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Alessandro Rasulo

Analisi delle sollecitazioni agenti su di un solaio


latero-cementizio con lausilio del SAP 2000





Il logo CSI e la denominazione SAP2000 sono marchi registrati di Computers and Structures, Inc.
UNIVERSITA DEGLI STUDI DI ROMA TRE
FACOLTA DI ARCHITETTURA
prof. ing. Renato Giannini
dott. arch. Silvia Santini
dott. ing. Alessandro Rasulo
LABORATORI O DI COSTRUZI ONI
DELLARCHI TETTURA 2 (B)
Lettere E-N
Introduzione
I programmi di calcolo strutturale della famiglia SAP sono nati alla fine degli anni 60 dallopera
pionieristica di Ed. Wilson, studente di Clough Penzien allUniversity of California, Berkeley, dove il
Prof. Wilson ha insegnato e di cui attualmente e porfessore emerito.
Lo sviluppo del programma SAP e nato dallinterazione fra mondo accademico e industria, dal
momento che a partire dal 1963-65, Wilson ha lavorato come ingegnere nella societa Aerojet General
Corp. di Sacramento in California. Qui le necessita di calcolo legate alla progettazione aero-spaziale
hanno fatto da propulsore alla messa a punto di uno strumento di analisi che sfruttasse le potenzialita
della formulazione agli elementi finiti, allepoca appena messa a punto in ambiente accademico.
Negli anni febrili a cavallo fra i 70 e gli 80, definiti da qualche commentatore gli anni della
rivoluzione degli elementi finiti, il programma subisce progressive evoluzioni fino alla versione SAP
IV, il cui codice, liberamente distribuito da Ed Wilson e collaboratori, e tuttora il motore di molti dei
programmi di analisi attualmente in commercio.
La possibilita di poter usare il SAP come strumento di analisi non-lineare e dovuta invece a Klaus-
Jrgen Bathe, studente di Wilson a Berkeley. Il programma NONSAP si e progressivamente
accresciuto fino a diventare il codice di calcolo ADINA.

Il nome SAP e lacronimo di programma per lanalisi strutturale (Structural Analysis Program), ma
nello slang anglosassone significa anche esecutore acritico di ordini. Come spiegato da Ed Wilson
nel primo manuale utente del SAP (vedi riquadro nella pagina seguente) questo gioco di parole e
intenzionale.


Figura 1 - Programmi della famiglia SAP.


The sl ang name SAP was sel ect ed t o r emi nd t he
user t hat t hi s pr ogr am, l i ke al l pr ogr ams, l acks
i nt el l i gence.
I t i s t he r esponsi bi l i t y of t he engi neer t o
i deal i ze t he st r uct ur e cor r ect l y and assume
r esponsi bi l i t y f or t he r esul t s.
dal 1^ manuale del SAP (Ed Wilson, 1970)

Gli elementi disponibili nella versione corrente (SAP2000 Nonlinear) sono:
- elementi mono-dimensionali elastici trave/colonna [Frame]
- elementi bidimensionali elastici lastra/piastra [Shell]
- elementi elastici con stato piano di sforzo/deformazione [Plate]
- elementi tridimensionali elastici [Solid, Asolid]
- molle lineari collegate a terra [Spring]
- elementi non lineari [Nonlinear Link, Push-over Plastic Hinge].
Le possibili modalit di analisi vanno dallanalisi sotto carichi statici (forze e spostamenti concentrati
nei nodi, carichi distribuiti, pressioni idrostatiche, azioni termiche e precompressione), a quella di
strutture da ponte soggette a carichi mobili (secondo la teoria delle linee dinfluenza), alle azioni
dinamiche (sia analisi statica equivalente con spettro di risposta che risposta nel dominio del tempo).
E prevista la possibilit di una progettazione assistita da calcolatore, ma non e oggetto di esame in
queste note visto che e ritenuto pi utile dal punto di vista didattico che lallievo provveda
manualmente al dimensionamento e alla verifica della struttura assegnata nellambito del Laboratorio.

Versioni disponibili per ambiente Windows 95/98/NT/2000
SAP2000 Educational Come la versione Nonlinear ma con un limite di 30 nodi. Trattandosi di una
versione distribuita a scopo educativo, luso commerciale e proibito.
SAP2000 Standard - Analisi statica e dinamica (analisi spettrale) per telai e strutture bidimensionali.
Limite 1500 nodi.
SAP2000 Plus Aggiunge alle funzioni della versione Standard lanalisi con carichi mobili e
lanalisi dinamica nel dominio del tempo nonch luso di elementi Plane, Solid e Asolid.
SAP2000 Nonlinear Aggiunge alle funzioni della versione Plus gli elementi non lineari.

