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Bagliori da Fomalhaut
di Alessandro Girola
(alex.gir@tin.it)

Bagliori da Fomalhaut
Testo di Alessandro Girola Sito dellautore: http://www.alessandrogirola.com Impaginazione a cura di Matteo Poropat (www.eBookAndBook.it) Copertina di Alessandro Girola e Matteo Poropat Ebook rilasciato con licenza Creative Commons Questopera stata rilasciata sotto la licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.
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Uno

Ci sono porte che non devono essere aperte, soglie che non devono essere varcate. Fine? La ragazza annu, appoggiando il cellulare sul tavolo bagnato di birra, stando bene attenta a non sporcarlo. Questo lultimo messaggio che ho ricevuto da Simone, un mese fa. Non so da dove e non so perch. Max la guard cercando di mostrarsi solidale. In realt era rapito dalla bellezza un po gotica della ragazza che gli sedeva davanti. Lia era magra, ma non anoressica, con le forme giuste al posto giusto. Lunghi capelli corvini le cadevano sulle spalle, lasciando scoperta la scollatura dellabito scuro che indossava. Ma ci che colpiva di pi era il suo viso: una sorta di maschera di porcellana scolpita, perfetta. La pelle pallida creava un contrasto eccellente coi capelli scuri e con gli occhi verdi come smeraldi. Se Max fosse stato uno scrittore di romanzi adolescenziali con vampiri ed elfi come protagonisti, avrebbe senzaltro scelto una come Lia per posare in copertina. Te lo chiedo ancora una volta, visto che via mail sei stata un po evasiva: perch ti sei rivolta proprio a me? La ragazza abbozz una smorfia. Il vociare confuso del pub situato dietro al parco Solari, dove si erano dati appuntamento, faceva da sfondo ideale per una storia che aveva per protagonista un fotografo apparentemente scomparso nel
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nulla. L lindifferenza era di casa. Milano era il genere di citt dove cose del genere potevano succedere, visto che perfino in locali affollati e chiassosi ci si riusciva a sentire soli. Tu hai scritto due saggi sulle persone scomparse, prendendo in considerazioni ipotesi che la Polizia e i magistrati scartano a priori. Vuoi dire i rapimenti alieni, le dimensioni parallele, i neonati scambiati dalle fate? Max sorseggi un po di birra poi riprese a parlare. S, mi sono occupato di argomenti del genere, e lho fatto pi volte. Ma devi capire che si tratta di storie. Di leggende metropolitane. Non ho mai trovato una prova tangibile e scientifica di tutta quella roba. Lia lo squadr, sorpresa. Leggendo i tuoi libri mi era parso di capire che tu eri contro gli scettici e gli iperazionalisti. Sono possibilista, ma non credulone. Ho capito: hai scritto quei libri ma non hai mai pensato per davvero che le storie di cui parli siano reali. La ragazza scosse la testa, pi delusa che arrabbiata. Max cap di averla approcciata male. Se non voleva che sparisse dalla sua vita per sempre, e di certo non lo voleva, era necessario darle un po di speranza. Visto come andavano le cose negli ultimi mesi, conoscere Lia era levento migliore di cui potesse vantarsi. Da quando aveva compiuto trentasei anni la sfortuna sembrava perseguitarlo. Sperava che quella ragazza fosse un punto di svolta per tornare a guardare con ottimismo al futuro. O che almeno gli garantisse una piacevole storia di sesso.
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Senti, mi sa che mi sono espresso male. Io posso prendere in considerazione ogni ipotesi riguardo a una persona scomparsa. A patto di scartare prima quelle logiche e razionali. Mi sono gi rivolta alla Polizia, che ufficialmente sta ancora indagando sulla fine fatta da Simone. Eppure lispettore che si occupa del caso mi ha fatto capire, nemmeno troppo velatamente, che pensa pi che altro a una fuga allestero, magari per motivi di carattere fiscale. A quanto pare hanno scoperto che Simone ha evaso le tasse su diversi lavori eseguiti come fotografo, e per questo i poliziotti sono propensi a pensare a un suo trasferimento in qualche paradiso fiscale. Ma levasione che gli viene imputata di poco pi di 7000 euro. Mi paiono pochi per abbandonare tutto e scappare a Santo Domingo, no? Via mail mi hai per accennato a dei riscontri riguardo alla sua carta di credito... S, non a caso ti ho parlato proprio di Santo Domingo. Monitorando i movimenti bancari di Simone, risultano alcuni suoi prelievi fatti circa due settimane fa a lEste, uno dei quattro municipi che compongono la capitale caraibica. Si parla di 1.800 euro in tutto. Max sorseggi altra birra, prendendosi del tempo per riflettere. Era evidente che Lia preferiva credere che il suo ragazzo fosse stato rapito dagli alieni, piuttosto che immaginarlo in fuga su una spiaggia assolata, a godersi i soldi con qualche puttana dominicana. La cosa pi corretta che poteva fare era insistere nellopera di convincimento, nonch
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consigliarle di lasciar perdere Simone e di rifarsi una vita. Scopr di non volerlo fare. Tu pensi che qualcuno gli abbia rubato la carta di credito? S, proprio cos. E non credi che la Polizia caver un ragno dal buco da questa storia. Gi. A parte me, Simone non aveva rapporti coi parenti da almeno dieci anni. Sai, lavorare come fotografo fetish genera una certa acredine a gente nata e cresciuta nel perbenismo provinciale. Quindi eravamo io, lui e pochi amici. Qualcuno condivide i miei sospetti, ma nessuno pu aiutarmi a trovarlo. E nessuno di loro pu essere colpevole della sua scomparsa. Il tizio dietro al bancone caric un vecchio MP3 dei Cranberries, che faceva molto finto-irlandese, bench tutti i clienti del pub fossero milanesi vestiti alla moda, ancora abbronzati dalle vacanze di agosto, sebbene fosse gi met settembre. Max era infastidito da quella caciara. Odiava la folla, odiava le persone inutili che, a suo modo di vedere, a Milano abbondavano come lerba gramigna. Di cosa si stava occupando Simone nei giorni precedenti alla sua scomparsa? Lascia che ti illustri brevemente come funzionava tra noi: vivevamo insieme ma siamo sempre stati molto indipendenti. Io frequento lultimo anno di psicologia alla Statale. Lui sempre impegnato in shooting fotografici che lo portano qua e l per lItalia. capitato di non vederci anche per quasi due settimane. Quando invece non lavora, si mette alla ricerca di location per scattare foto di suo gradimento. Sono gli stessi
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posti in cui spesso e volentieri mi porta a posare. Hai visto il mio blog, no? Ecco, molti di quegli scatti sono stati realizzati in luoghi molto particolari. Li aveva visti. Erano foto in cui lo stile fetish si alternava a quello gotico e, ancora, al pi classico glamour. In ciascuna posa Lia appariva sempre bellissima, anche in quegli scatti in cui Simone laveva conciata come una strega o una vampira, imbrattata di sangue finto o armata di katane. Dunque al momento della sua scomparsa era in giro a cercare una di queste location, azzard infine. La ragazza annu. So solo che bazzicava da giorni dalle parti del lago di Como. Non chiedermi dove di preciso perch non lo so. Simone non mi dava mai anticipazioni: quando trovava un posto che lo soddisfaceva mi portava l, a sorpresa. Non hai nemmeno un indizio pi specifico? Ti posso solo dire che Simone cercava gli angoli pi gotici e meno conosciuti di quella zona. Di certo non bazzicava i paesini alla moda nella speranza di paparazzare George Clooney con la Canalis. La Polizia ha dato unocch... Basta con questa Polizia!, sbott Lia, esasperata. Ti ho gi detto che non si sbatteranno pi di tanto per cercare Simone. Hanno inoltrato uninformativa ai colleghi di Santo Domingo, e non muoveranno un dito finch non avranno risposta. Il che potrebbe voler dire anche tre o quattro mesi. Era una stima perfino ottimista. Lavorando ai due libri sulle persone scomparse che Max aveva scritto, era venuto a contatto coi metodi dindagine delle forze dellordine. In casi
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come quello di Simone le procedure erano lente e svogliate. Di certo non era unindagine di gran rilevanza per i mass media, n aveva come protagonista un bambino o una ragazza, bens un fotografo quarantenne con problemi col fisco, che poteva davvero essersi rifugiato chiss dove a godersi il gruzzolo. Scusa se ho alzato la voce. Lia abbass gli occhi. Sembrava sullorlo di una crisi di nervi. Tranquilla, capisco bene la situazione. Allora saresti anche disposto ad aiutarmi? Max valut bene la richiesta. In quel periodo non aveva nulla, ma proprio nulla, di cui occuparsi. In teoria stava lavorando al suo terzo libro, ma lispirazione latitava e leditore mugugnava. La redazione di Chi lha visto?, con cui aveva collaborato come opinionista per una stagione e mezzo, non gli aveva rinnovato il contratto. Non dopo aver scoperto che parte del materiale del suo secondo libro era stata copiata pari pari da un misconosciuto saggio tedesco degli anni 80 scritto da un antropologo riconvertito allufologia. Come potrei aiutarti esattamente? Ho intenzione di girare quel ramo del lago di Como che Simone stava battendo. Tu, con la tua esperienza, potresti notare indizi e tracce che a me sfuggirebbero. Lo scrittore fatic a trattenere le risate. Dire che Lia lo sopravvalutava era perfino riduttivo. Lui era un mediocre ricercatore del mistero, un giornalista mancato, uno scribacchino da quattro soldi. Forse aiutare quella poveretta era la cosa migliore da fare in un momento cos squallido della sua vita. O, comera pi probabile, voleva avere loccasione di
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averla a fianco per qualche giorno, e magari provarci con lei. Non so cosa potremo combinare, ma ti aiuter. Lia sorrise in un modo cos spontaneo e sincero che sembr emanare puro calore umano. Grazie, dico davvero. Contattarti era la mia ultima carta, ma non speravo sul serio che una persona impegnata come te potesse perdere tempo con una sconosciuta. Posso pagarti qualcosa, se ti accontenti... Non ci pensare. Ti aiuto perch mi pare la cosa giusta da fare. Magari trover qualche spunto per i miei futuri libri. Questo sarebbe gi una bella ricompensa. Ma limportante scoprire che fine ha fatto il tuo fidanzato. Non sono ipocrita, so che potrebbe essere morto, ma voglio comunque sapere la verit. Lia giocherell con cellulare posato davanti a s. Del resto lSMS che ti ho letto lascia poco spazio alle speranze, no? Max ripens a quella sorta di epitaffio lugubre che Simone aveva scritto e inviato alla sua compagna. Non era certo un punto di partenza tra i pi tranquillizzanti. Ma oramai era in ballo anche lui.

