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Volume LXXXVII Serie III, 9 Tomo I* 2009

ESTRATTO

100anni

SCUOLA ARCHEOLOGICA ITALIANA DI ATENE

1909/1910 - 2009/2010

LA METAMORFOSI DEL PARTENONE: R DA ATENA ALLA THEOM

Il processo di cristianizzazione di Atene, la citt pagana per eccellenza (Fig. 1), caratterizzato sin dai suoi esord da varie difficolt e da una certa lentezza, basti pensare al passo degli Atti degli Apostoli (Act. XVII, 15-34) relativo alla predicazione paolina sullAreopago, che essenzialmente il racconto di un fallimento. Anche se Eusebio (Hist. Eccl. III 4, 10; IV 23, 3; 26, 10; VI 19, 2; 32, 2) fornisce alcune informazioni sulle origini della chiesa ateniese, innegabile che prima dellinizio del IV secolo d.C. pochissime testimonianze di una presenza cristiana ad Atene vengono ad affiancarsi ad esse. La tradizione locale attesta che anche qui, come altrove, nei primi secoli i luoghi di culto cristiani dovettero svilupparsi soprattutto al di fuori dal circuito delle mura cittadine, e tuttavia larcheologia non stata finora in grado di offrire conferme o smentite: lunico monumento cristiano databile -peraltro ipoteticamente- al IV secolo d.C. la basilica del Licabetto, nella quale fu sepolto il vescovo Clematio1. Lavvento di Costantino e la sua conversione non provocano alcun mutamento significativo negli indirizzi politici e religiosi delllite ateniese, con la quale limperatore intrattiene peraltro rapporti intensi e cordiali2. In questo senso, la politica religiosa di Giuliano lApostata non sembra introdurre ad Atene nessun elemento di discontinuit rispetto alla politica costantiniana3. Una conferma dellassenza di cesure significative nella situazione politico-religiosa di Atene dallepoca di Costantino a quella di Giuliano si ha analizzando la lista dei proconsoli di Acaia del IV secolo d.C.: sui diciassette proconsoli registrati per questo periodo da Raban von Haehling nel suo fondamentale studio sulla Religionzugehrigkeit dei ceti amministrativi dellimpero romano da Costantino a Teodosio II, si contano solo due cristiani (per giunta identificati come tali solo per via ipotetica) e un ariano a fronte di sei pagani e di nove personaggi di confessione religiosa ignota4. Nei primi anni 30 del V secolo d.C. la situazione appare invece notevolmente mutata, e questo dato di fatto va senza dubbio messo in relazione alla politica culturale e religiosa di Teodosio II. Tuttavia, levidente accelerazione nel processo di cristianizzazione della polis ateniese che si registra a partire dagli anni 20 del V secolo d.C. non pu spiegarsi soltanto con iniziative intraprese a livello centrale, ma presuppone un sostegno diretto in loco, che fu senza dubbio fornito dalla famiglia dellimperatrice Atenaide Eudocia, e in particolare da uno dei fratelli di Eudocia, Gessio, che esercit la carica di prefetto al pretorio dellIllirico tra il 421 e il 423 e per il quale fu molto probabilmente costruito il cosiddetto Palazzo dei Giganti nellagor ateniese (Figg. 2-3)5. Stud recenti hanno evidenziato come durante la prefettura di Gessio ad Atene e in tutta lAttica sia messo in atto un articolato programma di edilizia cristiana, che comport la costruzione di quella che

1 Per una sintesi aggiornata sul processo di cristianizzazione di Atene v. ora DI BRANCO 2006, 181-197, con ampia bibliografia, e MARCHIANDI 2008, 101-119. 2 DI BRANCO 2006, 104-107. 3 DI BRANCO 2006, 101-114. 4 VON HAEHLING 1978, 157-166. 5 Su Gessio v. IOH. MALALA Chron., XIV 4-5; Chron. Pasch., I ad ann. 420-421; IOH. NIK. Chron., LXXXIV 29-35;

CEDREN., I, 343B e ZON. XIII 22, 7-19. Cf. MARTINDALE 1980, s.v. Gessius 2, 510-511; HOLUM 1982, 113 e 119, e BURMAN 1994, 83-84. Sul Palazzo dei Giganti v. soprattutto THOMPSON 1950, 134-141, e THOMPSON 1988; per lidentificazione del palazzo come residenza della famiglia di Eudocia v. PAGANO 1993; SIRONEN 1990; SIRONEN 1994, 5254, e FOWDEN 1990, 497-498.

