa fase dipenderanno in una certa misura dal tipo di problemi per i quali ha iniziato il counseling. I clienti che avranno compiuto progressi reali, sentiranno ovviamente un senso di sollievo e di soddisfazione. Tuttavia, anche quando i sentimenti dominanti sono di successo e di realizzazione, possibile che il cliente senta un certo grado di

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apprensione, dispiacere o perdita perch la relazione che lha aiutato ad arrivare a questa fase sta ora giungendo alla sua conclusione. La relazione di counseling, a differenza di altri tipi di rapporto, destinata a finire. Uno degli scopi fondamentali del counseling che, avvalendosi dellaiuto che riceve nella relazione terapeutica, il cliente svilupper fiducia in se stesso e autonomia nonch la capacit di affrontare efficacemente i propri problemi. I clienti devono essere consapevoli della durata del counseling, se non proprio dal principio, almeno un po di tempo prima delle sedute finali. Lideale sarebbe coinvolgere completamente i clienti fin dallinizio nella decisione sul numero di sedute di cui avranno bisogno per poter essere in grado di affrontare efficacemente i propri problemi. Stipulare un contratto fornisce in genere loccasione per coinvolgere il cliente nella decisione sul numero di sedute a cui parteciper. I contratti aiutano inoltre il cliente a focalizzare la sua attenzione sul limitato lasso di tempo a sua disposizione e possono quindi essere di grande aiuto anche nel motivare le azioni da intraprendere e il cambiamento. I clienti hanno bisogno di sapere che hanno compiuto progressi reali con le proprie forze prima di poter concepire una conclusione coronata da successo. Alla fine del counseling, si possono discutere con i clienti gli aspetti relativi ai vantaggi ottenuti grazie a esso. Prima di arrivare alla fase finale, sarebbe una buona idea passare un po di tempo con i clienti ad analizzare i cambiamenti positivi avvenuti in loro. Fine di ogni seduta Le sedute di counseling durano abitualmente da cinquanta minuti a unora e possono aver luogo una volta a settimana, quasi sempre lo stesso giorno. tuttavia molto importante che le sedute comincino e finiscano entro lorario prestabilito, indipendentemente dalla frequenza e dalla regolarit degli incontri. Se le sedute vengono protratte oltre il tempo stabilito ne risulter quasi certamente unatmosfera di stress e di fretta, con effetti dannosi sia sul counselor che sul cliente. Molti counselor destineranno un po di tempo a se stessi fra una seduta e laltra per chiarirsi le idee, mettere in ordine gli appunti, andare in bagno o prendere un caff. I counselor devono avere cura di s se vogliono veramente essere disponibili ed efficienti nei confronti dei clienti. Linvio ad altri specialisti A volte i clienti vengono indirizzati al counseling da un medico di base, da uno psichiatra, da un collega o da un amico. In questi casi necessario definire alcune informazioni relative al/la cliente e al suo problema. Il counselor deve comunque sapere perch stato consigliato il counseling e come si sente il cliente circa la prospettiva di sottoporvisi. Aspetti importanti dellinvio sono: Il cliente stato consenziente nei riguardi del counseling o sente di non aver avuto scelta? Che aspettative ha nei confronti del counselor? Che tipo di aspettative gli sono state trasmesse dalla persona che lo ha indirizzato? Lapproccio offerto lo stesso consigliato al cliente? Come vede il ruolo del counselor la persona che lo ha consigliato?come un consulente o come un esperto? Quali sono i problemi che il cliente sente di dover affrontare? Quali e quante informazioni il counselor deve condividere con il soggetto inviante? Quali sono le regole del segreto professionale e della privacy? Il cliente consapevole del fatto che le informazioni potrebbero essere condivise con altri? I counselor talvolta non hanno il tempo di occuparsi di altri client, in questo caso devono dirlo chiaramente al soggetto inviante, se possibile prima che i clienti vengano indirizzati. Lindirizzare i clienti ad altri Anche i counselor hanno i loro limiti ed per questo che devono spesso indirizzare i clienti ad altri soggetti o servizi che abbiano lesperienza specifica o specialistica di cui il cliente pu aver bisogno.

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Lideale sarebbe che linvio avvenisse durante la prima fase di counseling o non appena i bisogni individuali dei clienti divengono evidenti. Il processo di invio richiede tatto e sensibilit da parte del counselor per evitare che i clienti lo interpretino come un rifiuto. Non appena diventa evidente la necessit di indirizzare un cliente verso altri soggetti il counselor deve discuterla con lui in modo che la decisione sia presa di comune accordo, piuttosto che come qualcosa di imposto al cliente. Pu succedere che il cliente non sia daccordo con il consiglio di rivolgersi a qualcun altro. Uno dei motivi per cui importante indirizzare il cliente ad altri allinizio piuttosto che in una fase pi avanzata del counseling che, quando viene lasciato a uno stadio pi avanzato, il cliente pu essere riluttante ad abbandonare il rapporto che ha con un counselor per costruirne un altro con qualcuno che non ha mai visto. Se la fase di invio non viene gestita correttamente il cliente potrebbe arrivare a credere che i suoi problemi sono troppo difficili da affrontare per il counselor a cui si rivolto per primo. Per evitare questo modo di pensare scoraggiante necessario che il counselor individui con chiarezza i motivi dellinvio. I counselor dovrebbero anche essere disposti a riconoscere i propri limiti nei confronti dei clienti. Talvolta i problemi che un cliente sottopone al counselor sarebbero affrontati meglio da qualcuno che lavora partendo da una diversa prospettiva teorica. A volte sono i clienti stessi a chiedere esplicitamente di essere indirizzati ad altri perch sentono di potersi relazionare pi facilmente, per esempio, con un counselor dello stesso sesso o di sesso opposto. I motivi di una tale richiesta sono molteplici e i counselor non devono interpretarla come unaccusa alla loro capacit professionale Le due domande pi importanti che i counselor devono rivolgersi in relazione allinvio sono: Che tipo di aiuto il pi valido per questo cliente? Dove disponibile tale aiuto? La condizione finanziaria dei clienti un altro degli aspetti da considerare. Per esempio inutile indirizzare un cliente a uno specialista se non pu affrontarne la spesa. CAP 7 E SITUAZIONI DI CRISI La parola crisi viene generalmente usata per descrivere un grave evento, un momento critico o un periodo di grande pericolo e difficolt nel corso della vita di un individuo. Il modo in cui ogni singola persona definisce o interpreta una crisi dipende da una molteplicit di fattori. Tali fattori includono le esperienze passate al pari delle strategie di fronteggiamento e della rete di sostegno che ogni persona ha a propria disposizione nel momento in cui accadono avvenimenti importanti. Forse il fattore pi importante per definire la crisi determinato dalla particolare percezione degli avvenimenti da parte di ogni singolo individuo. Ci che pi conta il modo in cui la persona reagisce agli avvenimenti. Una definizione soggettiva di crisi dipende dagli infiniti modi di percepire gli avvenimenti da parte di ogni singolo individuo. Ci sono tuttavia alcune esperienze fondamentali che sembrano tipiche, indipendentemente dalle persone che ne sono state colpite. Avvenimenti particolarmente gravi come ad esempio laggressione, il furto con scasso, lo stupro, un lutto improvviso e disastri naturali. Un fattore cruciale per determinare il tipo di reazione a una crisi la specifica configurazione di circostanze, diversa da individuo a individuo, entro cui questa crisi si verifica. Chi riceve un immediato appoggio sociale nei confronti della conseguenza derivante da una crisi star meglio di chi viene lasciato solo a gestire la situazione. Quando accadono degli avvenimenti critici luno in prossimit dellaltro, facile che le persone abbiano limpressione di essere guidate da forze estranee al loro controllo. Tali impressioni possono in seguito dare origine alla sensazione di essere senza speranza, imbelli e disperati. Se a queste persone viene data la possibilit di esprimere i propri sentimenti, spesso affermano che il loro mondo andato in pezzi, oppure fanno notare che la terra si aperta sotto i loro piedi. Anche lo stato di equilibrio personale che molte persone mantengono senza troppa difficolt si altera quando si sottoposti a una condizione di crisi. Questo squilibrio la causa della grande vulnerabilit

