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Il dettaglio di chiusura delle staffe nel confinamento di elementi in calcestruzzo armato: primi risultati sperimentali

Edoardo Cosenza, Gerardo M. Verderame, Paolo Ricci


Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Universit degli Studi di Napoli Federico II, Via Claudio 21, Napoli
ANIDIS2009BOLOGNA

Keywords: edifici esistenti, dettaglio strutturale, staffe, gancio, confinamento ABSTRACT Il ruolo del confinamento prodotto dalle staffe sul calcestruzzo compresso fondamentale nella valutazione della capacit rotazionale di un elemento in c.a. Numerose sono in letteratura le formulazioni che consentono di poter definire leffetto benefico delle staffe sulle capacit resistenti e deformative del calcestruzzo. Analogamente, le formulazioni che consentono di valutare le capacit rotazionali di elementi in c.a. tengono in conto, seppur in diverso modo, di tale contributo. Tuttavia, va evidenziato che le suddette formulazioni sono riferite a elementi caratterizzate da staffe definite da un dettaglio di chiusura costituito da una piegatura a 135. Tale dettaglio, tra laltro, definisce in maniera sistematica gli elementi di prova delle numerose campagne sperimentali presenti in letteratura sullargomento. Viceversa, gli elementi in c.a. sottoposti in epoca passata a progettazione gravitazionale ovvero sismica sono spesso caratterizzati da una armatura trasversale costituita da staffe con un dettaglio di chiusura a 90 e definite da un distanza delle staffe assai diversa dalle attuali indicazioni normative. Lassenza di campagne sperimentali sul tema conduce, generalmente, a considerare nullo il confinamento prodotto da tali staffe. Il presente studio focalizza lattenzione proprio sul ruolo della dettaglio di chiusura delle staffe. Sono presentati i risultati di una campagna sperimentali costituita da 3 tipologie di provini: la prima tipologia definita da staffe con chiusura a 135, la seconda con chiusura a 90. Inoltre, considerata linfluenza del passo delle staffe. Lefficienza del confinamento delle due tipologie di provini ricavata dal confronto con una terza serie di provini definita dallassenza di staffe.

INTRODUZIONE

Negli ultimi anni la valutazione sismica del costruito esistente ha reso necessario definire metodi di analisi non lineari e parallelamente modelli di capacit che consentissero una affidabile stima sia della richiesta inelastica di spostamento e la sua distribuzione che la capacit rotazionale di elementi progettati e realizzati con principi normativi totalmente differenti da quelli che caratterizzano la nuova progettazione. Numerose sono le formulazioni reperibili in letteratura e nelle normative tecniche (CEN, 2005) circa la valutazione della capacit rotazionale, sia mediante la definizione di modelli meccanici derivati dai principi di base che mediante formulazioni semi-empiriche opportunamente calibrate con operazioni di inferenza statistica su appositi database di prove

sperimentali (Panagiotakos et al., 2001; Fardis, 2007). Tali studi sono, tuttavia, in genere relativi ad elementi armati con barre ad aderenza migliorata e caratterizzati da dettagli strutturali tipici della progettazione sismica. Al fine di estendere il campo di applicabilit ad elementi che non presentano tali caratteristiche consuetudine definire opportuni coefficienti correttivi calibrati su modesti database sperimentali. Ad ogni modo la capacit di rotazione non pu prescindere dalle prestazioni di duttilit locale della sezione maggiormente sollecitata. Infatti, sia le formulazioni meccaniche che quelle di tipo semi-empirico sono formalmente caratterizzate, la prima dalla definizione di una curvatura ultima mentre la seconda dal contributo benefico del confinamento delle staffe. Non pochi risultano gli studi condotti e i modelli proposti in letteratura sulleffetto del confinamento sia sulla resistenza

