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Foglio aperiodico indipendente

99 passi N° 0
non farli passare. E li bloccano. Io sono dall’altra del vescovo Molinari, che d’amblé riconcilia i ve- fine settembre
Berlusconi a Onna parte. Dentro. Auto blu, sirene. Arriva Bruno scovi con il malcostume presidenziale, esaltando Porzione di territorio investita in modo
Vespa. A seguire il presidente. Qualche cittadino l’uomo del fare,il nostro decide, vista la protesta, distruttivo dal terremoto. Contenitore capace,
arriva alla spicciolata. Mai avevo visto Berlusconi di abbreviare la cerimonia e, sotto i fischi, si al-
dal vivo. Fa impressione: una statua di madame lontana. Nel frattempo, sono riusciti ad entrare, da cui tutti possono attingere come a una
Come una sit-com fonte di viva socialità. Sommità di un vulcano,
Tussauds è molto più espressiva e mobile. Suda. attraversando i campi, anche i comitati, con un
Entra nell’unica casina col prato davanti. Mi altro striscione. La festa è finita. Noto che l’ot- a volte sbocco di eruzioni imprevedibili.
L’arrivo del presidente era previsto ad Onna per rendo conto di essere invisibile. Ma voglio par- tanta per cento dei presenti era gente di fuori, in
le 15,30. Alle 14 ero già lì. Decisa ad entrare fra e largli. Aggiro la casetta per raggiungere un’altra divisa. Ma noi, stavolta, ci siamo fatti sentire. In-
con i cittadini. Cittadini pochissimi, spiegamento entrata. Improvvisamente un gruppo di signore, credibile, ci sono riuscite le donne delle nostre
enorme di forze dell’ordine e protezione civile e mai viste alle riunioni dei comitati, srotola uno frazioni. Le massaie, mamme di famiglia. Qual-
croce rossa e dame di carità e misericordia e tan- lenzuolo, debitamente conservato in borsa. A se- cosa si sta muovendo. Non so cosa si riuscirà a
tissimi giornalisti. Entro senza problema. Mi ac- guire un altro. Recitano quello che vedete nelle vedere in televisione della nostra protesta. Pro-
colgono le macerie di Onna che vedo, dal vivo, foto. Il presidente esce dalla casina ed urlo con babilmente poco o nulla. Ma c’è stata. Ora tutti
per la prima volta. Una curva, si apre davanti a tutta la voce che ho, lui è lì a due passi, “presi- a Roma, per la manifestazione di sabato. Per la
me lo scenario delle casette mobili. Villaggetto dente, venga a parlare con i cittadini”, “presidente libertà di espressione. E per reclamare il diritto di
colorato, fiori alle finestre. Il prato solo davanti venga a sentire le nostre istanze”. Subito un nu- vivere in un Paese democratico.
ad una casa, quella che servirà per il set. Le altre golo di poliziotti mi oscura, ma ora urlano anche
hanno terra battuta coperta di paglia. Mi avvi- le altre, “presidente, esistiamo anche noi, non
cino, apro una porta e varco l’uscio. Vedo un’abi- solo i cittadini di Onna, questo non è un teatro,
tazione che mi fa pensare ad una roulotte, ma 50.000 sfollati chiedono di rimanere sulla propria
decorosa e vivibilissima. Mi guardo intorno in terra”. Lui suda e si allontana verso l’asilo. Qui ini-
cerca di cittadini. Nulla. I comitati avevano pre- ziano i discorsi di rito. Ma intanto la stampa si è

L’aggressività
parato degli striscioni e stavano arrivando alle accorta di noi. E ci intervista. Sento degli ap-
14,30, come da appuntamento. Decido di tor- plausi, voglio vedere chi applaude, se è Aqui-
nare all’ingresso del paese, dove si era stabilito lano. Cerco mani che battono e non le trovo. Ma

del bene
di incontrarci. Appena arrivano i ragazzi del gli applausi ci sono, escono da un altoparlante.