ASAtene LXXXVII, serie III, 9, Tomo I *, 2009, 313-327

MARCO DI BRANCO

S 19932, tav. VI) Fig. 1 - Atene nel V secolo d.C. (TRAVL

sembra essere la prima cattedrale ateniese -il celebre tetraconco del Foro di Adriano (figg. 4-5)6e di altri importanti edifici ecclesiastici7, tra i quali la cosiddetta basilica dellIliss s8. Il programma eudociano costituisce una prova inconfutabile dellinteresse dellimperatrice ateniese nei confronti della propria citt natale9, e al tempo stesso si configura come un diretto intervento del potere centrale nella vita politico-religiosa di Atene: molto probabile che questa consapevole ingerenza delle autorit costantinopolitane abbia creato una certa tensione fra gli esponenti della famiglia
V., FRANTZ 1988, 72 ss.; FOWDEN 1990, 499; FOWDEN 1995, 553-567; KARIVIERI 1994, e BURMAN 1994, 83. 7 V., TRAVL S 19932, 137-142. 8 V., SOTIRIOU 1919; CHATZIDAKIS 1951, 61-74; FRANTZ 1988, 73, e SKONTZOS 1988, 50. Sulla tarda tradizione che attribuiva a Eudocia la fondazione di dodici chiese ad Atene v. MOMMSEN 1868, 68. FOWDEN 1990, 500, seppur cautamente, avanza lipotesi che anche la fondazione del celebre monastero di Daphn possa essere ricondotta al programma eudociano: tuttavia gli scarsi resti archeologici tardoantichi presenti sul sito non offrono alcuna conferma in merito, e chi abbia anche una minima dimestichezza con i racconti medievali riguardanti lantica Atene non potr certo considerare un valido indizio il fatto che local tradition used to deem Daphni the most ancien Attic church (v. BEES 1924, 62-64). Daltra parte va ricordato che -come ammette lo stesso Fowden- nella Grecia paleocristiana there is almost no trace of monasticism [...] outside Thessalonica. Per quanto riguarda il misterioso accenno di Eunapio (Vitae Phil., 476) a uomini che indossano (monaci?), la cui empiet avrebbe causato la distruzione della Grecia, occore sottolineare come il testo sia molto chiaro nellaffermare che costoro giungono in Grecia con Alarico (
6

, , ) e non sono certamente reclutati in loco. 9 Recentemente si voluto mettere in discussione il legame di Eudocia con Atene, fino a sostenere una sua origine antiochena (v. HOLUM 1982, 117-118), ma non c ragione di dubitare del dato tradizionale (v. FOWDEN 1990, 498, e BURMAN 1994, 82). Lassunto di Holum secondo cui il sofista Leonzio, padre di Eudocia, sarebbe uno straniero non si basa su alcun dato concreto, e anche lipotesi di CAMERON 1982, 274-275, secondo cui il padre dellimperatrice andrebbe identificato con un omonimo sofista attivo ad Alessandria menzionato nella Vita Isidori di Damascio, non sostenuta da argomenti sufficientemente probanti. Lesistenza di uno stretto legame fra Eudocia e Atene, a cui dovuta probabilmente la particolare benevolenza nei confronti dellAcaia che si registra nei provvedimenti fiscali di Teodosio II (v. soprattutto CTh. X 8, 5 e XI 1, 33), ha ricevuto una recente conferma dal rinvenimento nellarea della Sto di Attalo, a N del Palazzo dei Giganti, di un epigramma onorario dedicato a Eudocia da Teodosio II (v. SIRONEN 1990; SIRONEN 1997, 52-54, e ivi, n 24).

