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Modello B-copia

Deliberazione N. 52
del 30/01/2014
DELIBERAZIONE
del DIRETTORE GENERALE
Il Direttore Generale di queta !zienda ".#.$.$. n. 10% Dott. &arlo
Bra'ezza% no'inato con D.(.G.).*. n. 230 del 2+.12.2012%
coadiu,ato dai Direttori !''initrati,o% $anitario% dei $er,izi $ociali
e della -unzione .erritoriale% /a adottato in data odierna la preente
deliberazione cotituita da n.001400 2o3li uniti al preente
2rontepizio.
OGGETTO
Adozione proposta nuovo atto aziendale in attuazione delle disposizioni di
cui alla d.g.r. 22! del !".!2.2"!#
#etta% appro,ata e ottocritta%
I# DI)4..5)4 G4N4)!#4
6dott. &arlo B)!M477!8
2.to dott. &arlo B)!M477!
000000000000000000000000000000000
(er l9acquiizione del parere epreo% co'e indicato nel
prea'bolo della preente deliberazione:
I# DI)4..5)4 !MMINI$.)!.I*5 -..5 D5...$$! MI&;4#! &5N.4
6dott.a Mic/ela &5N.48
I# DI)4..5)4 $!NI.!)I5 -..5 D5...$$! $IM5N! !")4#I! B4##5M4..I
6dott.a $i'ona !urelia B4##5M4..I8

I# DI)4..5)4 D4I $4)*I7I $5&I!#I -..5 D5...$$! M!)I! &!)#! MID4N!
4 D4##! -"N7I5N4 .4))I.5)I!#4
6dott.a Maria &arla MID4N!8
A$$EGNAZIONE
RELAZIONE DI %&BBLI'AZIONE
Il pro,,edi'ento ,err< pubblicato
all9albo on line di queta ".#.$.$. dal
3iorno:
0=.02.2014
per 15 3iorni conecuti,i
I# DI)4..5)4 D4##>"5&
!--!)I G4N4)!#I 4 #4G!#I
Dott. Andrea Del Negro
REGI$TRAZIONE 'ONTABILE

?
Non pre,ita per il preente
pro,,edi'ento.
#>".5.&. 4cono'ico -inanziario atteta
la corretta i'putazione contabile:
I# DI)4..5)4 D4##>"5&
Dott.ssa $ilena Tadiotto
deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 1 di 85
Adozione proposta nuovo atto aziendale in attuazione delle disposizioni di cui alla d.g.r. 22! del
!".!2.2"!#
I# DI)4..5)4 G4N4)!#4
(re'eo c/e:
l9articolo 3% co''a 1-bi% del decreto le3ilati,o 30 dice'bre 1++2% n. 502% introdotto dal decreto
le3ilati,o 1+ 3iu3no 1+++% n. 22+% tabilice c/e le aziende anitarie diciplinino la propria or3anizzazione
ed il loro 2unziona'ento con atto aziendale di diritto pri,ato% nel ripetto dei principi e criteri pre,iti da
dipoizioni re3ionali@
con deliberazione n. 3415 del 2+ no,e'bre 2002 la Giunta re3ionale% in attuazione delle predette
dipoizioni le3ilati,e% /a e'anato le linee 3uida per la predipoizione dell9atto aziendale e per
l9or3anizzazione del diparti'ento di pre,enzione delle aziende "#$$@
queta azienda /a cone3uente'ente adottato% ulla bae delle dipoizioni re3ionali e pre,ie ,eri2ic/e di
con2or'it< epletate dai co'petenti u22ici della e3reteria re3ionale co'petente% pri'a con deliberazione n.
=11 del 23.12.2003 e% uccei,a'ente% con deliberazione n. +A del 22.04.2010 il proprio atto aziendale@
con deliberazione n. +A5 del 11 3iu3no 2013 la Giunta re3ionale /a appro,ato% alla luce della
'odi2icazione della cornice le3ilati,a di ri2eri'ento% le linee 3uida per la predipoizione del nuo,o atto
aziendale e per l9or3anizzazione del diparti'ento di pre,enzione da parte delle aziende anitarie unita'ente
alle linee 3uida particolare33iate per l9or3anizzazione del Ditretto ocio anitario% e'pre in attuazione
delle linee di pro3ra''azione contenute nel ($$) 2012-201=@
con deliberazione n. 5=0 del 22.01.2013% in attuazione delle dipoizioni tracciate dalla citata d.3.r.%
l>azienda /a appro,ato la propota di nuo,o atto aziendale% di e3uito tra'eo in e3reteria re3ionale ai
2ini del proceo di ,alutazione di con2or'it< alla pro3ra''azione re3ionale.
.utta,ia% la Buinta &o''iione &oniliare re3ionale% con nota del uo (reidente prot. n. 2111+ del
2A no,e'bre 2013% a e3uito dell9ea'e della d.3.r. +A5/2013% 2or'ula,a un parere in ordine all9anzidetto
pro,,edi'ento% proponendo alcune 'odi2ic/e.
(ertanto% con deliberazione n. 22A1 del 10.12.2013% la Giunta re3ionale /a re,ocato la d.3.r. +A5/2013
diponendo% contetual'ente% la ripropoizione dei docu'enti ad ea alle3ati con alcune 'odi2ic/e c/e
recepicono parte delle indicazioni della Buinta &o''iione &oniliare.
Nel 'edei'o atto la Giunta /a ripropoto la procedura per l9adozione 3i< declinata nella d.3.r
+A5/2013% o,,ero% nello peci2ico:
il nuo,o atto aziendale o la 'odi2ica all>atto aziendale ,i3ente C adottato con pro,,edi'ento del direttore
3enerale dell>azienda% acquiito il parere del &oni3lio dei anitari del &olle3io di direzione e pre,ia
conultazione con le 55.$$.@
il pro,,edi'ento C in,iato entro il 31 3ennaio 2014 alla e3reteria re3ionale per la anit<% la quale% nei
uccei,i =0 3iorni% ne ,eri2ica la con2or'it< ai principi ed ai contenuti delle linee 3uida appro,ate con il
preente atto@
(a3ina 2 di = Modello B-copia DDG 52 del 30/01/2014
!dozione propota nuo,o atto aziendale in attuazione delle dipoizioni di cui alla d.3.r. 22A1 del 10.12.2013
deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 2 di 85
l>appro,azione del nuo,o atto aziendale o la 'odi2ica dello teo C dipota dal decreto del Direttore
)e3ionale della $anit< e del $ociale. 4,entuali ric/iete di c/iari'enti interro'pono il uddetto ter'ine di
=0 3iorni.
"no de3li apetti di no,it< C dettato dal 2atto c/e le Dnuo,eE linee 3uida per la predipoizione dell>atto
aziendale 2iano per o3ni azienda non olo il nu'ero delle trutture co'plee non opedaliere 6al.!1 della
d.3.r.8% 'a ric/iedono anc/e la de2inizione della dotazione trutturale opedaliera econdo le pre,iioni delle
c/ede nel 2ratte'po appro,ate con la d.3.r. 2122 del 1+.11.2013 6i ,eda in propoito anc/e la nota prot.
553051 del 1A.12.2013 della e3reteria re3ionale per la anit<8.
#9arc/itettura dell9atto aziendale pre,ede:
una parte 3enerale@
una ul rapporto con i o33etti ociali ed i cittadini@
una ulle aree di ri2eri'ento 5pedale% Ditretto e Diparti'ento di (re,enzione@
una ul nuo,o 'odello di aitenza territoriale% peci2icando detta3liata'ente i li,elli eenziali da
ero3are.
#a predipoizione del un nuo,o atto ricalca in 3ran parte quella 3i< decritta nella delibera del direttore
3enerale n. 5=0/2013% incentrata ull>aderenza ai criteri pre,iti per la deter'inazione del 'odello
or3anizzati,o e 3etionale pre,ito dalla pro3ra''azione re3ionale% con particolare attenzione% per quanto
attiene all>a'bito non opedaliero% a:
a8 rior3anizzazione dei er,izi territoriali con peci2ica attenzione all>inte3razione opedale territorio:
&entrale 5perati,a .erritoriale% la ri2or'a della 'edicina con,enzionata% il ruolo di trutture
eFtraopedaliere@
b8 al,a3uardia e ,iluppo delle eccellenze aziendali@
c8 ,alorizzazione della peci2icit< aziendale: la 'edicina turitica@
d8 pro3etti peciali e relazioni internazionali: il pro3etto 'attone e altri pro3etti europei.
#e ar3o'entazioni peculiari ai in3oli apetti ono riportate nella citata delibera e i intendono in
queta ede inte3ral'ente ripropote.
Di contro% l>or3anizzazione opedaliera prende le 'oe dai ,incoli trutturali ed or3anizzati,i i'poti
dalla citata d.3.r. 2122/2013 c/e% co'e noto% i incentra ulla quali2icazione dell>o22erta ulla bae di un
preidio opedaliero di rete te'poranea'ente u due edi 6$an Don< di (ia,e e (orto3ruaro8 in attea di una
nuo,a ede unica opedaliera e u un opedale nodo di rete 'onopecialitico riabilitati,o% a Geolo.
(ertanto% la declinazione dell>or3anizzazione diparti'entale opedaliera deri,a da tali criteri trutturali
e ri2lette anc/e la di,eri2icazione ulla natura pecialitica 6area 'edica per il p.o. di $an Don< di (ia,e e area
c/irur3ica per il p.o. di (orto3ruaro8 c/e% nelle 'ore del nuo,o opedale unico% C tata attribuita con le c/ede
di dotazione opedaliera ai due preidi.
#e linee dettate dalla d.3.r. 22A1/2013 con2er'ano il proceo di razionalizzazione delle trutture
dell9area non opedaliera nell9ottica di una 3etione unitaria e dell9inte3razione delle atti,it<% e,itando la
2ra''entazione delle 2unzioni e tendendo conto dei li,elli di atti,it< le3ati alle ipotei di contrazione e
,iluppo delle 2unzioni 'edei'e.
&o'e 3i< tabilito dalla precedente d.3.r. +A5/2013% nelle linee 3uida per l9or3anizzazione
territoriale% il para'etro di ri2eri'ento aunto dalla re3ione per l9attribuzione di alcune trutture co'plee
riulta eere quello della popolazione di 250.000 abitanti@ ripetto a detto para'etro i C 3i< a,uto 'odo di
rile,are c/e% oltre alla popolazione a22erente al territorio dell9"#$$ 10% c/e a''onta a circa 220.000
abitanti% non i poa non coniderare c/e le preenze eti,e 3iornaliere% c/e a''ontano a circa 1=.000.000%
deter'inano una incre'ento 'edio della popolazione di circa 40.000 unit<% portando il dato co'plei,o ad
una popolazione er,ita e22etti,a di circa 2=0.000 unit<.
(a3ina 3 di = Modello B-copia DDG 52 del 30/01/2014
!dozione propota nuo,o atto aziendale in attuazione delle dipoizioni di cui alla d.3.r. 22A1 del 10.12.2013
deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 3 di 85
(eraltro% con nota prot. ==11 del 0+.01.2014% la e3reteria re3ionale per la anit<% tra l>altro% /a ribadito
c/e non aranno autorizzate trutture co'plee eccedenti il nu'ero pre,ito da3li atti re3ionali e c/e le
azienda do,ranno attetare nella deliberazione 6o% in alternati,a% nella nota di tra'iione della tea in
re3ione8 il ripetto del para'etro nu'erico pre,ito dalle linee 3uida tra trutture e'plici% co'pree quelle a
,alenza diparti'entale% e le trutture co'plee% para'etro c/e C tato identi2icato nel ,alore u3uale o in2eriore
a 1%31.
#9ade3ua'ento dell9or3anizzazione dell9azienda ulla bae dei criteri citati% i otanzia nello c/e'a
or3anizzati,o c/e ,iene alle3ato all9atto aziendale 6all. !18.
! co'pleta'ento del proceo di ridie3no dell9aetto% la d.3.r. 22A1/2013 /a con2er'ato% co'e 3i<
pre,ito nella precedente% c/e le aziende debbano:
per o3ni truttura preente nell9area non opedaliera e non eprea'ente pre,ita dall9alle3ato !l della
d.3.r. pre,edere una c/eda di detta3lio delle 2unzioni attribuite@
nel cao in cui i rendee neceario a li,ello aziendale ridurre il nu'ero delle trutture co'plee e/o
e'plici e ciH non potee eere e22ettuato i''ediata'ente l9atto aziendale do,r< contenere un appoito
cronopro3ra''a% con le decorrenze delle oppreioni delle trutture 6entro il 31.12.20158. !petto
queto% corredato anc/e da tru'enti in2or'atici predipoti dalla e3reteria re3ionale e 'e3lio
preciato anc/e nella re3ionale prot. ==11 3i< citata.
! tal 2ine% ono tate predipote le c/ede di detta3lio delle trutture non conte'plate dalla d.3.r.
22A1 6all. B8 nonc/I il cronopro3ra''a con le decorrenze delle oppreioni delle trutture co'plee non
piJ preenti 6all. &8% i quali% uniti al preente pro,,edi'ento% ne cotituicono parte inte3rante e contetuale.
In particolare% per quanto attiene le 4 trutture co'plee non conte'plate dalla d.3.r. 22A1/2013%
l>attenzione della direzione trate3ica% nel ripetto dei criteri 3i< riportati in precedenza 6c2r. lett. da a8 a c8 a
pa3. 38 i C 2ocalizzata principal'ente ulle ei3enze or3anizzati,e del territorio% proponendo il
riconoci'ento delle e3uenti unit<:
Neuro - picopatolo3ia dello ,iluppo@
In2anzia% adolecenza e 2a'i3lia e diabilit<@
$er.d.@
!cquito (retazioni $anitarie e Go,erno #ite d>attea.
Inoltre C tata con2er'ata anc/e la preenza della truttura co'plea er,izi alla perona in quanto
truttura inte3ral'ente a carico della pea ociale% 'entre C tata propota l>itituzione di una unit<
operati,a co'plea er,izio 2ar'aceutico aziendale 62acendo ri2eri'ento alla pre,iione nelle c/ede di
dotazione di cui alla d.3.r. 2122/2013 della truttura co'plea di 2ar'acia8 nell>a'bito del quale con2luir<
anc/e l>atti,it< di 2ar'acia territoriale@ a tal 2ine la truttura% pota in ta22 alla direzione anitaria% C
connotata dall>opportuno colle3a'ento 2unzionale anc/e con la direzione dei er,izi ociali e della
2unzione territoriale.
&on uccei,o pro,,edi'ento% ad a,,enuta appro,azione da parte della re3ione dell>atto aziendale%
i pro,,eder< ad e22ettuare una ulteriore rico3nizione di tutte le unit< operati,e c/e con la nuo,a
or3anizzazione aranno oppree e ,erranno% quindi% pro3rei,a'ente a ceare.
Dato atto c/e:
in data 21.01.2014 la propota C tata epota alle oo.. del co'parto e delle diri3enze% 'edica e
.p.t.a.@
in data 2+.01.2014 la propota C tata illutrata ai co'ponenti del colle3io di direzione e del coni3lio
dei anitari@
#9atti,it< di conultazione e condi,iione /a dato ,ita ad una erie di contributi% per lo piJ cotrutti,i e
i3ni2icati,i% di cui i C tenuto conto in ede di teura de2inita dell9atto% 2er'i retando i li'iti e i ,incoli%
oprattutto di carattere nu'erico% pre,iti dalla citata d.3.r. 22A1/2013.
(a3ina 4 di = Modello B-copia DDG 52 del 30/01/2014
!dozione propota nuo,o atto aziendale in attuazione delle dipoizioni di cui alla d.3.r. 22A1 del 10.12.2013
deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 4 di 85
)itenuto% quindi% di procedere all9adozione del nuo,o atto aziendale unita'ente allo c/e'a
or3anizzati,o ed a3li altri alle3ati in precedenza citati@
!ttetata l9a,,enuta re3olare itruttoria della pratica anc/e in ordine alla co'patibilit< con la
nor'ati,a ,i3ente e con o3ni altra dipoizione re3olante la 'ateria@
!ttetate la re3olarit< e la le3itti'it< del pro,,edi'ento@
*ito l9art. 3 del decreto le3ilati,o 30 dice'bre 1++2% n. 502% e uccei,e 'odi2ic/e ed inte3razioni@
*ite le le33i re3ionali 14 ette'bre 1++4% n. 55 e n. 5=% e uccei,e 'odi2ic/e ed inte3razioni@ *ita le
le33e re3ionale 2+ 3iu3no 2012% n. 23 e uccei,e 'odi2ic/e ed inte3razioni@
*ita la deliberazione di Giunta re3ionale n. 2122 del 1+ no,e'bre 2013@
*ita la deliberazione di Giunta re3ionale n. 22A1 del 10 dice'bre 2013@
*ita la nota prot. 553051 del 1A.12.2013 della e3reteria re3ionale per la anit<@
*ita la nota prot. ==11 del 0+.01.2014 della e3reteria re3ionale per la anit<@
*ito l9atto aziendale adottato con delibera del direttore 3enerale n. +A del 22 aprile 2010% e uccei,i atti
eecuti,i@
*ite le dipoizioni concernenti i co'piti della direzione 3enerale e i co'piti della direzione operati,a
nell9azienda% appro,ate con deliberazione del direttore 3enerale n. 1+15 del 15 dice'bre 1++1% e uccei,e
'odi2ic/e ed inte3razioni% ulti'a delle quali la deliberazione n. 55 del = 'arzo 2013@
$entito% per quanto di co'petenza% il parere 2a,ore,ole del direttore a''initrati,o% del direttore
anitario e del direttore dei er,izi ociali e della 2unzione territoriale@
D4#IB4)!
1. di adottare la propota di nuo,o atto aziendale 6all. !8% corredato del nuo,o c/e'a or3anizzati,o 6all. !l8%
nel teto c/e% qui alle3ato% cotituice parte inte3rante e contetuale della preente deliberazione@
2. di dare atto c/e% econdo le indicazioni re3ionali% ,en3ono appro,ati% unita'ente all9atto aziendale% le
c/ede di detta3lio delle trutture non conte'plate dall9alle3ato !l della d.3.r. 22A1/2013 6all. B8% nonc/I
il cronopro3ra''a con le decorrenze delle oppreioni delle trutture non piJ preenti 6all.&8% i quali%
uniti al preente pro,,edi'ento% ne cotituicono parte inte3rante e contetuale@
3. di dare atto c/e% in ,irtJ della re,oca della d.3.r. +A5/2013% i docu'enti adottati con il preente
pro,,edi'ento otituicono inte3ral'ente quelli adottati con la deliberazione del direttore 3enerale n. 5=0 del
22.01.2013@
4. di tra'ettere copia della preente deliberazione all>!rea anit< e ociale re3ionale% ai 2ini del proceo di
,alutazione di con2or'it< dell9atto aziendale alla pro3ra''azione re3ionale.
(a3ina 5 di = Modello B-copia DDG 52 del 30/01/2014
!dozione propota nuo,o atto aziendale in attuazione delle dipoizioni di cui alla d.3.r. 22A1 del 10.12.2013
deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 5 di 85
!dozione propota nuo,o atto aziendale in attuazione delle dipoizioni di cui alla d.3.r. 22A1 del 10.12.2013
Elenco delle assegnazioni
(er 3li ade'pi'enti di co'petenza:
Affari Generali e Legali aaggll@ulss10.veneto.it
Direzione Generale direttore.generale@ulss10.veneto.it
Direzione Amministrativa direzione.amministrativa@ulss10.veneto.it
Direzione Sanitaria direttore.sanitario@ulss10.veneto.it
Direzione dei Servizi Sociali e della Funzione Territoriale
direzione.servizisociali@ulss10.veneto.it
Controllo di Gestione controllo.gestione@ulss10.veneto.it
Information Tecnolog! servizio.informativo@ulss10.veneto.it
"isorse #mane servizio.$ersonale@ulss10.veneto.it
%conomico Finanziario servizio.ecofin@ulss10.veneto.it
"isorse &ateriali e 'atrimoniali ufficio.a$$rovvigionamenti@ulss10.veneto.it
Tecnico tecnico@ulss10.veneto.it
'restazioni sanitarie e li(era $rofessione direzione.cu$@ulss10.veneto.it
)ualita e Accreditamento *ualita.accreditamento@ulss10.veneto.it
"elazioni con il 'u((lico ed Informazione ur$@ulss10.veneto.it
'rofessioni Sanitarie sinf.dir@ulss10.veneto.it
Direzione della Funzione +s$edaliera dirmed.sandona@ulss10.veneto.it
Direzione Amministrativa os$edale diramm.sandona@ulss10.veneto.it
Farmacia os$edaliera farmacia.sandona@ulss10.veneto.it
Direzione della Funzione Distrettuale
Segreteria.FunzioneDistrettuale@ulss10.veneto.it
Direzione della Funzione Amministrativa
Segreteria.FunzioneDistrettuale@ulss10.veneto.it
&edicina Territoriale medicina.territoriale@ulss10.veneto.it
Farmacia Territoriale segreteria.farmaceutico@ulss10.veneto.it
&edicina Turistica e Assistenza Internazionale
assistenza.internazionale@ulss10.veneto.it
&edicina Turistica medicina.s$ecialistica@ulss10.veneto.it
&o(ilita Sanitaria mo(san@ulss10.veneto.it
Distretto Socio Sanitario n 1 ,asso 'iave
segreteria.distretto1@ulss10.veneto.it
Distretto Socio Sanitario n - 'ortogruarese
direzione.distretto.@ulss10.veneto.it
Di$artimento di 'revenzione di$$rev.sandona@ulss10.veneto.it
'revenzione e 'rotezione stefania.(ardellotto@ulss10.veneto.it
#fficioStam$a 10insalute@ulss10.veneto.it
deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 6 di 85
Allegato A ALLA DELIBERAZIONE N. 52 DEL 30.01.2014




Azienda ULSS n. 10
Veneto Orientale



Atto Aziendale
(DGR 2271 del 10 dicembre 2013)












Gennaio 2014
deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 7 di 85

2

Atto aziendale ULSS N. 10 Veneto Orientale gennaio 2014

Con il presente atto aziendale, questa direzione generale individua - attraverso la conoscenza delle
problematiche sanitarie del territorio, le condizioni socio economiche e lanalisi epidemiologica - le
soluzioni pi appropriate per la salute della popolazione di riferimento.

Gli obiettivi da perseguire sono strettamente collegati alla razionalizzazione della rete ospedaliera,
con lospedale unico, e alla riorganizzazione dellassistenza territoriale, per garantire maggior
efficienza, efficacia ed economicit al Sistema sanitario aziendale.

Ci comporta una nuova dimensione dei Servizi e delle Attivit, in attuazione della
programmazione regionale che individua compiti e responsabilit in una dimensione integrata dei
livelli di assistenza da erogare.

Questo passaggio, dimportanza epocale, comporta la definizione di un Patto per la salute tra tutti
i soggetti che fanno parte, direttamente o indirettamente, del sistema sanitario.

Con questo atto, si avvia il processo di ammodernamento dellorganizzazione dellAzienda
Sanitaria n. 10 di San Don di Piave, salvaguardando, innanzitutto, i principi fondamentali del
Modello Veneto di assistenza socio sanitaria.

Il Direttore Generale
Dr. Carlo Bramezza
deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 8 di 85

3

Atto aziendale ULSS N. 10 Veneto Orientale gennaio 2014
PREMESSA

La programmazione regionale, definita dal Piano Socio-Sanitario Regionale 2012-2016 approvato
con LR n.23/2012, finalizzata alla ridefinizione dei modelli assistenziali, nellintento di adeguare
il Sistema ai cambiamenti socio-epidemiologici e, al contempo, introdurre elementi innovativi sulla
scorta delle migliori pratiche realizzate localmente, perseguendo obiettivi di efficienza, efficacia ed
economicit.

Lanalisi di contesto evidenzia, infatti, il mutare dei bisogni e lemergere di nuove sfide assistenziali
indotte, ad esempio, dalla crescita dellaspettativa di vita con progressivo invecchiamento della
popolazione e con laumento delle patologie cronico-degenerative collegate spesso alla disabilit.

Inoltre alcuni recenti interventi normativi (es. Patto per la Salute 2010-2012, revisione della spesa
pubblica attraverso laspending review) vanno a ridefinire la cornice istituzionale entro cui deve
trovare attuazione la programmazione socio-sanitaria regionale.

Con queste premesse il nuovo quadro programmatorio regionale individua le seguenti scelte
strategiche e prioritarie:
confermare e consolidare lintegrazione socio-sanitaria, che costituisce lelemento distintivo del
SSSR veneto e che si fonda sul ruolo svolto dai Comuni e dal Distretto socio-sanitario;
potenziare lassistenza territoriale, consolidando il ruolo del Distretto socio-sanitario,
ridisegnando la rete territoriale sulla scorta di una filiera dellassistenza in grado di garantire un
sistema di cure graduali;
completare il processo di razionalizzazione della rete ospedaliera, delineando reti cliniche
funzionali ed estendendo modelli ospedalieri in cui la degenza sia definita in base alla similarit
dei bisogni (complessit clinica e intensit di cura richiesta);
assumere iniziative per favorire un impiego appropriato delle risorse professionali, ridefinendo
modelli operativi, standard e parametri con cui misurare lorganizzazione del lavoro ed il
conseguente fabbisogno di personale.

Questi elementi vengono pertanto a costituire degli indirizzi rispetto cui le Aziende ULSS e le
Aziende Ospedaliere devono rivedere i propri modelli organizzativi, aggiornandone
opportunamente il proprio Atto aziendale. Le stesse Aziende devono proporre modalit
organizzative e gestionali innovative che siano ritenute migliorative ai fini dellattuazione degli
indirizzi programmatici della Regione.

L'Atto Aziendale riguarda, infatti, le norme di organizzazione e di funzionamento delle Aziende
Sanitarie, in particolare: costituisce e definisce il modello organizzativo e le relative linee
strategiche generali; il modello funzionale, cio gli aspetti dinamici della gestione aziendale.

L'Atto Aziendale disciplina inoltre i livelli di competenza e di responsabilit, le funzioni di
produzione e di supporto, le funzioni di indirizzo strategico e di gestione operativa.

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Atto aziendale ULSS N. 10 Veneto Orientale gennaio 2014
Il presente documento composto di capitoli e articoli, che qui si riportano per costituire lindice
delle materie.