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che sentono le persone che affrontano un periodo di crisi. Caplan sostiene che la principale preoccupazione delle persone quella di mantenere stabilit nel corso della loro vita: nel momento in cui tale stabilit viene minacciata o mandata in frantumi da una crisi, la reazione comune unintensa ansia. Il modo in cui le persone reagiscono a una crisi varia a seconda delle circostanze in cui la crisi si presenta. Ci sono comunque alcune reazioni identificabili che sono comuni nella maggior parte dei casi. La prima risposta generalmente una reazione di shock, negazione, ansia, depressione, ira o disorientamento. Il pensiero pu essere anche confuso o indebolito nel corso di un periodo di stress acuto, e la persona in crisi pu impegnarsi in attivit frenetiche nella speranza di riuscire a esercitare un qualche tipo di controllo su ci che la circonda. Si possono avere per altre reazioni in risposta a un grande stress: limmobilizzazione, la rassegnazione e la disperazione. Alcune persone pi semplicemente si arrendono quando la loro capacit di tollerare lo stress viene sfidata e, quando questo accade, di vitale importanza un qualche sistema di aiuto e di supporto. La crisi nellet evolutiva I fattori pi comuni che incidono nel corso di una crisi della nostra vita sono i cambiamenti o gli adattamenti che devono essere fatti nei periodi chiave. Adolescenza e pubert Ladolescenza e la pubert sono spesso considerati come un periodo importante di transizione e di cambiamento. Vengono prese molte decisioni, le scelte che riguardano la scuola, la carriera, attivit sociali, relazioni e responsabilit. Avvengono cambiamenti fisici che spesso danno ai giovani la sensazione di sentirsi degli estranei allinterno del proprio corpo, linteresse nei confronti del sesso, insieme ai cambiamenti psicologici e alle oscillazioni dumore, sensazioni di disorientamento, incertezza e depressione. I potenziali problemi nel corso di questa fase di sviluppo sono: abuso di droghe, conflitti in famiglia, disordini alimentari, gravidanze indesiderate, landarsene di casa, tentati suicidi e abusi. Questi problemi vengono seguiti quotidianamente da counselor che lavorano in scuole e universit. La maggiore et Loccupazione, la professione e la scelta della carriera sono particolarmente importanti in questa fase. linizio di una relazione sentimentale duratura con unaltra persona. Tuttavia, separazione e divorzio sono ormai di routine; difficolt economiche, solitudine, insicurezza e la necessit di prendersi cura dei figli sono tutte cose che esercitano forti pressioni sui giovani adulti. Tali pressioni vengono avvertite in modo maggiore nelle donne, le quali si trovano ad affrontare questa situazioni con sensi di colpa e ansia. La mezza et La mezza et un periodo di transizione durante il quale le persone tendono a considerare da una diversa prospettiva molti aspetti della loro vita, e nel fare questo, molto spesso vengono introdotti cambiamenti radicali allinterno delle loro relazioni, della carriera e del loro stesso modo di vivere. Per le donne in menopausa segna sia un inizio sia una fine; la fine degli anni in cui possono avere bambini e, al tempo stesso, annuncia linizio dellindipendenza e della libert dalle responsabilit che si hanno nel mettere al mondo un bambino. Una crisi di mezza et pu sorgere nella donna che avverte che la sua funzione principale nella via ormai terminata. Oltre i sintomi fisici caratteristici della menopausa possono indebolire e provocare stress, ma i problemi sociali e psicologici della mezza et sono spesso molto pi importanti. I figli maggiorenni che non riescono a trovare un lavoro, o che hanno bisogno di essere mantenuti alluniversit, influiscono su entrambi i genitori.

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Let avanzata Le persone anziane hanno veramente molti problemi, la loro vita difficile, impoverita e spesso dura. Molte persone anziane che non godono di buone condizioni di salute devono prendersi cura anche del proprio consorte malato, alcuni devono occuparsi dei figli adulti con una malattia psichiatrica che sono stati deistituzionalizzati. Una crisi psicologica pu essere spesso accelerata in et avanzata quando un conoscente o amico della persona anziana muore. Sensi di colpa, ansia e disperazione a volte scaturiscono dal fatto che le persone pi anziane riesaminano la loro vita nel tentativo di capire o dare un senso a tutte le esperienze che hanno vissuto. Gli stadi dello sviluppo psicologico di Erikson Il modello dello sviluppo psicologico di Erikson, mette in evidenza i principali problemi che si presentano a partire dallinfanzia in poi. Erikson credeva che questi fossero delle particolari sfide o crisi che dovevano essere affrontate stadio dopo stadio. Se queste sfide o crisi non vengono superate con successo, lo sviluppo psicologico e il progresso verranno ostacolati. Le scelte che vengono fatte in questi stadi sono molto importanti, infatti determineranno il modo in cui gestiremo, o non riusciremo a gestire il conflitto. Gli stadi sono i seguenti (vedi fotocopia). Il lutto Si tratta di crisi improvvise, inattese e dirompenti. Le reazioni in seguito alla perdita di una persona variano allo stesso modo in cui possono variare quando ci si trova ad affrontare una situazione di crisi inaspettata. Reazioni comuni nei confronti di un lutto sono:

Senso di colpa tristezza depressione struggimento solitudine Ansia

shock negazione rabbia rimorso paura disperazione

La maggior parte delle persone rimangono scosse in seguito alla morte di un parente significativo o di un amico. Questo turbamento spesso utile per proteggere queste persone dalla dura realt di ci che realmente accaduto. Al turbamento possono, in seguito, seguire una profonda tristezza, struggimento, solitudine e rabbia, in seguito a una grave perdita si possono avere sensi di rimorso e colpa. Dopo un certo periodo si dovrebbe avviare un processo di ripresa e di riorganizzazione, vale a dire quando i ricordi riguardanti la persona perduta divengono pi realistici, e la profonda tristezza che si era presentata nella fase iniziale del lutto diminuisce. La rabbia provata dalle persone colpite dal

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lutto, dopo la morte di una persona cara, viene spesso sfogata sui parenti, i dottori, gli infermieri e chiunque altro doveva prendersi cura del deceduto. I counselor che lavorano con queste persone hanno bisogno di capire queste reazioni che, superficialmente, possono apparire esagerate, irrazionali o catastrofiche. Lesperienza del lutto pu anche ingenerare sintomi fisici, insonnia, inappetenza e una serie di allucinazioni uditive e visive. Un altro effetto comune del lutto la paura, che spesso si traduce in panico, terrore di essere soli, paura di uscire di casa, timore di impazzire.. Il processo di lutto reso pi difficile dal fatto che la morte permane un argomento tab in molte culture. Bowlby precisa che lintensit e la durata del dolore varia da una persona allaltra, aggiunge che esiste comunque un pattern molto chiaro che si manifesta nella maggior parte dei lutti. I quattro stadi descritti da Bowlby sono: 1. intorpidimento o insensibilit; 2. ricerca bramosa della persona cara che si perduta; 3. disorganizzazione e disperazione; 4. riorganizzazione e guarigione Il lutto complicato Le risposte al lutto dipenderanno anche, naturalmente, in qualche misura dalle circostanze della morte e dalla natura della relazione fra la persona morta e quella che ne porta il lutto. Una morte improvvisa o prematura ovviamente pi scioccante (per lo meno allinizio) di una morte annunciata. Il dolore cronico o anormale si verifica soprattutto quando la relazione che esisteva fra il defunto e la persona colpita dal lutto era problematica o in qualche modo difficile. A un dolore anormale contribuiscono il senso di colpa, lidealizzazione, un eccesso di dipendenza o divergenze irrisolte. Il lutto differito Quando insieme a una morte si verificano altri eventi critici, il processo dellelaborazione del lutto pu essere inibito o differito. C la tendenza a sopprimere i sentimenti dolorosi quando altri problemi premono per ricevere attenzione. Alcune persone riescono perci a congelare il loro dolore per dedicarsi ai problemi urgenti che incombono. Ci pu funzionare per qualche tempo, ma dopo qualche tempo la persona colpita dal lutto pu soffrire una serie di malattie fisiche o psicologiche fra cui infezioni, depressione e dipendenze. Le reazioni da anniversario Sono abbastanza comuni negli anni che seguono una morte, e tendono a essere pi forti quando il dolore stato inibito o soppresso. Gli anniversari e le altre date significative possono essere occasioni di grande tristezza per le persone colpite da un lutto. I counselor devono essere consapevoli dellimportanza degli anniversari, dei compleanni e di altri momenti significativi dellanno come Natale o Capodanno per queste persone. Anche eventi come le nascite e i matrimoni possono innescare reazioni di grande dolore, e perfino piccole perdite possono attivare ricordi a lungo sepolti di tristezza e afflizione. Il suicidio Quando un parente, o un amico si suicida, la persona colpita dal lutto deve confrontarsi con un insieme di problemi quali: il forte shock subito, leventuale invadenza dei mezzi dinformazione, le illazioni e i pettegolezzi della comunit in cui risiede, la spiacevole esperienza delle indagini di polizia e, quindi, di una probabile inchiesta. La rabbia nei confronti del defunto pu risultare intensa, logicamente il trauma maggiore quello vissuto dalla persona presente allatto suicida. Familiari e amici sperimentano frequentemente un profondo senso di colpa. Queste preoccupazioni e paure devono poter essere espresse e discusse apertamente con qualcuno che non ne sia emotivamente oppresso. Il counseling di estrema importanza per chi ha subito una tale perdita.

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Situazioni di crisi e lutto: implicazioni importanti per il counseling In primo luogo, i counselor che hanno a che fare con i clienti in situazioni di crisi devono essere in grado di fronteggiare lalto livello di sofferenza e lurgenza delle circostanze prospettate. I counselor devono avere a propria disposizione ogni possibile risorsa, inclusa la pi importante: una costante supervisione. La qualit e lefficacia dellaiuto che il counselor in grado di dare dipendono dal suo equilibrio emotivo; un counselor in difficolt sar, ovviamente, incapace di aiutare un cliente in crisi e, sicuramente, aiuter poco anche una qualsiasi altra persona, quali che siano le circostanze. Le persone in gravi difficolt hanno, innanzitutto, bisogno di un aiuto pratico; hanno bisogno, inoltre, anche di informazioni: i counselor devono avere unadeguata conoscenza di varie problematiche quali la tossicodipendenza, i tentativi di suicidio, la violenza familiare, i guai con la legge e le difficolt economiche. Allinsorgere di una situazione difficile, vanno identificate anche le risorse del cliente (famiglia, amici, comunit di residenza possono tutti venire coinvolti) oltre alle capacit individuali di gestire il momento critico. Vale la pena sottolineare limportanza rivestita dallaiutare i clienti a scoprire di possedere risorse proprie idonee ad affrontare il momento difficile, cosicch una volta riacquistata un po di fiducia, possano iniziare a controllare la situazione. Nelle fasi immediate o iniziali della crisi, il counselor deve adottare un approccio pi proattivo allaiuto di quanto si faccia normalmente. Uno degli aspetti che pi sono suscettibili di rendere particolarmente acuta una situazione di dolore lincapacit di ricevere attenzione e comprensione quando si desidera dire come ci si sente. Le persone in crisi hanno bisogno di unancora di salvezza e di un aiuto immediato per riuscire a padroneggiare la situazione. I counselor possono ottimizzare laiuto identificando e concentrandosi per primi sugli elementi pi importanti. I clienti suicidari, o quelli che comunque vivono una situazione di grave crisi, non sono in grado di trarre alcun beneficio dalle generiche rassicurazioni che tanto spesso vengono date quando si verificano problemi di lieve entit. Di fatto, la rassicurazione pu essere assolutamente fuori luogo, perch tende a trasmettere alle persone che stanno soffrendo il messaggio che non le si sta prendendo sul serio. La rassicurazione, quindi, inappropriata nel counseling con persone in crisi, poich tende a distorcere la realt e a dare limpressione che il malessere del cliente sia preso sottogamba. Le persone in crisi hanno bisogno di un aiuto immediato per gestire problemi immediati. Spesso le persone in crisi hanno bisogno che si dica loro di prendersi cura di se stesse, di riposare di pi, di mangiare e dormire a sufficienza. Quando le persone sono eccessivamente stanche, o emozionalmente prosciugate, non sono certo nella posizione di gestire i loro problemi o di esercitare un controllo sulla situazione. In seguito, quando la situazione immediata stata gestita e si riusciti a ristabilire una qualche forma di normalit, il cliente talvolta desidera discutere la crisi per comprendere o darsi ragione di quel che accaduto. Sia il cliente sia il counselor hanno bisogno di lavorare insieme per esplorare questi aspetti. CAP 8 IL COUNSELING DI GRUPPO Lappartenenza al gruppo Noi tutti apparteniamo e comunichiamo nellambito di gruppi. Spesso le persone vivono in ambienti familiari che non contribuiscono allo sviluppo di una comunicazione efficace. Lo sviluppo e lacquisizione delle abilit interpersonali naturalmente un processo costante, perci qualora siano stati proposti nella prima infanzia modelli di relazione errati o inefficienti c sempre la possibilit, in seguito, di ribaltare alcuni effetti attraverso un ulteriore training e mediante lautoconsapevolezza.

