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BALDUCCI E., La terra del tramonto. Saggio sulla transizione, Edizioni Cultura della Pace, S.

Domenico di Fiesole (FI) !!" pp. 99-102 Il ritorno del caos Nel linguaggio corrente, Natura, Universo, Cosmo sono termini pi o meno intercambiabili per indicare un Ordine universale c e ci precede e c e risolve nella propria inesauribile intelligibilit! le contraddi"ioni a cui ci espone l#esperien"a. $aicamente, essi rimandano a %uella &ente suprema c e religiosamente veniva c iamata 'io( 'eus sive Natura. )i tratta, come tenter! di spiegare in un prossimo capitolo, di un dio costruito dall#uomo sulla spinta della necessit!. *rimos timor +ecit deos, , stata la paura a creare i primi d,i, scrisse modernamente l#antico $ucre"io. -ppena la coscien"a si inarc. sull#intreccio dei +lussi +isici e psic ici c e sono la sto++a del mondo preumano, nac%ue la paura. Nel percepire la propria identit! l#uomo percep/ la propria estraneit! e la propria +ragilit! in un mondo incomprensibile e ostile. 0d ebbe paura. 1 un trauma, %uesto della paura, c e continuiamo a ereditare dalla specie e c e tende a ria++iorare ogni volta c e l#involucro simbolico, in cui , stato addomesticato l#inesplicabile caos, si lacera lasciandoci esposti allo sgomento primordiale. Nel suo +ondo, ognuno di noi , lo 2"ingaro sperduto# c e di genera"ione in genera"ione a tentato di coloni""are il caos inserendolo in un Ordine supremo di cui il mito e il rito gli potevano +ornire la ci+ra opportuna per contenere o addomesticare le +or"e avverse. 3u cos/ c e l#ambiente +isico si spogli. della sua estraneit! e divenne benevola natura generatrice4 la congerie dei corpi in movimento negli spa"i in+initi trov. un suo centro di convergen"a 5versus unum6, divenne universo4 il caos come ridda incontrollabile di eventi, come abisso privo di senso c e tutto genera e tutto dissolve in s7, divenne cosmo, ordine. $#uomo esorci"". cos/ un mondo percepito come estraneo o come nemico e lo assunse, con atto unilaterale, in una allean"a c e in un primo tempo - ancora non era avvenuto il distacco tra Occidente e Oriente - ebbe le proprie san"ioni nel sentimento mistico di una comune giusti"ia c e regola le vicende e umane e +isic e. *roprio all#alba di %uel distacco, il 2divino# 0mpe docle di -grigento scrisse le sue Purificazioni, nelle %uali l#esperien"a del Caos viene assunta e risolta nella stessa legge morale in cui l#uomo riconobbe +in dalle origini la sua miseria e la sua dignit!, %uella del con+litto tra l#amore e l#odio, tra lAmicizia e la Contesa. Vi , un grande detto del 'estino, antico decreto degli d,i, eterno, sancito con grandi giuramenti( se %ualcuno dei demoni (anime) c e ebbero in sorte una lunga vita sporc i le sue membra di colpe omicide seguendo la Contesa, o pronunci un +also giuramento erri lontano dai beati per tre volte diecimila stagioni, cambiando nel corso del tempo le crudeli vie della vita c e generano ogni specie di esseri mortali. In+atti la +or"a dell#etere li spinge nel mare, il mare li sputa sulla polvere della terra, e %uesta li getta nei vortici dell#etere( un elemento li riceve dall#altro e tutti li odiano. -nc #io sono di %uelli, +uggiasco da dio ed errabondo, perc 7 mi lasciai persuadere dalla +urente discordia. 0 in+atti io gi! +ui +anciullo o +anciulla, pianta e uccello e muto pesce c e a++iora sull#ac%ua8 5I presocratici, a cura di 9iulio *reti, &ilano, 9ar"anti, 19:2, pp. 1;0-1;16. I versi di 0mpedocle gettano lampi di oscura sapien"a sulle nostre in%uietudini di spettatori, an"i di vittime di una 2giusti"ia# c e si sta attuando servendosi degli stessi elementi della natura violati dalla nostra 2+urente discordia#. 