Sei sulla pagina 1di 94

LEZIONE UNDICI

Il concetto di casi. Il caso Genitivo.


CASI Le Lezioni 1-10 concernevano principalmente aggettivi e verbi. Quanto ai sostantivi, abbiamo soltanto discusso di come le loro forme plurali e duali sono costruite. Vi , comunque, molto di pi da dire circa la flessione del sostantivo Quen a. La seconda met! di questo corso sar! predominantemente concernente l"elaborato sistema di casi del Quen a, il quale invero l"aspetto pi caratteristico del linguaggio. # nel trattamento dei sostantivi c$e la struttura grammaticale del Quen a riflette pi c$iaramente due delle fonti di ispirazione di %ol&ien, il 'innico ed il Latino. ($e cosa sono, linguisticamente parlando, i casi) *n sostantivo pu+ avere molte funzioni in una proposizione. L",taliano pu+ indicare quale funzione un sostantivo $a per mezzo del solo ordine dei vocaboli. ,n una frase come -l"uomo ama la donna-, meramente l"ordine dei vocaboli c$e rivela il fatto c$e -l"uomo- il soggetto e -la donna- l"oggetto. La regola c$e assai presto s"introduce nel subconscio dei fanciulli cui si espone l",taliano recita pi o meno cos./ -,l sostantivo a fronte del verbo predicato il suo soggetto, mentre il sostantivo c$e viene dopo di esso normalmente il suo oggetto.- 0ve l"ordine dei vocaboli non sufficiente, l",taliano pu+ intrudere c$iarificanti preposizioni a fronte di un sostantivo, e.g. -al- in una proposizione come -l"1lfo porge un dono al 2ano-. Vi sono linguaggi c$e non necessiterebbero di avere un -al- qui3 in sua vece il sostantivo -2anoricorrerebbe in una forma speciale, flessiva. (erto, il Quen a $a anc$e preposizioni, e lo studente gi! ne avr! incontrate diverse/ nu -sotto-, or -sopra-, imb -tra-, ve -come-, mir -entro- 4il qual vocabolo, a proposito, formato dalla pi semplice preposizione mi -in-5. 6a una caratteristica della grammatica Quen a c$e dove l",taliano sovente piazzerebbe una preposizione a fronte di un sostantivo, o farebbe affidamento sull"ordine dei vocaboli soltanto ad indicare qual la funzione di un sostantivo, il Quenya avrebbe una speciale forma del sostantivo la quale di per s7 indica la sua funzione. %ali forme sostantive varie, specializzate sono denominate casi. 8er esempio, il nostro esempio in alto - -l"1lfo porge un dono al 2ano- - si tradurrebbe in Quen a pi o meno come i Elda anta anna i Naucon, ove la desinenza di caso -n aggiunta a Nauco -2ano- corrisponde alla preposizione ,taliana -al-. 4%ale particolare caso c$iamato dativo, da discutersi pienamente nella Lezione %redici.5

(erte preposizioni possono anc$e esigere c$e il vocabolo 4sostantivo oppure pronome5 c$e le segue appaia flessivo per qualc$e caso - talvolta prescindendo affatto dalla funzione normale, indipendente di tale caso. La preposizione rilevante quindi detta -reggere- 4o -governare-5 questo o quel caso. ,l medesimo fenomeno si pu+ trovare in inglese, se lo si guarda da presso. 6entre il sistema di casi pressoc$7 andato per quanto concerne i sostantivi inglesi, molti pronomi inglesi almeno preservano una specifica forma c$e usata quando il pronome l"oggetto e non il soggetto di una frase. 1cco perc$7 -8eter sa9 $e- :per -8eter gli disse-, 2.d.%.; errato3 si deve dire -8eter sa9 him-, con la forma oggetto di tale pronome. 4-<e- invece la forma soggetto, e pertanto affatto propria in una proposizione come -$e sa9 8eter-.5 6a mentre la funzione primaria della forma -$im- di fungere da oggetto di una frase, moltissime preposizioni esigono d"essere seguite da tale forma. 8er esempio, -from $e- :-da egli-, 2.d.%.; non suona bene3 deve essere -from $im-, sebbene -$im- non sia qui l"oggetto di una proposizione. Le forme sostantive Quen a sin qui discusse 4singolari, plurali oppure duali5 sono esempi del caso nominativo. La funzione grammaticale pi importante del nominativo c$e questa la forma c$e un sostantivo $a quando funziona come il soggetto di un verbo. 2ella Lezione (inque, trattammo assai brevemente un"altra forma del sostantivo - il caso accusativo, c$e la forma c$e un sostantivo assume quando l"oggetto di un verbo. ,l moderno inglese non preserva alcuna distinzione tra nominativo ed accusativo nei sostantivi 4sebbene una tale distinzione persista in parte della tabella dei pronomi, come il nominativo -$e- vs. l"accusativo -$im- nei nostri esempi sopra5. , sostantivi inglesi non cambiano la loro forma in dipendenza dal fatto c$e il sostantivo sia il soggetto oppure l"oggetto della proposizione - e neppure lo fanno i sostantivi nel Quen a della %erza 1ra. %ol&ien immagin+ un"arcaica forma del Quen a, il -Quen a Letterario-, c$e aveva un caso accusativo distinto nella forma dal nominativo. ,l sostantivo -nave- sarebbe cirya 4pl. ciryar5 se fosse usato come il soggetto di una proposizione, ma ciry 4pl. ciryai5 se apparisse come l"oggetto/ nominativo vs. accusativo. (omunque, l"accusativo distinto disparve dal linguaggio parlato nella %erra di 6ezzo3 la forma cirya 4pl. ciryar5 venne ad essere usata sia come soggetto c$e come oggetto. (os. si pu+ dire c$e nel Quen a della %erza 1ra, i casi nominativo ed accusativo erano giunti ad essere identici nella forma, oppure si pu+ dire c$e il nominativo era subentrato nelle funzioni al distinto accusativo cos. c$e, di fatto, non vi pi accusativo. =lla fin fine si riducono esattamente allo stesso.

6a per quanto ci noto, l"accusativo era il solo caso Quen a c$e fu perduto fra gli 1siliati. , rimanenti casi, in aggiunta al nominativo, sono il genitivo, il possessivo, il dativo, l"allativo, l"ablativo, il locativo, e lo strumentale. 4>ovrei aggiungere c$e apprendere le forme e le funzioni dei casi pi importante c$e non imparare i loro nomi Latini.5 Vi anc$e un misterioso caso c$e %ol&ien elenc+ nella Lettera 8lotz, ma senza discutere il suo nome od uso - cos. v" poco c$e ne posso dire qui. 2elle Lezioni 11-1?, ci distric$eremo attraverso la lista dei casi Quen a, discutendo le loro funzioni e come sono formati. 8recisamente in quanto abbiamo la benedetta Lettera 8lotz, siamo ora su di un terreno alquanto pi solido di quello su cui usualmente ci troviamo discutendo della grammatica Quen a. 4%ol&ien avrebbe dovuto realmente spedire a >ic& 8lotz anc$e una lista di pronomi e forme verbali@5 IL GENI!I"O ,nizieremo la nostra discussione dei casi Quen a con le poc$e forme sostantive Quen a c$e effettivamente $anno una 4sorta di5 diretta equivalente inglese. >ove il Quen a $a nove o dieci casi sostantivi, l"inglese ne $a soltanto due/ il nominativo e il genitivo. ,l nominativo si gi! discusso/ in inglese come in Quen a 1sule, un sostantivo appare al nominativo quando il soggetto oppure l"oggetto di un sostantivo :sospetto c$e in realt! si intendesse -di una frase-, 2.d.%.;. ,n ambo i linguaggi, il nominativo singolare pu+ ben essere considerato la forma pi semplice del sostantivo. 2on vi sono desinenze speciali o altri elementi flessivi a segnalare c$e -questa una forma nominativa-3 piuttsto l"assenza di alcun elemento di tal fatta c$e dice in quale caso il sostantivo. %utti gli altri casi - oppure in inglese, l"altro caso - mostrano speciali desinenze, per+. ,l solo caso del sostantivo del moderno inglese, eccetto il nominativo, il genitivo. 48rego osservare la grafia3 sono sfinito di vedere -genetivo- su certe mailing list.5 =l singolare, esso formato aggiungendo la desinenza 's al sostantivo, e.g. girl's da girl :"ragazza", 2.d.%.;. =l plurale, tale desinenza normalmente si fonde con la desinenza plurale -s, ma la sua teorica presenza celata in scrittura per mezzo di un apostrofo 4girls' per AAgirls's... Bollum avrebbe amato quest"ultima forma5. La funzione grammaticale di tale caso dovrebbe essere familiare abbastanza ad alcuno c$e sia capace di leggere questo testo3 gi! nella Lezione >ue, trattammo brevemente tale -forma di propriet!-. (ome asserito nel mio utile Oxford Advanced Learner's Dictionary of Current English, il caso genitivo usato ad indicare -fonte o possesso-. ,n una combinazione come the girl's doll :"la bambola della ragazza", 2.d.%.;, il

genitivo usato a coordinare due sostantivi cos. da indicare c$e il primo il proprietario o possessore dell"ultimo. 4Quest"ultimo termine col quale la forma genitiva connette, come -bambola- nel nostro esempio, talvolta detto essere governato dal genitivo. 8er converso, la forma genitiva stessa pu+ essere detta -dipendente da- quest"altro termine3 tale la formulazione di %ol&ien in *%/C1D.5 ,l genitivo inglese non connota necessariamente -propriet!- in senso stretto, ma pu+ anc$e essere usato a descrivere altre specie di -appartenenza-, tali come vincoli parentali - e.g. the girl's mother :"la madre della ragazza", 2.d.%.;. Quanto al genitivo c$e suggerisce la fonte, si pu+ pensare a frasi tali come the architect's dra ings 4i disegni realizzati dall"arc$itetto, non necessariamente posseduti da egli, ma originati da lui5. ,l sostantivo genitivo pu+ pure non denotare un essere senziente, e.g. !ritain's finest artists 4i migliori artisti c$e provengono daEvivono in Fritannia5. Quest"ultimo esempio pu+ anc$e ssere definito genitivo di localizzazione3 i migliori artisti di Fritannia sono i migliori artisti situati in !ritannia. ,l sostantivo da cui una forma genitiva dipendente pu+ ben essere un altro genitivo, il quale a sua volta si riferisce ad un terzo sostantivo - e.g. -t$e queen"s sister"s $ouse- :-la casa della sorella della regina", 2.d.%.;. ,n linea di principio si pu+ appendere un infinito numero di genitivi 4-t$e &ing"s fat$er"s aunt"s brot$er"s dog"s... :partendo dal termine, -del cane del fratello della zia del padre del re-, etc. etc.;5 - sebbene non dovrebbe essere un gran colpo per alcuno c$e le persone c$e si curano dello stile e leggibilit! normalmente non spingano ci+ troppo oltre. (irca come gli aggettivi, i genitivi possono essere utilizzati sia attributivamente c$e come predicati. %utti gli esempi in alto sono esempi di genitivi attributivi, c$e collaborano direttamente con un sostantivo dal quale il genitivo quindi dipende. *n genitivo dovrebbe tuttavia funzionare come un predicato in una proposizione come the boo" is #eter's :-il libro di 8eter-, 2.d.%.;. 6a piuttosto c$e utilizzare genitivi come predicati, l"inglese spesso fa ricorso a circonlocuzioni 4come the boo" belongs to #eter :-il libro appartiene a 8eter-, 2.d.%.;5. =ffatto sovente, l"inglese non adopera un genitivo, ma invece impiega una frase c$e coinvolge una preposizione - predominantemente of, e.g. the finest artists of !ritain piuttosto c$e !ritain's finest artists. ,n alcuni contesti, le costruzioni con -of-- sono effettivamente preferite ai genitivi, e.g. the end of the road piuttosto c$e the road's end :per -la fine della strada-, 2.d.%.;. ($e dire cos. del Quen a) Le funzioni dei genitivi inglesi, oltre c$e delle costruzioni inglesi -of--, sono ricoperte da due casi sostantivi Quen a3 discuteremo altri casi rilevanti nella successiva lezione. Le funzioni del caso

cui normalmente ci si riferisce come al genitivo Quen a sono alquanto pi limitate c$e non le funzioni del genitivo inglese. 6a prima di tutto, discutiamo di come il genitivo Quen a formato. La desinenza genitiva Quen a di base -o. 8artendo da sostantivi c$e dovrebbero essere ormai ben noti allo studente, si possono derivare genitivi come arano -del re-, t rio -della regina-, vendo -della fanciulla-. Ge il sostantivo gi$ termina in %o, la desinenza genitiva normalmente diviene -invisibile-. ,n *%/H si $a ciryamo per -del marinaio-. Questa la nostra sola attestazione di tale sostantivo, ma non vi ragione di dubitare c$e la sua forma nominativa -marinaio- sia parimenti ciryamo 4tale vocabolo ovviamente derivato da cirya -nave-, e la desinenza masc$ileEpersonale -mo :IJ/K00; ben attestata altrove/ perci+ cirya#mo L -nave-persona-5. *n nome come Ulmo potrebbe essere sia nominativo -*lmo- c$e genitivo -d"*lmo-3 il contesto deve determinare come la forma sia da intendersi. 4(omunque, nel caso di sostantivi in -o c$e $anno forme radicali speciali in -u, come curo, curu- -abile espediente-, si dovrebbe probabilmente vedere curuo come forma genitiva.5 Gostantivi c$e terminano in -a perdono tale vocale quando si aggiunge la desinenza genitiva -o/ dacc$7 la fonologia Quen a non permette la combinazione ao, essa semplificata in o. 8er esempio, &am'ri( dimostra c$e il genitivo -di Varda- "ardo, non AA"ardao. 2e segue, quindi, c$e poc$i sostantivi per altri versi distinti coincidono quanto al genitivo3 per esempio, sembrerebbe c$e anta -faccia- ed anto -bocca- abbiamo entrambi la forma genitiva anto. ,l contesto deve essere tenuto in conto per determinare quale sostantivo si intende. =l plurale, la desinenza genitiva -o si espande in -on 4come si vedr! pi tardi, il marcatore plurale -n occorre in diverse delle desinenze di casi Quen a5. %ale desinenza -on si aggiunge alla pi semplice forma plurale 4nominativa5 del sostantivo, in -r oppure -i. 8erci+ un plurale in r- come aldar -alberi- $a il genitivo plurale aldaron -degli alberi- - laddove un plurale in i- come eleni -stelle- $a la forma genitiva elenion -delle stelle-. 4Le normali regole di accentazione si applicano ancora, cos. mentre eleni accentata sulla prima sillaba, il tono deve cadere su -len- nella pi lunga forma elenion.5 =mbedue sono attestate in Gd=/ &am'ri( $a r mar aldaron per -ali degli alberi- 4una circonlocuzione poetica per -foglie-5, e 'rodo parlando in lingue arcane in (irit$ *ngol si rifer. ad 1Mrendil come ancalima elenion, -pi brillante delle stelle-. *n preminente esempio di un genitivo plurale il vero titolo del Silmarillion, formato dal nominativo plurale Silmarilli -i Gilmaril- :in italiano l"unica opportunit! di rendere plurale tale sostantivo premettervi un

articolo, del quale peraltro non v" traccia nell"originale "Gilmarils", 2.d.%.;. %ale titolo $a buon senso considerando c$e propriamente solo una met! di una pi lunga frase genitiva, c$e si trova sulla pagina del titolo c$e segue l"Ainulindal( ed il )ala*uenta/ $uenta Silmarillion, -La Gtoria dei Gilmaril-. (om" gi! evidente, un genitivo Quen a sovente meglio reso da una costruzione inglese in of-, non come un genitivo inglese con la desinenza -'s oppure -s'/ -Gtars" brig$test- o -t$e Gilmarils" <istor - :va da s7 c$e si tratta della versione inglese dei titoli di 1Mrendil e del Quenta pocanzi citati, 2.d.%.; non sarebbero in buon inglese. Quanto al genitivo duale, %ol&ien indic+ c$e la sua desinenza -to, c$e combina la desinenza duale -t con l"elementare desinenza genitiva -o. 2ella lettera 8lotz, %ol&ien us+ l"esempio ciryato, -d"una coppia di navi-. Vi qui un"incertezza, cui non si addita nella 8lotz/ la desinenza dovrebbe essere -to anc$e nel caso in cui i sostantivi $anno forme duali in -u piuttosto c$e -t) 0ppure la u semplicemente rimpiazzerebbe qui la t, cos. c$e tali sostantivi abbiano genitivi duali in -uo invece) (oncretamente/ se il nominativo -4i5 >ue =lberi- Aldu, il genitivo -de4i5 >ue =lberi- dovrebbe essere Alduto oppure Alduo) *na forma come Alduto avrebbe un doppio marcatore duale, sia u c$e t, ma allora i genitivi attestati plurali parimenti includerebbero doppi marcatori plurali 4elenion, aldaron5. 1ppure, non sono pronto ad escludere la possibilit! c$e genitivi in -u debbano avere genitivi in -uo, e.g. i cala Alduo per -la luce de4i5 >ue =lberi-. 6a dacc$7 il materiale pubblicato non permette certe conclusioni in tale materia, $o semplicemente evitato il problema negli esercizi in basso. Le speciali -forme radicali- di alcuni sostantivi sono rilevanti pure per la formazione di genitivi. >a r 4r v-5 -leone- si avrebbe il genitivo r vo -del leone-3 da n%s 4niss-5 -donna- si avrebbe nisso -della donna-. Le forme plurali sarebbero r vion -dei leoni- e nission -delle donne- - cfr. i nominativi plurali r vi, nissi. 2on sono affatto sicuro delle forme duali3 forse si pu+ avere r veto, nisseto 4una -e- c$e s"intrude prima della desinenza -to cos. c$e gruppi impossibili di consonanti non insorgano3 vedere le lezioni successive riguardo attestati esempi di una -e- aggiuntiva c$e viene innestata come queste5. Gin qui la formazione del genitivo3 ora dobbiamo ritornare alla sua funzione. ,n inglese, il genitivo assai spesso indica c$i possiede cosa, come in -t$e man"s $ouse- :"la casa dell"uomo", 2.d.%.;. ,nvero questa la principale funzione del genitivo inglese. (omunque, il caso genitivo Quen a non normalmente usato a descrivere semplice propriet! di oggetti. %ol&ien

annot+ espressamente c$e tale caso non era propriamente -:utilizzato; come un "possessivo", o aggettivalmente a descrivere qualit!- 4IJ/C?H5. 8er comprendere la sua funzione spesso utile serbare in mente la sua ultima derivazione. %ol&ien spieg+ c$e -la fonte della pi usata flessione "genitiva" del Quen a- era un antico elemento avverbiale o -preposizionalec$e fondamentalmente significa da. ,n conformit! con IJ/C?H, esso originariamente aveva la forma +O, oppure come un elemento aggiunto a sostantivi, -h,. Quest"ultima era la fonte diretta della desinenza di caso Quen a -o 4plurale -on5. 6a in conformit! con le Etimologie, il Quen a aveva anc$e una regolare preposizione &o -da-, ed in IJ/C?H %ol&ien menziona &'- -da- come un prefisso verbale, e.g. in &'tuli- -venire via- o letteralmente -da-giungere-. 8ure la desinenza di caso -o pu+ occasionalmente esprimere il concetto -da-, il pi elementare significato del primitivo elemento +O. 2ella prosa &am'ri(, abbiamo la riga "arda... ortan m ryat Oiolosso, -Varda... lev+ le sue mani da 0iolossN- 4essenzialmente lo stesso nella versione in Gd=, ma con un ordine dei vocaboli pi complicato, -poetico-5. La traduzione in Gd= recita -Varda... dal 6onte Gemprebianco $a sollevate le sue mani- - Oioloss -Gempre-bianco- essendo un nome di %aniquetil, il grande monte del Oeame Fenedetto ove 6an9N e Varda dimoravano. %uttavia, Oiolosso il nostro solo esempio del genitivo Quen a c$e viene usato con un tale significato. 48er -da-, il Quen a fa regolarmente uso di un altro caso - l"ablativo, da discutersi in una lezione successiva.5 2ormalmente, la desinenza -o vista acquisire altri significati, pi astratti. 2ondimeno, una importante funzione del genitivo Quen a c$iaramente riflette ancora l"idea di qualcosa c$e giunge -da- qualcosa o qualcun altro/ il genitivo Quen a pu+ essere usato a descrivere la sorgente, origine o precedente possessore di qualcosa - cosiddetti -genitivi derivativi4IJ/C?P5. %ol&ien spieg+ c$e r'ma Oromo -il corno di 0romN- si riferisce ad un corne che viene da 0romN, non ad un corno c$e 0romN ancora $a, oppure ancora aveva al tempo c$e viene considerato 4IJ/1?H5. 8arimenti, lamb Eldaron non potrebbe essere usato per -il linguaggio degli 1ldar-, poic$7 ci+ signific$erebbe -il linguaggio c$e proviene dagli 1ldar-3 %ol&ien aggiunse c$e una tale enunciazione sarebbe valida soltanto -in un caso ove l"intero linguaggio fosse adottato da un altro popolo- 4IJ/C?H-C?P5. =lla luce di ci+, la frase genitiva "ardo tellumar -le volte di Varda- in &am'ri( pu+ non necessariamente implicare c$e le celestiali -volte- fossero in qualc$e modo possedute da Varda, ma piuttosto c$e ella le cre+, c$e esse ebbero origine con lei. %ol&ien elenc+ anc$e -from among- :una specie di "da" con

connotazioni partitive, 2.d.%.; come uno dei significati del primitivo elemento +O, e tale significato discernibile in esempi di partitivo genitivo Quen a, il genitivo indicante di c$e qualcosa o qualcuno parte. 2ella frase E(rendil Elenion Ancalima -1Mrendil pi brillante delle stelle4Lettere/CHQ5, i vocaboli elenion ancalima effettivamente implicano -la pi brillante fra le stelle-/ dopo la sua mitica trasformazione, 1Mrendil c$e trasporta il Gilmaril egli stesso una delle stelle, come indicato dal capitolo Lo -pecchio di .aladriel nel Volume *no di Gd= 4-1Mrendil, la Gtella del Vespro, la pi amata dagli 1lfi, brillava c$iara sul suo capo.-5 Gembra c$e un partitivo genitivo possa denotare di c$e parte qualcosa pure in un senso interamente fisico/ in una frase tradotta -nelle mani delle 8otenze- :a volte anc$e -dei Gignori-, 2.d.%.;, il Canto di/0riel usa il genitivo plurale "alion per -delle 8otenze- 4sc. -dei "alar- - come indicato dalle Etmologie, voce !AL, "ali una valida alternativa a "alar come la forma plurale di "ala5. Le mani dei Valar, ogniqualvolta essi sono incarnati, sono fisicamente parte dei Valar stessi. La relazione tra un luogo e qualcosa localizzato in *uel luogo pu+ anc$e essere espressa per mezzo del caso genitivo 4cfr. il nostro esempio -Fritain"s finest artists-5. &am'ri( $a Calaciryo m%ri per -i gioielli di (alacir a- 4Calacirya -Luce-crepaccio- essendo un luogo nel Oeame Fenedetto3 osservare c$e come nel caso di "ardo -di Varda-, la desinenza genitiva -o ing$iotte la finale -a5. 'orse questo pu+ essere analizzato anc$e come un partitivo genitivo, se qualcosa localizzato in un luogo in qualc$e modo considerato una parte di quel luogo. *na costruzione pi astratta, ma forse fondamentalmente simile si trova nel .iuramento di C0rion/ Elenna)n'ro alcar -la gloria della terra di 1lenna- o letteralmente -4la5 d"1lenna-terra gloria- :la versione pubblicata parla invece di "%erra della Gtella", traducendo quindi anc$e il termine 1lfico, 2.d.%.;. Ge non si percepisce la alcar o gloria come in qualc$e modo -localizzata- in 1lenna 4L 2Rmenor5, si deve pensare di essa come emanante da 1lenna, cos. c$e il genitivo denoti la sorgente. 4Vedere la lezione successiva concernente il caso comparabile alcar Oromo.5 , Legami di parentela sono denotati dal caso genitivo. 2el Galuto di Farbalbero a (eleborn e Baladriel occorre la frase genitiva vanim lion nostari, -genitori di bellissimi fanciulli- 4Lettere/C0H5 o pi letteralmente -procreatori di leggiadri- 4G>/DC5 - vanim li significando -leggiadri4genitivo pl. vanim lion5 e nostari significando -procreatori-. Gi potrebbe anc$e argomentare c$e tale esempio mostra c$e un sostantivo c$e denota qualc$e sorta di agente, ed un altro sostantivo c$e denota quel c$e tale agente fa a qualcosa, possono essere coordinati per mezzo del caso genitivo

4i -leggiadri- furono generati dai procreatori5. Qualunque sia il caso, si $anno altri esempi di legami di parentela descritti per mezzo di un genitivo. 2ell",ndice del -ilmarillion, voce -'igli di ,lRvatar-, apprendiamo c$e questa una traduzione di *%ni Il+vataro. >acc$7 ,lRvatar 4-8adre di %utto-5 un titolo di >io, tale esempio alquanto profondo. (i+ vale anc$e per Amill Eruva lisso -6adre di divina grazia-, una frase ricorrente nella traduzione Quen a di %ol&ien della Litania di Loreto 4V%KK/1S3 questo Amill -6adre- T Eruva -divino, di >io- T lisso, genitivo di liss -grazia, dolcezza-5. (omunque, il caso genitivo dovrebbe certamente essere usato anc$e in frasi tali come -i figli del re- 4probabilmente i arano yondor5. 'ino a quando il caso genitivo descrive relazioni tra i genitori e la loro prole, si potrebbero analizzare le costruzioni come genitivi derivativi, i genitori essendo l"origine fisica dei loro figli. 6a nell"esempio Indis i)Ciryamo -la 6oglie del 6arinaio- 4*%/H5, il genitivo insindacabilmente descrive un legame di parentela e niente altro, dacc$7 il -6arinaio- non in alcun modo la sorgente od origine di sua moglie. 'orse si pu+ generalizzare anc$e pi oltre e dire c$e le relazioni tra persone possono essere descritte dal caso genitivo Quen a. ,n IJ/C?P, %ol&ien indic+ c$e il genitivo dovrebbe essere usato in una frase tale come El,- Aran Sindaron -1l9N :L %$ingol;, Oe dei Gindar :1lfi Brigi;-. Qui la relazione quella tra un governante ed il governato. La medesima costruzione potrebbe comunque essere usata con riferimento all"area c$e governata/ -Oe di LestanUrN- sarebbe Aran Lestan'ro 4LestanUrN essendo il nome Quen a della terra c$iamata Doriath in Gindarin5. ,l caso genitivo pu+ anc$e riferirsi ad oggetti c$e sono governati/ in un libello c$e accompagnava un"esposizione ai 6arquette *niversit =rc$ives nel Gettembre 1PHC, il Catalogue of an Exhibit of the 1anuscripts of 2334, %aum Gantos&i present+ la traduzione Quen a di %ol&ien del titolo -Gignore degli =nelli-/ *eru i .illion, c$e &eru -signore- T i -gli- T quello c$e probabilmente il genitivo plurale di un sostantivo mill -anello-, non altrimenti attestato. ,n Gd= stesso, il vocabolo Quen a per -anello- dato invece come corma, 'rodo e Gam essendo acclamati come Cormacolindor o 8ortatori dell"=nello 4tale vocabolo occorrendo nell"1logio di (ormallen5. 8er -Gignore degli =nelli- potremmo pertanto esserci aspettati *eru i Cormaron, ma in qualc$e modo, la frase *eru i .illion conferma c$e il caso genitivo pu+ essere usato per descrivere la relazione tra un governante ed il governato 4popolo, area oppure oggetto5. *no dei significati pi astratti c$e il caso genitivo pu+ assumere di L riguardo a, concernente, come in $uenta Silmarillion -la Gtoria dei 4L concernente i5 Gilmaril-. *n altro esempio attestato /uental Noldoron -la

storia dei 2oldor- 4V%CP/1?5. 8u+ ben essere c$e il genitivo possa essere usato in tal senso anc$e in connessione con verbi come nyar- -riferire, rapportare- o /uet- -parlare-, e.g. nyarnen i Eldo -riferii dell"1lfo- o i Naucor /uetir alt &armaron -i 2ani parlano di grandi tesori-. >ifettiamo di esempi attestati, per+. %alvolta il significato preciso di un genitivo difficile da definire c$iaramente. 2el famoso saluto elen s%la l+menn0 omentielvo, -una stella brilla sull"ora del nostro incontro- o letteralmente -...our meeting"s $our- :in lingua originale, 2.d.%.;, il genitivo semplicemente coordina i sostantivi -incontro- ed -ora- ad indicare c$e l"-incontro- ebbe luogo nell"-ora-. 2ella frase *eren Istarion -0rdine degli Gtregoni- 4*%/CHH5, ci si pu+ domandare se il genitivo Istarion -degli Gtregoni- implic$i c$e l"ordiner fosse fondato da stregoni, c$e appartenesse a stregoni, c$e fosse costituito di stregoni, c$e esso organizzasse o controllasse 4oppure fosse controllato da5 stregoni, etc. ,n tutta verosimiglianza, diverse o tutte queste sfumature di significato potrebbero essere coinvolte al tempo stesso. Gi consideri inoltre tale passaggio da Gd=, nel capitolo Le Case di .uarigione nel terzo volume/ ,n quel momento entr+ l"esperto in erbe. "La vostra signoria $a c$iesto della foglia di re, poic$7 tale il nome c$e gli incolti danno a questa pianta," disse, "nella lingua nobile viene c$iamata athelas, e coloro c$e comprendono qualc$e parola di Valinoreano..." ",o lo parlo," disse =ragorn, "e non m"importa c$e tu la c$iami as(a aranion o foglia di re, purc$7 tu ne abbia." (os. asa aranion il Quen a 4o -Valinoreano-5 per -foglia di re-, l"erba c$iamata athelas in Gindarin. ,l vocabolo asa si riferisce a qualc$e sorta di utile o benefica pianta, ma qual preciso significato il genitivo plurale aranion -di re- esprime qui) , re non possedevano od originavano la foglia di re3 essa era meramente usata da essi a scopi curativi. = meno c$e questa sia comparabile ad una costruzione Calaciryo m%ri a causa del fatto c$e la foglia di re era fisicamente con i re quando la usavano per guarire 4-vita al morente E in mano di re giacente@-5, dobbiamo concludere c$e il genitivo possa anc$e essere usato ad indicare stati piuttosto mal definiti di -appartenenza-, o mera associazione. 'inalmente posso menzionare una funzione del genitivo c$e era sconosciuta fino ai primi del S00S, quando avevo gi! completata la prima versione di questo corso/ fu manifesto c$e la frase -pieno di :qualcosa;- resa come /uanta -pieno- T un sostantivo al genitivo. ,l nostro esempio

attestato alquanto profondo/ nella sua traduzione Quen a dell"=ve 6aria, pubblicata per la prima volta in 4yali( 4yelelli5va V1H, %ol&ien rendeva la frase -piena di grazia- come /uanta Eruanno. (i+ sembra indicare, letteralmente, -piena del dono di >io- 4dacc$7 Eruanno pi! verosimilmente la forma genitiva di Eruanna, cfr. anna -dono-5. La medesima costruzione sarebbe presumibilmente da usarsi in un contesto pi triviale, cos. c$e -pieno d"acqua- pu+ essere reso /uanta neno 4il sostantivo -acqua- essendo n1n, nen-5. 2on si $anno esempi attestati d"una forma genitiva Quen a c$e funzioni come il predicato di una proposizione - ma neppure ci alcuna particolare ragione di dubitare c$e 4diciamo5 -l"anello di Gauron- potrebbe esser reso i corma n Saurondo. 4,l nome Sauron probabilmente $a la forma radicale Saurond-, data la derivazione c$e %ol&ien indic+ nelle Lettere/CH0.5 Ordine dei vocaboli6 nella versione in prosa di &am'ri(, %ol&ien piazz+ un genitivo a fronte del sostantivo da cui era dipendente/ Aldaron lassi L letteralmente -d"albero ali-, 'maryo l%rinen L letteralmente -nella di lei voce canto-, Calaciryo m%ri L letteralmente -di (alacir a gioielli- - cfr. la traduzione interlineare in OB10/??-?D. 4>ovrebbe essere notato c$e aldaron lassi fu alterato da lassi aldaron nella versione -poetica- in Gd=.5 Gopra l"intera versione -in prosa-, %ol&ien piazz+ anc$e il soprascritto Altariello naini, -d"=ltariel 4L di Baladriel5 lamento-. 7l .iuramento di Cirion mostra il medesimo ordine dei vocaboli/ N'ro alcar -la gloria della terra- o letteralmente -4della5 terra gloria-, Elendil vorondo voron, -la fede d"1lendil il 'ido- o letteralmente -d"1lendil 4il5 'ido la fede- 4la desinenza genitiva essendo annessa all"ultimo vocabolo nella frase Elendil voronda -1. :il; 'ido-3 come d"uso, la desinenza soppianta una -a finale5. ,n Gd= abbiamo anc$e elenion ancalima per -delle stelle" :la; pi brillante- L -la pi brillante de:lle; stelle-. (os. in prosa normale, il genitivo dovrebbe sempre precedere, proprio come il genitivo inglese in 's) 2on necessariamente, sembrerebbe. La maggior parte dei genitivi Quen a attestati segue il sostantivo da cui dipendono, con il medesimo ordine dei vocaboli di una costruzione inglese of-. 2el caso della maggior parte di tali attestazioni, non abbiamo ragione di supporre c$e l"ordine dei vocaboli sia particolarmente -poetico-/ $uenta Silmarillion -Gtoria dei Gilmaril-, *eru i .illion -Gignore degli =nelli-, l+menn0 omentielvo -sull"ora del nostro incontro-, asa aranion -as(a :pianta officinale; dei re4foglia di re3 gli ultimi due esempi sono da Gd=5, *%ni Il+vataro -'igli di ,lRvatar- 4,ndice del -ilmarillion5, mannar "alion -nelle mani dei Gignori-

4Canto di /0riel5, *eren Istarion -0rdine degli Gtregoni- 4*%/CHH5, 2el'ri "alion -=lture di (inta dei Vali :Valar;- 46O/1H5, aran Sindaron -Oe dei Gindar- 4IJ/C?P5, Aran Lestan'ro -Oe del >oriat$- 4ibid85, i e/uessi 3+milo -i detti di ORmil- 4IJ/CPH5, lamb Eldaron o lamb $uendion -il linguaggio degli 1lfi- 4IJ/C?HE86/CPQ5, 3it&il#Anamo -=nello del 'ato4IJ/K015. 0ve %ol&ien rese una tale costruzione impiegando un genitivo inglese in -'s, dovette di necessit! invertire l"ordine dei vocaboli Quen a/ Indis i)Ciryamo -%$e 6ariner"s Iife :la 6oglie del 6arinaio, 2.d.%.;4*%/H5. *n potenziale travisamento pu+ qui essere menzionato/ occasionalmente si vedono persone completamente sedotte dalle costruzioni inglesi of-, c$e pensano c$e la desinenza genitiva -o dovrebbe apparire al medesimo posto nella frase della preposizione inglese of. 8ertanto finiscono con l"annettere la desinenza genitiva al vocabolo sbagliato in un disperato tentativo di copiare l"ordine inglese di tutti gli elementi nella frase. ($iedere a dieci persone di tradurre -la gloria di =man- in una frase genitiva Quen a, ed una buona scommessa pensare c$e diversi di essi giungeranno a qualcosa come i alcaro Aman, c$e effettivamente significa -l"=man di gloria- o -=man della gloria-@ (i+ c$e si voleva Amano alcar 4penso -gloria d"=man-5 o 4i5 alcar Amano. Quanto all"ordine dei vocaboli impiegato quando una preposizione usata in congiunzione con una frase genitiva, la versione in prosa di &am'ri( fornisce lo strano esempio "ardo nu luini tellumar. %ol&ien tradusse ci+ come -sotto le azzurre volte di Varda-. (ome vediamo, l"enunciazione Quen a letteralmente -di Varda sotto azzurre volte-, la preposizione che segue il sostantivo genitivo - un ordine vieppi inaspettato, specialmente considerando c$e questa si suppone essere normale prosa. 8er+ la versione in prosa di &am'ri( $a anc$e ve aldaron r mar per -come le ali degli alberi- 4o letteralmente -come ali d"alberi-5. Qui l"ordine dei vocaboli esattamente quello c$e ci aspetteremmo, vale a dire preposizione T genitivo T il sostantivo c$e governa 4non AAaldaron ve r mar o c$e altro mai@5 Gi tentati di presumere c$e "ardo nu luini tellumar sia semplicemente un errore per )nu "ardo luini tellumar. = tale stadio almeno, utilizzerei l"ordine dei vocaboli -stile inglese- esemplificato da ve aldaron r mar. 'orse "ardo nu luini tellumar un esempio dell"oltremodo esoterica sintassi preferita dagli 1ldar, i cui pensieri non sono come quelli degli *omini 6ortali... o forse solo un refuso. >obbiamo attendere la pubblicazione di altro materiale.