3e32, la polizia si fa avanti. L’ordine è quello di Come in una sit com. Dopo il nauseante discorso

Main-scream
Red carpet sui cadaveri sario straordinario di governo, mise a frutto dando un tetto permanente a 450 persone: la
Chiodi ha dichiarato di non saperne niente di mi danno degli ordini perché mi pagano”. Gli
di MARCO TRAVAGLIO
l’esperienza maturata nel 1976 in Friuli e riuscì
a consegnare 150 chalet (identici ai 45 inau-
metà dei superstiti. Cioè impiegò ben 40 giorni
in meno della ricostruzione più imponente e Un certo disagio questa storia e che ora provvederà. Forse allora ordini di cui parla sono impedire a delle per-
sone di entrare a Piazza D’Armi durante lo
gurati ieri dal premier, anche se a pagarli è rapida eccetera, per fare il triplo del migliore non ne sapeva niente nessuno vista l’assenza
Il miglior presidente del Consiglio che l’Italia di qualsiasi figura istituzionale locale (comu- sgombero. Sono amici di un aquilano del
stata la provincia autonoma di Trento, gover- presidente del Consiglio degli ultimi 150 e del
abbia mai avuto negli ultimi 150 anni va ripe- “Il Vangelo condanna chi chiacchiera e non fa nale, provinciale o regionale) durante quei campo che risiedeva lì da 5 mesi in tenda 66
nata da Lorenzo Dellai, centrosinistra) alla po- capo della Protezione civile che tutto il mondo
tendo in giro che la consegna di 47 chalet a fatti, ma premia chi agisce correttamente. Le giorni in cui in maniera nauseante veniva (Via Sicilia), rei probabilmente anche di fare in-
polazione di Ariano Irpino, che aveva appena ci invidia. 
200 dei trentamila sfollati per il terremoto auguro di poter continuare a fare del bene smembrata Piazza D’Armi con un preavviso di formazione indipendente. L’arco temporale è
pianto 300 morti, riuscendo a seppellirli solo Con tre lievissime differenze, fra il 1980 e oggi.
d’Abruzzo dopo appena 162 giorni rappre- come ha fatto non solo a noi ma a tutta la no- 48 ore. Dentro solo esercito, protezione civile, quello in cui dentro più intensamente, si con-
tre settimane dopo. Quando avvenne la con- Primo: il terremoto in Campania e Lucania si
senta “il cantiere più grande del mondo”, non- stra nazione”. È solo un estratto delle parole polizia e degli sbigottiti psicologi (quasi tutte sumava “l’esperimento di Piazza D’armi”, ov-
segna? Qualcuno, sentita la premiata ditta estese per quasi due regioni intere, fece 3 mila
ché l’opera di ricostruzione più rapida e che il Vescovo dell’Aquila mons. Giuseppe donne). Le tende, scenografia dello sfollato, ve- vero come sgomberare un campo e risfollare
B&B, nel senso di Berlusconi & Bertolaso, dirà: morti (10 volte quelli d’Abruzzo), 9 mila feriti e
imponente della storia dell’umanità. Anche Molinari, ad Onna, ha deciso di indirizzare al nivano smontate a buon ritmo dai militari. A o deportare le persone, testando la reazione di
sicuramente non prima di 170 giorni, altri- 300 mila sfollati. Secondo: all’epoca la Prote-
meglio della muraglia cinese e della piramide presidente Silvio Berlusconi. Un bene enorme molti veniva chiesto dal pool di protezione ci- queste e della comunità aquilana tutta. “Io mi
menti gli annunci del presidente del Consiglio zione civile non esisteva: i soccorsi erano coor-
di Cheope. Non parliamo poi della bonifica per gli aquilani, impossibile da ricambiare, vile e polizia che girava fogli alla mano, di fare dissocio” avrà ripetuto almeno tre volte a chi
e del capo della Protezione civile sarebbero dinati dalla radio della Rai, con le telefonate in
delle paludi pontine e della battaglia del esercitato durante questi quasi sei mesi di la valigia senza sapere ancora la destinazione scrive una brava e simpatica psicologa cono-
nient’altro che balle. E i giornali che le regi- diretta degli amministratori e dei cittadini.
