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Levoluzione ideoplastica delle specie viventi - ALTRO GIORNALE

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News: Levoluzione ideoplastica delle specie viventi (Categoria: Messaggi) Inviato da Richard sab 27 apr 2013, 16:34 di Enzo Pecorelli Questa ipotesi, nota pure come plasticismo evolutivo, una teoria dichiaratamente neo-evoluzionistica che, pur accettando il principio della selezione naturale e il ruolo della genetica, si sofferma soprattutto sul possibile meccanismo di induzione delle mutazioni evolutive, suggerendone una diversa spiegazione. Pi in dettaglio, lautore, che dottore agronomo e botanico, ha provato a rispondere alle seguenti domande: In che modo linsetto-foglia riuscito a rendere il suo corpo del tutto simile, fin nei pi piccoli particolari, alle foglie del suo habitat naturale? Solo grazie a mutazioni casuali e alla successiva selezione naturale? Oppure per azione di qualche importante meccanismo

ancora ignoto? Oltre al fatto, gi noto, che la selezione naturale agisce selettivamente sulla diffusione degli individui mimetici, possibile che esista qualche altra correlazione, pi diretta e ancora non studiata, tra il mimetismo e levoluzione delle specie viventi? La psiche degli individui pu, oltre che influire sullespressione dei geni, indurre anche la comparsa di geni del tutto nuovi?

Ebbene, in risposta a tali domande, questa teoria giunge a proporre che levoluzione degli esseri viventi possa essere dovuta a una presunta azione mutagena della psiche dei viventi che agirebbe direttamente sul genoma e sullepigenoma delle cellule germinali (o, pi in generale, delle cellule riproduttive). In particolare essa suppone che il

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meccanismo che induce le variazioni temporanee negli organismi rapido-mimetici (sepiidae) sia dello stesso tipo di quello che ha indotto le variazioni fissate geneticamente negli organismi cripto-mimetici come gli insetti-foglia (phasmidae), e che entrambi abbiano dei punti in comune con il meccanismo che consente lacquisizione di nuove caratteristiche alle specie in evoluzione. Si distingue dal neo-darwinismo perch non accetta il caso come causa delle mutazioni evolutive e, al contrario, suppone che levoluzione sia orientata dalla volont degli esseri viventi. Tuttavia, pur ridimensionandolo, accetta la fondatezza del meccanismo della selezione naturale.

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Si distingue dal lamarckismo perch, pur ritenendo che le mutazioni siano indotte da una necessit vitale, non le spiega con lazione di stimoli fisici (principio delluso e non uso) ma attraverso stimoli di natura psichica (azione ideoplastica), presumibilmente mediati da meccanismi di natura ondulatoria o, addirittura, non-locali.

Per cui, in definitiva, levoluzione non sarebbe altro che una volont che prende forma. Inoltre, rispetto al lamarckismo riesce anche a spiegare la comparsa di caratteri non dipendenti dalluso e non uso e lereditariet dei caratteri acquisiti (spiegata dallazione diretta della psiche sul genoma). Riconosce il fondamentale ruolo della genetica nellespressione dei caratteri fenotipici, ma considera i geni pi il veicolo che la fonte dellevoluzione (non accetta, cio, che mutazioni casuali nei geni possano condurre a mutazioni complesse e funzionali, ma solo a micromutazioni, spesso deleterie). Suppone che tutti gli esseri viventi siano dotati di funzioni mentali e, per quanto riguarda i vegetali, fa anche riferimento alla neurobiologia vegetale, secondo cui anche i vegetali sarebbero dotati di consapevolezza e sarebbero in grado di reagire volontariamente agli stimoli esterni, e allipotesi della percezione primaria di Backster. Ipotizza, poi, che alcuni aspetti evoluzionistici possano essere spiegati secondo il paradigma olografico di Bohm. E, ancora, pur ammettendo di non conoscere le modalit con cui la psiche agirebbe sui geni, avanza lipotesi che il meccanismo coinvolto possa essere di tipo quantistico (poich le conclusioni della fisica quantistica relative alla materia inanimata devono essere valide anche per i sistemi biologici). Tenta, infine, di conciliare posizioni diametralmente contrapposte, come quelle degli evoluzionisti e dei sostenitori dellIntelligent Design, o di studiosi come Dawkins e Sheldrake.

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Talora mettendo in evidenza come alcune teorie, spacciate per originali, trovino invece la loro origine in antiche tradizioni e concezioni filosofiche (come liperuranio di Platone, il monismo panteistico di Giordano Bruno e larchivio Akashico degli Induisti) o in modelli di fisica quantistica, come limplicate order del paradigma olografico di Bohm o negli studi di Alan Aspect. Ma bene precisare che la teoria del plasticismo evolutivo si basa essenzialmente su osservazioni di tipo naturalistico (presunta mente collettiva degli insetti sociali e mimetismo) e su fenomeni normalmente accettati da altre discipline scientifiche (effetti placebo e nocebo, somatizzazioni da MPD) o in via di studio (presunta memoria degli organi dei trapiantati, azione ideoplastica delle pratiche ipnotiche, potenziali somatosensoriali evocati) e che li collega in maniera originale e stimolante con il mistero dellevoluzione delle specie viventi fino a proporre una nuova ipotesi di studio.

di Darwin (link:

Questa teoria stata presentata per la prima volta nel 1999 nella prima stesura del romanzo Metamorfer. La gemma ) e, successivamente, in una serie di saggi (E se Darwin si fosse Sbagliato?, ecc...), alcuni dei quali scaricabili gratuitamente dalla rete:

Pellegrino De Rosa dottore agronomo, giornalista, saggista e scrittore. laureato in Scienze e Tecnologie Agrarie, e ha un master in Gestione e difesa del territorio. Si interessa di progettazioni e di studi in ambito ambientale, botanico, faunistico, e di ingeneria naturalistica. Settore, questultimo, nel quale ha presentato una particolare metodica adatta per i suoli piroclastici dellarea vesuviana. Ha pubblicato vari saggi etnografici e tecnici, tra cui un testo sulle erbe alimurgiche (erbe selvatiche commestibili) edito dalla Regione Campania. Si interessa di ipnologia di scuola ericksoniana, istruttore elementare di scacchi, e si occupa di varie attivit legate al mondo dei libri e del giornalismo. Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana.

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