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Il Sole 24 Ore Marted 28 Maggio 2013

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Forum Pa
LAgenda. Le stime del Politecnico di Milano sui conti pubblici se aumentassero digitalizzazione dei processi ed e-procurement

Benefici potenziali da 40 miliardi


Barbara Bisazza

Primi bilanci. Oneri per le imprese scesi del 30%

Dopo il congelamento dellAgid nuovi ritardi per le misure del decreto crescita 2.0
on vedono ancora la luce lanagrafe digitale nazionale e il documento digitale che raccoglier insieme carta didentit, tessera sanitaria e carta nazionale dei servizi. PrevistedalDl179/12(decreto crescita 2.0), convertito lo scorso dicembre con la legge 221/12, questeealtreinnovazionidigitali cambieranno molto i rapporti tra cittadini e Pubblica amministrazione, ma le norme attuative sono in ritardo. ComplessivamenteperlAgendadigitalemanca ancora allappello una trentina di provvedimenti, mentre la stessa Agenzia per lItalia digitale(Agid)allaqualeildecretoaffida un ruolo specifico per lattuazione dellagenda non ancora concretamente operativa, doporitardidi varianatura e,pi di recente, la revoca dello Statuto da parte del Governo. Tra le misure previste dal decreto crescita 2.0 e inerenti la Pa attendono attuazione, per esempio, il fascicolo sanitario elettronico, la possibilit per i cittadini di effettuare elettronicamente i pagamenti verso le amministrazioni pubbliche (per esempio,le multe), il domiciliodigitale, la piena disponibilit dei dati pubblici (open data).Anche sealivellolocalemolteamministrazioni stannoadottandoin propriomisure di innovazione digitale, il ridisegno complessivo richiede profonde trasformazioni nella Pa, a cominciare dallinteroperabilit dei sistemi informatici. Dicerto,linnovazionedigitalenella pubblica amministrazione pu migliorarne sensibilmente lefficienza, favorire la lotta allevasione fiscale, semplificarela relazionecon cittadinieimprese, producendoingenti benefici per i conti pubblici, chelOsservatorio Agenda digitale della School of management del Politecnico di Milano stima nellordine di 40 miliardi di euro lanno. Innanzitutto, aumentando la digitalizzazione dei processi potrebbero essere risparmiaterisorseper 15miliardi lanno, in termini di maggiore efficienza e produttivit del personale.Neldettaglio spiega Alessandro Perego, direttore scientifico dellOsservatorio

Agenda digitale si tratta di circa 7 miliardi dalla sanit, 1,1 miliardi adottando la fatturazione elettronica obbligatoria verso tutta la Pa italiana (il 22 maggio scorsostatopubblicato inGazzettaUfficiale il Dm 55 con le regole tecniche, ndr), circa un miliardo grazie alla diffusione delle tecnologie cloud, 1,3 miliardi in termini di maggiore produttivit del personale con i pagamentimulticanale,ladigitalizzazione dei certificati anagrafici e

AL PALO

Si allungano i tempi per anagrafe nazionale, documento unificato, domicilio digitale, open data, fascicolo sanitario elettronico

I RISPARMI POSSIBILI

Risorse per 15 miliardi lanno potrebbero derivare da sanit, fatturazione elettronica, tecnologie cloud, pagamenti multicanale

LAPAROLA CHIAVE
E-procurement

7 Letteralmente significa "approvvigionamento elettronico": indica linsieme delle soluzioni tecnologiche in grado di supportare i buyer in tutte le fasi del processo di acquisto, da quelle pre-negoziali (ricerca di nuovi fornitori) fino a quelle di monitoraggio della spesa. Gli strumenti di e-procurement per la negoziazione e la gestione degli ordini nella Pubblica amministrazione sono: le aste e le gare elettroniche, che permettono di confrontare velocemente le offerte e negoziarle dinamicamente; i mercati elettronici, una sorta di catalogo fornitori; i negozi online, a supporto delle convenzioni stipulate dalle centrali di committenza pubblica

