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6/2/2014

Rielaborazione del concetto di Buco Nero - Il Poliedrico

Altri tasselli al puzzle della m assa barionica m ancante.

Rielaborazione del concetto di Buco Nero


DI UMBERTO GENOV ESE, WED, 05 FEB 2014 12:49:55 +0000 UTC

Riuscire ad immaginare oggi un buco nero non difficile, anzi. La fantascienza del XX secolo e il cinema hanno reso i buchi neri talmente familiari quasi da distorcerne il significato. Per la fisica invece sono semplicemente delle regioni di spazio dove materia o energia collassata oltre una certa densit critica, dove la velocit di fuga supera anche la velocit della luce. Tutto quello che o finisce allinterno di questa regione di spazio si suppone converga verso una singolarit, ovvero un punto geometrico di densit infinita, questo almeno per la meccanica relativistica. Il confine tra questa regione di spazio collassato e il resto delluniverso si chiama orizzonte degli eventi, sede di tutta una serie di bizzarri fenomeni quantistici ancora lungi dallessere pienamente compresi.

La storia dei buchi neri


Il concetto di buco nero nacque molto prima della Relativit Generale. Verso la fine dellSettecento, quando la Meccanica di Newton sembrava fosse in grado di spiegare la gravit, allastronomo inglese John Michell (che per primo forn unaccurata misura della costante gravitazionale) e, successivamente, il marchese Pierre-Simon Laplace , uno dei pi grandi scienziati del periodo napoleonico, ebbero indipendentemente lidea che potessero esistere corpi celesti con una velocit di fuga superiore a quella della luce. In particolare si chiesero quale potesse essere il raggio di una stella di massa fissata

Credit: P. Marenf eld / NOAO / AURA / NSF, v ia Gemini Observ atory at http://www.gemini.edu/node/11703

la cui velocit di fuga fosse pari a quella della luce

1.

Tenendo conto della legge di conservazione dellenergia meccanica totale, si ricava:

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Da qui si pu di conseguenza ricavare la velocit di fuga

Dove e la costante di gravitazione universale. In questa formula il raggio della stella si trova al denominatore. Questo significa che se la massa della stella rimane costante mentre il suo raggio diminuisce (dato che la stella si contrae) la velocit di fuga aumenta. Con il diminuire del raggio, la velocit di fuga pu aumentare fino a superare la velocit della luce nel vuoto . Dato che secondo la relativit generale, niente pu avere una velocit superiore a questo valore, impossibile che un qualsiasi oggetto, anche un raggio di luce, possa allontanarsi da questa stella. Il valore critico del raggio per il quale la velocit di fuga diventa uguale alla velocit della luce nel vuoto lo calcol esattamente nel 1916 Karl Schwarzschild, da cui ha preso il nome. Imponendo allora e , si ricava:

da cui:

Queste stelle allinizio vennero chiamate dark star, ma in seguito allo sviluppo della teoria ondulatoria e corpuscolare della luce il loro studio viene abbandonato quasi subito. Infatti la teoria ondulatoria e corpuscolare della luce stabilisce che i fotoni abbiano una massa nulla, quindi, secondo la teoria di Newton i fotoni non possono risentire dellattrazione di alcuna stella, dunque le dark star non possono esistere. Poi nel XX secolo la teoria dei buchi neri riaccese linteresse degli scienziati, in seguito allo sviluppo di due potenti teorie che avrebbero riscritto la fisica macroscopica classica, la Relativit Ristretta e la Relativit Generale, e la fisica delle particelle, la Meccanica Quantistica. A questo punto, giusto per non generare equivoci, bene sottolineare che col termine buco nero si intende una regione di spazio collassato su s stesso. Quella parte di spazio ancora accessibile allo studio si chiama orizzonte degli eventi, sede di tutta una serie di fenomeni bizzarri che vanno dallemissione spontanea di particelle (Radiazione di Hawk ing) fino a fenomeni di dilatazione temporale. La parte a noi sconosciuta e per adesso inconoscibile, quello che rimane delloggetto (materia o radiazione) che ha prodotto lo spazio collassato: per la relativit generale un punto geometrico di densit infinita chiamato singolarit. Dato che secondo la relativit generale niente pu viaggiare pi veloce della luce, dai buchi neri non sarebbe dovuto sfuggire niente, nemmeno un briciolo di radiazione termica. Per questa ragione allinizio si era creduto che la temperatura dellorizzonte degli eventi pari a zero Kelvin (ossia allo zero assoluto, gradi centigradi). Questo assunto per era in contrasto con uno dei mostri sacri della fisica: il secondo principio della termodinamica. Karl Schwarzschild, risolvendo le equazioni di Einstein (il campo gravitazionale determinato dalla distribuzione di materia e dice alla materia come muoversi) in un caso molto particolare di perfetta simmetria sferica dello spazio-tempo, trov una coincidenza molto interessante con la teoria newtoniana: se una stella di massa si contrae fino al raggio di Schwarzschild, il tempo sulla sua superficie si ferma e la luce che parte da questultima subite un redshift infinito per cui non pu raggiungere nessun osservatore al di fuori della stella.
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Cosa succede se il raggio della stella diventasse ancora pi piccolo ancora tema di dibattito. La relativit generale di Einstein non pone limiti al collasso della materia verso un punto di densit infinita. Per questo caso venne coniato il termine di singolarit di Schwarzschild, ma questa ipotesi fu accolta con grande scetticismo dalla comunit scientifica, oltre che dallo stesso Schwarzschild, convinti del fatto che la natura Non importa se losserv atore si av v icina a una stella o a un buco nero: egli percepir la stessa curv atura nello spazio dov uta da un corpo di avrebbe trovato un modo per impedire simile massa M. ipotesi Grazie a una maggiore conoscenza e comprensione dei fenomeni fisici che avvengono allinterno delle stelle, tra gli anni Trenta e Cinquanta si arriv alla conclusione che lipotesi della singolarit era reale e che la relativit generale non aveva alcun problema con la materia concentrata entro il raggio di Schwarzschild, anzi essa era in grado di spiegare chiaramente cosa succedeva fino allorizzonte degli eventi: materia e luce intrappolate al suo interno e senza possibilit alcuna di uscire: una regione dello spazio-tempo che non pu comunicare con il resto delluniverso. Il termine buco nero venne introdotto da Wheeler alla fine degli anni Sessanta, quando limportanza fisica di tali oggetti era oramai chiara alla maggior parte dei fisici teorici e a gran parte degli astrofisici. Molti furono gli esperimenti compiuti per la ricerca di buchi neri e in effetti i telescopi furono in grado di rilevare dei candidati sempre pi promettenti, anche se ancora oggi losservazione certa di un buco nero non sia stata confermata in modo assoluto. Ma sono rimasti in pochi a dubitare della loro esistenza. Negli stessi anni gli strumenti matematici impiegati dalla relativit generale furono notevolmente ampliati, comprendendo meglio i limiti di tale teoria. Le equazioni di Einstein vennero risolte sotto ipotesi meno restrittive di quelle di Schwarzschild insieme ad altri risultati. Grazie al contributo di numerosi teorici della relativit generale emersero quattro leggi fondamentali che regolano la meccanica dei buchi neri e presentano una straordinaria somiglianza formale con i principi della termodinamica. Inizialmente tale somiglianza venne considerata una pura coincidenza, a causa di evidenti incompatibilit tra le variabili che determinano la meccanica di un buco nero e le variabili termodinamiche a cui dovrebbero corrispondere.

La termodinamica dei buchi neri


Nel 1974 il matematico inglese Stephen Hawking prov ad applicare la Meccanica Quantistica al concetto previsto dalla Relativit Generale conosciuto come Buco Nero. Questo dimostr come i buchi neri non siano realmente neri, ma che emettano una temperatura di corpo nero inversamente proporzionale alla loro massa 5 6 [1]. Il meccanismo della radiazione di Hawking introduce un paradosso insidioso e di difficile soluzione: la conservazione dellinformazione allinterno di un Buco Nero. Detta cos appare terribile, ma per la relativit generale non importa se la materia originale del buco nero sia materia o antimateria, di carica elettrica o di un sapore quantico particolare, potrebbe essere un astronauta, un libro o
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Secondo Hawking non vi alcun pericolo di perdere la popolazione di buchi neri nel nostro universo. Attualmente la radiazione di Hawking avrebbe un effetto rilevante solo sui buchi neri di piccola massa. 2. Questo perch la temperatura di un buco nero, cio la radiazione di Hawking che emette il suo orizzonte degli eventi, deve superare la materia e lenergia che intercetta. Dato che la temperatura di un buco nero inversamente proporzionale alla sua massa, allora con laumentare della massa la quantit di energia che riesce ad emettere diminuisce. In questo modo, i buchi neri pi massicci di quel limite, nati dal collasso di stelle massicce 3 4, presentano unemissione di energia piuttosto bassa. E dato che ricevono continuamente luce dalle stelle, dalla radiazione cosmica di fondo e dalla materia che vi cade, evidente che tali buchi neri non cessano di crescere.

