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Psicologia Clinica di Alessio Bellato

Un riassunto del manuale americano sulla psicopatologia. Ampie descrizioni di tutte le patologie mentali, affrontate da un approccio integrato che ne esplora eziologia e trattaementi da vari punti di vista. Il volume fa riferimento alle diagnosi dell'ultima edizione del DSM, soffermandosi in particolare sui disturbi dell'asse I e II, sui problemi dell'et evolutiva e su quelli riguardanti l'anziano.

Universit: Facolt: Titolo del libro: Autore del libro: Editore: Anno pubblicazione:

Universit degli Studi di Padova Psicologia Psicologia Clinica Kring, Davison, Neale, Johnson Zanichelli 2008

Alessio Bellato

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1. Stigma
Insieme di credenze e di atteggiamenti deleteri che la societ sviluppa nei confronti dei gruppi devianti. Caratteristiche: attribuzione di etichette (es: pazzo) attributi relativi alle etichette (pazzo--> pericoloso) le persone marchiate da etichette sono ritenute diverse dalle altre discriminazione dei gruppi marchiati La malattia mentale , ancora oggi, stigmatizzata.

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2. Comportamento anormale: definizione del DSM-IV-TR


Ogni disturbo mentale definito come sindrome o modello comportamentale o psicologico clinicamente significativo, che si presenta in un individuo, ed associato a disagio, a disabilit, ad un aumento significativo del rischio di morte, dolore o disabilit, o a un'importante limitazione della libert. E' la manifestazione di una disfunzione comportamentale, psicologica o biologica dell'individuo.

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3. Caratteristiche usate per descrivere alcune forme di comportamento patologico


Disagio personale: non tutti i comportamenti che provocano disagio sono da ritenersi anormali (es: disagio dovuto a digiuno per motivi religiosi) Disabilit: (=compromissione in qualche area importante della vita dell'individuo) Violazione delle norme sociali: (norme sociali= standard osservati nella maggior parte degli individui, e da essi utilizzati per formulare giudizi. Esse variano di cultura in cultura) Disfunzione (comportamentale, psicologica o biologica, evidente): (=quando un meccanismo interno non riesce a svolgere la sua funzione naturale)

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4. Storia della psicopatologia


Demonologia: un demone o uno spirito malvagio pu abitare all'interno di una persona, controllandone mente e corpo (civilt cinese, ebrea, egizia, babilonese e greca). Trattamento tramite esorcismo. Ippocrate (V secolo a. C.): individua tre disturbi mentali. Salute mentale: equilibrio tra quattro fluidi corporei. Secoli bui: ritorno della demonologia, a causa del potere della Chiesa. Persecuzione delle streghe (XIII secolo): non tutti i condannati erano malati di mente. Processi per la pazzia: si analizza lo stato mentale, il diavolo viene lasciato da parte. Nascita dei manicomi: dal XV-XVI secolo i lebbrosari vengono trasformati in manicomi, dedicati alla custodia e all'accoglienza dei malati mentali, dove i diritti dell'essere umano non vengono rispettati, fino a Pinel, che inizia a prendersi cura dei malati di mente, fino ad arrivare ad un trattamento morale (colloqui con il personale, tra pazienti)

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5. Evoluzione del pensiero contemporaneo sul disturbo mentale


Griesinger: dietro ogni disturbo mentale c' un disturbo di natura biologica. Kraepelin: (Sindrome=complessi di sintomi che si manifestano con sufficiente regolarit, da essere attribuiti ad una stessa causa di natura biologica) Approcci biologici Nel 1905 si scoprono le cause della sifilide, collegandola alla paresi generale, una sindrome che mostra deterioramento delle capacit fisiche e mentali. Dopo che Pasteur ebbe scoperto la teoria dei germi, secondo la quale le malattie sono causate dalle infezioni del corpo da parte di microbi. Si inizi, inoltre, ad analizzare l'ereditariet genetica delle malattie mentali. All'inizio del XX Secolo, venivano usati numerosi trattamenti biologici: *ECT:terapia elettro-convulsivante o elettroshock (l'applicazione di scariche elettriche ai lati della testa, in pazienti umani, provoca attacchi epilettici). *lobotomia prefrontale. *introduzione di farmaci. Approcci psicologici I disturbi mentali sono dovuti a malfunzionamenti di natura psicologica. -Mesmer (disturbi dovuti al fluido magnetico universale, primi tentativi di ipnosi) -Breuer: metodo catartico--> far rivivere un lontano trauma emotivo, rilasciando la tensione emozionale tramite la libera espressione di pensieri sull'evento, sotto ipnosi, faceva stare meglio i suoi pazienti con sintomi isterici. -Freud: il comportamento umano in gran parte determinato da forze inaccessibili alla coscienza (Teoria psicoanalitica). *Es (=deposito dell'energia fondamentale agli impulsi. Libido, principio di piacere), Io (=contenuti coscienti, principio di realt, si sviluppa dai 6 mesi di vita) e Super-Io (=coscienza morale). *Fasi psicosessuali: f. orale, f. anale, f. fallica (complesso di Edipo e complesso di Elettra), periodo di latenza e f. genitale. *Meccanismi di difesa: strategie messe in atto dall'Io per proteggersi dall'angoscia (es: rimozione, negazione, etc.). *Psicoanalisi (o terapia psicoanalitica): il paziente viene aiutato a prendere coscienza dei conflitti infantili rimossi, per analizzarli, poi, e risolverli. *Tecnica delle associazioni libere= il paziente viene incoraggiato a lasciare libero corso ai suoi pensieri. *Analisi del transfert= analisi delle risposte nei confronti dell'analista, che sembrano riflettere atteggiamenti e comportamenti che il paziente ha avuto verso figure importanti del suo passato. *Tecnica dell'interpretazione= serve per far rilevare al paziente il significato dei suoi comportamenti.

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6. Psicologia e psicopatologia
Teorie psicodinamiche neofreudiane -Jung: elabor la psicologia analitica, che integra psic.Freudiana e psic.Umanistica. Ipotizz che, oltre all'inconscio individuale, in noi esista anche un inconscio collettivo. Introduce concetti di religiosit, bisogni spirituali, dando importanza all'intenzionalit, ai sogni, agli scopi e alle aspirazioni. -Adler: Psicologia individuale-->La piena realizzazione personale pu essere raggiunta soltanto nell'agire per il bene comune. Interesse per il progresso sociale, per la crescita. La psicologia umanistica ed esistenziale (met del XX Secolo) Rilievo alla libert di scelta, dando assoluta importanza alla volont dell'individuo. Comportamentismo (Watson) Attenzione all'apprendimento, basato sullo studio dei comportamenti. -Condizionamento classico (Pavlov): In presenza di uno stimolo incondizionato (SI), si verifica una risposta incondizionata (RI). Uno stimolo condizionato (SC), dopo un certo numero di prove in cui viene abbinato allo SI, acquista la capacit di evocare una risposta condizionata (RC), che spesso uguale alla RI. ---> Il condizionamento c. destinato all'estinzione, se allo SC non viene abbinato lo SI. -Condizionamento operante (Thorndike e Skinner): distinzione tra rinforzi positivi e rinforzi negativi-->un comportamento, seguito da rinforzo positivo, sar ripetuto. Shaping: ricompensare una serie di risposte sempre pi vicine a quella desiderata. -Imitazione di modelli (modeling): L'apprendimento avviene tramite l'osservazione e l'imitazione degli altri. -Terapia comportamentale: Approccio terapeutico che si basa sui condizionamenti, per trattare problemi clinici. *Tecniche: *Contro-condizionamento: evocare un nuovo tipo di risposta a un particolare stimolo. *Desensibilizzazione sistematica: contro-condizionamento basato sul rilassamento muscolare e l'esposizione graduale ad una serie di situazione temute dal soggetto. *Condizionamento aversivo: uno stimolo piacevole all'individuo viene abbinato ad uno stimolo spiacevole, nella speranza che lo stimolo assuma valenza negativa.

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7. Attuali paradigmi della psicopatologia: genetico


Paradigma: quadro di riferimento o approccio concettuale (insieme degli assunti fondamentali) nell'ambito del quale opera uno scienziato. Quasi tutti i comportamenti sono ereditabili, ma i geni non operano in totale isolamento dall'ambiente. Le influenze ambientali, infatti, agiscono sui nostri geni, attivandone o disattivandone alcuni.---> Natura e cultura funzionano insieme. I geni sono responsabili della produzione delle proteine, le quali agiscono a loro volta su altri geni (espressione genica). I fattori ambientali possono essere condivisi (dai membri di una stessa famiglia) oppure non condivisi: questi ultimi sono quelli che pi contribuiscono alla variabilit genetica tra fratelli. La reazione di una persona a un evento ambientale influenzata dai suoi geni. Es.: depressione: il gene del trasportatore della serotonina pu essere presente in individuo, in versioni diverse (in base alla lunghezza degli alleli). Una data versione del gene, con i maltrattamenti subiti durante l'infanzia, erano causa di depressione in et adulta. Interazione reciproca geni-ambiente: i geni ci predispongono a ricercare particolari ambienti, che poi accrescono il nostro rischio di sviluppare un certo disturbo. *Valutazione del paradigma: un paradigma ancora in fase di studi, perch ogni giorno avvengono nuove scoperte, nella ricerca genetica. Il paradigma delle neuroscienze I disturbi mentali si associano a processi cerebrali aberranti: alcune forme di depressione sono associate a problemi di neurotrasmettitori a livello cerebrale. Noradrenalina--->disturbi d'ansia e di stress. Serotonina e dopamina-->depressione e schizofrenia. GABA-->inibisce la trasmissione degli impulsi nervosi nella maggior parte delle aree cerebrali, coinvolto nei disturbi d'ansia. I neurotrasmettitori sono sintetizzati nel neurone, partendo da un amminoacido. Visione Lobo occipitale Discriminazione dei suoni Lobo temporale Ragionamento, problem solving, MdL, movimenti fini volontari Lobo frontale Movimenti scheletrici, percezione tatto, pressione, dolore, temperatura e posizione del corpo Area vicina al solco centrale Emisfero sx Controlla la parte dx del corpo. Responsabile maggiormente del linguaggio e del pensiero analitico. Emisfero dx Elaborazione delle relazioni e dei pattern spaziali. *Talamo: riceve gli impulsi provenienti dalle aree sensoriali del corpo, li trasmettono alla corteccia cerebrale, dove diventano sensazioni consce. *Tronco encefalico: stazione di smistamento dei segnali neurali. *Cervelletto: riceve gli impulsi sensoriali provenienti dall'apparato vestibolare dell'orecchio e dai muscoli,

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dai tendini e dalle articolazioni. Responsabile dell'equilibrio, della postura e della coordinazione. *Strutture subcorticali: espressioni viscerali e fisiche delle emozioni, espressione degli istinti e di altre pulsioni primarie. *Giro del cingolo anteriore: Ipotalamo=metabolismo, t. corporea, sudorazione, pressione arteriosa, appetito e sonno; Amigdala=importante nei processi emotivi. *SNA: innerva le ghiandole endocrine, il cuore e i muscoli degli organi e dei vasi sanguigni. *SNA simpatico: prepara l'organismo a sostenere una fase improvvisa di intensa attivit e di stress. *SNA parasimpatico: funzioni inibitorie, di conservazione dei comportamenti in condizioni di quiete. *Sistema neuroendocrino: Asse HPA (ipotalamo-ipofisi-surrene)---> importante nelle risposte del corpo allo stress, porta al rilascio del cortisolo e di altri ormoni, che accelerano momentaneamente il metabolismo corporeo.

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8. Attuali paradigmi della psicopatologia: psicoanalitico e cognitivocomportamentale


La psicopatologia il prodotto di conflitti inconsci. Oggi, la psicoterapia ha breve durata (valutazione rapida e precoce; terapeuta attivo; obiettivi concreti finalizzati al miglioramento dei sintomi del paziente, nella sua condizione attuale, per affrontare meglio le difficolt future; interpretazioni dirette verso le attuali circostanze della vita del paziente), e si basa soprattutto sull'analisi dell'Io, che tiene conto sulle capacit dell'individuo di controllare l'ambiente e di scegliere. *Valutazione del paradigma: le esperienze infantili contribuiscono a plasmare la personalit adulta; sul comportamento agiscono influenze inconsce; le cause e gli scopi del comportamento umano non sono sempre evidenti. Il paradigma cognitivo-comportamentale Ruolo centrale dei principi del c. classico e del c. operante. Per cambiare le conseguenze di un comportamento problematico, da trattare, si potrebbe far seguire al comportamento problematico un periodo di time-out (es: castigo), in cui la persona viene posta in una situazione in cui non sono disponibili rinforzi positivi, oppure associare il rinforzo positivo al tipo di comportamento prodotto, cos da far aumentare la frequenza di comportamenti desiderabili. Economia a gettoni: il comportamento desiderato viene ricompensato mediante gettoni. L'esposizione del soggetto a una serie di situazioni non gradite dal soggetto una tecnica molto valida, se la serie di situazioni presentate graduale. L'individuo che apprende, inserisce ogni nuova informazione in una rete organizzata formata dalle conoscenze gi acquisite (schema o set cognitivo). Persone affette da disturbi d'ansia, disturbi d'umore e schizofrenia hanno problemi di attenzione (che si misura con il test di Stroop parola, colore con cui la parola scritta). *Terapia cognitivo-comportamentale (CBT): attenzione agli aspetti personali della vita del paziente, e intervengono su di essi, per comprendere e modificare disturbi manifesti o nascosti del suo comportamento. *Terapia cognitiva di Beck sulla depressione: le persone affette da questo disturbo hanno una percezione distorta delle proprie esperienze, che le porta a focalizzarsi solo su alcune esperienze (solitamente negative) e a trascurarne altre (distorsioni sistematiche [bias]). *Terapia comportamentale razionale-emotiva di Ellis: le reazioni emozionali prolungate nel tempo sono causate da affermazioni che le persone continuamente ripetono a s stesse e che talvolta riflettono assunti taciti. Nella terapia, necessario eliminare le convinzioni auto-lesive del paziente. *Valutazione del paradigma: concetti sfuggenti e non ben definiti. Fattori che influenzano trasversalmente i diversi paradigmi Emozioni: stato abbastanza breve, costituito da diversi elementi, e comprendente una componente espressiva (facciale), una esperienziale (ci che qualcuno dice di provare, in seguito ad un dato evento), una fisiologica. Fattori socioculturali: sesso, qualit delle relazioni familiari, uso e abuso di sostanze nelle varie culture.

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9. Modello integrativo: il paradigma diatesi-stress - anni '70


Interazione tra la predisposizione costituzionale (genetica o neurobiologica post-nascita) allo sviluppo di un certo disturbo fisico o psicologico (diatesi) e condizioni ambientali perturbanti, traumatiche o quotidiane (stress), che porta all'innesco di un processo psicopatologico. Caso clinico di Arthur: infanzia infelice (morte madre, padre alcolizzato) con la zia --> senso di inferiorit nei confronti delle persone che avevano autorit su di lui, che portava a giudizi auto-lesivi--> confraternita e abuso di alcol--> matrimonio ed esperienza lavorativa, vissute sempre con un sentimento di inferiorit: Arthur non si credeva all'altezza della propria moglie e del proprio lavoro-->dopo anni di negazione del proprio vizio, Arthur decise di farsi aiutare. P. genetico Attenzione alla storia familiare, fattori genetici correlati all'abuso di sostanze. P. psicoanalitico Gli eventi infantili hanno influenzato notevolmente le successive modalit di adattamento della persona (dolore per la morte della madre, rabbia nei confronti del padre). Trattamento: terapia interpersonale, lavorando sulle relazioni di Arthur e sulla rabbia inconscia verso il padre. P. cognitivo-comportamentale Concentrazione sul senso di inferiorit provato da Arthur al college, causato dalle diverse condizioni di vita, in cui cresciuto, rendendolo ipersensibile alle critiche e ai rifiuti degli altri; l'unica fuga a questa tensione stato l'alcol. Trattamento: desensibilizzazione sistematica -->rilassamento, mentre il soggetto immagina una gerarchia di situazioni, via via pi ansiogene, in cui posto sotto valutazione da parte degli altri. P. diatesi-stress Si pu seguire pi di una delle strategie sovra descritte.

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10. Affidabilit di una valutazione diagnostica


Affidabilit interrater: grado di concordanza nel giudizio espresso da due osservatori indipendenti su uno stesso fenomeno osservato. Affidabilit del test-retest: grado in cui un soggetto osservato in due momenti tende a ottenere punteggi simili. Affidabilit della versione alternativa: coerenza tra i punteggi ottenuti dal soggetto in due versioni del test. Affidabilit da coerenza interna: intercorrelazione degli item di un test.

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11. Validit di una valutazione diagnostica


Validit di contenuto: grado in cui una misura rappresenta adeguatamente l'area che sta indagando. Validit di criterio: grado in cui una misura associata, in modo costante e prevedibile, ad un'altra misura (definita criterio). Validit di costrutto: costrutto=entit di cui si percepisce l'esistenza, ma che non pu essere direttamente visualizzata, se non analizzando altri dati, provenienti da molteplici fonti. Caso clinico di Roxanne: comportamento anomalo, urla, corsa sfrenata in giro per la citt, scontrandosi con i passanti. Portata in ospedale, i medici non riuscivano a definire l'origine del suo comportamento anomalo, finch riuscirono a rintracciare i famigliari della donna, i quali raccontarono che la donna aveva alle spalle una lunga storia di disturbo bipolare (depressione maniacale).

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12. Diagnostic and Statistic Manual of Mental Disorders - DSM-IVTR


E' il sistema diagnostico ufficialmente adottato nel campo della salute mentale, negli U.S.A. Caratteristiche del DSM.IV-TR: Il suo sistema di classificazione comprende cinque assi (sistema di classificazione multi-assiale). Asse I: tutte le categorie diagnostiche, tranne i disturbi di personalit e del ritardo mentale, i quali costituiscono l'Asse II. Assi III, IV e V: sono finalizzati a cogliere l'ampio contesto delle condizioni di vita del paziente. Asse III: viene riportata qualsiasi condizione medica ritenuta rilevante. Asse IV: problemi di natura psicosociale e ambientale di cui il paziente soffre, che potrebbero contribuire al suo disturbo mentale (problemi economici, difficolt nelle relazioni con gli altri). Asse V: attuale livello di funzionamento adattivo del paziente, utilizzando la scala VGF (Valutazione Globale del Funzionamento: punteggio da 0 a 100). Fattori culturali ed etnici nel DSM-IV-TR: la malattia mentale un fenomeno universale, ma molte influenze culturali agiscono sui fattori di rischio per la malattia stessa. *Negli Stati Uniti, pur essendoci un miglior servizio di assistenza psichiatrica, la schizofrenia tende ad avere esiti peggiori, rispetto a ci che succede in Paesi come Nigeria. India e Colombia, dove l'assistenza psichiatrica molto scarsa. *Nel DSM-IV-TR si fornisce un quadro di riferimento generale per valutare il ruolo svolto da cultura e appartenenza etnica, si descrive per ciascun disturbo l'influenza dei fattori culturali ed etnici, si riuniscono in un'appendice apposita le sindromi culturalmente caratterizzate. *Nel valutare i sintomi, bisogna tenere conto che diverse culture possono elaborare uno specifico linguaggio per descrivere i sintomi. Critiche al DSM: Il DSM-IV-TR contiene troppe categorie diagnostiche (circa 300)? Forse si. L'alto numero di categorie porta al fenomeno della comorbilit (presenza di una seconda diagnosi, dovuta a distinzioni troppo sottili nel differenziare le sindromi. Categorie diagnostiche (si/no) oppure continuum comportamentale (con che grado)? Non totale affidabilit del DSM.

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13. Valutazione psicologica: strumenti


Colloquio clinico Attenzione al modo in cui l'intervistato risponde, in base al paradigma che ogni intervistatore adotta. Per condurlo, necessaria molta abilit, nella ricerca di una buona relazione con il soggetto, conquistando la sua fiducia, e dimostrando empatia verso di lui. Pu essere strutturato oppure no. Intervista strutturata: serie di domande predisposte e gi organizzate in modo prestabilito. SCID (Structured Clinical Interview): un'intervista strutturata con organizzazione gerarchica, ovvero le risposte del soggetto determinano di volta in volta la domanda successiva. Una scala a tre punti quantifica la gravit dei sintomi. La SCID caratterizzata da un buon livello di affidabilit interrater per la maggior parte delle categorie diagnostiche. *Stress: esperienza soggettiva di disagio in risposta alla percezione di determinati problemi ambientali. Per misurare lo stress si usa: SRRS (Social Readjustment Rating Scale): ad ogni evento stato dato un punteggio di stress. Molte critiche. ADE (Assessment of Daily Experience ): i soggetti devono registrare le proprie esperienze giornaliere, assegnando ad esse un punteggio. I ricercatori cercheranno, in seguito, di individuare se i fattori stressanti quotidiani hanno potere predittivo rispetto al successivo sviluppo di patologie. LEDS (Bedford College Life Events and Difficulties Schedule): intervista che copre oltre 200 tipi di stress. Si costruisce un calendario che comprende i principali eventi accaduti al soggetto in dato periodo di tempo, attribuendo loro, successivamente, la loro importanza per il soggetto. I test di personalit Questionari di personalit autodescrittivi: il soggetto deve compilare un questionario autodescrittivo, indicando se le affermazioni in esso contenute si applicano o meno alla sua personalit. *MMPI-2 (Minnesota Multiphasic Personality Inventory) Test proiettivi di personalit: strumenti di valutazione psicologica che prevedono la presentazione al soggetto i una serie di stimoli standard abbastanza ambigui da consentire un'ampia variabilit nelle risposte (ipotesi proiettiva: essendo gli stimoli ambigui, saranno i processi inconsci a determinare le risposte dell'individuo). *TAT (Thematic Apperception Test): si presentano delle immagini in bianco e nero, chiedendo al soggetto di raccontare una storia su ciascuno di esse. *Test delle macchie d'inchiostro di Rorschach: si mostrano al soggetto dieci tavole con macchie d'inchiostro e gli si chiede cosa vede in ognuna di esse (Exner ha sviluppato il pi diffuso sistema di punteggio per interpretare il test di Rorschach). I test d'intelligenza Binet fu il primo a mettere a punto un test d'intelligenza (test di QI). I test d'intelligenza si basano sull'assunto che una stima accurata del funzionamento intellettivo attuale di un soggetto consenta di prevedere il rendimento scolastico futuro o di diagnosticare difficolt di apprendimento o ritardo mentale. =100 DS: 15/16 *sono test altamente affidabili, ma ovviamente tengono conto di tutti quei fattori legati all'intelligenza, quali stereotipi uomo/donna, stereotipi razziali, che influiscono molto nella somministrazione dei test in condizioni ambientali particolari.