ma soprattutto sulla capacit deformativa del calcestruzzo. Sheikh and Uzumeri (1980) e Sheikh and Yeh (1982) definiscono mediante studi analitici e sperimentali i principali parametri che influenzano il fenomeno di confinamento del calcestruzzo compresso; introducono il concetto di area effettivamente confinata proponendo un modello tensione-deformazione del calcestruzzo confinato. Yong et al. (1988) propongono un modello empirico relativo a calcestruzzi ad alta resistenza confinati. Mander et al. (1988) analizzano leffetto di confinamento per diverse soluzioni di armatura trasversale e presentano un modello del calcestruzzo confinato. Kent and Park (1971) sviluppano una relazione tensionedeformazione di calcestruzzi confinati a partire dalla risposta di calcestruzzi non confinati fornito da Hognestad. Park et al. (1982) propongono una modifica della relazione tensio-deformativa del modello di Kent and Park. Tuttavia, la maggior parte dei modelli su menzionati sono calibrati su prove sperimentali effettuate su provini caratterizzati da armature trasversali definite da staffe ancorate con ganci a 135 tipico della moderna progettazione sismica. Lobiettivo del presente lavoro analizzare in termini sperimentali la risposta di elementi in c.a. definiti da una armatura trasversale costituita da staffe aventi un dettaglio di chiusura con ganci a 90. Le prove sono effettuate per diverse percentuali volumetriche di armatura trasversale, utilizzando quale riferimento comparativo la risposta di analoghi elementi con staffe aventi chiusura con ganci a 135. 2 2.1 IL PROGRAMMA SPERIMENTALE Caratteristiche degli elementi di prova

S3 costituito da 6 provini definiti da 4 barre longitudinali e staffe con passo da 200mm. Le staffe sono caratterizzate sia con dettaglio di chiusura a 90 che a 135; S4 costituito da 6 provini definiti da 4 barre longitudinali e staffe con passo da 300mm. Le staffe sono caratterizzate sia con dettaglio di chiusura a 90 che a 135. Larmatura longitudinale e quella trasversale costituita da barre di 12mm e di 8mm di diametro, rispettivamente. Inoltre, tutti i provini ad esclusione del provino S1, sono definiti alle due estremit, per un tratto di 100mm, da una armatura trasversale costituita da staffe 8/25mm chiuse a 135. In tal modo si provvede a fornire un adeguato confinamento tale da ridurre la possibilit di crisi per eccessiva compressione nelle due sezioni di contatto con la macchina di prova. In Figura 1 riportata la distribuzione dellarmatura (longitudinale e trasversale) dei provini della tipologia S2, S3 ed S4. Ciascun elemento di prova definito da una sigla di identificazione denominata XX-YY-#N dove: XX definisce il passo delle staffe in mm (100, 200, 300); YY langolo di chiusura delle staffe espresso in gradi (90 e 135) mentre N la ripetitivit del provino. Il provino di solo calcestruzzo appartenente alla tipologia S1 denominato (0-0-#1). La resistenza a compressione media del calcestruzzo determinata su provini cubici di dimensioni (150150150)mm confezionati allatto del getto degli elementi di prova. Tuttavia, la resistenza del calcestruzzo non confinato fco. valutata quale massima resistenza fatta registrare dal provino denominato (0-0-#1). Infatti, elementi in calcestruzzo in scala reale sottoposti a carico assiale concentrico evidenziano una resistenza a compressione minore della corrispondente resistenza di provini standard (cubici ovvero cilindri). Tale considerazione suffragata dalle principali prescrizioni normative le quali, proprio per tenere in conto delle differenze tra elementi standard e elementi reali, utilizzano un fattore di riduzione pari a 0.85 Le armature sono costituite da barre lisce definite da una tensione di snervamento di fy=335 MPa per le barre longitudinale e di fyw=430 MPa per le staffe. Le staffe sono definite da due soluzione di chiusura: medianti due ganci di estremit a 135 con tratto rettilineo pari a 10 volte il diametro (80mm) ovvero mediante due ganci di estremit a 90 con tratto rettilineo pari a 50mm. I provini sono stati realizzati senza

