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Alessandro Trivelli Laboratorio di Architettura Tecnica II La progettazione ecosostenibile

Politecnico di Milano

Dispensa del Laboratorio di Architettura Tecnica II


Arch. Dr. Alessandro Trivelli

Sommario 1. La progettazione ecosostenibile. .............................................................................................. 2 1.1. Premessa............................................................................................................................ 2 1.2. Gli indicatori di sostenibilit ambientale. ............................................................................... 3 1.3. La politica ambientale adottata. ........................................................................................... 4 2. Gli obiettivi strategici di progetto.............................................................................................. 5 2.1. Ridurre limpatto sul contesto in cui si colloca. ..................................................................... 5 2.2. Limitare lutilizzo delle risorse non rinnovabili e massimizzare luso di quelle rinnovabili. ...... 5 2.3. Limitare la produzione di rifiuti e inquinanti. ......................................................................... 6 2.4. Massimizzare il benessere psico-fisico degli utenti. .............................................................. 6 3. Il processo progettuale. ........................................................................................................... 7 4. Il progetto edilizio. ................................................................................................................. 12 4.1. La Pre-analisi del sito. ....................................................................................................... 12 4.2. Progettare con il luogo....................................................................................................... 15 4.2.1. Le strategie progettuali. ................................................................................................. 16 4.2.2. Le risorse rinnovabili e il luogo....................................................................................... 18 4.2.2.1. Il rapporto con il microclima e la vegetazione.. ........................................................... 18 4.2.2.2. Il rapporto con il sole nel progetto. ............................................................................. 19 4.3. Gli obiettivi e i requisiti bioecologici. .................................................................................. 24 4.3.1. Le prestazioni ambientali e i requisisti di progetto. ......................................................... 25 4.3.2. I Requisiti di Benessere (Comfort).................................................................................. 25 4.3.2.1. Comfort acustico ....................................................................................................... 25 4.3.2.2. Termico e igrometrico ................................................................................................ 30 4.3.2.3. Comfort olfattivo ........................................................................................................ 35 4.3.2.4. La qualit dellaria interna alle abitazioni. Le radiazioni ionizzanti e il Radon. .............. 35 Rilevatore Passivo ........................................................................................................................ 38 Rilevatore attivo........................................................................................................................... 38 4.3.2.5. Comfort visivo. .......................................................................................................... 55 4.3.3. I Requisiti ambientali ..................................................................................................... 56 4.3.3.1. Flussi energetici......................................................................................................... 56 4.3.3.2. Controllo delluso delle risorse idriche. ....................................................................... 57 4.3.3.3. Fruibilit. .................................................................................................................... 58 4.3.3.4. Sicurezza................................................................................................................... 59 5. Criteri di selezione dei materiali edili di progetto. ................................................................... 60 5.1. Cenni sulla LCA (Life Cycle Assessment) .......................................................................... 60 5.2. La valutazione dell'impatto del ciclo di vita (LCA)............................................................... 61 5.3. Le metodologie valutative. ................................................................................................. 61 5.4. Cenni sulla valutazione del ciclo di vita dei materiali (LCA). ............................................... 62 5.4.1. La LCA dei materiali edili. .............................................................................................. 63 5.4.2. La valutazione del ciclo di vita della costruzione. ............................................................ 64 5.4.2.1. Le valutazioni qualitative dei requisiti. ........................................................................ 66 6. I sistemi di Valutazione del progetto eco-sostenibile. ............................................................. 71 7. Un caso di studio: LEnvironmental Building del BRE............................................................. 78 8. Esempi ................................................................................................................................. 79 9. Allegati. Normativa tecnica di riferimento (R.E. Emilia Romagna). Norme UNI 10349, UNI 10375. .......................................................................................................................................... 80 10. Bibliografia sintetica. ......................................................................................................... 82

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1. La progettazione ecosostenibile. 1.1. Premessa


In questa dispensa sono raccolti in modo sintetico le indicazioni al fine di consentire un approccio ai problemi della progettazione ambientale che sia fondato su riflessioni critiche in merito al rapporto fra uomo e spazio costruito e non: lambiente antropizzato. Il progetto di architettura dovrebbe un seguire percorso verso gli obiettivi di qualit ambientale del proprio approccio alle problematiche, esso deve poter illustrare le strategie adottate e proporre delle prestazioni di tipo ambientale per lopera progettata. La sostenibilit ambientale nel settore delle costruzioni un obiettivo sempre pi importante allinterno degli indirizzi politici di coloro, amministratori e programmatori, che si occupano del rapporto fra necessit di evoluzione ed espansione dellattivit economiche e la qualit dellambiente nel suo complesso. Coniugare necessit sociali e necessit produttive ed insediative un attivit molto delicata che articola diverse discipline e molte professionalit, pensare questo rapporto allinterno di un campo spazio temporale storicamente differente dalla pratica aumenta il livello di complessit e il grado di responsabilit. Tale responsabilit coinvolge ognuno di noi, a qualsiasi livello, ed ognuno di noi pu incrementare o diminuire lefficacia delle politiche di sostenibilit ambientale. Ormai alcuno pone il dubbio sulla effettiva necessit di sostenere una relazione diversa, diversa da quanto realizzato nelle attivit svolte nellultimo secolo, fra ospite e ospitante nellambiente in cui viviamo (uomo/edificio;edificio/contesto; attivit umane locali/ambiente complessivo). Fra queste attivit quella di costruzione e di produzione di materiali e sistemi fortemente responsabile di quella che chiameremo Qualit ambientale. Architetti, costruttori, autorit locali, associazioni di imprese, organizzazioni e istituti di cultura e ricerca e altri ancora hanno ruolo chiave nella organizzazione del processo di edificazione dello spazio antropizzato ma anche nella promozione, sostegno e sviluppo delle pratiche verso una comunit maggiormente eco-sostenibile. Probabilmente molti associano gi il termine sostenibilit ad altri, ripetuti fino alla noia, come qualit, sicurezza, ambiente; per alcuni questa associazione significa levoluzione dei processi verso unarticolazione indotta dal mercato o una complessificazione inutile o non direttamente collegata alle necessit immediate del settore edilizio. Ma cos non , se non altro perch il tema della sostenibilit ambientale coinvolge tutti i settori produttivi e non solo ledilizia e la lettura dei dati sul consumo delle risorse materiali e immateriali imputabile al settore edile negli ultimi anni: il 40% dei materiali globalmente prodotti sono utilizzati nel settore delle costruzioni; il 40% dei rifiuti proviene dalla demolizione di costruzioni e edifici; il 40% dei consumi energetici sono relativi agli edifici e alle costruzioni; il 40% delle produzioni di inquinanti (CO2) dovuta agli edifici e alle costruzioni; e che se si considerano gli arredi e i completamenti degli edifici queste percentuali passano al 50%1; ci potrebbe bastare per convincerci ad adottare un approccio maggiormente sensibile alle necessit attuali e future dellambiente in cui viviamo (come in Lo sviluppo sostenibile lo sviluppo che risponde alle necessit delle generazioni attuali senza compromettere la capacit di far fronte alle necessit delle generazioni future(trad.e trasc) 2. La progettazione dell'architettura eco-sostenibile fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi generali, costruire uno o pochi interventi non ha significato se non per

1 "ISO/TC 59 Building Construction ad Hoc Committee on "sustainable building" edit by Dr F. Henning Holm Norwegian Building Research Institute. 2 Our Common future Bruntland Report UN World Commission on Environment and Development 1988.

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1.2. Gli indicatori di sostenibilit ambientale.


Le analisi di progetto e la struttura dello stesso devono comunque fondarsi sulla base di precisi obiettivi ambientali che verranno puntualizzati nelle fasi successive alla progettazione preliminare a seguito di un approfondito esame della fattibilit delle scelte effettuate. La necessit di individuare gli indicatori di sostenibilit e le conseguenti strategie da applicare al processo di costruzione evidente, ci al fine di definire la metodologia operativa e valutativa, per poter intervenire e stabilire delle soglie allinterno delle quali riconoscere leffettivo contributo della procedura al mantenimento delle condizioni di equilibrio. Lapproccio integrato della progettazione del sistema edificio allinterno di tali politiche avviene secondo indicatori interdipendenti che sono individuabili nei sei principi esposti da Brenda e Robert Vale3 con due ulteriori elementi: 1. CONSERVARE LENERGIA (IAS-1)4 ledificio deve essere costruito in modo tale da ridurre il consumo di energia e lutilizzo delle fonti non rinnovabili. 2. LAVORARE CON IL CLIMA (IAS-2) ledificio deve essere progettato per lavorare con il clima e le risorse naturali accessibili. 3. MINIMIZZARE LUSO DELLE RISORSE (IAS-3) ledificio deve essere progettato per utilizzare al minimo le risorse e deve prevedere il possibile riutilizzo delle stesse al termine del loro uso nella forma di risorse per un altro intervento. 4. RISPETTO DEGLI UTENTI (IAS-4) il progetto deve adeguato alluso e alle esigenze degli utenti. 5. RISPETTO PER IL SITO (IAS-5) il progetto deve prevedere la miglior integrazione possibile con il sito (lambiente) in cui si colloca e limitare la produzione di inquinanti. 6. ATTEGGIAMENTO OLISTICO (IAS-6) i principi deve essere contenuti nel corpo di un approccio olistico alla antropizzazione in cui tutte le parti e le risorse sia in relazione. 7. QUALITA DELLA VITA (IAS-7) il progetto deve prevedere il miglioramento della qualit della vita e del benessere degli utenti sia in termini di sicurezza, di comfort che di salute. 8. ECONOMICITA (IAS-8) il progetto deve mantenere un livello economico tale da permettere la realizzabilit come alternativa e nella direzione del risparmio delle risorse finanziarie. A questi si aggiungono altri indicatori che si aggregano e fanno da compendio alla formulazione delle strategie come il mantenimento della biodiversit . Tale principio mette in relazione lecosistema generale e il sito, del quale si dovranno conoscere le caratteristiche fisiche ma anche ecologiche (ambiente-flora-fauna)5. Probabilmente il primo indicatore di sostenibilit ambientale il gradimento degli abitanti del luogo mostrato dalle modalit di mantenimento e dal rapporto di vicinato (una ricerca della Fondazione Joseph Rowntree individua nel 10% genericamente abitanti insoddisfatti della qualit dellabitazione e il 25% negli alloggi di quartieri di edilizia popolare con cause come insicurezza (25%), disturbo da parte dei cani (16%), scarsit di attrezzature per il tempo libero (15%, vandalismo (14%), sporcizia (13%) e solo marginalmente la scarsa qualit igienica, i consumi energetici, o lo scarso comfort)6 . Questo ci ricorda che il rapporto con labitante e la sua appartenenza ad un ambito culturale e ad una riconoscibilit specifica dei luoghi di vita non pu essere dimenticato ponendosi di fronte alla valutazione del progetto. Per semplificazione potremmo dire che fra gli obiettivi di sostenibilit ambientale di progetto, che discendono dalla politica ambientale adottata ce ne sono alcuni misurabili quantitativamente ed altri che devono essere valutati qualitativamente, ovvero nella loro rispondenza a precise esigenze. Alcuni sono indicati sinteticamente nei seguenti punti: 1. attuare una politica propria dellorganismo di progettazione, ovvero operare anche attraverso la realizzazione di opere secondo gli obiettivi generali ed incentivare gli altri attori del processo verso un rapporto qualitativo con le risorse. 2. assicurare con loggetto della progettazione migliori condizioni allutenza e alla comunit con un controllo e una riduzione degli impatti sullecosistema. B. & R. Vale Green Architecture Design for a sustainable future Thames and Hudson, London,1991 IAS=indicatore di architettura sostenibile 5 The Royal Australian Architects ha pubblicata nel 1994 un documento Environmental Policy che struttura delle strategie per lo sviluppo delle attivit in favore della riduzione degli impatti sullambiente dellattivit di costruzione. 6 B. Edwards Sustainable housing; Ed. E&FN Spon, 2000.
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agire allinterno di un Sistema di Gestione Ambientale e produrre degli obiettivi verificabili.

1.3. La politica ambientale adottata.


Le scelte di politica ambientale adottabili in un progetto edilizio sono molto complesse e articolate. Cos come linteresse delluomo per lo spazio ha radici esistenziali 7, linteresse per larchitettura sostenibile ha coinvolto lattivit di ricerca nella direzione di una migliore qualit dello spazio e dellesistenza sia degli esseri umani che del pianeta che li ospita. Nel comprendere il percorso di allontanamento allapproccio tradizionale allarchitettura, ci aiuta Andrea Branzi nel descrivere come il termine architettura sembra coincidere con costruzione: ci ricorda anche che con la sua aderenza al territorio e con la pianificazione urbanistica persegue ancora lobiettivo della corrispondenza dei modelli fisici e funzionali. La stessa parola piano tradisce lillusione di poter creare un sistema di analogie che consenta il trasferimento in un unico livello della molteplicit delle dimensioni strutturali presenti nel volume metropolitano.tutto ci rende la metropoli un ambiente densissimo di funzioni, ma privo di sintassi e struttura.8. E quindi nella forma della destrutturazione delle relazioni che si dispiegano i legami logici fra forma-contenitore e contenitore-generatore di forme per arrivare ad un secondo, minore?, ordine compositivo. La ricerca di nuove vie di sviluppo che regolino le attivit, i flussi, gli elementi immateriali ci avvicinano al progetto verso una nuova complessit: le formichine di Prigogine sono quelle trasgressive, che lasciano i percorsi abituali per andare a cercare nuove risorse e nuove strade9. Lungo questo percorso non siamo soli , oramai i temi sono abbastanza strutturati da avere riferimenti importanti, una legislazione di riferimento avviata anche se le normative europee e nazionali di tutela e valutazione degli impatti ambientali hanno interessato prevalentemente le costruzioni edilizie per produzioni industriali e attivit produttive con caratteristiche di evidente pericolosit per l'uomo e l'ambiente. Solo negli ultimi anni sulla spinta di un processo innovativo che incoraggia un atteggiamento di volontario interesse nei confronti dell'ecosistema, si sono approfonditi i temi della effettiva sostenibilit di uno sviluppo fortemente compromesso. Il settore delle costruzioni non ha ancora accolto pienamente le indicazioni che vengono dalle innovazioni e dalle normative che inducono al miglioramento dell'approccio complessivo del sistema produttivo alla gestione delle risorse e dell'ambiente. Le recenti Norme ISO 14000 non hanno ancora penetrazione e le analisi sviluppate recentemente riguardo la potenzialit dell'impatto ambientale delle attivit relative al settore delle costruzioni inducono una riflessione su quali strumenti possibile utilizzare per ridurre l'evidente carico negativo dato dalle costruzioni all'ecosistema. Lo sfruttamento delle risorse non rinnovabili non pu essere esclusivamente oggetto delle valutazioni macroeconomiche ma deve entrare nel bilancio delle nostre attivit non solo come dato economico. Non solo. L'attivit di progettazione pu essere uno strumento valido per controllare uno sviluppo che si vorrebbe appunto pi sostenibile. La sostenibilit entra nelle attivit umane e nella progettazione delle stesse proprio per riportare all'uomo il dominio dei propri spazi che siano artificiali o naturali ma realizzati sulle sue esigenze e per le esigenze delle popolazioni che verranno. Al processo progettuale devono essere applicati i criteri e sugli strumenti applicativi della progettazione edile secondo i principi dello sviluppo sostenibile. Affrontare largomento con i giusti ambiti di incertezza un atteggiamento che trova motivazione nella necessit di voler creare un contenitore aperto, entro il quale trovare li criteri e le ragioni per l'elaborazione di operazioni e strumenti che derivano da processi in evoluzione, secondo quanto indicato dai recenti approcci indirizzati dalle norme della serie ISO 14000. Attualmente la compiutezza della produzione di ricerche e la messa a punto di strumenti valutativi del ciclo di vita dei materiali di gran lunga maggiore rispetto a quella relativa alla certezza del risultato del processo progettuale allinterno del Sistema di Gestione Ambientale, la necessit diventa testare gli strumenti valutativi. Con la progettazione dell'architettura sostenibile si vuole quindi cercare di porre sotto controllo lo spazio in cui vive l'uomo inteso come spazio complessivo composto di strutture e di ambiente naturale. L'attivit di progettazione il "gettare-in-avanti", prevedere per mettere in forma un'esigenza, un desiderio, un'immagine mentale. Ci pu avvenire anche individuando il peso ambientale delle attivit coinvolte nel processo edilizio per salvaguardare l'ambiente esterno dalle attivit inconsapevolmente lesive e l'ambiente interno allo spazio costruito per salvaguardare la sicurezza, la salute e le esigenze umane. Lanalisi e la valutazione del processo edilizio deve attuare un proprio criterio di valutazione qualitativa e quantitativa, le Valutazioni di Sostenibilit, da applicare al processo di costruzione che tenga in considerazione sia gli aspetti di igiene ambientali che quelli della gestione delle risorse. La valutazione del ciclo di vita dell'edificio e dei suoi componenti una verifica importante e necessaria
7 Esistenza, spazio e architettura Christian Norberg-Schulz, Officina Edizioni, Roma 1082 pag 9 8 La crisi della qualit Andrea Branzi, Edizioni della Battaglia, Artsbook, Milano 1996 pag 57 9 Che cos lo sviluppo sostenibile? Enzo tiezzi, Nadia Marchettini, Donzelli Editore, Roma 1999, pag. 13

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da sviluppare ulteriormente che pu portare a risultati significativi. Mancano ancora molte parti per completare lo scenario in cui si possano coniugare aspetti di pratica progettuale e conoscenza della materia per la linearit del processo.

La progettazione ha quindi un ruolo importante, sia come stimolo verso determinati obiettivi e sia come strumento per l'applicazione concreta delle scelte effettuate a monte. L'attivit di progettazione deve quindi riconsiderare il processo costruttivo applicando i criteri innovativi e a sua volta essere parte attiva del processo di formazione degli stessi. L'applicazione di questi criteri, proposto con il meccanismo delle strategie reticolari, ci consente di avere un maggior controllo dell'organismo edilizio e del raggiungimento della qualit ambientale. Il percorso, nel Sistema di Gestione Ambientale, deve quindi radicarsi e lasciare traccia delle operazioni e delle scelte effettuate con la memoria tecnica ambientale per giungere alla valutazione delle caratteristiche fondamentali di riferimento, la pesatura degli stessi, la mancanza di valori quantitativi univoci o l'assenza totale degli stessi pu innestare la critica negativa dell'approccio innovativo, anche se nella fase di avvio non avrebbe alcun valore discriminatorio.

2. Gli obiettivi strategici di progetto.


Gli obiettivi di progetto, che discendono dalla politica ambientale adottata sono indicati sinteticamente nei seguenti punti: RIDURRE LIMPATTO SUL CONTESTO IN CUI SI COLLOCA. OTTIMIZZARE LUTILIZZO DELLE RISORSE NON RINNOVABILI E MASSIMIZZARE LUSO DI QUELLE RINNOVABILI LIMITARE LA PRODUZIONE DI RIFIUTI E INQUINANTI. MASSIMIZZARE IL BENESSERE PSICOFISICO DEGLI UTENTI. VALUTARE LE RISORSE IN RIFERIMENTO ALLA LORO LOCALIZZAZIONE E AL LORO CONTRIBUTO NELLECOSISTEMA.

2.1. Ridurre limpatto sul contesto in cui si colloca.


Lobiettivo pone laccento sulla necessit di migliorare il rapporto diretto fra ecosistema ambientale locale e opera. Lambiente costituito da vari elementi: naturali, artificiali, immateriali. La sostenibilit ambientale, a differenza dalle valutazioni di impatto ambientale, considera ogni impatto per il suo valore di grandezza, di ampiezza (locale, regionale, globale), di durata, sia con segno negativi che con segno positivo. La valutazione economica degli impatti ambientali attualmente poco praticata, in quanto la determinazione del danno ambientale (rigenerazione dellecosistema) di incerta attuazione soprattutto per gli interventi di dimensioni minori. Lintervento quindi deve limitare luso delle risorse territoriali (acqua, territorio, spazio) e creare la minor modificazione possibile al contesto naturale (biodiversit, regime dei suoli, delle acque, dei venti e del clima). La caratterizzazione culturale del luogo deve rimanere invariata, anzi deve essere utilizzata come risorsa allinterno del processo di progettazione al fine di integrare lintervento nel sistema sociale. Il sistema sociale deve partecipare al processo e introdurre le variabili necessarie allintegrazione dellopera e delle funzioni previste mediante la verifica dello stesso. Limpatto locale considerato di rischio minore in quanto la normativa regionale (pi vicina alle realt locali) pu essere uno strumento di tutela adeguato al controllo degli insediamenti inquinanti, ma rimangono ancora da risolvere i problemi legati alluso del suolo e delle acque.

2.2. Limitare lutilizzo delle risorse non rinnovabili e massimizzare luso di quelle rinnovabili.
Lattivit di progettazione utilizza le risorse in tutto il ciclo di vita, i materiali, lenergia, linformazione sono flussi che attraversano il sistema produttivo, amministrativo e costruttivo che devono essere controllati. Obiettivo dellarchitettura sostenibile ottimizzare luso delle risorse in tutte le sue fasi utilizzando dei criteri per la scelta della qualit dei flussi. I criteri fondamentali vengono dagli indicatori di sostenibilit: utilizzo delle risorse rinnovabili e minimizzare luso delle risorse non rinnovabili. Il criteri per definire il grado di rinnovabilit di un materiale dato dalla sua sua natura e dal processo di elaborazione a cui stato sottoposto. Fra le risorse non rinnovabili vanno inseriti i carburanti fossili e le risorse naturali limitate, lacqua, i minerali. Lenergia pi rinnovabile quella del sole. Limitare lutilizzo delle risorse riduce limpatto dello sfruttamento del suolo e di conseguenza il consumo di un materiale base non rinnovabile. Nella produzione energetica, i combustibili di base fossile, benzina, gasolio e gas naturali; gran parte dellenergia che si utilizza nei sistemi produttivi non rinnovabile. Il controllo degli aspetti di flusso determinante anche in riferimento al controllo delle emissioni in aria, acqua e suolo. Il

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processo di elaborazione delle risorse causa delle emissioni e dei rifiuti10 che devono essere minimizzati. Per il vaglio dei materiali necessario conoscere la composizione degli stessi; letichetta ecologica dovrebbe dare delle indicazioni utili per confrontare i materiali. Minimizzare le risorse significa anche fare delle scelte fra le risorse impiegate come capitale fisso e quelle come capitale variabile in senso economico/ ambientale. Le politiche di risparmio energetico potrebbero far optare per soluzioni alternative per la produzione di elettricit, come i pannelli fotovoltaici, sistemi attivi o passivi, dispositivi bioclimatici.

2.3. Limitare la produzione di rifiuti e inquinanti.


Ogni processo di elaborazione delle risorse produce dei rifiuti che siano solidi, liquidi o gassosi. Questo obiettivo sicuramente legato al precedente in quanto meno risorse non rinnovabili si utilizzano e meno rifiuti si producono. Sui temi della limitazione della produzione dei rifiuti si sono formate le pratiche di riciclo industrializzato dei materiali. Il riciclo e il riuso dei materiali stata una prassi storica sia nelledilizia che nella vita quotidiana fino al novecento. La cultura del dopoguerra e lespansione dei consumi ha fatto ingigantire il problema della produzione di rifiuti, soprattutto di quelli non biodegradabili. La produzione di rifiuti problema sia quantitativo che qualitativo; per dimensione e grado di rischio. La catena di produzione di beni alimenta, al termine del ciclo di vita, quella della produzione di rifiuti e il trattamento degli stessi. Le acque inquinate vengono tratte per essere reimmesse nelle acque pulite con sistemi di depurazione che producono fanghi inquinanti che normalmente vanno smaltiti se non trattati con impianti adeguati.11 I sistemi di depurazione delle acque a valle delle lavorazioni spesso sono soluzioni adeguate e pi economiche. Ridurre la quantit dei rifiuti significa anche operare secondo il motto delle TRE ERRE: RIDUCI Ridurre la quantit di risorse da impiegare nella costruzione. RIUSA Applicare tecniche e metodi per avviare il riuso dei materiali e degli edifici. RICICLA Attuare scelte che consentano la re-immissione delle risorse allinterno del sistema produttivo e scegliere risorse che provengono dalle produzioni che permette il riciclo. Di per s il riciclo un metodo per ridurre la quantit di risorse da utilizzare e comporta al tempo stesso un contenimento pi o meno grande dellimpatto sullambiente dei processi produttivi e dei beni industriali al termine della loro vita.12 Il RIUSO e il RICICLO sono azioni molto significative in quanto consentono di scegliere e ottimizzare anche le tecniche costruttive. Le tecniche costruttive a secco permettono di intervenire sulloggetto edilizio individuando gli elementi tecnici e quindi consentono di rimuovere ed isolare ogni singolo materiale ed avviarlo alla fase di riciclo o di riuso. Le operazioni che si svolgono durante queste fasi devono essere preventivamente coordinate, la selezione dei materiali durante le demolizioni selettive non pu avvenire in modo casuale ma devono essere predisposti i luoghi, i metodi, e i criteri di scelta dei materiali.

2.4. Massimizzare il benessere psico-fisico degli utenti.


Oltre alle considerazioni di carattere generale e alla salvaguardia della sopravvivenza delle generazioni future mediante la previsione degli impatti nel contesto globale, il SGA ha come obiettivo diretto di garantire in massimo benessere psico-fisico allutente e a coloro che si possono chiamare utenti indiretti in quanto coinvolti dalla realizzazione dellintervento. Il concetto di benessere molto cambiato negli ultimi anni e levoluzione tecnologica dei materiali e delle tecniche costruttive ha portato progressi ma anche problematiche poco conosciute. Il benessere termoigrometrico, il benessere visivo, il benessere olfattivo, la qualit dellaria interna sono temi di interesse molto attuale. Obiettivo dellarchitettura sostenibile quindi la progettazione che attua i controlli preventivi al fine di stabilire adeguati livelli comfort; il comfort ambientale si deve confrontare con una serie di interrelazioni fra le strategie da approntare. Il miglioramento di una condizione non sempre equivale al miglioramento di altre, in questo bilanciamento bisogna sempre tenere presente quelli che sono i requisiti minimi ai quali la costruzione deve rispondere in tutte le sue parti. Lottimizzazione di un aspetto effettuato al livello ultimo del processo di progettazione pu significare la perdita del controllo di altre variabili, necessario quindi stabilire un obiettivo di qualit ambientale nelle prime fasi della progettazione per avvicinarsi gradualmente tenendo sotto controllo di tutti gli aspetti che influenzano la complessit delle decisioni. Il programma di interventi interdisciplinari e/o specializzati allinterno del processo di progettazione non pu avvenire senza unadeguata previsione, lorganismo di progettazione deve rispondere alla procedura di verifica prevista dalla procedura con il riesame complessivo degli aspetti
10 il metodo di valutazione ECOPROFILE centra il proprio obiettivo nella definizione di queste quantit. 11 un metodo di pulizia dei fanghi dei depuratori dato dal sistema di fitodepurazione chiamato lagunaggio. 12 E. Rigamonti Il riciclo dei materiali in edilizia Maggioli Ed. Rimini 1996.

