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Immagini del pensiero (28/2/1998)

Modelli di storiografia
Reinhart Koselleck

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Io non credo che testi diversi da quelli storiografici si trovino nella condizione di dover essere riscritti. Se prende l'Iliade o l'Odissea, non riesco a immaginare un poeta che si impegni non solo a scrivere questo testo, ma anche a riscriverlo. E' sicuro per che nel quadro della cultura che precede l'uso della scrittura ci siano state ballate e poesie non solo scritte, ma anche riscritte, rielaborate e ricomposte. In questo senso ommerell ha scritto un lavoro molto buono sulle ballate serbe, che presenta la curva estetica della massima bellezza sulla base della riscrittura. !a cos" come l'uso della scrittura ha reso possibile mettere per iscritto una notizia storiografica, # nondimeno difficile spiegare la riscrittura come se si trattasse di una riformulazione di tradizioni orali. Il problema da cui sono partito era quello di chiarire l'aporia dominante fra la cosiddetta storia $reale$ e la storiografia. %'# infatti una posizione che dice& la storia si risolve nella scrittura della storia, la storia non # altro che ci che # stato scritto e che in questo modo # stato comunicato. E' questa in qualche modo la posizione di 'ume, di ant e di 'egel, i quali affermano che la storia comincia solo dal momento in cui # stata scritta. E' una tesi molto riduzionistica, che attribuisce l'identit( della vera storia alla storia scritta. Oltre la storia scritta non c'# alcuna storia& e questo in riferimento alla tradizione non # del tutto falso&quanto sappiamo in fondo di ci che non # scritto) E' la posizione estrema, secondo la quale la storia potrebbe essere ridotta a storiografia. Si pu poi naturalmente assumere la posizione contraria *ed # una scelta molto forte+, secondo cui la storia per molti versi # qualcosa di diverso e di pi, della semplice storia scritta. -i( l'etnologia, l'etnografia, l'analisi delle culture, prima che ci fosse scrittura della storia, testimoniano di storie che non sono state fissate in forma scritta, e che possono essere da noi ricostruite. .ene, di questa opposizione fra la storia scritta in quanto identica alla storia vera, e la storia non scritta come campo aperto della cosiddetta storia $reale$, di questa opposizione mi sono occupato quando ho scritto il saggio, ed ho appunto tentato di trovare una fondazione antropologica comune che riportasse ad un comun denominatore le condizioni delle possibili storie reali cos" come quelle delle possibili storie scritte.

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In riferimento alla storia reale ho proposto 0 e la cosa mi sembra necessaria 0 di riconoscere che il corso temporale della storia, che si snoda di giorno in giorno, di anno in anno, di secolo in secolo, non # in realt( l'unica storia, ma

che all'interno del corso lineare della storia, della storia dell'azione, della storia agente, della histoire 1v1nementielle, va posta una storia che si ripete, che si fonda sulla ripetizione, su strutture ripetitive che rendono possibili strutture d'azione uniche. %i significa che la storia dell'azione lineare, unica 0 che rimane sempre unica, come le persone che agiscono 0 si basa su possibili strutture ripetitive, le quali rappresentano le condizioni della storia unica. %i viene confermato dall'analisi dell'esperienza umana, poich1 quest'ultima si fonda da un lato sui decorsi lineari nei quali si # implicati senza poter tornare indietro. 2'uomo pu vivere, progettarsi, agire, soffrire soltanto in una direzione 0 e non pu mai tornare indietro. E' per cos" dire l'unicit( lineare, la quale si distingue soprattutto per il fatto che gli uomini vengono sorpresi da ci che non si aspettano. In questo senso ogni nostro sorprenderci produce per cos" dire esperienza& l'esperienza cresce nella misura in cui ci si deve far sorprendere. E' questo il livello della storia attuale, lineare. 3l di sotto ci sono le storie ripetitive, ovvero le condizioni nelle quali hanno luogo le sorprese e che certo non sono continuamente altrettanto sorprendenti& non si modificano tanto celermente quanto la situazione attuale. Si pensi ad esempio alle istituzioni stabili che si occupano dell'amministrazione della giustizia o alla lingua, che io non posso modificare parlando dall'oggi al domani. 2e condizioni linguistiche sono infatti di lunga durata. 4on posso esprimere alcuna frase, non posso formulare alcuna asserzione che non si fondi sulla ripetizione del lessico e del campo semantico gi( dati in una lingua, che io richiamo per fare una certa affermazione. 5uindi la lingua # qualcosa di dato che si ripete, per poter parlare. 6er emettere una singola sentenza giusta il giudice si deve basare sugli elementi giuridici gi( esistenti. Io non posso inventare le sentenze del tribunale, esse si basano su testi che sono dati e che vengono ripetutamente applicati. 2a giustizia non dipende dunque esclusivamente dalla singola sentenza, che naturalmente deve dar conto di una situazione determinata, come si suol dire, ma essa si fonda su principi giuridici che si ripetono e vengono ripetutamente applicati.