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Valutazione comportamentale e cognitiva Interessamento agli aspetti ambientali che possono contribuire ai sintomi, alle caratteristiche peculiari della persona in esame, della frequenza e della forma dei comportamenti problematici, delle conseguenze di problemi comportamentali. Osservazione diretta del comportamento: situazioni artificiali, nelle quali avviene una valutazione comportamentale dei soggetti, anche per valutare l'efficacia di un trattamento. Autosservazione: Utile, ma pu alterare il comportamento (reattivit: fenomeno per cui il comportamento cambia in conseguenza dell'autosservazione). *Automonitoraggio: dati sull'umore, sulle esperienze stressanti, sui pensieri del soggetto. *EMA (ecological momentary assessment): raccolta di dati in tempo reale su diari. Questionati di stile cognitivo: utili per individuare i migliori obiettivi del trattamento, oltre a determinare se gli interventi riescono a modificare pattern di pensiero eccessivamente negativi. *DAS (Dysfunctional Attitude Scale): questionario di autodescrizione. Permette di distinguere tra persone che soffrono di depressione e persone che non ne soffrono. Cogliere i pensieri in una situazione specifica: *ATSS (Articulated Thoughts in Simulated Situations): il soggetto finge di trovarsi in una situazione particolare, e subito dopo deve esprimere ad alta voce tutto ci che gli passa per la mente. Il metodo in grado di scoprire ci che i soggetti pensano, sia in situazioni fastidiose o innocue, in caso di ansia nel parlare in pubblico, o in caso di ansia sociale, perch gli individui si lasciano coinvolgere da situazioni credibile e realistiche.

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14. Valutazione neurobiologica: strumenti


Brain imaging: *TAC (tomografia assiale computerizzata): valutazione delle anomalie del cervello. Un fascio mobile di raggi X opera, a 360, la scansione di una sezione orizzontale del cervello, rilevando le differenze nella densit dei tessuti. *MRI (risonanza magnetica): il campo magnetico, all'interno del quale posto il soggetto, provoca il movimento degli atomi di idrogeno contenuti nelle molecole del corpo. Quando il campo magnetico viene disattivato, gli atomi ritornano alle loro posizioni originali, generando un segnale elettromagnetico, che viene letto dal computer. *fMRI (MRI funzionale): rende possibile la misurazione dei cambiamenti metabolici (immagine del cervello al lavoro). Misura il BOLD (flusso sanguigno del cervello). *PET(tomografia ad emissione di positroni): invasiva e costosa, permette di ottenere misure della struttura e della funzionalit cerebrale, evidenziando siti di lesioni epilettiche, tumori, ictus e traumi, e la diffusione di varie sostanze psicoattive nelle aree cerebrali. Una delle sostanze metabolizzate dal cervello viene marcata con un isotopo radioattivo a vita breve, quindi iniettata. Ogni molecola radioattiva di questa sostanza decade, emettendo un positrone, che, collidendo con un elettrone, genera due fotoni ad alta energia, che fuoriescono dal cranio in direzioni opposte, e ci viene registrato dai macchinari. Valutazione di neurotrasmettitori: la degradazione di un neurotrasmettitore produce un metabolita (un acido). Analizzando i metaboliti, e la loro presenza nelle urine, nel sangue e nel liquido cerebro-spinale, si pu verificare la presenza di un dato neurotrasmettitore. Valutazione neuropsicologica: un neuropsicologo uno psicologo che studia gli effetti delle disfunzioni cerebrali sul pensiero, l'emozione e il comportamento dei soggetti. I test neuropsicologici sono strumenti di valutazione dei disturbi del comportamento causati da disfunzioni organiche del cervello. -Batteria di Halstead-Reitan: *Tactile Performance Test: tempo per inserire alcune forme negli spazi vuoti. *Tactile Performance Test: disegnare a memoria il tabellone con gli spazi vuoti. *Speech Sounds Perception Test: misura il funzionamento dell'emisfero sx. -Batteria di Luria-Nebraska: consente di determinare abilit motorie, ritmiche, tattili, cinestesiche, linguistica, espressiva, di lettura, scrittura e aritmetiche, la memoria e i processi intellettivi. Contribuisce ad identificare eventuali lesioni alle aree frontali, temporali, sensomotorie e parieto-occipitali. Valutazione psicofisiologica: analisi dei cambiamenti del corpo associati a eventi o caratteristiche di ordine psicologico. *ECG (elettrocardiogramma). *risposta elettrodermica (conduttanza cutanea): ansia, paura, rabbia e altre emozioni fanno aumentare l'attivit del sistema nervoso simpatico, che stimola l'attivit delle ghiandole sudoripare, la quale fa aumentare la conduttanza elettrica della pelle. Ci si pu osservare, misurando un flusso di corrente che attraversa la pelle.. *EEG (elettroencefalogramma): misura dell'attivit cerebrale, attraverso elettrodi.

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15. Metodi di ricerca in psicologia clinica


Studio dei casi singoli: casi clinici. Richiedono l'anamnesi familiare del soggetto, la sua storia clinica, il livello di istruzione, le esperienze lavorative, le eventuali relazioni coniugali, e informazioni riguardo lo sviluppo, il grado di adattamento, la personalit, la situazione attuale ed eventuali esperienze di terapia. Hanno una validit discutibile (non sono oggettivi per tutti i paradigmi che si possono adottare). Questo metodo utilizzato per: *fornire una descrizione dettagliata di un fenomeno clinico. *confutare un'ipotesi di validit universale (ma non provarla). *generare ipotesi da sottoporre a verifica tramite ricerche controllate. Gli studi di correlazione: le variabili vengono misurate cos come si presentano in natura. Il coefficiente di correlazione r un parametro statistico (-1 ---> +1), che misura sia la grandezza che la direzione della relazione tra due variabili considerate. La correlazione, inoltre, deve essere statisticamente significativa (non dovuta al caso). Per ovviare al problema della causalit (la correlazione non implica causalit), si ricorre a studi longitudinali o trasversali, o a studi dei soggetti ad alto rischio. *La ricerca epidemiologica (esempio di studio correlazionale): raccolta di dati relativi alla frequenza di un disturbo e dei suoi possibili correlati entro un campione numeroso. *La genetica del comportamento: studio della famiglia (predisposizione genetica da un disturbo), studio dei gemelli. L'esperimento: implica l'assegnazione casuale dei soggetti a gruppi sottoposti a condizioni differenti, la manipolazione di una variabile indipendente e una variabile dipendente. -Caratteristiche del disegno sperimentale: *il ricercatore manipola una VI, e misura una VD, che dovrebbe variare insieme ad essa. *i partecipanti sono assegnati a caso ad uno dei diversi gruppi. *Validit interna: dipende da quanto l'effetto sperimentale attribuibile alla variabile indipendente., e necessita della presenza di un gruppo di controllo. *Effetto Placebo: miglioramento delle condizioni fisiche o psicologiche di un paziente, non dovuto a uno specifico principio attivo del trattamento, quanto alle aspettative del paziente stesso di trarne un beneficio. Pu avere effetti duraturi e significativi. Di solito viene usata per verificare la validit interna, nei gruppi di controllo. *Validit esterna: grado in cui i risultati di una ricerca possono essere estesi e generalizzati al di l del particolare studio da cui sono emersi (processo non automatico: i comportamenti avuti in laboratorio quasi certamente non saranno ripetuti nell'ambiente naturale). -Esperimenti analogici: metodo sperimentale pi efficace per determinare le relazioni causa-effetto di un comportamento patologico. Il ricercatore cerca di riprodurre in laboratorio il fenomeno che gli interessa, per analizzarlo approfonditamente (problemi di validit esterna). -Esperimento entro soggetto: si studia come un singolo soggetto risponde alle manipolazioni della variabile indipendente.(al contrario dei casi singoli, questo tipo di esperimento ha alta validit interna). [Esempio della ragazza con fobia di soddisfare, che le impediva di mangiare cibi solidi: tramite esposizione e rinforzo (gelato), il malessere soggettivo diminu gradualmente]. Nel protocollo a inversione (protocollo ABAB), un aspetto del comportamento del soggetto accuratamente misurato durante un periodo iniziale (A), poi durante una prima introduzione del trattamento (B), poi durante una fase in cui si ristabiliscono le condizioni iniziali (A) e infine durante la reintroduzione della

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manipolazione sperimentale (B). -CONCLUSIONE: non esiste un disegno di ricerca perfetto! La meta-analisi uno strumento importante per giungere a conclusioni generali in base all'analisi di un gruppo di lavori, mediando i risultati di un alto numero di ricerche.

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16. I disturbi d'ansia secondo il DSM-IV-TR: Fobie


Fobie: paure (delle quali il soggetto consapevole) marcate e persistenti di un oggetto o di una situazione particolare, decisamente sproporzionate al pericolo che tale oggetto pu comportare. *Fobia specifica: pu presentare comorbilit con malattie fisiche. Diagnosi:*Paura marcata e persistente, provocata da particolari oggetti o situazioni. *L'esposizione allo stimolo fobico provoca un'intensa ansia. *La persona riconosce che la sua paura irragionevole. *L'oggetto fobico viene evitato o sopportato con ansia e disagio. *Fobia sociale: pu aggravarsi nel disturbo evitante di personalit, che insorge pi precocemente. Diagnosi: *Paura marcata e persistente, provocata dall'esposizione a persone non familiari o al giudizio degli altri. *L'esposizione alla situazione temuta provoca una forte ansia, per la paura di ritrovarsi in situazioni imbarazzanti e umilianti. *La persona riconosce che la sua paura irragionevole. *Le situazioni temute sono evitate o sopportate con ansia e disagio.

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17. I disturbi d'ansia secondo il DSM-IV-TR: Disturbo di panico


*Disturbo di panico: Un attacco di panico un attacco improvviso di forti sensazioni d'intensa apprensione, terrore o disastro incombente, accompagnate da sintomi fisici, quali dispnea, palpitazioni, nausea, dolori al petto, senso di soffocamento e asfissia, capogiri, sudorazione profusa e tremori, accompagnati talvolta da senso di depersonalizzazione (sentirsi fuori dal proprio corpo) e senso di derealizzazione (senso d'irrealt del mondo). Pu essere ritenuto un malfunzionamento del sistema che presiede alla paura (livello di arousal inappropriato). Pu essere inaspettato o situazionale. -Diagnosi: *Attacchi di panico inaspettati e ricorrenti. *Almeno un attacco stato seguito per un mese o pi dalla preoccupazione di avere altri attacchi,, per le conseguenze di un attacco o alterazioni del comportamento correlate agli attacchi. -Due tipi di disturbo di panico: -Con / senza agorafobia: paura di situazioni in cui potrebbe essere difficile o imbarazzante allontanarsi, in caso di attacco di panico (luoghi pubblici, guidando l'auto, attraversando ponti, in negozi, in centri commerciali, in chiesa, in mezzo a una folla, incapacit di uscire di casa). Pu svilupparsi anche in assenza di attacchi di panico passati.

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18. I disturbi d'ansia secondo il DSM-IV-TR: Disturbo d'ansia generalizzato


*Disturbo d'ansia generalizzato (DAG o GAD): esordisce nell'adolescenza, diventando cronico. -Diagnosi: *Presenza eccessiva, incontrollabile e prolungata (almeno 6 mesi) di ansia e preoccupazione (tendenza cognitiva a rimuginare un problema senza sapersene staccare), ma non dovuta a un altro disturbo di Asse I, spesso su cose di minore importanza (relazioni, salute, situazione economica e seccature quotidiane). -Sintomi: Difficolt a concentrarsi, tendenza a stancarsi facilmente, irritabilit e tensione muscolare.

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19. I disturbi d'ansia secondo il DSM-IV-TR: Disturbo ossessivocompulsivo


*Disturbo ossessivo-compulsivo (DOC o OCD): insorge prima dei 10 anni, oppure nella tarda adolescenza. Insorgenza pi precoce tra i maschi. Diventa disturbo cronico -Diagnosi: *Comportamento caratterizzato da ossessioni (pensieri o impulsi persistenti, incontrollabili: paure di contaminazioni, impulsi sessuali o aggressivi,paura di problemi fisici). *Presenza di compulsioni (atti o azioni mentali ripetitivi ed eccessivi, che la persona si sente costretta a effettuare per ridurre l'ansia causata dai pensieri ossessivi, o per scongiurare una catastrofe: mantenere la pulizia e l'ordine, pratiche ripetitive magiche o protettive, controllare continuamente di aver effettivamente eseguito un'azione). *Ossessioni e compulsioni causano notevole disagio o interferiscono con il normale funzionamento della persona. *I comportamenti del soggetto gli appaiono irrazionali: da essi non trae piacere.

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20. I disturbi d'ansia secondo il DSM-IV-TR: Disturbo posttraumatico da stress


*Disturbo post-traumatico da stress (DPTS o PTSD): diffuso tra i soldati, tra le donne vittime di stupri (almeno un terzo delle donne che subiscono violenza presenta poi i sintomi che portano alla diagnosi di Disturbo Post-traumatico da stress). -Diagnosi: *La persona stata esposta a un evento traumatico che ha causato paura intensa, sentimenti di impotenza o di orrore. *L'evento traumatico viene persistentemente rivisitato. *La persona evita gli stimoli associati con il trauma o manifesta un'attenuazione della reattivit generale. *Aumento persistente dell'attivazione psicofisiologica (arousal). *La durata dei sintomi superiore a un mese. -Sintomi: *Rivivere l'evento traumatico: richiamo alla memoria tramite suoni, immagini, situazioni; incubi notturni. *Evitamento degli stimoli associati con l'evento: comportamenti a volte assurdi; ottundimento della reattivit: diminuito interesse per gli altri, senso di distacco ed estraniamento, incapacit di provare emozioni positive. *Aumentata attivazione fisiologica: difficolt ad addormentarsi o a mantenere il sonno, difficolt di concentrazione, ipervigilanza ed esagerate risposte di allarme. *Pensieri di suicidio, esplosioni di rabbia, stress, dolori alla schiena, mal di testa e disturbi gastrointestinali.

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21. I disturbi d'ansia secondo il DSM-IV-TR: Disturbo acuto da stress


*Disturbo acuto da stress (DAS o ASD): Pi di 2/3 dei soggetti a cui viene diagnosticato un DAS finiscono per sviluppare, nell'arco di due anni dal trauma, un DPTS. -Diagnosi: *La persona stata esposta a un evento traumatico che ha causato paura intensa, sentimenti di impotenza o di orrore. *Durante o dopo l'evento, la persona sperimenta sintomi dissociativi. *L'evento traumatico viene persistentemente rivisitato. *La persona evita gli stimoli associati con il trauma. *Aumento marcato dell'attivazione psicofisiologica (arousal) o dell'ansia. *I sintomi si manifestano da 2 giorni a 1 mese dopo l'evento traumatico.

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22. Influenze di genere e culturali nei disturbi d'ansia


Le donne hanno una probabilit almeno doppia rispetto agli uomini di ricevere una diagnosi di disturbo d'ansia (tranne il DOC, che compare con la stessa frequenza nei due sessi), anche probabilmente a causa dei fattori socioculturali (fiducia in s stessi). I problemi su cui l'ansia delle persone si focalizza variano a seconda della cultura.

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23. Fattori di rischio comuni ai vari disturbi d'ansia


Vulnerabilit genetica: ereditabilit del 40% per fobie, GAD e PTSD e del 48% per il disturbo di panico. Iperattivit del circuito cerebrale della paura (in particolare dell'amigdala). Diminuita attivit del GABA (che ha il compito di inibire l'attivit neurale in tutte le aree cerebrali, e quindi anche di diminuire l'ansia) e della serotonina, aumentata attivit della noradrenalina: Inibizione comportamentale nei bambini (tendenza ad agitarsi e piangere quando si trovano di fronte a giocattoli, persone e altri stimoli che non conoscono): ereditaria, probabile predittrice di futuri disturbi d'ansia. Presenta il 30% di prevedibilit della fobia sociale. Nevroticismo (tendenza a reagire agli eventi con emozioni molto pi negative della media): prevede disturbi d'ansia e depressione. Fattori cognitivi: *Percezione del controllo: pensare di non avere alcun controllo sull'ambiente (esperienze infantili traumatiche, comportamenti genitoriali punitivi oppure oppressivi) espone le persone a un rischio maggiore di sviluppare un'ampia gamma di disturbi d'ansia. *Aspettativa di un pericolo: Maggiore attenzione agli stimoli con significato minaccioso. Eventi esistenziali traumatici: presentano l'80% di prevedibilit di futuri disturbi di panico.

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24. Trattamento dei disturbi d'ansia


Esposizione del soggetto a ci di cui lui ha pi paura: utile per trattare fobia sociale, disturbo di panico, disturbo d'ansia generalizzato e il disturbo ossessivo-compulsivo. Farmaci ansiolitici: effetti collaterali, le benzodiazepine provocano assuefazione e dipendenza. Si rivelano efficaci solo nel periodo della loro assunzione. *Benzodiazepine : Diazepam, Alprazolam Valium, Xanax disturbi d'ansia diversi dal DOC agisce sul GABA. *Antidepressivi triciclici Imipramina TofranilDisturbo di panico,GAD,DOC,PTSD Dopam. e noradr. *Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (antidepressivi) Paroxetina, fluoxetina, sertralina Sereupin, Prozac, Zoloft Tutti i disturbi d'ansia Serotonina

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25. Trattamento dei disturbi d'ansia specifici


Eziologia delle fobie specifiche Teoria bifattoriale di Mowrer: attraverso un condizionamento classico con predisposizione biologica (trauma diretto, trauma indiretto o modeling, istruzione verbale) una persona apprende a temere uno stimolo neutro, abbinato ad uno SI. Attraverso un processo di condizionamento operante la persona apprende a ridurre questa paura condizionata tramite l'evitamento dello SC. Eziologia della fobia sociale La paura condizionata non si estingue partecipando a situazioni sociale prive di conseguenze negative. Il soggetto presenter, in ogni caso, comportamenti protettivi (evitare il contatto oculare, tenersi in disparte, far cadere le conversazioni). Essi sviluppano, infatti, standard superiori alla norma, riguardo alla propria prestazione e pensieri negativi non realistici circa le conseguenze dei propri comportamenti sociali (non pensano agli altri, pensano solo a come loro stessi sono giudicati). Trattamento delle fobie Esposizione, desensibilizzazione sistematica (terapia comportamentale), esposizione nella vita reale. L'esposizione efficace anche nel trattamento delle fobie sociali (sedute individuali e poi in piccoli gruppi), durante le quali utile anche adottare una terapia cognitiva, basata sull'addestramento a non usare i comportamenti protettivi *Farmaci: benzodiazepine e antidepressivi (soprattutto SSRI); beta bloccanti: inibiscono alcuni effetti dell'adrenalina , come l'accelerazione del battito cardiaco, sintomo dell'ansia. L'abbinamento farmaci-trattamento psicoterapeutico non porta a risultati positivi.

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26. Il disturbo di panico


Il locus coeruleus un'importante parte del circuito della paura, perch la principale fonte di noradrenalina. Gli attacchi di panico possono essere innescati dall'aumento di noradrenalina, dalla diminuzione del GABA, dalla caffeina e dal lattato di sodio, ma anche da sostanze con funzioni opposte (acetilcolina, che attiva il parasimpatico). Gli attacchi di panico possono essere risposte condizionate a situazione ansiogene (condizionamento introcettivo). La percezione soggettiva del controllo su s stessi importantissima, nell'innesco di attacchi di panico. Importante, inoltre, anche la tendenza del soggetto a dare false interpretazioni catastrofiche delle proprie sensazioni fisiche. Trattamento del disturbo di panico e dell'agorafobia La terapia cognitivo-comportamentale la migliore (terapia del controllo del panico, PCT: esposizione), anche rispetto al trattamento farmacologico con imipramina o benzodiazepine, portando nel 70-80% dei casi a remissione dei sintomi e beneficio per oltre 2 anni..

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27. Il Disturbo d'Ansia Generalizzato


La preoccupazione agisce da rinforzo, distraendo le persone da emozioni e immagini negative pi potenti, proteggendola. Trattamento del DAG La terapia cognitivo-comportamentale (esposizione e messa in discussione dei pensieri negativi del paziente, addestramento a identificare gli indizi d'ansia) pi efficace di un placebo. A livello farmacologico, vari farmaci hanno effetti comparabili alla terapia cognitivo-comportamentale.

