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1. LA CORRENTE ALTERNATA

Come accennato al termine della scorsa lezione, dovremo ora occuparci di un nuovo tipo di corrente, diverso da quello considerato finora. Nelle lezioni precedenti, infatti, abbiamo sempre esaminato circuiti percorsi dalla corrente fornita da una o pi pile, corrente che viene chiamata corrente continua perch mantiene continuamente lo stesso verso di circolazione e la stessa intensit. Ci si pu dedurre facilmente dalla fig. 1a, nella quale riportato lo schema di un circuito elettrico comprendente un resistore alimentato da una pila. Evidentemente, la corrente che fluisce in questo circuito sempre diretta, secondo il senso convenzionale, dal polo positivo al polo negativo della pila e quindi entra nel resistore dallestremo indicato con A e ne esce dallestremo contraddistinto con B. altres evidente che, siccome sia la tensione della pila sia la resistenza del resistore hanno costantemente il medesimo valore, anche lintensit della corrente rimane sempre la stessa, in accordo con la legge di Ohm. Poich la tensione della pila ha sempre il medesimo valore, viene chiamata tensione continua. La pila dunque un generatore che fornisce una tensione continua e pu far circolare una corrente continua. Vi sono invece altri tipi di generatori, i quali sono in grado di fornire una corrente che, per le sue caratteristiche, viene chiamata corrente alternata.
Differenze tra corrente alternata e corrente continua

Per comprendere la differenza tra questa corrente e la corrente continua, riferiamoci dapprima alla fig. 1b, nella quale riportato lo stesso circuito della fig. 1a, alimentato per da un generatore di corrente alternata, il cui segno grafico diverso da quello usato per rappresentare la pila. Notiamo anzitutto che le polarit del generatore di corrente alternata, indicate dai segni + e -, sono le stesse della pila considerata in precedenza: di conseguenza, anche in questo caso la corrente fornita dal generatore circoler nello stesso verso gi visto per la corrente continua, attraversando il resistore da A a B.

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Fig. 1 - Circuiti alimentati in corrente continua e in corrente alternata

Ora, per, la corrente circola in tale verso solo per un tempo molto breve, perch dopo questo tempo il generatore scambia le sue polarit: come si vede nella fig. 1c, il polo del generatore che prima era positivo divenuto negativo, mentre il polo che prima era negativo diventato positivo. Poich la corrente deve essere sempre diretta dal polo positivo al polo negativo del generatore, essa circoler ora in verso opposto al precedente, come indicano le frecce nella fig. 1c, ed attraverser perci il resistore da B ad A anzich da A a B. Anche in questo nuovo verso la corrente circola solo per un tempo molto breve, uguale al precedente, dopodich torner a circolare nel verso indicato nella fig. 1b, per riprendere poi ancora quello della fig. 1c e cos via. In sostanza, la corrente cambia ripetutamente il suo verso di circolazione, percorrendo il resistore, alternativamente, da A a B e da B ad A, per periodi di tempo molto brevi ed uguali tra loro. Dal fatto che la corrente alterna una circolazione in un verso con una nel verso opposto deriva appunto il nome di alternata che viene dato ad essa. La corrente alternata presenta anche unaltra differenza rispetto alla corrente continua: la sua intensit varia continuamente. Quando la corrente alternata circola nel verso indicato nella fig. 1b, la sua intensit aumenta da zero fino ad un determinato valore, per diminuire poi di nuovo fino a zero. Nellistante in cui lintensit della corrente nulla, ossia quando nel circuito non circola corrente, il generatore scambia le sue polarit; quando poi la corrente riprende a circolare nel verso indicato nella fig. 1c, la sua intensit aumenta di nuovo fino allo stesso valore precedente, per ridiscendere poi ancora a zero. A questo punto, avviene un nuovo scambio delle polarit del generatore e ricomincia la stessa vicenda descritta sopra, che si ripete durante tutto il tempo di funzionamento del circuito. 18

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Dal momento che la resistenza del circuito non varia, le variazioni dellintensit della corrente sono dovute ad analoghe variazioni del valore della tensione fornita dal generatore: questa tensione ha dunque le stesse caratteristiche della corrente e, pertanto, viene chiamata tensione alternata. Possiamo quindi concludere che vi sono due tipi fondamentali di corrente, la corrente continua e la corrente alternata, che si distinguono indicandoli normalmente in modo abbreviato con le sigle c.c. (corrente continua) e c.a. (corrente alternata). bene ricordare, infine, che la corrente alternata molto pi diffusa della corrente continua. Infatti la corrente che si utilizza nelle abitazioni e nelle fabbriche appunto quella alternata e viene prodotta mediante generatori, denominati alternatori, installati nelle centrali elettriche.