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Fig. 2 - Atene. Il palazzo dei Giganti: pianta (FRANTZ 1988, tav. 54)

di Eudocia e llite della polis, tensione di cui sembra di poter cogliere uneco anche nelle pagine delle biografie degli scolarchi della scuola neoplatonica ateniese. In particolare, sono probabilmente da ricondursi a tale clima di ostilit i riferimenti alle perdite economiche subite da Archiada, pupillo di Proclo10, e le allusioni a contrasti che vedono i neoplatonici ateniesi opposti ad avversar politici non meglio identificati. In ogni caso, questa situazione non dovette durare a lungo: linfluenza di Eudocia sulle vicende ateniesi cessa bruscamente dopo la definitiva partenza dellimperatrice alla volta della Palestina, che dovette segnare anche la perdita del potere dei membri della sua famiglia11. Ad Atene, llite locale riprende saldamente in mano il controllo della polis: il nuovo astro della politica ateniese diviene Teagene, imparentato con la famiglia di Plutarco scolarca e in ottimi rapporti con la scuola neoplatonica. Teagene si far interprete di una politica moderata e tollerante in campo religioso, smussando le asprezze suscitate dallinterventismo di Eudocia. Il successo della visione di Teagene, testimoniato dalla sua lunga e indiscussa leadership politica, mostra come il tentativo eudociano di imporre dallalto unaccelerazione nel lento processo di cristianizzazione della propria citt natale sia andato incontro a un parziale fallimento. Let eudociana costituisce nella vita di Atene una cesura artificiale: con la sua fine, i processi in atto sembrerebbero riprendere esattamente dal punto in cui si erano interrotti prima del suo avvento12. Tuttavia certo che laccelerazione voluta da Eudocia segni un punto di non ritorno nella storia della polis, che per la prima volta -seppure ancora in superficie- assume i connotati di citt cristiana: lirreversibilit di tale mutamento lo rende gravido di incalcolabili conseguenze sulla vita quotidiana e sullimmaginario degli Ateniesi.
10 DAM. Isid. n 273 (217 Zintzen). Generalmente (v. ad es., FOWDEN 1995, 495, con n. 11, e CASTRN 1994, 13, con n. 134) le perdite economiche subite da Archiada vengono considerate come dovute a un fantomatico raid vandalico di cui non esiste alcuna prova concreta. Sembra invece pi plausibile rite-

nerle la conseguenza di confische di terreni operate nel quadro degli interventi ediliz eudociani. 11 V., HOLUM 1982, 193-194. 12 Il carattere artificiale dellintervento eudociano sfugge a FOWDEN 1990, 500-501.

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MARCO DI BRANCO

Fig. 3 - Atene. Il palazzo dei Giganti: ricostruzione (FRANTZ 1988, tav. 55)