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A scuola, attraverso linterazione del gruppo, i bambini sviluppano e affinano le loro abilit comunicative e questo processo di conseguenza serve a insegnare le regole di cooperazione e di sostegno. Dalla scuola primaria al liceo, alluniversit, nel lavoro o nel matrimonio il compito di imparare a relazionarsi efficacemente agli altri prosegue. Possono sorgere numerosi problemi quando le occasioni di interagire allinterno di un gruppo diminuiscano, e questo talvolta accade, ad esempio, a quelle persone incapaci di procurarsi un lavoro. Le difficolt e i problemi che possono derivare da questo genere di isolamento sociale sono complessi. Cos un gruppo? I numeri 3-4 sono il minimo necessario per formare un piccolo gruppo, e un massimo di 20-25 persone spesso considerato il limite estremo. Ci sono alcune caratteristiche che i gruppi possiedono: gli individui che compongono un gruppo sono consapevoli di farne parte e si aspettano di interagire gli uni con gli altri per un certo periodo, al fine di raggiungere alcuni obiettivi, concordati allinterno del gruppo e condivisi dai suoi membri; ogni persona allinterno del gruppo ha un ruolo che aiuta a stabilire il comportamento individuale; nel gruppo si instaurano relazioni affettive che indicano che i membri provano una serie di sentimenti reciproci i quali non sono mai statici ma tendono a evolversi nei vari stadi della vita di un gruppo i componenti si adattano ad alcune norme, regole o modelli che sono spesso esplicitamente stabiliti e alcune volte solo sottintesi. Il comportamento collettivo molto differente da quello di ogni singolo membro che agisce separatamente. Diversi tipi di gruppo Allinterno dei servizi di assistenza medica e sociale si trova una vasta gamma di gruppi che ha scopi differenti. Gruppi di incontro Essi sono stati pensati da Carl Rogers e si rifanno alla sua filosofia centrata sulla persona, che richiama lattenzione sulla crescita personale e la comunicazione efficace. Questi gruppi avevano lintento di fornire le giuste condizioni per facilitare lespressione di sentimenti autentici come la lealt e lonest in un ambiente incoraggiante e non autoritario. F altres incoraggiata lespressione non verbale dei sentimenti e lautocatarsi, ritenuta sommariamente benefica, divenne il tratto comune dellesperienza dei gruppi di incontro. Una differenza essenziale tra i gruppi di training introdotti da Lewin e i gruppi di incontro caldeggiati da Rogers che i primi non danno importanza alla crescita personale. Le persone che partecipano ai gruppi di training e ai gruppi di incontro decidono di farlo volontariamente e di solito non sono malate o emotivamente incapaci. I risultati desiderati sia nel training sia nel gruppo di incontro sono: migliori abilit sociali e di comunicazione, e il feedback che i partecipanti ricevono luno dallaltro spesso efficace per il raggiungimento di questi obiettivi. Gruppi operativi I gruppi operativi (task groups) sono formati per rispondere a una particolare esigenza, per affrontare un compito o un problema specifico. Ad esempio per lavorare sulla ricerca o sui progetti della comunit o per diffondere iniziative e per formulare proposte. Nessun significato particolare legato allevoluzione della persona o alle capacit comunicative, sebbene lesperienza dei gruppi operativi spesso accresca le potenzialit che i membri gi possiedono. Gruppi di mutuo aiuto Fra i gruppi di mutuo aiuto il pi famoso il gruppo degli Alcolisti Anonimi, fondato nel 1935 in Ohio.

