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Norberto Bobbio - Wikipedia

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Controllo di autorit VIAF: 108336166 (http://viaf.org/viaf/108336166) LCCN: n79043174 (http://id.loc.gov/authorities/names/n79043174)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Il compito degli uomini di cultura pi che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non gi di raccogliere certezze. (Norberto Bobbio, Invito al colloquio, in Politica e cultura, Einaudi, Torino 1955, p. 15.)

sen. Norberto Bobbio


Parlamento italiano Senato della Repubblica

Norberto Bobbio (Torino, 18 ottobre 1909 Torino, 9 gennaio 2004) stato un filosofo, giurista, storico e senatore a vita italiano. Considerato al tempo stesso il massimo teorico del diritto e il massimo filosofo della politica [italiano] nella seconda met del Novecento, fu sicuramente quello che ha lasciato il segno pi profondo nella cultura filosoficogiuridica e filosofico-politica e che pi generazioni di studiosi, anche di formazione assai diversa, hanno considerato come un maestro.[5] Contrario alla figura dell'intellettuale Profeta[6], preferendo il ruolo del Mediatore impegnato nella difficile arte del dialogo (e ci altres testimoniato dal colloquio intrattenuto con i marxisti per un riesame critico del loro dogmatismo e settarismo che coinvolse anche Togliatti)[7], il suo atteggiamento teoretico fu segnato da una positiva ambivalenza fra una posizione realista e una idealista che non rifuggiva le complessit del discorso, ricorrendo sovente al paradosso, e che gli valse, in virt dell'amore per il dibattito che consideri il pro e il contro di ogni questione[8], la qualifica di filosofo de la indecisin[9][8], giacch ogni suo ragionamento su una delle grandi domande [si concludeva] quasi sempre, o esponendo la gamma delle possibili risposte, o ponendo ancora un'altra grande domanda.[10]
Indice 1 Biografia 1.1 Fascismo e antifascismo 1.2 L'adesione al Partito d'azione 1.3 L'attivit accademica 1.4 L'attivit politica 1.5 La nomina a senatore a vita 2 Pensiero 3 Maestri, amici e allievi 4 Onorificenze 5 Opere principali 6 Note 7 Bibliografia 8 Altri progetti 9 Collegamenti esterni

Norberto Bobbio
[1][2] Premio Artigiano della Pace 1985 [3][2] Premio Balzan 1994 [4][2] Premio Hegel 2000

Luogo nascita Data nascita Luogo morte Data morte Titolo di studio Professione Partito Legislatura Gruppo

Torino 18 ottobre 1909 Torino 9 gennaio 2004 Laurea in giurisprudenza e filosofia Docente universitario e filosofo Indipendente IX, X, XI, XII, XIII, XIV PSI (1984 1991) Gruppo misto (1991
1996)

Biografia
Fascismo e antifascismo
Bobbio nacque a Torino il 18 ottobre 1909 da Luigi (medico) e Rosa Caviglia. Una condizione familiare agiata gli permise un'infanzia serena. Il giovane Norberto scrive versi, ama Bach e la Traviata, ma svilupper, per causa di una non ben determinata malattia infantile[12] la sensazione della fatica di vivere, di una permanente e invincibile stanchezza che si aggrav con l'et, traducendosi in un taedium vivere, in un sentimento malinconico, che si riveler essenziale per la sua maturazione intellettuale.[13] Studi prima al Ginnasio e poi al Liceo classico Massimo D'Azeglio dove conoscer Leone Ginzburg, Vittorio Foa e Cesare Pavese, poi divenute figure di primo piano della cultura dell'Italia repubblicana. Dal 1928, come molti giovani dell'epoca, fu infine iscritto al Partito Nazionale Fascista. La sua giovinezza, come da egli stesso descritto fu: "vissuta tra un convinto fascismo patriottico in famiglia e un altrettanto fermo antifascismo appreso nella scuola, con insegnanti noti antifascisti, come Umberto Cosmo e Zino Zini, e compagni altrettanto intransigenti antifascisti come Leone Ginzburg e Vittorio Foa".

PDS (1996 1998) DS (1999 2004) Coalizione L'Ulivo (dal 30 maggio


2001)

Senatore a vita Investitura Nomina presidenziale Data 18 luglio 1984 Incarichi parlamentari
Membro della giunta per il regolamento (18 settembre 1986 1 luglio 1987) Membro della prima commissione permanente (Affari costituzionali) (16 ottobre 1986 1 luglio 1987) Membro della seconda commissione permanente (Giustizia) (13 settembre 1984 16 ottobre 1986) Membro della prima commissione permanente (Affari costituzionali) (1 agosto 1987 28 settembre 1989) Membro della prima commissione permanente (Affari costituzionali) (28 settembre 1989 22 aprile 1992) Membro della prima commissione permanente (Affari costituzionali) (16 giugno 1992 17 giugno 1992) Membro della seconda commissione permanente (Giustizia) (17 giugno

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Le sue frequentazioni sgradite al regime gli valsero, il 15 maggio 1935, un primo arresto a Torino, insieme agli amici del (estate 1916). gruppo antifascista Giustizia e Libert, costringendolo, a seguito di una intimazione a presentarsi davanti alla Commissione provinciale della Prefettura per discolparsi, a inoltrare esposto a Benito Mussolini[16] , che recitava:
[11]

Bobbio (terzo da sinistra), accanto al fratello Antonio, con i cugini Norberto e Luigi Caviglia, a Rivalta Bormida, nel cortile della vecchia casa di famiglia

Allievo di Gioele Solari e Luigi Einaudi, si laure in giurisprudenza l'11 luglio 1931 con una tesi intitolata Filosofia e dogmatica del Diritto, conseguendo una votazione di 110/110 e lode con dignit di stampa.[14] Nel 1932 segu un corso estivo all'Universit di Marburgo, in Germania, insieme a Renato Treves e Ludovico Geymonat, ove conoscer le teorie di Jaspers e i valori dell'esistenzialismo. L'anno seguente, nel dicembre 1933, consegu la laurea in filosofia sotto la guida di Annibale Pastore con una tesi sulla fenomenologia di Husserl[15], riportando un voto di 110/110 e lode con dignit di stampa[14], e nel 1934 ottenne la libera docenza in filosofia del diritto, che gli apr le porte nel 1935 all'insegnamento, dapprima all'Universit di Camerino, poi all'Universit di Siena e a Padova (dal 1940 al 1948). Nel 1934 pubblic il primo libro, L'indirizzo fenomenologico nella filosofia sociale e giuridica.