L'uso dell'articolo6 un genitivo determina il sostantivo da cui dipendente, proprio come l"articolo determinativo/ Indis i)Ciryamo significa -la 6oglie del 6arinaio-. 2on pu+ essere interpretato -una moglie del marinaio- in un senso indefinito o indeterminato, sebbene l"articolo determinativo i sia scomparso prima del sostantivo indis -moglie, sposa-. Gtessa cosa con lamb $uendion -il linguaggio degli 1lfi- 486/CPQ, enfasi aggiunta53 non pu+ essere interpretato -un linguaggio degli 1lfi-, poic$7 lamb determinato dal genitivo $uendion. (fr. l"inglese -t$e 1lves" language- L -il :non un; linguaggio degli 1lfi-, sebbene non vi sia -il- prima di -linguaggioin una frase come -t$e 1lves" language-. Gi deve comprendere c$e mentre il primo sostantivo di una costruzione inglese of- pu+ essere o non essere definito e conformemente riceve l"articolo appropriato 4il oppure un5, un sostantivo Quen a c$e si connetta con un susseguente genitivo sempre determinato, se sia usato o no l"articolo i. ,l sistema effettivamente il medesimo dell"inglese, con una minor complicazione aggiunta/ laddove un genitivo inglese precede sempre il sostantivo da cui dipendente, un genitivo Quen a pu+ venire pure dopo tale sostantivo. Quest"ultimo ordine dei vocaboli inevitabilmente fa pensare alle costruzioni inglesi of-, ma esse non sono strettamente comparabili per quanto concerne la grammatica sebbene le frasi genitive Quen a siano spesso meglio rese come costruzioni inglesi of-. >ove il genitivo segue il sostantivo da cui dipende, l"uso dell"articolo determinativo prima di tale sostantivo apparentemente opzionale. ,l sostantivo in ogni modo definito, cos. includere l"articolo in certo qual modo superfluo3 finora abbiamo gli esempi i arani Eldaron -i re degli 1ldar- 4IJ/C?P5 ed i e/uessi 3+milo -i detti di ORmil- 4IJ/CPH5. E/uessi 3+milo, arani Eldaron senza l"articolo avrebbero significato precisamente la stessa cosa. 8er converso, la frase indis i ciryamo -la moglie del marinaio- potrebbe presumibilmente essere stata espansa a leggersi i indis i ciryamo -la moglie del marinaio-, di nuovo senza alterare il significato. 2essun esempio attestato di un genitivo che precede seguito da un articolo. 6a se si pu+ scegliere liberamente tra i e/uessi 3+milo e solo e/uessi 3+milo, forse c$e tale principio si applic$erebbe ancora se il genitivo muove all"inizio della frase) 3+milo e/uessi -di ORmil detti- certamente una valida formulazione, ma c$e dire di 3+milo i e/uessi) Garebbe questa egualmente possibile, oppure suonerebbe cos. strambo come -di ORmil i detti- in ,taliano) ,o, per parte mia, eviterei tale incerta e non attestata costruzione. 8oc$e preposizioni governano il caso genitivo. Gi detto c$e + -senza-

normalmente seguita da genitivo, %ol&ien menzionando l"esempio + calo -senza luce- 4V%CP/1K5. %ale calo sembrerebbe essere la forma genitiva di un sostantivo cala -luce- 4come in Cala/uendi -Luce-elfi- o Calacirya -Luce-crepaccio-5. Compendio della Lezione 9ndici6 il sostantivo Quen a flessivo per un certo numero di casi, speciali forme sostantive le quali c$iarificano quale funzione un sostantivo $a in una proposizione. Le forme sin qui discusse sono esempi del caso nominativo, usato quando un sostantivo il soggetto oppure l"oggetto di una proposizione 4un distinto caso -oggetto-, l"accusativo, era occorso tempo addietro ma cadde in disuso in Quen a 1sule5. ,l caso genitivo Quen a $a la desinenza -o 4c$e soppianta una -a finale, ove sia presente53 la forma plurale -on 4aggiunta al nominativo plurale5, laddove genitivi duali ricevono la desinenza -to 4ma sostantivi con forme nominative duali in -u dovrebbero con ogni possibilit! avere genitivi duali in -uo piuttosto c$e -uto5. ,l sostantivo governato dal genitivo pu+ venire o prima o dopo di esso3 3+milo e/uessi oppure 4i5 e/uessi 3+milo funziona egualmente bene per -i detti di ORmil-. ,l genitivo Quen a indica propriamente sorgente oppure origine 4includendo precedenti possessori5, ma ricopre anc$e pi relazioni tra persone 4come legami di parentela5, tanto quanto la relazione tra un governante ed il governato 4popolo oppure territorio5. =nc$e -Wo X- o -X Wo- possono implicare -X di W- nel senso c$e X una parte fisica di W, oppure 4se W un vocabolo plurale5 X c$e uno di W. 8erci+ 1Mrendil detto essere elenion ancalima -la pi brillante delle 4Efra le5 stelle-. La relazione tra un luogo e qualcosa localizzato in quel luogo pu+ anc$e essere espressa per mezzo di un genitivo/ Calaciryo m%ri -i gioielli di (alacir a-. *n genitivo pu+ anc$e esprimere -di L riguardo a, concernente-, come in $uenta Silmarillion -la Gtoria dei Gilmaril-. ,noltre, la preposizione + -senza- normalmente assume il caso genitivo. "OCA4OLA3IO cainen -diecilaman 4lamn-5 -animale- 4la forma radicale pu+ anc$e essere semplicemente laman-, ma qui
useremo lamn-5

yulma -coppalim5 -vino- 4entro i miti di %ol&ien, lim5 era qualc$e speciale bevanda degli 1lfi o dei Valar - ma
nelle Etimologie, voce L7#, %ol&ien forn. anc$e la glossa parentetica -vino-, e 9e utilizzeremo qui il vocabolo in quel senso5

rass -corno- 4-specialmente su animali viventi, ma anc$e applicato a monti- - 1tim., voce 3A-5 toron- 4torn-5 -fratello-

.enel -il firmamento, cielo, i cieli- 4ma il vocabolo Quen

a singolare. 1sso apparentemente non usato in un senso religioso, ma si riferisce solamente ai cieli fisici. (fr. .eneltarma -8ilastro del (ielo- come il nome della montagna centrale in 2Rmenor. ,l vocabolo .enel $a iniziale maiuscola ed apparentemente trattato come un nome proprio, perci+ non ric$iede alcun articolo.5

ulya- -versare- 4passato transitivo ulyan, intransitivo ull5 s%r -fiumecilya -crepaccio, gola- 4anc$e cirya, come in Calacirya -8asso di Luce- o -Luce-crepaccio-, il
qual nome effettivamente appare come Calacilya in alcuni testi - ma dacc$7 cirya significa anc$e -nave-, qui useremo cilya5

anto -bocca- 4con ogni possibilit! rappresentando il primevo amat,, amto3 se cos. esso
verosimilmente proviene dal medesimo radicale del verbo mat- -mangiare-5

+ preposizione -senza- 4normalmente seguita dal genitivo5 ESE3CIZI 1. %radurre in ,taliano/ A. *irnent i 6irin o&taro macil. !8 .enelo eleni s%lar. C8 !irnen i nisso &endu. D8 Cenuvant Aran Atanion ar ily n'rion. E8 Coa + talamion um an,a coa. /8 I t rio +mi torni merir tur Ambaro lier. .8 I rassi i lamnion nar alt. +8 I cainen r vi lintav manter i rocco &r v. S. %radurre in Quen a/ 78 Bli uccelli del cielo vedranno dieci guerrieri tra i grandi fiumi. 28 Lo sc$iavo del re vers+ vino nella pi grande delle coppe. :;1aggiore< pi=
grande; > analta8 4empo di ripetere la Lezione Cin*ue< ove discutemmo i superlativi?@

A8 ,l fratello dell"1lfo radun+ 4assieme5 i dieci libri sulle stelle. L. ,l grande fiume della landa si riversava entro una gola. 1. *n uomo senza una bocca non pu+ parlare. Bche si tratti di un embrione di motto
proverbiale? &8d848C

&8 <o visto la pi grande di tutte le montagne sotto il cielo. O. Voglio trovare una terra senza grandi animali come i leoni. #8 Vedrai un animale senza corna :duale6 un paio di corna@

LEZIONE DODICI
Il caso 2ossessivo#A77etivale. Sostantivi "erbali o Astratti e

come intera7iscono con i casi Genitivo e 2ossessivo.


Questa lezione principalmente votata ad un caso c$e per la sua funzione per molti versi complemento del caso genitivo. 6a prima di tutto, lasciatemi dire c$e non vi facile risposta alla domanda su come tale caso dovrebbe essere c$iamato. %ol&ien lo elenc+ nella Lettera 8lotz, ma non gli diede nome. =l caso in -o oppure -on c$e si discusso nella precedente lezione ci si riferisce semplicemente come al -genitivo- in diverse fonti. 6a in IJ/C?P, %ol&ien si riferisce alle forme in -o4n5 come a -genitivi partitividerivativi-, laddove l"altro caso c$e ora discuteremo c$iamato -:genitivo; possessivo-aggettivale-. =lla pagina precedente, egli annotava riguardo al caso con la desinenza -o4n5 c$e -esso propriamente era utilizzato partitivamente, oppure a descrivere la sorgente od origine, non come un 'possessivo'- 4enfasi aggiunta5. ,l contesto indica c$e l"altro caso c$e and+ a descrivere D usato come un -possessivo-. (os. semplicemente per avere una designazione quantomeno acconcia di tal caso, adottero il termine possessivo come suo nome. 4*n altro termine plausibile -caso aggettivale-, il quale utilizzato anc$e da alcuni studiosi.5 Il 2OSSESSI"O 8er la sua funzione, tale caso - piuttosto c$e il caso in -o4n5 c$e %ol&ien normalmente definisce -genitivo- discutendo la grammatica Quen a corrisponde molto meglio al genitivo inglese in -"s. %uttavia, in certi contesti tale caso meglio tradotto anc$e utilizzando le costruzioni inglesi of-. ,l caso possessivo formato aggiungendo la desinenza -va, e.g. Eldava come forma possessiva di Elda. 2el caso di un sostantivo c$e termina in una consonante, la desinenza probabilmente prende invece la forma -,a. L"assunto per cui la desinenza -va appare nella forma variante -,a dopo le consonanti supportato anc$e da questo fatto/ il suffisso -va in origine una mera desinenza aggettivale, c$e si trova pure in taluni aggettivi comuni, ed in tali casi la si vede apparire come -,a seguendo una consonante - e.g. an,a -reale, effettivo, vero- oppure &el,a -azzurro pallido-. ,n 1lfico 8rimordiale, la desinenza aveva la forma - E, ma in Quen a, la normalmente divenne v quando intervocalica 4ricorrente tra due vocali5. (fr. un altro comune aggettivo c$e mostra tale desinenza, tereva -fine, acuto-, il qual vocabolo %ol&ien annot+ essere stato terF E in 1lfico 8rimordiale 4vedere 1tim., voce 4E3, 4E3E-5. >acc$7 la maggior parte dei sostantivi Quen a termina in una vocale, la di - E tipicalmente divenne intervocalica quando tale desinenza era aggiunta, e normalmente volse in v 4e.g. EldE% E, Elda E divenendo Eldava, proprio come terF E

divenne tereva5. 6a se si combina tale desinenza con un sostantivo c$e termina in una consonante, e.g. atar -padre- 4invariato sin dall"1lfico 8rimordiale5, atar% E presumibilmente produrrebbe il Quen a atar,a, l"originale rimanendo , in quanto non qui intervocalica. La Lettera 8lotz non elenca forme duali del caso possessivo, ma non posso immaginare perc$7 tali forme non dovrebbero esistere. 1ppure, non vorr+ costruire alcun esercizio c$e coinvolga tali forme sottilmente ipotetic$e, ma presumibilmente il semplice suffisso -va sarebbe usato dopo una forma duale in -u - e.g. Alduva come la forma possessiva di Aldu ->ue =lberi-. Le pi frequenti forme duali in -t dovrebbero verosimilmente avere forme possessive in -t,a, un duale come ciryat -un paio di navi- divenendo ciryat,a 4accentato sulla penultima sillaba a causa del gruppo di consonanti t,5. 8roprio come la Lettera 8lotz non elenca forme duali del caso possessivo, %ol&ien non menzion+ nemmeno forme plurali - il qual fatto indusse taluni investigatori a concludere c$e tale caso non avesse affatto plurale@ 6a altro materiale indica c$e una tale forma esiste 4suggerendo c$e ci si possa anc$e sentire liberi di estrapolare una forma duale come tentammo di fare sopra/ la Lettera 8lotz non include necessariamente ogni cosa5. ,n IJ/C?H %ol&ien indica c$e il possessivo $a una forma plurale in -iva, combinando la semplice desinenza -va col marcatore plurale -i. ,n tal caso, tale desinenza usata anc$e se il suffisso possessivo aggiunto a vocaboli c$e normalmente avrebbero nominativi plurali in -r, come Eldar/ il possessivo plurale non AAEldarva o AAEldar,a o quant"altro, ma Eldaiva, attestato nella frase lamb Eldaiva -linguaggio degli 1ldar- 4IJ/C?P5. La forma plurale -iva detta essere un"innovazione in Quen a, non una forma ereditata da pi antic$i stadi d"1lfico. Quando la vocale iniziale della desinenza -iva si fonde con l"ultima vocale del sostantivo a produrre un dittongo, come ai in Elda T iva L Eldaiva, tale dittongo naturalmente riceve l"accento 4eld%A7%va5. La maggior parte dei sostantivi in - dovrebbe ad uno stadio pi antico essersi comportata in una maniera similare, insorgendo un dittongo ei3 il possessivo plurale di lass -foglia- pu+ ad un certo punto essere stato lasseiva 4per il pur pi antico )lassei E, se una tale forma fosse mai in uso5. 6a il dittongo ei infine divenne lunga % in Quen a, cos. forse la forma corrente era lass%va con una lunga % c$e tuttora attira l"accento. 2ella Lettera 8lotz, una tale % lunga si osserva nella forma plurale di un altro caso/ lass%nen come il plurale strumentale, da discutersi in una Lezione Gedici. 4La forma lass%va non certo confermata da 8lotz, dacc$7 non vi sono discusse forme plurali del possessivo, ma la forma lass%nen sembra confermare il principio generale/

tale forma in tutta verosimiglianza intesa a rappresentare il pi antico lasseinen, e quindi il pi antico lasseiva avrebbe di c$e produrre il Quen a lass%va.5 2on affatto c$iaro cosa accadrebbe quando la desinenza -iva sia aggiunta ad un sostantivo c$e gi! termina in -i, come t ri -regina-, oppure un sostantivo con una forma radicale in -i, come l'm 4l'mi-5 -notte4G>/K1Q5. (on ogni possibilit! le due i si fonderebbero in una lunga %, cos. c$e -delle regine- o -delle nott.- sia qualcosa come )t r%va, )l'm%va laddove le forme singolari -di una regina- e -di una notte- devono essere t riva, l'miva. 4La pronunzia sarebbe marcatamente differente/ tali singolari forme sono accentate sulla prima sillaba, la terza dalla fine, mentre le forme plurali sarebbero accentate sulla penultima sillaba a causa della vocale lunga c$e improvvisamente vi capita - se la -i finale del sostantivo e la prima vocale della desinenza -iva invero si fondono in una lunga %.5 6a anc$e possibile c$e una forma come t riva abbia di c$e fungere sia da singolare c$e da plurale, cos. c$e si deve fare affidamento al contesto per distinguere -di una regina- da -delle regine-. Vi sono poc$e cose in pi da dire circa la formazione del caso possessivo 4vedere -Varie note- in basso5, ma ora ritorneremo alla sua funzione. Questo il caso c$e si usa a descrivere semplice possesso, la tipica funzione del genitivo inglese. 2ella precedente lezione, abbiamo descritto come il genitivo Quen a sia piuttosto usato ad indicare sorgente oppure origine, non semplice propriet!. Ge il genitivo descrive la relazione tra i proprietari e gli oggetti c$e possiedono, stiamo trattando propriet! pregressa piuttosto c$e corrente. %ol&ien spieg+ gradevolmente ci+ contrapponendo i casi genitivo e possessivo, e possiamo ben permetterci di citarlo, ricapitolando la funzione del genitivo nel processo/ ,l "possesso" era indicato dalla desinenza aggettivale -va... 8erci+ "il corno di 0rome" era rGma Orom5va 4se fosse rimasto in suo possesso5...ma :la frase genitiva; rGma Orom(o indica "un corno c$e viene da 0rome", e.g. come un dono, in circostanze dove il ricevente, mostrando il dono con orgoglio, possa dire "questo il corno di 0rome". Ge intendesse "questo era il corno di 0rome", dovrebbe dire Orom5va. Gimilmente :la frase genitiva; lambe Eldaron non dovrebbe essere usata per "il linguaggio degli 1ldar" 4a meno di essere concepibilmente in un caso in cui l"intero linguaggio fosse adottato da un altro popolo5, la quale :piuttosto; espressa... da... lambe Eldaiva. :IJ/C?H-C?P;

(os. il caso possessivo pu+ indicare semplice propriet$ al tempo c$e si considera 4passato oppure presente - laddove l"origine, o il possesso pregresso, indicato dal caso genitivo5. *n esempio dal -ilmarillion .indon Eldali1va, la -%orre degli 1ldaliN :L popolo 1lfico;-, c$e indica semplicemente una torre di propriet! degli 1ldaliN. 4(ertamente essi le avevano anc$e dato origine, ma ne erano ancora i proprietari, cos. un genitivo sarebbe meno appropriato.5 >ovremmo anc$e avere frasi tali come 8i9 coa i Eldava -la casa dell"1lfo-, i 5armar i vend%va -i libri della fanciulla-, i m%ri i Naucoiva -i gioieli of t$e 2ani-. Quanto a tale ordine dei vocaboli, dovrebbe osservarsi c$e il sostantivo c$e riceve la desinenza possessiva appare come l'ultimo vocabolo della frase possessiva in tutte le istanze attestate/ il sostantivo c$e governa 4denotando l"oggetto c$e posseduto5 viene prima di esso. 2ella prima versione di questo corso, scrissi/ -8u+ ben essere c$e si possa invertire l"ordine dei vocaboli e dire 4per esempio5 )i Eldava coa col medesimo ordine dei vocaboli inglese/ -t$e 1lf"s $ouse-. (omunque, io eviterei tale costruzione finc$7 non la si avesse attestata nei carteggi di %ol&ien.- 'orse ora l"abbiamo attestata. 2el giugno S00S, la frase Amill Eruva lisso -6adre di divina grazia- apparve in V%KK/1S, nell"incompleta traduzione Quen a di %ol&ien della Litania di Loreto. Letteralmente, ci+ sembra indicare -6adre della grazia di >io-. Oimuovendo Amill -6adre-, cos. come la desinenza genitiva -o qui annessa a liss -grazia, dolcezza-, rimaniamo con Eruva liss per -di >io 41ru5 grazia-. Questo potrebbe essere un 4al momento unico5 esempio di una forma possessiva c$e precede piuttosto c$e seguire il sostantivo cui connessa. %uttavia, l"ordine opposto sembra essere assai pi comune, e certamente anc$e liss Eruva potrebbe essere stato usato qui. 2egli esercizi in basso, lascio coerentemente la forma possessiva seguire piuttosto c$e precedere il sostantivo cui connecssa, usando l"ordine dei vocaboli pi comune. ,l sostantivo governato dalla forma possessiva non riceve l"articolo nella maggior parte dei nostri esempi attestati3 gi! sufficientemente determinato. 3'ma Orom1va non l"indefinito -un corno di 0romN-, come se per la prima volta s"introducesse nella storia, oppure fosse implicito c$e 0romN abbia pure altri corni. 4Gecondo %ol&ien, tale significato sarebbe espresso per mezzo di un -composto lasco-, i vocaboli essendo semplicemente giustapposti senza coinvolgere affatto alcuna desinenza di caso/ Orom r'ma L -un corno di 0romN-.5 3'ma Orom1va -il corno di 0romN-, r'ma essendo determinato da Orom1va. 6a potremmo certamente intrudere un articolo esplicito e dire i r'ma Orom1va senza cambiare il

significato3 come dimostrato nella precedente lezione, ambedue i costrutti sono egualmente validi in una frase c$e coinvolge un sostantivo genitivo. *n esempio attestato c$e coinvolge il caso possessivo la frase i arani Eldaiv -i Oe degli 1ldar- 4IJ/C?P3 ci+ significa primariamente -quei re in una particolare assemblea c$e erano 1lfici-, laddove i arani Eldaron con un genitivo indica -coloro fra gli 1ldar c$e erano re-, oppure semplicemente -i re c$e regnavano sugli 1ldar-5. L"articolo potrebbe probabilmente essere omesso senza mutare il signficato/ Arani Eldaiv signific$erebbe ancora -i re degli 1ldar-, la forma possessiva Eldaiv determinando arani ad ogni modo. 4Quanto al perc$7 la desinenza -iva qui appaia come -iv, vedere in basso3 ci+ probabilmente contraddice alcune evidenze da Gd=, cos. possiamo leggere invece Eldaiva.5 ,l caso possessivo non sempre indica -possesso- nel senso pi stretto, ma pu+ anc$e descrivere la relazione fra qualcuno e i suoi pi o meno astratti attributi o propriet!. ,n tali contesti, si pu+ pure usare il genitivo. %ol&ien fece menzione del fatto c$e lo -splendore 4gloria5 di 0romNpotrebbe essere espresso in due modi/ si pu+ usare il caso possessivoaggettivale e dire alcar Orom1va, riferendosi all"alcar o splendore di 0romN come ad un suo permanente attributo. 6a si potrebbe anc$e usare il caso genitivo3 l"enunciazione alcar Oromo enfatizza c$e 0romN la sorgente dello splendore. (i+ potrebbe riferirsi al -suo splendore come visto al momento 4c$e procede da egli5 oppure a qualc$e punto in una narrazione- focalizzando sul momento piuttosto c$e su qualc$e stato permanente 4IJ/C?P5. ,l Biuramento di (irion utilizza il genitivo nella frase Elenna)n'ro alcar -la gloria della terra di 1lenna-. Ge si usasse invece il possessivo, a produrre la formulazione 4i5 alcar Elenna)n'reva, si porrebbe apparentemente l"enfasi sulla -gloria- d"1lenna come un permanente attributo della landa. =l tempo della %erra di 6ezzo, il Biuramento di (irion fu pronunciato a lungo dopo c$e 1lenna 42Rmenor5 era stata distrutta e la sua -gloria- provata essere assai men c$e permanente, cos. forse questo sarebbe inappropriato. 2el nostro esempio di fattura casalinga alcar Elenna)n'reva, aggiungevamo la desinenza possessiva ad un sostantivo c$e non denota un essere senziente. (i+ a stento improprio, poic$7 abbiamo esempi attestati tali come !aur *uin1va -'oresta della (upezza- e Nurtal "alin'reva -0ccultamento di Valinor-. 0ve nessun essere senziente coinvolto, il caso possessivo ovviamente assume altre sfumature di significato3 nessuna -propriet!- pu+ essere coinvolta, dacc$7 oggetti oppure sostanze non possono possedere alcunc$7. (fr. per esempio il primo esempio di tale caso c$e fu mai pubblicato, in &am'ri( in Gd=. Qui si $a yuldar...lisse#

miruv'reva per -sorsi di :del; dolce idromele- 4nella versione in prosa di &am'ri( in OB10/?H, effettivamente i vocaboli sono direttamente giustapposti come yuldar lisse#miruv'reva3 nella versione poetica in Gd=, un certo numero di altri vocaboli s"intrude tra i due elementi di tale frase5. 8er decenni, questo fu il solo esempio disponibile del caso in -va. Qui, tale desinenza di caso implica -4fatto5 di-/ gli yuldar oppure -sorsi- consistono di lisse#miruv'r o -dolce idromele-. Geguendo tale esempio, due sostantivi come ri -corona- e tel5 -argento- possono evidentemente essere combinati come ri tel5eva, -corona d"argento-. 8u+ essere notato c$e in un tal caso - il sostantivo possessivo c$e denoti un materiale - il sostantivo c$e lo governa non necessariamente determinato da esso 4non -la corona d"argento-5. =ltrimenti, yuldar lisse#miruv'reva avrebbe significato AA-i sorsi del dolce idromele-, ma %ol&ien non lo tradusse in tal modo. - =vendo soltanto tale esempio da &am'ri( su cui lavorare, i primi ricercatori pensarono c$e il caso in -va fosse quel c$e c$iamavano un caso -compositivo- denotante di cosa consiste 4 composto5 qualcosa. %ale utilizzazione dovrebbe essere annotata, ma non si sa se questa sia solamente una delle funzioni secondarie di tale caso. %uttora rimane il fatto c$e la desinenza -va in origine semplicemente aggettivale, cos. tale caso pu+ facilmente assumere una funzione -descrittiva-. Oiguardo al caso genitivo in -o, %ol&ien annot+ c$e propriamente esso 202 era usato -aggettivalmente a descrivere qualit!4IJ/C?H5/ questa piuttosto la funzione del caso in -va. L"esempio !aur *uin1va 41tim, voce #+9H5 apparentemente significa -'oresta della (upezza-3 cfr. i sostantivi taur -foresta- ed &uin -profonda oscurit!, buio-. Gi pu+ trattare &uin1va pressoc$7 come un aggettivo regolare e tradurre !aur *uin1va come -%etra 'oresta- oppure -0scura 'oresta-. L"idea c$e la -foresta- sia caratterizzata da -cupezza-, cos. il caso in -va pu+ descrivere c$e cosa caratterizza qualcosa o qualcuno. 'orse anc$e l"espressione Eruva liss 4isolata da una frase pi lunga, V%KK/1S5 si attaglia qui/ potrebbe essere tradotta -grazia di >io-, ma la Litania di Loreto c$e %ol&ien rese in Quen a $a -divina grazia- al suo posto, e pu+ ben essere c$e Eruva sia qui inteso al meglio come un aggettivo -divino- - non come un sostantivo -di >io-. ,l termine Eruva descrive la divina qualit! della -grazia- come una caratteristica di tale grazia. %ale -caratteristica- pu+ anc$e essere un astratto od azione/ in materiale primevo 4L%1/1K5 si trova l"esempio .ar "an,a !yali1va -(asetta del Bioco 8erduto- - la mar o -casetta- essendo caratterizzata da van,a tyali, -gioco perduto- 4si devono leggere i primissimi manoscritti del -ilmarillion come riprodotti in L%1 and L%S :editi in ,talia col titolo

rispettivamente di "Oacconti 8erduti" e "Oacconti Oitrovati", 2.d.%.; per comprendere precisamente a cosa ci+ si riferisce5. >ovrebbe comunque essere notato c$e anc$e il caso genitivo pu+ essere usato in un tale contesto3 nel tardo saggio Quendi and Eldar si $a 3it&il#Anamo per -'ato-anello- o pi letteralmente -=nello del 'ato- 4IJ/K013 il vocabolo =ntico Quen a rit&il -anello, cerc$io- probabilmente diverrebbe risil in Quen a 1sule5. 3it&il#Anamo non si riferisce all"=nello di Gauron, ma al 1'hanaxar, il circolo ove i Valar pronunziavano giudizio. ,l vocabolo anamo non altrimenti attestato, ma deve essere il genitivo di anama oppure anan 4con radice anam-53 apparentemente significa -fato, giudizio- - l"attivit! c$e caratterizza o c$e $a corso nel (ircolo 43it&il5. 'orse il caso possessivo potrebbe essere stato usato in sua vece 4)3it&il Anam va oppure )3it&il Anan,a5 senza cambiamento del significato. ,n talune istanze si pu+ invero essere in dubbio su quale caso utilizzare, il genitivo oppure il possessivo3 talvolta la scelta propria di %ol&ien sottilmente sorprendente. 1gli us+ il possessivo nella frase Noldo# /uentasta In7oldova -Gtoria dei 2oldor di ,ngoldo- 4V%CP/1?5 - l"1lfo ,ngoldo essendo l"autore di tale particolare Noldo#/uentasta o -2oldostoria-. 8er+ l"enfasi a stento sul fatto c$e ,ngoldo possieda tale -2oldostoria- 4a meno c$e il cop rig$t fosse una grossa controversia in Valinor5. ,ngoldo solo l"autore oppure originatore, e per tale accezione potremmo aspettarci c$e fosse invece il caso genitivo ad essere usato, dacc$7 esso frequentemente descrive l"origine o fonte. %uttora possono esservi qui certe interessenze in conflitto/ dacc$7 il genitivo pu+ anc$e significare a proposito, concernente 4come in $uenta Silmarillion5, forse Noldo# /uentasta In7oldo con un genitivo potrebbe invece essere facilmente stato frainteso come -la 2oldo-storia a proposito di ,ngoldo-. ,n qualc$e modo, in un esempio attestato, la scelta di %ol&ien del caso equivale certamente ad una sc$ietta contraddizione di quel c$e aveva scritto inizialmente, nel saggio Quendi and Eldar/ si citata la sua spiegazione del perc$7 sarebbe normalmente improprio usare il genitivo in una frase come lamb Eldaron -il linguaggio degli 1ldar- - questo implic$erebbe -il linguaggio c$e proviene dagli 1ldar, pi tardi rilevato da altri-@ Gi avrebbe di c$e usare invece il caso possessivo/ lamb Eldaiva. 8ure 4ol"ien stesso us+ lamb $uendion per -il linguaggio degli 1lfi- in una fonte assai tarda 486/CPQ5 - e $uendion fino a prova contraria un plurale genitivo. ,l fatto c$e %ol&ien qui usi un altro vocabolo per -1lfo- 4$uend invece di Elda5 pu+ appena fare alcuna differenza/ in conformit! col sistema esposto in Quendi and Eldar, dovremmo aspettarci lamb $uend%va, il caso possessivo essendo usato per propriet! corrente. 'orse si pu+ risolvere la

contraddizione in termini -interna-, appellandosi ad uno sviluppo linguistico entro i miti/ %ol&ien not+ c$e vi era una crescente tendenza a preferire il caso genitivo, le persone talvolta utilizzandolo invece del caso possessivo 4IJ/C?P5. (os. in -tardo uso- sarebbe forse pi naturale dire lamb $uendion piuttosto c$e lamb $uend%va - le precedenti distinzioni affievolendosi. Ge si in dubbio su quale caso usare, il genitivo o il possessivo, probabilmente meglio prediligere il primo. "A3IE NO!E a colmare taluni dettagli &O4A IJ6 allungamento vocalico nella sillaba precedente la desinenza di caso6 lo studente osservatore avr! notato c$e talvolta, l"ultima vocale di un sostantivo allungata quando si aggiunge la desinenza -va. 8er esempio, Eldali T va produce Eldali1va con una lunga 1 4la quale deve quindi ricevere l"accento tonico, in conformit! con le normali regole5. Orom1va e tyali1va come le forme possessive dei sostantivi Orom e tyali sono altri esempi. 0sservare c$e i vocaboli Eldali, Orom, tyali terminano tutti in due sillabe corte 4non contenenti gruppi di consonanti, dittong$i o lung$e vocali5. Ge la desinenza -va fosse aggiunta dopo di esse e nessun ulteriore cambiamento fosse effettuato, la sillaba in pi fornita da tale desinenza portertebbe l"accento a muovere su quella c$e ora la terza sillaba dalla fine 4cfr. le regole di accento esposte nella Lezione *no5. (i+ risulterebbe nelle piuttosto maldestre pronuncie AAorO1eva, AAeldaL7eva, AAtyaL7eva. (os. ove la desinenza -va aggiunta ad un sostantivo c$e termina in due sillabe corte, e non vi sia consonante finale, la vocale dell"ultima di tali sillable apparentemente allungata ad assicurare c$e ricever! il tono/ oro1Kva, eldaliKva, tyaliKva. 6a se il sostantivo termina in una consonante, non v" mai alcuna necessit! di allungare la vocale, poic$7 dove si $a a c$e fare con un sostantivo di una tal conformazione, il suffisso della desinenza di caso 4c$e probabilmente appare come -,a5 risulter! in un gruppo di consonanti il quale far! in qualc$e modo muovere l"accento alla vocale prima del nuovo gruppo. 8er esempio, mentre un nome come .enelmacar 4il nome Quen a d"0rione5 naturalmente accentato sulla terza sillaba dalla fine in quanto termina in due sillabe corte, la sua forma possessiva .enelmacar,a sarebbe accentata su -ar - in quanto insorge qui il gruppo r,/ tale gruppo rende quella c$e ora la penultima sillaba lunga, e pertanto essa riceve l"accento. 2ella versione originale di questo corso, scrissi/ -2on c$iaro se il sistema appena abbozzato - la vocale finale di un sostantivo c$e termina in due sillabe corte c$e viene allungata prima della desinenza -va - sarebbe

ancora valido nel caso di un vocabolo c$e consiste solamente di queste due sillabe corte.- (ome anc$e scrissi, la mia sensazione viscerale era c$e in un tal caso, non vi sarebbe allungamento. (i! stato ora confermato dall"esempio Eruva come forma possessiva di Eru 4V%KK/1S, pubblicato nel giugno S00S5. Gebbene Eru termini in due sillabe corte, non vediamo AAEr+va al possessivo, perc$7 le due sillabe corte di Eru sono anc$e l"intero vocabolo. La regola di allungamento si applica soltanto a vocaboli di pi di due sillabe. *uin1va 4invece di AA&uineva5 come la forma possessiva di &uin -oscurit!, buio- comunque un esempio sconcertante. Qui si vede l"allungamento della - finale in -1-. 8er un certo tempo effettivamente pensai c$e la - finale fosse sempre allungata prima della desinenza -va, ma la Lettera 8lotz indica c$e la forma possessiva di lass -foglia- lasseva 4non AAlass1va5. Ge l"ui di &uin contato come due sillabe 4u-i5, non come un dittongo, tale esempio si conformerebbe alla regola esposta in alto/ &u#i# n dovrebbe avere la sua vocale finale allungata quando -va aggiunto, producendo &uin1va. 6a dacc$7 %ol&ien asser. esplicitamente c$e il Quen a ui un dittongo - perci+ pronunciato come una sillaba lunga e non come due corte - tale spiegazione non soddisfacente. 'inora ui si supponeva essere un dittongo pure in Gindarin, ma in un poema Gindarin, ui occorre dove il metro poetico ric$iede due sillabe. 'orse ui, quantunque sia un dittongo, in qualc$e modo -troppo lungo- e talvolta conta come due sillabe, sebbene sia percepito come una sillaba dall"orecc$io. 'attore cruciale , se la desinenza di caso -va da aggiungersi ad un sostantivo con ui nella sua penultima sillaba, c$e la vocale nella sillaba finale apparentemente allungata prima c$e -va sia suffisso. (os. la forma possessiva di sostantivi come cuil -vitaoppure tuima -pollone- dovrebbe evidentemente essere cuil1va, tuim va. Quanto alla desinenza genitiva -o, non vi un allungamento simile quando la desinenza da aggiungersi ad un sostantivo c$e termina in duesillabe corte / la forma genitiva di Orom attestata come Oromo, non AAOrom1o 4contrasta col possessivo Orom1va5. La forma Oromo deve essere accentata su -rom-. Gembra verosimile, quindi, c$e nulla di speciale capiti neppure quando -o aggiunto ad un vocabolo come &uin 4genitivo probabilmente &uino, a stento )&uin1o5. (omunque, gradirei vedere un esempio attestato di quel c$e accade quando la desinenza -o aggiunta ad un sostantivo c$e termina in due corte vocali in iato - pi frequentemente -i, come in "ali -femmina Vala-. )"alio dovrebbe essere accentato sulla i, il c$e suona piuttosto maldestro3 lo stesso vale per la forma plurale )"alieron. Gospetto fortemente c$e in un tal caso, la vocale nella sillaba prima della desinenza genitiva sarebbe allungata, pertanto attirando l"accento/ "ali1o,