La campagna sperimentale costituita da ben 19 provini caratterizzati da una sezione di base quadrata di 250250mm e da una altezza di 800mm. I provini sono suddivisi in 4 sottogruppi in relazione allentit di armatura trasversale presente e al dettaglio di chiusura della stessa: S1 costituito da un provino base confezionato con solo calcestruzzo; S2 costituito da 6 provini definiti da 4 barre longitudinali e staffe con passo da 100mm. Le staffe sono caratterizzate sia con dettaglio di chiusura a 90 che a 135;

copriferro; le dimensioni delle staffe di lato 250mm definiscono anche la sezione del provino di calcestruzzo. Tale soluzione da ricondursi a due aspetti principali: (i) la presenza/assenza del copriferro non influenza le caratteristiche meccaniche del calcestruzzo confinato dalle staffe; (ii) lespulsione del copriferro, se presente, condurrebbe, soprattutto per basse percentuali meccaniche di armatura trasversale, ad una perdita globale di capacit di carico. 2.2 Set-up di prova

Le prove di carico sono eseguite mediante una macchina universale definita da una capacit di 3000kN. In Figura 2 riportato lo schema e la disposizione delle strumentazioni utilizzate durante la fase di prova. In particolare sono utilizzati 5 estensimetri (LVDTs). In particolare, 4 LVDT sono disposti lungo i vertici del provino e finalizzati alla misura della deformazione assiale dellintero provino (deformazione media); questultima definita
Tabella 1. Caratteristiche degli elementi di prova Armatura longitudinale Denominazione As fy provino MPa mm2 0-0-#1 300-135-#1 452 355 300-135-#2 452 355 300-135-#3 452 355 300-90-#1 452 355 300-90-#2 452 355 300-90-#3 452 355 200-135-#1 452 355 200-135-#2 452 355 200-135-#3 452 355 200-90-#1 452 355 200-90-#2 452 355 200-90-#3 452 355 100-135-#1 452 355 100-135-#2 452 355 100-135-#3 452 355 100-90-#1 452 355 100-90-#2 452 355 100-90-#3 452 355
1 staffa 8 / 300 2 staffe 8 / 200

come rapporto tra la media delle quattro misure registrate dai corrispondenti LVDT durante la fase di prova e la lunghezza di base pari a 800mm (altezza del provino). Il restante LVDT utilizzato per la valutazione di eventuali sorgenti di deformabilit della macchina di prova che potrebbero influenzare la misura della deformazione assiale del provino, pertanto impiegato quale parametro di correzione delle misure registrate dai quattro LVDT del provino. Inoltre, per ciascuna tipologia, su due provini luno definito da una chiusura con gancio a 90 e laltro con gancio a 135- sono stati posizionati sulle staffe una serie di strain-gauge in modo da verificare durante la fase di prova la richiesta deformativa delle stesse; tali elementi di prova sono definiti dalla sigla (XX-YY-#3). La prova effettuato a controllo di spostamento con una velocit di carico pari a 0.005mm/sec; il carico assiale Ntest misurato mediante una cella di carico.

Armatura trasversale Asw mm2 50 50 50 50 50 50 50 50 50 50 50 50 50 50 50 50 50 50

Passo mm 300 300 300 300 300 300 200 200 200 200 200 200 100 100 100 100 100 100

chiusura 135 135 135 90 90 90 135 135 135 90 90 90 135 135 135 90 90 90
2 staffe 8 / 200

w volumetrica % 0.2667 0.2667 0.2667 0.2667 0.2667 0.2667 0.4000 0.4000 0.4000 0.4000 0.4000 0.4000 0.8000 0.8000 0.8000 0.8000 0.8000 0.8000
5 staffe 8 / 100

5 staffe 8 / 100

1 staffa 8 / 300

Figura 1. Geometria e armature degli elementi di prova

Carico assiale

2 LVDT

2 LVDT

Provino in calcestruzzo

Figura 2. Setup di prova (a) danneggiamento del provino 0-0-#1 (b)