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2a 6rima e la Seconda -uerra mondiale possono essere descritte per molti versi come avvenimenti ripetitivi& la 6rima -uerra mondiale fu cio# unica nella sua successione, ma per molti versi la Seconda -uerra mondiale # una ripetizione della 6rima, in condizioni analoghe, in costellazioni analoghe, sebbene questo processo ripetitivo non escluda che la Seconda -uerra mondiale rimanga incomparabile nella sua unicit(. In relazione ai crimini commessi, al numero dei morti, alla quantit( dei dispersi essa # per cos" dire, paragonata alla 6rima -uerra mondiale, unica o addirittura del tutto eccezionale, ma tuttavia subentrano in essa una gran quantit( di ripetizioni& la costellazione dei rapporti fra 3merica e 8ussia, ovvero la decisione di affrontare una guerra per gli Imperi centrali # la stessa ed # questa configurazione dei rapporti che 'itler voleva evitare, per impedire la Seconda -uerra mondiale *n.d.t.0 osellec9 dice& 6rima -uerra mondiale+: ma 'itler # incappato proprio nella stessa costellazione, ovvero, contro la sua volont( si # ripetuta la guerra su due fronti 0 e certo questo non era affatto il suo intento. 2a battaglia contro l'Inghilterra come battaglia decisiva sul continente europeo si # ripetuta esattamente, in maniera analoga *guerra sottomarina& svolgimento del tutto analogo 0 in un primo momento coronata dal successo, in

seguito, grazie al miglioramento dei mezzi di difesa, non pi, vincente. 3l tempo stesso ci sono delle innovazioni& tutta la guerra aerea # nuova. !a la costellazione fondamentale # analoga e conosce una gran quantit( di ripetizioni, nel senso che le sorprese della Seconda -uerra mondiale sono spiegabili in parte anche con il fatto che le condizioni ripetitive subentrano in maniera sorprendente. ;u innanzitutto un errore di 'itler, poich1 se avesse riflettuto esattamente su che cosa avrebbe dovuto fare *presumendo un atteggiamento razionale+, allora avrebbe evitato la Seconda -uerra mondiale, visto che le condizioni ripetitive lasciavano in fondo prevedere che nella stessa costellazione sarebbe andato incontro alle stesse sconfitte potenziate, malgrado tutti i retroscena ideologici e culturali, che erano interamente diversi 0 o meglio non interamente, ma comunque molto differenti dalla 6rima -uerra mondiale. In breve, le ripetizioni finiscono per rendere sorprendenti nella loro ripetizione anche sorprese uniche. <unque, questo indubbiamente a mio avviso # un dato acquisito. <ecisiva # la differenziazione fra i livelli temporali nei quali si svolge la storia& essa non si sviluppa in maniera lineare, irreversibile, soltanto al livello degli avvenimenti, ma il livello degli avvenimenti dipende piuttosto da condizioni infinitamente numerose, che si ripetono e che non entrano nel campo visivo dello storico normale, poich1 non sono visibili nella successione degli avvenimenti. Esse presuppongono una riflessione teoretica e una diversa lettura delle fonti, per derivare da esse le strutture della ripetizione, fonti che sono anch'esse soltanto documenti unici& nessun documento che uno storico legge contiene in se stesso l'affermazione di una ripetizione. =n documento # uno scritto unico e che gli scritti nella loro somma possano mostrare una ripetizione presuppone una riflessione teoretica che tematizza le strutture, le quali a loro volta sono descrivibili solo come ripetizione. Ogni struttura # una ripetizione, altrimenti l'espressione 'struttura', da un punto di vista temporale, non # comprensibile.