"ali1ron. 6a ancora una volta, non v" modo d"esserne certi3 dobbiamo attendere ulteriori pubblicazioni. &O4A IL6 -peciali forme radicali dei sostantivi6 dove un sostantivo $a una forma radicale speciale, essa dovrebbe sempre apparire quando la desinenza genitiva -o aggiunta. ,l genitivo di n%s 4niss-5 -donna- oppure talan 4talam-5 -solaio- sarebbero nisso -della donna- e talamo -del solaio-. ,n pi la desinenza -va oppure -,a per il possessivo pu+ talvolta produrre risultati pi complessi. =ggiungere -,a ad un sostantivo come talan, talamprobabilmente risulterebbe in talan,a, non AAtalam,a, dacc$7 m, regolarmente diviene n, in Quen a. Guffissare -,a a 6ilit 46ilic-5 -uccellorisulterebbe in filic a a buon diritto, ma deve compitarsi 6ili/ua in conformit! con le normali convenzioni. 2on sono affatto sicuro di quale dovrebbe essere la forma possessiva di n%s 4niss-5 -donna-. AANiss,a certamente non un possibile vocabolo Quen a3 forse vedremmo qualcosa come nisseva, una e aggiuntiva comparendo prima della desinenza a frazionare l"impossibile gruppo di consonanti 4e seguendo una vocale, dovremmo regolarmente vedere -va invece di -,a5. - La -forma radicale- di taluni sostantivi semplicemente una contrazione, e.g. 6ern- come la radice di 6eren -faggio-. Gicuramente il genitivo sarebbe 6erno, ma il possessivo pu+ ben essere 6eren,a senza contrazione, dacc$7 altri esempi indicano c$e una tale contrazione non occorre prima di un gruppo di consonanti 4AA6ern,a non un vocabolo Quen a possibile5. 2aturalmente potremmo intrudere una e pure qui, producendo )6erneva, ma certamente punterei i miei soldi su 6eren,a. &O4A IM6 una regola 4ol"ieniana che ci si puN permettere d'ignorare :O@6 in IJ/K0D, %ol&ien afferma c$e il caso derivato dall"aggiunta di -va non perde mai le sue forti connotazioni aggettivali3 egli effettivamente dice c$e -era e rimase un aggettivo-. (omparare Eruva c$e usato nel senso -divino- piuttosto c$e -di >io- nella Litania di Loreto Quen a di %ol&ien. (ome rammentiamo dalla Lezione Quattro, aggettivi in -a $anno forme plurali in - 4per l"arcaico -ai5. ,n conformit! con quel c$e %ol&ien dice in IJ/K0D, un sostantivo possessivo 4con desinenza -va5 c$e governa un vocabolo plurale dovrebbe concordare con esso in numero proprio come ogni altro aggettivo, la desinenza -va volgendo in -v. 8er tale ragione, egli adoper+ i arani Eldaiv per -i Oe degli 1ldar- in IJ/C?P/ Eldaiva -degli 1ldar- diviene Eldaiv 4arcaico Eldaivai5 a concordare in numero con il sostantivo plurale di cui dipendente, vale a dire arani -re-. (omunque, questo pu+ essere uno dei casi in cui %ol&ien revisiona la grammatica 1lfica senza accorgersi c$e le sue nuove idee contraddicevano qualcosa c$e aveva gi! pubblicato. ,n &am'ri( in Gd=, si $a yuldar... lisse#

miruv'reva per -sorsi del dolce idromele-, e %ol&ien pi tardi conferm+ tale costruzione nei suoi commenti sul &am'ri( in 4he 3oad .oes Ever On. >acc$7 yuldar -sorsi- un vocabolo plurale, lisse#miruv'reva dovrebbe essere stato lisse#miruv'rev in conformit! col sistema c$e %ol&ien pi tardi espone in IJ/K0D. (ome dissi, la pi verosimile spiegazione -esterna- semplicemente c$e %ol&ien introdusse una nuova regola senza avvedersi c$e aveva gi! pubblicato qualcosa c$e la contraddiceva. ,n termini -interni-, possiamo forse assumere c$e la forma possessiva fosse ancora percepita come una sorta di aggettivo derivato nel periodo pi antico, e pertanto anc$"essa concorda in numero come i regolari aggettivi. 6a col passare delle 1re nella %erra di 6ezzo, le forme derivate per mezzo della desinenza -va vennero ad essere percepite pi strettamente come solamente un sostantivo, e dalla tarda %erza 1ra quando Baladriel compose il suo Lamento, la concordanza in stile aggettivale in numero era stata abbandonata. 2on la uso negli esercizi c$e $o ideato per tale corso. SOS!AN!I"I "E34ALI O AS!3A!!I e come interagiscono con i casi genitivo e possessivo =bbiamo precedentemente definito i sostantivi come vocaboli denotanti oggetti, laddove i verbi sono vocaboli c$e denotano azioni - ma abbiamo anc$e accennato c$e i linguisti troverebbero tali definizioni piuttosto semplicistic$e. %aluni sostantivi denotano azioni, ed essi sono appropriatamente definiti sostantivi verbali. >acc$7 tali sostantivi possono interagire con i casi genitivo e possessivo in un modo c$e dovrebbe essere notato, questo il luogo adatto per introdurli. *n sostantivo verbale derivato dalla radice di un verbo3 in inglese, la rilevante desinenza -ing. 4Questa anc$e la desinenza usata per derivare participi attivi, ma essi sono aggettivi, non sostantivi3 accade c$e le forme coincidano meramente in inglese.5 -inging il sostantivo verbale corrispondente al verbo sing3 in altre parole, cantare l"azione c$e si espleta quando si canta :mi rendo conto c$e la spiegazione largamente lacunosa, ma in ,taliano non si $a nulla di equiparabile alla desinenza inglese. ($i non $a dimestic$ezza con la lingua del Oegno *nito tralasci questo paragrafo e riprenda a ponderare sull"=lto 1lfico dal paragrafo c$e segue, 2.d.%.;. ,n Quen a, le radici di taluni verbi primari sono la fonte di formazioni astratte in -m3 alcune di esse sembrano essere stati sostantivi verbali in origine. 8er esempio, laddove il verbo -amare- mel-, il sostantivo -amore4o -devoto-5 melm. =lcune di queste possono assumere significati pi specializzati. Carm usato per -arte- 4*%/KCP5, sebbene questa basilarmente sia semplicemente una specie di sostantivo verbale derivato dal

verbo car- -creare, fare- - perci+ letteralmente -fattura-. 4Vedere in basso riguardo a oiencarm.5 , verbi primari possono anc$e ricevere la desinenza -i3 il verbo tyal-giocare- corrisponde alla formazione astratta tyali -gioco- 4come sostantivo3 cfr. la .ar "an,a !yali1va o -(asetta del Bioco 8erdutomenzionata sopra5. =ggiunta ad un verbo con radice in =-, la desinenza -i causa la dismissione della -a finale3 cfr. naina- -lamentare- c$e produce il sostantivo astratto naini -un lamento-. ,n pi un"altra frequente formazione allungare la radice-vocale di un verbo primario ed aggiungere la desinenza -. ,l verbo ser- -riposarecorrisponde al sostantivo astratto s1r -ristoro, riposo, pace-. =ssai sovente, i sostantivi cos. derivati $anno assunto un significato alquanto pi concreto. >al verbo sir- -fluire- abbiamo s%r, il quale basilarmente si riferisce ad un -fluido-, ma tale sostantivo usato L -fiume-. ,l sostantivo n+t riconnette al verbo nut- -legare-, ma il sostantivo $a sviluppato inoltre il pienamente astratto -legame, vincolo- ed giunto a significare invece -nodo-. >a lir-salmodiare, cantare- si $a l%r, usato per -canto- piuttosto c$e proprio -salmodiante, cantante-. 'inora l"idea soggiacente di un sostantivo verbale spesso ancora discernibile. Le radici di alcuni verbi con radice in =-, specialmente in -ta, possono esser usate anc$e come sostantivi astratti senza addizioni. "anta- il verbo -camminare-, ma vanta anc$e usato come un astratto -un cammino- 4vale a dire, -camminare- considerato come un sostantivo5. 8arimenti, il verbo lanta- -cadere- corrisponde al sostantivo lanta -una caduta-. (omunque, il sostantivo pu+ anc$e essere lant, come nel nome del canto Noldolant o -(aduta dei 2oldor- menzionato nel -ilmarillion. ,n Quen a, la maggior parte dei sostantivi astratti invero termina nella vocale -, o da sola oppure come parte di una pi lunga desinenza. *na tale desinenza -l, la quale sembra uno dei pi versatili suffissi astratti Quen a. 8u+ essere c$e essa possa in linea di principio essere aggiunta ad ogni verbo con radice in =-, ed il vocabolo risultante basilarmente un sostantivo verbale. ,l verbo laita- -benedireEelogiareoccorre in Gd= 4nell"1logio di (ormallen5, ed il corrispondente sostantivo astratto laital -elogio- od -encomio- occorre in *%/1??, KC? 4ove fatto riferimento all"Erulaital o -1logio di 1ru-, una festivit! 2RmenUreana5. ,n lezioni precedenti abbiamo usato il verbo nurta- -occultare-, il quale effettivamente attestato soltanto come un sostantivo verbale nurtal -occultamento- 4vedere in basso riguardo alla frase Nurtal "alin'reva -0ccultamento di Valinor-5. Quindi facciamo ritorno ai casi genitivo e possessivo. Ge si combina

un sostantivo verbale 4oppure una formazione astratta c$e c$iaramente connette ancora ad un verbo5 con un sostantivo nel caso genitivo, esso suggerisce c$e tale sostantivo il -soggetto- del corrispondente verbo. *n esempio attestato Altariello naini per -lamento di Baladriel- 4OB10/??3 la forma Quen a del nome di Baladriel Altariel con radice Altariell-5. ,l genitivo Altariello -di Baladriel- c$e governa il sostantivo astratto naini -lamento, lamentevolezza- indica c$e Baladriel colei c$e si affligge nel lamento/ soggetto genitivo. 'orse anc$e la frase i e/uessi 3+milo -i detti di ORmil- 4IJ/CPH5 pu+ essere analizzata in una tal maniera/ ORmil il soggetto c$e originariamente -disse- i -detti-. *n ovvio caso fornito dalla frase Oiencarm Eruo -perpetua produzione dell"*no :di 1ru, di >io;46O/KD15. 1ru colui c$e opera la -perpetua produzione- 4oi#en#carm L probabilmente -sempre-ri-facente-5, e ci+ indicato dalla forma genitiva Eruo/ soggetto genitivo ancora una volta. 1poc$e addietro nella Lezione >ue, additavo l"errore contenuto nel titolo della fanzina :sembra incredibile ma il vocabolario riporta precisamente la forma italianizzata, 2.d.%.; 2arma Eldalamberon3 essa dovrebbe essere invece stata 2arma Eldalambion. >evo ora indaffararmi col titolo di un altro 4buon@5 giornale di linguistica %ol&ieniana, !yali !yelelli1va. (i+ intendeva significare -Bioco dei % elelliN- 4un popolo di piccoli 1lfi5. 6a dacc$7 i !yelelli sono il soggetto del sostantivo astratto -gioco- 4coloro c$e giocano5, sarebbe probabilmente stato meglio usare qui il caso genitivo/ forse !yali !yelelli1o. Gin qui il soggetto genitivo3 c$e dire dell"oggetto genitivo) %ale specie di genitivo usualmente rimpiazzata da una costruzione di- in italiano/ -la scoperta dell"=merica- L la scoperta della quale l"=merica fu l"oggetto. Goggetto ed oggetto genitivo possono pure essere combinati in una frase come -scoperta dell"=merica di (olombo- 4(olombo il soggetto c$e effettu+ la scoperta, l"=merica l"oggetto c$e scoperto5. ,l nostro unico e solo attestato esempio di un oggetto genitivo Quen a sembra indicare c$e per tale accezione, il Quen a usa il caso in -va. Quest"unico esempio si trova nel -ilmarillion, presso la fine del (apitolo 11/ Nurtal "alin'reva, -L"0ccultamento di Valinor- 4"alin'reva formato da "alin'r, un"antica variante del nome normalmente accorciato come "alinor5. ,l punto c$e i Valar celano Valinor, cos. Valinor l"oggetto del nurtal oppure -occultamento-. Ge si usasse invece il caso genitivo, dicendo Nurtal "alin'ro, si potrebbe insinuare c$e questo sia un soggetto genitivo - Valinor che compie l"occultamento invece di essere il suo oggetto. Questo avrebbe poco senso, dacc$7 Valinor non una persona c$e possa -occultarealcunc$7. 8er converso, oiencarm Eruo non pu+ non intendersi come

-perpetua produzione dell'*no- pure se ci+ non avesse alcuna sorta di senso, poic$7 se 1ru fosse l"oggetto grammaticale c$e D prodotto, dovremmo evidentemente vedere oiencarm Eruva invece. 8robabilmente, il caso in o- potrebbe essere usato per il soggetto genitivo ed il caso in va- per l"oggetto genitivo entro la medesima frase3 se cos. sarebbe probabilmente meglio lasciare c$e il primo genitivo preceda il sostantivo verbale. Nurtal "alin'reva oppure -0ccultamento di Valinorpotrebbe quindi essere espanso in "alaron nurtal "alin'reva, -occultamento dei Valar di Valinor-. 0ppure, per usare un esempio interamente casereccio/ Eruo melm Ataniva L -amore di >io degli *ominie per converso/ Atanion melm Eruva L -amore degli *omini di >ioCompendio della Lezione Dodici6 il caso possessivo 4o aggettivale5 formato dall"aggiunta della desinenza -va 4probabilmente -,a dopo sostantivi c$e terminano in una consonante5, al plurale -iva. 42on vi sono esplicite informazioni circa forme duali3 presumibilmente la desinenza -va pu+ essere aggiunta a sostantivi con forme duali in -u, laddove la desinenza di caso potrebbe apparire come -,a quando aggiunta ad una forma duale in -t.5 Ge la desinenza -va da aggiungersi ad un sostantivo di almeno tre sillabe c$e termina in una vocale, e le ultime due sillabe sono corte, tale vocale finale allungata prima c$e la desinenza di caso sia aggiunta, cos. c$e essa attira l"accento tonico/ la forma possessiva di Orom pertanto Orom1va 4non AAOromeva5. 8er qualc$e ragione, tale allungamento occorre anc$e se il dittongo ui ricorre nella penultima sillaba del sostantivo3 la forma possessiva di &uin -buio- pertanto &uin1va. - *na frase possessiva come -W Xva- pu+ significare -X di W- riferendosi a semplice propriet!, e.g. lamb Eldaiva -il linguaggio degli 1lfi- oppure coa i Eldava -la casa dell"1lfo-. ,l modello -W Xva- pu+ anc$e riferisri ad un attributo permanente 4e.g. alcar Orom1va -la gloria di 0romN-5, oppure alla prevalente caratteristica di un luogo 4e.g. !aur *uin1va -'oresta della (upezza-5. *n altro uso di tale caso di esprimere -W c$e consiste di X4e.g. yuldar lisse#miruv'reva -sorsi del dolce idromele-5. - -ostantivi verbali, o sostantivi astratti derivati da verbi, denotano un"azione vista come un -oggetto- o processo. %ali sostantivi possono essere derivati in una variet! di modi3 desinenze rilevanti includono -m, -l, -i ed -. 0sservare

specialmente la desinenza -l, la quale 4sembra5 pu+ in principio essere aggiunta ad ogni verbo con radice in =-, come quando il verbo linda-cantare- produce lindal -canto, musica-. Quando dipendente da un sostantivo verbale oppure da un astratto c$iaramente associato con qualc$e verbo, il caso genitivo assume l"accezione di un soggetto genitivo 4come in Altariello naini -lamento di Baladriel-5, laddove il caso possessivo usato per oggetto genitivo 4Nurtal "alin'reva -0ccultamento di Valinor-5. "OCA4OLA3IO min/u -undicivarya- -proteggerealya -riccoseler 4sell-5 -sorellamalta -oro- 4cos. in conformit! con l"=ppendice 1 di Gd=3 le Etimologie, voce -1AL, danno invece
malda - ma fonti post-Gd= sembrano indirettamente confermare c$e malta fu la decisione finale di %ol&ien, dal momento c$e 86/C?? cita il radicale 1ldarin c$e fornisce vocaboli per -oro- come 1ALA4.5

en7, -oggettomuil -segretezza- 4includendo una delle desinenze astratte menzionate sopra, -l3 in tal caso essa
aggiunta direttamente al radicale 19H, qui manifestantesi come mui-. =pparentemente tale vocabolo correlato al Gindarin muil come in un nome di luogo ricorrente in Gd=/ Emyn 1uil, c$e con ogni possibilit! significa qualcosa come (olli di Gegretezza o (olline (elate5.

s1r -pace- 4in origine una formazione astratta basata sul verbo ser- -riposare-, derivato dal medesimo
radicale -ED c$e produce anc$e il nome di Est :da EsdFEEzdF;, la ValiN o -dea- del riposo e del sonno5

ramba -muroondo -roccia- 4come materiale, sebbene ondo sia anc$e usato L -una roccia-3 l"equivalente Gindarin
gon, gond occorre nei nomi .ondor e .ondolin, l"ultimo dei quali adattato dal Quen a Ondolind5

osto -citt!- 4in conformit! con fonti posteriori anc$e usato L -fortezza-, ma qui lo utilizzeremo nel
senso di -citt!-3 il vocabolo sembra riferirsi primariamente ad una citt! fortificata, cos. pu+ non esservi una grossa distinzione ad ogni modo5

morni -oscurit!- 4cfr. mor -nero-3 il vocabolo morni effettivamente una formazione astratta
basata su di un altro aggettivo derivato dal medesimo radicale primitivo 1O3, vale a dire morna L -oscuro-5

ESE3CIZI Questi esercizi coinvolgono sia il caso genitivo c$e il caso possessivoEaggettivale. =ssicurarsi di scegliere il giusto caso negli 1sercizi 7-# 4sebbene talvolta, ambo i casi andranno bene5. 1. %radurre in ,taliano/ A. I lim5 Eldaron vs. i lim5 Eldaiva 4e dacc$7 entrambe le frasi possono avere la
medesima traduzione ,taliana, spiegare qual la differenza5

!8 *aryaly yulma maltava. C8 I rocco i Eldava alanti mir i n+ra cilya. D8 Neri s1reva +var o&tari. E8 Alt rambar ondova nurtaner i coar i cainen analy neriva i osto. /8 I coa i arano seler,a n carn. .8 .in i m'lion am 5i i macil i aran,a. +8 I vendo toron &irn ily i &armar i min/u Naucoiva imb i canta rassi i nin/ui orontion. S. %radurre in Quen a/ 78 'iumi di vino si riversavano nella bocca dell"uomo. 28 La sorella dei ragazzi radun+ 4assieme5 gli oggetti dei ragazzi e and+ nella casa della regina. A8 La segretezza delle donne proteggeva un grande tesoro d"oro. L. Bli undici guerrieri non poterono proteggere la pace della citt!, poic$ una grande tenebra cadde. 18 1ssi attaverseranno una landa di grandi alberi e molte rocce, poic$7 vogliono vedere la citt! del possente guerriero. &. *n muro di segretezza proteggeva l"oro celato della citt!, ed io non lo trovai. O. La terra degli 1lfi una terra di molti begli oggetti3 una terra senza 1lfi una landa di tenebra, poic$7 gli *omini 4Atani5 della terra non odono il ricco linguaggio degli 1lfi. #8 La raccolta della sorella del re di libri sugli 1lfi. 48er creare un sostantivo astratto
-raccolta-, tentare aggiungendo la desinenza -l :equivalente all"inglese --ing-, 2.d.%.; al verbo &osta-radunare-.5

LEZIONE !3EDICI
Il caso Dativo. Il Gerundio. Desinen:e 5ronominali #lm ed #mm. Un 5ronome inde6inito.
IL CASO DA!I"O 2ella Lezione (inque, introducevamo il concetto di oggetti grammaticali, il -traguardo- dell"azione verbale espletata dal soggetto/ I Elda m ta massa L -l"1lfo mangia pane-, i Nauco &irn harma L -il 2ano trov+ un tesoro-. Gin qui in questo corso, tutti gli oggetti trattati sono stati, pi precisamente, oggetti diretti. Questi sono oggetti direttamente influenzati dall"azione verbale. ,n Quen a arcaico, tali oggetti avevano il loro proprio

caso grammaticale, l"accusativo - ma tale caso non aveva pi alcuna forma distinta nel Quen a della %erza 1ra. 6a vi sono anc$e oggetti indiretti, ai quali la grammatica Quen a parimenti assegna speciali forme di caso. ,l caso c$e marca oggetti indiretti, il dativo, era ancora vivo e vegeto nel Quen a della %erza 1ra. 6a prima di discutere come sono costruite le forme dative, diamo un"occ$iata pi da presso agli oggetti indiretti. *n oggetto indiretto , logicamente, un oggetto indirettamente influenzato dall"azione verbale della proposizione. 8erci+ l"oggetto indiretto sovente il beneficiario dell"azione verbale 4sebbene possa anc$e denotare una parte c$e sfavorevolmente influenzata da tale azione5. L"esempio arc$etipico coinvolge il verbo -dare-, il quale deve logicamente esigere tre parti/ il soggetto c$e compie la dazione, l"oggetto diretto c$e l"oggetto c$e D dato, pi l"oggetto indiretto c$e il ricevente del dono e perci+ il beneficiario dell"azione verbale/ L"uomo BsoggettoC diede al ragazzo Boggetto indirettoC un libro Boggetto direttoC . ,l moderno inglese :l",taliano a maggior ragione, non essendo linguaggio di casi, 2.d.%.; 4diversamente, diciamo, dal %edesco5 non $a un distinto caso dativo, cos. nell"esempio in alto, il sostantivo -ragazzo- non riceve elementi flessionali supplementari a marcarlo esplicitamente come l"oggetto indiretto della proposizione. ,n inglese, oggetti indiretti possono essere indicati semplicemente dall"ordine dei vocaboli3 l"oggetto indiretto quindi calcato nella proposizione a fronte dell"oggetto diretto, proprio come -il ragazzoappare prima di -un libro- nell"esempio in alto. 6a proprio come l"inglese spesso usa una frase c$e coinvolge la preposizione -of- invece del caso genitivo, l"assenza di un distinto caso dativo frequentemente compensata per mezzo di circonlocuzioni preposizionali/ le due preposizioni molto spesso utilizzate a simulare la funzione del caso dativo sono -to- :"a", 2.d.%.; e -for- :"per", 2.d.%.;. (os. :riprendendo l"esempio di cui sopra nella lingua madre del 8rofessore, 2.d.%.; invece di dire -t$e man gave t$e bo a boo&4il solo ordine dei vocaboli identificando -t$e bo - come l"oggetto indiretto5, si potrebbe dire -t$e man gave a boo& to t$e bo -. 1sempi con -perpotrebbero essere, diciamo, -lo facemmo per il fanciullo-, oppure -gli uomini lavorano per la regina-. ,n Quen a, -il ragazzo-, -il fanciullo- e -la regina- di tali esempi sarebbero considerati oggetti indiretti - le parti indirettamente affette dall"azione verbale - ed i corrispondenti sostantivi sarebbero flessivi per il caso dativo. 2on dovrebbe esservi necessit! di mantenere uno specifico

ordine dei vocaboli, oppure di usare preposizioni come -a- o -per-. (fr. la domanda occorrente a met! del &am'ri(, ove il pronome ni -io- 4correlato alla desinenza pronominale -n oppure -ny dal significato similare5 appare nel caso dativo/ S% man i yulma nin en/uantuva; -($i riempir! ora per me la coppa)L"elemento qui tradotto -per- non un vocabolo separato in Quen a3 semplicemente la -n finale di nin - la quale -n la desinenza dativa Quen a. 8erci+ nin L -io-per-, oppure in corretto ,taliano/ -per me-. ,n altri contesti potrebbe anc$e essere stato tradotto -a me- oppure 4dove in inglese l"oggetto indiretto identificato dal solo ordine dei vocaboli5 semplicemente -me-/ essendo il verbo -dare- anta-, l"equivalente Quen a di -mi darai un libro- in tutta verosimiglianza dovrebbe essere antuvaly nin 5arma. ,l pronome dativo nin si presenta all"ultimo rigo del Canto di /0riel come parte di una proposizione c$e %ol&ien tradusse -c$e mi dar! il 8adre...)- 4LO/DS5. 2aturalmente, si potrebbe anc$e tradurre -...dar! a me-. La Lettera 8lotz conferma c$e la desinenza -n per il dativo non applicabile solamente ai pronomi3 pu+ anc$e essere annessa a nomi comuni. 48lotz elenca ciryan come la forma dativa di cirya -nave- e punta a lassen come la forma dativa di lass -foglia-.5 8erci+ possiamo fabbricare proposizioni come carnelyes i Naucon -lo facesti per il 2ano- oppure i n1r antuva i 5arma Eldan -l"uomo dar! il libro ad un 1lfo-. ,n inglese, quest"ultima frase potrebbe anc$e essere tradotta -t$e man 9ill give an Elf t$e boo&-, il solo ordine dei vocaboli indicando c$e -un 1lfo- da intendersi come oggetto indiretto della proposizione inglese. ,n Quen a, l"ordine dei vocaboli dovrebbe essere molto pi libero 4il vantaggio principale di un languaggio altamente flessivo@5, la desinenza di caso indicando c$e il sostantivo in questione l"oggetto indiretto non importa dove il sostantivo ricorre nella frase. (i+ mette c$i parla in grado di muovere l"oggetto indiretto ad esprimere sottili nuances d"enfasi. 8er esempio, si pu+ probabilmente porre in fronte :alla frase, 2.d.%.; l"oggetto indiretto a dargli speciale centralit!/ Eldan i n1r antuva i 5arma, c$e significa qualcosa come - ad un Elfo :non ad un 2ano, etc.; c$e l"uomo dar! il libro-. ($e l"oggetto diretto o indiretto venga per primo pu+ non essere sostanziale3 mentre i n1r antuva i 5arma Eldan significa -l"uomo dar! il libro ad un 1lfo-, i n1r antuva Eldan i 5arma pu+ essere tradotto -l"uomo dar! ad un 1lfo il libro-. =l plurale, le forme dative terminano in -in. Gostantivi con nominativi

plurali in -i dovrebbero in effetti semplicemente aggiungere la desinenza dativa -n3 la Lettera 8lotz punta a lassin come alla forma dativa di lassi -foglie-. ,l dativo plurale di un vocabolo come laman 4lamn-5 -animalesarebbe pertanto lamnin L -ad animali- oppure -per animali-. La desinenza -in comunque aggiunta anc$e a sostantivi c$e dovrebbero avere nominativi plurali in -r3 il marcatore plurale -r non appare in forme dative. >alla prima riga del Canto di /0riel 4tradotta -il 8adre cre+ il 6ondo per 1lfi e 6ortali-5, si sa c$e il plurale dativo di Elda dovrebbe essere/ Eldain. >ovrebbe essere notato c$e la desinenza -in si fonde con l"ultima vocale del sostantivo a formare un dittongo, come ai in tal caso. ,l Canto di /0riel fornisce anc$e il dativo plurale di -6ortali-/ <%rimoin 4nominativo plurale <%rimor, LO/SKQ3 %ol&ien pi tardi giunse a preferire la forma <%rimar, come nell"edizione pubblicata del -ilmarillion, capitolo 1S. ,l dativo plurale diverrebbe quindi <%rimain, naturalmente.5 2ella precedente lezione facevo notare c$e -non affatto c$iaro cosa accadrebbe quando la desinenza :plurale possessiva-aggettivale; -iva sia aggiunta ad un sostantivo c$e gi! termina in -i, come t ri "regina", oppure un sostantivo con una forma radicale in -i, come l'm 4l'mi-5 "notte" 4G>/K1Q5-. ,l medesimo problema sorge nel caso delle forme plurali dative. ,l dativo singolare -aEper una regina- dovrebbe presumibilmente essere t rin, ma quando si tenta di derivare un plurale dativo aggiungendo -in a t ri, siamo probabilmente a t rin ancora una volta 4la finale -i del sostantivo e l"iniziale i- della desinenza c$e semplicemente si fondono5. (oncepibilmente le due vocali potrebbero fondersi in una lunga i, producendo t r%n come il vocabolo per -aEper regine-, ma questo sembra un vocabolo alquanto inverosimile/ il Quen a raramente $a una lunga vocale in una sillaba finale non accentata 4sebbene vi sia il vocabolo 5alant%r5. 8u+ ben essere c$e t rin abbia di c$e fare le veci sia del singolare c$e del plurale, cos. c$e si debba fare assegnamento sul contesto per scovare quale numero :genere, 2.d.%.; si intende. La desinenza dativa duale data come -nt nella Lettera 8lotz, la forma duale dativa di cirya -nave- essendo elencata come ciryant - la quale signific$erebbe qualcosa come -per un paio di navi-. 2aturalmente, tale desinenza -nt combina semplicemente la desinenza dativa -n con la desinenza duale -t. Bi! nella Lezione *no menzionavo brevemente c$e tale -nt sembra essere il solo esempio di un gruppo di consonanti finale c$e sia consentito in Quen a in stile Gd=. - 8u+ essere c$e solamente sostantivi con forme nominative duali in -t dovrebbero avere forme dative duali in -nt3 nel caso di sostantivi con forme duali in -u, pu+ ben essere c$e debba essere impiegata la pi semplice desinenza dativa -n. =ncora una volta usando