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Due

Si rividero due giorni dopo, di venerd. Lidea era quella di eseguire un primo sopralluogo prima del week end, giorni in cui i gitanti della domenica avrebbero approfittato delle giornate ancora soleggiate per gironzolare su e gi per il lago. Max arriv in zona Corvetto, dove Lia abitava, con un ritardo di soli dieci minuti. Del resto non era stato semplice svegliarsi alle otto in punto per essere l mezzora pi tardi. Scopr che lindirizzo della ragazza corrispondeva a un palazzo basso e tozzo situato in una via secondaria nel quartiere sud-orientale di Milano. Parcheggi lAudi praticamente sotto il portone di casa, quindi si diede unocchiata nel retrovisore. Aveva fatto la barba e si era sistemato i capelli, che ultimamente erano diventati pi lunghi del solito e stopposi. Senza il pizzetto, di cui rimaneva solo lombra, e con la camicia Armani color blu scuro che aveva ripescato dallarmadio aveva un aspetto quasi passabile. Non si era messo in testa di sedurre Lia, ma se la ragazza avesse dato segni dinteresse, beh, non si sarebbe tirato di certo indietro. Citofon e si sent rispondere di salire al terzo piano. Esegu, sfruttando lascensore che profumava di pulito. Il palazzo non era sfarzoso o elegante, ma se non altro era ben tenuto. Giunto a destinazione trov la ragazza che lo aspettava sul pianerottolo, vestita in jeans e con una t-shirt su cui faceva bella mostra di s Eric Draven n Il Corvo. Tipico delle
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modelle alternative, tutte prese dai loro mondi gotici e da suggestioni oscure, pens Max, mentre la salutava. Si scambiarono una sorta di finto bacio sulla guancia, poi Lia lo fece entrare in casa. Si trattava di un trilocale ampio e luminoso, arredato in stile moderno. Non cerano teschi e drappi funebri, come lo scrittore aveva temuto, bens stampe giapponesi appese alle pareti e mobili Ikea a cui erano stati applicati diversi faretti multicolori. Il soggiorno era dominato da un ampio tavolo ricolmo di fogli, riviste, libri, custodie di DVD e foto. Un notebook a cui era collegata una costosa stampante laser sbuffava sotto una copia di Vogue aperta sulla sua tastiera. Quello era uno degli angoli da lavoro di Simone, gli spieg Lia, un po a disagio. Laltro gi nel box, dove alloccorrenza riusciva ad allestire un set fotografico per lavori di booking e simili. Max si tolse il giubbino di jeans e si sedette su una delle due poltrone in pelle bianca presenti in soggiorno. Il computer... Non di Simone, mio, lo anticip la ragazza. Simo si portava dietro il suo, e di conseguenza sparito con lui. Fece una pausa, un sospiro, poi cerc di comportarsi da buona padrona di casa. Ho messo su il caff. Ne vuoi? Volentieri, grazie. Mentre Lia si allontanava in cucina, Max sbirci meglio lappartamento. Era piuttosto grande e non pensava che la modella potesse permetterselo da sola, ora che il suo boyfriend era scomparso nel nulla. Lavorando come freelance part-time non si sarebbe certo arricchita, non senza magari concedersi a certi compromessi per cui, a pelle, non sembrava affatto tagliata.
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Lia torn servendogli un caff forte e scuro, quindi gli si sedette davanti. Come ti dicevo, ho trovato un foglio stampato da Google Maps, che lunico indizio sulla destinazione di Simone nei suoi... ultimi giorni. Eccolo qui. Gli porse una cartina a colori che raffigurava larea nord-est del lago di Como, un rettangolo che aveva come angoli Dervio e Montemezzo, i due che toccavano le sponde lacustri, pi Nasoncio e Roncaglia, che invece facevano parte dei monti della Valtellina. Sul foglio non cerano appunti n segni, niente di niente. Se dobbiamo girarlo alla cieca, questo un bel territorio da setacciare. Potrebbero volerci giorni. Non hai unidea pi precisa sulla meta di Simone? Escluderei la Valtellina, perch mi aveva detto di averla girata in lungo e in largo. Aveva trovato dei punti interessanti dove scattare, ma la sua ricerca si era poi concentrata su quella sponda del lago che vedi. gi qualcosa. Ma possibile che non ti abbia fatto dei nomi di paesi, o qualcosa del genere? Te lho detto, lui teneva molto alleffetto... Sorpresa. S, s, me lhai detto. Si trattenne dallo sbuffare. Doveva apparire ben predisposto e disponibile, se voleva avere una possibilit con lei. Ma, in cuor suo, non sperava affatto di poter trovare Simone. Per non sono stata con le mani in mano. Questa settimana mi sono data da fare col Web. So che se Simo setacciava quella zona perch aveva preso di mira qualche posto specifico. Ho chiesto nella community di fotografi che frequentava e alla fine saltato fuori un nome.
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Quella s che era una novit. Sarebbe? Il Monastero di San Settentrio in Boccadipesce. Che razza di nome ? In effetti non si trova granch su questo luogo bizzarro. Ma qualche sito internet ne parla. Dovrebbe essere un antica abbazia di clausura trascurata dai Beni Culturali e dimenticata. Ti sembrer assurdo ma difficile capire dove si trova esattamente. Il sito pi attendibile, che parla di tradizioni e folclore comasco, lo situa proprio nellarea fotografata sul foglio che hai in mano. La faccenda si faceva pi interessante del previsto. Scusa, perch non me ne hai parlato subito? Volevo prima essere certa del tuo aiuto. Non prendermi per pazza, ma ho pensato che se qualcuno ha fatto del male a Simone... beh... potrebbe risalire anche a me. Mi sembra una paura un po paranoica. Pur ammettendo che qualcuno ha causato la scomparsa di Simone, perch dovrebbe venire a cercare anche te? Non lo so, ma Simo aveva con s tutto il necessario per risalire a questo indirizzo. Senza contare che sul computer aveva quasi mille mie foto, tra cui quelle in cui poso nuda. Sempre che si tratti di... maniaci. Lia era spaventata. Max prov un attimo di sincera compassione per lei. Cap il motivo della sua paura. Ammettendo che il suo uomo fosse finito nelle mani di qualche malintenzionato, cera ancora da capire il movente. Una cosa era certa: chi era capace di ammazzare una persona a sangue freddo poteva anche farlo con qualsiasi altro. Specialmente
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se si trattava di una bella ragazza. Tranquilla, vedrai che riusciremo a venire a capo di questo mistero. Pens di accarezzarle una mano o un ginocchio per rassicurarla, ma rinunci. Non voleva fare gesti azzardati. Non pensare a me come alla solita ragazzina frignona. che non ho mai avuto a che fare con storie cos... Quando guardavo Chi lha visto?, e mentre leggevo i tuoi libri, avevo una visione delle cose molto romanzata. Capisco bene. Capiva sul serio, visto che lui stesso aveva sempre preso la faccenda degli scomparsi pi come un progetto narrativo, che non come saggistica. Perfino tutte le testimonianze che aveva raccolto di persona lo avevano a malapena sfiorato a livello empatico. Grazie. Te lo dir molte volte in questi giorni, perci faresti meglio ad abituarti. Max sorrise. Lascia stare. Concentriamoci piuttosto sullunico dato concreto che abbiamo. Il monastero di... San Settentrio in Boccadipesce. Come ti ho detto non c granch su internet. Pare che sia un monastero certosino sorto attorno al 1400, piuttosto riservato e i cui confratelli erano devoti alla clausura e alleremitaggio. Dopo secoli passati nellanonimato pi completo venne abbandonato e forse sconsacrato, qui le cronache non sono precise, a met 800. Non ci sono foto, solo un paio di vecchie stampe sbiadite, in cui si vede questa specie di abbazia immersa tra gli alberi di un bosco, e in cui si nota uno scorcio di lago. Una meta che a Simone potrebbe interessare?
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Senzaltro. Amava... ama i luoghi abbandonati, decadenti, meglio ancora se gotici. Se hai visto il suo sito avrai notato le foto della serie ghost town. Uhm, certo... In realt aveva a malapena sbirciato il sito del fotografo desaparecido, concentrandosi soprattutto sulle foto di nudo. Con queste nuove informazioni potrebbe essere pi facile trovare il nostro monastero. Ammesso che Simone fosse l nel momento in cui ti ha mandato quellinquietante messaggio. Ti va di fare un giro gi oggi? Sono qui apposta. Ma vorrei prima unora o due per provare a fare altre ricerche in Rete su San Settentrio eccetera eccetera. Posso usare il tuo computer? Credi di poter trovare dettagli che a me sono sfuggiti in tutto questo tempo? Lia sembr offesa. Non diffido delle tue capacit. che, come scrittore, ho delle tecniche di ricerca molto particolari. Magari potrei davvero scovare qualche informazione preziosa. La ragazza si rasseren. Hai ragione. Tu sei un professionista dellindagine. Ti ho contattato per questo. Fai pure e non badare alla confusione che c sul tavolo. Max si alz dalla poltrona, le sfior la spalla con un gesto rassicurante e si piazz davanti al notebook in standby. Doveva ammetterlo: quella faccenda incominciava a incuriosirlo. Forse ne avrebbe davvero ricavato degli spunti pregevoli per lavorare a un nuovo libro, magari un romanzo. Per la prima volta dopo mesi si sent meno abulico e un po motivato.
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Tre

Partirono da Milano che erano gi le undici e venti del mattino. Oltre al tempo che Max aveva dedicato alla ricerca su Internet, si era aggiunto quello impiegato da Lia per pettinarsi e vestirsi. Alla fine aveva optato per un altro paio di jeans e per una felpa grigia con lUnion Jack disegnata sul petto, un abbinamento semplice ma che non ne sminuiva il fascino. La giornata tardo estiva era soleggiata, ma le temperature oramai non sforavano pi i 20-21 gradi dellultima settimana. Lideale, comunque, per farsi un giro sul lago. Max impost il navigatore su Dervio, la prima tappa del loro viaggio. L sperava di trovare qualcuno a cui chiedere informazioni sul misterioso monastero, magari allufficio turistico del Comune. Era un piano piuttosto romanzesco, ma non gli era venuto in mente nulla di meglio. Nella sua ricerca su Google aveva effettivamente trovato un piccolo indizio in pi. Su un forum americano frequentato quasi esclusivamente da cristiani rinati cera una discussione in cui si spernacchiavano i cattolici, elencando tutta una serie di fatti storici pi o meno importanti in cui i seguaci del Vaticano si erano resi complici di atti incresciosi. Uno di essi, citato da un certo RememberAlamo 75, riguardava un monastero italiano, chiuso nel 1853 dopo che i certosini che lo abitavano furono accusati di aver messo incinta alcune
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donne del vicino villaggio che, per la cronaca, si chiamava Boccadipesce. Max pensava quindi a un paesino che nel corso degli anni aveva cambiato nome, magari per evitare il perdurare dello scandalo legato a esso. La cosa strana era che nessun sito italiano riportava quella storia, che invece uno sconosciuto yankee citava con tanto di date precise. Contattare RememberAlamo sarebbe stata una cosa troppo lunga e laboriosa, anche se Max aveva intenzione di farlo, se quella ricerca sul campo si fosse rivelata infruttuosa. Arrivarono in vista del lago che era gi mezzogiorno passato. Evitarono Lecco, imboccando la Statale 36 che ci girava intorno, tagliando cos il traffico del centro. Fino a quel momento non avevano parlato granch, lasciando allautoradio il compito di rompere il silenzio e la monotonia del viaggio. A un certo punto per Lia afferm di avere fame e Max si trov a concordare con lei. Lungo la strada videro un ristorante che sembrava fare al caso loro. Perfino il nome, Il viandante, era perfetto. Fu cos che, dieci minuti pi tardi, si trovarono seduti a un tavolo per due, in una grande sala da pranzo quasi vuota, con vista sulla Statale. Una cameriera dallaria assonnata raccolse le loro ordinazioni: risotto per Max, pasta al pesce spada per Lia, patatine fritte e Coca Cola per entrambi. Latmosfera tranquilla e il trovarsi lontano da Milano stava agendo come corroborante sullo scrittore, che da tempo non era cos rilassato. Pur facendo un lavoro che non imponeva orari dufficio o impieghi di routine, era riuscito a stressarsi ugualmente. Dopo la fine del contratto di collaborazione esterna con la TV, e senza unidea precisa sul nuovo libro a
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cui lavorava da oramai due anni, vedeva le streghe agitarsi nel suo futuro prossimo. Quasi come se gli leggesse nel pensiero, Lia gli pose la pi imbarazzante delle domande, almeno per uno scrittore come lui. Quando uscir il tuo prossimo lavoro? Uhm... difficile fare una data precisa. Spero fra sei mesi, massimo dieci. Era pi unutopia che un impegno. Parler ancora di persone scomparse? S, ma pensavo di trattare largomento in forma di romanzo, non pi di saggio. I tuoi primi due libri erano molto belli. Oddio, mettono seriamente paura, anche perch trattano di storie vere. Per sono scritti benissimo. Il complimento gli fece piacere. Era da troppo che non ne sentiva cos. Ti ringrazio di cuore. Per me vuol dire molto. Se ho cercato proprio te, perch sapevo di poter contare su una persona colta, intelligente. Max annu, assaggiando il risotto, che era ottimo. Chiss cosavrebbe pensato Lia, se solo avesse saputo che parte del materiale utilizzato per i suoi due libri era stato copiato da siti inglesi, tedeschi e americani che trattavano casi di persone scomparse e altre bizzarrie. A ogni modo non riusciva ancora a capire se la ragazza stesse manifestando qualche forma di attrazione per lui. Decise di giocare ancora in difesa. Volevo chiederti una cosa, continu Lia. Spara. Dei casi pi strani di cui parli, intendo dire i presunti rapimenti alieni, i rapimenti con finalit di traffico dorgani, le sette sataniche...
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S? Hai mai trovato qualche riscontro reale? Magari di quelli che non potevi citare nei libri. Max ripens ad alcune strane chattate fatte via MSN con dei contatti che gli aveva procurato un suo gancio nei Carabinieri. Individui senza nome, perlopi stranieri, che gli avevano raccontato storie tremende, inviandogli alcune foto come prova della loro veridicit. Non aveva approfondito troppo, perch temeva di rimanerne coinvolto. Ma ci che aveva visto gli era bastato. Qualcosa..., ammise infine. C senzaltro un mondo segreto, che per fortuna pochi hanno la disgrazia di conoscere, in cui accadono cose raccapriccianti. Simone era attratto da queste leggende metropolitane. E un po lo sono anchio. Pensa che lanno scorso si era fissato su alcune storie che circolavano via internet riguardo a una presunta setta di licantropi. Senza parlare della sua fissazione nel riuscire a fotografare un fantasma. Ai tempi erano argomenti che intrigavano anche me, ma adesso mi fanno solo paura... Sono argomenti che studio fin da quando ero ragazzino. Intendo dire, le leggende metropolitane. Si vant Max. Per ammetto di non aver mai approfondito al punto da rischiare la pelle. Mi sembra... sciocco. In quellaffermazione cera un insulto implicito a Simone, ma Lia non ci fece caso, assorta in altri pensieri. Pensi che il mio fidanzato possa essere finito in una di queste storie ai confini della realt?, chiese infine.
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Io sarei molto cauto a formulare certe ipotesi. Pur non volendo credere a quella della fuga allestero, rimangono tutte quello molto pi pratiche. Pu aver avuto un incidente, oppure qualche cacciatore di frodo lha ammazzato per sbaglio nei boschi. Gli occhi della ragazza si spalancarono. Era stupita per la fredda lucidit con cui Max elencava quelle possibilit tragiche. Lo scrittore corse ai ripari. Non voglio spaventarti, credimi. mio desiderio farti per capire che le ipotesi sono tante e quasi tutte brutte. Comprendo bene, si arrese lei, accantonando il piatto di pasta mangiato per met. Non hai pi fame? Non ora. Devo fumare una sigaretta. Quindi era una tabagista. Max, abituato a registrare ogni piccolo dettaglio delle poche persone che gli interessavano veramente, registr la novit. Di certo Lia non era una fumatrice incallita, visto che era la prima volta che ne parlava. La osserv uscire nel parcheggio deserto del ristorante. Fin il risotto e le patatine. Era affamato. Gli spiaceva per la ragazza, a lui quella storia stava dando nuove energie. Quando la vide rientrare bad bene a non mostrarsi troppo allegro. Ordinarono due caff; Max fatic a rinunciare allamaro, ma aveva paura di incappare in qualche controllo della stradale. Non poteva certo permettersi multe salate, men che meno il ritiro della patente. Si rimisero in marcia, contenti di constatare che, essendo venerd, il traffico era sostenibile. Nel fine settimana quella zona
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diventava meta per turisti, gitanti e appassionati dellaperitivo fuori porta. Lo scrittore aveva frequentato quel genere di gente per anni, senza mai riuscire ad apprezzarli. Si riteneva un solitario, anche se era in grado di fingere bene per sfruttare chi aveva davanti. Era un atteggiamento che non gli causava problemi morali. A suo modo di vedere i coglioni e gli imbecilli si meritavano solo quel genere di trattamento, n pi n meno. Arrivarono a Dervio alluna e venti. Lontano dai giorni di massima invasione turistica, il piccolo paese sul ramo lecchese del lago di Como appariva sonnacchioso e tranquillo. Dalle sponde lacustri saliva una brezza fresca che convinse Max a indossare il giubbino di jeans, a dispetto del sole pi che tiepido. Destate quelle acque erano frequentate da surfisti e velisti che trovavano l in loro paradiso senza andare alla Canarie o chiss dove. Parcheggiarono in centro paese, vicino al municipio. Cerano in giro solo poche persone, pi che altro anziani che tornavano dalla spesa. Nessuno bad loro, anche se appena voltavano langolo si giravano per sbirciare i forestieri. Max sorrise a Lia, cercando di incoraggiarla. Su, entriamo a chiedere se conoscono qualcosa su questo fantomatico monastero. Se davvero esistito di certo non sar scomparso nel nulla, giusto? Con un attimo di ritardo si ricord che la ragazza era particolarmente sensibile alla parola scomparso. Aveva fatto un errore dovuto allentusiasmo, ma evit di scusarsi per non sottolineare la cosa. Senza tentennare ulteriormente entrarono in municipio.
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Quattro

