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Dieci comandamenti per il buon investitore!

Dieci comandamenti per il buon investitore! Investire e non farsi investire dai mercati, questo dovrebbero tenere

Investire e non farsi investire dai mercati, questo dovrebbero tenere a mente i debuttanti che si avventurano sul territorio minato dei mercati finanziari.

Cavalcare illesi il rodeo azionario tra vertiginosi trend rialzisti e rovinosi crack finanziari, schivando i colpi bassi dell'insider trading e l'umore alterno dei mercati non è un'impresa da super-eroi ma certo richiede una buona valutazione economica delle borse internazionali.

Grosse opportunità di guadagno si celano dietro ogni investimento purché ponderato con i giusti strumenti. Per iniziare l'avventura consigliamo una buona bussola a dieci punti cardinali

Primo: fissa i tuoi obiettivi!

Primo: fissa i tuoi obiettivi!

fissa i tuoi obiettivi! Primo: fissa i tuoi obiettivi! Chi ben inizia è a metà dell'opera,

Chi ben inizia è a metà dell'opera, ma saper da che parte iniziare non è sempre intuitivo. Strategia vincente è sicuramente quella di ragionare per obiettivi graduali, chiarendo da subito la propria propensione al rischio.

Gli strumenti finanziari a disposizione degli investitori sono numerosi e assolutamente diversificati a seconda di quanto si intenda "scommettere" sul mercato. Obbligazioni, azioni e fondi comuni di investimento sono solo una piccola, e forse la più conosciuta, parte di quanto quotidianamente si scambia sulle piazze mondiali e capirne il funzionamento è essenziale.

Guadagni modesti a fronte di un rischio molto basso, questa la filosofia dei titoli obbligazionari (o bond) con un rendimento pari alla somma investita accresciuto di piccoli interessi periodici (così dette cedole). In questo caso il capitale investito è garantito dalle società o enti pubblici emettitori.

Diverso il profilo dei titoli azionari (rappresentativi di una quota della proprietà di una società), più rischiosi in quanto legati agli andamenti della società in borsa e ai mercati. In questo caso il profilo

di rischio si alza in coincidenza della difficoltà di calcolo di possibili plusvalenze (aumento di valore

del titolo e quindi maggior rendimento) o minusvalenze.

Nella cassetta degli attrezzi del buon investitore non può mancare la nozione di Fondi Comuni di Investimento, strumenti finanziari che raccolgono il denaro di risparmiatori che demandano la gestione dei propri risparmi ad una società di gestione con personalità giuridica e capitale distinti da quelli del fondo.

In questo caso la rischiosità dipende dalla composizione dei fondi (obbligazioni, azioni etc.). Di

questi ultimi val la pena citare gli ETF legati all'andamento di un particolare indice di mercato (index linked) e negoziabili come le azioni durante tutta la giornata di contrattazione.

Secondo: crea il tuo piano di investimento!

Secondo: crea il tuo piano di investimento!

di investimento! Secondo: crea il tuo piano di investimento! I primi passi sul mercato celano trabocchetti

I primi passi sul mercato celano trabocchetti che facilmente scoraggiano il novello investitore. È importante però non lasciarsi scoraggiare ed elaborare invece una strategia che rifletta le proprie esigenze e preferenze di investimento, valutando in contemporanea gli obiettivi personali da cui dipendono l'orizzonte temporale, la propensione al rischio e le aspettative di rendimento.

L'elaborazione di un preciso piano d'investimento cui fare riferimento per tutte le decisioni di acquisto e di vendita è sicuramente la chiave di volta del guadagno sui mercati.

Facciamo un esempio: se decidessimo di investire metà del nostro patrimonio in obbligazioni e con il resto creare un giardinetto (termine in gergo per indicare il portafoglio titoli) di almeno nove o dieci azioni differenziate per settore e tipologia, dovremmo poi attenerci fermamente a questa strategia. E non lasciarsi fuorviare dalle immancabili "soffiate" che sovente arrivano da amici, conoscenti, parenti ecc. ecc. su titoli sottovalutati che stanno per fare un boom spettacolare ma che poi si trasformano troppo spesso in bufala.

Terzo: diversifica!

Terzo: diversifica!

per fare un boom spettacolare ma che poi si trasformano troppo spesso in bufala. Terzo: diversifica!

Abbinare titoli diversi diminuisce la rischiosità del portafoglio. Investire in un unico mercato o in un singolo strumento finanziario comporta assumersi un rischio molto elevato, in quanto il rendimento del portafoglio è esclusivamente condizionato dall'andamento di quel comparto o di quello strumento.