CAPO I
La finalit dellatto aziendale e gli elementi identificativi e caratterizzanti lazienda
Art. 1
La finalit dellatto aziendale
Art. 2
La natura giuridica e la sede legale
Art. 3
Il patrimonio
Art. 4
La missione, valori e visione
Art. 5
La filosofia dellassistenza
Art. 6
I principi di assistenza
Art. 7
Gli obiettivi dellazienda

CAPO II
La collaborazione con la comunit locale e il rapporto con il cittadino
Art. 8
La comunit locale e la Conferenza dei Sindaci
Art. 9
I soggetti sociali

CAPO III
Gli organi dellazienda
Art. 10
Gli organi
Art. 11
Il direttore generale
Art. 12
Il collegio sindacale

CAPO IV
La direzione aziendale
Art. 13
Il direttore sanitario
Art. 14
Il direttore amministrativo
Art. 15
Il direttore dei servizi sociali e della funzione territoriale
Art. 16
Il collegio di direzione
Art. 17
Il consiglio dei sanitari

CAPO V
La direzione strategica ed i fondamentali processi gestionali
deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 10 di 85

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Atto aziendale ULSS N. 10 Veneto Orientale gennaio 2014
Art. 18
La direzione strategica e la direzione operativa
Art. 19
Il sistema delle deleghe
Art. 20
I processi di pianificazione di medio - lungo periodo e di programmazione operativa, di
controllo, garanzia e miglioramento continuo della qualit
Art. 21
La programmazione
Art. 22
Il controllo dellappropriatezza e della congruit delle prestazioni
Art. 23
La metodica di budget
Art. 24
Il controllo di gestione
Art. 25
La contabilit ed i bilanci
Art. 26
La valutazione della dirigenza
Art. 27
La valutazione ed il controllo strategico
Art. 28
Organizzazione dellarea amministrativa
Art. 29
La risorsa umana

CAPO VI
Il livello operativo
Art. 30
Lorganizzazione del livello operativo
Art. 31
Le strutture operative
Art. 32
I dipartimenti
Art. 33
Le unit operative
Art. 34
Gli incarichi di direzione di struttura operativa e di dipartimento

CAPO VII
Le strutture operative ed il loro funzionamento
Art. 35
Lospedale
Art. 36
Il dipartimento di prevenzione
Art. 37
Il distretto socio sanitario
Art. 38
Lintegrazione ospedale-territorio
Art. 39
I servizi professionali, tecnici ed amministrativi
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Atto aziendale ULSS N. 10 Veneto Orientale gennaio 2014
Art. 40
La Disciplina dei contratti di lavori e fornitura di beni e servizi
Art. 41
La direzione per le professioni sanitarie
Art. 42
Modalit attuative: Coordinamento operativo
Art. 43
Disposizione transitoria
Art. 44
Articolazione organizzativa distrettuale









































deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 12 di 85

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Atto aziendale ULSS N. 10 Veneto Orientale gennaio 2014






CAPO I
La finalit dellatto aziendale e gli elementi identificativi e caratterizzanti lazienda

Art. 1
La finalit dellatto aziendale
L'atto aziendale lo strumento strategico per la definizione dellassetto organizzativo dellAzienda
Sanitaria e descrive il modello che lAzienda intende realizzare nel rispetto dei criteri di efficienza,
efficacia e miglioramento continuo dellassistenza. In particolare l'atto aziendale lo strumento per
la completa definizione dellorganizzazione aziendale, secondo unottica di autonomia del
Direttore Generale, finalizzata al raggiungimento degli obiettivi fissati dalla Regione.

Latto aziendale definisce, quale strumento di autogoverno dellazienda, i principi ed i criteri
generali dellorganizzazione e del funzionamento dellunit locale socio sanitaria.

Il direttore generale, con separati atti, provvede a dare attuazione ai suddetti principi e criteri
generali, assicurando allorganizzazione aziendale la flessibilit necessaria a soddisfare i bisogni di
salute espressi dalla comunit, nel rispetto della programmazione regionale e delle risorse a
disposizione.

Per quanto non contemplato nellatto aziendale, deve farsi riferimento alle vigenti disposizioni
legislative ed amministrative nazionali e regionali.

Art. 2
La natura giuridica e la sede legale
La denominazione dellente viene confermata in azienda unit locale socio sanitaria n. 10 Veneto
Orientale.

Lazienda unit locale socio sanitaria n. 10 Veneto Orientale della Regione del Veneto una
azienda dotata di personalit giuridica pubblica ed autonomia imprenditoriale, con sede legale in
San Don di Piave (VE), piazza De Gasperi, n. 5.

Lambito territoriale di riferimento comprende i comuni di Annone Veneto, Caorle, Ceggia, Cinto
Caomaggiore, Concordia Sagittaria, Eraclea, Fossalta di Piave, Fossalta di Portogruaro, Gruaro,
Jesolo, Meolo, Musile di Piave, Noventa di Piave, Portogruaro, Pramaggiore, San Michele al
Tagliamento, San Don di Piave, Santo Stino di Livenza, Teglio Veneto, Torre di Mosto.

Il logo dellazienda unit locale socio sanitaria n. 10 rappresentato da un leone alato, simbolo di
San Marco, stilizzato con lacronimo aziendale, accompagnato dalla dizione Veneto Orientale.
La sua rappresentazione grafica la seguente:

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Atto aziendale ULSS N. 10 Veneto Orientale gennaio 2014

Art. 3
Il patrimonio
Il patrimonio costituito da tutti i beni mobili ed immobili appartenenti allAzienda, nonch da
tutti i beni comunque acquisiti nellesercizio delle proprie attivit o a seguito di atti di liberalit.

LAzienda dispone del proprio patrimonio secondo le norme di legge vigenti e nellinteresse della
Comunit assistita dal SSN.

Art. 4
La missione, valori e visione
La missione dellAzienda consiste nel rispondere ai bisogni di salute della comunit, erogando
prestazioni di assistenza sanitaria, socio-sanitaria e sociale cos come definito dalla
programmazione regionale, secondo principi di buon andamento dellamministrazione e
orientando la propria organizzazione alla centralit della persona, allunicit dellAzienda e alla
dimensione multi professionale dellintervento, in un contesto idoneo a garantire equit nel
trattamento e nellaccesso ai servizi.

I valori che ispirano lazione delle aziende sono la tutela della salute quale bene collettivo ed
individuale e lequit di accesso dei cittadini ai servizi socio-sanitari.

Lazienda unit locale socio sanitaria pu assumere la gestione di attivit o servizi socio
assistenziali su delega dei singoli enti locali con oneri a totale carico degli stessi.

La visione dellazienda consiste nellessere e voler essere parte di un sistema diffusamente
orientato al miglioramento continuo della qualit dellassistenza per soddisfare bisogni sempre pi
complessi dei cittadini, avvalendosi dellevoluzione delle tecniche e delle conoscenze.

La missione e la visione aziendale trovano completamento e armonizzazione nelle definizioni della
missione e della visione di ciascuna Struttura Operativa.

Art. 5
La filosofia dellassistenza
E compito dellazienda mantenere elevati livelli di qualit riducendo i costi, perseguire la
soddisfazione dei reali bisogni dei singoli e delle comunit, creare un ambiente che favorisca
lespressione del potenziale professionale ed umano degli operatori.

Art. 6
I principi di assistenza
Lassistenza la competenza fondamentale delle aziende, essa deve essere prestata con continuit
e secondo criteri di integrazione organizzativa e multidisciplinare. La centralit della persona e
lumanizzazione dellassistenza sono principi imprescindibili: lattenzione ai diritti della persona
comprende la valutazione di tutti i bisogni fisici, psicologici, intellettuali e spirituali. La pratica
professionale e clinica deve essere guidata dalle pi aggiornate tecniche e procedure per le quali si
deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 14 di 85

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Atto aziendale ULSS N. 10 Veneto Orientale gennaio 2014
disponga di provata evidenza per assicurare gli standard pi elevati e secondo criteri di
appropriatezza. La formazione continua del personale strumento di miglioramento dellassistenza
e deve essere finalizzata allaccrescimento del capitale umano dellAzienda ed
allincremento/aggiornamento delle conoscenze e competenze.


Art. 7
Gli obiettivi dellazienda
Gli obiettivi aziendali, intesi quali risultati concreti che le aziende devono raggiungere per
realizzare la propria missione in un dato arco temporale, sono definiti dalla programmazione socio-
sanitaria regionale e assegnati ai direttori generali. Tali obiettivi devono essere raggiunti
esercitando pienamente lautonomia imprenditoriale, di cui latto aziendale strumento.

CAPO II
La collaborazione con la comunit locale e il rapporto con il cittadino

Art. 8
La comunit locale e la Conferenza dei Sindaci
Lazienda unit locale socio sanitaria riconosce nella comunit locale non solo la destinataria degli
interventi ma anche la realt capace di esprimere bisogni, di sviluppare risposte, di selezionare le
priorit di intervento, nel rispetto delle responsabilit attribuite dal legislatore ad ogni soggetto
pubblico.

Nellottica di perseguire lintegrazione delle politiche sanitarie e sociali, i luoghi privilegiati per
lincontro tra la comunit locale e lazienda unit locale socio sanitaria sono rappresentati dalla
conferenza dei sindaci e dal comitato dei sindaci di ciascun distretto socio-sanitario. Tali organismi
partecipano, nelle forme previste dalla vigente legislazione, ai processi di programmazione socio-
sanitaria e di verifica e valutazione dei risultati raggiunti dallazienda.

Le amministrazioni locali che afferiscono al territori aziendale contribuiscono in particolare alle
iniziative di integrazione funzionali allattuazione del modello organizzativo territoriale, anche
attraverso la messa a disposizione di strutture, lattivazione congiunta di programmi ed i
coinvolgimento sinergico delle professionalit.

La Conferenza dei Sindaci composta da tutti i Sindaci dei Comuni, il cui territorio compreso
nellambito territoriale dellAzienda. Le funzioni dei Sindaci nellambito della Conferenza sono
delegabili ad Assessori e Consiglieri Comunali. La Conferenza dei Sindaci svolge le funzioni
previste dallart. 3, comma 14 D.Lgs. 30 dicembre 1992 n. 502 e dalla normativa regionale. Alla
Conferenza sono attribuite, in particolare, le competenze di cui alla L.R. 14 settembre 1994 n. 56
cos come modificata dalla L.R. 13 aprile 2001 n. 11.

LEsecutivo della Conferenza dei Sindaci l'organismo ristretto mediante il quale la stessa
Conferenza esercita le proprie funzioni di indirizzo e di valutazione cos come stabilite dalla
legislazione vigente in materia. LEsecutivo costituito da cinque membri compreso il Presidente
della Conferenza ed il Vicepresidente. Il Presidente della Conferenza membro di diritto
dellEsecutivo e lo presiede, ci per esigenze di collegamento e coordinamento tra la Conferenza e
lEsecutivo e tra questi e il Direttore Generale dellAzienda.

Art. 9
I soggetti sociali
Conformemente alle indicazioni della programmazione regionale, nella logica di una comunit
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Atto aziendale ULSS N. 10 Veneto Orientale gennaio 2014
solidale che produce le condizioni per il proprio sviluppo, lazienda unit locale socio sanitaria,
nella prospettiva di potenziare il sistema dei servizi alla persona, riconosce il valore del concorso,
in forma autonoma o collaborativa, degli enti morali, delle organizzazioni di volontariato, della
famiglia, delle cooperative sociali, degli enti con finalit religiosa e delle libere associazioni.

Lazienda unit locale socio sanitaria riconosce nella carta dei servizi lo strumento fondamentale
per garantire agli utenti, per il tramite dellufficio relazioni con il pubblico, le funzioni di
informazione, accoglienza, tutela e partecipazione e per dichiarare specifici standard di qualit.

La funzione relativa allinformazione deve sviluppare in modo esauriente negli utenti la
conoscenza sul sistema delle prestazioni erogate dallazienda, ivi compresi i relativi standard di
qualit, e sulle relative modalit di fruizione delle stesse, nonch sulle procedure di attuazione del
diritto di accesso e partecipazione.

La funzione di accoglienza finalizzata ad instaurare con lutente una relazione in grado di
metterlo nella condizione di esprimere i propri bisogni di salute e di accompagnarlo nella fruizione
delle prestazioni. Rientrano, inoltre, nellambito di tale funzione gli interventi di educazione
dellutenza ad un corretto utilizzo dei servizi.

Al fine di rendere effettiva la tutela del cittadino, lazienda individua le procedure da osservare per
laccoglimento e la definizione delle segnalazioni e dei reclami, in qualunque forma essi siano
presentati, con ladozione di uno specifico regolamento di pubblica tutela.

Lazienda unit locale socio sanitaria tutela la riservatezza dei dati personali e dei dati sensibili dei
cittadini.

Lazienda disciplina le modalit del trattamento con lo specifico regolamento sulla privacy,
approvato in attuazione del Progetto privacy delle Aziende Sanitarie della Provincia di Venezia
e d impulso al diffondersi di una mentalit pi rispettosa del diritto alla riservatezza del cittadino.

Lazienda unit locale socio sanitaria favorisce la presenza e lattivit allinterno delle proprie
strutture operative degli organismi di volontariato e di tutela dei diritti dei cittadini, prevedendo
anche forme di partecipazione nelle attivit relative alla programmazione, alla verifica ed alla
valutazione dei servizi a livello aziendale.

Lazienda unit locale socio sanitaria convoca, almeno una volta lanno, apposita conferenza dei
servizi, quale strumento per verificare landamento delle strutture operative e per individuare
obiettivi di sviluppo delle attivit, anche in relazione al risultato di rilevazioni sistematiche della
qualit percepita da parte dei cittadini, con particolare riferimento alla personalizzazione ed
umanizzazione dellassistenza, al diritto allinformazione ed alle prestazioni alberghiere.

CAPITOLO III
Gli organi dellazienda

Art. 10
Gli organi
Gli organi dellunit locale socio sanitaria sono il direttore generale ed il collegio sindacale.

Art. 11
Il direttore generale
Al direttore generale spettano tutti i poteri di gestione, nonch la rappresentanza dellunit locale
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Atto aziendale ULSS N. 10 Veneto Orientale gennaio 2014
socio sanitaria. E responsabile del raggiungimento degli obiettivi assegnati dalla giunta regionale
del Veneto, nonch della corretta ed economica gestione delle risorse a disposizione dellazienda.

Al Direttore Generale competono le funzioni di programmazione e controllo e, in definitiva, la
leadership dellintera azienda. Si differenzia, cos, allinterno dellazienda la funzione di
programmazione, allocazione e committenza, propria della direzione generale, dalla funzione di
produzione affidata alle strutture tecnico-funzionali.

Art. 12
Il collegio sindacale
Il collegio sindacale esercita il controllo di regolarit amministrativa e contabile, assicurando un
ruolo collaborativo a favore della direzione generale dellazienda, salvo i casi di possibile
responsabilit contabile nei quali esso tenuto a riferire alla Corte dei Conti.

Il collegio sindacale, in particolare:

a) verifica l'amministrazione dell'azienda sotto il profilo economico;
b) vigila sull'osservanza della legge;
c) accerta la regolare tenuta della contabilit e la conformit del bilancio alle risultanze dei libri
e delle scritture contabili, ed effettua periodicamente verifiche di cassa;
d) riferisce almeno trimestralmente alla Regione del Veneto, anche su richiesta di quest'ultima,
sui risultati del riscontro eseguito, denunciando immediatamente i fatti se vi fondato
sospetto di gravi irregolarit; trasmette periodicamente, e comunque con cadenza almeno
semestrale, una propria relazione sull'andamento dell'attivit dellazienda unit locale socio
sanitaria alla conferenza dei sindaci.

I componenti del collegio sindacale possono procedere ad atti di ispezione e controllo, anche
individualmente.

Le verifiche di regolarit amministrativa e contabile devono rispettare, in quanto applicabili
allunit locale socio sanitaria, i principi generali della revisione aziendale asseverati dagli ordini e
collegi professionali operanti nel settore.

Il controllo di regolarit amministrativa e contabile non comprende verifiche da effettuarsi in via
preventiva, se non nei casi espressamente previsti dalla legge e fatto salvo, in ogni caso, il
principio secondo cui le definitive determinazioni in ordine allefficacia dellatto sono adottate dal
direttore generale.

CAPO IV
La direzione aziendale

Art. 13
Il direttore sanitario
Il direttore sanitario nominato dal direttore generale per lespletamento delle funzioni di cui
allart. 14 della legge regionale 14 settembre 1994, n. 56, e successive modificazioni. Coadiuva il
direttore generale, che ne ha la responsabilit, nella gestione dellazienda e partecipa al processo di
pianificazione strategica, fornendo i pareri obbligatori sugli atti relativi alle materie di competenza.

Dirige e coordina, in riferimento agli aspetti organizzativi igienico sanitari e ai programmi di
intervento di area specifica a tutela della salute, i responsabili delle strutture operative Ospedale e
Dipartimento di Prevenzione dellazienda. Fornisce le informazioni e realizza le attivit necessarie
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Atto aziendale ULSS N. 10 Veneto Orientale gennaio 2014
al controllo di gestione dellazienda ed al controllo di qualit dei servizi e delle prestazioni erogate.
Laddove previsto, esprime i pareri per il conferimento degli incarichi di direzione o responsabilit
e coordinamento relativi ai servizi stessi.

Sovrintende, dintesa con il Direttore dei servizi sociali e della funzione territoriale allattivit dei
dipartimenti, delle strutture e dei servizi territoriali ad alta integrazione socio-sanitaria. Esercita nei
confronti dei dirigenti il potere di impartire direttive sugli atti di loro competenza compresi quelli
da attuare nellambito dellesercizio delle deleghe ricevute.

Art. 14
Il direttore amministrativo
Il direttore amministrativo nominato dal direttore generale per lespletamento delle funzioni di
cui allart. 15 della legge regionale 14 settembre 1994, n. 56, e successive modificazioni. Coadiuva
il direttore generale, che ne ha la responsabilit, nella gestione dellazienda e partecipa al processo
di pianificazione strategica, fornendo i pareri obbligatori sugli atti relativi alle materie di
competenza.

Dirige e coordina i servizi amministrativi dellazienda. Fornisce le informazioni e realizza le
attivit necessarie al controllo di gestione dellazienda ed al controllo di qualit dei servizi e delle
prestazioni erogate. Risponde al direttore generale del risultato dellattivit svolta dagli uffici cui
preposto, della realizzazione dei programmi e dei progetti affidatigli, nonch della gestione del
personale e delle risorse finanziarie e strumentali assegnategli. Esercita nei confronti dei dirigenti
il potere di impartire direttive sugli atti di loro competenza compresi quelli da attuare nellambito
dellesercizio delle deleghe ricevute. Laddove previsto, esprime i pareri per il conferimento degli
incarichi di direzione o responsabilit e coordinamento relativi ai servizi stessi.

Art. 15
Il direttore dei servizi sociali e della funzione territoriale
Il direttore sociale e della funzione territoriale nominato dal direttore generale, sentita la
rappresentanza della conferenza dei sindaci, per lespletamento delle funzioni di cui allart. 16
della legge regionale 14 settembre 1994, n. 56, e successive modificazioni. Coadiuva il direttore
generale, che ne ha la responsabilit, nella gestione dellazienda e partecipa al processo di
pianificazione strategica, fornendo i pareri obbligatori sugli atti relativi alle materie di competenza.

Dirige e coordina i responsabili delle strutture del Territorio, con riferimento agli aspetti
organizzativi dei servizi sociali e socio-sanitari e dei programmi di intervento di area specifica a
tutela della salute, avvalendosi dei referenti di cui allart. 17 della L.R. 14 settembre 1994 n. 56 per
le aree di propria competenza ed esercita le altre funzioni delegate dal Direttore Generale
esprimendo pareri per gli aspetti di competenza e, laddove previsto, per il conferimento degli
incarichi di direzione, responsabilit e coordinamento relativi a Strutture Operative dei servizi
socio-sanitari e sociali.

Sovrintende, dintesa con il Direttore Sanitario allattivit dei dipartimenti, delle strutture e dei
servizi territoriali ad alta integrazione socio-sanitaria. Esercita nei confronti dei dirigenti il potere
di impartire direttive sugli atti di loro competenza compresi quelli da attuare nellambito
dellesercizio delle deleghe ricevute.

Costituisce sotto il profilo istituzionale il tramite del Direttore Generale per la realizzazione del
sistema integrato degli interventi dei servizi sociali e ad elevata integrazione socio-sanitaria,
fornendo al medesimo il supporto per lelaborazione del Piano di Zona dei servizi alla persona di
cui segue lattuazione.
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Atto aziendale ULSS N. 10 Veneto Orientale gennaio 2014

Garantisce linterazione sullintera materia sociale tra Azienda e Comuni, nonch col volontariato
e con le altre istituzioni pubbliche e private operanti sul territorio, per le funzioni socio-
assistenziali delegate ai sensi della L.R. 15 dicembre 1982 n. 55.

Art. 16
Il collegio di direzione
Sino all'individuazione da parte della legge regionale del collegio di direzione quale organo
dell'azienda e alla definizione di composizione, criteri di funzionamento nonch relazioni con gli
altri organi aziendali si prevede che lo stesso sia composto da:
il direttore generale;
il direttore amministrativo;
il direttore sanitario;
il direttore dei servizi sociali e della funzione territoriale;
il direttore del distretto unico;
il direttore della funzione ospedaliera;
il direttore del dipartimento di prevenzione;
un direttore di dipartimento strutturale per ciascuna area (medica, chirurgica, materno-infantile
e dei servizi di diagnosi e cura);
il direttore del dipartimento di emergenza ed urgenza;
il direttore del dipartimento di salute mentale;
il direttore del dipartimento delle dipendenze;
il direttore del dipartimento funzionale di riabilitazione Ospedale-Territorio;
un direttore di dipartimento strutturale dellarea dei servizi professionali, tecnici ed
amministrativi;
il responsabile del servizio farmaceutico;
il direttore della direzione professioni sanitarie.

E, altres, invitato a partecipare un rappresentante dei medici convenzionati con il S.S.N. membro
dellufficio di coordinamento delle attivit distrettuali (UCAD), indicato congiuntamente dai
componenti della parte medica convenzionati per la Medicina Generale, la Pediatria di Libera
Scelta e la Specialistica Ambulatoriale Interna, dei Comitati aziendali e zonali previsti dai
rispettivi AA.CC.NN.

Per quanto compatibili, al collegio di direzione sono attribuite le funzioni indicate dall'art.17 del
D.Lgs. n.502/1992 e s.m.i. e svolge, inoltre, le attivit previste dalla L.R. del 29.6.2012 n. 23
nellambito della clinical governance, ivi compreso la gestione del rischio clinico. In particolare
per quanto attiene il modello organizzativo per la gestione della sicurezza del paziente si
confermano i contenuti della DGR n.1831/2008.

Possono essere individuati come componenti del collegio di direzione anche i coordinatori dei
dipartimenti funzionali cos come possono, altres, essere invitati a partecipare altri professionisti
dellazienda, in relazione alla specificit degli argomenti da trattare.

Il direttore generale, con apposito atto, nomina i componenti del collegio di direzione,
provvedendo direttamente alla individuazione dei suoi membri nellipotesi in cui gli stessi debbano
essere scelti tra pi soggetti, stabilendo, inoltre, le modalit di funzionamento dellorganismo in
questione.

La partecipazione al collegio di direzione non delegabile.

deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 19 di 85

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Atto aziendale ULSS N. 10 Veneto Orientale gennaio 2014
Art. 17
Il consiglio dei sanitari
Il consiglio dei sanitari un organismo elettivo dellunit locale socio sanitaria, nel cui seno viene
garantita lequilibrata presenza di tutte le componenti professionali dellazienda. Presieduto dal
direttore sanitario, fornisce parere obbligatorio non vincolante al direttore generale per quanto
riguarda le attivit tecnico sanitarie, anche sotto il profilo organizzativo e per gli investimenti ad
esse attinenti, e di assistenza sanitaria.

CAPO V
La direzione strategica ed i fondamentali processi gestionali

Art. 18
La direzione strategica e la direzione operativa
Lorganizzazione dellunit locale socio sanitaria si basa sul principio della separazione delle
funzioni di indirizzo e controllo spettanti alla direzione strategica: direttore generale e direttori di
area, dalle funzioni di attuazione e gestione spettanti alla direzione operativa, con conseguente
adozione diffusa del principio di responsabilizzazione sui risultati esteso a tutti i dirigenti delle
strutture aziendali.

La direzione strategica dellunit locale socio sanitaria, quale governo complessivo dellazienda,
compete alla direzione generale e si esplica, in particolare, attraverso i processi di pianificazione e
di programmazione operativa, di controllo, garanzia e miglioramento continuo della qualit, di
budgeting, di controllo di gestione e di valutazione.


Art. 19
Il sistema delle deleghe
Lattuazione del principio della distinzione tra le funzioni di indirizzo e controllo spettanti alla
direzione generale, da un lato, e quelle di attuazione e gestione spettanti alla direzione operativa,
dallaltro, richiede un sistema di deleghe, che vede, di norma, permanere in capo alla competenza
del direttore generale ladozione di tutti gli atti di programmazione aziendale e di alta
amministrazione, mentre lesercizio delle attivit per la realizzazione degli obiettivi aziendali
programmati viene delegato ai dirigenti di strutture complesse.

A tale scopo, il direttore generale, in relazione alle esigenze che, in concreto, egli si propone di
soddisfare, nonch allevolversi positivo o negativo dellattivit aziendale, attribuisce:
ai direttori di area la delega per le funzioni di indirizzo e controllo
al singolo dirigente una delega pi o meno ampia per ladozione di atti, provvedimenti e
spese che impegnano lazienda verso lesterno, nei limiti del budget assegnato.

La delega conferita con specifico atto.

Con il conferimento dellincarico di dirigente il direttore generale attribuisce al dirigente stesso
lesercizio dei poteri di gestione ordinaria connessi alle funzioni, per la realizzazione degli
obiettivi aziendali.

Con apposito atto del direttore generale sono definite le funzioni assegnate alle singole unit
organizzative.

Art. 20
I processi di pianificazione di medio - lungo periodo e di programmazione operativa, di
deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 20 di 85

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Atto aziendale ULSS N. 10 Veneto Orientale gennaio 2014
controllo, garanzia e miglioramento continuo della qualit
I processi di pianificazione di medio - lungo periodo e di programmazione operativa, di controllo,
garanzia e miglioramento continuo della qualit, di budgeting, di controllo di gestione e di
valutazione, debbono essere gestiti in forma:

- sistematica, collegandoli anche allapplicazione degli istituti previsti per lincentivazione del
personale dai contratti collettivi nazionali di lavoro;
- non burocratica, evitando di considerarli un mero adempimento formale privo di utilit
gestionale;
- partecipata, garantendo la massima diffusione delle relative conoscenze metodologiche a tutti i
livelli organizzativi e professionali dellazienda.

La negoziazione del programma e del budget delle strutture operative e dei relativi centri di
responsabilit rappresenta il momento centrale e fondamentale, nel corso dellanno, nelle relazioni
tra direzione strategica e direzione operativa.

I responsabili delle strutture aziendali, dei dipartimenti e delle unit operative collaborano, con
modalit che tengano conto dei diversi livelli di responsabilit, con la direzione generale
nellapplicazione dei sopraindicati processi, avvalendosi, altres, degli stessi per lesercizio delle
funzioni di competenza.

Art. 21
La programmazione
Lunit locale socio sanitaria adotta il metodo della programmazione quale strumento ordinario di
gestione.

Le scelte di programmazione dellazienda si fondano sul piano sanitario nazionale, sul piano socio
sanitario regionale e sugli altri atti di programmazione adottati dalla Regione del Veneto e si
effettuano attraverso un insieme coordinato e congruente di piani, programmi e progetti.