Lunico edificio eudociano destinato a un declino repentino il Palazzo dei Giganti: esso viene infatti distrutto nel terribile terremoto del 477 d.C.13; in seguito -privato delle sue originarie funzioni- ledificio sar riutilizzato in forme assai ridotte fino al 530 d.C., data intorno alla quale si colloca il suo abbandono definitivo14. Se si considera quanto finora evidenziato sul processo di cristianizzazione di Atene, non potr non cogliersi un dato piuttosto evidente: nella polis, almeno fino alla fine dellet di Teodosio II, il contrasto fra pagani e cristiani non assume mai forme di scontro aperto, e sembra assente qualsiasi episodio di violenza. Il fatto che un conflitto fra le due parti sia effettivamente in atto testimoniato da molteplici indiz, ma va sottolineato come esso si mantenga a un livello quasi sotterraneo e per cos dire a bassa intensit. Questo stato di cose muta sensibilmente a partire dallultimo quarto del V secolo d.C., ma il fattore scatenante di tale rivolgimento deve essere identificato in una vicenda politica: la congiura di Illo, il cui principale ideologo, legiziano Pamprepio, era stato allievo della scuola neoplatonica e aveva intrattenuto ottimi rapporti con llite pagana ateniese. Il fallimento della rivolta messa in atto dal magister militum per Orientem dellimperatore Zenone, che aveva reclutato i suoi sostenitori fra i ceti intellettuali paganeggianti, provoc infatti un notevole inasprimento dei rapporti fra cristiani e pagani in tutto limpero, che ebbe come risultato la legislazione degli anni 481-484 d.C., appunto contenente tutta una serie di provvedimenti antipagani15. In tale clima sembra da inquadrarsi lesilio temporaneo di Proclo16 e soprattutto la devastazione dellAsklepieion ateniese. Questultimo episodio, ci noto dai dati archeologici e da un passo della Vita Procli di Marino di Neapolis che merita di essere riportato integralmente17: Asclepigeneia, figlia di Archiada e di Ploutarch, e moglie di Teagene, nostro benefattore, quandera ancora fanciulla e viveva in casa dei genitori fu colpita da una grave malattia che neppure i medici erano in grado di curare. Archiada, che in lei sola aveva speranza per una discendenza, si affligeva e piangeva, comera naturale. Poich i medici non avevano speranze, and , comera solito fare nei casi pi gravi, allestrema ncora di salvezza, o meglio dal filosofo come unico salvatore, e lo supplic con insistenza di pregare senza indugio per la figlia. Egli, preso con
13 DAM. Isid. n 271 (215 Zintzen). Le fonti su questo sisma sono raccolte in GUIDOBONI 1989, 688; FRANTZ 1988, 78, FOWDEN 1990, 498-499, e BURMAN 1994, 83 attribuiscono la distruzione del palazzo alla fantomatica invasione dei Vandali, ma di gran lunga preferibile individuare la causa di tale even-

to nella serie di sismi verificatisi tra il 477 e il 480 d.C. 14 V., THOMPSON 1950, 95. 15 TROMBLEY 1993, I, 81-94. 16 MARIN., Procl. XV. Cf. DI BRANCO 2006, 143-145. 17 MARIN., Procl. XXIX.

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Fig. 4 - Atene. Biblioteca di Adriano, il tetraconco (foto dellautore)

s il grande Pericle di Lidia, anchegli molto sapiente, sal al tempio di Asclepio per intercedere presso il dio in favore dellammalata. A quel tempo infatti la citt godeva della sua presenza: il tempio del Salvatore non era stato ancora devastato. Mentre egli pregava secondo il rito pi antico, si manifestava un cambiamento generale nelle condizioni della fanciulla e si verificava allimprovviso un miglioramento; il Salvatore infatti guariva facilmente, in quanto dio. Terminato il rito, Proclo si rec da Asclepigeneia e la trov appena liberata dalle sofferenze che possedevano il suo corpo e in buona salute. Comp tale genere di azioni, non diversamente che in questa occasione, di nascosto alla folla e non offrendo alcun pretesto a coloro che volevano tramare contro di lui, aiutandolo allo scopo anche la casa nella quale abitava; infatti, oltre agli altri privilegi riservatigli dalla sorte, aveva la residenza pi idonea; vi avevano abitato suo padre Siriano e il suo avo Plutarco (cos li chiamava); si trovava vicino al tempio di Asclepio celebrato da Sofocle e a quello di Dioniso, sito presso il teatro, e si poteva scorgerla dallAcropoli di Atena. La devastazione del santuario di Asclepio costituisce il primo atto di intolleranza cristiana a noi noto nei confronti di un luogo di culto pagano ateniese18. Nonostante le esagerate cautele di Alison Frantz19, non sembra possibile negare la violenza insita nellazione condotta contro il santuario - non una semplice deconsacration, ma un vero e proprio intervento distruttivo20. La testimonianza della Vita Procli, che attribuisce implicitamente ma indiscutibilmente ai cristiani la devastazione del santuario, sembra inoltre ricevere una conferma anche sul piano archeologico (Figg. 6-7)21: infatti, la prima delle tre basiliche cristiane costruite nellarea -databile nella prima met del VI secolo d.C.18 V., FRANTZ 1965, 194-196; FRANTZ 1988, 70-71; ALESHIRE 1989, 19-20, e KARIVIERI 1995, 900-901. 19 FRANTZ 1965, 194-196. Cf. ALESHIRE 1989, 20, n. 1. 20 V., in proposito XYNGOPOULOS 1915, 53; TRAVL S 1948, 63;

GREGORY 1986, 237 ss. Cf. TROMBLEY 1993, I, 341-344. 21 V., da ultimo le considerazioni di KARIVIERI 1995, 900 ss. Cf. anche MACMULLEN 1997, 25 e 126-127.

