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====================================================== BATTESIMO DEL SIGNORE (ANNO A) ====================================================== Colore liturgico: Bianco Antifona d'ingresso Dopo il battesimo di Ges si aprirono

i cieli, e come colomba lo Spirito di Dio si ferm su di lui, e la voce del Padre disse: Questo il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. (cf. Mt 3,16-17) Colletta Padre onnipotente ed eterno, che dopo il battesimo nel fiume Giordano proclamasti il Cristo tuo diletto Figlio, mentre discendeva su di lui lo Spirito Santo, concedi ai tuoi figli, rinati dallacqua e dallo Spirito, di vivere sempre nel tuo amore. Per il nostro Signore Ges Cristo... Oppure: O Padre, il tuo unico Figlio si manifestato nella nostra carne mortale, concedi a noi, che lo abbiamo conosciuto come vero uomo, di essere interiormente rinnovati a sua immagine. Egli Dio e vive e regna con te... Oppure: Padre dimmensa gloria, tu hai consacrato con potenza di Spirito Santo il tuo Verbo fatto uomo, e lo hai stabilito luce del mondo

e alleanza di pace per tutti i popoli; concedi a noi che oggi celebriamo il mistero del suo battesimo nel Giordano, di vivere come fedeli imitatori del tuo Figlio prediletto, in cui il tuo amore si compiace. Egli Dio, e vive e regna con te... PRIMA LETTURA (Is 42,1-4.6-7) Ecco il mio servo di cui mi compiaccio. Dal libro del profeta Isaa Cos dice il Signore: Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio. Ho posto il mio spirito su di lui; egli porter il diritto alle nazioni. Non grider n alzer il tono, non far udire in piazza la sua voce, non spezzer una canna incrinata, non spegner uno stoppino dalla fiamma smorta; proclamer il diritto con verit. Non verr meno e non si abbatter, finch non avr stabilito il diritto sulla terra, e le isole attendono il suo insegnamento. Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia e ti ho preso per mano; ti ho formato e ti ho stabilito come alleanza del popolo e luce delle nazioni, perch tu apra gli occhi ai ciechi e faccia uscire dal carcere i prigionieri, dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre. Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 28) Rit: Il Signore benedir il suo popolo con la pace. Date al Signore, figli di Dio, date al Signore gloria e potenza. Date al Signore la gloria del suo nome, prostratevi al Signore nel suo atrio santo. La voce del Signore sopra le acque, il Signore sulle grandi acque. La voce del Signore forza, la voce del Signore potenza. Tuona il Dio della gloria, nel suo tempio tutti dicono: Gloria!. Il Signore seduto sulloceano del cielo, il Signore siede re per sempre. SECONDA LETTURA (At 10,34-38) Dio consacr in Spirito Santo Ges di Nazaret. Dagli Atti degli Apostoli In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: In verit sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga. Questa la Parola che egli ha inviato ai figli dIsraele, annunciando la pace per mezzo di Ges Cristo: questi il Signore di tutti. Voi sapete ci che accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cio come Dio consacr in Spirito Santo e potenza Ges di Nzaret, il quale pass beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perch Dio era con lui. Parola di Dio

Canto al Vangelo (Mc 9,9) Alleluia, alleluia. Si aprirono i cieli e la voce del Padre disse: Questi il Figlio mio, lamato: ascoltatelo!. Alleluia. VANGELO (Mt 3,13-17) Appena battezzato, Ges vide lo Spirito di Dio venire su di lui. + Dal Vangelo secondo Matteo In quel tempo, Ges dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. Giovanni per voleva impedirglielo, dicendo: Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?. Ma Ges gli rispose: Lascia fare per ora, perch conviene che adempiamo ogni giustizia. Allora egli lo lasci fare. Appena battezzato, Ges usc dallacqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: Questi il Figlio mio, lamato: in lui ho posto il mio compiacimento. Parola del Signore Preghiera dei fedeli Fratelli e sorelle, uniti nella gioia di chi si sente amato da Dio, nella speranza di una vita compiuta, nellattesa della manifestazione gloriosa di Cristo, chiediamo al Padre che ascolti le nostre umili preghiere. Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore. 1. Manda il tuo Spirito, o Signore, affinch gli uomini sappiano discernere quali vie portano alla schiavit del peccato e quali invece alla pienezza dellincontro con te. Preghiamo. 2. Dacci il coraggio e la forza, Signore, per intessere la nostra vita di opere buone, conformi alla tua volont e al tuo disegno damore sul mondo. Preghiamo.

3. Fa, o Padre, che la Chiesa sappia operare nella storia e aprirti una strada nel deserto del mondo, per collaborare alla realizzazione del tuo Regno. Preghiamo. 4. Tuo Figlio, Signore, si fatto uomo, povero tra i poveri. Non ha disdegnato la compagnia degli ultimi. Rendi anche noi solidali con i poveri, affinch tutti gli uomini si sentano fratelli. Preghiamo. 5. Padre, infondi in ogni uomo, ed in particolare in chi soffre, la gioia di chi si sente amato, perch lincontro con te ci permetta di affrontare le prove della vita con la consapevolezza di essere dei salvati. Preghiamo. O Padre, alle volte anche le nostre preghiere sono inquinate dalla pretesa di far girare il mondo cos come lo vogliamo noi. Ma tu sai che nelle nostre parole di oggi c lautenticit di chi spera in te, di chi ti ama, di chi vuole ci che tu vuoi. Ascoltaci, te lo chiediamo per Cristo nostro Signore. Preghiera sulle offerte Ricevi, o Padre, i doni che la Chiesa ti offre, celebrando la manifestazione del Cristo tuo diletto Figlio, e trasformali per noi nel sacrificio perfetto, che ha lavato il mondo da ogni colpa. Per Cristo nostro Signore. PREFAZIO Consacrazione e missione di Ges . veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Nel battesimo di Cristo al Giordano tu hai operato segni prodigiosi per manifestare il mistero del nuovo lavacro: dal cielo hai fatto udire la tua voce, perch il mondo credesse che il tuo Verbo era in mezzo a noi;

