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Primo Piano

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Venerd 27 Settembre 2013 www.ilmessaggero.it

Telecom, governo in campo su opa e rete


Sul tavolo le modifiche alla legge Draghi per ridurre la soglia `Oggi in Consiglio dei ministri il decreto che blinda gli asset strategici dellofferta obbligatoria. Vegas: Purch si faccia entro lanno In caso di minacce per la sicurezza del Paese scatter il golden power
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LA PROPOSTA
ROMA La legge conta, si sa, e non pu essere retroattiva. Ma se vero che quella attuale dice che non c obbligo di opa su Telecom per Telefonica, vero anche che una via duscita c. Parola di Giuseppe Vegas, secondo il quale fino al 31 dicembre si pu cambiare la legge sullopa e costringere gli spagnoli di Telefonica a passare per il mercato, se davvero ci tengono a prendere il controllo di Telecom, seppure indirettamente attraverso la holding Telco. Il messaggio chiaro, il presidente della Consob lha lanciato ieri in Senato, dicendo anche che ora sta al governo raccoglierlo. Non certo un caso, quindi, se subito dopo stato il sottosegretario allEconomia, Alberto Giorgetti, a confermare che il governo gi al lavoro per modificare la legge sullopa. E se a questo si aggiunge che nella bozza del Dpr atteso oggi in Consiglio dei ministri c lestensione dellombrello del golden power anche alle reti tlc, allora si capisce bene qual la strada scelta dallItalia: una manovra a tenaglia che blindi la rete Telecom e costringa gli spagnoli a passare dal mercato. Oppure a gettare la spugna, se il prezzo

(55 miliardi tra opa obbligatoria e debito di Telecom) troppo caro. Piazza Affari ha ovviamente apprezzato: Telecom ha subito guadagnato il 4,1% a 0,59 euro (mentre i consiglieri indipendenti si dicono pronti a sostenere un aumento di capitale). E il presidente Franco Bernab ha rincarato la dose: La tutela dei soci di minoranza richiede cambiamenti nello statuto. Ma come modificare la governance senza lappoggio di Telco?

IL CONTROLLO DI FATTO
Insomma, il nodo centrale il controllo. In base alla legge attuale, perch scatti lobbligo di opa per Telefonica, ha spiegato ieri Vegas, Telco dovrebbe detenere pi del 30% di Telecom. Invece detiene solo il 22,4%. Allora qui che si deve intervenire. Ma non troppo tardi per cambiare le regole? No, visto che solo a partire dal gennaio 2014 Telefonica potr acquisire il controllo di diritto della societ (con il 66% di Telco) attraverso lincremento dei diritti di voto, ha osservato Vegas. Che ha aggiunto: si tratta di trovare il modo per garantire certezza agli operatori ma anche quella dinamicit delle regole in un mondo che cambia (quando stata scritta la legge eravamo in unaltra era geologica). Certo, cambiare rotta in corsa potrebbe costare qualcosa in termini di reputazione del Paese, ha ammesso Vegas; sicch la strada da seguire, ha chiarito poco dopo Giorgetti, potrebbe essere quella indicata da Mario Draghi (allora direttore generale del Tesoro) nel 1997: lasciare alle societ la decisione di inserire nello statuto i limiti per lobbligo di opa. In so-

Il presidente della Consob, Giuseppe Vegas

Il golden power
CHE COS'?
Conferisce allo Stato poteri speciali di intervento e di veto come azionista delle aziende ad ex controllo pubblico ormai privatizzate

Agenda digitale Il ritardo ci costa 1 miliardo al mese


Il ritardo dell'Agenda Digitale costa all'Italia un miliardo al mese. la stima dell'Osservatorio della School of management del Politecnico di Milano mentre Francesco Caio sottolinea che l'agenda digitale diventata oggi uno degli argomenti centrali dell'azione di Governo. Al momento l'attenzione focalizzata su poche priorit che consentano di creare la base dell'architettura digitale della Pubblica amministrazione per il futuro.