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28. Eziologia del Disturbo Ossessivo Compulsivo


Nei soggetti che soffrono di DOC, la corteccia orbitofrontale, il nucleo caudato e il giro del cingolo anteriore sono insolitamente attive. Le compulsioni sono rinforzate, in quanto riducono l'ansia (che dovuta probabilmente alla mancanza di fiducia nella memoria). I soggetti con DOC si sforzano pi degli altri di sopprimere i pensieri intrusivi e ci, come si sa, non fa altro che peggiorare le cose. Trattamento del DOC Esposizione e prevenzione dei rituali (EX/PR): il rituale costituisce un rinforzo negativo perch riduce l'ansia, il non eseguire il rituale espone il soggetto all'intensa ansia provocata dallo stimolo e l'esposizione porta all'estinzione della risposta condizionata (l'ansia). Aggiungere una terapia farmacologica alla EX/PR non migliora il trattamento.

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29. Eziologia del Disturbo Post Traumatico da Stress


Livelli elevati di attivit cerebrale nelle aree del circuito della paura, come l'amigdala. Bisogna considerare l'importanza della gravit del trauma. Nei soggetti con DPTS, l'ippocampo ha un volume ridotto rispetto ai soggetti normali ed presente un aumento della sensibilit dei recettori per il cortisolo, l'ormone dello stress, che porta ad alti livelli di noradrenalina. Anche il DPTS stato messo in relazione con il modello bifattoriale del condizionamento. La bassa percezione soggettiva di controllo e l'evitare di pensare all'accaduto, assieme alla dissociazione nel momento del trauma, sono tutte possibili predittori del DPTS. Trattamento del DPTS L'esposizione del soggetto agli stimoli che evocano le sue paure (ricordi del trauma originale, oggetti che lo richiamano) migliore del trattamento farmacologico (es.:esposizione immaginativa: si fanno vedere per tempi prolungati scene collegate all'evento traumatico; oppure tecnologia della realt virtuale). L'esposizione modificherebbe il significato che gli stimoli assumono per i soggetti, correggendo le proprie false credenze in merito all'oggetto della loro paura. Benzodiazepine e antidepressivi (soprattutto SSRI) sono i farmaci pi efficaci, ma sempre meno efficaci dell'esposizione. Un intervento precoce su pazienti affetti da Disturbo acuto da stress diminuisce il rischio che esso si tramuti in DPTS.

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30. I disturbi somatoformi


I problemi psicologici si manifestano in forma fisica, ovvero la persona mostra sintomi fisici, per i quali non individuabile alcuna causa organica. Le persone che ne soffrono si sottopongono a cure mediche, restando frustrate e confuse quando i medici non trovano alcuna spiegazione fisiologica ai loro problemi. I fattori genetici non hanno un ruolo rilevante nella comparsa di disturbi somatoformi.

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31. Disturbo algico


Diagnosi: *Il dolore di gravit sufficiente a giustificare attenzione clinica. *Il dolore causa un livello significativo di malessere o di menomazione nel funzionamento. *Fattori psicologici sono ritenuti importanti per l'esordio, il mantenimento o la gravit del dolore. *Il dolore non prodotto intenzionalmente o simulato. *Il dolore non attribuibile a un'altra condizione psicologica.

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32. Disturbo di dismorfismo corporeo


Pi frequente negli americani, rispetto agli europei, e pi frequente nelle donne, rispetto agli uomini. Comorbilit con la depressione, la fobia sociale, il DOC, l'abuso di sostanze e i disturbi di personalit. Diagnosi: *Preoccupazione per un supposto difetto fisco, o eccessiva preoccupazione per una piccola anomalia corporea esistente. *La preoccupazione causa un livello significativo di disagio o di menomazione nel funzionamento. *La preoccupazione non attribuibile a un altro disturbo mentale, per esempio l'anoressia nervosa.

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33. Ipocondria
Diagnosi: *Preoccupazione legata alla paura di avere una malattia grave. *La preoccupazione persiste, nonostante la rassicurazione medica. *La preoccupazione non pu essere attribuita a un disturbo delirante o a un disturbo di dismorfismo corporeo. *I sintomi si protraggono per almeno 6 mesi. *I sintomi causano un livello significativo di disagio o di menomazione nel funzionamento.

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34. Disturbo di somatizzazione


Diffuso tra le donne, soprattutto di origine afroamericana e ispanica, e tra i pazienti sottoposti a trattamento. Diagnosi: *Una storia di lamentele fisiche , per un periodo di anni. *Almeno 4 sintomi dolorosi, almeno 2 sintomi gastrointestinali, 1 sintomo sessuale e 1 sintomo pseudoneurologico. *I sintomi non possono essere spiegati con una condizione medica o, quando vi sia una condizione medica collegata, sono eccessivi e sproporzionati rispetto ad essa *I sintomi causano un livello significativo di disagio o di menomazione nel funzionamento.

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35. Disturbo di conversione


I sintomi si presentano, in seguito ad un evento traumatico. Diagnosi: *Uno o pi sintomi riguardanti funzioni volontarie o sensitive (improvvisa cecit, paralisi parziale o totale degli arti inferiori o superiori, convulsioni e alterazioni della coordinazione, sensazioni di pizzicore, formicolio o brividi a livello della pelle, che insieme sono definiti anestesia) suggeriscono una condizione neurologica o medica generale, ma non hanno alcun senso dal punto di vista anatomico *I sintomi sono correlati a conflitti o a stress. *I sintomi non sono prodotti intenzionalmente e non possono essere attribuiti a una condizione medica. *I sintomi causano un livello significativo di disagio o di menomazione nel funzionamento, oppure richiedono attenzione medica. La sintomatologia di questo disturbo, secondo la psicoanalisi, offre una chiara dimostrazione del ruolo dell'inconscio. Freud ipotizza che il disturbo di conversione si sviluppa quando una persona vive un evento che provoca intensa attivit emozionale, ma l'emozione non viene espressa e il ricordo dell'evento viene escluso dalla coscienza (nelle donne, potrebbe essere un Complesso di Elettra irrisolto, che viene risvegliato con i primi stimoli adolescenziali, provocando ansia e poi sintomi fisici.), Nel fenomeno della cecit isterica, si pensa che l'informazione venga elaborata senza che la persona ne sia cosciente (blindsight) e che queste persone presentino una motivazione profonda ad apparire ciechi. I fattori socioculturali possono avere un ruolo importante in questo fenomeno (ai tempi di Freud la sessualit repressa faceva comparire i sintomi della malattia). Il disturbo, inoltre, pi diffuso tra le popolazioni delle aree rurali e delle classi socioeconomiche pi svantaggiate. E' possibile che alcuni dei fattori neurobiologici di rischio per il DOC siano coinvolti anche nella genesi del disturbo di dismorfismo corporeo. Secondo il punto di vista cognitivo-comportamentale, questo tipo di disturbi ha inizio da un sintomo fisiologico non patologico (nel Disturbo di dismorfismo corporeo dal concentrarsi su un'anomalia fisica), sulla quale il soggetto pone un'attenzione non necessaria, formulando, riguardo ad esso, attribuzioni negative. Una volta che i pensieri negativi hanno inizio, l'ansia intensa e l'elevata reattivit al cortisolo possono inasprire i sintomi somatici e la sofferenza psicologica, da essi causata. La persona, allora, pu assumere il ruolo di ammalato, evitando compiti lavorativi e sociali oppure pu cercare rassicurazione dai medici della famiglia, che per diventano la loro unica fonte di relazione (piace l'attenzione e la simpatia che ricevono per essere malati).

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36. Trattamento dei disturbi somatoformi


I trattamenti cognitivo-comportamentali sono efficaci, poich aiutano il paziente a individuare e modificare le emozioni che provocano i suoi problemi somatici, a modificare gli atteggiamenti cognitivi riguardo ai suoi sintomi fisici e a modificare i suoi comportamenti, in modo tale da non giocare pi il ruolo del malato e da acquisire maggiori rinforzi impegnandosi in interazioni sociali di tipo diverso. I metodi consistono in uno specifico addestramento del paziente a prestare meno attenzione al proprio corpo, oppure a identificare e mettere in discussione i pensieri negativi sul proprio corpo. Trattamento del Disturbo algico Alcuni antidepressivi, in particolare l'imipramina, in basse dosi, sono superiori a un placebo nel ridurre disagio e dolore cronico. Bisogna verificare che il dolore sia oggettivo, e non soltanto nella testa del paziente, addestrare il paziente al rilassamento, ricompensare il soggetto per focalizzare l'attenzione meno sul dolore e pi sugli eventi dell'esistenza (favorire e incoraggiare le numerose attivit della vita). Trattamento del Disturbo di dismorfismo corporeo La terapia cognitivo-comportamentale, che racchiude la tecnica di EX/PR, porta a una maggiore attenuazione dei sintomi, cos come fanno i trattamenti con Prozac e Anafril, che sono SSRI. Trattamento dell'Ipocondria Il trattamento cognitivo-comportamentale riduce l'eccessiva attenzione alle sensazioni corporee, mettendo in discussione i pensieri e atteggiamenti negativi del paziente, nei confronti di tali sensazioni, scoraggiandoli. Consiste nel cercare di trattenere i soggetti dal controllare ripetutamente le proprie condizioni di salute, farli impegnare maggiormente in attivit salutari, diminuendo la tensione alla continua ricerca di trattamenti. Trattamento del Disturbo di somatizzazione Il terapeuta deve minimizzare l'importanza del ricorso a test diagnostici e a farmaci, mantenendo il contatto con la persona indipendentemente dal fatto che la persona lamenti o meno qualche malattia. E' utile dirigere l'attenzione del soggetto alle fonti d'ansia e di depressione, impedendo di concentrare troppa attenzione su dolori e malesseri di lieve entit. Si sono rivelate efficaci tecniche, come il training al rilassamento, il biofeedback (acquisizione da parte del soggetto del controllo sui suoi processi fisiologici). Trattamento del Disturbo di conversione Non una buona idea cercare di convincere i soggetti con questo disturbo che i loro sintomi sono correlati a fattori psicologici. Pu essere utile rinforzare nel soggetto gli sforzi per migliorare il proprio funzionamento.

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37. I disturbi dissociativi


Derivano dalla dissociazione, i cui effetti si manifestano a livello cognitivo, nel fatto che l'esperienza resta inaccessibile alla coscienza. La dissociazione comporta l'incapacit della coscienza di svolgere la funzione di integrare le nostre cognizioni, emozioni, motivazioni e tutti gli altri aspetti dell'esperienza conscia. La dissociazione patologica una risposta di evitamento, che protegge la persona dall'esperienza cosciente di eventi particolarmente stressanti. In condizione di stress, le persone tendono a memorizzare pi facilmente gli stimoli emozionalmente rilevanti, rispetto agli stimoli neutri. I disturbi dissociativi implicano modalit insolite di risposta allo stress. La dissociazione sembra correlata a una minore capacit di ricordare parole ad alta intensit emozionale. Memoria esplicita: capacit di ricordare a livello cosciente tutto ci che fa parte della nostra esperienza. Memoria implicita: all'origine dei comportamenti che si basano sulla nostra esperienza (es: andare in bici). I disturbi dissociativi implicano deficit della memoria esplicita, ma non di quella implicita.

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38. Amnesia dissociativa


Diagnosi: *Uno o pi episodi di incapacit a ricordare dati personali importanti, di solito di natura traumatica, troppo estesa per essere spiegata come banale tendenza a dimenticare. *L'amnesia si manifesta al di fuori di altri disturbi dissociativi, del PTDS o del DAS, del disturbo di somatizzazione, e non attribuibile ad altre condizioni mediche o neurologiche. *I sintomi causano un livello significativo di disagio o di menomazione nel funzionamento.

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39. Fuga dissociativa


Dopo il recupero, il soggetto non ricorda niente della fuga, Diagnosi: *Improvviso e inaspettato abbandono del luogo di vita e di lavoro (in seguito a trauma, rifiuto subto). *Incapacit di ricordare il proprio passato. *Confusione circa l'identit personale oppure assunzione di una nuova identit. *I sintomi non sono spiegati da altre condizioni mediche o disturbi psicologici. *I sintomi causano un livello significativo di disagio o di menomazione del funzionamento.

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40. Disturbo di depersonalizzazione


Diagnosi: *In seguito ad una situazione stressante, la percezione e l'esperienza di s risulta alterata. *Non associato nessun deficit di memoria. *Il soggetto perde all'improvviso il senso di s (esperienze sensoriali insolite: voce estranea, arti diversi dal solito, impressione di essere fuori dal proprio corpo). *Compare nell'adolescenza, diventando cronico. *I sintomi non possono essere attribuiti a un'altra condizione patologica che di solito implica la depersonalizzazione.

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41. Disturbo dissociativo dell'identit


Esordisce nell'infanzia, ma viene diagnosticato nell'et adulta, il recupero pu non essere completo, pi frequente tra le donne. Comorbilit con DPTS, depressione, abuso di sostanze, fobie, disturbi sessuali e il disturbo di somatizzazione. E' spesso accompagnato da cefalee, allucinazioni, tentativi di suicidio e comportamenti autolesivi, oltre a, ovviamente, amnesie e depersonalizzazione. Diagnosi: *Presenza di due o pi identit o stati di personalit (alter-ego o alter). *Almeno due di queste identit assumono in modo ricorrente il controllo del comportamento della persona. *Incapacit di almeno una di queste identit a ricordare importanti informazioni personali. *I sintomi si presentano cronicamente. *Modello post-traumatico: il disturbo si stabilisce nell'infanzia, in conseguenza di gravi abusi fisici o sessuali, in soggetti con particolare predisposizione. *Modello sociocognitivo: il disturbo il risultato di un apprendimento alla rappresentazione di ruoli sociali (il DDI potrebbe svilupparsi anche in seguito ad una terapia, o a causa dell'influenza dei media). E' possibile che le persone adottino una seconda personalit, quando la situazione lo richiede. I pazienti con DDI non manifestano deficit in alcune forme di memoria implicita. Molti sintomi del DDI emergono dopo l'inizio della terapia (i pazienti, ad esempio, non sono coscienti della loro personalit multipla, finch il terapeuta non la mette in evidenza).

Trattamento Atteggiamento improntato a empatia e gentilezza, finalizzato ad aiutare il paziente a funzionare come personalit integrata. Bisogna convincere il paziente che la scissione in personalit differenti non pi necessaria per far fronte ai traumi subiti. La psicoanalisi la tecnica preferita: ipnosi con regressione temporale, tecnica usata per risalire a eventi traumatici infantili. Altri pensano che sia meglio usare le stesse tecniche usate per il DPTS. Il DDI presenta comorbilit con l'ansia e la depressione, che possono essere alleviate da terapie farmacologiche con antidepressivi o ansiolitici.

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42. I disturbi psicofisiologici


Nel DSM-IV-TR sono inclusi nella categoria dei *fattori psicologici che influenzano una condizione medica (disturbi di Asse I e Asse II). Diagnosi: *E' presente una condizione medica. *Fattori psicologici hanno influenzato il decorso della condizione, interferito con il trattamento, accresciuto i rischi per la salute o esacerbato i sintomi. La medicina comportamentale e la psicologia della salute operano nel campo della prevenzione.

Stress *Selye introdusse il termine sindrome generale di adattamento per definire la risposta biologica a uno stress fisico intenso e prolungato, che si divide nelle fasi di allarme (lo stress attiva il SNA), di resistenza (l'organismo cerca di adattarsi allo stress mediante i vari meccanismi di coping, ovvero di azioni, sforzi per fronteggiare i problemi, dovuti soprattutto allo stress, di cui dispone) e fase dell'esaurimento (se l'organismo non riesce ad adattarsi, esso muore o subisce danni irreversibili). *Altri ricercatori, hanno definito lo stress come uno stimolo, indicato spesso come fattore di stress. Questo stimolo pu essere grave, acuto, minore o cronico. *Le persone reagiscono in maniera differente alle situazioni, e lo stesso evento non provoca la stessa quantit di stress nelle diverse persone.

Coping Strategie messe in atto per affrontare i problemi, in cui risulta importante il bilanciamento tra emozioni positive e negative, ma le positive sono le uniche, che supportano le strategie di coping favorevolmente. *Coping centrato sul problema: l'individuo intraprende azioni direttamente finalizzate alla soluzione del problema oppure ricerca informazioni che facilitino la sua soluzione (organizzazione dello studio). *Coping centrato sull'emozione: l'individuo si sforza di ridurre le emozioni negative connesse allo stress (rilassamento, distogliere la mente dal problema, relazioni con gli altri). *Coping di evitamento: cercare di evitare di ammettere che c' un problema da affrontare oppure omettere di fare qualcosa riguardo al problema ( la strategia meno efficace). Il coping pi efficace quello che cambia a seconda della situazione. Gli studi longitudinali sono i migliori per esaminare le connessioni tra coping e salute. Il sostegno sociale uno dei fattori che riducono significativamente gli effetti negativi dello stress. *Sostegno sociale strutturale: rete di relazioni sociali di una persona (indice di previsione della mortalit). *Sostegno sociale funzionale: qualit delle relazioni sociali. Livelli pi alti di sostegno sociale favoriscono uno stile di vita pi sano (dieta bilanciata, no fumo, consumo moderato di alcol). Livelli pi bassi si associano ad un incremento delle emozioni negative, che influiscono

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sui livelli di alcuni ormoni e sul suo sistema immunitario. Le liti tra coniugi, ad esempio, dense di emozioni negative e cognizioni negative producono un impatto negativo sul sistema cardiovascolare, sul sistema immunitario e sul sistema endocrino, che, a lungo andare,sono predittivi di un'alterata funzionalit cardiovascolare e pressoria.

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43. Eziologia dei disturbi psicofisiologici


Teorie focalizzate sui fattori biologici Debolezze di specifici organi o apparati, oppure iperattivit di particolari apparati nel rispondere allo stress, sono alla base di questi disturbi. *Carico allostatico: l'esposizione prolungata agli ormoni dello stress pesa sul nostro corpo, per un periodo che spesso il corpo non in grado di sopportare. Ad esempio, livelli alti di cortisolo possono avere effetti diretti sul cervello, danneggiando le cellule dell'ippocampo, che regola proprio la secrezione del cortisolo. *Sistema immunitario: ha un'importanza cruciale nell'eziologia delle malattie infettive, del cancro, delle allergie e delle malattie autoimmuni, come l'artrite reumatoide, che agisce sul corpo stesso. Le alterazioni del sistema immunitario imputabili allo stress possono accelerare il progredire dell'AIDS. Il sistema immunitario composto da un'ampia gamma di cellule e proteine che reagiscono quando l'organismo infettato o invaso. L'immunit naturale la prima, e pi veloce, linea di difesa del corpo contro microorganismi infettivi o altri invasori (macrofagi o linfociti naturali killer vengono sguinzagliati contro di essi). L'infiammazione o l'edema costituiscono un segno che queste cellule sono al lavoro. L'attivazione dei macrofagi stimola il rilascio delle citochine, che avviano le risposte dell'organismo all'infezione (senso di affaticamento, febbre, attivazione dell'asse HPA). L'immunit specifica (acquisita) riguarda le cellule che rispondono pi lentamente all'infezione, come i linfociti. La componente secretoria di questo sistema presente nelle secrezioni che bagnano le superfici dell'organismo rivestite da mucosa. Gli anticorpi prodotti da questa componente impediscono ai virus e ai batteri di infettare i tessuti delle mucose. L'immunoglobulina A secretoria (sIgA) un anticorpo, la cui presenza, nell'organismo, correlata ai cambiamenti di umore. Lo stress pu innescare il rilascio di citochina, come se l'organismo stesse combattendo un'infezione Teorie focalizzate sui fattori psicologici *Teorie psicoanalitiche: All'origine dei disturbi psicofisiologici ci sono conflitti specifici e stati emozionali negativi ad essi associati. Alexander: gli impulsi ostili non espressi creano un cronico stato emozionale negativo che nuoce alla salute (teoria della rabbia trattenuta). *Ruolo della cognizione e della personalit: la valutazione individuale di un potenziale fattore di stress ha un'importanza cruciale ai fini degli effetti che esso produce sulla persona. Coloro che valutano le esperienze della propria vita come costantemente superiori alle proprie capacit e risorse sono spesso cronicamente stressati ed esposti al rischio di sviluppare un disturbo psicofisiologico. Le persone che cronicamente mostrano livelli alti di emozioni negative corrono maggiori rischi di sviluppare problemi cardiaci.