1.1 PRODUZIONE DELLA CORRENTE ALTERNATA Per comprendere in quale modo la corrente alternata pu continuamente cambiare il suo verso di circolazione e variare la sua intensit, come stato descritto in precedenza, conviene considerare il principio di funzionamento di un generatore di corrente alternata. Questo tipo di generatore utilizza il fenomeno dellinduzione elettromagnetica, che abbiamo considerato nella lezione precedente. Il generatore comprende perci un circuito induttore, alimentato con corrente continua per produrre il necessario flusso dinduzione, ed un circuito indotto, nel quale viene appunto indotta la corrente alternata che si desidera ottenere. Nella fig. 2, sono rappresentati in modo molto semplificato questi due circuiti. Il circuito induttore formato da due avvolgimenti collegati in serie ed alimentati per mezzo di una pila; tra i due avvolgimenti del circuito induttore disposto il circuito indotto, rappresentato da una spira, i cui estremi, costituenti i poli del generatore, sono collegati ad un resistore, che rappresenta il circuito esterno al generatore. Con questa disposizione, le linee dinduzione del flusso prodotto dal circuito induttore risultano concatenate con la spira del circuito indotto, come si vede nella fig. 2.

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Fig. 2 - Elementi essenziali di un generatore di corrente alternata

La variazione del flusso concatenato con la spira, necessaria per indurre in essa la corrente, viene ottenuta in questo caso facendo ruotare il circuito induttore (e quindi il suo flusso) rispetto alla spira stessa, che rimane ferma. La rotazione avviene a velocit costante attorno al punto C, situato al centro della spira, e nel senso indicato dalle frecce. Nella fig. 3, sono mostrate otto diverse posizioni assunte dal flusso dinduzione durante un giro del circuito induttore (che non stato pi disegnato per semplicit). Si supposto che il circuito induttore impieghi 8 s a compiere un giro e si sono indicate perci le posizioni assunte dal flusso dinduzione ad ogni secondo, ossia ad ogni ottavo di giro, che viene appunto compiuto in 1 s. Seguendo, dunque, nella fig. 3 la rotazione del flusso dinduzione, vediamo anzitutto perch il generatore scambi ad un certo punto le sue polarit e, di conseguenza, la corrente inverta il suo senso di circolazione.

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Fig. 3 - Produzione di una corrente alternata

Supponiamo che il flusso inizi a ruotare partendo dalla posizione della fig. 3a, quando interamente concatenato con la spira, e consideriamo che cosa accade durante il secondo che impiega per portarsi nella posizione della fig. 3b, ruotando di un ottavo di giro (45) nel verso indicato dalla freccia.

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Appare evidente che, durante questa rotazione, il flusso concatenato con la spira diminuisca, in quanto nella posizione della fig. 3b alcune delle sue linee dinduzione non attraversano pi la sezione della spira ma sono esterne ad essa. A causa della diminuzione del flusso concatenato, nella spira si indotta una corrente I, che deve circolare in verso tale da produrre a sua volta un flusso diretto nello stesso verso di quello induttore, per rinforzarlo e contrastarne cos la diminuzione, secondo la legge di Lenz. Siccome le linee dinduzione del flusso prodotto dallinduttore sono ancora dirette da sinistra verso destra, anche se non sono pi orizzontali come nella fig. 3a, il flusso prodotto dalla corrente I dovr avere anchesso le linee dinduzione dirette da sinistra verso destra; pertanto, applicando la regola del cavatappi, si trova che la corrente I deve circolare nella spira secondo il verso indicato nella fig. 3b per produrre un flusso con linee dinduzione dirette nel verso suddetto. Nel circuito esterno al generatore, cio nel resistore, la corrente dovr circolare perci da A verso B e, poich la corrente sempre diretta dal polo positivo verso il polo negativo del generatore, nella fig. 3b stato contrassegnato, con il segno +, lestremo della spira collegato al terminale A del resistore e, con il segno -, lestremo della spira collegato al terminale B dello stesso resistore. Continuando nella sua rotazione, il flusso concatenato con la spira continua a diminuire, fino ad annullarsi del tutto quando raggiunga la posizione della fig. 3c, dopo aver ruotato, ancora in 1 s, di un altro ottavo di giro, ossia complessivamente di un quarto di giro (90). Nella fig. 3c, si vede infatti che le linee dinduzione, essendo verticali e quindi disposte parallelamente alla spira, non attraversano pi la sua sezione e, di conseguenza, non risultano concatenate con essa. Nellistante in cui il flusso concatenato con la spira si annulla completamente, la corrente indotta I circola ancora nello stesso verso visto in precedenza per produrre un flusso diretto da sinistra verso destra, come era diretto quello concatenato che si appena annullato e che la corrente indotta tende cos a compensare. A partire dalla posizione della fig. 3c, il flusso concatenato con la spira riprende ad aumentare a causa della sua rotazione: infatti, dopo un altro secondo, quando questo flusso ha ruotato ancora di un ottavo di giro e si trova nella posizione della fig. 3d (angolo di rotazione di 135), molte delle sue linee di induzione attraversano di nuovo la sezione della spira e risultano, quindi, concate-nate con questa. A causa della rotazione del flusso, le linee dinduzione risultano ora dirette da destra verso sinistra e, poich il flusso aumenta, la corrente indotta, per inde-