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Fig. 5 - Atene. Biblioteca di Adriano, il tetraconco: pianta (FRANTZ 1988, tav. 51)

si impianta proprio su un notevole strato di distruzione, che difficile non collegare agli eventi ai quali si allude nella Vita Procli22. Che ad Atene, nella fase finale dello scolarcato di Proclo, sia ormai in atto, pur tra ambiguit e reticenze, una dura contrapposizione fra cristiani e pagani, appare un dato difficilmente contestabile; quello scontro che la polis sembra avere per lungo tempo rinviato ed eluso ora una realt con cui fare i conti: lo stesso Proclo, che al suo arrivo in citt aveva stupito gli astanti per il suo coraggio nel riaffermare la dimensione pubblica della religione tradizionale23, ormai costretto ad agire di nascosto alla folla per non offrire alcun pretesto a coloro che volevano tramare contro di lui. Tuttavia, come vedremo, questo inasprimento dei rapporti fra cristianesimo e religione tradizionale sembra dovuto pi a circostanze esterne che a un reale conflitto sviluppatosi nel seno della polis. Il tentativo di Frantz di precisare il quadro cronologico di alcuni avvenimenti -come la deconsacration del santuario, la sua distruzione e la costruzione sul sito della prima basilica- non ha condotto a risultati particolarmente convincenti. La studiosa americana propone infatti di datare la deconsacration dellAsklepieion shortly before Proclus death in 485, la sua distruzione toward the end of the fifth century or the beginning of the sixth, e lerezione della prima basilica after the closing of the schools in 529. Lunico argomento addotto dalla Frantz a sostegno di tale ricostruzione lassunto secondo cui sarebbe impossibile to reconcile Proclus enjoyment of his house for its proximity to the two sanctuaries with the catastrophic turn of events which would have

22 Linterpretazione di FRANTZ 1965, 194-196, che rifiuta la testimonianza di Marino sulla devastazione del santuario, derubricandola a semplice deconsacration, per poi attribui-

re la distruzione dellAsklepieion a un terremoto sembra quantomeno discutibile. Cf. anche SPIESER 1976, 310-311. 23 MARIN., Procl. XI. Cf. DI BRANCO 2006, 139-142.

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S 1971, figg. 174-175) Fig. 6 - Atene, resti dellAsklepieion (TRAVL