Aldu ->ue =lberi- come esempio, la forma dativa forse non sarebbe Aldunt, ma piuttosto Aldun 4o con ogni possibilit! Alduen3 vedere in basso riguardo ad Ar#"eruen5. >ifettiamo di esempi d"ambo i casi, per+. ,n talune istanze, una proposizione pu+ includere un oggetto indiretto 4in Quen a, un oggetto dativo5 benanc$e la proposizione non contenga oggetto diretto. 2ell"equivalente Quen a di -l"uomo lavora per il re-, la preposizione ,taliana -per- sarebbe rappresentata dalla desinenza di caso -n aggiunta ad aran 4probabilmente producendo aranen, una vocale ausiliatrice -eintrudendosi prima della desinenza5. V" almeno un esempio attestato d"una proposizione c$e $a un oggetto dativo, ma nessun oggetto diretto/ %ol&ien nella sua versione Quen a del #ater &oster us+ una forma dativa del pronome -noi, a noi- nel rendere la frase -... coloro c$e ci fanno torto- :con tutta probabilit! corrispondente a "ai nostri debitori" nella versione in uso nel (atec$ismo italiano, 2.d.%.;. 4Questo, per inciso, un esempio del caso dativo c$e viene usato per identificare una parte sfavorevolmente influenzata dall"azione verbale/ il contesto deve decidere se la forma dativa dovrebbe essere tradotta -contro di noi- oppure -per noi-. Brammaticamente parlando, ambedue le interpretazioni dovrebbero essere egualmente valide, ma -coloro c$e peccano per noi- non avrebbe senso in tale particolare contesto.5 il verbo -peccare- o -fare torto- non pu+ avere oggetto diretto, ma ovviamente alcune parti possono essere indirettamente affette da peccati o torti, cos. pu+ esservi un indiretto oggetto - appropriatamente presentato come un oggetto dativo in Quen a. 'orme dative possono anc$e comparire in proposizioni non aventi soggetto, un fenomeno grammaticale virtualmente inaudito nel moderno inglese. ,n pi tali proposizioni possono essere comparate a frasi come -a me sembra c$e...-, ove il soggetto formale :in inglese formalizzato dalla particella-it-, 2.d.%.; effettivamente nient"altro c$e un menab+ grammaticale senza reale contenuto/ nel parlato informale esso pu+ pure essere omesso, -seems to me t$at...-, ed il significato affatto intatto. %ali enunciazioni inglesi sono comparabili a frasi Quen a come or nin caritas, letteralmente - impellente per me farlo-, esprimendo il senso c$e in inglese sarebbe formulato pi o meno come -, 9ould li&e :or, feel moved; to do so4V%K1/1C5. 0sservare c$e la frase or nin caritas non $a soggetto, ma $a un oggetto dativo/ nin -a me, per me-. Or- od ora- -spronare, incitare- uno dei verbi impersonali Quen a c$e invitano a tali costruzioni3 ritorneremo a questi verbi in una lezione successiva. 'orme dative possono balzar fuori pure in frasi ove nessun verbo ricorre al postutto. La traduzione di %ol&ien 4incompleta5 del Bloria 8atri fa,

in parte/ Alcar i ataren ar i yondon ar i aire6an L -gloria :sia; al 8adre e al 'iglio ed allo Gpirito Ganto- 4V%KC/C?5. 0sservare la desinenza dativa -n annessa ad atar -padre-, yondo -figlio- ed aire6a -spirito santo-. 42ella forma ataren una vocale connettiva -e- inserita prima della desinenza -n, dacc$7 AAatarn non sarebbe un vocabolo possibile in Quen a.5 9na applicazione antecedente della desinenza di caso %n6 nella lunga evoluzione del Quen a di %ol&ien, -n non fu sempre la desinenza dativa. >alla prospettiva dello scenario Gd=, una delle poc$e cose c$e sono -erronee- rispetto al Quen a delle Etimologie 4scritte nella met! degli anni %renta5 c$e -n qui invece la desinenza genitiva. 8er esempio, la voce LE# elenca i nomi di vari giorni della settimana Valinoreana, c$e includono Ar .an,en L Biorno di 6an9N, oppure Ar Ulmon L Biorno di *lmo 4cfr. il sostantivo ar45 -giorno- - sebbene pi tardi %ol&ien cambi+ il vocabolo per -giorno- in aur oppure r1, come indicato dalle appendici a Gd=5. %ale uso della desinenza -n si trova anc$e in una frase scritta nella met! degli anni Quaranta, riprodotta in G>/C0C/ $uenta Eldalien, -Gtoria degli 1lfi :Eldali(, popolo 1lfico;-. ,n versioni minute del poema c$e ebbe a divenire &am'ri(, %ol&ien utilizz+ "ardan come il genitivo -di Varda4vedere per esempio la versione iniziale riprodotta in %,/SHK-SHQ5. ,n uno dei manoscritti posteriori, %ol&ien ancora scrisse "ardan, ma poi lo cancell+ a penna e lo rimpiazz+ con "ardo. (i+ sembra individuare il momento in cui %ol&ien modific+ la desinenza genitiva da -n a -o. 1ffettivamente la desinenza genitiva -o si presenta pure in fonti primeve3 un poema -Qen adei primi anni %renta $a gi! ciryo 4compitato =iryo5 come il genitivo di cirya -nave- 4lan7on vea=iryo -la gola della nave marina- :traduzione letterale/ cercasi esperto di marineria per una corretta accezione di "gola" come termine gergale della navigazione, 2.d.%.;, 6(/S1?5. Quanto al caso dativo, il -Qen a- della composizione pre-Gd= Canto di /0riel adopera gi! -n 4pl. -in5 come la desinenza dativa, com" evidente da alcuni esempi citati in alto. 8i tardi, -n per un certo periodo ritorn+ ad essere la desinenza genitiva, come riflettono le bozze di &am'ri(. 8are c$e %ol&ien cambi+ opinione in un senso e nell"altro nel corso dei decenni - ma la risoluzione finale, come riflette Gd= e come codificato nella Lettera 8lotz, fu c$e -o venne ad essere la desinenza genitiva, mentre -n la desinenza dativa. =lcuni degli obsoleti genitivi dalle Etimologie sono ancora interessanti quanto a forme. =lla voce AH, il sostantivo ailin -lago- detto avere il -g.sg.- 4genitivo singolare5 ailinen. = causa delle revisioni posteriori di %ol&ien, la forma ailinen deve piuttosto essere intesa come un dativo singolare in Quen a in stile Gd= - significando -per un lago- invece del

genitivo -di un lago-. L"esempio ailinen interessante nella misura in cui mostra cosa avviene se la desinenza di caso -n 4non importa a quale caso sia assegnata@5 aggiunta ad un sostantivo c$e termina in una consonante, come ailin. >acc$7 AAailinn non un vocabolo possibile Quen a, una e inserita prima della desinenza, producendo ailinen. Gebbene la desinenza -n abbia ridefinito il suo significato, il principio d"inserire tale vocale ausiliatrice ogniqualvolta sia ric$iesta dovrebbe ancora essere valido. :=ggiornamento,tardo S00S/ tale assunto ora stato confermato da ataren come forma genitiva di atar -padre-, V%KC/C?. Questa una genuina forma dativa dal Quen a post-Gd=, cos. %ol&ien era ancora ad usare la medesima vocale connettiva pure dopo aver mutato il significato della desinenza di caso -n.; Ge il sostantivo $a una forma radicale speciale - la consonante finale c$e volge in un"altra consonante oppure un gruppo di consonanti quando siano da aggiungersi desinenze - tali modific$e occorrono pure prima di tale -e- aggiuntiva/ alla voceL7&L nelle Etimologie, apprendiamo c$e Laurelin 4Laurelind-5, il nome dell"=lbero d"0ro di Valinor, $a il -g.sg.Laurelinden. ,n Quen a in stile Gd=, questo sarebbe invece il dativo singolare, ma la forma come tale presumibilmente tuttora valida. Lo stesso vale per lissen come una forma di lis 4liss-5 -miele-3 vedere alla voce L7-. Qi pu+ quindi assumere c$e un sostantivo come n%s 4niss-5 -donna- sarebbe trattato in una maniera simile/ dativo nissen. *na delle forme -genitive- delle Etimologie pu+ del pari gettare qualc$e luce su ci+ a cui il tardo dativo delle forme duali in -u dovrebbe somigliare. *n giorno della settimana Valinoreana elencato alle voci !E- e LE# Arveruen or Ar#"eruen, il -Biorno degli Gposi-, riferito alla coppia Vala =ulN e Xavanna. Qui abbiamo veruen come il genitivo della forma duale veru -sposi, coppia maritata-. >ovrebbe essere osservato c$e la vocale ausiliatrice -e- impiegata pure qui 4alquanto sorprendentemente/ si sarebbe potuto pensare c$e AAverun fosse una forma accettabile5. -e tale genitivo veruen dovesse ancora essere una forma valida dopo c$e %ol&ien ridefin. la desinenza -n cos. c$e veruen sia una forma dativa in Quen a in stile Gd=, indic$erebbe c$e sostantivi con forme nominative duali in -u dovrebbero avere forme dative in -uen. ,l dativo di Aldu ->ue =lberi- non sarebbe quindi n7 Aldunt n7 Aldun, ma piuttosto Alduen. 6a devo dire a stento c$e qui non siamo su di un terreno solido, e non costruir+ alcun esercizio basato su tali ipotesi. IL GE3UNDIO La maggior parte delle volte, sostantivi e verbi sono parti distinte del

discorso. Vi sono, naturalmente, i sostantivi verbali discussi nella precedente lezione, ma essi sono insindacabilmente genuini sostantivi - formazioni astratte c$e denotano azioni verbali considerate come -oggetti-. 6a i verbi $anno una forma, il gerundio, c$e quasi sfida la dicotomia sostantivo vs. verbo. Gi potrebbe dire c$e un gerundio un verbo masc$erato come un sostantivo. 2el Biuramento di (irion occorre il vocabolo enyalien, c$e letteralmente significa -per ricordo- 4vale a dire, -al fine di rammentare-5. ,l prefisso en- significa -ri--, e la -n finale la desinenza di caso discussa in alto, il marcatore dativo corrispondente alla inglese preposizione -per-. Gtrappando via tali elementi addizionali, siamo lasciati con -yalie-, yali. 2elle sue note sul Biuramento di (irion, come riprodotto in *%/C1D, %ol&ien c$iarisce c$e yali una -forma infinita 4o gerundia5- di un verbo yal-, c$e significa c$iamare o convocare. Quindi possiamo isolare -i come una desinenza grammaticale usata a derivare forme "infinite o gerundie". ,nizialmente in questo corso, si discussa un"altra sorta di infinito, la quale semplicemente la radice del verbo 4con - aggiunta, nel caso di verbi primari5. *n esempio attestato la proposizione 5olin /uet, -posso parlare- 4V%K1/?5, con /uet come la forma infinita del verbo /uet-parlare-. >acc$7 %ol&ien identifica c$iaramente -i come una desinenza infinita in *%/C1D, puN essere c$e 5olin /ueti sarebbe egualmente possibile 4di pi su ci+ in basso5. 2el suo seminario !asic Quenya, scritto prima c$e l"esempio 5olin /uet divenisse disponibile, 2anc 6artsc$ usa -i come desinenza infinita Quen a in ogni dove. Questo pu+ non essere necessariamente errato3 %ol&ien in definitiva immagin+ un antico infinito 1lfico in -ie. 2elle Etimologie, voce &A3L, il vocabolo =ntico 2oldorin trenarie -raccontare- esplicitamente c$iamato forma -inf.- 4-=ntico 2oldorin- essendo il linguaggio cui %ol&ien pu+ pi tardi essersi riferito come all"=ntico -indarin, dopo c$e rivisit+ i suoi miti linguistici nei primi anni (inquanta5. (omunque, penso c$e in molti casi, le forme verbali Quen a derivate per mezzo del suffisso -i siano meglio denominate gerundi 4piuttosto c$e infiniti5. ,n inglese, i gerundi sono derivati per mezzo della desinenza -ing, e.g. -finding- vs. il verbo -to find- :-trovare-, 2.d.%.;. 0ra una forma come -finding- naturalmente pu+ anc$e essere un sostantivo astratto 4sinonimo di -scoperta-5 tanto quanto un participio aggettivale 4come in -t$e man finding t$e treasure- :-l"uomo c$e trova il tesoro-, 2.d.%.;5. 6a ci+ a cui siamo interessati qui, piuttosto il vocabolo -finding- come appare in una proposizione come -finding t$e treasure 9as 9onderful- :-trovare il tesoro fu meraviglioso-, 2.d.%.;. Qui, -finding- in certo qual modo si comporta

come un sostantivo, poic$7 il soggetto della frase. 6a si pu+ dire c$e in un certo senso, -finding- D ancora un verbo, poic$7 non $a perso una delle caratteristic$e unic$e di un verbo/ la capacit! di assumere un oggetto. 2ella frase -finding t$e treasure-, -t$e treasure- l"oggetto di -finding-. Ge -finding- fosse stato qui un sostantivo astratto, si sarebbe dovuta usare una costruzione -of-- a rilanciare l"oggetto trovato/ -t$e finding 4L scoperta5 of t$e treasure-. (fr. la nostra discussione sull"oggetto genitivo Quen a 4come in Nurtal "alin'reva, -0ccultamento di Valinor-5 nella precedente lezione. >acc$7 siamo in grado di dire c$e nella proposizione -finding t$e treasure 9as 9onderful-, il vocabolo -finding- non un sostantivo verbale, possiamo concludere c$e esso effettivamente un gerundio. *n gerundio una forma del verbo la quale pu+ funzionare come un sostantivo, pi o meno nella stessa accezione di un genuino sostantivo verbale. %uttavia, un gerundio ancora capace di assumere un oggetto, e ci+ vale pure per i gerundi Quen a/ riguardo alla forma gerundia Quen a in -i c$e %ol&ien utilizz+ nel Biuramento di (irion, annot+ c$e -governava un oggetto diretto4*%/C1D5.
20%=/ ,n Quen a come in inglese, i gerundi ed i sostantivi astratti non possono sempre essere c$iaramente distinti. 8roprio come la desinenza inglese -ing usata a derivare sia gerundi c$e sostantivi verbali, la desinenza Quen a -i pu+ anc$e essere usata a derivare astratti, e.g. tyali -gioco- 4come sostantivo5 dal verbo tyal- -giocare-. ,nvero -i anc$e usata come una generale desinenza astratta, quasi come l"inglese -ness-, cfr. per esempio morni -dar&ness- :-oscurit!-, 2.d.%.;.

(ome d"uso, vi un"estrema scarsit! di esempi attestati. 6a si deve assumere c$e in Quen a come in inglese, i gerundi possano sovente funzionare come soggetti di frasi, forse qualcosa come/ *iri &arma caruva n1r alya -finding a treasure 9ill ma&e a man ric$:-il ritrovamento di un tesoro render! un uomo ricco-, 2.d.%.; !iri i ai,i anta i vendin alta alass -9atc$ing t$e birds gives t$e maidens :vendin, dativo; great Yo :-l"osservazione degli uccelli d! alle fanciulle gran gioia-, 2.d.%.; ,n tali esempi si sono equipaggiati i gerundi con oggetti 4&arma ed i ai,i5, ma un gerundio potrebbe certamente funzionare come un soggetto senz"alcuna ulteriore addizione, per esempio cos./ mati n i analta alass ily tiuc Naucoron, -mangiare la pi grande gioia di tutti i grassi 2ani-. 8resumibilmente i gerundi Quen a possono anc$e funzionare come gli oggetti di una proposizione, comparabili a costruzioni inglesi tali come -, love fis$ing- :-adoro pescare-, 2.d.%.;. ,l gerundio funzionante come oggetto pu+ a sua volta governare il suo proprio oggetto/ un frase come -,

love 9atc$ing t$e birds- :-adoro l"osservazione gli uccelli-, 2.d.%.; pu+ essere forse resa in Quen a come melin tiri i ai,i 4-l"osservazioneessendo l"oggetto della frase -adoro-, e -gli uccelli- a loro volta essendo l"oggetto del gerundio -osservazione-5. 'orse quest"ultima potrebbe essere espressa meglio proprio da -adoro osservare gli uccelli- L melin tir i ai,i 4)5, usando un infinitivo invece di un gerundio. , gerundi e gli infiniti possono benissimo essere intercambiabili in molti contesti, in Quen a come in inglese. ,nvero la nostra terminologia pu+ andare pi stretta c$e non quella c$e %ol&ien medesimo utilizz+, se riserviamo il termine infinito per forme come tir -osservare- ed insistiamo nel definire tiri -osservazione- soltanto un gerundio/ in *%/C1D, citato pi sopra, %ol&ien stesso si riferisce alle forme in -i sia come -infinite- c$e -gerundie-. (ome menzionato sopra, nell"-=ntico 2oldorin- delle Etimologie una forma in -ie esplicitamente identificata come un infinito. L"esempio post-Gd= 5olin /uet -posso parlare- dimostra almeno c$e -i non pu+ essere una desinenza infinita universale. >ovrebbe 5olin /ueti essere una formulazione possibile, oppure ci+ suonerebbe tanto strambo quanto -, can spea&ing- in inglese) 1 c$e dire di -voglio trovare un tesoro-) >ovrebbe merin &iri &arma essere 0Z, oppure gli 1ldar troverebbero tale formulazione tanto maldestra quanto -, 9ant finding a treasure- in inglese) 8u+ essere pi sicuro usare il pi semplice infinito, &ir, in un tale contesto. Quando una azione verbale il soggetto oppure l"oggetto di una frase, si pu+ in certa misura scegliere tra gli infiniti ed i gerundi in inglese/ -errare umano, perdonare divino- L -erring is $uman, forgiving is divine-. Gpecialmente quando un"azione verbale funziona come soggetto, penso sarebbe pi sicuro usare il gerundio 4la forma in -i5 in Quen a. 6a dacc$7 non abbiamo effettivi esempi, al presente impossibile dire con fiducia c$e cosa %ol&ien avrebbe pensato quale Quen a accettabile a tale riguardo. Vi , comunque, un importante uso del gerundio c$e fortunatamente D attestato nel nostro minuto corpus. ,n inglese, il normale infinito 4marcato da -to-5 sovente usato ad indicare proposito6 -%$e $ave come to see t$e &ing.- :-essi erano venuti per vedere il re-, 2.d.%.; Ge ci+ potrebbe esser reso -direttamente- in Quen a come )ut+lient cen i aran nessuno pu+ dirlo al presente - ma tendo a dubitare c$e sia una costruzione valida. 0sservare l"enunciazione utilizzata nel .iuramento di Cirion/ "anda sina termaruva Elenna)n'ro alcar enyalien. La traduzione di %ol&ien in *%/C0Q -questo giuramento rester! a memoria della gloria della %erra della Gtella-, ma pi letteralmente la formulazione Quen a qualcosa come -questo giuramento rester! per rievocare :la; d"1lenna-terra gloria-. (fr. i commenti di %ol&ien

sulla forma enyalien in *%/C1D, gi! citati in parte/ yal- "convocare", in forma infinita 4o gerundia5 en%yali(, qui nel dativo "per la ri-evocazione", ma governando un oggetto diretto :vale a dire alcar -gloria-;/ perci+ "a rievocare oppure -commemorare- la gloria". (os. qui si $a un verbo en#yal- -ri-evocare-- L -commemorare-. =ggiungere la desinenza gerundia -i, e si ottiene il gerundio enyali, -rievocazione:notare la differente accezione di gerundio rispetto a quella della grammatica nostrana3 in ,taliano il gerundio di -rievocare- sarebbe ovviamente -rievocando-, 2.d.%.;. >acc$7 un gerundio pu+ essere descritto come un verbo funzionante come un sostantivo, esso pu+ anc$e ricevere desinenze di casi come un sostantivo. (os. %ol&ien provvide la desinenza dativa -n -pera produrre enyalien -per rievocare-. ,l vocabolo pu+ ora funzionare come indiretto oggetto della proposizione, il -benefattore- dell"azione verbale/ il giuramento termaruva -rester! -, e tale azione promuove -rievocazione4enyali5. ,l gerundio dativo enyalien -per rievocare- a sua volta $a Elenna)n'ro alcar, -:la; gloria della landa di 1lenna-, come suo oggetto. 2aturalmente, in ,taliano non si dice -questo giuramento rester! per rievocare d"1lenna-terra la gloria-, ma piuttosto -questo giuramento rester! per 4allo scopo di5 rievocare la gloria dell landa di 1lenna-. 2ondimeno, tale esempio sembra dirci c$e gli infiniti inglesi indicanti proposito dovrebbero essere resi in Quen a come gerundi con una desinenza dativa annessa. -1ssi sono giunti 4allo scopo di5 per vedere il re- si tradurrebbe quindi ut+lient cenien i aran, letteralmente -t$e $ave come for seeing t$e &ing-. 4Ge fossimo a seguire pedissequamente l"ordine dei vocaboli c$e %ol&ien us+ nel Biuramento di (irion, col gerundio alla fine della proposizione, saremmo effettivamente a dire ut+lient i aran cenien L -t$e $ave come t$e &ing for seeing-@ %uttavia, l"ordine dei vocaboli Quen a in tutta verosimiglianza affatto flessibile.5 La regola c$e si tentato di compilare pu+ essere compendiata cos./ se in ,taliano si possono aggiungere i vocaboli -allo scopo di- a fronte di un infinito senza distruggere il significato 4senza preoccuparsi per lo stile@5, tale infinito indica proposito e dovrebbe essere reso in Quen a come un gerundio flessivo per il dativo. /ormare gerundi da verbi con radice in A%6 tutti i gerundi sin qui esemplificati sono stati formati da verbi primari 4privi di desinenza5. ($e accade se la desinenza -i da aggiungersi ad un verbo con radice in =-) 2on abbiamo attestazioni dirette, esplicite a guidarci, cos. $o serbato tale problema per la conclusione. 6a tutte le evidenze indirette puntano ad una

conclusione/ la finale -a dovrebbe essere dismessa prima c$e -i sia suffisso. Le Etimologie, voce O3O, elencano il verbo Quen a orta- -sorgere, levarsi-, ma anc$e una forma ortie citata, sebbene questa sia -=ntico 2oldorin- 4E=ntico Gindarin5 piuttosto c$e Quen a. %ale vocabolo ortie, semplicemente glossato -sorgere-, sarebbe un"arcaica forma 1lfica c$e pi tardi evolse in un infinito Gindarin. 6a essa potrebbe benissimo corrispondere ad un gerundio Quen a orti -sorgente, levantesi- :ricordare c$e il gerundio Quen a non corrisponde a quello ,taliano, 2.d.%.;, dacc$7 l"-=ntico 2oldorin- relativamente intimo al Quen a. (i+ indic$erebbe c$e quando la desinenza -i da aggiungersi ad un verbo con radice in =-, la -a finale omessa prima della desinenza. Gi $a una possibile attestazione di una forma Quen a la quale confermerebbe tale conclusione/ elencando varie forme del verbo ora- -esortare-, %ol&ien incluse ori 4V%K1/1C5, e quantunque egli non identific$i c$iaramente questa od alcun"altra delle forme, ori pu+ ben essere inteso come il gerundio. 0sservare anc$e naini -lamentando- come un derivativo del verbo naina- -lamentare- 4comparare OB10/?? con le Etimologie, voce &AH5/ naini pu+ esser visto o come un gerundio oppure come un sostantivo verbale. (ome si gi! accennato, -i pu+ anc$e funzionare come una generale desinenza astratta, pressappoco come l"inglese --ness-. >ove -i usata a formare sostantivi astratti da aggettivi, gli aggettivi in -a perdono tale vocale finale prima c$e -i sia aggiunta3 morni -oscurit!- apparentemente formato da morna -oscuro-. *n"altra coppia attestata di tal fatta l ta -aperto- vs. l ti -apertura-. La desinenza astratta -i certamente serratamente correlata alla desinenza gerundia -i3 basilarmente la medesima desinenza di cui ci stiamo occupando 4come notato in alto, la distinzione tra gerundi e sostantivi astratti spesso diviene sfocata5. Ge la desinenza -i causa il decadere della finale -a quando sia aggiunta ad aggettivi, sembra assai verosimile c$e ci+ accada anc$e quando sia aggiunta a verbi con radice in =-. (os. partendo da verbi come orta- -sorgere, erigere- e nurta- -celare-, si possono probabilmente derivare i gerundi orti, nurti e fabbricare proposizioni come orti 2el'ri nurtien "alinor +m m ra noa -erigere :le; 8elUri a celare Valinor non fu una buona idea-. 42on lo fu - vedere 6O/K01, K0Q per i commenti critici di %ol&ien su tale mossa dei Valar@5 2el caso di verbi in -ya, e.g. &arya- -possedere-, l"intera desinenza -ya probabilmente decadrebbe prima c$e -i sia suffisso. =ltrimenti il gerundio dovrebbe essere AA&aryi, ma yi non una combinazione possibile Quen a. Gostantivi astratti formati per mezzo della desinenza -i da aggettivi in -ya son visti cedere quest"ultima desinenza, e.g. veri -audacia-

da verya -audace- 4vedere le Etimologie, voce !E35. Gi pu+ probabilmente assumere c$e veri dovrebbe anc$e essere il gerundio del verbo correlato verya- -ardire-. (os. il gerundio di un verbo come &arya- -possedere- pi verosimilmente &ari 4e.g. in una insulsaggine come &ari malta +va car n1r an,av alya, -possedere oro non render! un uomo davvero ricco-5. Il 23ONO.E >NOI> Gi fatta pratica con varie desinenze pronominali/ -n oppure -ny -io- 4la forma corta non deve essere confusa con la desinenza dativa@5, -ly -tu-, -s -egli-, -nt -essi- e -t -loro-. # tempo di introdurre le desinenze per la prima persona plurale, corrispondente al pronome inglese -noi-. Questa una storia piuttosto complicata, effettivamente. Vi sono diverse desinenze Quen a per -noi-, e %ol&ien sembra aver ridefinito la loro esatta accezione ripetutamente. *na delle desinenze rilevanti occorre nell"1logio di (ormallen/ Andav laituvalmet, -a lungo li benediremo-. Qui si $a un verbo futuro con desinenze pronominali per -noi- 4soggetto5 ed -essi- 4oggetto5/ lait)uva)lme)t, -benedi)remo)noi)essi-. La desinenza per -noi- vista come -lm 4-lme-5. (omunque, in IJ/CD1 %ol&ien discute l"esclamazione Quen a v , segnalando rifiuto o proibizione/ in effetti -no@- nel senso di -non vogliooppure -non farlo@- %ol&ien indic+ anc$e c$e tale v potrebbe ricevere esplicite desinenze pronominali, tali come -n4y5 per -io-, producendo la forma v n o v ny per -non voglio-. 6a %ol&ien menzion+ anc$e la forma vamm, -noi non vogliamo-. (os. qui la desinenza pronominale per -noiimprovvisamente non -lm, ma piuttosto -mm.
20%=/ osservare, per inciso, come la lunga di v sia accorciata nella forma vamm. Questo uno degli esempi c$e indicano c$e il Quen a non pu+ avere una lunga vocale a fronte di un gruppo di consonanti oppure di una lunga consonante - una regola fonologica cui si ripetutamente alluso in precedenza in questo corso. ,l fatto c$e la vocale rimanga lunga in v ny suggerisce c$e ny sia percepito come una singola consonante, palatalizzata n come la P Gpagnola, e non come un gruppo n T y.

6a non finita. ,n V%KS/CQ, nell"articolo di Fill Ielden &egation in Quenya, egli cita una proposizione c$e include -l, come la desinenza per -noi- 4il vocabolo rilevante navil, -noi giudic$iamo-5. (omunque, in V%KC/?, una desinenza per -noi- detta includere le consonanti -lv-, non -l,- come in -l,. %ale desinenza per -noi- corrisponderebbe strettamente alla desinenza per -nostro- 4vedere la lezione successiva5, ed armati di tali conoscenze riconosciamo un altro -lv- nel vocabolo omentielvo -del nostro incontro- ricorrente in Gd=. 41 non vogliamo confondere le cose ulteriormente citando evidenze c$e puntano a -n7, come a un"altra desinenza per -noi-@5 ,n breve, vi un intero zoo di desinenze c$e sembrano indicare -noi-,

e prima c$e partiamo pure a darne il senso, devono riconoscersi due fatti. ,n primo luogo, il caos parzialmente dovuto alle incessanti revisioni di %ol&ien3 non dovremmo pensare c$e tutti questi campioni appartengano alla medesima forma di Quen a. ,n secondo luogo, il Quen a sostiene distinzioni c$e non appaiono in ,taliano. = c$i parla ,taliano, il pronome -noi- proprio -noi-. 6a tale sistema apparirebbe piuttosto iper-semplificato agli 1ldar. 1ssi distinguevano tra diverse specie di -noi-. La pi importante, -noi- pu+ essere o inclusivo oppure esclusivo. %ol&ien si rifer. alla desinenza -mm come alla -prima :persona; plurale esclusiva- 4IJ/CD1, enfasi aggiunta5. =l tempo in cui %ol&ien scrisse ci+, la desinenza -mm denotava un -noi- esclusivo, un -noi- c$e esclude la4e5 persona4e5 cui ci si rivolge. L"esclamazione vamm -non vogliamorappresenta un rifiuto come sarebbe espresso da *ualche altro partito 4verosimilmente quello a cui -noi- rifiutiamo d"obbedire5. %ale altro partito non incluso nel -noi-, ma resta al di fuori del gruppo -noi-. 8ertanto, il -noi- esclusivo qui appropriato. >"altra parte, la desinenza -lm apparentemente denota un -noiinclusivo/ la parte cui ci si rivolge inclusa nel -noi-. Quando %ol&ien la prima volta scrisse la frase andav laituvalmet, -a lungo noi li benediremo-, egli probabilmente intendeva fosse da interpretarsi come segue/ le persone c$e stanno encomiando 'rodo e Gam si rivolgono l"uno all"altro, non ai 8ortatori dell"=nello. 1ssi s"incoragggiano l'un l'altro ad elogiare i 8ortatori dell"=nello. Ge avessero detto -a lungo vi benediremoinvece, rivolti a 'rodo e Gam direttamente, essi avrebbero dovuto usare un -noi- esclusivo. 'rodo e Gam non sarebbero parte di tale -noi- esclusivo3 resterebbero al di fuori del gruppo -noi- c$e si rivolge loro. 2ella Lezione 0tto, si era notato c$e mentre l"autore di questo corso talvolta pu+ sembrare riferirsi a se stesso come a -noi-, ci+ non 4necessariamente@5 in quanto egli abbia un ego di dimensioni regali. L"autore tende ad includere il lettore in tale -noi-, come se si sottintendesse c$e l"autore ed i lettori in qualc$e modo condividano quest"odissea attraverso i vari aspetti della grammatica Quen a. 48otete prenderlo come un gesto amic$evole, oppure come una tecnica di lavaggio del cervello particolarmente astuta c$e l"autore usa per rendervi in qualc$e modo complici ogniqualvolta trae conclusioni per le quali egli stesso dovrebbe effettivamente assumersi la piena responsabilit!@5 ,n qualc$e modo, in Quen a non possono esservi stati travisamenti. *n -noi- reale, rivolto solo a c$i parlaEscrive, potrebbe solamente essere esclusivo. *n autore c$e usi il vocabolo -noi- per riferirsi a se stesso ed ai suoi lettori, apostrofandoli direttamente nel suo testo, dovrebbe utilizzare il -noi- inclusivo.

Fenissimo - ma quali sono le desinenze per il -noi- inclusivo ed esclusivo in conformit! con le decisioni pi o meno finali di %ol&ien) =lcune delle forme citate sopra furono apparentemente abbandonate oppure ridefinite. =l tempo in cui %ol&ien pubblc+ Gd=, la desinenza per il -noiinclusivo era affatto c$iaramente -lm, come in laituvalmet -noi li benediremo-. La corrispondente desinenza per il -nostro- inclusivo ricorreva nel sauto -una stella brilla sull"ora del nostro incontro-/ nella prima edizione di Gd=, il vocabolo -del nostro incontro- appariva come omentielmo 4osservare c$e include la medesima combinazione -lm- di -lm5. Gi gi! indicato c$e nel saggio Quendi and Eldar, scritto circa cinque anni dopo la pubblicazione di Gd=, %ol&ien identific+ esplicitamente -mm come una desinenza per il -noi- esclusivo 4IJ/CD15. 2ella prima versione di questo corso, parimenti utilizavo -lm per il -noi- inclusivo ed -mm per il -noiesclusivo. %uttavia, ora spunta fuori c$e %ol&ien pi tardi comp. un"importante revisione di questa parte della tabella dei pronomi, e dacc$7 tale revisione si riflett7 parzialmente nella Geconda 1dizione di Gd= 41P??5, ipotizzo c$e sia cos. -canonica- c$e docenti e discenti di Quen a dovrebbero tenerne conto. Quando %ol&ien rivide il suo magnum opus, l"originale omentielmo nel saluto di 'rodo a Bildor divenne omentielvo. >ic& 8lotz, famoso tra i linguisti %ol&ieniani come destinatario della Lettera 8lotz contenente la tabella delle desinenze di caso Quen a, ricevette anc$e una lettera da %ol&ien c$e spiegava tale modifica/ le forme in -lm- non erano inclusive al postutto, ma esclusive@ >acc$7 'rodo sta parlando a Bildor e gl"altri 1lfi quando dice -nostro incontro-, una forma esclusiva non appropriata, ed in conformit! con le scoperte posteriori di %ol&ien, la forma inclusiva includeva il gruppo -lv-/ perci+ omentielmo ebbe a divenire omentielvo. V%KC/? riferisce di tale revisione da -lm- a -lv- nelle forme inclusive. 4>iscuteremo tale revisione ad nauseam nella lezione successiva.5 *na conseguenza di tale revisione c$e l"1logio di (ormallen 8raise da reinterpretarsi. Quando %ol&ien per la prima volta us+ la frase andav laituvalmet -a lungo li glorific$eremo-, egli sicuramente vi pensava come ad un -noi- inclusivo/ le persone di Bondor s"incoraggiavano l"una all"altra a glorificare i 8ortatori dell"=nello. >opo la revisione c$e si riflesse nella Geconda 1dizione, la forma laituvalmet d"improvviso contiene invece un -noi- esclusivo/ ora il significato deve essere pi o meno come -noi, popolo di Bondor, parlando all"universo in generale, dic$iariamo c$e noi :esclusivo@; elogieremo a lungo i 8ortatori dell"=nello@*n problema minore c$e abbiamo gi! menzionato/ se la desinenza 4riveduta5 per il -noi- inclusivo $a di c$e contenere -lv-, perc$7 la desinenza

-l, 4piuttosto c$e -lv5 appare nel termine navil, -noi giudic$iamo4V%KS/CQ5) Varie spiegazioni ne son state offerte, nessuna interamente convincente. ,o qui utilizzer+ -lv. Vi almeno un"altra desinenza per -noi-, vale a dire il -noi- duale, riferito a due persone soltanto/ -noi due-. 4Le desinenze -lv ed -lm dovrebbero significare -noi- c$e coinvolge tre o pi persone.5 .5 ,n conformit! con V%KC/?, le desinenze pronominali per il -noi- duale $anno -mm- 4invece di -lv- oppure -lm-5. La desinenza -mm invero attestata, per esempio nella forma vamm -non vogliamo- riferita sopra. 6a tale forma data dalla fase concettuale antecedente, quando -mm era ancora la -prima :persona; plurale esclusiva- 4IJ/CD1, enfasi aggiunta5. 8osteriormente, %ol&ien cambi+ la sua opinione e decise c$e -mm dovesse essere duale e non plurale. *na questione rimane/ nelle sue accezioni rivedute, -mm -noi- duale inclusivo, sc. -tu ed io-, oppure -noi- duale esclusivo, sc. -io ed un"altra persona-) 0 forse la distinzione tra forme inclusive ed esclusive non sorretta nei pronomi duali) Ge lo , tenderei a pensare c$e -mm sia una forma esclusiva, dacc$7 potrebbe quindi essere correlata al pronome indipendente duale esclusivo met -noi 4due5occorrente in &am'ri(. 6a non possiamo esserne certi. Ge le distinzioni pluraleEduale ed inclusivoEesclusivo fossero da sostenersi in tutte le forme, ci+ ovviamente ric$iederebbe quattro distinte desinenze per -noi-. ,nvero quattro desinenze per -noi- sembrano essere coinvolte/ -lv 4variante -l,5, -lm, -mm e -n7,. %ol&ien cre+ un po" di disordine tentando di confezionarsi un"opinione su dove nella griglia pluraleEduale ed inclusivoEe[clusivo tali desinenze andassero. 6a 4come la interpreto io5 la risoluzione pi o meno finale fu questa/ la nuova desinenza per il -noiinclusivo -lv 4c$e rimpiazza la precedente -lm5, la nuova desinenza per il -noi- esclusivo -lm 4ridefinita da inclusiva ad esclusiva@5, laddove -mm 4in precedenza esclusiva plurale5 ora -duale- 4inclusiva) e[clusiva) o ambedue, se non v" distinzione)@5 Goltanto le desinenze -lv ed -lm sono usate negli esercizi in basso3 le desinenze -mm, ed ancor di pi -n7,, rimangono alquanto oscure. UN 23ONO.E INDE<INI!O ,n ,taliano, vocaboli come -uno- e -voi- sono sovente usati con riferimento deliberatamente vago o generale/ -uno deve guadagnarsi da vivere...- oppure -voi dovete essere sorpresi...- Qui, -uno- non il numero 1 4Quen a min5, e -voi- non si riferisce a coloro c$e sono apostrofati. 8er tali accezioni, il Quen a $a il pronome /uen 4IJ/C?15 - essenzialmente una variante atona del sostantivo /u1n, il quale significa semplicemente -persona-. Gebbene da

ultimo correlati a $uend -1lfo-, tali vocaboli non $anno speciale riferimento agli 1lfi. (ome d"uso, difettiamo di esempi attestati, ma dobbiamo assumere c$e /uen sia utilizzato per -uno- oppure -qualcuno- in proposizioni tali come /uen milyan leryal -uno agogna la liberazioneoppure /uen &ant i yulma -qualcuno $a rotto la coppa-. 8resumibilmente /uen pu+ anc$e ricevere desinenze di casi, e.g. il genitivo /ueno -di qualcuno- oppure il dativo /uenen 4c$e in ,taliano sarebbe spesso meglio tradotto -per voi- piuttosto c$e -per uno-/ .ati y v n m ra /uenen, -mangiare frutta bene per voi- - -voi- qui indicando -persone in generale-@5 La maggior parte dei pronomi Quen a usualmente appare come desinenze, e pu+ essere c$e %ol&ien ad uno stadio fece i conti con una desinenza pronominale per l"indefinito pronome -uno-. 1siste un primevo testo -Qen a- ove tale accezione sembra essere associata ad una desinemza -o/ ?ildo =irya nin/e, tradotto -una bianca nave uno vide- 46(/SS0-SS15. %uttavia, trasformarlo in Quen a in stile Gd= probabilmente ric$iederebbe alquanto pi c$e l"alterazione della compitazione in cildo cirya nin/u/ mentre gli ultimi due vocaboli sarebbero certamente accettabili, la forma verbale =ildo non sembra attagliarsi al tardo sistema di %ol&ien, e lo status della desinenza -o allo stadio Gd= altamente dubbia. Ge miriamo al Quen a in stile Gd=, certamente molto pi sicuro usare il pronome indefinito /uen da una fonte post-Gd=.
20%=/ pure un altro pronome impersonale mo, come nella frase di %ol&ien alasaila n l car tai mo nav m ra, -non saggio non fare quel c$e uno giudica buono- 4V%KS/CK5. 6a men c$e c$iaro se tale mo possa ricevere desinenze di casi 4al genitivo, questa forma sarebbe invariata@5 2egli esercizi di questo corso, $o usato /uen da ogni parte.