1992 14 aprile 1994) Membro della terza commissione permanente (Affari esteri, emigrazione) (31 maggio 1994 8 maggio 1996) Membro della seconda commissione permanente (Giustizia) (30 maggio 1996 22 aprile 1998) Membro della settima commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali) (23 aprile 1998 21 luglio 1998) Membro della settima commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali) (22 luglio 1998 17 marzo 1999) Membro della dodicesima commissione permanente (Igiene e sanit) (18 marzo 1999 29 maggio 2001) Membro della quinta commissione permanente (Bilancio) (16 aprile 2002 9 gennaio 2004) Membro della sesta commissione permanente (Finanze e tesoro) (22 giugno 2001 16 aprile 2002) Pagina istituzionale (http://www.senato.it /leg/09/BGT/Schede/Attsen/00000288.htm)

Torino, 8 luglio 1935 XIII Eccellenza! Vostra Eccellenza vorr perdonarmi se oso rivolgermi direttamente a Lei, ma la cosa che mi riguarda di tale e cos grande importanza che non credo vi sia altro mezzo pi adatto e pi sicuro per venire ad una soluzione. Io, Norberto Bobbio di Luigi, nato a Torino nel 1909, laureato in legge e in filosofia, sono attualmente libero docente in Filosofia del Diritto in questa R. Universit; sono iscritto al P.N.F. e al Guf dal 1928, da quando cio entrai allUniversit, e fui iscritto allAvanguardia Giovanile nel 1927, da quando cio fu istituito il primo nucleo di Avanguardisti nel R. Liceo dAzeglio per incarico affidato al compagno Barattieri di San Pietro e a me; per uninfermit infantile, che mi ha lasciato lanchilosi della spalla sinistra, sono stato riformato alla visita militare e non ho mai potuto iscrivermi alla Milizia; sono cresciuto in un ambiente familiare patriottico e fascista (mio padre, chirurgo primario allOspedale S. Giovanni di questa citt, iscritto al P.N.F. dal 1923, uno dei miei due zii paterni Generale di Corpo dArmata a Verona, laltro Generale di Brigata alla Scuola di Guerra); durante gli anni universitari ho partecipato attivamente alla vita e alle opere del Guf di Torino con riviste Goliardiche, numeri unici e viaggi studenteschi, s da essere stato incaricato di tenere discorsi commemorativi della Marcia su Roma e della Vittoria agli studenti delle scuole medie; infine in questi ultimi anni, dopo aver conseguito la laurea in legge e in filosofia, mi sono dedicato totalmente agli studi di filosofia del diritto, pubblicando articoli e memorie che mi valsero la libera docenza, studi da cui trassi i fondamenti teorici per la fermezza delle mie opinioni politiche e per la maturit delle mie convinzioni fasciste. Il 15 maggio di questanno sono stato perquisito dalla polizia politica (perquisizione che fu anche estesa a mio padre e a mia madre) e per quanto la perquisizione non abbia trovato nulla di importante fui arrestato e tenuto in prigione per sette giorni in attesa di un interrogatorio; dopo un interrogatorio di pochi minuti, di cui si steso verbale, fui subito rilasciato. Tutto questo avvenne senza che mi si dicesse mai quali erano i motivi che avevano condotto a questi provvedimenti a mio carico, dal momento che nellinterrogatorio non mi furono opposte specifiche accuse, ma mi furono semplicemente chieste informazioni sulla conoscenza che risultava io avessi di persone non fasciste, domanda a cui io risposi, com scritto nel verbale, che essendo miei compagni di scuola o miei coetanei, non potevo fare a meno di conoscerli, e mi fu quindi chiesta la ragione per cui avevo collaborato alla rivista La Cultura, fatto di cui ho dato giustificazione in una lettera del 27 di giugno, richiestami da S. E. Starace, attraverso la Federazione di Torino. Avevo legittime ragioni per credere che la questione incresciosa fosse risolta, quando oggi ricevo intimazione di presentarmi il giorno 12 corrente davanti alla Commissione provinciale della Prefettura per presentare le mie discolpe, esaminata la denuncia di ammonizione [] visti gli atti relativi da cui risulta che con la sua attivit svolta in unione a persone deferite di recente al Tribunale Speciale per appartenenza alla setta giustizia e libert, si reso pericoloso agli ordinamenti giuridici dello Stato. Ignoro quali siano gli atti da cui possa risultare tutto questo complesso di accuse, dal momento che risultarono negative a mio riguardo sia la perquisizione, sia linterrogatorio; n posso credere che possa costituire valido argomento di accusa la perquisizione fattami di una fotografia del dott. Leone Ginzburg in data 1928 (quando entrambi avevamo 19 anni, nel periodo in cui eravamo compagni di scuola); n tanto meno la collaborazione da me prestata (collaborazione che si riduce ad una recensione pubblicata nel numero di marzo di questanno) alla rivista La Cultura, che una delle pi antiche e note riviste letterarie italiane, dal momento che questa collaborazione non poteva celare per evidenti motivi, n da parte mia n da parte di coloro che mi invitavano a collaborare, nessun sottinteso politico, ma dimostrava semplicemente in me il desiderio di cooperare modestamente ed onestamente ad unattivit culturale pubblicamente apprezzata e controllata. Dichiaro in perfetta buona fede che laccusa su riferita, che non soltanto nuova ed inaspettata ma anche ingiustificata, date le risultanze della perquisizione e dellinterrogatorio, mi addolora profondamente e offende intimamente la mia coscienza fascista, di cui pu costituire valida testimonianza lopinione delle persone che mi hanno conosciuto e mi frequentano, degli amici del Guf e della Federazione. Rinnovo le mie scuse a Vostra Eccellenza se ho presunto di voler fare giungere sino a Lei le mie parole, ma mi ha spinto la certezza che Ella nel Suo elevato senso di giustizia voglia fare allontanare da me il peso di unaccusa, a cui la mia attivit di cittadino e di

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studioso non pu aver dato fondamento e che contrasta con quel giuramento che io ho prestato con perfetta lealt. Le esprimo il sentimento della mia devozione. Norberto Bobbio Torino, via Sacchi 66 (Copia conservata allACS, Ministero Interno, Direzione generale di P.S., Divisione AA.GG.RR., sez. 1, Confino, registrata il 18 luglio 1935, protocollo n. 710-11647, col titolo Esposto di Norberto Bobbio a S. E. il capo del Governo.[17])

La chiara reputazione fascista di cui godeva la famiglia gli permise per una piena riabilitazione, tanto che, pochi mesi dopo, con il richiesto intervento di Mussolini e di Gentile, ottenne la cattedra di filosofia del diritto a Camerino. in questi anni che Norberto Bobbio deline parte degli interessi che saranno alla base della sua ricerca e dei suoi studi futuri: la filosofia del diritto, la filosofia contemporanea e gli studi sociali, uno sviluppo culturale che Bobbio vive contemporaneamente al contesto politico temporale. Un anno dopo le leggi razziali infatti, esattamente il 3 marzo 1939, giur fedelt al fascismo per poter ottenere la cattedra all'Universit di Siena. E la giur ancora nel 1940, a guerra dichiarata, per insediarsi alla cattedra del professor Adolfo Rav, allontanato dall'Universit di Padova perch ebreo. Inoltre scrisse e fece scrivere ulteriori ed analoghe lettere di perorazione della propria causa, emerse molti anni dopo. Questa parte della sua vita fu poi oggetto di svariate e severe critiche personali.