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bolirlo, deve produrre un proprio flusso con linee dinduzione dirette in verso opposto, cio da sinistra a destra e quindi nello stesso verso gi considerato nella fig. 3b e nella fig. 3c: di conseguenza, la corrente circola ancora nello stesso verso indicato nelle figure suddette. La corrente indotta continua a circolare in tale verso fino a quando, ancora in 1 s, il flusso prodotto dal circuito induttore ha raggiunto la posizione della fig. 3e, compiendo cos mezzo giro (180). In questa figura non pi stata indicata la corrente per il motivo che vedremo pi avanti. Dopo un altro secondo, il flusso ha ancora ruotato di un ottavo di giro e si portato nella posizione della fig. 3f (angolo di rotazione 225). Ora il flusso concatenato con la spira sta di nuovo diminuendo e quindi la corrente indotta I, per contrastare questa diminuzione, deve produrre a sua volta un flusso diretto nello stesso verso, cio da destra verso sinistra. Applicando di nuovo la regola del cavatappi, si constata che, per produrre un flusso diretto in questo verso, la corrente indotta deve circolare nella spira nel verso indicato nella fig. 3f. Questo verso opposto a quello considerato nelle figure precedenti e, quindi, la corrente indotta attraversa ora il resistore da B ad A invece che da A a B. Risulta perci positivo lestremo della spira collegato al terminale B del resistore e negativo lestremo della spira collegato al terminale A. Vediamo dunque che, in corrispondenza allinvertirsi del verso di circolazione della corrente, anche le polarit del generatore risultano scambiate. La corrente circola nel nuovo verso non appena il flusso ha oltrepassato la posizione della fig. 3e e continua a circolare in questo stesso verso fino a quando il flusso, dopo aver raggiunto la posizione della fig. 3g (angolo di rotazione 270) e poi quella della fig. 3h (angolo di rotazione 315), ritorna infine nella posizione della fig. 3a, compiendo cos un giro completo (360). Per ciascuna di queste posizioni valgono le stesse considerazioni gi fatte in precedenza, per mezzo delle quali si constata che la corrente circola effettivamente nel verso indicato nelle figure. Nella fig. 3a, per non stata indicata la corrente, per il motivo che vedremo tra poco. Quando il flusso raggiunge la posizione della fig. 3a, la corrente inverte nuovamente il suo verso di circolazione e riprende a circolare, come indicato nella fig. 3b e seguenti. Da quanto si detto, risulta dunque che la corrente circola in un verso durante mezzo giro del flusso dinduzione nel verso opposto durante il mezzo giro successivo dello stesso flusso; inoltre, la corrente inverte il suo verso di circola-

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zione quando le linee dinduzione del flusso sono orizzontali, come nella fig. 3a e nella fig. 3e. Poich la corrente costituita dallinsieme degli elettroni che si spostano nei conduttori, la sua inversione consiste nel fatto che questi elettroni invertono il verso in cui si muovono nel circuito. Per far ci gli elettroni devono anzitutto arrestare il loro movimento in un verso e quindi iniziare a spostarsi in verso opposto; evidentemente, deve esservi un istante, sia pure brevissimo, nel quale gli elettroni sono fermi, in quanto non si muovono pi in un verso e non hanno ancora incominciato a muoversi in verso opposto. In questo istante, essendo fermi gli elettroni, nel circuito non si ha circolazione di corrente, ossia la corrente ha intensit nulla. Poich ci avviene quando le linee dinduzione sono orizzontali, nella fig. 3a e nella fig. 3e non stata indicata la corrente.

1.2 RAPPRESENTAZIONE GRAFICA DELLA CORRENTE ALTERNATA Dopo aver stabilito in quali istanti la corrente indotta si annulla, vediamo ora di determinare come varia la sua intensit in tutti gli altri istanti. Osserviamo a questo scopo che, come risulta dalla fig. 3, la corrente nulla solo quando le linee dinduzione sono orizzontali, mentre circola nel circuito quando queste linee si trovano in posizioni diverse da quella orizzontale. Poich la corrente si annulla quando le linee dinduzione sono orizzontali, possiamo ritenere che la sua intensit sia tanto maggiore quanto pi lontane dalla posizione orizzontale si trovino le linee dinduzione; per sapere come varia lintensit della corrente, dobbiamo quindi considerare quanto distino dalla posizione orizzontale le posizioni assunte dalle linee dinduzione ad ogni secondo. Per far ci conviene rappresentare in modo diverso il flusso dinduzione, cio non pi mediante un certo numero delle sue linee dinduzione, come nella fig. 3, ma mediante ununica freccia di lunghezza determinata diretta nello stesso senso delle linee dinduzione e rotante attorno al centro C della spira (fig. 4a).
Andamento della corrente alternata

In tal modo possiamo tenere conto di quanto distino dalla posizione orizzontale le posizioni assunte dalle linee dinduzione ad ogni secondo, considerando la distanza che vi tra la punta della freccia e la linea orizzontale tratteggiata che passa per il centro C della spira. Infatti, questa distanza tanto maggiore