lutilizzodelletelematicanellinvio delle pratiche allo Sportello unico delle attivit produttive; i restanti 3-4 miliardi deriverebbero da una maggiore produttivit nelle altre componenti della Pa, quali scuola, forze armate, ministeri,Regionieamministrazioni locali. Ampi risparmi sarebbero ottenibili, inoltre, incrementando la diffusione delle-procurement: Oggi ricorda Perego la spesa effettuata dallo Stato perlacquistodibenieserviziintermedi ammonta a 140 miliardi. Con unadozione pi intensa delle-procurement, la cui incidenza oggi del 5%, si potrebbe aggredire almeno il 30% della spesacomplessiva,conunbeneficio medio del 13%, pari a 5 miliardi di benefici negoziali, oltre a 2 miliardi derivanti da un aumento della produttivit. Unaltra fonte di possibili benefici viene dal recepimento della direttiva europea sui tempi di pagamento ai fornitori, poich lobbligo di contenerli tra i 30 e i 60 giorni impone lo snellimento del processo ordine-pagamento tramite la sua digitalizzazione: Si avrebbero cos circa5 miliardi lanno di minori oneri finanziari per gli interessi di mora sui ritardi, spiega il responsabile dellOsservatorio Agenda digitale. C poi laspetto della lotta allevasione fiscale, che sarebbe favorita da un maggiore ricorso ai pagamenti elettronici da parte dei consumatori: se la penetrazione passasse dal 20% al 30%, le maggiori entrate sarebberonellordinedi5miliardi.Altri 10 miliardi lanno potrebbero derivare dalladozione obbligatoria della conservazione sostitutivadellefatture:setutteleimprese la adottassero, il conseguente aumento di produttivit dei controlli dellagenzia delle Entratepotrebbe farraddoppiare il valore dellaccertato annuo (oggi di circa 28 miliardi), la cui quota di incassato medio vale circa il 35-40 per cento. In definitiva, con 40 miliardi lanno in pi, sarebbero pifacili sia interventi per la riduzione delletasse edeldeficit delloStato, sia misure per investimenti e incentivi allinnovazione.
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CREDIT ???

La semplificazione ha gi prodotto qualche risparmio


Michela Stentella

Le-revolution negli uffici pubblici

COMBATTERE LEVASIONE FISCALE I pagamenti elettronici riducono levasione su Iva e imposte Ipotesi: la penetrazione passa dal 20% al 30% Ladozione obbligatoria della conservazione sostitutiva delle fatture raddoppia la produttivit dei controlli dellagenzia delle Entrate Ipotesi: tutte le imprese ladottano

Pagamenti elettronici consumer Conservazione sostitutiva di documenti fiscali

5 10 5 15

miliardi di maggiori entrate miliardi di maggiori entrate

AUMENTARE LEFFICIENZA NELLA PA LeProcurement riduce i costi di acquisto di beni e servizi Ipotesi: la diffusione passa dalattuale 5% al 30% La digitalizzazione dei processi della Pa (amministrazione, sanit, scuola, giustizia, eccetera) aumenta la produttivit Ipotesi: riduzione dei costi del personale del 10%

eProcurement nella Pa

miliardi di risparmi negoziali miliardi di risparmi di processo

Digitalizzazione dei processi della Pa Riduzione delle tasse

Riduzione del deficit

Investimenti e incentivi allinnovazione

RECUPERO DI RISORSE IMPIEGABILI IN

SEMPLIFICARE LA RELAZIONE TRA PA, IMPRESE E CITTADINI La digitalizzazione dei processi di interfaccia tra Pa e imprese riduce i costi sostenuti dalle imprese Ipotesi: si riducono i costi della burocrazia di un terzo La digitalizzazione del processo di acquisto della Pa (in logica procure-to-pay) abilita il pagamento dei fornitori nei tempi prescritti dalla Direttiva 2011/7/Ue Ipotesi: riduzione del 50% legati a ritardi di processo

Digitalizzazione della relazione con le imprese

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miliardi/anno di recupero di produttivit