Per ripartire il rischio, ad esempio, gli esperti consigliano di non investire mai in un solo titolo più del 10% del capitale disponibile. È un suggerimento da seguire con costanza, se si vuole mantenere una equilibrata distribuzione della probabilità, anche se non vale a proteggere l'investitore da un crack e da un ribasso generalizzato della Borsa. Un secondo suggerimento, corollario del primo, è quello di evitare in ogni caso di tenere contemporaneamente in portafoglio più di dieci titoli, per non rischiare possibili confusioni.

È bene inoltre riguardare costantemente tutte le operazioni effettuate, per imparare dall'esperienza e (perché no?) anche degli errori commessi.

Quarto: scegli i liquidabili!

Quarto: scegli i liquidabili!

Quarto: scegli i liquidabili! Quarto: scegli i liquidabili! Su quali azioni dovrà cadere la scelta? La

Su quali azioni dovrà cadere la scelta? La domanda da un milione di dollari non ha certamente una risposta univoca ma ci sono di certo dei criteri validi per ogni stagione.

Per esempio, è utile ricordare che i titoli a maggior flottante (cioè con una quota più elevata di capitale in mano a piccoli azionisti), ovvero le Blue Chip, sono in media più sicuri perché più facili da negoziare in Borsa dove c'è abbondanza di domanda e offerta.

La rapida liquidabilità di un titolo evita agli investitori di "rimanere con il cerino acceso in mano" in caso di rapidi ribassi delle quotazioni.

Quinto: Carpe Diem!

Quinto: Carpe Diem!

ribassi delle quotazioni. Quinto: Carpe Diem! Quinto: Carpe Diem! Il successo è un piatto che va

Il successo è un piatto che va servito freddo in Borsa.

Armarsi di pazienza e non farsi prendere la mano da facili entusiasmi è fondamentale. Entrare con successo sul mercato azionario è questione di timing essenzialmente, bisogna calibrare il momento giusto per acquistare un titolo.

L'analisi preliminare delle condizioni del mercato ha grande importanza, così come la valutazione dell'andamento a breve dei tassi di interesse. Se si avvertono segnali di ripresa economica (i consumi aumentano, sale la richiesta di energia, crescono le importazioni di materie prime), allora si può ipotizzare una ripresa degli affari e dei profitti delle imprese industriali: è il momento di comperare.

Analizzato l'andamento delle quotazioni negli ultimi mesi, si possono scegliere titoli sottovalutati o comunque non sopravvalutati, restando poi tranquillamente ad aspettare, non preoccupandosi per le oscillazioni del mercato a breve termine (a meno di autentiche catastrofi).

Lasciate che il ciclo economico faccia il suo corso e quando le aziende cominceranno a distribuire utili anche il valore delle azioni salirà.

Sesto: controlla i tassi d'interesse!

Sesto: controlla i tassi d’interesse!

d'interesse! Sesto: controlla i tassi d’interesse! Oltre a costituire un importante elemento di previsione del

Oltre a costituire un importante elemento di previsione del ciclo economico, l'andamento dei tassi ha riflessi immediati sulla domanda e sull'offerta di azioni in Borsa.

Quando si entra sui mercati come investitori è essenziale capire i motivi sottostanti alle decisioni delle banche centrali. L'aumento dei tassi di interesse infatti è generalmente applicato per contrastare l'inflazione o contenere un'economia particolarmente forte.

In questo caso la domanda di mercato si sposterà sulle obbligazioni, perché più convenienti ma ciò non esclude che sia un buon momento per l'investimento azionario vista la sana costituzione del mercato e quindi delle imprese.

Quando non si intravedono movimenti chiari e significativi conviene stare fermi e non fare mosse azzardate; perché il meno che possa capitare, oltre ad andare incontro a spese inutili, è di immobilizzare il proprio capitale per lungo tempo in maniera infruttifera.

Settimo: rispetta gli stop-loss!

Settimo: rispetta gli stop-loss!

Chi troppo aspetta nulla stringe! Settima non certo per ordine di importanza questa regola riguarda

Chi troppo aspetta nulla stringe! Settima non certo per ordine di importanza questa regola riguarda

la capacità e la freddezza di tagliare in tempo le perdite sul proprio portafoglio.

Tagliare le perdite - liquidando rapidamente le azioni in caso di ribasso delle quotazioni - e lasciar

correre i profitti non è però affatto semplice. Ad agevolare il compito ai meno esperti il sistema degli stop-loss con cui si stabilisce con decisione irrevocabile la perdita massima che si è disposti a subire

in caso di calo delle quotazioni di un determinato titolo.

