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Al Presidente della Camera dei Deputati On.

Laura Boldrini Ai Capigruppo di tutti i Gruppi presso la Camera dei Deputati Roma, 03/02/2014 Nei giorni trascorsi la normale attivit parlamentare stata turbata da numerosi episodi e condotte di particolare gravit, posti in essere da Deputati appartenenti al Gruppo del Movimento 5 Stelle, i quali, nella quasi totalit dei casi, hanno agito in pieno spregio del Regolamento della Camera. Tali condotte si sono verificate in concomitanza con lintensificarsi delle visite dellimprenditore Gianroberto Casaleggio, titolare e fondatore della CASALEGGIO ED ASSOCIATI SRL (azienda operante nel campo del marketing on line) al Gruppo Parlamentare del Movimento 5 Stelle, presso la Camera dei Deputati. Le visite del predetto imprenditore non sono mai state rese pubbliche, n nei contenuti, n nelle motivazioni, n, cosa pi significativa, per quanto concerne il tipo di rapporto tra questi ed i Deputati appartenenti al Gruppo M5S. Ci che rileva, invece, che lazienda sopra richiamata, sarebbe proprietaria, direttamente o indirettamente del sito beppegrillo.it e dei siti lafucina.it e tzetze.it. Caso vuole, che immediatamente dopo le visite di Gianroberto Casaleggio, il Gruppo del M5S abbia dato vita a condotte politicamente e mediaticamente a dir poco clamorose e plateali, spesso in violazione del Regolamento della Camera, che hanno portato ad un incremento dellattenzione dellopinione pubblica dedicata al Movimento, manifestatasi per lo pi attraverso il sito beppegrillo.it e i siti ad esso collegati Tali siti, a seguito di tali plateali condotte, hanno registrato picchi di visite senza precedenti, con conseguente aumento vertiginoso dei ricavi garantiti dagli inserzionisti del blog, anche attraverso il sistema del c.d. advertising pay per clic. Tali circostanze sollevano numerosi e quanto mai necessari interrogativi, che trovano una sicura accentuazione nella mancanza, allo stato, di una normativa ad hoc regolante lattivit di lobbying nel nostro Paese, quella stessa attivit che, parrebbe evidente, lo stesso Casaleggio ha operato in proprio favore ed in favore delle proprie aziende di marketing. Va, intanto, chiarito se e come gli introiti, voluminosi, del sito beppegrillo.it e quelli delle societ controllate, possano costituire, in buona sostanza, una forma indiretta di finanziamento al partito del Movimento 5 Stelle ed in caso affermativo, se le modalit prescelte siano conformi ai principi normativi vigenti in materia.

Una volta fatto questo, bene comprendere se sia possibile evidenziare un collegamento tra le iniziative plateali del Gruppo del Movimento 5 Stelle, le visite di Casaleggio e gli introiti maturati da questultimo immediatamente dopo linnalzamento dellaudience ottenuto grazie alla natura scenica della strategia politica dei comportamenti dei Deputati Grillini. In altre parole, possibile affermare che: Casaleggio venga in Parlamento, aizzi i Deputati Grillini a creare il caos, questo accada, e Casaleggio aumenti, conseguentemente il proprio fatturato? E se possibile affermare questo, un simile sillogismo da considerarsi lecito sul piano normativo, opportuno sul piano politico ed accettabile in termini di conflitto di interesse? Ed una volta affermato questo, non sarebbe opportuno verificare se tali condotte tenute da Gianroberto Casaleggio integrino la fattispecie di cui allart. 346 bis del codice penale, che disciplina il c.d. traffico di influenze illecite? Non sarebbe opportuno verificare di quali vantaggi economici e patrimoniali Gianroberto Casaleggio starebbe beneficiando in concomitanza degli ultimi avvenimenti e scontri verificatisi alla Camera dei Deputati, a seguito delle intemperanze dei Grillini? In altre parole, Gentili Colleghi, quanto e chi ci guadagna ad ogni aumento dei contatti e delle visite ai siti internet di Casaleggio e Beppe Grillo, successivo alle caotiche e rivoltose condotte dei Deputati Grillini in Parlamento? Questa nostra, vuole essere il primo passo per avviare una seria riflessione sul difficile e quanto mai controverso rapporto tra interessi economici, imprenditoriali e lobbistici non trasparenti che potrebbero minare il corretto funzionamento della Camera dei deputati e la credibilit dellintero Parlamento.