con lo Spirito che si posava su di lui come colomba hai consacrato il tuo Servo con unzione sacerdotale, profetica e regale, perch gli uomini riconoscessero in lui il Messia, inviato a portare ai poveri il lieto annunzio. E noi, uniti alle potenze dei cieli, con voce incessante proclamiamo la tua lode: Santo... Antifona di comunione Questa la testimonianza di Giovanni: Io lho visto, e ho attestato che egli il Figlio di Dio. (Gv 1,32.34) Oppure: Giovanni disse: Io ho bisogno dessere battezzato da te e tu vieni da me?. Lascia fare per ora gli rispose Ges, poich conviene che cos adempiamo ogni giustizia. (Mt 3,14-15) Preghiera dopo la comunione Dio misericordioso, che ci hai nutriti alla tua mensa, concedi a noi tuoi fedeli di ascoltare come discepoli il tuo Cristo, per chiamarci ed essere realmente tuoi figli. Per Cristo nostro Signore. Commento Ges chiede a Giovanni di battezzarlo, ma non ha bisogno alcuno di tale battesimo di penitenza perch, dallinizio, tutto si realizzi e perch si manifesti la Santa Trinit che egli venuto a rivelare. Giovanni invitava il popolo a prepararsi alla venuta imminente del Messia. A lui concesso di contemplare ci a cui aspira ogni uomo che prega e che contempla: Giovanni percepisce e insieme accoglie il mistero di Dio, quello del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Giovanni vede il Figlio, il Verbo eterno di Dio, e lo indica gi come il Salvatore. Sente il Padre, che nessuno riesce a vedere, testimoniare e attestare che quello davvero suo Figlio (Gv 5,36-

37). Percepisce poi la presenza dello Spirito che si posa sulla superficie dellacqua, madre di ogni vita (Gen 1,2). lo Spirito che sceso su Maria, generando in lei la vita umana e divina (Lc 1,35). lo Spirito che scender un giorno sugli apostoli perch fecondino la terra e le diano vita eterna(At 2,4). E, pur avendo avuto un altro battesimo, altrimenti efficace (Mc 10,39), anche noi siamo stati battezzati nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo (Mt 28,19). E, secondo la promessa, la Santa e Divina Trinit pone in noi la sua dimora (Gv 14,23). Essa trasforma la nostra vita, affidandola a Dio e attirandoci verso di lui con la forza di attrazione della risurrezione. Ascoltiamo il Figlio di Dio che parla a noi nell'oggi della chiesa e del mondo padre Antonio Rungi

Vangelo: Mt 3,13-17 L'ascolto fondamentale in ogni vera comunicazione. Chi non ascolta non conosce il pensiero e il cuore dell'altro. Nella festa odierna del Battesimo di Ges al Giordano, per la mano santa e purificatrice di Giovanni il Battista, viene rivelata la natura di Ges Cristo, definito qui il Figlio amato dal Padre e che necessario ascoltare. Solo chi parte dall'amore sa comunicare agli altri la sua vera identit. Dio che Amore trinitario, Padre, Figlio e Spirito Santo si comunica a noi, si apre all'uomo, nella speranza che l'uomo si apra a Dio e lo cerchi con tutto il cuore, nella profonda convinzione che senza Dio l'uomo non poteva, n pu, n potr esistere. Ges al battesimo del Giordano ci rivela questo amore universale che Dio ha manifestato a noi nella creazione e soprattutto nella redenzione. Questa missione di Ges di comunicare l'amore di Dio non sar facile, incontrer molti ostacoli, fino alla massima espressione del rifiuto di questo amore da parte dell'uomo con la condanna a morte del Redentore; mentre Cristo dalla Croce rinnova questo amore e lo completa con il suo sacrificio e la sua morte sul patibolo per noi. Solo chi

sa donare la vita sperimenta il vero amore verso Dio. Nella prima lettura di oggi, leggiamo un brano molto significativo del profeta Isaia, riferita al Servo di Javh, che da sempre stato individuato nella persona del Messia. Un testo che ci fa meditare gi in chiave pasquale ci che il Signore, attraverso la voce del profeta, ci vuole comunicare con la sua parola rivelata. Il programma e il progetto di vita cristiana, di attivit missionaria ed apostolica di ogni vero discepolo del Signore sta sintetizzato in questo brano. Sulla scia di Ges noi dobbiamo, con la testimonianza della carit, dell'amore, del coraggio, della donazione di noi stessi, metterci al servizio della verit, della giustizia, della carit e della vera libert. Un compito impegnativo che come ricorda Papa Francesco, citando altri testi magisteriali, nella sua Esortazione apostolica "Evangelii Gaudium" spetta a tutti. Egli scrive, infatti, a tal proposito: "Quando la Chiesa chiama all'impegno evangelizzatore, non fa altro che indicare ai cristiani il vero dinamismo della realizzazione personale: Qui scopriamo un'altra legge profonda della realt: la vita cresce e matura nella misura in cui la doniamo per la vita degli altri. La missione, alla fin fine, questo. Di conseguenza, un evangelizzatore non dovrebbe avere costantemente una faccia da funerale. Recuperiamo e accresciamo il fervore, la dolce e confortante gioia di evangelizzare, anche quando occorre seminare nelle lacrime [...] Possa il mondo del nostro tempo - che cerca ora nell'angoscia, ora nella speranza - ricevere la Buona Novella non da evangelizzatori tristi e scoraggiati, impazienti e ansiosi, ma da ministri del Vangelo la cui vita irradi fervore, che abbiano per primi ricevuto in loro la gioia del Cristo. Il Battesimo di Ges questo invito ad ascoltare e a proclamare il Vangelo della gioia con la gioia nel cuore e non certo con la mestizia o la faccia funebre di persone che non trovano la ragion di essere e di vita nella stessa sorgente della vita e della gioia che Ges Cristo. Bisogna avere lo zelo e il coraggio dei primi discepoli di Ges, i quali dopo i primi umani dubbi sulla persona e sulla missione del Signore, con la conversione del loro cuore e la docilit allo Spirito Santo, ricevuto in dono nel giorno della Pentecoste, prendono coscienza della loro missione ed incominciarono a predicare con coraggio la parola di verit, come ci