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correlati direttamente ed indirettamente alloggetto del riesame. L'ottenimento di livelli qualitativamente inferiori agli standard durante le fasi iniziali della progettazione significa ridurre drasticamente la possibilit di raggiungere gli obiettivi di qualit nelle fasi successive. Gli aspetti che maggiormente influiscono sulla qualit ambientale che vengono presi in considerazione nella progettazione sostenibile si possono sintetizzare13 in: termoigrometria ( in relazione alla possibile formazione di condensazioni superficiali e interstiziali e del comfort termico); temperatura operante (in riferimento al fattore di forma dello spazio); velocit dellaria; livello di pressione sonora; qualit della illuminazione (naturale e artificiale, abbagliamento); umidit relativa; presenza di sostanze aeriformi sgradevoli; controllo delle condizioni di benessere, qualit dellaria (emissioni di gas e sostanze tossiche da materiali o attrezzature, polveri, pulizia delle superfici, formazione di batteri e funghi). Il benessere concetto molto pi vasto e complesso e altrettanto complesso definire dei parametri di valutazione preventiva.

3. Il processo progettuale.
La metodologia di progettazione deve considerare le variabili e le alternative possibili come elemento di arricchimento del processo progettuale. I rapporti fra Obiettivi-Strategie-Classi di Requisiti costituiranno le Strategie reticolari14 che avranno relazione fra loro per intensit e fase (ad esempio.: la forma e la dimensione di una finestra influenza: la scelta dei materiali, la qualit e la quantit della luce naturale, i disperdimenti energetici, il rapporto visivo interno esterno, la composizione architettonica, i consumi energetici per lilluminazione artificiale,..) tali relazioni produrranno risultati che dovranno essere valutati durante il processo progettuale in modo da alimentare lo stesso verso maggiori livelli di qualit e una maggiore congruenza agli obiettivi specifici di sostenibilit ambientale e a quelli contenuti in alcuni dispositivi di legge attualmente poco considerati nella loro efficacia e nella capacit di sviluppare interessanti ricadute progettuali in mancanza di dispositivi attuativi. 15

IN
ESIGENZE
CRITERI STRATEGICI

QUALITA'

PRESTAZIONI

OUT
VERIFICHE DI COMPATIBILITA' CON IL CONTESTO

POLITICA AMBIENTALE

METAPROGETTAZIONE AMBIENTALE

PROGETTAZIONE FUNZIONALE SPAZIALE

PROGETTAZIONE DELLE SOLUZIONI TECNICHE SUPPORTI DI PROGETTO E CONTROLLO

METAPROGETTAZIONE TECNOLOGICA

VERIFICHE DEI FLUSSI ENERGETICI

PROGETTAZIONE OPERATIVA VERIFICHE DI COMPATIBILITA' AMBIENTALE

RIFERIMENTI NORMATIVI REALIZZAZIONE BANCA DATI FUNZIONAMENTO

VERIFICHE DI GESTIONE

Tabella 1 Il processo di elaborazione del progetto ecocompatibile

13 sul rapporto agente effetto si vada alle tabelle del volume 2.


14

Architettura sostenibile:strumenti e criteri per la progettazione Alessandro Trivelli, Tesi di Dottorato di Ricerca, 2000. 15 Direttiva 89/106/CEE del Consiglio del 21/12/1988

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3.1. Le scelte nel processo progettuale 3.1.1. La definizione dei requisiti e delle esigenze.
Il processo progettuale deve definire I requisiti a cui corrispondere le prestazioni ambientali anche per organizzare un processo che ha precise esigenze: ambientali, tecnologiche, funzionali-spaziali e di controllo di uso delle risorse. Le numerose tematiche cui il progettista, prima, il costruttore ed il gestore, poi, sono chiamati ad affrontare devono essere organizzate per classi di esigenze e sinteticamente illustrate in schede opportunamente codificate. Le classi di esigenze riguardano: lutilizzo delle risorse climatiche locali; la qualit ambientale degli spazi esterni; lintegrazione con il contesto ambientale; il contenimento del consumo di risorse; la riduzione dei carichi ambientali; la qualit dellambiente interno; la qualit del servizio. Le classi di esigenze sono classificate e codificate in relazione alle classi di requisiti e dai singoli requisiti o subrequisiti. Questo approccio necessit di conoscere esattamente il luogo di progetto e analizzandone I requisiti ambientali che cos come definiti dall'analisi dei prerequisiti ambientali inseriti nel R.E. Emilia Romagna potremmo suddividere I requisiti del luogo in requisiti derivanti da: agenti fisici caratteristici del sito, fattori ambientali. Gli agenti fisici caratteristici del sito sono gli elementi che agiscono sullopera/edificio da realizzare, condizionando il progetto edilizio e divenendo dati del progetto. La conoscenza degli agenti fisici caratteristici del sito necessaria per: luso razionale delle risorse climatiche ed energetiche al fine di realizzare il benessere ambientale (igrotermico, visivo, acustico, etc.); luso razionale delle risorse idriche; soddisfare le esigenze di benessere, igiene e salute (disponibilit di luce naturale, clima acustico, campi elettromagnetici, accesso al sole, al vento, ecc.). I fattori ambientali sono invece quegli elementi dellambiente che vengono influenzati dal progetto. Non sono perci, di norma, dati di progetto ma piuttosto elementi di attenzione o componenti dello studio di impatto ambientale (SIA) eventualmente da effettuare per lopera da progettare ai sensi delle normative vigenti (es.: qualit delle acque superficiali o livello di inquinamento dellaria). La conoscenza dei fattori ambientali interagisce con i requisiti legati alla salvaguardia dellambiente durante la vita dellopera progettata: salvaguardia della salubrit dellaria; salvaguardia delle risorse idriche; salvaguardia del suolo e del sottosuolo; salvaguardia del verde e del sistema del verde; salvaguardia delle risorse storico culturali. Si ritiene importante segnalare come, nel processo progettuale, i requisiti legati alla salvaguardia dellambiente definiscano gli obiettivi di eco-sostenibilit del progetto ma che questi obiettivi, per essere raggiunti, debbano basarsi sui dati ricavati da una specifica analisi del sito (vedi 4.1)

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3.1.2. I materiale nel progetto eco-sostenibile.


La scelta dei materiali da costruzione, delle tecniche e dei sistemi una fase complessa e particolarmente soggetta alla disponibilit del luogo. Non rappresentativa della ecocompatibbilit dell'edificio ma soprattutto per gli aspetti di tutela dell'ambiente esterno (controllo delle emissioni di inquinanti nella fase di produzione) e della qualit dell'aria interna (emissione di inquinanti in aria). Pu essere eseguita secondo alcuni criteri: Bassa tossicit: i materiali non devono contenere sostanze potenzialmente cancerogene o tossiche utilizzate nella elaborazione del prodotto. I materiali devono bassi contenuti di prodotti volatili (VOC), assenza di solventi a base di petrolio. I materiali a bassi contenuti di prodotti volatili devono essere installati in modo da non comprometterne i requisiti. I prodotti contenenti materiali riciclati devono essere scelti preferibilmente fra quelli di riciclo dopo l'uso non industriale. Valutazione del ciclo di vita dei materiali in considerazione dell'utilizzo delle risorse, della produzione di rifiuti, Valutare la potenzialit di riciclo di un materiali per le effettive possibilit16. Valutazione dei materiali che possono essere riutilizzati o riusati alla fine della vita utile17 Prodotti che provengono da controlli produttivi accertati. Materiali che hanno lunga previsione del tempo di vita18. Prodotti in grado di aver una buona resistenza a condizioni di umidit o inibenti la crescita di microrganismi. I materiali che consentono una riduzione dei consumi energetici. I materiali provenienti da produzioni locali. La scelta dei materiali pu essere effettuata con i criteri di scelta e selezione in base alle alternative possibili e in considerazione delle ragioni di costo. Le valutazioni nella fase di progetto devono considerare anche gli aspetti prestazionali, costruttivi e manutentivi19. Quindi possibile determinare il grado di compatibilit ambientale secondo la valutazione del grado del rischio ambientale e delle altre funzioni mediante valutazioni qualitative. Le specifiche dovranno considerare la composizione del subsistema funzionale secondo la classificazione data dalla normativa UNI 8290, e determinare un valore medio di compatibilit ambientale per il subsistema. La scelta di tipo compromissoria, ovvero determinata dalla media dei fattori di influenza e dei relativi pesi20.

3.1.3. Le prestazioni ambientali dei materiali e dei sistemi.


Come per i materiali convenzionali le prestazioni dipendono dal loro stato di manutenzione, dalle condizioni di posa. I materiali che hanno i requisiti indicati nell'elenco precedente e con minime elaborazioni o emissioni chimiche hanno dimostrato in condizioni d'uso il minor decadimento delle prestazioni rispetto al tempo zero. La scelta di materiali alternativi ai materiali convenzionali spesso pi onerosa, scelta che pu essere compensata con materiali pi durevoli. La selezione dei materiali e dei componenti dovranno essere effettuate per l'ottimizzazione delle prestazioni termiche, acustiche, di qualit dell'aria e ambientale e nel rispetto dell'ambiente complessivo.

3.1.4. Le tecniche costruttive e la compatibilit ambientale.


Il processo costruttivo deve essere una relazione fra parti consapevoli ed esperte. Nell'architettura sostenibile non sempre possibile trovare la collaborazione di Responsabile di impresa (Contractor) proprio in mancanza di una pratica consolidata. Al fine di creare i migliori presupposti per il raggiungimento degli obiettivi di progetto necessario: definire nella riunione prima della costruzione tutti i chiarimenti necessari per la comprensione delle Specifiche Ambientali.

16 L'UNI, con una commissione, sta lavorando ad un progetto di norma per la riduzione delle quantit dei rifiuti e con l'introduzione di materie prime secondarie nei fabbricati di nuova edificazione con "Linee guida finalizzate alla riduzione dei rifiuti di costruzione e demolizione (C&D) nella progettazione di interventi edilizi". 17 Sulle strategie di recupero: A. Tondi, S. Delli "La casa riciclabile"; EDICOM 1998. 18 In riferimento alle normative in elaborazione delle Commissioni ISO SC14 Design Life. 19 M. Lynn, M. Froeschle "Environmental Assessment and Specification of Green Building" in The Construction Specifier. The Construction Specifications Instutute.1998 20 "The Green Guide to Specification" An Environmental Profiling System for Building materials and Components. Center for Sustainable Construction BREEAM Office garston UK.1998.

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Definire un monitoraggio di cantiere delle Tecniche di Posa, della corrispondenza del Piano Operativo con le Procedure Ambientali.

AGENTI

IMPATTI AMBIENTALI

EFFETTI

IMPATTO ESTERNO

IMPATTO INTERNO

FASI DEL PROCESSO


PRODUZIONE, TRASPORTO, GESTIONE-FUNZIONAMENTO

FASI DEL PROCESSO


COSTRUZIONE, GESTIONE FUNZIONAMENTO

CO2/CFC/CO

RISCALDAMENTO DEL GLOBO

IEQ-IAQ
INDOOR ENVIRONMENTAL QUALITY INDOOR AIR QUALITY

VOC CFC O3 Radon Tossicit Polveri TC UR% Condesaz. Ventilaz.

HFC/CFC/CH4

RIDUZIONE DELL'OZONO

NOx/SOx/NH3(CO2) PO4/NOx/N2O

ACIDIFICAZIONE SALUTE DEI LAVORATORI

EUTROFIZZAZIONE

RIDUZIONE DELLE RISORSE

PRODUZIONE DEI RIFIUTI

particolati VOC Pb, As

PRODUZIONE DI SOSTANZE TOSSICHE

Grafico 1 Gli impatti ambientali interni ed esterni Durante la realizzazione dovranno essere considerati i seguenti punti: Materiali: verifica della corretta installazione/posa dei materiali e valutare che i materiali sostitutivi proposti abbiamo eguali caratteristiche ambientali. Tecniche costruttive: le tecniche costruttive definite nelle Specifiche e nelle Procedure dovranno essere oggetto di adeguato programma in base al Piano Operativo in modo da rispettare i requisiti ambientali. Qualit dell'aria: definire il Programma di cantiere in modo da mantenere le esigenze espresse nel Piano Operativo e definire le modalit di aggiornamento dello stesso soprattutto in riferimento alle necessit di compatibilit dei prodotti (precedere la posa dei prodotti "umidi" e successivamente quelli "a secco" in modo da limitare l'assorbimento delle sostanze volatili) Efficienza delle Risorse: definire il Piano Rifiuti in cui siano specificate le modalit e le procedure e l'aggiornamento del piano per il Riuso, il Riciclaggio e lo Smaltimento degli scarti di cantiere che sia coerente con le Procedure Ambientali. Pratiche di riciclaggio: definire le modalit di Gestione dei Rifiuti, di cantiere secondo una differenziazione adeguata alle condizioni espresse dalle Procedure Ambientali e dalle potenzialit di contesto. Salubrit: definire le caratteristiche dei prodotti di finitura, pulizia e manutenzione dell'edificio messi in opera nelle operazioni precedenti alla consegna in modo da rispettare le condizioni espresse dal Piano Operativo e dalle esigenze di salubrit e di qualit dell'aria nel periodo immediatamente successivo alla consegna.

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3.1.5. La manutenzione e la compatibilit ambientale.


Successivamente alla Fase di Costruzione la Fase Manutentiva importante per il mantenimento delle condizioni di comfort e per il mantenimento delle prestazioni dei sistemi e delle risorse impiegate. Nell'architettura bioecologica questa fase acquista notevole importanza al fine di garantire l'efficienza dei materiali scelti: Durabilit: definire le Procedure di Manutenzione al fine di mantenere la previsione di ciclo di vita dei sub-sistemi, dei componenti. La corretta manutenzione permette di ridurre gli effetti negativi del decadimento di prestazioni complessive con aumento del degrado delle finiture interne con il conseguente peggioramento della qualit dell'aria interna. Qualit dell'aria: le Procedure di Manutenzione devono comprendere la tipologia dei prodotti e le modalit con cui devono essere impiegati al fine di limitare la produzione di sostanze tossiche presenti in ambiente. Efficienza delle risorse: la manutenzione deve essere programmata in modo da consentire il Recupero, il Riuso e il Riciclo dei materiali al termine del ciclo di vita e avviati al ciclo di recupero. I materiali di nuova posa, le tecniche e le procedure dovranno mantenere le stesse caratteristiche (o migliori)dei precedenti ed essere possibilmente fra quelli riciclabili o con contenuti di materiale riciclato.

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4. Il progetto edilizio.
Committente Organismo di Progettazione Organismo di Audit Manager Ambientale
Analisi delle condizioni di contesto

Ente Amministrativo

Programma dell'intervento Manuale di politica ambientale

Database territorio

Elaborazione delle strategie di intervento sostenibile Metaprogettazione di sostenibilit ambientale

NO
Analisi delle condizioni di contesto (climatiche, geomorfologiche, flussi e delle risorse, impatti) Verifica dei flussi e delle risorse Elaborazione delle alternative compatibili

SI
Progetto Preliminare -progettazione funzionale spaziale -metaprogettazione tecnologica prestazionale

NO
Verifica di sostenibilit ambientale e dei requisiti spaziali e dei sistemi tecnologici

Database su i materiali

SI
Metaprogettazione tecnologico funzionale

NO
Verifica dei flussi energetici e degli obiettivi di comfort ambientale

SI
Progetto Definitivo Progettazione delle soluzioni tecniche

NO
Verifica di Sostenibilit ambientale VSF1

SI
Definizione delle alternative prestazionali dettagliate e dimensionamento definitivo per il miglioramento

NO
Verifica degli obiettivi di qualit ambientale e delle strategie esecutive

SI
Progetto Esecutivo Elaborazione delle scale di dettaglio e redazione del piano operativo

Verifica di Sostenibilit ambientale e previsione dei consumi e delle emissioni

VSF2

Costruzione/Appalto

Classificazione

Tabella 2 Le azioni nel processo di progettazione.

4.1. La Pre-analisi del sito.


La raccolta della documentazione iniziale fondamentale per il corretto approccio ai problemi. A seguito dellanalisi dei dati di contesto (climatici, storici, morfologici, )e delle richieste della Committenza si deve analizzare il rapporto fra le esigenze e le prestazioni di progetto eco-compatibile possibile nellarea in oggetto. Da tale valutazione dobbiamo assumere se le informazioni sono esaustive o no e quali limiti ci impongono. Le restrizioni spesso impongono delle modifiche ai programmi soprattutto se: lorientamento delledificio , non pu ottimizzare le prestazioni ambientali del progetto e le riduzioni degli impatti visivi ed ambientali nelle esposizioni meglio orientate; la superficie di giacitura delle opere eccessivamente rigida, in quanto la quota a disposizione non consente di rendere flessibile ed articolata la progettazione degli spazi, e quindi meno compatibile con i principi della bio-ecologia;

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la superficie di piano, il limite volumetrico e la richiesta del numero di unit di superficie non consente di articolare le tipologie in modo da avere una distribuzione pi articolata, flessibile e gradevole; il sistema degli accessi e la scarsa disponibilit di spazio penalizza fortemente alcune parti dellopera. Il rapporto di superficie fra spazi esterni verdi (privati, pubblici, semi-pubblici) e gli spazi interni inferiore al 40%. .. Le analisi di progetto e la struttura dello stesso devono comunque fondarsi sulla base di precisi obiettivi ambientali che verranno puntualizzati nelle fasi successive alla progettazione preliminare a seguito di un approfondito esame della fattibilit delle scelte proposte. (vedi 3.1) Di seguito vengono riportati alcuni elementi di metodo per la redazione della documentazione di Analisi del Sito in riferimento agli agenti fisici caratteristici del sito, mentre per i fattori ambientali si rimanda alle normative vigenti 21. Clima Igrotermico e precipitazioni Vanno reperiti i dati relativi alla localizzazione geografica dellarea di intervento (latitudine, longitudine e altezza sul livello del mare). In secondo luogo vanno reperiti i dati climatici (si vedano la norma UNI 10349, i dati del Servizio meteorologico dellARPA, le cartografie tecniche e tematiche regionali, ecc.): andamento della temperatura dellaria: massime, minime, medie, escursioni termiche; andamento della pressione parziale del vapore nellaria ; andamento della velocit e direzione del vento; piovosit media annuale e media mensile; andamento della irradiazione solare diretta e diffusa sul piano orizzontale; andamento della irradianza solare per diversi orientamenti di una superficie; caratterizzazione delle ostruzioni alla radiazione solare (esterne o interne allarea/comparto oggetto di intervento). I dati climatici disponibili presso gli uffici meteorologici possono essere riferiti: ad un particolare periodo temporale di rilevo dei dati; ad un anno tipo, definito su base deterministica attraverso medie matematiche di dati rilevati durante un periodo di osservazione adeguatamente lungo; ad un anno tipo probabile, definito a partire da dati rilevati durante un periodo di osservazione adeguatamente lungo e rielaborati con criteri probabilistici. Gli elementi reperiti vanno adattati alla zona oggetto di analisi per tenere conto di elementi che possono influenzare la formazione di un microclima caratteristico: topografia: altezza relativa, pendenza del terreno e suo orientamento, ostruzioni alla radiazione solare ed al vento, nei diversi orientamenti; relazione con lacqua; relazione con la vegetazione; tipo di forma urbana, densit edilizia, altezza degli edifici, tipo di tessuto (orientamento edifici nel lotto e rispetto alla viabilit, rapporto reciproco tra edifici), previsioni urbanistiche. Alcuni dati climatici (geometria della radiazione solare, irradianza solare) sono utili anche per lanalisi della disponibilit di luce naturale di cui al punto 3 c).

Si veda in particolare: Direttiva 85/337/CEE, Direttiva del Consiglio concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati. Direttiva 96/61/CE, Direttiva del Consiglio sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento. Direttiva 97/11/CE, Direttiva del Consiglio che modifica la direttiva 85/337/CEE concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati. Legge 8/7/86, n. 349, Istituzione del Ministero dellambiente e norme in materia di danno ambientale. D.P.C.M. 27/12/88, Norme tecniche per la redazione degli studi di impatto ambientale e la formulazione del giudizio di compatibilit di cui all'art. 6, L. 8 luglio 1986, n. 349, adottate ai sensi dell'art. 3 del D.P.C.M. 10 agosto 1988, n. 377. D.P.R. 27 aprile 1992, Regolamentazione delle pronunce di compatibilit ambientale e norme tecniche per la redazione degli studi di impatto ambientale e la formulazione del giudizio di compatibilit di cui all'art. 6 della legge 8 luglio 1986, n. 349, per gli elettrodotti aerei esterni. D.P.R. 12 aprile 1996, Atto di indirizzo e coordinamento per l'attuazione dell'art. 40, comma 1, della L. 22 febbraio 1994, n. 146, concernente disposizioni in materia di valutazione di impatto ambientale. L.R. 18 maggio 1999, n. 9, Disciplina della procedura di valutazione dell'impatto ambientale.

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Disponibilit di fonti energetiche rinnovabili o assimilabili Va verificata la possibilit di sfruttare fonti energetiche rinnovabili, presenti in prossimit dellarea di intervento, al fine di produrre energia elettrica e calore a copertura parziale o totale del fabbisogno energetico dellorganismo edilizio progettato (si vedano le fonti informative del punto 1 ed eventuali fonti delle aziende di gestione dei servizi a rete). In relazione alla scelta progettuale vanno valutate le potenzialit di: sfruttamento dellenergia solare (termico/fotovoltaico) in relazione al clima ed alla disposizione del sito (vedere punti 1 e 3); sfruttamento energia eolica in relazione alla disponibilit annuale di vento (vedi punto 1); sfruttamento di eventuali corsi dacqua come forza elettromotrice (vedere anche punto 7); sfruttamento di biomassa (prodotta da processi agricoli o scarti di lavorazione del legno a livello locale) e biogas (produzione di biogas inserita nellambito di processi produttivi agricoli); possibilit di collegamento a reti di teleriscaldamento urbane esistenti; possibilit di installazione di sistemi di microcogenerazione e teleriscaldamento. E poi utile un bilancio delle emissioni di CO2 evitate attraverso luso delle energie rinnovabili individuate. Disponibilit di luce naturale Si valuta la disponibilit di luce naturale (a e b) e la visibilit del cielo attraverso le ostruzioni (c). a) valutazione del modello di cielo coperto standard CIE; per la determinazione dei livelli di illuminamento in unarea si definisce il modello di cielo (visto come sorgente di luce) caratteristico di quel luogo, determinando la distribuzione della luminanza della volta celeste specifica del luogo (in assenza di quello specifico del sito si assume come riferimento il cielo standard della citt nella quale si progetta); b) valutazione del modello di cielo sereno in riferimento alla posizione del sole per alcuni periodi dellanno (per esempio uno per la stagione fredda, gennaio, uno per la stagione calda, luglio); la posizione apparente del sole viene determinata attraverso la conoscenza di due angoli, azimutale e di altezza solare, variabili in funzione della latitudine e longitudine e consente di valutare la presenza dellirraggiamento solare diretto, la sua disponibilit temporale e nonch gli angoli di incidenza dei raggi solari sulla zona di analisi (raggi solari bassi o alti rispetto allorizzonte). c) valutazione della visibilit del cielo attraverso le ostruzioni esterne - Lanalisi delle ostruzioni gi stata richiamata al punto 1 clima igrotermico e precipitazioni: ostruzioni dovute allorografia del terreno (terrapieni, rilevati stradali, colline, ecc.); ostruzioni dovute alla presenza del verde (alberi e vegetazione che si frappongono tra larea ed il cielo), con oscuramento variabile in funzione della stagione (alberi sempreverdi o a foglia caduca); ostruzioni dovute alla presenza di edifici, esistenti o di futura realizzazione secondo la vigente pianificazione urbanistica generale o attuativa. I fattori fisici sono delineabili anche con gli strumenti a disposizione come la zonizzazione acustica del Comune (ad esempio Fig.2) ai sensi della Legge quadro sullinquinamento acustico, n.447 del 1995 e i relativi decreti attuativi e della relativa normativa regionale, serve per valutare la classe acustica dellarea di intervento e quella delle aree adiacenti. Successivamente occorre la rilevazione strumentale dei livelli di rumore esistenti con localizzazione e descrizione delle principali sorgenti di rumore; valutazione dei relativi contributi alla rumorosit ambientale specificando i parametri di misura (posizione, periodo, durata, ecc.); Mentre per l'inquinamento elettromagnetico necessario analizzare la presenza fisica di elettrodotti e cabine di trasformazione o sottostazioni, antenne di trasmissione radio o di telefonia. Nel caso di presenza di queste sorgenti sar necessaria unanalisi pi approfondita volta ad indagare i livelli di esposizione al campo elettrico ed elettromagnetico degli utenti del progetto con particolare riferimento ai limiti di legge. Per le sorgenti elettriche, si consiglia lanalisi dei livelli di esposizione in presenza di conduttori che distino dallarea di intervento meno di: 100 m nel caso di linee elettriche aeree ad altissima tensione (200 - 380 kV); 70 m nel caso di linee elettriche aeree ad alta tensione (132 150 kV); 10 m nel caso di linee elettriche aeree a media tensione (15 30 kV); 10 m nel caso di cabine primarie; 5 m nel caso di cabine secondarie (cabine di trasformazione MT/BT). In caso di presenza di sorgenti elettriche entro le distanze indicate sar necessario valutare, attraverso prove sperimentali, i livelli del campo elettrico e magnetico attraverso misure in continuo su un periodo di almeno 12 ore o comunque in corrispondenza dei momenti di massimo carico del conduttore. Vista la facilit con cui il campo elettrico schermato dallinvolucro edilizio, sar possibile limitare le misure alle aree ove prevista permanenza prolungata di persone allesterno (giardini, cortili, terrazzi).

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Nel caso di antenne per la telefonia mobile, dovranno essere presi in considerazione gli impianti ricadenti entro un raggio di 200 m dallarea oggetto di intervento. I rilievi di campo elettromagnetico andranno effettuati per un arco di tempo significativo (almeno 24 ore) o in corrispondenza del periodo di maggior traffico telefonico. I rilievi dovranno essere effettuati secondo il D.M. 381/98.(22) L'insieme di tutte le frequenze possibili denominato spettro elettromagnetico, suddivisibile in due regioni principali: quella delle radiazioni non ionizzanti e quella delle radiazioni ionizzanti. Le radiazioni non ionizzanti, le cui frequenze vanno da 0 a 300GHz, comprendono le basse frequenze (per esempio la corrente elettrica a 50 hertz) e le alte frequenze dei segnali di trasmissione radio e tv, dei telefoni cellulari, dei segnali radar, dei sistemi satellitari, ecc.; la loro influenza sul corpo umano abbastanza discussa a livello scientifico con posizioni molto differenti ma ci che pi importa l'intensit di campo In alcuni casi si tratta di radiazioni che non provocano alcuna ionizzazione a livello cellulare, in quanto non possiedono energia sufficiente a modificare il numero di cariche positive e negative presenti all'interno degli atomi.(23) Le radiazioni ionizzanti invece interessano la regione ad altissima frequenza dello spettro e, nel caso in cui abbiano potenze elevate, possono causare modifiche a livello molecolare. Si tratta delle radiazioni ultraviolette, dei raggi x e gamma, che sono infatti utilizzate in medicina per le radiografie. (vedi Comfort Interno) Il decreto n. 381 del 10 settembre 1998 fissa i limiti di esposizione a campi elettrici e magnetici nell' intervallo di frequenze comprese tra 100 KHz e 300 GHz escludendo quindi le frequenze utilizzate per il trasporto dell'energia elettrica (50 Hz); stabilisce il limite di 20 V/m(2) (1 W/m2) nelle bande di frequenza del sistema GSM 900 e GSM 1800 fortemente pi cautelativo dei 42 V/m (4,65 W/m2) stabiliti recentemente (8 giugno 1999) dalla Comunit Europea, il decreto pone anche un "obiettivo di qualit" fissando a 6 V/m (0,1 W/m2) l dove prevista permanenza di persone oltre le quattro ore; la norma integrata dalla Legge Quadro (24).