L'adesione al Partito d'azione


Nel 1942 partecip al movimento liberalsocialista fondato da Guido Calogero e Aldo Capitini, e nell'ottobre dello stesso anno ader al Partito d'azione clandestino. Nel 1943 spos Valeria Cova: dalla loro unione nacquero i figli Luigi, Andrea e Marco. Il 6 dicembre del 1943 fu arrestato a Padova per attivit clandestina e rimase in carcere per tre mesi. Nel 1944 venne pubblicato il saggio La filosofia del decadentismo, nel quale critic l'esistenzialismo e le correnti irrazionalistiche, rivendicando al contempo le esigenze della ragione illuministica.[18] Dopo la liberazione collabor regolarmente con Giustizia e Libert, quotidiano torinese del Partito d'azione, diretto da Franco Venturi. Collabor all'attivit del Centro di studi metodologici con lo scopo di favorire l'incontro tra cultura scientifica e cultura umanistica, e poi con la Societ Europea di Cultura. Nel 1945 pubblica un'antologia di scritti di Carlo Cattaneo, col titolo Stati uniti d'Italia, premettendovi uno studio, scritto tra la primavera del 1944 e quella del 1945 dove sosteneva che il federalismo come unione di stati diversi era da considerarsi superato dopo l'avvenuta unificazione nazionale. Il federalismo a cui pensava Bobbio era quello inteso come "teorica della libert" con una pluralit di centri di partecipazione che potessero esprimersi in forme di moderna democrazia diretta.[19]

L'attivit accademica
Nel 1948 lasci l'incarico a Padova e venne chiamato alla cattedra di filosofia del diritto dell'Universit di Torino, annoverando corsi di notevole importanza come Teoria della scienza giuridica (1950), Teoria della norma giuridica (1958), Teoria dell'ordinamento giuridico (1960) e Il positivismo giuridico (1961). Dal 1962 assunse l'incarico di insegnare scienza politica, che ricoprir sino al 1971; fu tra i fondatori della odierna facolt di Scienze politiche all'Universit di Torino insieme con Alessandro Passerin d'Entrves, al quale subentr nella cattedra di filosofia politica nel 1972 mantenendola fino al 1979 anche per l'insegnamento di Filosofia del diritto e Scienza politica. Dal 1973 al 1976 divenne preside della facolt ritenendo che mentre gli incarichi accademici fossero onerosi e senza onori era l'insegnamento l'attivit principale della sua vita: un abito e non solo una professione.

Il ritratto di Bobbio in Asia Maggiore di Franco Fortini


Delle Carte. Avr fra quaranta e cinquantanni. Da tutta la persona esprime, pi ancora che la forza intellettuale, un tipo di educazione ben radicato, una fedelt ai genitori e ai nonni. Lenergia delle convinzioni ha, in lui, la sola debolezza di esprimersi, appunto, come energia; senti che le virt di ordine, di tenacia, di sobriet mentale, di onest intellettuale gli sono ben coscienti. E sarebbero magari accompagnate da una qualche passione pedagogica, se non intervenisse a correggerle di tanto in tanto un sorriso, fra imbarazzo e ironico. autoironia, ogni qualvolta il discorso si permetta un aggettivo pi del necessario, Franco Fortini. una cadenza appena pi appassionata; imbarazzo, forse timidezza, tentativo appena abbozzato di mondanit e disinvoltura. Si capisce che da ragazzo devessere stato bravo e diligente e deve aver disprezzata ogni forma di mollezza sentimentale. Quando dorme non si rilascia. Il suo moralismo continuamente controllato, urbanissimo. Costringe allammirazione e al rispetto; ma senti che le sue preferenze e i suoi giudizi sulle cose e sugli uomini nascono da un orrore dellambiguit e dellincertezza. Il suo atteggiamento morale preferito certo questo: Vediamo un po. Se profondamente conservatore, lo nella volont pi che nella persuasione di aver superato il decadentismo, di aver potuto approdare ad unet di ragione e di precisione nella quale tornino a valere le virt dei nonni e dei bisnonni, laconismo, chiarezza, decoro. Perch questo sia possibile, perch non gli venga mai meno la possibilit di una integrazione sociale nel mondo delle persone serie (la spartizione del mondo in persone serie e in dilettanti devessergli congeniale fin dallinfanzia), bisogna che, nel mondo turbinoso e rivoluzionario, una cittadella resista alla tentazione del disordine, non gi quella dello spirito critico libertino ma quello dello spirito libero scientifico. Se c dunque, nel gruppo nostro, una persona che non dovr abbandonarsi n al riso n al pianto ma solo allintelletto, essa Bobbio, cio Delle Carte, come volevo soprannominarlo per la sua somiglianza a Cartesio. Reagisce ai momenti di goliardia dei suoi colleghi universitari come doveva fare, da ragazzo, di fronte alle mattane dei compagni di scuola: apparente

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La politica, del resto, divenne via via un tema fondamentale nel suo percorso intellettuale e accademico, e parallelamente alla pubblicazioni di carattere giuridico, aveva avviato un dibattito con gli intellettuali del tempo; nel 1955 aveva scritto Politica e cultura, considerato una delle sue pietre miliari, mentre nel 1969 era uscito il libro Saggi sulla scienza politica in Italia.

Nei venticinque anni accademici all'ombra della Mole Antonelliana, Bobbio svolse anche diversi tra corsi su Kant, Locke, lavori su Hobbes e Marx, Hans Kelsen, Carlo Cattaneo, Hegel, Pareto, Gaetano Mosca, Piero Gobetti, Antonio Gramsci, e contribu con una pluralit di saggi, scritti, articoli ed interventi di grande rilievo che lo portarono, in seguito a diventare socio dell'Accademia dei Lincei e della British Academy.

indulgenza, sostanziale deplorazione. Di qui la sua frequente condanna del lassismo e dellinconseguenza dei popoli latini; un accentuato complesso di settentrionale; e lincrollabile persuasione che levoluzione delle genti che ci circondano, cio dei cinesi, non possa non essere comandata da quella concezione razionale del mondo che sorta in Europa dopo la Riforma. Il che certo verissimo, n pu esserci industrializzazione senza abito mentale scientifico n questo senza Occidente, senza Europa. Ma in Delle Carte questa correttissima, anzi lampante verit non va disgiunta dalla coscienza della superiorit indiscutibile della civilt occidentale; s che tu sei continuamente costretto, parlando con lui, ora a sottolineare la sostanziale identit umana di noi occidentali e degli orientali cinesi, a negare lesistenza di misteri della Cina questa invenzione occidentale ora invece a mettere in evidenza quello che, dei caratteri tradizionali di questa civilt, forse da salvare in una sintesi avvenire. Lhonnte homme Delle Carte, invece, diffida dellavvenire; lavvenire buio. Una diffidenza che pu essere timore, non timore vile, ma proiezione in avanti dello sguardo pessimistico rivolto al passato, alla storia. Solo due volte ho visto Delle Carte entusiasmarsi: la prima, durante la sfilata del Primo Ottobre, la seconda alle note della Habanera di Bizet; entusiasmo breve, subito pentito; il demonio mostrava le bout de loreille, poi tornava ad acquattarsi.[20]

Significativa la collaborazione, sul tema pacifista, col filosofo e amico antifascista Aldo Capitini, le cui riflessioni comuni sfoceranno nell'opera I problemi della guerra e le vie della pace (1979).