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44. I disturbi cardiovascolari


*comprendono le affezioni cliniche al cuore e all'apparato circolatorio. L'ipertensione (pressione alta) esistenziale La pressione arteriosa misurata da due parametri, la pressione sistolica (entit della pressione arteriosa quando i ventricoli si contraggono, ovvero quando il cuore sta pompando) e la pressione diastolica (entit della pressione durante il rilassamento dei ventricoli). L'ipertensione predispone allo sviluppo dell'arteriosclerosi, all'infarto e all'ictus, e pu causare insufficienza renale. Si parla di ipertensione esistenziale, quando non si riscontrano i segni di una causa biologica. I fattori di rischio per l'ip. esistenziale comprendono la predisposizione genetica, l'obesit, il consumo eccessivo di alcolici, e il consumo eccessivo di sale. Frequenti innalzamenti della pressione arteriosa provocano l'inspessimento delle pareti arteriose, dando luogo a una vera e propria ipertensione. I colloqui di lavoro stressanti, le calamit naturali e lo stress da lavoro producono innalzamentyi a breve termine della pressione arteriosa, ma devono intervenire pi fattori predisponenti, perch lo stress porti all'ipertensione esistenziale. Sia gli stati emozionali positivi che quelli negativi sono associati ad un incremento nei livelli pressori. Le possibili diatesi (predisposizioni ad una malattia) dell'ipertensione esistenziale sono la rabbia, il comportamento di tipo A e la reattivit cardiovascolare. *Rabbia: la rabbia eccessiva e inappropriata (in particolare, la tendenza ad arrabbiarsi facilmente) collegata a mediocri condizioni di salute, in maniera diversa tra gli uomini (espressione della rabbia accresciuta reattivit della pressione arteriosa) e le donne (soppressione della rabbia accresciuta reattivit della pressione arteriosa). *Comportamento di tipo A: tensione al successo/competizione, urgenza/impazienza e ostilit . In particolare, urgenza/impazienza e ostilit sono predittive di un incremento doppio del rischio di sviluppare ipertensione. *Reattivit cardiovascolare: data dalla misura in cui la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca aumentano in risposta allo stress. La reattivit cardiovascolare associata ad altri fattori di rischio per l'ipertensione, come lo status socioeconomico e l'appartenenza etnica. Cardiopatia ischemica Si presenta in due forme (angina pectoris e infarto miocardico). *Angina pectoris: dolori periodici al torace, in sede retrosternale e irradiatisi alla spalla e al braccio sx, causati da sforzi fisici o da stress emozionali, che vengono alleviati dal riposo o dalla terapia farmacologica. La causa del disturbo risiede nell'insufficiente apporto di O2 al cuore (ischemia), che a sua volta dipende dall'aterosclerosi delle coronarie (restringimento o ostruzione delle arterie coronariche, dovuta al deposito di colesterolo). *Infarto miocardico: principale causa di morte negli Stati Uniti. Causato da un insufficiente apporto di O2 al cuore, provoca un danno permanente al cuore. I fattori correlati con un maggior rischio di cardiopatia ischemica sono l'et, il fumo di sigaretta, il diabete, la pressione arteriosa elevata, l'ipercolesterolemia, il consumo eccessivo di alcol, l'aumentato volume del

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ventricolo sx del cuore, la protratta mancanza di attivit fisica, l'obesit e il sesso (maschi: pi a rischio). Una combinazione di particolari fattori di rischio (adiposit addominale, resistenza all'insulina, pressione arteriosa elevata, colesterolo HDL basso, stato infiammatorio cronico dell'organismo) detta sindrome metabolica: la sindrome metabolica correlata con la possibilit di morire di cardiopatia ischemica. Fattori biologici e psicologici sono strettamente interconnessi. Un livello elevato di tensione da lavoro associato a un maggior rischio di infarto miocardico. Rabbia e ostilit sono associate a diverse variabili, responsabili della comparsa di cardiopatia ischemica (fumo e alcol, livello alto di colesterolo, depositi anomali di Calcio nelle pareti interne delle coronarie, maggiore reattivit della pressione arteriosa allo stress). Esistono anche fattori di rischio biologici, legati alla reattivit (variazioni eccessive della frequenza cardiaca).

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45. L'asma
Disturbo temporaneo dell'apparato respiratorio, con inizio repentino (costrizione delle vie aeree dei polmoni, che provoca difficolt respiratorie, infiammazione del tessuto polmonare, mediata dal sistema immunitario, che porta a ipersecrezione mucosa e edema [accumulo di liquidi nei tessuti]), comune tra i fumatori, tra gli obesi e tra le persone di status socioeconomico pi basso. Gli attacchi d'asma sembrano essere provocati da un'ampia gamma di fattori (allergeni, tossine ambientali, infezioni virali, freddo, attivit fisica e fattori psicologici): una volta che l'apparato respiratorio abbia una predisposizione innata per l'asma, qualsiasi fattore di stress psicologico pu interagire con la diatesi e porta alla malattia. Gli eventi di vita stressanti possono provocare attacchi d'asma (nei bambini, un evento di vita stressante aumenta di cinque volte la probabilit di avere un attacco d'asma). Emozioni negative sono associate ad una maggiore costrizione bronchiale. Nelle situazioni di famiglie problematiche, che presentano alti livelli di stress della madre in gravidanza, o nei casi di bassa competenza parentale e di basso coinvolgimento emozionale aumenta la probabilit che il neonato sviluppi, nell'infanzia, una forma asmatica, e che essa si aggravi in futuro. Fattori biologici, quali effetti delle infezioni delle vie respiratorie, allergie o trasmissione genetica, sono alla base dei disturbi legati all'asma.

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46. AIDS
E' la sindrome da immunodeficienza acquisita, che pu insorgere in seguito a comportamenti autodistruttivi e irrazionali, ma che si pu prevenire grazie a interventi psicologici. Il sistema immunitario dell'individuo compromesso dall'HIV, e l'individuo esposto ad un rischio elevato nei confronti di malattie letali, quali il sarcoma di Kaposi, forme rare di cancro linfatico e una grande quantit di infezioni funginee, virali e batteriche. Il rischio elevato nelle persone che si drogano. Prevenzione: fornire informazioni accurate, spiegare i rischi reali, identificare i segnali di situazioni ad alto rischio.

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47. Genere e salute


Pi che doppie sono le probabilit che gli uomini muoiano a causa di incidenti, omicidi, cirrosi, cardiopatie, amalttie polmonari, cancro del polmone e suicidio. Le donne hanno una tasso maggiore di morbilit: mediocri condizioni di salute sono pi frequenti tra le donne, ed esse hanno una maggiore incidenza di diverse malattie specifiche (pi frequenti visite mediche, assumono pi farmaci). Ansia e depressione sono pi comuni tra le donne che tra gli uomini. Le donne, vivendo pi a lungo, hanno pi probabilit di sviluppare pi malattie connesse con l'invecchiamento; dedicano pi attenzione alla salute, degli uomini, e ci significa che le donne fanno pi visite mediche, dove vengono diagnosticate pi malattie; le donne sono maggiormente esposte allo stress; i medici tendono a trattare i problemi di salute lamentati dalle donne meno seriamente di quanto non facciano con i problemi degli uomini; gli ormoni sessuali sono sono in grado di proteggere la salute delle donne.

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48. Status socioeconomico, appartenenza etnica e salute


La combinazione di status economico basso e di rapporti familiari negativi produce l'effetto pi negativo. La discriminazione e il pregiudizio sono probabili fonti di stress cronico. Le donne hanno maggior probabilit di avere uno status economico pi basso. I fattori legati allo status socioeconomico basso sono i fattori ambientali, l'appartenenza etnica.

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49. Il trattamento dei disturbi psicofisiologici


Il trattamento deve essere condotto, assieme ad un medico. Il trattamento farmacologico utile, ma non sempre esso agisce sul fatto che la persona sta reagendo a uno stress psicologico. Il trattamento pi efficace quello in cui si riduce l'ansia, la depressione e la rabbia del paziente. *Trattamento dell'ipertensione e riduzione del rischio di cardiopatia ischemica: viene, da molti anni, riconosciuta l'importanza di affiancare ad un eventuale terapia farmacologica, la perdita di peso (anche attraverso un incremento dell'attivit fisica quotidiana) e la riduzione dell'assunzione di sale. Praticare una regolare attivit fisica pu, inoltre, ridurre la mortalit riconducibile alle patologie cardiovascolari. *Biofeedback: la conoscenza delle conseguenze delle nostre azioni a guidarci nel comportamento. Il biofeedback consente alle persone di acquisire controllo su comportamenti normalmente ritenuti involontari. La persona sa, istantaneamente, cosa succede al corpo. E' una tecnica, che per non totalmente affidabile. *Ridurre rabbia e ostilit, depressione e isolamento sociale: esercitandosi a ridurre il carico delle proprie attivit e ambizioni, a parlare pi lentamente, ad ascoltare gli altri con maggior attenzione, rilassandosi. Il comportamento di tipo A pu essere modificato, riducendo il rischio di infarto. Depressione e isolamento sociale sono fattori di rischio per le malattie cardiovascolari. *Gestione dello stress: insieme di tecniche per aiutare persone, che raramente vengono etichettate come pazienti, ad affrontare le sfide che l'esistenza ci pone davanti. Quando la tecnica si focalizza su obiettivi comportamentali (es: smettere di fumare), pi efficace, per quanto concerne la cardiopatia ischemica. Tecniche: *la riduzione dell'attivazione: il paziente viene addestrato al rilassamento muscolare, e ci provoca un accrescimento del senso di autoefficacia dell'individuo. *la ristrutturazione cognitiva: tentativo di modificare il sistema di convinzioni delle persone e di migliorare la chiarezza logica delle interpretazioni cognitive che esse danno delle proprie esperienze. *l'addestramento ad abilit comportamentali: apprendimento delle tecniche e delle abilit necessarie per eseguire compiti impegnativi. *la modificazione dell'ambiente: ad esempio, migliorando il sostegno sociale, cambiando il luogo di lavoro, modificando le pratiche di gestione e assicurando pi privacy. *Interventi cognitivo-comportamentali: tra gli asmatici, l'addestramento a una respirazione corretta sono associati a una minore assunzione di farmaci, ma di fatto non migliorano significativamente la funzionalit polmonare.

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50. I disturbi depressivi


I sintomi della depressione sono uno stato emotivo caratterizzato da profonda tristezza e/o dall'incapacit di vivere il piacere, da recriminazioni rivolte contro se stessi, a uno stato fisico caratterizzato da stanchezza e scarsa energia, oltre a dolori vari, a mancanza o eccessivit di appetito, a rallentamento psicomotorio o agitazione psicomotoria.

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51. Disturbo depressivo maggiore


E' definito un disturbo episodico, perch i sintomi sono temporanei, e diventano cronici solo in una piccolissima percentuale di soggetti. Pi diffuso tra le donne. Diagnosi: *Umore triste o perdita di piacere nelle attivit abituali. *I sintomi, non causati da un lutto, sono presenti quasi ogni giorno, per almeno 2 settimane. *I sintomi causano un disagio significativo o una compromissione del funzionamento della persona. Almeno quattro dei seguenti sintomi: *Insonnia e altri problemi del sonno. *Agitazione o rallentamento psicomotorio. *Scarso appetito e perdita di peso, oppure aumento dell'appetito e acquisto di peso. *Sentimenti di autosvalutazione. *Mancanza di energia. *Difficolt a concentrarsi, a pensare, a prendere decisioni. *Pensieri ricorrenti di morte e suicidio.

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52. Disturbo distimico


Diagnosi: *Umore depresso per pi della met del tempo per 2 anni. *I sintomi permangono per pi di 2 mesi alla volta. *Nessun episodio depressivo maggiore presente. *I sintomi causano un disagio significativo o una compromissione del funzionamento della persona. Almeno due dei seguenti sintomi durante lo stesso periodo: *Scarso appetito o iperfagia. *Insonnia o iperinsonnia. *Scarsa energia. *Difficolt a concentrarsi o a prendere decisioni. *Sentimenti di disperazione. Depressione maggiore e distimia presentano comorbilit con disturbi d'ansia, disturbi correlati a sostanze, disfunzioni sessuali e disturbi della personalit.

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53. I disturbi bipolari


La maggioranza delle persone che presentano questi disturbi esperiscono, nel corso dell'esistenza, anche i sintomi della depressione. La *mania uno stato di forte esaltazione o irritabilit accompagnato da ulteriori sintomi. Durante un episodio maniacale, il soggetto diventa chiassoso, produce un flusso incessante di commenti (fuga delle idee), diventa invadente, incurante delle conseguenze dei suoi comportamenti. Diagnosi degli episodi maniacali e ipomaniacali: *Umore anormalmente elevato o irritabile. Almeno tre di questi sintomi: *Aumento dell'attivit finalizzata o agitazione psicomotoria. *Loquacit insolita, eloquio molto rapido. *Diminuito bisogno di sonno. *Autostima ipertrofica: convinzione di possedere speciali talenti, capacit o poteri. *Distraibilit (attenzione troppo facilmente deviata da stimoli non pertinenti). *Eccessivo coinvolgimento in attivit ludiche con alto potenziale di conseguenze dannose. Nell'episodio maniacale: *I sintomi durano almeno una settimana o richiedono l'ospedalizzazione. * I sintomi causano un disagio significativo o una compromissione del funzionamento della persona. Nell'episodio ipomaniacale: *I sintomi durano almeno 4 giorni. *Il funzionamento chiaramente alterato, ma non presenta una marcata compromissione. *Disturbo bipolare I Diagnosi: *Singolo episodio maniacale o misto. *Tende ad essere ricorrente.

*Disturbo bipolare II Pi lieve del d.b.I . Prevede che il soggetto abbia avuto almeno un episodio di depressione maggiore e almeno un episodio di ipomania.

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54. Disturbo ciclotimico


Diagnosi: *Durata di almeno due anni, con permanenza dei sintomi, per almeno due mesi, ogni volta. *I sintomi causano un disagio significativo e la compromissione del funzionamento della persona. *Numerosi periodi con sintomi ipomaniacali che non soddisfano i criteri per la diagnosi di episodio maniacale. *Numerosi periodi con sintomi depressivi che non soddisfano i criteri per la diagnosi di episodio depressivo maggiore. Sottotipi di disturbi depressivi e disturbi bipolari: i disturbi bipolari sono considerati ad andamento stagionale, se si ripresentano regolarmente in un particolare periodo. I disturbi bipolari I sono definiti a cicli rapidi, se il soggetto ha esperito almeno quattro episodi nel corso dell'anno. Ci sono sottotipi con manifestazioni psicotiche (deliri o allucinazioni), con manifestazioni catatoniche (estrema immobilit fisica o eccessivi movimenti fisici peculiari) o a esordio post-parto (nella donna, entro 4 settimane dal parto). Agli episodi depressivi si applicano anche episodi con manifestazioni melancoliche.

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55. Eziologia dei disturbi depressivi


Fattori neurobiologici *Contributo genetico: modesto nel disturbo depressivo maggiore, elevato nel disturbo bipolare. *Disfunzione dei Neurotrasmettitori: disfunzione dei recettori per la serotonina e (forse) della dopamina. *Brain imaging: cambiamenti rilevabili nella corteccia prefrontale dorsolaterale, nell'amigdala, nell'ippocampo e nel giro del cingolo dorsale. *Sistema neuroendocrino Asse HPA : livelli di cortisolo alti Fattori sociali Vulnerabilit allo stress, mancanza di supporto sociale, rapporti interpersonali familiari. I sintomi che sembrano suscitare negli altri reazioni negative sono: il parlare lentamente, i silenzi, il parlare negativamente di s, le emozioni negative, lo scarso contatto oculare e le scarse espressioni facciali positive. Fattori psicologici *Teoria di Freud: il potenziale da cui scaturisce la depressione si origina nella fase orale, in caso di insufficienti o eccessive gratificazioni ricevute dal bambino, provocandone un arresto dello sviluppo. Il soggetto rivolge contro di s la rabbia e la tristezza che prova, verso situazioni esterne ad esso. *Affettivit: si ansia che depressione coinvolgono l'affettivit negativa. La depressione presenta affettivit positiva molto bassa. *Nevroticismo: prevede la depressione. *Teorie cognitive: i pensieri e le convinzioni soggettive sono fra le cause principali della depressione. Beck elabor una teoria, in cui la depressione si associa a una triade negativa (visione negativa di s, del mondo e del futuro). Secondo questa teoria, le persone che soffrono di depressione hanno acquisito, durante l'infanzia, schemi di pensiero negativi, in conseguenza e eventi stressanti, che sono all'origine di distorsioni cognitive, ovvero tendenze ad elaborare in senso negativo le informazioni. Seligman formul la teoria del senso d'impotenza appreso (accettare, dopo una gran sollecitazione, passivamente uno stimolo doloroso). Questa teoria fu riveduta un paio di volte, e la versione attuale la teoria della disperazione, la quale presuppone che i processi cognitivi possano spiegare un unico tipo di depressione, che comprende una diminuzione della motivazione, tristezza, pensieri suicidiari, calo di energia, rallentamento psicomotorio, disturbi del sonno. La disperazione, condizione in cui la persona si aspetta che non si verificher alcun avvenimento positivo ed convinta di non avere nessuna possibilit di cambiare la situazione, il fattore pi importante, per il sorgere della depressione. Le persone depresse prestano pi attenzione e a ricordare pi facilmente le informazioni negative.

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56. Fattori sociali e psicologici nel disturbo bipolare


Gli eventi esistenziali negativi, il nevroticismo, le cognizioni negative e la mancanza di supporto sociale sono predittivi dei sintomi di depressione anche nel disturbo bipolare. Ci sono due teorie che cercano di spiegare la mania: secondo la prima, la mania ha una funzione difensiva contro sentimenti negativi, mentre secondo la seconda, la mania pu scaturire da avvenimenti che implicano il raggiungimento di un fine e un eccessivo coinvolgimento emorivo nel perseguire un dato scopo.

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57. Trattamento dei disturbi dell'umore


Terapie psicologiche

*Psicoterapia interpersonale: una terapia incentrata sul concetto che la depressione sia strettamente legata a problemi nelle relazioni interpersonali attuali, e non passate! E' necessario esaminare i problemi del presente, per identificarne i sentimenti collegati, in modo che il paziente possa essere in grado di prendere decisioni importanti da solo, per attuare dei cambiamenti nella propria vita. Bisogna insegnare al paziente come migliorare la comunicazione con gli altri, per avere interazioni relazionali pi soddisfacenti. E' efficace nell'alleviare il DDM. *Terapia cognitiva: il terapeuta aiuta il paziente a cambiare le proprie opinioni riguardo a se stesso e agli eventi che gli accadono, considerando le prove che contraddicono l'ipergeneralizzazione, usando la bilancia decisionale, monitorando i propri monologhi interiori, individuando gli schemi di pensiero negativi, mettendo in discussione le proprie convinzioni negative e apprendendo strategie che lo aiutino a elaborare giudizi pi realistici e positivi. La MBTC (terapia cognitiva basata sulla mindfulness) dice che una persona diventa vulnerabile alle recidive a causa della ripetuta associazione fra umore triste e modalit di pensiero negativo, autosvalutazione e disperazione. Lo scopo della MBTC insegnare i pazienti a riconoscere quando cominciano a essere depressi e a cercare di adottare un'ottica decentrata, considerando i propri pensieri semplicemente eventi mentali. L'addestramento alle abilit sociali efficace per alleviare la depressione. Ulteriormente efficace la terapia dell'attivazione comportamentale, in cui ai pazienti vengono assegnate attivit da svolgere che li possono portare a ottenere risultati positivi e ad avere una buona opinione di s. La terapia comportamentale della coppia efficace, quando non basta una terapia cognitiva individuale. Educare le persone ad affrontare la malattia (intervento psicoeducativo) un addestramento efficace, e ugualmente importante il trattamento focalizzato sulla famiglia (FFT), che consiste di fornire ai familiari una specifica educazione sulla condizione patologica del soggetto. Terapie biologiche *La terapia elettroconvulsivante: viene usata solo nei casi in cui il trattamento farmacologico non ha effetto. *La terapia farmacologica: esistono tre classi principali di farmaci antidepressivi (inibitori delle monoamminoossidasi, gli antidepressivi triclici e gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina). Tutti comportano effetti secondari spiacevoli, e spesso il soggetto smette di prenderli per questo motivo, annullando l'effetto alleviante dei farmaci. I farmaci che riducono i sintomi maniacali sono gli stabilizzatori dell'umore. Il litio stata la prima sostanza usata nella cura del disturbo bipolare, ma bisogna ricordare che un farmaco molto pericoloso. Altri farmaci usati per i disturbi bipolari sono anticonvulsivanti, antidepressivi e antipsicotici. E' utile abbinare anche psicoterapie al trattamento farmacologico (interventi psicoeducativi, terapia cognitiva e terapia familiare) Conclusione sul trattamento: qualsiasi trattamenti con esito positivo modifica l'attivit nervosa nelle aree del cervello coinvolte nella depressione.

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58. Il suicidio
Disturbi psicologici: pi della met dei suicidi avviene da parte di soggetti che soffrono di depressione, fino al 90 % soffre di una psicopatologia grave. Anche il disturbo di panico, i disturbi dell'alimentazione e l'alcolismo si associano spesso al suicidio. Teorie neurobiologiche: Il rischio di suicidio almeno in parte ereditabile. I bassi livelli del principale metabolita della serotonina sono collegati ai suicidi, cos come lo sono i geni che modulano i livelli di serotonina. Teorie socioculturali La pubblicit data dai media alle notizie di suicidi produce effetti potenti. Ci sono tre tipi di suicidio: suicidio egoistico (commesso dalle persone che hanno pochi e labili legami con la famiglia, la societ o la comunit), suicidio altruistico (atto di una persona convinta che il suo gesto andr a vantaggio dell'intera societ) e suicidio anomico (provocato dal repentino cambiamento della relazione tra un individuo e la societ in cui vive [anomia=assenza di norme]). Teorie psicologiche Le variabili psicologiche coinvolte nella condotta suicidaria variano a livello individuale, ma molte ricerche hanno cercato d'identificare i fattori che permettono di prevedere quali siano i soggetti a pi alto rischio: forte desiderio di sfuggire alla dolorosa consapevolezza di un proprio difetto o aspetto negativo, impossibilit di realizzare certi obiettivi, biasimo contro se stessi, difficolt nel risolvere i problemi, disperazione (= l'attesa che in futuro la vita non potr essere meglio di quella che ora). Prevenzione del suicidio *Libera manifestazione di pensieri suicidi, per liberare il soggetto dal senso di segreto e di isolamento. *Trattamento dei disturbi mentali associati al suicidio (farmaci, psicoterapie). *Alleviare l'acuta sofferenza psicologica del paziente. *Aiutare la persona a vedere opinioni diverse dal continuare a soffrire. *Incoraggiare la persona a retrocedere, anche di poco, dall'intento di compiere un gesto autolesivo. *Sostegno empatico al soggetto a rischio.

