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11-La costituzione della materia

La costituzione della Materia


Nonostante fosse quotidianamente impegnato nella lotta per la sopravvivenza, non si pu escludere che lhomo sapiens esercitasse anche unattivit speculativa, cen trata, verosimilmente, sugli oggetti che lo circondavano e i fenomeni cui assisteva. Il processo di apprendimento inizi quanto egli fu in grado di metter in ordine le osserva zioni, classificandole sulla base di similitudini e differenze, e costruendo uno schema mentale generale, nel quale inserire ciascuna di esse; questo processo port pian piano alla formulazione e alla elaborazione delle teorie, verosimilmente sulla costituzione e sulle propriet degli oggetti materiali, sulle cause e le finalit dei cambiamenti cui assi steva, arrivando infine ai tentativi di fornire una risposta ai quesiti esistenziali fonda mentali sullorigine delluomo e del mondo. acerdoti e sciamani cercarono per primi le risposte, basandosi su intuito e fede, piuttosto che su uninterpretazione razionale dei fenomeni. !ssi erano ritenuti gli eletti, i soli che, per rivelazione divina, grazie a poteri misteriosi e magici, potessero conseguire il vero sapere, non comunicabile alla plebe e non suscettibile di critiche " tr, #$%. in dallinfanzia venivano iniziati ai misteri, dei quali, insieme agli oracoli, erano i soli de positari, e che trasmettevano esclusivamente agli altri componenti della loro casta. &utte le spiegazioni sullorigine del mondo convergevano, in qualche modo, ver so laccettazione di un atto creativo, dal nulla o da qualche sostanza primordiale, da par te di una divinit o ente superiore; nonostante ci, essi osservavano attentamente i feno meni naturali, tanto da accorgersi del regolare ripetersi di alcuni di essi. 'alternarsi del giorno e della notte, delle fasi lunari, delle stagioni, erano patrimonio comune a tutte le civilt e costituirono il criterio per scandire lo scorrere del tempo( il calendario egizio era basato sul ripetersi periodico della piena del Nilo, che si manifestava ogni )*+ giorni circa. I sacerdoti ,abilonesi per secoli avevano studiato il moto di sole, luna, pianeti e costellazioni, nella convinzione che gli avvenimenti celesti influenzassero quelli della vita di tutti i giorni -astrologia.; perci, gi nel terzo millennio a./., avevano messo a punto un calendario, basato sul ciclo lunare, poi adottato da 0reci ed !brei. 1a, nel comportamento regolare della natura, laspetto che pi2 li impressionava era che molti fenomeni consistevano in un mutamento continuo tra due situazioni dia metralmente opposte( vita e morte, giorno e notte, caldo e freddo, tempesta e quiete.

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4erci, la prima spiegazione che si cerc di dare a fenomeni ciclici come lalternarsi delle stagioni, sia tra le societ primitive che tra quelle pi2 evolute, si fondava sulla dot trina dei contrari, secondo la quale tutte le cose consistevano di principi contrari ed op posti, come buio e luce o maschio e femmina. 5uesta idea costitu6 uno dei concetti fon damentali del pensiero babilonese e egiziano, e gli opposti furono personificati nelle loro divinit. In 1esopotamia, il dio padre Baal, associato al sole, costituiva il principio caldo, attivo, luminoso immateriale e positivo, mentre la dea Istar, associata alla luna, era fredda, passiva, buia, materiale e negativa. Nell!gitto classico, essi erano incarnati in Osiride e Iside, mentre i 4ersiani credevano in Ahura Mazda, luminoso e buono, e Arhiman, scuro e cattivo. I /inesi non associavano alcuna divinit ai principi contrari che chiamavano yin, scuro, lunare, terrestre e femminile, e yang, luminoso, solare, cele ste e maschile, passivo il primo, attivo il secondo. 'a dottrina dei contrari era anche in grado di spiegare la /reazione, come sepa razione della materia primordiale in due sostanze contrarie, dalle quali possono poi crearsi tutte le cose. Nel primo libro della 0enesi -7III sec. a./.., la /reazione 8 descrit ta come separazione della luce dalle tenebre nel primo giorno, del cielo dalla terra nel secondo, della terra dalle acque nel terzo e del sole dalla luna nel quarto. /ontemporaneamente, losservazione attenta degli oggetti materiali e lo studio delle loro propriet avevano consentito di sviluppare notevoli abilit tecniche, non solo nella costruzione di manufatti pi2 o meno complessi, ma anche nellattuazione di pro cessi di profonda trasformazione della materia, come la metallurgia, la preparazione di bevande, medicamenti, tinture, finalizzati al miglioramento della vita materiale e spiri tuale della collettivit. 5ueste realizzazioni, che raggiunsero livelli notevoli presso ,a bilonesi ed !gizi, erano ritenute parte integrante delle pratiche religiose, e quindi patri monio esclusivo delle caste sacerdotali, che custodivano le preziose informazioni tecni che, anche se ne limitavano la diffusione, perch9 su di esse basavano il loro potere, reli gioso e politico. I progressi tecnologici si mescolavano con le sottigliezze della teologia che li accompagnava, la quale, per esempio, attribuiva ai numeri significati magici e al moto degli astri il destino degli esseri umani, in una corrispondenza macrocosmo : mi crocosmo, che resiste ancora nella moderna astrologia " tr, #$%.

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Nascita della filosofia greca ;l contrario, la religiosit greca si mantenne in uno stato infantile, n9 alcuna ri flessione su temi esistenziali o cosmologici poteva essere messa in relazione con le loro divinit da operetta, che gozzovigliavano e amoreggiavano senza regole. 5uesto per fu, in qualche modo, un vantaggio perch9, quando i 0reci manifestarono le prime tracce di pensiero scientifico, esso non risult legato ad alcuna religiosit e non dovette adat tarsi ai comandamenti di alcuna teologia, ben radicata nelle tradizioni, n9 fu costretto a decollare verso qualche regno metafisico ultraterreno. in dal suo nascere, il pensiero scientifico greco fu assolutamente libero, senza alcuna restrizione che non fosse imposta dalla ragione e dalla realt del mondo con cui voleva confrontarsi. " tr, #$%. 'affrancamento dalla religiosit non fu soltanto nelle risposte, ma, e questo 8 probabilmente laspetto pi2 interessante, anche nelle domande. Il campo di indagine e di riflessione di questi filosofi, che per questo sono spesso chiamati cosmologisti o natura listi, furono il mondo intero, la Natura -in greco, . in generale, considerata come insieme di cose e sostanze in reciproca interazione e in continuo mutamento. 'e que stioni cui cercarono di dare una risposta riguardavano lorigine e la composizione della materia e le cause delle sue trasformazioni, mettendo ordine nella variet delle cose e nella molteplicit dei mutamenti. Il loro principale atteggiamento metodologico era quello di classificare, cio8 distinguere, a seguito dellindividuazione di analogie e diffe renze, e poi unificare in classi cose o mutamenti diversi. 'a scoperta di propriet comu ni a diverse sostanze port alla ricerca degli elementi semplici, i principi materiali dei quali erano fatte tutte le cose, i principi causali che le facevano mutare e le caratteristi che essenziali, comuni o diverse. 5uesta tendenza a differenziare e a unificare 8 tipica della scienza greca, come 8 tipico di essa affidarsi alle differenze e alle analogie qualita tive "!sp%. Il loro desiderio di elaborare una spiegazione assolutamente naturale, cio8 indi pendente dalla mitologia, delle origini del mondo port alla nascita della filosofia greca, e quindi di quella occidentale "<il, ==%, e il concetto di sostanza materiale, non solo 8 stato il principio fondamentale di ogni metafisica, ma ha costituito il punto di incontro e di scambio biunivoco tra il pensiero filosofico e quello scientifico "<il, =#%. Il tentativo di fornire una spiegazione razionale allorigine del mondo materiale, alla sua composizione e alle cause delle sue trasformazioni si dovette confrontare, sin

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dal suo nascere, con una questione fondamentale( conciliare lesigenza di semplicit concettuale con la molteplicit degli oggetti e dei fenomeni naturali. I primi filosofi de cisero di dare alle loro speculazioni unimpostazione, diremmo oggi, riduzionista, nel senso che era finalizzata a elaborare una risposta il pi2 semplice possibile e a conciliarla con linnegabile molteplicit dellaspetto degli oggetti materiali( essa segn linizio di quel processo di ricerca della semplicit nella impostazione teorica che ha sempre carat terizzato e qualificato la ricerca scientifica. Il desiderio di ridurre i multiformi aspetti della Natura e le trasformazioni a uno schema pi2 semplice e meno frammentato port i filosofi greci a prediligere i principi primi ",al, ?%. 4erci formularono il concetto di arch, il principio unico di tutte le cose, cos6 che, al di l del loro differente aspetto, tutti gli oggetti fossero costituiti da ununica sostanza immutabile, che assumesse, caso per caso, forme e aspetti differenti, per cui le diversit, piuttosto che sostanziali, erano for mali. 5uesta concezione, oltre al pregio della massima semplicit, offriva anche il van taggio di spiegare le trasformazioni fisiche e chimiche della materia prima, unica e im mutabile. e una sostanza si converte in unaltra sostanza, non potrebbe essere perch9, in ultima analisi, esse sono semplicemente forme differenti di una stessa sostanza@ Talete e il Monismo. 0eneralmente, si ritiene che TALETE -*=A : +A* a./.. sia stato il primo a cercare di risolvere il problema che avrebbe occupato i pensatori greci per gene razioni( stabilire se gli oggetti materiali potessero essere considerati manifestazioni dif ferenti di ununica realt. 'a sua risposta fu che lacqua, sotto diverse forme, era il componente primario di tutte le cose, conferendo loro laspetto e le propriet di solidi, liquidi o aeriformi( lacqua pu facilmente trasformarsi in aria, per evaporazione, o in pietra per congelamento, mentre laria pu trasformarsi in acqua sotto forma di pioggia, nebbia o rugiada, o, solidificando, pu formare le rocce o ogni altro solido. /ome si vede, non era ben chiara la distinzione tra trasformazioni fisiche -cambiamenti di stato. o chimiche -reazioni., n8 tra propriet fisiche -densit, volatilit, solubilit. e chimiche -reattivit, rapporti di combinazione.. Bino al 7<III secolo, quando queste differenze furono chiarite, lequivoco limit la validit delle diverse ipotesi particellari, causando, per esempio, la confusione dei concetti di elemento e particella elementare. ! importante sottolineare che &alete procedeva in maniera scientifica, perch9 cercava di fornire le prove delle sue conclusioni, ma, allo stesso tempo, filosofica per

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ch9, senza ricorrere a divinit o a misteriose forze metafisiche, usava il ragionamento per arrivare alle conclusioni " tr, ##%. ebbene ai nostri occhi possa apparire primitiva e fantasiosa, lidea dellacqua come componente di tutte le cose dava una risposta, in qualche modo verificabile con losservazione, al quesito riguardante lesistenza di una unit sottostante alle diversit della Natura. 5uesta ipotesi apparve plausibile ai suoi contemporanei, i quali proseguirono la ricerca del componente ultimo della materia, sostituendo lacqua con qualcosa che, a loro parere, fornisse una spiegazione pi2 logica. Cno dei suoi allievi, ANASSIMANDRO -ca. *## : +A+ a./.., propose lapeiron, indefinito e infinito, nel quale i mondi si formavano e scomparivano come bolle( poich9 questi mondi erano fatti di caldo e freddo, nella spiegazione cosmologica del mondo era introdotto il concetto degli opposti. ; sua volta, un suo allievo, ANASSIMENE -vissuto a 1ileto alla fine del <I sec. a./.., sostitu6 questo elemento troppo indeterminato con laria. Il mondo era circondato da aria, che diventa va tanto pi2 compressa quanto pi2 si avvicinava al centro, convertendosi successiva mente in acqua, terra e pietra, mentre diventava fuoco per rarefazione. 5uesti cambia menti procedevano di continuo in entrambe le direzioni, fornendo una spiegazione del lintero sistema della Natura. Nella visione di ;nassimene, che costituisce il primo ten tativo di spiegare quantitativamente le differenze qualitative, 8 gi ben chiara la distin zione tra gli stati di aggregazione della materia e la loro reciproca interconversione. ERACLITO di !feso -ca. +A$ : ca. A?$ a./.. critic queste concezioni perch8 non riusciva a spiegare come laria potesse trasformarsi in acqua o terra senza diventare qualcosa di diverso da s9; questo avrebbe significato che aria, acqua e terra non erano fatte della stessa cosa, a meno che non si ammettesse che il costituente unico di tutte le cose fosse immateriale. 4ropose perci il fuoco, mettendo per laccento sul continuo divenire della materia, che spingeva ogni cosa a tendere al suo contrario, attraverso un cammino graduale o verso il basso, per condensare il fuoco in acqua e poi in terra, o verso lalto, per rarefare la terra fino a fuoco. Cna importante conseguenza di questa concezione 8 che i continui cambiamenti della materia la sottraggono allosservazione dello sperimentatore, rendendo imperfetta e non vera la conoscenza sensoriale, mentre 8 vera solo la conoscenza razionale perch8 libera dalle ingannevoli apparenze dei sensi. /ome si vede, sebbene ne fosse dibattuta lesatta natura, si era per consolidato un accordo generale sul fatto che, qualunque cosa fosse, la sostanza prima si trovasse, in

