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Indice

1 ONDE PIANE 3
1.1 lequazione di Helmholtz . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3
1.2 onde piane . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4
1.3 relazioni tra i vettori del campo . . . . . . . . . . . . . . . . . 7
1.4 classicazione delle onde piane . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8
1.5 onde piane in mezzi conduttori . . . . . . . . . . . . . . . . . 14
2
Capitolo 1
ONDE PIANE
NOTA: lasterisco che segue una relazione indica che ne `e riportata la dimo-
strazione.
1.1 lequazione di Helmholtz
Si consideri un mezzo innitamente esteso lineare, isotropo, uniforme e stazio-
nario, non conduttore ( = 0), con permittivit`a =

(complessa, per
tener conto della presenza di perdite, e funzione della frequenza se il mezzo `e
dispersivo) e permeabilit` a uguale a quella del vuoto
o
. In una regione pri-
va di sorgenti le equazioni di Maxwell per i fasori del campo elettromagnetico
si scrivono
E(r) = i
o
H(r) (1.1)
H(r) = iE(r) (1.2)
E(r) = 0 (1.3)
H(r) = 0 . (1.4)
Con semplici passaggi `e possibile ottenere la seguente equazione

2
E(r) +
2

o
E(r) = 0 (1.5)
nella quale si pone

o
= k
2
(1.6)
con k costante, generalmente complessa, che prende il nome di numero donda
(m
1
). La (1.6) pu`o anche scriversi
k
2
=
r
k
2
o
= n
2
k
2
o
(1.7)
4 1. ONDE PIANE
in cui
r
`e la permittivit`a relativa, n `e lindice di rifrazione e k
o
=

o
`e
il numero donda del vuoto. La (1.5), equazione dierenziale del II ordine,
prende il nome di equazione vettoriale di Helmholtz (unequazione analoga
pu`o ricavarsi anche per il campo magnetico) e pu`o essere facilmente risolta
in coordinate cartesiane.

equazione (1.5)
Eseguendo il rotore di ambo i membri della (1.1), sostituendo la (1.2) ed utilizzando
lidentit`a vettoriale A = ( A)
2
A, si ottiene
( E)
2
E = i
o
(H) = i
o
(iE) (1.8)
che, per la (1.3) diventa

2
E =
2

o
E (1.9)
da cui la (1.5).
1.2 onde piane
In un sistema di riferimento di assi cartesiani x, y, z

2
E =
_

2
E
x
_
x +
_

2
E
y
_
y +
_

2
E
z
_
z . (1.10)
Proiettando lungo gli assi si ottengono tre equazioni scalari del tipo

2
+ k
2
= 0 = E
x
, E
y
, E
z
. (1.11)
Esplicitando il Laplaciano in coordinate cartesiane si ha

x
2
+

2

y
2
+

2

z
2
+ k
2
= 0 . (1.12)
equazione che pu`o essere risolta per separazione delle variabili. Un integrale
particolare dellequazione si scrive

+
=
+
o
e
i(xx+yy+zz)
(1.13)
o

o
e
+i(xx+yy+zz)
(1.14)
con

o
(nel seguito si chiarir`a il signicato dellapice +/ associato alle-
sponenziale negativo/positivo),
x
,
y
e
z
costanti generalmente complesse,
le ultime tre legate dalla condizione di separabilit`a

2
x
+
2
y
+
2
z
= k
2
(1.15)
1.2. onde piane 5
Le (1.13) e (1.14) prendono il nome di funzioni donda scalari.

equazioni (1.13) e (1.14) Si assuma


= (x, y, z) = X (x) Y (y) Z (z) (1.16)
e si sostituisca nella (1.12)
Y Z
d
2
X
dx
2
+ XZ
d
2
Y
dy
2
+ XY
d
2
Z
dz
2
+ k
2
XY Z = 0. (1.17)
Dividendo per = XY Z (supponendo = 0 tranne, al massimo, in un insieme di punti
di misura nulla) si ottiene
1
X
d
2
X
dx
2
+
1
Y
d
2
Y
dy
2
+
1
Z
d
2
Z
dz
2
+ k
2
= 0. (1.18)
I primi tre termini sono ciascuno funzione di una sola distinta variabile; dovendo la loro
somma essere costante (k
2
), ciascuno di essi `e a sua volta una costante. Si ottengono
quindi le tre equazioni
1
X
d
2
X
dx
2
+
2
x
= 0 (1.19)
1
Y
d
2
Y
dy
2
+
2
y
= 0 (1.20)
1
Z
d
2
Z
dz
2
+
2
z
= 0 (1.21)
con le costanti
x
,
y
,
z
(generalmente complesse) che devono soddisfare la