I principali strumenti di programmazione aziendale, sulla base delle normative di riferimento,
sono:

Il Piano Attuativo Locale (PAL, ex Piano Generale Triennale art. 6, comma 3, D.Lgs. 30dicembre
1992 n. 502, L.R. 14 settembre 1994 n. 56, art. 114 L.R. 13 aprile 2001 n. 11), il documento base
per la programmazione triennale ove sono definite le linee strategiche dellAzienda e gli obiettivi
operativi relativi ad ogni anno del triennio. Il PAL adottato entro il 31 dicembre dell'ultimo anno
di vigenza del piano precedente;

Il Piano di Zona dei servizi alla persona (P.d.Z., art. 8 L.R. 14 settembre 1994 n. 56 - artt. 4 e 5
L.R. 3 febbraio 1996 n. 5, art. 19 L. 8 novembre 2000 n. 328, art. 128 L.R. 13aprile 2001 n. 11,
D.G.R.V. 30 novembre 2001 n. 3242, D.G.R.V. 28 novembre 2006 n.3702), uno strumento di
programmazione triennale per conseguire lintegrazione delle attivit tra servizi sociali e servizi
socio-sanitari e tra soggetti pubblici e privati nellambito territoriale dellAzienda. Il Piano di Zona
dei servizi alla persona programma gli interventi a favore delle seguenti Aree ad elevata
integrazione socio-sanitaria: Infanzia, Minori, Famiglia; Anziani; Disabilit; Dipendenze
Patologiche; Salute mentale; Politiche Giovanili; Inclusione Sociale (Immigrazione, Nomadismo,
Prostituzione); Integrazione lavorativa; si richiamano gli obiettivi del Piano di zona 2011 2015,
per lattuazione delle aree sopra richiamate.

Il Piano Attuativo Locale delle Cure Primarie (D.G.R.V. 7 Ottobre 2008 n. 2860) un documento
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di programmazione aziendale di durata triennale per lindividuazione delle strategie aziendali per il
conseguimento degli obiettivi relativi alla gestione integrata dei pazienti e alla continuit
dellassistenza, introdotti con gli accordi regionali per la Medicina convenzionata.

Per favorire una maggiore coerenza nella Programmazione il Piano di Zona e il Piano Attuativo
Locale possono comporre una sorta di Piano di Comunit.

Il Bilancio Pluriennale di Previsione (art. 5 D.Lgs. 30 dicembre 1992 n. 502 e art. 10 L.R. 14
settembre 1994 n. 55) elaborato con riferimento al piano generale e agli strumenti della
programmazione adottati dallAzienda, ne rappresenta la traduzione in termini economici,
finanziari e patrimoniali nellarco temporale considerato. Ha una durata corrispondente a quella
del PAL ed annualmente aggiornato. Il Bilancio Pluriennale di Previsione strutturato in modo
da consentire la rappresentazione degli equilibri economici, finanziari e patrimoniali in analogia
alla struttura e ai contenuti del bilancio economico preventivo e del budget generale.

Art. 22
Il controllo dellappropriatezza e della congruit delle prestazioni: il sistema di controllo
interno.
A)- I controlli sanitari si articolano su due livelli:

1) i controlli interni, sulla produzione delle strutture aziendali;
2) i controlli esterni, organizzati su area vasta garantendo il principio della terziet.

La responsabilit della effettuazione dei controlli interni in capo al direttore generale
dellazienda unit locale socio sanitaria e del legale rappresentante della struttura privata
provvisoriamente o definitivamente accreditata e dellerogatore equiparato, che li attua per il
tramite del nucleo aziendale di controllo (NAC), istituito con la deliberazione della giunta
regionale del Veneto n. 2609 del 7 agosto 2007.

La responsabilit della effettuazione dei controlli esterni in capo ai direttori generali delle
aziende unit locali socio sanitarie, che effettuano i suddetti controlli per il tramite dei nuclei di
controllo di area vasta (NAV) del territorio di appartenenza, istituiti secondo la distribuzione delle
aree vaste definita dalla deliberazione della giunta regionale del Veneto n. 3456 del 5 novembre
2004.

B)- Controlli interni

Il Sistema di controllo interno un sistema (quindi un insieme di elementi collegati fra loro che
concorrono congiuntamente al raggiungimento di obiettivi comuni e definiti) che coinvolge tutti i
livelli dellorganizzazione aziendale ed finalizzato a fornire una ragionevole sicurezza sul
conseguimento degli obiettivi rientranti nelle seguenti categorie:
efficacia ed efficienza delle attivit operative;
adeguata tutela del patrimonio aziendale;
attendibilit delle informazioni finanziarie e operative;
conformit alle leggi e ai regolamenti in vigore.

Lo SCI - Sistema di Controllo Interno - a livello aziendale deve:
coordinare lo sviluppo del Sistema di Controllo Interno;
attuare il monitoraggio del Sistema di Controllo Interno;
favorire e promuovere il miglioramento del Sistema di Controllo Interno;
mettere le varie strutture che compongono lazienda nelle condizioni di assumere le
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Atto aziendale ULSS N. 10 Veneto Orientale gennaio 2014
migliori decisioni nel rispetto delle regole interne ed esterne in un contesto di
crescente complessit;
consentire di prevenire, mitigare ed identificare i rischi di natura amministrativo-
contabile per lorganizzazione attraverso una attivit strutturata di risk management.

Principali compiti
La funzione Controllo Interno ha il compito di supportare tutte le funzioni aziendali e i
responsabili di processo nelle attivit di quantificazione e gestione del rischio amministrativo-
contabile.
Pertanto, tale funzione di supporto tecnico/collaborativo rispetto alle funzioni e ai responsabili di
processo.
Nello specifico:
una struttura dedicata, che opera in modo completamente autonomo, rapportandosi
direttamente con la Direzione Strategica;
gestisce i rapporti con la corrispondente Funzione Regionale afferente alla Direzione
Controlli e Governo SSR;
supporta lo sviluppo, il mantenimento e il miglioramento del Sistema di Controllo Interno;
elabora il Piano di sviluppo del Sistema di Controllo Interno e lo rende sinergico con la
programmazione aziendale;
allinea il piano di sviluppo del Sistema di Controllo Interno aziendale con le azioni, le
progettualit e le tempistiche Regionali;
attua il monitoraggio e lavanzamento del piano di sviluppo del Sistema di Controllo
Interno Aziendale;
esegue, in collaborazione con le funzioni aziendali interessate, le fasi di implementazione
del Controllo Interno (analisi del processo, identificazione dei rischi definizione dei piani di
contenimento, esegue il monitoraggio dellattuazione dei piani di contenimento, esecuzione
dei test e rivalutazione del rischio);
supporta le articolazioni organizzative aziendali nella valutazione, sviluppo e
miglioramento del sistema di Controllo Interno.

Articolazione della Funzione
La Funzione Controllo Interno posta in staff alla Direzione Strategica con afferenza
funzionale alla Direzione Amministrativa.
Al personale che compone la Funzione, si richiede specifiche competenze quali:
conoscenza dei processi aziendali amministrativi, sanitari, socio-sanitari e sociali;
conoscenza delle tecniche di analisi dei processi;
conoscenza delle tecniche del controllo interno.

Art. 23
La metodica di budget
Lunit locale socio sanitaria adotta la metodica di budget allo scopo di pervenire, su arco annuale
e con sistematico riferimento alle scelte della programmazione, alla formulazione di articolate e
puntuali previsioni relativamente ai risultati da conseguire, alle attivit da realizzare, ai fattori
operativi da utilizzare, alle risorse finanziarie da acquisire e da impiegare ed agli investimenti da
compiere.

La metodica di budget si sviluppa secondo una struttura che comprende il documento di direttive,
il budget generale, i budget delle strutture operative ed i budget di centro di responsabilit.


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Atto aziendale ULSS N. 10 Veneto Orientale gennaio 2014
Art. 24
Il controllo di gestione
Lunit locale socio sanitaria applica il controllo di gestione allo scopo di assicurare efficacia ed
efficienza ai processi di acquisizione e di impiego delle risorse.

La struttura organizzativa del controllo di gestione costituita dallinsieme dei centri di
responsabilit e dallunit operativa di staff preposta allo svolgimento del processo di controllo di
gestione.

I centri di responsabilit corrispondono a dipartimenti o unit operative alle quali sono assegnate,
mediante la metodica di budget, determinate risorse per lo svolgimento di specifiche attivit volte
allottenimento di individuati risultati. Un dipartimento o una unit operativa centro di
responsabilit quando risponde alle seguenti caratteristiche: a) omogeneit delle attivit svolte, b)
significativit delle risorse impiegate, c) esistenza di uno specifico responsabile di gestione e di
risultato.

Linsieme dei centri di responsabilit costituisce il piano dei centri di responsabilit.

Art. 25
La contabilit ed i bilanci
Nellambito delle aziende sanitarie pubbliche, con la riforma bis e lemanazione del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, stata introdotta la contabilit generale o economico
patrimoniale, ossia della partita doppia nella tenuta dei libri contabili, configurando,
conseguentemente il bilancio come uno strumento di informazione aziendale verso tutti i soggetti
interessati, e della contabilit analitica, finalizzata a dare una rappresentazione economica
dellazienda per processi produttivi ed erogativi.
Nello specifico, lunit locale socio sanitaria tenuta alla redazione dei seguenti strumenti:

programmazione:

- il bilancio pluriennale di previsione: rappresenta la traduzione in termini economici, finanziari
e patrimoniali nell'arco temporale di riferimento ed annualmente aggiornato per scorrimento;
- il piano degli investimenti: riepilogativo degli investimenti programmati di beni mobili ed
immobili e delle rispettive fonti di finanziamento nellarco temporale triennali di riferimento;
- Il bilancio preventivo economico annuale: rappresentativo della programmazione economica
annuale. Esso corredato dalla nota illustrativa e dalla relazione del direttore generale;
- il piano dei flussi di cassa: rappresentativo della situazione finanziaria aziendale annuale.

Consuntivo:

- il bilancio desercizio lo strumento di rendicontazione rappresentativo della innanzi citata
gestione dellazienda. In particolare, il bilancio desercizio il documento che ha lo scopo di
rappresentare con chiarezza, in modo veritiero e corretto, il risultato economico, la situazione
patrimoniale e finanziaria dell'unit locale socio-sanitaria. Il bilancio di esercizio si compone
del conto economico, dello stato patrimoniale, del rendiconto finanziario e della nota
integrativa ed corredato dalla relazione del direttore generale.

Art. 26
La valutazione della dirigenza
Lunit locale socio sanitaria attua i processi di valutazione della dirigenza, previsti dalle
disposizioni di legge e dai contratti collettivi nazionali di lavoro, con riferimento alle prestazioni
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Atto aziendale ULSS N. 10 Veneto Orientale gennaio 2014
ed ai risultati degli stessi, nonch ai comportamenti relativi allo sviluppo delle risorse
professionali, umane ed organizzative ad essi assegnate.

Il procedimento per la valutazione ispirato ai principi della diretta conoscenza dellattivit del
valutato da parte del valutatore di prima istanza, della approvazione o verifica della valutazione da
parte del valutatore di seconda istanza e della partecipazione al procedimento del valutato.

Art. 27
La valutazione ed il controllo strategico
La valutazione ed il controllo strategico mirano a considerare ladeguatezza delle scelte compiute
dallunit locale socio sanitaria in sede di attuazione dei piani, dei programmi e degli altri
strumenti di determinazione dellindirizzo politico, in termini di congruenza tra risultati conseguiti
ed obiettivi predefiniti. Tale tipologia di controllo, per la sua natura intrinseca, fa capo alla
Regione del Veneto.

Lattivit di valutazione e di controllo strategico si configura come riservata ed , quindi, sottratta
al diritto di accesso in quanto correlata alla emanazione di atti di amministrazione generale, di
pianificazione e di programmazione.

Art 28
Organizzazione dellarea amministrativa
Afferiscono al direttore amministrativo i dipartimenti:

Servizi amministrativi generali, della programmazione e delle risorse umane: il Dipartimento,
dirige e coordina le attivit amministrative di carattere generale e pertanto trasversali, quali gli
affari generali e legali, le attivit amministrative dellOspedale e a carattere territoriale, in
particolare dei Distretti e del Dipartimento di Prevenzione, i rapporti giuridici ed economici
afferenti la gestione delle risorse umane, nonch le attivit di pianificazione, budget e controllo di
gestione. Afferiscono a tale Dipartimento le seguenti UOC: Programmazione e controllo di
gestione e budget; Affari generali e legali; Risorse umane.

Risorse finanziarie, materiali e per i servizi tecnici: il Dipartimento dirige e coordina le attivit
amministrative e tecniche legate alla programmazione e acquisizione delle risorse materiali, quali
beni e servizi, compresa la gestione dei relativi contratti, dei lavori pubblici, delle tecnologiche
informatiche e relativi sviluppi allazienda, raccordandosi con le risorse economiche finanziarie
previste nel bilancio di esercizio e pluriennale. Afferiscono a tale Dipartimento le seguenti UOC:
Contabilit e bilancio, Provveditorato economato - gestione della logistica, Servizi tecnici, Sistemi
informativi

Art. 29
La risorsa umana
La gestione della risorsa umana si ispira al riconoscimento della centralit e della responsabilit
del personale rispetto allorganizzazione ed ai suoi prodotti.

Lazienda riconosce, nellambiente di lavoro, pari dignit ed opportunit tra le persone,
costituendo anche appositi comitati rappresentativi.

Fatti salvi i livelli di responsabilit gestionale e di autonomia professionale propri dei diversi
livelli organizzativi dellazienda, lunit locale socio sanitaria valorizza, in un contesto di
appropriate relazioni sindacali, lapporto di tutto il personale, indipendentemente dal ruolo e
profilo professionale, alla definizione degli obiettivi di sviluppo dei livelli di salute e di garanzia e
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miglioramento continuo della qualit.

Il personale deve possedere, con riferimento alle proprie funzioni e responsabilit, un adeguato
grado di istruzione, addestramento, abilit ed esperienza. A tale scopo, lazienda, nellambito di
adeguate politiche per la formazione continua:
- definisce la competenza necessaria per il personale;
- fornisce addestramento o intraprende altre azioni per soddisfare queste esigenze, valutando
lefficacia delle iniziative intraprese;
- assicura che il personale sia consapevole della rilevanza e dellimportanza delle proprie
attivit e di come esse contribuiscano al raggiungimento degli obiettivi dellorganizzazione.

L'unit locale socio sanitaria garantisce la salute del proprio personale, assicurando per lambiente
di lavoro condizioni di tutela dal rischio legato a possibili fattori ambientali, con riferimento agli
aspetti strutturali, tecnologici ed organizzativi nel rispetto della normativa vigente in materia.

Viene promossa la costante ricerca ed il mantenimento delle condizioni di benessere fisico e
psicologico delle persone attraverso lattenzione oltre che agli ambienti alle relazioni di lavoro che
contribuiscono al miglioramento della qualit della vita e delle prestazioni nellottica del
perseguimento degli obiettivi di efficacia e di produttivit.

CAPO VI
Il livello operativo

Art. 30
Lorganizzazione del livello operativo
Afferisce alla Direzione Generale il Dipartimento funzionale medicina turistica ed assistenza
internazionale

Lorganizzazione dellAzienda si articola nelle seguenti funzioni

Sanitaria: afferisce al Direttore Sanitario e comprende:
o Ospedale.
o Dipartimento di Prevenzione.
o Dipartimento riabilitazione ospedale territorio.

Sociale: afferisce al Direttore dei Servizi Sociali e della Funzione Territoriale e comprende:
o Distretto socio sanitario/Dipartimento strutturale per la funzione territoriale.
o Dipartimento salute mentale.
o Dipartimento dipendenze.

Amministrativa: afferisce al Direttore Amministrativo e comprende:
- Dipartimento servizi amministrativi generali, della programmazione e delle risorse umane.
- Dipartimento risorse finanziarie, materiali e per i servizi tecnici.

In una logica di integrazione strategica delle rispettive funzioni.

Lorganizzazione del livello operativo dellAzienda si articola in
- Strutture Operative:
Dipartimenti strutturali e funzionali;
Unit Operative complesse e semplici.

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Alle Strutture Operative dellAzienda dotate di autonomia gestionale, articolate in Dipartimenti e
U.O. Complesse e Semplici, spetta la gestione dellAzienda.

Le Strutture Operative, bench autonome agiscono, per il tramite dei Direttori di competenza, in
modo coordinato ed integrato tra loro.

Art. 31
Le strutture operative
Le strutture operative dellazienda, deputate alla produzione ed erogazione di tutte le prestazioni
previste dai livelli essenziali di assistenza, sono lospedale, il distretto socio sanitario ed il
dipartimento di prevenzione.

Le unit operative incaricate di supportare la direzione aziendale nei processi di pianificazione
strategica, programmazione operativa, controllo, garanzia e miglioramento continuo della qualit,
budgeting, controllo di gestione e valutazione, e quelle incaricate dellacquisizione, organizzazione
e gestione delle risorse umane, informative, finanziarie, patrimoniali e materiali necessarie a
garantire la funzionalit dellospedale, dei distretti socio sanitari e del dipartimento di prevenzione,
sono collocate in staff alla direzione generale, alla direzione amministrativa, alla direzione
sanitaria o alla direzione sociale, ovvero assegnate a specifici dipartimenti strutturali afferenti ad
una delle direzioni predette.

Le strutture operative, bench autonome, attuano procedure per una azione coordinata per
assicurare lintegrazione tra le attivit assistenziali ospedaliere e quelle territoriali

Art. 32
I dipartimenti
Lorganizzazione dipartimentale, quale aggregazione di unit operative complesse o semplici, la
forma ordinaria di gestione operativa di tutte le attivit sanitarie, socio sanitarie, amministrative,
tecniche e professionali dellazienda. Il modello organizzativo dei dipartimenti pu essere
funzionale o strutturale.

Nel modello funzionale, le unit operative concorrono, sulla base di specifici progetti, al
perseguimento di obiettivi comuni con il contributo di quella parte delle proprie attivit che
inerente alle finalit del dipartimento. In questo caso, il dipartimento pu comprendere anche unit
operative di strutture diverse ed una unit operativa pu partecipare a pi dipartimenti funzionali.

I dipartimenti funzionali, data la loro natura temporanea, non vengono declinati nellatto aziendale,
ma vengono istituiti dal direttore generale, in relazione agli obiettivi che nel corso del tempo
devono essere realizzati dallazienda, salvo quelli gi previsti dalla vigente normativa.

Nel modello strutturale, il dipartimento aggrega unit operative omogenee, sotto il profilo delle
attivit o delle risorse umane e tecnologiche impiegate o delle procedure operative, per la gestione
ed utilizzo in comune delle stesse. In questo caso, il dipartimento pu comprendere solo unit
operative della stessa struttura ed una unit operativa non pu partecipare a pi dipartimenti
strutturali.

Al direttore del dipartimento strutturale, gerarchicamente sovraordinato rispetto ai dirigenti delle
unit operative afferenti allo stesso, competono, in particolare, le decisioni in merito allimpiego
del personale ed alle questioni organizzative, nonch la gestione, entro il budget prefissato, degli
istituti economici contrattuali.

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Atto aziendale ULSS N. 10 Veneto Orientale gennaio 2014
Art. 33
Le unit operative
Le unit operative rappresentano larticolazione organizzativa aziendale elementare di base per
lattribuzione di obiettivi e responsabilit di gestione di risorse umane, tecniche e finanziarie. Il
livello qualitativo e quantitativo di tale attribuzione determina, nel rispetto dei vincoli della
programmazione regionale, il carattere complesso o semplice dellunit operativa. Lunit
operativa semplice pu configurarsi quale articolazione interna di una unit operativa complessa,
quale unit operativa a valenza dipartimentale o distrettuale, oppure quale unit operativa di staff
al direttore generale, amministrativo, sanitario, servizi sociali e della funzione territoriale o alle
direzioni delle strutture operative.

Art. 34
Gli incarichi di direzione di struttura operativa e di dipartimento
Gli incarichi di direzione della funzione ospedaliera, della funzione distrettuale, del dipartimento
di prevenzione e dei singoli dipartimenti hanno natura fiduciaria e vengono affidati con
provvedimento del direttore generale.

CAPO VII
Le strutture operative ed il loro funzionamento

Art. 35
Lospedale
LOspedale la Struttura tecnico-funzionale, dotata di autonomia gestionale, deputata alla cura
dellacuzie e dellimmediata post-acuzie attraverso prestazioni di ricovero. Vengono qui collocate
anche attivit di riabilitazione nonch attivit specialistiche ambulatoriali di secondo livello, volte
ad assicurare il monitoraggio del paziente nella logica della presa in carico o per garantire
prestazioni diagnostico/terapeutiche di particolare complessit.

Lassistenza erogata in ambito ospedaliero viene ad essere inserita in un sistema di offerta
strutturato secondo una logica di integrazione orizzontale tra Ospedale e Territorio, cos come di
integrazione verticale tra ospedali deputati ad erogare prestazioni a complessit diversificata.
LOspedale quindi parte integrante di un unico sistema aziendale, nel quale attiva tutti gli
strumenti che gli sono propri per concorrere al miglioramento continuo della qualit e
dellappropriatezza dellassistenza cos come dellefficienza organizzativa, partecipando
attivamente allo sviluppo dei percorsi di integrazione con le strutture territoriali e con lospedalit
privata pre accreditata.

LOspedale articola le modalit di erogazione dellassistenza per complessit ed intensit di cure
ed assistenza, sviluppando nuovi modelli di organizzazione delle degenze, sviluppando i percorsi
di degenza breve diurna e settimanale, cos come sviluppa modelli organizzativi specifici per
lerogazione di attivit ambulatoriali complesse, quali i moduli di day-service.

Le modifiche organizzative impegnano i professionisti nello sviluppo continuo delle proprie
competenze, in unottica di specializzazione e di integrazione multidisciplinare e multi
professionale, coinvolgendo i diversi profili professionali nei processi di miglioramento ed
innovazione dellorganizzazione del lavoro, dei servizi erogati e della loro qualit, tutti
concorrendo ad assicurare la migliore risposta al bisogno di salute.

LOspedale, pur articolandosi in diverse sedi, rappresenta una struttura unica, dotato di
autonomia economico finanziaria con contabilit propria allinterno del bilancio aziendale, viene
diretto da un Direttore Medico, responsabile organizzativo-funzionale dellintera funzione
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Atto aziendale ULSS N. 10 Veneto Orientale gennaio 2014
ospedaliera, che opera in staff al Direttore Sanitario dellazienda.

LOspedale organizzato in dipartimenti strutturali che rappresentano il modello ordinario di
gestione operativa delle attivit e garantiscono lomogeneit dellassistenza, la corretta gestione
delle risorse assegnate e lattuazione delle politiche di governo clinico definite in collaborazione
con il Direttore della Funzione Ospedaliera e con il Direttore Sanitario.

Di seguito si precisano alcuni elementi alla base dellorganizzazione dipartimentale:
- lomogeneit nella assegnazione delle risorse, per favorire unalta integrazione strutturale,
tecnologica ed organizzativa;
- la condivisione di obiettivi comuni quali economie di scala, crescita e diffusione di conoscenze,
competenze e informazioni, sviluppo di ruoli e percorsi professionali e nuovi ruoli, strumenti di
valutazione, linee guida e protocolli, audit clinici;
- lutilizzo di modelli organizzativi per intensit di cura e di strumenti gestionali dellassistenza per
processo di cura e per percorso del paziente, anche in collaborazione con il territorio.

Oltre ai dipartimenti strutturali si conferma il ruolo dei dipartimenti funzionali per il
perseguimento, attraverso un mandato forte della Direzione Generale e di un apposito progetto,
di specifici obiettivi per i quali richiesta la partecipazione di pi servizi. La Direzione Aziendale
potr attivare ulteriori dipartimenti funzionali in relazione ad esigenze emergenti. Le Unit
Operative Complesse e le Unit Operative Semplici Dipartimentali costitutive dei dipartimenti
sono quelle definite dalla programmazione regionale in materia ospedaliera.

Per quanto riguarda lorganizzazione della Struttura ospedale si rimanda allo schema organizzativo
allegato allatto.

Per le attivit diagnostico-terapeutiche non ricomprese tra quelle indicate nelle schede regionali
(D.G.R. 2122/2013), lAzienda si avvarr di specifici accordi conclusi con altre realt aziendali,
con eventuale sviluppo di dipartimenti interaziendali, a garanzia della continuit e della qualit
assistenziale per lutenza, sentito il parere dei competenti organismi regionali e sovra-aziendali.

Il Direttore Medico di Ospedale/Direttore Unico della Funzione Ospedaliera, in particolare:
- garantisce la funzione direzionale di tutte le attivit dellOspedale, anche attraverso il
coordinamento e lintegrazione tra i dipartimenti ospedalieri, promuovendo lo sviluppo dei
nuovi modelli organizzativi;
- garantisce la migliore funzionalit dei servizi ospedalieri, favorisce lerogazione di
unadeguata assistenza ospedaliera nonch la continuit dellassistenza, operando in
integrazione con il Direttore del Distretto e con il Direttore del Dipartimento di Prevenzione,
nellambito degli indirizzi strategici stabiliti dalla Direzione Generale, delle indicazioni del
Direttore Sanitario, e del budget assegnato;
- sovraintende alle attivit igienico-sanitarie, alla gestione del rischio clinico e della sicurezza
del paziente e degli operatori, alla formulazione delle proposte di formazione ed
aggiornamento, di promozione della qualit dei servizi sanitari dellOspedale;
- valuta i risultati e lappropriatezza delle attivit erogate;
- rappresenta alla Direzione Generale le necessit di risorse e la loro allocazione, in integrazione
con il Responsabile della SS Professioni Sanitarie Ospedale e con i Direttori dei Dipartimenti.

Art. 36
Il dipartimento di prevenzione
Il Dipartimento di Prevenzione costituisce la Struttura tecnico funzionale dellAzienda che ha il
compito di promuovere azioni volte a individuare e rimuovere le cause di nocivit e malattia di
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Atto aziendale ULSS N. 10 Veneto Orientale gennaio 2014
origine ambientale, umana e animale, mediante iniziative coordinate con i Distretti, con i
Dipartimenti dellAzienda ULSS e delle Aziende Ospedaliere, prevedendo il coinvolgimento di
operatori di diverse discipline. Partecipa inoltre, alla formulazione del programma di attivit della
ULSS, formulando proposte dintervento nelle materie di competenza e fornendo indicazioni in
ordine alla loro copertura finanziaria.

Nellattuale modificato scenario demografico ed epidemiologico che vede un progressivo
invecchiamento della popolazione ed un costante aumento dei costi socio assistenziali ed
economici, per la cura delle malattie cronico degenerative e dei tumori al Dipartimento di
Prevenzione assegnato il compito, di riorientare le professionalit e le competenze tecnico-
organizzative presenti, verso lo sviluppo di programmi di promozione della salute rivolti alla
popolazione che prevedano interventi coordinati per il contrasto ai principali fattori di rischio per
la salute, favorendo la partecipazione delle strutture aziendali, delle istituzioni locali e dei cittadini.

Il Dipartimento di Prevenzione, oltre alle attivit ordinarie di prevenzione e tutela della salute,
svolge funzioni specifiche di grande rilevanza nellattuazione di indirizzi nazionali, in rete con
altre strutture e/o enti, anche nei casi di emergenze sanitarie territoriali.