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varie proporzioni, in tutti gli oggetti. 5uesta concezione, chiamata monismo, ebbe am pia diffusione, sia per linnegabile fascino delle sue argomentazioni, che trovavano ri scontro nelle osservazioni degli artigiani, sia perch8, a seguito della conquista di 1ileto da parte dei 4ersiani nel A3A a./., i filosofi di quella scuola si trasferirono ad ;tene, dove le loro idee trovarono terreno fertile per svilupparsi e poi diffondersi, attraverso i Domani e gli ;rabi, in tutto il mondo occidentale. Il monismo avrebbe potuto continuare a lungo nella sua infruttuosa ricerca di una sostanza primaria, se non fosse comparso sulla scena PARMENIDE di !lea -ca. +=$ : ca. AA$ a./.., un metafisico, interessato, piuttosto che alle osservazioni e allapparenza delle cose, al processo di astrazione, attraverso il quale arrivare alla verit ultima. !gli asser6 che il limite del monismo risiedeva nella sua visione del mondo come un conti nuo puro, solido, completamente pieno, che non poteva essere diviso, perch9, altrimenti, luno sarebbe diventato due o pi2. Non poteva esserci moto, trasformazione, o alcunch9 di transiente, sia perch9 non cera posto dove ospitare le nuove sostanze sia perch8 la sparizione di qualcosa avrebbe creato un vuoto che avrebbe distrutto la continuit mate riale; inoltre, ogni trasformazione era inconcepibile perch9 avrebbe implicato il porsi in essere di qualcosa prima non cera, per cui la sostanza non poteva che rimanere una e omogenea "/ro, A*n%. 4erci, i cambiamenti che si potevano osservare ovunque eviden ziavano la contraddizione tra logica e sensi( 4armenide non ebbe dubbi nelloperare la sua scelta, ritenendo che non si potesse dare alcuna fiducia ai sensi perch9 non fornisco no altro che lillusione del cambiamento "0or%. luralismo. Nonostante lammirazione per la sua logica penetrante, altri pensatori non rigettarono la percezione sensoriale, ma si resero conto della difficolt della concezione monista nellaffrontare i problemi del moto, della trasformazione e di tutto ci che po tesse implicare disomogeneit. /ambi cos6 la strategia di approccio al problema( lal ternativa alla visione unitaria era quella di postulare due o pi2 sostanze primarie, i cui riarrangiamenti produssero i cambiamenti osservati nel mondo. Nacquero cos6, nel < secolo a./., le filosofie pluraliste, elaborate, per esempio, da ANASSA
ORA

di /lazomene -ca. A33 : ca. A=? a./.. e EMPEDOCLE di ;grigento -ca A3=

: ca A)+ a./... ;nassagora riteneva che tutti i corpi fossero divisibili in parti o semi, cia scuno dei quali manteneva le propriet dellintero ed era ulteriormente divisibile allin

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finito "/ro, A>n%. Egni corpo risultava dal miscuglio di tutte le materie -omeomer!e., come ossa, legno, ferro, eccetera, ma prendeva il nome e laspetto di quella predomi nante. 'e trasformazioni erano cos6 spiegate dalle continue unioni e separazioni dei semi, causate dalle forze centrifuga e centripeta. !sse erano originate dal moto rotatorio delluniverso, e regolate da unintelligenza guida -"ous., responsabile del loro continuo fluire, che era stato un aspetto essenziale della visione della Natura della scuola ionica. Invece, !mpedocle espresse concetti, come quello di elemento, in qualche modo, molto pi2 vicini a quelli della chimica odierna. 4er lui i corpi materiali, oggetti delle nostre indagini sensorie, non sono mai corpi semplici, ma aggregati, nei rapporti pi2 svariati, di particelle elementari, distinte luna dallaltra, ciascuna delle quali 8 eter na, immutabile e senza movimenti o parti al suo interno. Egni oggetto naturale comples so poteva essere suddiviso parecchie volte, ma, alla fine, questa frantumazione meccani ca avrebbe portato alla separazione degli elementi luno dallaltro( oltre questo punto, non sarebbe stata possibile alcuna ulteriore separazione. 'e particelle che costituiscono il prodotto finale della frantumazione della materia e spiegano la diversit delle cose sono chiamate rizhomata -radici. e distinte in quattro specie, che nei secoli successivi saranno chiamati i quattro elementi( acqua, aria, terra e fuoco. 4er ovviare al fatto che, dalla combinazione di appena quattro elementi era diffi cile riprodurre tutte le variet dei corpi naturali, !mpedocle stabil6 un principio che avrebbe avuto uninfluenza duratura "0or%( ciascuno degli infiniti oggetti materiali con teneva tutti e quattro gli elementi, combinati in varie proporzioni, cos6 che le differenze tra i corpi macroscopici dipendessero dai differenti rapporti nei quali gli elementi erano combinati in ciascuno di essi. 'e loro aggregazioni e disaggregazioni giustificano tutte le trasformazioni e tutti i fenomeni, fisici, naturali e biologici e, secondo !mpedocle, sono determinati da altri due tipi di materia, lamore -Philia. che faceva combinare gli elementi e la discordia - ei!os. che tendeva a separarli( lamore agiva in maniera ca suale, mentre la discordia tendeva a separare le specie diverse, per ordinarle poi in quat tro gruppi diversi di particelle dello stesso tipo. olo lequilibrio tra di esse poteva gene rare un cosmo ordinato, ma questo equilibrio era instabile, per cui il mondo era in conti nuo cambiamento. 5uesto costitu6 il primo tentativo di spiegare combinazioni e trasformazioni, in termini di un numero definito di agenti esterni e anticip il concetto ottocentesco di affi

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nit chimica, anche se !mpedocle attribuiva ad amore e odio la stessa consistenza mate riale degli elementi. <ariamente rielaborata, la teoria dei quattro elementi domin il pensiero chimico arabo ed europeo fino al F>$$. Nonostante ci, essa aveva, nella sua totalit, alcuni punti deboli( per esempio, non spiegava perch9 quattro elementi e non di pi2 e come, avendo essi una natura definita, potessero produrre qualche altra cosa "0or%. Eccorre per notare come !mpedocle, e pi2 tardi 'eucippo e Gemocrito, cercassero di risolvere il problema squisitamente filosofico della composizione della materia, senza trascurare di indagare le cause delle trasformazioni che subivano gli oggetti materiali. ! la risposta che elaborarono non fu di natura esclusivamente razionale, ma tenne conto anche delle osservazioni dei fenomeni naturali. ! ragionevole supporre che queste teorie si basassero sullassunto che la mate ria fosse continua e che, per suddivisione sempre pi2 spinta, si ottenessero particelle che mantenevano inalterate le loro propriet( le difficolt di questa concezione nascono quando si deve rendere conto delle varie manifestazioni della materia, come la durezza dei solidi o la rarefazione dei fluidi. ;nche presso le civilt orientali si erano andate sviluppando concezioni plurali ste della natura( i /inesi interpretavano tutte le reazioni in termini di due principi, yin negativo e yang positivo, mentre successivamente individuarono cinque elementi( le gno, metallo, acqua, terra e fuoco. Invece, gli Indiani credevano che le materia fosse co stituita da nove elementi, cinque materiali -acqua, terra, fuoco, aria, etere. e quattro im materiali -tempo, spazio, anima, senso., costituiti da atomi indivisibili e diversi per cia scuna sostanza, dal cui raggruppamento si originavano i vari composti. Atomismo. 'essersi dovuti confrontare, per un secolo, con il problema dellunicit o della molteplicit dei componenti della materia, aveva consentito comunque ai filosofi greci di raggiungere unelevata maturit intellettuale. 4er progredire, occorreva per un nuovo salto concettuale, fondendo le due teorie in quella che 8 nota come teoria atomi ca, con la quale la filosofia naturale greca raggiunse lapice del suo sviluppo nei con fronti della questione posta inizialmente da &alete sulla composizione della materia. 4itagora e la sua scuola avevano supposto che tutti gli oggetti fossero costituiti da punti geometrici o unit di esistenza, aventi consistenza fisica, le cui combinazioni, secondo precise figure geometriche, determinavano le caratteristiche dei corpi materiali

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"/ro, A>n%. 1a la formulazione di una teoria corpuscolare coerente fu opera di due filo sofi, LE!CIPPO, il maestro, e DEMOCRITO di ;bdera, lallievo, che fusero le dottrine moni sta e pluralista in una coerenza geniale "0or%. 'e loro concezioni trovavano le radici nella filosofia eleatica e, indirettamente, in quella pitagorica; da questa, derivarono la convinzione che la mutevolezza del mondo fisico potesse esprimersi in termini matema tici, dalla tradizione eleatica, in particolare, i principi di essere e non essere. 'Hessere parmenideo era pieno, indivisibile, inalterabile, senza qualit sensibili, ingenerabile e incorruttibile, mentre quello di Gemocrito era anche una pluralit di enti, diversi tra loro per forma e grandezza, e in perenne movimento, che poteva essere giustificato solo ammettendo, a differenza degli eleatici, la possi bilit del non essere, il vuoto "ato%. Cno dei presupposti originali della teoria fu infatti ammettere lesistenza dello spazio( esso con teneva in s8 sia gli oggetti stazionari che quelli in movimento e Democrito perci poteva essere sia pieno che completamente vuoto. Il secondo fu stabilire che la frantumazione degli oggetti avesse fine con la sepa razione dei componenti ultimi della materia( essa era costituita da un numero infinito di particelle estremamente piccole, solide, compatte, fisicamente indivisibili, e perci chia mate atomi -indivisibili.. !ssi erano eterni, non creati e immutabili, senza moto interno e di forma estremamente varia; non obbedivano ad alcuna forza o progetto superiore, ma operavano secondo la propria legge naturale. In accordo con la concezione monista espressa da 4armenide, ciascuno costituiva un continuo omogeneo -cio8 privo di spazi vuoti allinterno., mentre, esistendo in numero infinito ed essendo di tipi infiniti, che differivano in forma e dimensioni, si accordavano con le teorie pluraliste "0or%. ;m mettendo un numero infinito di enti, Gemocrito rivalut il concetto di infinito, conside rato da sempre, nella tradizione greca, sinonimo di incompiutezza, imperfezione e man canza di forma "ato%. 0li atomi, nella loro molteplicit, erano forma indivisi#ile( la loro indivisibilit era strettamente connessa alla loro invisibilit, perch9 lessere percepibili dai sensi avrebbe implicato la loro divisibilit( si differenziavano per misura, forma, contatto, cio8 per lHordine in cui erano disposti, e direzione, cio8 per la posizione in cui si trova vano. ;lcuni erano lisci e sferici, altri aguzzi e scabrosi, altri ricurvi o uncinati "ato%; erano dotati di un moto casuale, intrinseco e continuo, che poteva avvenire soltanto en

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tro uno spazio vuoto. ;nche ;nassagora ed !mpedocle avevano ammesso il movimento delle particelle, ma non avevano specificato in quale mezzo esso avvenisse. ; causa del loro incessante movimento vorticoso nel vuoto, che in qualche modo anticipa la teoria cinetica, gli atomi subiscono urti casuali, a seguito dei quali, o rimbal zano e si separano inalterati o, se hanno forme opportunamente complementari, come una chiave a cannello che pu essere inserita nella toppa senza toccarla, restano allac ciati, dando luogo a nuovi aggregati, che costituiscono i corpi oggetto della nostra per cezione. 0li atomi non subiscono alterazioni a seguito della formazione di aggregati, anzi possono intrecciarsi con altri atomi di forma adatta, per costituire sostanze sempre pi2 complesse. 5uanto meglio si adattano luna allaltra le forme degli atomi, tanto il composto cui la loro unione d luogo risulta duro e resistente ai successivi urti con altri atomi, che tenderebbero a disgregarlo. e invece latomo che si avvicina al groviglio non ha la forma adatta, esso pu farsi strada a forza entro gli spazi vuoti del groviglio e spezzarlo in atomi o in sostanze pi2 semplici. 0li urti portano ad aggregazioni o disag gregazioni, dando origine ad una infinita variet di corpi "ato%. !ssendo composte da miscugli di atomi, le sostanze reali possono trasformarsi luna nellHaltra, semplicemente variando i rapporti dei loro componenti. 5uesta concezione cercava di fornire una spiegazione razionale a tutte le nume rose trasformazioni che avvengono in natura, ritenute assolutamente reali e non inganni dei sensi, come affermavano i seguaci di 4armenide. 4er la prima volta, la combinazio ne delle sostanze era vista come un fenomeno puramente meccanico, determinato dalla forma degli atomi e non da elementi esterni, come ;more e Giscordia; Gemocrito aveva cercato, senza mezzi termini, di eliminare la possibilit che ogni lieve superstite princi pio religioso o mitologico potesse insinuarsi nel suo sistema, impostandolo come una fi losofia puramente naturalistica "0or%. 4er quanto riguarda le propriet delle sostanze, venne introdotta una distinzione tra le qualit" vere, poi chiamate #rimarie, e quelle convenzionali o secondarie. I costi tuenti fondamentali della materia erano privati di qualsiasi caratteristica particolare, a parte durezza, forma e dimensioni, che sono le sole ad avere consistenza reale. Invece, le qualit che riscontriamo negli oggetti macroscopici, come sapore, colore, calore, non dipendono dalle propriet degli atomi costituenti, ma dalla maniera nella quale essi sono disposti negli oggetti che risultano dalla loro combinazione; esse, perci, non corrispon