2
x
+
2
y
+
2
z
= k
2
. (1.22)
La soluzione generale di ciascuna delle tre equazioni `e una combinazione lineare con coef-
cienti costanti complessi di esponenziali del tipo e
i
, = x, y, z. Si considerino gli
integrali particolari
X
+
= X
+
o
e
ixx
(1.23)
Y
+
= Y
+
o
e
iyy
(1.24)
Z
+
= Z
+
o
e
izz
(1.25)
con X
+
o
, Y
+
o
e Z
+
o
costanti complesse. Sostituendo nella (1.16) e ponendo
+
o
= X
+
o
Y
+
o
Z
+
o
si ottiene la (1.13). Considerando gli integrali particolari con gli esponenziali positivi, si
ottiene la (1.14).
Passando alle grandezze vettoriali, un integrale particolare della (1.5) pu`o
scriversi
E
+
= E
+
o
e
i(xx+yy+zz)
(1.26)
o
E

= E

o
e
+i(xx+yy+zz)
(1.27)
6 1. ONDE PIANE
con E
+
o
= xE
+
ox
+ yE
+
oy
+ zE
+
oz
e E

o
= xE

ox
+ yE

oy
+ zE

oz
vettori costanti
complessi. Nel seguito si far` a riferimento alla soluzione (1.26) omettendo il
pedice alle ampiezze vettoriali complesse E e E
o
per semplicare la notazione.
Introducendo il vettore di propagazione k
k = x
x
+ y
y
+ z
z
(1.28)
la (1.26) pu`o anche scriversi
E = E
o
e
ikr
(1.29)
in cui r = xx+ yy + zz `e il vettore posizione. Il vettore di propagazione `e un
vettore generalmente complesso perch`e tali sono le sue componenti. Ponendo

= x, y, z (1.30)
k pu`o scriversi
k = i (1.31)
in cui = x
x
+ y
y
+ z
z
`e il vettore di fase e = x
x
+ y
y
+ z
z
`e il
vettore di attenuazione. Tenendo conto della (1.31), la (1.29) si scrive
E = E
o
e
r
e
ir
. (1.32)
Le sue superci equifase
r = cost (1.33)
sono i piani normali a , mentre le superci equiampiezza
r = cost. (1.34)
sono i piani ortogonali ad .
superci equifase e superci equiampiezza
Come si vede in Figura 2.1, quale che sia il punto P sul piano ortogonale a , il prodotto
scalare
r = r cos = OF (1.35)
`e una quantit`a costante perch`e `e il prodotto del modulo di (costante) per la proiezione
OF del vettore r lungo la direzione di (costante per tutti i punti del piano se questo
`e ortogonale a ). I piani ortogonali a sono quindi le superci per le quali r =
cost ovvero le superci equifase dellonda. In maniera analoga si verica che le superci
equiampiezza r = cost sono piani ortogonali ad .
Per la particolare forma delle superci equifase la (1.29) prende il nome di
onda piana. Se sulle superci equifase lampiezza dellonda `e costante (ovvero
1.3. relazioni tra i vettori del campo 7
se le superci equifase e quelle equiampiezza coincidono) londa `e uniforme.
In caso contrario londa `e non uniforme. Osservando la (1.32) e ricordando
che E
o
`e un vettore costante, si conclude che londa `e uniforme quando = 0
o quando `e parallelo a .
In precedenza si `e detto che per il campo magnetico `e possibile ricavare une-
quazione formalmente simile alla (1.5). In tal caso, procedendo in maniera
analoga a quanto fatto per il campo elettrico si ha
H = H
o
e
ikr
= H
o
e
r
e
ir
(1.36)
con H
o
vettore complesso costante. Comunque, come si vedr` a in seguito, no-
to il campo elettrico, il campo magnetico si ricava facilmente dalle equazioni
di Maxwell.
Unultima considerazione riguarda il fatto che il concetto di onda piana `e solo
unutile semplicazione. Il campo irradiato da unantenna (ad esempio quelle
per la diusione di segnali radio-televisivi) pu`o considerarsi unonda piana se
ci si pone a grande distanza dallantenna e se losservazione `e limitata ad una
regione di dimensioni ridotte (come quelle interessate dallantenna ricevente).
Pi` u avanti si vedr`a che unonda piana non `e sicamente realizzabile.
1.3 relazioni tra i vettori del campo
Non tutte le soluzioni dellequazione di Helmholtz (equazione dierenziale
del II ordine) sono anche soluzioni delle equazioni di Maxwell (equazioni
dierenziali del I ordine), ovvero sono campi elettromagnetici. Queste ultime,
infatti, impongono determinate relazioni tra i vettori del campo e quindi, una
volta ricavate le soluzioni della (1.5) sar`a necessario vericare che soddisno
tali relazioni.
Sostituendo la (1.29) nella (1.3) ed utilizzando le
(A) = A+ A (1.37)