4.2. Progettare con il luogo.


Nel progetto preliminare vengono presi in esame i dati di contesto e i dati ambientali che derivano dalla preanalisi del sito (4.!) al fine di porre in essere le strategie pi opportune in riferimento agli obiettivi precedentemente definiti. Punto di partenza per la progettazione ambientalmente consapevole individuare le potenzialit del sito e le risorse rinnovabili utilizzabili. I dati necessari per avviare la progettazione (vedi allegata UNI 10349) sono riassumibili ulteriormente in: Localit: Altezza sul livello del mare : m/slm Gradi giorno (per il calcolo del fabbisogno termico da rilevare dalla normativa9 Latitudine e longitudine Zona di vento e regione di vento. Direzione ed intensit del vento prevalente estiva e invernale; direzione vento prevalente invernale. Direzione ed intensit del vento media annuale. Angolo azimutale massimo estivo ore 12. Irradianza solare massima estiva e invernale su superficie verticale Irradianza solare massima estiva e invernale su superficie orizzontale Irradianza solare media annuale su superficie orizzontale I dati da rilevare in sito sono (dati fisici): Tipologia e geomorfologia del terreno. Caratteristiche e presenza di radon o di inquinanti localizzati. Presenza di inquinamento elettromagnetico. Livelli di pressione acustica. Livelli di inquinamento ambientale dell'aria. Lanalisi preliminare sia del contesto che delle esigenze permette di definire maggiormente ed ulteriormente gli obiettivi specifici di progetto ed eventualmente modificare le incongruenze risultanti.

norma citata: R.E. Emilia Romagna, preanalisi del sito. www.omnitel.it 24 L. 22 febbraio 2001, n. 36 Legge Quadro sull'esposizione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici.
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Obiettivi ambientali NO

Analisi dei dati

Analisi delle esigenze

Verifiche preliminari

SI

Progetto preliminare

La valutazione del sito delle sue potenzialit e dell'incontro con le necessit del piano e del programma di edificazione devono trovare congruit con gli obiettivi ambientali, le misure di contenimento degli impatti locali e l'individuazione delle effettive potenzialit de luogo sono I momenti fondamentali per il progetto quando possono essere individuati anche gli aspetti culturali, di biodiversit e di limite con gli aspetti di ecocompatibilit che possono influenzare il processo progettuale (vedi 4.3) I rilievi in sito devono condurre anche a considerazioni in merito agli impatti indotti (vedi fattori ambientali) dalle condizioni ambientali del sito sull'opera da progettare (aria, acqua, suolo, etc) al fine di poter avviare la progettazione conoscendo le caratteristiche ambientali e imponendo le misure necessarie per il mantenimento dei livelli di eco-sostenibilit e per le eventuali modifiche agli obiettivi ambientali iniziali.

4.2.1. Le strategie progettuali.


Dallanalisi dei dati ambientali possibile definire la Psichiometric Chart e con linserimento dei dati di riferimento individuare le strategie pi opportune per i vari periodi dellanno: Mesi Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre T minima T media -1 0.5 6.5 9 12.5 16 18 18.5 16 11 6 1.5 1.7 4.2 9.2 14 17.9 22.5 25.1 24.1 20.4 14.0 7.9 3.1 T massima 4 7.5 11 17 21.5 24 28.5 27 23 17.5 11.5 5.5 UR Strategie progettuali 90 85 80 75 70 83 70 85 83 90 80 82 RIDURRE LE DISPERSIONI RIDURRE LE DISPERSIONI-CAPTAZIONE RIDURRE LE DISPERSIONI E CAPTAZIONE RIDURRE LE DISPERSIONI E CAPTAZIONE VENTILAZIONE VENTILAZIONE E OSCURAMENTO VENTILAZIONE E OSCURAMENTO VENTILAZIONE E OSCURAMENTO VENTILAZIONE VENTILAZIONE E CAPTAZIONE RIDURRE LE DISPERSIONI-CAPTAZIONE RIDURRE LE DISPERSIONI

Tabella 3 Le strategie progettuali e larea climatica.

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Grafico 2 Il diagramma psichiometrico per le strategie progettuali. 25 Dall'analisi delle condizioni climatiche, e con la formulazione della tabella 3 e il grafico 1 si possono individuare delle strategie progettuali per il controllo delle risorse energetiche e del comfort termico e visivo ad esempio: lelevata umidit relativa e la sensibile escursione termica impongono di mitigare le condizioni microclimatiche delledificio attraverso una ventilazione sostenuta nelle ore notturne e limitata nelle ore diurne oltre ad efficienti sistemi di oscuramento dei componenti finestrati( 26).

Prospetto sud-ovest: effetto delle ventilazione.

Figura 1 Schemi di ventilazione e del soleggiamento estivo ed invernale.


25 Grafico estratto da R.E. Regione Emilia Romagna 2001. 26 analisi di A. Filiberti Progetto Bioclima

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Le condizioni di uso, climatiche e tecnologiche dovranno evidenziare se ledificio dovr avere unadeguata inerzia termica per controllare la variabilit delle temperature interne invernali e sfruttare adeguatamente i guadagni solari e/o sfruttare la massa come e utilizzare la ventilazione estiva come sistema di controllo della climatizzazione. La ventilazione con una certa direzione sar sfruttata nei mesi estivi con sistemi e strutture adeguate anche a formare aree di depressione/pressione al fine di consentire lestrazione dellaria interna, mentre per i mesi invernali saranno dovranno essere previste delle protezioni sulle chiusure in modo da ridurre la superficie esposta alle correnti fredde e quindi ridurre le dispersioni termiche. Il controllo delle infiltrazioni d'aria e la corretta progettazione dei sistemi di chiusura trasparente dovr completare il progetto dei corretti ricambi d'aria interni.

4.2.2. Le risorse rinnovabili e il luogo. 4.2.2.1. Il rapporto con il microclima e la vegetazione..

Il paesaggio secondo il Consiglio d'Europa (n. 53; 1997) una porzione determinata di territorio quale percepita dalluomo, il cui aspetto risulta dallazione di fattori umani e naturali e dalle loro interrelazioni, bene comune, fondamento dellidentit culturale e locale delle popolazioni, componente essenziale della qualit della vita e espressione della ricchezza e della diversit del patrimonio culturale, ecologico, sociale ed economico Nel paesaggio esistono gli input stessi progettuali per gli interventi. Per progetto sostenibile si intende un progetto che d la possibilit al territorio di trasformarsi e di rinnovarsi nel tempo mantenendo lecosistema esistente. Lambiente costituito dalle potenzialit offerte dal territorio e dagli obiettivi di sostenibilit e salvaguardia. La metodologia di approccio progettuale della Bioarchitettura non verso il paesaggio ma con il paesaggio. La ventilazione naturale e la vegetazione sono elementi di progetto importanti che hanno forti relazioni con il funzionamento dello spazio progettato.

La definizioni di ambienti a regime termico controllato pu passare anche attraverso al definizione di spazi naturali progettati unitamente a l progetto edilizio. (In merito alla ventilazione naturale vedere il testo indicato in bibliografia: M.Grosso, Il raffrescamento passivo degli edifici)

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4.2.2.2.

Il rapporto con il sole nel progetto.

Il rapporto con il sole che rappresenta la fonte di energia rinnovabile pi importante nel luogo di progetto deve essere attentamente valutata. A seguito dell'analisi del sito e dell'individuazione delle strategie progettuali si dovranno tenere il considerazione gli elementi che caratterizzano l'intorno e che hanno influenza sulla nuova costruzione. Non bisogna dimenticare che ogni intervento costituisce una modifica delle condizioni precedenti e quindi non si dovr intervenire in modo da non diminuire I benefici ambientali gi acquisiti da altre costruzioni o da altri luoghi abitati e non. La progettazione sia dei sistemi bioclimatici che delle condizioni che definiscono il comfort termico e luminoso sono influenzate dall'energia disponibile, tale energia deve essere controllata sia nei periodi estivi che nei periodi invernali, e soprattutto quando l'influenza della radiazione solare sui corpi fisici che investe interagisce con la temperatura dell'aria.

Grafico 3 Effetto prodotto dallimpatto sole (21 gen/21 marzo/21 luglio/21 sett), su superfici verticali diversamente orientate poste a Lat 40 N. Questa esposizione definisce scambi termici radioattivi e convettivi che possono essere valutati con un parametro: la temperatura aria-sole. La temperatura aria-sole pu calcolarsi in modo abbastanza semplice:

Tas = Te + Qr / e
Dove: Te la temperatura dellaria Qr la radiazione incidente il coefficiente di assorbimento e fattore liminare esterno In questa equazione, si considera che il flusso termico incidente sulla superficie sia parzialmente reimmesso per scambio convettivo con l'aria e una parte assorbita in funzione del coefficiente di

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assorbimento del materiale; non vengono considerate le temperature interne della muraturae le caratteristiche dei materiali sottostanti; I risultati sono di "garanzia cautelativa".

In considerazione della temperatura aria sole e delle temperature dell'aria esterna si dovranno considerare I periodi di ombreggiamento (estivo) degli elementi trasparenti e periodi in cui utilizzarli come sistemi di guadagno solare diretto (inverno) facendo delle verifiche sulla percentuale di esposizione al sole dei compoenti edilizi anche attraverso l'elaborazione delle assonometrie solari.

21.03 ore 16.00 21.03 ore 12.30 21.03 ore 10

21.12 ore 12.30 21.12 ore 10.00

21.06 ore 10 Figura 2 Assonometrie solari. Un metodo semplificato per determinare l'insolazione della chiusura trasparente e quindi del frangisole o del sistema di ombreggiamento pu essere quello qui sotto indicato grazie all'utilizzo dei diagrammi solari cilindrici(27): Procedura per il dimensionamento della maschera di ombreggiamento. Definite le caratteristiche geometriche delloscurante o della loggia, definire la maschera di ombreggiamento. Rilevare langolo a fra il filo della finestra-davanzale e laggetto superiore. Rilevare langolo bs dato dalla verticale dx del serramento con laggetto. Rilevare langolo bd dato dalla verticale sx del serramento con laggetto. Procedere come da disegno:

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I diagrammi solari cilindrici sono anche realizzabili attraverso un programma "SUNDI" normalmente utilizzato per la progettazione dei sistemi solari attivi.

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Tracciare gli angoli rilevati sul lucido della maschera di ombreggiamento e successivamente sul diagramma solare posizionando la freccia in base allorientamento delledificio come da esempio

Per individuare I periodi dell'anno in cui necessaria una schermatura , oltre ad utilizzare le assonometrie solari si possono utilizzare le tabelle delle temperature (UNI 10349) medie mensili e pi in dettaglio le temperature medie giornaliere di alcuni periodi individuando il periodo in cui la schermatura pu essere efficace, ad esempio quando le temperature dell'aria sono superiori a 20 C. Individuato il periodo e trasferito sul Diagramma cilindrico sul quale sono stati individuate le zone d'ombra proiettate sulla costruzione dall'intorno possiamo definire le caratteristiche del sistema di controllo solare. (ugualmente si possono utilizzare I diagramma polari)

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Grafico 4 Diagramma solare cilindrico con la proiezione delle ombre dell'intorno su un punto. La proiezione dell'ombra dell'intorno sull'area di progetto e sui fronti esposti alla radiazione solare importante quanto la proiezione dell'ombra del progetto sull'ambiente circostante. Per individuare quest'area si pu utilizzare un metodo (il metodo delle due ore d'ombra) che delimita un'area sulla quale l'ombra persiste per due ore o pi in un periodo compreso fra il 3 di novembre e il 3 di marzo; periodo dell'anno in cui le temperature dell'aria sono pi basse nonostante l'altezza del sole sia gi crescente sul diagramma solare. Tale metodo applicabile con questi valori ad una latitudine compresa fra I 45 N e I 48 N applicato soprattutto nelle aree centrali dell'europa dove il "diritto al sole" un argomento molto sentito; sull'area interessata non dovranno ricadere altri edifici e nemmeno aree verdi interessate dalla permanenza di attivit (giochi dei bambini,)

Regola delle due ore o pi d' ombra nel periodo fra il 3 novembre e il 3 marzo il diagramma valido per latitudini comprese fra i 45 N e i 47 N Procedura per il tracciamento del diagramma 1) Disposizione dell'ombra delle 8,00 del mattino La correttezza delle ombre e la relativa lunghezza in base all'oggetto pi alto da prendere dalla tabella A. La lunghezza dell'ombra alle 8,00 e alle 16,00 7,255 volte la differenza di altezza fra il piano sul quale incide la proiezione e l'altezza dell'oggetto. La diminuzione della lunghezza della proiezione corrisponder ad altezza differenti del terreno (o degli oggetti sui quali viene proiettata l'ombra) 2) Disposizione dell'ombra delle 9,00 del mattino (come al punto 1) 3) Disposizione dell'ombra delle 10,00 del mattino(come al punto 1) 1. rilevare i punti di intersezione del confine nord dell'ombra dell 8.00 con il confine sud delle 10,00 Questo punto il primo punto del diagramma delle 2 ore (punto 8/10) 4) Disposizione dell'ombra delle 11,00 del mattino (come al punto 1) 2. tracciare la proiezione dell'ombra come nei passi precedenti, 3. rilevare l'intersezione del profilo nord della proiezione delle 9,00 con la proiezione sud delle 11.00; Questo il secondo punto del diagramma (punto 9/11) 5) completamento del grafico procedere sempre con le proiezioni tramite i valori della colonna A e l'angolo in gradi dell'azimuth del sole per gli altri punti; unire con una linea i vari punti rilevati (8/10;9/11;10/12;14/16). Terminato il rilievo dei punti unirli con una linea che parte dallo spigolo sud-ovest dell'edificio al primo punto rilevato per passare per tutti gli altri punti e chiudersi allo spigolo sud-est dell'edificio.L'area fra l'edificio e il profilo tracciato l'area sulla quale permangono almeno due ore o pi d'ombra.

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Figura 3 Il tracciato della zona delle due ore d'ombra. azimuth sole tabella A
proiezione dell'ombra n. di volte l'altezza dell'oggetto 7,255 3,538 2,462 2,033 1,911 2,033 2,462 3,538 7,255

ore

123

135

150

165

180

195

210

225

237

8,00 9,00 10,00 11,00 12,00 13,00 14,00 15,00 16,00

7,85

altezza in gradi del sole

15,78 22,11 26,19 27,62 26,19 22,11 15,78 7,85

Tabella A Angoli e altezze per il tracciamento dell'area delle due zone d'ombra. L'orientamento dell'edificio si pu sinteticamente indicare come il miglior compromesso fra l'utilizzo delle energie rinnovabili e I requisiti di compatibilit ambientale cercando di dare l'esposizione soalre migliore agli ambienti che vengono utilizzati durante I periodo diurno.

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Grafico 5 Orientamento semplificato in riferimento allimpatto sole - aria.

4.3. Gli obiettivi e i requisiti bioecologici.


Gli obiettivi di progetto sono derivati dagli obiettivi di politica ambientale ovvero in riferimento ai requisiti fondamentali: Igiene, salute e sicurezza Controllo energetico delledificio e delle risorse Impatto ecologico dei materiali, delle risorse e del territorio Gestione ed economicit; sono caratterizzati alcuni sub-requisiti che possono essere valutativi secondo criteri prestazionali o qualitativi. Alcuni sistemi di valutazione consentono di analizzare entrambi gli aspetti (I valori sono indicativi)28 (vedi Cap. 6) a) Igiene, salute e sicurezza a.1 assenza di condensazioni superficiali e interstiziali a.2 utilizzo di ventilazione naturale senza apertura delle finestre, maggiorazione dellUR invernale con sistemi passivi a.3 presenza di sistemi di controllo della luce naturale a.4 presenza di rilevatori locali di temperatura a.5 livelli di pressione acustica pari a Cat. A DPCM 447 a.6 assenza di materiali contenente amianto o emissioni di radon a.7 fattore di luce diurna > 2% a.8 installazione di un sistema di monitoraggio della qualit ambientale per il controllo della concentrazione di CO, CO2, a.9 verifica acustica ISO 9921 a.10 verifica del comfort termico UNI 7730 a.10 adeguamento ai valori di norma ai campi elettromagnetici b) Controllo energetico delledificio e delle risorse b.1 controllo del consumo energetico nella scelta dei materiali per chiusure verticali e orizzontali e partizioni interne verticali e orizzontali espressi in Mj/m2 b.2 controllo delle emissioni di CO2 per impianti termici inferiori a 40 kg/m 2/anno b.3 riduzione del FEN delledificio tra il 30 e il 40% del FEN lim b.4 riduzione delle emissioni per le utenze elettriche comprese fra 10e15 kg/m2/anno b.5 controllo dei consumi energetici per effettivo consumo per unit abitativa

c) Impatto ecologico dei materiali, delle risorse e del territorio c.1 verifica e controllo di rischio idrogeologio c.2 verifica e controllo delle liste dei materiali secondo quanto specificato in 5.2 e in 8 c.3 riduzione dei consumi di risorse idriche c.4 recupero delle acque piovane per uso interno c.5 verifica dellalbedo dei materiali esterni c.6 utilizzo di tecniche costruttive che permettano in riclico, riuso, recupero dei materiali c.7 previsione di Piano Rifiuti per il processo di costruzione c.8 controllo delle emissioni di NO2 inferiori a 30mg/KWh c.9 utilizzo di materiali del luogo quando scelta alternativa c.10 utilizzo delle specie vegetazionali autoctone c11. Scelta di materiali di facile manutenzione e che non necessitano di prodotti potenzialmente pericolosi d) Gestione ed economicit d.1 piano strategico i politica ambientale e adozione di un Sistema di Gestione Ambientale d.2 previsione e controllo di sistemi di controllo ambientale d.3 monitoraggio delle condizioni i comfort degli occupanti d.4 informazione degli utenti per lutilizzo dei sistemi di gestione ambientale d5. Manuale di gestione e manutenzione d6. Attuazione di processi di verifica del progetto con lutenza finale d7. Previsione di sistemi di raccolta differenziata ottimizzata (anche con compostaggio condominiale)

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A. Trivelli "Architettura sostenibile: strumenti e criteri per la progettazione." Tesi di Dottorato di Ricerca , Milano 1999.

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4.3.1. Le prestazioni ambientali e i requisisti di progetto.


Il progetto dovr rispondere a criteri di selezione ed in particolare dovr essere rispondere ai seguenti requisiti ( con riferimento alla 89/10629): Luso di materiali ecologici , non inquinanti per lambiente, n dannosi per la salute degli utenti, Luso di fonti di energia alternativa e rinnovabile, Limpiego di soluzioni di edilizia solare passiva e bio-climatica, Limpiego di soluzioni per la minimizzazione dei livelli sonori indotti dallambiente e dalle attivit interne ed esterne al lotto, Limpiego di soluzioni per il contenimento dei consumi energetici, Ladozione di soluzioni tecniche qualitative per la raccolta differenziata dei rifiuti solidi domestici, Limpiego di soluzioni per il prelievo ed utilizzo dellacqua di prima falda e per il funzionamento degli impianti di scarico etc.. Con riferimento agli studi volti ad integrare lattivit edilizia in una procedura basata su principi di eco compatibilit i requisiti di cui sopra possono essere sintetizzati in cinque classi che genericamente fanno riferimento a: Igiene, salute, ambiente, Controllo energetico delledificio, Impatto ecologico dei materiali e delle risorse, Integrazione viabilistica e ubicazione, Gestione ed economicit. Pi precisamente si possono fissare delle definite classi di esigenza e di requisiti di eco-compatibilit articolate come segue: classi di esigenze di benessere classi di esigenze ambientali (flussi, fruibilit, sicurezza) Ognuna di queste classi far riferimento a legislazione e normativa vigente.

4.3.2. I Requisiti di Benessere (Comfort).


Le esigenze di benessere sono accorpate dalla letteratura in materia in quattro sotto-classi sulla base delle esigenze di vita degli utenti e con particolare attenzione alla durata della frequentazione del manufatto: Acustico Termico e Igrometrico Olfattivo Visivo

4.3.2.1.

Comfort acustico

Con riferimento alla richiesta di benessere acustico ledificio sar realizzato con lobiettivo di garantire valori dellinquinamento acustico di qualit e di tutela. Per fare ci, riferendosi ai valori di emissione ed immissione di una o pi sorgenti sonore e alla classe in cui ricade lintervento (ad esempio residenziale:Classe II del D.P.C.M. 14 Novembre 1997 determinazione dei valori limite delle sorgenti) si potr stabilire il valore di qualit da ottenere. Ai valori di emissione acustica dati dai rumori aerei si aggiungeranno i valori determinati dal traffico veicolare, dagli impianti tecnologici e dalle attivit svolte nei locali delledificio (residenziali). La somma di tali valori di emissione costituisce il carico a cui opporsi con provvedimenti adeguati di fono-isolamento per raggiungere i valori limiti di immissione o abbassarli per ottenere valori di certa qualit. Si interverr perci nellisolamento acustico della facciata e della copertura, nellisolamento acustico e fono-isolamento delle partizioni fra ambienti, nellabbattimento del livello di rumore da calpestio. La difficolt dell'utilizzo delle norme ai fini specifici della progettazione integrata pu essere superata solo con l'analisi coordinata dei vari strumenti normativi ed urbanistici (fig.2) L'analisi del contesto dello sviluppo preliminare delle tipologie e delle funzioni contenute e la
29 Direttiva 89/106/CEE del Consiglio del 21/12/1988

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metaprogettazione ambientali-spaziale con l'indicazione dei requisiti di isolamento acustico degli ambienti e di pressione sonora massima accettabile pu condurre ad una semplificazione del progetto architettonico e tecnologico: Ambienti di appartamenti contigui (rumori aerei ed impattivi); fonte interna Ambiente esterno (rumori aerei); fonte esterna Ambiente interno (rumori aerei); fonte interna Ambienti e sistema tecnologico (rumori aerei) fonte interna Determinati I requisiti minimi di dovranno individuare le prestazioni da assegnare ai sistemie agli elementi tecnici in modo da ottenere il soddisfacimento delle esigenze Indice di valutazione del potere fonoisolante apparente di elementi di separazione tra ambienti (Rw) Indice di valutazione dellisolamento acustico standardizzato di facciata (D2m,nT,w) Indice di valutazione del livello di rumore di calpestio dei solai normalizzato rispetto al tempo di riverberazione (Ln,Tw) : Isolamento degli impianti di servizio alledificio (LASmax e LAeq ) (30) Livelli di prestazione Rumori impattivi La prestazione misurata dallindice di rumore di calpestio, normalizzato rispetto al tempo di riverbero dellambiente ricevente LnT,w dei componenti edilizi utilizzati.(31) Interventi di nuova costruzione, ristrutturazione urbanistica e ristrutturazione edilizia (32) La specifica si applica agli elementi di separazione fra unit immobiliari distinte (vedere RE regione Emilia Romagna al cap.5.1).

I livelli da rispettare sono i seguenti: (33) categorie Categoria A Categoria B Categoria C Categoria D Categoria E Categoria F Categoria G CLASSIFICAZIONE DEGLI AMBIENTI ABITATIVI edifici adibiti a residenza o assimilabili edifici adibiti ad uffici e assimilabili edifici adibiti ad alberghi, pensioni ed attivit assimilabili edifici adibiti ad ospedali, cliniche, case di cura e assimilabili edifici adibiti ad attivit scolastiche a tutti i livelli e assimilabili edifici adibiti ad attivit ricreative o di culto o assimilabili edifici adibiti ad attivit commerciali o assimilabili LnT,w (dB) 63 55 63 58 58 55 55

D.P.C.M. 14 Novembre 1997 Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore Livelli di prestazione Valori Limite di Emissione Leq in dB(A)
Classi di destinazione duso del territorio Tempi di riferimento Diurno (06.00 22.00) 45 50 55 60 65 65 Notturno (22.00 06.00) 35 40 45 50 55 65

CLASSE I CLASSE II CLASSE III CLASSE IV CLASSE V CLASSE VI

Il livello da rispettare quello dellambiente disturbante(34); ad es. nel caso di un ufficio (cat B) collocato sopra una residenza (cat. A) si applica il valore di LnT,w = 55 dellufficio, mentre in caso contrario si applica il valore di LnT,w = 63 della residenza. Valori Limite Assoluti di Immissione Leq in dB(A)
Classi di destinazione duso del territorio
30

Tempi di riferimento

Cristiana Bernasconi - da Ambiente&Sicurezza. Supplemento n. 3/2002 pag 25-30. 31 Come definito dalla UNI 10708 - 3: 97 e dalla UNI EN ISO 717 - 1: 97. 32 Non si applica quindi il criterio generale stabilito allarticolo 81 (RE Emilia Romagna). 33 DPCM 5/12/97 34 Il disturbo acustico direttamente proporzionale a LnT,w .

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CLASSE I CLASSE II CLASSE III CLASSE IV CLASSE V CLASSE VI

Diurno (06.00 22.00) 50 55 60 65 70 70

Notturno (22.00 06.00) 40 45 50 55 60 70

Valori di Qualit Leq in dB(A)


Classi di destinazione duso del territorio Tempi di riferimento Diurno (06.00 22.00) 47 52 57 62 67 70 Notturno (22.00 06.00) 37 42 47 52 57 70

CLASSE I CLASSE II CLASSE III CLASSE IV CLASSE V CLASSE VI

Valori Limite di emissione: definiti come il valore massimo di rumore che pu essere emesso da una sorgente sonora, misurato in prossimit della sorgente stessa. Valori Limite Assoluti di Immissione: definiti come il valore massimo di rumore che pu essere immesso da una o pi sorgenti sonore nellambiente abitativo o nellambiente esterno, misurato in prossimit dei ricettori. Valori di Qualit: definiti come i valori di rumore da conseguire nel breve, nel medio e nel lungo periodo con le tecnologie e le metodiche di risanamento disponibili, per realizzare gli obbiettivi di tutela. Questi valori sono individuati per diverse classi di destinazione duso del territorio; lindividuazione delle diverse aree un compito demandato a vari comuni; le diverse classi sono: CLASSE I aree particolarmente protette: rientrano in questa classe le aree nelle quali la quiete rappresenta un elemento di base per la loro utilizzazione: arre ospedaliere, scolastiche, arre destinate al riposo ed allo svago, aree residenziali rurali, arre di particolare interesse urbanistico, parchi pubblici, ecc. CLASSE II -aree destinate ad uso prevalentemente residenziale: rientrano in questa classe le aree urbane interessate prevalentemente da traffico veicolare locale, con bassa densit di popolazione, con limitata presenza di attivit commerciali ed assenza di attivit industriali ed artigianali. CLASSE III aree di tipo misto: rientrano in questa classe le arre urbane interessate da traffico veicolare locale o di attraversamento, con media densit di popolazione, con presenza di attivit commerciali, uffici, con limitata presenza di attivit artigianali e con assenza di attivit industriali; arre rurali interessate da attivit che impiegano macchine operatrici. CLASSE IV aree di intensit attivit umana: rientrano in questa classe le aree urbane interessate da intenso traffico veicolare, con alta densit di popolazione, con elevata presenza di attivit commerciali e uffici, con presenza di attivit artigianali; le arre in prossimit di strade di grande comunicazione e di linee ferroviarie; le arre portuali, le arre con limitata presenza di piccole industrie. CLASSE V arre prevalentemente industriali: rientrano in questa classe le arre interessate da insediamenti industriali e con scarsit di abitazioni. CLASSE VI aree esclusivamente industriali: rientrano in questa classe le aree esclusivamente interessate da attivit industriali e prive di insediamenti abitativi.

