Sei sulla pagina 1di 25

1

Elettronica T - Lanzoni
Il diodo ideale
Caratteristica di un diodo ideale
Simbolo circuitale
Il diodo un bibolo non lineare i cui morsetti sono denominati anodo e catodo.
Prima di raffinare il modello di questo componente, introduciamo, come gi fatto per gli
amplificatori, la sua astrazione, il diodo ideale.
Diodo ideale
Come si pu vedere dalla caratteristica riportata nella figura, questo bipolo ha una
caratteristica i-v non lineare (lineare a tratti).
A seconda della tensione applicata ai morsetti si comporta infatti come un circuito aperto
per v<0 o come un cortocircuito per i>0.
Inserito su un ramo di un circuito, il diodo si oppone al fluire di corrente nel verso che lo
percorre dal catodo all anodo.
Se quindi lo si polarizza con una tensione anodo-catodo negativa si comporta come un
circuito aperto. Il diodo si dice polarizzato in regione inversa.
Viceversa la corrente nel ramo pu fluire liberamente dall anodo al catodo. In questo caso
il diodo si comporta come un cortocircuito. Il diodo polarizzato in regione diretta.
2
Elettronica T - Lanzoni
Un semplice esempio
Raddrizzatore a semionda
) sin( t V v
P I
=
Un primo esempio di funzionamento del diodo offerto dal circuito di figura.
Un generatore di tensione sinusoidale a valor medio nullo applicato alla serie di un diodo
e di una resistenza.
Per analizzare il circuito dobbiamo distinguere due casi:
v
I
>0
in queste condizioni la corrente nella maglia fluisce nel verso che va dall anodo al catodo
del diodo. Il diodo si comporta quindi come cortocircuito e la tensione v
D
ai suoi capi nulla
per qualsiasi valore della corrente.
La tensione in uscita, che coincide con la tensione ai capi della resistenza sar quindi
e quindi, visto che v
D
=0 ,
v
I
<0
quando la tensione in ingresso negativa, la corrente fluirebbe dal catodo verso l anodo. Il
diodo si comporta come un aperto annullando quindi la corrente nella maglia. v
I
cade quindi
interamente sul diodo, dovendo risultare i=v
O
/R=0.
La tensione in uscita quindi nulla.
N.B. il segnale in uscita fortemente distorto ed in particolare presenta una componente
DC assente nel segnale in ingresso (distorsione non lineare)
ES. Tracciare la caratteristica v
O
-v
I
del circuito.
D I O
v v v =
I O
v v =
3
Elettronica T - Lanzoni
Una utile applicazione
Per evitare extratensioni nella commutazione di
carichi induttivi si inserisce un diodo di ricircolo
(free wheeling diode)
dt
dI
L V
L
L
=
Vdd
I
L
S=on
v
L
Vdd
I
L
S=off
v
L
Una applicazione del diodo il circuito di protezione dalle extratensioni di apertura di circuiti
con carichi induttivi.
In questi casi un diodo posto come indicato in figura evita che all aprirsi dell interruttore la
corrente I
L
provochi una extratensione.
I
L
pu infatti circolare sul diodo che entra in regime diretto e vi rimane fino all estinguersi
del transitorio. Lenergia immagazzinata nell induttanza viene dissipata sulla resistenza.
4
Elettronica T - Lanzoni
Il diodo a semicondutore
n
+
p
Catodo
Anodo
S
i
O
2
In pratica un diodo si realizza mediante la diffusione di drogante n attraverso una
finestra nell ossido di silicio accresciuto sulla superficie di un cristallo di silicio drogato
p.
La superficie che delimita la zona p detta giunzione.
Due contatti in alluminio sulle superfici delle regioni p ed n realizzano i contatti ohmici
di anodo e catodo rispettivamente. La caratteristica i-v del diodo viene misurata
applicando una tensione a questi morsetti e registrando la relativa corrente.
5
Elettronica T - Lanzoni
Caratteristica I-V
Scale lineari
Scala espansa
Scala compressa
) 1 ( =
T V
v
S e I i
regione
diretta
regione
inversa
regione di
breakdown
Esaminiamo ora la caratteristica i-v di un diodo a semiconduttore.
Come si vede dalla figura, la caratteristica diversa rispetto al caso ideale.
Si nota per esempio che le regioni di funzionamento sono tre: diretta, inversa e breakdown.
Inoltre la curva non una spezzata, ma una curva complessa.
Regioni diretta ed inversa (v >- V
ZK
)
In entrambe queste regioni il diodo ha una relazione i-v del tipo
dove: I
S
10
-15
A detta corrente di saturazione
V
T
25 mV @ 20C detta tensione termica ed pari a KT/q
Con questi valori, trattandosi di un esponenziale, facile verificare che in regione diretta
(v>0) la corrente sul diodo praticamente nulla fino a v 0.5V. Oltre questo valore, la
corrente aumenta esponenzialmente ed in pratica per qualsiasi valore di corrente
compatibile col componente, la tensione in diretta compresa fra 0.65 e 0.75 V. In regione
inversa (v<0), la corrente si pu assumere pari a I
S
indipendentemente da v (l
esponenziale risulta infatti trascurabile).
.
Regione di Breakdown (v <- V
ZK
)
In breakdown il modello precedente viene meno. Il diodo ha una caratteristica quasi
verticale e la tensione sul diodo di circa -V
ZK
.
|
|