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dono a niente di reale, ma derivano dalla reazione soggettiva dei nostri sensi alle im pressioni esterne "/ro, A?n%. &rasferendo la sede delle diverse qualit sensoriali dai componenti elementari alla loro disposizione, ci si affranca dalla necessit di stabilire una relazione tra le propriet degli oggetti macroscopici e quelle delle particelle elemen tari, che non dovevano pi2 essere infinitamente differenziate, per spiegare i differenti aspetti della Natura. Evviamente, non pu considerarsi scientifica questa teoria atomica perch9, pur basandosi su osservazione e sperimentazione, non verificava le sue premesse; tuttavia, essa va apprezzata perch8 giunse ad intuire e consolidare alcuni punti di vista sulla com posizione ultima della materia che, opportunamente corretti per giustificare le evidenze sperimentali, sono stati ripresi dai chimici moderni. Nonostante la grande reputazione intellettuale di cui godeva Gemocrito, essa non fu accettata da tutti, soprattutto perch9 un movimento degli atomi che obbedisse a una legge naturale, senza perseguire finalit superiori, la rendeva intrinsecamente laica. 1a la causa principale, fu il contemporaneo insorgere del sofismo, un movimento intellettuale che rivolse la sua attenzione, anzich9 allambiente circostante, alluomo stesso, inteso come unit morale, logica, culturale e politica, mostrandosi scettico nei confronti di molti concetti tradizionali, compresa la validit della percezione sensoriale "0or%. Il rigetto dell$atomismo. Il rifiuto del materialismo degli atomisti tocc il suo apice con SOCRATE -A>$ : )33 a./.., che respinse il metodo induttivo : sperimentale come stru mento per giungere alla verit, convinto che la costituzione essenziale della Natura po tesse essere compresa solo per deduzione, attraverso una riflessione intellettuale. Il suo discepolo PLATONE -A=? : )A? a./.. tent, invece, di fondere il materiali smo di Gemocrito con lidea pitagorica che i numeri avessero una consistenza materia le, e costituissero i principi delle cose in senso fisico. /os6, mentre Gemocrito era arri vato al concetto di atomo applicando la matematica -e il concetto di divisibilit. alla Na tura, 4latone era interessato ad applicare la matematica a se stessa, cio8 alla matematica pura " tr, =A%. ;nimato da una visione idealista, 4latone non era contrario a una spiega zione fisica del mondo, purch8 si rimuovesse ogni traccia di ateismo e si subordinassero le leggi naturali allautorit degli dei. 4er questo, riteneva che la causa di tutti fenomeni non andasse cercata in un processo meccanico che spinge gli oggetti materiali, ma in

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uno scopo finale che li attrae a s9. /redeva che ogni cosa potesse essere compresa con uno sforzo puramente intellettuale e, come tale, la teoria dei quattro elementi di !mpe docle, che egli riporta nel Timeo, offriva un quadro chiaro e logico. Bu il primo ad attribuire le differenze tra gli elementi alle differenze tra le parti celle, che rese materiali, attribuendo loro una forma, dando quindi enfasi allaspetto esteriore, piuttosto che a propriet intrinseche come, per esempio, il peso, del quale non si apprezzava ancora il ruolo fondamentale. 4er spiegare meccanicisticamente le pro priet degli elementi, attribu6 agli atomi la forma di solidi geometrici regolari( gli atomi di fuoco erano tetraedri dai vertici acuminati, grazie ai quali potevano penetrare gli og getti, quelli di acqua avevano la forma di un icosaedro -il pi2 simile a una sfera., che ne spiegava la fluidit, quelli di aria erano ottaedrici e quelli di terra cubici. 1entre i primi tre hanno facce triangolari che consentono la loro interconversione, le facce quadrate degli atomi di terra non possono essere cambiate in triangoli e questo spiega la solidit e la stabilit della terra. 4roprio per la possibilit di convertire luna nellaltra le forme delle particelle, ammise che, nelle opportune condizioni, i materiali potessero essere cambiati gli uni negli altri( riteneva che i metalli fossero come acqua, perch9 fondono, e loro il pi2 perfetto di essi, mentre gli altri sono una forma impura delloro. Non ammet teva lesistenza del vuoto, condannata definitivamente da ;ristotele. Bino a 4latone, gli sforzi dei filosofi greci si erano concentrati sul tentativo di formulare e rifinire una teoria che garantisse la persistenza dellidentit dei principi pri mi attraverso i vari cambiamenti. /on levolvere delle dottrine filosofiche, questa iden tit, che costituiva lessere o la sostanza degli oggetti materiali, era stata convertita da qualcosa di materiale in unessenza intangibile. 4er 4latone, questa essenza era lidea universale o forma, che egli sosteneva esistesse in un luogo differente dagli oggetti fisi ci e costituisse lobiettivo delle loro aspirazioni, il termine ideale da cui erano attratti. Il cambiamento, o divenire, era un processo attraverso il quale si producevano nello spa zio e nel tempo copie sensibili di queste forme eterne "/ro, A?n%. Aristotele. 'e teorie naturalistiche di ARISTOTELE -)?A : )=) a./.., allievo di 4latone, compresa quella sulla composizione della materia, sono esposte nel trattato Meteorolo gica. 'a materia era costituita da una sostanza unica, prote hyle, nella quale erano gi impresse le forme caratteristiche di tutte le diverse sostanze.

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I quattro elementi, gli stessi concepiti da !mpedo cle, si formavano da questa materia prima, per lintervento di quattro differenti qualit sensoriali che, riecheggiando la fisica dei contrari elaborata da !raclito, erano attive -caldo opposto a freddo. o passive -secco opposto a umi do.. !sclusa la possibilit che le qualit opposte si combi nassero, a ciascuna delle rimanenti combinazioni di due qualit era associato uno dei quattro elementi di !mpedo cle( il fuoco 8 secco e caldo, laria calda e umida, lacqua fredda e umida, la terra fredda e secca. ;ristotele, per, non concepiva gli elementi come le sostanze impure cui si d lo stesso nome, ma in senso filosofico, in una forma pura ideale, non riscontrabile sulla terra, troppo remoti e troppo non conoscibili per costituire la base di una filosofia della materia. 'e qualit costituivano il mezzo attraverso il quale si poteva fare esperienza de gli elementi( riconosciamo lacqua perch9 8 umida. olo i cieli erano fatti di un quinto elemento, differente e superiore ai quattro presenti sulla terra, l etere vago e immateria le, chiamato %uinta essenza dagli alchimisti, e ancora oggetto di discussione scientifica ai primi del F3$$. Inoltre, mentre gli elementi di !mpedocle erano immutabili, per ;ristotele, si poteva trasformare un elemento in un altro, semplicemente cambiando una delle due qualit nel suo contrario "/ro, #A#%. 0li elementi erano tipi, da non identificare troppo fedelmente con sostanze particolari( sia lacqua di fiume che il piombo fuso sono mani festazioni dellelemento acqua, che rappresenta ci che scorre ",al, #+%. 'e sostanze reali, dotate di qualit, differivano nelle proporzioni secondo le quali gli elementi ideali si combinavano per formarle( le propriet osservabili delle sostanze, come colore, viscosit, durezza, densit, chiamate qualit secondarie, dipendevano dal tipo e dalla proporzione degli elementi che entravano nella composizione. Egni dato oggetto era perci una combinazione di qualit e di una sorta di sub strato al quale queste qualit potevano applicarsi, e la sua identit era determinata da una particolare combinazione di materia -hyle. e forma -eidos.. Cna sfera di ferro pote va essere pensata come risultante dalle qualit durezza, freddezza, pesantezza e sfericit,

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impresse su un substrato materiale sottostante, o materia prima. 5uesta dottrina diede luogo a quella delle forme sostanziali degli scolastici medievali, che persistette fino alla rivoluzione scientifica del 7<II secolo, come la maniera principale per spiegare i feno meni chimici "Eld%. e la sola differenza tra le sostanze 8 data dalla proporzione relativa nella quale sono presenti le diverse qualit, allora si pu dedurre che ogni sostanza pu essere cam biata in unaltra, semplicemente cambiando questo rapporto, cos6 come ogni elemento, consistendo soltanto di materia prima, pu essere convertito in ogni altro elemento. 5uesta concezione forn6 un supporto teorico alla pratica della trasmutazione, che poteva essere realizzata cambiando il tipo della qualit che agivano sulla materia prima e quin di il rapporto tra gli elementi( per esempio, bastava privare i metalli di qualche loro at tributo, o anche di tutti gli attributi, fino a ridurli a materia prima, e poi dare loro gli at tributi delloro "/ro, #A=%. 4er ;ristotele le qualit sono quindi la chiave per giustificare le trasformazioni ",al, 3% e quindi ogni reazione 8 teoricamente possibile e ogni sostan za ha una composizione che pu cambiare da un momento allaltro, facendo cos6 variare anche le sue propriet osservabili, compresa la massa. !gli distingueva tre tipi di combi nazione( la sintesis, semplice miscela meccanica di corpi diversi -come la miscela di semi di grano e orzo., nella quale tutte le sostanze mantengono la propria identit e non si origina nessuna nuova forma sostanziale; la mi&is, composizione di corpi solidi per formare un corpo nuovo -composto chimico., e la 'rasis, unanaloga combinazione di liquidi. Nel caso di mistione i reagenti si fondono in qualche modo, alterandosi a vicen da, per formare quello che chiamiamo composto, lomeomeria, la cui forma sostanziale 8 diversa da quella delle sostanze di partenza "Eld%. Nel corso delle reazioni chimiche, le qualit di ciascun reattivo si combinano con quelle simili degli altri -caldo con caldo, ecc.., quelle opposte si annullano( se si raggiunge un opportuno bilanciamento tra le qualit opposte, si ottiene il misto, che 8 una nuova combinazione di qualit ed elementi, somma di quelli delle sostanze di par tenza, delle quali si 8 persa ogni traccia nel prodotto finale, sebbene esse rimangano po tenzialmente rigenerabili. 4oich9 basta cambiare la proporzione relativa delle qualit per convertire una sostanza in unaltra, nei prodotti si 8 persa completamente la forma so stanziale dei reattivi. 4er esempio, lacqua, fredda e umida, si pu trasformare in aria, calda e umida, semplicemente sostituendo il freddo con il caldo, cio8 scaldandola.

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/ome si vede, gli elementi sono anche la rappresentazione dei differenti stati di aggre gazione della materia ",all #A%. Eltre ad ammettere la possibilit della trasmutazione, questa teoria implica la negazione di qualsiasi composizione definita delle sostanze e quindi della possibilit che esse reagiscano secondo un qualunque rapporto. I principi esplicativi della fisica aristotelica erano espressi in dicotomie( materia: forma, sostanza:accidente, potenza:atto. /iascuno degli oggetti materiali 8 ununit in scindibile di materia e forma( la forma 8 ci che permette di distinguerli e individuarli perch8 conferisce loro specificit e individualit. /onoscere le cose equivale a ricono scere ci che fa parte della loro essenza, cio8 della loro sostanza( tutto ci che non con traddistingue un oggetto come sua propriet essenziale, cio8 non appartiene alla sua so stanza, 8 un accidente. e un oggetto si trasforma, o trasforma qualche suo aspetto, lo fa perch9 il risultato di queste sue trasformazioni era gi presente in esso in potenza. /i che loggetto 8 ora 8 loggetto in atto, ma 8 cio8 che era in potenza qualche tempo fa, ed 8 in potenza ci che sar in atto in futuro. 4erci la materia possiede in potenza ci che in futuro possieder in atto. "!sp%. 4er ogni oggetto e per ogni cambiamento esistono due cause, per cos6 dire, indi pendenti dal tempo( la causa materiale, in virt2 della quale loggetto esiste in potenza, e la causa formale, in virt2 della quale loggetto esiste come un certo oggetto e non come un altro. 4er divenire oggetto in atto, sono necessarie altre due cause che agiscono nel tempo( la causa finale, che 8 lazione del fine da raggiungere, e la causa efficiente, che 8 il mezzo che permette alla causa finale di agire, o ne impedisce lazione. I quattro ele menti, nelle loro varie combinazioni, sono la causa materiale di tutti gli oggetti subluna ri "!sp% . 1ovimenti o cambiamenti possono essere sostanziali -generazione, corruzione., %ualitativi -essiccazione, riscaldamento., %uantitativi -aumento, diminuzione., locali -spostamento, allontanamento, avvicinamento.. I cambiamenti naturali avvengono spontaneamente in base alla loro causa finale, quelli che hanno bisogno della causa effi ciente sono violenti. I cambiamenti locali naturali sono il moto verso il basso per le so stanze sublunari pesanti -nella cui composizione prevalgano acqua e terra. e quello na turale verso lalto per le sostanze sublunari leggere, nella cui composizione prevalgano aria e fuoco. Il movimento naturale perfetto 8 quello circolare -perch9 8 eterno, non avendo inizio e fine. ed 8 proprio delle sfere celesti e delletere. "!sp% 4ertanto, ogni