D.P.C.M. 5 Dicembre 1997 - Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici Requisiti Acustici Passivi degli Edifici, dei loro Componenti e degli Impianti Tecnologici
CATEGORIE PARAMETRI

RW (*)
1) D 2) A, C 3) E 4) B, F, G 55 50 50 50

D2m,nT,w
45 40 48 42

Ln,w
58 63 58 55

LASmax
35 35 35 35

LAeq
25 35 25 35

Le grandezze che caratterizzano i requisiti acustici passivi degli edifici sono: T: tempo di riverberazione nellambiente ricevente (definito dalla norma ISO 3382/1975); T0: tempo di riverberazione di riferimento assunto pari a 0,5 sec; R: potere fonoisolante apparente di elementi di separazione fra ambienti (definito dalla norma EN ISO 140-5/1996) ; D2m,nT,w: isolamento acustico standardizzato di facciata; Ln: Livello di rumore di calpestio di solai normalizzato (definito dalla norma EN ISO 140-6/1996); LA Smax: livello massimo di pressione sonora ponderata A con costante di tempo slow; LAeq: livello continuo equivalente di pressione sonora, ponderata A; Gli indici di valutazione che caratterizzano i requisiti acustici passivi degli edifici sono:

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RW : indice del potere fonoisolante apparente di partizioni fra ambienti (da calcolare secondo la norma UNI 8270 parte 7 ora sostituita UNI EN ISO 717-1/2; D2m,nT,w: indice dellisolamento acustico standardizzato di facciata, da calcolare secondo la procedura descritta nellallegato A del presente decreto; Ln,w: indice del livello di rumore di calpestio di solai normalizzato (da calcolare secondo la norma UNI 8270 parte 7 ora sostituita dalla UNI EN ISO 717 1/2; Rumore prodotto dagli impianti tecnologici La rumorosit prodotta dagli impianti tecnologici non deve superare i seguenti limiti: 35 dB(A) LAmax con costante di tempo slow, per i servizi a funzionamento discontinuo; 25 dB(A) LAeq per i servizi a funzionamento continuo; le misure di livello sonoro devono essere eseguite nellambiente nel quale il livello di rumore pi elevato; tale ambiente deve essere diverso da quello in cui si origina il rumore. Classificazione degli ambienti abitativi categoria A: edifici adibiti a residenza ed assimilabili; categoria B: edifici adibiti ad uffici ed assimilabili; categoria C: edifici adibiti ad alberghi, pensioni ed attivit assimilabili; categoria D: edifici adibiti ad ospedali, cliniche, case di cura e assimilabili; categoria E: edifici adibiti ad attivit scolastiche a tutti i livelli ed assimilabili; categoria F: edifici adibiti ad attivit ricreative o di culto o assimilabili; categoria G: edifici adibiti ad attivit commerciali o assimilabili.

Per gli edificiici scolastici va assicurato lisolamento acustico dai rumori da calpestio anche per i solai interni.(35) La normativa di riferimento la seguente: Ministero dei Lavori Pubblici, criteri di valutazione e collaudo dei requisiti acustici nelle costruzioni edilizie. Requisiti fisico-tecnici per le costruzioni edilizie ospedaliere. Circolare n.13011 del 22 Sett. 1974 Altezza minima e requisiti igienico-sanitari principali dei locali D.M. 5 Luglio 1975 di abitazione. Norme tecniche aggiornate relative alledilizia scolastica, ivi D.M. 18 Dicembre 1975 compresi gli indici minimi di funzionalit didattica, edilizia ed urbanistica. Limiti massimi al rumore negli ambienti abitativi. D.P.C.M. 1 Marzo 1991 Legge quadro sullinquinamento acustico. Legge 26 Ottobre 1995 n. 447 Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore. D.P.C.M. 14 Novembre 1997 Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici. D.P.C.M. 5 Dicembre 1997 Prima normativa tecnica regionale per la disciplina delle REGIONE EMILIA ROMAGNA Legge Regionale 9 Novembre 1984 opere di edilizia residenziale pubblica. n.48 L. 10 agosto 2001 n. 13 REGIONE LOMBARDIA Attuazione delle direttive n. 80/1107/CEE, n. 82/605/CEE, n. D.lgs 15 Agosto 1991 n. 277 83/477/CEE, n. 86/188/CEE, n. 88/642/CEE, in materia di protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici durante il lavoro, a norma dellart. 7 della Legge 30 Luglio 1990 n.212. Attuazione delle direttive n. 89/391/CEE, n. 89/655/CEE, n. D.lgs 19 Settembre 1994 n. 626 89/656/CEE, n. 90/269/CEE, n. 90/270/CEE, n.90/394/CEE, n. 90/679/CEE, riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro. Modifiche ed integrazioni al D.lgs 19 Settembre 1994 n. 626, D.lgs 19 Marzo 1996 n. 242 recante attuazioni di direttive comunitarie riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro. Circolare n.3150 del 30 Aprile 1967 ISO/DIS 9921 1/96 Ergonomic assessment of speech communication. Speech interference level and communication distances for persons with normal hearing capacity in direct communication (SIL method).

35 In questo caso il livello di prestazione LnT,w 68 dB; vedere il DM 18/12/1975 con le modifiche apportate dal DM 13/9/1977 nonch la circ. min. lav. pubblici n. 3150 del 22/5/1967.

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Figura 4 Il piano di zonizzazione acustica del Comune di Corbetta (MI).

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4.3.2.2.

Termico e igrometrico

Con riferimento alla richiesta di benessere si potr osservare che il raggiungimento della condizione di benessere termico solo in parte potr essere raggiunta con lutilizzo di tecniche bioclimatiche di tipo passivo. In determinate condizioni climatiche sar necessario agire per l'ottenimento del comfort termico o igrometrico mediante l'utilizzo di sistemi di climattizzazione. La valutazione e la progettazione del comfort termico in riferimento all'ambiente interno si pu effettuare con le seguenti norme UNI ISO 7730 ASHRAE Standard 55 The Adaptive Model36

Tutte I tre I modelli applicano un bilancio energetico a una persona ipotetica in uno spazio determinato; differiscono dai modelli psicologici in quanto si riferiscono esclusivamente al sistema termico passivo e rappresentano questi attraverso un valore di predizione della sensazione termica. In questi tre modelli il risultato un indice. Per l'ASHRAE Standard 55 come per la UNI ISO 7730 sono sette I punti (Seven Point Thermal Sensation Scale, Hot +3, Warm +2, Slightly warm +1, Neutral 0,Slightly cool -1,CoolL -2, Cold -3)37. Per il modello "Adattivo" le considerazioni non partono dalla valutazione degli scambi termici tra un uomo e l'ambiente che guarda ma dall'osservazione che ci sono un certo numero di azioni che l'uomo pu effettuare per raggiungere il comfort termico come: Modificare il proprio metabolismo Modificare la percentuale di perdite energetiche dal corpo Modificare l'ambiente termico Selezionare un altro ambiente termico La Uni ISO 7730 permette di valutare le sensazioni di comfort termico in condizioni di ambiente termicamente regolato, questo significa che normalmente viene utilizzato per gli ambienti riscaldati in periodo invernale e raffrescati in periodo estivo e non per gli ambienti a climatizzazione naturale estiva. Il comfort termico visto come campo di studio e applicazione progettuale vede due scuole di pensiero che si confrontano: la prima si affida all'ottimizzazione termica dell'ambiente interno inserendo nel bilancio energetico diverse variabili al fine di ottenere un equilibrio in un costante stato di bilancio termico (38), la seconda , il modello adattivo(39), si fonda sulle considerazioni che le sensazioni termiche inducano azioni riequilibrative al fine di ottenere la migliore condizione possibile. La prima influenzata dagli studi Fanger (40) la seconda da quelli di Humphreys e Nicol (41) definiscono aree di comfort e temperature accettabili in determinate condizioni, entrambi gli approcci sono considerati al limite dell'approccio scientifico ma I risultati sono abbastanza diversi. Per il modello Adattivo gli aspetti contestuali e comportamentali oltre che il vestiario, il modo di sedersi, il lavoro, la forma e il rapporto con l'esterno dell'ambiente influenzano la percezione termica ancora di pi se sono forzati verso parametri definiti progettualmente o che non permettono una personalizzazione dello "spazio termico" o sentiti pi o meno ostili. Muovendoci dallo spazio chiuso verso lo spazio aperto l'area di comfort , sar sempre pi ampia 42 rendendoci capaci anche di adeguarci alle condizioni termiche considerate discomfortevoli ( ) La progettazione in ogni caso mira ad attenersi ai valori raccomandati dalle norme tecniche (rif. UNI) ed inoltre in riferimento alla UNI EN ISO 7730: - ad avere una temperatura operativa estiva compresa fra i 20 ed i 24,
36

Vinay S. Ghatti: "Thermal Comfort in a High Mass Radiant-Convective System: ASHRAE Standard 55 vs. The Adaptive Model. 37 Predicted Percent Dissatisfied (PPD) as Function of Predicted Mean Vote (PMV.) ASHRAE Fundamentals 2001, Thermal Comfort.
38

ASHRAE Standard 55 - thermal environment conditions for human occupancy , ASHRAE Inc., 1992

39 40

ACS Adaptive Comfort Standard P.O.Fanger. How to apply models predicting thermal sensation and discomfort in practice in Thermal Comfort:Past, Present and Future, ed. N.A.Oseland, M.A.Humphreys, BRE Report 1994. 41 M.A.Humphreys, J.F.Nicol. An Adaptive, Guideline for UK Office Temperatures in Standards for Thermal Comfort Indoor Temperature Standards for the 21 st Century, ed. By F.Nicol, M.A.Humphreys, O.Sykes, S.Roaf. E & F Spon, London, 1995. 42 NICK BAKER "We are all outdoor animals" da Architecture City Environment, Proceedings di PLEA 2000, pp. 553-55, (eds.) Koen Steemers and Simos Yannas, James & James, London, 2000.

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- ad avere differenza di temperatura verticale* compresa in 3 (valore massimo) *la differenza di temperatura verticale si misura tra 1,1 e 0,1 m da terra livello della testa e delle caviglie in attivit sedentaria la temperatura superficiale del pavimento compresa tra i 19(inv.) -26(est.) (con sistemi che possono raggiungere i 29) la velocit media dellaria minore ai valori specificati lasimmetria della temperatura radiante minore di 8 C lasimmetria della temperatura radiante minore di 6 C in presenza di un soffitto caldo. Sar inoltre possibile calcolare lindice PMV (Predicted Mean Vote). UNI EN ISO 7730 Ambienti Termici Moderati. DETERMINAZIONE DEGLI INDICI PMV E PPD E SPECIFICA DELLE CONDIZIONI DI BENESSERE TERMICO. Attivit Leggera, fondamentalmente sedentaria, in condizioni invernali (periodo di riscaldamento) INDICI VALORI RACCOMANDATI

PPD < 10% PPD -0.5 < PMV < 0.5 PMV D.R. < 15 % D.R. 30% < U.R. < 70% U.R. La temperatura operativa deve essere compresa tra 20C e 24C (per esempio 22C +/- 2C). La differenza verticale di temperatura dellaria tra 1.1 m e 0.1 m dal pavimento (livello testa e caviglie) deve essere minore di 3C. La temperatura superficiale del pavimento deve essere compresa tra 19C e 26C, ma si possono progettare sistemi di riscaldamento a pavimento a 29C. La velocit madia dellaria deve essere minore di quella specificata in figura D.2(omessa). Lasimmetria della temperatura radiante dovuta a finestre o ad altre superfici fredde verticali deve essere minore di 10C (rispetto ad un piccolo elemento piano verticale posto a 0.6 m dal pavimento). Lasimmetria della temperatura radiante dovuta ad un soffitto caldo (riscaldato) deve essere minore di 5C (rispetto ad un piccolo elemento piano orizzontale posto a 0.6 m dal pavimento);

Attivit Leggera, fondamentalmente sedentaria, in condizioni estive (periodo di raffrescamento) INDICI VALORI RACCOMANDATI

PPD < 10% PPD -0.5 < PMV < 0.5 PMV D.R. < 15 % D.R. 30% < U.R. < 70% U.R. La temperatura operativa deve essere compresa tra 23C e 26C (per esempio 24.5C +/- 1.5C). La differenza verticale di temperatura dellaria tra 1.1 m e 0.1 m dal pavimento (livello testa e caviglie) deve essere minore di 3C. La velocit madia dellaria deve essere minore di quella specificata in figura D.2(omessa). La sensazione termica delluomo legata al bilancio di energia termica sul corpo umano visto nel suo complesso. Tale bilancio influenzato da diversi parametri: Attivit Fisica (M = energia metabolica; W = lavoro esterno); Abbigliamento (Icl = resistenza termica dellabbigliamento; fcl = rapporto tra larea della superficie del corpo vestito e larea della superficie del corpo umano nudo; tcl = temperatura superficiale dellabbigliamento); Temperatura dellaria (ta); Temperatura media radiante (tr); Velocit dellaria (var); Umidit dellaria (pa = pressione parziale di vapore dacqua); (hc = coefficiente di scambio termico convettivo); Questi parametri, una volta calcolati o stimati, permettono la risoluzione dellequazione (di cui al punto 3 della presente norma) per la determinazione dellindice PMV. LINDICE PMV, Voto Medio Previsto (dallinglese Predicted Mean Vote), esprime la sensazione termica per il corpo umano nel suo complesso su una scala di sensazione termica a sette punti:

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+3 molto caldo +2 caldo +1 leggermente caldo 0 neutro -1 leggermente freddo -2 freddo -3 molto freddo.

Una volta determinato lindice PMV possibile determinare lindice PPD

100,00

PPD

10,00

caso in esame

-2

-1,5

-1

1,00 -0,5 0
PMV

0,5

1,5

LINDICE PPD, Percentuale Prevista di Insoddisfatti (dallinglese Predicted Percentuage of Dissatisfied), fornisce informazioni sul disagio termico, o sul malessere termico, predendo la percentuale di persone che sentirebbero troppo caldo o troppo freddo in un certo ambiente. Si consiglia di ottenere un indice PMV compreso tra 0.5 e +0.5, valori a cui corrisponde una percentuale di insoddisfatti minore del 10% (PPD<10%), quindi una percentuale di soddisfatti pari almeno al 90%. Il disagio termico pu anche essere causato da un indesiderato raffreddamento (o riscaldamento) locale del corpo: il disagio pi comune quello da corrente daria, definito come il raffreddamento di una parte del corpo causato dal movimento dellaria. Al punto 5 della norma viene descritto come possa essere calcolato lindice D.R., che esprime la percentuale di insoddisfatti dovuta alla corrente d'aria. Vengono poi consigliati, per il controllo del benessere termico, determinati range di valori di: Temperatura operativa; Differenza verticale di temperatura dellaria; Temperatura superficiale del pavimento; Umidit Relativa; Velocit dellaria; Asimmetria della temperatura radiante. (per quanto riguarda l'asimmetria di temperatura radiante bisogna ricordare che il Fattore di vista, ovvero la quantit di energia lasciata da un unit di corpo che investe un altro corpo, fondamentale nella definizione delle caratteristiche termiche delle superfici dell'intorno ambientale)

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Normativa di riferimento Ambienti Termici Moderati Determinazione degli indici PMV e PPD e UNI EN ISO 7730 specifica delle condizioni di benessere termico. Thermal Environmental Conditions for Humans Occupancy, modificata ed ASHRAE/ANSI 55-92 integrata in base alladdeddum 55A1995. REQUISITI DEL MICROCLIMA PER IL BENESSERE TERMICO DELLE PERSONE. Ergonomia dellambiente termico. Stima dellisolamento termico e della ISO 9920 resistenza evaporativa dellabbigliamento. Valutazione del benessere termico soggettivo con scale di giudizio standard. ISO 10551 Ergonomia dellambiente termico. Principi ed applicazione delle norme. ISO DIS 11399 Ambienti Termici. Strumenti e metodi per la misura delle grandezze fisiche. UNI EN 27726 Ergonomia. Determinazione del dispendio energetico. UNI EN 28996

ASHRAE Standard 55 - thermal environment conditions for human occupancy" e il Modello Adattivo verso l'integrazione. L' "ASHRAE Standard 55: A Thermal Comfort Standard" definisce l'area di comfort secondo le variabili e in ambiente controllato climaticamente con: PMV-PPD (percentuale di soddisfatti e insoddisfatti, voto medio previsto) ambiente accettabile al massimo dall'80% degli occupanti attivit leggera o sedentaria (<1.2 met) vestiario compreso fra ~0.5 clo a~1.0 clo rispettivamente durante l'estate e l'inverno. Velocit dell'aria <0.2 m/s. Per comprendere la norma bisogna introdurre il concetto di temperatura effettiva ET; che la temperatura di uno spazio indeterminato ad una determinata umidit relativa (50%) nel quale un corpo in un stato neutro di scambio termico rispetto scambia la stessa quantit di energia rispetto ad ambiente determinato, ovvero a temperatura dell'aria Top e UR differente due ambienti danno le stesse condizioni di comfort se con uguale ET. (comprende il campo fra la linea blu punteggiata [20 C ET] e la linea rossa punteggiata [26 C ET] del grafico 3)

Grafico 6 Temperature operanti e UR accettabili in estate e inverno.

43

Diagramma ASHRAE

43

Olesen W. Bjarne Aug. 2000

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Si fonda sul principio di Fanger (lo setsso della ISO 7730) che coloro che sono abituati a vivere il ambienti controllati climaticamente sviluppano una percezione del comfort limitata e a determinate condizioni. Il Modello Adattivo si fonda su osservazioni effettuate in diversi casi reali e in condizioni estive ed invernali con o senza impianto di climatizzazione, in cui si rilevato che attraverso azioni di tipo adattivo possibile ottenere un grado accettabile di comfort, nelle residenze e negli uffici in range di temperatura fra -5 e + 33 C (Humphreys and Nicol 1998). Tale modello si basa sul principi che coloro che abitano luoghi a determinate condizioni climatiche regolano la prorio condizione di comfort in base ad azioni compensative e in relazione con il clima esterno. Quindi prima ancora del processo adattivo importante considerare le caratteristiche dell'ambiente esterno e l'esposizione allo stesso, questo un dei principali input per la previsione di probabili zone di temperature di comfort (Tc) sulla base dei dati medi mensili della temperatura esterna (Tout); su un modello basato su diverse tipologie di edifici e climi: Tc = 75.6 + 0.43 (Tout 71.6)exp {( Tout 71.6)/61.1)}2 [In gradi F. C= 0.56 x (F-32)]

Un recente studio dell'Ashrae basato su il modello adattivo e riferito ad altre ricerche nel campo ha testato un altro modello (de Dear and Brager 1998.) Toc = 66 + 0.225(Tout 32) [In gradi F. C= 0.56 x (F-32)] Nelle versioni aggiornate di futura pubblicazione delle Norma ISO 7730 e ASHRAE 55 verr inserito in concetto di comfort adattivo in quanto permette di progettare il comfort anche in condizioni ambientali a climatizzazione naturale. Il procedimento adattivo segue un rapporto con il contesto geografico (abitudine ad ambiente climatici con grandi differenze termiche=maggiore capacit di adattamento) e culturale ma anche le azioni indotte per raggiungere percezioni e sensazioni di maggior benessere dal quale si ottiene il diagramma seguente riferito ad edifici ventilati naturalmente:

32 30
o indoor comfort temperature, Top ( C)

41 F

50 F

59 F

68 F

77 F

86 F

95 F

86.0 F 82.4 F

28 26 24 22
90% acceptability limits

78.8 F 75.2 F 71.6 F

20 18 16 14 0 5 10 15 20 25
o

68.0 F

80% acceptability limits

64.4 F 60.8 F

30

35

40

mean monthly outdoor air temperature ( C)

Grafico 7 Temperature operanti accettabili in spazi ventilati naturalmente. 44

44

Brager Gail, and de Dear Richard, A standard for Natural Ventilation, ASHRAE journal, Oct. 2000.

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4.3.2.3.

Comfort olfattivo

Il controllo del benessere olfattivo rappresenta uno standard di rilevante importanza per una progettazione bioecologica. Il concetto di qualit dellaria riguarda fra laltro il controllo della purezza dellaria e la presenza di contaminanti ed inquinanti in concentrazioni tali da non arrecare danno alla salute e da non causare condizioni di malessere per gli occupanti. Fra i contaminanti noti e pericolosi causa della IPS Indoor Pollution Syndrome, sono particolarmente nocivi: - CO2 - CO - Polveri - Fibre Minerali ed Artificiali - Composti organici volatili (VOC) e semivolatili - Radon e prodotti del decadimento - Batteri, funghi e muffe. Negli spazi interni si rispetteranno i requisiti di ricambio dellaria con riferimento alla LR n 48/1984 della Regione Emilia Romagna: In tutti gli spazi chiusi dellalloggio Negli spazi adibiti a cottura e preparazione dei cibi Negli spazi a cura e igiene delle persone Negli spazi con chiusure direttamente soleggiate Negli spazi ove possono riunirsi e permanere pi persone, con produzione di fumo odori etc.

Misura della Qualit dellaria


1) Approccio Oggettivo: un approccio basato sulla misura della concentrazione dei singoli inquinanti. Uno o pi inquinanti possono essere assunti come indicatori di qualit dellaria e quindi la misura della loro concentrazione diviene una misura dellIAQ. Approccio Sensoriale: basato su due unit di misura definite su una base soggettiva ed empirica:

2)

Unit di misura:

OLF: (Connessa allentit di emissione degli inquinanti), la misura della capacit inquinante: 1 olf la capacit inquinante di una persona in quiete, che svolge unattivit sedentaria in un ufficio od in un locale similare, in condizioni di benessere termico e mediamente pulita (0.7 docce al giorno). DECIPOL: (Connessa alla concentrazione di inquinanti percepita dalle persone), la misura della percezione dellinquinamento: 1 decipol il livello di inquinamento percepito in un ambiente in cui vi 3 una portata in ventilazione di 10 l/s (36 m /h) con un carico inquinante di 1 olf.

La purezza dellaria (misurata dal tenore di ossido di carbonio e dal tenore di anidride carbonica deve risultare inferiore o al pi uguale allo 0.003% e allo 0.15% negli spazi chiusi dellalloggio La velocit dellaria espressa in m/s deve risultare inferiore a 0,07 m/s per i bagni ed inferiore a a 0,15 m/s per tutti gli altri spazi Il grado di umidit relativa UR, espresso in % nel periodo invernale deve essere contenuto tra il 30% ed il 60% negli spazi chiusi dellalloggio. Il livello massimo di concentrazione di formaldeide di 0,1 parti per milione.

4.3.2.4. La qualit dellaria interna alle abitazioni. Le radiazioni ionizzanti e il Radon.


Il benessere ambientale negli spazi confinati strettamente legato alla qualit dellaria (IAQ Indoor Air Quality) e secondo le norme UNI 10339 la qualit dellaria deve intendersi come la caratteristica dellaria trattata che risponde ai requisiti di purezza. Assai pi difficile considerare la stessa dal punto di vista di un insieme di composti la cui concentrazione di microrganismi, composti volativi organici (VOC), gas, vapori, noti e meno noti possono certamente definirsi non contaminanti o meglio non essere causa di patologie o malesseri.

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Per gli ambienti non industriali secondo lASHRAE nello Standard 62/89 la qualit dellaria considerata accettabile quando in essa non sono presenti inquinanti in concentrazioni dannose, secondo quanto stabilito dalle autorit competenti e quando una notevole quantit di persone (80% e pi) non i esprime insoddisfazione verso di essa . Lo spazio confinato e il radon. Alcuni di questi composti possono essere generati dallambiente esterno e dallambiente interno come il Radon [Rn], che un gas radioattivo la cui concentrazione nellaria si misura in Bequerel per m 3 (Bq/m3). Il Radon e' un gas radioattivo inodore ed incolore proviene dal decadimento radioattivo dell'Uranio235, dellUranio238, del Radio e del Torio e dellAttinio; contiene ventisei isotopi radioattivi (derivati e particelle alpha), che possono essere trasportate dallaria, presente nel suolo e nell'acqua ed attraverso l'aria che ii respiriamo si fissa nei polmoni. Per la classificazione chimica, il Radon (Radon 222 [detto Radon] e Radon 220[detto Toron]) uno dei gas nobili ed pi pesante dellaria (densit 9.72 g/l a 0 C, 8 volte pi denso dellaria); il radon si diffonde nellaria dal suolo e, a volte, dallacqua (nella quale pu disciogliersi). In spazi aperti, diluito dalle correnti daria e raggiunge solo basse concentrazioni. Al contrario, in un ambiente chiuso, come pu essere quello di unabitazione, il radon pu accumularsi e raggiungere alte concentrazioni. Per gli ambienti lavorativi sono stati individuati dei livelli in riferimento alla concentrazione di radon in atmosfera iii (1 WL [Working Level]=370 Bq/m 3) , viene normalmente utilizzato un valore di 0.01WL per la definizione dei tassi di ventilazione ma che in base al livello di equilibrio dei prodotti di decadimento del radon pu raggiungere 0.02 WL. LIstituto Superiore della Sanit ha effettuato una valutazione di circa 4000 abitazioni in Italia rilevando un livello di concentrazione media di Radon pari a 73 Bq/m3 ma con picchi superiori a 400 Bq/m3. Lungamente la soglia considerata il limite accettabile, non dannoso nel lungo periodo, stata fissata in 400 Bq/m3; in seguito con il Dlgs 241/2000 tali limiti sono stati rivisti per tutte le destinazioni abitative iv accoglienti lavoratori o per la coloro che frequentano locali sotterranei. La letteratura scientifica e lOrganizzazione Mondiale della sanit (WHO) considera ottimale, non rischiosa, una concentrazione pari a 200 Bq/m3. I prodotti del decadimento, derivati del Radon, sono in prevalenza Po218, Pb214, Bi214; legandosi con il pulviscolo o liberi vengono inalati e di conseguenza le superfici dellapparato respiratorio vengono irraggiate. Tutte le maggiori organizzazioni di salute pubblica auspicano un controllo del livello di Radon in ciascuna abitazione dal momento che indagini su larga scala se anche consentono di individuare un trend non forniscono indicazioni di dettaglio necessarie a programmare interventi strutturali di riduzione della concentrazione. Linalazione di radon ad alte concentrazioni aumenta di molto il rischio di tumore polmonare tali rischi sono inoltre maggiormente influenti in quanto sono soggetti a fattori di accumulo quali quello di altri contaminanti come il fumo. Il radon e la seconda causa, in ordine di importanza dopo il fumo, del cancro ai polmoni.

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Il Radon quindi presente nellatmosfera e nei materiali da costruzione, in special modo in quelli provenienti da aree di origine vulcanica e nei tufi, linfluenza sulle concentrazioni di inquinanti dovuta sia alle caratteristiche dellaria ma anche dalla ventilazione (meccanica o naturale) che ne stabilisce il numero di ricambi e levacuazione degli inquinanti. Le normative prescrittive riguardo la qualit dellaria come la UNI 10339 si discostano dalle norme prestazionali in quanto le prime considerano i ricambi d'iaria in funzione delledificio e della tipologia funzionale mentre le seconde in base al tipo di contaminante e al livello di concentrazione dello stesso mentre la CEN prENV 1752, basata sugli di Fanger che hanno prodotto la norma Uni ISO 7730, definisce livelli di accettazione dellaria (con un sistema di misura olf e decipol) in funzione della percezione dello stesso. I rischi. I rischi conseguenti allesposizione da Radon sono individuabili in un aumento della probabilit di tumore polmonare, i tempi di esposizione sono normalmente molto lunghi: Rischi per fumatori Rischi per non fumatori I fumatori sono maggiormente esposti ai rischi da Radon in quanto lemoglobina responsabile del trasporto dellossigeno nel sangue percentualmente meno disponibile e il particolato aspirato durante il fumo si lega con le particelle attive ed irradia i polmoni in misura significativa; creando danni biologici maggiori.