Coerentemente agli indirizzi regionali contenuti nel Piano Socio Sanitario 2012-2016 il
Dipartimento di Prevenzione ispirandosi ai principi di equit e trasparenza dei processi e
favorendo la partecipazione di istituzioni locali e cittadini, sviluppa azioni multidisciplinari per
garantire la:
a)profilassi delle malattie infettive e parassitarie ed il consolidamento e sviluppo delle
vaccinazioni, con particolare riferimento alla popolazione pediatrica e anziana;
b)lattuazione di strategie di prevenzione e controllo della malattie infettive emergenti e la gestione
delle emergenze sanitarie infettive;
c)tutela della collettivit dai rischi sanitari degli ambienti di vita anche con riferimento agli effetti
sanitari degli inquinanti ambientali, in collaborazione con gli uffici dei Comuni, Provincia e
ARPAV;
d)tutela della collettivit e dei singoli dai rischi infortunistici e sanitari connessi agli ambienti di
lavoro;
e)sanit pubblica veterinaria e sicurezza alimentare, che comprende sorveglianza epidemiologica
delle popolazioni animali e profilassi delle malattie infettive e parassitarie, farmacovigilanza
veterinaria, igiene delle produzioni zootecniche, tutela igienico-sanitaria degli alimenti e
attuazione del piano integrato della sicurezza alimentare;
f)sorveglianza e prevenzione nutrizionale;
g)sviluppo di attivit efficaci di promozione della salute e adozione di stili di vita sani,
migliorando la qualit di vita della popolazione.
h)la medicina legale nei termini contemplati dalla DGR n. 2271/2013, allegato c.

Organizzazione del Dipartimento di Prevenzione

Il Dipartimento di Prevenzione, che afferisce allarea di competenza del Direttore Sanitario
dellAzienda, organizzato in Unit Operative Complesse, articolate in Unit Operative Semplici
ed in Unit Operative Semplici Dipartimentali che, per lo svolgimento delle proprie funzioni, si
avvalgono di un supporto amministrativo specifico.

Il Direttore del Dipartimento di Prevenzione concorre al conseguimento degli obiettivi fissati dal
Direttore Generale ed alla determinazione, contrattazione e monitoraggio del budget del
Dipartimento di Prevenzione.

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Atto aziendale ULSS N. 10 Veneto Orientale gennaio 2014
Nellambito del Dipartimento di Prevenzione istituita lArea della Sanit Pubblica Veterinaria e
della Sicurezza Alimentare alla cui costituzione partecipano le strutture organizzative dellarea di
Sanit Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare.

A detta Area funzionale che opera quale centro di responsabilit, dotata di autonomia tecnico-
funzionale e organizzativa nellambito della struttura dipartimentale, preposto un Coordinatore
che risponde del perseguimento degli obiettivi dipartimentali e aziendali, dellattuazione delle
disposizioni normative e regolamentari regionali, nazionali e internazionali, nonch della gestione
delle risorse economiche attribuite.

Lintegrazione con il Distretto e lOspedale

Il Piano Socio-Sanitario Regionale 2012-2016 individua tra i principali compiti assegnati al
Dipartimento di Prevenzione quello della promozione della salute prevedendo un approccio
trasversale con le altre strutture aziendali che consenta di armonizzare le iniziative in una logica di
rete e di favorire la sinergia intersettoriale tra tutti i professionisti coinvolti. Ai fini preventivi,
dunque, strategica una visione integrata, non solo fra servizi del Dipartimento di Prevenzione ma
anche in coordinamento con il Distretto e lOspedale, ed in particolare con i medici e pediatri di
famiglia e con le strutture a diverso titolo impegnate nella tutela della Salute pubblica.

Rappresentano obiettivi prioritari del Dipartimento di Prevenzione:
a)prevenire le malattie suscettibili di vaccinazione individuando strategie per mantenere o
migliorare le coperture raggiunte, perseguendo un coinvolgimento attivo dei medici/pediatri di
famiglia anche nellazione di sensibilizzazione ed informazione della popolazione;
b)ridurre la mortalit per carcinoma della mammella, della cervice uterina e del carcinoma del
colon-retto, attraverso i programmi di screening di massa per una diagnosi precoce delle malattie
oncologiche. Lintegrazione funzionale tra Dipartimento, Distretto e Ospedale volta ad
incrementare la partecipazione e laccesso agli screening nella popolazione generale e nei
sottogruppi specifici;
c)promuovere la prevenzione primaria e la promozione degli stili di vita sani per prevenire le
patologie cronico-degenerative e le loro complicanze, individuando come obiettivi da realizzare in
integrazione con le strutture distrettuali;
-la riduzione della percentuale di fumatori abituali, con particolare riguardo alle fumatrici e a
soggetti in et giovane-adulta, anche attraverso azioni di educazione, sostegno ed incentivo alla
cessazione di fumo;
-lincremento dellattivit motoria, con riguardo alla popolazione giovane-adulta e adulta-anziana;
-la prevenzione dellobesit, con particolare riguardo a quella infantile, anche attraverso la
realizzazione di adeguate campagne informative;
-la riduzione del numero di consumatori di alcool a rischio attraverso azioni di prevenzione ed
interventi di counselling breve;
d)ridurre lincidenza e la mortalit per malattie ischemiche del cuore e cerebrovascolari,
attraverso:
-la valutazione del rischio con il coinvolgimento dei medici di famiglia;
-lindividuazione di percorsi personalizzati per la modifica degli stili di vita.

Art. 37
Il distretto socio sanitario
Il modello che questa Azienda ha definito per il proprio territorio, si distingue per la flessibilit
delle strutture che fanno parte della Filiera assistenziale, in grado di raggiungere, secondo i bisogni
di cura ed assistenza, la Persona malata e di mantenere una elevata qualit dellofferta sanitaria e
socio sanitaria attraverso gli strumenti innovativi introdotti dal nuovo PSSR. (AFT e MdGI).
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Atto aziendale ULSS N. 10 Veneto Orientale gennaio 2014

Lerogazione efficace degli interventi presuppone una considerazione globale dei bisogni della
persona e della sua famiglia, realizzata di norma attraverso lUnit Valutativa Multidimensionale
Distrettuale (UVMD).
Il sistema integrato costituisce la condizione essenziale per migliorare il rapporto tra le strutture ed
il cittadino e garantire che le risposte e gli interventi forniti siano fondati sul riconoscimento delle
persone nella loro globalit bio-psico-sociale, ed in stretto rapporto con i loro specifici contesti di
vita.

La programmazione, gestione, verifica e controllo dellerogazione delle prestazioni sanitarie e
socio sanitarie legate alla promozione della salute, prevenzione cura e riabilitazione, non pu
prescindere dallassunto che:

il bisogno di salute complesso, necessita di interventi curativi ed interventi assistenziali: nel
garantire lappropriatezza dellintervento tecnico sanitario e la continuit tra cure primarie ed
intermedie necessario attivare un progetto individualizzato integrato di presa in carico,
predisposto a livello multi dimensionale e multi professionale in particolar modo per i cittadini
fragili.

Predisporre una presa in carico globale della persona fragile e della sua famiglia prevede che gli
operatori dei diversi sistemi (sistema sanitario/sistema sociale) favoriscano la costruzione di una
rete integrata tra i servizi sanitari e i servizi sociali: il contesto territoriale, il Distretto socio-
sanitario, deve essere riconosciuto quale unit di riferimento del processo di programmazione per
pensare, programmare e poi attuare il sistema integrato di servizi ed interventi, nel quadro dei
livelli essenziali definiti dallart.22 della L.328/2000.

Vengono, qui, indicati gli obiettivi di sistema ed il modello assistenziale necessario per
conseguirli.

- OBIETTIVI DA RAGGIUNGERE NEL TRIENNIO 2014 2015

Il numero dei Distretti e quello delle Aggregazioni Funzionali Territoriali, sono stati determinati
dalla programmazione regionale con DGR n. 68/CR del 18 giugno 2013 e successive modifiche ed
integrazioni.

Nel Distretto e per ciascuna AFT, sono previste Medicine di Gruppo Integrate che saranno attivate
su progetti di riallocazione della offerta assistenziale dallospedale al territorio, con le relative
risorse. Entro il 2015 i medici saranno organizzati in Medicine di Gruppo Integrate.

- MODELLO ASSISTENZIALE DI RIFERIMENTO DISTRETTO SOCIO SANITARIO
La conferma e il consolidamento, in tutto il contesto veneto, del modello di Distretto socio-
sanitario forte vengono a rappresentare scelte strategiche della programmazione regionale e
aziendale, scelte su cui si impernia la complessiva ridefinizione organizzativa del SSSR.

Il modello cui ci si riferisce interpreta il Distretto come il luogo privilegiato di gestione e di
coordinamento funzionale ed organizzativo della rete dei servizi socio-sanitari territoriali, nelle
piene funzioni di committenza-governo e di produzione-erogazione.

Pi nel dettaglio il Distretto sociosanitario:
il centro di riferimento per laccesso a tutti i servizi dellAzienda ULSS, polo unificante di
tutti i servizi sanitari, socio-sanitari e socio-assistenziali territoriali, sede di gestione e
deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 32 di 85

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coordinamento operativo ed organizzativo dei servizi territoriali;
assicura lerogazione dellassistenza territoriale (nellaccezione di primary care) attraverso un
elevato livello di integrazione tra i servizi sanitari, socio-sanitari e socio-assistenziali, al fine di
garantire una risposta coordinata e continuativa ai bisogni socio-sanitari della comunit;
larticolazione organizzativo-funzionale dellAzienda ULSS che meglio consente di
governare i processi assistenziali alla persona, assicurando anche una integrazione fra
istituzioni, gestendo unitariamente diverse fonti di risorse derivanti dal Servizio Sanitario
Nazionale (SSN) e dal Servizio Socio-Sanitario Regionale (SSSR), dai Comuni, dalla
solidariet sociale.
Rientrano nel livello di assistenza territoriale:
assistenza medica primaria (medicina/pediatria di famiglia, continuit assistenziale);
assistenza farmaceutica;
assistenza specialistica territoriale;
assistenza protesica;
assistenza infermieristica;
assistenza sociale;
assistenza consultoriale per la tutela dellinfanzia e della famiglia;
assistenza neuropsichiatrica e psicologica infantile ed adolescenziale;
cure domiciliari;
cure palliative;
assistenza residenziale, semiresidenziale ed intermedia per adulti-anziani non autosufficienti;
assistenza residenziale e semiresidenziale in area disabilit, dipendenze, salute mentale ed et
evolutiva;
riabilitazione;
assistenza scolastica e inserimento lavorativo dei disabili;
assistenza alle dipendenze patologiche;
assistenza psichiatrica;
assistenza penitenziaria.

- MANDATO (articolato in quattro macro funzioni)
Il mandato del Distretto socio-sanitario si articola in quattro macro-funzioni fondamentali:
analisi e valutazione dei bisogni di salute;
gestione diretta di servizi ed interventi che rientrano nel livello di assistenza territoriale,
avvalendosi di operatori e di unit operative proprie, oppure attraverso rapporti convenzionali
con operatori od organizzazioni esterne;
realizzazione dellintegrazione socio-sanitaria a livello istituzionale, gestionale ed operativo;
governo dei consumi di prestazioni indirette (farmaceutiche, specialistiche ambulatoriali ed
ospedaliere, protesica) attraverso lattivit di orientamento del cittadino e, soprattutto, la piena
integrazione nellorganizzazione distrettuale della Medicina Convenzionata.

- ORGANIZZAZIONE (caratterizzata dalla flessibilit organizzativa delle risposte assistenziali,
attuando il concetto di filiera della presa in carico di area)
I criteri cardine sui quali si fonda lorganizzazione distrettuale sono:
ladozione di un metodo di lavoro interdisciplinare, attraverso lintegrazione delle competenze
dei vari servizi aziendali, garantendo la compresenza dei tre ambiti di intervento ossia
sanitario, socio-sanitario integrato e socio-assistenziale;
la flessibilit nellorganizzazione delle risposte assistenziali, attuando il concetto di filiera
della presa in carico di area nella prospettiva dello sviluppo e dellintegrazione del Progetto
Assistenziale Individualizzato a garanzia dei soggetti fragili;
deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 33 di 85

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la valorizzazione dei medici e pediatri di famiglia quali riferimenti diretti per le persone e le
famiglie, con funzioni specifiche di educazione e promozione della salute, di valutazione dei
bisogni, di regolamentazione e razionalizzazione dellaccesso al SSN, ed a cui spetta un ruolo
centrale nel governo dei bisogni assistenziali;
la piena integrazione dello specialista ambulatoriale interno nei PDTA con il coinvolgimento
attivo nellerogazione appropriata dei livelli di assistenza;
la valorizzazione del ruolo dellinfermiere nel prendersi cura autonomamente del processo di
nursing nellambito del percorso assistenziale, svolgendo la funzione di case manager della
persona in stato di cronicit, attivando le risorse assistenziali e comunque coordinandosi con il
medico/pediatra di famiglia;
la valorizzazione del ruolo di tutte le professioni sanitarie e sociali che operano nella rete dei
servizi territoriali, quali portatrici di competenze specifiche per una corretta lettura e presa in
carico del bisogno nella sua globalit;
lorientamento delle attivit per programmi definiti dintesa con i Comuni e formalizzati nel
Piano di Zona, che rappresenta lo strumento di collaborazione e di programmazione tra
Aziende ULSS, Amministrazioni Locali, strutture residenziali (Centri di Servizio), associazioni
di volontariato, cooperazione sociale ed altri attori locali.

- RUOLI E RESPONSABILIT (nellorganizzazione territoriale)
Il Territorio diretto da un Direttore, unico responsabile organizzativo-gestionale dellintera
funzione territoriale che:
responsabile della funzione direzionale di tutte le attivit dei Distretto;
persegue gli obiettivi di risultato e di attivit, negoziati in sede di contrattazione di budget
con la Direzione aziendale, mediante le risorse assegnate ai Distretto. Con la medesima
metodologia definisce attivit, risultati e risorse con le strutture afferenti ai Distretto.
Lorganizzazione territoriale prevede un unico Distretto, con le Unit Operative riportate nelle
schede allegate.

- CRONICITA (Lapproccio multidisciplinare ed interdisciplinare)
Larea della cronicit, in progressiva crescita, senza dubbio il tema meritevole di maggiori
attenzioni sia in considerazione degli impatti sulla qualit e sulla continuit dellassistenza erogata,
sia in quanto assorbe pi della met del fabbisogno di servizi e di risorse. Si avverte, perci,
lesigenza di definire nuovi modelli assistenziali caratterizzati da un approccio multidisciplinare ed
interdisciplinare, in grado di porre in essere meccanismi di integrazione delle prestazioni sanitarie
e sociali territoriali ed ospedaliere, favorendo la continuit delle cure e ricorrendo a misure
assistenziali ed organizzative di chiara evidenza scientifica ed efficacia. Per la gestione di questa
priorit il sistema aziendale si orienta verso un modello di assistenza integrato, le cui dimensioni
strategiche sono:
lorganizzazione in team multa professionali composti da vari professionisti sanitari e sociali,
strutturata su una chiara divisione del lavoro, fondata sulla pianificazione delle attivit e del
follow up, garantendo lintegrazione attraverso limplementazione di appositi PDTA;
lindividuazione di un case manager allinterno del team multi professionale che prenda in
carico lassistito e proattivamente lo segua, ne verifichi i progressi, coordini gli interventi fra i
vari attori, funga da interfaccia con il medico di famiglia e gli specialisti;
il supporto allautocura attraverso cui il paziente diventa il protagonista attivo dei processi
assistenziali, coinvolgendo e responsabilizzando il cittadino nelle decisioni che attengono alla
propria salute;
il supporto sistematico ai professionisti nelle decisioni assistenziali anche attraverso il
potenziamento dei sistemi informativi in grado di seguire il cittadino nel suo percorso
assistenziale e nel contatto con tutti i servizi socio-sanitari del Distretto;
deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 34 di 85

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ladozione di linee guida basate sullevidenza ed il potenziamento della formazione continua
che rappresentano per il team gli strumenti necessari per fornire unassistenza ottimale ai
pazienti cronici;
il coinvolgimento attivo delle risorse della comunit, stabilendo solidi collegamenti fra
organizzazioni sanitarie e comunit locali attraverso programmi di partecipazione (es. la messa
a disposizione di strutture, ecc.);
la sperimentazione di modelli di intervento e di presa in carico multi professionali che
avvalorino lefficacia dellapproccio integrato bio-psicosociale alla persona. Nella gestione
integrata della cronicit il medico/pediatra di famiglia rappresenta il principale referente e
corresponsabile della presa in carico, in grado di svolgere la funzione di accompagnamento dei
pazienti, con lobiettivo di conseguire la migliore adesione ai percorsi assistenziali, nel pieno
coinvolgimento dei pazienti stessi. Questo approccio presuppone una medicina di famiglia
organizzata e coadiuvata da personale infermieristico, di supporto ed amministrativo, una
collaborazione funzionale con gli specialisti territoriali ed ospedalieri, la messa a punto di un
sistema informativo integrato. In particolare rappresentano elementi indispensabili per una
corretta ed efficace presa incarico:
o la formalizzazione di PDTA;
o la compilazione dei registri di patologia;
o la tracciabilit del percorso assistenziale;
o la programmazione del follow up;
o limplementazione di percorsi di audit su obiettivi ed indicatori di out come condivisi.
Per rendere operativo il modello di presa in carico della cronicit necessario implementare in
modo diffuso su tutto il territorio aziendale le Medicine di Gruppo Integrate, forme associative pi
evolute, esito del perfezionamento e consolidamento dei processi di sperimentazione avviati nel
corso degli anni. Si tratta cio di radicare stabilmente un modello organizzativo che propone una
rimodulazione dellofferta assistenziale non solo in termini di accessibilit (ampliamento degli
orari di apertura degli studi medici), ma anche rispetto al conseguimento di specifici obiettivi di
salute.

- FILIERA ASSISTENZIALE TERRITORIALE (per un sistema di cure graduale)
I mutamenti della struttura familiare, dei bisogni della popolazione e la diffusione del ricorso da
parte delle famiglie ad assistenti familiari, richiedono un profondo ripensamento dellarticolazione
della rete assistenziale secondo un sistema di cure graduali nellambito del Distretto, fondato su
azioni coordinate ed in stretta sinergia. Pi in dettaglio la filiera dellassistenza territoriale deve
assicurare:
lassistenza primaria,
le cure domiciliari,
lassistenza specialistica e le cure palliative,
lassistenza semiresidenziale e residenziale,
lassistenza in strutture di ricovero intermedie.
Questi livelli assistenziali vengono garantiti attraverso alcuni nodi fondamentali della rete
territoriale ossia attraverso i servizi distrettuali, la Medicina di Gruppo Integrata, le strutture
residenziali (Centri di Servizio), lUnit Riabilitativa Territoriale, lOspedale di Comunit, i
servizi domiciliari comunali. Al Distretto afferisce la gestione operativa di tutti questi nodi in
unottica di rete assistenziale atta a realizzare risposte modulate ai diversi bisogni.
Lerogazione efficace degli interventi presuppone una considerazione globale dei bisogni della
persona e della sua famiglia, realizzata di norma attraverso lUnit Valutativa
Multidimensionale Distrettuale (UVMD), che assicura:
la valutazione multidimensionale dei bisogni della persona nella sua complessit;
la definizione del Progetto Assistenziale Individualizzato, compatibile con le risorse a
deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 35 di 85

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disposizione, nel quale vengono individuate le responsabilit dei soggetti e delle strutture
coinvolte;
la presa in carico multiprofessionale;
la valutazione sistematica degli interventi e degli esiti assistenziali attesi.
Attraverso la definizione della natura e dellintensit dellintervento assistenziale, lUVMD
promuove ed assicura la continuit dellassistenza tra le diverse articolazioni della rete dei servizi,
sviluppando, anche attraverso appositi protocolli operativi, lintegrazione tra servizi distrettuali,
presidi ospedalieri, servizi domiciliari comunali, servizi residenziali e semiresidenziali e, laddove
organizzati, servizi svolti dal volontariato.

- MEDICINE DI GRUPPO INTEGRATE (per la presa in carico dei bisogni socio-sanitari di
una definita Comunit).
Sono organizzazioni fondate su un team multiprofessionale e multidisciplinare, strutturate sulla
definizione dei problemi a cui il team stesso deve garantire una risposta.
Lintegrazione professionale comprende medici di famiglia, operanti in una sede di riferimento,
specialisti ambulatoriali interni, medici di continuit assistenziale, infermieri, operatori socio-
sanitari, assistenti sociali, psicologi.
Svolgono le seguenti funzioni:
di rappresentare nodi della rete territoriale, centrati sulla persona, orientati sulla famiglia,
inseriti nella Comunit;
di gestire la presa in carico dei bisogni socio-sanitari di una definita Comunit;
di garantire la continuit dellassistenza nelle sue diverse accezioni (gestionale, informativa,
relazionale), assicurando una risposta certa allassistito nellarco delle 24 ore, anche attraverso
forme di raccordo tra Ospedale-Territorio e con gli altri nodi della rete territoriale;
di realizzare programmi di prevenzione, erogare prestazioni per il paziente acuto e gestire il
paziente cronico, ampliando il ruolo del personale infermieristico nella gestione della cronicit
e nelle iniziative promozionali sugli stili di vita;
di implementare PDTA, basati sullevidenza scientifica e definiti su protocolli condivisi con
tutti gli attori coinvolti, sviluppando la collaborazione consulenziale dello specialista al medico
di famiglia, anche tramite il teleconsulto;
di garantire i LEA, attraverso obiettivi di salute misurabili con indicatori di out come clinico ed
organizzativo da definire attraverso i Patti aziendali, finalizzando al meglio le diverse
professionalit e valorizzandone il ruolo;
di essere impegnati nellintegrazione informativa/informatica sia a livello orizzontale (tra i
componenti del team) sia a livello verticale (con lAzienda ULSS), implementando un sistema
informativo integrato in cui i medici di famiglia alimentano ed utilizzano in modo
professionale la cartella informatizzata, supportati da collegamenti con il sistema informativo
aziendale nellaccesso alla documentazione sanitaria;
di integrare le analisi epidemiologiche anche ai fini di valutare il case mix della propria
popolazione assistita e di supportare limplementazione di audit interni (tra pari e con le
componenti aziendali) e di audit civici, coinvolgendo la Comunit.
Lestensione delle Medicine di Gruppo Integrate vuole garantire luniformit assistenziale a tutti
gli assistiti dellAzienda e superare differenze territoriali ed organizzative. La sostenibilit
economica resta, peraltro, il cardine per sviluppare questi nuovi modelli organizzativi. Pi in
generale necessario prevedere una maggiore omogeneizzazione dei Patti aziendali con la
Medicina Convenzionata, con riferimento ai contenuti ed ai relativi sistemi premianti.

- ASSISTENZA SPECIALISTICA E CURE PALLIATIVE (collocata in maniera trasversale ai
diversi nodi della rete assistenziale territoriale. Per la cure palliative si conferma e si rafforza
lapplicazione della L.R. n. 7/2009)
deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 36 di 85

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Lassistenza specialistica una funzione fondamentale governata dal Distretto e collocata in
maniera trasversale ai diversi nodi della rete assistenziale territoriale, supporto necessario
allattivit del medico di famiglia, erogata anche nellambito degli interventi domiciliari, presso
strutture di ricovero intermedie e presso le strutture residenziali (Centri di Servizio).
Lo specialista territoriale, sia esso specialista ambulatoriale interno che dipendente, potr operare
presso le sedi distrettuali (anche organizzato in Centri Polispecialistici Territoriali) ed anche presso
le sedi delle Medicine di Gruppo Integrate, venendo in ogni caso a configurarsi come consulente di
riferimento per la medicina di famiglia, sviluppando una relazione di confronto e di discussione sui
casi finalizzata ad accrescere le competenze reciproche, impiegando anche il teleconsulto ed
operando sulla base di PDTA condivisi. Il sistema informativo dovr supportare le diverse fasi del
PDTA del singolo paziente e costituire garanzia di integrazione informativa e di continuit
dellassistenza. Per questo sar necessario sviluppare il collegamento in rete con i medici di
famiglia e con le strutture distrettuali ed ospedaliere. Lattivit specialistica erogata dal privato
accreditato dovr integrarsi pienamente nel sistema e svolgere una funzione di supporto,
rispondendo a criteri di qualit e di appropriatezza, nellottica di implementare una rete
complessiva di accesso alle prestazioni.
Particolarmente importante lambito delle cure palliative per lassistenza ai malati in fase
terminale di ogni malattia cronica ed evolutiva, che devono essere presi in carico dal Distretto,
assicurando al medico di famiglia il supporto delle professionalit necessarie. Lattenzione alla
prossimit al decesso, oltre ad assumere un valore etico, rappresenta un fattore decisivo nel
determinare lospedalizzazione e gli stessi costi dellassistenza sanitaria e richiede
unorganizzazione per processi in grado di superare la frammentazione degli interventi e lagire
settoriale. In questo ambito le cure palliative sono erogate prevalentemente a domicilio, ma anche
in posti letto dedicati presso gli Hospice, gli Ospedali di Comunit o nelle strutture residenziali
(Centri di Servizio), nellintento di rendere pi appropriato il ricorso al ricovero ospedaliero e
garantire al malato ed alla sua famiglia le professionalit e gli ambiti assistenziali coerenti con i
bisogni.
Al fine di garantire luniformit assistenziale su tutto il territorio aziendale, si conferma e si
rafforza lapplicazione della L.R. n. 7/2009, prevedendo una evoluzione dei suoi contenuti anche
alla luce dei recenti indirizzi ministeriali.

- CURE DOMICILIARI (per il mantenimento della persona nel proprio ambiente di vita ed al
proprio domicilio)
Posto come obiettivo qualitativamente e culturalmente rilevante il favorire il mantenimento della
persona nel proprio ambiente di vita ed al proprio domicilio, diventa strategico lo sviluppo delle
cure domiciliari su tutto il territorio aziendale. Nello specifico vengono individuate le seguenti
linee di indirizzo:
- lo sviluppo pianificato, in maniera omogenea di modelli che garantiscano la continuit
dellassistenza, consolidando le esperienze di ammissione e dimissione protetta con il pieno
coinvolgimento del medico di famiglia, valorizzando il ruolo del case manager
(infermieristico) quale figura di collegamento e facilitatore organizzativo, responsabilizzando
e coinvolgendo la famiglia nellattuazione del Progetto Assistenziale Individualizzato;
- limplementazione graduale di modelli organizzativi in grado di garantire assistenza nelle 24
ore, 7 giorni su 7, anche attraverso lo sviluppo di centrali operative come punti di ricezione
delle istanze, di coordinamento delle risposte e di gestione dei trasferimenti dallOspedale alle
strutture territoriali (ammissioni e dimissioni protette), nonch di costante collegamento con i
medici di famiglia. In particolare lassistenza infermieristica distrettuale, rientrando tra i livelli
di assistenza che devono essere salvaguardati, dovr essere assicurata nelle 24 ore, 7 giorni su
7;
- lo sviluppo della radiologia a domicilio al fine di supportare lattivit di diagnosi e cura,
nellottica di facilitare laccesso ai servizi e di migliorare lumanizzazione dellassistenza;
deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 37 di 85

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- il raggiungimento di una piena integrazione informativa e gestionale tra assistenza domiciliare
sanitaria e sociale, coinvolgendo i Comuni nellottica di realizzare gradualmente un Servizio
Assistenziale Domiciliare 7 giorni su 7 e, quindi, offrire una continuit di risposta;
- il consolidamento della informatizzazione delle cure domiciliari allo scopo di rispondere alle
esigenze assistenziali, gestionali e valutative.