La segretaria che li accolse allo sportello informazioni, una robusta signora di mezza et dal trucco troppo appariscente, riconobbe Max per averlo visto in televisione. Questo voleva dire che aveva unottima memoria, visto che lo scrittore era comparso davanti alle telecamere solo sei o sette volte, preferendo invece scrivere degli editoriali relativi a servizi che poi venivano letti da altri. Se non altro lessere riconosciuto garant a entrambi la piena e totale collaborazione da parte della donna, che si rese disponibile a fare dei controlli per conto di Max. Dapprima consult il database dellAssessorato al Turismo, poi cerc nellarchivio cartaceo, con la speranza di trovare qualche riferimento che rimandasse infine alla biblioteca comunale. Non scopr nulla, n sul monastero n su Boccadipesce o su altri paesi fantasma della zona. Potrebbe trovarsi pi a nord, osserv la paciosa signora Olga, a cui Max aveva riassunto brevemente il motivo della loro ricerca. O magari il vostro amico sparito da tuttaltra parte. Me ne rendo conto, eppure io sospetto che il monastero non sia marginale in questa faccenda. La cosa davvero strana che nessuno sembra ricordarlo... Si tratta di una storia di cui parler anche la televisione?, domand Olga, la truccatissima segretaria del servizio informazioni turistiche.
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Pu darsi, ment lui. La donna sorrise. Mi piacerebbe essere citata almeno una volta in TV. La capisco. Ma a quanto pare Dervio non stata una miniera dinformazioni per noi, nonostante la sua gentilezza. Guardate, da queste parti c solo unabbazia molto famosa, quella di Piona. Forse i monaci che vivono l potrebbero saperne qualcosa. Era un consiglio molto intelligente. Max si diede dello stupido per non averci pensato da solo. I monaci di Piona sono certosini? No, cistercensi. Ma non per questo vuol dire che non conoscano le sorti di altri loro confratelli della zona. La ringrazio. Ci stata davvero molto utile. Olga sorrise di nuovo. Allora se far un servizio per Chi la visto citer il mio nome? Ci conti, senzaltro! Lasciarono Dervio e presero la strada per Piona. Lia era impressionata dal modo in cui Max era riuscito a ottenere la collaborazione della segretaria comunale. Lui evit di farle notare che si trattava soprattutto di fortuna. La strada per labbazia attraversava un paesino con una splendida vista sul lago, quindi passava a margine di un colle alberato, immersa in un paesaggio mozzafiato. Anche se erano gi le tre e quaranta del pomeriggio cerano ancora alcune auto di pellegrini che procedevano cautamente sul terreno sterrato per raggiungere il luogo di culto.
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Max conosceva Piona per fama, ma non ricordava granch di specifico. Era stata eretta poco dopo lanno mille e annoverava una storia avventurosa, fatta di alti e bassi, di questo ne era certo. Si chiese se in passato potesse essersi chiamata in altro modo, per esempio monastero di San Settentrio, ma lo escluse. Lasciarono lauto nello spiazzo alberato poco prima dellingresso al perimetro dellabbazia vera e propria, che sorgeva in riva al lago, dove le coste si chiudevano per comporre una sorta di piccola baia verdeggiante. Questo posto bellissimo, comment Lia, scattando una foto col suo Nokia. Non sono mai stato religioso, ma ammetto che un luogo del genere d da pensare. Nel mentre una vecchia Mercedes parcheggi l accanto. Due uomini di mezza et, un uomo e una donna, aiutarono unanziana in carrozzina a scendere. Parlavano in tedesco, sottovoce. Luomo, un grassone sudaticcio e dai capelli biondicci, lanciava occhiate di soppiatto a Max e Lia. Lo scrittore si scopr irritato. Prese sottobraccio la giovane compagna di viaggio e la condusse dentro il cortile interno dellabbazia. Fecero un giro esplorativo, scoprendo cos la discesa che portava fino allo spiazzo del lungolago, la suggestiva grotta della Madonna, il cui camminatoio era pieno di messaggi che invitavano al pentimento e alla preghiera, scritti su foglietti affissi ai muri col nastro adesivo. Quello fu un altro dettaglio che inquiet Max. La quieta bellezza del posto era turbata dalla foga con cui quei cartelli catechizzavano i visitatori.
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Infine si diressero alla chiesa, nella quale spiccavano ancora i resti di alcuni affreschi antichi. Max pens di riconoscere lo stile romanico lombardo dellarchitettura, anche se non ne era certo, n rappresentava la sua preoccupazione primaria. Voleva parlare con un monaco, perci segu le frecce e si trovarono dapprima nel piccolo ma grazioso chiostro; da l, ignorando una mezza dozzina di pellegrini che scattavano foto, entrarono in una piccola portineria, in cui spiccava una scrivania dotata per di computer moderno, con schermo ultrapiatto. Un monaco stempiato e di bassa statura stava scrivendo qualcosa, ma non sulla tastiera, bens sullagenda aperta davanti a s. Quando si accorse degli inattesi ospiti, il religioso alz gli occhi per osservarli meglio. Lo scrittore si accorse che il suo sguardo indugiava un po troppo su Lia, o almeno questa fu la sua impressione. Salve. Cosa posso fare per voi? Avremmo una domanda un po strana da farle, se ci pu concedere cinque minuti. Il monaco indic una panca di legno addossata al muro. Non pareva entusiasta allidea di quellintrusione, ma riserv loro un sorriso tiepido e cordiale. Io sono fra Cristoforo. Come nei Promessi Sposi, scherz Max, non riuscendo a trattenersi. Per fortuna il religioso sorrise alla battuta. Meno valoroso rispetto alloriginale, temo. Ma ditemi, ditemi pure. Lo scrittore riassunse di nuovo la storia della loro ricerca, citando la scomparsa di Simone e presentandosi come esperto in tema di sparizioni misteriose e fatti
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insoliti. Qualifica che non colp pi di tanto fra Cristoforo. Cosa che invece fece il nome del monastero fantasma. Max si accorse che il monaco cercava di trattenere lo stupore, riuscendoci solo in parte. Quando fin di parlare, allarg le braccia. Questo quanto, pi o meno. Qui a Piona cerchiamo un aiuto per localizzare questo misterioso monastero, tutto qui. Potrebbe aiutarci? Il religioso un le mani, come in preghiera. Figlioli, mi spiace molto per quello che successo al vostro amico, ma temo di non potervi dare una mano. Max intu che non era un uomo avvezzo alla menzogna, infatti quella era una pessima bugia. Ne approfitt. Nel senso che non pu, o che non vuole? Il monaco si mosse a disagio sulla sedia. Di certo quella mattina, quando si era svegliato, non si aspettava una magagna del genere. Parlare del monastero di San Settentrio ci vietato, ammise con un filo di voce. E perch?, interloqu Lia, incuriosita. Fu chiuso per uno scandalo che la Chiesa preferisce tenere nascosto. Da che ne so io, non dovrebbero rimanere che rovine disabitate. Era evidente che non diceva tutta la verit. Non intendiamo indagare su quello scandalo dei monaci libertini, tra laltro vecchio di oltre 150 anni. Vogliamo solo capire se Simone scomparso da quelle parti. Magari ha fatto un incidente, o caduto vittima di un bracconiere. Lia tent di mantenere la calma, ma era nervosa. Fra Cristoforo, se un domani scriver un libro su questa faccenda, mi ricorder di citare chi ci ha aiutati e chi no, aggiunse Max.
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Mi sta minacciando? Lo scrittore si mise a braccia conserte e non rispose. Il povero monaco era oramai dilaniato dal dubbio. Devo chiedere allabate. Non facciamola cos lunga. Ci dica dove trovare il monastero e toglieremo il disturbo. Fra Cristoforo sospir. Chiuda la porta, per favore. Trionfante, Max si alz ed esegu. Un attimo prima di serrare luscio si accorse di un tizio, dalla parte opposta del chiostro, intento a fotografarlo. Era un uomo sulla quarantina, barbuto, vestito con una giacchetta beige e dotato di una Reflex professionale. I loro sguardi sincrociarono per un attimo e lo sconosciuto fu lesto a voltarsi. Forse era solo una coincidenza e quel tizio stava in realt fotografando tuttaltro, ma fu un particolare che inquiet lo scrittore. Facendo finta di niente torn a sedersi. Allora, ci dica. Siamo tutto orecchi. Trovare il monastero di San Settentrio pu essere complicato. La vegetazione stessa tende a nasconderlo. Non siamo in Amazzonia, obiett Lia. I viaggiatori troppo curiosi per hanno buon gioco nello scovarlo. Cercatelo nei boschi a nord di Colico. Si dovrebbe trovare pi o meno a cinque chilometri da quel paese, in un tratto di territorio che sconfina nella riserva naturale Pian di Spagna. Ma non troverete cartelli a indicarvi la strada. Max era irritato dal fare misterioso del monaco. Beh, non sar questa gran ricerca, contando che la zona in cui cercare alquanto ridotta. Fra Cristoforo non rispose. Lia lo incalz. C altro che pu dirci su quel luogo?
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Non visitatelo. Ci spieghi perch. I certosini che si resero colpevoli di quello scandalo con le paesane di Boccadipesce non erano solo dei lussuriosi. Si sussurra che praticassero anche arti proibite. Magia, negromanzia, il Signore sa che altro ancora. Nonostante levidente idiozia insita in quella storia, Max prov un brivido. Andiamo padre, siamo nel terzo millennio! Questi aneddoti vanno bene per i siti che raccolgono le leggende oscure del folclore popolare. Gi, e non vi sembra strano che la storia del monastero di San Settentrio non sia riportata su nessuno di questi siti? Laffermazione spiazz lo scrittore. Lia, ora pi pacata, o forse solo spaventata, si mostr pi conciliante. Non c davvero altro che pu dirci su quel posto? Anche il frate si rasseren un poco. Mi spiace ma davvero non so altro. Leggenda vuole che il monastero fu scomunicato e in breve anche ladiacente borgo di Boccadipesce, non pi di settanta anime in tutto, fu abbandonato. Da allora Dio stesso ha cancellato le tracce di quel luogo maledetto, anche per far s che il peccato compiuto dai monaci non debordasse altrove. Frasi senza senso... obiett Max. Anche per me, ma questo riportano gli annali, per quel che mi dato sapere. Su San Settentrio stata lanciata una sorta di damnatio memoriae che ha funzionato alla perfezione. Non cera altro da aggiungere, o forse Lia e Max non ne volevano pi sapere di storie da comari. Quella discussione
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romanzesca, seduti nella guardiola del frate custode, era davvero ammorbante. Lo salutarono in fretta e furia, arrivando a scusarsi per aver approfittato della sua gentilezza, quindi uscirono allaria aperta. Il misterioso paparazzo che aveva fotografato lo scrittore non cera pi, e il chiostro stesso ospitava oramai solo un paio di anziani. Andiamocene, disse Max. Abbiamo saputo quello che volevamo.

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Cinque

Seduti in macchina nel parcheggio dellabbazia, si concessero un attimo di riflessione. Lia fumava e Max controllava il navigatore, che in quel caso non poteva per essere di grande aiuto. Lorologio dellAudi segnala le quattro e trentasei del pomeriggio. Un posto del genere, voglio dire Boccadipesce, lideale per i gusti di Simone. Il commento della ragazza ruppe il silenzio. A quel punto Max doveva concordare. Magari riuscito in qualche modo a scoprire la storiaccia dei monaci stregoni e ha voluto controllare di persona. Di certo dovrebbe essere un bel set per uno shooting fotografico goticheggiante. Non ti fanno paura i racconti di fra Cristoforo? Le solite baggianate sui paesi abbandonati, se me lo consenti. Probabilmente San Settentrio era un covo di frati arrapati, cosa tra laltro non inusuale, solo che devono aver passato il limite del tollerabile. Le accuse di negromanzia vanno giusto bene per infangare del tutto la loro memoria. Ma allora perch quasi nessuno ne sa nulla? A quella domanda Max non aveva risposta. In effetti era un bellenigma. Si sentiva un po inquieto, ma anche molto eccitato. Sentiva che da quella faccenda poteva ricavare un bel romanzo. Non vedeva lora di buttare gi i primi appunti, ma prima doveva arrivare alla fine della storia. Andiamo a vederlo di persona e togliamoci ogni dubbio.
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Lia lo guard stranita. Sono gi quasi le cinque... Saremo a Colico in meno di mezzora. Abbiamo ancora due ore abbondanti di sole. Cerchiamo di capire dov questo posto, poi semmai ci torniamo domani mattina. Hai ragione. Allora partiamo subito, cos guadagniamo tempo. Le giornate si erano accorciate. Anche se il sole tramontava alle sette e mezzo inoltrate, da quelle parti, complice i colli e le zone boschive, le ombre allungavano le loro dita in anticipo. Arrivarono senza problemi a Colico, visto che il traffico era oramai assai ridotto. Valutarono leventualit di chiedere a qualcuno del posto informazioni sul monastero, ma non avevano tempo da perdere, perci si accontentarono di trovare i cartelli che indicavano la strada per la riserva di Pian di Spagna. Uno in particolare era pi esplicativo degli altri e segnalava il tipo di flora e fauna presenti in quellarea protetta: canneti, ninfee, olmi, pioppi e ontani per quel che riguardava la vegetazione, germani reali, nitticore e cigni per quel che concerneva gli animali. Al centro della riserva cera il lago di Mezzola, una sorta di piccolissima propaggine del lago di Como, da cui era separato dal fiume Mera. Si potr procedere in auto?, domand Lia, mentre Max gi usciva da Colico. Costeggiando la riserva s, ma se vogliamo entrare non lo so, suppongo di no. Scelsero una deviazione secondaria, quella che passava proprio a fianco di Pian di Spagna. Era una strada stretta e senza illuminazione.
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Ripercorrerla al buio non sarebbe stata una passeggiata, ma avrebbero comunque potuto tornare dalla strada principale, che girava intorno a quellarea. Alla loro sinistra vedevano degli scorci di rara bellezza sul lago di Como, mentre sulla destra la macchia di vegetazione sembrava inglobare tutto per qualche chilometro quadrato. Non incrociarono nessunaltra auto, cosa che in un certo senso aument linquietudine di entrambi, emozione che per si sforzavano di nascondere. A un certo punto Max not un sentiero laterale che sinoltrava proprio tra olmi e cespugli e si ferm l vicino, con le quattro frecce lampeggianti. Era abbastanza largo per far passare unauto, ammesso che non ne arrivasse unaltra dalla parte opposta. Cosa dici, ci proviamo? Lia lo guard, titubante. Non sappiamo nemmeno dove porta... Avanti dritti, non possiamo sbagliare. E se ci sono altre deviazioni torniamo indietro. Con malignit non cercata rincar la dose. Simone potrebbe essere finito in uno dei canneti qui intorno. Magari stato cos imprudente di esplorare la riserva al buio, altro che monastero. A volte mi sembra quasi che ti stia divertendo. Se lo pensi davvero mi ritengo offeso. Le mostr una faccia tesa, irritata, e Lia si premur di scusarsi. Perdonami, sar la stanchezza accumulata in queste settimane... Ti capisco, non preoccuparti. Chiudiamola qui. Allora che dici, diamo unocchiata nella riserva o torniamo a casa?
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Proviamoci. Ma appena verr buio usciremo. Ovviamente. Va bene allora: vediamo un po cosa ci si nasconde questo bosco. La stradina sterrata tagliava in due la vegetazione, che era molto fitta. Max non avrebbe mai immaginato lesistenza di un posto del genere a pochi chilometri dai paesi che in primavera e in estate venivano presi dassedio dai turisti. L non cerano tracce di esistenza umana, sembrava quasi un habitat primitivo trasportato pari pari nel presente. LAudi procedeva a meno di venti chilometri allora per non rischiare danni. Il sole filtrava attraverso i rami, ma le ombre erano fitte, intense. Dopo un periodo indefinito, potevano essere dieci minuti come trenta, il sentiero si esaur fino a diventare un rigagnolo in cui si poteva procedere al massimo a piedi. Ma, poco pi avanti, videro la sagoma di una stagno circondato da un canneto. Un luogo incantevole, per quanto immoto e silente. Lo scrittore spense il motore e scese dallauto, seguito da Lia. La giovane modella era ammirata da quel che vedeva. Questo posto sembra fuori dal tempo. Max annu raggiungendo la riva dello stagno. Cerano un paio di germani che solcavano placidamente le acque, ignorando i nuovi arrivati, gli umani. Pur non avendo uno spirito ecologista era affascinato da quel che vedeva. Affascinato e anche un po turbato. La sensazione di essere spiato non lo abbandonava. Guard il canneto col timore di scorgere qualcuno nascosto, intento a osservarli. Non vide nessuno. E che cazzo, non un racconto di Lovecraft...
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Coshai detto? Non si era accorto di aver pensato a voce alta. Nulla, parlavo tra me e me. In quel momento si ud il rombo di un motore in accensione. Veniva da un punto impreciso sulla sponda opposta dello stagno. Fu sufficiente ad allarmare i germani, che si alzarono in volo, allontanandosi. Max cerc di distinguere qualcosa, ma non si vedeva nulla. Fece per parlarne a Lia quando la ragazza scatt di corsa verso la fonte del rumore. il motore della Sportage di Simone! Aspetta, come fai a esserne sicura? Ma, visto che Lia non aveva alcuna intenzione di fermarsi, lo scrittore fu costretto a seguirla a sua volta di corsa, imprecando tra i denti. Passarono lungo lo specchio dacqua, rischiando di scivolare pi volte, l dove la battigia era particolarmente fangosa. Quindi la ragazza punt dritta verso il canneto, dove lacqua le arrivava allaltezza della caviglia. Max le and dietro, maledicendola mentalmente nel momento stesso in cui le sue Hogan sinzupparono fino ai calzini. Nel mentre il rumore del motore si stava allontanando verso est, senza che nessuno di loro ne avesse mai distinto la fonte, che poteva essere tanto unauto quanto altro. Finalmente Lia si ferm, ansimante, e lo scrittore la raggiunse afferrandola a una spalla. Si pu sapere che ti sei messa in testa? Non fece in tempo a finire di parlare che un rapido flash di luci rosse balugin in lontananza, tra le ombre degli alberi. Erano le luci di posizione posteriori di un veicolo, che per svolt subito oltre una curva, sparendo dalla visuale.
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Ti dico che la Sportage di Simone!, insistette la ragazza. Come fai a esserne sicura? Non abbiamo visto nulla. Il motore... ho riconosciuto il motore. Anche se fosse, potrebbe essere una Sportage qualunque. Tra laltro, visto i sentieri che attraversano questa riserva, un SUV mi sembra lauto adatta per percorrerli. Sar di qualche abitante del posto. Perch, in una riserva naturale ci si pu anche vivere? Evidentemente Lia si era fissata di poter trovare il suo ex ancora vivo, a zonzo nel bosco dopo settimane di silenzio totale. Era unipotesi cos stupida che irrit Max. Tuttavia non poteva negare di aver visto unauto il che, di per s, era una cosa bizzarra. Cosa vuoi fare, andare a dare unocchiata? Ma con la macchina non ci passiamo... La foga della ragazza si era un po esaurita, ma nei suoi occhi si leggeva la voglia di seguire quella che pensava essere la Sportage di Simone. Ci deve essere una strada che si ricongiunge da quella parte, evidentemente, ma noi non sappiamo come raggiungerla. Possiamo per andarci a piedi, almeno fino alla curva, per vedere cosa c dopo. Sono le sei e un quarto. Alz gli occhi al cielo, dove il sole iniziava gi a impallidire. Oramai dieci minuti in pi o in meno non ci cambieranno la vita. E poi, visto che ho i piedi fradici, due passi sarebbero graditi per farli asciugare un po. Lia guard ancora in alto, come se il buio potesse avvolgerli allimprovviso e inghiottirli. Nei suoi occhi brillava una luce
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inquieta, ma anche di rinnovata determinazione. Va bene. Andiamo a vedere.