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2'atto della scrittura # dunque unico, il trascrivere presuppone un orizzonte di esperienza comune continuativo, in cui fondamentalmente niente cambia e quindi le spiegazioni sono richiamabili in egual misura, nello stesso modo in cui esse sono state utilizzate per la prima storia che # stata scritta. 4e risulta in questo senso un continuo riscrivere e continuare a scrivere che si muove sempre ancora nello stesso ambito delle esperienze simili che si accumulano. 5uesto sarebbe lo scrivere, il trascrivere, il continuare a scrivere, che tipologicamente # attestabile ovunque. %i che di veramente nuovo ed innovativo c'# in questa tipologia # il riscrivere la storia. Se la storia viene riscritta, ci presuppone che le spiegazioni finora date per la storia scritta, trascritta e che si # continuato a scrivere, non siano pi, degne di fede. 3llora lo storico si domanda& S", non posso pi, prestar fede alle testimonianze. Ed # obbligato a porre nuove domande. E' questa l'origine del metodo storico0 filologico, per cui in effetti lo storico non continua a leggere e a trascrivere i testi senza esaminarli, ma piuttosto si domanda& ci sono qui contraddizioni da chiarire) E necessita di un nuovo modello esplicativo. 4el momento in cui sono richiesti nuovi modelli di spiegazione che ci fanno comprendere che una storia precedentemente scritta # stata diversa da come io oggi la comprendo, allora io devo riscrivere la storia. 5uesto riscrivere ha gi( avuto luogo& la scrittura della storia di Erodoto # stata subito riscritta da ?ucidide 0 ad

esempio il famoso tirannicidio di 6isistrato, della famiglia dei tiranni, # molto complicato da Erodoto e descritto in maniera molto razionale come intrigo delle famiglie dominanti, come lotta nel relazioni interiori ed esteriori di 3tene verso l'esterno, ed egli ha offerto molte spiegazioni sociali e mitico0magiche, ma non ha menzionato il motivo che ?ucidite chiama in causa, ovvero che si tratt di una gelosia omosessuale. 5uindi ?ucidide lascia cadere tutte le spiegazioni connesse alla generazione, alla famiglia, alla polis, interessandosi solo alla psicologia dell'agente, riducendo per cos" dire la storia ad un modello di spiegazione quasi naturalistico, parlando in senso moderno. 2'economia della spiegazione viene dunque rielaborata, per le stesse storie: ovvero le storie sono passate, sono state messe per scritto, esse vengono tendenzialmente riscritte e si continua a scriverle, se lo stesso campo di esperienza pu pretendere evidenza. Se invece il campo di esperienza stesso si modifica per le condizioni che si situano al di fuori di questo campo di esperienza, io sono costretto a procurare nuove spiegazioni 0 cristologiche o teologiche invece di mitologiche, filosofiche invece di teologiche *come in @ico+, o per motivi filosofici positivistiche 0, che si approssimano a teorie politiche, oppure in seguito i grandi modelli di spiegazione economica, che partendo dagli Scozzesi, dalla filosofia morale scozzese arrivano oltre !arA fino al BB secolo, secondo i quali, improvvisamente, ogni storia deve essere spiegabile da un punto di vista economico. @engono offerti quindi nuovi modelli di spiegazione, che rendono possibile una rielaborazione di tutta la storia fin qui svolta, per renderla oggi comprensibile per persone che credono alla spiegazione economica.

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%i sono senz'altro molti buoni storici che non si sono mossi nell'ombra di una sconfitta. In questo senso la mia ipotesi, che i vinti siano innovativi, non # generalizzabile in maniera incondizionata. 8imane per, da un punto di vista empirico, un dato straordinario, che i grandi innovatori della nostra scrittura della storia furono chiaramente dei vinti. 2a cosa comincia con Erodoto, che # stato cacciato dalla sua isola natia ed ha quindi viaggiato per la -recia. ?ucidide, avendo perso una battaglia, era stato bandito per venti anni da 3tene, e scrisse tutta la sua storia dalla prospettiva del generale esiliato, che poteva giustificarsi, senza aver mai speso una parola su ci che costituisce la qualit( della sua scrittura della storia, senza menzionare il suo esser vinto 0 se non in due frasi nell'intero testo. 2o stesso vale per 6olibio, che ha composto per la prima volta una grande storia del !editerraneo, ponendo storie eterogenee, dall'est fino all'ovest, sotto il comune principio d'azione della formazione dell'impero romano, rendendo in questa maniera omogenee storie eterogenee ad un livello aggregato superiore. 6olibio scrisse questa storia quando era ostaggio a 8oma, dove era stato deportato dalla -recia, e dove per decenni prigioniero fu per fortuna sistemato in maniera relativamente confortevole nella casa degli Scipioni, ma sempre tuttavia come prigioniero, e come tale fu spinto a riflettere in modo da spiegare quello che accadeva in -recia, nella sua patria, poich1 i 8omani erano i vincitori ed egli doveva vivere a 8oma come loro ostaggio. 3nche per il successivo grande teorico 0 ?acito 0 si pu dire in un certo senso che fu un vinto, dato che assistette con frustrazione alla guerra civile, che seppe interpretare psicologicamente in maniera assolutamente nuova, comprendendo di non poter realizzare pi, politicamente