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quanto pi la freccia sia lontana dalla linea orizzontale e quindi il flusso dinduzione che essa rappresenta. Nella fig. 4a la distanza suddetta stata indicata con d1 per il primo secondo, con d2 per il secondo successivo, con d3 per il terzo secondo e cos via; quando la freccia orizzontale tale distanza invece evidentemente nulla, e quindi non stata indicata. A questo punto possiamo limitarci a considerare le sole distanze cos trovate, come si fatto nella fig. 4b, in cui non sono pi disegnate le spire e le frecce che rappresentano il flusso, ma compaiono soltanto la retta orizzontale tratteggiata ed i punti B, C, D, ecc., situati alle distanze prima menzionate da questa retta, oppure sulla retta stessa (punti A, E, I) quando la freccia della fig. 4a orizzontale e quindi la sua distanza dalla retta tratteggiata nulla. Da quanto si detto in precedenza sappiamo che, quanto maggiori sono le distanze di questi punti dalla retta, tanto maggiore lintensit della corrente indotta; la fig. 4b pu quindi darci unidea gi abbastanza precisa di come varia lintensit della corrente. Vediamo infatti che, quando il flusso dinduzione comincia a ruotare (0 s), lintensit della corrente nulla perch il punto A si trova sulla retta tratteggiata. Dopo 1 s lintensit della corrente diversa da zero, perch il punto B si trova alla distanza d1 dalla retta tratteggiata; dopo 2 s lintensit della corrente ancora aumentata, perch il punto C si trova alla distanza d2, che maggiore della distanza d1. Dopo 3 s la corrente invece diminuita perch la distanza d3 del punto D dalla retta tratteggiata minore della distanza d2 del punto C; dopo 4 s lintensit della corrente di nuovo nulla perch il punto E si trova sulla retta tratteggiata come il punto A.

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Fig. 4 - Andamento sinusoidale della corrente alternata

Come sappiamo, da questo momento in poi la corrente circola in senso opposto e, daltra parte, vediamo che i punti F, G, H, relativi allintensit di questa corrente, si trovano al di sotto della retta tratteggiata. Il fatto che questi punti si trovino dalla parte opposta della retta rispetto ai punti B, C, D serve dunque a ricordarci che la corrente circola in senso opposto al precedente. Considerando le distanze dei punti F, G, H dalla retta tratteggiata, si vede che lintensit della corrente varia ancora come in precedenza, dapprima aumentando e poi diminuendo di nuovo fino ad annullarsi nel punto I dopo 8 s. I punti A, B, C, ecc. della fig. 4b mostrano per soltanto come varia lintensit della corrente da un secondo allaltro, ma non ci indicano la sua variazione istante per istante. Osserviamo, tuttavia, che questi punti indicano il tracciato di una linea passante per essi, cos come, ad esempio, le lampade dellilluminazione stradale indicano nel loro insieme il tracciato della strada lungo la quale sono disposte. Unendo tra loro i punti suddetti, possiamo disegnare pertanto la linea passante per essi, che risulta avere landamento visibile nella fig. 4c. In tal modo, la variazione della corrente indicata non pi soltanto dai punti A, B, C, ecc., ma da tutti i punti costituenti la linea. Infatti, per ogni punto di questa linea vale quanto stato detto per i punti A, B, C, ecc. dai quali la linea stata ottenuta, ossia che quanto maggiore la distanza di ciascuno di essi dalla retta tratteggiata, tanto maggiore lintensit della corrente; la linea cos ottenuta mostra pertanto che lintensit della corrente varia istante per istante e non pi ad ogni secondo o ad angoli di rotazione di 45. 26

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Siccome questa linea prende il nome di sinusoide, si dice che la corrente alternata ha andamento sinusoidale. La sinusoide pu dunque servire per indicare lintensit della corrente alternata in ogni istante e si usa molto spesso per la rappresentazione grafica delle correnti alternate, di cui mostrato un esempio nella fig. 5. La retta orizzontale tratteggiata della fig. 4c tracciata ora con una linea intera, su cui sono riportati i numeri che indicano i secondi. Questi numeri si trovano a 1 cm luno dallaltro e ci stato indicato scrivendo in alto a destra 1 cm = 1 s. La scritta t (s) riportata vicino allestremo destro della retta orizzontale indica inoltre che su questa retta si legge il tempo (t) espresso in secondi (s). Non deve apparire inconsueto il fatto di leggere il tempo su una retta se pensiamo che, quando guardiamo lora, non facciamo altro che leggere il tempo sui cerchi tracciati nel quadrante dellorologio, in cui sono riportati i numeri che indicano le ore, i minuti ed i secondi: in questo caso, lunica differenza consiste nel fatto che leggiamo i secondi segnati su una retta anzich su un cerchio come per lorologio.