deprived him of that enjoyment and have mocked all his beliefs by the erection of a church on the very spot24. Si tratta evidentemente di unargomentazione di estrema labilit, e tuttavia, la cronologia proposta da Frantz ha costituito per lungo tempo un vero e proprio punto fermo negli stud25: solo recentemente essa stata parzialmente messa in discussione da Arja Karivieri, la quale, sulla base di considerazioni squisitamente archeologiche, ritiene che the erection of a basilica in the area of the Asklepieion could have been quite possible already at the end of the fifth century26. In ogni caso, ci che va soprattutto respinto della tesi di Frantz la distinzione del tutto arbitraria -e in aperto contrasto con la testimonianza di Marino- fra deconsacration e destruction del santuario, mentre la datazione della sua distruzione nei decenni finali del V secolo d.C. appare sempre di pi come un dato acquisito. Va poi sottolineato come allelemento meramente religioso si affianchi quello politico: si tratta in effetti di un messaggio diretto alla comunit pagana ateniese, e in particolare alla scuola neoplatonica, che va interpretato sia come una punizione per lappoggio fornito a Pamprepio sia come un pressante invito a non perseguire in futuro una politica di opposizione nei confronti del potere imperiale. Che il messaggio abbia come principale destinatario la scuola neoplatonica reso esplicito dalla scelta certamente non casuale del luogo della devastazione: tra gli innumerevoli templi pagani di Atene, viene infatti colpito il santuario di Asclepio, nume tutelare dei neoplatonici ateniesi, collocato a brevissima distanza dalla dimora di Proclo. Lassalto allAsklepieion non sembra per essere un episodio limitato e circoscritto, perch allo stesso periodo potrebbe risalire il cambio di destinazione duso di un altro santuario pagano, forse il pi importante di tutti: il Partenone. Com noto, in epoca protobizantina il Partenone cess infatti di essere un tempio per divenire chiesa: anche se lorientamento delledificio dovette essere rovesciato, non furono necessar molti cambiamenti strutturali (Fig. 8). Il tempio classico aveva il suo ingresso principale a E, sotto le sculture del frontone raffiguranti la nascita della dea. Fu a questa estremit delledificio che i cristiani vollero collocare il loro altare. Cos , bloccarono lentrata orientale con unabside (Fig. 9), costruita con materiali provenienti dai monumenti classici circostanti. Da questo momento in poi, lingresso del tempio fu a W, secondo lo schema classico degli edific cristiani, cosicch lantica Camera W, cui si accedeva da tre nuove porte, divenne il nartece della chiesa, allangolo NW del quale fu annesso un battistero. Ugualmente, lopistodomo fu trasformato in esonartece, chiuso da muri inseriti fra le colonne, mentre lantica Camera E, dove in passato era collocata la statua della dea, fu occupata dalla navata principale, completa di pulpito, transenna e cattedra del vescovo. Per fare entrare pi luce si aggiunse una fila di finestre su ciascun lato, tagliando in diversi punti il fregio scolpito, mentre il colonnato esterno fu completamente trasformato in un muro divisorio, riempiendo gli spaz fra le colonne fino a met della loro altezza (Fig. 10).

FRANTZ 1965, 195. Cf. FRANTZ 1988, 70 passim. V., ad es. SPIESER 1976, 312-313; GREGORY 1986, 238-239; ALESHIRE 1989, 20, n. 1; TROMBLEY 1993, I, 341-344. Secondo
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CASTRN 1999, 221, the Christians occupied the temple of Asclepius dopo la morte di Proclo. 26 KARIVIERI 1995, 901.

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Fig. 7 - Atene. Asklepieion e basilica cristiana (TRAVL S 1971, figg. 171-172)

Secondo gli archeologi, nella fase protobizantina non venne utilizzata lampia porta occidentale del tempio, ma si apr invece un piccolo accesso alla sua destra: questa interpretazione basata non solo sulle tracce di usura del pavimento, ma anche sul fatto che i graffiti paleocristiani trovati sulle colonne che conducono a questa porta laterale sono in numero pi elevato che in qualsiasi altra parte delledificio27. Il rovesciamento dellorientamento caus una grande confusione tra i primi studiosi di antichit che visitarono il sito con il testo di Pausania alla mano. Essi non capivano che la loro guida antica era entrata nel tempio da E invece che da W, come facevano loro; per questo erano condannati a far corrispondere a rovescio la sua descrizione con ci che restava del tempio28. Cera poi la questione delle sculture pagane. Allestremit orientale, la scena della nascita di Atena non si adattava alla nuova chiesa, e fu quindi prontamente rimossa dal frontone. Gli antichi pannelli delle metope rappresentavano un problema pi complesso: per tirarle gi ci sarebbe voluto un imponente lavoro di demolizione: cos , lungo tre lati delledificio esse furono sistematicamente scalpellate, fino a renderne irriconoscibili i soggetti. Non del tutto chiaro perch il resto delle sculture sia sfuggito a questo trattamento: si ritiene in genere che una metopa sullangolo NW sia sopravvissuta perch interpretata come rappresentazione dellAnnunciazione e che forse il frontone occidentale non venne distrutto per ragioni analoghe, perch alla contesa fra Atena e Poseidone fu data una conveniente interpretazione biblica. Nascono per alcune domande destinate a rimanere senza risposta: perch le metope del lato S sono sopravvissute senza nessun tipo di intervento? Perch deturpare tutti gli altri pannelli, esclusa lAnnunciazione, e non preoccuparsi di queste? Come ha scritto giustamente Mary Beard, difficile cogliere un qualche ovvio messaggio cristiano nella battaglia mitica tra i Greci e i centauri, che ne costituisce il tema principale []. Tuttavia, altrettanto difficile credere che il lato meridionale abbia evitato la bonifica cristiana semplice27 28

V., ultimamente BEARD 2004, 49-61, e OUSTERHOUT 2005. V., BEARD 2004, 54.