una vera repubblica. In questo senso tutto il risentimento di ?acito 0 ci che lo spinge alla conoscenza # la necessit( di mostrare le insospettabili possibilit( del crimine e dell'autoinganno, dell'ipocrisia 0 # il sentimento di un uomo politicamente vinto. 2o stesso vale per 3gostino, che proprio a %artagine, quindi in 'ippo 8egius *Ippona0 n.d.t.+, dovette assistere come cittadino romano alla conquista di 8oma: migliaia di fuggiaschi lasciavano in massa 8oma, devastata dai -oti, dirigendosi verso il 4ordafrica, e questo fiume di fuggiaschi fu la causa, a ben riflettere, della caduta di 8oma nelle mani dei barbari, e, per trovare una risposta da un punto di vista teologico, il motivo per cui la cosa non andava poi cos" male. ?utta la dottrina dei due mondi di 3gostino, volta ad interpretare la storia in maniera nuova, # una reazione all'espugnazione di 8oma da parte dei barbari. Ovvero la sua risposta teologica, per la quale poi la dottrina dei due mondi # valsa per mille anni come modello interpretativo della lettura teologica della storia, # la reazione di un cittadino romano vinto in 3frica. 2o stesso vale per !achiavelli e -uicciardini, che scrissero entrambi come esiliati e %omenius *)+, il primo grande scrittore di memorie autobiografiche& tutti scrissero le loro grandi storie in esilio, come rifugiati, come esiliati. <unque rimane innanzitutto un dato empiricamente impressionante, ovvero il fatto che i perdenti abbiano chiaramente l'estrema necessit( di spiegare perch1 abbiano perso, e per questa ragione pervengono a nuove spiegazioni, poich1 quelle fatte valere sino a quel momento non bastano certo a rendere comprensibile il motivo per cui la vita a cui si era abituati non prosegua alla stessa maniera, e la si possa continuare a scrivere, la si possa trascrivere ponendosi sul solco dei vincitori, ma che debba essere riscritta passando attraverso la sconfitta. 5uesto vale anche per !arA, poich1 lo stesso !arA ha raccolto le sue esperienze storiche sempre solo come vinto. Sulla base dei suoi progetti egli ha perso la rivoluzione del '>D, visto che mirava ad una rivoluzione democratica che potesse poi condurre ad una rivoluzione socialista. 2a cosa # fallita un p ovunque e lo stesso # avvenuto nel 1DE1, quando # caduta la %omune. !arA era contro la rivolta della %omune, ma visto che essa aveva avuto luogo, le sue simpatie politiche erano naturalmente dalla sua parte. I suoi scritti storiografici sul $.rumaio$ di 4apoleone III e le descrizioni storiografiche della rivoluzione tedesca del '>D, la ricostruzione storica della rivolta della %omune, sono metodologicamente molto stimolanti, poich1 egli fu costretto a fornire dei modelli esplicativi per chiarire la sua sconfitta, per motivarla. I vinti hanno dunque questa necessit( estrema di offrire delle spiegazioni, e in questo senso la chance che un perdente fornisca delle spiegazioni innovative # maggiore che per un vincente, che pu solo continuare a scrivere la storia della vittoria come storia di un successo. <evo ricordare inoltre ?aine, che fornisce un'eccellente spiegazione 0 di lunga durata 0 della sconfitta del 1DE1, analizzando l'Illuminismo francese e il periodo napoleonico, per mostrare le condizioni di lunga durata della possibile, eppure unica sconfitta del 1DE1. 5uindi un intero opus sull'ancien r1gime, il periodo napoleonico e il BIB secolo rappresenta un unico sforzo di spiegazione per chiarire per quale motivo i francesi abbiano perso nel 1DEFGE1. E' un libro brillante& se ne pu discutere, ma sono state tuttavia da lui introdotte nella storiografia, anche da un punto di vista psicologico, un numero enorme di categorie, che la storiografia positivistica del tempo non ammetteva assolutamente. Si pu discutere della psicologia della critica dell'Illuminismo e della descrizione della rivoluzione, ma il tentativo di fornire positivisticamente una psicologia dell'$accecamento$ # analogo allo sforzo di ?acito e di ?ucidide di spiegare quei modi di

comportamento degli uomini che li rendono incapaci di agire in maniera accorta, riflessiva, ma piuttosto li inducono a correre incontro alla propria sventura. Tratto dall'intervista: "Modelli di storiografia" - Napoli, Istituto Italiano per gli studi filosofici, 5 giugno 1992