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59. Anoressia nervosa


L'anoressia (perdita di appetito) nervosa (motivazioni emozionali del disturbo). Nelle donne, l'anoressia nervosa presenta comorbilit con depressione, DOC, fobie, disturbo di panico, alcolismo e altri disturbi della personalit. A lungo andare, produce modificazioni fisiche, come ipotensione, bradicardia, problemi renali e gastrointestinali, osteoporosi, aridit della cute, fragilit delle unghie, alterazioni dei livelli ormonali, leggera anemia, perdita dei capelli, alterazioni dei livelli di potassio e sodio (essenziali nel processo di trasmissione neurale, provocando stanchezza, debolezza, aritmie cardiache e, nei casi estremi, morte). Circa il 70% dei pazienti con anoressia nervosa, guarisce in 6 o 7 anni. Diagnosi: *Rifiuto di mantenere un peso corporeo normale. *Peso corporeo inferiore all'85% del peso normale. *Intensa paura di acquistare peso (percezione distorta dell'immagine corporea). *Nelle donne, amenorrea (=assenza di mestruazioni).

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60. Bulimia nervosa


Abbuffata: quantit eccessiva di cibo ingerita in un periodo inferiore alle 2 ore. La bulimia nervosa caratterizzata da abbuffate solitarie (crisi bulimiche), indotte da stress e da emozioni negative. Alla fine dell'abbuffata, sorge una sensazione di disgusto, disagio e paura di aumentare peso, che favorisce le condotte compensatorie, per rimediare all'abbuffata appena completata. La depressione pu essere presente in soggetti con bulimia nervosa, ma non sempre cos. Presenta comorbilit con depressione, disturbi della personalit, disturbi d'ansia, abuso di sostanze e disturbo della condotta, suicidio e, negli uomini, disturbo dell'umore o dipendenza da sostanze. Si ricorda che, a differenza dell'anoressia, nei casi di bulimia non vi perdita di peso; anzi, l'indice di massa corporea, in questi soggetti, normale. Prognosi: il 70% dei pazienti guarisce, se l'intervento tempestivo dopo la diagnosi. Diagnosi: *Episodi ricorrenti di alimentazione incontrollata. *Ricorrenti condotte compensatorie per prevenire l'aumento di peso, per esempio il vomito autoindotto. *La forma e il peso corporei sono estremamente importanti per l'autostima.

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61. Disturbo da alimentazione incontrollata


Colpisce soprattutto soggetti obesi. Comprende abbuffate ricorrenti (2 volte a settimana per almeno 6 mesi), perdita di controllo durante l'abbuffata e sensazione di disagio nei confronti del comportamento patologico. Non c' un decremento ponderale e mancano comportamenti compensatori. E' collegato a compromissione del funzionamento lavorativo e sociale, a depressione, a scarsa autostima, ad abuso di sostanze e a insoddisfazione per la forma del corpo. Fra i fattori di rischio c' l'obesit infantile, i commenti critici al sovrappeso, un mediocre concetto di s, la depressione e i maltrattamenti o abusi sessuali nell'infanzia.

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62. Eziologia dei disturbi dell'alimentazione


Fattori genetici: sia bulimia che anoressia presentano familiarit, predisposizione genetica. Fattori neurobiologici: l'ipotalamo non sembra coinvolto; bassi livelli di oppiacei endogeni si osservano in soggetti con bulimia, ma non prima dell'esordio del disturbo. Quindi, i fattori neurobiologici non spiegano alcune fondamentali caratteristiche di questi disturbi. Fattori socioculturali: giocano un ruolo in questi disturbi. L'importanza attribuita alla magrezza, le diete protratte e gli sforzi per stare a dieta precedono lo sviluppo dei disturbi dell'alimentazione. L'ossessione culturale della magrezza, espressa dai media coinvolta nello sviluppo di questi disturbi. Le donne hanno pi probabilit di avere un disturbo dell'alimentazione (in particolare, le donne bianche presentano pi comunemente questi disturbi). Prospettiva psicodinamica: la causa fondamentale di questi disturbi va cercata in un rapporto genitore-figlio disturbato, in un bisogno profondo Personalit e disturbi dell'alimentazione: le caratteristiche della personalit risultate predittive di un'alimentazione disturbata nel corso di 3 anni comprendono insoddisfazione per il proprio corpo, una scarsa consapevolezza interocettiva (misura in cui le persone riescono a distinguere differenti stati biologici del proprio corpo) e una propensione a esperire emozioni negative. Caratteristiche delle famiglie: famiglie che presentano fusionalit (funzione di contenimento), iperprotettivit, rigidit e mancata soluzione dei conflitti interni, hanno pi probabilit di scontrarsi con disturbi dell'alimentazione. Abusi nell'infanzia: non sono fattori di rischio specifici per i disturbi dell'alimentazione. Prospettiva cognitivo-comportamentale: insoddisfazione per il proprio corpo e preoccupazione per la magrezza sono fattori predittivi di restrizioni alimentari, e poi di episodi di alimentazione incontrollata.

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63. Trattamento dei disturbi dell'alimentazione


Trattamento farmacologico: antidepressivi, meglio se associati ad un trattamento cognitivocomportamentale. Trattamento psicologico dell'anoressia nervosa: aiutare il paziente ad aumentare di peso, attraverso il condizionamento operante, che per opera solo nel breve tempo. Le interazioni tra i membri della famiglia sono cruciali nel disturbo. E' necessario operare durante i pasti, modificando il ruolo di paziente dell'individuo anoressico, ridefinendo il problema come interpersonale e impedendo che i genitori si servano dell'anoressia per evitare il conflitto. Trattamento psicologico della bulimia nervosa: la terapia cognitivo-comportamentale il trattamento pi efficace, in cui gli individui vengono incoraggiati a mettere in discussione i canoni sociali relativi all'avvenenza fisica, e sono tenuti a rivelare (per poi modificare) le convinzioni che li spingono a digiunare per evitare il sovrappeso. Inoltre, si lavora sul miglioramento dei rapporti interpersonali. L'obiettivo quello di sviluppare comportamenti alimentari normali. Il terapeuta deve contestare, in maniera ferrea, ogni convinzione irrazionale del paziente. L'esposizione pi la prevenzione della risposta (EPR) una delle componenti della terapia cognitivo-comportamentale che sembra pi efficace, all'inizio del trattamento. Interventi preventivi: *Interventi psicoeducativi: fornire a bambini e adolescenti informazioni sui disturbi dell'alimentazione. *Depotenziare le influenze sociali: aiutare a resistere alle pressioni socioculturali che impongono la magrezza come modello. *Approccio basato sui fattori di rischio: identificare individui che presentino fattori di rischio per questi disturbi, e intervenire, per modificare gli stessi fattori di rischio.

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64. Dipendenza da sostanze


Diagnosi: Devono essere presenti almeno tre dei seguenti sintomi: *Tolleranza (progressivo bisogno di dosi pi elevate per la produzione dei medesimi effetti ). *Astinenza. *La sostanza viene assunta per un periodo pi lungo o in quantit maggiori di quello che il soggetto vorrebbe. *Desiderio o tentativo di ridurne o controllarne l'uso. *Il soggetto dedica molto del suo tempo a ottenere la sostanza. *Il soggetto riduce o rinuncia alle attivit sociali, ricreazionali e lavorative. *Il soggetto continua a usare la sostanza, nonostante conosca i problemi che essa causa.

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65. Abuso di sostanze


Diagnosi: L'uso disadattativo di una sostanza deve essere dimostrato da uno dei seguenti sintomi: *Il soggetto non riesce a mantenere i suoi obblighi ed impegni sociali. *L'uso della sostanza ripetuto anche in situazioni in cui fisicamente pericoloso. *Ripetersi di problemi legali correlati alla sostanza. *Il soggetto continua a usare la sostanza, nonostante i problemi che essa causa.

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66. Abuso e dipendenza da alcol


Poliabuso: abuso di molteplici sostanze (alcol/fumo). La prevalenza dell'abuso e della dipendenza da alcol varia in base al genere, l'et, la regione, il gruppo razziale e il livello di istruzione. Non sempre l'abuso si evolve in dipendenza. L'alcol produce i propri effetti, stimolando i recettori GABA (alleviando, quindi, la tensione), facendo aumentare i livelli di serotonina e di dopamina (effetti piacevoli) e inibendo i recettori del glutammato (effetti cognitivi dell'intossicazione, quali il rallentamento del pensiero e la perdita di memoria). L'abuso cronico causa deterioramento psicologico ed effetti deleteri sull'organismo: malnutrizione, sindrome amnesica, cirrosi epatica (una parte delle cellule epatiche si riempe di grassi e proteine, che ne impediscono il normale funzionamento; le cellule muoiono, scatenando un processo infiammatorio; con lo sviluppo del tessuto cicatriziale, il flusso sanguigno nel fegato viene ostruito), danni alle ghiandole endocrine e al pancreas, insufficienza cardiaca, disfunzione erettile, ipertensione, ictus ed emorragie dei capillari, distruzione delle cellule cerebrali. L'abuso di alcol durante la gravidanza provoca la sindrome alcolica fetale, che porta a sviluppo rallentato del feto, malformazioni del cranio, del volto e degli arti.

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67. La nicotina e il fumo di sigaretta


La nicotina il principio attivo del tabacco, capace di indurre dipendenza, stimola i neuroni dopaminergici nell'area mesolimbica, coinvolti negli effetti di rinforzo della maggioranza delle sostanze psicoattive. Fumare per lungo tempo pu portare cancro al polmone, enfisema, cancro della laringe e dell'esofago, del pancreas, della vescica, della cervice uterina e dello stomaco e molte malattie cardiovascolari. L'appartenenza a un particolare gruppo razziale, insieme alle intricate interazioni tra fattori comportamentali, sociali e biologici, sono alla base dell'insorgere di una dipendenza da nicotina. I bianchi hanno meno probabilit di morire per malattie polmonari o cardiovascolari associate al fumo. Il fumo passivo contiene concentrazioni di ammoniaca, monossido di carbonio, nicotina e catrame pi alte di quelle presenti nel fumo del fumatore, e pu causare danni polmonari, lesioni precancerose polmonari, malattie cardiovascolari, reazioni allergiche. I figli di donne che fumano in gravidanza hanno pi probabilit di nascere prematuri, sottopeso e con difetti congeniti. I figli di fumatori hanno maggiori probabilit di soffrire di infezioni alle prime vie respiratorie, asma, bronchiti e otiti, rispetto ai loro coetanei con genitori che non fumano.

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68. Marijuana
E' costituita dalle foglie e infiorescenze, essiccate e triturate della canapa indiana (Cannabis sativa). L'hashish, invece, molto pi forte della marijuana, viene prodotto essiccando l'essudato resinoso che stilla dalle cime delle piante di cannabis. Dosi forti di marijuana provocano rapidi cambiamenti delle emozioni, riducono il livello di attenzione, rendono frammentario il pensiero, causano difficolt di memoria e provocano una sensazione di rallentamento del tempo, arrivando anche ad allucinazioni, panico intenso. Il pi importante principio attivo il THC (delta-9-tetraidrocannabinolo). Gli effetti a breve termine comprendono occhi arrossati e irritati, secchezza delle fauci e della gola, aumento dell'appetito, ridotta pressione intraoculare e talvolta aumento della pressione arteriosa. L'uso a lungo termine della cannabis danneggia gravemente la struttura e la funzionalit del polmone. I recettori per i cannabinoidi sono i CB1 e i CB2. I CB1 sono distribuiti nel corpo e nel cervello, con densit elevata nell'ippocampo, sede di numerose abilit di apprendimento e memoria. Fumare cannabis si associa ad un aumento dell'irrorazione sanguigna all'amigdala e al giro del cingolo anteriore, coinvolti nelle emozioni. Il THC e sostanze affini sono in grado di ridurre in alcuni malati di cancreo la nausea e la perdita di appetito che accompagnano la chemioterapia. E' efficace anche per il malessere generale che accompagna l'AIDS.

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69. Gli oppiacei


Fanno parte della vasta categoria dei sedativi, che alleviano, in dosi moderate, il dolore e inducono il sonno, usati da molto tempo nella cura del dolore e nella preparazione delle medicine. Dall'oppio grezzo si estrae la morfina, che pu essere convertita in eroina. Pi recentemente, si diffuso l'abuso di oppiacei prescritti come farmaci per la terapia del dolore, quali l'idrocodone (combinato con il paracetamolo, compone farmaci ad azione analgesica, come il Vicodin o il Zydone) e l'ossicodone. L'oppio e derivati producono euforia, sonnolenza, fantasticherie e talvolta mancanza di coordinazione motoria. Alcune sostanze presentano l'effetto diviso in una fase iniziale di rush e in una seconda di down. Gli oppiacei stimolano i recettori neurali degli oppioidi endogeni, che sembrano collegati al sistema dopaminergico. L'astinenza da oppiacei, dopo aver instaurato un alto livello di tolleranza, si presenta con sintomi simili a quelli dell'influenza, e va aggravandosi verso le 36 ore, scomparendo in 5-10 giorni. I barbiturici sono sedativi di sintesi, usati come sonniferi e rilassanti, che stimolano il sistema GABAergico, producendo effetti di rilassamento, euforia, rilassando i muscoli, riducendo l'ansia, ma hanno anche effetti collaterali.

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70. Stimolanti
Amfetamine (benzedrina, dexedrina e metedrina): sono sintetiche, producono i loro effetti stimolando il rilascio di norepinefrina e dopamina, e bloccando la ricaptazione di questi NT, assunte per via orale o endovenosa, e possono indurre dipendenza. Lo stato di vigilanza viene acuito, le funzioni intestinali inibite, la sensazione di appetito viene diminuita, la frequenza del battito cardiaco aumenta. La persona diventa vigile, euforica, estroversa, energica e fiduciosa di s. In dosi pi forti, il soggetto diventa nervoso, agitato, confuso, provocando palpitazioni, cefalea e vertigini. Si sviluppa tolleranza, molto rapidamente. Cocaina: un alcaloide, estratto dalle foglie di coca. La cocaina, oltre ai suoi effetti anestetici, agisce sul cervello, bloccando la ricaptazione della dopamina nelle aree mesolimbiche (effetti piacevoli). L'uso cronico della cocaina si associa a una diminuzione della materia grigia in varie aree del cervello. Accresce il desiderio sessuale e la fiducia in s stessi. Un'overdose produce brividi, nausea e insonnia, crisi paranoiche e terrificanti allucinazioni di insetti sottopelle. L'uso cronico porta a irritabilit, compromissione delle relazioni sociali, ideazione paranoide, turbe del sonno e alterazione delle abitudini alimentari. La cocaina un vasocostrittore, e ci produce infarti miocardici, aumenta il rischio di ictus ed causa di deficit cognitivi. Allucinogeni, Ecstasy e PCP: L'LSD una sostanza psichedelica e allucinogena (esperienza soggettiva di espansione delle percezioni e dello stato di coscienza, produzione di allucinazioni), i cui effetti dipendono dall'insieme degli atteggiamenti di una persona, aspettative e motivazioni nei confronti dell'assumere droghe, e dal contesto in cui la sostanza viene assunta. C' la possibilit, in seguito all'assunzione di LSD, di attacchi di panico, flash-back (ricomparsa dei sintomi psichedelici dopo che gli effetti della sostanza sono scomparsi). Altri allucinogeni sono la mescalina (alcaloide, principio attivo del peyote) e la psilocibina (funghi usati dagli indios). Nel 1985 fece la sua comparsa l'Ecstasy, comprendente due composti sintetici molto simili. L'Ecstasy agisce attivando il rilascio e il successivo riassorbimento della serotonina. Essa favorisce l'intimit e l'introspezione, migliora le relazioni interpersonali, eleva umore e fiducia in s stessi, ma causa tensione muscolare e altri effetti spiacevoli. La PCP (fenciclidina) la polvere degli angeli, un tranquillante per cavalli, agendo su molteplici NT.

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71. Eziologia dei disturbi correlati a sostanze


Fattori socioculturali: cultura, facilit di reperire la sostanza, ambiente familiare, contesti e reti sociali, pubblicit. Fattori psicologici: la riduzione della tensione ha un ruolo importante, ma solo in certe situazioni (ad esempio, quando sono presenti distrazioni). Le aspettative del soggetto circa gli effetti della sostanza (ridurre la tensione, esaltare la potenza sessuale, etc.) sono fattori predittivi del consumo di alcol e altre sostanze, e variano nei differenti gruppi etnici. Fattori genetici: hanno un ruolo nell'instaurarsi di una dipendenza dall'alcol e forse anche della nicotina (capacit di tollerare l'alcol e di metabolizzare la nicotina), e sono collegati al sistema dopaminergico. Fattori neurobiologici: i sistemi cerebrali associati alla dopamina, alla base del principale sistema cerebrale di ricompensa. Teoria della sensibilizzazione incentivante: definendo wanting il bisogno compulsivo della sostanza e liking il piacere che il soggetto trae dalla sostanza, si scoperto che il sistema dopaminergico associato al liking sviluppa un'ipersensibilit verso gli effetti diretti della sostanza, ma anche verso i cue legati alla sostanza (aghi, cucchiai, cartine), e ci induce il wanting. Col tempo, il liking, che il soggetto ottiene dalla sostanza, diminuisce, ma il wanting resta intenso. Ci che mantiene la dipendenza la transizione dal liking al potente wanting, dovuta agli effetti della sostanza sulle vie dopaminergiche cerebrali.

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72. Trattamento dei disturbi correlati alle sostanze


Alcol: la disintossicazione richiede, all'inizio, un trattamento residenziale ospedaliero, e in seguito un trattamento ambulatoriale. Gli AA sono un gruppo di auto-aiuto che cerca di instillare nei soggetti il principio che la dipendenza sia una malattia, e sono efficaci, come la terapia di coppia e le terapie familiari, queste ultime soprattutto per la prevenzione. Tra i trattamenti cognitivo-comportamentali si ricorda la terapia avversiva, durante la quale avviene la somministrazione di scariche elettriche o farmaci, ma che non efficace a lungo termine. La terapia della gestione delle contingenze, in cui si insegna ai pazienti e ai loro familiari a rispondere con rinforzi positivi ai comportamenti che si oppongono all'abitudine di bere, sembra efficace. Il consumo controllato induce il soggetto a un consumo di alcol moderato, evitando gli estremi dell'astinenza totale e dell'ubriachezza. Tra i farmaci, vi sono il naltrexone e il naxolone, efficaci se accompagnati da una terapia cognitivo-comportamentale. Nicotina: le psicoterapie non si sono rivelate efficaci, mentre risulta promettente il fumo programmato (riduzione graduale dell'assunzione di nicotina, secondo uno schema preordinato). Gomme e cerotti alla nicotina sono maggiormente efficaci, se abbinati ad assunzione di bupropione o a una psicoterapia. Sostanze illegali: La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) e il colloquio motivazionali sono efficaci nel trattare le dipendenze da sostanze illegali. L'uso del metadone, come sostituto dell'eroina, un trattamento efficace. Difficile resta il trattamento della dipendenza da metamfetamina.

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73. Prevenzione dei disturbi correlati alle sostanze


Prevenzione nelle scuole (accrescere l'autostima [non efficace], fornire addestramento alle abilit sociali e alla resistenza alle pressioni sociali [soprattutto tra le ragazze]), partecipazione dei genitori ai programmi scolastici per i figli, etichettatura delle bevande alcoliche con avvertenze sui rischi per la salute, annunci sui media riguardo alle sanzioni penali, test nei luoghi di lavoro e nelle scuole per rilevare gli abusi da sostanze. Iowa Strenghtening Families Program e Drug Free Years Program si sono rivelati utili, avendo in comune: *l'addestramento a resistere alla pressione del gruppo di pari. *la correzione di credenze e aspettative. *l'immunizzazione contro i messaggi dei mass-media. *l'informazione sull'influenza dei genitori e degli altri adulti. *leadership nel gruppo di pari.

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74. Schizofrenia
La *schizofrenia una psicopatia caratterizzata da disfunzioni cognitive, emozionali e comportamentali che comprendono: *pensiero disorganizzato (idee non collegate tra loro, logicamente). *percezione distorta. *difficolt a focalizzare l'attenzione. *mancanza di espressivit emozionale o espressioni inappropriate. *alterazioni motorie e comportamentali (andatura strascicata o aspetto molto disordinato). I pazienti con schizofrenia possono isolarsi dalla realt, creando un mondo fatto di deliri e di allucinazioni. A volte, esordisce nell'infanzia, ma solitamente compare nella tarda adolescenza o nella prima et adulta. Diagnosi: Almeno due dei seguenti sintomi, ciascuno presente per almeno un mese: *Deliri *Allucinazioni *Eloquio disorganizzato *Comportamento disorganizzato o catatonico *Sintomi negativi *A partire dall'esordio, si manifesta un declino nel funzionamento sociale e lavorativo del paziente. *I segni continuativi del disturbo continuano per almeno 6 mesi, che includono almeno 1 mese di sintomi sovradescritti e il resto del tempo comprendono sintomi negativi o altri sintomi fra quelli del primo punto, presenti in forma attenuata.