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BEARD 2004, 57.

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S 1994, fig. 10) Fig. 8 - Atene. Basilica del Partenone: pianta (KORR

mente perch esso non era visibile dal percorso transitabile attraverso lacropoli29. Ci si chiede a questo punto se davvero il fatto che soltanto un certo gruppo di metope del Partenone si sia conservato dipenda dalle scelte e dalle decisioni di alcuni cristiani ateniesi del VI secolo -come sostiene la stessa studiosa inglese- o se invece le distruzioni non siano in realt da riconnettersi a un processo pi dilatato cronologicamente, nel quale pi che una precisa pianificazione abbia giocato un ruolo importante lelemento estemporaneo. Per quanto riguarda infine la cronologia della metamorfosi del Partenone, Franz W. Deichmann, John Travl s e Alison Frantz collocavano la sua conversione in chiesa verso la fine del regno di Giustiniano30. Deichmann aveva notato la presenza di tombe cristiane sul lato S delledificio, una delle quali conteneva monete di Giustino I, Giustiniano e Tiberio I (578-582). Ward Perkins collega invece la trasformazione al riassetto urbanistico che a suo parere segu al sacco slavo del 582. Secondo tale ipotesi gli Slavi avrebbero distrutto la cattedrale della biblioteca di Adriano, ricostruita in forme pi modeste solo in occasione della visita ateniese di Costante II (662-663): la conversione in chiesa del Partenone sarebbe dunque occorsa per offrire alla citt un centro ecclesiastico collocato in una posizione pi protetta31. Daltra parte, il graffito cristiano pi antico sicuramente datato rinvenuto sul monumento del 693 (Fig. 11)32. Anche Anthony Kaldellis, nella sua recentissima monografia sul Partenone cristiano, colloca la conversion attorno alla met del VI secolo d.C.33 Tuttavia, possibile formulare unaltra ipotesi: in un fondamentale intervento Cyril Mango ha evidenziato come nella Theosophia di Tbingen, composta tra la fine del V e linizio del VI secolo d.C.34, sia gi menzionata la conversione del tempio degli di ateniesi nella chiesa della santa Theot kos35; ci implica evidentemente il rifiuto della classica datazione della trasformazione in chiesa del Partenone nella tarda epoca giustinianea36, e la collocazione di tale evento nella seconda met del V secolo d.C. Se si accetta la tesi di Mango, peraltro assai convincente, una notizia della Vita Procli37 viene ad assumere una luce nuova. Scrive infatti Marino: A che punto egli (scil. Proclo) divenne caro alla dea stessa della saggezza emerso a sufficienza dalla sua scelta di vivere praticando la filosofia, scelta che fu tale quale abbiamo esposto; lo mostr chiaramente anche la dea stessa, quando la statua, fino ad allora situata nel Partenone, fu spostata da coloro che muovono anche ci che non deve essere mosso. Al filosofo pareva in sogno che gli si avvicinasse una donna di magnifico aspetto e lo avvertisse di preparare al pi presto la casa; la dea Atenaide infatti disse vuole dimorare presso di te.

30 DEICHMANN 1938-39; FRANTZ 1995, 187-205, e TRAVL S 19932, 138. 31 WARD-PERKINS 1999, 239-240. 32 ORLANDOS - VRANOUSIS 1973, 21-22, n 34. 33 KALDELLIS 2009, 23-35. 34 Sulla Theosophia e i suoi rapporti con Atene v. DI BRANCO 2006, 227-231.