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Le persone in crisi e alla ricerca di mutuo sostegno da parte dei compagni di sofferenza spesso scoprono che i gruppi di mutuo aiuto sono il modo pi efficace di affrontare le proprie difficolt. Per ciascun individuo con un bisogno specifico possibile intraprendere un lavoro di ricostruzione con un gruppo di mutuo aiuto e attirare cos lattenzione e il sostegno non sono dei membri del gruppo ma anche della societ in generale. Quando le persone condividono uno stesso problema si alimenta un senso di solidariet e comunione e attraverso lappartenenza al gruppo e la comunicazione sono valorizzate le capacit di affrontarlo. La crescita personale e lautoconsapevolezza sono il risultato della partecipazione a questi gruppi. Lidea che i membri possano aiutarsi e sostenersi reciprocamente senza lintervento o laiuto degli esperti costruttivo e serve ad accrescere lautostima dei partecipanti. Quando le persone capiscono che possono affrontare i loro problemi attraverso limpegno personale e attraverso la cooperazione con altri che condividono le stesse preoccupazioni, quasi sicuramente ne consegue un potenziamento individuale e unaccresciuta autostima. I gruppi di mutuo aiuto danno la priorit alla condivisione delle informazioni tra i membri. Importante la possibilit che vengano dati consigli, discutere problemi pratici e il raggiungimento dei traguardi. Gruppi multidisciplinari Negli ospedali e nelle comunit ci sono numerosi cambiamenti per quanto riguarda lassistenza multidisciplinare dei pazienti. La Carta dei Pazienti stabilisce che un infermiere dovrebbe essere assegnato a ciascun paziente dellospedale con la responsabilit di valutare e gestire la sua terapia. Questo infermiere un case manager, cio lelemento fondamentale che fa da tramite tra dottori e il resto del personale che compone il team multidisciplinare. Gli altri membri del team possono includere il terapista occupazionale, il fisioterapista, gli assistenti sanitari. Le riunioni multidisciplinari avvengono a intervalli frequenti e sono importanti specialmente quando deve essere affrontata la riabilitazione del paziente. Il counseling e la psicoterapia di gruppo Unesperienza comune tra i membri di un gruppo quella di aver raggiungo una fase in cui sentono il bisogno di aiuto e sostegno per risolvere i problemi. Una dimensione importante dellesperienza di gruppo quella di aiutare i membri ad affrontare i loro problemi emotivi, psicologici e relazionali. Il gruppo diventa un mezzo di sostegno positivo nel quale esplorare e risolvere le difficolt relazionali. Poich un gruppo composto da un numero di persone che d e riceve feedback, esiste la possibilit che i singoli membri acquisiscano una dimensione di autoconsapevolezza e di capacit di penetrazione come risultato della loro partecipazione. Sebbene alcuni partecipanti possano essere riluttanti allinizio a prendervi parte, questa riluttanza risolta di solito quando lesperienza dellapertura, della compartecipazione e accettazione comunicata loro e viene pian piano accettata. La differenza importante tra i gruppi di incontro e psicoterapia che nei primi laccento posto sulla crescita e levoluzione individuali, mentre nei secondi incoraggiato un approccio pi terapeutico e volto alla risoluzione dei problemi. Lapproccio anche evolutivo, ci richiede un impegno pi prolungato, concentrato e intenso di quello che generalmente associato sia al gruppo di incontro sia alla formazione. Le percezioni personali dei benefici o di quantaltro scaturisce dalla partecipazione al gruppo dipenderanno, dai problemi individuali, dalle aspettative e dalle esigenze personali. Un aspetto pratico del gruppo, citato frequentemente dai facilitatori dei gruppi, che il tempo della terapia abbreviato quando un numero di persone si incontrano in questo modo (Ellis). La terapia e il counseling sono ancora costosi per la maggior parte delle persone, ma se un gruppo ricevesse la terapia nello stesso modo momento diventerebbe possibile ridurre considerevolmente i costi e di conseguenza fornire un servizio che sia meno elitario di quanto realmente. Lesperienza di gruppo incoraggia i partecipanti ad allargare e migliorare la sfera delle capacit interpersonali e sociali. Questo il risultato della diretta interazione dei membri ma anche una risposta al modello di comportamento interno del gruppo. Probabilmente, nel contesto della

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composizione del gruppo, i membri possono essere pi efficaci come terapeuti di quanto qualsiasi leader o facilitatore possa essere. Il motivo principale che i membri spesso condividono un problema comune e in questo caso sar sicuramente presente una forte solidariet. anche pi incoraggiante e terapeutico capire che ci sono modi differenti di affrontare i problemi. Quando sono presenti esempi di perseveranza, creativit e decisione allinterno del gruppo, tutti i membri ne beneficiano. Nellambito della terapia individuale i clienti possono sviluppare un forte sentimento di transfert per il counselor, mentre nel gruppo tale sentimento tende a essere meno problematico e resistente, sebbene esista e si riferisca non solo a sentimenti che i membri provano per il leader ma anche alle relazioni stabilite tra gli stessi membri. I membri di un gruppo possono provenire da una grande variet di ambienti e professioni. In questo caso c una possibilit pi grande per laccettazione, il sostegno e lidentificazione. Ci molto terapeutico per le persone che soffrono in particolare di solitudine e isolamento, ma anche utile per quei membri che vogliono semplicemente creare modalit nuove e pi efficaci di relazionarsi agli altri. Le difese sono usate anche dai componenti di un gruppo ma in questo contesto meno probabile che siano mantenute poich linterazione del gruppo opera in modo efficace per metterle in discussione. La terapia di gruppo non sempre un tipo di terapia appropriato. Ci sono persone che tendono a fare i massimi progressi in una relazione stretta e condotta insieme a unaltra sola persona. Unansia e una sensibilit eccessiva o una profonda depressione possono agire contro la partecipazione al gruppo, e i clienti che sono totalmente isolati probabilmente non beneficeranno della terapia di gruppo. Parimenti le persone che non sono attente alle esigenze degli altri e quelle che richiedono uneccessiva quantit di attenzione per s stesse possono incontrare grande difficolt a integrarsi e ad accettare il gruppo. Uneccessiva e intensa ostilit e difficilmente compatibile con il counseling di gruppo, e alcune forme acute di malattia mentale, come la paranoia o la schizofrenia, possono indicare che i clienti che ne soffrono sono cos lontani dalla realt da essere incapaci, almeno temporaneamente, di trarre qualche beneficio dalla partecipazione al gruppo. I clienti che con molta probabilit trarranno profitto dalla terapia sono quelli che hanno un certo entusiasmo e impegno verso il gruppo e quelli che hanno consapevolezza delle loro mancanze nella capacit di relazionarsi e di socializzare. importante chi i membri possiedano una propensione allautoconsapevolezza, allautocritica, allosservazione, alla riflessione e allimmaginazione. Abilit necessarie per il lavoro di gruppo Le abilit necessarie per lavorare con i gruppi comprendono quelle che vengono usate nel counseling individuale, ma poich il leader di un gruppo deve gestire pi di una persona alla volta sar ovviamente molto pi difficile monitorare le sessioni e prestare unattenzione sufficiente a ciascun partecipante. I leader dei gruppi devono essere capaci di coordinare, connettere e monitorare i contributi di tutti i partecipanti. Devono mostrare rispetto ed empatia per tutti ed essere onesti rispetto ai loro sentimenti e azioni personali. importante anche riuscire a far uso di esempi specifici, nonch la capacit di mettere in discussine con empatia quanto stato detto quando necessario. Un altro aspetto significativo la chiarificazione dei commenti fatti dai clienti. Un leader esperto dovr aiutarli a identificare e mettere in risalto le analogie e le connessioni quando si manifestano. I leader dei gruppi devono essere chiari sugli obiettivi del gruppo e dei compiti che vanno svolti nel suo ambito. Il leader dovrebbe valorizzare e accettare i contributi dei partecipanti, e riuscire a gestire sia il silenzio di certuni sia il tentativo di dominare le sessioni da parte di altri. La comunicazione non verbale una dimensione importante del lavoro di gruppo e un leader competente dovrebbe riuscire a sintonizzarsi sui segnali non verbali e sulle sfumature che si manifestano allinterno del gruppo.