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75. Sintomi della schizofrenia


Sintomi positivi Deliri: convinzioni contrarie alla realt dei fatti, nutrite malgrado le evidenze che le contraddicono. *Il paziente crede che pensieri a lui estranei vengano posti nella sua menta da una fonte esterna. *Il paziente crede che i suoi pensieri vengano emanati, in modo che anche gli altri li percepiscano. *Alcuni pazienti credono che i loro sentimenti o comportamenti siano controllati da una forza esterna. *Alcuni pazienti ritengono che i loro pensieri vengano rubati, improvvisamente e inaspettatamente, da una fonte esterna. Allucinazioni: esperienze sensoriali in assenza di alcuno stimolo ambientale rilevante. Quando i pazienti sentono le voci, vi una maggiore attivit nell'area di Broca, *Alcuni pazienti riferiscono di sentire una voce estranea che ripete i loro pensieri. *Altri pazienti sostengono di sentire delle voci che litigano. *Altri ancora sentono delle voci che fanno commenti sul loro comportamento. Sintomi negativi Durano oltre l'episodio acuto e hanno effetti profondi sull'esistenza dei pazienti con schizofrenia. Abulia (apatia): mancanza di energia e apparente disinteresse per le consuete attivit quotidiane, oppure con un'incapacit di portarle a termine (abbigliamento e igiene trascurati, gran parte del tempo trascorso seduti qua e l). Alogia: povert di eloquio, o povert di contenuto dell'eloquio. Anedonia: perdita o riduzione d'interesse per l'esperienza del piacere (non c' aspettativa) Affettivit appiattita: nessuno stimolo in grado di sollecitare una risposta emozionale esteriore (sguardo nel vuoto, muscolo mimici inespressivi, tono di voce piatto e incolore), ma la risposta emozionale interiore continua ad esserci. Asocialit: gravi compromissioni nei rapporti sociali (pochi amici, mediocri abilit sociali, soggetti scarsamente interessati a stare assieme ad altra gente). Sintomi disorganizzati Eloquio disorganizzato: incapacit di organizzare le idee e di parlare in modo che un ascoltatore possa comprendere (idee sconnesse). L'eloquio reso confuso dall'allentamento dei nessi associativi Comportamento disorganizzato: inesplicabili attacchi di agitazione, abbigliamento inconsueto, comportamento sciocco o infantile, ammassare generi alimentari, raccogliere pattume (incapacit di organizzare il proprio comportamento e renderlo conforme agli standard collettivi). Altri sintomi Catatonia: anomalie motorie (gesti ripetuti, incremento di attivit motorie). L'immobilit catatonica consiste nell'assumere e mantenere posizioni inconsuete per lungo tempo. Affettivit inappropriata: Le risposte emozionali appaiono discordanti rispetto al contesto.

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76. Sottotipi della schizofrenia


Schizofrenia di tipo disorganizzato: eloquio disorganizzato, con affettivit appiattita (ma solo in alcuni casi), comportamento disorganizzato e finalizzato a nessuno scopo. Schizofrenia di tipo catatonico: disturbi motori, con esordio improvviso. Schizofrenia di tipo paranoide: presenza rilevante di deliri (di preoccupazione, di grandezza), accompagnati da allucinazioni uditive, in alcuni casi. I soggetti sviluppano idee di riferimento (incorporano eventi ordinari all'interno di un sistema delirante), sono agitati, polemici, irascibili e talvolta violenti. Eloquio non disorganizzato. Schizofrenia di tipo indifferenziato: pazienti che soddisfano i criteri diagnostici della schizofrenia, ma non quelli per uno dei tre principali sottotipi. Schizofrenia di tipo residuo: pazienti non soddisfa pi pienamente i criteri per la schizofrenia, ma mostra ancora alcuni segni della malattia.

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77. Altri disturbi psicotici


*Disturbo schizofreniforme: stessi sintomi della schizofrenia, che durano solo da 1 a 6 mesi. *Disturbo psicotico breve: stessi sintomi della schizofrenia, che durano solo da 1 giorno a 1 mese. *Disturbo schizoaffettivo: miscela di sintomi della schizofrenia e dei disturbi dell'umore. *Disturbo delirante: persistenti deliri di persecuzione o gelosia delirante ( gelosia infondata)

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78. Eziologia e trattamento della schizofrenia


Eziologia Fattori genetici: evidenze genetiche molto forti, sulle quali si sta lavorando. Strutture e funzioni cerebrali: I NT giocano un ruolo fondamentale nella schizofrenia. La dopamina non pu, quasi sicuramente, rendere conto da sola della schizofrenia: sono oggetti di studio la serotonina, il GABA e il glutammato. La corteccia prefrontale (ridotta attivazione) entra in gioco nella schizofrenia, assieme alla dilatazione dei ventricoli. Stress psicologico: Status socioeconomico e schizofrenia sono collegati (teoria della selezione sociale). La comunicazione all'interno della famiglia (e lo stress che ne deriva da essa) importante, per spiegare la schizofrenia. Anche la misura dell'emozione espressa predittiva di recidive. Studi evolutivi: I bambini pi predisposti alla futura schizofrenia sono bambini con difficolt di attenzione e di controllo motorio. Trattamento della schizofrenia Terapie farmacologiche: farmaci antipsicotici (neurolettici): fenotiazina (azione bloccante sui recettori sinaptici della dopamina, che riduce l'influenza della dopamina sul pensiero, sulle emozioni e sul comportamento) , clorpromazina, butirrofenoni, e tioxanteni. Gli antipsicotici non sono una cura, e presentano numerosi effetti collaterali (capogiri, appannamento della vista, disfunzioni sessuali, effetti collaterali extrapiramidali= assomigliano ai sintomi del morbo di Parkinson), richiedono il monitoraggio dei primi segni di recidiva, una terapia di sostegno settimanale, sedute di informazione e istruzione per le famiglie. Anche gli antipsicotici atipici (clozapina e risperidone) sono efficaci. I soli farmaci, per, non costituiscono un trattamento del tutto efficace, perch i pazienti schizofrenici hanno bisogno di apprendere o di riapprendere le modalit necessarie per far fronte alle tante sfide e difficolt poste dalla vita quotidiana. Trattamenti psicologici: le terapia psicoanalitiche non hanno dimostrato un'efficacia totale. La terapia familiare, invece, mirante a ridurre i livelli elevati di emozione espressa (ostilit, ipercriticit e iperprotettivit), un valido strumento per la prevenzione delle recidive. L'addestramento alle abilit sociali e varie terapie cognitivo-comportamentali (addestramento cognitivo di base, terapia personale) hanno aiutato i pazienti ad affrontare gli stress della vita, e a condurre un'esistenza pi ordinata e costruttiva. Importanza di intervenire con strumenti sia farmacologici che psicosociali.

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79. I disturbi di personalit


Sono definiti da modi di essere persistenti e pervasivi che causano disagio e compromissione funzionale, poich influenzano funzioni cognitivi, emozionali, relazionali e di controllo degli impulsi. Solitamente, i disturbi di personalit, che sono nell'Asse II, presentano comorbilit con disturbi dell'Asse I. Secondo il DSM-IV-TR, tali disturbi sono classificati in tre gruppi, caratterizzati da comportamento strano o eccentrico (gruppo 1), da comportamento amplificativo, emozionale o imprevedibile (gruppo 2) oppure da comportamento ansioso o timoroso (gruppo 3). Il modello dei cinque fattori un approccio dimensionale alla personalit: i cinque fattori della personalit sono nevroticismo, estroversione/introversione, apertura all'esperienza, accettazione/antagonismo e coscienziosit.

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80. Disturbo paranoide di personalit


Diagnosi: presenza di almeno 4 dei seguenti sintomi: *Il soggetto sospetta, in ogni situazione, di essere danneggiato, ingannato o sfruttato. *Dubita, senza giustificazione, della lealt o affidabilit di amici o colleghi. *E' riluttante a confidarsi con gli altri a causa della sua sospettosit. *Tende a scorgere significati nascosti nelle azioni innocue degli altri. *Porta rancore per torti percepiti. *Reagisce con rabbia agli attacchi percepiti al proprio ruolo o alla propria reputazione. *Sospetta, senza giustificazione, della fedelt del partner.

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81. Disturbo schizoide di personalit


Diagnosi: presenza di almeno 4 dei seguenti sintomi: *Non desidera relazioni strette n trae piacere da esse. *Manifesta una preferenza quasi esclusiva per la solitudine. *Dimostra scarso interesse per le esperienze sessuali con altre persone. *Prova piacere in poche o nessuna attivit. *Non ha amici. *E' indifferente alle lodi o alle critiche degli altri. *Mostra affettivit appiattita e distacco emozionale.

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82. Disturbo schizotipico di personalit


E' collegato alla schizofrenia. Diagnosi: presenza di almeno 5 dei seguenti sintomi: *Idee di riferimento. *Credenze strane o pensiero magico. *Peculiari modalit di eloquio. *Sospettosit o paranoia. *Affettivit inappropriata o coartata. *Comportamento o aspetto strani. *Mancanza di amici intimi. *Ansia sociale che non diminuisce con l'aumentare della familiarit.

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83. Disturbo borderline di personalit


Componente ereditaria per questo disturbo (i geni contribuiscono ai singoli sintomi del disturbo). Deficit nella sensibilit alla serotonina sono associati all'impulsivit e alla disregolazione emozionale. I lobi frontali sembra che aiutino a controllare l'impulsivit. Una maggiore attivazione dell'amigdala sembra correlata alla disregolazione emozionale. I maltrattamenti nell'infanzia, lo stress e la modalit con cui i bambini introiettano le immagini che essi si formano delle persone importanti, per loro, sono associati al disturbo borderline di personalit. Diagnosi: presenza di almeno 5 dei seguenti sintomi: *Sforzi disperati di evitare un abbandono reale o immaginario. *Instabilit ed estrema intensit nelle relazioni interpersonali, caratterizzate dalla scissione (idealizzazione e successiva svalutazione delle altre persone). *Instabile senso del s. *Almeno due tipi di comportamento impulsivo/autolesivo (spese insensate,abbuffate, promiscuit sessuale). *Ricorrenti gesti, minacce, comportamenti suicidari o comportamento automutilante. *Estrema reattivit emozionale.

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84. Disturbo istrionico di personalit


Viene incoraggiato dalla seduttivit parentale padre/figlia; dal parlare, in famiglia, di sesso come qualcosa di sporco, ma tuttavia comportarsi come se fosse eccitante e desiderabile. Il bisogno di essere al centro dell'attenzione sembra spiegato come una difesa dei reali sentimenti di scarsa autostima. Diagnosi: presenza di almeno 5 dei seguenti sintomi: *Forte bisogno di essere al centro dell'attenzione. *Comportamento sessualmente seducente in situazioni inappropriate. *Espressione delle emozioni rapidamente mutevole. *Utilizzo dell'aspetto fisico, per attrarre l'attenzione su di s. *Eloquio eccessivamente impressionistico. *Espressione esagerata e teatrale delle emozioni. *Eccessiva suggestionabilit. *Tendenza a considerare le relazioni pi intime di quanto in realt non siano.

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85. Nuovo Paragrafo


Secondo il modello della psicologia del s, presente una fragile autostima, che manca quando i genitori non esprimono la loro approvazione di fronte alle manifestazioni di competenza dei figli; il s emerge precocemente sotto forma di struttura bipolare (grandiosit immatura - iperidealizzazione degli altri e dipendenza da loro). Secondo il modello socio-cognitivo, presente una fragile autostima (i soggetti cercano di preservare la convinzione di essere individuali), e le relazioni che questi soggetti instaurano sono finalizzate ad alimentare l'autostima e non ad acquisire calore umano e intimit (vanterie, denigrazioni, ricerca di ammirazione). Diagnosi: presenza di almeno 5 dei seguenti sintomi: *Visione grandiosa della propria importanza *Eccessiva attenzione per il proprio successo, la propria intelligenza e la propria bellezza. *Convinzione di essere speciale e di poter essere capito solo da persone di status elevato. *Estremo bisogno di ammirazione. *Forte sensazione che tutto gli sia dovuto. *Tendenza a sfruttare gli altri. *Mancanza di empatia. *Invidia nei confronti degli altri. *Comportamento o atteggiamenti arroganti.

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86. Disturbo antisociale di personalit e psicopatia


Disturbo antisociale di personalit e psicopatia sono entrambi moderatamente ereditabili, ma giocano un ruolo importante, nello sviluppo di questi disturbi, l'ambiente familiare (l'incoerenza dei genitori nell'imporre una discipline una variabile di rischio) e culturale. Diagnosi del disturbo antisociale di personalit: un quadro pervasivo di inosservanza e violazione dei diritti degli altri che si manifesta fin dai 15 anni, e la presenza di almeno 3 dei seguenti sintomi: *Ripetute infrazioni della legge. *Disonest, menzogne. *Impulsivit. *Irritabilit e aggressivit. *Inosservanza spericolata della sicurezza propria e degli altri. *Irresponsabilit abituali (incapacit di sostenere un'attivit lavorativa continuativa). *Mancanza di rimorso. *Presenza del disturbo della condotta con esordio prima dei 15 anni. *L'individuo ha almeno 18 anni. *Il comportamento antisociale non si manifesta esclusivamente durante il decorso della schizofrenia o di un episodio maniacale.

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87. Diagnosi della psicopatia


*Povert di emozioni, sia negative che positive. *Assenza di vergogna. *Fascino superficiale, usato per manipolare gli altri a proprio vantaggio. *L'assenza dell'ansia impedisce a questi soggetti di imparare dai propri errori. *La mancanza di emozioni positive le porta a comportarsi irresponsabilmente verso gli altri. *Il comportamento antisociale dello psicopatico messo in atto d'impulso, pi per il brivido che per altre motivazioni. *Mancanza di empatia. 2 gruppi principali di tratti psicopatici: *distacco emotivo: individuo egoista, privo di rimorsi, che sfrutta gli altri. *stile di vita antisociale caratterizzato da impulsivit e irresponsabilit.

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88. Disturbo evitante di personalit


Comorbilit con il disturbo depressivo maggiore. Diagnosi: presenza di almeno 4 dei seguenti sintomi: *Evita attivit lavorative che implicano un significativo contatto interpersonale per timore di essere criticato o rifiutato. *E' riluttante nell'entrare in relazione con altre persone, a meno che non sia certo di piacere. *E' inibito nelle relazioni intime per il timore di essere umiliato o ridicolizzato. *Si preoccupa di essere criticato e umiliato. *E' inibito in situazioni interpersonali nuove a causa di sentimenti di inadeguatezza. *Si vede come socialmente inetto, personalmente non attraente o inferiore agli altri. *E' estremamente riluttante a tentare nuove attivit, poich questo pu rivelarsi imbarazzante.

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89. Disturbo dipendente di personalit


Diagnosi: presenza di almeno5 dei seguenti sintomi: *Difficolt a prendere decisioni senza richiedere ad altri un'eccessiva quantit di consigli e rassicurazioni. *Ha bisogno che altri si assumano la responsabilit della maggior parte dei settori della sua vita. *Ha difficolt ad esprimere disaccordo verso gli altri per timore di perderne il sostegno. *Ha difficolt a fare le cose autonomamente per mancanza di fiducia nelle proprie capacit. *Si offre per compiti spiacevoli allo scopo di ottenere l'approvazione e il sostegno degli altri. *Si sente indifeso, da solo, perch teme di non essere capace di gestire la propria vita senza l'aiuto altrui. *Quando una relazione stretta termina, ne ricerca urgentemente una nuova. *Si preoccupa in modo non realistico di essere lasciato solo a provvedere a s stesso.

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90. Disturbo ossessivo-compulsivo di personalit


Diagnosi: presenza di almeno 4 dei seguenti sintomi: *Estrema attenzione per le regole, i dettagli e l'organizzazione, al punto che va perduto lo scopo principale dell'attivit. *Estremo perfezionismo che interferisce con il completamento dei compiti. *Eccessiva dedizione al lavoro, fino all'esclusione delle attivit di svago e delle amicizie. *Inflessibilit in tema di moralit, etica o valori. *Difficolt a gettare via oggetti privi di utilit e di valore. *Riluttanza a delegare, a meno che gli altri non si conformino ai suoi standard. *Avarizia. *Rigidit e testardaggine.

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91. Trattamento dei disturbi di personalit


Persone con disturbi dell'Asse I e disturbi dell'Asse II, contemporaneamente, hanno pi difficolt a guarire delle persone che presentano solo disturbi dell'Asse I. Si ricorre al trattamento farmacologico, in base al problema dell'Asse I. Esistono dei programmi psicoterapeutici in day hospital o ambulatoriali per i disturbi di personalit, che sono accompagnati da terapia sociale e occupazionale. I terapeuti psicodinamici mirano a modificare il modo in cui il paziente considera i problemi infantili che si presume siano alla base del suo disturbo. I terapeuti cognitivo-comportamentali tendono a suddividere un disturbo di personalit in una serie di problemi separati (addestramento a modi non antagonistici di rapportarsi con gli altri, addestramento alle abilit sociali). Stanno emergendo risultati incoraggianti sull'efficacia della terapia dialettica del comportamento nel trattare il disturbo borderline di personalit: un'accettazione incondizionata del paziente viene combinata con un'attenzione di tipo cognitivo-comportamentale.

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92. Disturbo da desiderio sessuale ipoattivo


Diagnosi: *Fantasie sessuali e desiderio di attivit sessuale persistentemente carenti o assenti. *L'anomalia causa notevole disagio o difficolt interpersonali. *La disfunzione sessuale non attribuibile a una condizione medica generale, a un altro disturbo in Asse I o agli effetti fisiologici di una sostanza.

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93. Disturbo da avversione sessuale


Diagnosi: *Persistente evitamento di quasi tutti i contatti sessuali. *L'anomalia causa notevole disagio o difficolt interpersonali. *La disfunzione sessuale non attribuibile ad un altro disturbo in Asse I.

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94. Disturbo dell'eccitazione sessuale femminile


Diagnosi: *Persistente incapacit di raggiungere o di mantenere fino al completamento dell'attivit sessuale un'adeguata risposta di eccitazione sessuale (lubrificazione e tumescenza dei genitali). *L'anomalia causa notevole disagio o difficolt interpersonali. *La disfunzione sessuale non attribuibile a una condizione medica generale, a un altro disturbo in Asse I o agli effetti fisiologici di una sostanza.

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95. Disturbo maschile dell'erezione


Diagnosi: *Persistente incapacit di raggiungere o mantenere un'erezione adeguata fino al completamento dell'attivit sessuale. *L'anomalia causa notevole disagio o difficolt interpersonali. *La disfunzione sessuale non attribuibile a una condizione medica generale, a un altro disturbo in Asse I o agli effetti fisiologici di una sostanza.

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96. Disturbo dell'orgasmo femminile


Diagnosi: *Persistente ritardo o assenza dell'orgasmo dopo una normale fase di eccitamento sessuale (valutando et, esperienza sessuale e adeguatezza della stimolazione sessuale ricevuta). *L'anomalia causa notevole disagio o difficolt interpersonali. *La disfunzione sessuale non attribuibile a una condizione medica generale, a un altro disturbo in Asse I o agli effetti fisiologici di una sostanza.

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97. Disturbo dell'orgasmo maschile


Diagnosi: *Persistente ritardo o assenza dell'orgasmo dopo una normale fase di eccitazione sessuale (valutando et e adeguatezza della stimolazione sessuale ricevuta). *L'anomalia causa notevole disagio o difficolt interpersonali. *La disfunzione sessuale non attribuibile a una condizione medica generale, a un altro disturbo in Asse I o agli effetti fisiologici di una sostanza.

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98. Eiaculazione precoce


Diagnosi: *Persistente eiaculazione a seguito di minima stimolazione e prima che l'uomo desideri (valutando et, novit del partner sessuale o della situazione, frequenza recente dell'attivit sessuale). *L'anomalia causa notevole disagio o difficolt interpersonali. *La disfunzione sessuale non dovuta esclusivamente agli effetti fisiologici di una sostanza.

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99. Disturbi da dolore sessuale


*Dispareunia Diagnosi: *Ricorrente dolore genitale associato al rapporto sessuale. *L'anomalia causa notevole disagio o difficolt interpersonali. *La disfunzione sessuale non causata da vaginismo o da mancanza di lubrificazione vaginale, e non attribuibile a una condizione medica generale, a un altro disturbo in Asse I o agli effetti fisiologici di una sostanza. *Vaginismo Diagnosi: *Ricorrente spasmo involontario della muscolatura del terzo esterno della vagina, che interferisce col rapporto sessuale convenzionale. *L'anomalia causa notevole disagio o difficolt interpersonali. *La disfunzione sessuale non attribuibile a una condizione medica generale, a un altro disturbo in Asse I o agli effetti fisiologici di una sostanza.

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100. Eziologia e trattamento delle disfunzioni sessuali


Precedenti abusi sessuali, problemi nella relazione, mancanza di conoscenza in materia di sessualit, disturbi psicologici (ansia, depressione, abuso di alcol), scarsa attivazione e spossatezza, cognizioni e atteggiamenti negativi riguardo alla sessualit sono tra le cause pi importanti delle disfunzioni sessuali. I trattamenti psicologici comprendono tecniche per ridurre l'ansia, per accrescere conoscenze e consapevolezza relative al proprio corpo, per ridurre i pensieri negativi sulla sessualit, per migliorare la comunicazione nella coppia, e per ridurre l'ansia da prestazione.

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101. Disturbo dell'identit di genere


L'identit di genere radicata in noi fin dalla prima infanzia. L'orientamento sessuale, invece, la preferenza per partner di determinato sesso. Il comportamento cross-gender sembra ereditabile, almeno in parte. L'esposizione a livelli anormalmente elevati di ormoni nell'utero pu essere considerato un fattore causale. Diagnosi: *Forte e persistente identificazione con il sesso opposto. Nei bambini, presenza di almeno 4 dei seguenti sintomi: *Desiderio ripetutamente affermato di essere, o insistenza sul fatto di essere, dell'altro sesso. *Preferenza per indossare l'abbigliamento tipico del sesso opposto. *Preferenza per i ruoli del sesso opposto nei giochi di simulazioni, oppure persistenti fantasie di appartenere al sesso opposto. *Preferenza per i giochi e i passatempi tipici del sesso opposto. *Forte preferenza per i compagni di gioco del sesso opposto. Negli adolescenti e negli adulti, l'anomalia si manifesta con sintomi quali: *Desiderio di essere dell'altro sesso. *Farsi passare per membro dell'altro sesso. *Desiderio di essere trattato come un membro dell'altro sesso. *Convinzione di avere emozioni tipiche dell'altro sesso. *L'anomalia non concomitante con una condizione fisica intersessuale. *L'anomalia causa disagio clinicamente significativo o compromissione di importanti aree del funzionamento della persona. Trattamento: procedure chirurgiche e ormonali, che modificano l'anatomia sessuale della persona, per farla corrispondere all'identit interiore.