Pagamenti elettronici della Pa alle imprese fornitrici

miliardi/anno di minori oneri finanziari

Fonte: Osservatorio Agenda digitale - School of management Politecnico Milano

n fondo quel che cittadini e imprese chiedono alla Pa sempre la stessa cosa: essere semplice e trasparente e costare meno o, per lo meno, non sprecare risorse che non si traducano in valore per i contribuenti. Non sempre cos, eppure, in controtendenza, qualcosa si sta muovendo proprio in alcuni campiprioritari. Cominciamo dalla semplificazione:quiilcertosinolavoro, svolto dallUfficio semplificazione del dipartimento della Funzione pubblica negli ultimi cinque anni, sta cominciando a dare i suoi frutti. Oltre 8 miliardisonoirisparmidioneriburocratici per le imprese gi ottenuti (si veda www.funzionepubblica.gov.it, alla sezione Semplifica Italia), circa il 30% del totale. Molto per c ancoradafare,soprattuttoperfarconoscere alle imprese i risparmi possibili e per aiutarle a "far da s" e quindi risparmiare laltissimo costo di intermediazione, stimatoinoltre26miliardilanno. Anche per la trasparenza qualche passoavanti si fatto: i datidellapubblicaamministrazione, che sono un potenziale tesoroinformativochevarestituito ai contribuenti, sono "aperti" per default. Si tratta ora di promuovere in tutte le amministrazioniquel lavoro di analisi dei "big data" che le tecnologie permettono e che potrebbe portare a previsioni pi preciseequindiaunapianificazionerazionaledellusodellerisorse, sia di personale sia di investimenti materiali. Matrasparenza vuoldire soprattutto accountability, ossia capacitdirenderecontoaicittadini di come sono stati spesi i loro soldi. Qui c un campo da arare, ma gli esempi positivi nonmancano:citiamotraglialtri il comune di Udine che ha messo online tutta lamministrazione dando ai cittadini la possibilitdicontrollareedidire la loro, o i comuni di Firenze e Bologna che hanno esposto tutti i dati contabili, o ancora il portaledelministroperlaCoesioneterritorialecheconwww. opencoesione.gov.itharesodi-

sponibili a tutti i dati relativi ai fondi europei, indicando come sono stati (o non stati) spesi . Ultimo, non per importanza,il temadeirisparmipossibili. Qui quel che si deve ancora fare supera quanto si fatto. Il fattore critico di successo non pu che essere luso massiccio e intelligente delle tecnologie. Grandi recuperi di efficienza sono possibili sia nellIt che con lIt. Le tecnologie possono costaremoltomenosediminuiamo radicalmente, accorpandoli, i data centre della Pa (sono oltre 4mila) e li riportiamo a un numero ragionevole che potrebbe essere cento volte pi piccolo; se usiamo il cloud computing,ilparadigmatecnologico del futuro, che dobbiamo imparare a gestire con intelligenza; se, con un nuovo sistema pubblico di connettivit, potremo contare su una rete veloce, sicura ed efficiente tra le amministrazioni. Ma grandi risparmi sono possibiliancheattraversoleinnovazioni di processo e di servizi che lInformation technology permette: pensiamo al processodidematerializzazione che gicominciato inmolte amministrazioni, che per necessita per sviluppare tuttele suepotenzialit diuncoraggioso switch off che renda impossibile luso della carta; pensiamo alle comunicazioni integrate che gi ciascuno di noi usa nella vita privata e che invece restano fuori dal perimetro di una Pa ancora legata ai telefoni e ai centralini. Infine grandi progetti sono alle porte: dalla sanit elettronica alla giustizia digitale, dalla scuola online allidentit digitale unificata. Non costano poco, ma costa molto di pi non farle e non sarebbero fuoridallanostraportataseavessimo il coraggio di intraprenderelastradadiunaverapartnershippubblico-privata.Glistrumenti ci sono, in primis il modello del procurement precompetitivo:oradifarliscendere dai convegni e farli entrare nella realt.
Redazione Forum Pa
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Sanit. Le valutazioni del sistema Emram sullavanzamento delle-health nei Paesi europei

Benessere. Il contesto necessario

Cittadinanza attiva. Un percorso agli inizi

Corsie in ritardo sulla tecnologia


Paolo Del Bufalo Rosanna Magnano

anta tecnologia, ma nessuno (o pochi) che la usano negli ospedali italiani. E ancora troppa carta in circolazione. In Italia,circa560 strutturesanitarie (il 40% degli ospedali, tra pubblico e privato accreditato) sono state scandagliate con il metodo di valutazione internazionale Emram (Electronic medical record adoption model), messoapuntodaHimssanalytics Europe. Una sorta di termometro delle-health che valuta il grado di digitalizzazione in Sanit,i cuirisultatifanno da sfondo al dibattito sulla Sanit digitale che caratterizza ledizione 2013 di Forum Pa, lannuale rassegna sulla pubblica amministrazione,organizzatoconHimms Europe e il supporto di Upmc, azienda leader mondiale nella sanit, nella ricerca e nella telemedicina. Dal confronto con i principali partner "tecnologici" europei e in generale con i risultati medi del Continente, le nostre strutture non raggiungono mai il livellomassimo didigitalizzazione, il cosiddetto stage 7, che implica lassenza completa di documentazione clinica cartacea, limplementazione totale della cartella clinica elettronica, un sistema di supporto alle decisioni basato su protocolli standardizzati, in grado di migliorare la qualit delle cure segnalandoconformitevariazioni nella pratica clinica, un sistemadisomministrazionedeifarmaci ad anello chiuso integrato con le-prescription. In sostanza unisola quasi deserta, ma non solo in Italia. Il top della Sanit digitale infatti un club per pochi: in Euro-