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Sei

Attraversarono il canneto spostandosi sul terreno asciutto. Una sottile striscia di prato lo separava dalla macchia boschiva. Decisero di passare tra gli alberi in linea retta, nella speranza di incrociare la strada su cui avevano visto transitare lauto. La trovarono dopo qualche minuto di ricerca. Era uno sterrato, non pi largo di quello dove Max aveva lasciato lAudi, e in leggera salita. Dalla parte opposta sembrava perdersi tra la vegetazione, tra curve e svolte. La Sportage andava di l, indic Lia, ancora convinta che si trattasse dellauto del suo fidanzato. Allora andiamoci anche noi. Lo scrittore era irritato. Non solo per i piedi bagnati, bens perch non aveva mai davvero pensato di ritrovare Simone. Se era ancora vivo lui non avrebbe avuto nessuna possibilit con la ragazza. Era un pensiero meschino ma non poteva impedirgli di manifestarsi. Avanzarono lungo la stradina in salita, notando che cerano tracce di pneumatici sul terreno. A quel punto tutta la faccenda diventava meno misteriosa e pi terra terra. Forse quello stronzo di fotografo si era piazzato da qualche parte nella riserva, seguendo chiss quale velleit artistica. Oppure, ma quella era unipotesi poco tranquillizzante, qualcuno lo aveva fatto fuori e gli aveva rubato lauto. Il buonsenso suggeriva prudenza. Ricordava fin troppo bene alcune storie raccolte durante la fase di documentazione per il suo secondo libro. In
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zone impervie, specialmente al sud, abitavano ancora persone che a malapena riconoscevano lautorit dello Stato. Gente abituata a una vita durissima, che contemplava sequestri, furti e stupri come consuetudine per chi violava il loro territorio. Con quei pensieri cupi in testa raggiunsero il punto pi alto della strada, dove poi tornava a scendere. Ci che videro da lass li lasci senza fiato. Lo sterrato proseguiva per circa duecento metri, fino ad arrivare a una sorta di piccolo lago circondato in parte da un altro canneto. Su una specie di collinetta artificiale svettava un monastero in stile romanico. Non era particolarmente grande, ma spiccava in quanto unica costruzione umana nel raggio visivo. Il campanile squadrato puntava il cielo, ma le ombre degli alberi inglobavano ledificio, su cui non batteva il sole, tra laltro sulla via del tramonto. Cazzo, allora esiste davvero! Max si gratt il mento, perplesso. E sembra anche in ottime condizioni. Dici che si tratta del nostro monastero? Non credo che ne esistano altri in zona. Ma assurdo! Come fa a non conoscerlo nessuno? Non che abbiamo fatto cento chilometri in mezzo al nulla... La tua macchina a poco di pi di mezzora a piedi da qui! In effetti non cera una spiegazione logica al dilemma. Max sent un brivido corrergli lungo la schiena: era la mano gelida dellirrazionale. Laveva gi provata, quando un anziano allevatore della campagna aretina gli aveva mostrato una lettera del figlio che non vedeva da anni. Gli era arrivata da un paio di mesi, senza timbro o francobollo. Peccato solo che suo figlio fosse morto e sepolto nel cimitero locale,
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bruciato vivo undici anni prima, nel misterioso incendio di una cascina appartenuta allo zio. La lettera era cos piena di riferimenti personali che non poteva essere contraffatta. Un grafologo laveva confrontata coi vecchi quaderni di scuola del figlio defunto, confermando che si trattava della medesima scrittura. Per finire il presunto Lazzaro chiedeva al padre di pregare per lui, perch si trovava allInferno, ma un Inferno terrestre, non lAldil biblico. Un luogo orribile e sozzo da cui non posso fuggire, citando la sua lettera. Che spiegazione si poteva dare a una faccenda del genere? Nessuna. E infatti il mistero non si era mai risolto. Andiamo a vedere. Se al monastero c qualcuno finalmente daremo una risposta almeno a questi interrogativi. Lia annu e riprese a camminare. Non si vedeva nessuna macchina in giro, ma forse stava gi fantasticando sulla romanzesca possibilit che Simone avesse preso i voti. Max la segu, osservando a disagio che man mano che scendevano verso il laghetto il sole, gi pallido, faticava a trovare sbocco. Una volta finita la discesa il sentiero si congiungeva a una strada lastricata in pav che costeggiava il lungolago. Un tempo doveva essere stata dignitosa, ma ora era sconnessa e piena di buche e di erbacce che spuntavano tra i sassi. Poco pi avanti due colonne appaiate rappresentavano una sorta di ingresso ufficiale nel perimetro del monastero. Erano alte poco pi di due metri e su ciascuna di esse cera una statua animale. Muschio e sporco ricoprivano tanto le colonne quanto le sculture. Era difficile capire cosa rappresentavano; a Max sembravano dei pesci enfi e tondeggianti, tipo i pescipalla, ma con dei volti vagamente umani, inquietanti.
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Si avvicin per leggere le iscrizioni sui capitelli delle colonne. Erano rovinate, quasi cancellate. Pul il muschio da quella pi leggibile, che diceva: Os Piscis Merdini. Il suo latino era pi che arrugginito, perci la traduzione gli risult essere qualcosa dincomprensibile, ossia la bocca del pesce meridionale. Guarda l! Lesclamazione di Lia lo fece trasalire. Si volt pronto a mandarla a quel paese, quando si accorse che la ragazza puntava il dito verso il centro dello specchio dacqua. Cera qualcosa che sbucava a malapena dal livello dellacqua. Dapprima pens a una zattera sommersa ma poi si accorse che era il tetto di un edificio. Guardando meglio ne vide altri, pi bassi, che a malapena proiettavano le loro ombre in superficie. quel maledetto paese, intu. Boccadipesce. stato inghiottito dal lago, che forse artificiale. Lia non rispose, come ipnotizzata nel guardare le poche case sommerse dallacqua. Simone mi aveva portato in un posto del genere, disse infine. Fabbriche di Careggine, vicino a Lucca. Ma questo fa pi impressione. Sono solo edifici abbandonati, replic Max. In quel momento gli sembr di scorgere un movimento appena sotto il pelo dellacqua. Un pesce, senzaltro, ma fu sufficiente a turbarlo, complice latmosfera irreale di quel luogo. Avanti, dai, parliamo con questi monaci, cos poi ce ne torniamo a casa. Voltando le spalle al lago, prosegu lungo la strada.
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Oltre le colonne il pav migliorava un po. Dopo una curva stretta che seguiva la riva lacustre arrivarono in vista della cinta muraria del monastero. Oltre al portone in ferro battuto, chiuso, cera una guardiola esterna, con tanto di finestrella dotata di grata che permetteva al custode di controllare chi si avvicinava allentrata del complesso. Dietro linferriata si scorgeva un bagliore, forse una lampada o una candela. Il sole oramai stava scomparendo oltre le punte degli alberi e a breve sarebbe sceso il crepuscolo. Max si sentiva come il pi idiota tra i protagonisti di un film horror, che si cacciava nella tana del vampiro dopo il tramonto. Unidiozia fatta e finita, tranne per il fatto che quelle erano storiacce inventate, non la vita reale. Si avvicin alla guardiola, notando al contempo che il portone principale aveva un emblema che rappresentava ancora un pesce, questa volta per fuso col torso di un cavallo, a formare un inquietante ittio-centauro. Quindi cerc di sbirciare oltre la grata, che era costituita da una griglia fittissima, non dissimile a quella dei confessionali nelle chiese. Quasi sobbalz nel vedere una sagoma umana seduta proprio l dietro, con tanto di cappuccio in testa. Era impossibile indovinare i lineamenti. Si scorgeva solo la sagoma confusa della testa e la luce di una lampada da tavolo sullo sfondo. Chi siete?, domand il monaco con una voce rauca e scortese. Cerchiamo una persona, tagli corto Max. Si tratta di un fotografo scomparso da qualche settimana. Lunica traccia che abbiamo porta qui.
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Si aspettava un rifiuto, se non di essere cacciato addirittura via. Invece il monaco guardiano lo stup. Dovete parlare col padre priore. Entrate pure, il portone aperto. Lo scrittore si volt per guardare Lia, ferma pochi passi indietro. La ragazza si strinse nelle spalle, come per dire di andare avanti senza porsi troppe domande. Forse avevano fantasticato fin troppo su un monastero che era semplicemente riservato e al di fuori dal circuito chiassoso dei pellegrini. Fece per chiedere al guardiano dove potevano trovare il priore ma, girandosi, non lo vide pi. Anche la luce del cubicolo era spenta. Sospir, stanco di tutta quella teatralit, quindi apr il portone e fece cenno alla modella di seguirlo. Il cortile interno era pi ampio del previsto. La chiesa abbaziale dominava il complesso, con la sua facciata austera ed essenziale, sovrastata dal campanile che avevano gi visto in lontananza. Sul retro sintuiva la contiguit col chiostro, da cui probabilmente si accedeva a tutti gli ambienti tipici di un monastero: i dormitori, il refettorio, la sala capitolare, lapotecheria e tutto il resto. Al centro del viale era invece piazzata una fontana rotonda, in mezzo alla quale faceva bella mostra di s una sorta di putto alato che stava in equilibrio sul dorso del solito pesce-palla dalla faccia umana. Sia dalla bocca della statua che da quella del pesce sgorgavano dei deboli rivoli dacqua, che riempivano la pancia della fontana stessa. Sulla sinistra invece il cortile scendeva in leggera pendenza fino ad arrivare, trenta metri pi in l, a un muretto che si affacciava sulle acque torbide del laghetto.
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La cosa che per rincuor di pi Max fu la presenza di tre macchine allineate lungo un ultimo edificio posto proprio sulla propaggine di pav che portava alla vista lago. Si trattava di un vecchio ma elegante BMW, di unAlfa Mito nera, impolverata ma nuova di fabbrica, e di un Cherokee un po datato, ma dallaspetto ancora gagliardo. Si trattano bene i nostri fraticelli, scherz, tirando un po il fiato. Non che si fosse aspettato davvero di incontrare Nosferatu o Jason Voorhees, anche perch lipotesi di imbattersi in qualche pazzo furioso era pi probabile. Fin troppo, a dire il vero. Lia aveva lespressione affranta. La Sportage di Simone non c. Probabilmente lauto che abbiamo visto era questo Cherokee. Mi spiace. Per un momento ci avevo davvero sperato. Sinfil le mani nella tasca della felpa, abbassando lo sguardo a terra. Dai, su, andiamo a parlare col priore... In realt Max era sollevato, anche se odiava ammetterlo con se stesso. Se avessero davvero ritrovato Simone, magari preso da chiss quale crisi mistica, lui sarebbe diventato solo un personaggio di contorno. Perfino il buono spunto per il libro che andava materializzandosi nella sua testa sarebbe stato cancellato allistante, davanti a un fallimento totale del suo lento corteggiamento della ragazza. Prese Lia a braccetto, cercando di sembrare consolatorio e non concupiscente, quindi si avviarono verso lingresso della chiesa.
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Il sole oramai era un riflesso rossastro quasi del tutto svanito oltre la linea dorizzonte del bosco. Da l a poco sarebbe calato il buio, quello vero, avvolgente.

