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Indice

0.1 guida planare omogenea . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3


0.2 equazione di congruenza della fase . . . . . . . . . . . . . . . . 5
2
GUIDE DIELETTRICHE
analisi ottico-geometrica
Le guide dielettriche sono guide donda prive di pareti metalliche (guide aper-
te) realizzate con soli materiali dielettrici (per ipotesi non dissipativi), omo-
genei (guide uniformi ) o non (guide non uniformi ). Le guide possono avere
sezione trasversa illimitata lungo una delle due direzioni (guide planari ) o
limitata in entrambe le direzioni (guide connate). Per poter essere studiate
con lapproccio per raggi, la sezione trasversa delle guide dielettriche deve
avere dimensioni molto maggiori della lunghezza donda in modo ritenere
soddisfatti i requisiti di validit` a dellottica geometrica.
0.1 guida planare omogenea
La guida planare omogenea `e la guida dielettrica pi` u semplice da analizzare.
Essa `e costituita da una lastra di materiale dielettrico omogeneo privo di
perdite con indice di rifrazione n
1
al di sotto e al di sopra della quale si
estende un semi-spazio dielettrico privo di perdite con indice di rifrazione,
rispettivamente, n
2
e n
3
(Figura 1). Se n
2
= n
3
la guida `e asimmetrica,
se n
2
= n
3
la guida `e simmetrica. In entrambe i casi, perch`e un raggio
possa propagarsi lungo lasse della guida rimanendo connato allinterno della
lastra, lindice di rifrazione di questa deve essere maggiore sia dellindice di
rifrazione del dielettrico superiore (sovrastrato), sia di quello del dielettrico
inferiore (substrato).
Per maggiore generalit`a si studier` a una guida asimmetrica e assumendo
n
1
> n
2
n
3
. (1)
In tal caso landamento (il prolo) lungo x dellindice di rifrazione della strut-
tura presenta una brusca variazione (uno step) in corrispondenza delle due
superci di discontinuit`a (interfacce). Per tale motivo la guida viene anche
4
chiamata guida step-index. Il connamento e la propagazione di un raggio
allinterno della lastra possono facilmente spiegarsi considerando un raggio
che incida sulla supercie di discontinuit`a tra la lastra ed il sovrastrato con
angolo di incidenza
i
. Indicando con
i
langolo complementare dellangolo
dincidenza, si ha che se

i
<
c12
<
c13
(2)
con
c12
angolo complementare dellangolo critico dellinterfaccia lastra-
substrato e
c13
angolo complementare dellangolo critico dellinterfaccia
lastra-sovrastrato

c12
= cos
1

n
2
n
1

(3)

c13
= cos
1

n
3
n
1

>
c12
(4)
il raggio subir` a riessione totale in corrispondenza di ciascuna interfaccia e,
poiche alle riessioni gli angoli si conservano, rimarr` a connato nella lastra
propagandosi lungo lasse z per riessioni totali successive. Se

i
>
c13
(
i
>
c12
) (5)
il raggio verr`a rifratto sia nel substrato sia nel sovrastrato. Inne, se

i
<
c13

i
>
c12
(6)
il raggio continuer`a a subire riessione totale sullinterfaccia superiore ma
verr`a rifratto nel substrato. In denitiva, la
0
i
<
c12
(7)
rappresenta la condizione di connamento dei raggi. Introducendo lindice
ecace n
e
(chiamato anche invariante di raggio e indicato con

)
n
e
=

= n
1
cos
i
(8)
la condizione di connamento pu`o anche scriversi
n
2
< n
e
n
1
. (9)
La condizione limite

i
=
c12
(n
e
= n
2
) (10)
oltre la quale il raggio da connato diventa rifratto prende il nome di condi-
zione di taglio (cut-o ).
0.2. equazione di congruenza della fase 5
0.2 equazione di congruenza della fase
La (7) mostra che quale che sia langolo
i
, purche compreso nellintervallo
[0,
c12
[, un raggio pu`o propagarsi lungo la lastra per riessioni totali suc-
cessive. Questa considerazione mostra i limiti dellottica geometrica perche
lapproccio n qui seguito non tiene conto della natura elettromagnetica del
problema. Se infatti si studia la variazione della fase di unonda piana unifor-
me (la lastra `e omogenea) lungo la traiettoria del raggio, `e possibile mostrare
che perche londa si propaghi lungo la guida per riessioni totali multiple,
la sua fase deve soddisfare unequazione in
i
, chiamata equazione di con-
gruenza della fase. Solo in corrispondenza degli angoli che soddisfano tale
equazione il fronte donda pu`o spostarsi congruamente tra una riessione
totale e laltra, ovvero londa pu`o propagarsi lungo la lastra. Si pu`o quindi
concludere che gli angoli
i
lungo i quali `e possibile la propagazione di unon-
da piana uniforme allinterno della guida costituiscono un insieme discreto di
valori, in contrasto con quanto prevede lottica geometrica..
Per ricavare lequazione di congruenza per la fase, si faccia riferimento ai due
piani equifase AA

e BB

mostrati in Figura 2 e si consideri un raggio che


partendo dal punto C sul primo piano raggiunge il secondo piano nel punto
D. La variazione di fase dellonda lungo il raggio CD si scrive
[]
CD
= k
o
[co]
CD
= k
o
n
1
CD . (11)
Si consideri ora un raggio che dal punto A sul piano equifase AA

raggiunge
il punto B sul piano equifase BB

. In gura sono disegnati anche i piani


equifase dellonda rispetto al raggio AB, ovvero i piani EE

e FF

passanti
rispettivamente per A e B ortogonali al raggio in esame. Confrontando le
posizioni di questi piani con quelli relativi al raggio CD (AA

e BB

), si
deduce che le dierenze osservabili sono dovute alle riessioni totali dellonda
sulle due interfacce. In particolare, il piano EE

`e il piano AA

a valle della
riessione totale sullinterfaccia superiore, mentre il piano BB

altro non `e
che il piano FF

dopo la riessione totale sullinterfaccia inferiore. Pertanto


tra le fasi dei due piani sussistono le seguenti relazioni

EE
=

AA
+
13
(12)

BB
=
FF
+
12
(13)
in cui
13
`e la variazione di fase dovuta alla riessione totale sullinterfaccia
superiore e
12
`e la variazione di fase dovuta alla riessione totale sullinter-
faccia inferiore. In denitiva, la variazione di fase dellonda lungo il raggio
AB `e data dalla dierenza tra il cammino ottico del raggio tra i punti A e B
6
considerati per` o sui i piani EE

e FF

e gli sfasamenti concentrati


13
e
12
necessari per riportarsi sui piani AA

e BB

[]
AB
= k
o
[co]
AB

13

12
= k
o
n
1
AB
13

12
. (14)
Poiche i punti D e B giacciono sullo stesso fronte donda le due variazioni di
fase (14) e (11) devono dierire di un multiplo intero di e quindi
k
o
n
1

AB CD

= 2m +
12
+
13
m = 0, 1, 2, ... (15)
Con semplici considerazioni geometriche `e possibile ricavare
CD =
d
sin
i

cos
2

i
sin
2

(16)
AB =
d
sin
i
(17)
per cui la (15) pu`o anche scriversi
2n
1
k
o
d sin
i
= 2m +
12
+
13
m = 0, 1, 2, ... (18)
che `e lequazione cercata.

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