Compendio della Lezione 4redici6 il caso dativo Quen a identifica oggetti indiretti, la parte indirettamente influenzata da un"azione verbale 4sovente il beneficiario di tale azione, sebbene l"oggetto indiretto possa anc$e esserne influenzato sfavorevolmente5. =l singolare, la desinenza dativa -n 4quando essa da aggiungersi ad un sostantivo c$e termina in una consonante, una vocale ausiliatrice -e- inserita prima di essa5. Gostantivi con nominativi plurali in -i $anno dativi plurali in -in3 tale desinenza -in anc$e usata in caso di sostantivi i quali $anno nominativi plurali in -r, cos. c$e la forma dativa corrispondente al nominativo Eldar Eldain. La desinenza dativa duale -nt, almeno nel caso di sostantivi c$e $anno forme nominative duali in -t. 4Gostantivi con forme nominative duali in -u dovrebbero forse avere forme dative duali in -uen, se possiamo porre alcuna fiducia nel materiale primevo dove la desinenza -n era effettivamente assegnata al caso genitivo piuttosto c$e al dativo.5 - *n gerundio una forma del verbo la quale pu+

funzionare pressoc$7 come un sostantivo, denotando la corrispondente azione verbale, ma diversamente dai regolari sostantivi verbali, i gerundi sono ancora in grado di assumere oggetti. , gerundi Quen a sono formati con la desinenza -i 4anc$e una generale desinenza astratta53 se tale suffisso da aggiungersi ad una radice in =-, la -a finale evidentemente abbandonata. 2el caso di verbi in -ya, tale intera desinenza apparentemente omessa prima del suffisso -i. Bli infiniti inglesi c$e esprimono proposito 4i.e., infiniti c$e significano -:allo scopo di; farequalcosa5 si traducono in Quen a come gerundi flessivi per il dativo, e.g. &irien -4allo scopo di5 trovare-. - ,l Quen a $a diverse desinenze pronominali c$e corrispondono all",taliano -ci-. *na di esse -lv, denotante un -noi- c$e include la parte c$e indirizzata, laddove la desinenza -lm esprime un -noi- esclusivo, usato quando l"oratore si rivolge ad una parte al di fuori del gruppo -ci- cui l"oratore stesso appartiene. 4,gnoriamo una fase concettuale antecedente, in cui -lm era il -noi- inclusivo e -mm l"esclusivo.5 - ,l pronome indefinito -uno- oppure -qualcuno- in Quen a /uen. 8resumibilmente pu+ ricevere desinenze di caso, e.g. il genitivo /ueno -di qualcuno-. "OCA4OLA3IO ,n ciascuna sezione del Vocabolario, abbiamo prima di tutto introdotto un nuovo numero. , numeri 1-11 sono esplicitamente menzionati nelle Etimologie/ min, atta, neld, canta, lem5, en/u, otso, tolto, nert, cainen e min/u. ,l modo 1lfico di conteggio, con base 1S invece di 10, ovviamente ric$iederebbe pure un vocabolo per -dodici- - l"ultimo dei numeri elementari. (omunque, le Etimologie non menzionano il vocabolo Quen a per -dodici-, n7 esso attestato altrimenti. 1tim citano soltanto il primitivo vocabolo%radicale per tale numero/ 3Q-A4. -2essuna altra forma data,- annota ($ristop$er %ol&ien. %uttavia, gli studiosi d"1lfico concordano sul fatto c$e un vocabolo Quen a derivato da tale radicale dovrebbe pi verosimilmente avere la forma rasta 4il vocabolo completo 1lfico 8rimordiale essendo qualcosa come r'satE, il marc$io d"accento qui indicando tono piuttosto c$e lung$ezza5. =lcuni scrittori $anno usato rasta nelle loro composizioni, cos. esso almeno un vocabolo Quen a post%ol&ien. = completare la nostra rassegna sui numeri elementari, $o incluso rasta nel vocabolario in basso - ma deve essere compreso c$e mentre questo in definitiva un vocabolo plausibile, non esplicitamente dato nel materiale pubblicato. 4,n un altro punto, %ol&ien cit+ yunu": @- come il radicale 1lfico per -dodici-, e quindi il vocabolo Quen a sarebbe forse qualcosa come yun/u@ Vedere V%KS/SK, C1. Oiguardo -dudici-, %ol&ien

apparentemente aveva l"orribile abitudine di citare solamente le antic$e radici e non i vocaboli effettivi in tardo 1lfico...5 )rasta -dodicima&ta- -combattereanta- -dare-, passato irregolare n. 4%ale passato elencato in una fonte assai antica, il
Lessico Qenya p. C1. # affatto possibile c$e nel tardo Quen a di %ol&ien, il passato di anta- potrebbe deo gratias essere regolare/ antan. (omunque, la forma verbale Gindarin Gnen -diedi- ricorrente in Gd= =ppendice = corrisponderebbe al Quen a nen piuttosto c$e )antanen. Le Etimologie, voce O&O, indicano c$e il passato del verbo onta- -procreare, creare- pu+ essere sia 'n c$e ontan3 forse il passato di anta- pu+ parimenti essere sia n c$e antan. Qui utilizzeremo l"attestata forma n.5

suc- -bereanna -donoalass -gioia&roa -corpo- 4correlato ad un vocabolo introdotto precedentemente, &r

v -carne-3 %ol&ien li intese discendenti dall"1lfico 8rimordiale sra E e srE F, rispettivamente. Vedere 6O/CQ0.5

noa -ideacala -luce- 4come in Cala/uendi -Luce-elfi-, CalaciryaE-cilya -Luce-crepaccio-5 m ra -buono- 4nel senso di -atto, utile- - il Quen a $a altri vocaboli per -buono- nel senso morale5 /uen pronome indefinito -uno-, -qualcunoar,a aggettivo -c$e possiede-, -c$e $a sotto controllo-, -avente-, seguito dal genitivo 4vedere nota5
20%= G* A3@A -(<1 80GG,1>1, (<1 <= G0%%0 (02%O0LL0-/ %ale aggettivo elencato nelle Etimologie, voce MA3 4sebbene sia derivato da un radicale variante .A35. 8u+ essere usato a formare aggettivi composti3 %ol&ien menzion+ l"esempio aldar,a -c$e $a alberi- 4alda T ar,a, -albero-avente-5. 6a apparentemente ar,a -avente, possidente- pu+ anc$e essere usato di per s7, e pertanto sarebbe seguito da una forma genitiva. 4(ome trattato superficialmente sopra, la desinenza genitiva Quen a era - n quando %ol&ien scrisse le Etimologie, ma dobbiamo assumere c$e la regola come tale fosse ancora valida quando mut+ la desinenza in -o pi tardi.5 (os. possiamo probabilmente avere frasi come n1r ar,a collo, -un uomo c$e $aEpossiede un manto- 4colla -manto-, genitivo collo5. 'orse ci+ pu+ essere semplicemente tradotto -un uomo con un manto-, e se usiamo ar,a ad intendere -con-, signific$erebbe c$e i vocaboli per -con- e -senza- 4ar,a ed +, rispettivmente5 sono entrambi seguiti da genitivo@ =ncora ar,a detto essere un aggettivo e non una preposizione, cos. ar,a presumibilmente concorda in numero, divenendo ar, 4per l"arcaico ar,ai5 quando punta ad un vocabolo plurale/ Neri ar, collo, -uomini c$e possiedono un manto-, Naucor ar, &armaron -2ani c$e possiedono tesori-, arani ar, o&tarion -re c$e controllano guerrieri-.

ESE3CIZI 1. %radurre in ,taliano/ A. I n1r n i nissen anna. !8 Anar anta cala Ambaren. C8 *iruvalm i &arma- ar antuvalmes i rasta Naucoin.

D8 .ati &r v car /uen tiuca- ar umilm mer tiuc &roar- an tiuc &roar umir vany. E8 Lendemm mir i osto &irien i sail nissi- an mernemm cenitat. /8 N1r ar,a m r noaron n saila ar antuva s1r ar alass i oston. .8 Utultiemmet /uetien rimb en7,ion. +8 Suci lim5 um m ra /ueno &roan. S. %radurre in Quen a/ 78 Qualcuno diede al guerriero una grande spada. 28 'are una casa per i ragazzi una buona idea. A8 2oi :inclusivo@ combattiamo per la pace3 combattere non dar! al popolo :alcuna; gioia, poic$7 noi :inclusivo@ abbiamo visto la luce. L. 8arlare la lingua 1lfica 4Eldalamb5 una grande gioia per gli *omini 4Atani5. 1. , guerrieri delle due terre combatteranno per i popoli :gemelli; :duale@, e noi :esclusivo@ passeremo attraverso una grande oscurit! per trovar luce. &8 Bli uomini c$e $anno il buon vino vollero coppe per bere il vino, e lo sc$iavo del re diede agli uomini dodici coppe d"oro. O. 2oi :esclusivo@ vogliamo andare nella citt! a liberare gli *omini 4Atani5 e 4a5 dare l"oro del re agli sc$iavi. #8 Le mura della citt! sono grandi3 noi :inclusivo@ le abbiamo fatte per proteggere il popolo.

LEZIONE $UA!!O3DICI
I casi Allativo ed Ablativo. Equ ed auta: due verbi 5eculiari. Desinen:e 5ronominali 5ossessiveA #nya- #lya- #lma- #mma.
I CASI ALLA!I"O ED A4LA!I"O La desinenza di caso dativa -n presentata nella precedente lezione pu+ talvolta corrispondere alla preposizione ,taliana -a-, come quando annessa ai gerundi/ enyalien L -a ric$iamare- 4*%/C1D5. Questa a tutt"oggi una specie di -a- piuttosto astratta3 come abbiamo visto, il dativo Quen a pu+ anc$e essere tradotto con frasi c$e coinvolgono la preposizione -per-, oppure pu+ semplicemente corrispondere ad uno specifico ordine dei vocaboli ,taliano. %uttavia, il Quen a $a una speciale forma di caso c$e implica -a- nel senso pi elementare di -verso di- oppure -contro-3 il termine Latino per un tale caso allativo. La desinenza Quen a rilevante -nna/ alla voce

Eldanna nell",ndice di *%, ($ristop$er %ol&ien identifica tale desinenza come un -suffisso... di movimento verso una direzione-. ,l vocabolo Eldanna stesso non un cattivo esempio3 pu+ essere tradotto -verso gli 1lfi- ed era usato dai 2Rmenoreani come il nome di una baia sulla costa occidentale di 2Rmenor, perci+ nella direzione del Oeame Fenedetto ove gli 1ldar dimoravano 4*%/1?K5. 2ella >ic$iarazione di 1lendil, ripetuta da =ragorn alla sua incoronazione, la desinenza -nna reca la piena forza di -acon l"implicazione di moto verso una direzione/ Et E(rello Endorenna ut+lien L -giungo dal Brande 6are alla %erra di 6ezzo :Endor;.- (fr. anc$e la proposizione Sin $uent $uendin7oldo Elendilenna 486/K015 c$e apparentemente significa -,n tal modo parl+ Quendingoldo ad 1lendil4o forse -Questo Quendingoldo disse ad 1lendil-3 il significato del vocabolo sin non affatto c$iaro5. (ome forme allative di cirya -nave- e lass -foglia-, la Lettera 8lotz indica ciryanna -ad una nave- e lassenna -ad una foglia-. 42aturalmente, l"accento ora cade sulla vocale della penultima sillaba a causa del seguente gruppo di consonanti introdotto dalla desinenza -nna/ ciryAnna, lassEnna.5 (os. se volete dire -andr+ alla nave- in Quen a, normalmente non userete un vocabolo separato per -a-, ma impieg$erete invece la desinenza -nna/ Lelyuvan i ciryanna. 6entre la desinenza -nna pu+ talvolta essere resa --9ards- in inglese :suffisso per -verso-, come mostrato nell"esempio c$e segue e c$e significa -Verso la stella-, 2.d.%.;, e.g. Elenna -Gtar9ards- come un nome di 2Rmenor 4vedere in basso5, la desinenza inglese --9ards- non pu+ essere liberamente applicata ad alcun sostantivo come la desinenza Quen a. 6a se mai giungesse il giorno in cui Columbus lend Americanna possa essere tradotto -(olumbus 9ent =merica9ards- :vale a dire -(olombo and+ verso l"=merica-, 2.d.%.;, ritenendo c$e questo sia inglese accettabile, il linguaggio avr! acquisito un caso allativo vivo.
20%=/ in aggiunta a -nna, vi sono anc$e tracce di una pi antica desinenza allativa in Quen a. 2ell"1lfico primordiale essa aveva la forma -da, pi tardi ridotta a -d 4IJ/C??5. ,n Quen a, tale -d divenne -: e posteriormente -r, e la si gi! incontrata nel vocabolo mir -entro- 4 letteralmente mi#r -in-a-, cfr. mi -in-@5 >acc$7 tale desinenza venne a cozzare con la desinenza plurale -r, come in Eldar, essa sopravvisse solamente in una manciata di vocaboli c$e indicano moto a oppure verso un punto. 1sempi attestati includono tar -laggi-, oar -via-, yar -a cui- e mir -entro-. 1ffettivamente -entro- pu+ anc$e essere minna con la desinenza allativa normale, -moderna- -nna. 8arimenti, -laggi- pu+ essere tanna cos. come tar.

=l plurale, la desinenza -nna cambia in -nnar, perci+ lassennar -alle foglie- e ciryannar -alle navi- 4e.g. lelyuvan i ciryannar -andr+ alle navi-5. La -r finale c$e qui appare sembra essere il medesimo elemento plurale con cui abbiamo familiarit! da forme nominative come Eldar, ciryar.

>acc$7 il Quen a pu+ esprimere -a, verso- per mezzo di una desinenza di caso, sorge naturalmente la questione se vi sia una desinenza pure per -da-. Vi . (ome additavamo nella Lezione 11, la desinenza genitiva -o occasionalmente pu+ assumere tale significato, come in un vocabolo in &am'ri(/ Oiolosso L -da 0iolossN- 46onte Gemprebianco5. %uttavia, l"idea di -da- espressa pi regolarmente dal caso ablativo, il quale marcato dalla desinenza -llo. ,n conformit! con 8lotz, si possono avere forme come lassello -da una foglia- e ciryallo -da una nave- 4di nuovo accentate sulla penultima sillaba, naturalmente5. (os. si possono fabbricare frasi come tulin i ciryallo -vengo dalla nave-. 8er un esempio ideato da %ol&ien, cfr. la frase m1tima &restallo -dall"ultima sponda- nel poema 6ar&ir a. =mbedue i casi ablativo ed allativo sono esemplificati nella frase telmello talmanna -dalla cappa :telm; alla base :talma;-, vale a dire, -da cima a fondo-. 4=lla voce 4EL delle Etimologie come riprodotte in LO, tale espressione effettivamente citata come -telmello telmanna-, ma questo palesemente un refuso, poic$7 com" evidente dalla voce 4AL, il vocabolo per -base, fondamenta, radice- non telma, ma talma.5 Quanto alla forma plurale dell"ablativo, vi sono apparentemente diverse opzioni. 8roprio come il suffisso -nna per l"allativo volge in -nnar al plurale, la desinenza ablativa -llo pu+ avere un equivalente plurale -llor/ nel poema 6ar&ir a, %ol&ien us+ elenillor come l"ablativo plurale di elen -stella-, perci+ -dalle stelle-. ,noltre, effettuando una traduzione Quen a del -ub 4uum #raesidium, %ol&ien rese -da tutti i pericoli- con ilya raBellor 4V%KK/Q53 il sostantivo -pericolo- sembrerebbe raB. 4,ncidentalmente, ci si potrebbe aspettare invece ily raBellor3 cfr. ily tier per -tutti i sentieri- in &am'ri(.5 (omunque, in conformit! con la lettera 8lotz, l"ablativo plurale $a invece la desinenza in -llon. Qui si $a lo stesso marcatore plurale -n della desinenza -on per il genitivo plurale 4l"elementare desinenza genitiva -o T il segno plurale -n, IJ/K0D5. *na delle primissime tabelle di %ol&ien delle desinenze di caso Quen a elenca sia -llor c$e -llon come possibili desinenze plurali ablative. (os. -vengo dalle navi- potrebbe evidentemente essere sia tulin i ciryallor c$e tulin i ciryallon. Beneralmente preferisco -llon, la variante 8lotz, dacc$7 la lettera 8lotz la nostra miglior fonte tarda riguardante il sistema di casi Quen a - ma -llor deve essere considerata una valida alternativa. Duale allativoRablativo6 le forme duali delle desinenze allative ed ablative includono il gi! familiare elemento duale -t, il quale rimpiazza una delle

consonanti dei suffissi -nna e -llo a produrre -nta e -lto invece. 8ertanto il nominativo ciryat -due navi, una coppia di navi- corrisponde ad una forma allativa ciryanta -a 4verso5 una coppia di navi- ed una forma ablativa ciryalto -da una coppia di navi-. Questi sono gli esempi c$e %ol&ien utilizz+ nella lettera 8lotz, ma di nuovo incerto se la medesima desinenza dovrebbe essere suffissa ad un sostantivo c$e formi il suo nominativo duale in -u piuttosto c$e -t. *sando ancora Aldu come nostro esempio tipo, -ai >ue =lberi- dovrebbe essere Aldunta oppure semplicemente Aldunna) Gimilmente, -dai >ue =lberi- dovrebbe essere Aldulto oppure semplicemente Aldullo) %endo a pensare ad Aldunna, Aldullo come le forme pi verosimili, ma difettaddo di esempi attestati non possiamo esserne sicuri. 48er una discussione piena, vedere l"=ppendice a questo corso.5 -fumature di significato addizionali dei casi Allativo ed Ablativo6 mentre l"implicazione primaria di tali casi -verso- e -da-, essi possono avere pure altre sfumature di significato. L"idea di moto effettivo, fisico verso oppure da qualcosa non sempre presente. 0sservare l"uso dell"ablativo in una frase trovata in 283838 4ol"ien % Artist and 7llustrator/ Itarild Ondolindello, -,tarildN da 0ndolindN-, oppure usando le meglio conosciute forme Gindarin/ ,dril da Bondolin. ,n ,taliano, ci+ reso meglio da ,dril di Bondolin :sebbene in antico fosse ampiamente usato il "da"3 basti pensare ai monaci de 7l nome della rosa, 2.d.%.;, identificando ,dril come una persona c$e vive in Bondolin3 la formulazione Quen a pu+ non implicare necessariamente c$e ,dril abbia effettivamente lasciato Bondolin. (on ogni possibilit!, l"ablativo pu+ anc$e essere usato in altri modi c$e non recano implicazione di moto. 8u+ essere notato c$e riguardo al verbo Quen a ruc- -provare paura od orrore-, %ol&ien scrisse c$e -costruito "a partire da" l"oggetto temuto- 4IJ/K1Q5. 1gli non forniva alcuna ulteriore informazione od esempio, ma -a partire da- regolarmente espresso dal caso ablativo in Quen a. (os. dato c$e il vocabolo Quen a per -mostro- ulundo, forse -temo il mostro- si tradurrebbe pi o meno rucin i ulundollo. 42ella misura in cui i vocaboli -da- e -di- esprimono significati correlati, ci+ pu+ essere comparato ad una enunciazione ,taliana come -$o timore del mostro-.5 Quanto all"allativo, non sempre indica -verso-, ma pu+ anc$e implicare -su, sopra-/ i significati sono correlati nnella misura in cui un oggetto c$e poggia -sopra- qualcosa preme -verso- essa, sebbene non vi sia effettivo moto. %ale uso dell"allativo pu+ tipicamente occorrere in connessione col verbo caita- -giacere-, come in questa proposizione dalla versione in prosa di &am'ri(/ .orni caita i 6almalinnar, -l"ombra si

distende sulle onde spumeggianti- 46alma -onda spumeggiante-, qui non soltanto con la desinenza plurale allativa -nnar ma anc$e con il marcatore -partitivo plurale- -li, c$e in tale contesto con ogni possibilit! implica un gran numero di onde/ nella sua traduzione interlineare in OB10/?D, %ol&ien analizz+ 6alma#li#nnar come -onde spumeggianti-molte-sopra-5. *lteriori esempi di forme allative implicano -su, sopra- si trovano nel poema 6ar&ir a3 abbiamo atalanti mindoninnar 4o mindonnar5 -sopra torri cadute- ed aBor ilcalannar -su ossa scintillanti-. (omunque, lo studente dovrebbe anc$e osservare c$e mentre i casi allativo ed ablativo non sempre possono implicare moto fisico a o da qualcosa, i loro significati basilari di -a, verso- e -da- possono anc$e essere rafforzati. ,nvece di indicare solo moto -verso- qualcosa, l"allativo pu+ anc$e suggerire moto -entro- essa/ esempi attestati includono ari lantier cilyanna -i mari caddero in un abisso- 4LO/Q?5 e mannar "alion -nelle mani dei Vali :Valar;- 4(anto di '\riel5. L"ablativo pu+ parimenti indicare moto -fuori da- qualcosa piuttosto c$e meramente -da- esso/ il vocabolo sindan'riello ricorrente in &am'ri( %ol&ien lo tradusse -fuori dalla grigia campagna- 4sebbene nell"analisi interlineare in OB10/?D, egli l"avesse scissa come sinda#n'rie#llo, -grigia-campagna-da-5. %ali usi addizionali dei casi allativo ed ablativo possono condurre a talune ambiguit!/ lenden i coanna da interpretarsi -andai alla casa- oppure -andai nella casa-) >ove pu+ sorgere confusione, probabilmente meglio utilizzare il vocabolo indipendente mir 4o minna5 se -entro- il significato desiderato/ lenden mirEminna i coa. Quanto a -fuori da- come opposto a meramente -da-, la >ic$iarazione di 1lendil dimostra c$e il vocabolo et -fuori- pu+ essere piazzato a fronte di una forma ablativa a c$iarificare il significato/ Et E(rello...ut+lien, -dal :oppure, fuori dal; Brande 6are giungo.- =lcuni analizzerebbero et -fuori- pure come una preposizione governante il caso ablativo 4come + -senza- governa il caso genitivo5. Aggiunta delle desinenze allative ed ablative a sostantivi che terminano in una consonante6 suffissi come -nna e -llo e le loro varianti dualiEplurali non possono mai essere aggiunti direttamente ad un sostantivo c$e termina in una consonante senza creare gruppi di consonanti impossibili. 8er esempio, l"allativo -a 1lendil- non pu+ essere AAElendilnna, poic$7 la fonologia Quen a non permette il gruppo -lnn-. (om" evidente dall"effettiva forma Elendilenna c$e ricorre in 86/K01, il linguaggio pu+ aggirare tale problema inserendo una vocale connettiva e prima della desinenza di caso. Le forme ablative ed allative occorrenti nella >ic$iarazione di 1lendil in Gd= possono essere esempi dello stesso/ et E(rello -dal Brande 6are- 4E(r/ nome

Quen a dell"0ceano5, Endorenna -alla %erra di 6ezzo- 4Endor/ Quen a per -6edia-terra- L -%erra di 6ezzo-5. (omunque, il vocabolo E(r anc$e citato nella forma E(r 4G>/C0Q5, ed Endor accorciata da una pi antica forma End'r, cos. non si pu+ essere assolutamente certi c$e le e occorrenti prima delle desinenze di caso nelle forme E(rello, Endorenna non siano semplicemente parte dei nomi propri. >"altra parte, l"esempio Elendilenna include pressoc$7 certamente una vocale connettiva e, poic$7 non v"7 ragione di assumere c$e pure il nome Elendil terminasse in -. (os. la strategia principale per evitare gruppi di consonanti indesiderati prima delle desinenze di caso probabilmente di inserire una -e- prima della desinenza. >ovrebbe essere notato, per+, c$e nel caso di un sostantivo plurale c$e ric$ieda una vocale connettiva, sembra c$e sia preferita la -i- piuttosto c$e la -e-. =bbiamo gi! menzionato c$e nel poema 6ar&ir a, %ol&ien us+ elenillor come forma plurale ablativa di elen -stella-. ,n effetti, la desinenza pl. ablativa -llor stata aggiunta al nominativo plurale eleni. *na versione del poema 6ar&ir a $a anc$e mindoninnar come il pl. allativo -sopra torri4prima c$e %ol&ien decidesse di procedere invece con una forma contratta3 vedere in basso5. Qui, la desinenza pl. allativa stata aggiunta al nominativo plurale mindoni -torri-.
20%=/ osservare, per+, c$e sostantivi in - con nominativi plurali in -i 4e.g. lass -foglia-, pl. lassi5 non mutano la loro finale - in -i prima c$e -nnar oppure -llonE-llor sia suffisso/ 8lotz indica c$e le forme pl. allativa ed ablativa di lass sono lassennar e lassellon, rispettivamente - non AAlassinnar, AAlassillon. . (fr. anc$e raBellor, non AAraBillor, come plurale ablativo di raB -pericolo- 4V%KK/Q5. Le desinenze plurali allativeEablative sono semplicemente annesse al sostantivo non declinato in - . ,n tale aspetto, i casi allativo ed ablativo differiscono dal caso genitivo/ un sostantivo c$e formi il suo nominativo plurale in - i riceve sempre tale desinenza prima c$e la desinenza genitiva plurale -on sia aggiunta - il genitivo plurale di lass essendo lassion, non AAlasson.

Ge non si inserisce alcuna vocale connettiva, un"altra maniera di sbarazzarsi di un gruppo di consonanti indesiderato semplicemente di omettere la consonante finale del sostantivo c$e a ricevere una desinenza di caso. Gpecialmente dove la consonante finale del sostantivo identica alla prima consonante della desinenza di caso, tali due consonanti possono semplicemente fondersi. (ome indicato in alto, %ol&ien dapprima us+ mindoninnar come il plurale allativo di mindon -torre-. 6a poi decise di dismettere la vocale connettiva c$e s"intrude prima di -nnar ed introdusse invece una forma contratta/ mindonnar, la quale rappresenta semplicemente mindon%nnar. (ome si vede, la -n finale di mindon si fonde con la prima n della desinenza -nnar. *n esempio meglio noto Elenna 4per Elen%nna5 come un nome di 2Rmenor/ dopo aver seguita la Gtella di 1Mrendil attraverso l"oceano alla loro nuova terra, gli 1dain -c$iamarono quella terra 1lenna, c$7 Verso la Gtella- 4A"allabFth :la versione italiana pubblicata del passo, con riferimento al "paese bello e ferace" da essi trovato, recita "lo

c$iamarono 1lenna, vale a dire Quartieri della Gtella", 2.d.%.;3 cfr. *%/C1D/ Elenna)n'r L -la terra c$iamata verso la Gtella-5. ,n una simile voga, forse l"ablativo di .enel -cieli- potrebbe - oppure dovrebbe - essere .enello 4per 1enel%llo5 piuttosto c$e .enelello.
20%=/ (i si pu+ domandare come certi sostantivi con speciali forme radicali dovrebbero essere trattati. 2el caso di talan, talam- -solaio-, l"allativo -ad un solaio- oppure -sopra un solaio- potrebbe probabilmente essere espresso come talamenna con una vocale connettiva inserita 4l"ablativo dovrebbe quasi certamente essere talamello5, ma forse si pu+ anc$e partire da talan ed usare talanna 4per talan%nna5 come la forma allativa) 1 c$e dire di un sostantivo come toron, torn- -fratello-) >ovrebbe -ad un fratelloessere tornenna con una vocale connettiva e inserita tra la forma radicale e la desinenza di caso, oppure potremmo semplicemente dire toronna per toron%nna) = tale stadio, non si pu+ sapere cosa %ol&ien avrebbe accettato come Quen a corretto. 2on rigetterei alcuna di tali alternative come erronea.

Gembra c$e la -n finale delle quattro direzioni <ormen, *yarmen, 3'men, N+men -2ord, Gud, 1st, 0vest- decada affatto regolarmente prima della desinenza di caso per allativo, ablativo e locativo 4il caso locativo sar! discusso nella prossima lezione5. *n porto nella zona est di 2Rmenor era c$iamato 3'menna, letteralmente -Verso 1st- 4vedere alla sua voce nell"indice di *%, e cfr. LO/KD5 - c$iaramente in quanto le navi salpavano verso oriente da esso. 2aturalmente, 3Gmen%nna ] 3'menna come tale proprio un altro esempio di una consonante finale di un sostantivo c$e si fonde con la prima consonante della desinenza di caso poic$7 accade c$e siano identic$e. %uttavia, &am'ri( fornisce 3'mello -dall"0riente- come l"ablativo di 3'men -1st-, e qui non vi pu+ essere dubbio sul fatto c$e la finale -n sia stata omessa ad evitare l"impossibile forma AA3'menllo. 8u+ essere c$e anc$e 3'menello con una vocale connettiva inserita sia una forma valida, ma come dissi, forme contratte sembrano essere normali quando i vocaboli per quattro direzioni di base siano flessivi per allativo od ablativo. EQU ED AUTAA DUE "E34I 2ECULIA3I ^ 7l verbo equ6 si precedentemente introdotto il vocabolo Quen a per -dire- o -parlare-/ /uet- 4aoristo /uet, presente /u1ta, passato /uent5. = tutt"oggi tale verbo non sempre usato3 vi un vocabolo alternativo c$e pu+ essere usato ad introdurre citazioni. ,n IJ/CPS, %ol&ien riferisce di ...una curiosa ed evidentemente arcaica forma c$e sopravvive solamente nei linguaggi di =man/ :primitivo; Ae" F, Q:uen a; e*ue, %:elerin; epe. 1sso non $a forme temporali... essendo per lo pi usato o prima di un nome proprio 4sg. oppure pl.5 o di un pronome pieno indipendente, nei sensi dice E dicono oppure disse. Gegue quindi una citazione, o diretta, oppure meno usualmente indiretta dopo una congiunzione "c$e" :e.g., -Baladriel disse c$e voleva recarsi alla %erra

di 6ezzo-; 8er quanto concerne la flessione, tale e/u pu+ ben essere il verbo pi semplice nell"intero linguaggio. -1sso non $a forme temporali-, cos. e/u pu+ essere interpretato o come un passato -disse- oppure come presente -dice4dicono5-, dipendentemente dal contesto 4forse potrebbe pure ricoprire il futuro -dir!-@5 1sso usato principalmente dove il soggetto un pronome pieno indipendente 4da discutersi posteriormente in tale corso5 oppure un nome proprio 4non un comune sostantivo5. 0sservare anc$e l"ordine dei vocaboli indicato da %ol&ien/ il vocabolo e/u viene prima del suo soggetto. %ol&ien non diede effettive proposizioni contenenti il vocabolo e/u, ma basandosi sulle informazioni c$e forn., qualcosa come ci+ c$e segue deve essere possibile/ E/u ElendilA >Et E(rello Endorenna ut+lien.> 1lendil diceEdisse/ -Biungo dal Brande 6are alla %erra di 6ezzo.%ol&ien gloss+ e/u non soltanto come -dice-, ma anc$e come -dicono-. >acc$7 -dicono- deve essere inteso come un verbo plurale in ,taliano, sembra c$e diversamente dai normali verbi, e/u non riceva la desinenza -r pure dove $a un soggetto plurale oppure pi di un soggetto. 0sservare c$e %ol&ien afferm+ c$e e/u tipicamente -usato prima... di un nome proprio 4sg. o pl.5-. 0ra i nomi propri normalmente non appaiono al plurale 4eccetto c$e in frasi :di uso comune ma orripilanti, 2.d.%.; come -ci sono molti Biovanni in questa citt!-5, cos. quando %ol&ien parla di nomi propri -pl.-, egli probabilmente intende diversi nomi propri c$e occorrono assieme. (os. si deve assumere c$e una proposizione come questa sarebbe accettabile/ E/u Altariel ar !ele5ornoA >Ut+liemm "alinorello.> =ltariel e %eleporno :Baladriel e (eleborn; diconoEdissero/ -Giamo giunti da Valinor- 4osservare la desinenza -mm per il -noi- duale@5 %ol&ien indic+ c$e e/u raramente riceveva suffissi d"ogni sorta, usualmente neppure desinenze pronominali 4IJ/CPS5, sebbene anc$e forme come e/uen -io dissi- possano occorrere 4IJ/K1Q5. 8u+ non essere erroneo rimpiazzare e/u con una forma del verbo /uet-, completa di tutte le normali flessioni 4Elendil /uetE/uent... -1lendil diceEdisse...-, Altariel ar !ele5orno /uetirE/uenter... -Baladriel e (eleborn diconoEdissero...-5 >ove il soggetto non un nome proprio oppure un pronome pieno indipendente, sembrerebbe c$e una forma di /uet- sia

usualmente da preferire/ i n%s /uent... -la donna disse...- 'orse anc$e l"ordine dei vocaboli significativo. %ol&ien sembra dire c$e e/u sia usato ad introdurre una citazione seguente3 se l"oratore e l"atto di parlare sono menzionati dopo la citazione, forse meglio usare una forma di /uet-, e.g. E/u ElendilA >Ut+lien.> L 1lendil disse/ -sono giunto.ma6 -Ut+lien-> Elendil /uent L -Gono giunto,- disse 1lendil. =nc$e dove nessuna citazione diretta o indiretta inclusa nella frase al postutto, probabilmente meglio usare una forma di /uet-. (fr. l"esempio attestato Sin $uent $uendin7oldo Elendilenna riferito sopra 486/K015 c$e apparentemente significa -Quindi parl+ Quendingoldo :L 8engolod$; ad 1lendil-. 'orse /uent potrebbe essere stato rimpiazzato da e/u pure qui ma probabilmente no. ^ 7l verbo auta%6 tale verbo significa -passare- oppure -andare via, lasciare 4il punto considerato dall"oratore5- 4IJ/C??5. , lettori del -ilmarillion lo avranno incontrato nel capitolo S0, come parte di un grido di battaglia/ Auta i l'mC -La notte sta per finire@,n conformit! con le regole sin qui esposte nel corso, tale verbo affatto irregolare, sebbene %ol&ien possa non averlo pensato in tal modo/ in IJ/C?? egli riferisce delle sue varie -forme regolari-. =d ogni modo, il passato di auta- non AAautan come potremmo aspettarci. Vi sono effettivamente diverse possibili forme passate. *na di esse an,, formata per infissione nasale del primitivo vocabolo radicale ASA3 la desinenza -ta vista in auta- 4primitivo )a atE-5 non appare affatto in tale forma passata. (omunque, la forma an, -si trovava solamente nel linguaggio arcaico-, cos. ci concentreremo invece sulle forme -moderne-. Vi sono due insiemi di forme passate e perfette del verbo auta-, con sfumature di significato alquanto differenti. Ge l"accezione -andato via- in un senso puramente fisico, circa qualcuno c$e lasci un luogo e vada in un altro, usata la forma passata oant. Gecondo %ol&ien, tale forma -regolare per un verbo -ta di tal classe- 4sebbene la maggior parte dei verbi in -ta sembri formare il suo passato semplicemente aggiungendo la desinenza -n5. ,l passato supposto discendere da a antF, evidentemente una forma con nasale infissa di a atE, ed in Quen a, tali vocaboli regolarmente si sviluppano in oant ed auta, rispettivamente. 48er lo spostamento a a ] oa, cfr. un vocabolo introdotto nella precedente lezione/ &roa -corpo-, c$e %ol&ien deriv+ dal primitivo sra E.5 - ,l tempo perfetto di auta- usato nel

medesimo senso -fisico- oanti L - andato via :in un altro posto;-. %ale forma perfetta ovviamente influenzata dal passato oant. %ol&ien osserv+ c$e la forma oanti mostra -intrusione della n dal :la forma di tempo; passato- 4IJ/C??5/ normalmente, l"infissione nasale non occorre nel perfetto. L"altro insieme di forme passate e perfette del verbo auta- sembra non meno irregolare. ,l passato alternativo v n, il perfetto av ni. La prima sillaba di v n apparentemente il discendente Quen a della radice E 4IJ/C??, apparentemente un"altra manifestazione di ASA5, laddove la desinenza -n deve essere semplicemente la normale desinenza passata. 42uovamente, la forma perfetta sembra influenzata dalla forma passata - la n di v n intrufolandosi nel perfetto av ni.5 La forma v n ed il corrispondente perfetto av ni $anno acquisito un significato pi -astratto- c$e non le forme oant, oanti. " n non indica -andato via 4in un altro luogo5-, ma piuttosto -sparito-, -passato-. ,l perfetto av ni occorre 4con la desinenza plurale -r5 in &am'ri(, nella frase y1ni ve lint yuldar av nier L -lung$i anni sono passati come rapidi sorsi-. %ale proposizione illustra gradevolmente il significato di tale forma perfetta, c$7 ovviamente l"accezione non c$e gli y1ni o -lung$i anni- siano andati via da un"altra parte 4sc. oantier@5 Quei -lung$i anni- sono semplicemente passati, ed ora sono andati. >ove il soggetto pi tangibile c$e non -lung$i anni-, le forme v nEav ni dovrebbero implicare c$e il soggetto sparito, perduto, defunto etc. ,nvero %ol&ien indic+ c$e il significato di v nEav ni era influenzato dal vocabolo correlato van,a -andato-, -perduto-, -svanito-. 1sso occorre due volte in &am'ri(/ s% van,a n - 3'mello van,a- "alimar L -ed ora perso, perso :per c$i ; in 0riente, Valimar-. ,n IJ/C??, %ol&ien c$iama van,a il -participio passato- di auta-, sebbene ovviamente non abbia connessione con i participi passati o passivi c$e abbiamo discusso in precedenza in tale corso 4costruiti con la desinenza -na oppure -ina5. Vi sono talune evidenze per un participio alternativo, pi raro in -n,a. (omunque, a tutti gli effetti, poco importa se si definisce van,a un participio o meramente un aggettivo verbale 4come fa 2anc 6artsc$ nel suo !asic Quenya5.
20%= 1/ come intdicato nella Lezione 0tto, pu+ ben essere c$e quando %ol&ien scrisse &am'ri(, pensasse al vocabolo av nier come alla forma perfetta di un verbo elencato nelle Etimologie/ vanya- -andare, partire, sparire- 4vedere alla voce SA&5. >ovremmo tuttora accettare le idee di %ol&ien post-Gd= circa il verbo auta-3 esso occorre, dopo tutto, in una fonte primaria come il -ilmarillion. >estando interesse, il vocabolo aggettivale van,a -andato, perduto, finito- si trova gi! nel Lessico Qenya del 1P1Q 4QL/PP5 e fu rattenuto durante tutte le fasi dello sviluppo di %ol&ien del Quen a.