L'attivit politica
Nel 1953 partecip alla lotta condotta dal movimento di Unit popolare contro la legge elettorale maggioritaria e nel 1967 alla Costituente del Partito socialista unificato. Nel tempo delle contestazioni giovanili, Torino fu la prima citt a farsi carico della protesta, e Bobbio, fautore del dialogo, non si sottrasse ad un difficile confronto con gli studenti, tra i quali il suo stesso primogenito. Nel contempo, venne anche incaricato dal Ministero per la Pubblica Istruzione quale membro della Commissione tecnica per la creazione della facolt di sociologia di Trento. Nel 1971 Bobbio fu tra i firmatari della lettera aperta pubblicata sul settimanale L'Espresso sul caso Pinelli. Suo figlio Luigi militava all'epoca in Lotta Continua, un'organizzazione della sinistra extraparlamentare che si distinse per suoi violenti attacchi al commissario stesso, sospettato dell'omicidio del ferroviere Pinelli. Nel 1998 Norberto Bobbio in una lettera indirizzata ad Adriano Sofri pubblicata su La Repubblica ripudi il tono del linguaggio utilizzato nell'appello ma senza ritrattarne l'adesione al contenuto di critica sui fatti legati a Piazza Fontana.[22] Il 14 febbraio 1972 scrivendo a Guido Fass intorno al problema democratico, Bobbio si sfogava sostenendo che questa nostra democrazia divenuta sempre pi un guscio vuoto, o meglio un paravento dietro cui si nasconde un potere sempre pi corrotto, sempre pi incontrollato, sempre pi esorbitante [...] Democrazia di fuori, nella facciata. Ma dietro la tradizionale prepotenza dei potenti che non sono disposti a rinunciare nemmeno a un'oncia del loro potere, e lo mantengono con tutti i mezzi, prima di tutto con la corruzione [...] La democrazia non soltanto metodo, ma anche un ideale: l'ideale egualitario. Dove questo ideale non ispira i governanti di un regime che si proclama democratico, la democrazia un nome vano. Io non posso separare la democrazia formale da quella sostanziale. Ho il presentimento che dove c' soltanto la prima un regime democratico non destinato a durare [...] Sono molto amaro, amico mio. Ma vedo questo nostro sistema politico sfasciarsi a poco a poco [...] a causa delle sue interne, profonde, forse inarrestabili degenerazioni.[23]

Guido Calogero e Norberto Bobbio alla Rencontres internationales de Genve (settembre 1953).[21]

A met degli anni settanta, nel solco di un sempre pi vivace impegno civile, ed alle soglie di uno dei periodi pi drammatici in Italia (culminato col rapimento e l'omicidio di Aldo Moro), provoc un vivace dibattito sia negando l'esistenza di una cultura fascista che trattando estensivamente sui rapporti tra democrazia e socialismo. L'8 maggio 1981, alla vigilia dei referendum sull'aborto, rilascia un'intervista al Corriere della sera nella quale afferma la sua contrariet all'interruzione della gravidanza in qualunque periodo e per qualsiasi motivo.[24] Successivamente la sua attenzione si concentr a favore di una "politica per la pace", con dei motivati distinguo a supporto del diritto internazionale in occasione della guerra del golfo del 1991.[25]

La nomina a senatore a vita


Nel 1979 fu nominato professore emerito dell'Universit di Torino e nel 1984, ai sensi del secondo comma dell'articolo 59 della Costituzione italiana, avendo illustrato la Patria per altissimi meriti in campo sociale e scientifico, fu nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini. In quanto membro del Senato si iscrisse prima come indipendente nel gruppo socialista, poi dal 1991 al gruppo misto ed infine dal 1996 al gruppo parlamentare del Partito Democratico della Sinistra, poi divenuto dei Democratici

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di sinistra.[26] Nel 1994, dopo la stagione di mani pulite, e la cosiddetta fine della Prima Repubblica, venne pubblicato il saggio Destra e sinistra, i cui contenuti provocarono un notevole dibattito culturale, agitando non poco l'humus della politica italiana. Il libro tocc le cinquecentomila copie vendute in pochi mesi e venne ripubblicato l'anno successivo, riveduto e ampliato, con risposte ai critici. A riconoscimento di un'intera vita lucidamente dedicata alle scienze del diritto, della politica, della filosofia e della societ, tra dubbio e metodo, tra ethos e laicit, Bobbio ricevette lauree honoris causa da molte universit, tra le quali quelle di Parigi (Nanterre), Buenos Aires, Madrid (tre, in particolare alla Complutense) e Bologna,[28] e vinse il Premio Balzan del 1994,[29] ed il Premio Agnelli nel 1995.

Norberto Bobbio e Natalia Ginzburg a Barolo per festeggiare gli ottant'anni di Vittorio Foa (4 ottobre 1990).[27]

Nel 1997 pubblic la sua autobiografia. Nel 1999 usc una terza edizione aggiornata del suo best seller, ormai tradotto in una ventina di lingue. Nel 2001 mor la moglie Valeria, e Bobbio inizi un graduale ritiro dalla vita pubblica, pur rimanendo in attivit e curando ulteriori pubblicazioni. Fecero rumore le sue osservazioni critiche sia nei confronti di Silvio Berlusconi che della partitopenia (ossia mancanza di partiti)[30], e le riflessioni sulla crisi della sinistra e della socialdemocrazia europea. Il 18 ottobre 2003, ricevette il "Sigillo Civico" della sua Torino "per l'impegno politico e il contributo alla riflessione storica e culturale". Dopo avervi trascorso la maggior parte della vita, Norberto Bobbio mor a Torino il 9 gennaio 2004. Secondo le sue volont, alcuni giorni dopo la morte, la salma venne tumulata, con una cerimonia civile strettamente privata nel cimitero di Rivalta Bormida, comune piemontese in provincia di Alessandria.[31]

Pensiero
Mi ritengo un uomo del dubbio e del dialogo. Del dubbio, perch ogni mio ragionamento su una delle grandi domande termina quasi sempre, o esponendo la gamma delle possibili risposte, o ponendo ancora un'altra grande domanda. Del dialogo, perch non presumo di sapere quello che non so, e quello che so metto alla prova continuamente con coloro che presumo ne sappiano pi di me. (Norberto Bobbio, Elogio della mitezza, Linea d'ombra edizioni, Milano 1994, p. 8.)