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Sar solo quando in una data imprecisata nel lintera vostra collezione di CD; di tutto quello che supera futuro tutte le stelle si saranno spente, la poca lorizzonte degli eventi se ne perde traccia e la radiazione materia ancora rimasta in un universo ormai freddo si trover al di l della portata dei pi di Hawking che ne esce non contiene alcuna informazione grandi buchi neri ; quando la temperatura che consenta di risalire a ci che era prima. delluniverso sara inferiore a quella della radiazione di Hawking dei buchi neri neri che Per la meccanica quantistica, lo stato di un sistema in questi evaporeranno. qualsiasi momento descritto da una funzione donda. Per la loro natura casuale, le particelle che compongono la radiazione di Hawking non hanno una funzione donda definita, ma solo una matrice di densit. Questo significa che la radiazione ha molte funzioni donda possibili, con una certa probabilit distribuita tra le particelle. Oltre allincertezza usuale tipica della meccanica quantistica, nella radiazione si inserisce anche lincertezza della funzione donda delle singole particelle: linformazione stata distrutta. Come Hawking ebbe a dire in proposito: Non solo Dio gioca a dadi, ma a volte ci confonde gettandoli l dove non possono essere visti.

Al contrario, per la meccanica quantistica linformazione non pu essere distrutta. Qui ogni stato quantico di un insieme di due o pi sistemi fisici, virtuali o reali, dipende dallo stato di quando ciascun sistema viene creato e si mantiene anche quando i singoli componenti dello stesso sistema sono spazialmente separati. Questo significa che se a una delle due particelle create insieme (un esempio classico sono un fascio di fotoni) viene imposto un particolare stato di polarizzazione esso si trasmette istantaneamente anche allaltra particella, senza alcuna limitazione spaziale 7. Quindi ogni modifica dello stato di una delle due particelle (o quella che cade oltre lorizzonte degli eventi o quella che sfugge dal buco nero) si ripercuote anche sullaltra trasferendo informazione in un senso o nellaltro. Per comprendere meglio questo concetto opportuno fare ricorso a un gedank enexperiment, un esperimento ideale tanto caro alla fisica teorica. Supponiamo due particelle entangled con spin in prossimit dellorizzonte degli eventi e una delle due cade nel buco nero mentre laltra sfugge. Per il principio di equivalenza alla particella che cade non succede niente di particolare: lo spin finisce oltre lorizzonte degli eventi senza problemi. Ora allesterno c una particella con spin uguale a quella caduta allinterno, imbrigliata con questa; qualsiasi cambiamento di stato che una delle due subisce, si riflette istantaneamente attraverso lorizzonte degli eventi. evidente che questo il nodo centrale di tutta la discussione: o si rinuncia alla trasmissione dello stato quantico delle particelle che oltrepassano lorizzonte degli eventi oppure si rinuncia alla casualit della radiazione di Hawking. Un modo elegante per uscire da questa impasse consiste nel congelare linformazione e la rispettiva particella proprio sullorizzonte degli eventi, interrompendo cos anche lazione di entanglement che trasporta linformazione di stato allesterno. In questo modo, tutta linformazione che precipita in un buco nero rimane congelata sul suo orizzonte degli eventi.

lEffetto Unruh e il Principio Olografico


Nel 1993, Lenny Susskind ed altri [2][3] provano a definire una situazione non locale che non
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comprenda una perdita delle informazioni 8[4] [5]. Qui lorizzonte degli eventi appare come una matrice di celle delle dimensioni di Plank, dove le informazioni di stato di ci che cade nel buco nero vengono assorbite, mentre per il solito osservatore lontano pare che siano perse. Quindi i fenomeni entanglement non scompaiono ma vengono congelati sullorizzonte degli eventi e linformazione in realt non andata persa. Questa nuova interpretazione che voleva un orizzonte degli eventi caldo, allinizio non era poi tanto convincente fino a che nel campo Per il Principio Olograf ico linf ormazione pu essere desunta dalle delle teorie quantistiche non apparvero le propriet che proietta su una superf icie, esattamente come le teorie delle stringhe e la teoria M, che avevano increspature nellacqua si proiettano nei giochi di luce sul f ondo di una piscina. lo scopo di riunificare la meccanica quantistica con la gravit. Qui il contributo del fisico argentino Juan Maldacena fu determinante per comprendere meglio cos questo nuovo aspetto dellorizzonte degli eventi caldo [6]. Anche alla luce della corrispondenza fra Spazio Anti de Sitter e Teoria di campo conforme (AdS / CFT) i risultati sono analoghi ai precedenti. Qui lorizzonte degli eventi viene visto come un ologramma, una superficie che contiene tutte le informazione del buco nero 9. Cos la corrispondenza AdS / CFT risolve, almeno in una certa misura, il paradosso dellinformazione dei buchi neri, mostrando come un buco nero possa evolvere coerente alla meccanica quantistica, senza alcuna perdita di informazioni.