_
e
ikr
_
= ike
ikr
(1.38)
si ha
E
o
e
ikr
= e
ikr
E
o
ike
ikr
E
o
= k E
o
= 0 (1.39)
8 1. ONDE PIANE
nella quale si `e tenuto conto che E
o
= 0 (E
o
costante). In maniera analoga,
sostituendo la (1.36) nella (1.4) si ha
k H
o
= 0 . (1.40)
Inoltre, utilizzando lidentit`a vettoriale
(A) = A+ A (1.41)
la (1.1) fornisce
H =
e
ikr
E
o
+
_
e
ikr
_
E
o
i
o
(1.42)
da cui, posto E
o
= 0 (E
o
costante) e H = H
o
e
ikr
si ha
H
o
=
k E
o

o
. (1.43)
Nel caso di vettori reali, le (1.39), (1.40) e (1.43) mostrano che E
o
, H
o
e k
formano una terna trirettangola (Figura 2.2).
1.4 classicazione delle onde piane
Il vettore di propagazione `e un vettore generalmente complesso, pertanto
k k = k
2
=
_
i
_

_
i
_
=
2

2
i2 . (1.44)
Daltra parte, per la (1.6)
k k = k
2
=
2

o
=
2

o
_

_
(1.45)
e quindi, per confronto si ha

2
i2 =
2

o
_

_
. (1.46)
Uguagliando parti reali e parti immaginarie

2
=
2

(1.47)
2 =
2

. (1.48)
1.4. classicazione delle onde piane 9
Poiche
2

0 (Poynting), la (1.48) mostra che langolo compreso tra i


vettori e pu`o essere al pi` u uguale a /2.
Nel caso di mezzo privo di perdite

= 0, =

, la (1.48) `e vericata per


= 0 (1.49)
e
( = 0) . (1.50)
Se = 0 la (1.32) si scrive
E = E
o
e
ir
(1.51)
che mostra che sui piani equifase lampiezza dellonda `e costante (anzi `e co-
stante in tutto lo spazio). Si `e quindi in presenza di unonda piana uniforme.
Di seguito si presentano le caratteristiche di questa soluzione.
Il vettore di propagazione `e reale
k = (1.52)
con modulo (dalla (1.47))
|k| = =

o
. (1.53)
Assumendo per semplicit`a E
o
reale e =
z
z si ha che
r =
z
z (1.54)
`e la fase della (1.51). Passando nel dominio del tempo si ha
e (r, t) = Re
_
Ee
it
_
= Re
_
E
o
e
izz
e
it
_
= E
o
cos (t
z
z) = e
o
e (z, t) . (1.55)
Disegnando e (z, t) in funzione di z per istanti di tempo successivi (Figura 2.3)
si vede che la (1.55) descrive una soluzione che si sposta rigidamente lungo
z. Per individuare il verso dello spostamento basta seguire la traslazione
rigida di un punto della curva (ad es. il punto A) da una posizione iniziale,
individuata dalla coppia di valori (t
o
, z
o
), alla posizione nale (t
o
+t, z
o
+
z). Nelle posizioni di partenza e di arrivo largomento della funzione coseno
deve essere lo stesso (moto rigido) e quindi si ha
t
o

z
z
o
= (t
o
+ t)
z
(z
o
+ z) (1.56)
10 1. ONDE PIANE
da cui si ricava che z > 0. Londa (1.51) si sposta quindi nel verso positivo
delle z (ovvero nel verso di