Il pensiero di Norberto Bobbio si forma nei primi decenni del Novecento in una temperie filosofica dominata dell'idealismo. Tuttavia, come molti studiosi torinesi, non abbraccia mai questa visione del mondo: dopo un primo accostamento alla fenomenologia, significativamente attestato dalle sue opere sulla filosofia di Husserl, si avvicina al filone neorazionalista e neoempirista fiorito in Europa, specialmente oltralpe in Germania ed attorno al Circolo di Vienna.

Firma di Norberto Bobbio.

Negli anni quaranta e cinquanta Bobbio entra in contatto con la filosofia analitica di tradizione anglosassone. Compie studi di analisi del linguaggio, tracciando le prime linee di ricerca della scuola analitica italiana di filosofia del diritto, di cui ancora oggi riconosciuto figura eminente di riferimento. Al riguardo vanno menzionati perlomeno i due saggi: Scienza del diritto e analisi del linguaggio del 1950 e Essere e dover essere nella scienza giuridica del 1967. Dedica studi specifici a Hobbes, a Vilfredo Pareto e a molti filosofi e teorici della politica di cui gi s' detto. Vede nell'Illuminismo un modello di rigore e di rifiuto del dogmatismo di cui riprende l'ideale razionalistico, traducendolo anche nell'analisi del sistema democratico e parlamentare. Sino dagli anni cinquanta si occupa di temi quali la guerra e la legittimit del potere, dividendo la sua produzione tra la filosofia giuridica, la storia della filosofia e i temi di attualit politica. Durante gli ultimi anni del fascismo, Bobbio matura la convinzione della necessit di uno stato democratico, che sgombri il campo dal pericolo della politica ideologizzata e delle ideologie totalitarie sia di destra che di sinistra; auspica una gestione laica della politica e un approccio filosofico-culturale ad essa, che aiuti a superare la contrapposizione fra capitalismo e comunismo e a promuovere la libert e la giustizia. Nel saggio Quale socialismo? (1976), Bobbio critica sia la dialettica marxista sia gli obiettivi dei movimenti rivoluzionari, sostenendo che le conquiste borghesi dovevano estendersi anche alla classe dei proletari. Bobbio ritiene fallimentare solo l'esperienza marxistaleninista, mentre prevede che le istanze di giustizia rivendicate dai marxisti possano, in futuro, riaffiorare nel panorama politico. Il pensiero di Bobbio diviene cos, soprattutto tra gli intellettuali dell'area socialista, un modello esemplare, grazie al suo 'sapere impegnato', certamente pi preoccupato di seminare dubbi che di raccogliere consensi. Egli stesso riprender la riflessione su un tema a lui caro, quello del rapporto tra politica e cultura, proponendo, tra le pagine di MondOperaio, una autonomia relativa della cultura rispetto alla politica secondo la quale la cultura non pu n deve essere ridotta integralmente alla sfera del politico. Nel 1994 esce l'opera Destra e sinistra, nella quale Bobbio focalizza le differenze fra le due ideologie e i due indirizzi politico-sociali; la destra, secondo l'autore, caratterizzata dalle tendenze alla disuguaglianza, al conservatorismo ed ispirata da interessi, mentre la sinistra persegue l'uguaglianza, la trasformazione, ed sospinta da ideali. In quest'opera, Bobbio si esprime anche in favore dei diritti animali[32].

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Nell'opera L'et dei diritti (1990), Bobbio individua i diritti fondamentali che consentono lo sviluppo di una democrazia reale e di una pace giusta e duratura. Una partecipazione collettiva e non coercitiva alle decisioni comunitarie, una contrattazione delle parti, l'allargamento del modello democratico a tutto il mondo, la fratellanza fra gli uomini, il rispetto degli avversari, l'alternanza senza l'ausilio della violenza, una serie di condizioni liberali, vengono indicati da Bobbio come capisaldi di una democrazia, che seppur cattiva, preferibile ad una dittatura. Per tutta la vita scrittore di numerosissimi articoli, anche tramite interviste, Norberto Bobbio incarna l'ideale della filosofia critica e militante che lo vede protagonista anche del Centro di studi metodologici di Torino e tra i fondatori del Centro studi Piero Gobetti di Torino che conserva la sua biblioteca e il suo archivio.

Maestri, amici e allievi


Nell'ultimo libro che raccoglie saggi, scritti e testimonianze su maestri, amici ed allievi, Bobbio comincia ricordando i tre maestri Francesco Ruffini, Piero Martinetti e Tommaso Fiore. L'elenco degli amici lungo e annovera compagni di studio come Antonino Repaci[33][34] come Renato Treves e Ludovico Geymonat e colleghi come Nicola Abbagnano, Bruno Leoni, Alessandro Passerin d'Entrves e Giovanni Tarello. Bobbio ricorda poi gli allievi Paolo Farneti e Uberto Scarpelli che, come Bobbio stesso scrive, nel 1972 fu naturaliter suo successore a Torino sulla cattedra di Filosofia del diritto. Traggono ispirazione dal pensiero di Bobbio le "lezioni Bobbio", svoltesi nel 2004, e la manifestazione "Biennale Democrazia" di Torino.

Onorificenze
Medaglia d'oro ai benemeriti della scuola della cultura e dell'arte Roma, 2 giugno 1966.[35] Gran Croce del Merito Civile Roma, 10 febbraio 1984.[2] Laurea honoris causa in Scienze Politiche Universit degli Studi di Sassari, 5 maggio 1994.[2] Onorificenza dellOrdine Messicano Aquila Azteca Torino, 21 novembre 1994.[2]