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102. Le parafilie
Disturbi, nei quali l'eccitazione sessuale viene suscitata da oggetti o attivit inusuali, per almeno 6 mesi. Feticismo Comorbilit con altre parafilie. Diagnosi: *Fantasie, impulsi sessuali o comportamenti ricorrenti, e intensamente eccitanti sessualmente, che comportano l'uso di oggetti inanimati. *Le fantasie, gli impulsi sessuali o i comportamenti causano disagio clinicamente significativo o compromissione di aree importanti del funzionamento della persona. *Gli oggetti sessualmente eccitanti non sono limitati a capi di abbigliamento femminile usati per travestirsi oppure a strumenti progettati per la stimolazione tattile dei genitali, come un vibratore. Feticismo di travestimento Diagnosi: *Fantasie, impulsi sessuali o comportamenti ricorrenti, e intensamente eccitanti sessualmente, riguardanti il travestimento in un maschio eterosessuale. *Le fantasie, gli impulsi sessuali o i comportamenti causano disagio clinicamente significativo o compromissione di aree importanti del funzionamento della persona. *Pu essere associato a disturbi dell'identit di genere. Pedofilia Diagnosi: *Fantasie, impulsi sessuali o comportamenti ricorrenti, e intensamente eccitanti sessualmente, che comportano attivit con un bambino prepubere. *La persona ha agito sulla base di questi impulsi sessuali, oppure impulsi e fantasie causano notevole disagio o problemi interpersonali. *La persona ha almeno 16 anni ed di almeno 5 anni pi grande del bambino. Voyeurismo Diagnosi: *Fantasie, impulsi sessuali o comportamenti ricorrenti, e intensamente eccitanti sessualmente, che comportano l'atto di osservare una persona che non se l'aspetta mentre nuda o impegnata in attivit sessuali. *La persona ha agito sulla base dei suoi impulsi sessuali, oppure impulsi e fantasie causano notevole disagio o problemi interpersonali. Esibizionismo Diagnosi: *Fantasie, impulsi sessuali o comportamenti ricorrenti, e intensamente eccitanti sessualmente, che comportano l'esposizione dei propri genitali ad un estraneo che non se l'aspetta. *La persona ha agito sulla base dei suoi impulsi sessuali, oppure impulsi e fantasie causano notevole disagio

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Frotteurismo Diagnosi: *Fantasie, impulsi sessuali o comportamenti ricorrenti, e intensamente eccitanti sessualmente, che comportano il toccare e lo strofinarsi contro una persona non consenziente. *La persona ha agito sulla base dei suoi impulsi sessuali, oppure impulsi e fantasie causano notevole disagio o problemi interpersonali. Sadismo sessuale Diagnosi: *Fantasie, impulsi sessuali o comportamenti ricorrenti, e intensamente eccitanti sessualmente, che comportano azioni (reali, non simulate) in cui l'umiliazione o la sofferenza fisica dell'altra persona sessualmente eccitante. *La persona ha agito sulla base dei suoi impulsi sessuali, oppure impulsi e fantasie causano notevole disagio o problemi interpersonali. Masochismo sessuale Diagnosi: *Fantasie, impulsi sessuali o comportamenti ricorrenti, e intensamente eccitanti sessualmente, che comportano l'atto (reale, non simulato) di essere umiliato e picchiato. *La persona ha agito sulla base dei suoi impulsi sessuali, oppure impulsi e fantasie causano notevole disagio o problemi interpersonali.

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103. Eziologia e trattamento delle parafilie


Eziologia Fra i fattori neurobiologici che potrebbero essere coinvolti, vi sono livelli eccessivamente elevati di ormoni maschili, o disfunzione dei lobi temporali. La teoria psicodinamica pone l'accento sui conflitti tra Es e Io, che hanno origine da esperienze infantili. Le teorie psicologiche si concentrano sul condizionamento verso oggetti sessuali inappropriati, su abusi fisici o sessuali nell'infanzia, su genitori affettivamente inadempienti, sull'ostilit verso le donne e sulle distorsioni cognitive. Trattamento delle parafilie E' importante risvegliare la motivazione del paziente, mettendo in discussione le convinzioni distorte riguardo alle conseguenze dei comportamenti sessuali. I terapeuti cognitivo-comportamentali usano tecniche volte a migliorare le abilit sociali, ad aiutare le persone a controllare i propri impulsi, ad accrescere l'empatia nei confronti delle vittime potenziali, e a identificare le situazioni potenzialmente ad alto rischio per il ripresentarsi dei sintomi. Tra i pi comuni trattamenti farmacologici vi sono antidepressivi o farmaci che riducono i livelli degli ormoni maschili, come il Depo-Provera.

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104. Lo stupro
La violenza sessuale il rapporto ottenuto per mezzo della violenza a della minaccia con un partner non consenziente. Lo stupro provoca un considerevole trauma psicologico nella vittima. Le variabili che contraddistinguono gli stupratori comprendono ostilit verso le donne, tratti della personalit antisociali e impulsivi, e tassi elevati di disfunzioni sessuali. Le abilit sociali non appaiono carenti. I programmi di trattamento psicologico si concentrano sull'empatia per la vittima, sulla gestione della rabbia, sull'autostima e sull'abuso di sostanze. I trattamenti biologici consistono nell'abbassamento dei livelli degli ormoni androgeni, con l'obiettivo di attenuare la pulsione sessuale.

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105. I disturbi dell'infanzia


La psicopatologia educativa studia i disturbi dell'infanzia, inquadrandoli nel contesto del normale sviluppo durante l'esistenza. Le psicopatologie infantili sono, solitamente, divise in due categorie: i disturbi esternalizzanti sono caratterizzati da comportamenti diretti prevalentemente verso l'esterno (aggressivit, insubordinazione, iperattivit e impulsivit), mentre i disturbi internalizzanti sono caratterizzati da esperienze e comportamenti maggiormente rivolti all'interno (depressione, ritiro sociale e ansia).

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106. Disturbo da deficit di attenzione-iperattivit - ADHD attentiondeficit-hyperactivity disorder


Diagnosi: A oppure B: *A. Almeno 6 sintomi di disattenzione presenti per almeno 6 mesi con un'intensit che provoca disadattamento e che contrasta con il livello dello sviluppo (fa errori di distrazione, non ascolta quando gli si parla, non segue le istruzioni, si distrae facilmente, sbadato nello svolgere le attivit quotidiane). *B. Almeno 6 sintomi di iperattivit/impulsivit presenti per almeno 6 mesi con un'intensit che provoca disadattamento e che contrasta con il livello dello sviluppo (si dimena sulla sedia, scorrazza e salta dovunque in modo eccessivo, parla incessantemente). *Alcuni dei sintomi sopra riportati erano presenti prima dei 7 anni. *I sintomi sono presenti in due o pi contesti, per esempio a casa e a scuola o al lavoro. *Compromissione clinicamente significativa del funzionamento sociale, scolastico o lavorativo. *I sintomi non risultano meglio attribuibili a un altro disturbo, come schizofrenia, disturbo d'ansia, disturbo dell'umore. Molti bambini affetti da ADHD hanno difficolt ad andare d'accordo e fare amicizia con i coetanei, perch hanno un comportamento aggressivo, che risulta invadente e irritante agli altri. Non afferrano alcuni sottili segnali sociali (es.: stanchezza), interpretano in modo sbagliato i desideri e le intenzioni dei coetanei. Dimostrano di sapere quali sono le azioni socialmente corrette, ma non sembrano in grado di tradurre tale consapevolezza in comportamenti appropriati nelle interazioni sociali della vita reale. Manifestano difficolt di apprendimento in matematica, lettura e ortografia. Tre sottotipi: * Con disattenzione predominante (scarsa capacit d'attenzione). * Con iperattivit/impulsivit predominante. * Tipo combinato (entrambe le problematiche). Questi bambini hanno maggiori probabilit di sviluppare problemi di condotta e un comportamento oppositivo. L'ADHD si associa maggiormente a un comportamento scolastico inappropriato (le difficolt di concentrare l'attenzione o di elaborare informazioni velocemente derivano da anomalie nella funzione della dopamina e di particolari aree cerebrali, tra cui la corteccia prefrontale), mentre il disturbo della condotta presenta un funzionamento compromesso ovunque. L'ADHD presenta comorbilit con disturbo della condotta (nei casi pi gravi), disturbi internalizzanti (ansia o depressione). Sebbene l'adolescenza, in alcuni soggetti, porta a ridurre la gravit dei sintomi, nella maggioranza dei casi i bambini che nell'infanzia hanno sofferto di ADHD continuano a soffrirne anche durante l'adolescenza. Eziologia dell'ADHD Fattori genetici: ruolo importante della predisposizione genetica, soprattutto dei geni coinvolti nel controllo del NT dopamina. Fattori neurobiologici: nei ragazzi con ADHD i lobi frontali tendono a essere iporeattivi alla stimolazione e il flusso cerebrale ridotto. Lobi frontali, nucleo caudato e globo pallido sono di dimensioni pi ridotte del normale. Un basso peso alla nascita un fattore di predisposizione all'ADHD, che pu essere mitigato dal calore dell'affetto materno. L'uso di sostanze (nicotina, alcol) durante la gravidanza fattore predittivo del

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disturbo: si pensa che il fumo della madre in gravidanza influenzi il sistema dopaminergico del feto in sviluppo, portando a disibinizione comportamentale e ADHD. Fattori psicologici: i genitori di bambini con ADHD presentano autorit e relazioni pi negative con i figli, mentre i bambini affetti da ADHD sono meno docili e hanno interazioni pi negative con i genitori. Sembra che il comportamento negativo dei genitori sia dovuto al comportamento stesso del figlio con ADHD.

Trattamento dell'ADHD Farmaci stimolanti: es.: Ritalin. Questi farmaci riducono i comportamenti dirompenti dei bambini affetti da ADHD e ne migliorano le capacit di concentrazione. Il trattamento farmacologico, ovviamente, va accompagnato da una terapia comportamentale Trattamento psicologico: training specifico rivolto ai genitori e cambiamenti delle attivit in classe basati sui principi del condizionamento operante. Il comportamento del bambino viene monitorato a casa e a scuola, con l'obiettivo di rinforzarne i comportamenti appropriati (sistemi per accumulare punti e tabelloni su cui vengono attaccate delle stelline, guadagnate per essersi comportati in maniera adeguata, spendibili in cambio di una ricompensa). A livello scolastico, esistono speciali training rivolti ad addestrare gli insegnanti a capire gli specifici bisogni dei bambini con ADHD e ad applicare in classiche tecniche di tipo operante, monitorando il comportamento attraverso diari e schede (la metodologia ideale sarebbe quella di variare il modo di presentare contenuti e materiali per gli esercizi, assegnare compiti brevi e fornire immediatamente la soluzione, in modo che i bambini possano controllare se li hanno svolti correttamente, avere uno stile vivace e pieno di entusiasmo, focalizzato su cose concrete da fare, concedere spesso pause e intervalli). Anche una terapia comportamentale intensiva pu essere efficace come la combinazione fra il Ritalin e una terapia comportamentale meno intensiva.

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107. Disturbo della condotta


Diagnosi: Modalit di comportamento ripetitiva e persistente che viola i diritti fondamentali degli altri o le principali norme sociali, come manifestato dalla presenza di almeno 3 dei seguenti criteri nei 12 mesi precedenti, con almeno un criterio presente negli ultimi 6 mesi: *Comportamenti aggressivi verso persone o animali (bullismo, dare inizio a collutazioni fisiche, essere fisicamente crudele con persone o animali, forzare qualcuno ad attivit sessuali). *Distruzione della propriet (fuoco, vandalismo). *Frode o furto. *Gravi violazioni di regole (imposte dai genitori, dalle istituzioni, etc.). *Compromissione clinicamente significativa del funzionamento sociale, scolastico o lavorativo. *Se il soggetto ha 18 anni o pi, non sono soddisfatti i criteri per la diagnosi di disturbo antisociale di personalit. Il DSM-IV-TR individua anche il disturbo oppositivo provocatorio (DOP), che non soddisfa i criteri diagnostici per il disturbo della condotta, ma tuttavia esibisce comportamenti quali perdere facilmente il controllo, rifiutarsi di soddisfare le richieste degli adulti, litigando con loro e infastidendo gli altri. Il disturbo della condotta accompagnato da altri problemi, come l'abuso di sostanze, ansia e depressione. Il disturbo, in alcuni casi, legato solo all'adolescenza, mentre altre volte persiste per tutta la vita. Il fatto che uno dei due genitori sia affetto da disturbo antisociale della personalit, o che il soggetto presenti una scarsa intelligenza verbale, sono fattori predittivi del disturbo. L'interazione tra fattori individuali (temperamento, eventuale psicopatologia dei genitori e interazioni disfunzionali genitori-figli) e fattori socioculturali (povert, scarso supporto sociale) pu accrescere la possibilit di sviluppare questo disturbo. Eziologia del disturbo della condotta Fattori genetici: prove contradditorie (sono pi significative le influenze dovute all'ambiente familiare). Il comportamento aggressivo chiaramente ereditabile, mentre altri comportamenti delinquenziali possono non esserlo. Fattori genetici e ambientali possono avere un effetto determinante sullo sviluppo di questo disturbo (ad es. l'essere maltrattato si associa a un comportamento antisociale nell'et adulta solo in presenza di una particolare predisposizione genetica). Fattori neurobiologici: deficit neuropsicologici (scarse abilit verbali, difficolt nelle funzioni esecutive e problemi di memoria), scarso QI da bambini (per disturbo persistente lungo tutta la vita) Fattori psicologici: i soggetti sono privi di una coscienza morale (distinzione tra ci che giusto e ci che sbagliato); le conseguenze psicologiche di abusi durante l'infanzia sono l'aggressivit (per imitazione sociale, dai media, dalla tv); c' la tendenza a distorcere l'interpretazione di azioni ambigue, e ci porta a reazioni esagerate. Influenza dei coetanei: il rifiuto dei pari collegato allo sviluppo di un comportamento aggressivo. Fattori socioculturali: povert, disoccupazione, condizioni socio-economiche e altri fattori sociali sono importantissimi nell'eziologia di questi disturbi. Trattamento del disturbo della condotta Interventi sulla famiglia: programma comportamentale parental management training [PMT] (si addestrano i genitori a modificare le proprie risposte nei confronti dei figli, apprendendo a ricompensare in

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modo costante il comportamento prosociale, anzich quello antisociale). Il PMT modifica le interazioni genitore-figlio, il che a sua volta si associa a una diminuzione dei comportamenti antisociali e aggressivi. Terapia multisistemica (MST): riduce gli arresti fino a quattro anni di distanza dal trattamento. Fornisce servizi terapeutici intensivi e globali a livello della comunit, focalizzando l'intervento sull'adolescente, la famiglia, la scuola e il gruppo dei pari. Si crede che i problemi di condotta siano influenzati da molteplici fattori all'interno della famiglia e nell'interazione tra famiglia e altri sistemi sociali. E' necessario porre enfasi sui punti di forza del soggetto e della famiglia, nel contestualizzare i problemi di condotta, nell'attuare interventi focalizzati sul presente e orientati all'azione, e nel richiedere ai membri della famiglia un concreto impegno quotidiano o settimanale. Terapia cognitiva: anche la terapia cognitiva individuale pu essere efficace (training per l'autocontrollo della rabbia [i bambini imparano a sostenere attacchi verbali senza reagire in modo aggressivo, servendosi di tecniche di distrazione, come canticchiare un motivo, oppure dicendosi frasi calmanti, oppure andandosene via]).

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108. Depressione infantile


Umore depresso, incapacit di provare piacere, senso di affaticamento, difficolt di concentrarsi, ideazione suicidaria. Anche nei bambini, la depressione ricorrente. Nell'eziologia della depressione, i fattori genetici hanno un ruolo importante. La depressione di uno dei genitori un altro probabile fattore causale della depressione nel figlio (interazioni negative nella famiglia, poche dimostrazioni affettive). La depressione associata a contatti meno frequenti e soddisfacenti con i coetanei, che spesso li respingono. Queste interazioni negative a loro volta possono peggiorare l'immagine negativa di s e la sensazione di non valere nulla. Questi bambini hanno aspettative pi negative degli altri. Il trattamento della depressione nei bambini prevede l'uso di antidepressivi triciclici (che per hanno la stessa efficacia di un placebo). Il metodo pi efficace associare ad una terapia con Prozac una terapia cognitivo-comportamentale. Il trattamento, inoltre, deve coinvolgere non solo il bambino o l'adolescente, ma anche la famiglia e la scuola.

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109. Ansia in et evolutiva


Porta un funzionamento sociale e scolastico gravemente compromesso. L'ansia, oltre a far sentire male i bambini, li pu ostacolare nell'acquisire le abilit appropriate ai diversi stadi dello sviluppo. La fobia della scuola, comporta la preoccupazione che qualcosa di grave possa accadere a s stesso o ai suoi genitori quando lontano da loro, oppure comporta una vera e propria fobia, in cui il rifiuto di andare a scuola compare pi tardi, e il comportamento di evitamento della scuola appare pi grave e pervasivo (preoccupazione di fallire nel rendimento o disagio causato dalle relazioni interpersonali). La fobia sociale provoca un'ansia intensa in situazioni sociali specifiche, il mutismo selettivo. Bambini affetti da fobia sociale tendono a sopravvalutare il pericolo di certe situazioni e a sottovalutare la propria capacit di farvi fronte, e ci porta i bambini a evitare le situazioni di socializzazione, e presentano una carenza di abilit sociali. Il DPTS tra i bambini diffuso in seguito a eventi traumatici vissuti o visti, ma importante anche lo stress dell'ambiente familiare, e le precedenti esperienze traumatiche. Le reazioni dei genitori all'evento traumatico possono alleviare il disagio vissuto dal bambino. Un giovamento, infatti, pu essere ottenuto dalla terapia cognitivo-comportamentale, unita al coinvolgimento della famiglia. Trattamento: Alcune paure infantili spariscono con il tempo e la maturazione, mentre le altre vengono trattate in modo simile a quelle degli adulti. Il mezzo pi usato l'esposizione graduale all'oggetto temuto, accompagnato da azioni tese a inibire l'ansia del bambino. L'unico approccio efficace al trattamento dell'ansia la terapia cognitivo-comportamentale (lavorare con il bambino e i suoi genitori, tramite interventi psicoeducativi, ristrutturazioni cognitive, tecniche di esposizione, addestramento alle abilit sociali, modeling e prevenzione delle ricadute). E' importante affrontare le paure, sviluppare nuovi modi di pensare a ci che fa pi paura, esporsi agli oggetti che fanno paura.

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110. Disturbi dell'apprendimento


Diagnosi: *Il livello raggiunto nella lettura, nel calcolo o nell'espressione scritta al di sotto di quello atteso in base all'et cronologica, al livello di istruzione e al grado di intelligenza del soggetto. *Tale compromissione interferisce in modo significativo con l'apprendimento scolastico o con le attivit quotidiane. Disturbo della lettura (dislessia) Notevoli difficolt a riconoscere le parole e a comprendere ci che leggono, e difficolt a scrivere correttamente le parole. La lettura caratterizzata da omissioni, sostituzioni o distorsioni in una misura inconsueta per la loro et. E' presente una componente ereditaria. La dislessia dipende da deficit nei processi di elaborazione del linguaggio (problemi nella percezione del discorso e nell'analisi dei suoni del linguaggio parlato, difficolt a riconoscere le rime e le alliterazioni, problemi a pronunciare rapidamente il nome di oggetti familiari). Le regioni temporo-parietali-occipitali dell'emisfero cerebrale sinistro hanno un ruolo centrale nella dislessia Disturbo dell'espressione scritta Caratterizzato da compromissione della capacit di comporre testi scritti (errori di ortografia, grammatica e punteggiatura e una calligrafia stentata), grave da interferire significativamente con il rendimento scolastico o con altre attivit quotidiane. Disturbo del calcolo Il bambino pu avere difficolt a riconoscere e a ricordare con precisione simboli e regole dell'aritmetica, a contare gli oggetti in modo preciso e veloce, o a mettere i numeri in colonna. Pu essere associato a qualche disfunzione dell'emisfero sinistro, oppure, ma raramente, un deficit nelle abilit visuospaziali. Disturbi della comunicazione Disturbo dell'espressione del linguaggio: il bambino ha difficolt ad esprimersi con il linguaggio (difficolt a trovare le parole giuste, uso delle strutture grammaticali molto al di sotto di quello atteso in base alla sua et). *Disturbo della fonazione: i bambini con questo disturbo comprendono il lessico e sono in grado di usarlo, ma il loro eloquio poco chiaro (scarpe cappe). *Balbuzie: anomalia del normale fluire dell'eloquio caratterizzata da ripetizioni, prolungamenti di suoni, lunghe pause fra le parole o ripetizioni di parole monosillabiche . La balbuzie accompagnata, talvolta, da spasmi muscolari e tic. Disturbi delle capacit motorie Marcata compromissione dello sviluppo della coordinazione motoria, non riconducibile a ritardo mentale o a una condizione medica generale. La compromissione interferisce in misura significativa con il rendimento scolastico o con le attivit della vita quotidiana. Trattamento delle difficolt di apprendimento

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Nei tradizionali approcci linguistici di trattamento dei problemi di scrittura e lettura, si cerca di insegnare, prima di tutto, ad ascoltare, a parlare, leggere e scrivere in maniera logica, sequenziale e multisensoriale (es: leggere ad alta voce sotto supervisione). I programmi di trattamento per le difficolt di apprendimento dovrebbero fornire ai bambini l'opportunit di sperimentare sentimenti di padronanza e di auto-efficacia (ricompensare piccoli progressi, ridurre la frustrazione).