- ASSISTENZA RESIDENZIALE E SEMIRESIDENZIALE (il patrimonio rappresentato dalle
strutture residenziali - Centri di Servizio - va preservato ed adattato gradualmente alle nuove
necessit)
Lassistenza residenziale e semiresidenziale svolta dai Centri di Servizio e dai Centri Diurni, oltre
ad essere di fondamentale supporto ai processi di continuit Ospedale-Territorio, rappresenta per
alcune tipologie di utenti lunica vera risposta ai bisogni socio-sanitari. Casi relativamente
complessi e per i quali non sia possibile un progetto domiciliare possono essere di fatto assistiti
solo in condizioni di lungo-assistenza residenziale, siano essi anziani, disabili o persone affette da
malattie psichiatriche. Peraltro a fronte degli attuali trend demografici (con incremento notevole
dellaspettativa di vita, delle malattie croniche e delle situazioni di invalidit) e delle modifiche
strutturali e compositive della famiglia, il patrimonio rappresentato dalle strutture residenziali
(Centri di Servizio) va preservato ed adattato gradualmente alle nuove necessit, nel rispetto di
standard strutturali, organizzativi e professionali. Sempre pi sono strutture polivalenti, flessibili,
distribuite nel territorio ed integrate con le Aziende ULSS, con i Comuni e, pi in generale, con le
comunit locali. Non si tratta di una integrazione formale od occasionale (lUVMD per lingresso
e la costituzione di una lista unica di attesa per Azienda ULSS rappresentano gi dei significativi
passi in avanti), ma di una integrazione organizzativa e professionale, che cresce con laumentare
della complessit dellutenza assistita: la gestione delle presenze e dei ricoveri, la scheda terapia, le
richieste di accertamenti, il collegamento con la Continuit Assistenziale, il ruolo del medico di
famiglia allinterno della struttura, il ruolo del coordinatore, lintegrazione delle professionalit
infermieristiche e della riabilitazione, il ruolo del personale addetto allassistenza sociale e socio-
sanitaria.
Sono scelte strategiche:
il potenziamento ed il consolidamento dellintegrazione funzionale delle strutture residenziali
(Centri di Servizio) e semiresidenziali (Centri Diurni) con i servizi distrettuali, ricercando in
ciascun territorio un corretto rapporto tra gli standard di offerta dellassistenza domiciliare e
lofferta di servizi residenziali e semiresidenziali;
la rivisitazione dellassistenza medica allinterno delle strutture residenziali (Centri di Servizio)
e semiresidenziali (Centri Diurni).
Particolare attenzione verr data anche alle unit di offerta per stati vegetativi persistenti e di
minima coscienza al fine di garantire una pi organica, innovativa ed elevata risposta alle necessit
sia delle persone ospiti sia delle famiglie fortemente provate da questi eventi.

- ASSISTENZA IN STRUTTURE DI RICOVERO INTERMEDIE (in grado di accogliere i
pazienti per i quali non sia prefigurabile un percorso di assistenza domiciliare)
Si configura come obiettivo strategico lo sviluppo dellassistenza intermedia, attivando strutture di
ricovero temporaneo in grado di accogliere i pazienti per i quali non sia prefigurabile un percorso
di assistenza domiciliare e risulti improprio il ricorso allospedalizzazione o
allistituzionalizzazione. Posta, infatti, come scelta da privilegiare il mantenimento del paziente al
proprio domicilio, qualora lo stato di salute ed il contesto familiare non lo consentano,
linserimento in queste strutture pu rappresentare lalternativa comunque temporanea.
In tale ambito si individuano, in particolare, due specifiche unit di offerta: Ospedale di Comunit
e lUnit riabilitativa territoriale

- STRUMENTI DI SUPPORTO (per rendere pi efficace ed efficiente le azioni del sistema
deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 38 di 85

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aziendale)
Rappresentano elementi strategici ed azioni di supporto per rendere pi efficace ed efficiente la
filiera assistenziale:
la valorizzazione del ruolo dellassistenza domiciliare, della specialistica e delle cure palliative
quali servizi gestiti dal Distretto e collocati in maniera trasversale alla filiera dellassistenza,
ossia quali elementi fondamentali a supporto dellattivit delle Medicine di Gruppo Integrate,
delle strutture di ricovero intermedie, delle strutture residenziali (Centri di Servizio) e
semiresidenziali (Centri Diurni), nellottica di rendere completo il percorso assistenziale nei
suoi diversi passaggi;
la formalizzazione dellintegrazione tra Ospedale e Territorio finalizzata ad una presa in carico
continuativa, attraverso listituzione in Azienda ULSS di un Coordinamento per la
pianificazione e lorganizzazione delle attivit relative alla gestione del paziente dallOspedale
al Territorio e dal Territorio allOspedale, definendo i protocolli operativi. LUVMD rimane lo
strumento di definizione del Progetto Assistenziale Individualizzato che concretizza anche gli
indirizzi elaborati dallorganismo di coordinamento;
ladeguamento e la qualificazione delle professionalit, anche attraverso la formazione
continua, al fine di ampliare la cultura del lavoro in team multiprofessionali e di adottare
modelli di lavoro a rete. Nello specifico si prevede lo sviluppo delle professioni sanitarie con
valorizzazione della figura dellinfermiere, anche attraverso lattribuzione di ruoli gestionali.
Per una efficace e razionale organizzazione, gestione ed integrazione degli infermieri nel team
multi professionale, il Direttore della funzione territoriale si avvarr del supporto di un
responsabile infermieristico che:
partecipi alla programmazione delle attivit distrettuali,
supporti limplementazione di modelli assistenziali innovativi coerenti con la metodologia del
nursing case management,
supporti le sperimentazioni di nuovi modelli organizzativi assistenziali. In particolare viene
considerata strategica la funzione di case manager per realizzare la continuit ed il
coordinamento dellassistenza.
informatizzazione della medicina convenzionata: con DDGGRR n. 2258/2011 e n. 1753/2013
stato definito ladeguamento della dotazione informatica secondo uno specifico standard, che
consente ai Medici stessi di operare in rete. ora necessario passare dalla fase della
implementazione a quella di messa a regime del sistema informativo/co, in considerazione
della crescente importanza di analizzare e misurare i bisogni assistenziali e la tracciabilit dei
percorsi assistenziali, rendendo disponibili quelle informazioni per erogare la migliore cure ed
assistenza al paziente.

Art. 38
Lintegrazione ospedale-territorio
La piramide del rischio costituisce lo strumento utilizzato per stratificare il diverso bisogno
(case-mix), il luogo di cura e lo strumento di gestione ideale al livello di rischio dellassistito. I
livelli crescenti da 0 a 5 individuano altrettanti livelli gerarchicamente ordinati di case-mix che
implicano un crescente utilizzo di risorse sanitarie da parte del paziente al crescere del livello di
rischio (Resource Utilization Band o RUB) ed al variare del luogo di cura.

Sorvegliare sul corretto posizionamento dellassistito nella filiera assistenziale e sulla risposta
appropriata per livello di rischio e luogo di cura, costituisce unazione indispensabile per garantire
un uso equo e efficiente delle risorse a disposizione del servizio sanitario.

Per garantire tutto ci, necessario che il territorio si doti di strumenti sempre pi sensibili e
tempestivi per:
deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 39 di 85

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Atto aziendale ULSS N. 10 Veneto Orientale gennaio 2014
misurare correttamente il livello di rischio dellassistito (case-mix) con strumenti sperimentati
e validi che associno il bisogno semplice o complesso alla riposta assistenziale pi appropriata;
far transitare lassistito in percorsi protetti durante il passaggio da un luogo di cura o da un
livello di rischio allaltro riducendo al minimo i pi frequenti eventi avversi associati alla
transizione nelle cure che sono: errori, duplicazioni, gaps e cadute assistenziali, perdita al
follow-up, spreco di risorse.

In uno scenario epidemiologico caratterizzato dallaumento della prevalenza della multi-morbilit
(co-presenza di diverse patologie o condizioni nella stessa persona), fondamentale mettere a
punto e selezionare sistemi esperti di misurazione del case-mix nella popolazione. Questi sistemi
sono noti e sedimentati in ambito ospedaliero, mentre sono ancora utilizzati, con alcune riserve, in
ambito territoriale.

Il significativo investimento richiesto per lo sviluppo della filiera territoriale trova risorse, da un
lato, nella riconversione di strutture ospedaliere riconvertite e, dallaltro, nella riallocazione
funzionale del personale ospedaliero e delle corrispondenti risorse nei servizi territoriali. Questo
affinch possa essere garantito un percorso assistenziale al cittadino senza soluzione di continuit.

Larchitettura auspicabile per il sistema complessivo poggia su cinque elementi-chiave:
- organizzazione ospedaliera funzionale alla interazione, ad esempio con riferimento alla
Continuit Assistenziale, e alle Ammissioni e/o Dimissioni protette;
- organizzazione territoriale funzionale allinterazione, ad esempio con riferimento
allimplementazione di call center/centrali operative, sistemi di comunicazione in rete,
strutture centralizzate dove incontrarsi;
- sistema informativo centrato sul paziente ed accessibile sia dallOspedale che dal Territorio;
- coerenza e coincidenza degli obiettivi assegnati allOspedale ed al Territorio, in particolare per
gli obiettivi di processo;
- percorsi diagnostico-terapeutici condivisi come strumento professionale di integrazione e
miglioramento di qualit dellassistenza.

A fronte di una siffatta architettura opportuno sottolineare che:
- gli ambiti e le attivit collaborative tra Ospedale e Cure Primarie devono essere definiti
salvaguardando la sostenibilit organizzativa e seguendo criteri di equit di incentivazione per
i diversi professionisti di entrambi i livelli assistenziali;
- fondamentale, in particolare nella cura del paziente fragile, che la collaborazione tra
professionisti poggi sullapproccio bio-psico-sociale e cio sulla definizione dei problemi e
degli obiettivi di salute della singola persona;
- in ambito ospedaliero gli obiettivi collegati allintegrazione con le Cure Primarie debbono
essere chiari e prioritari.

Art. 39
I servizi professionali, tecnici ed amministrativi
Le funzioni ed attivit finalizzate a supportare la direzione aziendale nei processi di pianificazione
strategica, programmazione operativa, controllo, garanzia e miglioramento continuo della qualit,
budgeting, controllo di gestione e valutazione, e quelle necessarie a garantire la funzionalit
dellospedale, del distretto socio sanitario e del dipartimento di prevenzione, mediante
lacquisizione, organizzazione e gestione delle risorse umane, informative, finanziarie,
patrimoniali e materiali, sono organizzate su due distinti livelli.

Al primo livello, appartengono le unit operative incaricate di supportare la direzione aziendale nei
sopraindicati processi e quelle deputate allo svolgimento delle attivit amministrative, tecniche e
deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 40 di 85

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Atto aziendale ULSS N. 10 Veneto Orientale gennaio 2014
professionali che implicano particolari competenze, di quelle volte ad assicurare luniformit dei
comportamenti tra le diverse strutture operative dellazienda e di quelle che appare opportuno, per
ragioni di efficienza e di efficacia, gestire comunque a livello centrale.

Lespletamento di tutte quelle attivit, specie se urgenti o non programmabili, che presentano
essenzialmente un carattere operativo, per essere volte prevalentemente al diretto soddisfacimento
delle esigenze dellutenza, o che trovano a livello locale la loro ragion dessere, anche in questo
caso, in termini di efficienza e di efficacia, vengono attribuite alla competenza di specifiche unit
operative dellospedale, del distretto socio sanitario e del dipartimento di prevenzione.

Art. 40
La disciplina dei contratti di lavori e fornitura di beni e servizi
I contratti dellazienda unit locale socio sanitaria relativi a lavori ed alla fornitura di beni e servizi
sono regolati dalle vigenti disposizioni legislative statali e regionali.

I contratti pubblici di forniture, servizi e lavori sono disciplinati dal D. Lgs. 12 aprile2006 n. 163 e
successive modifiche e integrazioni, che ha recepito le Direttive europee in materia (n. 17/2004
CE, n. 18/2004 CEE), in particolare in materia di principi di libera concorrenza e di non
discriminazione. Per lacquisizione di forniture, servizi e lavori lAzienda informa la propria
attivit ai principi della programmazione annuale, della coerenza con il sistema budgetario, della
trasparenza, della imparzialit e della massima concorrenzialit; essa persegue obiettivi di
efficacia, efficienza ed economicit, nel rispetto dei vincoli di spesa definiti a livello di bilancio e
degli altri atti di programmazione aziendale e di gestione delle risorse. LAzienda utilizza, ai sensi
di specifici Regolamenti per lacquisizione di beni, servizi e lavori in economia, anche
lamministrazione diretta e cottimo fiduciario.

LAzienda, nei limiti consentiti dalle norme comunitarie, nazionali e regionali, tiene conto della
funzione sociale del volontariato, delle associazioni di promozione sociale, del ruolo di
promozione umana di integrazione sociale delle persone maggiormente svantaggiate svolto dalle
cooperative sociali e privilegia, nella scelta delle procedure di affidamento dei servizi in
particolare di quelli socio-sanitari, il ricorso a forme di aggiudicazione e negoziali che consentano
ai soggetti del terzo settore, la piena espressione della loro progettualit.

LAzienda promuove le forme pi avanzate di commercio elettronico, anche al fine della
comparazione delle condizioni contrattuali, e tutte le iniziative connesse con levoluzione dei
processi di acquisizione, finalizzati alla riduzione dei costi. In tale prospettiva, lAzienda, nel
pieno rispetto di specifici indirizzi, direttive e disposizioni emanati in proposito sia a livello
nazionale che regionale, aderisce e collabora ai progetti di acquisti cumulativi promossi e
predisposti anche a livello regionale LAzienda assume, infine, come ulteriore obiettivo, lo
sviluppo, nei rapporti con i propri fornitori, delle strategie di "partnership", innovative nell'ambito
delle Aziende Sanitarie, necessarie a riqualificare la programmazione e la gestione dei processi di
approvvigionamento.

Art. 41
La direzione delle professioni sanitarie
La Direzione delle Professioni Sanitarie (DPS) una struttura che opera in staff alla Direzione
Sanitaria Aziendale.

La Direzione delle Professioni Sanitarie assicura le seguenti funzioni:
- la programmazione e determinazione del fabbisogno di personale nonch la gestione unitaria
ed integrata delle risorse che assicurano le funzioni assistenziali, riabilitative e tecnico
deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 41 di 85

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Atto aziendale ULSS N. 10 Veneto Orientale gennaio 2014
professionali, nonch del personale di supporto;
- il monitoraggio e la valutazione dei processi assistenziali anche attraverso lattivit di ricerca e
lapplicazione di specifici indicatori;
- lanalisi dei bisogni formativi e la programmazione dei relativi interventi;
- lo sviluppo di nuovi modelli organizzativi ed assistenziali atti a garantire: lefficienza e
lefficacia dei processi, la continuit dellassistenza, la centralit della persona attraverso la
sua presa in carico, la realizzazione di strumenti di integrazione funzionale ed organizzativa.

La Direzione delle professioni sanitarie si articola nelle seguenti funzioni, gestite in modo
unitario ed integrato:
Professioni Sanitarie Territoriali;
Professioni Sanitarie Ospedaliere;
corso di laurea Infermieristica.

La struttura Professioni Sanitarie diretta da un dirigente delle professioni sanitarie di cui alla
legge 251/2000 che si rapporta rispettivamente, da punto di vista funzionale, con la Direzione dei
servizi sociali e della funzione territoriale e con la Direzione della Funzione Ospedaliera e assicura
le seguenti funzioni:
- coordinamento operativo dellassistenza infermieristica ed ostetrica, riabilitativa e tecnico
sanitaria territoriale, al fine di favorire una efficace e razionale organizzazione, gestione ed
integrazione del personale nel team multi professionale;
- partecipazione alla programmazione delle attivit ospedaliere e distrettuali;
- supporto per limplementazione di modelli organizzativi ed assistenziali innovativi coerenti
con la metodologia del nursing case management;
- supporto per limplementazione di modelli assistenziali innovativi, atti a sostenere la presa in
carico del paziente e la continuit assistenziale;
- supporto per la sperimentazione di nuovi modelli organizzativi ed assistenziali;

La responsabilit delle singole funzioni in cui si articola la struttura pu essere conferita mediante
incarichi di alta specializzazione.

Alla direzione del corso di laurea infermieristica afferiscono anche i corsi di formazione
universitaria post base eventualmente attivati in azienda (master di 1, 2 livello, corsi di
perfezionamento).


Art. 42
Modalit attuative: Coordinamento operativo
Il presente atto aziendale collega gli obiettivi allorganizzazione fissando le procedure e indicando
un processo di cambiamento che deve essere governato, sotto il profilo tecnico, con la
partecipazione delle professionalit presenti in azienda, attraverso la costituzione di un
coordinamento operativo con il compito di sviluppare le proposte di indirizzo per lattuazione delle
attivit previste: Organizzazione del Distretto unico; Attuazione delle nove AFT (ogni 25.000
abitanti) per il coordinamento funzionale della medicina convenzionata; Sviluppo medicina
turistica; Attivazione delle medicine di gruppo integrate (fino a 15.000 abitanti) per attivit stabilite
dalla Regione; Pianificazione della distribuzione territoriale delle forme associative in modo da
realizzare un modello uniforme su tutto lambito aziendale; Completamento della filiera
assistenziale, per la presa in carico globale del paziente con patologie croniche; Attivazione della
centrale operativa territoriale e modalit dintegrazione con lOspedale; Integrazione con servizi
sociali comunali per fornire una risposta organica al cittadino; Completamento del sistema
informativo/informatico per costruire le reti orizzontali e verticali; Condivisione di PDTA per
deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 42 di 85

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Atto aziendale ULSS N. 10 Veneto Orientale gennaio 2014
obiettivi di salute pubblica; Predisposizione di Progetti di appropriatezza per obiettivi di sistema;
Sperimentazione di presidi territoriali in grado di garantire la continuit delle cure e dellassistenza
in ogni comune della azienda.

Art. 43
Disposizione transitoria
Nella fase applicativa dellatto aziendale, il direttore generale adotta, secondo quanto indicato nel
presente documento e negli indirizzi, gli atti necessari alla completa attivazione degli istituti sopra
richiamati.

Art. 44
Articolazione organizzativa distrettuale
Il modello distrettuale individuato dalla nuova programmazione regionale dispone che le funzioni
vengano esercitate mediante un set minimo di UO, collocate in maniera traversale rispetto a tutti i
Distretti in cui pu essere articolato il territorio aziendale, orientando il Sistema verso una sorta di
unicit operativa. Questa Azienda ha dato applicazione agli indirizzi regionali sulla base della
propria organizzazione aziendale.

DIPARTIMENTI FUNZIONALI E STRUTTURALI COLLEGATI AL DISTRETTO

Direttore di Distretto
Il Direttore del Distretto il Direttore del Dipartimento strutturale per la Funzione Territoriale e
garantisce la funzione direzionale di tutte le attivit del Distretto, operando in stretta collaborazione
con i Responsabili delle UO.
Al Direttore di Distretto competono le funzioni di:
- organizzazione dei servizi sanitari, socio-sanitari e sociali propri del Distretto;
- coordinamento delle necessarie collaborazioni ed organizzazione delle risorse affinch il
medico/pediatra di famiglia svolga il proprio ruolo di referente-unico per lassistito;
- utilizzo dello strumento del budget definendo gli obiettivi e monitorando i relativi indicatori
attribuiti alle UO e alle Medicine di Gruppo Integrate (team multi professionali), organizzando,
coerentemente con la programmazione strategica, i servizi e le risorse, nonch monitorandone
limplementazione;
- conseguimento di obiettivi di risultato, di attivit e di risorse concordati ed assegnati al
Distretto, in sede di contrattazione di budget con la Direzione Generale.
Gli incarichi interni di direzione di Distretto sono conferiti dal Direttore Generale, con
provvedimento motivato e previa idonea procedura comparativa, a dirigenti medici o sanitari di
struttura complessa in servizio in Azienda e in possesso dei requisiti stabiliti dallarticolo 3 sexies
del D.Lgs. n.502/1992, ovvero a medici convenzionati, ai sensi dellarticolo 8, comma 1, dello
stesso D.Lgs. n.502/1992, da almeno 10 anni.
In assenza di dirigenti medici o sanitari ovvero di medici convenzionati ritenuti idonei per
lassegnazione degli incarichi di Direttore di Distretto, dovr essere emesso apposito avviso da
espletarsi secondo le procedure previste dallarticolo 15, comma 7 bis, del D.Lgs. n.502/1992 tenuto
conto di quanto stabilito dal succitato articolo 3 sexies dello stesso D.Lgs. n.502/1992.
Lorganizzazione distrettuale prevede: lUnit Operativa Complessa Cure Primarie, che svolge
funzioni di:
-sviluppo, coordinamento e gestione delle Cure primarie, attraverso limplementazione delle
Medicine di Gruppo Integrate previste dagli specifici atti di indirizzo regionale, coinvolgendo tutte
le componenti della convenzionata e organizzando le necessarie risorse commisurate agli obiettivi;
-garanzia della continuit dellassistenza e delle cure h24, 7gg/7 assicurando lintegrazione
funzionale tra la Medicina di famiglia, la Continuit Assistenziale e la Specialistica;
deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 43 di 85

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Atto aziendale ULSS N. 10 Veneto Orientale gennaio 2014
-definizione ed implementazione dei percorsi assistenziali, provvedendo a garantire il
coinvolgimento di tutte le competenze e delle strutture anche sviluppando un sistema di
monitoraggio dei processi e degli esiti in ogni contesto di vita dellassistito (ambulatoriale,
domiciliare o residenziale);
-implementazione e responsabilit del funzionamento assistenza domiciliare integrata;
-coordinamento e verifica dellappropriatezza prescrittiva ed erogativa nellambito della
farmaceutica, della protesica e della specialistica, partecipando al buon governo delle risorse.

Dipartimento di Salute Mentale
Il Dipartimento di Salute Mentale (DSM), istituito in tutte le Aziende ULSS, rappresenta il
riferimento ed il garante clinico per la tutela della salute mentale e si estrinseca nella organizzazione
unitaria e coerente delle varie articolazioni strutturali e funzionali in cui si esprime la presa in carico
dei bisogni di salute mentale di una popolazione. Pertanto, opera per la prevenzione, la cura e la
riabilitazione di ogni forma di disagio mentale, privilegiando interventi personalizzati ed
intervenendo primariamente sul territorio secondo una logica di psichiatria di comunit. Il DSM
coordina sotto ununica direzione le attivit territoriali ed ospedaliere, pubbliche e private
convenzionate dellassistenza psichiatrica.
un dipartimento strutturale transmurale (ospedaliero e territoriale), dotato di autonomia tecnico-
organizzativa, collocato nella struttura Distretto socio-sanitario, che si interfaccia con il Direttore
della funzione territoriale e con il Direttore della funzione ospedaliera.
Il DSM comprende una o pi UO Complesse, dirette da un dirigente medico psichiatra nominato dal
Direttore Generale, finalizzate al completo sviluppo e allintegrazione degli interventi terapeutico-
riabilitativi e preventivi in ambito ambulatoriale e domiciliare, semiresidenziale, residenziale ed
ospedaliero.
Il Direttore del Dipartimento, nominato dal Direttore Generale fra i Direttori delle UOC di
Psichiatria, persegue i seguenti obiettivi:
-applicazione delle direttive nazionali e regionali, con particolare riferimento ai Progetti Obiettivo
ed al Regolamento del DSM approvato con DGR n.752/2011;
-coordinamento della rete complessiva dei servizi territoriali ed ospedalieri, pubblici e privati
convenzionati dellassistenza psichiatrica che insistono nel territorio di propria competenza;
-gestione della quota del budget aziendale destinato alla tutela della salute mentale e perseguimento
degli obiettivi assegnati.

Dipartimento per le Dipendenze
Il Dipartimento per le Dipendenze formalmente istituito per coordinare tutte le unit operative
pubbliche e private che direttamente o indirettamente si occupano di dipendenze patologiche, che
perseguono comuni finalit e sono quindi tra loro interdipendenti, pur mantenendo la propria
autonomia e responsabilit tecnico-funzionale e gestionale.
Il Dipartimento per le Dipendenze un dipartimento funzionale, collocato nella struttura Distretto,
che si interfaccia quindi con la Direzione dei Servizi Sociali e della Funzione territoriale.
Il Direttore del Dipartimento, nominato dal Direttore Generale fra i responsabili delle UO che
compongono il Dipartimento stesso, persegue i seguenti obiettivi:
-applicazione delle direttive nazionali e regionali in materia di dipendenze patologiche;
-coordinamento della rete complessiva dei servizi pubblici e privati convenzionati che operano in
materia di dipendenze patologiche nel territorio di propria competenza;
-gestione della quota del budget aziendale destinato alle dipendenze patologiche e perseguimento
degli obiettivi assegnati.

deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 44 di 85
ALLEGATO B ALLA DELIBERAZIONE N. 52 DEL 30 gennaio 2014
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Strutture non previste nellallegato A1
della D.G.R. 2271/2013

SCHEDE DI DETTAGLIO DELLE FUNZIONI


1. UOC Servizi alla Persona
2. UOC Neuro - Psicopatologia dello sviluppo
3. UOC Infanzia, adolescenza e famiglia e disabilit
4. UOC Ser.D.
5. UOC Acquisto Prestazioni Sanitarie e Governo Liste dattesa

6. UOS(D) Pianificazione assistenza sanitaria ai turisti ed
assistenza internazionale
7. UOS(D) Direzione amministrativa medicina turistica
ed assistenza internazionale
8. UOS(D) Specialistica territoriale
9. UOS(D) Centro Disturbi del Comportamento Alimentare
10. UOS(D) Educazione e Promozione della Salute

deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 45 di 85
ALLEGATO B ALLA DELIBERAZIONE N. 52 DEL 30 gennaio 2014
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1. UOC Servizi alla Persona

LU.O.C. Servizi alla persona costituita da uffici tecnico-amministrativi che, in relazione alle varie aree di
competenza (disabilit, anziani, area famiglia, infanzia, adolescenza, minori in condizione di disagio e
giovani, dipendenze, salute mentale, immigrazione, marginalit sociale) costituiscono la struttura di supporto
di tutta la direzione sociale.

Nella prospettiva del nuovo ruolo che dovr investire il Direttore dei servizi sociali e della funzione
territoriale ,- collegato ad una ridefinizione dellorganizzazione distrettuale quale Sistema integrato, e con il
previsto sviluppo della Centrale Operativa Territoriale, interconnessa con la rete dei servizi distrettuali e
funzionale a tutte le UO territoriali -, appare particolarmente positiva la presenza di una struttura forte che
concentra al suo interno la conoscenza e la direzione, sotto gli aspetti tecnico-amministrativi, dei diversi
servizi socio-sanitari territoriali.

Oltre alle attivit svolte nellambito attribuito alla gestione obbligatoria, (servizio sociale professionale,
servizio assistenza scolastica, centri diurni per disabili, inserimenti lavorativi disabili e tossicodipendenti)
vengono svolte dallulss con il supporto dellU.O.C. Servizi alla persona, numerose attivit di competenza
comunale delegate in forma associata nellambito del Piano di zona:
- nellarea disabilit: servizio di assistenza domiciliare a favore di disabili, supporto assistenziale
educativo ai disabili presso centri di formazione professionale, assistenza a disabili minori presso i centri
estivi;
- nellarea famiglia, minori, adolescenti: servizio tutela minori (istruttoria), servizio per laffido minori
(istruttoria), servizio educativo domiciliare per minori a rischio, progetto per adolescenti, (progetti
educativi di animazione, di promozione e prevenzione a favore di minori e giovani - finanziamento
specifico 10 Comuni);
- nellarea della salute mentale: assistenza tutelare ad utenti psichiatrici (Comunit alloggio e gruppi
appartamento protetti), laboratori protetti per utenti psichiatrici, attivit ricreative di socializzazione
nellarea salute mentale;
- nellarea immigrazione: servizio educativo domiciliare per minori immigrati;
- nellarea marginalit sociale: integrazione lavorativa per persone deboli.