che, per tale ragione, individua la direzione di
propagazione) con velocit`a
v =
z
t
=

z
=
1

o
(1.57)
chiamata velocit`a di fase (descrive la velocit`a con la quale si spostano le
superci equifase dellonda). Nel vuoto si ha
v =
1

o
= c = 2.998 10
8
(m/s) . (1.58)
che `e la velocit`a della luce.
La soluzione caratterizzata dallesponenziale positivo e
izz
, descrive una so-
luzione che si propaga nel verso opposto a quello della (1.55) con uguale
velocit`a di fase. Nel caso generale, la soluzione caratterizzata dallesponen-
ziale e
ir
descrive unonda che si propaga nel verso di

con velocit`a di fase
(lungo la direzione di propagazione la fase dellonda `e descritta dal prodotto
r)
v =
r
t
=

. (1.59)
La soluzione con esponenziale positivo e
ir
corrisponde invece ad unonda
che si propaga nel verso

.
Si denisce lunghezza donda la distanza tra due punti r
1
e r
2
(r
2
> r
1
)
lungo la direzione di propagazione tra i quali esiste una dierenza di fase di
2
r
2
(r
1
) = 2 (1.60)
da cui
=
2

(1.61)
o anche
=
2

. (1.62)
Posto k =

, la (1.43) mostra che H


o
`e reale con modulo (k ed E
o
sono
ortogonali)
H
o
=

o
E
o
=

o
E
o
(1.63)
da cui
E
o
H
o
=
_

= . (1.64)
1.4. classicazione delle onde piane 11
il parametro prende il nome di impedenza intrinseca del mezzo (in un mezzo
privo di perdite `e reale). Nel vuoto

o
=
_

o
= 120 = 377 . (1.65)
Limpedenza intrinseca del mezzo pu`o anche scriversi

=
_

=
_

o
=

o
n
(1.66)
in cui n `e lindice di rifrazione del mezzo. Calcolando inne il vettore di
Poynting si ha

S =
1
2
E H

=
1
2
E
2
o

= S
r
. (1.67)
Il vettore di Poynting dellonda piana uniforme `e reale ed ha la stessa direzio-
ne di k, ovvero lungo la direzione di propagazione si ha solo usso di potenza
reale. Il modulo di S `e costante e quindi la potenza che attraversa una su-
percie ortogonale a k `e innita (non realizzabilit` a sica delle onde piane).
Unultima considerazione riguarda la struttura dellonda: poiche E ed H
sono ortogonali alla direzione di propagazione k (oltre che ortogonali tra lo-
ro) londa si dice trasversa elettromagnetica o TEM rispetto alla direzione di
propagazione.

equazione (1.67)
Calcolando il vettore di Poynting si ha
S =
1
2
E H

=
1
2
E
o
e
r
e
ir

_
k H
o
e
r
e
ir
_

o
=
1
2
E
o
e
2r

(k H
o
)

o
. (1.68)
Ricordando che
ABC = (A C) B(A B) C (1.69)
si ricava
E
o
(k E
o
)

= (E
o
E

o
) k

(E
o
k

) E

o
(1.70)
e quindi, sostituendo nella (1.4)
S =
1
2
_
|E
o
|
2

o
k

E
o
k

o
E

o
_
e
2r
. (1.71)
Se E
o
`e reale per la (1.39) si ha
E
o
= 0 (1.72)
E
o
= 0 (1.73)
12 1. ONDE PIANE
e quindi
k E
o
= k

E
o
= E
o
k

= 0 (1.74)
che, sostituita nella (1.71) fornisce
S =
1
2
_
E
2
o

o
k

_
e
2r
. (1.75)
Se = 0 (k = k

o

la (1.75) si riduce alla (1.67).
Nel caso , il vettore di propagazione `e complesso, i piani equifase e
quelli equiampiezza sono ortogonali ( = 0) e quindi si `e in presenza di un
onda piana non uniforme (nel caso particolare, londa prende il nome di onda
evanescente)
E = E
o
e
r
e
ir
. (1.76)
Le superci equifase dellonda si spostano lungo la direzione

con velocit`a
di fase
v =

=

_

o
+
2
(1.77)
mentre lampiezza dellonda si attenua lungo la direzione con costante di
attenuazione (neper/m). Le (1.43), (1.72) e (1.73) mostrano che se E
o
`e
reale, H
o
`e complesso ed ha una componente lungo
H
o
=
k E
o