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La programmazione Bisogna prendere in considerazione alcune importanti questioni relative alla programmazione prima di dare avvio al lavoro del gruppo: La composizione del gruppo. Per chi il gruppo? Lo scopo del gruppo. Per che cos? Il luogo. Dove avvengono gli incontri? Le dimensioni del gruppo. Quanta gente? Il leader del gruppo. Uno o due? La frequenza, il numero degli incontri e la loro durata. Aperto o chiuso? Il programma di attivit. Il monitoraggio. Come verranno monitorati i progressi del gruppo? La valutazione. Quale forma di valutazione verr usata per il gruppo? Le risorse. Quali risorse sono necessarie e chi le fornir? La supervisione ai leader. La leadership del gruppo Nel lavoro di gruppo abbastanza frequente che ci siano due leader che operano insieme. La coleadership presenta alcuni vantaggi rispetto alla leadership individuale, il pi ovvio dei quali che i counselor possono condividere le responsabilit e darsi sostegno reciproco. La presenza di un counselor pi esperto costituisce una garanzia nel senso che i membri del gruppo sanno di non essere affidati solamente a un counselor alle prime armi. Inoltre il fatto di essere in due permette di offrire pi tempo e attenzione individuale ai partecipanti, e da ci traggono vantaggio soprattutto i clienti pi ansiosi e vulnerabili. Tuttavia, non affatto scontato che due persone lavorino sempre in perfetta armonia. Qualche disaccordo inevitabile nella coleadership, bench questo non sia un problema insormontabile se i leader stabiliscono di comunicare liberamente sulle difficolt che dovessero verificarsi. Qualunque problema irrisolto o tensione fra i leader trasparir agli occhi dei partecipanti e getter inevitabilmente unombra sul gruppo. Talvolta avviene che i partecipanti sfruttino il disaccordo che esiste fra i due leader, e ci pu verificarsi anche quando il conflitto fra i leader dissimulato. Stili di leadership di gruppo Esistono grandi differenze fra i leader individuali rispetto al loro approccio generale al lavoro di gruppo e al modo in cui cercano di facilitare le sessioni. Lewin, Lippit e White identificarono tre approcci fondamentali che influenzano significativamente i membri del gruppo a cui i leader appartengono: 1. leadership autoritaria: un leader autoritario colui o colei che tende a prendere la maggior parte delle decisioni in vece del gruppo. Questo approccio fornisce per certo una struttura e una direzione, ma lascia poche opportunit ai partecipanti di sviluppare indipendenza o autonomia. Questo stile di leadership presenta alcuni vantaggi, poich i partecipanti sanno esattamente cosa fare e la confusione ridotta al minimo. 2. leadership laissez-faire: incoraggia i membri a esprimere le loro opinioni, i punti di vista e i suggerimenti in qualunque stadio della vita del gruppo. Non ci sono regole fisse imposte al gruppo. Il vantaggio di questo approccio che pu indurre un senso di libert e dare maggiori potenzialit al pensiero creativo. I membri del gruppo possono sentirsi privi di scopo e sconcertati da questo stile di leadership poich viene dato un feedback troppo scarso e non c un evidente tentativo di coordinare il gruppo. 3. leadership democratica: un leader democratico avr cura di includere tutti i membri del gruppo nel processo decisionale. Non mancher di fornire una struttura e una struttura e una programmazione. Le caratteristiche principali dellapproccio sono la consultazione e la partecipazione. I membri del gruppo ricevono aiuto se e quando lo richiedono, e il feedback viene dato liberamente nel corso delle sessioni. Un leader democratico flessibile e

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adattabile, e in linea di massima partir dal presupposto che i partecipanti sono potenzialmente in grado di aiutarsi da soli. Il vantaggio di questo approccio che i partecipanti vengono trattati da uguali, e che viene data loro lopportunit di determinare le loro regole e i loro comportamenti. Ci d un reale senso di empowerment e tende ad aumentare lautostima e la fiducia in s stessi. Lo stile di leadership dipende in larga misura dai tratti di personalit e dalle caratteristiche individuali dei counselor che scelgono di adottare questo tipo di aiuto. Indipendentemente dallo stile di leadership, comunque, i leader non potranno permettersi di trascurare la programmazione e una continua supervisione. I processi dei gruppi sono difficili e complessi, e senza gli elementi essenziali della programmazione e della supervisione inevitabile che i partecipanti risentano di conseguenze negative. Problemi nella leadership Alcuni comportamenti manifestati dai leader possono essere problematici o disutili: una programmazione scarsa o inadeguata e lincapacit di essere espliciti sugli obiettivi del gruppo. Parlare troppo o interrompere i partecipanti quando stanno parlando loro. Usare un idioma specialistico che potrebbe confondere i membri, o dominare il gruppo e aspettarsi che i partecipanti accettino esclusivamente i punti di vista e le percezioni del leader. Fare troppe domande, mostrare impazienza, noia o ostilit, privilegiare alcuni membri del gruppo e permettere loro di dominare gli altri sono tutte cose controproducenti nel lavoro di gruppo. Anche un leader che sia giudicante, condiscendente o troppo protettivo inibir il lavoro di gruppo. Altri aspetti che denunciano scarse abilit di leadership sono mostrare disagio o restare in silenzio, prestare eccessiva attenzione a se stessi, offrire troppe interpretazioni o tirare conclusioni premature. Lincapacit di gestire le situazioni in cui qualcuno sia preso di mira annulleranno i possibili benefici del lavoro di gruppo, ma anche porre un accento troppo insistito sulla catarsi creer uno squilibrio. necessario che il leader identifichi i problemi non espressi e li metta in discussione in modo costruttivo: in caso contrario nel gruppo serpegger la frustrazione e questioni importanti verranno trascurate. Lincapacit di comunicare adeguatamente con il partner in caso di coleadership creer ovviamente problemi ai lavori, e risulteranno distruttivi anche i comportamenti difensivi o risentiti, sia verbali che non verbali. Nel contesto del lavoro di gruppo la maggior parte dei problemi pi ovvi pu essere evitata quando il leade si impegna nellascolto attivo e sensibile, rivolto alle parole che vengono pronunciate dai partecipanti, ma anche ai sentimenti e alle idee che restano non detti. inoltre importante stabilire connessioni e legami fra i contributi individuali dei membri del gruppo, e ci richiede la capacit di bilanciare i bisogni di ciascuna persona allinterno del gruppo. Stadi dello sviluppo dei gruppi Tuckman ha descritto i vari stadi o fasi attraverso i quali riteneva che i gruppi si sviluppino in un certo periodo di tempo: 1. formazione: i membri si riuniscono per formare il gruppo e sono impegnati nello stabilire lobiettivo del lavoro da svolgere; hanno poi bisogno di stabilire relazioni con gli altri. 2. tempesta: cominciano a emergere le differenze di opinione e avviene spesso che i membri entrino in competizione o in conflitto aperto per conquistare determinati ruoli o posizioni: talvolta si formano dei sottogruppi e il leader viene criticato o viene messa in discussione la sua autorit. 3. istituzione di norme: si afferma una nuova vicinanza fra i partecipanti. In questo stadio sono frequenti la cooperazione, i legami affettivi e la condivisione delle esperienze; si fa strada una nuova prospettiva rispetto al gruppo e al suo funzionamento.