Fig. 5 - Rappresentazione grafica della corrente alternata

Siccome lintensit della corrente indicata dalla distanza tra ciascun punto della sinusoide e la retta orizzontale, risulta comodo segnare i valori di questa intensit su una retta verticale, per poterli leggere direttamente, come vedremo. Questa retta tracciata allestremo sinistro della retta orizzontale e la scritta I(A) che vediamo sul suo estremo superiore serve appunto a ricordare che sulla retta si leggono i valori della corrente I espressi in ampere (A).

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Sulla retta verticale sono dunque segnati i numeri che indicano gli ampere, che, anche in questo caso, si trovano alla distanza di 1 cm luno dallaltro: ci rappresentato dalla scritta 1 cm = 1 A riportata in alto a destra. I numeri segnati sulla retta verticale iniziano dallo stesso punto, contrassegnato con lo zero, da cui iniziano i numeri segnati sulla retta orizzontale. Notiamo per che i numeri che si trovano sotto lo zero sono preceduti dal segno meno (-); ci serve a ricordare che la corrente, la cui intensit indicata da questi numeri, circola in senso opposto a quella la cui intensit indicata invece dai numeri segnati sopra lo zero. Le due rette, orizzontale e verticale, vengono anche chiamate assi ed unitamente alla sinusoide, costituiscono un diagramma cartesiano. Nella fig. 5, sono riportati due esempi di impiego del diagramma.
Interpretazione di un diagramma

Supponiamo di voler sapere quale intensit abbia la corrente dopo 1,5 s: siccome sappiamo che 1 cm = 1 s, risulta che 1,5 s uguale a 1,5 cm. Segniamo quindi sullasse orizzontale il punto A che dista 1,5 cm dallo zero e che quindi indica il tempo di 1,5 s. Dal punto A tracciamo poi una verticale verso lalto fino ad incontrare la sinusoide nel punto A': come noto, la distanza di A' da A indica lintensit della corrente che vogliamo conoscere. Questa intensit si pu leggere sullasse verticale, tracciando da A' una linea orizzontale fino ad incontrare tale asse nel punto A": questo punto dista dallo zero 1,9 cm e, poich 1 cm = 1 A, risulta che 1,9 cm uguale a 1,9 A. Il diagramma permette dunque di sapere che dopo 1,5 s la corrente ha lintensit di 1,9 A. Lo stesso procedimento si pu ovviamente adottare per qualsiasi altro istante; vediamo ancora, ad esempio, quale valore abbia lintensit della corrente dopo 7,5 s. In questo caso lunica differenza consiste nel fatto che la verticale tracciata dal punto B deve essere diretta verso il basso, in quanto la sinusoide si trova sotto lasse orizzontale, di conseguenza, lorizzontale tracciata dal punto B' incontra lasse verticale nel punto B" che si trova al di sotto dello zero. Poich questo punto dista 0,7 cm dallo zero, esso indica una corrente avente lintensit di - 0,7 A. Il segno - che precede il numero 0,7 serve a ricordare che questa corrente circola in senso opposto a quella indicata dai numeri che si trovano sopra lasse orizzontale, come la corrente considerata nellesempio precedente. Dopo aver visto come si rappresenta graficamente una corrente alternata, passiamo a considerare le altre caratteristiche di questa corrente.

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1.3 PERIODO E FREQUENZA DELLA CORRENTE ALTERNATA Nelle considerazioni fatte finora si supposto che il flusso dinduzione compia un solo giro, producendo una corrente il cui andamento mostrato nella fig. 5. Se il flusso dinduzione, dopo aver compiuto un giro, continua a ruotare, compiendo un secondo giro sempre nel medesimo tempo, produce di nuovo una corrente avente landamento indicato dalla sinusoide della fig. 5, perch ripassa ancora per le stesse posizioni considerate nella fig. 3. Ad ogni giro del flusso dinduzione, la corrente alternata riprende pertanto tutti i valori indicati dalla sinusoide; possiamo anche dire che questi valori si ripetono ad ogni giro del flusso, cos come, per esempio, ad ogni giro della Terra attorno al Sole, ossia ogni anno, si ripetono sempre le stesse stagioni. Come un anno costituisce un ciclo stagionale nel quale si succedono tutte le stagioni, cos la sinusoide della fig. 5 costituisce un ciclo della corrente alternata, perch in essa si succedono tutti i valori che la corrente stessa pu assumere. La corrente alternata dunque costituita da cicli tutti uguali tra loro; terminato un ciclo ne inizia subito un secondo identico al precedente, come si vede nella fig. 6a. Dal momento che tutti i cicli sono uguali, ovvio che per rappresentare graficamente una corrente alternata basta indicarne uno solo, come si fatto nella fig. 5. Finora si supposto che un giro del flusso dinduzione venga compiuto in 8 s, perch in tal modo risulta pi semplice la spiegazione, ma di solito, in pratica, il flusso ruota molto pi velocemente. Per avvicinarsi alla realt, nella fig. 6a si immaginato che il flusso dinduzione compia un giro in 1 s. Se, in questa figura, i secondi fossero stati indicati ancora alla distanza di 1 cm luno dallaltro, come nella fig. 5, si sarebbe dovuta disegnare, nello spazio molto ridotto di 1 cm, la sinusoide che rappresenta la corrente; per evitare questo inconveniente, nella fig. 6a i secondi sono indicati alla distanza di 4 cm luno dallaltro, per cui ogni centimetro indica ora un quarto di secondo, ossia 0,25 s, come appunto ricordato dalla scritta riportata in alto a destra della fig. 6a. Sullasse verticale di questa figura sono invece riportati gli stessi valori della corrente gi indicati nella fig. 5, perch si suppone che le correnti rappresentate nelle due figure assumano i medesimi valori.
Definizione di periodo