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Sette

Varcando la soglia delledificio consacrato furono raggiunti dalleco di un canto gregoriano che pareva venire dal vicino chiostro. Max non capiva le parole, che sembravano pronunciate in un latino molto stretto, incomprensibile a uno come lui che ne conservava solo ricordi vaghi scolastici. Per contro la chiesa era vuota e buia. Le vetrate erano di colore scuro e filtravano i pochi raggi solari che ancora cercavano di penetrare dallesterno. Solo qualche candela votiva rischiarava la navata unica, lunga una ventina di metri. Cerano degli affreschi alle pareti, che raffiguravano una sorta di scontro infernale tra legioni di angeli e cavalieri, contro una moltitudine di demoni deformi che parevano usciti da un quadro di Bosch. Laltare era spoglio, non particolarmente degno di nota. Dietro di esso tuttavia svettava una grossa croce a cui era affissa una scultura di Ges, il cui volto era ritratto con una smorfia di sofferenza fin troppo realistica. Ma la cosa che colpiva di pi erano le bizzarre ali piumate che gli spuntavano dalla schiena, crocefisse al legno con dei chiodi, cos come le mani. Non ho mai visto una croce del genere, sussurr Lia, aggrappandosi alla spalla dello scrittore. N mai ne vedr altre. La voce li fece sobbalzare. Alla loro sinistra si era aperta una porticina che collegava la chiesa alla zona del chiostro. Un uomo in tonaca monacale era fermo sulla
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soglia, con le mani giunte davanti a s, come in preghiera. Solo quando avanz di qualche passo riuscirono a vederlo meglio. Dimostrava una sessantina di anni ed era in buona forma fisica. Era stempiato, con un viso largo e sorridente. A Max ricord il capitano Merrill di Love Boat, in una di quelle assurde associazioni mentali proprie degli scrittori. Mi scusi, non volevo essere inopportuna. Lia abbass gli occhi, imbarazzata. Non si preoccupi. Non certo la prima a rimanere a bocca aperta davanti al nostro Cristo. unopera unica, scolpita da un monaco allinizio del 1800. Lei il padre priore?, domand Max. Sono io. Padre Eduardo, per servirvi. Il monaco indossava una tonaca di un insolito color azzurrino, lavorata in tessuto grezzo. Ai piedi calzava dei sandali e in vita aveva un cordone di tela. Il padre guardiano mi ha detto che avete bisogno di me. Ci scusi per lora e per lintrusione, rispose Lia. Siamo arrivati qui quasi per caso, cercando una persona scomparsa da queste parti, qualche settimana fa. Il priore annu, comprensivo. Andiamo a parlare nel mio studio, qui non conveniente farlo. Detto ci si volt e torn da dove era venuto, facendo cenno ai due ospiti di seguirlo. Cos fecero, entrando nel chiostro del monastero, dove il canto gregoriano era pi intenso. La bellezza di quel luogo diventava un po inquietante se si pensava che lintero complesso era isolato in una sorta di riserva naturale. Il che, per dirla tutta, era assurdo.
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Mentre padre Eduardo faceva strada verso una delle porte che si aprivano sul chiostro, Max decise di indagare un po su quella bizzarria. Mi scusi padre, ma trovare questo monastero stata una vera avventura. Posso chiederle come mai la vostra esistenza cos poco... pubblicizzata? Il nostro ordine non universalmente apprezzato. Abbiamo degli oppositori che preferiscono saperci qui, in silenzio, lontani dalle lotte di potere temporale. Per trovarci occorre essere molto curiosi, o molto motivati. Era unammissione imprevista e indelicata. Max ripens al frate di Piona che aveva parlato dei presunti motivi di scandalo che aveva portato alla damnatio memoriae quel monastero. Cosa che, tra laltro, non sembrava poi cos vera. Ma voi non siete certosini? Certosini erano coloro che edificarono questo posto, nel 1407. Ma il secondo priore fu colui che gli diede il nome definitivo a questo complesso, oltre a fondare il nostro ordine. Settentrio da Verona, che poi fu canonizzato nel 600. Cos noi siamo i monaci dellordine settentrino. Lo scrittore non laveva mai sentito nominare e la storia gli sembr comunque insolita. Padre Eduardo apr la porticina del suo studio e li fece entrare, mentre i canti gregoriani continuavano imperterriti. La stanza in cui si trovarono era assai pi spartana rispetto a quella di fra Cristoforo a Piona. Cera un vecchio desco, su cui erano impilati due grossi libri dallaria antica. Accanto a esso uno scaffale in legno si appoggiava alla parete. I ripiani traboccavano di altri libri,
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ma anche di strumenti da apotecheria, quali mortai, bilancino e vasetti di spezie. Il priore li fece accomodare su due sedie scomode e si sedette a sua volta dietro il desco. Il lago qui fuori artificiale, vero?, insistette Max, deciso a non mollare la presa. Ho visto che ha sommerso degli edifici. Si tratta del paese di Boccadipesce? Lei ha gi le risposte alle domande che mi pone, scherz il priore. E quelli della Regione hanno incluso il vostro monastero in una riserva naturale? Che scelta bizzarra... Mentre finiva di parlare percep un rapido movimento alle sue spalle, oltre la porta socchiusa. Ebbe una sensazione spiacevole ma non os voltarsi, anche perch Lia non pareva essersi accorta di nulla, e padre Eduardo era calmo, impassibile. Comunque solo chi ci vuole trovare arriva fin qui, perci non diamo fastidio a nessuno, e nessuno infastidisce noi. Il priore si chin in avanti, le mani giunte sul tavolo. Ma veniamo a voi. Chi state cercando? Il mio fidanzato, Simone Tasca. Fa il fotografo e... Simone, certo. Padre Eduardo sorprese entrambi. Sono lieta di dirle che non scomparso, bens ospite gradito della nostra comunit. Come sarebbe a dire ospite? da un mese che non si fa vivo, e lultimo suo messaggio che ho ricevuto una frase delirante che sembra presa da un romanzo di Stephen King! Pi che felice per la lieta novella, Lia era furente perch si sentiva presa in giro.
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Voleva documentare la nostra vita qui, e io glielho permesso, a patto che nel mentre rispettasse le regole del monastero, che non prevedono contatti con lesterno. Quindi non se la prenda con lui. Mi riesce molto difficile. A ogni modo sar Simone a spiegarle la sua scelta, appena lo rivedr. Vi prego di accettare il mio invito a pernottare qui a San Settentrio. Max, che aveva assistito allo scambio di battute senza parlare, sbott. Preferirei tornarmene a casa. A questo punto il mistero svelato; fermarmi qui non ha pi senso. Fra poco sar buio. Vuole davvero attraversa il bosco nelloscurit pi completa? Forse stava diventando paranoico, eppure poteva giurare che nel tono di voce del priore ci fosse un accenno di sfida. Si rivolse alla ragazza. Lia, tu che vuoi fare? Voglio solo parlare con Simone e andarmene da questo posto. Sono stanca e affamata Era furente. Lo scrittore gongol. Se quel coglione del suo fidanzato laveva piantata in asso per fotografare quei monaci bizzarri, laveva probabilmente persa per sempre. Allora andiamocene. Simone si unir a noi solo per cena, al momento non qui al monastero. Se volete incontrarlo potete aspettarlo qui. Ma sarebbe bello se spezzaste il pane con noi. Il priore parl rivolgendosi soprattutto a Lia. Come sarebbe a dire non qui al monastero? Sta fotografando la riserva ma torner dopo i vespri.
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A Max sembrava una mezza bugia. Di chi sono le auto parcheggiate qui fuori? Sbaglio o state ventilando strane accuse nei nostri confronti? Il vostro amico non nostro prigioniero, bens un ospite. Tutto ci che vi chiedo di aspettarlo senza generare confusione tra i miei confratelli. Se non vi va bene, andate pure. Il tono duro del priore fece arrossire lo scrittore, che comunque si accorse che luomo aveva sorvolato sulla questione delle auto. Fece per ripetere la domanda ma Lia lo precedette. Va bene, accettiamo la vostra ospitalit. Una decisione inequivocabile. Padre Eduardo sorrise. Benissimo allora. Nellattesa che Simone ritorni potete riposarvi in una delle nostre celle vuote. Penso che per cena arriver, quindi si tratta di aspettare al massimo una mezzora. Se per lei uguale preferiremmo attenderlo qui fuori nel chiostro. Max rabbrividiva alla sola idea di farsi chiudere in una spoglia cella monacale. Va bene, non c problema. Vi chiedo soltanto di non disturbare i miei confratelli riuniti nella sala capitolare. Non si preoccupi. Il priore si alz e li fece uscire. La chiacchierata era finita. Rivolse un cenno di saluto ai due giovani e attravers il chiostro, dirigendosi dalla parte opposta, dove una delle tante porte dava accesso al locale in cui i monaci stavano cantando i vespri nel loro latino strettissimo. Finalmente soli, Max e Lia si guardarono in faccia. La ragazza era ancora furiosa e incredula per aver scoperto che
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il suo ragazzo laveva piantata in asso per dei fraticelli. Lo scrittore invece non riusciva a togliersi di dosso il senso di inquietudine che gli riversava addosso quel luogo. Oramai le ombre della sera erano calate sul chiostro, che non pareva dotato di corrente elettrica. Trovarsi l, al buio, lo metteva a disagio. Non sono sicuro che rimanere qui per la notte sia poi unidea cos brillante, azzard. Quel deficiente... ti rendi conto di cosa mi ha fatto? Lia non lo aveva nemmeno ascoltato. Piantiamolo in asso e andiamocene. Un imbecille del genere non merita il tuo tempo. No. Voglio proprio sentire che spiegazione ha da darmi per tutto questo. Max sospir. Non cera nulla da dire per convincere la modella a lasciare il monastero. Fece due passi lungo quel lato del chiostro, stringendosi nel giubbino di jeans. Insieme al buio era sceso anche il freddo. Mormor una bestemmia, incurante di trovarsi in un luogo sacro. Si guard intorno. I muri erano incisi con disegni a malapena visibili. Osserv quello pi vicino. Sembrava rappresentare una sorta di disegno astronomico. Scelta bizzarra per dei monaci, anche se quei settentrini strani lo erano di certo. Sopra il disegno erano scolpite delle parole. Utilizz il display del cellulare, che per fortuna aveva ancora segnale, per illuminarle. Riconobbe una scritta gi vista poco fuori dal monastero, Os Piscis Merdini, e unaltra che sembrava addirittura araba: Fam al-t (Al-janb). Nulla che per lui avesse senso compiuto.
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Iniziava a sospettare di essere finito nella roccaforte di un una setta di estremisti cristiani di qualche tipo, o forse anche peggio. Ricordava ancora un terrificante giro per le campagne romagnole, in compagnia di un maresciallo in pensione che voleva mostrargli la villa abbandonata dove, a suo dire, si riunivano dei satanisti dediti alle messe nere, colpevoli delle sparizioni di alcuni bimbi rom tra gli anni 80 e 90. La villa lavevano trovata, ma non cera nessun cultista intento a squartare infanti. Eppure quelledificio trasmetteva un senso dinquietudine molto simile a quello che Max provava in quel momento a San Settentrio. Si dedic allo studio di altre incisioni del muro, quasi tutte a tema astronomico, finch sent chiaramente dei passi dalla parte opposta del chiostro. In un attimo si trov Lia avvinghiata al braccio. La ragazza guardava la fila di monaci vestiti di azzurrino che uscivano dalla sala capitolare, diretti a unaltra porta, forse quella del refettorio. Procedevano tutti a testa bassa, col cappuccio calato sulla fronte. Nessuno guardava dalla loro parte. Padre Eduardo, che chiudeva la fila, li salut invece con cordialit. Vi prego, seguitemi. Stiamo per servire la cena...

