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Miracoli

di Vittorio Messori Padre Andreas Resch, religioso altoatesino, uno studioso anomalo. Di Andreas Resch esce adesso (presso lEditrice Vaticana, a conferma del prestigio di cui gode) il terzo volume da lui curato della collana dedicata ai Miracoli dei Santi e dei Beati. Il periodo considerato in questultimo testo quello che riguarda la cause di canonizzazione dal 1983 al 1995. Si sa che, per innalzare un suo figlio alla gloria degli altari, la Chiesa non si accontenta di studiarne con il massimo rigore la vita, le opere, gli scritti . Per dirla con Resch, "non si procede alla beatificazione o canonizzazione del candidato senza che siano provati miracoli avvenuti per sua intercessione, perch la vita potrebbe essere stata, segretamente, meno virtuosa di quanto risulta dalla testimonianze. Il miracolo assume cos il carattere di segno divino o di prova delle virt che viene dallAlto". Insomma, una sorta di timbro celeste che conclude e ratifica la fatica della ricerca umana. Unap posita Congregazione ecclesiale , quella detta "delle Cause dei Santi" lavora (e a ritmi forzati, sotto lattuale pontificato) con una sua Consulta Medica, della quale fanno parte clinici di indiscussa fama. In effetti, la quasi totalit dei miracoli costituita da guarigioni ottenute per intercessione del candidato alla gloria e che per essere dichiarate "non spiegabili naturalmente" devono essere "subitanee, complete, stabili, durature". In queste centinaia di pagine stampate dalla Vaticana si trova, davvero, di tutto : comprese certe curiosit (che poi, a ben riflettere, tali non sono), se lecito un termine un po frivolo in materia tanto seria. Si pu scoprire, ad esempio, che i santi non hanno nulla a che fare grazie a Dio, come qui davvero il caso di dire con lossessione alla ministro Sirchia contro i "med icalmente scorretti". A cominciare dai fumatori, sui quali si appunta il disprezzo e la persecuzione degli zelanti custodi della sanit pubblica, imitatori pedissequi dei ciclici furori puritani e proibizionisti americani . Per scoprire, con sollievo, che cosa sia la tolleranza divina, si veda, cos, don Emanuel Domingo y Sol, sacerdote spagnolo morto nel 1909 e divenuto beato nel 1987 perch la Consulta constat come "non spiegabile con le conoscenze scientifiche attuali" la guarigione da un cancro al polmone di un sessantacinquenne, fedele da una cinquantina danni a tre pacchetti di sigarette al giorno. O si veda don Giovanni Calabria, ora santo, il grande benefattore e fondatore veronese, passato al Cielo nel 1954 ed entrato nellelenco dei beati perch alla sua intercessione attribuita la guarigione di un taglialegna abruzzese. Questo Liborio T. non fumava ma beveva, tanto da procurarsi una cirrosi epatica da etilista che lo avrebbe portato sicuramente a morte nel giro di brevissimo tempo, se un misterioso intervento non lo avesse guarito di botto. E tanto perfettamente da permettergli di tornare subito a spaccare legna. Ma dallesame attento di questi volumi c, mi pare, da ricavare soprattutto una lezione. Quella, cio, espressa da Pascal con una formula divenuta famosa: quando si

tratta di fede, e di fede cristiana, sempre ci sar "abbastanza luce per rendere ragionevole la fede"; ma sempre resteranno "abbastanza ombre per lasciare la libert di dubitare". Certo: ci sono casi come quello di don Filippo Rinaldi, uno dei successori di don Bosco, cui attribuita la guarigione di una suora che, colpita in treno da un mitragliamento aereo americano, ebbe asportata una mandibola e troncati i muscoli della lingua. Abbandonata dai medici si era nel 1945 perch ormai agli estremi, incontr la santa ostinazione della Superiora ,che le applic sul volto devastato un fazzoletto appartenuto al candidato alla beatificazione. Quando , nel 1990, il papa proclam don Rinaldi beato, in prima fila piangeva di gioia suor Carla De Noni. Era lei lagonizzante di tanti anni prima : come scrissero i medici della Consulta, si era verificata di colpo una "anomala ricostruzione dellarco mandibolare", i muscoli della lingua si erano "ricostituiti", tanto che sia la masticazione che leloquio erano ritornati normali e soltanto una cicatrice ricordava le ferite mortali. Oppure, ci sono casi come quello di Frantisek S., un medico di Praga che, colpito da infarto nel 1989, rest per due ore e mezzo in arresto cardiaco, in stato giudicato irreversibile di morte cerebrale. Ma, qui, intervenne la moglie che, devota della beata morava Zdislava di Lemberk, la invoc fiduciosa durante quelle ore drammatiche. Gli esperti della Congregazione per i Santi se la cavarono in fretta: il dossier era sicuro e completo, il caso chiaro, il ritorno alla vita del collega ceco non trovava alcuna spiegazione umana. E la beata Zdislava entrata nel canone dei glorificati. Ma s, ci sono casi come questi, dove lenigma sembra davvero prevalere. Ma non cos per molti dossier, forse per la maggioranza. Tanto che come testimoniano i verbali che padre Resch ha pubblicato integralmente, senza censure spesso la discussione serrata, la Consulta si divide tra chi sembra vedere spiegazioni naturali e chi, invece, non giudica umanamente possibili certe guarigioni. Talvolta, la documentazione insufficiente e non del tutto precisa e resta nello studioso un sospetto di insoddisfazione. Il credente non se ne stupisce. Anzi, in qualche modo si scandalizzerebbe se non fosse cos. In effetti, Dio , stando almeno ai cristiani, ama e protegge la libert delluomo. Vuole proporsi, non imporsi. Vuole che la fede sia certezza e al contempo scommessa e rischio. Vuole illuminare, non accecare. Che ne sarebbe di tutto ci, se questi dossier vaticani riportassero miracles-spectacles, come dicono i francesi? Che ne sarebbe della libert di accettare o rifiutare la fede se, ad ogni canonizzazione, fossimo messi con le spalle al muro da prodigi cos plateali sui quali non fosse possibile avanzare alcun dubbio? E, invece, il Dio che in Ges si al contempo manifestato e celato, ha scelto la via del chiaroscuro, concedendo soltanto segni, indizi, tracce, impronte. Insomma, proprio come ci che sta in questi volumi: che rafforzeranno la fede dei credenti ma, almeno a viste umane, non convinceranno chi vorr restare fedele al suo scetticismo. Corriere della Sera. 27 aprile 2003.