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elemento non solo 8 caratterizzato dalle due qualit fondamentali che lo compongono, ma anche dal suo luogo naturale, al quale tende a ritornare se ne viene allontanato( cos6 ;ristotele spiegava il moto dei corpi, senza ricorrere al concetto di spazio, n9, tanto meno, di vuoto che, secondo lui, la natura aborriva. postandosi da un luogo ad un altro, gli elementi si raffreddano o si scaldano, alterandosi e trasformandosi luno nellaltro. I rapporti di ;ristotele con le concezioni particellari erano, in qualche modo, contraddittori( da un lato, riteneva teoria di Gemocrito filosoficamente inaccettabile "'ev, #+% perch9 un mondo fatto di atomi che si muovono a caso e governati solo dal caso mal si conciliava con la sua determinazione a dar conto delle cause delle cose e delle finalit che le governano. Inoltre egli credeva nella continuit, mentre gli atomi che si muovono nel vuoto introducevano discontinuit fisiche. Galtro canto, come si evince da alcuni suoi commenti alle affermazioni di ;nassagora, accettava lesistenza di minute parti di materia, chiamate minima naturalia, che non riteneva immutabili in eterno, n9, nonostante il nome, indivisibili "'ev, #+%. ebbene non avesse una rilevanza apprezzabile nel suo sistema filosofico, questa visione della materia fu accolta dalla schiera dei suoi commentatori pi2 tardi e fu gradualmente elaborato nella teoria medie vale dei minima, che rappresent una sorta di teoria corpuscolare "Eld%. Nei secoli successivi, l punto cruciale nella disputa tra atomisti ed aristotelici era la questione dellesistenza reale o soltanto potenziale dei costituenti in un composto -mi&tio.. 'a nozione aristotelica di misto assumeva che ogni sostanza fosse un compo sto e che la sua composizione derivasse da una trasformazione interna dei componenti, cio8 che gli stocheia si trasformassero durante il processo di composizione. 5uesto era in netto contrasto con il concetto di immutabilit degli atomi. ;d ogni modo, ;ristotele, ammetteva che la dynamis degli elementi si mantenesse nel misto, in modo che le sue propriet riflettessero quelle dei suoi elementi cotituenti ",en, =3%. Cn altro aspetto secondario della sua concezione della Natura, che per ebbe molto successo tra !llenisti e ;rabi, fu una teoria conflittuale della materia, esposta nel la 1eteorologica( riferendosi allesperienza comune che il riscaldamento delle sostanze produce nuovi materiali, giunse, per induzione logica, alla conclusione che il calore del sole produce sulla terra due esalazioni, una secca, calda e fumosa, laltra umida e fred da, che agiscono nelle viscere della terra( la prima forma i minerali, come ocra, zolfo, orpimento, la seconda i metalli "Eld%. 4oich9 tutti i metalli avevano caratteristiche in co

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mune, sembrava naturale supporre che differissero soltanto per gradi e non per tipi e questo port al concetto della loro maturazione ",al, #?%. ebbene neanche la teoria di ;ristotele possa essere considerata scientifica, essa partiva dallosservazione dei fenomeni e rappresentava unapplicazione della logica in duttiva, sicuramente pi2 adatta ad affrontare il processo di comprensione dei fenomeni naturali, e questo probabilmente, unito alla sua istintiva tendenza a ridurre le questioni cosmiche in termini maneggiabili ",al, 3%, contribu6 a far accettare le sue idee nei secoli successivi. 1a molto pi2 determinante, in questo senso, fu laspetto teologico della sua filosofia naturale( concepiva un universo ordinato, logico, ma anche teso al consegui mento di una finalit, secondo un piano divino( la forma e la composizione degli oggetti avevano uno scopo ben preciso e tutti gli oggetti, non solo vivevano e crescevano sulla terra e dentro di essa, ma avevano unanima. 5uesto approccio teologico era in armonia con il pensiero ebraico e, pi2 tardi, con quelli cristiano e islamico. 4er questo, nei secoli successivi, le religioni monoteiste supportarono i punti di vista di ;ristotele e ne accreb bero lautorit, includendone il pensiero nella cultura e nel linguaggio medioevale. (picuro. Il mutare delle condizioni sociali, alla fine del I< secolo a./., consent6 al pen siero di tornare, dallidealismo, alle cose della scienza. 5uesto processo fu favorito da ;ristotele, ma levoluzione della societ richiedeva un materialismo che attraesse luo mo della strada, fornendogli, al tempo stesso, un codice di moralit personale e indivi duale "0or%. 5ueste esigenze furono soddisfatte dalla filosofia di EPIC!RO, la cui scuola ad ;tene fu la sorgente di un moralismo evangelico e missionario. !picuro combin la tomismo con il moralismo etico : religioso, rovesci lo scetticismo dei sofisti, ripristi nando la validit dei sensi, ed elev la natura sopra la ragione, come criterio di giudizio ed azione. Naturalmente, questa base richiedeva unapprofondita conoscenza dellam biente fisico nel quale viveva luomo, che per !picuro era possibile ricavare dalla teoria atomica, che rivide, estese e unific, per adattarla ai requisiti della sua filosofia morale. Introdusse in essa due importanti variazioni( il moto degli atomi nel vuoto non era pi2 casuale, ma orientato verso il basso -clinamen. e originato da una nuova caratteristica, il peso. Nonostante le differenze in peso, essi cadevano perpendicolarmente nel vuoto alla stessa velocit; quando, per puro caso, deviavano dalla loro caduta verticale, subi

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vano collisioni, dalle quali si formavano corpi composti, come nella teoria pi2 vecchia "0or%. 'epicureismo ebbe larga diffusione in tutto il mondo civile e fior6 anche nell! ra cristiana, perch9 esprimeva un senso comune che attraeva luomo medio. 'atomismo invece rimase sempre sullo sfondo, accettato solo da pochi intellettuali, tra i quali il poeta latino TITO L!CRE$IO CARO -c. 33 I c. ++ a./.. che lo descrisse nel poema )e *e rum "atura, contribuendo alla sua diffusione nel mondo latino e poi nell!uropa rina scimentale, dopo il ritrovamento del manoscritto in vizzera, da parte di 4oggio ,rac ciolini nel #A#>. Nel suo poema, 'ucrezio vede gli atomi come attori sul palcoscenico del vuoto infinito e descrive la teoria con eloquenza poetica entusiasta. 0razie alla sua diffusione e alla sua semplicit di lettura, il poema rappresenta la nostra principale fonte di conoscenza delle antiche teorie atomiche "0or%. Nonostante il successo iniziale, la filosofia epicurea dovette soccombere sotto i colpi di platonici, aristotelici, stoici, cristiani ed ebrei che ne contestavano la dottrina materialista e antiteologica. Nel < secolo d./., lepicureismo era un cumulo di macerie, al fondo del quale giaceva la teoria atomica, anche perch8 lautorevolissimo medico
ALENO

-#)$ : =#$ d./.. laveva espulso dalla medicina, per linadeguatezza della sua

spiegazione meccanicistica di una macchina meravigliosa come il corpo umano "0or%. Gli Alessandrini 'e teorie aristoteliche sulla composizione della materia furono accettate per cir ca duemila anni e furono di ispirazione e incoraggiamento alla pratica dellalchimia; tut tavia, aumentando osservazioni e le conoscenze degli alchimisti, divent sempre pi2 dif ficile conciliarle con la teoria, che dovette subire modificazioni sempre pi2 sostanziali. In particolare, gli alchimisti alessandrini ripresero ed elaborarono le ipotesi di ;ristotele sulla formazione dei metalli che, come le piante, ma pi2 lentamente, si originano dalla corruzione e morte di altri metalli, e crescono nel sottosuolo. u questa base, sebbene diversificate nelle procedure e nei riti magici di contor no, le tecniche per preparare loro erano caratterizzate da un nucleo centrale comune( il metallo vile doveva essere ucciso per energico riscaldamento, in modo da privarlo delle sue qualit e ridotto a materia prima. ; questo punto, il seme dal quale doveva generarsi loro era aggiunto al residuo e incoraggiato, con un riscaldamento continuo, a crescere,

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alimentandosi nella materia prima, fino giungere a piena maturazione, alla perfezione delloro, realizzando una sorta di resurrezione "'ev, ?%. 4roprio perch9, rispetto ai filosofi greci, avevano una maggiore familiarit con la materia e le sue trasformazioni, gli alchimisti accentuarono la materialit dei principi aristotelici, per tener conto delle conoscenze ormai acquisite sulle propriet delle sostan ze chimiche. ;lle essenze filosofic%e o s#iriti furono associate forme impure accessibi li ai sensi( lesalazione calda, secca, fumosa fu identificata con un principio com#usti #ile, corrispondente allo zolfo, quella fredda e umida a un principio condensa#ile, cor rispondente al mercurio. 1entre per le esalazioni di ;ristotele agivano sui quattro ele menti per formare minerali e metalli, i principi degli alchimisti erano essi stessi costi tuenti dei metalli, i quali differivano luno dallaltro per il differente contenuto di zolfo e mercurio. 1ercurio e zolfo erano stati scelti come principi per le loro caratteristiche chimi che( la natura liquida del mercurio, considerato il metallo per eccellenza, faceva pensare che nella sua composizione entrasse solo una quantit minima di terra, mentre lo zolfo, oltre a essere giallo come loro, possedeva la propriet di bruciare. 'ipotesi che i me talli fossero composti da zolfo era inoltre giustificata dal fatto che molti metalli si trova no in natura sotto forma di solfuri che, quando sono arroventati allaria per ricavarne i metalli, sprigionano un odore identico a quello dello zolfo bruciato -in entrambi i casi si libera E= gassosa.. ;lla fine del periodo alessandrino, con il crescere della componente mistica, essi identificarono lo zolfo con lanima ed il mercurio lintelligenza del metal lo. Gli Arabi iriani e !giziani trasmisero le teorie atomiche dei 0reci agli ;rabi( ogni corpo materiale era costituito da particelle indivisibili, senza grandezza come i punti geometri ci, eguali tra loro e dotati di movimento attraverso il vuoto( la loro unione generava i corpi materiali, la loro separazione li distruggeva. u un piano pi2 empirico, ritenevano che tutti i materiali avessero nature -calore, freddo e secchezza. e che compito dellal chimista fosse isolare le nature pure, determinare in quale rapporto erano presenti nelle sostanze, e ricombinarle nel rapporto corretto per ottenere il prodotto voluto.

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;bu 1usa Jabir ibn KaLLan, pi2 noto con il nome latino di

E&ER

-ca >*$ : ca

?#+., accett le teorie scientifiche di ;ristotele, introducendo in esse alcune importanti modifiche( i. ogni sostanza contiene tutte e quattro le qualit, anche quelle opposte, che non si annullano, ma coesistono, come i principi cinesi Lin e Lang; ii. le qualit non sono astratte e filosofiche, ma reali e possono essere separate, per esempio per distilla zione distruttiva. /os6, catrame e pece, che si separano dalle sostanze in forma impura, possono essere purificate per distillazione, ripetendo il processo per un numero di volte generalmente corrispondente ad un numero magico. ebbene lesperienza acquisita con la pratica sperimentale avesse favorito un progresso nella teoria, 0eber linfarc6 di ele menti magici che ;ristotele non usava. 0eber accett anche la teoria delle due esalazioni, ma la modific introducendo lipotesi che esse subissero una conversione intermedia, prima di generare i metalli; le salazione secca e fumosa si convertiva in zolfo e quella fredda e acquosa in mercurio, i quali poi si combinavano per dare i metalli. In questa accezione, mercurio e zolfo non erano le sostanze corrispondenti, ma piuttosto i #rinci#i base della liquidit e della combustibilit, che conferivano queste propriet ai corpi nei quali erano presenti. olo se mercurio e zolfo sono perfettamente puri e si combinano nel pi2 perfetto equilibrio naturale, si ottiene loro, il pi2 perfetto dei metalli. pesso per in natura non si trovano allo stato puro, n9 si combinano nella proporzione corretta( questi difetti nella purezza o nella proporzione tra i principi generano tutti gli altri metalli che risultano tanto pi2 vili quanto maggiori sono i difetti. I metalli pi2 nobili, resistenti, lucenti e mal leabili, contengono pi2 mercurio, quelli pi2 vili, facilmente alterabili, contengono pi2 zolfo. &uttavia, poich9 tutti sono costituiti dagli stessi componenti delloro, gli errori di combinazione possono essere eliminati con lopportuno trattamento. Diportare i principi alla corretta purezza e proporzione era compito dellalchimista, eventualmente ricorren do, come gi gli sciamani cinesi, allaggiunta di una medicina, che rimuovesse le impu rezze. ;llelisir, che gli !uropei avrebbero chiamato pietra filosofale, erano attribuite tali propriet, che presto ci si convinse che potesse curare le malattie e, infine dare lim mortalit( questo caus lo sdoppiarsi dellalchimia in due filoni, uno mineralogico che aveva lo scopo di ottenere loro, laltro, medico, che perseguiva il raggiungimento del limmortalit.