Opere principali
L'indirizzo fenomenologico nella filosofia sociale e giuridica, Torino, 1934 Scienza e tecnica del diritto, Torino, 1934 L'analogia nella logica del diritto, Torino, 1938 La consuetudine come fatto normativo, Padova, 1942 La filosofia del decadentismo, Torino, 1945 Stati Uniti d'Italia, 1945 Teoria della scienza giuridica, Torino, 1950 Politica e cultura, Torino, 1955 Studi sulla teoria generale del diritto, Torino, 1955 Teoria della norma giuridica, Torino, 1958 Teoria dell'ordinamento giuridico, Torino, 1960 Il positivismo giuridico, Torino, 1961 Locke e il diritto naturale, Torino, 1963 Italia civile, Torino, 1964 Giusnaturalismo e positivismo giuridico, Milano, 1965 Da Hobbes a Marx, Napoli, 1965 Profilo ideologico del Novecento italiano, Torino, 1960, 1990 (nuova ed.) Saggi sulla scienza politica in Italia, Torino, 1969 Diritto e Stato nel pensiero di E. Kant, Torino, 1969 Una filosofia militante: studi su Carlo Cattaneo, Torino, 1971 Quale socialismo, Torino, 1977 Il problema della guerra e le vie della pace, Bologna, 1979 Studi hegeliani, Torino, 1981 Ideologie e il potere in crisi, Firenze, 1982 Il futuro della democrazia, Torino, 1984 Maestri e compagni, Firenze, 1984 Il terzo assente, Torino, 1988

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Thomas Hobbes, Torino, 1989 L'et dei diritti, Torino, 1989 Il dubbio e la scelta. Intellettuali e potere nella societ contemporanea, Roma, 1993 Elogio della mitezza e altri scritti morali, Milano, 1994 Destra e sinistra, Roma, 1994 Eguaglianza e libert, Torino, 1995 De senectute, Torino, 1996 Autobiografia, Roma, Bari, 1999 Teoria generale della politica, Torino, 1999 Trent'anni di storia della cultura a Torino (1920-1950), Torino, 2001 Il dubbio e la scelta, Roma: Carocci, 2001 Dialogo intorno alla repubblica, Bari, 2001 Liberalismo e Democrazia, Simonelli Editore, Milano, 1985, 2006 Contro i nuovi dispotismi. Scritti sul berlusconismo, edizioni Dedalo 2008

Note
1. ^ Premio "Artigiano della Pace" giovanipace.sermig.org (http://giovanipace.sermig.org/index.php?option=com_content& view=article&id=2827:premio-qartigiano-della-paceq& catid=166:old&Itemid=255&lang=it) 2. ^ a b c d e f Premi e riconoscimenti a Norberto Bobbio www.centenariobobbio.it (http://www.centenariobobbio.it /it/norberto-bobbio/premi-e-riconoscimenti.html). URL consultato il 3 dicembre 2013. 3. ^ Fondazione Internazionale Balzan Premiati: Norberto Bobbio www.balzan.org (http://www.balzan.org/it/premiati/norbertobobbio) 4. ^ Hegel-Preis der Landeshauptstadt Stuttgart - Stadt Stuttgart: Bisherige Preistrger - www.stuttgart.de (http://www.stuttgart.de /hegelpreis) 5. ^ Pier Paolo Portinaro, op. cit., pp. 3-4, nota 1: Luigi Ferrajoli, L'itinerario di Norberto Bobbio: dalla teoria generale del diritto alla teoria della democrazia, in Teoria politica, XX, 2004, n. 3, p. 127 [...]. 6. ^ N. Bobbio, op. cit., p. LIV, nota 11: significativo che nella sua ultima lezione accademica tenuta come titolare della cattedra di Filosofia della politica a Torino il 16 maggio 1979, presente come egli stesso ricorder il collega cui mi sentivo intellettualmente e politicamente pi vicino, Alessandro Passerin d'Entrves, Bobbio abbia citato con forza la celebre frase che subito dopo la Prima guerra mondiale, di fronte agli allievi, che pretendevano dal celebre professore un orientamento politico, Max Weber pronunci: La cattedra non n per i demagoghi n per i profeti. (N. Bobbio, Il mestiere di vivere, il mestiere di insegnare, il mestiere di scrivere, colloquio con Pietro Polito, in Nuova Antologia, a. CXXXIV, vol. 583, fasc. 2211, lugliosettembre 1999, pp. 5-47). 7. ^ N. Abbagnano, Storia della filosofia, IX. Il pensiero contemporaneo: il dibattito attuale, UTET per Gruppo Editoriale L'Espresso S.p.A., Torino 2006, pp. 459-460. 8. ^ a b N. Bobbio, op. cit., p. 203. 9. ^ N. Bobbio, op. cit., p. XVII. 10. ^ N. Bobbio, Elogio della mitezza, Linea d'ombra edizioni, Milano 1994, p. 8. 11. ^ N. Bobbio, op. cit., seconda tavola fuori testo. 12. ^ Scrive Bobbio: [Fui] esonerato, per mia vergogna, dalle ore di ginnastica per una malattia infantile restata, almeno per me, misteriosa. (Norberto Bobbio, De senectute, cit. pp. 27, 31 e passim, Giulio Einaudi editore 1996) 13. ^ Norberto Bobbio, ibidem 14. ^ a b Fondo Norberto Bobbio L'Inventario: Stanza studio Bobbio (SB) www.centrogobetti.it (http://www.centrogobetti.it /images/stories/SB_Stanza_Studio_Bobbio.pdf), pp. 213-214. URL consultato il 4 dicembre 2013. 15. ^ N. Bobbio, op. cit., p. 18. 16. ^ La lettera al Duce Avevo dimenticato perch me ne vergognavo. In tanti abbiamo rimosso il fascismo perch ce ne vergognavamo. (Norberto Bobbio, Il Foglio 12 novembre 1999) Nel giugno 1992 la rivista Panorama pubblic una lettera che il venticinquenne libero docente Bobbio aveva inviato nel 1935 a Mussolini con la quale chiedeva che venisse annullata un'"ammonizione" a suo carico dopo l'arresto subito nello stesso anno, con la condanna al carcere per 15 giorni, con la motivazione di appartenenza al gruppo antifascista di "Giustizia e libert". Insieme a lui erano stati arrestati Giulio Einaudi, Vittorio Foa, Cesare Pavese, Franco Antonicelli, Luigi Salvatorelli, Augusto Monti: esponenti di spicco dell'opposizione torinese al regime fascista. Nella lettera al Duce Bobbio scriveva dei suoi studi dai quali aveva conseguito i fondamenti teorici per la fermezza delle mie opinioni politiche e per la maturit delle mie convinzioni fasciste. Riguardo poi ai complici arrestati assieme a lui, osservava che essendo miei compagni di scuola o miei coetanei non potevo fare a meno di conoscerli e di tutto l'accaduto egli porgeva nuovamente le scuse a Vostra Eccellenza. Sebbene nel 1943 fosse stato nuovamente arrestato per attivit clandestina antifascista, tuttavia Bobbio non si perdon mai quel cedimento giovanile al regime fascista e, in un'intervista a Repubblica del 16 giugno 1992, l'ormai anziano filosofo dichiar di essere profondamente pentito per quella lettera al duce ma che nello stesso tempo non riteneva che quel pentimento bastasse ad annullare la colpa. Un giudizio severo verso se stesso confermato in una lettera inedita, ora pubblicata, diretta a Danilo Zolo, professore di Filosofia del diritto (Danilo Zolo, "L'alito della libert", Feltrinelli editore, 2008). Scrive Bobbio il 7 luglio 1992: ...quella storia l'avevo in parte raccontata, salvo la maledetta lettera, che avevo completamente rimossa ... nessuno l'aveva mai notata (anche perch la Nuova Antologia non Panorama). Bobbio ricorda che in quegli anni la dittatura fascista era durissima con gli oppositori e che lo stesso Foa si era preso otto anni di carcere per aver semplicemente distribuito dei manifestini. Il filosofo sostiene che ormai nel 1935 egli non si considerava pi fascista ma, e questo dice, molto difficile farlo capire ai giovani d'oggi, ... occorreva fare dei compromessi per sopravvivere, per non dover rinunciare al proprio lavoro, o andare a finire in prigione o al confino. Aggiunge che tanti come lui avevano fatto quei compromessi col regime fascista ma i miei, per quello che avvenuto dopo, appaiono naturalmente pi gravi...Non voglio aver l'aria di mendicare giustificazioni. Ci sono stati pur coloro che non hanno fatto compromessi. Bobbio quindi non si autoassolve. Anzi, egli cerc in ogni modo di ... impedire o almeno frenare i miei difensori che gli esprimevano la loro solidariet quando l'articolo di Panorama pubblic la sua lettera. Visto inutile ogni tentativo ... mi sono deciso all'ultimo momento a scrivere quel breve articolo su La Stampa, in cui mi prendevo tutte le responsabilit. Ancora nel 1999, sulla scia di polemiche giornalistiche tornate all'attenzione dell'opinione pubblica, sul suo epistolario fascista in giovent, decise nuovamente di raccontare la verit riguardo alla sua adesione al fascismo, stavolta con una pi esplicita coscienza: Ero, come posso dirlo? Come posso dirlo senza mascherarmi