MANGO 1995. Cf. TROMBLEY 1993, I, 342-344. V., ad es. FRANTZ 1995, 187-205, e FRANTZ 1988, 92. 37 MARIN., Procl. XXX. Questa rimozione non deve essere comunque confusa con quella della Promachos, come fanno SAFFREY - WESTERINK 1968, I, XXIII, e SAFFREY - SEGONDS 2001, 164-165. Cf. in proposito le giuste osservazioni di FRANTZ 1979, 401, n. 54, e MANGO 1995, 201, n. 1.
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MARCO DI BRANCO

Fig. 9 - Atene. Basilica del Partenone: absidi del V e del XII secolo (KORR S 1994, fig. 11)

Fig. 10 - Atene. Basilica del Partenone: ricostruzione del lato orientale (KORR S 1994, fig. 13)

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Fig. 11 - Basilica del Partenone: graffito del 693 d.C. (ORLANDOS - VRANOUSIS, 1973, 21-22, n 34)

Questo passo, nel suo stile volutamente enigmatico, potrebbe alludere proprio al momento della conversion of the building to Christian worship38. La distruzione dellAsklepieion e la trasformazione in chiesa del Partenone sono atti di notevole violenza e radicalit, in qualche misura estranei al tradizionale understatement che ad Atene sembra caratterizzare i rapporti fra pagani e cristiani. Tale circostanza induce a ipotizzare in queste vicende un intervento di un agente esterno, plausibilmente identificabile con lautorit imperiale, che pu aver agito da catalizzatore di forze sotterranee gi presenti nella societ ateniese ma ancora incapaci di manifestarsi; inoltre, va sottolineato come i responsabili di tali azioni non sembrino interessati a fomentare in Atene un conflitto religioso permanente, tant che la pur precaria convivenza fra pagani e cristiani pu riprendere senza ulteriori scosse: solo pochi anni dopo lattacco allAsklepieion e la trasformazione in chiesa del maggior santuario ateniese, Proclo ricever pubbliche esequie e un altro filosofo neoplatonico, Isidoro, trover rifugio dalla persecuzione antipagana in atto ad Alessandria proprio nella citt di Teseo.
Marco Di Branco

38 MANGO 1995, 201. Il fenomeno della rimozione di opere darte ateniesi rappresentanti divinit non va per letto soltanto in chiave religiosa: in primo luogo esso deve infatti inquadrarsi nella vicenda secolare del collezionismo imperiale; inoltre necessario rilevare come le uniche effettive rimozioni di una qualche importanza avvenute ad Atene nel V seco-

lo d.C. siano quelle della Parthnos e della Promachos, poich gli altri casi di removal of Athenian works of art elencati da Alison Frantz sono attestati esclusivamente dai Patria costantinopolitani, fonte che tende ad attribuire una provenienza ateniese a tutto ci che abbia a che fare con larte e la cultura classica; v. JENKINS 1947, e FRANTZ 1988, 76-77.

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: H. , , , . Cyril Mango Tbingen - 5 6 ..- . , 5 .. Mango, Vita Procli . , , understatement . - , - .

TR. The conversion of the Parthenon into a THE PARTHENON METAMORPHOSIS: FROM ATHENA TO THEOM church is almost unanimously placed towards the end of Justinians reign. Cyril Mango has, on the other hand, pointed out that in the Theosophia of Tbingen -written between the end of the 5th and the beginning of the 6th century AD- the conversion of the temple of the Athenian gods into the church of the Holy Theotokos is already mentioned; this implies obviously the rejection of the classical redating of the Parthenons transformation into a church and the dating of such an event to the second half of the 5th century AD. If Mangos theory is accepted, two new reports of the Vita Procli, relateing to the destruction of the Athenian Asklepieion and the removal of the statue of Athena from the Parthenon in the reign of the emperor Zeno are seen in another perspective. In fact, the destruction of the Asklepieion and the transformation of the Parthenon into a church are acts of remarkable violence and radicality, in a way unrelated to the traditional understatement that seems to characterize the relations between pagans and Christians in Athens. Such a circumstance leads to the hypothesis that in these cases there was intervention by an external agent -plausibly identifiable as the imperial authority- which may have acted as catalyst of underground forces already present in Athenian society but still unable to reveal themselves.

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Finito di stampare nel mese di Dicembre 2010 dalla tipografia Dot Repro S.A. per conto della Scuola Archeologica Italiana di Atene