I RISULTATI SPERIMENTALI

In Figura 3 sono riportati i risultati delle prove a compressione centrata condotte su ciascuno dei provini riportati in Tabella 1 ed espressi in termini di carico assiale N test deformazione media c . In ciascun grafico riportata la curva carico assiale-deformazione del provino non confinato 0-0-#1 (di solo calcestruzzo) da utilizzarsi quale riferimento di comparazione. Il comportamento del provino non confinato evidenzia un comportamento pressoch lineare sino a circa il 70% della massima resistenza ed una repentina caduta di resistenza nella fase post-picco. In particolare in Figura 2 riportato il danneggiamento fatto registrare dal provino non confinato 0-0-#1 caratterizzato da ampie fessure verticali in prossimit della mezzeria del provino che gradualmente subiscono un inclinazione in prossimit dellestremit di carico del provino. Viceversa, gli elementi in calcestruzzo armato confinato mostrano risultati che si differenziano in relazione alla percentuale volumetrica di armatura trasversale w (passo delle staffe) e al dettaglio di chiusura delle staffe. In generale, indipendentemente dal dettaglio di chiusura, la massima resistenza del provino influenzata dalla percentuale volumetrica di armatura trasversale w ; al crescere della percentuale volumetrica w (ossia al diminuire del passo delle staffe) si registra un aumento della resistenza massima. Un siffatto risultato si manifesta confrontando la resistenza massima dei provini confinati con la corrispondente

resistenza del provino non confinato, vedi Figura 3. Tuttavia, necessario chiarire che tale incremento di resistenza subordinato a due aspetti non presenti nel provino 0-0-#1: il contributo resistente dellarmatura longitudinale A s e lincremento di resistenza specifica causato dal confinamento prodotto dalla presenza dellarmatura trasversale. In particolare possibile scindere dalla resistenza globale del provino il contributo connesso alla presenza dellarmatura longitudinale A s al fine di valutare la resistenza del calcestruzzo f cc prodotta dal confinamento dellarmatura trasversale. Infatti, come evidenziato nei grafici di Figura 3, il picco di resistenza del provino attinto in corrispondenza di una deformazione media c compresa tra un minimo di 0.27% (provino 300-90#1) e un massimo di 0.47% (provino 100-135#1). Nellipotesi di perfetta aderenza tra le barre longitudinali e il calcestruzzo circostante tale aspetto consente di poter asserire che i corrispondenza del picco di resistenza le armature longitudinali risultano snervate ( c,min y = 0.16% ).

Pertanto, dalla condizione di equilibrio verticale espressa come: N max test = f cc ( b h ) + A s f y (1)

dove b e h sono le dimensioni della sezione trasversale di calcestruzzo (b=h=250mm), A s e

f y lentit e la tensione di snervamento dellarmatura longitudinale, rispettivamente possibile ricavare la resistenza del calcestruzzo confinato f cc come:

f cc =

N max test A s f y bh

(2)

potendo cos isolare lincremento di resistenza dovuto al confinamento dellarmatura trasversale.


3000
Ntest, [kN]

3000
Ntest, [kN]
0-0-#1 100-90-#2 100-90-#1

0-0-#1 100-135-#1 100-135-#2

2500 2000 1500 1000 500

2500 2000 1500 1000 500

deformazione media, c

deformazione media, c

0 0.000 3000

0.005

0.010

0.015

0.020

(a)

0 0.000 3000

0.005

0.010

0.015

0.020

(b)

Ntest, [kN]

0-0-#1 200-90-#1

Ntest, [kN]

0-0-#1 200-135-#1

2500 2000 1500 1000 500

2500 2000 1500 1000 500

deformazione media, c 0 0.000 3000


Ntest, [kN]
0-0-#1 300-90-#1 300-90-#2

0.005

0.010

0.015

0.020

(c)

0 0.000 3000

deformazione media, c 0.005 0.010 0.015 0.020

(d)

Ntest, [kN]

0-0-#1 300-135-#1 300-135-#2

2500 2000 1500 1000 500 0 0.000

2500 2000 1500 1000 500

deformazione media, c 0.005 0.010 0.015 0.020

deformazione media, c

(e)

0 0.000

0.005

0.010

0.015

0.020

(f)

Figura 3. Risultati sperimentali dei provini in termini di carico assiale- deformazione media: (a) tipologia 100-90, (b) 100135, (c) 200-90, (d) 200-135, (e) 300-90, (f) 300-135.