ricorda la seconda lettura di oggi, tratta dagli Atti degli Apostoli, in cui il protagonista principale di questo annuncio Pietro, sulla cui persona e la sua fede Ges ha edificato la Chiesa. Far conoscere chi Ges e cosa ha fatto il Signore per noi, questo il dovere missionario di ogni evangelizzatore, che parla di Cristo e indica in Cristo il Salvatore e come Giovanni si mette a servizio della conversione del cuore e della vita di ogni persona che vuole incontrare sinceramente Dio. Sia, pertanto, questa la nostra preghiera come comunit di credenti: "Padre d'immensa gloria, tu hai consacrato con potenza di Spirito Santo il tuo Verbo fatto uomo, e lo hai stabilito luce del mondo e alleanza di pace per tutti i popoli; concedi a noi che oggi celebriamo il mistero del suo battesimo nel Giordano, di vivere come fedeli imitatori del tuo Figlio prediletto, in cui il tuo amore si compiace". Amen. In vista dell'incontro di maggio a Gerusalemme mons. Roberto Brunelli

Vangelo: Mt 3,13-17 "Dalla Galilea", cio dal villaggio di Nazaret dov'era vissuto sino ad allora, Ges, ormai adulto (i biblisti ritengono avesse trentatr o trentaquattro anni), "and al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui". Fu l'esordio della sua vita pubblica, che dopo tre anni si sarebbe conclusa con la sua morte e risurrezione. Raccogliendo quanto ne dicono i diversi evangelisti, l'esordio fu di particolare solennit e di pregnante significato. Lo stimatissimo Giovanni Battista, che sulla riva del fiume Giordano richiamava le folle con la sua infuocata predicazione e le invitava a convertirsi nell'imminenza della venuta del Messia atteso da secoli, un giorno lo individu tra i convenuti e lo segn a dito: "Ecco l'Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo". Chi, degli ascoltatori di Giovanni, accoglieva il suo invito scendeva nell'acqua e si faceva da lui battezzare; dopo che, vincendo le resistenze del profeta, anche Ges volle ricevere il battesimo, "si aprirono per lui i

cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: Questi il F iglio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento'". La vita pubblica di Ges cominci dunque con un duplice attestato: umano, da parte del grande Giovanni che lo riconobbe come il Messia (cio, detto alla greca, il Cristo) e ne indic la missione (liberare gli uomini dai peccati che li tengono separati da Dio), e divino (il Cristo il Figlio prediletto e approvato da Dio). Questi riconoscimenti avvalorano quanto Ges avrebbe poi detto e fatto; ma l'episodio, redatto in modo da renderlo comprensibile alla mente umana, dice anche altro. Costituisce ad esempio il primo esplicito riferimento al mistero dei misteri, la Trinit: Dio, l'unico Dio, tre Persone: il Padre che parla, il Figlio da lui stesso indicato, e lo Spirito Santo che si manifesta in forma visibile. Inoltre, questo inizio della vita pubblica di Ges si collega con la sua conclusione, in cui battesimo e Trinit sono di nuovo congiunti: al momento di salire al cielo, Ges comand agli apostoli di andare in tutto il mondo ad annunciare il Vangelo e battezzare chi avrebbe creduto, "nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo". La celebrazione di oggi induce perci a considerare il battesimo, l'atto fondamentale con cui i cristiani sono divenuti tali, pur se spesso non pare ne siano pienamente consapevoli. Il battesimo cristiano non quello che impartiva Giovanni Battista, che era soltanto un segno esteriore dell'interiore pentimento per le proprie colpe; il battesimo cristiano il segno esteriore del perdono concesso da Dio. Nel primo il protagonista l'uomo, con la consapevolezza della propria indegnit e il desiderio di non restarvi rinchiuso; nel secondo il protagonista Dio, con la sua magnanimit sconfinata che lava ogni bruttura, restituisce all'uomo la dignit perduta, lo accoglie come proprio figlio e lo immette nel suo popolo, la Chiesa. Un collegamento, d'attualit. Nei prossimi giorni, dal 18 al 25, ricorrer l'annuale settimana di preghiera per l'unit dei cristiani, nella quale si impegnano tutti i credenti in Cristo, cattolici ortodossi anglicani luterani calvinisti eccetera: un'iniziativa avviata oltre cento anni fa, che ha dato buoni frutti, se si considera quale riavvicinamento si realizzato in un

secolo tra le diverse confessioni. Un ulteriore esempio, impensabile cent'anni fa, si vedr nel prossimo maggio, quando a Gerusalemme il papa Francesco abbraccer il patriarca ortodosso e gli esponenti delle altre confessioni cristiane. Alla base della ritrovata amicizia sta la presa di coscienza di quanto i cristiani hanno in comune, a cominciare dal battesimo che tutti amministrano "nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo". L'unit tra loro l'ha gi fatta Dio; gli uomini devono soltanto trarne le conseguenze. Umilt ordinaria prima che straordinaria padre Gian Franco Scarpitta