20%= S/ nelle Etimologie, voce .ASA, elencato un affatto distinto verbo auta- -inventare-. Gembrerebbe c$e il tardo verbo auta- -andare via- non esistesse al tempo in cui %ol&ien scrisse 1tim. Ge nondimeno si accettano ambo i verbi come validi nella medesima forma di Quen a, si possono distinguere tra di essi alcuni tempi, poic$7 auta- -inventare- pu+ forse avere il pi semplice passato/ autan.

DESINENZE 2OSSESSI"E 23ONO.INALI Gi gi! discusso un certo numero di desinenze pronominali c$e possono essere suffisse a verbi per funzionare come il loro soggetto/ -ny 4assai sovente accorciato in -n5 -io-, -ly -tu- :nonc$7 -voi-, a seconda del contesto, 2.d.%.;, -nt -essi- e -lv ed -lm -noi- 4inclusivo ed esclusivo, rispettivamente - si $anno anc$e -mm ed -n7, come altre desinenze per -noi-, ma la loro esatta applicazione agli stadi posteriori dello scenario evolvente di %ol&ien incerta5. Gi anc$e puntualizzato c$e i pronomi Quen a usualmente appaiono come desinenze, non cos. spesso come vocaboli separati come in ,taliano. , pronomi possono anc$e descrivere possesso od appartenenza. 'ra i pronomi possessivi ,taliani abbiamo -mio- 4e -miei-5, -tuo4i5-, -nostro-4-nostri-5, -loro-. ,l Quen a $a desinenze pure per tali pronomi, sebbene tali desinenze siano logicamente aggiunte a sostantivi, non a verbi. 8er esempio, la desinenza per -mio- -nya. Quindi, -la mia casa- coanya, mentre -la mia terra- dovrebbe essere n'renya. L"accento ora cade sulla sillaba prima della desinenza pronominale/ co-A-nya, nG%RE%nya. %utte le desinenze pronominali iniziano in un gruppo di consonanti, ed in concordanza con le normali regole, l"accento cade sulla penultima sillaba quando la sua vocale seguita da un gruppo di consonanti. 0sservare c$e le desinenze soggetto c$e si sono gi! introdotte, terminano tutte nella vocale -/ -ny -io-, -ly -tu- etc. Le corrispondenti desinenze possessive pronominali possono essere derivate semplicemente cambiando la vocale finale in %a, perci+/ -ny -io- E -nya -mio-ly -tu- E -lya -tuo-lm -noi- 4incl.5 E -lma -nostro- 4incl.5 -mm -noi- 4escl.5 E -mma -nostro- 4escl.5 (os. in aggiunta a coanya -la mia casa- possiamo avere coalya -la tua casa-, laddove coalma e coamma si tradurrebbero ambedue come -la nostra casa- in ,taliano.
20%=/ quanto alla distinzione tra -nostro- inclusivo ed esclusivo, dovrebbe serratamente corrispondere alla distinzione tra -noi- inclusivo ed esclusivo, spiegata nella precedente lezione. 8erci+ -la nostra casa- espresso da coalma se colui 4coloro5 cui ci si rivolge 4sono5 anc$e fra i proprietari della casa e quindi inclusi nel vocabolo -nostra-. 8er converso, coamma il vocabolo da usare per -la nostra casa- se si sta parlando ad una parte c$e non fra i proprietari della casa e perci+ non inclusa nel vocabolo -nostra-.

Gembra assai ragionevole assumere c$e la desinenza -nt -essi- abbia una controparte -nta -loro-, sebbene quest"ultimo suffisso non sia attestato nel materiale pubblicato. 8u+ sembrare un problema c$e cozzerebbe con la desinenza duale allativa, ma nel contesto sarebbe a stento assai difficoltoso dire se 4diciamo5 ciryanta sia da interpretarsi -ad una coppia di navioppure -la loro nave-. 8resumibilmente le desinenze potrebbero pure essere combinate/ ciryantanta, -alla loro coppia di navi-@ 2on costruir+ alcun esercizio c$e coinvolga la desinenza non attestata -nta -loro-, ma penso sia abbastanza sicura da raccomandarsi agli scrittori. Combinazione di desinenze pronominali possessive con desinenze per caso e numero6 la combinazione di queste due specie di desinenze quanto fa veramente esplodere il numero totale di forme c$e un sostantivo Quen a pu+ assumere. (i lascia con centinaia di possibili combinazioni, ma dacc$7 sono solo di quelle - combinazioni - le desinenze coinvolte non sono suppergi tanto numerose, ed il carico sulla memoria dello studente non cos. grande dopo tutto. Qui segue sambelya -la tua camera- 4samb -stanza, camera- T -lya -tua-5 flessiva per tutti i numeri e casi sin qui discussi in questo corso. Ge tale lista appare alquanto complicata e sgomenta alla prima occ$iata, lo studente avr! sollievo dallo scoprire c$e effettivamente perfettamente regolare ed in un certo modo non contiene nessuna nuova informazione al postutto/ parte proprio da sambelya -la tua camera- e la tratta come si farebbe con ogni altro sostantivo in -a, aggiungendo le normali desinenze per numero e caso. *na conseguenza di ci+ c$e il vocabolo ora $a un plurale in -r 4sambelyar -le tue camere-5, sebbene samb -stanza- qualora occorra di per s7 sarebbe un plurale in i- 4sambi -camere-5. ^ 206,2=%,V0E=((*G=%,V0/ singolare sambelya -la tua camera-, duale sambelyat -la tua coppia di camere-, plurale sambelyar -le tue camere-. 42ell"arcaica forma di Quen a c$e aveva un distinto accusativo, vedremmo
presumibilmente l"acc. sing. sambely e l"acc. pl. sambelyai, ma in questo corso, non si useranno distinte forme accusative.5

^ B12,%,V0/ singolare sambelyo -della tua camera- :la desinenza genitiva %o regolarmente soppiantando la %a finale di sambelya sebbene la %a sia *ui parte di un'altra desinenza@, duale sambelyato -della tua coppia di camere-, plurale sambelyaron -delle tue camere-. ^ 80GG1GG,V0/ singolare sambelyava -della tua camera-, duale ) sambelyat,a -della tua coppia di camere-, plurale sambelyaiva -delle tue camere-. :1entre *ui si forniscono le medesime traduzioni per i casi genitivo e possessivo< vi sono naturalmente certe sottili sfumature di

significato che li distinguono8@ ^ >=%,V0/ sambelyan -per la tua camera-, duale sambelyant -per la tua coppia di camere-, plurale sambelyain -per le tue camere-. ^ =LL=%,V0/ sambelyanna -alla tua camera-, duale sambelyanta -alla tua coppia di camere-, plurale sambelyannar -alle tue camere-. ^ =FL=%,V0/ sambelyallo -dalla tua camera-, duale sambelyalto -dalla tua coppia di camere-, plurale sambelyallon 4oppure, -llor5 -dalle tue camere-. :&el caso dell'allativo e dell'ablativo< l'accento cade sulla vocale a fronte della desinenza di caso Be8g8 sambelyAlloC< in concordanza con le normali regole d'accento % che si applicano per tutte le forme *ui elencate8@
20%=/ la >ic$iarazione di 1lendil include i vocaboli sinom maruvan- ar &ildinyar -in questo luogo io rimarr+, e i miei eredi-. >all"esempio &ildinyar -miei eredi-, si potrebbe arguire c$e sostantivi plurali con forme plurali in -i 4come &ildi -eredi-5 dovrebbero assumere tale desinenza prima c$e le desinenze pronominali ed i marcatori plurali secondari 4come il -nya- e la -r di &ildinyar5 siano aggiunti. Ge cos., -le tue camere- dovrebbe effettivamente essere sambilyar piuttosto c$e sambelyar come suggerito in alto. (i+ possibile, ma l"esempio &ildinyar pu+ avere le sue proprie peculiarit!3 vedere in basso.

0sservare c$e la desinenza possessiva pronominale normalmente aggiunta prima, e le desinenze per numero e caso sono aggiunte dopo di essa/ -dalla tua camera- pertanto sambelyallo, non AAsambellolya. 8er un esempio ideato da %ol&ien, cfr. il saluto Anar caluva tielyanna -il Gole splender! sul tuo cammino- 4*%/SS, Q15/ il sostantivo ti -sentiero- qui appare combinato con la desinenza pronominale -lya -tuo-, e tielya -il tuo sentiero- ulteriormente espanso con la desinenza allativa -nna -su- ad esprimere -sul tuo cammino-. 4,n alcuni dei testi di %ol&ien pubblicati postumi, $a corso l"ordine opposto, cos. forse -sul tuo cammino- potrebbe essere anc$e tiennalya. 6a l"ordine -desinenza pronominale prima, desinenza di caso seconda- sembra essere il sistema canonico, coerentemente usato in questo corso.5 *n altro esempio di un sostantivo equipaggiato sia con una desinenza pronominale c$e una desinenza di caso occorre nel saluto 1lfico pi famoso di tutti, -una stella brilla sull"ora del nostro incontro-/ Elen s%la l+menn0 omentielvo. (on questa lezione abbiamo infine presentata tutta la grammatica di cui si necessita per comprendere pienamente tale proposizione/ Elen -una stella-, s%la -brilla- o piuttosto -sta splendendo- 4il presenteEcontinuativo del verbo sil-5, l+menn0 oppure per esteso l+menna -su4ll"5ora- 4il sostantivo l+m -ora- T la desinenza allativa -nna -su-5, e finalmente il vocabolo c$e rilevante per la presente discussione/ omentielvo. Questo deve essere analizzato come un sostantivo astratto 4o gerundio)5 omenti -incontro- T la desinenza -lva per -noi- inclusivo 4sinora attestata soltanto qui5, ed omentielva -nostro incontro- quindi

equipaggiato con la desinenza genitiva -o ad esprimere -del nostro incontro-/ perci+ omentielvo, dacc$7 la desinenza -o soppianta una -a finale. La prima edizione di Gd= 41PQK-QQ5 aveva omentielmo invece di omentielvo, la qual lezione %ol&ien introdusse nell"edizione riveduta del 1P??. Quanto all"esatta base logica soggiacente a tale modifica, sono state pubblicate informazioni alquanto contraddittorie e confuse. %ol&ien apparentemente confezion+ una spiegazione -interna- per tale modifica, brevemente riferita in una delle note di <ump$re (arpenter sulla collezione delle lettere di %ol&ien" di cui cur+ l"edizione 4Lettere/KKD, note alla lettera VS0Q5/ ,l linguaggio 1lfico Quen a fa una distinzione nella sua flessione duale, la quale volge sul numero di persone coinvolte3 fallare nella comprensione di ci+ era, %ol&ien rimarc+, "uno sbaglio generalmente commesso dai mortali". (os. in tal caso, %ol&ien stese una nota in cui il "Libro di %$ain di 6inas %irit$", una delle supposte fonti de 7l -ignore degli Anelli, aveva la lezione omentielvo, ma c$e il manoscritto originale di 'rodo 4perduto5 probabilmente aveva omentielmo3 e c$e omentielvo la forma corretta nel contesto. L"intera faccenda piuttosto oscura, e gradiremmo realmente vedere la fonte di (arpenter per tale vaga spiegazione. Quale, esattamente, fu l"errore c$e occorse nel -manoscritto originale 4perduto5- 4@5 scritto da 'rodo Faggins stesso 4@@5) 8erc$7 omentielmo era errato ed omentielvo corretto -nel contesto-) ,n conformit! con questa fonte, coinvolta una -flessione duale-. 2ella prima versione di questo corso, interpretavo ci+ come segue/ 'rodo, dicendo -una stella brilla sull"ora del nostro incontro- a Bildor, avrebbe dovuto aver usato un -nostro- duale, dacc$7 solo due persone sono coinvolte 4'rodo T Bildor5. 6a invece 'rodo adoper+ erroneamente un -nostroplurale. 0ra questo non sembrerebbe un errore particolarmente marc$iano, c$7 dicendo -nostro incontro-, 'rodo potrebbe ben riferirsi al suo gruppo 4gli $obbit5 c$e incontra il gruppo di Bildor 4gli 1lfi5. 8erci+ il numero di persone coinvolte potrebbe di gran lunga eccedere le due, ed un -nostroplurale sarebbe appropriato al postutto. 2ondimeno, il solo senso c$e potrei dare all"oscura nota di (arpenter sarebbe c$e omentielvo indic$i -del nostro :duale@ incontro-, laddove omentielmo indic$i -del nostro :plurale@ incontro-. <o tentato in qualc$e modo di connettere la -v- dei pronomi in -lv- con la desinenza duale -u, cos. c$e i pronomi in -lv- riferirebbero ad un -noi- duale c$e consiste di due persone soltanto/ -tu ed io-. 8ure agli inizi vi appariva un"altra spiegazione del piccolo errore

grammaticale di 'rodo - lo sbaglio c$e fu misericordiosamente corretto nel -Libro di %$ain di 6inas %irit$- da un copista successivo. >ic& 8lotz, fondatore della Gociet! %ol&ieniana d"=merica e destinatario della Lettera 8lotz, commise un errore di suo c$e risult+ in una lezione ingarbugliata in certe edizioni americane di Gd=. Qui la sua confessione, citata nello studio del 1PDH 7ntroduction to Elvish 4editore Jim =llan5, p. S0/ La versione originale era Elen s0la lTmenn' omentielmo, c$e significa, letteralmente, "=una stella brilla sull"ora del nostro 4mio, suo, 202 tuo5 incontro." %ol&ien, dopo attenta riflessione, lo cambi+ in omentielvo, "del nostro 4mio, tuo, con ogni possibilit! suo5 incontro." Questa fu:,; certo, una modifica appropriata, ed come appariva nelle primissime tirature delle edizioni Fallantine. 7o, tuttavia, la vidi come un ovvio errore, e persuasi Fallantine a (0OO1BB1OL0@ La -correzione- introdusse un altro errore, dacc$7 :la lezione risultante; omentilmo, per quanto ne so, non significa nulla di nulla. 0ra non vogliono cambiarlo di nuovo, poic$7 troppo dispendioso. 6a omentielvo corretto. Gcusate per aver scompigliato tutto. 4(omprendo c$e nelle correnti edizioni americane, l"errore causato dagli sforzi di 6r. 8lotz, benintenzionati ma male indirizzati, stato da lunga pezza corretto.5 (os. quel c$e 8lotz sta dicendo, c$e omentielvo contiene un -nostro- inclusivo 4c$e corretto nel contesto5, laddove la forma rigettata omentielmo contiene un -nostro- c$e %ol&ien alla fine decise fosse esclusivo 4e perci+ qui non appropriato, poic$7 quando 'rodo dice -nostro incontro-, ovviamente include gli 1lfi cui sta parlando in questo -nostro-5. Questa non la spiegazione cui (arpenter alludeva nella sua nota sulla lettera VS0Q di %ol&ien, citata sopra, ove il problema sembra piuttosto essere -flessione duale- o carenza della medesima. 8er+ 8lotz insinuava c$e la spiegazione c$e offr. fosse basata su di una lettera c$e aveva ricevuta da %ol&ien, sebbene tale lettera non sia apparentemente pi esistente 4peccato... sia la comunit! dei linguisti %ol&ieniani c$e Got$eb "s sarebbero assai interessati5. 2el gennaio S00S ci fu )inyar 4eng ar VKC, dove gli editori commentano su -la ristrutturazione del sistema pronominale c$e precedette la pubblicazione dell"1dizione Oiveduta de 7l -ignore degli Anelli- 4p. ?5. *na delle modific$e coinvolgeva -lo scostamento di -lm- a -lv- come marcatore- del -noi, nostro- plurale inclusivo. 4,n precedenza -mm- era esclusivo ed -lm- inclusivo3 ora %ol&ien rese -lm- invece esclusivo, laddove -lv- fu introdotto come il nuovo pronome inclusivo, c$e rimpiazza -mm- il

quale in conformit! con V%KC/? divenne invece -duale-... = questo punto al pi tardi, lo studente pu+ apprezzare il commento di ($ristop$er %ol&ien in G>/KK0 - c$e le incessanti revisioni di suo padre sono -sovente frustranti per coloro c$e studiano questi linguaggi-@5 L"informazione da V%KC sembrerebbe confermare la spiegazione di 8lotz della revisione omentielmo ] omentielvo, ma non trova supporto nella nota di <ump$re (arpenter in Letters/KKD, per quanto vaga sia. Fill Ielden, membro del gruppo c$e pubblica i manoscritti linguistici di %ol&ien, getta l. il suo contributo in un messaggio 1lfling datato H febbraio S00S/ ,l resoconto di (arpenter non canone, essendo semplicemente stato copiato senza la partecipazione di %ol&ien dalle sue note, e os. potrebbe facilmente esser stata una nozione passeggera 4mal concepita5 . ,l resoconto di 8lotz, c$e non dice di pi c$e non c$e -lmo fu un errore, D canone, siccome %ol&ien considerava ogni cosa :...; c$e aveva fatto una decisione attiva da inviare nella corrispondenza. (os. Ielden argomenta c$e "dacc$7 %ol&ien invi+ tale spiegazione a >ic& 8lotz, essa deve essere accettata come canone". 0ra posso citare altre idee linguistic$e dalle lettere di %ol&ien c$e nondimeno paiono esser state abbandonate pi tardi. 4*n esempio drastico/ nel 1PQH %ol&ien scrisse a O$ona Feare c$e -i Valar non avevano lingua propria, non necessitandone-, ma nel saggio Quendi and Eldar scritto forse solamente un anno pi tardi, egli cit+ molti vocaboli dal linguaggio dei Valar - Letters/SHS vs. IJ/CPDK0D.5 2ondimeno, nella versione corrente di questo corso $o adottato il sistema presentato in V%KC e da >ic& 8lotz. 8erci+ il ;nostro; plurale inclusivo indicato dalla desinenza -lva, il ;nostro; plurale esclusivo $a la desinenza -lma, e vi apparentemente anc$e la desinenza -mma per un ;nostro; duale 4sebbene resti non c$iaro se questo sia inclusivo, -tuo e mio-, o esclusivo, -suo e mio-5. (i+ corrisponde alle desinenze per -noi- usate nella precedente lezione/ -lv per il -noi- inclusivo, laddove -lm -noiesclusivo 4ed -mm un -noi- duale - inclusivo od esclusivo non si sa5. Aggiunta di desinenze pronominali a sostantivi che terminano in una consonante6 ad evitare impossibili gruppi di consonanti, una vocale aggiuntiva -e- pu+ essere inserita prima della desinenza pronominale dove necessario. (ome rammentiamo, tale vocale aggiuntiva pu+ anc$e presentarsi prima di desinenze di casi. (ombinare atar -padre- con -lya

-vostro- ad esprimere -vostro padre- dovrebbe probabilmente produrre atarelya 4dacc$7 AAatarlya non un possibile vocabolo Quen a5. -8adre nostro- attestato come ataremma nella traduzione di %ol&ien della 8reg$iera del Gignore 4V%KC/H3 versioni posteriori curiousamente recitano taremma con una lunga vocale iniziale, la quale forse una contrazione di un a Ataremma -o 8adre nostro-5. %ale forma appartiene alla primissima fase concettuale, quando la desinenza per il -nostro- esclusivo era ancora -mma invece di -lma come divenne pi tardi, ma dovrebbe notarsi c$e %ol&ien inser. -e- come connettiva vocale tra il sostantivo e la desinenza. Ge avesse riveduto la sua traduzione della 8reg$iera del Gignore negli ultimi anni della sua vita, la prima parola sarebbe presumibilmente divenuta atarelma 4o tarelma5 con una nuova desinenza, ma la medesima vocale connettiva prima di essa. 8u+ essere c$e se il sostantivo plurale, si utilizzerebbe la i come la vocale connettiva, se le desinenze pronominali e le desinenze di casi si comportano nello stesso modo. (fr. la forma elenillor di %ol&ien per -dalle stelle-. Quindi, -tue stelle- potrebbe similmente essere elenilyar, e -nostri 4escl.5 padri- dovrebbe evidentemente essere atarilmar piuttosto c$e atarelmar. 42aturalmente, la -r finale c$e primariamente qui funziona come un marcatore plurale, cos. non pu+ esservi travisamento riguardante il numero in alcun modo.5 8u+ essere c$e &ildinyar -miei eredi- dalla >ic$iarazione di 1lendil sia un esempio di ci+, se il sostantivo -erede- )&il con una radice &ild-, perci+ pl. &ildi. (omunque, la desinenza -nya -mio- sembra essere alquanto speciale. >ove ric$iesta una vocale connettiva, essa apparentemente preferisce sempre -i-, se il sostantivo cui aggiunta singolare oppure plurale. Gembra c$e tale vocale connettiva rifletta la vocale del primitivo radicale c$e produce i pronomi 1ldarin di 1a persona, vale a dire &7L 4elencata nelle Etimologie e definita semplicemente -io-5. ,l (anto di '\riel $a Anarinya, non AAAnarenya, per -mio Gole-. Gimilmente, -mio padre- atarinya 4LO/?15 piuttosto c$e )atarenya3 non possiamo sapere se quest"ultima forma sia valida al postutto. ,l 4nominativo5 plurale -miei padri- sarebbe naturalmente atarinyar, cos. il singolare ed il plurale rimangono distinti. 2ella medesima foggia, la forma singolare di &ildinyar -miei eredi- sarebbe forse &ildinya -mio erede- con la medesima vocale connettiva i, dacc$7 essa sempre preferita dalla desinenza -nya 4la forma &ildinya era ipotetica quando $o scritta la prima versione di questo corso, ma ora comparsa in un manoscritto di %ol&ien/ V%KK/C?5. 2el caso di un"altra desinenza, come -lma -nostro-, si potrebbe concepibilmente vedere una variazione tra &ildelma 4)5 -nostro erede- ed &ildilmar -nostri eredi-3 in quest"ultimo caso, la -i la

normale desinenza nominativa plurale usata come una vocale connettiva. 4Le Etimologie, voce A+7L, elencano precisamente una tale forma plurale &ildi ivi glossata -seguaci-, prossima abbastanza ad -eredi- nel significato :in ,taliano tale prossimit! non appare affatto immediata... 2.d.%.;.5 # stato suggerito c$e la desinenza -nya, aggiunta ad un sostantivo in -, dovrebbe soppiantare anc$e tale - con -i- 4pi o meno come la desinenza plurale -i soppianta una - finale quando aggiunta ad un sostantivo5. %uttavia, un esempio di %ol&ien c$e fu pubblicato nell"estate del S000 dimostra c$e non cos./ V%K1/11 $a 'renya, non AA'rinya, per -mio cuore4'r/ -cuore- nel senso di -animo intimo-5. ,n conformit! col sistema c$e si sta tentando di abbozzare, pure il plurale -miei cuori- sarebbe 'renyar piuttosto c$e )'rinyar, dacc$7 'r termina in - e quindi non ric$iede vocale connettiva prima di suffissi in ogni modo. (fr. la Lettera 8lotz/ lassennar, non AAlassinnar, come l"allativo plurale di lass -foglia- sebbene il nominativo pl. sia lassi. ,n una simile foggia, vedremmo probabilmente lassenya -mia foglia- vs. lassenyar -mie foglie- 4a stento AAlassinyar5. La vocale connettiva -i- si presenta solamente dove sostantivi plurali c$e terminano in una consonante sono a ricevere desinenze3 i sostantivi singolari $anno invece -e-, eccetto nel caso della desinenza -nya -mio- la quale preferisce -i- se il sostantivo cui aggiunta singolare oppure plurale. 4Ge plurale, ci+ sar! indicato a sufficienza dalle desinenze secondarie per numero eEo caso c$e sono aggiunte dopo la desinenza -nya.5
20%=/ naturalmente, dobbiamo assumere c$e sostantivi in - c$e $anno forme radicali in -i- apparirebbero in quest"ultima forma quando siano da aggiungersi desinenze. (os. se l%r 4l%ri-5 significa -canto-, -mio canto- dovrebbe evidentemente essere l%rinya 4plurale l%rinyar -miei canti-5. 6a questa effettivamente una materia affatto differente, poic$7 qui vedremmo evidentemente l%ri- prima di ogni suffisso, per pronome o caso 4l%rilya -tuo canto-, genitivo l%rio -di un canto-, etc.5

,n talune istanze, sono usate forme contratte invece di inserire alcuna vocale connettiva. *%/1PC fornisce la forma aranya, non tradotta ma c$e apparentemente significa -mio re- 41rendis usa tale vocabolo quando apostrofa il Oe di 2Rmenor5. Questo apparentemente aran -re- T -nya -mio-, l"impossibile forma AAarannya essendo semplificata in aranya. (on ogni possibilit! anc$e )araninya sarebbe accettabile in Quen a, ma quando il sostantivo termina nella medesima consonante della desinenza pronominale con cui inizia, pu+ essere permissibile lasciare l"ultima consonante del sostantivo e la prima consonante della desinenza fondersi un fenomeno osservato anc$e dove le desinenze di casi sono coinvolte. 4(fr. mindonnar piuttosto c$e mindoninnar come il pl. allativo di mindon -torre-3 forse -mie torri- sarebbe mindonyar piuttosto c$e mindoninyar.5 Gpecialmente per quanto concerne la desinenza -nya -mio-, forme contratte

possono presentarsi pure dove nessuna contrazione sarebbe -necessaria- a conseguire un vocabolo Quen a permissibile. ,l termine =lto-elfico per -figlio- yondo, cos. -mio figlio- potrebbe semplicemente essere yondonya, e v" scarsa ragione di dubitare c$e questa sia una forma valida. 8er+ in LO/?1 1lendil apostrofa suo figlio come yonya, apparentemente una variante contratta di yondonya. 'orse yonya dovrebbe essere usato per -mio figlio- primariamente quando ci si rivolge al figlio in questione. Ge cos., sarebbe parallelo ad un altro esempio/ un vocabolo Quen a per -fanciullo- &%na, oppure &ina con una vocale corta - quest"ultima essendo usata solamente -apostrofando un fanciullo- 4IJ/K0C5. %ol&ien prosegu. col notare c$e tale &ina, usato come una forma di conversazione, sovente appariva nella forma &inya -mio fanciullo- - quest"ultima essendo contratta da &inanya 4still IJ/K0C5. Compendio della Lezione Quattordici6 il caso allativo Quen a $a la desinenza -nna 4plurale -nnar5 ed esprime l"idea di base di -a, verso-, e.g. ciryanna -ad una nave-. ,n certi contesti, tale caso pu+ anc$e esprimere -su, sopra- oppure -entro-. ,l caso ablativo $a la desinenza -llo 4plurale -llon, alternativamente -llor5 e significa -da-, e.g. ciryallo -da una nave-3 talvolta l"ablativo pu+ anc$e implicare -fuori da-. Le forme duali delle desinenze allative ed ablative sono -nta e -lto, rispettivamente 4almeno nel caso di sostantivi con forme nominative duali in -t3 pu+ essere c$e sostantivi con forme nominative duali in -u avrebbero piuttosto le desinenze di base -nna o -llo c$e seguono tale vocale5. Ge un sostantivo c$e termina in una consonante a ricevere la desinenza di caso per allativo od ablativo, una vocale connettiva 4al singolare -e-, al plurale -i-5 pu+ essere inserita prima della desinenza di caso ad evitare un gruppo impossibile di consonanti3 altrimenti, usata una forma contratta 4e.g. 3'mello -dall"1st-, per 3Gmen% llo5. - ,l verbo e/u una forma peculiare c$e non flessiva per tempi verbali e raramente riceve desinenze d"ogni sorta3 significa -disse- o -diceed usato ad introdurre citazioni dove il soggetto 4il quale segue il verbo e/u e precede la citazione5 un nome proprio od un pronome indipendente. - ,l verbo auta- -passare, andare via, lasciare- $a forme passate e perfette piuttosto sorprendenti/ oant oppure oanti se il verbo si riferisce a lasciare fisicamente un luogo 4ed andare in un altro5, ma v n ed av ni se il verbo si riferisce a scomparire, essere perduti, oppure morire. - , pronomi possessivi Quen a sono normalmente espressi come desinenze aggiunte al sostantivo rilevante 4l"oggetto c$e posseduto5. %ali suffissi includono -nya -mio-, -lya -tuo-, -lva -nostro- 4inclusivo5, e -lma -nostro- 4esclusivo5. 0sservare c$e tali desinenze possessive corrispondono alle desinenze

pronominali soggetto suffisse ai verbi, le prime terminando in -a laddove queste ultime terminano in - 4pertanto la desinenza non attestata per -essipu+ ben essere -nta, corrispondente a -nt -loro-5. Vi anc$e una desinenza per il nostro duale inclusivo, evidentemente -mma dopo le revisioni di %ol&ien, sebbene non sia c$iaro se tale desinenza sia inclusiva 4-tuo e mio-5 o esclusiva4-suo e mio-5. 0ve ric$iesto, vocali connettive possono essere infisse prima del sostantivo e della desinenza pronominale, probabilmente con le medesime regole c$e si applicano alle desinenze di casi -nna e -llo, eccetto c$e la desinenza -nya -mio- sembra coerentemente preferire la vocale connettiva -i-. *na volta c$e un sostantivo $a ricevuto una desinenza possessiva pronominale, tale sostantivo pu+ essere ulteriormente flessivo per numero oppure caso proprio come lo sarebbe un regolare sostantivo in -a. "OCA4OLA3IO =bbiamo ora esaurito i numeri basilari 1-1S 4c$e includono il numero estrapolato rasta5. , numeri pi alti sono sfortunatamente piuttosto incerti, sebbene si abbiano alcuni indizi. 8osso aggiungere talune riflessioni su ci+ nelle appendici a questo corso, ma in questa e nella seguente coppia di lezioni introdurremo i numeri ordinali attestati - c$e mostrano ordine o posizione in una serie, come l",taliano -primo-, -secondo-, -terzo- etc. minya -primo- 4cfr. il numero min -uno- e la desinenza aggettivale -ya. L"originale nome del 8rimo
(lan degli 1lfi era .inyar, letteralmente -, 8rimi-, sebbene i 2oldor pi tardi li c$iamassero invece Van ar o -, Leggiadri- :IJ/CH0, CHS-CHC;.5

e/u -dice4dicono5, disse- 4verbo privo di tempi c$e introduce citazioni5 auta- -lasciare, andare viaEpassare- 4passato oant e perfetto oanti, in alternativa v

n ed av ni, queste ultime due forme riferite a sparizione o morte come spiegato in alto5. ,l -participio passatodi auta- detto essere van,a -perduto, andato, passato, svanito- - ma tale vocabolo pu+ essere trattato quasi come un aggettivo indipendente.

menta- -spedireruc- -provare paura od orrore-3 -temere- 4detto essere costruito -dal-l"oggetto temuto,
presumibilmente indicando c$e ci+ c$e sarebbe l"oggetto diretto in ,taliano appare nel caso ablativo in Quen a5

ambo -collemindon -4grande5 torre- 4cfr. la .indon Eldali1va o -Brande %orre degli 1ldaliN- menzionata
nel -ilmarillion. La prima sillaba di mindon correlata al numero min -uno-, dacc$7 una mindon una torre isolata, non parte di una pi ampia struttura.5

N+men -0vest- 4cfr. N+menor, N+men'r -0vesturia- oppure -0vest-terra-/ n+me4n5-n'r5.


Gembra c$e i nomi delle direzioni elementari siano trattati come nomi propri, con iniziale maiuscola e non ric$iedenti l"articolo3 cfr. 3'mello in &am'ri( 4c$r %ol&ien tradusse -dall"1st- sebbene non vi sia la i nel testo Quen a5.

samb -stanza, camera- 4Gindarin sam, samm-3 cfr. le -ammath &aur o -(amere del 'uocoall"interno di 6onte 'ato5

yondo -figlio-

&aira -lungi, remotoet -fuori- 4seguito dall"ablativo ad esprimere -fuori da-5


,n aggiunta alla nostra tradizionale lista di dodici nuove glosse introdurremo anc$e una coppia di nomi propri, ric$iesti in questi esercizi. ,n concordanza con le nostre politic$e stabilite eviteremo espliciti riferimenti ai miti di %ol&ien in tali esercizi, cos. nessun nome proprio coniato da egli apparir! qui. 8ossiamo per+ prontamente coniare nuovi nomi usando i suoi principi. La desinenza -4n5dil sovente occorre in nomi masc$ili e significa -amico- od -amante-, e.g. E(rendil -6are-amico- oppure Elendil -Gtella-amico- 4ma anc$e implicando -amico dell"1lfo- dacc$7 i vocaboli elen ed Elda sono da ultimo correlati ed erano confusi pure dagli 1dain/ IJ/K105. (os. si pu+ azzardare, diciamo, Calandil -=mico della Luce-. Quanto ai nomi femminili, uno sc$ema osservato c$e un aggettivo in - a pu+ essere volto in un nome fem. cambiando la desinenza in - 4da non confondersi con la forma plurale dell"aggettivo5. 8er esempio, una delle regine di 2Rmenor era c$iamata Ancalim, trasparentemente formato dalla forma superlativa ancalima -pi brillante, brillante oltremisura-. 4Gimilmente, nomi maschili possono rendersi mutando la desinenza -a in -o oppure -on, cfr. Sauron vs. l"aggettivo saura -fetido, putrido- improvvisamente si comprende perc$7 l"0scuro Gignore non permetteva al suo servaggio di utilizzare il nome c$e gli 1lfi gli avevano dato@5 8artendo da un aggettivo adeguato come nessima -giovanile-, si pu+ derivare un plausibile nome di donna Nessim -La Biovane-. (omunque, il significato dei nomi Calandil e Nessim di nessuna importanza per gli esercizi.