grano, che gli fanno un baffo.  emergenza, tramite la protezione civile in dove passare la notte. In questa situazione tanti sciuta il giorno prima nella tendopoli mentre
strano senza batter ciglio sarebbero nient’altro Terzo: scalcinata fin che si vuole, l’Italia era an-
A tenergli bordone c’è l’eccellentissimo Guido tutti i modi possibili. Un bene che è riuscito aquilani presidiavano con timore la propria continuava a lavorare “per contenere – così si
che uffici stampa. Bene, tenetevi forte: Zam- cora una democrazia. E anche il politico più in-
Bertolaso, il gran ciambellano della Protezione ad ammansire, nel tempo delle tende, anche tenda, ormai ultimo riparo da difendere. An- giustificava - la rabbia e il disagio delle per-
berletti consegnò ad Ariano i primi prefabbri- fame avrebbe esitato un po’, prima di
Civile nonché “uomo della Provvidenza” che molti tra gli aquilani più scorbutici. Un’assi- ziani vissuti fianco a fianco con un migliaio di sone”. Le psicologhe venivano controllate dalla
cati appena 60 giorni dopo il terremoto e le pavoneggiarsi a favore di telecamera su un red
tutto il mondo ci invidia perché senza di lui stenza totale poggiata sull’aspettativa (per persone per 5 mesi, venivano lasciati soli in protezione civile attenta che non parlassero
150 casette con giardino dopo soli 122 giorni, carpet di cadaveri.
non sapremmo proprio come fare: anche lui si quanti reale?) di una casa tutta nuova con mano di persone provenienti da centinaia e con persone sospette come i giornalisti indi-
loda e si imbroda a proposito della ricostru- lenzuola, mobili e champagne inclusi. centinaia di Km di distanza: “ora vai via, forse ad pendenti. Qualcuna però ha sabotato gli ordini
zione più rapida e imponente eccetera. La Terminata improvvisamente un giovedì di ini- Avezzano. Per qualche tempo” gli veniva detto in vari modi, altre si sono rifiutate di collabo-
stampa al seguito registra e rilancia. Peccato zio Settembre per Piazza D’Armi la prima con accento di altre regioni. Tanti, arrabbiati, rare. Quando altrimenti il comportamento si
che non sia più in vita Indro Montanelli, che delle tendopoli a essere smembrata prima hanno risposto degnamente no mentre sulle dissocia dalla coscienza non può non venire in
dopo il terribile sisma del 1980 in Campania e dell’uscita di qualsiasi graduatoria d’assegna- rughe dei loro volti, tracce della memoria per mente quanto scritto dopo la seconda guerra
Basilicata, raccolse tra i lettori del suoGior- zione. Con l’unico scopo di ottenere di fronte questo territorio, si iscriveva un altro terremoto. mondiale da Hannah Arendt riguardo “la ba-
nale (quello vero, non la tetra parodia oggi in al Paese il risultato politico della chiusura dei Sarà che è come la guerra, come cinicamente nalità del male”. Un male banale perché non
edicola) un bel po’ di quattrini e consegnò ai campitenda nei tempi stabiliti. Sono 38 ora le dice qualcuno, e che qualcun altro (che eviden- proveniente da un'indole maligna, ben radi-
terremotati di Castelnuovo di Conza un intero persone rimaste che non hanno accettato la temente non è mai lo stesso che fa tali similitu- cata nell'anima, quanto piuttosto da una com-
villaggio di nuove case, il “Villaggio Il Giornale”, destinazione fuori città. “Persone con disagi” dini belligeranti) bisogna sacrificarlo, ma a pleta inconsapevolezza di cosa significhino le
inaugurato insieme all’allora presidente della li chiama adesso la televisione e a tanti fa qualche volontario arrivato a Piazza D’Armi proprie azioni. A perpetrarlo secondo la
RepubblicaSandro Pertini 170 giorni dopo il molto comodo crederlo. Forse a una città in- dalla Protezione civile di chissà dove a fare del Arendt può esserci benissimo una persona
sisma. Cioè soli 8 giorni dopo l’attuale ricostru- tera che li sta dimenticando lì. Eppure il bene, si è contorto lo stomaco. Più in alto tra normale, semplicemente calata nella realtà
zione più imponente e più rapida eccetera. campo era pieno di “bene” fino a quel giovedì cuore e testa La domanda, atroce: “che cosa sto che ha davanti: lavorare, cercare una promo-
Ma ci fu anche chi arrivò molto prima: lo staff quando qualcuno ha ordinato di porne bru- facendo”? In un video reperibile su youtube La zione, riordinare numeri sulle statistiche.