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Nonostante fosse essenzialmente un compilatore, ;bu ;li al: KusaLn ibn ;bdallah ibn ina -A'ICENNA. diede alla comprensione della composizione della materia un contributo pi2 originale di quello di 0eber( in netto contrasto con quanto affermato da ;ristotele, rite neva che le forme degli elementi si mantenessero dopo della forma zione dei composti, anche se le loro qualit subivano una remissio, un indebolimento della loro intensit ",en, )$%. Nonostante la larga diffusione e lenorme influenza delle sue opere, questa idea non ebbe grande seguito, anche se pi2 tardi A'ERRO( -##=? : ##3*. propose che anche la forma dei componenti subisse una remissio ",en, )$%. Il Medio Evo 0li ;rabi trasmisero all!uropa medioevale, con le culture greca e latina, anche le teorie atomiche, come testimoniato dai vaghi accenni che di esse fanno diversi autori cristiani come 'attanzio, ;gostino, il venerabile ,eda, fino a <incent de ,eauvais -7III secolo.. 5ueste citazioni, spesso fatte con intento critico, fecero s6 che il concetto di ato mo, sebbene subisse una profonda recessione, non sparisse del tutto "0or%. 5uando TOMMASO D)A*!INO -#==+ : #=>A., mettendo in evidenza come fede e ragione non do vrebbero contraddirsi lun laltra, aiut la /hiesa a superare la sua iniziale ostilit del nei confronti del razionalismo aristotelico, la legittimit degli studi di scienze naturali fu pienamente ripristinata. Il concetto di misto fu al centro di molte dispute medioevali, in quanto soggetto favorito della sperimentazione concettuale, nella quale si analizzavano le relazioni tra forma e materia ",en, =3%. 'a questione cruciale partiva dallassunto che ogni nuova so stanza che si formava in una reazione chimica possedesse una forma sostanziale sua propria( quando essa 8 distrutta per entrare a far parte di un nuovo composto, la sua for ma sostanziale viene distrutta, o continua a esistere in potenza o 8 soltanto indebolita perch9 sovrastata dalla nuova forma sostanziale del misto ",en, )$%@ &ommaso d;quino sosteneva che queste forme venissero distrutte e che le qua lit dei componenti si integrassero in una %ualitas media che rendeva il composto su scettibile di ricevere la forma mi&ti, la nuova forma sostanziale ",en, )$%. Cn oscuro alchimista europeo, suo contemporaneo, probabilmente un francesca no italiano, che si faceva chiamare 0eber, riprese i concetti espressi dagli alchimisti ara

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bi, ma introdusse significative modificazioni, innestando, nel tronco originale della teo ria, una sorta di corpuscolarismo che consentisse di reinterpretare le qualit interne ed esterne degli oggetti in termini di strati interni o esterni di minute particelle o corpusco li. 'a differenza cruciale tra corpuscolarismo e atomismo sta nel fatto che, mentre gli atomi, per definizione, sono indivisibili, i corpuscoli ipotizzati dal falso 0eber erano, in principio, divisibili. Il mercurio dei filosofi poteva penetrare nei metalli e modificarne la struttura interna, passo essenziale sulla strada per la produzione delloro per trasmuta zione "'ev, >:?%. ulla base delle teorie aristoteliche, si svilupp, in netto contrasto con quella di Gemocrito, una teoria dei minima, che, oltre a non accettare il vuoto, postulava che ogni sostanza avesse un minimo naturale, che conservasse tutte le caratteristiche del corpo macroscopico( per esempio, il minimo naturale delloro avrebbe dovuto essere una minuta particella, gialla e lucente. Invece, gli atomisti non attribuivano agli atomi nessuna delle qualit dei macro oggetti di cui erano i costituenti, ma la malleabilit e la lucentezza delloro nascevano dalla maniera nella quale si disponevano gli atomi "Eld%. 'a dottrina dei minimi non risolveva il problema insito nella nozione aristotelica di for me sostanziali, perch9 era sempre difficile visualizzare esattamente cosa succedeva quando due differenti minimi reagivano tra di loro. In un senso, le loro forme originali erano perdute, in un altro, erano mantenute. Non deve sorprendere, allora, che durante il 7<I e 7<II secolo la teoria sia stata, in qualche modo, soppiantata da una primitiva for ma di atomismo "Eld%. Il Rinascimento /on il ritrovamento -#A#>., la stampa -#A>). e la ristampa -#A?*. del poema la tino "e rerum natura di 'ucrezio, lattenzione degli intellettuali rinascimentali fu ripor tata verso il problema della composizione della materia e della sua discontinuit. egu6 un risveglio dellatomismo, che sfoci in un suo deciso ritorno in campo nel 7<II seco lo. I tempi erano ormai maturi perch9 le speculazioni dei filosofi e quelle dei chimici sperimentali si indirizzassero in maniera differente( mentre i primi si interrogavano so prattutto sulla natura e le propriet delle particelle elementari, i secondi davano pi2 en fasi ai principi costituenti le sostanze che adoperavano. /os6, nel F+$$, PARACELSO accet t i quattro elementi come costituenti ultimi della materia, ma attribu6 la sua composi

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zione immediata a tre principi, zolfo e mercurio gi proposti dagli ;rabi, cui aggiunse il sale per formare i tria prima -di possibile ispirazione trinitaria., il quale agiva come un legame -nodo. tra gli opposti zolfo e mercurio "Eld%. egu6 un periodo di totale confu sione riguardo al numero, alla natura, e allo stato ontologico degli elementi, ma, nello stesso tempo, si diede una crescente enfasi alla identificazione dei prodotti dellanalisi per mezzo del fuoco e si cerc di identificare nei prodotti della distillazione secca delle sostanze i loro ipotetici elementi costituenti. 5uesta visione sarebbe stata criticata da ,oLle, il quale si era reso conto del fatto che, variando le condizioni, si ottenevano pro dotti di decomposizione differenti "Eld%. /on la Diforma e la messa in discussione dei dogmi di fede e della guida religio sa, politica e culturale della /hiesa /attolica, anche ;ristotele cominci a subire i primi seri attacchi. Bra questi, quello di PETER RAM!S -#+#+ : #+>=., che afferm che fosse falso tutto quello che aveva detto ;ristotele -#+)*. "4ar%. Intorno al #++>, un elemento, ma una forma di movimento degli atomi. Cn contributo pi2 sistematico lo diede
IORDANO IROLAMO

CARDANO -#+$# : #+>*., matematico e medico picaresco, affermava che il fuoco non 8 &R!NO -#+A? : #*$$.( nel )e

minimo, sosteneva che tutti i corpi sono costituiti da atomi -chiamati anche minimi o monadi. invariabili e impenetrabili, che costituiscono il limite della divisibilit degli oggetti naturali e non erano percepibili con luso degli strumenti -#+??. "4arM%. 0li ato mi possono mescolarsi in senso fisico, cio8 possono aggregarsi o disgregarsi perch9 sono separati da un vacuum o etere, che rappresenta lo spirito del mondo che penetra ogni cosa e, come il minimo, 8 invariabile e indistruttibile. 'etere 8 il cielo, lo spazio infinito, un principio spiritualista che riflette la sua concezione panteista delluniverso. TOMMASO CAMPANELLA -#+*? : #*)3. rigett completamente la teoria dei quattro elementi e dei tre principi, sebbene credesse fermamente nella trasmutazione -che so stanzialmente 8 basata sui quattro elementi.. 'a questione si arricch6 di contenuti teologici con la disputa intorno al dogma cattolico della transustanziazione, secondo il quale, durante la /onsacrazione, il pane e il vino subivano un mutamento di sostanza, pur mantenendo lo stesso aspetto. !nunciato nel I' Concilio Lateranense -#=#+. e ribadito dal Concilio di Trento -#+A+ : #+*)., il dogma costitu6 in qualche modo un ostacolo alla diffusione delle teorie atomiche nei

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paesi cattolici, che invece rendevano insensato il concetto di passaggio dalla potenzialit alla realt, centrale nella scienza aristotelica ",en, )$%. Il seicento ;llinizio del 7<II secolo, i prolungati fallimenti degli alchimisti avevano fatto crescere lo scetticismo nei confronti della possibilit della trasmutazione e della teoria dei quattro elementi, sempre pi2 inconciliabile con i risultati sperimentali. 'esistenza, le caratteristiche ed il ruolo degli elementi e dei principi tradizionali nella costituzione dei corpi e nelle trasformazioni era messa in discussione dallaccresciuta consapevolez za del fatto che molte sostanze, sebbene sembrassero scomparire nel corso delle reazio ni, in realt non erano n9 trasmutate n9 distrutte in maniera definitiva, ma potevano, con le opportune procedure chimiche, essere recuperate nello stato di partenza. 5uesti fatti sperimentali erano spiegati meglio dalla concezione particellare della materia, che inter pretava le trasformazioni come scomposizione e ricomposizione di particelle, in aggre gati di ordine sempre crescente. Il medico e chimico vicentino AN
ELO

SALA -#+>* :

#*)>. progett e realizz una serie di esperimenti finalizzati alla dimostrazione che le sostanze non mutano la loro identit nel corso delle reazioni chimiche. nellAnatomia vitrioli -#*#>.( sciolse a caldo in olio di vetriolo -acido solforico con centrato. una quantit pesata di rame, aggiunse acqua e otten ne il vetriolo blu solido -solfato di rame idrato.. Gimostr che esso era identico al minerale che si trova in natura, un concetto ri voluzionario per quei tempi, perch9 implicava che i minerali non fossero generati da semi nelle viscere della terra, dove crescono e maturano, ma si formassero per reazione chimica. 4oi, per riscaldamento, lo convert6 in ossido di rame e, per ulteriore riscalda mento in miscela con carbone, in rame metallico il cui peso, nei limiti degli errori speri mentali, era identico a quello del rame di partenza. 'a conclusione era che la sostanza solfato di rame non era composta n9 dai quattro elementi, n9 dai tre principi, ma sempli cemente da zolfo e rame, che potevano essere separati e poi ricombinati. 'a concezione particellare divenne perci il punto di riferimento per tutti quei fi losofi che cercavano di sostituire la visione aristotelica, imperante nelle scuole, con una nuova filosofia. 1antenendosi nel campo dellastrazione filosofica, latomistica seicen

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tesca non aveva una connotazione scientifica, ma ai filosofi va riconosciuto il merito di aver mantenuto viva lattenzione verso il problema della discontinuit della materia, di mostrando, nello stesso tempo, che la sola speculazione logica non poteva dare un sup porto teorico ai fenomeni chimici. 4ur mettendo in crisi la tradizione alchemica, nello stesso tempo, la teoria corpu scolare paradossalmente rivalutava la trasmutazione, perch9 poteva essere interpretata per risolvere le difficolt prospettate da ;vicenna( piombo e oro non erano forme so stanziali distinte, impossibili da trasformare luna nellaltra, ma differenti aggregati di particelle che potevano essere scomposti e ricomposti. !ssa inoltre era in grado di spie gare in maniera particolarmente efficace perch9 alcune trasformazioni potessero essere condotte sia in un senso che in quello inverso. &utto questo preparava la strada al con cetto di elemento come entit che si mantiene immutata durante i cambiamenti chimici.
ALILEO ALILEI

-#+*A : #*A=. fu il primo dei grandi filosofi naturali che riela

bor le idee degli atomisti classici( ammise lesistenza del vuoto e accett lipotesi ato mistica. Ne Il +aggiatore, discusse la natura del calore, identificandone lorigine nel movimento e distinse le qualit primarie dei corpi, realmente presenti negli oggetti, da quelle secondarie, frutto dalla loro interazione con losservatore( compito dellindagine scientifica era interpretare le qualit secondarie in funzione di quelle primarie. 4robabilmente influenzato dagli esperimenti di ;ngelo ala, il medico francese SE&ASTIEN &ASSO si allontan ulteriormente dalla semplicit della teoria greca, che postu lava un limitato numero di elementi( afferm che ciascuna sostanza 8 costituita da pic cole particelle caratteristiche -ciascuna con una natura specifica e diversa da quella delle particelle di altro tipo., che possono unirsi in aggregati secondari, terziari e quaternari. 4aragonava gli atomi alle lettere dellalfabeto o ai mattoni che costituiscono un edificio, distinguendo in questo modo tra le propriet del misto -il significato del testo o lo stile delledificio. e quelle dei suoi componenti. I due esempi non erano equivalenti, anzi rappresentavano due concezioni diametralmente opposte, tra le quali i chimici avrebbe ro oscillato a lungo( le lettere dellalfabeto sono diverse luna dallaltra, i mattoni sono tutti eguali, anche se con essi si possono costruire edifici notevolmente diversi. Nel pri mo caso, gli atomi hanno qualit, nel secondo no e sono costituiti da una materia pri mordiale uniforme ",en, )#%.

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11-La costituzione della materia

DANIEL SENNERT -#+>= : #*)>. esegu6 una serie di esperi menti nei quali scioglieva i metalli, compreso loro, negli acidi e poi li recuperava allo stato metallico; questo rivelava la possi bilit di invertire il decorso delle reazioni ",en, ))%. Interpret questi risultati come la prova dellesistenza di atomi di tipi dif ferenti, che potevano unirsi in corpi composti, e poi scomporsi di nuovo negli atomi di partenza. In realt la prova non era sufficiente perch9 la definizione stessa di misto basta va a spiegare questi risultati. &uttavia, queste osservazioni permisero di formulare una definizione oggettiva, e per la prima volta operazionale, dei corpi puri( erano quelli che, per il fatto di poter essere recuperati dopo essere stati disgregati, dimostravano di avere unidentit che si manteneva inalterata durante le trasformazioni cui erano sottoposti e che era indipendente dalle sostanze da cui erano estratti ",en, ))%. Nonostante nel #*=A il suo parlamento avesse decretato la condanna a morte di chi avesse sostenuto o insegnato teorie opposte a quelle di ;ristotele, allinizio del F*$$, 4arigi era il centro europeo della filosofia corpuscolare. /era una variet di forme dif ferenti di atomismo e meccanicismo, in conflitto luna con laltra "'ev, #+%. &uttavia, per non subire gli effetti di questo rigido conservatorismo, questa filosofia dovette adattarsi alla fede della /hiesa, proprio come era successo per la filosofia di ;ristotele. 5uesta riconciliazione fu possibile grazie a PIERRE
ASSENDI

-#+3= : #*++., sacerdote, filosofo naturale,

atomista e amico di 0alilei e Neplero, al centro di quella che, essenzialmente, era una Cniversit non ufficiale per lo studio della filosofia meccanica e corpuscolare. Nel #*A3 pubblic la sua opera principale sullatomismo( +yntagma philoso phiae (picuri, nella quale dedic tre capitoli a dimostrare come non fosse pi2 possibile negare lesistenza del vuoto, provata sperimentalmente da &orricelli "4ar%. Digett la teismo insito nella teoria di !picuro, dandone una lettura cristiana e fornendole, grazie alla sua grande capacit di muoversi in ambito scientifico, filosofico e teologico, un contesto filosofico che le era fino a qual momento mancato, che contribu6 alla sua diffu sione anche in ambito scientifico.