Vangelo: Mt 3,13-17 Riti di abluzione esteriore con acqua erano tipici anche al di fuori dal cristianesimo in tutti i tempi antichi, e anche quella di Giovanni era una prescrizione puramente formale, che prevedeva l'avvenuto ravvedimento dai peccati. Il Battista prevedeva infatti che chi si avvicinava a lui avesse gi confessato i propri peccati, avesse optato per un ravvedimento e un proposito di emendamento, che fosse risoluto a cambiare vita e a ben disporsi per il futuro. Della realizzazione di tutto questo processo era significazione esteriore il rito dell'acqua al fiume Giordano: bagnarsi era indice di avvenuta conversione. Il Battesimo che poi instaurer Ges sar invece un battesimo "in acqua e Spirito Santo", il quale sar esso stesso a rimettere i peccati e a rigenerare; non sar solamente un segno ma realizzer quanto significa. Lo Spirito Santo, in altri casi associato al fuoco (Mt 11, 3), rinnover il soggetto che viene battezzato, restaurandolo fino in fondo perch distrugger tutto ci che in lui corrobora e distrugge. Esso sar un lavacro di rigenerazione nel quale tutti siamo chiamati a morire al peccato, e che anzi ci far morire esso stesso al peccato facendoci rinascere a vita nuova. A differenza che nel lavacro istituito da Giovanni, il Sacramento voluto da Ges sar amministrato da Cristo stesso che nella forma invisibile, attraverso un segno visibile, operer la nostra trasformazione. Qualsiasi digressione sul Battesimo di Ges non

sar mai sufficiente, poich esso ci riguarda tutti indistintamente, poich comporta la nostra iniziazione cristiana, l'incipit della nostra vita in Cristo e il fondamento su cui reggeranno tutti i passi successivi per guadagnare la salvezza e consolidare in noi la vita eterna (che lo stesso Battesimo conferisce). Come pure non sar mai abbastanza raccomandare con insistenza l'opportuna preparazione previa al Battesimo ai catechisti e ai genitori che presentano in chiesa i propri bambini molto spesso semplicemente allo scopo di esaltarli con il fasto di un esteriore festeggiamento. Il Sacramento di Cristo il vestibolo d'ingresso alla vita e alla santit, il fondamento da cui tutto ha inizio in quanto tutto con esso inizia trova ragion d'essere e non mai legittimo quando esso venga svilito o relegato alla secondariet o alla banalit esteriore. Senza per nulla mancare verso il suddetto Sacramento della nostra iniziazione, la liturgia odierna ci invita tuttavia a considerare il battesimo al quale Ges si sottomette senza riserve e senza restrizioni, ossia il lavacro esteriore di Giovanni, che imponeva come condizione previa il pentimento di tutti i peccati. Ges, Figlio di Dio, vi si assoggetta pur non necessitando egli stesso di remissione da colpa alcuna, dimostrando cos di essere sovrano sul peccato, ma allo stesso tempo solidale con i peccatori. Se Ges non si fosse collocato in fila con tutti questi penitenti che aspiravano al perdono di Dio, avrebbe certamente fatto un atto di puro esibizionismo e di mera autoesaltazione, mostrando nient'altro che vana cultualit di se stesso sulla massa. Invece Ges si colloca dalla parte dei peccatori, conversa con loro, attende con essi e accanto ad essi di poter ricevere l'immersione nel Giordano con i medesimi sentimenti di chi ha compreso le proprie malefatte e ora chiede umilmente perdono a Dio. Si comporta insomma come peccatore pur non essendolo effettivamente, e anche se nulla ha da rimproverarsi diventa in un certo qual modo oggetto di rimprovero. Che Ges si sia incarnato per la salvezza dei peccatori e se egli offrir se stesso come vittima di espiazione per le nostre colpe, il suo presenziare al Giordano fra la folla sottende che egli effettuer la sua redenzione non prima di aver concepito lui stesso ci che significa sentirsi peccatori e quale sia lo stato d'animo di chi chiede perdono dopo essersi ravveduto. Avvicinare amichevolmente i peccatori, comunicare con loro, soffermarsi