di Giuseppe Zamberletti, democristiano lom- scamente la fine. Adesso tra i “disagiati”, gli ul- libertà d’informazione a L’Aquila un volontario Vale per tutti gli eserciti anche per quello “del
bardo concreto ed efficiente, che senza essere timi, non ci sono più neanche i preti. Sempre afferma a telecamera nascosta: “A me no me ne bene” di Guido Bertolaso. Un bene la cui ag-

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sottosegretario a nulla, ma in veste di commis- ad Onna il presidente della regione Gianni può fregà di meno. Io sono un esecutore dove gressività ormai è sempre più palese.

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Metamedia Civile e Forze dell’Ordine nelle loro visite alle Il bavaglio sull’informazione si stringe ad opera mobilità una quarantina di dipendenti, spo- un incontro ma non lo ottengono e ne molti nostri concittadini che non chiedono
L'Aquila grida tendopoli per non meglio specificate ragioni
di sicurezza; qualunque tentativo di docu-
di chi il controllo lo esercita, certo, ma anche
con la complicità di chi lo subisce; di chi non
stando gli introiti Siemens a Milano e capi-
talizzandoli. In questo ovviamente ne perde
nasce un diverbio verbale. Il risultato è la
chiamata dei dirigenti alla Digos, motivata
altro che lavorare. La ricostruzione è anche
lavoro, la ricostruzione è anche rinascita di
mentare viene sottoposto a continue richie- ha il coraggio di affermare che il giornalismo la città, in lavoro ed economia. Nel 2008 la dall’occupazione di alcuni uffici dello stabile un tessuto economico e sociale per iniziare
Quando la parola passa ste di autorizzazioni; le informazioni ufficiali mainstream prodotto all’Aquila dal 6 aprile a situazione precipita: trenta esuberi struttu- da parte dei dipendenti. Non era mai en- davvero a essere protagonisti delle nostre
allo Shock Journalism passano attraverso comunicati stampa. Che, oggi è – fatti salvi rari ed encomiabili casi – to- rali e cinquanta congiunturali. Al fine di trata la Digos in quarant’anni di attività, in vite, per uscire dal colpevole pantano del-
come dovrebbe sapere qualunque praticante talmente embedded. È un giornalismo che va scongiurare tali licenziamenti, i sindacati decenni di scioperi. È il segno del brutto l’incertezza, e dal deplorevole duplice ruolo
È sempre più necessario parlare con chiarezza alle prime armi, vengono scritti per parlar a letto con le istituzioni, sia quelle tradizionali propongono e ottengono il contratto di so- grugno della dirigenza verso questa situa- dello sfruttato, come lavoratore, e del colo-
del bavaglio che è stato messo all’informa- bene di quello che veicolano. sia quelle dell’emergenza. È shock journalism. lidarietà, che farebbe risparmiare un quinto zione, è il sintomo dell’esasperazione di nizzato, come terremotato.