Le soglie di interesse sono state stabilite dalla Direttiva della Comunit Europea con la Raccomandazione Euratom 143/90 che stabilisce in 200 Bq/m3. il livello di concentrazione per le nuove costruzioni e 400 Bq/m3. per le costruzioni esistenti; per lEPA (Environmental Protection Agency) individua la soglia di interevento in 4pci/L (4 picocurie per litro) pari a 148 Bq/m3. Note storiche
La radioattivit non fu scoperta che nel 1898,quando Marie Curie port avanti le ricerche sulla radioattivita naturale. Nel 1900, il fisico F. Dorn scopr che i sali di radio producevano un gas radioattivo, il radon. In precedenza, nel sedicesimo secolo, Paracelso aveva notato lalta mortalit dovuta a malattie polmonari tra i lavoratori delle miniere dargento nella regione di Schneeberg in Sassonia (Germania). Lincidenza di questa malattia, in seguito conosciuta come malattia di Schneeberg, aument nei secoli diciassettesimo e diciottesimo, quando lattivit nelle miniere di argento, rame e cobalto si intensific. Questa malattia fu riconosciuta come cancro ai polmoni nel 1879. Misure effettuate nel 1901 nelle miniere di Schneeberg rilevarono unalta concentrazione di radon. Come risultato, fu presto lanciata lipotesi di un rapporto causa-effetto tra alti livelli di radon e cancro ai polmoni. Questa ipotesi fu rafforzata da pi accurate misure del radon compiute nel 1902 nella miniere di Schneeberg e in altre, in particolare quelle di Jachymov in Boemia, da dove provenivano i minerali usati da Marie Curie. Nondimeno, questi dati non bastarono a convincere tutti, e alcuni scienziati ancora attribuiscono questi tumori ai polmoni ad altri fattori. Lattivit nelle miniere di uranio fu intensificata dal 1940, ma i livelli di radon non furono misurati regolarmente che dal 1950.

Esperimenti su animali compiuti dal 1951 dimostrarono la potenziale carcinogenit del radon per
i polmoni delle specie testate. Rilevamenti epidemiologici tra i minatori di uranio, dalla met degli anni sessanta, hanno infine confermato questo potenziale sulluomo. Nonostante il premio Nobel per la fisica Ernest Rutheford aveva fatto notare sin dal 1907 che ognuno inala del radon ogni giorno, misure di radon non furono effettuate nelle case prima del 1956 (in Svezia). Lalto livello di radon rilevato in alcune case riscosse poco interesse in campo internazionale, perch il problema fu considerato esclusivamente locale. Soltanto 20 anni dopo si iniziarono studi sistematici su larga scala in numerose nazioni, che mostrarono che lesposizione era generale e si potevano raggiungere livelli molto alti, comparabili a quelli delle miniere. La Commissione Internazionale per la Protezione Radiologica (ICRP) sottoline la vastit del problema per v la salute pubblica e formul specifiche raccomandazioni sulla pubblicazione numero 65 del 1993. I limite di intervento (medio anno) sono di conseguenza molto diversificati ed attualmente si pu delineare una certa convergenza fra i limiti di esposizione in ambiente lavorativi e in quello domestico:

Agente Radon

WHO/Europa USA/Ashrae USA/ Epa 200 Bq/m3. 148 Bq/m3. 148 3 400 Bq/m . Bq/m3. vi Tabella 1.1 Livelli di concentrazione in ambienti di lavoro o di attivit specifiche.

Olanda 200 Bq/m3.

Canada 800 Bq/m3.

Norvegia 200 Bq/m3.

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Misurazioni.
Il Radon un gas incolore e inodore la presenza dello stesso possibile effettuarla solo con appositi rilevatori: Rilevatori passivi. Rilevatori attivi

Rilevatore Passivo

Rilevatore attivo

I Rilevatori Passivi sono pellicole sensibili alle radiazioni alfa che esposte alle stesse per almeno un mese si perforano, la percentuale di foratura e il periodo di esposizione delle pellicole danno un informazione della concentrazione del radon. I Rilevatori Attivi sono costituiti da una macchina con pompa aspirante che spinge laria su un sensore Geiger sensibile alla sola radiazioni alfa, il sistema pi costoso del primo e viene impiegato dopo aver rilevato delle condizioni particolarmente preoccupanti con il Rilevatore Passivo. Dato che il Radon un gas naturale sar presente anche nellaria esterna e quindi anche la ventilazione dallesterno pu stabilire percentualmente la concentrazione che causata da diversi fattori: Permeazione delle strutture murarie dal basso verso lalto (50-70%) Immissione dellaria esterna a forte concentrazione di Radon (20%) Emissione dei materiali della costruzione (10/20%)

Tali percentuali e la proporzione fra i fattori di influenza variano al variare del piano altimetrico di rilievo e quindi dallaltezza delledificio (nella medesima costruzione). La valutazione dellesposizione deve essere comunque effettuata in base allesposizione individuale (tempo trascorso nellambiente), localizzazione degli spazi e tipologia di attivit (es.:se disposti nelle fondamenta), tempo trascorso negli spazi confinati.

Progettare ed intervenire per evitare limmissione di Radon nelle costruzioni. Dato che il primo fattore di influenza della concentrazione di Radon negli ambienti confinati caratterizza fortemente la valutazione delle concentrazioni; il miglior modo per intervenire sia nella nuova costruzione che nel recupero cercare di impedire il passaggio dal terreno del gas sia attraverso i giunti fra i materiali che attraverso le tubazioni o le fratture che si possono creare. vii Ridurre le concentrazione di radon possibile grazie a determinati accorgimenti.

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Locali interrati La possibilit di infiltrazione attraverso la muratura quindi molto articolata, ogni punto di debolezza della struttura muraria e di pavimentazione pu essere un punto di passaggio del gas. Giunti strutturali Tubazioni passanti Drenaggi Fratture della pavimentazione Fratture della muratura contro terra Vani di aerazione verso le bocche di lupo. I locali interrati o i locali al piano terra sono i maggiormente esposti; i regolamenti di igiene e una corretta impostazione del progetto consente, in condizioni, normali di ottenere una buona protezione dal Radon.

La maggior parte dei Regolamenti richiede, per le nuove costruzioni ad uso abitativo, la realizzazione di un vano aerato ad di sotto della prima soletta abitabile (di almeno 60 cm. in Lombardia); tale disposizione potrebbe consentire qualora si innescasse una ventilazione naturale corretta (minimo rapporto di superficie fra le aperture e la superficie in pianta da ventilare, disloccamento delle apertura in posizione tale da sfruttare le differenze termiche e quindi la ventilazione naturale). Il vano costituisce quindi un buon sistema per proteggere la costruzione sia dalla immissione del gas che dellumidit e per il controllo dei disperdimenti energetici; ma necessario adottare degli accorgimenti specifici per ognuno dei requisiti al fine di ottenere le prestazioni minime richieste e il controllo del sistema. Per le costruzioni industriali invece non previsto un eguale sistema di protezione.

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Muro contro terra. Il piano cantinato pu essere quindi la zona di veicolazione del gas attraverso ledificio, dovute anche ad una cattiva esecuzione dei sistemi edilizi. Alcuni dettagli che normalmente migliorano le prestazioni dellinvolucro possono essere invece danno per la trasmissione del Radon: Porosit dei materiali Cavit delle strutture esposte allesterno Cavit delle partizione interne Altri punti di debolezza possono essere individuati in difetti esecutivi. Non completa sigillatura dei giunti delle murature Mancata previsione delle dilatazioni differenziali della pavimentazione Difetti di esecuzione delle chiusure

1. Ridurre i livelli di Radon


alcuni esempi

Ridurre le inflitrazioni

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Sigillare la le cavit delle murature in corrispondenza delle solette

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Creare delle condizioni di facile evacuazione dellaria sotto la prima soletta, anche con sistemi meccanici

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Controllare e sigillare le fratture delle pavimentazioni (controllo delle dilatazioni differenziali)

Controllare e sigillare i raccordi fra i subsistemi (controllo delle dilatazioni differenziali)

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Controllare ventilazione e ricambi dellaria

la i

Progettare dei giunti di controllo delle dilatazioni

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Utilizzare scarico sigillabili

sistemi di facilmente

Controllare le differenze di pressioni dellaria e i condotti di ventilazione

Per quanto riguarda le radiazioni ionizzanti si allega il testo della norma europea di riferimento: RADIATION PROTECTION 112 Direzione generale dellAmbiente 1999

Principi di protezione radiologica relativi alla radioattivit naturale dei prodotti da costruzione
(1) La Direttiva europea sugli Standard Fondamentali di Sicurezza (BSS Direttiva Euratom 96/29 del 13 maggio 1996) fornisce le basi per controllare lesposizione alle sorgenti di radiazioni naturali derivanti da attivit lavorative. Il Titolo VII della direttiva si applica alle attivit lavorative nelle quali la presenza di sorgenti di radiazione naturale porti ad un significativo aumento nellesposizione dei lavoratori o della popolazione. Gli Stati Membri individueranno le specifiche attivit di lavoro.

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(2) La Direttiva BSS non si applica allesposizione al radon nelle abitazioni o al livello naturale di radiazioni, ad esempio allesposizione, nel soprasuolo, ai radionuclidi presenti nella crosta terrestre indisturbata. Il termine crosta terrestre indisturbata relativo alla crosta terrestre sulla quale non ci siano cave o miniere a cielo aperto o in galleria. Lescavazione e i riempimenti relativi a lavori di costruzione non sono considerati disturbi alla crosta terrestre. (3) Le Raccomandazioni della Commissione (Raccomandazione del 21 febbraio 1990) sulla presenza di Radon nelle abitazioni introduce un livello di progetto per lesposizione al Radon nelle future costruzioni. Il livello di progetto corrisponde ad una media annuale di concentrazione di gas radon di 200 Bq/m3. Il livello di progetto deve essere utilizzato per collaborare con le principali autorit per definire regole, standard o codici di pratica delle costruzioni in situazioni nelle quali il livello di progetto potrebbe altrimenti essere superato. (4) Fra le attivit individuate dalla BSS come di potenziale interesse ci sono quelle che portano alla produzione di residui .che contengono radionuclidi di provenienza naturale che causano un incremento significativo nellesposizione della popolazione. . Fra questi materiali si possono includere le ceneri di carbone provenienti da centrali elettriche, i sottoprodotti del gesso e certe scorie prodotte in grandi quantit e che possono potenzialmente essere impiegate per la produzione di materiali da costruzione. (5) La Direttiva Prodotti da Costruzione (Direttiva 21 Dicembre 1988) definisce i requisiti essenziali per i lavori di costruzione. I lavori di costruzione devono essere progettati e realizzati in modo che le emissioni di radiazioni pericolose non costituiscano una minaccia alla salute degli abitanti o dei vicini. Tuttavia gli Stati Membri sono gli unici responsabili per garantire che i lavori sul loro territorio siano progettati ed eseguiti in modo tale da non mettere a rischio la sicurezza delle persone. Tali prescrizioni nazionali hanno una ricaduta sui prodotti da costruzione e sulle modalit del loro impiego nelle costruzioni. (6) In pratica, sembra che allimpiego di materiali naturali e a prodotti da costruzione ottenuti da sottoprodotti si possano applicare differenti considerazioni radiologiche. Fino ad un certo punto questa distinzione appropriata, in particolare laddove si fa riferimento a pratiche costruttive consolidate da tempo. Tuttavia sarebbe incongruo se venissero applicati criteri fra loro molto diversi per decidere sullaccettabilit di materiali simili contenenti livelli analoghi di radionuclidi naturali e tali differenze sono rese minime nello schema di controllo qui proposto. (7) Alcuni Stati Membri hanno gi stabilito regole specifiche sulla radioattivit dei materiali da costruzione. Nel trasferire le nuove BSS alle normative nazionali, opportuno che anche gli altri Stati Membri valutino se debbano essere stabilite regole specifiche. E auspicabile che i controlli siano sufficientemente uniformi in modo da consentire la libera circolazione dei materiali da costruzione allinterno della Comunit Europea. (8) Le raccomandazioni seguenti intendono fornire una guida per stabilire i controlli sulla radioattivit dei materiali da costruzione. Non previsto che tale guida sia applicata ai fabbricati esistenti. (9) In questo documento materiali da costruzione indica ogni materiale prodotto per essere incorporato in modo permanente nelle costruzioni.

Radioattivit naturale dei prodotti da costruzione. (10) Tutti i materiali da costruzione contengono quantit variabili di radionuclidi radioattivi. Materiali che derivano da rocce o dal terreno contengono soprattutto radionuclidi naturali della serie delluranio (238U) e 232 40 del torio ( Th), e lisotopo radioattivo del potassio ( K). Nella serie dellUranio, il segmento della catena 226 di decadimento che parte dal radio ( Ra) radiologicamente il pi importante e, pertanto, si fa spesso riferimento al radio anzich alluranio. Le concentrazioni mondiali medie del radio, del torio e del potassio nella crosta terrestre sono rispettivamente di circa 40 Bq/kg; 40 Bq/kg e 400 Bq/kg (Bq/kg = Bequerel per chilogrammo). Nella tabella 1 sono sintetizzati i risultati, riportati in letteratura, di uno studio (Rif. 1) sulla radioattivit dei materiali da costruzione in Europa. (11) Lesposizione alle radiazioni dovute ai materiali da costruzione pu essere suddivisa fra esposizione interna ed esposizione esterna. Lesposizione esterna causata dalla radiazione diretta di tipo gamma. La tabella 2 riporta esempi di dose effettiva annua dovuta allesposizione esterna. I calcoli sono stati eseguiti con un programma per computer presentato nei Riferimenti (Rif. 2). Per esempio, una persona che vive in un appartamento costruito in blocchi di cemento con valori di concentrazione di attivit rientranti nella norma (40 Bq/kg; 30 Bq/kg e 400 Bq/kg rispettivamente per radio, torio e potassio) riceve una dose annua effettiva di circa 0,25 mSv (milli Sievert) (in aggiunta alla dose

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ricevuta allesterno). Livelli incrementati o elevati di radionuclidi naturali nei materiali da costruzione possono causare dosi dellordine di svariati mSv/anno. (12) Lesposizione interna dovuta allinalazione del radon (222Ra), del torio (220Rn) e dei loro prodotti di decadimento a vita breve. Il Radon fa parte della serie radioattiva di decadimento delluranio, presente nei materiali da costruzione. Poich il radon un gas inerte, si pu muovere abbastanza facilmente attraverso mezzi porosi, come i materiali da costruzione, per quanto di solito soltanto una frazione di quello prodotto nel materiale raggiunge la superficie e entra nellaria ambiente. Il terreno la fonte principale di radon allinterno dei fabbricati, ma in alcuni casi e in alcuni Stati Membri anche i materiali da costruzione possono costituire una sorgente significativa. Nella maggior parte dei casi la parte prevalente di radon ai piani superiori prodotta dai materiali da costruzione. Un tipico incremento di concentrazione di radon allinterno, dovuto ai materiali da costruzione, di circa 10 20 Bq/m3, ma in alcune zone, ed in rari casi, pu crescere fino ad oltre 1000 Bq/m3. I materiali da costruzione sono la fonte principale di torio nellambiente interno. Tuttavia le concentrazioni di torio sono generalmente piuttosto basse. Il torio nellambiente pu essere una importante sorgente di esposizione soltanto in alcune rare situazioni nelle quali i materiali da costruzione contengono alte concentrazioni di torio. Principi di protezione dalle radiazioni (13) Scopo dellavvio dei controlli sulla radioattivit dei materiali di limitare lesposizione alle radiazioni legate ai materiali con incrementati o elevati livelli di radionuclidi naturali. La dose di radiazioni assorbite dalle persone deve essere limitata al livello pi basso ragionevolmente raggiungibile. Tuttavia, dal momento che piccole esposizioni dovute ai materiali da costruzione sono sempre presenti, i controlli devono essere basati su livelli di esposizione che superano i livelli tipici di esposizione e le loro normali oscillazioni. (14) La concentrazione di radionuclidi naturali nei materiali da costruzione varia in modo significativo fra gli Stati Membri e allinterno degli Stati stessi. Pu essere necessario intraprendere indagini dellattivit nei vari materiali laddove queste informazioni non siano gi disponibili grazie a precedenti indagini. (15) Tutti i materiali da costruzione presentano una certa radioattivit naturale. Limitate, inevitabili esposizioni devono essere esentate da ogni possibile controllo. Un livello uniforme di esenzione allinterno della Comunit Europea pu consentire la libera circolazione della maggior parte dei materiali da costruzione fra i paesi UE. (16) Restrizioni nelluso di determinati materiali possono avere significative conseguenze di tipo economico, ambientale o sociale a livello locale e a livello nazionale. Tali conseguenze, come pure i livelli nazionali di radioattivit dei materiali, andranno valutate e considerate nel momento in cui si fisseranno regolamentazioni vincolanti. (17) La quantit di radio nei materiali da costruzione deve essere limitata almeno a livello tale che sia improbabile che possa essere causa fondamentale di superamento del livello fissato per il radon 3 nellambiente, stabilito dalle Raccomandazioni della Commissione (200 Bq/m ). (18) Dosi individuali eccezionalmente elevate dovrebbero essere limitate. Allinterno della Comunit Europea, le dosi di raggi gamma dovute ai materiali da costruzione eccedenti 1 mSv/anno sono del tutto eccezionali ma certamente non possono essere ignorate dal punto di vista della radioprotezione. 226 Quando le dosi di raggi gamma sono inferiori a 1 mSv/anno, le concentrazioni di Ra nel materiale sono in pratica limitate a livelli tali che improbabile che possano causare concentrazioni di radon nellambiente interno tali da superare il valore fissato nelle Raccomandazioni della Commissione (200 Bq/m3). (19) I controlli sulla radioattivit dei materiali da costruzione possono essere basati sui seguenti criteri e principi radiologici: Criterio di dose per i controlli I controlli devo essere basati su di un criterio di dose stabilito considerando tutte le situazioni nazionali. Allinterno della Comunit Europea si dovranno prendere in esame, dal punto di vista della radioprotezione, dosi superiori a 1 mSv/anno. Dosi superiori potranno essere ammesse solo in alcuni casi del tutto eccezionali, dove i materiali vengono usati a livello locale (vedi Par. 30). I controlli possono essere maggiormente restrittivi se si ritiene che ci sia auspicabile e non porti a controlli inattuabili. E tuttavia raccomandabile che i controlli siano basati su dosi nellintervallo 0,3 1 mSv/anno. Questo il livello di radiazioni gamma eccedenti quelle che si ricevono allesterno.

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Livello di esenzione I materiali da costruzione possono essere esentati da tutte le restrizioni relative alla loro radioattivit se lincremento di radiazioni gamma che da essi deriva aumenta leffettiva dose annua di una persona al pi di 0,3 mSv/anno, essendo questo il livello di radiazioni gamma eccedenti quelle che si ricevono allesterno. (20) Si possono fissare specifiche limitazioni per le emissioni di radon o torio originate dai materiali da costruzione se le valutazioni preliminari mostrano che i materiali da costruzione possono costituire una rilevante sorgente di radon o torio e si sia riscontrato che i limiti posti a questa sorgente costituiscano un modo efficace ed economico per limitare lesposizione a radon e torio nellambiente. (21) Si possono stabilire livelli di analisi a scopi pratici di monitoraggio. Poich pi di un radionuclide contribuisce alla dose, opportuno presentare i livelli di indagine secondo un indice di concentrazione di attivit. Lindice di concentrazione di attivit dovrebbe anche tener conto delle particolari modalit di impiego e delle quantit usate in una costruzione. LAllegato 1 illustra una metodologia che pu essere usata per ottenere questi indici. Il seguente indice di concentrazione di attivit (I) nasce per valutare se sia soddisfatto un determinato criterio di dose:

I =

C Ra C Th CK + + 300 Bq kg 200 Bq kg 3000 Bq kg

dove Ck, CTh, CK sono le concentrazioni di attivit (Bq/kg) di radio, torio e potassio nel materiale da costruzione. Lindice di concentrazione di attivit non deve superare i valori di seguito indicati, in funzione dei criteri di dose e del modo di impiego e della quantit del materiale impiegato nella costruzione (questi valori sono ricavati dallAllegato I) :

Criteri di dose Materiale impiegato alla rinfusa, ad esempio calcestruzzo Materiali di rivestimento e altri materiali con impieghi definiti: tegole, tavolati ecc.

0,3 mSv/anno I 0,5 I2

1 mSv/anno I<1 I6

(22) Lindice di concentrazione di attivit deve essere utilizzato solo come strumento di analisi per identificare i materiali che possono essere di interesse. Ogni effettiva decisione sulla riduzione del campo di impiego di un materiale deve essere basata su di una specifica valutazione di dose. Tale valutazione deve essere basata su situazioni nelle quali il materiale in esame utilizzato in modo tipico per quel tipo di materiale. Si devono evitare scenari derivanti da considerazioni teoriche basate su dosi massime estremamente improbabili. APPLICAZIONE (23) Lobiettivo dei controlli quello di limitare le dosi individuali pi elevate. Di conseguenza i criteri di dose impiegati nei controlli nazionali possono essere scelti in modo che la maggior parte dei consueti materiali da costruzione presenti sul mercato rispondano ai requisiti richiesti. In genere le misure di concentrazione di attivit sono richieste solo in casi in cui ci sia uno specifico motivo per ritenere che i criteri di dose per i controlli siano superati. Gli Stati Membri devono richiedere, come minimo, misure su tipologie di materiali che siano genericamente sospetti. La Tabella 4 fornisce alcune indicazioni sulle misure che possono essere necessarie. (24) Valutazioni di dose appropriate devono essere fatte se si rileva che il valore di riferimento dellindice di concentrazione dellattivit viene superato. Generalmente il produttore o il venditore hanno la responsabilit di assicurare e dimostrare che il materiale messo in commercio risponde ai requisiti radiologici stabiliti dallo Stato Membro. Tuttavia si possono applicare anche altre modalit, in funzione di situazioni nazionali e consuetudini amministrative, ad esempio il costruttore o il progettista del fabbricato possono avere la responsabilit della rispondenza del nuovo fabbricato ai requisiti radiologici stabiliti dallo Stato Membro. (25) Possono essere esentati da tutti i controlli sulla radioattivit i materiali per i quali si possa dimostrare che non si superano i limiti di dose al di sotto dei quali prevista lesenzione. Ci pu essere fatto

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confrontando i risultati di misurazioni di concentrazione di attivit con lindice di concentrazione di attivit o, se il caso, per mezzo di valutazioni di dose specifiche per il materiale. Un materiale esentato pu essere posto sul mercato (compresa limportazione e lesportazione nei paesi della Comunit) e pu essere usato nelle costruzioni senza che sia soggetto a restrizioni riferite alla sua radioattivit. Nel caso di esportazione nella Comunit Europea sottinteso che le specifiche tecniche del materiale devono includere il valore dellindice di concentrazione di attivit o una dichiarazione di esenzione. (26) Le misure di concentrazione di attivit dei materiali da costruzione devono essere fatte impiegando idonee attrezzature sottoposte a calibrazione approvata e a programmi di assicurazione di qualit. (27) Gli Stati Membri devono assicurare che presso i produttori o presso i venditori di materiali da costruzione e, se del caso, presso progettisti o costruttori, siano reperibili consigli e assistenza sulle modalit di valutazione delle dosi per dimostrare la rispondenza alle specifiche radiologiche. (28) Quando i materiali da costruzione incorporano sottoprodotti industriali e ci sia motivo di ritenere che tali sottoprodotti contengano livelli incrementati di radionuclidi naturali, deve essere misurata la concentrazione di attivit di tali nuclidi nel prodotto finale o la si deve garantire in modo certo sulla base dellattivit di tutti i componenti. Se necessario, devo essere considerati altri nuclidi, oltre a 226Ra, 232 Th e 40 K. I criteri di dose devono essere applicati al prodotto finale. (29) A volte nei materiali da costruzione vengono impiegati sottoprodotti industriali. Questa pratica pu sviare dallapplicazione di pi stringenti criteri radiologici stabiliti per limpiego di rifiuti contenenti livelli incrementati o elevati di radionuclidi naturali. In queste circostanze, gli Stati Membri devono valutare lintroduzione di controlli specifici per tali sottoprodotti al momento dellingresso negli stabilimenti di produzione dei materiali da costruzione. Luso nei materiali da costruzione di sottoprodotti industriali contenenti radionuclidi naturali che possono avere come conseguenza il superamento degli indici stabiliti di concentrazione di attivit deve essere approvato caso per caso dagli Stati Membri. Ci si attende che tali modalit di approvazione includano criteri non radiologici. (30) Alcuni materiali da costruzione tradizionalmente impiegati contengono radionuclidi naturali a livelli tali che la dose annua di 1 mSv pu essere superata. Alcuni di questi materiali possono essere in uso gi da diecine di anni o addirittura da secoli. In questi casi bisogna valutare il danno e i costi conseguenti alleliminazione di tali materiali, includendo valutazioni sui costi finanziari e sociali. Materiale Concentrazione di attivit tipica (standard) (Bq/kg) Th 232 30 40 50 10 60 10

Materiali pi comuni (possono includere sottoprodotti) Ra 226 Calcestruzzo Calcestruzzo aerato e leggero Mattoni di argilla (rossi) Mattoni silico-calcarei Pietre naturali da costruzione Gesso naturale Sottoprodotti industriali pi comuni usati nei materiali da costruzione Sottoprodotti del gesso (gesso solforato) Scorie daltoforno Ceneri volanti di carbone 40 60 50 10 60 10

40

400 430 670 330 640 80

390 270 180

20 70 100

60 240 650

Tabella 1. Tipica e massima concentrazione di attivit nei comuni materiali per edilizia e sottoprodotti industriali impiegati nella produzione di materiali da costruzione negli stati membri. Le concentrazioni tipiche sono medie nazionali di differenti Stati membri pesate sulla popolazione. Le concentrazioni massime sono i valori massimi riportati in Riferimento 1. Altrove possono essere riportati valori superiori.

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Materiale

Concentrazione massima (Bq/kg) Th 232 190 190 200 30 310 100

Materiali pi comuni (possono includere sottoprodotti) Ra 226 Calcestruzzo Calcestruzzo aerato e leggero Mattoni di argilla (rossi) Mattoni silico-calcarei Pietre naturali da costruzione Gesso naturale Sottoprodotti industriali pi comuni usati nei materiali da costruzione Sottoprodotti del gesso (gesso solforato) Scorie daltoforno Ceneri volanti di carbone 240 2600 200 25 500 70

40

1600 1600 20000 700 4000 200

1100 2100 1100

160 340 300

300 1000 1500

Tabella 2. Dose annuale esterna di raggi gamma dovuti ai materiali da costruzione in quattro differenti ipotesi relative alla loro concentrazione di attivit. La dose lincremento rispetto al valore medio di fondo originato dalla crosta terrestre (50 nGy/h). I valori dei parametri usati per calcolare la dose sono riportati in Tabella 3.