\
|
= 1
T
v
v
S
e I i
6
Elettronica T - Lanzoni
Caratteristica log(i)-v
La caratteristica esponenziale del diodo nella regione diretta rimane valida su diversi ordini
di grandezza della corrente.
7
Elettronica T - Lanzoni
Caratteristica approssimata
V

0.7V
v
i
Per una analisi di prima approssimazione
si pu considerare:
0 per
e
per 0
>
=
i V v
V v i

Data la dipendenza esponenziale della corrente dalla tensione in diretta e l esiguit della
corrente in inversa, nei calcoli di prima approssimazione si soliti fare riferimento ad una
caratteristica semplificata:
i=0 per vV
v= V per i>0
Questo permette, una volta riconosciuto il regime di funzionamento del diodo di ridurre le
equazioni di maglia e di nodo ad un sistema di equazioni algebriche, da trattarsi come visto
finora.
8
Elettronica T - Lanzoni
Esempio
+
_
R
V
DD
I
R
I
D
V
D
R=1K
V
DD
=10V
V

=0.7V
Calcolare I
D
V
R
Nell esempio di figura, il diodo evidentemente in regione diretta e quindi
La corrente attraverso il diodo (e la resistenza) si pu calcolare quindi come segue:
V V
D
7 . 0 =
mA
R
V V
R
V
I I
DD
R
R D
3 . 9 =

= = =

9
Elettronica T - Lanzoni
Punto di lavoro
Per punto di lavoro si intende un insieme di valori di correnti e
tensioni che siano soluzione del sistema di relazioni imposte dai
componenti e dalla topologia della connessione.