Osserviamo per che, mentre la corrente della fig. 5 impiega 8 s ad assumere tutti i valori indicati nella figura stessa, la corrente della fig. 6a impiega solo 1

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s ad assumere gli stessi valori: in altre parole, la prima corrente compie un ciclo in un tempo (8 s) che otto volte maggiore di quello relativo alla seconda corrente (1 s). Da ci si comprende che, affinch due correnti alternate siano uguali, non basta che abbiano entrambe gli stessi valori, ma occorre anche che compiano i rispettivi cicli nello stesso tempo.

Fig. 6 - Correnti alternate di frequenza diversa

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Una corrente alternata quindi contraddistinta, oltre che dal suo valore, anche dal tempo che impiega a compiere un ciclo; ricordiamo che si dice periodo (simbolo T) il tempo durante il quale la corrente alternata compie un ciclo. Nella fig. 6a, indicato il periodo della corrente alternata rappresentata, che risulta uguale a 1 s; nella stessa figura si vede, inoltre, che il periodo diviso in due parti uguali, chiamate semiperiodo positivo e semiperiodo negativo. La prima met del periodo, compresa tra 0 s e 0,5 s, denominata semiperiodo positivo perch i valori della corrente sono indicati dai numeri riportati nella parte superiore dellasse verticale, numeri che sono positivi; la seconda met del periodo, compresa tra 0,5 s e 1 s, chiamata invece semiperiodo negativo, in quanto i valori della corrente sono indicati dai numeri riportati nella parte inferiore dellasse verticale, numeri che sono negativi. Ricordiamo che la corrente circola per tutto il semiperiodo positivo in un verso, mentre per tutto il semiperiodo negativo circola in verso opposto. Da questo fatto deriva lopportunit di dividere il periodo in due semiperiodi, perch, come vedremo nelle prossime lezioni, il funzionamento di molti circuiti dipende dal verso della corrente che circola in essi e risulta, perci, molto diverso a seconda che si consideri il semiperiodo positivo oppure il semiperiodo negativo.
Definizione di frequenza

Esaminiamo ora la corrente alternata della fig. 6b che ha un periodo di 0,5 s, cio di mezzo secondo: questa corrente compie dunque un ciclo in met tempo rispetto alla corrente della fig. 6a e di conseguenza in 1 s pu compiere due cicli anzich uno solo. Dal confronto delle due correnti della fig. 6 risulta dunque evidente che, dimezzando il periodo, raddoppia il numero dei cicli compiuti in 1 s e si trae lovvia conclusione che il periodo e il numero dei cicli al secondo sono legati tra loro. Pertanto, una corrente alternata pu anche essere contraddistinta indicando, invece del periodo espresso in secondi, il numero dei cicli che essa compie in un secondo. Ricordiamo che si dice frequenza (simbolo f) il numero dei cicli compiuti da una corrente alternata in un secondo. La frequenza f si misura in cicli al secondo, unit di misura a cui stato dato il nome di HERTZ (simbolo Hz) per ricordare il fisico tedesco Enrico Rodolfo Hertz (1857-1894), che scopr le onde elettromagnetiche. La corrente della fig. 6a ha la frequenza di 1 Hz dal momento che compie un ciclo in un secondo, mentre la corrente della fig. 6b ha la frequenza di 2 Hz

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poich in un secondo compie due cicli; la corrente alternata che utilizziamo nelle nostre case ha la frequenza di 50 Hz e ci significa che compie 50 cicli ad ogni secondo. In particolari apparecchiature (come radioricevitori, televisori, ecc.) vi sono anche correnti che compiono migliaia o milioni di cicli al secondo ed in tal caso la loro frequenza, anzich in hertz, si misura in KiloHertz (simbolo kHz), pari a 1.000 Hz, oppure in MegaHertz (simbolo MHz), pari a 1.000.000 Hz. Ovviamente, correnti di frequenza cos elevata non si ottengono nel modo descritto in precedenza, cio facendo ruotare un flusso dinduzione, perch non possibile far compiere ad un circuito induttore migliaia o milioni di giri in un secondo. Per la produzione di queste correnti, dette a RADIOFREQUENZA (RF), si ricorre a particolari circuiti: gli OSCILLATORI ELETTRONICI.
Relazione tra periodo e frequenza