a condividere con loro problemi, angosce e stati d'animo sar di sprone per Ges a concedere definitivamente se stesso sul legno della croce ed esattamente questo che intende quando risponde al Battista: "Lascia fare per ora, perch si compia ogni giustizia". Perch in effetti necessario che in tutto e per tutto si realizzino i voleri del Padre, che prevedono anche l'umilt ordinaria prima ancora di quella straordinaria. Non sempre si possiede realmente una virt quando la si esterna nelle grandi occasioni: occorre che essa si palesi sia nei piccoli episodi sia in quelli di grande rilevanza e pertanto Ges dimostra adesso, in questo piccolo gesto di umile sottomissione quella che sar la sua grande predilezione per l'uomo sulla croce. Ges colui che pur non conoscendo peccato, viene trattato da peccato in nostro favore" (2Cor 5, 20) fino alla conoscenza diretta del peccato e delle sue conseguenze morali per l'uomo. Ma l'evangelista dimostra che l'annichilimento di Ges non sar affatto inutile, visto che subito dopo, uscendo dalle acque del Giordano, Ges viene immediatamente istituito Figlio di Dio dallo Spirito Santo che viene descritto con la dolcezza metaforica di una colomba che discende dall'alto: non una realt, ma un'immagine che sottende il procedere cadenzato dello Spirito che senza per nulla imporsi o sconvolgere l'uomo interviene nella sua profondit con la sua presenza e con i suoi doni. Lo Spirito Santo, che aveva gi reso il Cristo Figlio di Dio nell'incarnazione, adesso consolida questa sua identit di figliolanza nel vincolo ancora pi solido con il Padre, che scaturisce appunto nient'altro che da un semplice atto di umilt: Egli il Figlio di Dio prediletto" che d'ora in poi indicher a tutti la via della salvezza negli insegnamenti verbali e nelle opere. Proprio nella fattispecie del sommo sacerdote di cui alla Lettera agli Ebrei, avviene adesso che dall' abbassamento consegue per Ges l'immediato innalzamento da parte di Dio Padre. Di moniti se ne potrebbero trarre tanti da questo episodio al Giordano, ma il pi eloquente sembra essere quello della necessit di riconoscere ciascuno le proprie colpe e di ammettere noi stessi come peccatori insolventi davanti a Dio e davanti agli altri, poich non c' nulla di pi gratificante che essere umili, in quanto proprio questo garanzia di successo e di vera grande affermazione.

Conviene che adempiamo ogni giustizia Movimento Apostolico - rito romano

Vangelo: Mt 3,13-17 La giustizia, cui Ges chiamato a sottoporsi, la consegna della sua volont a Dio. Non si tratta per di una consegna momentanea, passeggera, occasionale e neanche per un periodo pi o men lungo della sua vita. Questa consegna deve essere totale, non parziale, per sempre e non per qualche istante. la condizione perch Dio possa prendere pieno possesso della sua umanit e per mezzo di essa redimere il mondo. La nostra vita pu essere guidata da noi o dallo Spirito Santo. Mai potr essere guidata allo stesso tempo da noi e dallo Spirito. O noi o lo Spirito. O secondo la nostra volont o secondo la volont di Dio. Senza il dono della volont della sua natura umana perfetta al Padre, non vi sar alcuna giustizia e lo Spirito non potr scendere e posarsi sopra Cristo Signore, e senza lo Spirito Santo che si posa su di Lui, Ges mai potr essere consacrato Messia, Salvatore dell'umanit. Dio si compiace di Ges proprio per questo motivo: perch si spoglia della sua volont e gliene fa dono per intero. Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio. Ho posto il mio spirito su di lui; egli porter il diritto alle nazioni. Non grider n alzer il tono, non far udire in piazza la sua voce, non spezzer una canna incrinata, non spegner uno stoppino dalla fiamma smorta; proclamer il diritto con verit. Non verr meno e non si abbatter, finch non avr stabilito il diritto sulla terra, e le isole attendono il suo insegnamento. Cos dice il Signore Dio, che crea i cieli e li dispiega, distende la terra con ci che vi nasce, d il respiro alla gente che la abita e l'alito a quanti camminano su di essa: Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia e ti ho preso per mano; ti ho formato e ti ho stabilito come alleanza del popolo e luce delle nazioni, perch tu apra gli occhi ai ciechi e

faccia uscire dal carcere i prigionieri, dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre (Is 42,1-7). La giustizia che Ges dovr manifestare consiste per Lui nell'essere sempre dallo Spirito Santo, dalla divina volont, mai dalla sua. Il Battesimo al Fiume Giordano questo dono, questa spoliazione, questa rinuncia, questa offerta. per un dono che dovr essere fatto ogni giorno, ogni ora, ogni istante. Ges vive un battesimo di dono perenne. Per mantenersi fedele a questo dono nell'Orto degli Ulivi suda sangue. Poi si allontan da loro circa un tiro di sasso, cadde in ginocchio e pregava dicendo: Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volont. Gli apparve allora un angelo dal cielo per confortarlo. Entrato nella lotta, pregava pi intensamente, e il suo sudore divent come gocce di sangue che cadono a terra (Lc 22,4144). Per noi invece il sacramento dura il tempo della sua celebrazione. Subito dopo, all'istante, ci riprendiamo la volont consegnata alla volont di Dio, per farne un uso secondo il nostro cuore e non pi secondo il cuore del Padre. Se la vita cristiana non si trasforma in una perenne celebrazione sacramentale, essa segner sempre un fallimento perfetto, come avviene oggi. L'offerta a Dio o per sempre, o Dio non potr lavorare con noi per la nostra salvezza e la redenzione dei nostri fratelli. Ges scende nelle acque, si spoglia di s, si consegna al Padre. Il Padre accoglie il dono che gli viene fatto della sua umanit e riveste Cristo Ges con il suo Santo Spirito. Da questo istante Cristo Ges consacrato Messia, Salvatore, Redentore dell'umanit. Da questo istante lo Spirito lo prende e lo conduce dal Giordano al Monte Calvario, indicandogli ogni giorno la strada da seguire, perch vi giunga rimanendo sempre nella volont di Dio, manifestandola compiuta, realizzata in ogni sua parola e azione, fatto ed evento. il pi grande miracolo compiuto da Dio sulla nostra terra.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci una cosa sola con Cristo. Commento su Isaia 42,1-4.6-7; Salmo 28; Atti 10,34-38; Matteo 3,13-17 CPM-ITALIA Centri di Preparazione al Matrimonio (coppie - famiglie)