o
=
_
i
_
E
o

o
=
E
o

o
i
E
o

o
= H
or
+ iH
oi
. (1.78)
Per questo motivo londa si dice trasversa elettrica o TE rispetto alla dire-
zione di propagazione. Se E
o
`e reale, il vettore di Poynting, dalla (1.75), si
scrive
S =
1
2
E
2
o

o
e
2r
_
+ i
_
= S
r
+ iS
i
(1.79)
ed ha parte reale diretta lungo

e parte immaginaria diretta lungo .
Lungo quindi non c`e usso di potenza reale ma solo attenuazione (di
tipo non dissipativo in quanto il mezzo `e privo di perdite).
Si osservi inne, che considerando H
o
reale (e quindi per la (1.40) ortogonale
sia ad sia a ), si potrebbe vericare che questa volta `e il vettore E
o
ad
avere componente lungo la direzione di propagazione. In questo caso si parla
di onda trasversa magnetica o TM rispetto alla direzione di propagazione.
1.4. classicazione delle onde piane 13
Se il mezzo ha perdite

= 0, la (1.48) richiede = 0 e quindi, gene-


ralmente, londa piana non `e uniforme. Il vettore di Poynting `e complesso
con parte reale diretta lungo e parte immaginaria diretta lungo ed
entrambe si attenuano esponenzialmente come e
2r
.
Se i vettori e sono paralleli si ha per` o unonda piana uniforme, ancora
di tipo TEM, con vettore di propagazione complesso
k = ( i)

k . (1.80)
Poiche
k k = k
2
= ( i)
2
=
2
_

o
(1.81)
e quindi
k = i =
_
(

)
o
(1.82)
`e possibile dimostrare che
=
_

o
2

1 +
_

_
2
+ 1 (1.83)
=
_

o
2

_
1 +
_

2
_
1 . (1.84)
equazioni (1.83) e (1.84)
k =
_
(

)
o
=

o
_
1 i

_
=
_

_
1

_
2
(1.85)
Poiche
_
a

b =

a +

a
2
b
2

a
2
b
2
(1.86)
si ha

_
1

_
2
=

_
1 +
_
1 +
_

_
2
2

_
1
_
1 +
_

_
2
2
=

_
1 +
_

_
2
+ 1

2
i

_
1 +
_

_
2
1

2
(1.87)
14 1. ONDE PIANE
che, sostituita nella (1.85) fornisce le (1.83) e (1.84)
Si discutono brevemente le propriet` a di questa soluzione. Assumendo per
semplicit`a k = ( i) z si ha
E = E
o
e
ikr
= E
o
e
z
e
iz
(1.88)
da cui
e (r, t) = E
o
e
z
cos (t z) = e
o
e (z, t) (1.89)
che mostra che lampiezza dellonda si attenua esponenzialmente lungo la
direzione di propagazione z con costante di attenuazione .
Dalla (1.47) si ricava che =
_

o
+
2
e quindi la velocit`a di fase
v =

=

_

o
+
2
(1.90)
`e minore (onda lenta) della velocit`a di fase dellonda uniforme nel mezzo
privo di perdite (1.57) .
Limpedenza intrinseca del mezzo `e una quantit`a complessa
=
_

o

. (1.91)
Il vettore di Poynting
S =
1
2
_
E
2
o

o
( + i) e
2r
_
z = (S
r
+ iS
i
) z (1.92)
`e diretto lungo z ed `e complesso con parte reale e parte immaginaria che si
attenuano esponenzialmente con coeciente di attenuazione 2.
1.5 onde piane in mezzi conduttori
Per un mezzo conduttore `e possibile denire una permittivit`a complessa
equivalente

c
= i

. (1.93)
in cui `e la conducibilit` a del mezzo (S/m). In questo caso, le caratteristiche
propagative delle onde piane uniformi sono quelle gi` a discusse nel paragrafo
1.4 con

= /.

1





















Figura 2.1

























Figura 2.2
z
y
x
r
P

O
F
quale che sia il punto P sul piano ortogonale a

si ha sempre
r

=OP cos = OF = costante


H
o

E
o

k
90

90

90


2

Figura 2.3























-2 -1 0 1 2 3 4 5 6
-1
-0.8
-0.6
-0.4
-0.2
0
0.2
0.4
0.6
0.8
1
z
e
(
z
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