Concentrazione di attivit, Bq/kg Materiale a bassa attivit Valore medio calcestruzzo 10 40 10 30 300 400 del Livello superiore rientrante nella norma 100 100 1000 Concentrazioni incrementate 200 200 1500

Ra 226 Th 232 K
40

Strutture di un fabbricato che causano radiazioni Pavimenti, solai e pareti (tutte strutture) Inferiore alla dose di sottofondo Solai e murature (ad es. soffitti in legno)

Incremento di dose annua

0,25 mSv

1,1 mSv

2,3 mSv

Inferiore alla dose di sottofondo Solo pavimenti (ad es. casa in legno con pavimenti in calcestruzzo Inferiore alla dose di sottofondo

0,10 mSv

0,74 mSv

1,6 mSv

Inferiore alla dose di 0,11 mSv sottofondo

0,41 mSv

Tabella 3. Valori dei parametri impiegati per il calcolo delle dosi fornite in tab. 2 e per ricavare lindice di

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attivit (allegato 1) I valori specifici di dose sono calcolati con un programma per computer

Dimensione della stanza tipo Spessore e massa volumica delle strutture Durata annuale di esposizione Fattore di conversione della dose Sottofondo

4 m x 5 m x 2,8 m 20 cm; 2350 kg/mc (calcestruzzo) 7000 ore 0,7 Sv Gy-1 50 nGy h-1 Valore di dose specifica, nGy h-1 per Bq/kg

Strutture di un fabbricato che causano lirradiazione

Soffitti, Pavimenti e muri (strutture) Solai e muri (soffitti in legno) Solo solai (case in legno con solai in calcestruzzo) Materiali superficiali: tegole o pietre su tutti i muri (spessore 3 cm; massa volumica 2600 kg/mc) 0,12

Ra 0,92 0,67 0,24

226

Th 1,1 0,78 0,28 0,14

232

K 0,080 0,057 0,020 0,0096

40

Tabella 4. Valutazioni generali sulla possibilit di superare 0,3 mSv o 1 mSv a causa dellimpiego di determinati materiali. Vedere Tab. 1 per le concentrazioni caratteristiche di attivit.

Esposizione superiore a 0,3 mSv Esposizione superiore a 0,1 mSv /circostanze o /circostanze o spiegazioni spiegazioni Calcestruzzo Possibile/quasi ovunque quando si Possibile/Se si usano getti usano getti massicci massicci e il calcestruzzo contiene rilevanti quantit di scorie daltoforno, ceneri volanti o sabbie naturali o rocce ricche di radionuclidi naturali. Calcestruzzo aerato e calcestruzzo Possibile/ Se si usano scorie Non probabile/usato soltanto leggero daltoforno, ceneri volanti o nelle pareti materiali naturali ricchi di radionuclidi naturali Mattoni di argilla Possibile/ se si usano argille ricche Non probabile/usati soltanto di radionuclidi naturali nelle pareti Mattoni silico-calcarei Non probabile/basse concentrazioni Non probabile/basse di attivit, uso limitato (solo pareti) concentrazioni di attivit, usati solo in pareti Pietre da costruzione naturali Non probabile/ rivestimento Non probabile/ rivestimento superficiale o altri usi minori superficiale o altri usi minori Possibile/ se impiegato in grandi Possibile/ se impiegato in quantit grandi quantit Tavolati in gesso o blocchi Non probabile/Gesso naturale Non probabile/ per Possibile/se si usano sottoprodotti rivestimento o usatosoltanto del gesso ricchi di radio nelle pareti Allegato I: Origine degli indici di concentrazione di attivit per materiali da costruzione Il seguente indice di attivit introdotto per indicare se, in un fabbricato, la dose annuale dovuta alleccesso di radiazioni gamma esterne pu superare 1 mSv. Lindice di attivit calcolato nella maniera seguente (vedi Tabella 3 per i valori dei parametri): Fattore relativo al Radio:

Materiali da costruzione

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Limite di dose 1 mSv/anno = 10-3 Sv/anno = (0,92 x CRa 50). 10-9 Gy h-1 x 0,7 Sv Gy-1 x 7000 h/anno CRa = 276 Bq/kg Fattore relativo al Torio: Limite di dose 1 mSv/anno = 10-3 Sv/anno = (1,1 x CTh 50). 10-9 Gy h-1 x 0,7 Sv Gy-1 x 7000 h/anno CRa = 231 Bq/kg Fattore relativo al Potassio: Limite di dose 1 mSv/anno = 10-3 Sv/anno = (0,080 x CK 50). 10-9 Gy h-1 x 0,7 Sv Gy-1 x 7000 h/anno CRa = 3176 Bq/kg Nellindice di concentrazione finale di attivit, i valori sopra calcolati sono arrotondati alle centinaia di Bq/kg (per radio e torio) o alle migliaia di Bq/kg (per il potassio):

I=

C Ra C Th CK + + 1 300 Bq kg 200 Bq kg 3000 Bq kg

dove CRa, CTh, CK sono le concentrazioni di attivit in Bq/kg di radio, torio e potassio. I corrispondenti fattori per un limite di dose di 0,3 mSv/anno sono 121 Bq/kh, 101 Bq/kg e 1390 Bq/kg rispettivamente per radio, torio e potassio. Lo stesso indice di concentrazione di attivit pu essere usato per fissare il suo valore limite a 0,5 anzich a 1. Per ottenere lindice di concentrazione di attivit, stato assunto un valore di fondo di 50 nGy/h, che corrisponde ad un valore medio allesterno in Europa. Unaltra modalit di analisi prevede, come valore di fondo, limpiego di un valore medio di dose gamma allinterno (circa 70 nGy/h). Questo approccio non modifica in modo significativo i fattori dellindice di concentrazione di attivit.

I seguenti indici di attivit sono ottenuti per indicare se la dose annua dovuta alleccesso di radiazione gamma esterna causata dai materiali di superficie supera 0,3 mSv. Lindice di attivit calcolato nel modo seguente (Vedi Tab. 3 per i valori dei parametri): Fattore relativo al Radio Limite di dose 0,3 mSv/anno = 0,3.10 Sv/anno = 0,12 x CRa . 10 Gy/h x 0,7 Sv Gy-1 x 7000 h/anno CRa = 510 Bq/kg Fattore relativo al Torio Limite di dose 0,3 mSv/anno = 0,3.10 Sv/anno = 0,14 x CTh . 10 Gy/h x 0,7 -1 Sv Gy x 7000 h/anno CTh = 437 Bq/kg Fattore relativo al Potassio
-3 -9 -3 -9

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Limite di dose 0,3 mSv/anno = 0,3.10-3 Sv/anno = 0,0096 x CK . 10-9 Gy/h x 0,7 Sv Gy-1 x 7000 h/anno CK = 6378 Bq/kg Lo stesso indice di attivit riportato in precedenza pu essere impiegato per fissare il suo valore limite a 2 anzich a 1. I fattori corrispondenti per un limite di dose di 1 mSv/anno sono 1701 Bq/kh, 1458 Bq/kg e 21259 Bq/kg rispettivamente per radio, torio e potassio. Ancora una volta, lo stesso indice di concentrazione di attivit pu essere usato per fissare il suo valore limite a 6 anzich a 1. Va rilevato che non c alcuna riduzione per radiazioni di fondo poich i sottili spessori di materiale superficiale non riducono in modo significativo la dose di fondo.

Allegato II: Una semplice valutazione di dose Esposizione gamma in una stanza in calcestruzzo Il pavimento, le pareti e il soffitto della stanza tipo (Tab. 3) sono in calcestruzzo caratterizzato dalle seguenti concentrazioni di attivit: Ra Th 40 K
232 226

80 Bq/kg 70 Bq/kg 800 Bq/kg

I valori di dose assorbita in aria nella stanza possono essere calcolati utilizzando i valori di dose specifica riportati in Tab. 3: Valore di dose allinterno = (0,92 . 80 + 1,1 . 70 + 0,08 . 800) nGy/h = 215 nGy/h = 0,215 Gy/h La dose effettiva annua per un abitante dovuta alle radiazioni gamma originate dal calcestruzzo 0,7 Sv Gy-1 x 7000 h x 0,215 Gy/h = 1054 Sv = 1,1 mSv Questa non ,tuttavia, leccesso di esposizione dovuto ai materiali delledificio poich le strutture in calcestruzzo creano una schermo alle radiazioni gamma provenienti dalla crosta terrestre indisturbata. Usando per il sottofondo il valore medio di 50 nGy/h, lincremento di dose nella stanza pertanto (0,215 0,050) Gy/h = 0,165 Gy/h e lincremento annuo effettivo di dose per labitante 0,7 Sv Gy-1 x 7000 h x 0,165 Gy/h = 809 Sv = 0,8 mSv. Come confronto, il valore dellindice di concentrazione di attivit (paragrafo 21) I = 80/300 + 70/200 + 800/3000 = 0,88 Che inferiore a 1, e indica che leffettiva dose annuale inferiore a 1 mSv, che la valutazione gi vista. Da notare che il valore dellindice di concentrazione di attivit non consente una stima diretta della dose effettiva perch la dose di fondo considerata direttamente nei fattori di indice di concentrazione di attivit. Il solo caso in cui lindice ha lo stesso valore numerico delleffettiva dose stabilita il valore limite 1.

Riferimenti
Normativa di riferimento: Circolare Ministero LLPP 22 Maggio Criteri di valutazione delle grandezze atte a rappresentare le propriet termiche, igrometriche, di ventilazione e di 1967 n. 3151

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illuminazione nelle costruzioni edilizie. Circolare n.13011 del 22 Sett. 1974 e Requisiti fisico-tecnici per le costruzioni edilizie ospedaliere. del 22 Novembre 1974 Altezza minima e requisiti igienico-sanitari principali dei locali D.M. 5 Luglio 1975 di abitazione. Norme tecniche aggiornate relative alledilizia scolastica, ivi D.M. 18 Dicembre 1975 compresi gli indici minimi di funzionalit didattica, edilizia ed urbanistica. Disposizioni in ordine agli impianti di condizionamento o D.M. 18 Maggio 1976 ventilazione di cui alla Legge 11 Novembre 1975, n. 584, concernente il divieto di fumare in determinati locali e su mezzi di trasporto pubblico. Prima normativa tecnica regionale per la disciplina delle REGIONE EMILIA ROMAGNA Legge Regionale 9 Novembre 1984 opere di edilizia residenziale pubblica. n.48 Attuazione delle direttive n. 80/1107/CEE, n. 82/605/CEE, n. D.lgs 15 Agosto 1991 n. 277 83/477/CEE, n. 86/188/CEE, n. 88/642/CEE, in materia di protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici durante il lavoro, a norma dellart. 7 della Legge 30 Luglio 1990 n.212. Attuazione delle direttive n. 89/391/CEE, n. 89/655/CEE, n. D.lgs 19 Settembre 1994 n. 626 89/656/CEE, n. 90/269/CEE, n. 90/270/CEE, n.90/394/CEE, n. 90/679/CEE, riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro. Modifiche ed integrazioni al D.lgs 19 Settembre 1994 n. 626, D.lgs 19 Marzo 1996 n. 242 recante attuazioni di direttive comunitarie riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro. Del Consiglio del 21 Dicembre 1988, relativa al Direttiva 89/106/CEE riavvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli stati membri, relativa ai prodotti da costruzione. Livelli massimi di formaldeide negli ambienti di lavoro e nei Circolare del Ministero della Sanit locali di abitazione. 22 Giugno 1983, n. 57

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4.3.2.5.

Comfort visivo.

Il controllo del benessere visivo si basa sulla verifica dellilluminamento naturale allinterno degli ambienti. Dovr essere rispettato il seguente requisito: FLDm > 2%, dove FLDm sta per Fattore Medio di Luce Diurna e risulta da (vedi allegati ed esempi): illuminamento medio interno illuminamento medio esterno (cielo CIE standard overcast- coperto) superficie netta della finestra fattore di trasmissione luminosa del vetro area totale delle superfici interne dellambiente fattore medio di riflessione delle superfici interne alambiente fattore di forma della finestra fattore di riduzione del fattore finestra.

Le condizioni di comfort visivo dovranno verificare anche il coefficenete di abbagliamente e di omegeit del campo visivo, per effettuare tali verifiche si possono utilizzare dei software (Superlite, Radiance, Rafis) che permettono anche delle valutazioni visive oltre che parametriche delle condizioni di illuminamento naturale e artificiale (vedi esempio allegato).

Normativa di riferimento: Circolare Ministero LLPP 22 Maggio Criteri di valutazione delle grandezze atte a rappresentare le propriet termiche, igrometriche, di ventilazione e di 1967 n. 3151 illuminazione nelle costruzioni edilizie. Circolare n.13011 del 22 Sett. 1974 e Requisiti fisico-tecnici per le costruzioni edilizie ospedaliere. del 22 Novembre 1974 Altezza minima e requisiti igienico-sanitari principali dei D.M. 5 Luglio 1975 locali di abitazione. Norme tecniche aggiornate relative alledilizia scolastica, ivi D.M. 18 Dicembre 1975 compresi gli indici minimi di funzionalit didattica, edilizia ed urbanistica.

Altre Prima normativa tecnica regionale per la disciplina delle REGIONE EMILIA ROMAGNA Legge Regionale 9 Novembre 1984 opere di edilizia residenziale pubblica. n.48 Attuazione delle direttive n. 80/1107/CEE, n. 82/605/CEE, D.lgs 15 Agosto 1991 n. 277 n. 83/477/CEE, n. 86/188/CEE, n. 88/642/CEE, in materia di protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici durante il lavoro, a norma dellart. 7 della Legge 30 Luglio 1990 n.212. Attuazione delle direttive n. 89/391/CEE, n. 89/655/CEE, n. D.lgs 19 Settembre 1994 n. 626 89/656/CEE, n. 90/269/CEE, n. 90/270/CEE, n.90/394/CEE, n. 90/679/CEE, riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro. Modifiche ed integrazioni al D.lgs 19 Settembre 1994 n. D.lgs 19 Marzo 1996 n. 242 626, recante attuazioni di direttive comunitarie riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro. NORMATIVA UNI UNI 10380 Illuminotecnica ARTIFICIALE ILLUMINAZIONE DI INTERNI CON LUCE

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4.3.3. I Requisiti ambientali 4.3.3.1. Flussi energetici.

Le classi di esigenze ambientali, riguardano in primo luogo il controllo delluso delle risorse. In particolare delle risorse energetiche e delle risorse idriche. Sotto il profilo delle risorse energetiche si intende essenzialmente il risparmio energetico. Ai sensi della Legge 10 Art.1 si debbono considerare fonti rinnovabili di energia assimilata, le seguenti: il sole, il vento, lenergia idraulica, le risorse geotermiche, le maree, il moto ondoso e la trasformazione dei rifiuti organici ed inorganici dei prodotti vegetali. I parametri di riferimento a cui sottoposto il progetto per una completa verifica sono i seguenti: - Cd = Coefficiente di dispersione volumico il coefficiente di dispersione volumica per trasmissione delledificio che rappresenta la potenza termica per metro cubo e per grado (W/m3K), necessaria per compensare i disperdimenti termici per trasmissione. A termini di legge bisogna verificare che il CD delledificio, sia inferiore al CD imposto per legge (per questo aspetto la legge 10/91 ed il DPR 412/93 si rifanno alla normativa dettata dal DM 30/07/86). F.E.N. = Fabbisogno Energetico Normalizzato per la climatizzazione invernale. Il calcolo del FEN risulta da Q/GG x V (kJ/GGm 3), dove: Q il fabbisogno energetico convenzionale per la climatizzazione invernale, V il volume delledificio individuato dalla porzione di spazio ed al lordo delle strutture dall involucro edilizio e riscaldata con energia prodotta da un unico impianto. GG = gradi giorno della localit A termini di legge si dovr verificare che il FEN calcolato per ledificio in esame, sia inferiore al FEN limite. F.E.N. Fabbisogno Energetico Normalizzato per la climatizzazione invernale: il Fabbisogno energetico normalizzato dato da : F.E.N = Q / GG x V [kJ/GGm 3], dove: Q = fabbisogno energetico convenzionale per la climatizzazione invernale, cio la quantit di energia primaria globalmente richiesta, durante la stagione di riscaldamento, per mantenere negli ambienti la temperatura interna costante, con u adeguato ricambio daria [kJ]. V = il volume delledificio individuato dalla porzione di spazio, al lordo delle strutture, delimitata dallinvolucro edilizio e riscaldata con energia prodotta da un unico impianto [m3]. GG = gradi giorno della localit. Il termine normalizzato deriva dal fatto che si divide Q per il volume delledificio e per i gradi giorno della localit, cercando quindi di rendere questa quantit indipendente dalla tipologia e collocazione delledificio. A termini di legge bisogna verificare che il F.E.N. calcolato per ledificio in esame, sia inferiore al F.E.N. limite che determinato da: FENlim = [ ( Cdlim + 0.34 n) ku ( 0.01 x l / dT + a / dT )] 86,4/g dove: Cdlim = il coefficiente di dispersione volumica per trasmissione dellinvolucro edilizio; 0.34 = costante che esprime il prodotto del calore specifico dellaria per la sua densit; n = il numero dei volumi di ricambio daria convenzionale pari a 0.5; ku = coefficiente adimensionale di utilizzazione degli apporti gratuiti in funzione della zona climatica e del rapporto S/V; 0.01 = il valore convenzionale della superficie ad assorbimento totale dellenergia solare per unit di volume riscaldato; I = la media aritmetica dei valori dellirradianza solare media mensile per tutti i mesi del periodo di riscaldamento, sul piano orizzontale; dT = la differenza di temperatura tra la temperatura interna di progetto e la temperatura esterna media stagionale; a = sono gli apporti gratuiti interni; 86,4 = costante di conversione; g = rendimento globale medio nel periodo di riscaldamento. Capacit Termica: la capacit termica delle strutture il parametro che quantifica la capacit delledificio di utilizzare gli apporti gratuiti di calore, sia esterni (sole), sia interni (persone, elettrodomestici, ecc.). Nellappendice B della UNI 10344 troviamo la procedura di calcolo per la capacit termica la cui validit esclusivamente legata al calcolo del FEN.45

45

M. Operto. Raccolta normativa per la Commissione UNI GL13.

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LEGISLAZIONE VIGENTE Legge 9 Gennaio 1991, n. 10 Norme per lattuazione del Piano Energetico Nazionale in materia di uso razionale dellenergia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia. Regolamento recante norme per la progettazione, linstallazione, lesercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici al fine del contenimento dei consumi di energia, in attuazione dellart. 4 comma 4 della Legge 10/91. Approvazione dei modelli tipo per la compilazione della relazione tecnica di cui allart. 28 della Legge 10/91, attestante la rispondenza alle prescrizioni in materia di contenimento del consumo energetico degli edifici. Recepimento delle norme Uni attuative del decreto del Presidente della Repubblica 26 Agosto 1993, n. 412, recante il regolamento per il contenimento dei consumi di energia degli impianti termici degli edifici, e rettifica del valore limite del fabbisogno energetico normalizzato. Modificazioni ed integrazioni della tabella relativa alle zone climatiche di appartenenza dei comuni italiani allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 Agosto 1993, n. 412, concernente il contenimento dei consumi di energia degli impianti termici degli edifici. Modalit di certificazione delle caratteristiche e delle prestazioni energetiche degli edifici e degli impianti ad essi connessi.

D.P.R. 26 Agosto 1993, n. 412

D.M. 13 Dicembre 1993

D.M. 6 Agosto 1995

D.M. 16 Giugno 1995

D.M. 2 Aprile 1998

NORMATIVA (Fonti di Energia Rinnovabili) UNI 8477 - 1 energia solare calcolo degli apporti per applicazioni in edilizia valutazione dellenergia raggiante ricevuta. UNI 8477 - 2 energia solare calcolo degli apporti per applicazioni in edilizia valutazione degli apporti ottenibili mediante sistemi attivi o passivi. UNI 10344 UNI 10379 UNI 10345 UNI 10346 UNI 10347 UNI 10348 UNI 10349 UNI 10351 UNI 10355 UNI 10376 UNI 7357/74 Riscaldamento degli edifici CALCOLO DEL FABBISOGNO DI ENERGIA. Riscaldamento degli edifici FABBISOGNO ENERGETICO CONVENZIONALE NORMALIZZATO metodo di calcolo e verifica. Riscaldamento e Raffrescamento degli edifici TRASMITTANZA TERMICA DEI COMPONENTI FINESTRATI metodo di calcolo. Riscaldamento e Raffrescamento degli edifici SCAMBI DI ENERGIA TERMICA TRA TERRENO ED EDIFICIO metodo di calcolo. Riscaldamento e Raffrescamento degli edifici ENERGIA SCAMBIATA TRA UNA TUBAZIONE E LAMBIENTE CIRCOSTANTE metodo di calcolo. Riscaldamento degli edifici RENDIMENTI DEI SISTEMI DI RISCALDAMENTO metodo di calcolo. Riscaldamento e Raffrescamento degli edifici DATI CLIMATICI. Materiali da costruzione CONDUTTIVITA TERMICA E PERMEABILITA AL VAPORE. Murature e Solai VALORI DELLA RESISTENZA TERMICA E METODO DI CALCOLO. ISOLAMENTO TERMICO DEGLI IMPIANTI DI RISCALDAMENTO E RAFFRESCAMENTO DEGLI EDIFICI. CALCOLO DEL FABBISOGNO TERMICO PER IL RISCALDAMENTO DEGLI EDIFICI.

4.3.3.2.

Controllo delluso delle risorse idriche.

E un settore dellindustria delle costruzioni oggetto di rilevanti attenzioni negli ultimi decenni Il risparmio diventato cos una componente indispensabile del risparmio delle risorse. Il progetto risponde alle indicazioni di legge in materia peraltro prive spesso di regolamenti tecnici precisi Eppure nel settore sono molte le azioni che possono essere intraprese per ottenere un consistente risparmio di risorse. Tali azioni sono da tempo propugnate dalla bioedilizia e constano in una serie di

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accorgimenti tecnici che nei limiti del possibile si possono fin dora introdurre nel progetto. Precisamente esse sono: SOLUZIONI RELATIVE ALLEROGAZIONE DELLACQUA: Adozione di: - Cassetta per W.C. a portata regolabile. - Erogatori elettronici per doccia con elettrovalvola, - Erogatori per doccie, con tempi di erogazione regolabili, - Rubinetti a tempo - Rubinetti con limitatori di temperature e di portata - Rubinetti azionati da sensori elettronici - Vasi in ceramica SOLUZIONI RELATIVE ALLORGANIZZAZIONE DI PICCOLI INSEDIAMENTI: Sistema di accumulo delle acque grigie Impianto di depurazione delle acque grigie Recupero e riuso dellacqua piovana Tecnologie bio-fitodepurative Sistemi flow-form

L'inserimento di accorgimenti per il risparmio idrico deve, soprattutto per I piccoli insediamentiIl progetto adotta lutilizzo dei sistemi suindicati e risponde alle richieste di auto-gestione della risorsa acqua nei piccoli insediamenti con la proposta di un impianto di fitodepurazione, il recupero ed il riuso dellacqua piovana e la ossigenazione dellacqua con sistemi del tipo flow-form. Normativa di riferimento: Decreto del Ministero della Sanit 21 Dicembre 1990, n. 443 Direttiva 91/271/CEE Legge 5 Gennaio 1994, n.36 Legge 5 Gennaio 1994, n.37 DPCM 4 Marzo 1996 DMLP 8 Gennaio 1997, n. 99 D. Lgs. 11 Maggio 1999, n. 152

4.3.3.3.

Fruibilit.

Anche se solo in parte legate alle tematiche pi specificatamente bio-ecologiche il progetto deve acquisire le indicazioni e le normative relative alla fruibilit dellintervento ed alla sicurezza. La fruibilit per le categorie di persone disabili un requisito di primaria importanza. La normativa vigente prescrive tre categorie di possibilit: laccessibilit, la visitabilit e ladattabilit. Di seguito alcune indicazioni normative: Accessibilit allintero organismo edilizio Si vuole favorire la realizzazione di edifici con livelli di accessibilit totale o comunque superiori a quelli minimi richiesti dal D.M.236/1989, pensando allaumento della popolazione anziana o con handicap motori, anche temporanei. I metodi di verifica sono quelli del D.M.236/1989. Nei casi di ristrutturazione di edifici il requisito premiabile con gli sconti sugli oneri concessori previsti al punto 1.6.15 della delibera di Consiglio regionale n.849/2000. Arredabilit

Si mira alla realizzazione di edifici con possibilit di personalizzare gli spazi con diverse soluzioni di arredo, con soluzioni di arredo che non impediscano la circolazione anche in sedia a rotelle o la possibilit di assistere persone anziane allettate. Si promuove inoltre la creazione di spazi arredati a soggiorno nelle parti comuni degli edifici (chiusi e aperti) per favorire le relazioni interpersonali tra utenti, soprattutto se anziani.
Dotazione di impianti per aumentare il senso di sicurezza ed il benessere dellabitare. Il previgente requisito raccomandato Dotazioni impiantistiche minime non sembra pi rispondere allattuale evoluzione delle esigenze di qualit dellabitare per cui viene sostituito con un requisito che favorisce linstallazione di nuove tipologie di impianti utili al controllo climatico degli spazi, a prevenire il rischio di incidenti, di incendi, di intrusioni. Il requisito evidenzia in nota limportanza che a determinati sistemi di allarme, specie se lutenza anziana, si accompagnino adeguati servizi di portineria o

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comunque di collegamento a centrali di intervento, per evitare disagi all'utenza.46 Alcune definizioni per ottenere spazi maggiormente fruibili e livelli di confort spaziale maggiore possono essere definiti nelle seguenti indicazioni tipo:
Requisiti minimi generali 1. 2. 3. Altezza interna h=2.70 m. Numero di piani massimo 7, numero di piani mansardati massimo 1 Suddivisione delle superfici abitabili 2 3.1. M 60/802-2 locali (1 wc con vasca, wc, lavabo, bidet) 2 3.2. M 80/100 3-3 locali (1 wc con vasca, wc, lavabo, bidet)+ (wc, lavabo) 2 3.3. M 100/110 4-4 locali (1 wc con vasca, wc, lavabo, bidet)+ (wc, lavabo,doccia) 2 3.4. M 110/ 125 5-5 locali (2 wc con vasca, wc, lavabo, bidet)

Una cucina di 12 m2 viene considerata stanza o l'ingresso esposto alla luce direttamente 4. Spazi accessori 2 4.1. Depositi o ripostigli (1 m per camera) o arredi a muro con identico volume fuori dalle camere 2 2 4.2. Cantine da due a tre (minimo 6 m ) da tre locali a cinque locali (minimo 8 m ) 4.3. Lavanderia 1 lavatrice ogni 5 appartamenti 4.4. Locale asciugatura 1 locale separabile ogni 6 appartamenti 2 4.5. Area carrozzine e biciclette minimo 4 m per appartamento in uno spazio comune 2 4.6. Servizi comuni minimo 50 m ogni 25 appartamenti pi cucina staccata, guardaroba, bagni per uomini e donne 2 4.7. Ripostiglio di 20 m ogni 25 appartamenti (per mobili) 2 4.8. Spazio bricolage (25 m ) ogni 50 appartamenti Rifiuti: contenitori all'aperto-piazzuola per rifiuti: 5.1. 1 container di 800 lt. Ogni 10 appartamenti, separabile. 2 5.2. piazzola per il compostaggio per il giardino (minimo 25 m ogni 25 appartamenti) Area tecnica stazione sotterranea di 10 m ogni appartamenti (riscaldamento) Parcheggi: 1 posto auto al chiuso per ogni appartamento pi parcheggio per visitatori pari al 6 % della superficie costruita. Ingressi Atrio: spazio unico di profondit minima 7 m e larghezza minima 3m. Asilo o spazio per gioco comune bambini 2% della superficie costruita
2

5.

6. 7.

8. 9.

10. Il 20 % degli appartamenti dovranno avere una camera isolata acusticamente in modo da poter essere utilizzata come camera della musica 11. Locale del custode 50 m con bagno (wc, lavabo, doccia) ELEMENTI DIMENSIONALI 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. L'ingresso dovr essere raggiungibile direttamente in piano o con scale e rampe per disabili (senza montacarrozzella) All'inizio e alla fine delle scale interne ed esterne dovr essere previsto uno spazio di manovra lineare della carrozzina di almeno 2.2x1.0 m. Le camere dovranno avere sul lato libero della volata della porta almeno 60 cm libero prima di trovare un ostacolo fisso o mobile In ogni area di distribuzione dovr essere prevista una area libera di raggio cm 140 Lo spazio minimo di fronte al blocco cucina (fuochi, lavello) dovr essere almeno cm. 140 se con parti fisse 120 se con limitazioni mobili Le camere da letto doppie dovranno essere verificate per il posizionamento di due letti testa a testa. Ogni terrazza dovr essere praticabile ed avere uno spazio di manovra di almeno 1.4x1.7 m.
2

4.3.3.4.