Vangelo: Is 42,1-4.6-7; Sal 28; At 10,34-38; Mt 3,13-17 Siamo sulle rive del Giordano. Un profeta sta battezzando, sta cio immergendo nelle acque del Giordano coloro che vengono a lui, che lo cercano, che lo seguono. Un rito di purificazione, una promessa di cambiamento di mentalit, l'attesa di una liberazione... Chi un profeta? Uno che prevede il futuro? No. Il profeta uno che dice uomo per dire Dio e che dice Dio per dire uomo. Per questo Giovanni ha un grande seguito, perch d voce a quella umanit inespressa che in ognuno di noi e che ci consente di gridare a Dio "Abb, Padre". A lungo Giovanni ha gridato nel deserto la sua speranza, destinata a trasformarsi in una speranza universale. Ha annunciato il tempo della liberazione ai poveri e agli oppressi. Si confuso con loro, diventato uno di loro. Ha negli occhi e nel cuore le parole del profeta Isaia: Ecco il mio servo che io sostengo, / il mio eletto di cui mi compiaccio. / Ho posto il mio spirito su di lui; /egli porter il diritto alle nazioni. / Non grider n alzer il tono, / non far udire in piazza la sua voce, / non spezzer una canna incrinata, /non spegner uno stoppino dalla fiamma smorta; / proclamer il diritto con verit. / Non verr meno e non si abbatter, / finch non avr stabilito il diritto sulla terra, / e le isole attendono il suo insegnamento (Isaia 42,1-4). In mezzo a quella folla che attende di immergersi nelle acque del fiume arriva Ges. Senza staffette a precederlo, povero tra i poveri, senza cappe di ermellino, l'unico ed eterno sacerdote ma non indossa il collarino n la talare, senza responsabili dell'immagine al seguito. uno di noi. Non ha privilegi, oggi si direbbe che paga le tasse come tutti coloro che non godono di esenzioni, si mette in fila con gli altri e aspetta

pazientemente il proprio turno. Ges vuole il battesimo. Non dice l'evangelista che il cammino da Nazaret stato lungo, denso di insidie. Sulle piste aride e brulle del percorso Ges ha ripensato alla sua scelta di vita. Il figlio del falegname e di Maria ha lasciato la sua casa, il suo lavoro da artigiano, un cibo caldo e un letto, non per fare un'esperienza da "Isola dei famosi", ma per fare un cammino di conversione. Ha subto, come ognuno di noi, tentazioni fortissime. Non ha ceduto ad esse. Ha scelto i poveri, coloro che fanno pi fatica, i "diversi", gli "espulsi" dalla citt, coloro cio che non hanno potere e che dipendono dal potere dei ricchi. Si Ges vuole il battesimo e si confonde con tutte le persone che sono andate a cercare Giovanni, il profeta. Qualche anno pi tardi, Pietro il primo pontefice, ripercorrendo in casa di Cornelio gli episodi della vita del Maestro, e ripensando al battesimo di Giovanni dir: In verit sto rendendomi conto che Dio non fa preferenza di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga. Questa la Parola che egli ha inviato ai figli d'Israele, annunciando la pace per mezzo di Ges Cristo: questi il Signore di tutti. Voi sapete ci che accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cio come Dio consacr in Spirito Santo e potenza Ges di Nzaret... (Atti, 10,34-38). Ancora una volta: un inno all'umano, perch - come ci ricorda Paolo De Benedetti - "io creo il mio prossimo ovunque io vada e possa giungere con la mia azione, ossia ovunque io riesca a trasformare il lontano in vicino. Il mondo intero, e non solo quello umano, si volge cos a noi e ci invoca" ( E amerai in prossimo tuo come te stesso: il sono il Signore - Lev 19,18) in Famiglia Domani 4/1995, pp. 62-64. Oggi si discute molto sull'opportunit di dare il battesimo ai bimbi appena nati e che dunque non ne hanno la consapevolezza. giusto farlo? Non sarebbe pi opportuno attendere una scelta consapevole da parte di ogni soggetto? Si tratta di un problema che sul piano pastorale viene spesso affrontato da diverse angolazioni, talvolta in contrasto tra

loro e nel quale non questa la sede per addentrarci. Pur vivendo in un contesto di accentuata secolarizzazione, motivi di convenienza sociale, di tradizione e, non di rado, di immagine, inducono il pi delle volte genitori non praticanti a far battezzare i propri figli, non avendo peraltro l'intenzione, n forse avvertendo l'esigenza, di approfondire con loro, quando cresceranno, la fede cristiana e l'impegno ecclesiale. Il battesimo non un rito magico, come molti forse ancora pensano. Ma forse pu diventare l'inizio di un cammino. Un cammino di fede nel quale, peraltro, sempre dovrebbe essere inserito. Far battezzare i propri figli pu contribuire a mantenere acceso quello "stoppino fumigante" che in ognuno di noi, quello che ci fa gridare "Abb, Padre" quando tutto pare perduto e quella prospettiva di ricerca di senso, che il valore religioso per eccellenza, pare allontanarsi definitivamente dalla nostra esperienza di vita. Che cosa significa, allora, per le coppie e le famiglie "andare al Giordano", fuori di metafora farsi battezzare? Significa prima di tutto riconoscersi assetati, non migliori n peggiori delle altre coppie e delle altre famiglie, coppie e famiglie "modello" o coppie e famiglie un po' "scalcagnate", senza cedere al vizio spesso presente nelle nostre comunit di classificarle, perch il Signore le accoglie tutte, senza fare distinzioni: tutte, sia le prime che le seconde, condividono la non facile, talvolta addirittura tragica, avventura dell'esistere e sentono il bisogno profondo, inesprimibile, di un rinnovamento, di una "conversione", cio di una rinnovata filtrazione di senso. Significa mettersi in fila, come ha fatto Ges, non per conformismo, ma per condividere ci che fanno i poveri tutti i giorni, da sempre. Significa trovare le strade faticose dell'inserimento in una comunit, perch da soli si fa poca strada: una comunit povera, costantemente in ricerca, che non si autocelebra, ma che celebra invece il rito dell'accoglienza incondizionata nei confronti di tutti. Scrivo queste poche righe all'alba di un giorno che gi si preannuncia luminoso. Le giornate, impercettibilmente, si allungano. Finisce la lunga