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nell'indulgenza con me stesso? Ero immerso nella doppiezza, perch era comodo fare cos. Fare il fascista tra i fascisti e l'antifascista con gli antifascisti. Oppure, e lo dico per dare un'interpretazione pi benevola, era solo uno sdoppiamento quasi consapevole tra il mondo quotidiano della mia famiglia fascista e il mondo culturale antifascista. Uno sdoppiamento tra il me politico e il me culturale. (Da un'intervista a Pietrangelo Buttafuoco su Il Foglio del 12 novembre 1999) Bobbio in realt non fece mai mistero dei suoi trascorsi, e il mondo intellettuale a lui pi affine, che lo considerava punto di assoluto riferimento, gli tribut comunque ampia solidariet. 17. ^ N. Bobbio, op. cit., pp. 29-32. 18. ^ Nicola Abbagnano, Storia della filosofia, volume 9. Il pensiero contemporaneo: il dibattito attuale, UTET, Torino 1998, p. 361. 19. ^ Norberto Bobbio, Tra due repubbliche: alle origini della democrazia italiana, Donzelli Editore, 1996 pag.149 ISBN 88-7989-211-8 20. ^ Franco Fortini, Asia Maggiore, Einaudi, Torino 1956, pp. 121-123. 21. ^ N. Bobbio, op. cit., decima tavola fuori testo. 22. ^ "Non dobbiamo chiedere scusa per Piazza Fontana" (http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica /1998/03/28/non-dobbiamo-chiedere-scusa-per-piazzafontana.html) 23. ^ Guido Fass, La democrazia in Grecia, Giuffr Editore, Milano 1999, p. XI. 24. ^ Intervista a Bobbio: no all'aborto (http://www.magdanegri.it /index.php?option=com_content&task=view&id=566&Itemid=63) 25. ^ La guerra del Golfo Delle venticinque lettere inedite che fanno parte della corrispondenza epistolare che Bobbio tenne con Danilo Zolo e che ora sono state rese pubbliche nel volume L'alito della libert a cura dello stesso Zolo, interessante quella del 25 febbraio 1991 riguardante la "Guerra del Golfo" che vide protagonisti nel gennaio del 1991 gli Stati Uniti di George Bush senior, le forze dell'ONU e vari paesi arabi alleati contro l'Iraq di Saddam Hussein che aveva invaso il Kuwait. Bobbio defin "giusta" questa guerra non rendendosi conto che quella parola ... poteva essere interpretata in modo diverso da come l'avevo intesa io... come guerra "giustificata" in quanto rispondente a un'aggressione. Bobbio quindi si lament delle polemiche nate al riguardo da parte di "pacifisti da strapazzo". Il fatto che l'ONU, scrisse Bobbio, avesse autorizzato l'intervento in guerra contro l'Iraq, la rendeva "legale", in questo senso, "giusta". Bobbio per riconobbe che l'ONU fosse stato successivamente, nel corso della guerra, messo da parte e gli "spietati bombardamenti" su Baghdad hanno fatto s che si possa temere che ...se la pace sar instaurata con la stessa mancanza di saggezza con cui stata condotta la guerra, anche questa guerra sar stata, come tante altre inutile. 26. ^ Senato della Repubblica (http://www.senato.it/leg/13 /BGT/Schede/Attsen/00000288.htm) 27. ^ N. Bobbio, op. cit., ventesima tavola fuori testo.