pa vi accede solo lo 0,1% degli ospedali. I sistemi centralizzati a livello regionale sono lingrediente principale secondo gli analisti internazionali, ma necessario frenare sul fai-da-te aziendale che finora ha prodotto qualche best practice del tutto isolata. Incomincianoaintravedersisegnali positivi infatti al livello precedente, lo stage 6. In Italia sono 3 gli ospedali che hanno ricevutoilvialiberasutalevalutazione (Ismett, Ospedale San LucadiTrecenta,OspedaleSanta Maria della Misericordia), chesignificacomunquestrutture dotate delle migliori pratiche. A parte queste eccezioni tuttavia, la sanit elettronica nel nostro Paese stenta a pren-

dere quota. Sette strutture su dieci non vanno oltre il secondo stage, immettono cio dati nel sistema digitale (che pu essereidentificatoconlacartella clinica elettronica), ma poi si fermano l. E dalle analisi comparate, si evidenzia come sul fronte dellospedale digitale, lItalia stia perdendo il contatto con i Paesi europei pi avanzati come Svezia, Paesi Bassi e Spagna. Gli investimenti italiani in Itsonoinfattial momentoabbastanza bassi. La quota di spesa sanitaria ospedaliera dedicata allItpariall1,4%del totale,appena superiore rispetto alla Germania (1,3%) ma inferiore a Spagna e Olanda. In termini assoluti, tuttavia, a spendere di pinella sanit digitale la Ger-

mania,conquasi2miliardidieuro tra budget annuale dedicato e investimenti strutturali. A seguire lItalia, con 1,3 miliardi. Le voci a pi alta intensit di spesa sono i sistemi di comunicazione relativi alla diagnostica per immagini, i sistemi di somministrazione elettronica dei farmaci, le-prescription. I grandi assenti delle-health insalsaitalianadefinitidallHimss come elementi chiave da non trascurare per migliorare la sicurezza dei pazienti sono il ciclo chiuso della somministrazione dei farmaci e i sistemi a supporto delle decisioni cliniche. Pi che altrove, in Italia si utilizzano fornitori e software nazionali prodotti su misura.
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Non solo hi-tech per la smart city


Gianni Dominici

Uffici e quartieri in cerca di alleanza


Chiara Buongiovanni

Il confronto sul fronte sanitario


LA PAGELLA DELLE-HEALTH Il grado di raggiungimento di sette step (% sul totale degli ospedali)
Stage Germania Italia Olanda Spagna Europa*

SPESA OSPEDALIERA IT Percentuale su spesa totale


Germania

7 6 5 4 3 2 1 0
N.

0,3 0,0 8,3 1,9 8,3 34,9 0,6 45,7 324

0,0 0,6 6,6 1,8 3,4 26,7 41,4 19,5 498

0,0 3,8 34,6 3,8 1,9 55,8 0,0 0,0 52

0,5 4,3 40,9 6,7 1,9 18,8 9,6 17,3 208

0,1 1,4 14,9 2,8 4,0 27,2 18,8 30,7 1.354


Spagna Olanda Italia

1,3

1,4

3,9

2,1

(*) Europa occidentale e Polonia Fonte: Himss Analytics Europe database

Fonte: Himms Analytics Europe eHospital Census (basis report for Germania, Italia e Spagna = 2011; Olanda = 2012)

sempre un rischio quando si parla di smart cities: che si affronti il tema riferendosi alla mera dimensione tecnologica,quando invece il futuro delle citt non pu che passare da nuove forme di cittadinanza dei cittadini e delle imprese. Del ruolo delle imprese nel costruire le smart cities si parlato il 22 maggio a Roma in un workshop organizzato da Unioncamere con la collaborazione di ForumPa, alquale hanno partecipato esperti, amministratori e associazioni. In quel contesto stato messo in evidenza che in una smart city le imprese creano beni relazionali e comunit e costruiscono benessere se trovano le condizioni per: 1 essere libere da eccessivi pesi burocratici.Entranoquiincampo la semplificazione amministrativa,lafacilitazionealla creazioneealla localizzazionedellimpresa,lamessaadisposizionedipuntidicontattounici(come i Suap), la chiarezza e la trasparenzadelle normative, la razionalizzazione dei livelli decisionali pubblici 1 essere libere di crescere e svilupparsi serenamente. necessaria una libert positiva, data dalla possibilit di contare su untessutosocialeabilitante:ossia un contesto favorevole allimpresachecomportalegalitelottaallacorruzione,miglioricondizionifiscali,agevolazioni alle assunzioni, disponibilit sul mercato locale delle professionalit necessarie allattivit produttiva, certezza del diritto in tempi ragionevoli, finanziamenti a condizioni accettabili 1 essereportatricidiinnovazio-