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111. Il ritardo mentale


Diagnosi: *Funzionamento intellettivo al di sotto della media, QI di 70 (o inferiore). *Deficit o compromissioni nel funzionamento adattivo in almeno due delle seguenti aree: *comunicazione. *vita in famiglia. *uso delle risorse comunitarie. *cura della propria persona. *capacit interpersonali. *autodeterminazione. *capacit di funzionamento scolastico. *lavoro. *tempo libero. *salute. *sicurezza. *Esordio prima dei 18 anni. L'approccio della American Association of Mental Retardation: Il ritardo mentale una disabilit, che ha origine prima dei 18 anni di et, caratterizzata da significative limitazioni sia nel funzionamento intellettivo sia nel comportamento adattivo, per come risulta espresso nelle capacit adattive concettuali, sociali e pratiche. *Le limitazioni del funzionamento vanno considerate nel contesto degli ambienti comunitari tipici dei coetanei e della cultura del soggetto. *Una valutazione adeguata e valida considera le diversit culturali e linguistiche, oltre alle differenze nei fattori della comunicazione, sensoriali, motori e comportamentali. *In un soggetto spesso coesistono limiti e punti di forza. *Un obiettivo importante per descrivere i limiti quello di sviluppare un profilo di supporti necessari. *Con appropriati supporti personalizzati per un periodo prolungato, il funzionamento della persona con ritardo mentale in genere migliora. Eziologia del ritardo mentale: *Anomalie cromosomiche o genetiche: Sindrome di Down o sindrome dell'X fragile. *Malattie da geni recessivi: fenilchetonuria (PKU). *Malattie infettive del feto durante la gravidanza. *Incidenti. *Fattori di rischio ambientali (mercurio, piombo). Trattamento del ritardo mentale: *Trattamento residenziale: servizi educativi a base territoriale. *Trattamenti comportamentali: istruzione sistematica nei vari campi (abilit linguistiche, capacit motorie, cura della persona e sviluppo sociale), suddividendo il comportamento intero in diversi comportamenti pi semplici e applicando i principi del condizionamento operante per insegnare al bambino il comportamento (rinforzi per ogni approssimazione progressiva all'impugnare bene il cucchiaio). Per diminuire i comportamenti autolesivi necessario rinforzare comportamenti sostitutivi ad essi. *Trattamenti cognitivi: training riguardanti strategie di risoluzione dei problemi.

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*Istruzione assistita al computer: le componenti audiovisive del computer tengono alta l'attenzione, il livello del materiale pu essere calibrato sulle capacit e conoscenze individuali dell'utente, il che garantisce un'esperienza positiva.

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112. Il disturbo autistico


Fa parte dei disturbi pervasivi dello sviluppo: Disturbo di Rett Raro, si osserva solo nelle bambine, che si sviluppano normalmente fino al primo o secondo anno di vita; poi, la loro crescita inizia a rallentare, la bambina perde le capacit manuali finalizzate e compie invece movimenti stereotipati, che ricordano il torcersi o il lavarsi le mani, cammina scoordinatamente, esibisce uno scarso livello di apprendimento nell'espressione e nella compromissione del linguaggio e manifesta un grave ritardo mentale. Le interazioni sociali non sono adeguate, bench tale aspetto possa in seguito migliorare. Disturbo disintegrativo dell'infanzia Lo sviluppo del bambino, dopo essere stato normale fino al secondo anno di vita, manifesta una significativa perdita nelle abilit sociali e linguistiche, nel gioco e nelle capacit motorie. Disturbo di Asperger Interazione sociale scarsa, comportamento stereotipato intenso e rigido, ma linguaggio e intelligenza sono spesso intatti.

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113. Diagnosi per il disturbo autistico


*Un totale di almeno sei voci da (A), (B) e (C), con almeno due da (A) e almeno una ciascuno da (B) e (C): (A): Compromissione dell'interazione sociale: *Marcata compromissione nell'uso di vari comportamenti non verbali, come il contatto oculare, l'espressione mimica, la postura corporea. *Incapacit di sviluppare relazioni con i coetanei adeguate al livello di sviluppo. *Mancanza di ricerca spontanea della condivisione di interessi o attivit con altre persone. *Mancanza di reciprocit sociale o emotiva. (B): Compromissione della comunicazione: *Ritardo o totale mancanza dello sviluppo del linguaggio parlato, non accompagnato dal tentativo di compenso attraverso modalit di comunicazione non verbale, come gesti o mimica, *Nei soggetti con adeguato sviluppo del linguaggio, marcata compromissione della capacit di iniziare o sostenere una conversazione con altri. *Uso di linguaggio ripetitivo e stereotipato. *Mancanza di giochi adeguati al livello di sviluppo. (C): Comportamenti, interessi e attivit ripetitivi e stereotipati: *Dedizione assorbente a oggetti o attivit. *Rigida aderenza a certi rituali. *Manierismi stereotipati. *Eccessivo e persistente interesse per parti di oggetti. *Ritardo o funzionamento anomalo in almeno una delle seguenti aree, con esordio prima dei 3 anni: *interazione sociale. *linguaggio usato nella comunicazione sociale. *gioco simbolico o di immaginazione. *Le anomalie non sono meglio attribuibili al disturbo di Rett o al disturbo disintegrativo dell'infanzia, I bambini autistici possono avere abilit specifiche che riflettono un talento notevole, o una memoria a lungo termine eccezionale. Solitamente, essi mostrano notevoli abilit sensomotorie nell'arrampicarsi o nello stare in equilibrio. Durante l'infanzia non mostrano un attaccamento pronunciato nei confronti della madre. Non si avvicinano agli altri, non provano reazioni verso chiunque li avvicini. Questi soggetti non mostrano attivazione con l'area cerebrale associata all'identificazione e all'elaborazione delle facce. Mancano di empatia. I deficit della comunicazione che possono presentare sono l'ecolalia (il bambino ripete ci che stato detto da un'altra persona) e l'inversione dei pronomi (fanno riferimento a se stessi usando pronomi scorretti, come lui, lei o tu). I bambini autistici sono turbati da qualsiasi cambiamento nella loro routine quotidiana.

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114. Eziologia e trattamento del disturbo autistico


Eziologia Fattori genetici: il disturbo autistico generalmente correlato, in coppie di gemelli, a un ampio spettro di deficit nella comunicazione e nell'interazione sociale. L'ipotesi genetica la pi accreditata nell'eziologia di questo disturbo. Fattori psicologici: alcune teorie non confermate hanno imposto un carico importante sui genitori, ai quali veniva detto che erano i primi responsabili dell'autismo di cui soffriva un bambino. Fattori neurologici: il cervello di adulti e bambini autistici ha dimensioni maggiori di quello di bambini normali, e la crescita cerebrale sembra rallentare in modo anomalo in una fase successiva dell'infanzia.

Trattamento del disturbo autistico Trattamento comportamentale: basato sul condizionamento operante (ricompense se il bambino si comportava meno aggressivamente, pi docilmente e in modo socialmente pi appropriato), un trattamento intensivo, portato avanti anche con la collaborazione dei genitori, pu condurre a successi rilevanti. I genitori devono essere preparati a concentrare i propri sforzi sulle motivazioni e sulla reattivit generale dei loro figli, anzich sul cercare di modificare singoli problemi comportamentali, affrontandoli uno per volta e in maniera sequenziale (ad esempio, bisognerebbe lasciare che sia il bambino a scegliere i materiali da apprendere, fornirgli rinforzi di tipo sociale). Trattamento farmacologico: il farmaco pi usato l'aloperidolo (Haldol), che riduce il ritiro sociale, i comportamenti motori stereotipati e i comportamenti disadattivi, ma ha effetti collaterali gravi. Il trattamento farmacologico, comunque, non efficace come il trattamento comportamentale.

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115. Problemi della vecchiaia


Declino fisico e disabilit, deficit sensoriali e neurologici, perdita di persone care, effetti cumulativi delle esperienze di vita sfortunate, fattori sociali di stress. Al crescere dell'et, la qualit e la profondit del sonno diminuiscono, mentre la frequenza delle apnee da sonno aumenta. Bisogna tenere conto di molti fattori, oltre all'et, nelle ricerche sull'invecchiamento: *Effetti dell'et: dovuti al fatto di avere una data et cronologica. *Effetti di coorte: dovuti al fatto di essere nati in un dato anno e di essere cresciuti in un particolare periodo storico. *Effetti di periodo: dovuti al fatto di sottoporre i soggetti a valutazione in un particolare periodo storico.

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116. Demenza
Diagnosi: Tipo Alzheimer: *Deficit cognitivi multipli, che si manifestano con: *deficit della memoria. *almeno una delle seguenti alterazioni cognitive: *afasia (disturbo della comprensione e/o della produzione del linguaggio non dovuto a deficit sensoriali primari, deficit intellettivi, disturbi psichiatrici o debolezza dell'apparato muscolo-scheletrico). *aprassia (compromissione della capacit di eseguire attivit motorie, nonostante l'integrit della funzione motoria). *agnosia (disturbo della percezione caratterizzato dal mancato riconoscimento di oggetti, persone, suoni, forme, odori gi noti, in assenza di disturbi della memoria e in assenza di lesioni dei sistemi sensoriali elementari) *disturbo delle funzioni esecutive. *Compromissione significativa e declino del funzionamento sociale e lavorativo. *Insorgenza graduale e declino continuo delle facolt cognitive. *I deficit cognitivi non sono dovuti ad alcuno dei seguenti fattori: *altre condizioni del SNC che causano declino progressivo, come morbo di Parkinson o tumori cerebrali. *affezioni sistemiche riconosciute come causa di demenza, quali ipotiroidismo, deficienza di niacina, sifilide e infezione da HIV. *I deficit cognitivi non si presentano esclusivamente durante un episodio di delirium. *I deficit cognitivi non possono essere meglio spiegati da un altro disturbo dell'Asse I.

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117. Malattia di Alzheimer


Provoca un deterioramento irreversibile dei tessuti cerebrali, porta a disorientamento, che uno stato di confusione riguardo a tempo, spazio o identit; la morte sopraggiunge in genere 12 anni dopo il manifestarsi dei primi sintomi (difficolt a concentrarsi e a memorizzare nuovi contenuti, facilit alla distrazione e irritabilit, che interferiscono con la vita quotidiana). Le persone che soffrono di Alzheimer presentano placche amiloidi (aggregati tondeggianti di piccoli peptidi, che si depositano all'esterno dei neuroni) e grovigli neurofibrillari (ammassi di filamenti proteici, composti in larga parte dalla proteina tau, che si accumulano entro il corpo cellulare dei neuroni). Gli stadi iniziali della malattia sono caratterizzati da una perdita di sinapsi colinergiche e glutamergiche: successivamente, le cellule neurali iniziano a morire, e la corteccia e l'ippocampo diventano atrofici. L'atrofia si diffonde ai lobi frontali, temporali e parietali. I solchi corticali e i ventricoli si allargano mentre le creste si appiattiscono. Il cervelletto, il midollo spinale e le aree sensoriali e motorie della corteccia sono meno colpiti. Sembra che questa malattia abbia base genetica, ma giocano un ruolo importante anche i fattori ambientali. Continuare a impegnarsi in attivit cognitive pu ridurre il rischio di Alzheimer.

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118. Diverse cause della demenza


*Demenza fronto-temporale (FTD) Ha inizio attorno ai sessant'anni, non comporta deficit di memoria, ma le funzioni esecutive (progettazione delle azioni, problem solving e i comportamenti diretti ad uno scopo) e l'abilit di riconoscere e comprendere le emozioni sono compromesse. Il deterioramento dei neuroni ha luogo principalmente nell'amigdala, nelle regioni anteriori dei lobi temporali, nella corteccia prefrontale e in altre regioni dove sono presenti neuroni serotoninergici. E' causata dalla malattia di Pick, che provoca la presenza dei corpi di Pick nelle cellule nervose, che causa la morte dei neuroni. *Demenza vascolare Debolezza in un braccio, riflessi anormali, malattia cerebrovascolare. Il paziente colpito da una serie di ictus ripetuti, in cui, in seguito alla formazione di trombi, vi stata occlusione di vasi cerebrali, deficit d'irrorazione e conseguente morte cellulare. Il rischio non genetico: la malattia, infatti, associata agli stessi fattori causali delle malattie cardiovascolari (colesterolo cattivo, fumo, etc.). *Demenza con corpi di Lewy (DLB) i sintomi sono difficili da distinguere da quelli del morbo di Parkinson (passo strascicato) e dalla malattia di Alzheimer (perdita della memoria). Altri sintomi rilevanti comprendono allucinazioni e deliri. *Demenze causate da malattie e traumi Encefalite, meningite, virus dell'HIV, traumi cranici, tumori cerebrali, carenze nutrizionali, insufficienza renale o epatica, disfunzioni endocrine (ipertiroidismo), esposizione ad agenti tossici, come piombo o mercurio, e l'abuso cronico di sostanze sono condizioni che possono portare alla demenza.

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119. Trattamento della demenza


Non ancora stato trovato un trattamento in grado di far regredire la malattia di Alzheimer. Si usano, per, farmaci che aumentano il livello dell'acetilcolina e che interferiscono con la degradazione dell'acetilcolina, per preservare o ridurre il deterioramento dei neuroni. Una psicoterapia di sostegno pu aiutare questi pazienti e le loro famiglie ad affrontare gli effetti della demenza, offrendo un'opportunit di parlare del disturbo. Sembrano utili anche le strategie per contrastare il declino delle abilit mnestiche (cartellini applicati a cassetti), ma non a lungo termine.

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120. Delirium
Diagnosi: *Alterazione della coscienza (ridotta lucidit della percezione dell'ambiente e difficolt a concentrare l'attenzione. *Modificazione cognitiva, come alterazioni del linguaggio, deficit di memoria, alterazione percettiva che non pu essere meglio spiegata da una demenza. *Insorgenza rapida (di solito ore o giorni) con fluttuazioni giornaliere. *Chiare evidenze che il disturbo causato da una condizione medica generale, come la malnutrizione.

Trattamento del delirium Un completo recupero possibile,se la sindrome viene identificata e la causa sottostante trattate adeguatamente e tempestivamente. E' importante la prevenzione del disturbo, tramite interventi che agiscono sulla privazione del sonno, l'immobilit, la disidratazione, deficit visivi e uditivi, e deficit cognitivi. E' altrettanto utile insegnare alla famiglia a riconoscere i sintomi del delirium e comunicare loro che si trovano davanti ad una condizione reversibile.

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121. Disturbi psicologici nell'anziano


Disturbo depressivo maggiore Anche negli anziani, rpesenta comorbilit con l'abuso di alcol. La depressione ha pi probabilit di portare a deficit cognitivi negli anziani, rispetto ai giovani. La depressione a esordio tardivo sembrano collegati soprattutto alla vasculopatia aterosclerotica. Ictus e vasculopatie sembrano la causa di depressione ad origine tardiva. Le minori abilit fisiche sono un altro fattore causale della depressione. Man mano che si invecchia, aumentano le probabilit di esperire eventi che possono scatenare la depressione, come la morte del coniuge, l'isolamento e il ritiro sociale. I tassi delle condotte suicidiarie sono elevati. Disturbi d'ansia nell'anziano Il GAD il disturbo d'ansia pi comune. Sono spesso associati alle condizioni che caratterizzano l'invecchiare. I vecchi rispondono agli stessi trattamenti psicologici che si rivelano utili negli adulti giovani. Disturbi deliranti (paranoidi) Possono essere innescati da perdite di sensibilit sensoriale, demenza o isolamento sociale. Abuso e dipendenza da sostanze L'abuso di alcol o di altre sostanze un disturbo raro, mentre molto elevato l'abuso di farmaci, da banco o dietro prescrizione medica (che si risolve con la terapia a domicilio). Le persone anziane tendono a trarre notevole beneficio dalle psicoterapie, che per sono pi difficili per i terapeuti, in quanto i temi trattati sono molto particolari, e portano i terapeuti ad una maturit, che va oltre l'et anagrafica. Le situazioni di vita degli anziani La maggioranza delle persone anziane conduce vita autonoma, inserita nella sua comunit. Le case di riposo o altre strutture solitamente fanno poco per incoraggiare i residenti a mantenere le capacit che ancora possiedono, e ci porta a un deterioramento fisico e mentale.

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Indice
1. Stigma 2. Comportamento anormale: definizione del DSM-IV-TR 3. Caratteristiche usate per descrivere alcune forme di comportamento patologico 4. Storia della psicopatologia 5. Evoluzione del pensiero contemporaneo sul disturbo mentale 6. Psicologia e psicopatologia 7. Attuali paradigmi della psicopatologia: genetico 8. Attuali paradigmi della psicopatologia: psicoanalitico e cognitivo-comportamentale 9. Modello integrativo: il paradigma diatesi-stress - anni '70 10. Affidabilit di una valutazione diagnostica 11. Validit di una valutazione diagnostica 12. Diagnostic and Statistic Manual of Mental Disorders - DSM-IV-TR 13. Valutazione psicologica: strumenti 14. Valutazione neurobiologica: strumenti 15. Metodi di ricerca in psicologia clinica 16. I disturbi d'ansia secondo il DSM-IV-TR: Fobie 17. I disturbi d'ansia secondo il DSM-IV-TR: Disturbo di panico 18. I disturbi d'ansia secondo il DSM-IV-TR: Disturbo d'ansia generalizzato 19. I disturbi d'ansia secondo il DSM-IV-TR: Disturbo ossessivo-compulsivo 20. I disturbi d'ansia secondo il DSM-IV-TR: Disturbo post-traumatico da stress 21. I disturbi d'ansia secondo il DSM-IV-TR: Disturbo acuto da stress 22. Influenze di genere e culturali nei disturbi d'ansia 23. Fattori di rischio comuni ai vari disturbi d'ansia 24. Trattamento dei disturbi d'ansia 25. Trattamento dei disturbi d'ansia specifici 26. Il disturbo di panico 27. Il Disturbo d'Ansia Generalizzato 28. Eziologia del Disturbo Ossessivo Compulsivo 29. Eziologia del Disturbo Post Traumatico da Stress 30. I disturbi somatoformi 31. Disturbo algico 32. Disturbo di dismorfismo corporeo 33. Ipocondria 1 2 3 4 5 6 7 9 10 11 12 13 14 16 17 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36

34. Disturbo di somatizzazione 35. Disturbo di conversione 36. Trattamento dei disturbi somatoformi 37. I disturbi dissociativi 38. Amnesia dissociativa 39. Fuga dissociativa 40. Disturbo di depersonalizzazione 41. Disturbo dissociativo dell'identit 42. I disturbi psicofisiologici 43. Eziologia dei disturbi psicofisiologici 44. I disturbi cardiovascolari 45. L'asma 46. AIDS 47. Genere e salute 48. Status socioeconomico, appartenenza etnica e salute 49. Il trattamento dei disturbi psicofisiologici 50. I disturbi depressivi 51. Disturbo depressivo maggiore 52. Disturbo distimico 53. I disturbi bipolari 54. Disturbo ciclotimico 55. Eziologia dei disturbi depressivi 56. Fattori sociali e psicologici nel disturbo bipolare 57. Trattamento dei disturbi dell'umore 58. Il suicidio 59. Anoressia nervosa 60. Bulimia nervosa 61. Disturbo da alimentazione incontrollata 62. Eziologia dei disturbi dell'alimentazione 63. Trattamento dei disturbi dell'alimentazione 64. Dipendenza da sostanze 65. Abuso di sostanze 66. Abuso e dipendenza da alcol 67. La nicotina e il fumo di sigaretta 68. Marijuana 69. Gli oppiacei

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70. Stimolanti 71. Eziologia dei disturbi correlati a sostanze 72. Trattamento dei disturbi correlati alle sostanze 73. Prevenzione dei disturbi correlati alle sostanze 74. Schizofrenia 75. Sintomi della schizofrenia 76. Sottotipi della schizofrenia 77. Altri disturbi psicotici 78. Eziologia e trattamento della schizofrenia 79. I disturbi di personalit 80. Disturbo paranoide di personalit 81. Disturbo schizoide di personalit 82. Disturbo schizotipico di personalit 83. Disturbo borderline di personalit 84. Disturbo istrionico di personalit 85. Nuovo Paragrafo 86. Disturbo antisociale di personalit e psicopatia 87. Diagnosi della psicopatia 88. Disturbo evitante di personalit 89. Disturbo dipendente di personalit 90. Disturbo ossessivo-compulsivo di personalit 91. Trattamento dei disturbi di personalit 92. Disturbo da desiderio sessuale ipoattivo 93. Disturbo da avversione sessuale 94. Disturbo dell'eccitazione sessuale femminile 95. Disturbo maschile dell'erezione 96. Disturbo dell'orgasmo femminile 97. Disturbo dell'orgasmo maschile 98. Eiaculazione precoce 99. Disturbi da dolore sessuale 100. Eziologia e trattamento delle disfunzioni sessuali 101. Disturbo dell'identit di genere 102. Le parafilie 103. Eziologia e trattamento delle parafilie 104. Lo stupro 105. I disturbi dell'infanzia

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106. Disturbo da deficit di attenzione-iperattivit - ADHD attention-deficit-hyperactivity 107. Disturbo della condotta 108. Depressione infantile 109. Ansia in et evolutiva 110. Disturbi dell'apprendimento 111. Il ritardo mentale 112. Il disturbo autistico 113. Diagnosi per il disturbo autistico 114. Eziologia e trattamento del disturbo autistico 115. Problemi della vecchiaia 116. Demenza 117. Malattia di Alzheimer 118. Diverse cause della demenza 119. Trattamento della demenza 120. Delirium 121. Disturbi psicologici nell'anziano

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