Sicurezza.

La sicurezza un requisito altrettanto importante e soprattutto nel campo: - della protezione dagli incendi, - della protezione dai flussi energetici, - della protezione dalle forme Gli elementi tecnici che delimitano gli spazi chiusi devono essere tali da garantire: la propriet dei materiali impiegati a non essere soggetti allaggressione dei microrganismi
46

Regolamento edilizio tipo regionale (L.R. della Regione Emilia Romagna n.33 del 1990 aggiornamento del 16/01/2001)

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(funghi, muffe, ecc..) che ne possano alterare le caratteristiche e le prestazioni, e a non cedere sostanze nocive; la caratteristica dei materiali e la morfologia delle soluzioni tecniche a non trattenere o accumulare scorie. Nota: I materiali costituenti le chiusure verticali e le partizioni interne non devono essere soggetti allaggressione dei microrganismi (funghi, muffe, ecc..) che ne possano alterare le caratteristiche e le prestazioni e devono avere attitudine a non trattenere o accumulare scorie. Al fine di evitare depositi antigienici di origine animale le chiusure superiori dovranno essere interamente lavabili dalle acque meteoriche e non consentire ristagni delle acque stesse. Nellimpianto idrosanitario - reti di distribuzione acqua calda e acqua fredda - devono essere usati materiali e componenti tali da non causare o favorire lo sviluppo di germi patogeni, organismi vegetali o animali, e la cessione al fluido di sostanze nocive.

Il progetto recepisce le norme di sicurezza e la legislazione vigente in materia ed in particolare: - Legge 1 Marzo 1968, n. 186 - Legge 5 Marzo 1990, n. 46 - DPR 6 Dicembre 1991, n. 447 - Direttiva 90/396/CEE. - D.P.R. 15 Novembre 1996, n. 661. - Normativa CEI 64 - 2 - Normativa CEI 64 - 8 - Normativa CEI 81 - 1 - Normativa CEI 11 - 8 - Normativa CEI 64 - 12 - UNI ISO 1182 - UNI 8456 - UNI 8457 - UNI 9174 - UNI 10365 Notevole rilevanza ha il rischio da elettrosmog e da compatibilit elettromagnetica. Profilo della legislazione e normativa vigente: - DPCM 23 Aprile 1992 - DPCM 28 Settembre 1995 - D.Lgs. 12 Novembre 1996, n. 615 - Circolare del 29 Maggio 1997 n. GM 103058/4207 DI. - DM 10 Settembre 1998, n. 381 - DM 10 Settembre 1998, n. 381 - D.Dirig. 18 Maggio 1999 CEI - ENV 50204 - Aprile 1996 CEI 211 - 4 Luglio 1996

5. Criteri di selezione dei materiali edili di progetto.


Le esigenze di salvaguardia dellambiente si esprimono direttamente sullorganismo edilizio mediante il controllo della qualit dei materiali per ledilizia. Le valutazioni pi efficaci sono quelle sviluppate attraverso la LCA (Life Cycle Assessment) in cui si tiene in considerazione il completo ciclo di vita dei materiali ("alla culla alla tomba"). Queste valutazioni sono di tipo quantitativo ma altre altre valutazioni anche con caratteristiche pi qualitative possono portare a risultati efficaci.

5.1. Cenni sulla LCA (Life Cycle Assessment)


L'informazione una parte importantissima all'interno della LCA in quanto i dati devono avere coerenza ed essere applicati con ripetibilit. Per rendere il sistema trasparente e funzionale sar necessario avere una base comune dalla quale prelevare i dati fondamentali con i quali poter raggiungere gli obiettivi di qualit ambientale. I dati dovranno avere requisiti di qualit comprendenti: i fattori relativi al tempo;

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i fattori geografici; i fattori tecnologici; la precisione, la completezza e la rappresentativit dei dati; la coerenza e la riproducibilit dei metodi usati nella LCA; le fonti dei dati e la loro rappresentativit; l'incertezza dell'informazione; 47

Tali dati hanno grande importanza nell'applicazione delle valutazione a sistemi che assemblano ed elaborano prodotti per la definizione di un sistema costruttivo. Un processo produttivo utilizzano fonti informative e una conoscenza delle risorse che molto approfondita a differenza di quanto avviene nel settore edilizio in cui l'informazione utilizzata fino ad una certa fase del processo. Il passaggio dal prodotto al sistema edilizio non compreso nella valutazione complessiva della sostenibilit ambientali di sistemi articolati come la costruzione edilizia, in quanto tale valutazione sempre stata effettuata su sistemi produttivi industriali non considerando la fase di costruzione come un momento di produzione, ma tuttalpi assemblaggio di parti in cui la componente di lavoro umana prevalente (non analizzata negli ecobilanci).

5.2. La valutazione dell'impatto del ciclo di vita (LCA).


La valutazione dell'impatto del ciclo di vita di un materiale ha lo scopo di valutare i potenziali carichi ambientali attribuibili al processo di produzione. Tale valutazione necessita di relazionare i dati di inventario (la fase che permette di comprendere la quantit e la qualit degli elementi del processo) a specifici impatti ambientali. Durante questa valutazione i dati rilevati possono indrodurre delle revisioni degli obiettivi. La valutazione si compone di tre azioni fondamentali: La classificazione definisce le relazioni tra i dati di inventario con le categorie di impatto. La caratterizzazione definisce le interrelazioni fra i dati di rilievo all'interno delle singole categorie di impatto. La valutazione con valori ponderati in base al caso specifico, in cui vengono analizzate sia le condizioni locali ambientali che la attribuzione degli stessi agenti a impatti significativi. La fase di valutazione quella in cui le singole metodologie possono agire in maniera significatamente differente.

5.3. Le metodologie valutative.


La valutazione del ciclo di vita tiene in considerazione quindi tutte le risorse in termini di input e output: estrattive, materie prime, energie, trasporti, manufatture, uso, rifiuti, emissioni.. 48 Dalla metodologia indicata dalla SETAC si pu trarre un modello. Nel modello sono riscontrabili una serie di sub-fasi che analizzate con l'inventario definiscono un certo numero di categorie di impatto ambientale nella fase che precedentemente stata enunciata come classificazione. Gli impatti, come la riduzione delle risorse rinnovabili e non rinnovabili, il riscaldamento globale, la riduzione dello strato di ozono, l'acidificazione ecc., vengono riportate ad un valore pari all'unit che si compone dei diversi apporti derivati dall'analisi delle risorse (caratterizzazione) quantificando l'uso delle stesse e le emissioni in relazione alla produzione. Il passaggio successivo l'analisi dei valori delle fasi di classificazione e caratterizzazione con il fine di definire come i carichi ambientali producano cambiamenti mediante un parametro di pesatura con il quale possibile equilibrare gli apporti di ogni causa in relazione all'effetto che sia di tipo naturale o sociale.

1.

Obiettivi. La prima fase definisce gli obiettivi e l'orientamento della LCA. Nella fase di inventario vengono rilevati tutti i flussi interni ed esterni alla produzione. Vengono definiti i criteri e le unit di misura dell'analisi per le tipologie di inventario. Se la LCA indirizzata alla comparazione con altri prodotti il periodo di vita deve essere introdotto come unit. Inventario o LCI (ife Cycle Inventory). La fase relativa all'inventario rileva le funzioni che sono oggetto dello studio includendo la quantificazione delle risorse, in questa fase devono essere

2.

47

UNI EN ISO 14040 Gestione Ambientale. Valutazione del ciclo di vita. Principi e quadro di riferimento.1998 48 SETAC Life Cycle Impact Assessment: The state of the art 2nd edition SETAC (Society of Environmental Toxicology and Chemistry) Florida USA, 1997-1998.

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raccolti i dati, i metodi di calcolo e i limiti dell'analisi. a) I limiti49 del sistema sono rappresentati da una flow-chart in cui sono inseriti i limiti presi in considerazione che possono essere di tipo geografico, in relazione ai carichi ambientali. b) Dopo aver definito il sistema di analisi i dati che vengono raccolti devono essere "normalizzati" in una unit di misura. 3. Allocazione. Questa operazione definisce l'appartenenza delle categorie di prodotti del processo con determinati carichi ambientali. ( questa operazione ha ampio margine di discrezionalit ed ha maggiori ambiti di incertezza quando i sistemi analizzati sono molto ampli). Calcolazione. Terminate le operazioni preliminari e definiti i flussi di risorse e di elaborazioni con tutte le immissioni vengono effettuate i calcoli secondo tre passi che definiscono le quantit di tutti gli agenti e i flussi energetici.

4.

5.4. Cenni sulla valutazione del ciclo di vita dei materiali (LCA).
La valutazione si svolge caratterizzazione, valutazione). secondo le tre fasi descritte precedentemente (classificazione,

Nelle prime due vengono analizzati i dati dell'inventario e dopo aver definito la relazione fra carico ambientale (CO2 = riscaldamento del globo; CO2 = eutrofizzazione) e impatto, si rapportano i carichi ambientali ad un fattore di equivalenza fra impatti. Con la caratterizzazione viene definito il peso dei carichi all'interno dei singoli impatti rapportati ad una unica unit di misura e moltiplicati per fattore di equivalenza( Riscaldamento globale = CO2 equivalenti).

I metodi di valutazione definiscono una scala di prevalenza fra i vari impatti, che vengono aggregati a formare un singolo parametro(in quanto si potrebbe avere un valore elevato di un impatto ed uno minore in termini assoluti ma in termini relativi il minore potrebbe essere molto pi "rischioso"). I metodi di valutazione pi utilizzati sono50: Il metodo delle strategie ambientali (sviluppato in Olanda da CML). Il metodo EPS (sviluppato per la Volvo Car Corporation dal Swedish Environmental Research Institute IVL).

La metodologia da una valutazione economica con una unit rapportata alla moneta europea. Il risultato finale un valore numerico in riferimento a tutti gli impatti che tiene in considerazione il guidizio della comunit, l'intensit e la frequenza dell'impatto, la localizzazione e la durata, il contributo dei singoli carichi all'interno dell'impatto ed il costo di riduzione di ogni singolo impatto per la riduzione alla unit di peso. Il metodo della scarsit ecologica.(51) (52) Ecological Scarcity( sviluppato in Svizzera).L'approccio con gli "Eco-points" viene calcolato con l'"Eco-factor" che sono dei parametri relativi all'area geografica in cui si colloca su base annuale, gli Eco-point vengono aggregati per costituire un unico valore numerico. E' valido solo per una specifica area geografica, la valutazione scientifica combinata con le indicazioni politiche-amministrative.

E' necessario che le procedure di valutazione siano trasparenti; a volte le analisi potrebbero terminare anche alla fase di inventario con la limitazione degli impatti e catalogazione degli effetti in riferimento solamente ad alcuni carichi ambientali (CO2, SO2). Anne marie Tillmann, Henrikke Baumann "General Description of Life Cycle Assessment Methodology", Technical Environmental Planning, Chalmers University of Technology 1995. 50 Fra gli altri i metodi accettati in Europa sono: "Okopunkte", svizzero uno dei primi; il CLM sviluppato in Olanda dalla Universit di Leiden alla quale si devono i maggiori contributi nella definizione degli impatti, il citato EPS, svedese acronimo di Environment Priority Strategies e la Metodologia di Eco bilancio sviluppato da PWMI European Center for Plastics in the Environment. 51 Anne marie Tillmann, Henrikke Baumann "General Description of Life Cycle Assessment Methodology" op. cit. 52 A. S. Braunschweig, R. Muller-Wenk, "Methodik fur Oekobilanzen ahf der bases Okologischer Optimierung", Schriften Umwelt 133, Swiss Federal Office of Environment, Forest, and Landscape, Ottobre 1990
49

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In questi casi solamente una prima parte della LCA sarebbe completata con l'analisi dell'inventario (LCI). Questo approccio sviluppato da molte valutazioni di LCA costituisce una riduzione del concetto di valutazione dei carichi ambientali in quanto i risultati della LCI non interpretati risultano tutti di eguale peso. La fase di calcolazione (pesatura) dei singoli carichi ambientali permette di definire l'effettiva azione di una carico in riferimento ad un impatto.

5.4.1. La LCA dei materiali edili.


Per passare dalla valutazione dell'impatto ambientale dei materiali a quella delle costruzioni necessario procedere alla revisione del processo edilizio secondo il percorso indicato nei paragrafi precedenti. In molti casi sufficiente esaminare solamente i carichi ambientali o le funzioni in questione come la quantit delle risorse consumate o il rischio relativo alle emissioni.

Le categorie di impatti normalmente considerate(riscaldamento globale, acidificazione, eutrofizzazione, riduzione dello strato do ozono, rischi per la salute, smog fotochimico, ecotossicit) sono spesso accompagnate da altri fattori come la tossicit delle lavorazioni o l'inquinamento potenziale nella condizione di uso. La valutazione complessiva frutto di scelte opportune in quanto i dati inseriti nella valutazione del ciclo di vita possono considerevolmente modificare i risultati in funzione degli obiettivi come la considerazione dei flussi di materiali che potrebbero avere scarsa influenza nella definizione degli impatti. Come anticipato sono gli obiettivi della valutazione che definiscono il campo di applicazione. 53 Ugualmente non sempre sono considerati alcuni aspetti correlati con la dinamica del processo valutato, seppur direttamente connessi. La creazione di strutture ed infrastrutture relative alla produzione di un determinato bene, gli eventi accidentali relativi e le dinamiche sulla forza lavoro vengono escluse dalla valutazione con il metodo della LCA anche se hanno un rapporto diretto con le meccaniche sociali, economiche e ambientali. La normativa ISO 14041 suggerisce di suddividere nella fase di Allocazione in sub-processi in modo tale da considerare i sottoprodotti e la "qualit" delle risorse. La quantit di energia utilizzata in un processo un dato importante ma conoscere la qualit della stessa significa discriminare maggiormente il processo: differenziare l'energia da fonti rinnovabili e da fonti non rinnovabili e al suo interno, per tipo di fonte (idroelettrica, eolica, geotermica oppure da combustione di gas, oli combustibili, nucleare), permette di dare maggior peso ai valori di energia contenuta nei materiali.

La valutazione della sostenibilit deve essere uno strumento da utilizzare durante il processo decisionale, al fine di porre un controllo del processo e definire i margini di miglioramento possibili. La valutazione della compatibilit ambientale dei prodotti deve servire principalmente come struttura di supporto alla formazione di criteri di etichettatura ecologica (tabella 01.13), mentre alcuni di questi valori possono essere utilizzati direttamente nella valutazione complessiva della costruzione. Si pu quindi definire la sostenibilit di una costruzione come la sommatoria dei carichi ambientali e della riduzione delle risorse e dell'energia all'ecosistema in riferimento a tutto il periodo di vita. La sostenibilit ambientale della costruzione dipende quindi da un certo numeri di fattori e non esclusivamente dalla quantit e alla qualit dei flussi energetici. La durabilit delle soluzioni e dei materiali a sistema una funzione non secondaria. La durata complessiva della costruzione e dei singoli elementi tecnici all'interno dei sub-sistemi influenzano notevolmente la valutazione della quantit e dell'efficacia nel periodo degli impatti ambientali dovuti alla produzione.

Maggiore sostenibilit la Nordic Guidelines on Life Assessment Nord 1995 elenca una lista di elementi che normalmente non vengono considerati nel LCI.
53

Maggiore durata

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I carichi ambientali dovuti alla produzione si diluiscono con gli anni di previsione di durata, inoltre la minor concentrazione nel breve periodo permette all'ecosistema di reagire gradualmente. La previsione di durata del materiale potrebbe essere svolta in due fasi: la prima dal produttore che certifica il materiale e ne definisce alcuni aspetti riguardo le risorse e l'energia congiuntamente alle istruzioni per la manutenzione e il riciclaggio; la seconda in fase di progettazione con la definizione delle migliori condizioni di esercizio del prodotto a sistema. La Finnish Building Industry Association ha sviluppato a questo proposito un progetto per una etichetta che tenga in considerazione sia gli aspetti ambientali che quelli relativi alla durabilit proponendo una sezione con indicazioni riguardo la progettazione e le condizioni d'uso. In merito alla valutazione dei materiali da costruzione si possono considerare alcuni principi applicabili alla LCA secondo una ricerca sviluppata in Finlandia.54 La valutazione del ciclo di vita deve considerare l'estrazione, le materie prime, l'energia e i materiali ausiliari utilizzati; i trasporti, l'uso la manutenzione e il riciclo o discarica. La valutazione dei carichi ambientali deve essere effettuata sulla base dei dati dei produttori. La LCI (life cycle Inventory) deve coprire almeno il 95 % dei flussi. I limiti del sistema escludono le infrastrutture, gli impatti causati dalle risorse umane e la produzione di macchinari per la produzione, veicoli e la modernizzazione delle attrezzature relative. I flussi di energia devono essere suddivisi per tipologia, fonte e per rinnovabilit o non rinnovabilit. I flussi di carburante sono convertiti in emissioni e consumi energetici in caso non sia abbiano dei dati certi si devono utilizzare i dati medi nazionali. Le emissioni di CO2 dalla combustione di derivati del legno non sono computati. I carichi ambientali non sono considerati per significativi bassi valori. La valutazione deve avere un approccio pratico per cui si devono tenere in considerazione solo gli aspetti attuabili (i materiali sono riciclabili quando la procedura per il riciclo organizzata) Le condizioni di uso e progetto per la durabilit devono essere esplicite. La previsioni di durata deve essere nota. I dati relativi alle valutazioni devono essere in chiaro (produttore, metodo, periodo di validit) Se due o pi prodotti devono essere comparati i dati utilizzati devono essere presi in rispetto alle funzioni dei prodotti e al periodo di riferimento.

5.4.2. La valutazione del ciclo di vita della costruzione.


L'applicazione dei metodi di valutazione della LCA al settore delle costruzioni ha sicuramente molti punti di incertezza. Sebbene sia un processo di breve durata per la fase di costruzione ha notevoli diramazioni nelle fasi precedenti e successive. La progettazione consapevole della sostenibilit ambientale deve tenere in considerazione alcuni aspetti per finalizzare un obiettivo: La necessit di avere dei requisiti ambientali di riferimento.(committente) La capacit di corrispondere delle soluzioni in grado di dare delle prestazioni in riferimento ai requisiti richiesti.(organismo di progettazione) La trasparenza del sistema produttivo nel trasferimento dei dati.(sistema produttivo e istituzioni)

Nel settore delle costruzioni la cooperazione fra il progettista e il produttore fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi di qualit ambientale. La LCA pu essere uno strumento per sviluppare la diffusione dell'approccio ambientalmente compatibile, ma sicuramente la qualit e la tipologia dei dati deve essere trasmessa in modo completo agli operatori del settore. La valutazione potrebbe tenere in considerazione alcuni aspetti (T. Hakkinen 1999) che ne definiscono i

Tale progetto incluso in Hakkinen, T. e altri "Environmental profiles of building products and the principles for assessment" Technical Research Center of Finland, VTT Espoo 1998 VTT Research notes 1836.

54

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limiti55: Valutazione dei consumi energetici. Lista delle quantit. Valutazione degli impatti ambientali dei materiali da costruzione. Valutazione della durata di esercizio. In considerazione dell'analisi di Inventario del processo di costruzione e della fase in esercizio possibile individuare un diagramma di flusso in cui sono rappresentate le fasi e i flussi delle risorse da analizzare all'interno del processo edilizio in riferimento alla valutazione della sostenibilit ambientale. Sulla base di queste considerazioni si dovranno condurre le valutazioni del ciclo di vita delle risorse impiegate nel processo edilizio in riferimento alla esigenza di contenere gli effetti dei carichi ambientali conseguenti. Alcuni programmi semplificati permettono di avere il controllo delle scelte in base ad una procedura che attraverso il confronto di variabili consente di conoscere le ricadute ambientali unitamente a quelle economiche solo effettuando delle scelte di tipo merceologico. Il programma BEES 2.0 (acronimo di Building for Environmental and Economic Sustainability) nasce come strumento di valutazione delle prestazioni dei materiali per ledilizia sia per ci riguarda gli standard pi recenti in materia di tutela dellambiente, sia in termini economici. E un metodo di comparazione destinato a progettisti, costruttori e produttori di materiali. La valutazione delle prestazioni di rispetto ambientale (ottima prestazione = minimo impatto) basata sulla valutazione dellintero ciclo di vita dellelemento tecnico o del materiale. La suddivisione delle fasi di tale ciclo comprende anche il trasporto e la gestione dei rifiuti (non solo il riciclaggio). Preliminarmente occorre pesare limportanza da accordare alle tre variabili in cui suddivisa la valutazione. Esse sono: 1) limpatto ambientale considerato come la sintesi di sei fattori e cio: il riscaldamento globale; la pioggia acida; leutrofizzazione; lo sfruttamento delle risorse. (vengono considerate i materiali fossili e minerali in rapporto alle riserve); la qualit dellaria interna (vengono utilizzate valuatzioni euristiche, i valori sono modificabili con propri riferimenti); I rifiuti solidi (vengono considerati in misura del peso e della densit del materiale non riciclabile);

Alla valutazione ambientale si affianca la valutazione economica effettuata con standard ASTM (American Society for Testing Materials), valutazione che procede per fasi parallele alle precedenti. Il Programma BEES TM sviluppato dall'americana EPA (Environmental Protection Agency) uno strumento semplificato ma che permette sia di conoscere I valori che definiscono le scelte sia di effettuare scelte all'interno del processo di progettazione. 2) lattualizzazione dei costi futuri al loro valore attuale, stabilito con tasso di sconto da indicare). 3) la combinazione del punteggio ottenuto in materia di impatto sullambiente con quello di tipo economico (cio la valutazione bilanciata di entrambi i fattori, anzich la preferenza accordata alluno o allaltro; scegliendo percentualmente il rapporto fra peso del valore ambientale e peso del valore economico).

T. Hakkinen, P. Ahola, L. Vanhatalo, A. Merra "Environmental Impact of Coated Exterior Wooden Cladding" VTT Finland Febbraio 1999.

55

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Il programma valuter diversamente un medesimo materiale a seconda della scelta effettuata. In altre parole un materiale potr ottenere punteggi diversi e cambiare posizione, da vincente o perdente in un confronto, a seconda che la considerazione prevalente sia ambientale, economica, o bilanciata (economico-ambientale).

Figura 5 I grafici di BEES

TM

5.4.2.1.

Le valutazioni qualitative dei requisiti.

Questa importante funzione viene effettuata anche attraverso ladozione di regolamenti e sistemi come : - Regolamento 880/92/CEE, applicato dallaprile 1995 che tratta della gestione e dellaudit ambientale, e propone alle industrie un sistema di controllo indipendenteche minimizzi gli impatti sullambiente. - Ecolabel, sistema di assegnazione di marchio di qualit ecologica, realizzata con ladesione volontaria delle imprese produttrici. Altre azioni che possibile sostenere per il controllo dei materiali sono la gestione dei rifiuti da costruzione e ladozione di una prima direttiva europea (75/442/CEE) che ha inteso favorire lattivit di recupero dei rifiuti, sia attraverso le successive direttive in materia (91/156/CEE). Nella scelta dei materiali, nelle indicazioni tecniche e nelle voci di capitolato si far riferimento a prodotti che possiedano i requisiti richiesti per essere certificati o che siano frutto di lavorazioni con requisiti bioecologico e non tossicit. Un discorso a parte lo meritano le certificazione (marchiatura) dei materiali edili che il sistema produttivo industriale ha cercato di applicare immediatamente a seguito delle istanze contenute nelle politiche di sostenibilit ambientale inserendo allinterno delle procedure produttive maggiori controlli e a volte aggiornando il processo produttivo; tale innovazione stata anche permessa dallintroduzione dei sistemi di qualit, su modelli ISO 9000 (con le ISO serie 14000 e la Vision 2000), che hanno aperto la via a quelli di qualit ambientale. I primi prodotti che hanno ricevuto e che hanno stimolato la formazione di un marchio di rispetto ambientale sono quelli industriali che hanno larga diffusione o che hanno avuto la necessit di migliorare la propria immagine. Lefficacia di marchi per prodotti e la diffusione degli stessi regolamentata da strumenti normativi che in Europa trovano il loro riferimento nel Regolamento U.E. 880/92 che ha posto le basi per la definizione delletichetta ecologica ovvero dellEcolabel. I riferimenti normativi principali in sintesi sono: v Direttiva CEE 89/106 del Consiglio del 21.12.1988 relativa al riavvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti i prodotti da costruzione recepita in Italia con DPR n. 246 del 21.4.1993 Comunicazione della Commissione concernente i documenti interpretativi della direttiva 89/106/CEE CE C.62 del 28.2.1994 v Regolamento (CEE) N. 880/92 del Consiglio del 23.3.1992 concernente un sistema comunitario di assegnazione di un marchio di qualita' ecologica CE L.99 dell' 11.4.1992 v Regolamento (CEE) N. 1836/93 del Consiglio del 29.6.1993 sull'adesione volontaria delle imprese del settore industriale a un sistema comunitario di ecogestione e audit CE L.168 del 10.7.1993 v D.M. 413 del 02/08/1995 v Regolamento (CEE) n.1980/2000 del 17/07/2000 Alcuni paesi come Singapore (Green Label 1992) e Austria (Austrian Eco-Label), e i derivati dai sistemi principali: Zimbabwe (environmental 2000), Brasile (Environmental choice), Croatia (Environmental Label), Repubblica Ceca (Environmental Choice), Israele (Green Label), Nuova Zeland (Environmental Choice New Zealand), Taiwan (Taiwan-Green Mark) hanno sviluppato marchi propri secondo criteri adottati nei vari sistemi ma pi o meno riconducibili alla Valutazione del ciclo di vita del prodotto (LCA) e quindi alla normativa della serie ISO 14000, e pi specificatamente quelle della serie 1404* e 1402*. I criteri adottati nazionalmente, o meglio da Istituti di ricerca di importanza nazionale, in merito di LCA sono diversificati ma non caratterizzano qualitativamente un prodotto, che risulta dellinterpretazione dei

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risultati; ma definisce una modalit di valutazione, alcuni di questi non fanno riferimento alla LCA ma linee guida o check list di analisi delle caratteristiche di prodotto che viene considerato sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. Ovvero se corrisponde ad una classe di requisiti minimi definiti dal sistema di certificazione ricevono il marchio; lo stesso marchio a volte pu essere applicato per il suo largo campo di applicazioni a pi categorie di prodotti edili e non; attualmente i principali marchi sono rappresentati da:

La scelta dei materiali sotto questo profilo permetter di minimizzare una serie di rischi e di possibili nocivit nella scelta delle tecniche e soprattutto se effettuate in fase di progettazione nel loro accostamento. Secondo quanto indicato al punto 5.1 i materiali da costruzione dovranno essere selezionati secondo 56 criteri che permettono il miglior controllo della qualit ambientale interna ed esterna nel rispetto dei requisiti di progetto. I materiali adottati saranno scelti fra alternative che tengano in considerazione: a) la salvaguardia dellambiente nella fase di produzione, uso e dismissione dei materiali e componenti b) salvaguardia della qualit dellaria interna ovvero saranno analizzate per ogni classe di unit tecnologica, mediante valutazioni sintetiche, gli impatti in relazione: Lavoratore occupante ambiente produzione Posa in opera Prestazioni complessive Valutazioni qualitative di materiali nelledilizia si ritrovano inserite in alcuni strumenti operativi di scelta o progetto con lobiettivo di formare un proprio criterio di selezione pi che una scelta fra prodotti noti per marchi commerciali (come lEnvironmental Preference Method o il Green Building Handbook). Per giungere alla formazione di un marchio quindi necessario definire criteri e principi e soprattutto i requisiti di riferimento propri dellEnte promotore con le necessarie correlazioni allambiente in cui si

56 alcuni di questi possono essere individuati allinterno l Elenco materiali da costruzione consigliati secondo criteri ecologici e biologici Associazione Svizzera per la Costruzione Bioecologica (ASCB) agosto 1996.