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11-La costituzione della materia

1a laspetto pi2 interessante fu che spogli gli atomi del loro ateismo intrinseco, affermando che sono stati creati da Gio, che ne regola i movimenti -non si muovono a se ipsis, ma )ei gratia. e pu deciderne la distruzione( 0li atomi possono unirsi per for mare aggregati che chiam moleculae o corpuscula "4ar%. ;ccettando lesistenza degli atomi ammetteva implicitamente che il mondo 8 come una macchina, soggetta al volere del suo creatore. Il risultato dei suoi sforzi fu liberare il dibattito sulla teoria atomica dalle preoccupazioni di ordine teologico e metafisico che sempre lavevano accompa gnato. Ne risult un sistema atomico teologicamente soddisfacente che spian la strada al suo uso da parte di scienziati dalle forti inclinazioni religiose, come ,oLle e NeOton "0or%. Il suo lavoro forn6 un supporto filosofico alla nascente scienza chimica, cos6 che la concezione corpuscolare, anche se non necessariamente atomica, era, alla fine del sei cento, universalmente accettata da filosofi, medici, naturalisti. I meccanicisti Il 7<II secolo segn il predominio della Bisica sulle altre cienze naturali, spe cie di quella branca chiamata 1eccanica, che conobbe grande sviluppo, grazie ai contri buti di 4ascal, /artesio, 0alilei, KuLgens e NeOton. Inizi cos6 il tentativo di assogget tare alle sue leggi tutti i fenomeni naturali e, in particolare, di spiegare anche le reazioni chimiche come effetto del movimento delle particelle che, mutandone la posizione reci proca, variava la natura dei composti. e questa spiegazione fosse risultata convincente, la /himica sarebbe stata soggetta alle leggi della meccanica, realizzando quella spiega zione unitaria dei fenomeni naturali cercata da almeno due millenni. I chimici meccanicistici concepivano le particelle elementari senza qualit se condarie, come colore, calore, suono, concedendo loro solo attributi geometrici o qualit primarie, come estensione, forma, impenetrabilit, massa. !sse spiegavano in maniera soddisfacentemente propriet come stabilit chimica e volatilit o fenomeni come disso luzione e evaporazione, ma non quelle pi2 specificatamente chimiche come la capacit di un corpo di distruggerne un altro o i saggi cui un corpo pu resistere e quelli che in vece lo distruggono. 5uesta concezione fu accettata sia da 0alilei che da filosofi come /artesio e 'ocMe ",en, )A%. Il filosofo francese Den9 Gescartes, noto come CARTESIO -#+3* : #*+$., elabor una concezione meccanicistica del mondo alla cui base pose la sua unit materiale( esi

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11-La costituzione della materia

stono tre elementi, il fuoco, laria e la terra, ma la materia 8 unica, deve essere in conti nuo movimento e riempie completamente lo spazio. In questo modo si pu negare lesi stenza del vuoto e lazione a distanza. Il fuoco, primo elemento, 8 costituito da particel le minutissime, prive di dimensioni e forma determinata, talmente piccole e veloci che non esistono corpi in grado di trattenerle. !sse riempiono gli interstizi tra le particelle di aria, secondo elemento, che hanno dimensioni e forme determinate, si muovono pi2 len tamente, e occupano gli interstizi tra le particelle di terra, terzo elemento, che si muovo no ancora pi2 lentamente. 0li atomi di fuoco, aria e terra interagiscono meccanicamente tra di loro, formando i corpi misti. /ome si vede, questa concezione ha una connotazione fisica, orientata cio8 a spiegare la costituzione della materia e le sue propriet fisiche; in essa sono inclusi gli atomi, anche se non in senso democriteo, e la possibilit che esistano principi propri della /himica, che consentano una spiegazione autonoma dei fenomeni chimici, senza dovere necessariamente ridurre le qualit secondarie o sensibili ai principi primi della Bisica. In conclusione, quando nel #**$ fu fondata la DoLal ocietL, il meccanicismo, di un tipo o dellaltro, costituiva la nuova ortodossia, e sia gli atomi che i corpuscoli erano ormai perfettamente integrati nelle differenti teorie della materia "'ev, #*%. Robert Boyle Il processo di avvicinamento ad una chiara concezione della struttura della mate ria ricevette un notevole contributo dal lavoro dellirlandese RO&ERT &O+LE -#*=> : #*3#., figura chiave nella transizione, in grado di demolire le credenze dei suoi contem poranei, ma non di riuscire a formulare con chiarezza una teoria alternativa accettabile. Bu il primo chimico a progettare sistematicamente gli esperimenti finalizzati a dimostra re o confutare una teoria e ad interpretarne con spirito critico i risultati. 4erci, indirizz su canali sperimentali i suoi ragionamenti( per esempio, scelse, come criterio di classifi cazione delle sostanze, il loro comportamento chimico, cio8 la loro reattivit, piuttosto che le loro propriet -si veda per esempio, la sua definizione di acidi e alcali.. 4er questa #orma mentis acquisita nel corso della sua attivit sperimentale, con divise lopinione di molti suoi contemporanei che la filosofia fosse ormai inadeguata spiegare tutti i fenomeni chimici e che lo sperimentalismo costituisse unalternativa sod

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11-La costituzione della materia

disfacente alle dottrine aristoteliche, che avevano avuto il loro pi2 fiero e influente criti co in ,RANCESCO &ACONE -#+*# : #*=*., avvocato, statista e filosofo "'ev, #?%. /ondusse unattenta disamina delle teorie chimiche dei suoi contemporanei, se guaci di ;ristotele o 4aracelso, formulando le sue critiche, non solo su base razionale, ma anche sperimentale "'ev, #*%. /erc anche di ripetere gli esperimenti che si riteneva confermassero le loro teorie; poich8 lanalisi chimica -alla quale lui stesso aveva appor tato notevoli miglioramenti. non rivelava mai ununiformit nella composizione ele mentare delle sostanze, concluse che non esiste nessuna buona ragione per accettare quelle teorie secondo le quali in tutti i corpi sono presenti pochi elementi universali "'ev, =A%. 4roprio su base sperimentale, ,oLle cerc di formulare una nuova teoria chi mica, utilizzando le rappresentazioni corpuscolari perch9 solo esse potevano dar conto delle operazioni chimiche, e cercando di spiegare in termini meccanicistici il caldo, il freddo, i sapori, gli odori, la volatilit, la corrosione, il magnetismo, lelettricit. Gopo dieci anni di intensa pratica sperimentale, espose le sue teorie nella sua opera pi2 famosa, The s'eptical chymist -#**#., nella quale, sotto forma di un dialogo tra quattro intellettuali di diversa impostazione culturale, riport le teorie degli elementi di ;ristotele e 4aracelso, cercando di dimostrarne linconsistenza e introdurre nella /hi mica i fondamenti della teoria corpuscolare. 'aggettivo scettico non indica latteggia mento di chi crede che nulla possa essere dimostrato, ma di chi, attraverso la messa in discussione delle verit accettate, cerca di aumentare le conoscenze ed acquisire una consapevolezza sempre pi2 certa dei fenomeni naturali. 'a sua critica alle concezioni correnti sugli elementi comincia dalla natura del fuoco, strumento base dellanalisi chimica, che era ritenuto in grado di scomporre le so stanze nei loro elementi costituenti, perch9 aveva la capacit di separare gli oggetti ete rogenei e riunire quelli omogenei. ,oLle invece lo riteneva un fluido di atomi che si muovono ad elevata velocit, in grado di esercitare unazione cos6 energica da produrre artefatti e non i principi elementari. 'analisi col fuoco forniva diverse risposte per dif ferenti sostanze, e per la stessa sostanza in differenti condizioni. Ga questo punto di vi sta, era preferibile lanalisi per via umida che, consistendo in un attacco acido o alcali no, esercitava unazione pi2 blanda e non alterava la natura degli elementi. ;nche in questo caso, per, si separavano numerosi e differenziati componenti, spesso essi stessi

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11-La costituzione della materia

sostanze composte, che solo di rado erano riconducibili agli elementi classici, di deriva zione aristotelica o paracelsiana. /erc allora di rifinire la tradizionale definizione di elemento, per poterla poi mettere in discussione; non formul una definizione propria, forse perch9 non si ritene va pronto, ma si limit a mettere in discussione la funzione dellelemento nella pratica chimica e i tentativi di identificare lunit al di sotto della molteplicit ",en, )+%. 4er non contraddire levidenza sperimentale, ,oLle non trov di meglio che ri correre a una filosofia meccanicistico : corpuscolare, di chiaro stampo cartesiano, se condo la quale lanalisi chimica non estraeva principi gi esistenti, ma cambiava la di sposizione delle particelle, dando luogo a nuovi prodotti, che non coincidevano necessa riamente con le particelle elementari. Nella sua concezione, la materia prima, che era stata posta in movimento da Gio, 8 estesa, divisibile, uniforme, impenetrabile, ed 8 co stituita da corpuscoli, chiamati prima naturalis o misti primari, ognuno dotato di for ma, dimensioni e movimento -qualit primarie.. !ssi sono, in linea di principio, divisi bili in atomi, particelle elementari che si muovono nel vuoto -uno spazio completamente privo di materia. "'ev, =+%, ma che non si trovano come tali in Natura. I mattoni della natura sono i misti primari che, a loro volta, possono aggregarsi in composti pi2 com plessi, chiamati misti secondari, che spiegano tutti i fenomeni fisici, perch8 costituisco no le entit che, pur rimanendo immutate, generano le qualit secondarie, in funzione della loro natura e del modo in cui si combinano. 4er esempio, le sostanze rosse possie dono tutte la qualit del rosso che non dipende dalla presenza di un elemento chimico o unessenza comune a tutte, ma 8 il risultato di una struttura subatomica comune a tutte le sostanze, dipendente dalla forma e dalle dimensioni dei prima naturalis.. &utte le so stanze manipolate dai chimici sperimentali sono composte di atomi pi2 semplici e le loro distinte propriet nascono dalle quattro propriet dei corpuscoli( consistenza, tessi tura, forma e moto. 1entre si pu capire la dolcezza dello zucchero dalla rotondit delle sue particelle e il sapore pungente e la corrosivit degli acidi dalla forma acuta delle loro particelle, la tessitura 8 pi2 complicata da capire( essa aiuta a determinare il modo in cui i misti sono intrecciati nei corpi, che vengono a contatto con i nostri sensi "'ev, =*%. tabiliti questi criteri, ,oLle cerc di spiegare i cambiamenti chimici e le trasfor mazioni materiali, pur non avendo la visione elaborata successivamente da NeOton di

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11-La costituzione della materia

una chimica manipolata da un insieme di forze a corto raggio che agivano sugli atomi. !sse erano indotte dal chimico quando riusciva a cambiare la tessitura di un corpo per generarne uno differente e, in principio, nulla poteva limitare la possibilit di trasforma zione ",en, )>%. In Natura esse erano prodotte da un seme e erano meccaniche -riarran giamento. e vitali( la chimica meccanica e una sorta di chimica vitale lavorano di con certo, in modo che, quando un uovo fecondato produce un pulcino, la materia uovo 8 trasformata e riorganizzata in materia pulcino "'ev, =*%. ,oLle credeva che lipotesi meccanicistica di minuti corpuscoli che si muovono nel vuoto e, con le varie unioni e separazioni, possono creare i vari oggetti percepiti dai sensi potesse spiegare la trasmutazione in maniera pi2 soddisfacente di quanto non fa cessero gli scolastici. enza stabilire che esistessero certe sostanze elementari dalle ca ratteristiche costanti, questa concezione non precludeva la possibilit di alterare un cor puscolo in un altro, e realizzare la trasmutazione "Eld%. Nonostante ci, ,oLle accettava che i metalli fossero composti da zolfo e mercurio, ma questo non andava esteso a tutte le sostanze "'ev, #>%. copo del chimico scettico era quello di dimostrare che la filosofia chimica e la filosofia corpuscolare si integrano a vicenda "'ev, #A% e convincere i filosofi naturali che la /himica poteva assisterli nelle loro speculazioni. &uttavia, il proliferare di teorie degli elementi in competizione, e di libri di testo, che riportavano osservazioni inaffida bili, imbrogli e frodi alchemiche, scoraggiava i filosofi dal prendere sul serio la /himi ca. /os6, ,oLle dovette distinguere tra la chimica praticata secondo i canoni della sua fi losofia sperimentale ed i mal concepiti tipi di chimica, che avevano conferito al sogget to la sua cattiva nomea "'ev, =#%. ,oLle non poteva provare la correttezza di una particolare spiegazione meccani ca o corpuscolare, ma era convinto che era il tipo corretto di spiegazione. 4oteva classi ficare le sostanze in funzione delle loro qualit. ! lo fece utilizzando gli indicatori per distinguere le sostanze acide, alcaline o neutre. 1a non poteva usare spiegazioni corpu scolari per formulare previsioni certe, e non poteva mettere in relazione le sue classifi cazioni di laboratorio con nessuna ipotesi definita sugli atomi costituenti "'ev, =*%. In conclusione, il contributo fondamentale di ,oLle alla /himica fu diretto a consolidare la filosofia meccanica in opposizione alla dottrina delle forme e delle quali t dei peripatetici "Eld%. &radizionalmente, gli 8 attribuita la prima definizione di ele