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Otto

Il refettorio era uno stanzone spoglio, lungo una ventina di metri, occupato da diversi tavolacci in legno grezzo messi luno in fila allaltro. Cerano posti a sedere per venti religiosi, ma i presenti erano una dozzina, compreso il priore. Molti erano anziani, un paio invece non dimostravano pi di venticinque anni. Tre erano di mezza et, uno dei quali molto grasso, calvo e senza sopracciglia. Tutti guardavano Max e Lia con occhi vacui, forse annoiati o perfino irritati. Padre Eduardo li fece accomodare vicino a s, dove cera un altro posto apparecchiato, ma ancora vuoto. Qui sieder il vostro amico, spieg il priore sorridendo. Come evocato da quelle parole, Simone entr allimprovviso nella sala mensa, catalizzando gli sguardi di tutti i presenti. Max not che sembrava pi vecchio di come laveva visto in foto. Era alto, leggermente in sovrappeso, coi capelli lunghi da gothic spettinati e unti. Pi che pallido sembrava giallognolo, malaticcio, e aveva delle belle borse sotto gli occhi. Indossava un trench leggero di colore scuro, macchiato o forse bagnato in pi punti. Not subito Lia e la guard mostrando un certo stupore, ma senza dirle nulla. Bentornato, gli disse il priore. Come vedi hai visite. Amici, immagino. Ma siediti con noi, te ne prego. Simone obbed e si accomod, appoggiando il trench alla spalliera della sedia. Rivolse un cenno di saluto alla fidanzata,
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che lo osservava con sguardo truce. Ti sembra il modo di sparire?, gli sussurr lei, quasi timorosa di rompere il silenzio che aleggiava nella sala da pranzo. Mi dispiace, rispose il fotografo contrito. Possiamo parlarne dopo, in privato? Era la prima buona idea della serata e per fortuna Lia la accett. Senza replicare al fidanzato torn a guardare Max, che le sedeva davanti. Lo scrittore le abbozz un sorriso, fregandosene della presenza di Simone. Se era geloso erano cazzi suoi. Poco dopo un monaco entr da una porticina che probabilmente dava sulle cucine. Spinse un carrello portavivande in legno, su cui era caricato un grosso pentolone di rame. Utilizzando un mestolo il fraticello inizi a servire i suo confratelli e gli ospiti. A quanto pare la cena consisteva in un minestrone di verze in cui galleggiavano dei pezzi di lardo ben cotti. Il tutto accompagnato da pane giallo e acqua di sorgente. Max si scopr affamato, nonostante il pasto non fosse dei pi delicati ed eleganti. Not che Lia faticava a trattenere il disgusto mentre affondava il cucchiaio di legno nella zuppa, mentre Simone gi stava masticando un grosso pezzo di lardo. Lo scrittore guard il priore, aspettandosi che chiedesse un attimo di raccoglimento per ringraziare Dio del cibo che avevano davanti. Invece il monaco gli fece cenno di mangiare pure. Max non si fece pregare. Per un momento pens che quel cibo poteva essere drogato, ma alla fine se ne freg. Era fin troppo stanco di ragionare da Dan Brown dei poveri. La zuppa era buona, pi saporita del previsto. Svuot il piatto nel
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silenzio rotto solo dal rumore dei piatti smossi dai religiosi, molti dei quali leccavano il fondo senza troppo ritegno. A dire il vero cera un rumore di fondo, appena percettibile. Pareva un costante miagolio di gatti, ma era molto lontano. Forse al monastero cerano i soliti randagi che affollavano di solito posti come quello, dove potevano mangiare gli scarti delle cucine senza essere disturbati o cacciati. Stanco di quel formalismo di cui non gli importava granch, Max decise di approfittare della situazione per attaccare bottone con Padre Eduardo. Mi scusi priore, sarei curioso di sapere qualcosa di pi sul vostro ordine. Prima mi stava accennando qualcosa... Molti monaci alzarono lo sguardo, fissando lo scrittore come se avesse appena bestemmiato. Il priore invece non si scompose e decise di trattare con gentilezza il suo ospite. Cosa vuole sapere di preciso? Per esempio come e perch il vostro ordine nato proprio qui, subentrando ai certosini. Fu uno scisma, e non indolore. San Settentrio apparteneva a quellordine, ma era un monaco errante, figura insolita ma non rara. Era da poco tornato in un viaggio in Persia quando fu nominato priore qui. I suoi superiori intendevano isolarlo, perch dimostrava di avere idee rivoluzionare e non in linea con quelle dellordine. In realt arriv qui e riusc a... convertire quasi tutti i certosini del monastero. Cos il Capitolo Generale prefer abbandonarci qui, nella speranza che il nostro scisma si estinguesse poi per morte naturale. Quali erano queste idee tanto odiate?
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Prima di rispondere padre Eduardo diede unocchiata ai suoi confratelli, che ora osservavano e ascoltavano lo scambio di battute tra il priore e lo scrittore. San Settentrio predicava che ciascuno di noi monaci deve contribuire attivamente nel preparare le schiere del Signore per la battaglia finale, per lArmageddon. Pregare e fare una vita di clausura non basta, perch si tratta di esercizi nobili, ma sterili. Unidea interessante. Ma come realizzarla? Uno dei monaci anziani, un vecchio dagli occhi catarrosi, brutto come la fame, mormor qualcosa dintellegibile, ma il suo vicino lo zitt alzando un dito. Il priore scocc unocchiata irritata ai due, poi replic a Max: Evocando laiuto degli angeli. Il De coelesti hierarchia ne elenca nomi, ranghi e caratteristiche. Essi combatteranno a fianco dei mortali quando verr il momento, facendo da apripista al ritorno di Cristo. Non mi pare unideologia eretica... Per quei tempi lo era, specialmente considerando il modo in cui San Settentrio intendeva ottenere lintercessione angelica, vale a dire attraverso preghiere devocazione. A quanto pare durante il suo viaggio in Persia ne aveva apprese diverse, accedendo a degli antichi tomi bizantini. Lo scrittore intu ci di cui parlava padre Eduardo: magia. Del resto il frate di Piona li aveva messi al corrente delle accuse di stregoneria che gravavano sui monaci di Boccadipesce. Il fatto che si trattasse di evocazioni di angeli non doveva essere apparsa come unattenuante agli occhi dei certosini, che avevano cacciato Settentrio dal loro ordine. Gli era gi andata bene a non finire bruciato in qualche rogo dellinquisizione.
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Sui muri del chiostro ho visto delle incisioni di carattere astronomico. Hanno per caso a che fare con le... preghiere di San Settentrio? Appena Max fin di porre la domanda si accorse che Simone era nervoso al punto che una palpebra gli tremava in maniera incontrollabile. Il priore invece rispose sorridendo. Lei un ottimo osservatore. S, le incisioni che ha notato rappresentano la costellazione patronata dallangelo custode che San Settentrio incontr a Esfahan, durante il suo pellegrinaggio nelle citt in rovina dellImpero Sasanide. A quel punto lo scrittore interpret la scritta incomprensibile che aveva letto prima di cena. Fomalhaut? una stella, dico bene? La pi luminosa della costellazione del Pesce Australe. Il suo nome deriva dallarabo e significa bocca di balena, o anche bocca di pesce. Ed anche un angelo? S, uno dei quattro angeli guardiani, corrispondenti alle quattro stelle regali gi venerate dai persiani tremila anni orsono. Non peccato venerare un angelo? Voglio dire, sono solo dei tramite tra Dio e gli uomini. Le ho gi spiegato il perch San Settentrio intendeva interloquire con loro. Il fine era il bene superiore, il mezzo adeguato. Visto che il priore sembrava un po irritato dai dubbi sollevati dal suo ospite, Max lasci perdere. La storia del monastero, per quanto interessante, non gli importava poi cos tanto. Ora
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che avevano trovato quel coglione di Simone desiderava solo dormire qualche ora per poi recuperare lAudi e tornarsene a casa. Magari da quellavventura avrebbe tratto una storia o un articolo da vendere a qualche giornale. Tutto l. il guardiano della porta settentrionale, biascic un monaco a sorpresa. Lo guardarono tutti. Era il pi vecchio tra i presenti, un mucchietto dossa tenuto insieme dalla pelle itterica e rugosa. Uno dei quattro condottieri che in Armageddon combatteranno per... Remigio, basta! Il priore picchi una mano sul tavolo, zittendo il vecchio, che parve rattrappirsi sulla sedia. Il monaco ciccione scoppi invece a ridere come un ebete, ma si quiet quasi subito. Quindi Padre Eduardo si rivolse a Max e a Lia. Perdonatelo, molto anziano e la sua mente non pi sana come una volta. Lo scrittore annu. La mattana del monaco laveva colpito, ma cap che era meglio finire l la faccenda. Il priore si alz. Ora vi mostrer le celle in cui vi ospiteremo. Sono spartane, ma tutto ci che abbiamo da offrirvi. Max guard lorologio. Erano solo le nove. Non andava a letto cos presto da quando era un bambino. Del resto, lo immaginava bene, non ci doveva essere granch da fare in un monastero di suonati come quello. Lei pensa che sia davvero difficile raggiungere la mia macchina? Magari con una torcia elettrica... Rimanga qui e si goda la pace di questo luogo sacro. La prenda come loccasione per passare una nottata davvero diversa. Le parole di padre Eduardo non parevano lasciare
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spazio a ripensamenti. Max sospir, arrendendosi. Il priore li guid fuori nel chiostro, verso le celle, mentre gli altri monaci si dirigevano di nuovo verso la sala capitolare.

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Nove

Le celle erano cubicoli a se stanti, situati in un punto a nordest del monastero. Erano sistemate una affianco allaltra, e intorno a esse cera un giardinetto spoglio, che terminava poco pi in l col cimitero dei frati, costituito da lapidi che spuntavano dallerba. Oltre la cinta muraria si scorgevano gli alberi e il bosco, scuro come la pece. Il cielo si era annuvolato e cos anche la luce lunare filtrava a malapena. Padre Eduardo si ferm nel bel mezzo del sentierino lastricato che passava davanti alle celle. Reggeva in mano una vetusta lanterna a olio, come se ogni fonte di elettricit fosse bandita dal complesso religioso. Questi sono i vostri ricoveri per la notte. Uno per ciascuno, nel rispetto della regola monastica. Vi chiedo solo di farvi trovare in stanza entro un quarto dora, prima che i miei confratelli finiscano la compieta. Max stava cercando di ricordare cosa fosse la compieta quando ud un canto provenire dal chiostro, pi precisamente dalla sala capitolare. Ecco cosera: lultima preghiera della sera. Va bene, non si preoccupi. Grazie dellospitalit. Il priore li guard ancora una volta, quindi fece un cenno di saluto e torn a unirsi ai suoi fraticelli, lasciandoli soli. Lo scrittore osserv Lia, che si stringeva nella felpa infreddolita e che a sua volta fissava Simone. Il fotografo aveva ancora unespressione torva, tesa, nervosa.
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Ora spiegami il senso di tutta questa stronzata, gli disse Lia, furibonda. Non adesso, pi tardi. Lasciate che i monaci siano nelle loro celle. Ma perch? Che cacchio ci fai qui, conciato cos? Simone le appoggi un dito sulla bocca, zittendola. Max si aspettava una reazione violenta da parte della modella, che invece si limit a chiudere la bocca. Lo sguardo furente si stava gi un po stemperando. Immaginava come sarebbe finita quella storia: una scopata di riconciliazione e via. Un senso di nausea rischi di farlo vomitare. Era proprio stanco, esausto, esasperato. Vediamoci fra unora e mezza, nella mia cella, sussurr il fotografo. Per allora i monaci dormiranno. Va bene, cedette Lia, rivolgendosi poi allo scrittore. Max? Per te ok? Ma vaffanculo. Rispose con asprezza, godendosi malignamente lespressione stupita della ragazza, quindi entr nella sua cella e si chiuse la porta alle spalle. Cera una vecchia chiave rugginosa nella porta. La utilizz. Il cubicolo era misero: cerano un letto dallaria scomoda, con tanto di una coperta di lana grezza, uno sgabello e una mensola inchiodata al muro su cui era appoggiato un portacandele con un cero gi inserito e quattro fiammiferi l a fianco. Un vaso da notte e una finestrella che si affacciava sul cortiletto sul retro completavano il desolante quadro della situazione. Senza accendere la candela si lasci cadere sul letto, che era duro e scomodo. Mugugn una bestemmia e controll il
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display del cellulare. In un film dellorrore lo avrebbe trovato senza segnale, invece il suo aveva due tacche su cinque. Non cerano n messaggi n chiamate perse, il che la diceva lunga su quanto la sua carriera fosse andata a puttane. Pens di chiamare qualcuno per rompere il senso di isolamento che trasmetteva quel luogo ma evit di farlo. Poteva raccontare una storia del genere e sperare di non essere preso in giro? Sinfil dunque sotto la coperta senza nemmeno togliersi il giubbino di jeans. Pass diversi minuti cercando di controllare la posta sul cellulare, ma la connessione WAP continuava a cadere. Rinunci per non scaricare del tutto la batteria. Voleva solo prendere sonno e tirare lalba. A un certo punto sent dei passi leggeri e immagin che fossero i monaci diretti ai loro cubicoli. Infatti la preghiera cantata della compieta si era conclusa. Ud diverse porte chiudersi, quindi il silenzio. Anzi no: cera ancora quel miagolio di sottofondo, a malapena percettibile. Cerc di riflettere su quanto aveva scoperto quel giorno. In fondo Simone si era rivelato solo un babbeo, un ex gothic attratto dalla storia morbosa di Boccadipesce, fatta di monaci stregoni, forse anche stupratori, se si voleva dar credito alle storie di met 800, e ad altre amenit del genere. Certo, il posto era suggestivo e davvero particolare, ma isolarsi per un mese nel silenzio, tra i bricchi, era davvero da sciroccati. Specialmente con una donna come Lia che lo aspettava a casa piangente. Si gir supino, sperando che la stanchezza lo facesse stramazzare addormentato. Un po a sorpresa fu davvero cos.
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Il vibracall del cellulare lo fece sobbalzare. Aveva lasciato il telefonino sul letto, questi gli era scivolato fin sotto la pancia, e ora gli vibrava addosso con insistenza. Lo afferr, notando il numero di Lia che lampeggiava sul display. Fece una smorfia, mettendosi seduto. Dalla finestrella della cella filtrava ancora un buio pesto, chiaro segno che lalba era ben lontana. Schiacci il tasto di risposta. Ora che c? Possiamo venire l da te? Dobbiamo parlare. Possiamo?, replic irritato. Io e Simone. Ti prego, urgente. Lultima cosa che voleva fare era parlare con quel fotografo rimbambito, ma qualcosa nel tono di voce di Lia lo convinse ad accettare la richiesta. E va bene, vi apro. Il tempo di girare la chiave nella toppa e i due fidanzatini erano gi l. La ragazza tremava, stringendosi nella felpa che non bastava per proteggerla dallumidit del lago, mentre Simone, vestito ancora come si era presentato a cena, stringeva in mano lo strumento del mestiere, ossia una macchina fotografica dallaria costosa. Max guard oltre le loro spalle, aspettandosi di notare qualche monaco che li spiava con occhi maligni. Se anche cerano, non li vide. Entrate, muovetevi. Non se lo fecero dire due volte. Lo scrittore richiuse la porta dietro di s e si piazz sullo sgabello, lasciando agli inopportuni ospiti i letto. Il display del cellulare segnava le undici e diciotto. Cosa c di tanto urgente da non poter aspettare domattina?
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Lui qui sotto, mormor Simone. Dobbiamo fotografarlo. loccasione di una vita. Hai idea di quanto potrebbero valere degli scatti cos? Calmati, Fabrizio Corona dei poveri! Chi c qui sotto? Uno strano presentimento si stava impossessando di Max. Qualcosa che non lasciava presagire nulla di buono. Il protettore del monastero. Parli della tomba di San Settentrio? Non mi pare una cosa cos strana. I frati seppelliscono da sempre i loro m... No, idiota! Non parlo del santo! Lia strinse un braccio al fidanzato, per calmarlo, quindi gli prese la macchina fotografica e inizi a sfogliare gli scatti in memoria. Quando trov quello che cercava lo mostr a Max. era una foto scura che immortalava una sorta di cava naturale in cui si notavano stalattiti e stalagmiti. Ma il dettaglio che monopolizz lattenzione dello scrittore era un altro. In un punto lontano della caverna cera una sagoma umana in penombra. Si notava che era molto alta e completamente nuda. Oltre a questo aveva un paio di enormi ali ripiegate sulla schiena. Certo, poteva anche trattarsi di qualcosaltro, eppure Max penso immediatamente a quellunica soluzione. Erano ali, punto e basta. Ma che Diavolo... Non il Diavolo, rispose Simone con fare cospiratorio. Un angelo. Fomalhaut, il guardiano della porta settentrionale, una delle quattro stelle regali venerate fin dai tempi dei magi persiani. Ammettendo che questa follia sia vera, che ci fa laggi?
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I monaci lo tengono prigioniero fin da quando San Settentrio lo evoc, proprio qui, per imparare la magia angelica, o qualcosa del genere. Tutta la caverna piena di glifi costrittivi, pentacoli e altri incantesimi di contenimento. Fomalhaut incatenato al monastero da secoli! Max prese un bel respiro. Si rese conto che credeva a tutta quella follia, e non solo perch aveva visto quella foto scura, che poteva benissimo essere un falso. Come possibile che nessuno se ne sia mai accorto? Oh, ma successo. Lultima volta a met Ottocento, quando il priore di allora venne accusato di eresia da un esponente del SantUffizio inviato dallallora Stato Pontificio. Non conosco i dettagli della faccenda, ma pare che i monaci avessero contattato un conte comasco per vendergli il loro aiuto, tramite magie e sortilegi. Lobiettivo di questultimo era proporsi come figura di spicco nella lotta risorgimentale, per magari ambire in futuro a un ruolo chiave nel nuovo Stato unitario. Questi dapprima accett il patto ma poi, pentito e timoroso, denunci tutto alla Chiesa. Un rumore allesterno della cella interruppe la narrazione. Tutti e tre trattennero il fiato, ma nessuno buss n sentirono passi in avvicinamento. A voce ancor pi bassa Simone riprese a parlare. Il SantUffizio decise che era ora di chiudere il monastero, gi da secoli sulla lista nera, ma salvato in extremis dalla canonizzazione di San Settentrio da parte di Papa Pio IV, nel 1560. Linquisitore invent una storia secondo cui i monaci erano colpevoli di aver violentato alcune donne del vicino borgo, Boccadipesce. In tal modo le autorit austriache
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che controllavano il territorio comasco furono costrette a intervenire. Per il priore fiut la cosa e utilizz le sue arti magiche per realizzare il rituale pi potente mai tentato al monastero dai tempi di Settentrio. Cio?, chiese Max, sempre pi incredulo. Nascondere tutto il complesso, questo complesso, in una sacca dimensionale. Ossia spostarlo in un loop spaziotemporale che lo rende, di fatto, non reale. Potrebbe essere qualcosa che ha a che fare con la fisica quantistica, il che darebbe tra laltro ragione agli studiosi che pensano che gli angeli siano extraterrestri e non creature cel... Ti spiacerebbe rimanere in tema, cazzo? Simone annu. Pareva davvero fulminato. Probabilmente lo era anche. Per farla breve: da allora il monastero come scomparso nel nulla. La Chiesa lo condann definitivamente con una damnatio memoriae e convinse gli austriaci a sfollare Boccadipesce e a seppellirne le case in un laghetto artificiale. Ma il realt questo posto continua a esistere. Ma lo pu trovare solo chi conosce la sua storia ed fortemente motivato. Voi stessi avrete notato che in Rete c pochissimo su San Settentrio in Boccadipesce. E quellangelo, Fomalhaut? Che ruolo ha in tutto ci? Ora Lia sembrava pi curiosa e affascinata che non terrorizzata. Lesatto contrario di Max. Lui la sorgente di potere dei monaci. La magia che essi praticano tra energia da lui, o almeno credo. Unaltra cosa: sospetto che questi monaci siano gli stessi di 160 anni fa. Il loop in cui il complesso nascosto impedisce loro di invecchiare. Sono come fossilizzati in un eterno presente.
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Ma hanno uno scopo, dico bene?, replic la ragazza. S, penso di s. E dovrebbe essere quello originario dellordine settentrino, ossia preparare le schiere del Signore per la battaglia finale, per lArmageddon. Ma non chiedetemi come. Max si alz di scatto. Non sopportava pi di stare in quel posto. Andiamocene. Non ho capito se i monaci sono i buoni o i cattivi, ma non star qui a scoprirlo sulla mia pelle. O forse ora mi verrai a dire che non possiamo lasciare il loop, o quel cazzo che ? Credo che si possa farlo, rispose Simone. Ma non me ne voglio andare senza aver fotografato da vicino Fomalhaut. Finora sono riuscito solo ad affacciarmi alla cava, ma senza poterla esplorare. C sempre un monaco di guardia. Ma in tre possiamo metterlo fuorigioco. Facciamo qualche scatto pi chiaro di questo e poi filiamo. Un piano idiota. Seguici. Simone fece finta di non averlo nemmeno sentito e parl anche per la sua fidanzata. Detto ci si avvicin alla porta, seguito da Lia. Max imprec, tentato di mandarli a quel paese unaltra volta. Ma lidea di rimanere l da solo lo terrorizzava. Raccolse il cellulare e si accod alla coppietta.