Le ultime proposte di Hawking


Nella sua ultima opera Hawking [7] avanza delle critiche al concetto di firewall (come stato ribattezzato leffetto Unruh presso lorizzonte degli eventi) trovando almeno tre grandi obiezioni a questo costrutto. Ha suggerito che occorre un cambio di passo (quello s reale) nel modo di concepire i buchi neri pensandoli come oggetti finiti nel tempo, anche se lontanissimo, piuttosto che eterni e immutabili come spesso fatto finora. In questottica anche il costrutto matematico che conosciamo come orizzonte degli eventi e descritto da Schwarzschild cambia di significato: solo un limite del campo gravitazionale destinato a cambiare nel tempo, quindi si pu definire come metastabile. Per questo Hawking lo definisce apparente, perch cos appare allosservatore per un tempo . In questa nuova interpretazione il principio di unitariet rimane intatto. La metrica di Kerr che pu essere usata per descrivere un collasso di un buco nero reale indica che lo spazio oltre lorizzonte degli eventi essenzialmente caotico, quindi non occorre ricorrere al teorema olografico (e al firewall) per preservare linformazione: questa passa nella radiazione di Hawking, ma talmente confusa da essere irriconoscibile. In questo modo la radiazione non appare pi essere casuale come finora si era creduto, ma talmente caotica da sembrare tale.

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Quindi interpretare il pensiero di Hawking che chiede un nuovo approccio sui buchi neri come un rifiuto a questi solo buttarla in caciara. I buchi esattamente neri non lo sono mai stati, e lo si sapeva dal 1974. Adesso sappiamo che lorizzonte eventuale dura solo un tempo finito, e anche questa appare come la scoperta dellacqua calda.

Note:
1. La velocit di fuga la minima velocit che deve avere un proiettile posto sulla superficie di una corpo per riuscire ad allontanarsi per sempre da esso, senza mai pi ricadervi. 2. Si ipotizza che buchi neri di quella massa siano nati subito dopo il Big Bang. Essi starebbero evaporando proprio in questa era dellUniverso. 3. Se pensiamo ad un buco nero nella sua forma pi semplice, ossia ad un buco nero di Schwarzschild non rotante, privo di carica e dotato di massa , possibile calcolare la temperatura della radiazione di perfetto corpo nero emessa dal buco nero. Usando la formula dove dove la costante di Planck ridotta, la velocit della luce, la costante di Boltzmann, la costante gravitazionale e la massa del buco nero. Si scopre cos la temperatura di un buco nero inversamente proporzionale alla sua massa. Ad esempio, un buco nero con una massa pari a quella del Sole avrebbe un temperatura di appena , ovvero centomilionesimi di grado sopra lo zero assoluto ( ). Conoscendo tale valore possibile quindi anche calcolare il tempo che un buco nero impiega ad evaporare completamente in un universo completamente vuoto. In realt, il calcolo mostra che il tempo estremamente lungo dato che il tempo di evaporazione proporzionale al cubo della massa del buco nero. Infatti, questo tempo solo teorico perch, come accennato nellarticolo, nella realt luniverso ha una certa radiazione cosmica di fondo che in questo momento impedisce ai buchi neri di massa superiore allo di quella della Terra di evaporare. 4. Per sbizzarrirsi un po sulla temperatura dei buchi neri senza doversi rifare tutta lequazione precedente si pu usare questa approssimazione: viene espressa in chilogrammi e la temperatura viene restituita in kelvin. 5. Lo studio di Hawking parte dallosservazione (verificata sperimentalmente) che lo spazio vuoto descritto dalla meccanica quantistica non realmente vuoto, ma ribolle di coppie di particelle-antiparticelle virtuali che continuamente nascono, si separano momentaneamente e poi si annichiliscono, coprendo distanze e tempi inferiori al Tempo di Planck (per questo non violano il Principio di Conservazione della Massa ). Ma quando una coppia particella-antiparticella appare sul limite dellorizzonte degli eventi di un buco nero una delle due pu cadervi dentro consentendo cos allaltra di diventare reale (disaccoppiamento) e di sfuggire come radiazione. La particella, o antiparticella, caduta nel buco nero riequilibra laltra particella portando una carica opposta nel buco nero, che cos si trova in difetto di massa con lesterno e quindi costretto a ridursi. 6. Un qualsiasi oggetto reale racchiude in s una certo grado di disordine, o entropia. Dal momento che i buchi neri sono soluzioni esatte delle equazioni di Einstein, era normale credere che anche i buchi neri non avessero alcuna entropia come non ce lhanno i campi elettrici o le onde gravitazionali, anchessi soluzioni esatte delle rispettive teorie (nessuna configurazione nota dei campi classici porta con s un grado di disordine). In realt questo non possibile perch violerebbe la seconda legge della termodinamica , come
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, dove la massa