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11-La costituzione della materia

mento, ma, in realt, non port mai come esempio nessuna sostanza reale, forse perch9 non gli era ben chiaro cosa fosse un elemento, se non che doveva trattarsi di una sostan za avente consistenza fisica reale e non di un principio "4ar%. &uttavia, ebbe il merito di chiarire che esso non era tutto ci che, non essendo perfettamente omogeneo, era ulte riormente divisibile in un certo numero di sostanze distinte. Non riusc6 per a compiere lulteriore salto( pur sapendo che alcuni chimici definivano elementare qualunque cosa che non pu essere ulteriormente analizzata, era critico verso questa idea, perch9 crede va che le particelle ultime fossero atomi, o corpuscoli, come preferiva chiamarli, e non elementi. /os6 pose per primo il problema tra ci che non era chimicamente divisibile -lelemento. e ci che non lo era n9 fisicamente n9 logicamente -il corpuscolo.( ma i tempi, e lui stesso, non erano ancora maturi per apprezzare questa sottile distinzione, che potr essere chiarita soltanto allinizio dellottocento. 'opera di ,oLle non ebbe immediata diffusione tra i suoi contemporanei( il concetto dei prima naturalis non fu accettato perch9 non era utile, non poteva essere controllato sperimentalmente, non potendosi isolare queste particelle, n9 determinarne forma e dimensioni. I chimici, dal seicento fino a 'avoisier, non accettarono questa sua definizione : piuttosto vaga : di elemento, ma piuttosto quella analitico : sperimentale di '9merL, discussa in seguito. ; ,oLle va comunque riconosciuto il merito di aver dato alla nozione di elemento chimico il valore di concetto scientifico, utile per guidare le in dagini sperimentali, inserendo nello stesso tempo la chimica nel campo della nuova filo sofia, dalla quale rischiava di restare estraniata a causa delle vecchie fumose teorie di al chimisti e iatrochimici. I concetti di principio e misto &ra il seicento e il settecento, si svolse un ampio dibattito sul significato di prin cipio, sviluppato attorno a due questioni( la prima era se i principi fossero differenziabili su basi quantitative o su basi qualitative, la seconda se lanalisi chimica fosse in grado di isolare i principi puri. I principi erano intesi in almeno tre modi differenti( o come causa, identificabile nella materia e nella forma aristoteliche, o come costituente della materia, semplice, al limite indivisibile, ma non isolabile, o infine come costituente con creto della materia, ottenibile allo stato puro dallanalisi dei corpi composti che li conte nevano.

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I principi non isolabili appartenevano a due categorie distinte( gli atomi di Ge mocrito o !picuro, qualitativamente omogenei, che differivano solo per gli aspetti quan titativi come figura, estensione, grandezza o movimento, e quelli differenziati qualitati vamente come gli elementi di ;ristotele, o i tria prima di 4aracelso. I principi isolabili chimicamente, non erano considerati principi ultimi perch9 si originavano dalla combi nazione di quelli non isolabili -principi fisici. e perci erano chiamati principi seconda ri o principi chimici. Illuminante, da questo punto di vista 8 la definizione data dal far macista parigino NICOLAS L-MER+ -#*A+ : #>#+. nel ,ours de chymie -#*>+., un libro di testo di /himica di oltre mille pagine, chiaro e conciso, nel quale sono raccolte le co noscenze empiriche della /himica seicentesca, che ebbe larga diffusione in !uropa e fu tradotto in molte lingue, latino compreso. '9merL utilizz il concetto cartesiano di atomi, ma, piuttosto che al loro movi mento, era interessato ad attribuire alle particelle una forma, anche la pi2 bizzarra, che ne giustificasse le propriet chimiche e fisiche. 4er esempio spieg la sensazione pun gente degli acidi sulla lingua e la forma allungata dei loro cristalli con la presenza sulle loro particelle di lunghi aculei, in grado di penetrare nei pori di dimensioni opportune delle particelle di alcali. 5uanto al problema dei principi e dei misti, era convinto che tutti i principi entrassero nella composizione dei misti, anche se questo non implicava che essi potessero essere isolati senza distruggere la loro struttura( ed 8 proprio grazie alla loro forma che sono classificati come sali, zolfi, spiriti. 4ur essendo consapevole che essi possono essere divisi in parti pi2 piccole, i veri e propri principi, definisce i principi della /himica come il termine ultimo della divisione e della separazione delle sostanze con i metodi chimici. 'elemento chimico aveva perci unesistenza relativa perch8, con laffinarsi delle capacit analitiche della chimica, poteva rivelarsi un com posto divisibile in corpi pi2 semplici, che quindi lo sostituivano come principi ultimi. In forte polemica con ,oLle, riteneva che gli elementi fossero realmente presenti nei misti, a prescindere da quali fossero i prodotti delle trasformazioni operate dal fuoco o da altri reattivi. 'esperimento non era pi2 la semplice osservazione dei fenomeni, ma la base della costruzione dei fondamenti della scienza. Diteneva che la possibilit di dividere geometricamente la materia allinfinito fosse unipotesi al di l della esperienza umana e degli scopi della /himica, che doveva invece fornire risultati concreti.

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11-La costituzione della materia

;l dibattito partecipavano sempre pi2 attivamente e proficuamente i chimici spe rimentali, tra i quali .IL/ELM /OM&ER -#*+= : #>#+. che, presso l;ccademia delle cienze di 4arigi, studi la composizione e le reazioni dei sali. !gli stabil6 una correla zione pratica tra le operazioni di laboratorio e la costituzione chimica, che fu di grande importanza perch9 port una nuova comprensione della composizione delle sostanze "'ev, AA%. 'a sua definizione di sale era triplice, basata sulle sostanze che lo compone vano, le operazioni con le quali poteva essere preparato, la totalit delle sue propriet empiriche. ebbene pi2 complesso, questo approccio risult pi2 utile per dimostrare le differenze tra le sostanze chimiche. 'a definizione delle sostanze in termini delle loro propriet era filosoficamente problematica perch9 parecchie evidenze sperimentali mo stravano che i prodotti delle reazioni erano notevolmente diversi dalle sostanze di par tenza, anche se potevano essere ripristinate da altre reazioni. Komberg riprese le spiega zioni corpuscolari del secolo precedente, migliorandole, per spiegare i nuovi fatti speri mentali. ebbene fantasiosa e probabilmente metaforica, la sua spiegazione corpuscola re rendeva conto della conservazione dei costituenti chimici attraverso una serie di rea zioni, mentre le loro propriet si nascondevano in quelle del composto. 5ueste spiega zioni rinforzavano lidea che la composizione chimica, incorporata nelle sostanze e rive lata con operazioni chimiche, fosse la chiave per la classificazione chimica "'ev, AA%. ebbene queste teorie si sviluppassero in stretta aderenza ai risultati sperimenta li, molto pi2 affascinanti risultavano quelle ad ampio respiro, che postulassero principi universali. /os6, in polemica, sia con gli aristotelici che con i paracelsiani, 0O/ANN 0OAC/IM &EC/ER -#*)+ : #*?=. defin6 principi universali Gio e la Natura, e distinse quelli tradizionali in principi materiali, terra e acqua, che danno consistenza alle sostan ze e principi formali, fuoco e aria, che causano il movimento degli oggetti e le loro in terazioni. 4er lui, come per la maggior parte dei chimici seicenteschi, laria non era un autentico principio chimico, ma un agente che consentisse il mescolamento di principi chimici e delle sostanze da essi costituite. I misti materiali si generavano per unione di acqua con acqua -fenomeni meteorologici. di acqua con terra -astri, animali, vegetali e molti minerali. e di terra con terra -pietre e metalli.. /ol tempo, la terra assunse il rango di principio universale di tutte le mistioni dei tre regni naturali, per cui, nata da premes se pluraliste, la teoria di ,echer convergeva verso una visione monista. ;lla fine, ,e cher individu tre classi( la prima terra, detta anche terra vetrifica#ile, simbolo di soli

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dit e inalterabilit, base di tutte le cose e madre delle altre due. 'a seconda terra, o ter ra infiamma#ile, simbolo della combustibilit, era il principio costitutivo di tutte le so stanze combustibili, ma anche il principio di infiammabilit, deflagrazione, untuosit, acidit, colore, chiamata, a volte olio, a volte zolfo, le cui origini possono essere fatte ri salire allo zolfo di 0eber, che si supponeva costituisse tutti i metalli ",al, )A%. 'a terza, terra mercuriale, era il principio della volatilit, dellopacit, della malleabilit. I tria prima di 4aracelso erano diventati le tre terre che ,echer riteneva, assieme allacqua, i costituenti della materia "Eld%, non isolabili allo stato puro, con le quali spiegare le pro priet di tutte le sostanze miste. !nunciate nellActorum la#oratorii chimici monacensis seu physicae su#terra neae -#**>., queste teorie sarebbero probabilmente rimaste sconosciute se
EOR

ERNST STA/L -#**$ : #>)*. suo allievo, non le avesse fatte ripubblicare a 'ipsia sotto il titolo di hysica su#terranea, cui aggiunse lo +pecimen #eccherianum, nel quale enun ciava la propria teoria della combustione, di cui era responsabile la terra infiammabile o flogisto, termine coniato da ennert, forse rifacendosi ad Kapelius -#++3 : #*=*., per in dicare lo zolfo filosofico, il principio della combustibilit. tahl fu probabilmente il primo a formulare una chiara distinzione tra i principi fisici e quelli chimici( i primi erano i costituenti effettivamente ultimi, non universali come quelli di ;ristotele o 4aracelso, ma, come quelli di ;ristotele, non isolabili, seb bene fossero materiali "'ev )+%. I principi fisici erano i due principi materiali dellacqua e della terra, con le sue tre varianti interne, e i due principi formali del fuoco e dellaria. !rano la causa di particolari propriet dei corpi chimici e conferivano queste propriet ai misti che li contenevano come costituenti; per esempio, i corpi bruciavano solo se contenevano la terra flogistica "'ev, )+%. I principi chimici risultavano dalla combinazione dei principi fisici, ma potevano essere considerati autentici principi, perch9 costituivano il termine ultimo della risolu zione di composti o aggregati in laboratorio, con mezzi chimici. tahl oper una netta distinzione tra composti o misti e aggregati o miscele( queste si formavano per il sem plice mescolamento fisico dei costituenti inalterati e le loro propriet erano semplice mente la somma delle propriet dei componenti. /ome esempio, portava quello della miscela di due diversi tipi di sabbia, che potevano poi essere separati fisicamente con una pinzetta "'ev, )A%. Invece, il misto era un vero e proprio composto chimico, che i

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chimici avevano il compito di analizzare per caratterizzarne i costituenti. Nella sua for mazione, le propriet chimiche dei costituenti erano profondamente alterate, come quan do un acido e una base si combinano per dare un sale neutro "'ev, )A%. Isaac Newton ebbene noto universalmente come fisico, per molti anni, nel periodo compreso tra la pubblicazione dei rincipia -#*?>. e quella dellOttica -#>$A. "'ev, #=%, ISAAC NE.TON -#*A= : #>=>. si dedic intensamente ed alacremente allalchimia probabilmen te come conseguenza della profonda religiosit che ne guid sempre lattivit scientifi ca. Diteneva infatti che lo studio e la sperimentazione alchemica gli avrebbero consenti to di individuare quei principi di origine divina che animano il mondo e che causano le attrazioni tra i corpi, delle quali, nonostante avesse ne descritto gli effetti, gli sfuggiva, con sommo disappunto, lorigine. 'a sua interpretazione, sia della gravitazione che del le trasformazioni chimiche, 8 centrata sui principi attivi, gli strumenti dei quali Gio si serve per agire sul mondo "'ev, #=%. Il Gio di NeOton era un Gio attivo, che lavorava in continuo sulla natura, ed era in parte un alchimista. 5uesta dimensione spirituale del lalchimia incoraggi NeOton alla cautela e perfino alla riservatezza, quando si dedic alla trasmutazione "'ev, #=:#)%. ;ffascinato dalla /himica, ancora considerata unarte al servizio della medicina, e dalle sue molte possibilit, in gran parte ancora inesplorate, si impegn nel compito di trasformarla in una branca quantitativa delle scienze fisiche, in grado di formulare pre visioni. tudi attentamente e medit la letteratura alchemica, soprattutto le opere di ,oLle, al quale lo legavano profonda amicizia, comuni interessi scientifici e una visione religiosa delluniverso, nel quale entrambi riconoscevano la mano di un /reatore. /ome effetto della sua riflessione, mise a punto una teoria estremamente elabo rata, che attribuiva alla materia una struttura interna, complessa e gerarchica, nella quale si esercitavano forze diverse, associate con le particelle di materia "0oe%. ! assodato che NeOton non dubit mai che i corpi macroscopici fossero formati da particelle pri mordiali chiamate minima, tra le quali esistevano pori assolutamente vuoti. ebbene non abbia mai usato il termine atomo, le sue particelle primordiali erano i costituenti di tutti i corpi e assomigliavano agli atomi di Gemocrito ed !picuro( erano invisibili, im mutabili, solide, rigide, dure, impenetrabili, mobili, molto probabilmente create in prin