zione libera nell’aquilano, soprattutto dopo Cercare di entrare in un campo di accoglienza Una volta stretto definitivamente – e noi ita- delle spese all’azienda: lavoro per tutti quat-
la tre ore filogovernativa del 15 settembre su come giornalisti o come semplici cittadini che liani dovremmo saperlo bene, visto il nostro tro giorni settimanali, anziché cinque. Per
RaiUno, in prime time, a casa di Bruno Vespa, desiderano comunicare, per esempio, data e passato – il bavaglio sull’informazione è cause di certo non imputabili ai lavoratori,
che pure con il suo Porta a Porta totalizza ora di un’assemblea popolare genera reazioni molto difficile da strappare via e per l’Aquila ma piuttosto congiunturali e di organizza-
bassi ascolti (pensate quale delusione, per chi diverse: a volte si viene semplicemente re- sempre più imbavagliata – come il resto d’Ita- zione aziendale, il contratto di solidarietà
ha messo in piedi questa macchina media- spinti; a volte si entra ma con la scorta; a volte lia, inclusa quella che si preoccupa solo delle non raggiunge l’obiettivo prefissato.
tica), battuto da una fiction con Gabriel ci si deve registrare; in rari casi, dopo un po’ escort –, sarà sempre più difficile gridare. Arriva il 6 aprile. L’azienda, come tutte
Garko. Ma chi ha visto, Porta a Porta, ha assi- di ferma insistenza, si entra liberamente. Il quelle del cratere, mette immediatamente
stito, magari inconsapevolmente, a una cla-
morosa mistificazione dei fatti.
che dimostra la totale assenza di precise di-
sposizioni: del resto, alla richiesta di leggere
Lavoro non lavoro tutti in cassa integrazione, ma a differenza
di tante, da Selex alle ditte farmaceutiche,
All’Aquila, le limitazioni alla libera informa- qualcosa di scritto in merito, le reazioni sono Il polo elettronico tra non integra al 100% gli stipendi dei dipen-
zione arrivano, almeno all’inizio, in maniera
lieve, educata, sorridente, uniforme, proprio
sempre di grande imbarazzo.
Quando si prova a insistere, l’educazione e la sfiducia e speculazione denti (cosa legalmente legittima) e, piutto-
sto, si vanta di averla anticipata in busta
come gli addetti dell’ufficio stampa del Dipar- gentilezza lasciano il passo a volte a strane paga (il che è un obbligo di legge in questo
timento di Comando e Controllo della Prote- scuse (“Ora la gente dorme”) a volte a prepo- “Il terremoto come occasione contesto). Il colmo arriva con la cassa nel
zione Civile (per gli amici, Di.Coma.C.). Ovvero, tenza (“Sono un giornalista” – “Non mi inte- di licenziamento” giorno di Pasquetta, in cui la Compel, mo-
coloro che regolano l’accesso dei giornalisti ressa”) o minacce (“Chiamo le forze dell’ordine? strando poca umanità, sfrutta un cavillo le-
accreditati agli “eventi” – come lo smantella- Non vorrei arrivare a tanto”). In generale, c’è “Prima il lavoro, poi le case e dopo le chiese” gale che la legittima. La situazione più
mento di un campo, per esempio. O come una grande diffidenza verso chiunque abbia una era il motto dei friulani dopo il terremoto assurda, però, si viene a creare con l’elargi-
delle tante visite del Presidente del Consiglio. telecamera o una macchina fotografica in che colpì la regione nel 1976. I fratelli friu- zione del pasto: la mensa dell’azienda è ina-