Avendo visto che di una corrente alternata si pu indicare la frequenza o il periodo, vediamo, infine, come si pu passare dalluna allaltro e viceversa. La relazione che lega la frequenza f al periodo T la seguente: f = 1 T da cui T= 1 f

Da queste relazioni si pu vedere che il periodo T e la frequenza f sono inversamente proporzionali, cio quando uno aumenta laltra diminuisce proporzionalmente e viceversa. Supponiamo di voler conoscere il periodo T della frequenza f della corrente alternata di rete: applicando la formula T = 1/f = 1/50 Hz = 0,02 s = 20 ms, vediamo che la corrente alternata di rete impiega 20 ms per compiere un ciclo completo. Viceversa, se conosciamo il periodo T di una corrente alternata (ad esempio, T = 10 s), possiamo calcolare la frequenza f con la formula f = 1/T, per cui: f = 1/10 s = 1/0,00001 s = 1/10-5 s = 105 Hz = 100.000 Hz = 100 kHz

Fig. 7 - Periodo e frequenza: simboli, unit di misura e relazioni tra le grandezze

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Nella tabella della fig. 7 sono riassunti i dati di queste grandezze le loro unit di misura, i loro simboli e le relazioni che le legano.

1.4 VALORE DELLA CORRENTE ALTERNATA In precedenza, si accennato al fatto che, per caratterizzare un corrente alternata, occorre indicarne sia la frequenza sia il valori dellampiezza della sinusoide che la rappresenta. Osserviamo per che questo valore della corrente alternata varia continuamente e quindi non sappiamo quale scegliere tra tutti quelli, diversi da un istante allaltro, che la corrente assume durante un periodo.
Valore massimo

Se consideriamo la sinusoide che rappresenta una corrente alternata, ad esempio la sinusoide della fig. 8, pu sembrare conveniente scegliere, quale valore atto a caratterizzare questa corrente, quello massimo raggiunto durante il periodo. Tale valore si ha, una prima volta, a met del semiperiodo positivo ed indicato nella figura con Imax; una seconda volta, a met del semiperiodo negativo, indicato nella figura con -Imax, per cui chiamato valore massimo della corrente alternata. La scritta max posta a pedice della lettera I serve appunto a ricordare che si tratta del valore massimo della corrente. Dai valori segnati sullasse verticale vediamo subito che la corrente rappresentata nella fig. 8 ha un valore massimo di 3 A.

Fig. 8 - Valore massimo della corrente alternata

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Daltra parte leggiamo sullasse orizzontale che questa corrente ha un periodo di 0,2 s e quindi la sua frequenza risulta di 5 Hz (infatti, 1/0,2 s = 5 Hz). Potremmo quindi caratterizzare la corrente della fig. 8 scrivendo: Imax = 3 A, f = 5 Hz, per indicare che questa corrente ha un valore massimo di 3 A ed una frequenza di 5 Hz.
Tutti i valori assunti dalla corrente alternata durante un periodo possono essere calcolati mediante la relazione: i = Imax sen

in cui Imax rappresenta il massimo valore che la corrente assume in certi istanti (il simbolo Imax pu anche essere sostituito dal simbolo I, secondo il sistema internazionale di misura SI); i rappresenta il valore istantaneo della corrente e langolo di rotazione del flusso. Allinizio del ciclo, quando langolo , vale 0 (fig. 4a), il seno ha il valore zero e quindi moltiplicandolo per Imax si ha i = 0, come risulta dal diagramma della fig. 8; quando il flusso ha compiuto un quarto di giro e quindi langolo vale 90, il seno dellangolo assume il valore +1, per cui moltiplicandolo per Imax si ha i = +Imax = Imax, come si vede sempre nella fig. 8; quando il flusso ha compiuto mezzo giro, langolo vale 180 ed il suo seno di nuovo zero, per cui si ha nuovamente i = 0. Quando il flusso ha compiuto tre quarti di giro, langolo vale 270 ed il seno ha il valore -1, per cui si avr i = -Imax; infine, quando il flusso ha compiuto un giro completo, e cio = 360, il seno dellangolo ancora uguale a zero, per cui si avr di nuovo i = 0. Si constata quindi che la relazione scritta sopra adatta per indicare tutti i valori che la corrente assume durante un ciclo, valori che si possono anche leggere direttamente sul grafico della fig. 8. Si supponga, ad esempio, di voler calcolare il valore che assume la corrente alternata rappresentata nella fig. 8 (Imax = 3 A), quando il flusso ha compiuto una rotazione di 45. Poich il seno di 45 pari a 0,707, la corrente i avr il valore: i = Imax sen 45 = 3 A 0,707 2,12 A

Con lo stesso metodo si pu calcolare il valore della corrente in corrispondenza a qualsiasi altro angolo, moltiplicando semplicemente il seno di questangolo per il valore Imax della corrente.