notte e la Luce del Natale appena trascorso gi pare invadere tutti noi, tutta la natura. Abbiamo ancora nel cuore l'eco di questa festa. E tuttavia il Cristo che nato non "sceso dalle stelle", uno che si incarnato nella nostra vita, che abita nella nostra tenda, che si messo in fila con gli altri. Lui per il Liberatore, non pu essere un'eco nel cuore degli uomini e delle donne della storia. Dobbiamo accettare di essere sempre un po' vacillanti, accogliere le espressioni sempre un po' maldestre di questa nostra incessante ricerca di senso. Questa l'esigenza dell'evangelo. Nella comunit cristiana le famiglie e le coppie, soprattutto quelle che vivono tempi di fatica e d'angoscia, non devono mai sentirsi a disagio, o fuori posto. Chi le fa sentire a disagio, chi, prima di pensare alla propria conversione, pretende di "convertirle", si assume una terribile responsabilit. Forse il battesimo di Ges, in fila con tutti gli altri poveri, vuol significare anche questo. Traccia per la revisione di vita 1) Che cosa significa per me, per la mia coppia e la mia famiglia "mettersi in fila", come Ges al Giordano, e ricevere un battesimo di conversione? 2) Qual il modo concreto con cui la mia coppia e la mia famiglia condivide le scelte dei poveri? Con cui esprime la propria fedelt ai poveri? 3) Cerco di fare amicizia con quelle coppie e con quelle famiglia che fanno pi fatica, che spesso vengono emarginate, non per "convertirle", ma per condividere con loro un tratta di strada? Luigi Ghia - Direttore della rivista "Famiglia Domani" Battesimo del Signore (Anno A) Giovani Missioitalia

Vangelo: Mt 3,13-17

Difficile dire carissimi, carissime a persone che mai abbiamo visto. Eppure suona bene questo "Carissime, carissimi". C' comunque qualcosa che circola nelle nostre vene, nei nostri geni che ci fa essere comunque "carissimi" gli uni gli altri. E questo viene dalla Buona Notizia che Ges ci regala questa domenica chiudendo le feste del Natale: il ricordo che i suoi amici fanno del suo battesimo per mano di Giovanni. Ma scusa... facci capire: se Ges Figlio di Dio, lui stesso Dio, che ci fa l in fila per battezzarsi? Che bisogno ne aveva?. Mi chiedevano l'altro giorno Silvia, Beken e Renzo, tre giovani non esattamente "di chiesa" che vivono sulle pelate colline di polvere e pietre di Huaycn nella periferia di Lima, mentre imbiancavano la ludoteca che loro stessi hanno creato 3 anni fa per i bambini della Zona R. Un momento, torniamo indietro. Non vi pare strano anche il personaggio che fa la parte del "prete"? Voglio dire, il Giovanni Battista non poi cos "normale". Il Giovanni era uno di quelli che la vita la prendono sul serio e se la giocano per gli ideali(sappiamo ancora cosa sono queste "cose"?) in cui credono: la fedelt, la giustizia, la fiducia in Dio e nelle sue promesse, la preoccupazione per la loro gente. Valori che Giovanni aveva appreso dalla pi bella e sana tradizione del suo popolo. Cos, lui prepara la strada per la venuta del Messia. Vi di pi: Giovanni sar uno dei pochi a riconoscere nel pellegrino, falegname del paesino di Nazareth, l'inviato di Dio, anzi il suo Figlio... e inviter tutte e tutti a fare altrettanto. Cos in questo breve stupendo brano, l'evangelista Matteo fa incontrare queste due grandi persone. In poche parole, traccia le caratteristiche di ciascuno e marca il grande cambio: Dio che aveva parlato per mezzo delle sue leggi e dei profeti ora presente lui stesso in mezzo all'umanit. Ci sono due grandi temi in questo breve testo: la giustizia e la solidariet... legati al battesimo. A Giovanni che si resiste a battezzare Ges, questi dice: Lascia perdere, perch conviene che adempiamo ogni giustizia. "Occhio amici - parrebbe dire Matteo. Giustizia, nella bibbia, insieme relazione con il Signore, cio essere "santi" ai suoi occhi, e relazione con gli altri, cio riconoscersi e trattarsi come fratelli e sorelle: la giustizia