|
|

\
|

=
= ) 2 ( 1
) 1 (
VT
V
S
D
D DD
D
D
e I I
R
V V
I
V
D0
V
D1
I
D1
I
D0
retta di carico (1)
(2)
Volendo calcolare il valore della corrente nel circuito assumendo per il diodo il modello non
semplificato, le cose si complicano.
Mettendo a sistema l equazione della retta di carico (1) e quella del diodo (2), si ottiene
infatti un sistema trascendente che non risolvibile in forma chiusa.
Per ricavare I
D
necessario procedere iterativamente:
1. si parte da una tensione stimata V
D0
2. si calcola I
D0
con l equazione (1)
3. si entra nella caratteristica del diodo (2) e si ricava V
D1
4. si torna sulla retta di carico e si ricava la nuova I
D1
5. si ripete dal punto 3 finch non si ottengono un certo numero di decimali.
ES. Riempire la tabella assumendo: R=1K, V
DD
=10V, I
S
=10
-15
A, V
T
=25mV)
3
V
D
I
D
2
1
0.7 V 0
I
R
V
D
Iterazione
10
Elettronica T - Lanzoni
Un componente commerciale: 1N4148
www.semiconductors.philips.com/pip/1N4148
11
Elettronica T - Lanzoni
Uno sguardo pi approfondito..
f
I
=50Hz
V
I
=5V
PP
T=25C
1N4148
1K
Per verificare il funzionamento del diodo si pu eseguire un semplice esperimento che
consiste nel montare il circuito illustrato in figura.
Collegando due sonde dell oscilloscopio all uscita del generatore di segnali (traccia gialla)
ed al nodo v
O
(traccia azzurra), possibile, per differenza ricavare la tensione sul diodo
(traccia rossa).
Come si pu osservare, quando il diodo polarizzato in regione diretta, la differenza circa
costante e pari a 0.65V.
12
Elettronica T - Lanzoni
Dipendenza dalla temperatura
La caratteristica I-V dipende fortemente dalla temperatura
In particolare I
D
aumenta all aumentare della temperatura
Tutti i dispositivi a semiconduttore, e quindi anche il diodo, hanno caratteristiche che
dipendono fortemente dalla temperatura.
Nel caso del diodo polarizzato in regione diretta ,aumentando la temperatura, a parit di
tensione, la corrente aumenta o, che lo stesso, a parit di corrente la tensione v
D
cala.
Il coefficiente termico del diodo tipicamente di circa -2mV/C, cio la diminuzione della
tensione in diretta a parit di corrente di circa 2 mV per ogni grado di incremento della
temperatura.
Es. Cosa succede ponendo due diodi in parallelo per ripartire la corrente su un ramo?
13
Elettronica T - Lanzoni
Dipendenza dalla temperatura
Perch I
D
aumenta?
q
KT
V e I i T
V
v
S
T
= = con ) 1 (
D
V
V
T I e V T
T
I
S
non costante!!
Il perch il coefficiente termico sia negativo non traspare direttamente dalla caratteristica
del modello matematico del diodo. Anzi, la dipendenza diretta di V
T
dalla temperatura
parrebbe indicare una diminuzione della corrente i
D
all aumentare della temperatura.
In realt esiste una dipendenza nascosta nel parametro, I
S
, che non costante ma
dipende fortemente dalla temperatura. Anzi la dipendenza di I
S
esponenziale nella
temperatura e prevale su quella di V
T.
14
Elettronica T - Lanzoni
Dipendenza dalla temperatura
f
I
=50Hz
V
I
=5V
PP
T
J
>>25C
1N4148
1K
Analizzando con un oscilloscopio il circuito proposto in precedenza una volta che si
riscaldato il diodo, si nota che la caduta su quest ultimo diminuisce e la tensione v
O
quando il
diodo in diretta (traccia in azzurro) tende ad avvicinarsi alla tensione di ingresso (traccia in
giallo). Per confronto stata memorizzata la traccia ottenuta con il diodo non riscaldato (in
grigio).
Il nuovo valore della tensione sul diodo di 560 mV che confrontato con il valore di 700 mV a
25 C ed assumendo un coefficiente termico di 2 mV/C indicano che la nuova temperatura
della giunzione di circa 95C.
Questo un valore approssimativo perch la deformazione della caratteristica in realt
lievemente superiore. Il nuovo punto di lavoro corrisponde infatti ad una corrente nel circuito
lievemente superiore in quanto la caduta sul diodo diminuita. Il nuovo punto di lavoro
corrisponde quindi ad un punto della caratteristica del diodo a corrente lievemente superiore
al precedente. Questo significa anche che la nuova V
D
misurata non corrisponde esattamente
alla traslazione del punto di polarizzazione precedente per effetto della modifica della
caratteristica ma ad un valore leggermente superiore e quindi la temperatura reale della
giunzione lievemente superiore ai 95C stimati.
15
Elettronica T - Lanzoni
Alimentatori DC
Caratteristiche:
Tensione di uscita V
O
(DC)
Massima corrente erogabile I
LMax
Parametri di merito
Capacit di regolazione
Ripple residuo
Una delle applicazioni pi comuni dei diodi nella costruzione degli alimentatori lineari.
In tutti gli alimentatori lineari si fa uso di diodi per realizzare il blocco rettificatore, posto a
valle del trasformatore e a monte del regolatore.
Questo blocco ha la funzione di produrre una componente DC della corrente che, filtrata
delle componenti AC viene portata all ingresso di un regolatore alla cui uscita collegato il
carico.
Come mostrato in precedenza, un circuito a diodi pu realizzare questa funzione.
Vediamone qualche esempio.
16
Elettronica T - Lanzoni
Stadi rettificatori
Raddrizzatore a semionda Raddrizzatore a onda intera
V
Omax
=V
Smax
-V

V
Omax
=V
Smax
-2V

V
Dmax
=V
Smax V
Dmax
=V
Smax
-V

2V

v
S
v
O
V

-v
S
v
S
v
O
V
Smax
Di solito per realizzare i rettificatori si usano circuiti a diodi nelle configurazioni a semionda o
onda intera:
Raddrizzatore a semionda
il pi semplice dei rettificatori ed il suo funzionamento gi stato commentato in
precedenza. Aggiungiamo solo che il valore massimo della tensione in uscita pari a v
Smax
meno la caduta sul diodo.
Raddrizzatore ad onda intera
Questo circuito costituito da quattro diodi in configurazione a ponte.
Per studiarne il funzionamento individuiamo le seguenti regioni di funzionamento.
|v
S
| 2V

nessun diodo acceso e la corrente sul carico nulla.
v
S
> 2v

In queste condizioni, se esiste una corrente che fluisce dal trasformatore, allora deve
attraversare D
1
e D
2.
tensione ai capi del resistore sar
e quindi la corrente sul carico sar
v
S
< -2v

vale un ragionamento analogo e questa volta i diodi accesi sono D
3
e D
4
.
Notare che il verso della corrente dal trasformatore ha segno opposto al precedente, ma non
la corrente sul carico.
N.B. In questo circuito nessuno dei poli del secondario del trasformatore a massa.