Come se si trattasse di un concerto, di uno mano. Perché potrebbe documentare quello lani, ai quali siamo accomunati da un de- gibile, e i dipendenti sono ospiti dalla Croce
spettacolo teatrale – o ne coordinano, se è il che non va, rompendo la macchina mediatica stino feroce, hanno subito capito che la Rossa, con non pochi disagi. Infatti, all’inizio
caso, l’ingresso ai campi di accoglienza. Dove che deve promuovere l’efficientismo, la filoso- ricostruzione delle case senza la ricostru- vengono elargiti i pasti nelle scatolette me-
comunque esiste la discrezionalità del capo- fia del fare che tiene in piedi la fallimentare ge- zione di un tessuto economico e sociale è la talliche che, tra l’altro, provocano diversi
campo che si presume conosca le volontà di stione post terremoto di Governo e Protezione condanna a morte di un territorio, di una malori tra i dipendenti. Successivamente la
tutti i residenti del campo stesso. Civile. Potrebbero mostrare a tutti – sempre comunità intera. In questi cinque lunghis- Croce Rossa inizia a offrire un eccellente ser-
Dietro a questa gentilezza cordiale si na-
sconde un controllo subdolo: gli eventi sono
per esempio – la discarica a cielo aperto che è
ora Piazza d’Armi, dopo che il campo è stato
simi mesi di promesse sulle case è stata af-
frontata solo marginalmente la questione
vizio nella propria tenda-mensa ma, pur-
troppo, ora si è tornati di nuovo alle
Bella storia La Protezione Civile ha ammesso, a distanza,
l’errore e, tramite il solerte deputato Giovanni
di fatto creati ad hoc per pool di telecamere e brillantemente smantellato (in una settimana,
non certo in cinque minuti), la sua socialità di-
lavorativa. Chiunque stia vivendo la nostra
città-territorio da quella notte sa bene che
scatolette, per mancanza di personale.
Dopo il danno, la beffa: il cosiddetto “man-
L’Aquila rialza la testa Lolli, ha fatto sapere a Pina che provvederà a
macchine fotografiche – come lo smantella- risolvere il problema. E Pina è tornata in
mento di una tenda, già vuota, da svolgersi in sgregata, i suoi abitanti mandati in alberghi o moltissime aziende hanno chiuso o stanno cato mensa”, stimabile intorno ai cinque tenda. Ma i problemi sono tanti. Sono quelli
cinque minuti ad opera di una squadra del- nella caserma della Guardia di Finanza, e gli ir- chiudendo. Chiunque viva in questo territo- euro giornalieri, non viene devoluto – come Quando i corpi affermano di cinquantamila cittadini. Che si stanno sve-
l’esercito rapida e indolore – i giornalisti ven- riducibili rimasti lì, in un manipolo di tende, per rio conosce bene la critica situazione occu- richiesto dai dipendenti – alla Croce Rossa: i diritti gliando e che iniziano ad organizzarsi auto-
gono scortati da addetti della Protezione non lasciare L’Aquila. Senza assistenza. pazionale ed economica che vive già da circa quarantamila euro al mese! Attual- nomamente in assemblea per stabilire una
anni. Ricorderemo gli anni d’oro dell’Italtel, mente si sta trattando la cassa integrazione Pina Lauria, Aquilana, aveva scritto, nel mese comune linea di comportamento. Il gesto
un polo elettronico d’avanguardia che dava per circa 100 dipendenti, ossia la dichiara- di giugno, una lettera molto significativa ad eclatante avrà seguito.