Tabella 2. Valutazione delleffetto di confinamento sulla resistenza del calcestruzzo


Denominazione provino 0-0-#1 300-135-#1 300-135-#2 300-135-#3 300-90-#1 300-90-#2 300-90-#3 200-135-#1 200-135-#2 200-135-#3 200-90-#1 200-90-#2 200-90-#3 100-135-#1 100-135-#2 100-135-#3 100-90-#1 100-90-#2 100-90-#3 Armatura trasversale passo mm 300 300 300 300 300 300 200 200 200 200 200 200 100 100 100 100 100 100 chiusura 135 135 135 90 90 90 135 135 135 90 90 90 135 135 135 90 90 90 s % 0.2667 0.2667 0.2667 0.2667 0.2667 0.2667 0.4000 0.4000 0.4000 0.4000 0.4000 0.4000 0.8000 0.8000 0.8000 0.8000 0.8000 0.8000 Resistenza calcestruzzo fcc MPa fco=27.77 27.21 28.10 25.73 27.95 28.66 26.79 30.81 29.93 30.61 30.33 fcc/fco 0.98 1.01 0.93 1.01 1.03 0.96 1.11 1.08 1.10 1.09 media fcc/fco 1.00 0.97 1.03 0.96 1.09 1.10

1.20

1.20

fcc / fco
1.15 1.10 1.05 1.00 0.95 0.90 0.85 0.80 0.00
s=300m m s=200mm

chiusura 135 chiusura 90

fcc, exp / fcc, EC8


1.15 1.10

chiusura 135 chiusura 90

s=100mm

1.05 1.00 0.95 0.90


s=200mm s=300m m s=100mm

s [%]
0.20 0.40 0.60 0.80 1.00

0.85 0.80 0.00

s fyw [MPa]
0.50 1.00 1.50 2.00

(a)

(b)

Figura 4. Incremento di resistenza del calcestruzzo per effetto del confinamento (a) al variare della percentuale volumetrica di armatura trasversale. (b) Comparazione tra i risultati sperimentali e di modello riportato in (CEN, 2005).

In Tabella 2 si riporta per ciascun provino testato la resistenza del calcestruzzo confinato f cc , nella diversa configurazione geometrica e di dettaglio di chiusura dellarmatura trasversale, la resistenza del calcestruzzo non confinato f co , nonch il rapporto f cc / f co e la sua media valutata per ciascuna tipologia di provino. Le risultanze numeriche evidenziano un effetto di confinamento praticamente assente per le percentuali volumetriche associate ad un passo delle staffe di s=200 e s=300mm, rispettivamente. Il dettaglio di chiusura delle staffe (a 90 o 135) non evidenzia alcuna influenza. Viceversa, per staffe con passo s=100mm lincremento di resistenza causato dal

confinamento pari, in media, al 10%. Anche in questo lincremento di resistenza non risulta influenzato dal dettaglio di chiusura. Tale risultato, evidenziato nel grafico di Figura 4a che riporta landamento del rapporto tra la resistenza del calcestruzzo confinato e quella non confinata ( f cc / f co )con la percentuale volumetrica dellarmatura trasversale w . I valori del rapporto ( f cc / f co ) inferiori allunit sono da ricondursi alla variabilit della resistenza del calcestruzzo e alla tensione di snervamento delle armature longitudinali. Tuttavia, non pu escludersi a priori che tale risultato possa essere causato dal fenomeno di instabilit delle armature longitudinali compresse; una siffatta

ipotesi supportata dalle risultanze numeriche che evidenziano un rapporto ( f cc / f co 1) per basse percentuali volumetriche w ossia per elevati valori di snellezza (s/d) delle barre longitudinali pari a 16 e 25, rispettivamente. Inoltre, lefficacia del confinamento dedotta dai risultati sperimentali confrontata con quella corrispondente al modello riportato nelle indicazioni (CEN, 2005), ossia:
f cc s f yw = f co 1 + 3.7 f co
0.86

s = 1 2 b o

s 1 2 h o

b2 1 i 6h b o o

(4)

(3)

con bo e ho le dimensioni della sezione confinata valutate a partire dallasse baricentrico delle staffe, bi la distanza, misurata dal baricentro, delle barre longitudinali lateralmente vincolate dalle staffe o da eventuali tirantini. In Figura 4b riportata landamento del rapporto tra la resistenza del calcestruzzo confinato valutata sperimentalmente e quella calcolata mediante il modello della (4) al variare di ( s f yw ). Il confronto evidenzia un buon accordo tra il modello e la sperimentazione soprattutto per la tipologia di provini caratterizzati da staffe con chiusura a 135.