Il territorio dell ulss 10 comprende 20 Comuni, alcuni dei quali di piccole dimensioni, che trovano quindi la
possibilit di ottimizzare le proprie risorse economiche in una gestione associata e delegata allulss di servizi
che singolarmente avrebbero difficolt ad assicurare, trovando un ulteriore agevolazione organizzativa ed
economica nellesistenza di un unica struttura aziendale, quale lUOC Servizi alla persona, che favorisce un
sistema unitario e coordinato di governo delle attivit.

In particolare si segnala, per le dimensioni organizzative significative, la delega a questa ulss 10 da parte dei
Comuni del servizio di assistenza domiciliare ai disabili.
Si evidenzia anche la delega allulss 10 della gestione di attivit ed interventi relativamente alle competenze
civili ed amministrative previste dallart. 23 lett. C) del D.P.R. 616/77 rispetto alle situazioni di pericolo o
pregiudizio per il minore con particolare riguardo a maltrattamento fisico o psicologico, molestie e/o abuso
sessuale, trascuratezza.
La particolare situazione creatasi per lulss 10 con il prospettato riparto della competenza giurisdizionale per
i minori fra i Tribunali di Venezia e Trieste, rafforza lesigenza di un punto unico di coordinamento
aziendale.

Lattuale organizzazione dell U.O.C. Servizi alla persona, con la coesistenza di professionalit diverse ed
integrate, agevola una visione e una presa in carico unitaria dellutente, presenta una forte capacit
organizzativa, di coordinamento e supervisione dei servizi socio-sanitari del territorio, e costituisce una
struttura di riferimento completa per il confronto e la collaborazione con la Conferenza dei sindaci in ambito
socio-sanitario.
Il progressivo aumento nel tempo delle deleghe allulss 10 di attivit di competenza comunale, con relativo
finanziamento economico, la riprova del positivo risultato riscontrato, frutto di una gestione organizzativa
integrata e quindi anche maggiormente efficiente.
deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 46 di 85
ALLEGATO B ALLA DELIBERAZIONE N. 52 DEL 30 gennaio 2014
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L U.O.C. Servizi alla persona nel corso del tempo ha sviluppato unesperienza di coordinamento e
collegamento con le strutture operative territoriali e con i soggetti del terzo settore che costituisce un punto di
eccellenza per il territorio dellAzienda ulss 10 e che puo rappresentare un solido punto di partenza per lo
sviluppo del futuro assetto organizzativo.

Per le motivazioni sopra esposte si chiede quindi lautorizzazione, oltre che allistituzione delle U.O.
complesse previste nella proposta del nuovo atto aziendale, allUnit Complessa Servizi alla persona
nellambito della Direzione dei servizi sociali e della funzione territoriale, precisando che questa U.O.C. si
finanzia con il Fondo Sociale regionale e con le quote capitarie comunali.
deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 47 di 85
ALLEGATO B ALLA DELIBERAZIONE N. 52 DEL 30 gennaio 2014
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2. UOC Neuro - Psicopatologia dello sviluppo

La Azienda ULSS 10 ha inteso nelladozione del nuovo atto aziendale individuare una Unit
Operativa Complessa di Neuropsicopatologia dello sviluppo per dare continuit e qualificare le attivit di
una Unit Operativa Complessa gi presente ed unica per tutto il territorio aziendale e che grazie alle
competenze ed alla qualit delle prestazioni erogate attraverso una rete di servizi aziendali funge da polo di
attrazione non solo per lambito regionale veneto ma anche per una notevole utenza extraregionale.

La UOC garantisce attraverso una dotazione personale sanitario e sociale che rispetta la
multidisciplinariet prevista dalla normativa regionale , tutti gli interventi riferibili alle attivit clinico-
diagnostiche e sociali necessarie a rispondere in modo tempestivo ed appropriato ai bisogni dei pazienti in
tutti gli ambiti della psicopatologia, della patologia neurologica e neuromotoria e dello sviluppo.

Vengono erogati interventi terapeutico riabilitativi che rispondono ai pi aggiornati criteri di
appropriatezza ed efficacia secondo percorsi terapeutici condivisi anche con gli Enti Accreditati ed i Pediatri
di Libera Scelta.

Ruoli e responsabilit della U.O.:

Il Servizio gi configurato in Unit Operativa Complessa denominata,con Delibera n. 239/2012 in
attuazione della DGRV 1533/2011, U.O.C. per l Et Evolutiva collocata nel Dipartimento funzionale di
Continuit Assistenziale in Riabilitazione ed incardinata strutturalmente nel Distretto Socio Sanitario 1.
Le attivit della U.O.C. hanno valenza interdistrettuale.
Si articola in una UOS denominata:
1) UOS Disturbi del Comportamento e dellAttenzione cui afferiscono le attivit relative al Centro di
riferimento per lADHD e le attivit di diagnostica ambulatoriale di 1 e 2 livello per i disturbi del
comportamento e dellattenzione. La UOS referente per le attivit clinico-diagnostiche previste dal
Registro Nazionale ADHD gestendo i trattamenti terapeutici specifici per i pazienti affetti da ADHD
della ULSS 10 e delle altre ULSS provinciali e regionali non abilitate alla prescrizione degli stessi (
ULSS 12- 13 -8-9 -1-2-18-19).

Compiti ed attivit:

Lattivit della UO destinata a pazienti residenti nel territorio della AULSS 10 pu declinarsi con attivit
clinico- diagnostiche e terapeutico- riabilitative sia di 1 che 2 livello , avendo individuato allinterno della
UO specifici poli di competenze per ogni ambito clinico.

Viene rispettata la presa in carico specialistica globale e multiprofessionale, completata con gli interventi di
tipo socio-educativo, per la realizzazione di progetti finalizzati allassistenza e integrazione scolastica di
minori disabili, allautonomia, allinserimento sociale e alla partecipazione del minore affetto da disturbi
neuropsicopatologici di qualsiasi tipo nellambiente di vita, attraverso la formulazione del Progetto
Assistenziale Individualizzato, utilizzando lo strumento valutativo della UVMD e il lavoro di rete.

La UO si occupa di attuare i percorsi clinico-istituzionali necessari per lintegrazione scolastica degli alunni
disabili attraverso lo strumento della UVMD ed in risposta alle indicazioni della L 104/92.

Per lanno 2012 sono state effettuate prestazioni a favore di 4.264 pazienti in carico.

E presente una attivit clinico- diagnostica e terapeutico- riabilitativa di 2 livello rivolta a pazienti afferenti
da altre ULSS regionali ed ASL extra regionali, realizzata attraverso attivit ambulatoriali e di ricovero
ospedaliero. Tale attivit finalizzata alla diagnosi differenziale, alla revisione o validazione di interventi
terapeutici gi in essere formulati da altri Servizi. Si traduce in un numero medio di 170 ricoveri/anno
(numero massimo prevedibile per i due posti letto assegnati ) e in numero medio di 700-800 pazienti extra -
aziendali/anno in carico con un corrispettivo economico quantificato per lanno 2012 in circa 590.000 .
deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 48 di 85
ALLEGATO B ALLA DELIBERAZIONE N. 52 DEL 30 gennaio 2014
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La UO individuata dalla DGRV 3364 /2007, e confermata tale dalla DGRV 641/2013, quale Centro
Coordinatore regionale dei Centri di riferimento per lADHD e struttura di riferimento per il Registro
Nazionale di monitoraggio dellADHD. In tale ambito svolge attivit clinico terapeutica a favore dei
pazienti della ULSS 10 , ma anche di altre ASL provinciali e regionali ( ULSS 12,13 e 14, ASL 8 e 9, ASL
1 e 2, ASL 18 e 19) , non autorizzate alla prescrizione delle terapie specifiche per lADHD o non pi
autorizzate a farlo per indicazione regionale da maggio 2013. Allinterno di questa attivit vengono svolte
attivit ambulatoriali a favore di circa 402 pazienti/anno, configurando una attivit di tipo Hub.

E attiva dal 2012 la Comunit Educativo Riabilitativa per minori denominata Casa di Andrea, dotata di 10
posti letto , di cui la UOC ha assunto la responsabilit della gestione clinica e psicoterapica. Si tratta
dellunica struttura educativo-riabilitativa destinata a pazienti in et evolutiva presente nella Regione che
preveda la compartecipazione e gestione attiva e diretta della UOC

Viene erogata attivit di consulenza, ambulatoriale od ospedaliera, a favore di utenti non residenti presenti
nel territorio in relazione anche ai flussi turistici. Questo comporta lofferta di prestazioni professionali
soprattutto per casi (talora gravi) di acuzie nellambito neurologico e psichiatrico nel periodo estivo.

E attuata una attivit riabilitativa specificamente destinata a pazienti autistici (prevista dal Piano di zona
2011/2015 e recepita con delibera n. 406 del 01.12.2010) che prevede per i pazienti affetti da Disturbi
Pervasivi dello Sviluppo la possibilit di accesso ad un percorso riabilitativo intensivo a cadenza
plurisettimanale destinato a pazienti della AULSS 10 e della provincia di Venezia e di Treviso.
Sono attivate in collaborazione con gli Enti scolastici tre Unit Funzionali Complesse ( Jesolo, San Dona di
Piave, Ceggia) . Trattasi di centri particolarmente attrezzati per linserimento scolastico di disabili gravissimi
ad elevata integrazione educativo-riabilitativa. La struttura di San Don di P. accoglie esclusivamente
pazienti autistici.

Organizzazione delle attivit:

Lattivit clinico-assistenziale della U.O.C. ha articolazione territoriale , garantendo la presenza della equipe
completa e la conseguente erogazione di tutte le prestazioni, diagnostiche e riabilitative, presso le sedi di
San Don, Portogruaro e Jesolo e Carole e di tutte le prestazioni diagnostiche presso le sedi di Musile di
Piave, San Stino di Livenza, San Michele al Tagliamento, Eraclea con accesso al pubblico dal luned al
venerd.
La attivit di ricovero ospedaliero rivolta a pazienti extraregionali effettua, su invio di altri servizi, interventi
di consulenza, revisione o validazione di interventi terapeutici gi in essere formulati da altri Servizi di NPI
attraverso limpiego di due posti letto presso la UOC di Pediatria costantemente occupati per tutto larco
dellanno ( 160-170 ricoveri/anno).
La Comunit Educativo-Riabilitativa prevede la gestione diretta degli interventi medico specialistici (NPI)
, degli interventi psicologici , psicoterapici e psicoeducativi , delle attivit di sostegno alle famiglie ed i
progetti di rientro a domicilio per pazienti aziendali ed extra-aziendali .
Le attivit diagnostico riabilitative a favore di pazienti autistici ( previste dal Piano di zona 2011/2015 e
recepite con delibera n. 406 del 01.12.2010) prevedono per i pazienti affetti da Disturbi Pervasivi dello
Sviluppo la possibilit di accesso ad un percorso riabilitativo intensivo a cadenza plurisettimanale.
Lintegrazione socio sanitaria e scolastica per tutti gli utenti certificati e/o segnalati. Programmazione
dellassistenza domiciliare per minori.


Modello di riferimento dellattivit anche di carattere innovativo:

La attuale strutturazione della u.o.c., sia sul piano organizzativo che clinico-diagnostico (doppia
articolazione sia territoriale e che per poli clinici) consente di dare risposta appropriata ed efficace alla
quasi totalit delle richieste e dei bisogni posti alla U.O. ,fungendo da polo di attrazione per la regione veneto
e per altre regioni italiane.

A completamento di quanto erogato e della attrazione effettuata, in fase di valutazione: la ulteriore
qualifica dellattivit resa dalla Unit Operativa come riferimento per il territorio regionale ed extraregionale,
deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 49 di 85
ALLEGATO B ALLA DELIBERAZIONE N. 52 DEL 30 gennaio 2014
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integrando la attuale realt operativa che gi si configura, in alcuni ambiti operativi, come centro hub
provinciale attraverso:
lampliamento dellattuale numero di posti letto da 2 a 4 per i ricoveri programmati, stante il pieno
utilizzo degli stessi per tutto larco dellanno ed il costante aumento della richiesta da parte di nuovi
accessi . Ci al fine di consentire il soddisfacimento della richiesta da parte dellutenza ,ma anche la
possibilit di aumentare la durata media dei ricoveri per la valutazione dei casi pi complessi o pi
gravi.
limplementazione delle attivit erogate con la realizzazione di un Centro di riferimento inter
aziendali per il trattamento di episodi acuti di rilevanza psicopatologica in regime di ricovero
ospedaliero (SPDC per preadolescenti ed adolescenti) , come previsto dal Progetto Obiettivo
regionale per la tutela della salute mentale 2010-2012 approvato con DGR 652/2010. Questa
risponde al bisogno , sempre pi evidente , di gestione di adolescenti con severi disturbi del
comportamento con condotte dirompenti ed aggressivit eterodiretta, cos come di situazioni
psicopatologiche gravi che comportino il rischio di condotte lesive autodirette.


deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 50 di 85
ALLEGATO B ALLA DELIBERAZIONE N. 52 DEL 30 gennaio 2014
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3. UOC Infanzia, adolescenza e famiglia e disabilit

La ULSS n.10 ha previsto una unit operativa complessa UOC Infanzia, Adolescenza e famiglia
per valorizzare le attivit ormai consolidate ed avviate nellarea materno infantile anche alla luce della stretta
collaborazione instauratasi con i 20 comuni del territorio che da anni hanno delegato la materia e le
competenze allULSS 10, e al percorso gi intrapreso nel rafforzamento dellarea della disabilit e degli
inserimenti lavorativi.

Un approccio che coniughi leconomicit con il perseguimento dei bisogni reali dei singoli e delle
comunit, data la congiuntura economica e sociale non pu prescindere da una organizzazione ben strutturata
che eviti la frammentazione delle risposte. Per tale motivo la azienda ha inteso dare individuare una UOC
dedicata (UOC Infanzia, Adolescenza e Famiglia ) che attraverso due UU.OO.SS. una denominata UOS
consultorio familiare e tutela minori, la seconda UOS disabilit e servizio di inserimento lavorativo
rafforzi la risposta ai bisogni di natura socio sanitaria e sociale afferenti alle presenti aree entrambe con una
forte connotazione di servizi alla famiglia.

Il contesto in cui i bisogni familiari si esplicitano presenta un carattere via via pi complesso e
multidimensionale nel quale si intersecano aspetti sia di ordine sociale, assistenziale che economici e quindi
si rende necessario fornire risposte personalizzate e relazionali in grado di rispondere alle singole esigenze
che solo lautonomia gestionale ed organizzativa di Unit Operativa Complessa pu garantire.

Nello specifico i consultori della azienda ULSS 10 nel corso degli anni hanno creato un robusto
impianto organizzativo rivolto alla famiglia, allinfanzia e alladolescenza. Il consultorio familiare, oltre alle
attivit istituzionali, ha assunto un ruolo sempre pi incisivo sia nel campo della prevenzione che della presa
in carico dellutente e delle famiglie.

Nellambito della attivit rivolte alla famiglia il territorio si organizzato, attraverso la delega da
parte dei Comuni del territorio dellULSS 10 delle funzioni di cui allart. 23 del DPR 616/77, per rispondere
ai sempre maggiori problemi di tutela minorile in relazione a condizioni di trascuratezza, maltrattamento e
abuso. Come risposta ai bisogni della tutela minorile, al fine di offrire risposte che contrastano
listituzionalizzazione, si provveduto a potenziare la promozione dellaffido familiare e a garantire
interventi di educativi domiciliari attraverso una fitta rete di educatori.

Servizi dedicati, lavoro di rete, prevenzione (progetti di educazione alla salute, progetti di
prevenzione dei comportamenti a rischio e progetti di sostegno ai genitori), protocolli di lavoro, buone prassi
e rapporti con il privato sociale hanno contribuito a creare un sistema solido che rende i servizi moderni ed
efficaci assicurando che il minore e la sua famiglia vengono presi in carico in modo globale senza la
frammentazione degli interventi. Il consultorio, nel suo ruolo di servizio sentinella si anche organizzato con
servizi dedicati allintegrazione con famiglie straniere (attivit di mediazione culturale e servizio educativo
domiciliare per minori stranieri).

Nellambito della disabilit la Azienda gi da tempo si strutturata con una UOS Disabilit in et
adulta unica sul territorio aziendale ed una UOS Servizio inserimento lavorativo. Entrambe le UU.OO.SS.
confluiranno in una unica UOS denominata disabilit e servizio di inserimento lavorativo, mantenendo le
modalit operative finora acquisite che prevedono la realizzazione di progetti assistenziali individualizzati
attraverso la UVDM e percorsi riabilitativi al fine di dare autonomia al disabile, promuoverne la inclusione
sociale nonch la partecipazione attiva ed alleggerire la famiglia nel carico assistenziale.

Laver voluto individuare nella denominazione della UOS disabilit anche linserimento lavorativo
per significare limportanza di tale attivit specie per le collaborazioni reticolari con gli altri servizi
distrettuali e per il supporto e la collaborazione con i comuni per linclusione sociale di soggetti deboli e
svantaggiati pur in assenza di disabilit.

deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 51 di 85
ALLEGATO B ALLA DELIBERAZIONE N. 52 DEL 30 gennaio 2014
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Questo sistema consolidato e sperimentato nel nostro territorio ha visto crescere una rete di attivit
del terzo settore e dellassociazionismo sia nellambito del materno infantile che della disabilit che si
potranno relazionare e coordinare con una UOC che ha una autonomia progettuale budgetaria superiore a
quella di una unit operativa semplice. Questa reticolarit sociale contribuisce a creare un valore aggiunto,
aumentare il capitale sociale, non solo per chi ne usufruisce ma per il contesto societario di riferimento.

deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 52 di 85
ALLEGATO B ALLA DELIBERAZIONE N. 52 DEL 30 gennaio 2014
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4. UOC Ser.D.


Ruoli e responsabilit della UOC:

Il Ser.D. nella ULSS 10 svolge le funzioni previste dal DPR 309/1990 attraverso una organizzazione su due
sedi (San Don di Piave e Portogruaro) distanti 30 km inserite in un Dipartimento per Dipendenze costituito
nel 1999 in base alla DGRV n.2217 22/06/99.


Compiti ed attivit:

Le funzioni attengono alla prevenzione, cura e riabilitazione delle dipendenze da sostanze, che negli anni
sono divenute pi complesse sia in relazione alle modificazioni dellepidemiologia che allo sviluppo di
specifiche indicazioni, anche normative, nellambito alcologico, del tabagismo, dellidoneit alla guida, dei
lavoratori a rischio, della doppia diagnosi.

Le funzioni di prevenzione vengono svolte sia nellambito della scuola che in ambiti extra scolastici. Nella
scuola comprendono gli interventi educativo-informativi, quelli di consulenza al personale insegnante, quelli
di consulenza ai giovani con manifestazioni di disagio (i soggetti raggiunti dagli interventi sono 3.000-3.500
anno).

In particolare le attivit riguardano le seguenti progettualit:
CIC (Centri di Informazione e Consulenza): spazi di ascolto e consulenza nella scuola, con
particolare riferimento alla scuola secondaria di 1 grado;
Sballando non si impara: progetto di prevenzione delluso di sostanze e dei comportamenti a
rischio in et adolescenziale, scuola secondaria di 2 grado;
Genitori e figli verso lin-dipendenza: progetti per genitori con figli in et adolescenziale, primo e
secondo anno della scuola secondaria di 2 grado;

Nellambito extra scolastico vengono articolati vari progetti rivolti al mondo giovanile (progetto Off Limits,
progetto minori, progetto Altrok).

In particolare il progetto Off Limits, attivo da 15 anni, rivolto alla popolazione turistica presente nel
territorio nel periodo estivo e, attraverso un gruppo dedicato di operatori, arriva ad interessare fino a 10.000
soggetti target nel corso della stagione (linsieme di queste progettualit raggiunge circa 23-25.000 soggetti
anno)

Le funzioni di cura comprendono:
la presa in carico e i trattamenti ambulatoriali per pazienti con disturbi da uso di sostanze
stupefacenti, alcol, nicotina, dipendenze comportamentali in particolare il gioco dazzardo
patologico.
lattivit di consulenza per i pazienti ricoverati in Ospedale.
la presa in carico di pazienti adolescenti inviati dai C.I.C..
la collaborazione con il DSM per la presa in carico dei pazienti con doppia diagnosi.
la presa in carico di pazienti tossicodipendenti lungo assistiti con disabilit psicosociale (gli utenti
interessati sono stati circa 1200 nel 2013 per i due SerD).

Le funzioni medico-legali attengono agli accertamenti per lidoneit alla guida in persone con abuso di
sostanze o alcol, gli accertamenti per i lavoratori con mansioni a rischio, lo svolgimento dei programmi
alternativi per utenti inviati dal prefetto o dallautorit giudiziaria (gli utenti interessati sono stati circa 500
nel 2013 per i 2 SerD).

deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 53 di 85
ALLEGATO B ALLA DELIBERAZIONE N. 52 DEL 30 gennaio 2014
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Le funzioni riabilitative comprendono linserimento dei pazienti nelle Comunit Residenziali convenzionate
ed il monitoraggio dellandamento dei programmi, linserimento al Centro Diurno convenzionato ad attivit
integrata con il SerD di San Don di Piave, gli inserimenti lavorativi.

Da segnalare lavvio da 15 anni di un programma integrato tra Centro Diurno convenzionato e SerD.
Tale programma unico nel panorama regionale consiste in unattivit riabilitativa di pazienti con varie
dipendenze e disabilit cronica che ha permesso di sviluppare un know how di eccellenza di cui si
dimostrata lefficacia, attraverso studi empirici, nel raggiungimento della remissione della dipendenza da
sostanze e nella riabilitazione lavorativa (gli utenti interessati sono stati circa 100 per anno).

Nel complesso gli utenti che devono usufruire del Servizio per motivi clinici o medico legali, comprendono
una popolazione ormai estesa dall'et pediatrica a quella geriatrica.

Queste attivit, per essere realizzate, necessitano di interfacciarsi con una molteplicit di servizi ed agenzie
del pubblico e del privato sociale.

Sul versante sanitario necessario interfacciarsi con molte U.O.: nell'ambito ospedaliero il S.P.D.C., il
Pronto Soccorso, la Medicina, il Laboratorio, la Farmacia, ma talora anche con altri reparti come l'Ortopedia
o la Pediatria; nell'ambito territoriale con il C.S.M., la N.P.I, il Consultorio Familiare e la Tutela Minori, ma
anche con il Dipartimento di Prevenzione.

Sul versante sociale vi una rete efficace con gli Enti del Privato Sociale, con i Comuni, con le Scuole, con
l'associazionismo (es. ACAT) , con i Medici di Medicina Generale necessari a garantire le attivit di
prevenzione, di diagnosi precoce dei comportamenti a rischio, di riabilitazione e di gestione dei casi
complessi che prevedono l'integrazione di funzioni cliniche ed assistenziali.
In particolare si sottolinea come sia sviluppata specie nel portogruarese il lavoro con i Club alcologici. Sono
attivi 23 club alcologici a Portogruaro e 12 nel sandonatese.


deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 54 di 85
ALLEGATO B ALLA DELIBERAZIONE N. 52 DEL 30 gennaio 2014
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5. UOC Acquisto Prestazioni Sanitarie e Governo Liste dattesa

Come previsto nella DGR n. 320 del 12.03.2013, il governo delle liste dattesa finalizzato a garantire
laccesso dei cittadini ai servizi sanitari con lapplicazione di rigorosi criteri di appropriatezza, di rispetto
delle classi di priorit e di trasparenza del sistema a tutti i livelli. Il governo delle liste dattesa deve tener
conto dellobiettivo regionale dellottimizzazione del numero di prestazioni per abitante, della necessit di
definire setting erogativi appropriati sotto il profilo clinico, organizzativo ed economico e dellobiettivo
regionale di migliorare il grado di offerta dei servizi, aumentandone la disponibilit anche in ordine
allaccessibilit.
Al Direttore Generale, ai sensi della DGR n. 320 del 12.03.2013, spetta la responsabilit dellattuazione del
Piano Aziendale delle Liste dAttesa, al fine di garantire il rispetto delle tempistiche e del raggiungimento
degli obiettivi aziendali.
Il governo delle liste dattesa, pertanto, strettamente connesso con il governo degli acquisti di prestazioni
sanitarie presso le strutture private accreditate e presso i dirigenti (art. 55 CC.CC.NN.LL. 08.06.2000) e con
il governo della libera professione intramuraria in tutte le sue forme. Per tale motivo, si ritenuto opportuno
porre questa attivit sotto il diretto controllo del Direttore Generale, facendo comunque riferimento, per
quanto di rispettiva competenza, agli altri Direttori della Direzione Strategica.

Compiti e attivit

a) ambito dellattivit specialistica ambulatoriale:

- programmazione dellofferta specialistica ambulatoriale nelle sue articolazioni: pubblica, erogata
dalle strutture ospedaliere e distrettuali; convenzionata, erogata dalle strutture private accreditate ai
sensi della normativa vigente; libero-professionale, erogata dai dirigenti autorizzati, nelle sue varie
forme;
- contrattazione del budget, ai sensi delle disposizioni regionali vigenti, delle strutture private
accreditate;
- acquisti di pacchetti di prestazioni dalle strutture private accreditate;
- collaborazione con le direzioni ospedaliera e distrettuale nel governo dellofferta di prestazioni
specialistiche ambulatoriali;
- gestione dei tariffari delle prestazioni specialistiche ambulatoriali;
- coordinamento e supervisione dellattivit del CUP: gestione delle agende, attivit del
Coordinatore dei processi di prenotazione delle prestazioni ambulatoriali (CUP manager);
- monitoraggio dei tempi dattesa delle prestazioni specialistiche ambulatoriali;
- aumento dellaccessibilit delle prestazioni specialistiche ambulatoriali ai sensi della DGR n. 320
del 12.03.2013;
- adempimenti e controlli conseguenti.

b) ambito della libera professione:

- supporto alla direzione aziendale per lesercizio delle funzioni di indirizzo, gestione, valutazione e
controllo;
- attuazione degli indirizzi dellazienda, delle norme e dei regolamenti;
- gestione della libera professione intramuraria;
- acquisti di pacchetti di prestazioni dai propri dirigenti a completamento dellofferta delle
prestazioni specialistiche ambulatoriali;
- gestione dei rapporti convenzionali con le strutture esterne, pubbliche e private;
- monitoraggio e reportistica periodica dellattivit libero-professionale;
- adempimenti e controlli conseguenti.

c) ambito dellattivit di ricovero presso le strutture private accreditate:

deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 55 di 85
ALLEGATO B ALLA DELIBERAZIONE N. 52 DEL 30 gennaio 2014
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- collaborazione con la direzione aziendale e con la direzione ospedaliera per la programmazione
dellofferta di ricovero delle strutture private accreditate in sinergia con quella delle strutture
pubbliche;
- adempimenti e controlli conseguenti.

d) attivit di supporto al NAC.

deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 56 di 85
ALLEGATO B ALLA DELIBERAZIONE N. 52 DEL 30 gennaio 2014
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6. UOS(D) pianificazione assistenza sanitaria ai turisti ed
assistenza internazionale

La UOS(D) deputata a coordinare, in sinergia con le altre UU.OO. aziendali (ospedaliere, distrettuali e
del dipartimento di prevenzione), la risposta assistenziale territoriale collegata al flusso turistico.
E attore principale nelle fasi di pianificazione e programmazione, garantendo una visione dinsieme dei
servizi sanitari offerti ai turisti nei vari punti della rete aziendale.
Gestisce direttamente lattivit di assistenza primaria ai turisti.