ESE3CIZI 1. %radurre in ,taliano/ A. Lelyuvalm i mindonello i coanna. !8 Ily Eldar av nier Ambarello. C8 I Naucor ut+lier i orontillonD elendient i coannar ar s+car lim5elva. D8 I +mi o&tari ma5uvar i malta lielvava mentien &armalvar &aira n'renna. :Lielvava L lielva T desinenza di caso -va@;. E8 I n%s oant coanyallo ar lend i s%renna. /8 I minya cirya tuluva N+mello. .8 $uen ruc i r villon- an am tient i aran liemmo- ar +vant auta n'remmallo. +8 E/u Nessim CalandilennaA >Eondonya av ni sambenyalloC> S. %radurre in Quen a 4ed osservare c$e il -nostro- inclusivo inteso come un plurale pronome
dappertutto, dacc$7 l"esatta forma della desinenza per il -nostro- duale inclusivo non pu+ essere ricostruita con certezza5/

78 (alandil disse a 2essimN/ -%uo figlio andato fuori dalla casa, poic$7 tutti i ragazzi andavano al colle.28 >ai cieli :.enel/ il cielo; il sole d! luce al nostro :inclusivo@ mondo, e l"oscurit! passata. A8 (alandil disse al malvagio re/ -%u $ai spedito i tuoi guerrieri alla torre per trovare i miei figli. ,l mio servo protegger! i ragazzi, ed essi non saranno perduti@-

L. L"uomo c$e $a :ar,a; le navi volle partire, e tutte le navi andarono via :verso; ovest. 18 2oi :esclusivo@ andammo in un appartamento di due stanze Bduale di sambOC , e l"uomo dai colli diede a suo figlio una grande spada, dicendo :/u1tala;/ -La spada viene da una remota landa, dal pi remoto 0ccidente.:;#i= remoto;6 usare il superlativo di haira8@

&. %utti gli alberi morirono e sparirono dalla nostra :incl8@ terra, e (alandil e 2essimN dissero/ -2oi :escl8@ spediremo i nostri :escl8@ servi a trovare una terra con Boppure< 'che ha' > arwaC molti alberi.O8 La fanciulla :nel senso di "giovane donna", non di "bambina", 2.d.%.; disse all"animale/ -%emo :E$o timore delle; tue grandi corna :duale@.#. =ndai alla nostra :incl8@ stanza a radunare i miei oggetti, poic$7 volli dare a mio fratello il mio primo libro3 il libro giaceva sul pavimento :usare il termine per "solaio", c$e sia in inglese c$e in 1lfico sono stretti sinonimi, 2.d.%.;. ESE3CIZI ADDIZIONALI
c$e coinvolgono sostantivi Quen a combinando desinenze pronominali con suffissi per numero eEo caso

4Bli studenti possono controllare le soluzioni degli esercizi in alto prima di procedere a questi esercizi.5 Bli esercizi di cui sopra includono diversi esempi di sostantivi con sia desinenze pronominali c$e desinenze di casi, e.g. lielvava -del nostro popolo-. *n Quen aista versato dovrebbe essere abile nell"estrarre il significato di tali forme a colpo d"occ$io, invero percependo un singolo vocabolo come ostolvallon come qualcosa dal significato unico, -dalle nostre citt!-, senza avere di c$e scomporre coscientemente ci+ in osto#lva#llo#n -citt!-nostra-da-plurale-. 2aturalmente, un Quen aista versato dovrebbe anc$e essere abile nel produrre prontamente tali vocaboli, combinando le rilevanti desinenze senza esitazione. C. %radurre la seguente lista di singoli vocaboli Quen a in frasi ,taliane.
20%=/ nelle soluzioni di tali esercizi, sono utilizzati i seguenti -equivalenti- semplificati/ genitivi e forme possessive-aggettivali sono tutte volte in costruzioni -di-, le forme dative sono rappresentate come frasi preposizionali in -per-, laddove forme allative ed ablative sono rappresentate come frasi c$e coinvolgono le preposizioni -a- e -da-, rispettivamente. ,l medesimo sistema usato negli esercizi ,taliano-Quen a in basso, specificando se -di- da rendersi come una forma genitiva 4gen85 oppure possessiva-aggettivale 4poss85. - ,n tali esercizi, vi sono anc$e poc$i esempi del suffisso per il -nostro- duale 4- mma5, ma dacc$7 non sappiamo se sia inclusivo od esclusivo, semplicemente identificato qui come -duale-.

a5 Coalvallon b5 *roanyan c5 *roalvain d5 Lambelvar

e5 N'relyanna f5 En7,elmar g5 Aranelyallo $5 .'linyo i5 .'linyaron Y5 Ostolvannar &5 Lielmo l5 Eondolyava m5 Sambelmat n5 Sambenyant o5 Sambelyato p5 Sambelvanta q5 Sambelyalto r5 Lienyava s5 Eondolvaiva t5 ! rilyan u5 Lielmaiva v5 Nerinyaiva 95 Nerinyava [5 Seldonyain 5 Ciryalmalto z5 Eondommo K. %radurre in singoli vocaboli Quen a 4-di- L genitivo o possessivo come ulteriormente specificato, -per- L dativo, -a- L allativo, -da- L ablativo5/ a5 =i vostri colli b5 8er la nostra :escl8@ pace c5 ,l tuo libro in due volumi :usare una forma duale di parma@ d5 =lla tua torre E =lle tue torri :tradurre il sg8 ed il pl8 separatamente@ e5 >ella :poss8@ nostra :escl8@ regina f5 >i :poss8@ mia sorella g5 >a mia sorella $5 >ei :gen8@ nostri :incl8@ doni i5 >el :gen8@ nostro :incl8@ oro Y5 8er la nostra :incl8@ gioia &5 >el :gen8@ vostro vino l5 >al tuo mondo m5 >el :gen8@ mio sole n5 8er il mio re

o5 >i :poss8@ nostro :escl8@ figlio p5 >elle :gen8@ nostre :escl8@ coppe q5 8er la tua coppia di uccelli :usare una forma duale di aiw@ r5 =lle nostre :escl8@ doppie mura :usare una forma duale di ramba@ s5 >alle nostre :incl8@ doppie mura :lo stesso@ t5 >alle vostre terre u5 >elle :gen8@ mie :due gemelle; sorelle :usare una forma duale di seler< sell%@ v5 >ei :gen8@ nostri :escl8@ tesori 95 =i nostri :incl8@ cavalli [5 >ella :gen8@ nostra :dual incl8@ casa :> ;della casa di noi due;@ 5 8er mio fratello z5 =i nostri :escl8@ alberi

LEZIONE $UINDICI
La desinen:a #rya e altro sulle desinen:e 5ronominali 5ossessive. Il caso Locativo. 2ro5osi:ioni relative. OscuritF della !er:a 2ersona.
AL!3O SULLE DESINENZE 23ONO.INALI 2OSSESSI"E
85iG un0inc&iesta sottilmente di7ressiva sulla vera natura delle combina:ioni ly- ny- ry- ty9

2ella lezione precedente introducevamo una serie di desinenze possessive pronominali c$e possono essere aggiunte a sostantivi/ -nya -mio-, -lya -tuo-, -lva -nostro- 4incl.5 e -lma -nostro- 4escl.53 per di pi, vi una desinenza per il -nostro- duale, evidentemente -mma 4ma rimane non c$iaro se sia inclusiva o esclusiva5. ,gnorando una strana variante della desinenza -lya -tuo- 4-lda, menzionata soltanto in IJ/C?P5, rimane da menzionare solamente una delle desinenze pronominali attestate/ -rya. 1ssa occorre due volte in &am'ri(. La prima volta seguita dalla desinenza genitiva, producendo regolarmente la forma -ryo/ il vocabolo rilevante 'maryo, tradotto -della voce di lei-, la forma genitiva di 'marya -la voce di lei-. ,l vocabolo 'ma -voce- attestato da s7 altrove 41tim., voce O13 V%CP/1?5. La seconda volta in cui -rya occorre in &am'ri(, $a anc$e un"altra desinenza c$e la segue, in tal caso il marcatore duale -t/ il vocabolo m ryat tradotto -le mani di lei-, riferendosi ad un paio naturale di mani 4il vocabolo m -mano- anc$e attestato di per s75. ,n qualc$e modo, la desinenza -rya vista indicare -di lei-, e dagli esempi in &amari( c$iaro c$e pu+ essere usata e combinata con altre desinenze giusta come ognuno

degli altri suffissi pronominali di cui abbiamo gi! discusso e fatto pratica 4samberya -la stanza di lei-, samberyan -per la stanza di lei-, samberyanna -alla stanza di lei-, samberyallo -dalla stanza di lei-, samberyo e samberyava -della stanza di lei-... e cos. via con le forme plurali e duali/ samberyar -le stanze di lei-, samberyat -la coppia di stanze di leiEl"appartamento di due stanze di lei-, etc. etc.5 8er trent"anni, da La Compagnia dell'Anello 4con &am'ri( in esso5 apparso nel 1PQK fino a c$e ($ristop$er %ol&ien pubblic+ 4he Sar of the 2e els nel 1PPK, -di lei- fu il solo significato noto della desinenza -rya. 2el frattempo, si ebbe un esempio in pi di -rya L -di lei- nel poema 6ar&ir a, il quale fu pubblicato in 4he 1onsters and the Critics nel 1PHC 4sebbene in 6ar&ir a, -di lei- non si riferisca ad una persona, ma ad una nave5. 6a quando IJ apparve nel 1PPK, divenne evidente c$e il suffisso -rya effettivamente ricopre non soltanto -di lei-, ma anc$e -di lui-/ coarya mostrato come il Quen a per -la casa di lui- oppure -la sua casa- 4IJ/C?P, ivi compitato =Harya5. (erto, la forma coarya come tale potrebbe a nostro pro indicare -la casa di lei-, e per converso le forme in &am'ri( m ryat, 'maryo potrebbero in un altro contesto indicare -le mani di lui- e -della di lui voce-/ siamo a concludere c$e il Quen a semplicemente non fa una distinzione tra -di lui- e -di lei-. ,nvero interamente possibile c$e -rya ricopra pure -di esso- 4vedere in basso5 - cos. c$e vi sia una singola desinenza per l"intera terza persona singolare nella tabella dei pronomi possessivi. La traduzione italiana dipenderebbe dal contesto, ovvio. Vi di pi da apprendere dai due esempi di -rya in &am'ri(. 0sservare la forma duale m ryat -4paio di5 mani di lei-. (ome descritto nella Lezione %re, il Quen a svilupp+ un sistema secondo cui -t la normale desinenza duale, ordinariamente rimpiazzata da -u solamente dove cointeressenze eufonic$e ci+ ric$iedano, come quando il vocabolo c$e a ricevere una desinenza duale includa gi! t oppure d 4Lettere/KSD, nota a pi7 pagina5. 6a nella Lezione %re si argomentava anc$e dall"esempio 5eu -4paio di5 labbra- c$e le parti corporee ricorrenti in paia ricorressero in forme duali -fossilizzate-, assumendo sempre la desinenza -u - -riflettendo il pi antico sistema nel quale soltanto la -u denota una coppia naturale o logica-. 2ondimeno, lo studente pu+ anc$e rammentare un ammonimento parentetico nel senso c$e -l"altra desinenza -t pu+ comunque essere usata se certe altre desinenze s"intrudono prima della desinenza duale stessa3 ritorneremo a ci+ in una lezione posteriore-. # tempo di dare un"occ$iata pi da presso a questo. # stato sovente assunto c$e rimuovere la desinenza -rya -di lei- da m ryat -le mani di lei- ci lascerebbe semplicemente con m t -4un paio di5

mani-. >acc$7 la duale forma di 51 -labbra- attestata come 5eu, si potrebbe ragionevolmente assumere c$e la forma duale di m -mano- sia parimenti mau -paio di mani-, sebbene quest"ultima forma rimanga non attestata. Ge il sostantivo c$e normalmente $a una forma duale in -u a ricevere un suffisso possessivo pronominale, sembra c$e la desinenza duale -u sia soppressa e la dualit! sia invece espressa per mezzo della desinenza -t, suffissa dopo il suffisso pronominale - come in m ryat. Gebbene il duale -4paio di5 labbra- sia 5eu, si pu+ assumere c$e -4due5 labbra di lei- sarebbe costruito partendo dalla forma singolare 51 -labbro- ed aggiungendo -rya per -di luiEdi lei- e quindi -t per numero duale, cos. c$e come un parallelo a m ryat si vedrebbe 51ryat. 4Quindi segue c$e il genitivo 51ryato, il dativo 51ryant, l"allativo 51ryanta, l"ablativo 51ryalto, etc.5 Aldu pu+ essere il normale duale -paio d"alberi-, ma -paio d"alberi di lei- dovrebbe forse essere costruito dal singolare alda con i suffissi appropriati, producendo aldaryat. 1ppure, si pu+ sospettare c$e la desinenza duale -u possa funzionare come una vocale connettiva ove ne necessita una - proprio come la desinenza plurale -i nota funzionare in certe istanze. ,l vocabolo per -piede- t l con radice tal-, cos. forse il duale -4paio di5 piedi- talu. =ggiungere una desinenza possessiva pronominale a t l, tal- ric$iederebbe comunque una vocale connettiva prima c$e si possa pure pensare all"aggiunta della -t come un marcatore duale alla fine del vocabolo. -8aio di piedi di lei- dovrebbe forse essere qualcosa come taluryat con doppio marcatore duale, -u- e -t, proprio come vi sarebbe apparentemente doppio marcatore plurale 4-i- and -r5 in un vocabolo plurale come 4diciamo5 talilmar -nostri piedi-) Ge cos., questa sarebbe un"eccezione all"apparente regola per cui il marcatore duale -u non usato prima di un suffisso possessivo pronominale. (ome d"uso, difettiamo d"esempi attestati, ma dacc$7 la >ic$iarazione di 1lendil indica c$e-miei eredi- &ildinyar, non sarebbe selvaggiamente implausible presumere c$e una corrispondente forma duale sarebbe qualcosa di assai simile ad &ildunyat. 40ppure pu+ darsi c$e la regola per cui -nya -mio- preferisce -i- come sua vocale connettiva prevarrebbe, producendo &ildinyat, ma si potrebbe tuttora vedere -u- come una vocale connettiva prima di altre desinenze pronominali, e.g. &ilduryat -paio d"orecc$ie di lei-.5 *n"altra cosa da imparare dagli esempi di &am'ri( m ryat -le mani di leied 'maryo -della di lui voce- $a a $e fare con ry c$e qui conta come un gruppo di consonanti 4r T y5 oppure come una singola consonante/ r palatalizzata. Quel c$e si apprende comunque alquanto paradossale. =bbiamo sfiorato tali problemi gi! nella Lezione *no, ma una nuova

inc$iesta pu+ aver qui luogo, dacc$7 le combinazioni in -y 4come ry, ly, ny, ty5 occorrono diverse delle desinenze possessive pronominali. %ol&ien ripetutamente indic+ c$e 'maryo accentato sulla a nella penultima sillaba 4in una delle sue trascrizioni di &am'ri( in OB10, egli indic+ tutti gli accenti maggiori e minori in questo canto, e si $anno anc$e due effettive registrazioni in cui egli si ode adoperare tali accentuazioni5. 8er 'maryo da accentarsi in un tal modo, ry deve contare come un gruppo di consonanti, non come una singola consonante. Ge ry fosse una singola consonante, le normali regole dettano c$e il tono non cadrebbe sulla vocale prima di essa, ma sulla terza sillaba dalla fine. = tutt"oggi ci si ripetutamente riferiti ad un"altra regola osservata della fonologia Quen a/ non vi pu+ essere una vocale lunga a fronte di un gruppo di consonanti. Quindi la lunga vocale di m -mano- logicamente accorciata nella forma allativa plurale mannar -nelle... mani-, attestata nel Canto di /0riel. AA. nnar non sarebbe un possibile vocabolo Quen a. (os. se anc$e ry fosse un gruppo di consonanti come si pensava fosse appena stabilito, perc$7 non accorciata nella forma m ryat) 8erc$7 non vediamo )maryat come un parallelo a mannar) 'rancamente, non posso pensare ad alcuna ovvia spiegazione. =pparentemente si deve semplicemente accettare c$e ry - cos. come ly, ny, ty - conti come un gruppo di consonanti ai fini dell"accento, ma una vocale lunga precedente non $a di c$e essere accorciata. Quindi avremmo m rya -mano di luiEdi lei-, m nya -mia mano- e m lya -tua mano- con la precedente vocale lunga intatta. 8rima degli altri suffissi pronominali attestati, avrebbe di c$e essere abbreviata, dacc$7 tali desinenze insindacabilmente introducono un seguente gruppo di consonanti/ malva e malma L -nostre mani- 4inclusivo ed esclusivo5. AA. lva, AAm lma sarebbero a stento vocaboli Quen a possibili. %ali variazioni eguaglierebbero serratamente una coppia di forme attestate cui ci siamo riferiti in precedenza, sebbene coinvolgano desinenze soggette 4-mm per -noi- e -ny per -io-5 piuttosto c$e le desinenze pronominali possessive aggiunte a sostantivi/ l"esclamazione v c$e significa rifiuto $a la sua vocale lunga accorciata prima del gruppo mm in vamm -non vogliamo-, ma la lunga vocale sembra persistere in v ny -non voglio- 4IJ/CD1 posteriormente %ol&ien mut+ la desinenza -mm in -lm, come discusso nella precedente lezione5. (os. si pu+ dire c$e mentre mm insindacabilmente un gruppo 4come anc$e il tardo lm sarebbe5, ny pu+ ben contare come una singola consonante - n palatalizzata come la P Gpagnola. Vi soltanto una manciata di sostantivi c$e possono essere affetti da tali variazioni nella lung$ezza vocalica, vocaboli di una singola sillaba c$e

termina in una vocale lunga/ in aggiunta a m -mano-, soltanto c+ -arco-, 51 -labbro-, r1 -giorno- 4SK ore5 e l+ -tempo, occasione- balza alla mente se non si rimanda pure al primevo materiale -Qen a- di %ol&ien. (erto, le vocali lung$e di tali vocaboli sarebbero accorciate anc$e prima di desinenze di casi c$e introducano un gruppo di consonanti seguente, come indicato dall"allativo plurale mannar -nelle mani- nel Canto di /0riel. 6a -nelle tue mani- sarebbe evidentemente m lyannar, oppure m lyanta come una forma duale - dacc$7 ly, ny, ry, ty non contano come gruppi di consonanti per tale proposito. >"altra parte, vi sono anc$e talune evidenze c$e suggeriscono c$e tali combinazioni dovrebbero essere prese come gruppi. ,n un manoscritto di &am'ri( riprodotto in OB10/D?, %ol&ien scisse il vocabolo 'maryo nelle sue sillabe costituenti ed all"apparenza indic+ c$e -ar- ed -yo sono sillabe separate - come se ry fosse dopo tutto un genuino gruppo di consonanti, non solo r palatalizzata. 4(osa abbastanza sicura, la r dovrebbe probabilmente essere palatalizzata prima della y, ma se anc$e la y fosse da far risuonare come una distinta consonante, avremmo ancora un gruppo.5 8arimenti, %ol&ien scisse i vocaboli 6anyar -nubi- ed ily -tutto- in 6anEyar, ilEy. Ge ry, ny, e ly, ed implicitamente pure ty, fossero realmente da assumersi come gruppi di consonanti quando ricorrano nel mezzo dei vocaboli, si spieg$erebbe lo sc$ema di accento osservato. 6a allora saremmo lasciati col problema del perc$7 le vocali lung$e non sono accorciate prima di tali combinazioni. 'ortunatamente, tali apparenti inconerenze non causano problemi alle persone c$e tentano di scrivere in Quen a, dacc$7 possiamo semplicemente imitare il sistema o i sistemi c$e %ol&ien us+. (i+ nonostante, non $o annoiato lo studente con i paragrafi di cui sopra soltanto come un esercizio accademico, poic$7 rimane il problema di come dovrebbero realmente essere pronunciati ly, ny, ry, ty ricorrenti nel mezzo dei vocaboli/ stiamo trattando consonanti singole, unitarie palatalizzate, consonanti lunghe palatalizzate, oppure singole consonanti seguite da una distinta y) Gembra c$e non si possa raggiungere alcuna risposta definitiva basata su quel c$e stato pubblicato sin qui. Quando %ol&ien in OB10/D? sillab+ 6anyar come 6anEyar, sembra dimostrare almeno c$e non poteva avere la pronunzia AAfaP%ar in mente, sebbene palatali come ny e ty debbano sempre essere pronunciate come consonanti singole, unitarie quando occorrano inizialmente 4siccome il Quen a non pu+ avere gruppi di consonanti all"inizio dei vocaboli/ G>/K1?-K1D5. La scelta apparentemente sta fra faP%Par 4con una P palatale lunga oppure doppia5 e fan%yar o piuttosto faP%yar 4una distinta y essendo sonorizzata5. ,n ambo i casi, un vocabolo come atarinya -mio padre- 4vale a dire, atariPPa oppure

atariPya5 sarebbe quindi logicamente accentato sulla i in conformit! con le normali regole. 8erc$7 tale combinazione ny, cos. come ly, ry, ty, apparentemente manc$i del potere di rendere breve una vocale lunga precedente rimane un mistero. Ge fossero pronunciate con una distinta y, come tendo a pensare, tali combinazioni non potrebbero essere contate come regolari gruppi di consonanti in quanto y una -semi-vocale- piuttosto c$e un"affatto -propria- consonante. Desinenze possessive pronominali usate con infiniti6 nella Lezione >ieci si descriveva come le forme infinite dei verbi $anno forme estese in -ta le quali sono usate quando l"infinito a ricevere un suffisso denotante un pronome oggetto/ quindi car 4cari-5 -fare-, ma caritas -farlo-. =d un tale infinito esteso anc$e possibile aggiungere una desinenza pronominale denotante il soggetto dell"azione verbale. ,l nostro esempio attestato caritalya4s5, c$e %ol&ien tradusse -il tuo far4lo5- 4V%K1/1D5. -%u- qui il soggetto dell"azione verbale 4vale a dire, il -fare-5, e ci+ espresso come una desinenza pronominale possessiva -lya -tuo-. *na seconda desinenza pronominale, denotante l"oggetto, pu+ quindi essere aggiunta alla fine del vocabolo/ caritalyas, -il tuo farlo-, tiritanyat -il mio osservarli-. *na tale frase pu+ probabilmente essere usata come un sostantivo, funzionando, per esempio, come il soggetto od oggetto di una proposizione. 'orse -Voglio c$e tu li guardi- sarebbe espresso pi o meno come merin tiritalyat, letteralmente -voglio il tuo guardarli-. L"oggetto dell"infinito potrebbe certamente essere pure un vocabolo indipendente, e.g. merin tiritalya i seldor, -voglio c$e guardi i ragazzi- 4-voglio il tuo guardare i ragazzi-5. >al loro significato, tali infiniti giungerebbero assai da presso ai gerundi, e queste forme Quen a in -ta sono probabilmente intese come correlate ai gerundi -indarin 4desinenze in -ad oppure -ed5. ,nvero dobbiamo assumere c$e gerundi regolari 4in -i5 possano anc$e ricevere desinenze possessive pronominali, e.g. tulierya -il suo giungere- 4tuli -c$e giunge-5. #, tuttavia, incerto se una seconda desinenza pronominale denotante l"oggetto possa quindi essere suffissa 4)carieryas -il suo farlo-5. IL CASO LOCA!I"O ,n connessione con le forme mir, minna -entro- si fatto riferimento alla preposizione Quen a mi -in-, la quale talvolta combinata con l"articolo definito a produrre la forma 4mi T i L5 m% -nel-. 1ssa occorre in &am'ri(, nella frase m% oromardi, tradotta -negli alti saloni- 4cos. in OB10/??, almeno - il testo in Gd= $a mi con una vocale corta, sebbene questo dovrebbe essere un semplice -in- senza articolo incorporato, ed invero la

traduzione fornita in Gd= $a semplicemente -in alti saloni-5. = tutt"oggi il Quen a spesso fa a meno delle preposizioni, usando invece speciali forme di casi, come quando -a, verso- normalmente espressa dalla desinenza allativa -nna, laddove -da- usualmente espresso per mezzo della ablativa desinenza -llo - sebbene il Quen a abbia preposizioni separate c$e potrebbero esprimere i medesimi significati. 2on dovrebbe sorprendere, quindi, c$e il Quen a invece di utilizzare una preposizione come mi sovente preferisca una specifica forma di caso allo scopo di esprimere il significato di -in- 4oppure -su, sopra-5. ,l caso rilevante c$iamato locativo, marcato dalla desinenza -ss 4probabilmente ispirata dalla desinenza 'innica -ssa, -ssU dal significato similare5. 8er esempio, -in una casa- pu+ essere espresso come coass, -nella casapotrebbe essere i coass, -nella mia casa- sarebbe coanyass, etc. 4(erto, il tono muove sulla vocale c$e precede immediatamente la desinenza di caso, dacc$7 la desinenza inizia in un gruppo di consonanti.5 ,l locativo pu+ riferirsi a -ubicazione- nel tempo cos. come nello spazio/ in una primeva versione del saluto -una stella brilla sull"ora del nostro incontro-, %ol&ien faceva apparire il sostantivo l+m -ora- nel caso locativo 4l+mess, OG/CSK5.
20%= 1/ gli studenti dovrebbero osservare c$e la desinenza -ss non sempre un marcatore locativo, c$e indic$i -in- oppure -su- dovunque occorra. %alvolta -ss funziona come una desinenza astratta. Gi gi! introdotto il sostantivo alass -gioia, giovialit!-. Entuless attestato come il nome di una nave, detto indicare -Oitorno- 4*%/1D13 entul- dovrebbe essere il verbo -ri-venire- L -ritornare-5. Caimass potrebbe essere la forma locativa di caima -letto-, ma caimass anc$e usato come un sostantivo -giacere a letto- L -malattia-, e questa pure la base dell"aggettivo caimassa -allettato, malato- 41tim., voce AAH5. %alvolta -ss come una desinenza sostantiva non astratta, ma vista mantenere le connotazioni di localit$ c$e $a anc$e quando usata come una desinenza locativa/ il sostantivo aicass -picco montano- derivato dall"aggettivo aica -acuminato-, cos. il termine aicass basilarmente si riferisce a qualc$e sorta di "luogo aguzzo". La desinenza -ss si presenta anc$e nei nomi di un paio di mesi del calendario 1lfico, elencati in Gd= =ppendice >/ "%ress e L'tess, rudemente corrispondenti ad =prile e 6aggio. ,l significato del vocabolo "%ress incerto, ma L'tess certamente si connette con l't -fiore- e sembrerebbe significare essenzialmente -,n 'iore-, un"appropriata descrizione del mese di 6aggio. - Ge la desinenza locativa -ss potrebbe oppure dovrebbe essere annessa ad un sostantivo c$e gi! termina in -ss incerto. L'tessess sembra un modo piuttosto ingombrante di esprimere -in 6aggio-, ed aicassess per -su di un picco montano- non molto meglio. ,nvece di aggiungere la desinenza locativa a sostantivi di una tal conformazione, meglio utilizzare la preposizione mi -in-/ .i L'tess, mi aicass. 6a nella >eclinazione 8lotz, %ol&ien sembra indicare c$e lassess sarebbe un"accettabile forma locativa di lass -foglia-. 8er+ la preposizione mi sarebbe sempre una valida alternativa alla desinenza. 20%= S/ come rammentiamo, il caso allativo in -nna non sempre denota moto verso qualcosa, ma pu+ anc$e esprimere l"idea di -su, sopra-. ,n taluni contesti, sarebbe forse permissibile usare o il locative oppure l"allativo, risultandone pressappoco il medesimo significato 4caitan caimanyass L -giaccio nel mio letto- E caitan caimanyanna -giaccio sul mio letto-5. ,n pi %ol&ien talvolta tradusse una forma locativa Quen a usando la preposizione ,taliana -sopra-. (fr. per esempio ciryass -sopra una nave- 46(/S1?, ivi compitato =iryasse53 cfr. anc$e ma&almassen sotto.

=l plurale, il semplice suffisso locativo -ss espanso col medesimo elemento plurale -n c$e anc$e visto nelle forme plurali delle desinenze per il genitivo 4-on5 ed ablativo 4-llon5. Quindi, le forme locative plurali terminano in -ssen. ,l locativo plurale di ma&alma -trono- occore nel Biuramento di (irion, dove ai Valar ci si riferisce come i & rar ma&almassen mi N+men, -coloro c$e siedono su :i; troni all"0vest-. La desinenza locativa duale formata sostituendo l"elemento duale t alla prima delle s della desinenza -ss. La risultante desinenza -ts non attestata in alcuna effettiva composizione Quen a da %ol&ien, ma egli la elenc+ nella lettera 8lotz, cos. presumibilmente si possono avere forme come sambets -in un appartamento di due stanze- oppure ciryanyats -sulle mie navi :due sorelle;-. 4%ali vocaboli possono essere visti come le pi semplici forme duali sambet, ciryanyat con la desinenza locativa -ss annessa, sebbene essa sia semplificata in -s ad evitare l"impossibile combinazione AA-tss.5 >i certo, desinenze come -ss, -ssen, -ts non possono mai essere aggiunte direttamente ad un sostantivo c$e termina in una consonante senza produrre gruppi di consonanti impossibili. . 2ella versione originale di questo corso, scrivevo riguardo a ci+/ >ifettando di esempi attestati, possiamo solamente assumere c$e le vocali connettive sarebbero appropriate pi o meno secondo le medesime regole c$e sono viste applicarsi nei casi allativo ed ablativo/ -e- usata come una vocale connettiva al singolare, laddove le forme plurali $anno -i-. 8erci+ presumibilmente eleness -in una stella-, elenissen -nelle stelle-. ,l duale -in una coppia di stellepotrebbe preferire la vocale connettiva -e- 4)elenets5. 8ossono presentarsi anc$e forme contratte, e.g. eless per elen%ss(. Le direzioni <ormen, *yarmen, N+men, 3'men L 2ord, Gud, 0vest, 1st quasi certamente cederebbero la loro finale -n al locativo, proprio come son viste fare nei casi allativo ed ablativo. 8erci+ probabilmente <ormess -nel 2ord-, etc. ,l Canto di /0riel $a N+messier per -essi stanno all"ovest-. %ale strana forma sembra includere la desinenza -i --, pl. -ier -4essi5 sono- c$e %ol&ien probabilmente dismise a posteriori. (i+ nonostante, una soggiacente forma locativa N+mess -all"0vest- deve in ogni caso essere qui presupposta. >acc$7 il sostantivo N+men -0vest- appare anc$e nella pi corta forma N+m, non possiamo essere certi c$e una finale -n sia qui caduta in disuso, ma tale forma locativa pu+ con tutto ci+ essere notata.

4'ine dell"autocitazione.5 >acc$7 scrissi questo, son comparse nuove rilevanti prove. Cemess -sulla terra- 4V%KC/1?5 come forma locativa di cemen -terra- pu+ vedersi come un certo esempio di una -n finale c$e decade prima della desinenza -ss . %uttavia, cemess pu+ effettivamente essere inteso come evoluto da cemen#s, con una versione pi corta della desinenza locativa, ns in tale istanza divenendo ss pe assimilazione. 2elle sue varie bozze per una versione Quen a della 8reg$iera del Gignore, %ol&ien visto dibattersi con la questione di quali dovrebbero essere le forme locative di menel -cieli, cielo- e cemen -terra-. *na versione $a menel: e cemen:, la desinenza locativa -ss essendo accorciata in -s e sonorizzata -: per contatto con le consonanti sonore l, n c$e la precedono 4V%KC/P5. (omunque, forme come menel:, cemen: non possono appartenere alla sorta di Quen a usato in %erra di 6ezzo nella %erza 1ra3 nell"=ppendice 1 a ,Gd= detto c$e -il suono z- non aveva corso in Quen a contemporaneo-. %ol&ien alla fine si stabilizz+ sulle forme meneld e cemend 4V%KC/11, 1S5, c$e apparentemente suggeriscono uno sviluppo ls ] l: ] ld e similmente ns ] n: ] nd. 4Ge ci+ renderebbe obsoleta la forma cemess, c$e apparentemente presuppone invece uno sviluppo ns ] ss, non naturalmente c$iaro.5 Gostantivi c$e terminano nelle consonanti -l ed -n possono perci+ avere forme locative in -d 4al plurale presumibilmente -den, corrispondente alla regolare desinenza -ssen5. Gostantivi in -s e -t possono semplicemente avere forme locative in -s 4comparare il duali locativi in -ts, c$e semplicemente la desinenza duale -t T la desinenza locativa accorciata -s5. 'oneticamente, i vocaboli in -r sarebbero eccettuati dall"aver forme locative in -ss 4e.g. Ambass forma come locativa di Ambar -mondo-5, dacc$7 il gruppo rs storicamente diviene ss 4per esempio, il nome Nessa detto discendere da neresE, evidentemente passando per una forma intermedia nersE/ IJ/K1?5. (omunque, sembra esservi anc$e un sistema molto pi sempice/ si pu+ utilizzare la desinenza piena -ss -ovunque-, intrufolando una vocale connettiva -e- prima di essa dove per altri versi seguirebbe una consonante. ,n una delle versioni della 8reg$iera del Gignore, %ol&ien nella frase -8adre nostro :-c$e sei-, 2.d.%.; nei cieli- tradusse -nei cieli- con la forma aggettivale menelessa, la quale c$iaramente basata su meneless come pure altra forma locativa di menel 4V%KC/P, 1C5. %ale uso di -e- come vocale connettiva prima di -ss corrisponde ad uno dei miei suggerimenti nell"originale versione di questo corso. (os. come forma locativa di un sostantivo come elen -stella- possono esssrvi almeno tre alternative pi o meno egualmente valide/ eless 4c$e dismette una consonante finale prima della desinenza -ss, o -ss pu+ essere considerata una forma assimilata di

-ns qui5, eleness 4c$e intrufola una vocale connettiva -e- prima della desinenza locative, probabilmente -i- al plurale5 oppure elend 4c$e fa uso della desinenza -d per la pi antica -:, a sua volta da -s5. Bli scrittori possono fare la loro scelta, ma generalmente una delle ultime due alternative sarebbe probabilmente la miglior soluzione. 8er amor di c$iarezza, la forma locativa di un sostantivo come Ambar dovrebbe probabilmente essere Ambaress piuttosto c$e 4Ambar#s ]5 Ambass, il quale potrebbe essere formato proprio da un sostantivo AAAmba. =nc$e i sostantivi con forme duali in -u dovrebbero formare i loro locativi duali in -ts, oppure tale desinenza occorre soltanto dove ci si sta occupando di sostantivi c$e $anno forme nominative duali in -t) 8ossiamo ben domandarci quale sarebbe la forma locativa di Aldu ->ue =lberi-. Alduss con la pi semplice desinenza -ss, in quanto la dualit! gi! sufficientemente espressa da -u) Aldats formata dalla forma non flessiva alda) Alduts con doppio marcatore duale, -u e -t-) 8ersonalmente propendo per Alduss, ma gradirei vedere un esempio di %ol&ien. Le desinenze locative possono di certo essere combinate con desinenze possessive pronominali proprio come le altre desinenze di casi c$e abbiamo discusso. ,l poema 6ar&ir a $a rin7a s+maryass per -nel suo freddo petto- 4rin7a -freddo-, s+ma -petto-3 il riferimento al -petto- di una nave5. 23O2OSIZIONI 3ELA!I"E ,n Gd=, vi un singolo esempio di un locativo Quen a. La desinenza -ssen per il locativo plurale occorre in &am'ri(, nella frase "ardo tellumar...yassen tintilar i eleni L -le volte di Varda..., ove :oppure, nelle quali; le stelle tremolano...il vocabolo ya -il quale-, c$e qui appare con la desinenza locativa -ssen ad implicare -nelle quali-, un pronome relativo. 8u+ essere usato a fabbricare proposizioni relative, vale a dire, frasi incassate in altre proposizioni come una sorta di frasi descrittive. >ue proposizioni come -il tesoro grande- e -tu l"$ai trovato- possono essere combinate come -il tesoro che tu hai trovato grande-. 0sservare c$e il pronome -lo- della frase -tu l"$ai trovato- rimpiazzato da -c$e-. %ale pronome relativo capace di riconnettersi alle parole -il tesoro-, e -c$e tu $ai trovato- ora diviene una frase descrittiva c$e fornisce informazioni aggiuntive circa -il tesoro-. , probabili equivalenti Quen a di tali esempi/ I &arma n alta -il tesoro grandeI &irnelyes -tu l"$ai trovato-