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4. esecuzione: si concentrano sul lavoro da svolgere insieme , i membri si sentono abbastanza fiduciosi nei confronti degli altri da esprimere le proprie opinioni che contrastano con quelle degli altri; presente un alto livello di energia nel gruppo. Gli individui e il gruppo Un gruppo composto da pi personae, i contributi individuali che daranno al gruppo saranno diversi luno dallaltro. I contributi dei membri del gruppo spesso servono a facilitare il lavoro del gruppo nel suo complesso. Ciascun membro del gruppo ha un ruolo al suo interno, e in certi casi i membri del gruppo possono rivestire diversi ruoli flessibili che possono essere usati in stadi diversi della vita del gruppo. I due esempi pi ovvi di ruolo allinterno dei gruppi sono quelli di leader e di capro espiatorio. importante per i counselor comprendere il significato dei ruoli che emerge quando alcune persone lavorano insieme. Comprendere porta ad accettare i contributi offerti dai membri del gruppo, e gli interventi che potrebbero sembrare altrimenti negativi o non apprezzabili possono ricevere il riconosciemento che meritano. Bales ha identificato alcuni tipi di comportamento dimostrati dai membri dei gruppi che possono essere rilevati pressocch in ogni situazione di lavoro di gruppo: dare informazioni formulare domande fare riassunti dare sostegno agli altri condividere esperienze essere spiritosi chiarire contributi fornire suggerimenti mostrare accettazione Altri aspetti meno positivi identificati da Bales sono: chiusura sociale antagonismo escludere gli altri rifiutare il gruppo Il compito del leader di un gruppo quello di aiutare i clienti individuali a identificare i problemi che hanno in relazione al gruppo e di incoraggiare questi clienti a sviluppare modi pi costruttivi di interagire con gli altri, sia allinterno del gruppo sia con il resto del gruppo. CAP 9 PROBLEMI ETICI RIGUARDANTI IL COUNSELING La British Association for Counseling (BAC) ha elaborato un proprio codice di etica e deontologia per i counselor. Riservatezza e segreto professionale La maggior parte delle persone che si rivolge al counseling lo fa nella speranza che ci che confider verr rispettato e che non sar riferito a nessuno al di fuori della situazione di colloquio. Le questioni attinenti al segreto professionale dovrebbero essere chiarite con i clienti prima che il counselign abbia inizio. In situazioni di crisi o nelle emergenze, questo non sempre possibile o utile. I clienti possono essere in uno stato emotivo di grave turbamento quando arrivano a richiedere lintervento di counseling, quindi spesso non sono pronti ad assorbire cospicue quantit di informazioni pratiche fin dal primo momento. Nel caso in cui non sia possibile garantire unassoluta riservatezza nellambito del counseling, il cliente dovrebbe esserne messo al corrente. Se ci sono valide motivazioni per pensare che il cliente possa nuocere a se stesso o a qualcun altro, allora gli dovrebbero essere chiariti i limiti del segreto professionale in riferimento al proprio caso specifico.

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Il counselor ha il dovere di discutere in modo approfondito il problema con la cliente e, eventualmente, nel caso in cui lo ritenga necessario, consigliarle un intervento professionale pi specialistico. Se le informazioni riguardanti un cliente verranno comunicate a un supervisore, il cliente ha il diritto di saperlo per primo. Tuttavia si pu rassicurare il cliente su un punto, ovvero che durante i discorsi tra il counselor e il supervisore la sua identit non verr rivelata. I counselor che lavorano in un contesto multidisciplinare generalmente si accordano con i colleghi circa la quantit di informazioni da condividere relative al cliente. In pratica, ci significa condividere informazioni di vitale importanza solo con il medico del cliente. Aiutare i clienti a intraprendere la difficile e spesso dolorosa strada dellesplorazione di se stessi e dei propri problemi un processo di cui la riservatezza costituisce un elemento fondamentale. Qualunque cosa possa intervenire a limitarlo, ostacolarlo o bloccarlo dovrebbe quindi essere evitata, se possibile. Transfert e controtransfert La parola transfert si riferisce a una tendenza comune delle persone a trasferire idee, convinzioni e attitudini dal passato al presente, e dal particolare al generale. Le immagini che i clienti trasferiscono dal loro passato sono, per loro natura, degli stereotipi; questo significa che esse sono inappropriate se applicate al rapporto che si crea allinterno del counseling. importante sottolineare fin dallinizio che le reazioni di transfert sono inconsce, per cui i clienti o i pazienti non decidono volontariamente di creare questo forte attaccamento alla persona che li sta aiutando. I sentimenti proiettati dal cliente sullo psicoterapeuta possono essere di ostilit, ansia, idealizzazione, aggressivit, di amore profondo, di dipendenza come anche di critica o di biasimo ma, indipendentemente dalla loro esatta natura, sono delle ripetizioni e derivano dalle prime interazioni di cui il cliente ha avuto esperienza durante linfanzia. Le persone diventano facilmente dipendenti da chi le aiuta in un momento di debolezza; questo tanto pi vero per i clienti che si rivolgono a un counselor, in quanto spesso esse sono riconoscenti anche per il pi piccolo appoggio che venga loro fornito. In ragione della sua vulnerabilit e iniziale dipendenza dal counselor, le risposte del cliente rispecchieranno in generale le risposte che egli era solito dare alle persone dalle quali dipendeva nel passato. ovvio che il grado di transfert prodotto in ciascun cliente dipender da una variet di fattori quali, ad esempio, il livello di ansia raggiunto prima di arrivare al counseling. Il potenziale abuso del transfert Potrebbe risultare relativamente facile, per esempio, incoraggiare involontariamente quel tipo di dipendenza che va a scapito degli interessi e dai progressi del cliente. Esistono altre varie altre allarmanti possibilit da prendere in considerazione; come ad esempio quella di un abuso sessuale ed emotivo del cliente. Se il bisogno di affetto e amore da parte del cliente non viene soddisfatto al di fuori delle sedute di counseling, molto probabile che egli rivolger le proprie attenzioni al counselor. Il compito di questultimo ovviamente quello di resistere a qualunque tipo di coinvolgimento non professionale con il cliente, continuando allo stesso tempo a fornirgli la migliore assistenza possibile per aiutarlo ad affrontare i suoi problemi. Persino ai counselor pi coscienziosi capita di avere dei comportamenti che causano problemi alle stesse persona che essi desiderano sinceramente aiutare. Forse uno degli errori pi comuni da parte dei counselor consiste nel prendere prematuramente la decisione di concludere la terapia. Tale situazione pu comportare per il cliente unenorme quantit di dolore e ansia. La mancanza di rispetto nei confronti dei clienti si pu verificare in molti altri modi: i counselor che non rispettano lorario di appuntamento, per esempio, sono sicuramente colpevoli di rompere il patto di fiducia.