V v v
S R
2 =
R V v i
S R
) 2 (

=
17
Elettronica T - Lanzoni
Condensatore di livellamento
v
O
v
D
=v
I
-v
O
v
I
R=10K
C=1000 F
C=1 F
v
D
La simulazione illustrata in figura mostra il comportamento del raddrizzatore a semionda
con capacit di livellamento.
In ogni istante valgono le seguenti relazioni:
1) KCL al nodo di uscita i
D
=i
C
+i
R
dove i
c
=Cdv
o
/dt e i
R
=v
O
/R
2) Equazione di maglia v
I
=v
D
+v
O
Caso a: C=1 F
Partendo dalla situazione iniziale (t=0s) in cui la capacit C scarica (v
C
=v
O
=0), il diodo si
accende in corrispondenza del raggiungimento del valore di soglia V

(t=0.4ms).
Successivamente la capacit si carica attraverso il diodo (che mantiene ai suoi capi una
caduta pari a V

) finch la corrente di carica della capacit non si annulla e cambia di


segno per uguagliare la corrente di carico v
O
/R. In quest istante (t=5.5ms) il diodo di
spegne.
Per 5.5ms < t < 21ms il diodo rimane spento essendo v
D
< V

All istante t=21ms il diodo entra di nuovo in conduzione e ricarica la capacit C che nell
intervallo precedente si era parzialmente scaricata sulla resistenza R.
La ricarica perdura fino al nuovo spegnimento del diodo che avviene a t=25.5ms.
Successivamente il ciclo si ripete.
Caso b: C=1000 F
In questo caso (C molto elevato) la scarica della capacit molto lenta e, come si vede
esaminando le curve tratteggiate, il diodo dopo la prima carica del condensatore rimane
successivamente spento (v
D
<V

), il condensatore non perdendo apprezzabilmente


carica.
18
Elettronica T - Lanzoni
Filtraggio: il ripple
La componente AC residua
detta ripple.
Aumentando C si riduce il
ripple...
P r
P
r V V
CR f
V
V << = se
) 2 2 1 ( max max r P L D V V I i + =
..ma attenzione:
La capacit di livellamento riduce l ondulazione residua sovrapposta alla componente
continua di v
O
.
Il valore picco-picco della componente AC residua viene denominato ripple (v
r
).
Il ripple tanto pi contenuto quanto pi elevato il valore della capacit, mentre aumenta
all aumentare della corrente di carico.
Se si considera lineare la scarica del condensatore, si trascura la durata dell intervallo di
conduzione e si considera la corrente di carico circa costante e pari a V
OMAX
/R
(approssimazioni che valgono finch V
r
<< V
P
, e V

<<V
OMAX
=V
P
il ripple facilmente
calcolabile e risulta approssimativamente pari a
Una importante considerazione riguarda la corrente massima sul diodo quando acceso. A
parit di carico, se la capacit aumenta, la stessa carica necessaria a riportare la tensione
sul condensatore al valore V
P
fluir dal trasformatore al condensatore (attraverso il diodo)
per un intervallo di tempo t inferiore. Il che significa che la corrente di picco attraverso il
diodo aumenta.
Nel dimensionare la capacit C si dovr quindi verificare che i
D
< i
Dmax
in ogni condizione di
carico.
CR f
V
V
P
r =
19
Elettronica T - Lanzoni
Il ripple
1N4001
1K
33 F
La stima del ripple risulta attendibile solo se effettivamente V
r
<<V
P
. Se il ripple elevato, la
stima risulta pessimistica.
Dato il circuito di figura ed applicata una tensione AC in ingresso con V
P
di circa 17V, la
stima del ripple :
Le forme d onda misurate mostrano invece un ripple di 6.12 V
La stima risulta quindi pessimistica
V Vr 4 . 10
10 10 33 50
2 . 17
3 6
=