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not nel 1972 Jacob Bekenstein. Nellinterpretazione classica infatti lentropia di un qualsiasi oggetto che superasse lorizzonte degli eventi verrebbe distrutta mentre ci appunto non possibile. Ne consegue che i buchi neri debbano possedere una grande entropia, la maggiore possibile che possa essere contenuta in un volume di spazio ben definito dal raggio di Schwarzschild (entropia di Bekenstein-Hawking); Quando un oggetto cade oltre lorizzonte degli eventi lentropia risultante sempre maggiore della somma algebrica di quella del buco nero iniziale e delloggetto distinti. 7. Il fenomeno di entanglement fu proprio uno dei punti che spinsero Albert Einstein di dubitare della correttezza della Meccanica Quantistica (Paradosso di Einstein-Podolsky-Rosen). Per la spiegazione di questo paradosso rimando allinterpretazione di Copenaghen. 8. Qui il tema si fa molto difficile da spiegare senza ricorrere a forme matematiche complesse. Mentre losservatore esterno percepisce la normale radiazione di Hawking in uscita dal buco nero, laltro vede tuttaltro pur osservando il medesimo punto dellorizzonte. Infatti, analizzando lo spazio attorno allorizzonte degli eventi usando la metrica di Rindler, questo appare per un osservatore in caduta (moto accelerato) come uno strato di energia termica la cui densit cresce con lavvicinarsi al limite. Sembra incredibile, anche se questa una semplice riscrittura del vuoto di Minkowski in prossimit dellorizzonte degli eventi, gli effetti termici per un osservatore in caduta sono reali. Questo si chiama Effetto Unruh . 9. Il Principio Olografico una propriet della gravit quantistica e delle varie teorie delle stringhe. Questa suggerisce che le informazioni di uno spazio tridimensionale possono essere efficacemente descritte dalla superficie bidimensionale che lo racchiude. Per cui lo stato di ogni particella delluniverso osservabile descritto sulla superficie del suo orizzonte cosmologico, cio che le informazioni contenute nelluniverso possono essere dedotte dalle propriet della sua superficie. Questo implica quindi che linformazione contenuta nelluniverso aumenta con il quadrato delle sue dimensioni lineari e non con il cubo, come In altre parole uno si aspetterebbe ad intuito.

References
1. J. Bekenstein, "Universal upper bound on the entropy-to-energy ratio for bounded systems", Physical Review D, vol. 23, pp. 287-298, 1981. http://dx.doi.org/10.1103/PhysRevD.23.287 2. L. Susskind, L. Thorlacius, and J. Uglum, "The Stretched Horizon and Black Hole Complementarity", arXiv, 1993. http://arxiv.org/abs/hep-th/9306069 3. L. Susskind, and L. Thorlacius, "Gedanken Experiments involving Black Holes", arXiv, 1993. http://arxiv.org/abs/hep-th/9308100 4. "Phys. Rev. D 14, 870 (1976): Notes on black-hole evaporation"http://prd.aps.org/abstract/PRD/v14/i4/p870_1 5. L.C.B. Crispino, A. Higuchi, and G.E.A. Matsas, "The Unruh effect and its applications", arXiv, 2007. http://arxiv.org/abs/0710.5373 6. J.M. Maldacena, "The Large N Limit of Superconformal Field Theories and Supergravity", arXiv, 1997. http://arxiv.org/abs/hep-th/9711200 7. S.W. Hawking, "Information Preservation and Weather Forecasting for Black Holes", arXiv, 2014. http://arxiv.org/abs/1401.5761

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Autori:
Umberto Genovese Autodidatta in tutto - o quasi, e curioso di tutto - o quasi. La sua grande passione lo studio del Cosmo, a cui deve gran parte delle sue conoscenze. Conduce il Blog Il Poliedrico dal 2010 e definisce s stesso "Cercatore". Sabrina Masiero Ph Doctor in Astronomy (2007-2009) Padova

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