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cipio da Gio, differivano luna dallaltra solo per forma e dimensioni. 4otevano aderire tra di loro per formare particelle pi2 grosse, che, a loro volta, potevano formare particel le del secondo ordine, e poi del terzo, e cos6 via fino alle particelle dellultimo ordine, che costituivano i comuni corpi visibili. In questo processo di aggregazione, le particelle si disponevano secondo una configurazione e un ordine prestabilito, per cui la variet delle sostanze dipendeva dalla variet dei modi con cui esse si possono disporre nel pro cesso di aggregazione. 0li esperimenti e le osservazioni fatte sulla luce fornirono nuovo materiale alle sue speculazioni sulla struttura della materia. 4er lui anche la luce aveva natura particellare e, per spiegare la trasparenza di alcuni corpi apparentemente solidi come il vetro, ammise che le particelle primitive, combinandosi con lo spazio, risultas sero porose e consentissero il passaggio delle particelle di luce. Diprendendo le concezioni di 0eber, NeOton differenzi le qualit interne della materia dalle sue qualit esterne "'ev, #=%. Il carattere chimico di una sostanza non 8 de terminato dal tipo di particelle primordiali che la costituiscono, ma dagli aggregati di primo ordine. Gurante le reazioni chimiche questi aggregati non possono essere decom posti e le caratteristiche chimiche di quella sostanza si mantengono inalterate nel corso della reazione. 4er esempio, dopo aver trasformato il mercurio liquido in una polvere rossa -KgE., si pu recuperare il mercurio liquido, perch9 le particelle di pi2 piccola composizione, che determinano le sue propriet caratteristiche, sono rimaste inalterate "0oe%. 4er questo, riteneva possibile che avvenisse la trasmutazione, ma solo come ri sultato di mutamenti nellarrangiamento interno della materia e delle qualit. 4roprio in questo consiste loriginalit di NeOton, che lo differenzi dai suoi predecessori, ,oLle incluso( mentre questi avevano elaborato teorie strutturali che dava no enfasi alla forma delle particelle, che erano tenute insieme da ganci, scabrosit delle superfici o movimenti coordinati, la teoria di NeOton era dinamica, perch9 postulava che le particelle fossero tenute insieme da forze attrattive di tipo particolare, probabil mente generate da forze elettriche che si estendevano a distanze cos6 piccole da sfuggire allosservazione e che non richiedevano lo strofinio per manifestarsi. 'e forze attrattive e repulsive giocavano un ruolo anche nel determinare la reatti vit chimica perch9 causavano le aggregazioni e disaggregazioni delle particelle. 'e for ze attrattive pi2 intense in assoluto si esercitano tra le particelle primordiali; esse invece diventano sempre pi2 deboli, man mano che cresce lordine dellaggregato, per cui 8

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sempre pi2 facile vincerle nel corso delle comuni operazioni chimiche. Nel corso delle reazioni, sebbene sembri che le sostanze macroscopiche subiscano delle trasformazioni, in realt le forze chimiche sono in grado di frammentare soltanto le particelle di ordine superiore, ma non quelle degli aggregati di pi2 piccola composizione, che perci riman gono inalterati. /os6, la chimica meccanica era responsabile dei semplici cambiamenti di disposizione degli aggregati primari, mentre quelli pi2 profondi della materia, come quelli coinvolti nella trasmutazione, erano prodotti da uno speciale -e vago. agente natu rale, uno spirito vivente vegetativo, portatore alchemico dellattivit divina nel mondo, in grado di vincere le forze attrattive che tengono insieme le particelle primarie "0oe, 'ev, #=%. /erc di riprodurre personalmente questo processo e, come riportato nel )e "atura Acidorum -#*3=., ritenne di individuare questo agente naturale negli acidi e nellaqua regia in particolare. 'insuccesso dei suoi numerosi tentativi lo convinse per che gli acidi, sebbene sciolgano i corpi perch9 invadono le particelle di pi2 grossa com posizione e le separano nelle particelle costituenti, non sono in grado di vincere le forze attrattive tra le particelle di prima composizione. Evviamente, non riusc6 a quantificare n9 le forze attrattive tra queste particelle, n9 la forza di azione degli acidi. NeOton cerc di estendere lazione della forza di gravit ai moti pi2 segreti delle particelle pi2 piccole( tuttavia, mentre i moti dei corpi macroscopici potevano essere os servati e la legge di gravitazione dedotta da queste osservazioni, nel caso dei fenomeni chimici, il moto delle piccole particelle non poteva essere osservato, per cui le forze coinvolte nelle reazioni chimiche rimanevano non quantificate. Nonostante cercasse di spiegare la reattivit chimica in termini di forze di attrazione e repulsione tra le particel le, i suoi sforzi non ebbero successo, ma stimolarono gli studi sullatti1it" c%imica, che rivestirono un ruolo fondamentale nella /himica del 7<III secolo. Gando enfasi alle reazioni chimiche, NeOton ripristinava la dignit della speri mentazione, delle pratiche e dei metodi della chimica, che invece erano esclusi dalle concezioni meccanicistiche. ;lla fine della Opti's, nella 5uerL )#, ammetteva che le forze chimiche non hanno intensit uniforme come quella di gravit, ma questa diversit non pu essere dedotta per via teorica, ma soltanto valutata sperimentalmente. Galtro canto, le differenti forze chimiche rendono possibile la comprensione delle potenzialit e, nello stesso tempo, dei limiti dellanalisi chimica, intesa come scomposizione delle

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sostanze in particelle pi2 piccole, che 8 incapace di vincere le forze di attrazione tra gli aggregati del primo ordine. Nella stessa querL, NeOton avanzava lipotesi che esistesse una forza repulsiva in grado di spiegare fenomeni ottici e chimico : fisici( per esempio, la prodigiosa espan sione delle particelle dei corpi volatili testimonia lesistenza di una forza di repulsione che comincia ad agire quando cessano le forze di attrazione. 'a fermentazione e lazio ne del calore possono essere spiegate su questa base. 5uando si esercita una pressione su un oggetto o si fa rimbalzare una palla, le particelle non si urtano perch9 intervengo no le forze repulsive tra di loro. !ssendo assolutamente rigidi, i corpuscoli non possono risultare elastici( qualunque cosa rimbalzi lo fa perch9 le sue particelle sono compresse contro una forza repulsiva che poi le separa. 'e idee di NeOton furono divulgate presso i chimici da /ERMANN &OER/AA'E, nel primo volume dei suoi (lementa chemiae -#>)=.. Dopo Newton ebbene nel 7<III secolo non tutti gli scienziati accettassero in toto la sua teoria della materia, il prestigio di NeOton era tale che tutti concordavano con lui nel supporre che tutti i corpi fossero, in ultima analisi, composti di minute particelle, e la sua visione di particelle e forze -o potenze. ad esse associate rimasero a fondamento del pensiero scientifico ",oa%. !gli non credeva che le potenze fossero inerenti o essenziali alla ma teria, che riteneva bruta e inerte( le particelle erano come piccole palle da biliardo che non avrebbero potuto incontrarsi senza lintervento di forze immateriali, della quali una era la gravitazione e laltra laffinit chimica. Bu il matematico LEONARD E!LER -#>$> : #>?). che, nel corso di un discorso sul la struttura della materia, pronunciato nel #>)= davanti all;ccademia delle cienze di 4ietroburgo, cerc di unificare la teoria atomica con quella degli elementi chimici. Di nunziando al concetto filosofico di elemento come corpo non divisibile in assoluto, scel se quello chimico di particella che non pu essere divisa in particelle pi2 piccole con operazioni chimiche. 4ropose inoltre di caratterizzare ciascun elemento assegnandogli particelle indivisibili aventi qualche somiglianza e capaci di esercitare identica azione. 'a logica conseguenza di questa definizione 8 che esistono, non tre o quattro elementi, ma tanti quanti sono i tipi differenti di atomi esistenti in natura( questo numero non 8

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ovviamente illimitato, ma pu essere stabilito solo per via sperimentale. !gli quindi suggeriva ai chimici una strategia di ricerca( decomporre i corpi fino a ridurli ai loro principi e considerare elementi quelli da cui non 8 possibile estrarre qualcosa di diverso. 5uesta concezione ebbe sicuramente grande influenza su MI2/AIL 'ASILE'IC/ LOMONOSO' -#>## : #>*+. che intu6 la differenza tra la meccanica dei macrocorpi e quel le dei microcorpi( questultima sta alla base dei fenomeni termici, elettrici, luminosi e capillari che, a loro volta, sono collegati ai fenomeni chimici. Nell (lementi di ,himi ca matematica, defin6 i corpuscoli primari, o elementi, come quella parte di un corpo che non 8 formata da particelle minori, o da corpi diversi da lui. I corpuscoli secondari sono diversi perch9 risultano dalla combinazione di quelli primari( sono omogenei, se sono formati da uno stesso numero degli stessi elementi combinati in un unico modo, eterogenei, se formati da elementi differenti, combinati in numero diverso o in modo di verso. Cn principio 8 un corpo formato da corpuscoli eguali, un corpo misto 8 costituito da due o pi2 principi differenti. Cno dei compiti pi2 importanti della /himica 8 lo stu dio della dipendenza delle propriet delle sostanze dalla loro composizione, ma questo problema pu essere risolto soltanto dopo che sar stato stabilito il numero degli ele menti chimici e chiarita la loro natura. Il successivo progresso teorico si registr nel #>+?, quando fu pubblicata la Teoria della -ilosofia "aturale del gesuita dalmata R!
I!SEPPE ERO

&OSCO'IC/ -#>## : #>?>., nella quale

era formulata una teoria della materia che ebbe grande risonanza, specie in Inghilterra, fino alla fine del 7I7 secolo( fu discussa a lungo nel capi tolo $tomi, nel supplemento alla terza edizione dell%nc&clo'edia (ritannica. Nel tentativo di conciliare la visione neOtoniana della materia, fatta di atomi e vuoto, con quella di 'eibniz che concepiva piuttosto un continuo, ,oscovich avanz li potesi che gli elementi primi fossero omogenei, indivisibili e impenetrabili, dispersi nel vuoto, che non potessero venire a contatto tra di loro, molto simili a punti geometrici privi di estensione, semplici centri di attrazione o repulsione. 'a materia risulta perci

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impenetrabile perch9 due corpi non possono occupare lo stesso spazio nello stesso mo mento. 1a laspetto pi2 interessante della teoria sta nel fatto che, mentre NeOton postu lava soltanto una forza attrattiva che diminuiva con la distanza, ,oscovich asser6 che le forze reciproche che si esercitano tra questi punti possono essere repulsive o attrattive, a seconda della distanza che li separa. ; distanze molto piccole si esercita una forza re pulsiva che tende a crescere allinfinito quanto pi2 le particelle si avvicinano, giustifi cando cos6 limpenetrabilit della materia. ; distanze maggiori, verosimilmente oltre il millesimo di centimetro, si esercita una forza attrattiva, la forza di gravit, che diminui sce come linverso del quadrato della distanza. ; distanze intermedie, essa 8 alternativa mente attrattiva o repulsiva, come mostrato in figura.

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Naturalmente, nel 7<III secolo, non cera modo di determinare n9 il valore di queste forze, n9 le distanze a cui la curva intersecava gli assi. 5uesti, nei quali la forza risultava nulla, cio8 non era n9 attrattiva n9 repulsiva, erano punti limite cui corrispon deva una stabilit, o equilibrio, tra attrazione e repulsione( quando coincidevano i punti limite di un certo numero di atomi puntiformi, essi potevano combinarsi per formare una configurazione stabile, corrispondente a una particella del primo ordine. Evviamen te, le particelle del primo ordine potevano combinarsi per dare particelle del secondo or dine, e cos6 via. /os6, nel passaggio dal 7<III al 7I7 secolo, la filosofia atomico : corpuscolare godeva di grande notoriet e consenso. 1a perch9 diventasse teoria erano necessarie le conferme sperimentali e, in particolare, chiarire alcune questioni di fondamentale im portanza. Innanzi tutto, definire la specificit degli elementi chimici e la loro non con vertibilit; quindi stabilire un collegamento tra i dati ricavati dallanalisi quantitativa e lipotesi atomica, la teoria degli elementi chimici e delle loro combinazioni; infine, de terminare il peso degli atomi e la relazione tra il peso degli atomi dei differenti elemen ti. /hiariti questi punti, la strada sar spianata ed in pochi anni la teoria sar formulata in maniera chiara e su posta su salde basi. "ato% ",al% ",en% ",oa% "/ro% "0oe% "0or% "'ev% "1ad% "Eld% "4ar% " tr% "<il% 'atomo e lantichit, http(PPOOO.quipo.itPatosiPnumero=PmodelliPindeQ.htm 4hilip ,all, )he *ngredients, EQford CniversitL 4ress, EQford, =$$=; ,ernadette ,ensaude:<incent e Isabelle tengers, $ +istor& o# Chemistr&, Karvard CniversitL 4ress -#33*. 1arie ,oas Kall, /hem. in ,rit., -#3**. )A#:+ ;. /. /rombie, )he +istor& o# Science #rom $ugustine to ,alileo, Gover 4ublications Inc., NeO RorM, #33+ 0. Ganiel 0oehring, -. Chem. %duc., +) -#3>*. A=):+ 1el 0orman, -. Chem. %duc., )> -#3*$. #$$:#$A &revor KarveL 'evere, )rans#orming .atter, &he John KopMins CniversitL 4ress, ,altimore, =$$# amuel 1adras, -. Chem. %duc., )= -#3++. +3):? Gavid D. EldroLd, -. Chem. %duc., +$ -#3>). A+$:A J.'. 4arM, ;tomic structure from Gemocritus to Galton, -#33?. http(PPdbhs.Ovusd.M#=.caP;tomic tructureP;tomic tructure.html 4aul trathern, .endele&e/0s "ream, 4enguin, 'ondon -=$$$. 0iovanni <illani, La chia/e del mondo, /C!N -Napoli. =$$#

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