Definizione del modello geometrico
Vogliamo calcolare il solaio riportato in figura (per il quale nelle scorse esercitazioni progettuali sono
stati eseguiti il pre-dimensionamento e lanalisi dei carichi).

4200 4450
1
5
0
0
5
0
5
0
5
3
5
0
6
0
0
0
1
5
0
0
1350
2950 2950 2750 4050 2750 2950 2950
3350 3200 2750 2750 2750 3200 3350
4450 4200 4050











Una volta avviato il programma, comparir la finestra con lambiente di lavoro, come nella figura
seguente:




Si proceder innanzitutto a selezionare nellangolo in basso a destra le unit di misura pi convenienti
per lanalisi che si intende condurre (ad es. kN-m):




Si provveder poi a selezionare dalla barra degli strumenti lopzione, File? New Model from
Template :




Apparir il seguente schema, in cui sono elencati i modelli base per i quali il SAP2000 fornisce la
possibilit di seguire una creazione assistita:



Occorre selezionare lo schema statico che pi si avvicina alla struttura che si vuole analizzare. Nel
caso di un solaio opportuno scegliere lo schema di trave continua (e lo schema riportato nellangolo
in alto a sinistra).
Apparir una schermata in cui vengono richiesti il numero delle campate e la lunghezza (uguale per
tutte le campate). Specificare i dati (nel nostro caso 5 campate con lunghezza costante pari a 6 m) e
confermare cliccando su OK:



Se tutto e andato come previsto, il risultato sar la schermata seguente:



Si fa notare come la posizione dei vincoli (alle estremit dei due sbalzi) e le lunghezze delle campate
non coincidono con lo schema statico del nostro esempio.
Prima di correggere la geometria del modello, pero, provvediamo a rimuovere i gradi di libert
superflui della struttura. Trattandosi di una struttura che giace tutta nel piano XZ (si veda il riferimento
cartesiano che compare nella figura precedente) e soggetta ai soli carichi verticali (lungo Z) gli unici
gradi di libert che ci interessano sono:
la traslazione lungo X;
la traslazione lungo Z;
la rotazione intorno a Y.
Per rimuovere i gradi di libert indesiderati occorre selezionare sulla barra degli strumenti
Analyze? Set Options
e deselezionare UY, RX e RZ alla voce Available DOFs:


Per correggere la geometria si procede cliccando con il tasto destro del mouse i nodi di cui si vuole
cambiare la posizione ed inserendo le nuove coordinate cartesiane del nodo selezionato:



Una possibile definizione delle coordinate, compatibile con la geometria dello schema da analizzare,
e riportata nella tabella che segue:

Numero Nodo X [m] Y [m] Z [m]
1 -12.00 0 0
2 -10.50 0 0
3 -5.45 0 0
4 -0.10 0 0
5 5.90 0 0
6 7.40 0 0

Dopo aver modificato come indicato le coordinate dei nodi ed eseguito una rigenerazione grafica di
entrambe le viste (View? Refresh View), lo schermo dovrebbe apparire come segue:



Per completare la definizione della geometria dello schema non resta che intervenire sui vincoli,
selezionando i nodi in cui si vuole modificare le condizioni di vincolo e utilizzando lo strumento
Assign Joint Restraint:


che permette di attivare la finestra di dialogo dove possibile specificare i vincoli che agiscono lungo i
gradi di libert dei singoli nodi:




Al termine di questa operazione lo schema dovrebbe apparire cos:


Definizione dei materiali

Selezionare dalla barra degli strumenti Define? Material, in modo da ottenere la seguente finestra:


Il programma ha gi pre-definite le propriet del calcestruzzo (concrete) e dellacciaio (steel). Lutente
pu aggiungere nuovi materiali cliccando su Add New Material. Se invece si vuole verificare o
modificare le propriet dei materiali gi esistenti occorre cliccare su Modify/Show Material, in modo
da ottenere la finestra che segue:



Verificare se le propriet gi definite possono andare bene nel caso che si vuole analizzare. Qualora ci
si accorga che ce qualcosa che non va, si pu cambiare linput selezionando le singole caselle e
introducendo il valore voluto.