Per chi si avvicina al mercato per la prima volta la regola dello stop loss al 15% può essere un utile strumento naturalmente personalizzabile ed espandibile con l'esperienza.

Tuttavia bisogna tenere a mente che più a lungo si aspetta, maggiore è la perdita da recuperare, perché oltre al ribasso della quotazione, supponiamo del 15% o 20%, bisogna anche recuperare il mancato guadagno dovuto all'immobilizzo infruttifero del capitale per tutto il periodo in cui l'azione non ha prodotto utili.

In questo caso varrebbe la pena di considerare il primo punto del decalogo: ragionare per obiettivi

graduali anche nel caso si raggiunga il proprio stop profit (il valore limite prefissato con cui si realizza l'importo che si desidera guadagnare da una certa operazione).

Raggiunto il proprio profit target si può decidere di chiudere una posizione o, dopo un'attenta valutazione delle performance di mercato del titolo, ridefinire un ulteriore stop profit. Attenzione però all'ingordigia!

Ottavo: non avventurarti sulle presunte controtendenze!

Ottavo: non avventurarti sulle presunte controtendenze!

Ottavo: non avventurarti sulle presunte controtendenze! Il mercato va capito e non interpretato in base alle

Il mercato va capito e non interpretato in base alle proprie aspettative! Statisticamente, è infatti

molto difficile individuare in anticipo un'inversione di tendenza.

Vi sono, è vero, taluni segni premonitori che anticipano il momento in cui la quotazione di un titolo

finora in fase di rialzo comincia a scendere.

Tenere d'occhio il volume degli scambi e i prezzi è sicuramente utile per individuare i trend rialzisti o ribassisti di un determinato mercato ma attenzione a non confondere il trend con le semplici correzioni!

Non si tratta di valutazioni semplici ed è meglio, almeno all'inizio, affidarsi ad operatori del settore.

Per operare sulla debolezza (acquisti al ribasso) o sulla forza dei mercati con un obiettivo di guadagno bisogna essere esperti.

Basti tener presente che nella maggior parte dei casi il rischio non vale la candela ed è molto meglio inserirsi nella tendenza primaria in atto sfruttando le opportunità offerte quotidianamente dal mercato.

Nono: informati il più possibile!

Nono: informati il più possibile!

il più possibile! Nono: informati il più possibile! Politica ed economia interagiscono sui mercati

Politica ed economia interagiscono sui mercati quotidianamente. Sarebbe dunque miope e controproducente ignorare l'informazione finanziaria.

Il risparmiatore deve quindi tenersi costantemente informato su quello che succede nel paese e

fuori per saper valutare le ripercussioni che i vari avvenimenti potranno avere sull'andamento generale della Borsa, ed in particolare sui propri titoli.

Un calo della Borsa di New York o di altre Borse estere può avere ripercussioni in Italia; il naufragio

di una petroliera o l'esplosione di un impianto chimico possono mettere in difficoltà la compagnia di

assicurazioni o l'impresa petrolchimica su cui si è scommesso una parte del proprio capitale.

Strumenti utili per tenersi aggiornati sono sicuramente i media specializzati nel settore siano essi di tipo cartaceo che via Internet.

Decimo: occhio all'insider trading!

Decimo: occhio all’insider trading!

Dopo i consigli sulle "buone pratiche" di investimento anche qualche monito sulle scorrettezze e possibili

Dopo i consigli sulle "buone pratiche" di investimento anche qualche monito sulle scorrettezze e possibili collusioni tra mondo finanziario e politico.

Lo chiamano "insider trading" e riguarda il ricorso ad informazioni riservate da parte di alcuni personaggi "privilegiati" per trarre profitto personale a danno di altri risparmiatori che non detengono tali informazioni. Il fenomeno riguarda tipicamente quelle posizioni particolarmente strategiche e di responsabilità come amministratore, manager, banchiere, giornalista.

L'indebito profitto nelle legislazioni inglese ed americana costituisce reato penale da sempre ed in Italia dal 1991.

Quando si parla di informazioni riservate non divulgabili a terzi, la legge non intende qualsiasi genere di informazioni ma solo quelle che, ove venissero rese pubbliche, potrebbero modificare le quotazioni dei titoli della società in Borsa.

Questa caratteristica deve essere evidente nel momento in cui l'informazione è resa pubblica e non semplicemente deducibile attraverso un'analisi fatta in un momento successivo.

Tratto da: http://money.it.msn.com/speciali/investitore.aspx , digitalizzato da liv333.