L i &arma ya &irnely n alta -il tesoro c$e tu $ai trovato grande(ome pronome relativo, l"inglese pu+ anc$e usare -t$at- 4-t$e treasure t$at ou found...-5 ,n %edesco, gli articoli determinativi der, das, die 4L ,taliano -il, lo, la-, per vari generi e numeri :-das- il genere neutro c$e all",taliano manca del tutto, 2.d.%.;5 sono anc$e usati come pronomi relativi. L"articolo Quen a i pu+ parimenti assumere tale funzione. (i+ evidente dal Biuramento di (irion, le ultime parole del quale esemplificano la i usata prima come articolo, quindi come pronome relativo/ ...i Eru i or ily ma&almar a tennoio, -l"*no c$e sempre al di sopra di tutti i troni-. >acc$7 -l"*no41ru, >io5 una persona e non un oggetto, il pronome relativo deve qui essere tradotto -c$e- piuttosto c$e -il quale-. Ge vi alcuna distinzione nel significato tra i ed ya usati come pronomi relativi, pu+ invero essere questa/ i riconnette ad una persona 4l"inglese -9$o-5, mentre ya riconnette ad un oggetto oppure una situazione 4inglese -9$ic$-5. 0sservare, per inciso, c$e tali glosse non $anno nulla a c$e fare con gli avverbi interrogativi -9$o- e -9$ic$-/ il vocabolo i non pu+ essere usato per -9$o- in una domanda, come -9$o are ou) :-c$i sei tu)-. 2.d.%.;- ,l vocabolo Quen a per -c$i- in tal senso affatto differente 4man5. 6ateriali c$e sono stati pubblicati pi tardi $anno alquanto intorbidito il quadro. ,n V%KS/CC abbiamo la proposizione l caritas i &amil m ra alasaila n , c$e %ol&ien tradusse -non fare quel c$e giudic$i buono non :; saggio-. 6entre i &amil m ra qui tradotto -9$at ou Yudge good-, sembra c$e questa frase signific$i, pi letteralmente, -:t$at; 9$ic$ ou Yudge good:la differenza dell"inglese non pu+ esser resa in italiano, come spiegato di seguito, 2.d.%.;. ,n conformit! con la teoria verso cui propendevo, mi sarei qui aspettato ya piuttosto c$e i, ma sembra c$e i come tale possa riferirsi a un oggetto od a una situazione 4inglese -9$ic$-5 piuttosto c$e a una persona 4inglese -9$o-5. 8er+ un"altra interpretazione di una possibile distinzione tra i ed ya come pronomi relativi diceva cos./ i usata quando il pronome relativo il soggetto della frase relativa, mentre ya usato quando l"oggetto. >a tale interpretazione si potrebbero avere frasi come Elda i tir Nauco -un 1lfo c$e osserva un 2ano-, ma Elda ya tir Nauco -un 1lfo c$e un 2ano osserva- 4l"inglese usa -9$om- come forma oggetto del pronome relativo -9$o-5. (omunque, come cautiamente avvisavo nella prima versione di questo corso/ -Gi necessita di pi esempi prima di potere cogliere la retta interpretazione con fiducia.- Gembra ora c$e la i, almeno, possa funzionare come un pronome relativo se sia o il soggetto oppure l"oggetto della

proposizione relativa 4soggetto/ i Eru i a -l"*no c$e -, oggetto/ l caritas i &amil m ra... -non fare quel c$e trovi buono-5.(ome pare ora, possono non esservi significative distinzioni nell"accezione tra i ed ya usati come pronomi relativi. 8roprio come si pu+ usare sia -il quale- c$e -c$e- come pronome relativo in ,taliano 4-la nave la quale vidi- L -la nave c$e vidi-5, cos. forse si potrebbe usare o i oppure ya in Quen a 4i cirya i cennen L i cirya ya cennen)))5 (omunque, in un aspetto i ed ya non sono evidentemente intercambiabili. ,l vocabolo i in Quen a l"-indeclinabile articolo "t$e"4Etimologie, voce 75. Vale a dire, i L -t$e- non pu+ essere declinato3 non pu+ ricevere alcuna desinenza di casi. Gi deve assumere c$e ci+ sia ancora vero quando invece i funziona come un pronome relativo -c$e-. %uttavia, ya perfettamente in grado di ricevere desinenze di casi, come indicato dall"esempio yassen -nelle quali- da &am'ri(. La desinenza locativa plurale a causa del pronome relativo c$e riconnette ad un vocabolo plurale, tellumar -volte-3 nel caso di una singola telluma oppure -volta-, il relativo pronome c$e ad essa riconnette dovrebbe parimenti essere singolare/ yass. >el pari con altri sostantivi/ coa yass -una casa nella quale...-, ma plurale coar yassen... -case nelle quali...,n aggiunta alla forma yassen in &am'ri(, si $a un esempio in pi di ya c$e ricorre con una desinenza di caso. *n primevo poema 1lfico di %ol&ien include le parole tanya ,ende...yar i vilya anta mi/ilis, tradotte -quella fanciulla... alla quale l"aria offriva baci- 46(/S1Q, S1?5. Questo non affatto Quen a in stile Gd=, cos. non regolarizzo la compitazione, ma la forma yar -alla quale- interessante. La -r finale qui suffissa ad ya sembra essere l"antica desinenza allativa, come in mir -entro-3 perci+ yar L -qualealla-, -alla quale-. Bli esempi yassen -nella quale- ed yar -alla qualesuggeriscono c$e se si necessita c$e un pronome relativo riceva desinenze di casi, tali desinenze sono sempre annesse ad ya-. Gi deve assumere c$e ya possa ricevere tutte le varie desinenze per numero e caso, essendo flessivo come un sostantivo in -a, come in tali esempi/ ^ >=%,V0/ i n1r yan nen annanya -l"uomo al /uale offersi il mio dono-, plurale i neri yain... -gli uomini ai /uali...- :La forma attestata yar ;al *uale;< occorrente in un contesto che coinvolge il verbo ;offrire;< puN evidentemente assumere anche funzioni simil%dative % ma yar D propriamente un allativo arcaico< e generalmente penso che yan< pl8 yain< sia da preferirsi8@ ^ B12,%,V0/ i n%s yo yondo cennen -la donna il cui :L cuiEil; figlio vidi- :si deve assumere che ya V la desinenza genitiva %o produrrebbe yo<

una %a finale essendo dismessa come d'uso@, plurale i nissi yaron... -le donne i cui :L cuiEi;...- :per una forma come yaron< cfr8 aldaron come il genitivo plurale di alda ;albero;@ ^ 80GG1GG,V0/ i aran yava malta ma5uvan -il re il cui :L cuiEil; oro carpir+-, plurale i arani yaiva... -i re i cui :L cuiEi;...^ =LL=%,V0/ i coa yanna lenden -la casa alla /uale andai E la casa dove andai E la casa in cui andai-, plurale i coar yannar... -le case alle /uali...^ =FL=%,V0/ i coa yallo tullen -la casa dalla /uale giunsi E la casa donde giunsi E la casa da cui giunsi-, plurale i coar yallon :alternativamente, yallor;... -le case dalle /uali...^ L0(=%,V0/ i coa yass marin -la casa nella /uale vivo E la casa in cui vivo E la casa dove vivo-, plurale i coar yassen... -le case nelle /uali...=l nominativo singolare, naturalmente usata la semplice forma ya/ i 5arma ya et1cien, -il libro c$e $o scritto-. 8u+ essere c$e questo diverrebbe yar 4con la desinenza plurale -r5 quando si riconnetta ad un vocabolo plurale/ i 5armar yar... -i libri c$e...- 4>istinguere l"attestato pronome relativo yar -al quale-, 6(/S1Q, S1?3 tale forma include invece l"antica desinenza allativa -r.5 >ove la i usata come un pronome relativo, non riceve desinenza plurale, dacc$7 i indeclinabile/ Eldar i lindar -1lfi c$e cantano-. 2on abbiamo elencato forme duali, ma esse dovrebbero presumibilmente essere affatto regolari/ nominativo yat 4e.g. i 5eu yat... -il :paio di; labbra c$e...-5, dativo yant 4e.g. i veru yant... -la coppia :sposata; aEper cui...-5, genitivo yato, possessivo yat,a 4)5, allativo yanta, ablativo yalto, locativo yats 4e.g. i sambet yantaEyaltoEyats... -l"appartamento bilocale alEdalEnel quale...-5 >ovrebbe essere notato c$e in taluni contesti grammaticali, una desinenza di caso c$e potrebbe essere stata aggiunta ad ya pu+ essere omessa e sottintesa. 8er esempio, dato c$e il vocabolo per -notte- l'm 4l'mi-5, si potrebbe presumibilmente avere una frase come l'miss yass cennenyes -nella notte in cui lo vidi- L -4nel5la notte quando lo vidi- :invero alquanto deplorevole in ,taliano, 2.d.%.;, ma anc$e permissibile lasciare c$e ya ricorra da s7/ l'miss ya cennenyes, una costruzione c$e equivale all",taliano -4nel5la notte c$e lo vidi- 4assai frequentemente, l"inglese dismette l"iniziale -in- :n7 l",taliano, in certa fraseologia, lo ric$iederebbe@ 2.d.%.;, ma in Quen a la desinenza locativa dovrebbe probabilmente essere inclusa5.

0sservare c$e l"articolo pu+ essere dismesso avanti il primo sostantivo 4l'miss nel nostro esempio53 forse sufficientemente determinato dalla seguente frase relativa. %ol&ien impieg+ una tale costruzione nella sua traduzione Quen a dell"=ve 6aria. 1gli parafras+ -nell"ora della nostra morte- come -in :l";ora in cui dovremo morire-/ l+mess ya 6iruvamm 4V%KC/SH _ qui la desinenza per il -noi- esclusivo ancora -mm, pi tardi revisionata in -lm5. *sualmente, un pronome relativo riconnette ad un sostantivo cos. c$e la seguente proposizione relativa fornisca informazioni circa quel sostantivo, come in tutti gli esempi di cui sopra. 0sservare, comunque, l"esempio i carir /uettar -coloro c$e formano parole-, citata come una descrizione degli 1lfi 4IJ/CP15. I carir /uettar di per s7 una proposizione relativa, e si potrebbe certamente connetterla ad un sostantivo e lasciare c$e la frase relativa riconnetta ad esso, e.g. Eldar i carir /uettar -1lfi c$e formano parole-. %uttavia, pare c$e la i possa essere posta a fronte di un verbo ad esprimere -colui c$e- 4se il verbo singolare5 oppure -coloro c$e-, -quelli c$e- 4se il verbo plurale, marcato dalla desinenza -r5. ,l Biuramento di (irion fornisce un altro esempio/ i & rar ma&almassen mi N+men -coloro c$e siedono sopra i troni nell"0vest-. 8ossiamo probabilmente sentirci liberi di fabbricare frasi come queste/ I linda n n%s -:colei; c$e canta una donnaI &irner i malta nar aly -:quelli; c$e trovano l"oro sono ricc$i*iruvan i suncer lim5enya -trover+ :quelli; c$e $anno bevuto il mio vino- 4singolare ...i sunc lim5enya, -:quello; c$e $a bevuto il mio vino-5 2ell"originale versione di questo corso, scrivevo a questo punto/ Ge ya pu+ anc$e essere usato in tali costruzioni, e si $a ragione di assumere c$e i signific$i -c$i- mentre ya indic$i -il quale-, possono esservi distinzioni nel significato come ec1nien i t+la -$o visto :colui; c$e viene- vs. ec1nien ya t+la -$o visto quel c$e viene4letteralmente, -$o visto :quello; il quale sta venendo-5. La frase -ci+ c$e voglio vino- forse si tradurrebbe pi o meno come ya merin n lim5 4i.e., -:ci+; c$e voglio vino-5. 8ubblicazioni posteriori $anno intorbidito questo grazioso piccolo scenario, dacc$7 ora pare c$e i ed ya possano essere largamente intercambiabili. 2egli esercizi in basso e nelle loro soluzioni, $o comunque mantenuta la

distinzione per cui ya usato nel senso impersonale di -il quale-, laddove i si riferisce a persone/ -quello4i5- 4eccetto quando il pronome relativo a ricevere qualc$e desinenza3 allora ya- deve essere usato in ogni caso5. Garebbe un"utile distinzione, pure se %ol&ien non lo pensasse...@ Ordine dei vocaboli6 taluni linguaggi impiegano uno speciale ordine dei vocaboli nelle proposizioni relative. ,l tedesco insiste nel piazzare il verbo alla fine, cos. c$e si $anno costruzioni come -l"uomo c$e ivi rest+- 4der 1ann der dort steht5 per -l"uomo c$e rest+ l!-. 8er un periodo mi domandai se il Quen a impiegasse un sistema simile3 il verbo a -, esiste- appare presso la fine della proposizione relativa c$e conclude il Biuramento di (irion/ i or ily ma&almar a tennoio, letteralmente -c$e su tutti i troni per sempre-. (omunque, come vediamo, il verbo non assolutamente finale3 un ordine dei vocaboli interamente -%edesco- ric$iederebbe -c$e su tutti i troni per sempre -. ,n &am'ri(, il verbo effettivamente segue immediatamente dopo il pronome relativo nella frase relativa yassen tintilar i eleni -ove le stelle tremolano-, letteralmente -in cui tremolano le stelle-. Gi potrebbe pensare c$e questo sia solo un ordine dei vocaboli -poetico-, ma %ol&ien non lo mut+ nella prosa di &am'ri( in OB10/??-?D. 'a qualc$e differenza c$e questo sia un pronome relativo con una desinenza di caso annessa) Garebbe errato dire yassen i eleni tintilar, con il soggetto del verbo c$e precede piuttosto c$e seguire il verbo) 2on si pu+ dire. Gpecialmente nel caso di yasse4n5, yanna4r5, yallo4n5 -nelEalEdal quale-, imiterei il nostro esempio attestato e lascerei il verbo seguire immediatamente il pronome relativo/ I osto yass mar i n1r -la citt! nella quale gli uomini dimoravano-, i tol yanna c%rar i ciryar -l"isola dove le navi salpano-, i n'ri yallon tulir i o&tari -le lande donde i guerrieri giungono-. 8er altri versi, non tenterei di fissare alcuna regola ferrea per quale ordine dei vocaboli le proposizioni relative Quen a dovrebbero avere. OSCU3I!J DELLA !E3ZA 2E3SONA Gopra si introduceva la desinenza possessiva pronominale -rya, c$e ricopre -di lui- e -di lei-. (os. qual la corrispondente desinenza soggetto, indicante -egli- ed -ella-) >acc$7 la desinenza -lya -tuo- noto c$e corrisponda ad una desinenza -ly -tu-, molti ricercatori, partendo da -rya -di lei-, $anno estrapolato un suffisso non attestato -ry come la desinenza soggetto L -ella-. Ge, come indicato da &am'ri(, il Quen a per -tu troverai- &iruvaly, -ella trover!- dovrebbe quindi essere &iruvary. 2anc 6artsc$

usa tale desinenza estrapolata -ry -ella- per tutto il suo !asic Quenya - e pu+ ben essere corretto. 0ra c$e noto c$e -rya ricopre -di lui- cos. come -di lei-, avremmo di c$e assumere c$e -ry possa similmente significare -egli- cos. come -ella-. Le desinenze soggetto della %erza 8ersona Gingolare - le desinenze per -egli-, -ella-, ed -esso- - comunque appartengono ad una delle pi oscure parti della tabella dei pronomi Quen a. ,n materiale serratamente correlato al Canto di /0riel, una desinenza per -egli- vista come -ro. 1ssa occorre nella forma antav ro -egli dar!-, attestata nella domanda e man antav ro; -c$e dar! egli invero)- 4LO/?C5. Ant va come semplice futuro -dar!- occorre alla medesima pagina 4e nel testo pieno del Canto di /0riel come stampato in LO/DS5. Questo non pu+ affatto essere Quen a in stile Gd=3 come si argomentava nella Lezione Gette, il futuro di anta- dovrebbe forse essere antuva piuttosto c$e ant va in conformit! col sistema c$e %ol&ien decise posteriormente. (i+ nondimeno, la forma antav ro illustra gradevolmente una apparente propriet! della desinenza -ro/ per qualc$e ragione, la vocale immediatamente precedente tale desinenza allungata, ant va divenendo antav ro quando -ro aggiunto 4e l"originale vocale lunga di ant va accorciata ad evitare la forma AAant v ro/ pu+ essere c$e il Quen a non possa avere una vocale lunga nella sillaba immediatamente precedente la vocale c$e riceve l"accento principale eccetto c$e tale sillaba sia anc$e la prima sillaba del vocabolo5. Gi dovrebbe aggiornare antav ro in qualcosa come antuv ro in Quen a in stile Gd=) %ale desinenza -ro si presenta anc$e in un poema -Qen a- riprodotto in 6(/SS0, ivi aggiunta ad una coppia di forme verbali c$e includono la desinenza di tempo passato -n, e di nuovo la vocale c$e precede -ro allungata cos. c$e riceva l"accento. *na di esse laustan1ro, il quale sembrerebbe essere un verbo lausta- -emettere un rumore ventoso- 4cfr. 6(/S1?5 T la desinenza passata -n T la desinenza -ro -egli- 4ed -esso-)5 L"intera frase recita s+ru laustan1ro, tradotto -il vento soffia- 4letteralmente forse -:il; vento, egliEesso :-ro; scorre-5. >acc$7 questo -Qen a- piuttosto c$e Quen a in stile Gd=, non dovremmo porre troppa enfasi sui dettagli, ma %ol&ien sembra usare una desinenza -ro, c$e pu+ significare -egli- 4ma anc$e -esso-)5, e quella $a lo strano potere di rendere la precedente vocale lunga. # stato suggerito c$e la vocale piuttosto rimanga lunga in tale posizione in quanto %ol&ien la immagin+ essere stata lunga in 1lfico 8rimordiale. Ge cos., la vocale -i- vista nell"aoristo dei verbi primari 4e.g. tulin -giungo-5 non dovrebbe essere allungata, dacc$7 tale vocale non fu mai lunga 4)tuliro piuttosto c$e )tul%ro per -egli giunge-5. # anc$e possibile c$e tale allungamento abbia corso solamente quando -ro annessa ad un

vocabolo c$e termina in due corte sillabe c$e non sono di per s7 stesse l"intero vocabolo 4cos. c$e la nuova penultima sillaba lunga possa attirare l"accento/ laustan ] laustan1ro3 senza l"allungamento l"accento cadrebbe su -ta- dopo la suffissione di -ro, risultando in una pronuncia alquanto sgraziata5. Garebbe interessante conoscere se, diciamo, -egli fece- sarebbe carn1ro o carnero3 ora tendo a pensare c$e non vi sarebbe allungamento quando -ro sia annessa ad un vocabolo di tal conformazione. >onde dovrebbe giungere tale desinenza -ro per -egli-, e qual la desinenza per -ella-) La voce -- nelle Etimologie getta qualc$e luce su ci+ c$e %ol&ien immagin+. Vari vocaboli 1lfici per -egli, ella, esso- vi sono discussi. *n primitivo vocabolo per -egli- citato come s, oppure so, -cfr. la flessione -so dei verbi- - c$e apparentemente indica c$e il linguaggio 1lfico primitivo potrebbe esprimere -egli- per mezzo di una desinenza -so aggiunta ai verbi. %ale -so potrebbe essere l"origine della desinenza Quen a -ro, poic$7 in Quen a, la -s- c$e ricorre tra due vocali era normalmente sonorizzata -:-, c$e pi tardi divenne -r- 4il suono : fondendosi con l"originale r5. 2elle Etimologie, %ol&ien procedette nel citare un vocabolo primitivo per -ella- come sW o si, -cfr. la flessione -se dei verbi-. Ge -so produce -ro come una desinenza Quen a per -egli-, si avrebbe di c$e assumere c$e -se similmente fornisca -r 4primevo -:5 come una desinenza per -ella-. %ale -r con ogni possibilit! direttamente attestato nella frase -Qen a- =irya =alli1re, tradotta -la nave splendeva- 46(/SS0, SS15 letteralmente -:la; nave, ella splendeva-) Volgere la forma =alli1re in Quen a in stile Gd= comporterebbe probabilmente di pi c$e non solo alterare la compitazione in calli1r, ma pu+ essere notato c$e la desinenza -r, come -ro, sembra preferire la compagnia di una vocale lunga nella sillaba precedente. >i nuovo, ci+ pu+ accadere soltanto quando annessa ad un vocabolo c$e termina in due sillabe corte 4probabilmente =alli in tal caso5. 6olti scrittori $anno usate le desinenze -ro L -egli- e -r L -ella-, cos. gli studiosi di Quen a dovrebbero certamente memorizzarle - ma per quel tanto o poco c$e noto, esse sono solamente attestate in materiale c$e predata la scrittura di Gd=. 2el 1PPK, si present+ alfine un minuscolo frammento di prova riguardante le idee di %ol&ien post-Gd= circa la desinenza pronominale per -egli, ella-. 2el saggio Quendi and Eldar, nella discussione del verbo privo di tempo e/u -disse, dice-, %ol&ien annot+ c$e mentre tale forma normalmente non riceve desinenze d"alcuna sorta, pu+ ricorrere con certe desinenze pronominali. 1gli cit+ due esempi di ci+/ e/uen, tradotto -dissi io-, ed anc$e e/ues, tradotto -disse egli E ella4IJ/K1K5 oppure -disse egli, disse qualcuno- 4IJ/CPS5. (os. qui si $a una

desinenza -s c$e ricopre sia -egli- c$e -ella- 4oppure -qualcuno-5. 2el periodo post-Gd=, %ol&ien adoper+ dimostrabilmente la desinenza -rya sia per -di lui- c$e per -di lei-, cos. non sorprendente c$e possa aver deciso c$e il Quen a usasse pure una desinenza sia per -egli- c$e per -ella- 4cfr. anc$e il pronome 'innico di genere neutro hUn.5 1ffettivamente tale desinenza -s deve anc$e ricoprire -esso-, poic$7 pu+ a stento essere tenuta separata dalla desinenza -s c$e abbiamo gi! incontrata in posizione oggetto come in tiruvantes -essi lo terranno- 4.iuramento di Cirion5 oppure caritalyas -il tuo farlo- 4V%K1/1D5. (os. e/ues potrebbe probabilmente significare -esso disse- cos. come -egli4lla5 disse-. 8er converso, la -s pu+ probabilmente riferirsi pure a persone in posizione oggetto/ forse tiruvantes potrebbe anc$e significare -essi terranno :oppure, osserveranno; egliEella-. *na forma come tulis avrebbe di c$e tradursi o -egli giunge-, -ella giunge-, oppure -esso giunge- dipendendo dal contesto. L"esistenza di una tale desinenza non contraddice necessariamente i riferimeni c$e %ol&ien fece alle primitive -flessione -so- e -flessione -se- dei verbi nelle Etimologie/ normalmente, le -o ed -e finali corte dell"1lfico primitivo sono andate perdute in Quen a, cos. forme primitive come tuli%so -egli giunge- e tuli%se -ella giunge- possono ben fondersi in tulis -egli4lla5 giunge-. >ove si lascerebbero le desinenze pi lung$e, di genere specifico -ro e -r trovate nel materiale iniziale non c$iaro. %ol&ien pu+ averle intese discendere da desinenze varianti con vocali lung$e 4-s, e -sF5, le finali -, ed -F divenendo -o ed - in Quen a. 'orse le desinenze di genere specifico sarebbero usate dove la corta, generale desinenza di Ca persona -s -egli, ella, esso- non specifica abbastanza) 6a vi ogni ragione di credere c$e %ol&ien cambi+ idea ripetutamente circa i dettagli3 non possiamo neppure escludere la possibilit! c$e le lung$e desinenze -ro -egli- e -r -ella- furono dismesse in tutto e per tutto. ,n qualc$e modo, se la -s la desinenza per -egli4lla5-, dove ci+ lascia la non attestata desinenza -ry c$e qualc$e studente $a 4plausibilmente5 estrapolata dalla desinenza possessiva -rya -di lui, di lei-) La desinenza -ry pu+ tuttora essere valida. 'orse la desinenza per -egli4lla5- si alterna tra -s e -ry proprio come la desinenza per -io- pu+ apparire o come -n oppure -ny3 la desinenza per -tu- parimenti s"alterna tra -l 4come in &amil -tu giudic$i-, V%KS/CC5 e -ly. 46entre le desinenze -s e -ry possono sembrare meno similari c$e non -n vs. -ny, dovrebbe essere sottinteso c$e -ry verrebbe dal primevo -sye/ seguendo una vocale, la combinazione sy volge in :y e quindi ry. (fr. le Etimologie, voce -9-3 da tale radicale, %ol&ien deriv+ il vocabolo Quen a surya -consonante spirante-, la quale deve essere intesa giungere da susyE nel primitivo linguaggio.5 La pi lunga desinenza -ry

dovrebbe essere usata primariamente quando una seconda desinenza pronominale denotante l"oggetto da aggiungersi, e.g., tiriryet -egli4lla5 li osserva- - laddove -egli4lla5 osserva- di per s7 potrebbe essere o tiris oppure tiriry, ma pi comunemente il primo. 6a gli scrittori c$e vogliano evitare la desinenza non attestata -ry possono optare invece per le desinenze di genere specifico -ro e -r, a introdurre una vocale connettiva/ tirirot -egli li osserva-, tiriret -ella li osserva-. 2egli esercizi in basso, si eviteranno comunque tutte le desinenze e costruzioni speculative e ci si concentrer! sui soli fatti noti c$e si $anno a disposizione riguardanti la Ca persona singolare della tabella dei pronomi/ nel Quen a come %ol&ien era giunto a vedere tale linguaggio nel periodo post-Gd=, la desinenza -s pu+ essere usata per -egli, ella, esso-, laddove -rya ricopre -di lui- e -di lei-. 4Gi pu+ plausibilmente assumere c$e -rya ricopra pure -di esso-/ osservare c$e nella frase rin7a s+maryass -nel suo freddo petto- citata sopra, il riferimento effettivamente ad una nave, cos. -il suo petto- sembrerebbe essere una traduzione egualmente appropriata.5 Le lung$e desinenze -ro e -r non sono usate negli esercizi o nelle soluzioni, dacc$7 il loro status in Quen a in stile Gd= esilmente incerto 4non c$e io necessariamente scoraggi gli scrittori dall"utilizzarle5. Compendio della Lezione Quindici6 la desinenza pronominale possessiva Quen a per -di lui, di lei- -rya, c$e si comporta come le altre desinenze di tal fatta 4desinenze per numero oppure caso possono essere aggiunte dopo di essa5. Ge un sostantivo duale a ricevere una desinenza pronominale, la sua dualit! indicata dalla -t aggiunta a tale desinenza 4cfr. m ryat -di lei :paio di; mani- in &am'ri(5, apparentemente pure nel caso di sostantivi c$e altrimenti riceverebbero invece l"alternativo marcatore duale -u. - Bli infiniti estesi in -ta c$e possono ricevere desinenze pronominali denotanti l"oggetto 4e.g. caritas -to do it-5 possono anc$e ricevere desinenze possessive pronominali denotanti il soggetto, e.g. caritalya4s5 -il tuo fare 4quello5-. Gostantivi c$e terminano in una lunga vocale, e.g. m -mano-, accorcerebbero tale vocale prima di un gruppo di consonanti3 quindi l"allativo plurale attestato come mannar 4per l"impossibile forma AAm nnar5. (uriosamente, le vocali lung$e non sono accorciate prima di ry, ly, ny, ty, sebbene tali combinazioni contino come gruppi di consonanti a proposito dell"accento. - ,l caso locativo Quen a $a la desinenza -ss, plurale -ssen, e il duale -ts 4almeno nel caso di sostantivi con forme nominative duali in -t3 sostantivi con forme nominative duali in -u possono semplicemente aggiungere -ss5. Quando annessa ad un sostantivo c$e termina in una consonante, la desinenza locativa pu+ apparire come -d

seguendo -l ed -n, e forse come -s seguendo -s e -t. 4(omunque, una consonante finale pu+ anc$e essere dismessa prima c$e la desinenza -ss aggiunta, oppure una vocale connettiva pu+ essere introdotta prima della desinenza.5 %ali desinenze esprimono l"idea di -in-, -su-, -sopra-, e.g. ciryass -sopra una nave-, coassen -nelle case-. - Le proposizioni relative Quen a possono essere formate usando il pronome relativo ya -il quale, c$e-. Ea pu+ anc$e ricevere desinenze per caso e numero, cfr. il locativo plurale yassen -nel quale- oppure -in cui- c$e ricorre in &am'ri( 4plurale in quanto si riaggancia ad un vocabolo plurale5. L"articolo i -il- pu+ anc$e essere usato come un pronome relativo, cfr. i Eru i or ily ma&almar a tennoio, -l"*no c$e al di sopra di tutti i troni- nel .iuramento di Cirion, ma i apparentemente non pu+ ricevere desinenze per caso o numero. = fronte di un verbo, la i pu+ essere usata di per s7 ad esprimere -colui4loro5 c$e fa4nno5- qualunque cosa il verbo esprima, e.g., i carir /uettar -quelliEcoloro c$e formano parole-. - Le desinenze pronominali per -egli- ed -ella- sono alquanto incerte. ,l materiale primevo contiene verbi con le desinenze -ro -egli- ed apparentemente -r -ella-. ,n materiale post-Gd=, si $a una attestazione di -s come una desinenza c$e ricopre sia -egli- c$e -ella-, e dacc$7 la medesima desinenza attestata col significato -esso- altrove 4come oggetto5, si pu+ assumere c$e -s sia una desinenza generale c$e ricopre l"intera Ca persona singolare, come soggetto oppure oggetto. *n"ipotesi fondata c$e tale -s si alternasse con una pi lunga forma -ry 4plausibilmente estrapolata dalla desinenza possessiva -rya -di luiEdi lei-5, ma soltanto la desinenza attestata -s usata negli esercizi in basso. "OCA4OLA3IO tatya -secondo- 4L"originale nome del Gecondo (lan degli 1lfi era !atyar, letteralmente -Gecondi, i
Gecondi-, sebbene il ramo 1ldarin di quel clan sarebbe pi tardi stato c$iamato invece Noldor :IJ/CH0CH1;. *na forma variante di tatya atya :attestata, composta, in V%K1/10;, la quale connette pi c$iaramente all"elementare numero atta -due-. (ome sar! spiegato nella Lezione 1D, -secondo- fu pi tardi espresso come atta, ma gli studiosi dovrebbero conoscere pure l"arcaica forma tatya, e si utilizzer! tale forma qui.5

mar- -dimorare, abitare-3 -vivere- da qualc$e parte nel senso di dimorarvi


4cfr. la >ic$iarazione di 1lendil/ sinom maruvan L -in questo luogo io abiter+- :-sar! questa la mia dimora- nella meno letterale traduzione pubblicata nella versione italiana, 2.d.%.;5

ya pronome relativo -quello, il quale-, sovente con desinenze di caso3 come relativo pronome alternandosi con i 4L -c$e-, riferito a persone ed usato quando nessuna desinenza per caso oppure numero da aggiungersi)5 aur -giorno- 4l"effettivo periodo di luce diurna, non un pieno ciclo di SK ore5 veru -coppia 4maritata5, marito e moglie, coppia di sposi- 4una antica forma duale
c$e apparentemente difetta di alcun singolare3 vi sono soltanto i vocaboli di genere specifico verno -marito- e vess -moglie- dall medesimo radicale5

m -mano51 -labbro-, nominativo duale 5eu 4cos. in conformit! con V%CP/P, riproducendo una fonte
post-Gd=. ,nizialmente, alla voce #E. delle Etimologi, il vocabolo 51 era stato glossato invece -bocca- - il c$e sarebbe puro plagio del vocabolo Ebraico per -bocca-@ 6a %ol&ien apparentemente lo ripens+/ in Gd= =ppendice 1, il vocabolo Quen a per -bocca- dato invece come anto, il qual vocabolo si introdotto nella Lezione *ndici.5

mall -via, strada- 4nominativo pl. maller, LO/KD, Q?3 G>/C10 - come si teorizzava nella Lezione
>ue, sostantivi in -l possono regolarmente avere forme plurali in -ler piuttosto c$e -li.5

&r%v -invernoa5a preposizione -dopo- 4solamente attestato in composti3 cfr. A5an'nar -i >oponati- come un
nome 1lfico degli *omini, gli stessi 1lfi essendo i 8riminati - vedere il -ilmarillion, presso l"inizio del capitolo 1S. Qui si assumer! c$e a5a possa anc$e funzionare come una preposizione indipendente.5

*yarmen -il Gud&yarya aggettivo -sinistro20%=/ come suggerito dalla loro conformazione, i vocaboli per -sud- e -sinistra- sono strettamente correlati. (ome spiegato da %ol&ien in Gd= =ppendice 1, le quattro direzioni N+men, *yarmen, 3'men, <ormen L 0vest, Gud, 1st, 2ord erano normalmente elencate in quell"ordine, -cominciando con e fronteggiando l"ovest- - apparentmente in quanto quella era la direzione del Oeame Fenedetto. 8u+ non essere una coincidenza il fatto c$e le direzioni siano elencate in senso antiorario cos. c$e il 2ord sia nominato da ultimo, poic$7 nella 8rima 1ra quando tale convenzione fu presumibilmente stabilita, il 2ord era la direzione della roccaforte di 6orgot$ 4=ngband o %$angorodrim5. ,l nostro immaginario oratore fronteggiando l"0vest avrebbe il Gud alla sua sinistra, e %ol&ien spieg+ c$e *yarmen significa basilarmente -regione a sinistra-. (ome %ol&ien pure not+, tale sistema -l"opposto della disposizione in molti linguaggi *manici-, i quali tendono piuttosto ad usare l"1st 4la direzione del sole c$e sorge5 come il punto di partenza -fronteggiato- dall"oratore. quindi i vocaboli per -sud- e -destra- possono essere associati oppure identici cfr. per esempio l"1braico yamWn.

ESE3CIZI 1. %radurre in ,taliano 4la desinenza pronominale -s pu+ avere vari equivalenti5/ A. !uluvas i tatya auress. !8 I &r%vess rimb ai,i autar marien *yarmessD a5a i &r%v autant *yarmello ar tulir n'relvanna. :Qui, *yarmess potrebbe annc$e essere *yarmend.; C8 *iritarya malta i orontissen n alass lieryan- an &iritaryas carn lierya alya. D8 !atya &r%vess ya marnes i coass &irnes &arma nu i talan. E8 $uetis lambelva- an maris n'relvass. /8 E/uesA >Cennen macil i o&taro &yarya mass.> .8 I n1r i &irn i &arma nurtuva i en7,i yar i&%ries samberyats. +8 I amboss cenis i veru yat it%ries coaryallo- ar yant nes annarya. S. %radurre in Quen a/

78 1lla vide una coppia nella strada. 28 %rovai la donna c$e vive nella casa tra i :due, 2.d.%.; fiumi, e guardai le sue labbra :duale@ e le sue mani :duale@3 nella sua mano sinistra vidi un libro. A8 Vidi la sua coppa nelle sue mani :duale@, la coppa dalla quale egli versava vino nella sua bocca. L. (oloro c$e dimorano nelle torri alle quali l"uomo sta andando sono guerrieri. 18 ,l suo bere il vino no fu una buona idea, poic$7 quello c$e egli fece dopo la sua bevuta non fu saggio. &. >opo c$e noi :escl8@ andammo via :pa. di auta-; dalla nostra :escl8@ terra nel Gud, abbiamo visto molti 2ani sulle strade. O8 Le torri sui colli sono grandi3 colui c$e possiede :&arya L possiede; la pi grande torre, dalla quale si :/uen L uno; pu+ vedere la terra degli 1lfi :Eldan'r;, l"uomo pi ricco in citt!. #. *n popolo il cui re saggio dimorer! in pace in una bella terra c$e ameranno profondamente. 9lteriori Lezioni possono essere scaricate da *uesto 93L6 $ttp/EEardalambion.immaginario.netEGaggiEless-d.rtf