ATTENZIONE: Quando si specifica un valore non-nullo per il peso specifico (weigth per unit
volume), il programma calcoler in automatico il peso degli elementi strutturali associati a quel
materiale e lo user nel corso dellanalisi andando a moltiplicarlo per il moltiplicatore gravitazionale
specificato.
Dal momento che il nostro solaio include anche degli alleggerimenti in laterizio, sembra opportuno
definire il peso proprio della fascia di solaio in esame a parte (le operazioni per fare ci verranno
spiegate in dettaglio nella sezione Definizione dei Carichi), per cui e opportuno specificare zero
nella casella weigth per unit volume.
Definizione degli Elementi

Per controllare le modalit di visualizzazione degli elementi occorre selezionare la voce View? Set
Elements per avere la finestra che segue:



E utile, al fine di verificare visivamente la corretta orientazione degli elementi di solaio, che lopzione
Show Extrusions sia selezionata.

Per definire la sezione del solaio occorre selezionare Define? Frame Sections per ottenere la seguente
schermata:

Come e possibile vedere e gia definita una sezione rettangolare di default (FSEC1). E possibile
tanto modificare questa sezione, quanto importare (Import) o aggiungere (Add) nuove sezioni.

Per modificare la sezione esistente basta selezionare FSEC1 e poi cliccare su Modify/Show Section.
Dal momento che vogliamo modellare una fasca di solaio la cui larghezza (Width) e 1 m e la cui
altezza (Depth) e 0,24 m, la sezione andra impostata come nella finestra seguente:



E possibile definire un nome per la sezione andandolo a scrivere nel campo Section Name.
Assicurarsi che il nome del materiale coincida con quello definito precedentemente per il calcestruzzo.
E possibile verificare le proprieta di geometria delle masse associate alla sezione appena definita,
cosi come calcolate in automatico dal SAP, clicando su Section Properties:



Se si reputa opportuno modificare le proprieta appena visualizzate, si puo cliccare sul bottone
Modification Factor

per stabilire dei coefficienti moltiplicativi. In particolare si fa notare che nel caso della sezione in
calcestruzzo le propriet sono calcolate supponendo la sezione interamente reagente, trascurando
quindi leffetto di parzializzazione indotto dalla formazione di fessure nel lembo teso. Un simile
effetto ha grande influenza ai fini di un calcolo accurato delle frecce di inflessione del solaio per il
quale opportuno tenere in conto leffetto di riduzione dellinerzia ad opera della fessurazione, ma
tale fenomeno non influenza significativamente il calcolo delle sollecitazioni e verr pertanto
trascurato in questa sede.

Per assegnare le propriet della sezione appena vista ai singoli elementi di solaio gi presenti nel
nostro modello, basta selezionare gli elementi e quindi attivare i comandi Assign? Frame Section per
avere la schermata che segue:

Scegliere la sezione e premere OK.
Se tutto e andato come previsto, otterremo il seguente schema:


dove e possibile valutare visivamente che larghezza e altezza delle sezioni sono state disposte lungo
le direzioni corrette. Se ci fosse stato qualche problema si sarebbe dovuti intervenire sulla definizione
degli assi locali dei singoli elementi attraverso I comandi Assign? Frame Local Axes:


Tanto per capire il significato del comando proviamo a modificare lorientazione degli assi locali dei
primi tre elementi di solaio impostando un angolo di rotazione di 90 gradi. Otterremo il seguente
schema che per palesemente ERRATO:



Una volta definiti gli elementi e controllato che la loro orientazione sia corretta e il caso di ripristinare
la modalit di visualizzazione degli elementi escludendo lestrusione. Come gi illustrato in
precedenza il comando e View? Set Elements, nella finestra di dialogo che apparir bisogna
deselezionare la casella Show Extrusion.
Definizione dei Carichi
Prima di iniziare ad inserire i carichi nel SAP, sembra opportuno definire le varie combinazioni di
carico che occorre considerare al fine di massimizzare o minimizzare (a seconda del segno) le
sollecitazioni sulle varie sezioni di solaio. Facendo uso della teoria delle linee di influenza
(applicazione del teorema di reciprocit di Betti) o considerazioni pi immediate sulla deformata e sul
segno dei momenti, risultano i seguenti schemi, in cui il carico permanente agisce su tutte le campate
ed in tutti gli schemi, mentre il carico accidentale posizionato a scacchiera per ottenere i diversi
casi limite.

