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G. Bellini e G.

Mazz o n i , Man u a l e di let t e r a t u r a itali a n a , vol 3, Il Nov e c e n t o , Lat er z a , Rom a - Bari 19 9 5 Il nostro secolo app a r e la sed e di uno dei par a d o s si pi stra ni e difficili da spieg a r e : la sens a zion e gen e r al e che mai come ora l'uma nit abbia allarg a t o le proprie conos c e n z e , e me s s o a punt o molti stru m e n t i per la verifica scientifica di que s t e conos c e n z e e per la loro diffusion e, stra n a m e n t e si scontr a con una sort a di crisi epist e m ol o gic a , cio con un mo m e n t o di incert e zz a gen e r al e sugli stat u ti scientifici, sui modi della conos c e n z a , sui risulta ti ultimi dellinda gin e uma n a nei riguar di di ogni asp e t t o della realt . 'altra part e il secolo si era aper t o con la critica radicale alla scienz a positivist a in nome di una supe riorit dello spirito sulla ma t e ri a, nuova m e n t e rivendic a t a da alcuni filosofi, anch e se il sigillo cultur al e dell'et fu sicur a m e n t e il grandios o dibat tito che si svols e sui conc e t ti fonda m e n t a li della scienz a , su quel proc e s s o di scop e r t a dei nuovi codici che soli pote v a n o per m e t t e r e di riscriver e la nat ur a e l'uo mo in bas e ai dati che giung e v a n o dalla ricerc a. !a filosofia del "ovec e n t o si avviav a sulla stra d a che l'ha port a t a a divenir e un'ind a gi n e affascin a n t e che, abb a n d o n a ti gli a mbiti me t afisici e l'a mbizion e di costruire sist e mi onnico mp r e n si vi, si conc e n t r a t a sulla nat ur a dei lingua g gi in cui si espri mo n o luomo e luniver so. #a a partire dagli anni $inqua n t a si and a t a diffond e n d o tra i filosofi, gli storici della scienz a , gli epist e m ol o gi, gli scienzia ti una nuova visione della conosc e n z a uma n a : da una part e se mbr a v a se mp r e pi destituit a di fonda m e n t o lidea di una me n t e che, attr av e r s o il continuo raffina m e n t o di un me t o d o di ricerc a, pot e s s e giung e r e alla compr e n sio n e razional e dei molt e plici asp e t ti della realt , riusc e n d o a far collimar e tutt e le conos c e n z e deriva n ti dai diversi sett ori delles p e ri e nz a e del sap e r e % dallaltr a, qua n t o pi si approfondiva linda gin e e diveniva n o pi a mpi e le cognizioni sui proce s si fisiologici e me n t ali che dann o vita al sap e r e , all'appr e n d e r e e al conosc e r e , tant o pi si affacciav a l'imm a gi n e del limite delle facolt razionali. &i badi ben e , si tratt a di una situazion e cultur al m e n t e , dist a n t e da quella di inizio secolo: non c nel pensi er o cont e m p o r a n e o la tent a zion e di dichiar ar e di nuovo la 'ba nc a r o t t a della scienz a (, n) di procla m a r e la sup eriorit di qualcos a di divers o *lo si chia mi spirito o in un altro modo non import a + sulla razionalit% si tratt a invec e di una tend e n z a ad accoglier e que s t o dato di fatto *il limite intrins e c o della ragion e+, di partire da l, per raccoglier e quella che stat a definita la sfida della compl e s sit , cio di una visione non unitaria del sap e r e , di una pluralit di sist e mi conoscitivi, di punti di vista diversi e spe s s o antit e tici, di me t o di di indagin e autono mi che danno vita ad una 'cost ellazion e ( di conos c e n z e . !atte g gi a m e n t o che ne e me r g e non in alcun modo 'rinunci a t a rio(, piuttos t o si pu- qualificar e di disponibilit nuova a cogliere come incentivi alla ricerc a e come ricchezz a conc e t t u al e quelle difficolt ed errori che veniva no prec e d e n t e m e n t e conside r a ti sconfitt e della scienz a e della conos c e n z a . .er lelabor a zion e di que s t o pensi er o compl e s s o sono stati det er mi n a n ti gli scritti di molti scienziati ed epist e m ol o gi, sopr a t t u t t o di are a anglos a s s o n e , ma un punt o di riferime n t o di ecc ezion al e import a nz a stat a la comp a r s a , nel /012, del libro di 3homa s 4uhn, The Structure of Scientific Revolutions *!a strut t ur a delle rivoluzioni scientifiche+, nel quale veniva pros p e t t a t a una nuova idea dei me c c a ni s mi attr av e r s o i quali si svilupp a n o le conosc e n z e scientifiche. 