dove f yw la tensione di snervamento delle


armature trasversali, s la percentuale geometrica di armatura trasversale mentre il fattore di efficienza del confinamento. Questultimo fattore pu esprimersi come:

100-90-#1

100-90-#2

100-135-#1

100-135-#2c

200-90-#1

200-135#1 300-90-#1 300-90-#2 Figura 5. Danneggiamento degli elementi sottoposti a carico assiale

300-135-#1

300-135-#2

3.1

La fase post-picco

Il comportamento in fase discendente principalmente influenzato da due aspetti: dal fenomeno di instabilit delle armature longitudinali compresse e dallapertura, in taluni casi specifici, dellancoraggio di chiusura delle staffe. Dai grafici di Figura 3 palese osservare come il comportamento post-picco risulti caratterizzato, anche per valori elevati della percentuale volumetrica di armatura trasversale, da una

consistente diminuzione di resistenza al crescere della deformazione media soprattutto se confrontata con i diversi modelli tensiodeformativi reperibili in letteratura. Un simile risultato attribuibile ad un effetto scala. Infatti, si deve osservare, che come ben noto le macrofessure che si formano al crescere dello spostamento imposto interessano solo una zona limitata del provino, la cui estensione pressoch indipendente dalle dimensioni del provino stesso. I risultati, pertanto, sono influenzati dalla lunghezza del provino,

evidenziando un tratto discendente apparentemente pi ripido allaumentare della lunghezza del provino. Inoltre, il contributo resistente del solo calcestruzzo confinato dalle staffe non facilmente valutabile mediante la (2). Infatti, al crescere dello spostamento alcune barre longitudinali presenti nel provino instabilizzano per eccessiva compressione risultando, pertanto, inefficaci. Tale configurazione quindi definita dalla somma del contributo resistente fornito dal calcestruzzo confinato e solo da una quota parte del contributo dellarmatura longitudinale relativa al numero di barre non ancora interessate dal fenomeno dellinstabilit. Inoltre, va anche considerato che sovente linstabilizzazione di un barra compressa pu determinare lespulsione di una porzione di calcestruzzo alterando pertanto, il contributo del calcestruzzo confinato. Nei grafici di Figura 3 facile osservare repentine diminuzione di carico, in fase discendente, causate per lappunto dallinstabilizzazione di una o pi barre compresse e dai suoi possibili effetti sul calcestruzzo. In particolare in Figura 5 sono riportate, per ciascun elemento sottoposto a prova, le foto relative al danneggiamento registrato per deformazione assiali medie superiori allo 0.6%. E evidente come linstabilit delle barre longitudinali interessi tutti i provini per deformazioni assiali medie via via crescenti al diminuire del passo delle staffe. Questo determina che il comportamento post-picco dei provini definiti da un passo delle staffe s=200mm e 300mm governato dallinstabilit delle barre compresse. Viceversa, i provini con passo delle staffe s=100mm mostrano, nella fase iniziale di post1.20 1.00 0.80 0.60 0.40 0.20 c /cc 0.00 0.00 1.00 2.00 3.00 4.00 5.00 0.00 0.00 1.00 2.00 Ntest /Ntest,max
100-135 100-90