28. ^ Centenario Norberto Bobbio (http://www.centenariobobbio.it /en/premi.shtml) 29. ^ Premio Balzan (http://www.balzan.com /it%5CPremiati%5CNorbertoBobbio.aspx) 30. ^ I timori di Bobbio Democrazia senza partiti - La Repubblica (http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica /1999/06/26/timori-di-bobbio-democrazia-senza-partiti.html) 31. ^ Ha lasciato scritto Norberto Bobbio: Ho compiuto 90 anni il 18 ottobre. La morte dovrebbe essere vicina a dire il vero, l'ho sentita vicina tutta la vita. Non ho mai neppure lontanamente pensato di vivere cos a lungo. Mi sento molto stanco, nonostante le affettuose cure di cui sono circondato, di mia moglie e dei miei figli. Mi accade spesso nella conversazione e nelle lettere di usare l'espressione 'stanchezza mortale'. L'unico rimedio alla stanchezza 'mortale' il riposo della morte. Decido funerali civili in comune accordo con mia moglie e i miei figli. In un appunto del 10 maggio 1968 (pi di trent'anni fa) trovo scritto: vorrei funerali civili. Credo di non essermi mai allontanato dalla religione dei padri, ma dalla Chiesa s. Me ne sono allontanato ormai da troppo tempo per tornarvi di soppiatto all'ultima ora. Non mi considero n ateo n agnostico. Come uomo di ragione e non di fede, so di essere immerso nel mistero che la ragione non riesce a penetrare fino in fondo, e le varie religioni interpretano in vari modi. Alla morte si addice il raccoglimento, la commozione intima di coloro che sono pi vicini, il silenzio. Breve cerimonia in casa, o, se sar il caso, in ospedale. Nessun discorso. Non c' nulla di pi retorico e fastidioso dei discorsi funebri.(Ne La Repubblica del 10 gennaio 2004 la cronaca del funerale di Bobbio.) 32. ^ Mai come nella nostra epoca sono state messe in discussione le tre fonti principali di disuguaglianza: la classe, la razza ed il sesso. La graduale parificazione delle donne agli uomini, prima nella piccola societ familiare e poi nella pi grande societ civile e politica uno dei segni pi certi dell'inarrestabile cammino del genere umano verso l'eguaglianza. E che dire del nuovo atteggiamento verso gli animali? Dibattiti sempre pi frequenti ed estesi, riguardanti la liceit della caccia, i limiti della vivisezione, la protezione di specie animali diventate sempre pi rare, il vegetarianesimo, che cosa rappresentano se non avvisaglie di una possibile estensione del principio di eguaglianza al di l addirittura dei confini del genere umano, un'estensione fondata sulla consapevolezza che gli animali sono eguali a noi uomini, per lo meno nella capacit di soffrire? Si capisce che per cogliere il senso di questo grandioso movimento storico occorre alzare la testa dalle schermaglie quotidiane e guardare pi in alto e pi lontano. (da Destra e sinistra, Donzelli, Roma 1994) 33. ^ Antonino Repaci, magistrato e uomo della Resistenza, nipote di Leonida Repaci 34. ^ Istituto storico della Resistenza e della societa' contemporanea in provincia di Cuneo (http://beniculturali.ilc.cnr.it:8080 /Isis/servlet/Isis?Conf=/usr/local/IsisGas/InsmliConf /Insmli.sys6t.file&Obj=@Insmlid.pft&Opt=search& Field0=%22=C05/00062/00/00/00000/000/000%22) 35. ^ Sito della Presidenza della Repubblica (http://www.quirinale.it /elementi/DettaglioOnorificenze.aspx?decorato=9087), www.quirinale.it

Bibliografia
Norberto Bobbio in Alberto Papuzzi, Autobiografia, Editori Laterza, 1997. ISBN 88-420-5228-0. Pier Paolo Portinaro, Introduzione a Bobbio, Editori Laterza, 2008. ISBN 978-88-420-8632-1. Norberto Bobbio in Marco Revelli, Etica e politica. Scritti di impegno civile, Mondadori, 2013. ISBN 9788804633884. Voce "Norberto Bobbio" in AA. VV., Biografie e bibliografie degli Accademici Lincei, Accademia dei Lincei, Roma 1976, pp. 749750 Enrico Lanfranchi, Un filosofo militante. Politica e cultura nel pensiero di Norberto Bobbio, Bollati Boringhieri, Torino 1989; Nunzio Dell'Erba, Norberto Bobbio l'accento sulla democrazia, in "Storia e problemi contemporanei", luglio-dicembre 1990, a. III, n. 6, pp. 3341. Angelo Mancarella, Norberto Bobbio e la politica della cultura. Le sfide della ragione, "Ideologia e Scienze sociali", 26, Lacaita Editore, Bari-Roma 1995 Giuseppe Gangemi, Meridione, Nordest, Federalismo. Da Salvemini alla Lega Nord, Rubbettino, Soveria Mannelli 1996 Girolamo Cotroneo, Tra filosofia e politica. Un dialogo con Norberto Bobbio, Rubbettino, Soveria Mannelli 1998

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Silvio Paolini Merlo, Consuntivo storico e filosofico sul "Centro di Studi Metodologici" di Torino (1940-1979), Pantograf (CNR), Genova 1998 Tommaso Greco, Norberto Bobbio. Un itinerario intellettuale tra filosofia e politica, Donzelli, Roma 2000 Costanzo Preve, Le contraddizioni di Norberto Bobbio. Per una critica del bobbianesimo cerimoniale, CRT, Pistoia 2004 Gustavo Zagrebelsky, Massimo L. Salvadori, Riccardo Guastini, Norberto Bobbio tra diritto e politica, Laterza, Roma-Bari 2005 Marco Revelli (a cura di), Norberto Bobbio maestro di democrazia e di libert, Cittadella Editrice, Assisi 2005 Valentina Paz (a cura di), L'opera di Norberto Bobbio. Itenerari di lettura, Franco Angeli, Milano 2005 Roberto Giannetti, Tra liberaldemocrazia e socialismo. Saggi sul pensiero politico di Norberto Bobbio, Plus, Pisa 2006 Antonio Punzi (a cura di), Omaggio a Norberto Bobbio (1909-2004). Metodo, linguaggio, Scienza del diritto, Giuffr, Milano 2007 Paola Agosti, Marco Revelli (a cura di), Bobbio e il suo mondo. Storie di impegno e di amicizia nel '900, Aragno, Torino 2009 Enrico Peyretti, Dialoghi con Norberto Bobbio su politica, fede, nonviolenza , Claudiana, Torino (2011) Nunzio Dell'Erba, Norberto Bobbio, in Id., Intellettuali laici nel '900 italiano", Vincenzo Grasso editore, Padova 2011, pp. 235254 Pier Paolo Portinaro, Bobbio, Norberto (http://www.treccani.it/enciclopedia/norberto-bobbio_(Il-Contributo-italiano-alla-storiadel-Pensiero:-Diritto)/) in Il contributo italiano alla storia del Pensiero Diritto, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2012.

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Collegamenti esterni
Le opere di Norberto Bobbio (Biblioteca e Archivio "Norberto Bobbio" del Centro Studi "Piero Gobetti" di Torino) (http://www.erasmo.it/gobetti/) "Dal Novecento al Duemila. Il futuro di Norberto Bobbio". Portale delle celebrazioni dei 100 anni dalla nascita di Norberto Bobbio (2009) (http://www.centenariobobbio.it/) Commemorazione di Norberto Bobbio (http://www.giornaledifilosofia.net/public/filosofiaitaliana/scheda_fi.php?id=14) Un'intervista (http://www.korazym.org/news1.asp?Id=5198) Epistolario (http://www.juragentium.unifi.it/it/QJGF/bobbio/appendix.htm) Norberto Bobbio - Danilo Zolo Norberto Bobbio (http://www.anpi.it/uomini/bobbio_norberto.htm), dal sito dell'ANPI - Associazione Nazionale Partigiani d'Italia (ultimo accesso
del 15 ottobre 2009)

Pensatore Politico: Norberto Bobbio (http://www.giovanidubbiosi.it/bobbio.htm) di Ludovico Martello Guido Calogero, Aldo Capitini, Norberto Bobbio - Tre idee di democrazia per tre proposte di pace (http://www.peacelink.it /pace/a/31215.html) Portale Biografie Portale Politica Portale Diritto Portale Storia Portale Filosofia

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