5iprend e n d o conc e t ti gi espr e s si da altri pens a t ori del "ovec e n t o, 4uhn affer ma infatti che la ricerc a scientifica si svolge allinterno di una tradizione consolida t a di conos c e n z e che vengon o condivise dalla ma g gior part e degli add e t ti ai lavori% esist e cio un compl e s s o di nozioni ordina t e , un par a di g m a , che non solo utilizzabile per spieg a r e la realt , ma det e r mi n a anc h e le mod alit con le quali si impos t a n o le ricerch e , condizion a cio il modo di 'porr e le doma n d e ( , per le quali lo scienziat o deve cerc ar e rispos t e coer e n ti col par a di g m a . $i sono mo m e n t i storici nei quali una doma n d a che non trova rispos t a , uno stru m e n t o che d risultati non comp a ti bili con gli altri, un proble m a che non si risolve secon d o le comu ni nozioni in poss e s s o della comu nit scientifica provoc a n o l'abb a n d o n o total e del vecchio par a di g m a : la ricerc a da nor mal e divent a stra or din a ri a e ha come risultat o la definizione di un nuovo para dig m a che inco m m e n s u r a bil e con quello prec e d e n t e ,
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impon e una compl e t a revision e degli stat u ti, del modo di porre le doma n d e , ecc. !a teoria del para dig m a di 4uhn, che fu imme di a t a m e n t e sottopo s t a a revisione critica da altri studiosi, rima n e comu n q u e centr al e perc h ) da ess a deriv- lidea che lo sviluppo scientifico proc e d e non per se mplice accu m ul a zion e , ma per succ e s siv e 'rivoluzioni(, salti, mut a m e n t i che provoc a n o fratt ur e nel sap e r e . Inoltre in una visione del gen e r e ass u m o n o un valore non neg a tivo anch e gli errori, le posizioni pregiudiziali, i convinci me n ti che si rivelano poi sba gliati, in qua n t o proprio da que s ti tent a tivi che nasco n o que gli intoppi, quel corto circuito conos citivo che pu- originar e il nuovo. a posizioni di que s t o tipo nasc e dunq u e il pensi er o della compl e s sit % per chiarire ulterior m e n t e che cosa esso significhi possia m o ricorda r e le parole di uno degli studiosi che ma g gior m e n t e hann o contribuito alla sua definizione: L'ambizione della complessit di rendere conto delle articolazioni che sono spezzate dai tagli fra discipline, fra categorie cognitive e fra tipi di conoscenza. n realt l'aspirazione alla complessit tende alla conoscenza multidimensionale. !on tuttavia "uella di dare tutte le informazioni possibili sul fenomeno studiato, ma di rispettare le sue diverse dimensioni# cos$ non bisogna dimenticare che l'uomo un essere bio%socio%culturale, e che i fenomeni sociali sono nello stesso tempo economici, culturali, psicologici, ecc. l pensiero complesso, pur aspirando alla multidimensionalit, comporta nel suo cuore un principio di incompletezza e di incertezza. nfatti pu& formularsi soltanto a partire dal momento in cui opera una rottura radicale con l'idea di conoscenza perfetta. ' partire dal momento in cui si comprende che la conoscenza una traduzione delle variazioni ricevute dai nostri sensi in un linguaggio cerebrale e mentale, a partire dal momento in cui (...) noi conosciamo delle realt ma non la realt, a partire dal momento in cui noi riconosciamo i limiti della mente e del cervello umano cos$ come i limiti che ci impone la nostra cultura hic et nunc *cio "ui e adesso+, allora effettivamente noi sappiamo che il pensiero complesso deve comportare un principio di incertezza e di incompletezza, *-. .orin, Sulla definizione di complessit, sta in ''. //., La sfida della complessit (a cura di 0. 1occhi e .. 2eruti), 3eltrinelli, .ilano 4567+