Osserviamo per che il valore massimo viene raggiunto dalla corrente soltanto in due istanti del periodo, mentre in tutti gli altri istanti la corrente ha un valore inferiore; si comprende da ci che il valore massimo non risulta molto

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adatto a caratterizzare la corrente alternata, specialmente riguardo agli effetti che essa pu produrre (quale, ad esempio, leffetto termico).
Valore efficace

Tale effetto della corrente indipendente dal verso di circolazione; infatti, affinch vi sia produzione di calore, basta che la corrente attraversi la resistenza, ma non ha importanza che circoli in un verso o nellaltro: la produzione di calore sempre la stessa, in entrambi i semiperiodi. Quindi, per valutare leffetto della corrente potremo senzaltro riferirci a tutto il periodo, perch per tutta la sua durata il fenomeno non cambia. Per conoscere leffetto della corrente, ossia per calcolare lenergia elettrica trasformata e dissipata in calore, dovremo applicare la formula W = R I2 t, in cui poniamo t = T. Mentre di R e T conosciamo i valori, non sappiamo invece quale valore attribuire a I, in quanto la corrente ha unintensit che varia continuamente nel tempo. Di conseguenza, il calore prodotto diverso da un istante allaltro, ma possiamo pensare che la stessa quantit di calore sia prodotta da una corrente continua e, quindi, in quantit uguali per ogni istante. Pi precisamente, immaginiamo di far percorrere una resistenza da una corrente alternata (come quella di cui nel grafico della fig. 8 sono indicati i valori) per un intero periodo (T = 0,2 s) e di misurare il calore prodotto; supponiamo poi di far percorrere per lo stesso tempo (0,2 s) la medesima resistenza da una corrente continua, regolando la sua intensit in modo che il calore prodotto sia uguale a quello sviluppato dalla corrente alternata: misurando questa corrente continua, troveremo che il suo valore di 2,12 A. Si potrebbe dunque dire che una corrente continua di 2,12 A equivalente ad una corrente alternata di valore massimo Imax = 3 A, perch circolando per lo stesso tempo produce in una resistenza la medesima quantit di calore. lnfatti, mentre la corrente continua sviluppa la stessa quantit di calore ad ogni istante, la corrente alternata produce quantit di calore diverse da un istante allaltro; per, dal momento che nel tempo considerato le due correnti, per essere equivalenti, devono produrre complessivamente la stessa quantit di calore, possiamo dire che la corrente alternata sviluppa in media la stessa quantit di calore della corrente continua. Possiamo allora contraddistinguere la corrente alternata indicando per essa il valore equivalente di una corrente continua, che produce la stessa quantit di calore. Questo nuovo valore, impiegato per caratterizzare la corrente alternata,

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viene denominato valore efficace ed indicato con la stessa lettera I adottata anche per la corrente continua. Dunque, il valore efficace di una corrente alternata indica quale valore dovrebbe avere una corrente continua per produrre nel medesimo tempo la stessa quantit di calore della corrente alternata.
Relazione tra valore massimo e valore efficace

Facendo il rapporto tra il valore massimo della corrente alternata ed il suo valore efficace, nellesempio considerato abbiamo:
3A I max = = 1, 41 = 2 I 2, 12 A

ossia

I max = I , da cui Imax = I 1,41; 1, 41


I max 2

poich 1,41 uguale alla

2 si pu scrivere I =

Le relazioni che legano il valore efficace al valore massimo di una corrente alternata valgono per qualsiasi corrente alternata sinusoidale, indipendentemente dalla frequenza della stessa corrente.
Valore medio

Oltre al valore massimo ed al valore efficace di una corrente alternata, possibile anche indicarne il valore medio (Im), che quello che deve avere una corrente continua per produrre il medesimo effetto della corrente alternata circolando per un tempo pari a mezzo periodo. Per una corrente alternata sinusoidale il valore medio dato da:
Im = I max 1, 56

indipendentemente dal valore della frequenza f della corrente alternata. importante notare che il valore medio Im definito si riferisce ad un solo semiperiodo della corrente e non allintero periodo: se calcoliamo il valore medio per lintero periodo troviamo un valore nullo.
Relazione tra valore medio e valore efficace

La relazione che lega il valore medio al valore efficace di una corrente alternata sinusoidale facilmente deducibile infatti, Imax = I 1,41, oppure Imax = Im 1,56, per cui si pu scrivere I 1,41 = Im 1,56, da cui si ricava che I Im = 1, 56 = 1, 11 1, 41

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ossia Im = I 1,11 Il numero 1,11, che si ricava facendo il rapporto tra il valore efficace ed il valore medio, si chiama fattore di forma, in quanto caratteristico della forma della corrente alternata: se la corrente alternata non ha andamento sinusoidale, il fattore di forma ha un valore diverso da 1,11. Abbiamo visto cos come si rappresenta graficamente una corrente alternata e come se ne indicano le caratteristiche necessarie per identificarla. Nella prossima lezione ci occuperemo della tensione alternata, a cui per ora si appena fatto cenno, e vedremo, inoltre, quali relazioni vi sono tra questa tensione e la corrente, a seconda dei vari tipi di circuiti.

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