A QUALI SOCIET SI APPLICA


Pu essere esercitata nel caso di societ operanti nei seguenti settori: difesa trasporti fonti di energia

IL PRESIDENTE CONSOB: IL PREZZO PAGATO DAGLI SPAGNOLI SEMBRA COMPRENDERE UN PREMIO DI MAGGIORANZA

altri servizi pubblici

telecomunicazioni

Solo nel caso di acquisizioni da parte di soggetti originari di Paesi extra-europei


Fonte: dl marzo 2012, convertito a maggio
ANSA

stanza, per le aziende a maggiore capitalizzazione e ad azionariato diffuso la soglia potrebbe scendere anche al 15% ipotizzato da Draghi. Limportante, in ogni caso, avvicinare quanto pi possibile la soglia dopa obbligatoria ai livelli partecipativi che di norma consentono lesercizio del controllo. Del resto, nel caso Telefonica-Telecom il controllo di fatto pi che palese. Daltro canto, anche il prezzo pagato da Telefonica (1,1 euro) per la singola azione depone in quella direzione. Dice Vegas: E razionale pensare che dietro il sovrapprezzo pagato (lofferta quasi doppia rispetto alla quotazione di Borsa) vi sia un premio per la maggioranza. Perch dunque consentire che il controllo di Telecom passi di mano in cambio di poche centinaia di milioni quando in tutto il mondo, Spagna compresa, Telefonica sarebbe obbligata a lanciare lopa totalitaria? Se lo chiesto nuovamente anche il presidente della Commissione industria del Senato, Massimo Mucchetti, che ha quindi annunciato: Stiamo verificando lipotesi di un atto di indirizzo del Senato per la tutela del patrimonio produttivo e degli investitori tagliati fuori. Quanto alla stretta del governo sugli asset strategici, la bozza del decreto in arrivo oggi non lascia dubbi. I limiti imposti dallEuropa ai poteri speciali del governo non si applicano in caso di minaccia di un grave pregiudizio per la sicurezza e il funzionamento delle reti e degli impianti e alla continuit degli approvvigionamenti. Roberta Amoruso
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Allarme servizi: a rischio la sovranit del Paese


IL CASO
ROMA Una ragionevole ipotesi di allarme per la tutela della sicurezza delle infrastrutture critiche, a partire da quelle delle comunicazioni: questo il warning lanciato dal Dis (Dipartimento delle informazioni per la sicurezza), nella relazione inviata ieri al Copasir, a proposito del passaggio di mano della propriet di Telecom Italia alla spagnola Telefonica. Rete compresa. E proprio sulla rete si concentrata lattenzione dei servizi che, in due paginette, hanno rilevato il carattere strategico dellinfrastruttura, attraverso la quale transitano dati estremamente sensibili per la sicurezza nazionale, comunicazioni riservate come quelle della pubblica amministrazione, delle grandi aziende, della presidenza del Consiglio e degli stessi servizi segreti. La cui riservatezza sin qui stata assicurata dalla sovranit del sistema di leggi nazionali che protegge gli accessi e segretezza di queste linee. Una garanzia che non sarebbe pi assicurata se il controllo della rete passasse in mani straniere. Una perdita di sovranit che potrebbe aggravarsi nel caso che la societ spagnola, del tutto legittimamente, decidesse di rivendere linfrastruttura, casomai a una societ di un paese terzo. La valutazione sarebbe dun-

que quella di considerare la rete di Telecom Italia come un bene indisponibile che non dovrebbe uscire dal sistema italiano di controllo e vigilanza, perch sarebbe molto pi agevole interfacciarsi con strutture nazionali per attuare i controlli necessari alla sicurezza.

I CONTROLLI
La preoccupazione del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza, era peraltro gi stata espressa nei giorni scorsi, dal presidente del Copasir, il leghista Giacomo Stucchi, che per questo aveva chiesto al direttore del Dis, Giampiero Massolo, una relazione urgente su quelle che possono essere possibili problematiche e pericoli legati alleventuale trasferimento di Telecom in Telefonica, promettendo di controllare che la rete Telecom sia mantenuta sotto il controllo dello Stato: Se lindirizzo del governo questo, sar condiviso dal Comitato e faremo di tutto perch ci avvenga. E, prima ancora, era stato il vicepresidente pidiellino Giuseppe Esposito a lanciare lallarme al riguardo, appoggiando lannuncio del viceministro Antonio Catrical di una legge sullo scorporo delle infrastrutture e della rete nella vendita di Telecom a Telefonica, sollecitando allo stesso Catrical un tavolo di discussione urgente per trovare le convergenze politiche e gli strumenti per rendere possibile lo spin-off della rete, perch imprescindibile per gli interessi del Paese salvaguardare la sicurezza delle conversazioni e dei dati sensibili. ogni sforzo va compiuto per proteggere gli apparati strategici italiani. Sonia Oranges
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LA RELAZIONE AL COPASIR: SULLA RETE TRANSITANO DATI SENSIBILI PER LA SICUREZZA INTERNA