=

20
Elettronica T - Lanzoni
Circuiti limitatori
I diodi sono impiegati per la realizzazione di circuiti in
grado di limitare il valore massimo del segnale in
ingresso ad uno stadio critico.
V VO 7 . 0
V VO 7 . 5
I diodi vengono impiegati estensivamente nella realizzazione di circuiti di protezione.
L idea quella di scaricare extratensioni ai terminali di dispositivi delicati (es. CMOS)
creando un cammino di corrente a bassa impedenza attraverso un componente
relativamente robusto come un diodo.
Per realizzare un circuito di protezione si pongono dei diodi fra i nodi da proteggere e le
linee di alimentazione. Questi diodi sono normalmente in inversa, tranne quando il nodo
non tenda ad un potenziale superiore a V
CC
+ V o inferiore a -V
.
In questi casi i diodi di protezione sono polarizzati in diretta impedendo alla tensione del
nodo di eccedere questi limiti.
21
Elettronica T - Lanzoni
Circuiti limitatori
V
CC
v
IN
v
OUT
Un circuito che protegge da extratensioni sia positive che negative quello mostrato in
figura.
Come si pu vedere dalle forme donda, il segnale di uscita al circuito limitatore
compreso in una banda definita dal range delle alimentazioni (linee orizzontali gialle) ed un
margine pari a V e cio:

V V V V
CC OUT
+ < <
22
Elettronica T - Lanzoni
Diodi Zener
I diodi Zener sono caratterizzati da una tensione di
scarica in inversa ridotta e nota con buona precisione
Sono utilizzati per limitare la tensione ad un nodo o
come riferimenti di tensione
Simbolo cicuitale
r
z
= 10..100
T
coeff
= 0.01 V/C

C mV
T
V
mA mV
I
V
z
z
z

10
e
100 .. 10
Una particolare realizzazione del diodo il diodo Zener. In questo componente viene
esaltato e controllato un parametro normalmente indesiderato: la tensione di scarica in
regione inversa V
ZK
.
Normalmente questa tensione deve essere superiore (in modulo) alla massima tensione
inversa che il diodo dovr sopportare nel circuito. Questo per evitare che il diodo, andando
in breakdown, comprometta il funzionamento del circuito o, peggio, si distrugga.
Nei diodi Zener, invece, si sfrutta la ripidit del tratto di caratteristica della regione di
breakdown, per controllare con relativa precisione la tensione fra due nodi
Es. riferimenti di tensione, limitatori.
Nei diodi Zener, la tensione di scarica ridotta a pochi Volt. (3.3, 5.1, ).
Va tuttavia notato che le prestazioni degli Zener in termini di riferimento di tensione sono
tutt altro che eccellenti, sia dal punto di vista della sensibilit alla temperatura che al valore
della corrente di polarizzazione.
23
Elettronica T - Lanzoni
Riferimenti di tensione a Zener
Per ottenere migliori prestazioni si utilizzano circuiti di
compensazione della temperatura e della polarizzazione.
http://www.national.com/
Per ottenere migliori risultati si trovano in commercio dei circuiti integrati, basati sul diodo
Zener, che contengono anche i circuiti di compensazione della temperatura e del bias.
24
Elettronica T - Lanzoni
LM329 - Catatteristiche
0.8 mV/mA
0.07 mV/C
I risultati che si possono ottenere sono di diversi ordini di grandezza migliori rispetto allo
Zener non compensato
25
Elettronica T - Lanzoni
Riferimento di tensione a zener
) 1 (
OUT
S
CC
S
Z
Z Z OUT
S
Z CC
CC
i
R
V
R
v
i i i
R
v V
i + = + =

=
OUT
S
CC
i
R
V

S
R
1

+
_
V
CC
v
OUT
=v
Z
v
Z
R
S
i
Z
i
OUT
i
CC
v
Z
i
Z
i
OUT
V
Z0
i
Z0
V
CC
i
ZK
(1)
Un importante parametro di progetto per un riferimento di tensione la corrente i
z0
di
polarizzazione del diodo che dipende dal valore della resistenza R
S,
della corrente di uscita
i
OUT
e dalla tensione di alimentazione V
CC
. Un corretto dimensionamento di R
S
deve
garantire che per ogni valore possibile di questi parametri la corrente di polarizzazione I
Z0
non scenda al di sotto di un valore minimo corrispondente al valore di transizione dalla
regione di scarica alla regione di polarizzazione inversa.
Se questo accade, se cio I
Z0
< I
ZK
, il diodo entra nella regione inversa e la tensione ai capi
non pi quella attesa (V
Z0
).
Si pu facilmente calcolare il valore limite di R
S
noti i valori limite di corrente di carico,
tensione di alimentazione e corrente di polarizzazione :
ZK OUT
Z CC
S
I I
V V
R
+

=
max
0 min
lim