Facendo seguito al pre-dimensionamento e allanalisi dei carichi avremo:
- carico permanente (peso proprio solaio+sovraccarichi permanenti): 1.4*6,0 kN/m
2
=8,4 kN/m
2

- carico accidentale civile abitazione (campate interne): 1.5*2,0 kN/m
2
=3,0 kN/m
2

- carico accidentale terrazzi (sbalzi): 1.5*4,0 kN/m
2
=6,0 kN/m
2


Combinazione 1) - Momento Min. appoggio B e D:



A B C D

Combinazione 2) - Momento Min. appoggio A e C:



A B C D


Combinazione 3) - Momento Max. mezzeria AB e CD:



A B C D


Combinazione 4) - Momento Max. mezzeria BC:



A B C D

Per definire i carichi nel SAP occorre utilizzare il comando Define? Static Load Case per ottenere la
finestra che segue:


dove possibile specificare per ogni singolo carico il nome (Load) ed il tipo (Type).
Attenzione: Dal momento che il carico permanente che andremo ad applicare sul nostro modello
include anche il peso proprio degli elementi strutturali, opportuno imporre che il moltiplicatore del
peso propio (Self Weight Multiplier) sia zero, al fine di non conare due volte il peso proprio.

Definiremo sei forme di carico:
PERM (carico permanente) 8,4 kN/m
ACC1 (carico accidentale sbalzo A) 6,0 kN/m
ACC2 (carico accidentale sbalzo AB) 3,0 kN/m
ACC3 (carico accidentale sbalzo BC) 3,0 kN/m
ACC4 (carico accidentale sbalzo CD) 3,0 kN/m
ACC5 (carico accidentale sbalzo D) 6,0 kN/m



Per applicare i carichi bisogna selezionare gli elementi di solaio su cui i singoli carichi insistono ed
eseguire il comando Assign? Frame Static Load ... ? Point and Uniform.
Ad esempio per i carichi permanenti agenti su tutto lo sviluppo longitudinale del solaio, una volta
definito il valore di carico uniformemente distribuito (Uniform Load) e cliccato sul pulsante OK:



dovrebbe apparire il seguente schema di carico:


Procedendo secondo la stessa procedura per tutti i carichi avremo:









Adesso provvediamo a definire le diverse combinazioni di carico (indicate con le sigle COMB1,
COMB2, COMB3, COMB4). Il comando Define? Load Combination che da accesso alla seguente
finestra:


Per aggiungere una nuova combinazione bisogna selezionare Add? New Combo per avere la finestra
che segue:



E possibile definire il nome della combinazione (Load Cobination Name), i carichi che devono
essere combinati assieme (Case Name) ed i rispettivi moltiplicatori (Scale Factor). Dal momento che
i moltiplicatori di combinazione (responsabili della trasformazione da carico caratteristico a carico di
progetto) sono gia stati inclusi nei valori del carico base, i moltiplicatori devono essere posti unitari.

Nel nostro caso le combinazioni sono 5:
COMB1=PERM+ACC2+ACC3+ACC5 (Modalita ADD)
COMB2=PERM+ACC1+ACC3+ACC4 (Modalita ADD)
COMB3=PERM+ACC2+ACC4 (Modalita ADD)
COMB4=PERM+ACC1+ACC3+ACC5 (Modalita ADD)
ENV =COMB1+COMB2+COMB3+COMB4 (Modalita ENVE)

Le prime quattro corrispondono agli schemi riportati allinizio del paragrafo, mentre lultima
corrisponde al diagramma di inviluppo delle quattro combinazioni.
Lanalisi puo ora essere eseguita selezionando il comando Analyze? Run o cliccando licona ? .
Di default il SAP riporta, al termine dellesecuzione, la deformata del primo carico definito (nel nostro
caso PERM). I valori degli spostamenti nodali possono essere visualizzati selezionando il nodo di cui
si vuole conoscere lo spostamento e quindi cliccando con il tasto destro del mouse.

Per la visualizzazione di tutti gli altri risultati occorre selezionare il comando Display e scegliere
lopzione desiderata.
In particolare, per visualizzare i diagrammi dei momenti relativi alle diverse combinazioni di carico
occorre selezionare Display? Show Element Forces/Stresses? Frame.
Nella figura che segue e riportato il diagramma di inviluppo delle varie combinazioni di carico, cosi
come fornito dal SAP. Si tratta di uno strumento progettuale molto utile dal momento che rappresenta i
valori massimi e minimi di sollecitazione che devono essere presi in considerazione al momento del
dmensionamento e della verifica della struttura.