ne, cio essere continuamente sfidate a creare innovazione di prodotto e di processo, trovando nello stesso tempo le sinergie necessarie: una solida partnership con le universit e con la ricerca pubblica, un quadro certo e duraturo di agevolazionialla ricerca eallinnovazione, una politica di attenzione alle start-up che sia lungimirante e privilegi le imprese pi creative,unattenzionedelleamministrazionipubblicheaesseredriver di innovazione pilotando con intelligenza la leva del public procurement 1 essere portatrici di valori e di responsabilit: cittadinanza dimpresa (corporate citizenship) vuol dire riconoscere che unimpresa cresce e prospera meglioin untessuto socialericco, sano e coeso, teso a uno sviluppo equo e sostenibile, e che nello stesso tempo essa ha una responsabilit reale nel costruirlo e nel mantenerlo. Nel Libro verde del luglio 2001, la Commissione europea definisce la responsabilit sociale dimpresa come lintegrazione su base volontaria, da parte delleimprese,dellepreoccupazioni sociali e ambientali nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate.Unacitt intelligente integra, in una strategia complessiva di sussidiariet orizzontale,questi sforzieli usa per unprogressosocialeeciviledella comunit 1 partecipare alle scelte strategiche: ossia sedersi ai tavoli della programmazione strategica per condividere le visioni dellevoluzione della comunit urbana.
Direttore generale Forum Pa

a quando entrata in Costituzione, con la riforma del Titolo V del 2001, la cittadinanza attiva in Italia ha vissuto alterne sorti a seconda del territorio, delle comunit e della pubblica amministrazione di riferimento. Con il dilagare della crisi e con la messa in discussione degli stessi servizi essenziali, i cittadinicapacidiattivarsiperrealizzarelinteressecomunesitrovano un po per vocazione e un po per necessit in trincea, promuovendo e gestendo iniziative tradizionalmente in capoallamministrazione.Dalcanto suo, la pubblica amministrazione non sempre pronta a lavorare al fianco dei cittadini. Non sempre loro alleata nellaffrontare i problemi e nellindividuarenuoveepiefficaci soluzioni. Pi spesso, emerge daitantiraccontidelleesperienze degli ultimi mesi, lamministrazione si posiziona "di fronte" a loro con un pilatesco "laissez-faire" quando non con un guerresco"No pasarn!" Esperienze e laboratori di nuova governance non mancano, ma manca evidentemente unmodello acui fare riferimento che sia orientato allempowermentenonal"controllo" delle azioni di cittadinanza attiva. Di conseguenza, mancano gli strumenti giuridici,manageriali e relazionali necessari. Eppure,pi diqualcosa sistamuovendo e indicazioni interessanti emergono proprio dalle esperienze,tantissime,chesenzasostaecongrandecreativitprendono avvio in tutta Italia, nelle citt e nei quartieri. Itempisonomaturiperavvia-

re un lavoro sulla relazione dei cittadini attivi e la pubblica amministrazione. Ed un lavoro tecnico e politico al tempo stesso. A cambiare non sono solo le procedure, per quanto questo sia assolutamente necessario. Quello che a Forum Pa sar evidenziato la mutazione genetica della pubblica amministrazione che si determina quando il principio attivo della cittadinanza responsabile viene messoin circolo. La "Giornata della Cittadinanza attiva", il 30 maggio a Forum Pa 2013, organizzata in collaborazione con The Hub Roma mette al centro dei lavori la relazione della Pa con i suoi cittadini, a partire dalle esperienze e seguendo il punto di vista di questi ultimi. Alcune tra le principali organizzazioni della cittadinanzaattivasiconfronterannoconrappresentantipolitici di diverso livello istituzionale dal Parlamento al Comune passandoperlaRegioneapartire da istanze e raccomandazioni emerse dalle esperienze. Allincontro contribuiscono: ActionAid Italia, Aequinet Hub, Asvi-Management for social change, Biennale Spazio Pubblico, CittadinanzAttiva, Fondazione Mondo Digitale, I-Sin Rete italiana innovatori sociali,Labsus-Laboratorio per la sussidiariet, Legambiente, OpenPolis, Project Ahead ed Eyca-AlleanzaItalianaperlAnno europeo dei cittadini 2013.
Redazione Forum Pa
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COORDINAMENTO: Rossella Cadeo