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Dieci

Simone li condusse oltre il cortiletto delle celle, facendosi strada con una minuscola torcia elettrica di quelle che si tengono legate al portachiavi. Max si aspettava che da un momento allaltro i monaci balzassero fuori dai loro cubicoli, saltandogli addosso come in qualche stupidissimo film horror. Invece riuscirono ad arrivare alla porta che si collegava col chiostro senza incontrare nessuno. Per fortuna non era chiusa a chiave, altrimenti la loro avventura si sarebbe conclusa ben prima del previsto. Attraversarono una saletta vuota, coi muri abbelliti da affreschi sbiaditi, quindi si ritrovarono nel chiostro, buio e silenzioso. Di notte il monastero era davvero inquietante. Il fotografo punt la torcia nelloscurit. Da quel che so io esistono due ingressi alla cava dellangelo. Uno passa sotto il lago, ma non saprei proprio dove trovarlo. Laltro nella chiesa, nascosta in sacrestia. da l che sono passato laltra volta. E i monaci non ti hanno scoperto?, gli chiese Lia, che si teneva aggrappata a un suo braccio. No, perch ci sono andato di notte, dopo aver spiato per diversi giorni lo strano via vai sul retro della chiesa. Penso che non si siano mai accorti della mia capatina laggi. A proposito, interloqu Max, tu com che ci sei arrivato fin qui, se nessuno conosce la storia del monastero?
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Non nessuno, bens poche persone. Quelle dei giri giusti: esoteristi, occultisti, gente che conosce il mondo oscuro. Cos questaltra novit? La realt parallela che esiste allombra della nostra. O credi davvero che creature come i licantropi, i fantasmi e i maghi neri siano solo figure buone per il folclore e i giochi di ruolo? Lo scrittore evit di rispondere. A quel punto non sapeva se sentirsi pi idiota perch seguiva quel folle, oppure sullorlo della follia per tutto ci che stava scoprendo. Uscirono allo scoperto, trovandosi di fianco alla parete laterale della chiesa. In fondo al viale dingresso, oltre la fontana in cui si sentiva lo sgorgare dellacqua, sintravedeva il portone daccesso al monastero. E ora uscissimo?, domand Lia. Forse potremmo farlo senza problemi. Ma una volta fuori dubito che riusciremo a rientrare una seconda volta. Oppure, se anche riuscissimo a farlo, troveremmo i monaci pronti a farcela pagare per la nostra fuga. Ma avremmo salva la pelle, ribatt Max, tentato dallidea di battersela. Con le foto a Fomalhaut potremmo sistemarci per tutta la vita. Certo, molti le prenderebbero per falsi, ma pensate a quanta gente si fatta i soldi con i filmati su Roswell, sugli Yeti, sui fantasmi. E in nessuno di questi casi sono documenti chiari come quelli che immortaler io. Mentre conversavano a sussurri entrarono in chiesa. Di notte era ancora pi cupa e opprimente rispetto al giorno.
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Lodore di cera e di incenso ristagnava, aggredendo i sensi. Max si sforz di non starnutire, seguendo Simone che camminava spedito verso laltare, dietro al quale cera una porticina che portava alla sagrestia. Senti amico, ma perch sei venuto alla ricerca di questo posto?, chiese al fotografo. Gi, perch?, gli fece eco la ragazza. Me ne ha parlato uno del mio vecchio giro goth. Gente che tu non hai mai conosciuto, Lia. Allinizio la mia idea era solo quella di fotografare il monastero fantasma e i suoi abitanti. Una volta qui ho capito che potevo ambire a molto di pi. Cera qualcosa di non tornava e Max stava ricomponendo i pezzi del puzzle poco alla volta. Quindi ti sei presentato ai fraticelli e lo ti hanno semplicemente invitato a rimanere. Cos, senza battere ciglio. Nel mentre entrarono in sagrestia, una stanza pi grande del previsto, spoglia a eccezione di un grosso e vecchio armadio e di un tavolaccio su cui erano impilati dei sai azzurri e dei paramenti cerimoniali logori. In un angolo del locale qualcuno aveva ammassato dei candelabri di varie forme e dimensioni. Simone ne raccolse una a un solo braccio, in ottone, e lo porse allo scrittore. Questo per stordire il monaco di guardia gi alla cava. Dovrebbe bastare. Max lo soppes, perplesso. Non era un grande esperto di risse, ma forse sarebbe riuscito a colpire un frate disarmato. Sperava solo di non ammazzarlo. Non mi hai ancora risposto, torn quindi alla carica. Il fotografo apr le ante dellarmadio e, tenendo la piccola torcia stretta tra i denti, inizi ad armeggiare al suo interno.
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I monaci non mi hanno invitato a rimanere, sono io che ho chiesto loro il permesso, che mi stato accordato. Padre Eduardo non mi ha mai parlato dei misteri di questo posto, anche se evidente che se io sono arrivato fin qui perch ne conosco i segreti. A un certo punto dallarmadio filtr un refolo daria fredda e dallodore di chiuso. Max intravide un passaggio che sembrava essersi aperto dal nulla, anche se chiaramente si trattava di un doppiofondo. Loro sanno che io non posso fare nulla per danneggiarli, e al contempo contano di rubarmi quante pi informazioni possibili sul mondo esterno. Quando non gli sar pi utile... chiss. Non potevi avvertirmi?, gli chiese Lia. O magari andartene, visto che le cose si mettevano al peggio. Non cos semplice. Era una risposta che non spiegava nulla, ma Simone non aggiunse altro. Max si sporse in avanti, dentro larmadio. In fondo a esso cera un passaggio che si affacciava su una ripida scala a chiocciola dai gradini in pietra, immersa nelloscurit totale. Lingresso era abbastanza largo da permettere il comodo passaggio di una persona alla volta. Porta gi alla cava?, domand al fotografo. S. La scala finisce in una serie di tunnel sotterranei, che forse un tempo appartenevano alle cripte del monastero. Vedi se riesci a recuperare qualche candela, questa luce insufficiente per scendere. Max obbed sbuffando. Torn nella chiesa vera e propria e rub tre grossi ceri. Lia ne accese uno con laccendino, rischiarando un po la lugubre sagrestia in cui si trovavano.
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Simo, sei sicuro che sia una buona idea scendere laggi? La ragazza fissava ipnotizzata le scale, da cui saliva unodore di muschio, di chiuso e di acqua stagnante. Ancora uno sforzo e poi ce ne andremo. Se non sbaglio nella cava c una barca che d sulla spiaggia sotterranea del lago. Potremmo battercela da l. Non dovremmo aiutarlo? Simone la guard perplesso. Cosa intendi dire? Langelo, Fomalhaut. Se uno dei buoni forse dovremmo liberarlo. Non credo che sia contento di starsene prigioniero dei settentrini, no? Il concetto di Bene e Male una panzana. Questi monaci hanno sequestrato una creatura superiore, forse unentit spirituale, forse un alieno, e lo costringono a insegnar loro quelli che per noi sono incantesimi. Credo che Dio, Lucifero e tutto il resto abbiano poco a che spartire con questa semplice verit. Io mi guarderei bene da liberare Fomalhaut senza conoscere le conseguenze. Ma forse... Basta cos!, sbott il fotografo, nervoso. E poi comunque non ho idea di come eliminare un rituale di contenimento. Tu s? Lia scosse il capo e si ritrasse, offesa. Max fu sul punto di dirne quattro a Simone, ma poi rinunci. Non era certo la situazione migliore per litigare, n credeva che ne valesse la pena. Se avete finito, tagli corto, potremmo scendere. Prima facciamo, prima ce ne andiamo.
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Cos si parla. il fotografo annu e imbocc le scale, facendosi luce con la torcia. Forse era un idiota ma almeno non difettava in coraggio. Lia lo segu, reggendo il cero acceso, come nella parodia di una processione. Max chiuse il gruppo, reggendo il candelabro che costituiva la loro unica arma. Faticava ancora a credere di essere finito in una storia del genere, anche perch la mente umana rifiutava per default tutto ci che esulava dalla consueta, banale e rassicurante razionalit. Eppure era l, cera poco da aggiungere. La cosa assurda era semmai la motivazione che lo spingeva a seguire il traballante piano di Simone. Non era solo per le foto, la documentazione e tutto il resto. No: Max voleva vedere langelo coi suoi occhi. La scala termin di punto in bianco, sbucando in una sorta di cantina dal soffitto basso, del tutto vuota, ma da cui si accedeva a un corridoio stretto, scavato senza troppi fronzoli nella nuda pietra. Simone non perse tempo e lo imbocc, facendo cenno ai compagni di starsene in silenzio. Proseguirono per un periodo di tempo imprecisato, contando che avanzavano a piccoli passi per evitare di fare rumore. Incrociarono pi volte dei passaggi laterali, altri cunicoli bui, ancora pi stretti di quello che stavano percorrendo. Tuttavia il fotografo tir dritto, sicuro della strada da seguire. Era impossibile esserne certi, eppure a volte il corridoio dava limpressione di piegare leggermente su se stesso, procedendo in lieve discesa. A un certo punto ne videro la fine: poco pi avanti il passaggio si apriva nel vuoto. Ovviamente era solo unimpressione data
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dalloscurit. In realt il corridoio sboccava nella cava che andavano cercando. Simone si volt e fece cenno a Lia, che spense la candela. Quindi il fotografo si avvicin a entrambi e parl loro in un sussurro appena percettibile. Entreremo al buio. In realt il monaco di guardia dovrebbe avere una lanterna schermata accesa davanti a s, quindi per muoverci ci baseremo sulla sua luce. Concedetevi solo il tempo di abituarvi alloscurit. Max annu, anche se era ben poco soddisfatto da quel piano ridicolo. Ma oramai era in gioco, valeva la pena giocare. Simone avvolse un fazzoletto attorno alla torcia, riducendone il fascio luminoso a un chiarore a malapena visibile, quindi usc dal corridoio. Lo scrittore e Lia lo seguirono, concentrandosi su quella miseranda luce per evitare di finire chiss dove. Una volta che per furono nella cava, il fotografo spense del tutto la torcia, lasciandoli al buio. Per un momento Max prov cosa voleva dire essere ciechi. Non vedeva pi nulla, nemmeno i compagni che erano a pochi centimetri da lui. Poi pian piano i suoi occhi si abituarono al buio. Not che la caverna sotterranea era enorme. Da qualche parte, in lontananza sulla sua sinistra, cera la spiaggetta semisommersa che la collegava al lago. Si sentiva lo sciabordio dellacqua e qualcosa, probabilmente pesci, che la smuoveva. La cava pareva poi divisa in due da una sorta di terrapieno alto meno di un metro. La parte in cui si trovavano loro era la pi piccola. Alle sue spalle Max not delle inferriate, forse delle grate, le cui sbarre di ferro erano incastrate nella pietra. Facile pensare a prigioni scavate direttamente nella
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parete rocciosa. Oltre il terrapieno laltra met della grotta era invece ben pi ampia. Dei gradini naturali salivano fino a un punto pi in alto, dove si scorgeva il bagliore proiettato da una lanterna accesa e schermata. Seduto accanto a essa cera un monaco che dava le spalle a Max, Simone e Lia. Era vestito con la solita tonaca azzurra e sembrava in preghiera, o forse addormentato. Il piccolo rialzo su cui montava la guardia il religioso sovrastava una sorta di conca, dentro la quale sintravedeva appena una sagoma che si stagliava nelloscurit. Nel momento stesso in cui lo scrittore la not, questa si mosse di poco, o meglio, mosse una parte del suo corpo: alz le ali, pur senza distenderle, dando cos limpressione di aver fatto una possente scrollata di spalle. Ges santissimo... si sforz per non urlare dalla sorpresa. Un conto era sentirne parlare, un conto era vedere langelo coi suoi occhi. Simone gli sfior la spalla e si chin su di lui, parlandogli nellorecchio. Colpisci quel monaco e facciamo quel che dobbiamo. Avrai tempo poi per stupirti.