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colloca e alla produzione normativa-certificatoria in corso. Attualmente, in parallelo alla certificazione ISO 14021 e quindi allanalisi e valutazioni di LCA in Italia si stanno avviando dallANPA, anche le Dichiarazioni Ambientale di Prodotto (EPD) che verrebbero utilizzate prevalentemente per laspetto informativo sul prodotto. Le emissioni in aria di inquinanti negli ambienti interni, tra cui anche la formaldeide57 (VOC) che la Circolare Ministero della Sanit del 22 giugno 1983, n. 57 prevede neI il livello massimo o soglia di accettabilit di formaldeide negli ambienti di lavoro e nei locali di abitazione, viene fissata in una concentrazione massima di 0,1 parti per milione., un aspetto che si mette in forte relazione con il sistema edificio: ventilazione naturale, dimensione degli ambienti e altri aspetti modificano in maniera significativa la qualit dell'aria e quindi la concentrazione degli inquinanti che l'aspetto pi importante per la scelta dell'IAQ (Indoor Air Quality)

Figura 6 Un pannello per una partizione interna realizzato con materiali naturali. Di per s il riciclo un metodo per ridurre la quantit di risorse da utilizzare e comporta al tempo stesso un contenimento pi o meno grande dellimpatto sullambiente dei processi produttivi e dei beni industriali al termine della loro vita.58 Il RIUSO e il RICICLO sono azioni molto significative in quanto consentono di scegliere e ottimizzare anche le tecniche costruttive. Le tecniche costruttive a secco permettono di intervenire sulloggetto edilizio individuando gli elementi tecnici e quindi consentono di rimuovere ed isolare ogni singolo materiale ed avviarlo alla fase di riciclo o di riuso. Le operazioni che si svolgono durante queste fasi devono essere preventivamente coordinate, la selezione dei materiali durante le demolizioni selettive non pu avvenire in modo casuale ma devono essere predisposti i luoghi, i metodi, e i criteri di scelta dei materiali. Ma senza entrare nello specifico problema e nella definizione dei singoli obiettivi, possiamo dire che questi caratterizzeranno delle precise strategie relative agli obiettivi di sostenibilit che saranno messe in relazione fra loro secondo un rapporto dato dalla prossimit, dallappartenenza alla stesso obiettivo, oppure dalla contiguit, dalla contemporaneit o dallinterdisciplinariet degli obiettivi in funzione della necessit di soddisfare determinati requisiti. Asetticit Gli elementi tecnici che delimitano gli spazi chiusi devono essere tali da garantire: - la propriet dei materiali impiegati a non essere soggetti allaggressione dei microrganismi (funghi, muffe, ecc..) che ne possano alterare le caratteristiche e le prestazioni, e a non cedere sostanze nocive; - la caratteristica dei materiali e la morfologia delle soluzioni tecniche a non trattenere o accumulare scorie. I materiali costituenti le chiusure verticali e le partizioni interne non devono essere soggetti allaggressione dei microrganismi (funghi, muffe, ecc..) che ne possano alterare le caratteristiche e le prestazioni e devono avere attitudine a non trattenere o accumulare scorie. Al fine di evitare depositi antigienici di origine animale le chiusure superiori dovranno essere interamente lavabili dalle acque meteoriche e non consentire ristagni delle acque stesse. Nellimpianto idrosanitario - reti di distribuzione acqua calda e acqua fredda - devono essere usati materiali e componenti tali da non causare o favorire lo sviluppo di germi patogeni, organismi vegetali o
57 Per la scelta dei materiali che contengono Formaldeide la norma DINEN 120 classifica gli stessi in categorie E1, E2,E3, E4 la certificazione del materiale riportante la E1 garantisce la minore quantit di emissioni in aria .
58

E. Rigamonti Il riciclo dei materiali in edilizia Maggioli Ed. Rimini 1996.

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animali, e la cessione al fluido di sostanze nocive.59 Gli inquinanti interni (contaminanti) pi pericolosi si possono indicare in: a) CO2 ; b) CO; c) Polveri d) Fibre minerali ed artificiali; e) Composti organici volatili (VOC) e semivolatili; f) Radon e prodotti del decadimento; g) Batteri, funghi e muffe.

Tra cui anche la formaldeide60 (VOC) che la Circolare Ministero della Sanit del 22 giugno 1983, n. 57 prevede neI il livello massimo o soglia di accettabilit di formaldeide negli ambienti di lavoro e nei locali di abitazione, viene fissata in una concentrazione massima di 0,1 parti per milione. Lungo termine Breve Termine CONTAMINANTE Concentrazione Media Concentrazione Media ppm periodo ppm periodo (h) g/m 3 g/m 3 Biossido di zolfo (SO2) Particolato totale Monossido di Carbonio (CO) Monossido di Carbonio (CO) Ossidanti (03) (Ozono) Biossido di Azoto (NO2) Piombo * Media Aritmetica 80 75* 100 1.5 0.03 0.055 1 anno 1 anno 1 anno 3 mesi 365 260 40000 10000 235 0.14 35 9 0.12 24 24 1 8 1 -

Tabella 4 (i dati sono stati definiti dalla statunitense EPA Environmental Protection Agency , agenzia per la protezione ambientale e riportati nella norma Ashrae Standard 62/1989) Quindi la prestazione dei materiali sar tale da: impedire lemissione di sostanze inquinanti o pericolose evitare con la previsione del piano dellopera di accumulare inquinanti nei materiali durante le fasi di lavorazione per poi essere successivamente rilasciate evitare che sia possibile laccumulo di sporco o il formarsi di batteri o microrganismi permettere una facile manutenzione Legislazione di riferimento: Circolare Ministero LLPP 22 Maggio 1967 n. Criteri di valutazione delle grandezze atte a rappresentare le propriet termiche, igrometriche, 3151 3151 di ventilazione e di illuminazione nelle costruzioni edilizie. Circolare n.13011 del 22 Sett. 1974 e del 22 Requisiti fisico-tecnici per le costruzioni edilizie ospedaliere. Novembre 1974 Altezza minima e requisiti igienico-sanitari D.M. 5 Luglio 1975
59

Regolamento edilizio tipo regionale (L.R. della Regione Emilia Romagna n.33 del 1990 aggiornamento del 16/01/2001) 60 Per la scelta dei materiali che contengono Formaldeide la norma DINEN 120 classifica gli stessi in categorie E1, E2,E3, E4 la certificazione del materiale riportante la E1 garantisce la minore quantit di emissioni in aria .

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D.M. 18 Dicembre 1975

D.M. 18 Maggio 1976

principali dei locali di abitazione. Norme tecniche aggiornate relative alledilizia scolastica, ivi compresi gli indici minimi di funzionalit didattica, edilizia ed urbanistica. Disposizioni in ordine agli impianti di condizionamento o ventilazione di cui alla Legge 11 Novembre 1975, n. 584, concernente il divieto di fumare in determinati locali e su mezzi di trasporto pubblico. Prima normativa tecnica regionale per la disciplina delle opere di edilizia residenziale pubblica. Attuazione delle direttive n. 80/1107/CEE, n. 82/605/CEE, n. 83/477/CEE, n. 86/188/CEE, n. 88/642/CEE, in materia di protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici durante il lavoro, a norma dellart. 7 della Legge 30 Luglio 1990 n.212. Attuazione delle direttive n. 89/391/CEE, n. 89/655/CEE, n. 89/656/CEE, n. 90/269/CEE, n. 90/270/CEE, n.90/394/CEE, n. 90/679/CEE, riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro. Modifiche ed integrazioni al D.lgs 19 Settembre 1994 n. 626, recante attuazioni di direttive comunitarie riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro. Del Consiglio del 21 Dicembre 1988, relativa al riavvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli stati membri, relativa ai prodotti da costruzione. Livelli massimi di formaldeide negli ambienti di lavoro e nei locali di abitazione.

REGIONE EMILIA ROMAGNA Legge Regionale 9 Novembre 1984 n.48 D.lgs 15 Agosto 1991 n. 277

D.lgs 19 Settembre 1994 n. 626

D.lgs 19 Marzo 1996 n. 242

Direttiva 89/106/CEE

Circolare del Ministero della Sanit 22 Giugno 1983, n. 57 E alla normativa: UNI 1033961

ASHRAE Standard 62 - 89

Impianti aeraulici ai fini di benessere Generalit, classificazione e requisiti, regole per la richiesta dofferta, lofferta, lordine e la fornitura. Ventilation for Acceptable Indoor Air Quality.

61 Si pu definire la qualit dellaria interna come caratteristica dellaria trattata che risponde ai requisiti di purezza. Essa non contiene contaminanti noti in concentrazioni tali da arrecare danno alla salute e causare condizioni di malessere per gli occupanti. (Norma UNI 10339).

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6. I sistemi di Valutazione del progetto eco-sostenibile.


Negli ultimi anni lo scenario internazionale molto cambiato e attualmente possiamo individuare molteplici azioni e studi che porteranno ad una maggiore chiarezza su cosa, quanto e quando valutare prodotti, sistemi ed opere edili. Storicamente possiamo individuare alcune propensioni in merito agli ambiti di ricerca sviluppate a carattere geografico che hanno definito campi applicativi e strumenti con attenzioni pi spiccate verso un aspetto o alcuni aspetti della sostenibilit ambientale. Per cui troveremo che in nord Europa (Olanda, Danimarca, Svezzo, Norvegia) sono pi sviluppati i sistemi che valutano i materiali e i processi costruttivi (LCA) e di conseguenza lIAQ, in Inghilterra troveremo maggiore risalto alle fase di gestione del progetto e al controllo del disperdimento energetico e delle emissioni inquinanti, nellarea germanica un insieme dei vari requisiti con attenzione anche alla fruibilit e ai sistemi impiantistici, in America un peso maggiore dellimpatto sul territorio. Il sistema di etichettatura delledificio ancora pi complesso di quello dei materiali e alcuni di questi sistemi di etichettatura hanno sviluppato, liste di controllo, che fanno quasi tutte riferimento ad un sistema a punteggio. Attualmente sono diffusi vari sistemi di Labelling: Ecoprofile (CANADA) Lescale (CANADA-FRANCiA) LEED (USA) HK Beam GBTOOL (Canada) BREAAM (UK) ENERGIE 2000 (CH) MINERGIE CH(CH) ECOEFFECT (SE) ENERGY RATING (DK) TQ (A) Alcuni sono sviluppati parzialmente su valutazioni di LCA norvegese,GB Tool ed Ecoprofile, ma adattati e approfonditi, con collaborazioni internazionali, al campo delledilizia sia per il funzionamento sia per la fase di gestione delledificio; GB Tool attualmente il pi complesso ma adattabile a vari contesti e modificabile nei parametri di pesatura dei requisiti. Alcuni di questi contengono valutazioni per tutti gli aspetti principali delledificio ed altri specializzati solo in alcune prestazioni dello stesso; i pi diffusi sono linglese BREEAM (Office e Home) sistema applicato ed esperto, e lamericano LEED che pi semplice nellapplicazione definisce un sistema a punteggio che in pochi anni ha avuto un grande successo negli Stati Uniti.
30% 10%

10%

10% 20%

20%
Fabb. Ener. Impianti Materiali Acqua Mobilit Cost. econ.

Grafico 8 la pesatura fra requisiti in Energie 2000

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24% 22%
Uso del Territorio Risp. Ener. M ateriali IEQ

14% 22% 2% 16%

Risp. Acqua Gest. Progetto

Grafico 9 la pesatura fra requisiti in LEED 1.0

10%

5% 10% 1% 9%

20%

15% 17% 13%


Gestione Trasporti Territorio Salute Acqua Ecologia Energia Materiali Inquinamento

Grafico 10 la pesatura fra requisiti in BREEAM office

Tutti questi sistemi analizzano ledificio nella sua complessit e contemporaneamente sviluppano una sensibilit crescente da parte dellutilizzatore che pu controllare i risultati o la direzione che sta prendendo il progetto. Sicuramente sono un metodo efficace per ottenere dei primi ma significativi risultati nella progettazione. Tutti appartengono alla categoria delle valutazioni volontarie. Nellambito del lavoro di ricerca durante il Dottorato di Ricerca presso il Politecnico di Milano62 stato sviluppato dallo scrivente un sistema di valutazione (1999)con un criterio a punti applicabile in Italia. In sintesi, considera la valutazione del progetto secondo i criteri di sostenibilit ambientale con le schede di classi di requisiti ai fini di proporsi come uno strumento classificatorio e progettuale. Di seguito se ne illustra una breve descrizione. La pesatura dei punti stata effettuata valutando i criteri simili adottati da altri metodi di valutazione per contesti differenti, e definendo l'importanza della strategia o di un obiettivo nel contesto italiano, il peso di una valutazione rispetto all'insieme considerato sia bilanciando i valori contenuti nel Requisito sia fra Requisiti. La valutazione dei Requisiti trova relazione con gli obiettivi e con le strategie: A.1 Requisito Igiene, salute e ambiente. A.2 Requisito Controllo energetico dell'edificio. A.3 Requisito Impatto ecologico dei materiali. A.4 Requisito Integrazione viabilistica/ubicazione. A.5 Requisito Gestione ed economicit. La suddivisione dei punteggi differente fra la valutazione del progetto definitivo e quello esecutivo, l'impostazione data alla formazione dei punteggi permette di salire nella classificazione dalla fase del
62

A. Trivelli; op.cit.

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progetto definitivo a quello esecutivo se vengono migliorate le prestazioni dell'edificio, mentre se non viene effettuato alcun miglioramento la classificazione peggiorativa. La pesatura dei requisiti e l'aggregazione dei punteggi delle diverse fasi effettuata per dare maggior importanza alle decisioni che vanno prese nelle fasi iniziali e minore quando nella seconda fase hanno maggior peso altre prestazioni.

VSF2
Igiene e salute 24% Controllo energetico 28% Gestione ed ecomicit 16%

integrazione viabilistica 8%

impatto ecologico 24%

VSF1

Igiene e salute 26%

Gestione ed ecomicit 11%

Controllo energetico 30%

integrazione viabilistica 12%

impatto ecologico 21%

Grafico 11 La pesatura dei requisiti nella valutazione a punti. VSF1 progetto definitivo; VSF2 progetto esecutivo. La definizione di classi in relazione al punteggio complessivo permette di definire dei riferimenti applicabili al sistema degli incentivi pubblici per la realizzazione di opere che utilizzano criteri di salvaguardia delle risorse non rinnovabili. La valutazione complessiva deve tenere conto anche degli elementi indicate con le schede da allegare alla VSF1 Valutazione di Sostenibilit che andranno a costituire il Fascicolo di Sostenibilit Ambientale dell'edificio, in cui sono contenute le valutazioni relative al sito, al clima, alla geomorfologia e le Relazioni Specialistiche. Fra i sistemi di certificazione e valutazione accennati precedentemente ce ne sono alcuni che stanno per avere una buona applicazione in quanto progettati per adattarsi alle condizioni specifiche del paese in cui si deve effettuare la valutazione, uno di questi il GB Tool63. Sviluppato da un network di enti e istituzioni di diversi paesi ha come obiettivo il miglioramento della qualit ambientale nelledilizia attraverso lausilio di un sistema che permetta la valutazione di impatto ambientale con un criterio LCA, quindi dellintero edificio, applicabile in qualsiasi contesto e con parametri personalizzabili. Il Coordinamento del progetto , dal 2001 a cura dellIibse (International Iniziative for Sustainable Built environment), precedentemente del Natural Resource Canada. I parametri di valutazione utilizzati appartengono a due categorie una pi generale, che riguarda lambiente nel suo complesso e permette valutazioni sulle ricadute sullambiente generale, e laltra adattabile al contesto e quindi pi sensibile alle particolarit del sito e delle culture locali. Alla prima categoria fanno parte quattro elementi di valutazione: energia, emissioni, suolo, acqua che vengono quantificati e parametrati per unit di misura relativa alla superficie del progetto e al tempo
63

GB Tool Green Building Challenge http://greenbuilding.ca/iisbe/gbc2k2/front-2k2.htm

2002,

Canada.

Informazioni

su

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duso. Il secondo gruppo, gli indicatori di prestazione ambientale sono suddivisi in criteri e sottocriteri e fra loro relazionati con parametri che possono variare in riferimento a luogo a seconda della valutazione effettuata dallesponente nazionale del gruppo di lavoro, nel caso dellItalia dallEnvironmental Park di Torino.64

GBTool
Building Name: Version: City & Country:

GBC Assessment Requirements Benchmarks


Green Centre Rev. 01 Big Town, Any country

Hypothetical values for a Design are entered. Make sure you enter appropriate ones for your Design!!

Version 1.81, 2002.07.23


For further information, see <http://iisbe.org>

Benchmarks are used in GBTool as the basis for assigning scores. They should be equivalent to the minimum acceptable industry practice in the region, for this type and class of building. Sometimes an appropriate value can be found in regulations or standards, but in other cases the assessment team must make a determination based on local industry practices. In a few cases (see B89 to B98) you are also asked to provide "Best" values for energy performance, which are used to establish the +5 scores in the Assess worksheet.

Enter comments:

General building design benchmarks Benchmark B1 B2 B3 B4 B5 B6


Amount of material excavated that is taken off the site, as a proportion of total below-grade built volume. Proportion of site area that is hard-paved and non-permeable Proportion of hard-paved site area that is permeable Proportion of landscaped site area with planting requiring watering Proportion of landscaped site area with species not requiring watering (set by value of B4) Minimum percent of storm water disposed of within the site Maximum potential of building to interfere with access to daylight of adjacent property, measured by the worst-case vertical angle measured from the building line on the ground of the nearest adjacent property to the roof line of the Design. Worst-case potential of the Design to interfere with access to winter sun of adjacent property, estimated by the percent of the southerly facing at 12 noon on Winter Soltice. 25% 50% 25% 90% 10% 20%

Units
% excavated volume % unbuilt site area % hardpaved site area %

Comments

landscaped site area From Cntxt worksheet: There is an occasional surplus of fresh and high% landscaped quality water that can be exported.: Aquifer use will result in some adverse effect on short-term aquifer capacity site area % of total storm water degrees (0 to 90)

B7

45

B8 building faade of an adjacent property South of the design shaded by it


Percentage of dwelling units in a building whose principal daytime living areas have direct sunlight for at least 2 hours per day at 12 noon at Winter Soltice, if applicable. Appropriate ambient illumination levels for primary non-residential occupancies Area of typical ambient lighting control zones in perimeter areas of primary non-residential occupancies Area of typical ambient lighting control zones in interior areas of primary non-residential occupancies

40%

% of faade of adjacent building shaded percentage of dwelling units Lux

B9 B10 B11 B12

30%

450 17,5 30,0

m2 m2
Green Centre, Rev. 01, Big Town, Any country, Benchmarks

B13 B14 B15 B16 B17 B18 B19

Minimum Daylight Factor for main occupancy Maximum percent of fenestration (excluding window frames but including skylights) relative to total exterior wall area Solar Heat Gain Coefficient (SHGC) for windows Visible Transmittance (Vt) for windows Sound Transmission Class (STC) for windows U value for window assemblies U value for solid wall and roof assemblies

1,5% 40% 0,4 0,5 27,5 2,50 1,50

percent number number number number number number

largest occupancy is Residential. If no real value is available, use 1.5%

Tabella 5 Una scheda di benchmark del GB Tool

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per informazioni www.envipark.com

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La valutazione viene effettuata con un programma, in formato excell 2000, in cui le variabili sono in chiaro e quindi modificabili e verificabili. Un discorso a s merita la Svizzera, che fuori dalle politiche europee mantiene un alto livello di ricerca in campo delle applicazioni alledilizia di scelte di sostenibilit ambientale. Di recente(2000) ha avviato un programma di valutazione energetica con criteri di valutazione delle quantit di energia utilizzata in fase di funzionamento da parte delledificio, tali valutazioni fanno riferimento alla normativa svizzera di qualit e non sono tuttora di tipo obbligatorio. Queste valutazioni energetiche fanno parte del programma Minergie e vengono sviluppate anche per lutilizzo dellenergia elettrica, in Svizzera molto importante politicamente dato che grande produttrice di energia nucleare (ridurre le quantit consumate significa ridurre anche la dimensione delle centrali), secondo una norma di riferimento la SIA 380/4.

Certificazione dello standard MINERGIE


(Per stabili abitativi e prestazioni di servizio) Designazione stabile, indirizzo Anno costr.

V e r s i o n e 4 10 . 1 . 2 0 0 1

Energia prodotta elettricit altre kWh/ma kWh/ma Fabbisogno per riscaldamento e acqua calda
(Riferisi al foglio "Disposizioni"

Fabbisogno calorico kWh/ma

31 Fabbisogno energetico per riscaldamento 32 Fabbisogno acqua calda 33 Totale calore necessario Copertura fabbisogno riscaldamento e acqua calda Caldaia Combustione a legna Riscaldamento elettrico diretto Riscaldamento a distanza Pompa di calore (riscaldamento) Pompa di calore (acqua calda) Impianto forza-calore IFC Altre produzioni di calore Energia solare termica Energia fotovoltaica Elettricit per impianto ventilazione meccanico
ricambio d'aria medio = .................................. / h ricambio d'aria term. effettivo = .................................. / h

34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44

45 Totale energia prodotta / fabbisogno calorico 46 Valutazione ponderata elettricit : moltiplicare x 2 47 Indice energetico MINERGIE
s no 48 Standard MINERGIE raggiunto (v. riga 47) Nuove costruzioni mass. 45 kWh/ma, anno costruzione < 1990 mass. 90 kWh/ma

Allegati: - Calcolo fabbisogno energetico (compresi i necessari allegati) - Schema di principio per riscaldamento e ventilazione Luogo, data, firma:

Per informazioni tecniche: Nome, cognome, telefono:

Tabella 6 La scheda riassuntiva di Minergie 380/4

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Metodica SIA 380/4 - energia elettrica nell'edilizia


Progetto
progetto

Modulo illuminazione
pagina d'avvio

Riassunto
superfici rilevato 0 m non rilevato totale 0 m

indirizzo consumo d'energia luce valore limite 0 MWh/a indice energetico luce architetto valore limite 0 MJ/ma valore mirato 0 MJ/ma valore progetto 0 MJ/ma valore limite soddisfatto illuminazione Minergie consulenza energetica
3/4 valore limite Minergie 1/4 valore mirato

committente

valore mirato 0 MWh/a

valore progetto 0 MWh/a

progettista luce

esigenza 0 MJ/ma soddisfatta

data

14/ ottobre 2002


versione software 2.3 - aprile 2002

Tabella 7 La scheda riassuntiva di Minergie 380/4 Tali certificazioni non sono solo orientate al risparmio energetico ma si collocano allinterno di un discorso pi ampio sviluppato con il programma Energie 2000 e con la Banca Dati BauBio Databank65; Energie 2000 (vedi grafico 1)permette la valutazioni con un sistema a punti in cui entrano in gioco vari aspetti del progetto: impiantistici, spaziali, LCA, economici. Gli elementi di maggior interesse nella maggior parte delle certificazioni sono senza dubbio quelli pi facilmente valutabili e che hanno un diretto beneficio da un punto di vista ambientale (energia, emissioni; vedi tabella 4) ma anche quelli che sono stati indicati come obiettivi prioritari dalla comunit internazionale.

LEEDTM Energy & Atmosphere Credit 1: Point Interpolation Tables for ASHRAE 90.1-1999 and California Title 24 Table 8a: Point Interpolation Table Table 8b: Point Interpolation Table
65

software di valutazione ambientale per i materiali impiegati nel progetto che include anche il software per le verifiche ambientali classiche (Glaser, disperdimenti termici) e altre in riferimento alla liste di materiali contenuti nella normativa svizzera SIA D123 (disponibile solo in tedesco) per la scelta dei materiali ecocompatibili.

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(ASHRAE 90.1 1999 & Title 24 1998) New Construction % Savings Points 12.50 - 17.50% 1 17.51 - 22.50% 2 22.51 - 27.50% 3 27.51 - 32.50% 4 32.51 - 37.50% 5 37.51 - 42.50% 6 42.51 - 47.50% 7 47.51 - 52.50% 8 52.51 - 57.50% 9 > 57.51% 10 > 47.51% 10

(ASHRAE 90.1 1999 & Title 24 1998) Existing Buildings % Savings 2.50 - 7.50% 7.51 - 12.50% 12.51 - 17.50% 17.51 - 22.50% 22.51 - 27.50% 27.51 - 32.50% 32.51 - 37.50% 37.51 - 42.50% 42.51 - 47.50%

Points 1 2 3 4 5 6 7 8 9

Table 8c: Point Interpolation (Title 24 - 2001) (Title 24 - 2001) New Construction % Savings Points 2.50 - 7.50% 1 7.51 - 12.50% 2 12.51 - 17.50% 3 17.51 - 22.50% 4 22.51 - 27.50% 5 27.51 - 32.50% 6 32.51 - 37.50% 7 37.51 - 42.50% 8 42.51 - 47.50% 9 > 47.51% 10 > 37.51% 10

Table 8d: Point Interpolation Table Existing Buildings % Savings 0.0 - 4.00% 4.01 - 6.25% 6.26 - 8.75% 8.76 - 12.50% 12.51 - 17.50% 17.51 - 22.50% 22.51 - 27.50% 27.51 - 32.50% 32.51 - 37.50%

Points 1 2 3 4 5 6 7 8 9

Tabella 8 Percentuali di risparmio energetico e punteggi relativi nel LEED

TM

Il sistema americano LEED66 TM ha certificato pi di 300 edifici in due anni, grazie ad una classificazione a punti che tiene in considerazione molti aspetti (vedi grafico 2); tale successo dato anche da tensioni di mercato che inducono gli operatori ad azioni di marketing in cui sia maggiormente leggibile la qualit ambientale fra gli altri aspetti di qualit architettonica. La certificazione pu anche diventare una leva di mercato, in cui difficile emergere, unitamente ad un etica del costruire a volte persa nella omogeneizzazione del fare indiscriminato. Non solo, ma potrebbe anche essere una modalit per valutare i progetti da incentivare da parte delle amministrazioni pubbliche, in quanto meno lesivi dellambiente e della salute degli abitanti, anche grazie ad iniziative specifiche che in questo caso vedrebbero la coincidenza dellincentivo mirato con lesigenza di tutela degli interessi della collettivit. La certificazione di sostenibilit ambientale una via praticabile e probabilmente un buon modo per intervenire con maggior controllo delle variabili ambientali, e del comfort ambientale interno; ma ci dovremo sempre ricordare di valutare anche gli aspetti meno quantificabili: le strategie per lottenimento di ambienti ad alto livello di comfort non sempre si accompagnano alla sensazione di essere in un ambiente piacevole e rappresentativo di un luogo, di una storia che la nostra di abitanti di un territorio, di una memoria e di molte culture.

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LEED Leadership in energy and environmental design. U.S. Green Building Council 2001 November, 2001

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7. Un caso di studio: LEnvironmental Building del BRE

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8. Esempi

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9. Allegati. Normativa tecnica di riferimento (R.E. Emilia Romagna). Norme UNI 10349, UNI 10375.

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10. Bibliografia sintetica.


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