picco, un comportamento governato dal confinamento. In tal senso, lefficacia del dettaglio di chiusura delle staffe svolge un ruolo non secondario. Infatti, i risultati sperimentali evidenziano un diversa efficacia del dettaglio di chiusura con il passo delle staffe. In primo luogo, tutti i provini caratterizzati da una chiusura delle staffe con ganci a 135 non hanno mai fatto registrare lapertura della staffa ossia la perdita di ancoraggio sino a fine prova. Viceversa, i provini con staffe definite da una chiusura con gancio a 90 hanno, in alcuni casi, palesemente mostrato lapertura della staffa. In particolare, i provini definiti da un passo delle staffe s=200mm e 300mm non evidenziano tale fenomeno o comunque si registra una iniziale perdita dellancoraggio per una richiesta di deformazione assiale media molto elevata, maggiore del 2%. I provini definiti da un passo s=100mm, invece, mostrano un diverso comportamento; per il provino 100-90-#2 (vedi Figura 5b) si registra lapertura della staffa per una deformazione media dell0.8% mentre per il provino 100-90-#1 si registra lapertura della staffa per una deformazione media dell2%. Tuttavia, tale differenza non si traduce in una consistente diversit di risposta tra i due provini; anzi il provino 100-90-#2 per il quale si registra lapertura della staffe mostra una maggiore resistenza globale al crescere della deformazione media assiale. Tale risultato giustificato, seppur in maniera empirica, dalla maggiore estensione del danneggiamento del provino 100-90-#1 per effetto anche dellinstabilit delle barre compresse.
1.20 Ntest /Ntest,max 1.00 0.80 0.60 0.40 0.20 c /cc 3.00 4.00 5.00 0.00 0.00 1.00 2.00 3.00 c /cc 4.00 5.00

1.20 1.00 0.80 0.60 0.40 0.20

Ntest /Ntest,max

200-135 200-90

300-135 300-90

(a) (b) (c) Figura 6. Risultati sperimentali dei provini in termini di carico assiale - deformazione media adimensionalizzata: (a) passo s=100mm, (b) passo s=200mm, (c) passo s=300mm.

Infine, in Figura 6 per ciascuna tipologia di elemento riportato landamento della resistenza globale del provino N test rapportata alla massima con la deformazione assiale resistenza N max test imposta c rapportata a quella corrispondente al picco di resistenza cc . Con riferimento, in particolare, ai provini definiti da un passo di s=300mm si evidenzia una elevata variabilit della risposta post-picco riconducibile probabilmente allinstabilit delle barre compresse gi per bassi valori della deformazione assiale media. Viceversa, i provini definiti da un passo di s=100mm evidenziano una minore variabilit di risposta post-picco via via crescente con la richiesta deformativa. In particolare, in maniera analoga a quanto gi evidenziato in termini di resistenza non si registra una consistente influenza del dettaglio di chiusura delle staffe. 4 CONCLUSIONI

non confinata, al crescere della percentuale volumetrica di armatura trasversale; tale risultato risulta pressoch indipendente dal dettaglio di chiusura delle staffe. Le modeste differenze non possono direttamente ricondursi a tale aspetto; in termini di resistenza, la comparazione effettuata tra il modello di confinamento adottato nellEC8 parte 3 e i risultati sperimentali evidenziano mediamente un buon accordo; la risposta post-picco fortemente influenzata dallinstabilit delle barre compresse soprattutto per elevati passi delle staffe s=200mm e 300mm; si registra per un passo delle staffe s=100mm lapertura dellancoraggio delle stesse se effettuato con ganci a 90; il dettaglio di chiusura non influenza in maniera consistente la risposta post-picco. Le modeste differenze non possono direttamente ricondursi a tale aspetto.

La maggior parte delle costruzioni esistenti in c.a. definita da dettagli strutturali ben diversi da quelli adottati nella moderna progettazione simica finalizzati allincremento della duttilit locale degli elementi strutturali. In tal senso, lefficacia del dettaglio di chiusura della staffa risulta non secondario sullefficienza delleffetto benefico che il confinamento produce, sia in termini di resistenza ma soprattutto di deformazione, sul calcestruzzo interno alla stessa. La campagna sperimentale presentata e discussa ha quale obiettivo proprio quello di valutare linfluenza del dettaglio di chiusura sul fenomeno del confinamento. Sono stati analizzati due diverse soluzioni di ancoraggio delle staffe: con ganci a 135 cos come prescritto dai moderno codici sismici e con ganci a 90 in maniera consistente alla pratica progettuale ed esecutiva degli anni 50 e 60. In particolare, sono adottate tre diverse soluzioni di percentuale volumetrica armatura corrispondenti a tre diversi passi pari a 100mm, 200mm, e 300mm. I materiali utilizzati ripropongono la resistenza del calcestruzzo dellepoca nonch la tipologia di acciaio utilizzata, barre lisce. I risultati delle prove a compressione assiale evidenziano: che la resistenza del calcestruzzo confinato aumenta percentualmente, rispetto a quella

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