0 di+atti noi siamo al termine della lunga parabola in cui il cosmo a trion+ato sul caos a partire dalla svolta scienti+ica avvenuta proprio nella 9recia dell#et! di 0mpedocle. Nessuna idea, +orse, come %uella di cosmo, esprime bene in tutto il suo arco storico l#originalit! della cultura occidentale. $#idea nac%ue nell#ambito della polis greca, come proie"ione dell#esperien"a c e il cittadino stava vivendo nell#articolato organismo della vita sociale. -ssumendo se stesso, secondo la +ormula di *rotagora, come 2misura di tutte le cose, di %uelle c e sono in %uanto sono e di %uelle c e non sono in %uanto non sono#, il cittadino greco amava attribuire a rigorose esigen"e di ragione la gerarc ia dei ceti sociali. 0ra secondo natura, e cio, secondo ragione, c e lo sc iavo +osse sc iavo o c e la donna +osse un 2uomo mancato#. $#oscuro caos delle passioni c e determinano il sorgere e il con+igurarsi della citt! veniva occultato e legittimato mediante un tras+erimento mentale dei suoi e++etti dentro il %uadro delle necessit! di ragione. -lla stessa maniera il mondo attorno all#uomo, %uello dell#incontrollabile +lusso dei processi di natura, c e sgomentava 0mpedocle, +u pensato come una trama di leggi del tutto con+ormi alla ragione. $a con+ormit!, cos/ argomentava *latone, , dovuta al +atto c e uomo e natura sono 2congeniti#, partoriti da una medesima matrice e secondo un comune disegno c e si +a cosciente di s7 nella mente dello scien"iato. Deus mathematizat: 'io , il grande matematico. )e, a di++eren"a di %uello occidentale, il pensiero orientale non

, mai riuscito a ridurre all#ordine il caos delle cose , perc 7 il peso di una inesplicabile nonvolont! di vivere a tolto legittimit! all#impulso prometeico del dominio. <*ratica il non agire, occupati del non +are, sen"a a++acciarsi alla +inestra si conosce il mondo8, si legge nel = ao-te-kin . $#op"ione greca ereditata dall#uomo occidentale , stata di a++acciarsi alla +inestra per disegnare sull#incomprensibile mondo il progetto del dominio. $a modernit! , l#ultimo approdo di %uel sogno. <Come per i 9reci antic i, anc e per gli europei del )eicento il cosmos 5vale a dire l# 2ordine della natura#6 poteva essere paragonato all# 2ordine# dei cieli, c e erano lo s+ondo o il palcoscenico del dramma della vita umana... Noi non possiamo pi considerare stabile la natura nello stesso modo dei greci antic i o di Ne>ton 5). =oulmin, Cosmopolis, ?i""oli, &ilano 1991, p. 2@A6. 'i+atti il sogno della 2cosmopoli# si sta esaurendo o meglio si sta consegnando in pieno alle responsabilit! dell#uomo, sen"a pi il supporto e l#esemplarit! di un ordine di natura. $e pala+itte costruite dalla ragione perc 7 l#uomo potesse muoversi +ino alle stelle con serenit! domestica si stanno aprendo( l#ac%ua oscura c e sotto scorre ria++iora e l#inde+inibile 2mondo in s7#, per nulla scal+ito dalle planimetrie c e gli abbiamo sovrapposto, le sta lacerando come +ragili pavimenti. Il nuovo cosmo a cui dobbiamo assue+arci < a perduto le sue antic e +ondamenta( dopo aver perduto 'io, a perduto l#Ordine per+etto 5sinonimo e pseudonimo laico di 'io6 e, nelle sue in+rastrutture +isic e, a perduto anc e la sostan"ialit! del reale. Buesto Cosmo nasce dall#inconcepibile, si +onda sull#insondabile. 1 Uno ed , +rammentario. )i distrugge costruendosi, si costruisce distruggendosi. *orta aporeticamente in s7 i termini antagonisti di determina"ione e indetermina"ione, di distin"ione e di indistin"ione, di reale e di irreale. 1 sempre pi messo a nudo e spiegato nelle sue trame e nei suoi processi, ma tutte le spiega"ioni portano alla soglia dell#inesplicabile8 50. &orin, $a rela"ione antropo-bio-cosmica, in * Csis( abitare la terra, 3eltrinelli, &ilano 19;;, p. ;06. 0 cos/ il Caos, l#antico padre di tutte le cose, riemerge non annientando, , vero, l#eroica costru"ione della nostra scien"a, ma circoscrivendola, %uasi +osse, secondo l#immagine di 0raclito, il gioco di un bambino sulla spiaggia del mare.