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La mancanza di rispetto circa le tariffe: i counselor che applicano una tariffa da libero professionista dovrebbero assicurarsi prima dellinizio della psicoterapia che i clienti siano al corrente delle loro condizioni di pagamento. I clienti dovrebbero inoltre sapere se le tariffe sono fisse o variabili e se esista la possibilit di usufruire di speciali agevolazioni. Ai clienti dovrebbe essere concesso un tempo sufficiente per acquisire informazioni riguardanti i vari aspetti del counseling: qualifica del counselor; durata approssimativa del counseling; intenzione da parte del counselor di archiviare dati e informaizioni relativi al cliente e possibilit concessa a questultimo di prenderne visione; accordi sul trattamento (e se il cliente salta un appuntamento?) eventuale possibilit data al cliente di contattare il counselor tra una seduta e laltra; dettagli sulle modalit di pagamento; particolari sulleventuale attivit scientifica o di ricerca in corso. Il momento pi appropriato per fornire tali informazioni al cliente al pi presto possibile. Lideale sarebbe stilare un contratto ben chiaro con il cliente prima che le sedute di counseling abbiano inzio. Tale contratto potr sempre essere aggiornato o rivisto attraverso un accordo reciproco. Il controtransfert Il controtransfert insorge nel counselor e riguarda questultimo anzich il cliente. Anche i counselor sono soggetti a sentimenti, convinzioni e atteggiamenti che provengono direttamente dalle loro esperienze e relazioni passate. Il cliente pu suscitare un vasto spettro di sentimenti nel proprio counselor, di questi alcuni possono essere piacevoli, altri meno. I sentimenti suscitati dal controtransfert possono diventare problematici, specialmente quando interferiscono con quello che lobiettivo primario della terapia, ovvero aiutare il cliente ad affrontare in modo pi efficace le proprie difficolt. I counselor spesso sono spinti a scegliere la loro professione perch essi stessi hanno sofferto nel passato. , bench tale esperienza costituisca una dote quando la si utilizza per aiutare gli altri, necessario che essa venga prima di tutto identificata in modo chiaro, capita e, se possibile, migliorata o risolta. necessario avere un alto grado di consapevolezza di s se si vuole affrontare con successo i problemi derivanti dal passato. E, a meno che si prendano delle adeguate contromisure attraverso un lavoro di crescita personale, la supervisione e il ricorso, se necessario, allanalisi personale, ci sono buone probabilit che il counseling con il cliente venga inficiato dai bisogni irrisolti e insoddisfatti del couselor. Una volta che le problematiche di controtransfert vengono identificate, facile poi gestirle in modo che non inibiscano pi i progressi del cliente. I counselor devono avere una certa comprensione dello stato danimo dei propri clienti, ma tale valutazione deve essere proiettata verso lesterno, verso il cliente, e non verso linterno ovvero verso se stessi e le proprie esigenze. Le reazioni suscitate nel counselor spesso sono indicative delle reazioni che in genere il cliente provoca nelle altre persone. Se tale schema viene verificato durante il counseling, molto pu essere fatto per aiutare il cliente a cambiare quegli aspetti del suo comportamento che gli causano problemi, specialmente nelle relazioni interpersonali. La supervisione: di cosa si tratta? Si tratta di un processo grazi al quale allo psicoterapeuta viene data lopportunit di discutere il proprio lavoro con un collega esperto e preparato, al fine di individuare quelle aree problematiche che producono indecisione e, se necessari, fornire una linea direttiva. La supervisione costituisce una parte essenziale della cura del paziente, di conseguenza non pu essere considerata come qualcosa di facoltativo, a cui il counselor fa ricorso quando e se ne ha voglia; importante sia per i counselor esperti, sia per i tirocinanti.

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In quali modi la supervisione aiuta il counselor? La supervisione professionale aiuta il counselor in molti modi che risultano di grande importanza, mette nelle condizioni di poter guardare al proprio lavoro in modo pi obiettivo, spassionato ed equo. Il sostegno, la guida e un diverso punto di vista sono i fattori che, messi a disposizione dal supervisore, rendono possibile un tale approccio. D inoltre al counselor lopportunit di riflettere sul lavoro che sta svolgendo con i propri clienti. Il counselor pu anche soffermarsi sul metodo e sulle strategie a cui sta facendo ricorso, evidenziare le difficolt concrete o potenziali incontrate fino a quel momento e discutere lappropriatezza degli incoraggiamenti dati o delle sfide lanciate. Il supervisore aiuta il counselor a fornire un servizio di qualit al cliente, vengono mantenuti gli standard e lintegrit professionali e al counselor viene offerta lopportunit di crescere e svilupparsi personalmente e professionalmente nellambito delle abilit di counseling. La considerazione di tutte queste aree permetter di porre in luce qualunque problema o difficolt il counselor incontri nel lavoro con i clienti. I counselor dovrebbero poter vivere lesperienza che per loro pi gratificante sia dal punto di vista intellettuale che da quello emozionale. Una supervisione efficace dovrebbe anche aiutare i counselor ad avere maggiore fiducia nelle loro capacit di lavorare in modo competente con i clienti; qualunque ansia che dovesse emergere nel lavoro con i clienti dovrebbe; qualunque ansia che dovesse emergere nel lavoro con i clienti dovrebbe essere affrontata e superata attraverso i contatto con il supervisore. In cosa differisce la supervisione dal counselig? La differenza pi rilevante che il compito del supervisore consiste nellaiutare il counselor a comprendere e gestire questioni relative ai clienti. Il compito del supervisore quello di aiutare il counselor a identificare i propri sentimenti di controtransfert in relazione al cliente e, se del caso, invitarlo a una psicoterapia personale. Un punto che la supervisone e il counseling hanno in comune la riservatezza. Quanta supervisione? Secondo le raccomandazioni della BAC (British Association for Counseling) ..la quantit di supervisione dovrebbe essere proporzionale alla quantit di lavoro di counseling intrapreso e allesperienza del counselor. Oggi come oggi, in ogni caso, la BAC impone ai counselor un minimo di unora e mezzo di supervisione al mese. Questa regola dellora e mezzo si applica in situazioni di supervisione uno-auno, ma la supervisione trova attuazione anche nei gruppi e fra i pari.

La relazione di supervisione necessario che la relazione fra counselor e supervisore sia positiva se si intende trarne un reale beneficio. Sono importanti il rispetto, la fiducia reciproca, le analogie dellapproccio, il background formativo. I supervisori dovrebbero essere chiari sulla formazione, le qualifiche, lapproccio teorico, i metodi che usano e qualunque altro dettaglio che possa essere rilevante per il lavoro con i counselor. I metodi della supervisione sono: 1. supervisione uno a uno: supervisore e counselor; 2. supervisione di gruppo: con un leader qualificato; 3. supervisione tra pari: fra counselor; 4. supervisione eclettica: una combinazione degli altri tre metodi.

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