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Undici

Max cerc di incrociare lo sguardo di Lia, ma la ragazza era inginocchiata a terra con gli occhi fissi sullangelo che sintravedeva in lontananza. Simone invece era, una volta tanto, pi risoluto rispetto ai due compagni. Afferr lo scrittore per il braccio e ribad gli il suo geniale piano in un sussurro. Striscia verso la luce, muoviti lentamente per evitare di inciampare in qualche sasso e poi colpiscilo forte col candelabro. Io ti raggiunger subito dopo. Max gli avrebbe voluto domandare un bel po di cose, per esempio perch doveva essere proprio lui a fare il commando della situazione, oppure come si sarebbe dovuto comportare una volta scoperto da Fomalhaut. Tuttavia per evitare di farsi individuare a furia di inutili chiacchiericci si rimangi tutti i suoi dubbi e avanz verso il bersaglio, camminando nelloscurit della caverna. Orientarsi non era difficile, se teneva gli occhi fissi sulla lanterna accesa. La cosa complicata era evitare di cadere o magari di finire in qualche buca nel terreno. Cerc di trattenere anche il fiato perch temeva di venire scoperto. Se non altro lo sciabordio dellacqua, per quanto tenue, copriva un po il rumore dei suoi passi, che a lui parevano cannonate sparate in una stanza piena di eco. Dopo un tempo che pareva infinito arriv ai piedi del rialzo pietroso che fungeva da montagnetta. Da quel punto poteva
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vedere meglio la schiena del monaco, che pareva assopito, e anche la sagoma di Fomalhaut, seppur immersa nel buio. Langelo era alto pi di tre metri e sembrava nudo. Sedeva a gambe incrociate sulla nuda roccia e aveva le ali enormi ripiegate sulla schiena. Era impossibile capire se erano di piume come li immaginava la cultura popolare, anche se di certo non parevano di quel bianco pallido tipico di alcuni dipinti religiosi. La testa del gigante gli ciondolava sul petto, come se fosse assopito o assorto in qualche forma di meditazione trascendentale. La sua sola presenza incuteva timore e rispetto. Max scal pian piano la cengia rocciosa serrando la presa sul candelabro che rischiava di scivolargli dalle mani sudate. Cerc di non guardare langelo perch temeva di distrarsi. Se poi questi avesse allimprovviso alzato la testa per guardarlo probabilmente sarebbe fuggito a gambe levate. Oramai era a meno di tre metri dal monaco, che non sembrava essersi accorto di nulla. Doveva colpirlo mentre godeva ancora delleffetto sorpresa. In realt temeva di fargli troppo male, magari di ucciderlo, tuttavia non poteva tirarsi indietro. Alz il braccio armato, avanz ancora di qualche passo e caric il colpo. In quel momento sent una puntura nella coscia e subito dopo il suo corpo venne sconquassato da una scarica elettrica che gli provoc un dolore tanto atroce da fargli inarcare il corpo come un cavo spezzato allimprovviso. Rotol a terra urlando, dimentico di tutto il resto. Prima che la sua mente cedesse allo stordimento riusc a vedere Simone che avanzava con passo sicuro verso di lui, stringendo un aggeggio nero in
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mano. Alle sue spalle sintravedeva la sagoma di Lia, sdraiata a terra, forse svenuta o forse morta. Poi la resistenza di Max venne meno e croll del tutto, sprofondando in un oblio fatto di dolore. Quando si risvegli era cieco. Cerc di tirarsi a sedere ma si accorse di avere le mani legate con qualcosa. Riusc a rimettersi in una posizione di traballante equilibrio, coi muscoli ancora indolenziti e sofferenti. Quindi si accorse di non essere cieco, bens di avere un cappuccio calato in testa. Cera a malapena un buco per fare entrare laria, tanto che faticava a respirare. Stia calmo, cos si complica la vita. Era la voce di padre Eduardo. Maledetto bastardo! Che mi ha fatto? Non stato lui, sono stato io, replic Simone, da un punto non troppo distante. Spero che il taser non ti abbia fatto troppo male. Ma vaffanculo! Liberatemi subito! La paura si mischiava alla rabbia, che dava coraggio a Max. cerc di nuovo di alzarsi, ma senza successo. Stai calmo, rispose il priore. Se sei ancora vivo perch ti vogliamo dare una possibilit. Tu potresti esserci utile. Chi siete veramente? Ti ho detto la verit: il nostro lordine settentrino, patronato da Fomalhaut, il guardiano della porta settentrionale. Un angelo. Un Caduto. Un demone...
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Concetto superficiale. Non c n Bene n Male, solo leterno conflitto. Quando lultima battaglia si combatter qui, su questo pianeta, noi verremo ricompensati perch stiamo contribuendo a costruire lesercito del Portatore di Luce. Max era confuso, spaventato. Fate quello che volete, a me non importa. Lasciatemi andare, non verr pi a cercarvi. E poi il vostro monastero in grado di nascondervi, no? Non ci hai chiesto nulla di Lia, obiett Simone. Gi... che le avete fatto? Ora vedrai. Delle mani poco gentili lo tirarono in piedi, spingendolo in una direzione che ovviamente lui non riusc a capire. Dopo poco pi di un minuto di camminata alla cieca si fermarono. Qualcuno gli strapp il cappuccio dalla testa senza troppi complimenti. Max annasp e socchiuse gli occhi, feriti dalla luce. Quando riusc a riaprirli si accorse di essere ancora nella cava sotterranea, per la precisione allimboccatura del piccolo anfiteatro naturale in cui era imprigionato langelo. Diverse lanterne accese erano appoggiate per terra, illuminando la grotta sotterranea. Finalmente riusc a osservare i dettagli di Fomalhaut. Il corpo della creatura era umano, possente e muscoloso, solo che la pelle era ricoperta da chiazze di scaglie simile a quelle dei pesci. Le ali non erano affatto di piume, bens molli e carnose. Sembrava che avesse una grossa manta appoggiata sulla schiena. Non poteva vedere il volto del Caduto perch questi era sdraiato sul corpo nudo di Lia e la stava violentando ripetutamente. La ragazza aveva le braccia legate a due anelli di ferro conficcati nella roccia ed era imbavagliata con un drappo di seta azzurra. Allo scrittore
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ricord assurdamente una delle vecchie illustrazioni di Frank Franzetta, solo che la scena a cui assisteva era mille volte pi cruda e abominevole. Il destino aveva provato almeno un po di piet, visto che Lia era svenuta, in balia della creatura eccitata che abusava del suo corpo come se si trattasse di una bambola di pezza. Perch?, chiese a padre Eduardo e a Simone, che al contempo lo avevano affiancato, mentre un paio di altri monaci se ne stavano in retroguardia, pronti a intervenire in caso di guai. Perch tutto questo? Abbiamo bisogno di nuove madri per i nostri nephilim, ma esse possono giungere qui solo se desiderano ardentemente trovare il monastero. Il priore spiegava senza staccare gli occhi dallabominevole Fomalhaut. Questo il limite dellincantesimo che a suo tempo ci salv dal SantUffizio. Per fortuna per sappiamo come rimediare. Max guard Simone, che, assurdo per assurdo, stava filmando lorrendo stupro. la tua donna. Come hai potuto? Ci che offre il Patto mille volte superiore rispetto a un fugace amore terreno. Padre Eduardo mi accoglier nel suo ordine, che in questi decenni si pian piano diffuso ben oltre le mura di San Settentrio, che i monaci originali non possono abbandonare. Lo scrittore cap. Ricord luomo che li aveva fotografati mentre erano a Piona, e tutte le altre volte in cui si era sentito spiato. In qualche modo il loro viaggio fin l era stato seguito, organizzato, guidato.
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Fomalhaut ebbe in quel momento lultimo spasimo del suo orgasmo, sottolineato da un grugnito che aveva ben poco di angelico. Si scost dalla povera Lia, ergendosi in tutta la sua statura e mostrando un membro enorme che andava afflosciandosi. Ora guardava verso gli spettatori del suo amplesso. Max osserv i lineamenti del Caduto: a prima vista parevano bellissimi, ma gli occhi tondi e acquosi erano simili a quelli di un pesce, mostruosi e alieni. Padre Eduardo url qualcosa in una lingua che sembrava un incrocio tra latino e persiano. Fomalhaut fece una smorfia e si ritir verso il punto opposto dellanfiteatro, sedendosi in un punto oscuro in cui la luce delle lanterne non arrivava. Lei lo comanda, comment Max. Il nostro un patto proficuo per entrambi, lo corresse il priore. Lui confinato qui da tempo, ma per il guardiano della porta settentrionale pochi secoli non sono nulla, in cambio della possibilit di interagire col nostro piano dimensionale. Che ne farete di lei? Indic la ragazza svenuta, nuda e insanguinata laddove il mostro laveva violentata. Non fece in tempo a finire la domanda che due monaci sbucarono dalloscurit e si affrettarono a liberarla, trascinandola via verso un angolo buio della caverna. Partorir molti nephilim, finch il suo corpo sar in grado di farlo. I suoi figli si uniranno alle schiere che gi attendono qui con noi. Attendono? LArmageddon. Padre Eduardo indic un punto alle sue spalle. Max si accorse che il dito del religioso indicava la
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spiaggetta del lago, distinguibile dal pallido bagliore della luna che si rifletteva sullacqua. Poi li vide: sagome umanoidi che emergevano dallo stagno limaccioso, limitandosi a starsene l, in piedi, immobili. Lunica cosa che facevano era emettere un gemito acuto, infantile, che ricordava il miagolio dei gatti. Erano molti, oltre una ventina, visto che molti stavano nelle retrovie. Le loro proporzioni erano sbagliate, deformi, anche se trasmettevano un senso di minaccia fin da quella distanza. I nephilim, mormor Simone in tono deferente.

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Epilogo

Il locale che dava sullArco della Pace era affollato, chiassoso e puzzava di fritto. Una moltitudine di ragazzi e ragazze vestiti alla moda alternavano stupide chiacchiere a telefonate al cellulare, dando lidea di non avere nulla di particolarmente interessante da dire. Un pezzo di musica house completava la cacofonia, rendendola quasi insopportabile. Monica torn dal bancone dellhappy hour portando con s un piatto di plastica su cui aveva raccolto due bruschette e qualche patatina. Bionda, capelli lunghi, pelle abbronzata da costose docce solari, occhi azzurri e gambe slanciate: aveva tutto ci che serviva per far colpo in un uomo. Max la accolse con un tiepido sorriso, buttando gi quel che rimaneva del suo gin lemon. Erano solo le nove di sera ma gi non ne poteva pi di andarsene da quel posto. Tu non mangi?, gli chiese Monica, quasi urlando per farsi sentire sopra la musica assordante. Pi tardi, a cena, ora non ho molta fame. Si sforz di sorriderle. Si erano conosciuti via Facebook, cinque giorni prima. Da quando era tornato in tv, addirittura come conduttore di una trasmissione che si occupava di cronaca nera, in seconda serata su un canale satellitare, la popolarit di Max era di nuovo in ascesa. Le fans stavano uscendo dai loro buchi, cercandolo sia sul famoso social network che sul suo sito ufficiale. Oltre ai consueti complimenti qualcuna voleva
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di pi. Una raccomandazione. Un appuntamento con un personaggio televisivo. Unesperienza strana da raccontare a unamica. Monica probabilmente mirava a tutte e tre le cose, perch aveva i requisiti per puntare alla massima posta. Dove andiamo a mangiare? Gli parl nellorecchio, soffiando in modo sensuale sul collo di Max e al contempo sfiorandogli il ginocchio con le unghie laccate di rosso. Ti va un sushi? Lo scrittore fece una smorfia. Il pensiero del pesce gli ribalt lo stomaco; fece fatica a ricacciare indietro un moto di nausea e a esimersi dallordinare un altro cocktail. Non mi va tanto il giappo. Pensavo a un ristorante toscano qui in zona. Conosco il proprietario. Quello che vuoi tu, rispose Monica, che tanto avrebbe a malapena spiluccato il cibo per non rovinarsi la linea. La ragazza fin di mangiucchiare il cibo, accompagnandolo con ci che rimaneva del suo Cuba libre. Max la osserv mentre beveva, anche se in realt era assorto in ben altri pensieri. Lei fraintese e gli rivolse unocchiata allusiva. Senti, sei ancora intenzionato a portarmi a vedere quellabbazia di cui mi parlavi laltro giorno? un monastero. Beh, pi o meno sono uguali, no? Allora, ci andiamo? Lo scrittore annu, cercando di controllare il tremito che gli saliva dalle mani. Ci andiamo domenica, certo. Ne hai parlato a qualcuno? No, ho fatto come mi hai chiesto tu. Anche se ti assicuro
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che non ti sto frequentando solo per vantarmi con gli amici... Max represse una smorfia. Era gi riuscito a ottenere la password di Facebook di Monica, che poi era la stessa che utilizzava anche per il suo account di posta elettronica. Convincerla a rivelargli qualunque cosa era estremamente facile, se esercitava il suo fascino da celebrit catodica, seppur di bassa levatura. Con quella password poteva cancellare tutti i messaggi che si erano scambiati e scriverne altri che avrebbero depistato gli inquirenti. Certo, era rischioso, ma sapeva anche che cerano dei settembrini pronto ad appoggiarlo in caso di difficolt. Il telefono della ragazza squill e le rispose con la consueta civetteria, informando il suo interlocutore che era in un locale troooppo bello con un amico. Mentre lo diceva strizz locchio a Max, che si sforz di rivolgerle un mezzo sorriso. Monica era bellissima, ma tanto frivola da risultare insopportabile. Forse cos gli sarebbe pesato meno offrirla in regalo a Fomalhaut. Cerc di non pensare a ci che le avrebbe fatto il Caduto, sebbene il ricordo della povera Lia fosse ancora ben stampato nella sua testa, anche se erano passati oramai tre mesi da quando laveva abbandonata al monastero. In fondo non aveva molta scelta. Padre Eduardo era stato molto chiaro in proposito. Guard meglio il posto in cui si trovava. Il lusso, le gente vestita allultima moda, le macchine costose parcheggiate allesterno del locale. Quelle erano scimmie cieche, che ignoravano la realt oscura che si celava dietro una patina di apparente normalit. Sacrificarne una per salvare la sua vita
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non era la peggiore delle scelte che poteva fare. E poi cera dellaltro, non era solo una questione di sopravvivenza. Di certo la carriera di Max non si era rivitalizzata per un puro caso. Qualcuno aveva fatto le telefonate giuste, raccomandando il suo nome a chi di dovere. Non sapeva chi era stato, ma ne sospettava il mandante. Del resto padre Eduardo lo aveva congedato da Boccadipesce ricordandogli che il Regno dei Cieli era pur sempre molto lontano, mentre quello terrestre era a portata di mano per chi sapeva goderne. Vieni cara, disse a Monica, alzandosi. Andiamo a cena. Strada facendo ti racconter una storia di fantasmi che riguarda quel monastero. Lei ammicc, sorridente. Adoro le storie di fantasmi, anche se in fondo non ci credo affatto. Fai bene piccola. Continua a non crederci. I fantasmi e i mostri non esistono.

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