Principali azioni nellambito della pianificazione programmazione dellassistenza sanitaria ai turisti :

Predispone il programma annuale delle attivit assistenziali previste per la stagione turistica,
definendo il fabbisogno di risorse, in raccordo con i direttori di struttura interessati, la UOC
professioni sanitarie e la UOC risorse umane;
Presenta il Programma annuale alla Direzione aziendale per lapprovazione con relativo crono
programma;
Monitora lattuazione del programma annuale e assicura la predisposizione della relazione finale
sulle attivit sanitarie stagionali agendo da punto di riferimento per i direttori delle strutture
principali dellazienda e la UOC professioni sanitarie;
assicura la predisposizione degli atti deliberativi inerenti lattivazione dei servizi sanitari estivi, in
sinergia con il Responsabile della UOS(D) Direzione Amministrativa medicina turistica ed
assistenza internazionale e in collaborazione con i direttori delle strutture principali dellazienda e
con la UOC professioni sanitarie;
predispone proposte di pacchetti di prestazioni sanitarie a pagamento anche in partnership con
soggetti privati accreditati;
collabora con lUOS(D) Direzione amministrativa della medicina turistica ed assistenza
internazionale per predisporre la relativa rendicontazione
assicura le attivit di informazione e comunicazione relativamente ai servizi per i turisti con il
supporto delle diverse UU.OO. ed uffici interessati;
cura lo sviluppo e limplementazione di servizi sanitari e socio sanitari innovativi rivolti alla
popolazione turistica;
cura i rapporti con lufficio stampa per relazioni e comunicazioni con mass media, istituzioni locali,
associazioni albergatori, ecc
cura i rapporti con altre realt turistiche regionali, extraregionali ed europee coinvolte nellassistenza
ai turisti
collabora nello sviluppo di partnership con altre Aziende/Strutture Sanitarie in unottica di
introdurre elementi di innovazione e di miglioramento della qualit dei servizi offerti.

Principali azioni nellambito dellassistenza sanitaria primaria ai turisti :
Predispone il programma annuale delle attivit di assistenza primaria previste per la stagione
turistica, definendo il fabbisogno di risorse, in raccordo con i rappresentanti della medicina generale
e della pediatria di libera scelta organizzati allinterno delle Aggregazioni Funzionali territoriali della
azienda e con la UOC risorse umane;
assicura, in collaborazione con la UOS(D) Direzione Amministrativa medicina turistica ed assistenza
internazionale e con la UOC risorse umane la predisposizione degli atti deliberativi inerenti
lattivazione dei servizi di assistenza primaria per i turisti ;
dirige e gestisce lorganizzazione dellattivit di assistenza di base ai turisti (ambulatori di medicina
generale, continuit assistenziale ecc.) e assicura la loro integrazione con i servizi ospedalieri;
vigila in ordine al rispetto degli istituti contrattualmente previsti da parte del personale medico
convenzionato.
Gestisce le contestazioni al personale medico convenzionato.

Principali attivit di assistenza internazionale collegate a residenti :
deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 57 di 85
ALLEGATO B ALLA DELIBERAZIONE N. 52 DEL 30 gennaio 2014
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In tale ambito la UOS (D) garantisce :
la conduzione dell'istruttoria sanitaria per i ricoveri/prestazioni all'estero procedendo al rilascio
delle relative autorizzazioni.
deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 58 di 85
ALLEGATO B ALLA DELIBERAZIONE N. 52 DEL 30 gennaio 2014
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7. UOS(D) Direzione amministrativa medicina turistica
ed assistenza internazionale

La UOS(D) deputata a coordinare, in sinergia con le UU.OO. ospedaliere, distrettuali e del dipartimento di
prevenzione, nonch con le UU.OO. amministrative aziendali, la risposta amministrativa territoriale
collegata al flusso turistico.
Garantisce una visione dinsieme dei servizi amministrativi di supporto alla attivit sanitaria offerti ai turisti
nei vari punti della rete aziendale.
Dirige il personale amministrativo interprete reclutato annualmente per lassistenza ai turisti.
Governa la mobilit sanitaria internazionale e funge da punto di riferimento per le relazioni internazionali
dellazienda avendo nella U.O.S. inserito personale esperto nella comunicazione linguistica (Inglese,
Tedesco, Francese e lingue dellEst- Europa)

Principali azioni nellambito della direzione amministrativa collegata a flussi turistici:

programma le attivit amministrative previste per la stagione turistica, definendo il fabbisogno di
risorse, in raccordo con il Direttore della UOS(D) pianificazione assistenza sanitaria ai turisti .
effettua le necessarie verifiche normative, amministrativo-contabili e di compatibilit finanziaria con
il responsabile della UOS(D) pianificazione assistenza sanitaria ai turisti ed assistenza
internazionale;
gestisce direttamente lattivit del personale amministrativo interprete reclutato per lassistenza ai
turisti.
predispone la rendicontazione dei costi e ricavi della medicina turistica con il supporto delle UU.OO.
amministrative aziendali ed uffici interessati;
impartisce le necessarie direttive sulla base del programma annuale predisposto dal responsabile
UOS pianificazione assistenza sanitaria per i turisti
dirige le attivit amministrative correlate al programma della medicina turistica con particolare
riferimento alle fatturazioni, riscossioni, al recupero credito, rapporti con le mutue assicuratrici
allestero;
collabora con il responsabile UOS(D) pianificazione assistenza sanitaria ai turisti per la
predisposizione di proposte di pacchetti di prestazioni sanitarie a pagamento anche in partnership
con soggetti privati.
mantiene i rapporti con il settore turistico e con le diverse associazioni al fine di migliorare lofferta
e la risposta assistenziale ricorrendo anche ad attivit progettuali
cura i rapporti con lufficio stampa per relazioni e comunicazioni con mass media, istituzioni locali,
associazioni albergatori, ecc
cura i rapporti con altre realt turistiche regionali, extraregionali ed europee coinvolte nellassistenza
ai turisti
collabora nello sviluppo di partnership con altre Aziende/Strutture Sanitarie in unottica di
introdurre elementi di innovazione e di miglioramento della qualit dei servizi offerti.


Principali azioni nellambito della mobilit sanitaria internazionale collegate a flussi turistici:

Gestisce le attivit amministrative legate alla mobilit sanitaria internazionale , con particolare riferimento
ai paesi della comunit europea, paesi dello spazio economico europeo (SEE) ed ai paesi che hanno stipulato
una convenzione bilaterale con l'Italia.
In particolare:
punto di riferimento aziendale per il riconoscimento delle prestazioni sanitarie con i Sistemi
Sanitari degli Stati dellUE conformemente ai contenuti della Direttiva 2011/24/UE riguardante
lapplicazione dei diritti dei pazienti relativi allassistenza sanitaria transfrontaliera;
effettua il recupero crediti per cure prestate a cittadini comunitari o di altri stati convenzionati
cura la fatturazione diretta alle Casse Mutue Straniere Convenzionate;
deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 59 di 85
ALLEGATO B ALLA DELIBERAZIONE N. 52 DEL 30 gennaio 2014
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invia al Ministero della Salute, mediante lutilizzo del programma informatico ASPE, i dati relativi
ai flussi migratori per motivi sanitari;
cura la comunicazione interna ed esterna relativa allassistenza sanitaria sia ai cittadini UE, SEE, che
di altri stati convenzionati.


Principali attivit amministrative internazionali collegate a residenti :

In tale ambito la UOS(D) garantisce :
il rilascio della modulistica UE e di quella prevista dalla convenzioni bilaterali vigenti, nonch
verifica annuale tendente ad accertare la sussistenza e il permanere dei presupposti per cui gli
attestati sono stati rilasciati;
Il controllo delle fatture di addebito al costo e a forfait;
la conduzione dell'istruttoria amministrativa per i ricoveri all'estero procedendo alle liquidazioni
(assistenza diretta con rilascio del mod. E112 e assistenza indiretta);
la gestione della procedura autorizzativa e del successivo iter contabile amministrativo sulla
ricerca dei donatori di midollo osseo.

deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 60 di 85
ALLEGATO B ALLA DELIBERAZIONE N. 52 DEL 30 gennaio 2014
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8. UOS(D) Specialistica territoriale

Ruoli e Responsabilit della USD
Lattivit specialistica territoriale viene garantita sia da personale dipendente che convenzionato. Sono
attivate le seguenti specialit; dermatologia, la diabetologia, la endocrinologia, Oculistica, la reumatologia; la
attivit ambulatoriale specialistica organizzata su tre sedi poli ambulatoriali : Jesolo, S. Don di Piave e
Portogruaro;

Attivit
riorientamento della funzione specialistica a supporto del medico/pediatra di famiglia;
direzione e gestione degli specialisti (convenzionati e dipendenti) presso le sedi distrettuali;
direzione e gestione degli specialisti (convenzionati e dipendenti) a domicilio e presso le strutture di
ricovero intermedie, presso le strutture semiresidenziali e residenziali
supporto alla definizione e partecipazione alla implementazione dei percorsi assistenziali (PDTA);
monitoraggio dellappropriatezza prescrittiva ed applicazione estesa delle classi di priorit
coinvolgendo i medici/pediatri di famiglia,gli specialisti ambulatoriali interni e gli specialisti
distrettuali;
vigila in ordine al rispetto degli istituti contrattuali previsti da parte degli specialisti convenzionati.

Attivit specifiche
Nella USD sono ricomprese due attivit consolidate in Azienda allinterno di servizi specifici :

a) unit operativa semplice per la medicina dello sport e dellesercizio fisico

b) lattivit di odontostomatologia ed odontoiatria anche a favore dei disabili a livello ambulatoriale;


a) Attivit di medicina dello sport e dellesercizio fisico :

La presenza di questa unit operativa semplice, oltre alle attivit di seguito descritte, correlata
allaffidamento allazienda ex DGR 1947/2013 del Coordinamento Regionale della medicina dello
sport e dellesercizio fisico a supporto delloperativit del servizio assistenza ambulatoriale e
dellattivit di indirizzo regionale in materia.

Nella azienda ULSS 10 lattivit di medicina dello sport ben sviluppata oggi articolata in tre
ambulatori per un ammontare orario settimanale complessivo di n. 73 ore, suddivise nei due distretti
socio sanitari: n. 45 ore nel poliambulatorio di San Don di Piave, n. 23 ore nel poliambulatorio di
Portogruaro e n. 5 ore nel poliambulatorio di Jesolo. Vi lavorano n. 3 medici specialisti ambulatoriali
interni in medicina dello sport ed uno in cardiologia.

Ogni anno vengono effettuate circa n. 5.300 visite di idoneit sportiva agonistica; pertanto, non
vengono solo rilasciati certificati di idoneit sportiva agonistica, secondo le modalit previste dalla
normativa vigente, ma effettuate anche visite di consulenza su richiesta dei medici di medicina
generale e dei pediatri di libera scelta, nonch le visite di idoneit per larruolamento nei corpi
militari dello Stato. Vengono effettuati esami cardiologici di secondo livello, test ergometrici
massimali, elettrocardiogrammi holter 24 ore ed ecocardiogrammi, questi ultimi presso le unit
operative complesse di cardiologia dellospedale; per leffettuazione di esami di terzo livello esiste
una connessione diretta con strutture aziendali, quali, ad esempio, il centro dei disturbi del
comportamento alimentare, o regionali, quali, il centro per le malattie aritmogene dellazienda
ospedaliera di Padova, per la valutazione della MAVD o nazionali, quali ad esempio, la fondazione
Maugeri di Pavia, per la valutazione della sindrome del QT.

Inoltre, il servizio di medicina dello sport prende parte ad iniziative di prevenzione primaria in
ambito di area vasta (valutazione dellatleta diabetico) e in ambito regionale (prevenzione
deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 61 di 85
ALLEGATO B ALLA DELIBERAZIONE N. 52 DEL 30 gennaio 2014
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dellobesit) per la promozione di stili di vita sani, in cui lattivit fisica riveste un ruolo
determinante, e partecipa alla raccolta di dati epidemiologici.

b) Attivit di odontostomatologia ed odontoiatria anche a favore dei disabili a livello ambulatoriale:

viene svolta allinterno del presidio ospedaliero di S.Don di Piave e presso il poliambulatorio di
Portogruaro. Vi operano sia personale dipendente che 11 specialisti convenzionati. Viene svolta
anche attivit di ortodonzia. Vi sono protocolli in essere con la Cardiologia, la Oncologia,la
Psichiatria e la Disabilit in et adulta per trattare i pazienti multiproblematici.



deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 62 di 85
ALLEGATO B ALLA DELIBERAZIONE N. 52 DEL 30 gennaio 2014
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9. UOS(D) Centro Disturbi Del Comportamento Alimentare


Ruoli e responsabilit della U.O.:

Il Centro DCAP della ULSS 10 risponde pienamente ai dettami delle normative regionali essendo fornita di
tutti i livelli di cura previsti.
Si presenta come una delle UO DCA pi evolute a livello regionale in quanto:
ha creato ed adotta un proprio modello riabilitativo (RPP )
risponde alle richieste di un bacino di utenza regionale (e non provinciale) ed extra regionale
monitora pedissequamente gli esiti dei trattamenti riabilitativi da molti anni
mette a disposizione delle famiglie una attivit di psicoeducazione
coordina 3 gruppi di auto aiuto per genitori (gestiti dalla associazione Fenice onlus) in 2 sedi regionali ed
una extra regionale
si fa carico della valutazione per intervento e del monitoraggio nutrizionale post chirurgico per la
chirurgia bariatrica; tale attivit sfrutta lausilio di un gruppo di auto aiuto
propone da molti anni un percorso specifico per il trattamento del disturbo da alimentazione incontrollata
(ambulatorio, gruppo di terapia, gruppo auto aiuto)
si interfaccia e utilizza una ampia rete di realt territoriali per lo svolgimento di attivit riabilitative
utilizza (tra le prime esperienze nazionali) la fattoria sociale come contesto riabilitativo

Compiti ed attivit:

Il Centro DCAP permane una UOS(D) disciplina psichiatria. La collocazione naturale del Centro DCAP
nellarea della salute mentale. Per le peculiarit della struttura (centro di riferimento) e della utenza (per lo
pi minore di et) la UO pu essere collocata sia nel DSM sia in un Dipartimento che includa servizi rivolti
ai minori ed alle famiglie.

In ogni caso vanno formalizzati protocolli di collaborazione con le altre strutture della salute mentale
presenti in Azienda.

Organizzazione delle attivit:

Le attivit del Centro DCAP si articolano primariamente a livello ambulatoriale. In ambulatorio hanno luogo
la valutazione iniziale e la gestione di tutti i casi che non richiedano il ricovero in struttura.
Ogni anno vengono visti circa 170 nuovi utenti e ne vengono seguiti circa 400. Si tratta per lo pi di utenti di
giovane et con quadri clinici conclamati o in fase di esordio\evoluzione. Le attivit ambulatoriali si
avvalgono di una complessa serie di interventi di supporto alle famiglie ed agli utenti attuate in
collaborazione con la Associazione Fenice ONLUS per i DCA. La necessit di ricorrere al ricovero
riabilitativo attiene a circa il 30% degli utenti, soprattutto affetti da anoressia e bulimia nervosa.
La richiesta si ricovero riabilitativo , oggi, molto elevata e viene da una utenza sempre pi giovane.
Larticolazione si compone di ambulatorio, CTRP 14 con PL, Centro Diurno (nei locali della CTRP), CA
con 8 - 10 PL.

modello di riferimento dellattivit anche di carattere innovativo:
Si tratta dellunico centro di riferimento, tra i 5 autorizzati dalla regione Veneto, ad aver organizzato tutti i
livelli di trattamento previsti nella programmazione per i DCA.
Il Centro DCAP utilizza una originale metodologia di trattamento, la Riabilitazione Pisconutrizionale
Progressiva RPP , messa a punto dalla nostra quipe nel corso degli anni ed attualmente utilizzata in
diverse realt nazionali. Questa metodica, in buona parte standardizzata, protetta essendo un marchio
registrato.
Proviene (dati 2012) da fuori ULSS il 53% degli utenti ambulatoriali ed 77% dei ricoveri riabilitativi.


deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 63 di 85
ALLEGATO B ALLA DELIBERAZIONE N. 52 DEL 30 gennaio 2014
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In termini innovativi:

centro HUB regionale per i DCA completo di attivit ambulatoriale, CTRP con 14 posti letto (derivante
dallampliamento della CTRP esistente); comunit alloggio con 8\10 posti letto (derivante dalla
riconversione del GAP attuale). Dotazione di 1-2 posti letto in pediatria per il ricovero in acuzie di utenti
con DCA.
Si tratterebbe dellunico centro regionale con una completa dotazione di strutture che permettano la gestione
dei pazienti in ogni fase del trattamento. Data la ampiezza della lista di attesa i posti verrebbero occupati
immediatamente.
Il suddetto modello di cura attuato secondo i dettami della Riabilitazione Psiconutrizionale Progressiva -
RPP potrebbe diventare il modello di riferimento per i centri pubblici della regione.

Collaborazione con la NPI per inquadramento diagnostico e gestione della comorbilit.
Collaborazione con le strutture del DSM per gestione della comorbilit, ricoveri in SPDC in situazioni di
scompenso psichico\comportamentale,
deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 64 di 85
ALLEGATO B ALLA DELIBERAZIONE N. 52 DEL 30 gennaio 2014
21

10. UOS(D) Educazione e Promozione della Salute

Mission e Vision
La Struttura educazione e promozione della salute ha il compito di far progredire la salute dei singoli
individui e della comunit attraverso strategie di intervento complesse che correggano i determinanti di
salute modificabili, con lobiettivo di ridurre la mortalit e incrementare la qualit della vita.

Strategie di azione
Peculiarit dellUOSD educazione e promozione della salute la modalit di realizzazione degli obiettivi: si
avvale di strategie di lavoro intersettoriali a partire dalle linee di indirizzo dei Piani nazionale e regionale
della prevenzione, grazie ad alleanze con vari soggetti sanitari e sociali che possono in misura diversa
concorrere alla realizzazione di tali programmi.

Riferimenti normativi aziendali
Con delibera del DG n 1342/1997 lULSS 10 provvedeva a istituire il Servizio di Educazione e Promozione
della salute in conformit alle Linee di indirizzo per lo sviluppo delle attivit di educazione e promozione
della salute nelle aziende socio-sanitarie e/o ospedaliere, da collocare nellambito del dipartimento di
prevenzione (DGRV 2482/1997) e successivamente confermate con le Linee guida per lorganizzazione del
Dipartimento di Prevenzione delle Aziende ULSS del Veneto(DGRV 2190/2001). Con DDG n 15/2005 ,
nellambito della Conclusione delliter procedimentale Atto Aziendale in conformit alla DGRV 3415/02,
lULSS 10 costituiva in unit operativa semplice a valenza dipartimentale la funzione di educazione e
promozione della salute, confermandone la collocazione allinterno del dipartimento di prevenzione.
La successiva riorganizzazione conseguente alladozione del nuovo atto aziendale nel 2010 ( deliberazione
del direttore generale 22/04/ 2010 n. 97) prevedeva lUOC Educazione Promozione e Prevenzione mai
attivata allinterno della quale veniva prevista la UOS educazione e promozione della salute attivata a
seguito della deliberazione n223 del 28/06/2012.

LAzienda ULSS 10 ha scelto di investire in 2 principali linee di programmazione: leducazione alla salute
rivolta prioritariamente alla Scuola e il coordinamento degli screening oncologici, entrambe realizzate in
collaborazione con le UO Aziendali che concorrono per la parte di competenza specifica propria.

Attivit di educazione alla salute realizzata in questi anni:

Sorveglianze su progetto ministeriale e regionale: Lo studio PASSI e lo studio PASSI dArgento;
Guadagnare salute: : rendere facili le scelte salutari: programma di iniziative mirate a favorire
l'adozione di quei comportamenti quotidiani che siano in grado di contrastare linsorgenza di patologie
croniche, facendo cos guadagnare anni di vita in salute ai cittadini. I contenuti riguardano
lalimentazione, lattivit motoria, lalcol e il fumo di sigaretta;

Il catalogo scuola la sintesi dellofferta formativa che lazienda ULSS 10 elabora e sostiene ogni
anno scolastico, indirizzata a tutte le scuole presenti nel territorio. I progetti sono studiati per raggiungere
i ragazzi di varie et in tutto il territorio, sui seguenti temi: alimentazione e nutrizione, prevenzione degli
incidenti, promozione dellagio giovanile, educazione allaffettivit e prevenzione delle malattie
trasmesse per via sessuale;

Progetto di prevenzione dellinfezione da HIV e delle MST: realizzazione con risorse proprie del
progetto di cui al punto 2.6.2 del Piano Regionale Prevenzione, raggiunto l80% della popolazione
target;

Progetto prevenzione incidenti domestici : realizzazione con risorse proprie del progetto di cui al
punto 2.3.1 del PRP;
Alla Struttura Educazione e Promozione alla Salute stata fatta afferire lorganizzazione delle attivit
degli screening aziendali, momento di forte promozione della cultura della prevenzione e nodo di
integrazione tra le attivit di territorio ed ospedale.
deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 65 di 85
ALLEGATO B ALLA DELIBERAZIONE N. 52 DEL 30 gennaio 2014
22

Presentazione della Centrale Unica per gli Screening Oncologici

Mission e Vision
Il Centro Screening del Dipartimento di Prevenzione ha il compito di porre in essere i programmi di
screening offerti come LEA dalla Regione Veneto e di promuovere e coordinare le iniziative di prevenzione
oncologica primaria aziendale, con obiettivo generale di salute di ridurre la mortalit specifica della
popolazione target e di migliorarne la qualit della vita.

Strategie di azione
La realizzazione dei programmi di screening oncologico per il tumore della mammella, del colon retto e del
cervico-carcinoma richiedono interventi multi professionali in un ottica di sanit pubblica per ridurre la
mortalit ed il peso socio assistenziale ed economico delle cure, migliorando la qualit di vita della
popolazione colpita.

Il centro screening organizza e gestisce il primo livello dei tre programmi di screening avvalendosi del soft-
ware gestionale regionale, facendo riferimento per la parte tecnica riguardante gli aspetti metodologici,
procedurali, e verifica dei risultati al registro tumori di Padova, organo tecnico regionale.

Riferimenti normativi
Nel 1996 sono state pubblicate le Linee Guida della Commissione Oncologica Nazionale sugli Screening
Oncologici e i Piani Sanitari successivi hanno dato indicazioni per la realizzazione da parte delle Regioni e
delle Aziende Sanitarie di programmi organizzati. Gli screening cervicale, mammografico e colo rettale sono
compresi tra i Livelli essenziali di assistenza dal 2001. In Azienda ULSS 10 con delibera del direttore
generale n. 437/2004 era gi stata istituita, presso il dipartimento di prevenzione, lunit di progetto
trasversale per la gestione ed il coordinamento operativo degli screening oncologici (UTPSO); con
deliberazione 314/2011 Istituzione della centrale unica degli screening oncologici e nomina del
responsabile", sono stati approvati i protocollo dintesa aziendale screening mammografico, screening del
carcinoma della cervice uterina e screening colon rettale, che rendono evidente le linee di responsabilit
allinterno della strategia di collaborazione dello screening aziendale, ed stata affidata la responsabilit del
programma di screening al direttore del dipartimento di prevenzione e la responsabilit del centro
organizzativo screening alla dr.ssa Alessandra Favaretto, responsabile, nellambito del dipartimento di
prevenzione, dellunit operativa semplice promozione ed educazione della salute. Inoltre per dare attuazione
a quanto previsto per laccreditamento istituzionale dei programmi di screening oncologici si fatta propria
la terminologia regionale istituendo, in sostituzione dellunit di progetto trasversale per la gestione ed il
coordinamento operativo degli screening oncologici, la centrale unica degli screening oncologici.