lavoro, più o meno specializzato, a ben sei- zione della volontà di chiudere. Nessuna in- un giornale on line. Parlava della condizione Abbiamo il pieno diritto di restare sulla nostra
mila persone. Allora esisteva un capoluogo tenzione di continuare l’attività, nessun di sfollata nel campo Italtel1. Oggi Pina, dopo terra e gli sfollati forzati della costa hanno il
di regione che cresceva, oggi la nostra città interesse ad investire, nessun investimento quasi sei mesi di dura vita in tenda, appresa pieno diritto di farvi rientro. E vogliamo deci-
non riesce ad uscire dal colpevole pantano serio. I dipendenti si sentono già abbando- la nuova destinazione impostale dalla Prote- dere noi della nostra sorte. Cittadini coscienti,
dell’incertezza. Il dubbio, appunto, come nati al proprio destino, ben sapendo che zione Civile a Castellafiume, a 75 chilometri con diritti e doveri. Colgo un crescente fer-
veniva chiamato l’editoriale dell’ultimo nu- presto altri si andranno ad aggiungere al- da L’Aquila, ha deciso di rientrare nella sua mento. Alla farsa della consegna delle casette
mero de Il Cratere. l’elenco cassaintegrati man mano che fini- casa classificata E, gravata cioè da seri danni di Onna ho sentito una signora dire al marito,
Il caso dell’Italtel è emblematico. È ben nota ranno i progetti al momento attivi. I strutturali. Non vuole abbandonare la sua riferendosi a me che facevo sentire la mia
la vertenza che l’ha visto protagonista sin lavoratori lamentano una preoccupante la- città, alla quale è rimasta attaccata da quella voce “Ecco, dobbiamo essere grati a questa
dagli anni Novanta, con cambi di proprietà, titanza dei vertici aziendali e nessuna rassi- notte di terrore. Ha salito la scala pericolante gente che non si vergogna, che non ha paura,
esuberi, casse integrazioni e manifestazioni, curazione su un futuro imminente. I primi di del condominio e si è barricata nel suo appar- che ci mette la faccia e urla anche per noi”.
come quella partecipatissima (più di quat- settembre i lavoratori, già stremati dalle si- tamento. Ha esposto uno striscione sul bal- Alessandro del 3e32 mi raccontava che, en-
tromila tra studenti e lavoratori) del novem- tuazioni personali e sociali che “l’urlo della cone ed a chiesto un incontro immediato con trato a vedere le condizioni degli irriducibili
bre 2002. Nel 2005 Siemens, che aveva Terra” ha provocato, si riuniscono in assem- un funzionario della Protezione Civile. Il gesto del campo di Piazza d’Armi, gli asserragliati
preso in mano la situazione qualche anno blea successivamente a un incontro fallito eclatante ha richiamato l’attenzione di molti che hanno resisitito alla chiusura della tendo-
prima, cede lo stabile (e garantisce econo- tra le istituzioni e il vertice aziendale, in cui aquilani che, guardandola dalla strada e sor- poli e alla deportazione, ha sentito dire da
micamente tre anni di lavoro a duecento – udite udite – i rappresentanti istituzionali vegliando le sue mosse, hanno iniziato a con- uno di loro “ecco, ora dovremmo chiamare
persone) al gruppo Compel, contro la vo- della Regione, che dovrebbe trainare buro- frontarsi sull’emergenza di questo terzo quelli di via Strinella”. Quelli di via Strinella
lontà dei lavoratori specializzati, in quanto craticamente la faccenda al Governo, nean- terremoto che si è abbattuto, dopo quello na- sono i comitati cittadini. Sono i cittadini che
quest’ultimo è un gruppo produttivo e non che si presentano. Nel corso dell’assemblea, turale del 6 aprile e dopo l’invasione del pro- si vogliono riappropriare della loro terra.
aveva sino ad allora mai avuto a che fare i lavoratori entrano nelle stanze dei bottoni getto C.A.S.E., sulla nostra comunità. Sono Siamo tutti noi. L’Aquila sta alzando la testa.
con la Ricerca e Sviluppo. Già nel 2007, però, della dirigenza milanese, in corso di riu- ventimila i cittadini che, dopo mesi di stenti,
Compel licenzia tre dirigenti e spedisce in nione. I rappresentanti sindacali chiedono verranno deportati lontano dalla nostra terra. miskappa.blogspot.com

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