Attivit: i tre programmi di screening
Lo screening citologico per il cervico-carcinoma prevede la chiamata attiva di tutte le donne residenti e
assistite con et compresa tra 25 e 64 anni compiuti, invitate a fare il pap-test con cadenza triennale, per una
numerosit complessiva di 63.000 donne. Il pap-test eseguito da personale ostetrico del Dipartimento con
la collaborazione di ostetriche di distretto e ospedale in regime di LPA.
Lo screening mammografico prevede linvito delle donne di et compresa tra 50 e 69 anni a sottoporsi alla
mammografia con cadenza biennale, presso le radiologie dei tre ospedali, dove opera personale dipendente in
orario aggiuntivo. La popolazione target residente nel 2012 risultata pari a 27.000 donne.
Lo screening colon-rettale prevede la chiamata attiva di tutti i residenti e assistiti con et compresa tra 50 e
69 anni, a sottoporsi alla ricerca del sangue occulto, consegnando un campione presso la farmacia territoriale
pi vicina al luogo di residenza. I campioni vengono sono analizzati in Laboratorio dellospedale utilizzando
le apparecchiature ed il soft-ware unico aziendale, con una parte di orario aggiuntivo dei tecnici di
laboratorio.
In merito agli accertamenti di 2 livello, i casi positivi dello screening citologico e colo-rettale sono
indirizzati alle U.O. ospedaliere di competenza che se ne fanno carico fino alla conclusione delliter
diagnostico, e se del caso, anche della terapia e del follow-up. Viceversa gli accertamenti dello screening
mammografico sono in carico al centro screening che segue tutto liter fino alla definizione diagnostica di 2
livello e consegna alle U.O. di chirurgia solo le donne con diagnosi accertata di malignit.

deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 66 di 85
ALLEGATO B ALLA DELIBERAZIONE N. 52 DEL 30 gennaio 2014
23


Sulla base delle attivit sinteticamente sopra descritte, si dimostra come la funzione della Struttura
educazione e Promozione della Salute ben si connoti come Struttura Semplice a Valenza Dipartimentale,
sia per la trasversalit della azioni interne al Dipartimento di Prevenzione ma ancora di pi per la
trasversalit che riveste nelloperare e favorire percorsi ed azioni integrati tra Territorio ed Ospedale, tipico
elemento di tutte le azioni di prevenzione e promozione della cultura della salute.

deliberazione n. 52 del 30/01/2014 pagina 67 di 85
NUCVC SCnLMA CkGANI22A1IVC
a||egato A1 a||a de||beraz|one de| d|rettore genera|e n. S2 de| 30 genna|o 2014 a||egato A1 a||a de||beraz|one de| d|rettore genera|e n. S2 de| 30 genna|o 2014
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DIkL11CkL AMMINIS1kA1IVC
DIkL11CkL SANI1AkIC DIkL11CkL DLI SLkVI2I SCCIALI L
DLLLA IUN2ICNL 1LkkI1CkIALL
DIkL11CkL GLNLkALL
DI kL 2 I CNL S 1 kA1 L GI C A
ulA81lMLn1C ulA81lMLn1l
Strutture 1ecn|co Iunz|ona|| ed afferenze a||a D|rez|one Strateg|ca
2
ulS18L11C unlCC
ulA81lMLn1C
ul 8LvLnZlCnL
CSLuALL
ulA81lMLn1l
AMMlnlS18A1lvl
CLn18ALL
CL8A1lvA
1L88l1C8lALL

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MLulClnA 1u8lS1lCA Lu
ASSlS1LnZA ln1L8nAZlCnALL
DIkL11CkL AMMINIS1kA1IVC
DIkL11CkL SANI1AkIC DIkL11CkL DLI SLkVI2I SCCIALI L
DLLLA IUN2ICNL 1LkkI1CkIALL
DIkL11CkL GLNLkALL
DI kL 2 I CNL S 1 kA1 L GI C A
D|part|ment|
ul 8LvLnZlCnL
ulA81lMLn1C
ulLnuLnZL
ulA81lMLn1C
8lSC8SL llnAnZlA8lL, MA1L8lALl L
L8 l SL8vlZl 1LCnlCl
ulS18L11C - ulA81lMLn1C S18u11u8ALL
L8 LA lunZlCnL 1L88l1C8lALL
ulA81lMLn1C
8lA8lLl1AZlCnL
CSLuALL-1L88l1C8lC
ulA81lMLn1C ul
SALu1L MLn1ALL
3
ulA81lMLn1C
uLLLA lunZlCnL CSLuALlL8A
ulA81lMLn1C uLl
SL8vlZl AMMlnlS18A1lvl CLnL8ALl,
uLLLA 8CC8AMMAZlCnL L uLLLL
8lSC8SL uMAnL
ulA81lMLn1l
CSLuALlL8l

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UCS UALI1A'L ACCkLDI1AMLN1C
DIkL11CkL AMMINIS1kA1IVC
DIkL11CkL SANI1AkIC DIkL11CkL DLI SLkVI2I SCCIALI L
DLLLA IUN2ICNL 1LkkI1CkIALL
DIkL11CkL GLNLkALL
DI kL 2 I CNL S 1 kA1 L GI C A
Att|v|t |n Staff a||a D|rez|one Strateg|ca
UCS SIS1LMA CCN1kCLLC IN1LkNC
kLVLN2ICNL L kC1L2ICNL
UCC
kCILSSICNI SANI1AkIL
UCS
kCILSSICNI SANI1AkIL
1LkkI1CkIALI
MLDICINA kLVLN1IVA LAVCkA1CkI
kCGL11I SLCIALI
L CCMUNICA2ICNI IS1I1U2ICNALI
NUCLLC A2ILNDALL CCN1kCLLI
4
kCILSSICNI SANI1AkIL CSLDALILkL
UCC
SLkVI2IC IAkMACLU1ICC A2ILNDALL

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UCS(D)
ulA81lMLn1C lunZlCnALL
MLulClnA 1u8lS1lCA Lu ASSlS1LnZA ln1L8nAZlCnALL
UCS(D)
D|part|mento Iunz|ona|e Med|c|na 1ur|st|ca ed Ass|stenza Internaz|ona|e
DIkL11CkL AMMINIS1kA1IVC
DIkL11CkL SANI1AkIC DIkL11CkL DLI SLkVI2I SCCIALI L
DLLLA IUN2ICNL 1LkkI1CkIALL
DIkL11CkL GLNLkALL
DI kL 2 I CNL S 1 kA1 L GI C A
UCC
kCILSSICNI SANI1AkIL
UCS(D)
DIkL2ICNL AMMINIS1kA1IVA MLDICINA 1UkIS1ICA
LD ASSIS1LN2A IN1LkNA2ICNALL
S
UCS(D)
IANIIICA2ICNL ASSIS1LN2A SANI1AkIA AI 1UkIS1I
LD ASSIS1LN2A IN1LkNA2ICNALL
ulS18L11C ulA81lMLn1C
ul 8LvLnZlCnL
CSLuALL
MLDICINA
CCNVLN2ICNA1A ulA81lMLn1l
AMMlnlS18A1lvl

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DIAk1IMLN1C DLI
SLkVI2I AMMINIS1kA1IVI GLNLkALI,
DLLLA kCGkAMMA2ICNL L DLLLL
kISCkSL UMANL
DIAk1IMLN1C
kISCkSL IINAN2IAkIL, MA1LkIALI
L Lk I SLkVI2I 1LCNICI
DIkL11CkL AMMINIS1kA1IVC
DIkL11CkL SANI1AkIC DIkL11CkL DLI SLkVI2I SCCIALI L
DLLLA IUN2ICNL 1LkkI1CkIALL
DIkL11CkL GLNLkALL
DI kL 2 I CNL S 1 kA1 L GI C A
D|rez|one Amm|n|strat|va
UCC
kISCkSL UMANL
UCC
AIIAkI GLNLkALI L LLGALI
UCC
CCN1A8ILI1A'L 8ILANCIC
UCS
LDILI2IA CSLDALILkA
UCC
kCVVLDI1CkA1C LCCNCMA1C
GLS1ICNL DLLLA LCGIS1ICA
UCC
SIS1LMI INICkMA1IVI
UCS
IANI L kCGkAMMI
UCC
SLkVI2I 1LCNICI
UCS
GLS1ICNL
CCN1kA11I L LCGIS1ICA
6
UCS
A11IVI1A' AMMINIS1kA1IVA
1LkkI1CkIALL L CSLDALILkA
UCS
kACk1I IN
CCNVLN2ICNL
UCC
kCGkAMMA2ICNL L
CCN1kCLLC DI GLS1ICNL

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C.C.1.
DIS1kL11C
DIAk1IMLN1C S1kU11UkALL
Lk LA IUN2ICNL 1LkkI1CkIALL
DIkL11CkL AMMINIS1kA1IVC
DIkL11CkL SANI1AkIC DIkL11CkL DLI SLkVI2I SCCIALI L
DLLLA IUN2ICNL 1LkkI1CkIALL
DIkL11CkL GLNLkALL
DI kL 2 I CNL S 1 kA1 L GI C A
1err|tor|o
UCC
ACUIS1C kLS1A2ICNI SANI1AkIL
L GCVLkNC LIS1L D'A11LSA
UCC NCN LSkLSSAMLN1L kLVIS1L NLLL' ALLLGA1C 1 DkG 2271]2013
UCC
CUkL kIMAkIL
7
UCC
INIAN2IA, ADCLLSCLN2A,
IAMIGLIA L DISA8ILI1A'
UCC
NLUkC-SICCA1CLCGIA
DLLLC SVILUC
UCS
CUkL DCMICILIAkI
UCS
CUkL ALLIA1IVL L 1LkAIA
AN1ALGICA 1LkkI1CkIALL
UCS
S1kU11UkL DI kICCVLkC
IN1LkMLDIL.
UCSD
DIS1Uk8I DLL
CCMCk1AMLN1C
ALIMLN1AkL
UCS
CCNSUL1CkIC IAMILIAkL L
1U1LLA MINCkI
UCS
DISA8ILI1A' L SLkVI2IC
INSLkIMLN1C LAVCkA1IVC
UCS
DIS1Uk8I DLL
CCMCk1AMLN1C L
DLLL'A11LN2ICNL
UCC
SLkVI2I ALLA LkSCNA
(DLLLGnL CCMUNI)
(***)
UCC
DIS1kL11C UNICC
UCSD
A11IVI1A'
SLCIALIS1ICA 1LkkI1CkIALL (*)
(*) CCNILUISCCNC IN 1ALL UCSD LL A11IVI1A' DI CDCN1CS1CMA1CLCGIA L CDCN1CIA1kIA A IAVCkL DLI DISA8ILI
(***) A CAkICC DLLLA SLSA SCCIALL
UCS MLDICINA DLLLC SCk1 L
DLLL'LSLkCI2IC IISICC (**)
(**) L' CCkkLLA1A ANCnL ALL'AIIIDAMLN1C ALL'A2ILNDA, Lk DGk 1947]2013 DLL CCCkDINAMLN1C kLGICNALL
DLLLA MLDICINA DLLLC SCk1

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DIkL11CkL SANI1AkIC DIkL11CkL DLI SLkVI2I SCCIALI L
DLLLA IUN2ICNL 1LkkI1CkIALL
DIkL11CkL GLNLkALL
DI kL 2 I CNL S 1 kA1 L GI C A
D|stretto
DIS1kL11C
DIAk1IMLN1C S1kU11UkALL
Lk LA IUN2ICNL 1LkkI1CkIALL
8
ulA81lMLn1C ul
SALu1L MLn1ALL
UCC
SICnIA1kIA
UCS
GLS1ICNL
A11IVI1A' CSLDALILkA
(SDC)
UCS
CSM 8ASSC IAVL
UCS
CSM Ck1CGkUAkLSL
UCC
DIS1kL11C UNICC
ulA81lMLn1C
ulLnuLnZL
UCC
Ser.D
UCC NCN LSkLSSAMLN1L kLVIS1L NLLL' ALLLGA1C 1 DkG 2271]2013

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DIkL11CkL SANI1AkIC DIkL11CkL DLI SLkVI2I SCCIALI L
DLLLA IUN2ICNL 1LkkI1CkIALL
DIkL11CkL GLNLkALL
DI kL 2 I CNL S 1 kA1 L GI C A
D|part|mento d| revenz|one
UCC
SANI1A' ANIMALL
UCSD
LDUCA2ICNL L kCMC2ICNL
DLLLA SALU1L
UCSD
SLkVI2IC IGILNL DLLLA kCDU2ICNL,
1kASICkMA2ICNL,
CCMMLkCIALI22A2ICNL ,
CCNSLkVA2ICNL L 1kASCk1C DLGLI
ALIMLN1I DI CkIGINL ANIMALL
(SIACA )
UCC
SLkVI2IC DI kLVLN2ICNL
IGILNL L SICUkL22A
AM8ILN1I DI LAVCkC
UCC
SLkVI2IC IGILNL
L SANI1 U88LICA
UCS
MLDICINA LLGALL
A8LA uLLLA SAnl1A u88LlCA vL1L8lnA8lA L SlCu8LZZA ALlMLn1A8L
UCSD
SLkVI2IC IGILNL DLGLI
ALIMLN1I L NU1kI2ICNL
(SIAN)
UCSD
SLkVI2IC IGILNL DLGLI ALLLVAMLN1I
L DLLLL kCDU2ICNI 2CC1LCNICnL
(SIA2 )
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DIkL11CkL SANI1AkIC DIkL11CkL DLI SLkVI2I SCCIALI L
DLLLA IUN2ICNL 1LkkI1CkIALL
DIkL11CkL GLNLkALL
DI kL 2 I CNL S 1 kA1 L GI C A
Cspeda|e
ulA81lMLn1C
uLLLA lunZlCnL CSLuALlL8A
10
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MLulClnA CLnL8ALL
ulA81lMLn1C
MLulClnA SLClALlS1lCA
ulA81lMLn1C
A8LA C8l1lCA
ulA81lMLn1C
SL8vlZl ul ulACnCSl L Cu8A
ulA81lMLn1C
CPl8u8ClCC
ulA81lMLn1C
MA1L8nC lnlAn1lLL
ulA81lMLn1C ln1L8AZlLnuALL
MLulClnA 18ASluSlCnALL
UCC
DIkL2ICNL MLDICA
UCSD
DIkL2ICNL MLDICA DI
Ck1CGkUAkC
UCSD
MLDICINA 1kASIUSICNALL
SAN DCNA'
UCS
MLDICINA 1kASIUSICNALL
Ck1CGkUAkC
kCILSSICNI SANI1AkIL CSLDALILkL

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DIkL11CkL SANI1AkIC DIkL11CkL DLI SLkVI2I SCCIALI L
DLLLA IUN2ICNL 1LkkI1CkIALL
DIkL11CkL GLNLkALL
DI kL 2 I CNL S 1 kA1 L GI C A
D|part|mento Med|c|na Genera|e
CSLuALL
11
ulA81lMLn1C
MLulClnA CLnL8ALL
UCC
MLDICINA
ILSCLC
UCC
MLDICINA
Ck1CGkUAkC
UCS
LkCCkSC CAkDICLCGICC CS1 ACU2IL
ILSCLC
UCC
MLDICINA
SAN DCNA'
UCS
A11IVI1A' NLUMCLCGICA
Ck1CGkUAkC
UCS
ANGICLCGIA
SAN DCNA'
UCSD
GAS1kCLN1LkCLCGIA
SAN DCNA'
UCSD
DIA8L1CLCGIA L
CCMLICAN2L DLL DIA8L1L
SAN DCNA'

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DIkL11CkL AMMINIS1kA1IVC
DIkL11CkL SANI1AkIC DIkL11CkL DLI SLkVI2I SCCIALI L
DLLLA IUN2ICNL 1LkkI1CkIALL
DIkL11CkL GLNLkALL
DI kL 2 I CNL S 1 kA1 L GI C A
D|part|mento Med|c|na Spec|a||st|ca
CSLuALL
12
ulA81lMLn1C
MLulClnA SLClALlS1lCA
UCC
NLIkCLCGIA
SAN DCNA'
UCC
NLUkCLCGIA
SAN DCNA'
UCS
CCCkDINAMLN1C
A11IVI1A' NLIkCLCGICA
ILSCLC
UCS
S1kCkL UNI1
SAN DCNA'
UCC
CAkDICLCGIA
SAN DCNA'
UCS
CCCkDINAMLN1C
A11IVI1A' NLIkCLCGICA
Ck1CGkUAkC
UCS
U1IC SAN DCNA'
UCS
LMCDINAMICA
SAN DCNA'

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DIkL11CkL AMMINIS1kA1IVC
DIkL11CkL SANI1AkIC DIkL11CkL DLI SLkVI2I SCCIALI L
DLLLA IUN2ICNL 1LkkI1CkIALL
DIkL11CkL GLNLkALL
DI kL 2 I CNL S 1 kA1 L GI C A
D|part|mento Materno Infant||e
CSLuALL
13
ulA81lMLn1C
MA1L8nC lnlAn1lLL
UCC
CS1L1kICIA L GINLCCLCGIA
SAN DCNA'
UCC
LDIA1kIA
SAN DCNA'
UCC
CS1L1kICIA L GINLCCLCGIA
Ck1CGkUAkC
UCS
LkCCkSI AM8ULA1CkIALI
Ck1CGkUAkC
UCS
A1CLCGIA NLCNA1ALL
SAN DCNA'

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DIkL11CkL AMMINIS1kA1IVC
DIkL11CkL SANI1AkIC DIkL11CkL DLI SLkVI2I SCCIALI L
DLLLA IUN2ICNL 1LkkI1CkIALL
DIkL11CkL GLNLkALL
DI kL 2 I CNL S 1 kA1 L GI C A
D|part|mento Serv|z| d| D|agnos| e Cura
CSLuALL
14
ulA81lMLn1C
SL8vlZl ul ulACnCSl L Cu8A
UCC
kADICLCGIA
Ck1CGkUAkC
UCC
LA8CkA1CkIC
Ck1CGkUAkC
UCSD (*)
ANA1CMIA A1CLCGICA
Ck1CGkUAkC
UCS
kADICLCGIA
SAN DCNA'
UCS
CnIMICA CLINICA L
IMMUNCML1kIA
SAN DCNA'
UCS CI1CDIAGNCS1ICA
Ck1CGkUAkC
(*) DLLINLA1A SLCCNDC UAN1C DISCS1C DALLA DLLI8LkA2ICNL Ck. 76 DLL S]7]2013 IN 1LMA DI kICkGANI22A2ICNL DLLLL A11IVI1A' DI ANA1CMIA A1CLCGICA SULLA 8ASL DLL MCDLLLC nU8 AND SCkL
UCC
CNCCLCGIA
SAN DCNA'
UCS
CNCCLCGIA
Ck1CGkUAkC

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DIkL11CkL AMMINIS1kA1IVC
DIkL11CkL SANI1AkIC DIkL11CkL DLI SLkVI2I SCCIALI L
DLLLA IUN2ICNL 1LkkI1CkIALL
DIkL11CkL GLNLkALL
DI kL 2 I CNL S 1 kA1 L GI C A
D|part|mento Ch|rurg|co
CSLuALL
UCC
CkL
Ck1CGkUAkC
1S
ulA81lMLn1C
CPl8u8ClCC
UCSD
CnIkUkGIA
SAN DCNA'
UCC
CnIkUkGIA
Ck1CGkUAkC
UCC
UkCLCGIA
Ck1CGkUAkC
UCS
CnIkUkGIA CNCCLCGICA
Ck1CGkUAkC
UCS
CnIkUkGIA SLNCLCGICA
Ck1CGkUAkC
UCC
CCULIS1ICA
Ck1CGkUAkC
UCS
LNDCUkCLCGIA
Ck1CGkUAkC
UCC
Ck1CLDIA
Ck1CGkUAkC
UCC
Ck1CLDIA
SAN DCNA'
UCS
CnIkUkGIA SALLA
Ck1CGkUAkC
UCS
1kAUMA1CLCGIA L
CnIkUkGIA kICCS1kU11IVA GLkIA1kICA
Ck1CGkUAkC
UCC
CnIkUkGIA VASCCLAkL
Ck1CGkUAkC

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DIkL11CkL AMMINIS1kA1IVC
DIkL11CkL SANI1AkIC DIkL11CkL DLI SLkVI2I SCCIALI L
DLLLA IUN2ICNL 1LkkI1CkIALL
DIkL11CkL GLNLkALL
DI kL 2 I CNL S 1 kA1 L GI C A
D|part|mento Area Cr|t|ca
CSLuALL
16
ulA81lMLn1C
A8LA C8l1lCA
UCC
kCN1C SCCCCkSC
ILSCLC
UCC
kCN1C SCCCCkSC
Ck1CGkUAkC
UCSD
kCN1C SCCCCkSC
SAN DCNA'
UCC
ANLS1LSIA L kIANIMA2ICNL
Ck1CGkUAkC
UCS
1LkAIA IN1LNSIVA
Ck1CGkUAkC
UCS
ANLS1LSIA
SAN DCNA'
UCS
ANLS1LSIA
Ck1CGkUAkC
UCS
AkLA L LkCCkSI CSSLkVA2ICNL
Ck1CGkUAkC
ANALGLSIA LCCC kLGICNALL
L ANLS1LSIA
SAN DCNA'

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DIkL11CkL AMMINIS1kA1IVC
DIkL11CkL SANI1AkIC DIkL11CkL DLI SLkVI2I SCCIALI L
DLLLA IUN2ICNL 1LkkI1CkIALL
DIkL11CkL GLNLkALL
DI kL 2 I CNL S 1 kA1 L GI C A
D|part|mento k|ab|||taz|one Cspeda|e 1err|tor|o
17
ulA81lMLn1C
8lA8lLl1AZlCnL
CSLuALL-1L88l1C8lC
UCC
MLDICINA IISICA L kIA8ILI1A2ICNL
ILSCLC
UCC
MLDICINA IISICA L kIA8ILI1A2ICNL
Ck1CGkUAkC
UCS
LkCCkSI kIA8ILI1A1IVI 1LkkI1CkIALI
LD AM8ULA1CkIALI
SAN DCNA'
UCS
LUNGCDLGLN2A ILSCLC

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ALLLCA1C C ALLA uLLl88LAZlCnL n.32 del 30 gennalo 2014
CkCNCkCGkAMMA de||e S1kU11UkL CCMLLSSL DA SCkIMLkL entro || 31]12]201S, come da DGk 2271]2013
rogresslvo SLruLLure Complesse prevlsLe nell' ALLo azlendale recedenLe lncarlco AssegnaLo ALLo Azlendale 2013 uecorrenza Soppresslone
1 CuALl1A' L ACC8Lul1AMLn1C sl uCS CuALl1A' L ACC8Lul1AMLn1C
2 CCn18CLLC ul CLS1lCnL sl 8CC8AMMAZlCnL L CCn18CLLC ul CLS1lCnL
3 AllA8l CLnL8ALl L LLCALl sl AllA8l CLnL8ALl L LLCALl
4 8lSC8SL uMAnL sl 8lSC8SL uMAnL
3 LCCnCMlCC llnAnZlA8lC sl CCn1A8lLl1A' L 8lLAnClC
6 8lSC8SL MA1L8lALl L A18lMCnlALl no 8CvvLul1C8A1C LCCnCMA1C L CLS1lCnL uLLLA LCClS1lCA
7 1LCnlCC sl SL8vlZl 1LCnlCl
8 lnlC8MA1lCn 1LCPnCLCC? sl SlS1LMl lnlC8MA1lvl
9 8LS1AZlCnl SAnl1A8lL L Ll8L8A 8ClLSSlCnL sl ACCulS1C 8LS1AZlCnl SAnl1A8lL L CCvL8nC LlS1L u'A11LSA
10 lA8MAClA 1L88l1C8lALL sl ACCC8AMLn1C uCC SL8vlZlC lA8MACLu1lCC AZlLnuALL (31/12/2013)
11 MLulClnA 1L88l1C8lALL sl SCAuLnZA lnCA8lCC (31/12/2014)
12 Cu8L 8lMA8lL -ulS18L11C n.1 sl SCAuLnZA lnCA8lCC (31/12/2013)
13 Cu8L 8lMA8lL -ulS18L11C n.2 sl SCAuLnZA lnCA8lCC (30/04/2013)
14 CuCn1CS1CMA1CLCClA sl ACCC8AMLn1C uCSu SLClALlS1lCA 1L88l1C8lALL (31/12/2013)
13 SlCPlA18lA -ulS18L11C n.1 no uecade con l'approvazlone dell'ALLo Azlendale
16 SlCPlA18lA -ulS18L11C n.2 no uecade con l'approvazlone dell'ALLo Azlendale
17 1CSSlCCulLnuLnZL - ulS18L11C n.1 no uecade con l'approvazlone dell'ALLo Azlendale
18 1CSSlCCulLnuLnZL - ulS18L11C n.2 no uecade con l'approvazlone dell'ALLo Azlendale
19 CCnuL1C8lC lAMlLlA8L - ulS18L11C n.1 sl SCAuLnZA lnCA8lCC (31/09/2013)
20 CCnuL1C8lC lAMlLlA8L - ulS18L11C n.2 sl SCAuLnZA lnCA8lCC (13/08/2013)
21 nLu8CSlCPlA18lA lnlAn1lLL sl nLu8C SlCCA1CLCClA uLLLC SvlLuC
22 SlAn sl uCSu SlAn SCAuLnZA lnCA8lCC (31/12/2013)
23 SlAZ sl uCSu SlAZ SCAuLnZA lnCA8lCC (31/12/2013)
24 lClLnL uLLLA 8CuuZlCnL, 18ASlC8MAZlCnL,... sl lClLnL uLLLA 8CuuZlCnL, 18ASlC8MAZlCnL,... SCAuLnZA lnCA8lCC (31/12/2013)
23 SlS sl SlS
26 SlSAL sl SlSAL
27 MLulClnA llSlCA C81CC8uA8C sl MLulClnA llSlCA L 8lA8lLl1AZlCnL C81CC8uA8C
28 MLulClnA llSlCA !LSCLC sl MLulClnA llSlCA L 8lA8lLl1AZlCnL !LSCLC
29 CPl8u8ClA SAn uCnA' sl uCSu CPl8u8ClA SAn uCnA' SCAuLnZA lnCA8lCC (01/11/2014)
30 CPl8u8ClA C81CC8uA8C sl CPl8u8ClA C81CC8uA8C
31 CCuLlS1lCA SAn uCnA' sl CCuLlS1lCA SAn uCnA'
32 C8L SAn uCnA' sl C8L C81CC8uA8C
33 u8CLCClA C81CC8uA8C sl u8CLCClA C81CC8uA8C
34 C81CLulA SAn uCnA' sl AlCALl1A' Au LSAu8lMLn1C CCn L'A11lvAZlCnL uLLLA nuCvA SLuL unlCA CSLuALlL8A
33 C81CLulA C81CC8uA8C sl C81CLulA C81CC8uA8C
36 C81CLulA !LSCLC sl uecade con l'approvazlone dell'ALLo Azlendale
37 MLulClnA SAn uCnA' sl MLulClnA SAn uCnA'
38 MLulClnA C81CC8uA8C sl MLulClnA C81CC8uA8C
39 MLulClnA !LSCLC sl MLulClnA !LSCLC
40 nLl8CLCClA SAn uCnA' sl nLl8CLCClA SAn uCnA'
41 nLu8CLCClA C81CC8uA8C sl nLu8CLCClA SAn uCnA'
42 CnCCLCClA SAn uCnA' sl CnCCLCClA SAn uCnA'
43 CA8ulCLCClA SAn uCnA' sl CA8ulCLCClA SAn uCnA' SCAuLnZA lnCA8lCC (31/12/2013)
44 CA8ulCLCClA C81CC8uA8C sl CA8ulCLCClA SAn uCnA' SCAuLnZA lnCA8lCC (03/12/2013)
43 CS1L8lClA L ClnLCCLCClA SAn uCnA' sl CS1L8lClA L ClnLCCLCClA SAn uCnA'
46 CS1L8lClA L ClnLCCLCClA C81CC8uA8C sl CS1L8lClA L ClnLCCLCClA C81CC8uA8C
47 LulA18lA SAn uCnA' sl LulA18lA SAn uCnA'
48 LulA18lA C81CC8uA8C sl SCAuLnZA lnCA8lCC (03/12/2013)
49 8Cn1C SCCCC8SC SAn uCnA' sl uCS 8Cn1C SCCCC8SC SAn uCnA' SCAuLnZA lnCA8lCC (13/06/2013)
30 8Cn1C SCCCC8SC C81CC8uA8C sl 8Cn1C SCCCC8SC C81CC8uA8C
31 AnLS1LSlA L 8lAnlMAZlCnL SAn uCnA' sl uecade con l'approvazlone dell'ALLo Azlendale
32 AnLS1LSlA L 8lAnlMAZlCnL C81CC8uA8C sl AnLS1LSlA L 8lAnlMAZlCnL C81CC8uA8C
33 AnA1CMlA A1CLCClA SAn uCnA' sl uCSu AnA1CMlA A1CLCClCA C81CC8uA8C A11lvl1A' CCC8ulnA1A L CA8An1l1A uALL'CSLuALL ul MLS18L
34 LA8C8A1C8lC SAn uCnA' sl LA8C8A1C8lC ul C81CC8uA8C
33 8AulCLCClA SAn uCnA' sl uCS 8AulCLCClA SAn uCnA' SCAuLnZA lnCA8lCC (31/12/2013)
36 8AulCLCClA C81CC8uA8C sl 8AulCLCClA C81CC8uA8C
37 MLulClnA 18ASluSlCnALL SAn uCnA' sl uCSu MLulClnA 18ASluSlCnALL SAn uCnA' A11lvl1A' CCC8ulnA1A L CA8An1l1A uAL ulM1 uLSS 12 (31/12/2013)
38 ul8LZlCnL MLulCA SAn uCnA' sl ul8LZlCnL MLulCA SAn uCnA'
39 lA8MAClA CSLuALlL8A SAn uCnA' sl SL8vlZlC lA8MACLu1lCC AZlLnuALL
60 ul8LZlCnL AMMlnlS18A1lvA SAn uCnA' no uecade con l'approvazlone dell'ALLo Azlendale
61 SL8vlZl ALLA L8SCnA no SL8vlZl ALLA L8SCnA A CA8lCC uLLLA SLSA SCClALL
Cu8L 8lMA8lL ulS18L11C unlCC
SlCPlA18lA ulS18L11C unlCC
SL8.u ulS18L11C unlCC
lnlAnZlA AuCLLSCLnZA lAMlCLlA L ulSA8lLl1A' ulS18L11C unlCC

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