sociale. Le due sono una!". come dire "amore a Dio e amore al prossimo": sono indissolubili, uguali e intercambiabili nell'ordine. Diamo una lettura ai versetti 34 e 35 del capitolo 10 degli Atti degli Apostoli: In verit sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga. La giustizia rimettere le "cose" (le relazioni tra le persone, le leggi, l'economia, anche la religione!) in ordine... secondo la volont, il progetto di Dio... iniziando l'anno un bel programma!!! Il battesimo a cui si sottopone indica il modo scelto da Ges (cio da Dio) per compiere la sua missione: la solidariet. Dio sceglie una strategia assolutamente "perdente": da Dio si fa uno di noi e si sottomette come uno di noi ai processi di crescita umana. Letteralmente "fa la fila" per farsi battezzare da Giovanni! (solo i poveri fanno la fila!) Questo "fare la fila" davvero " da Dio"! Da solo racconta chi Dio e come vuole stare con noi, con ciascuno. Anche Isaia ci aiuta a comprendere meglio questa scelta, questo modo di essere di Dio tra di noi (ricorda che il titolo del bambino Dio Emmanuele": "Dio in mezzo a noi") e a scoprire nella giustizia e la solidariet il percorso di ogni battezzato. Ve le ricordo, valgono pi di ogni commento: Ho posto il mio spirito su di lui; egli porter il diritto alle nazioni... Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia.... Riprendiamo finalmente la domanda degli amici. - Vi ricordate della vostra compagna Rocio? Sempre critica con la religione e con la chiesa? Ricordate quando annunci che aveva deciso di chiedere il battesimo? Fu terminando il viaggio a Huasahuasi e Palca (Paesi sulle ande peruviane, da sempre dimenticati e poveri, colpiti fortemente dalla violenza politica negli anni 85-95). Io ricordo le sue parole: Vedendo come la gente si aiuta nelle difficolt e nella povert, come hanno affrontato insieme la violenza militare e terrorista. Ascoltando il padre Edoardo... come ama la sua gente fino a esporre la sua vita pi volte, da trent'anni lontano dal suo Tirolo. Contemplando la tomba di suor Irene, assassinata dai terroristi. Guardando gli occhi della Antonia, che fa la pastora, la mamma, la catechista e la presidente del suo paesino... ho scoperto quanto Dio ci vuole bene, quanto Dio ci sta vicino. "Merita" che ponga la mia vita nelle sue mani.

DOMANDE O PROVOCAZIONI? Per fare nostra questa Buona Notizia:

Che nuovo aspetto di Dio ti/ci rivela Matteo nel racconto del battesimo di Ges? Che senso, che valore diamo al battesimo nella nostra vita? Come incide nella nostra persona? Che posto hanno la giustizia e la solidariet nella mia fede e sequela di Ges? Come la vivo giorno per giorno?

Dalla nuova newsletter di Missio giovani, il commento di Daniele Mauri, Comunit Santo Espiritu, Per, al Vangelo del Battesimo del Signore, dell'anno A.

Vide lo Spirito discendere su di Lui Gaetano Salvati

Vangelo: Mt 3,13-17 La festa del battesimo continua il ciclo delle manifestazioni del Signore, iniziato nel giorno di Natale con la nascita del Salvatore a Betlemme, adorato e contemplato dalla Sacra Famiglia e dai pastori, e che ha avuto un momento fondamentale nell'Epifania, quando il Messia, per mezzo dei Magi, si rivelato a tutte le genti. Oggi, Ges, per la prima volta da uomo maturo, entra nella scena pubblica, rivelandosi a Israele e a Giovanni. Il Messia lascia la sua casa, Nazaret, e si reca al Giordano per farsi

battezzare. San Matteo riferisce delle due obiezioni imbarazzanti di Giovanni Battista: perch Ges si fa battezzare da uno inferiore a Lui? Perch Egli si sottomise al battesimo di conversione se era senza peccato? La risposta di Ges: "cos conviene per adempiere ogni giustizia" (3,15), e il riconoscimento del Battista della superiorit di Cristo, che "lo lascia fare", indicano che il Signore si assoggett al battesimo per "compiere ogni giustizia" (vv. 16-17), cio ader al disegno salvifico del Padre, che prevedeva la sua solidariet con il mondo, fino al sacrificio supremo della vita. L'immersione nel Giordano prefigurava il suo destino di sofferenza e di morte e la sua sepoltura. Colui che senza peccato, ponendosi tra i peccatori, mostra la vicinanza di Dio al cammino di conversione dell'uomo. Quando esce dall'acqua, il Verbo incarnato "vide lo Spirito di Dio discendere su di lui", e una voce dai cieli: "Questi il mio Figlio" (v.17). Ora, non sono pi dei pastori o dei Magi a riconoscerLo. il Padre che consacra Messia il Figlio mediante l'effusione dello Spirito. la stessa voce del Padre che indica agli uomini la presenza nel mondo del Figlio che con la sua risurrezione ha sconfitto la morte e il peccato. Nella compiacenza del Padre verso il Figlio, anche noi siamo pienamente assunti nel disegno della Trinit, perch, come dice san Pietro nella seconda lettura, Ges il Signore di tutti, che attua la giustizia, cio la salvezza ad ogni creatura. Il Vangelo, allora, l'eco della voce del Padre che d senso alla nostra vita, che ci conduce verso un'esistenza felice. Nel battesimo, il Padre ci chiama ad essere suoi figli in Cristo e, nella sua famiglia che la Chiesa, dona la fede che attende di svilupparsi e portare frutto. Il seme della fede, piantato in noi nel giorno del battesimo, che ci rende discepoli di Ges, un dono da coltivare e da testimoniare: ognuno di noi impegnato a portare la luce di Cristo nelle tenebre del tempo; a vivere il Vangelo della speranza nel mondo del dubbio; ad essere modello per chi non intende dare ascolto alla voce dell'Altissimo. Ad essere, infine, cristiani adulti, consapevoli del proprio agire redento, evangelizzatori della Parola fatta carne. Pertanto, il Padre, Signore della fede, che ci chiama a partecipare della stessa gloria del Figlio, conceda di farci gustare la bellezza di essere cristiani, e la gioia di appartenere alla schiera dei salvati in Cristo, che

intonano il canto: "Questa la nostra fede. Questa la fede della Chiesa. E noi ci gloriamo di professarla in Cristo Ges nostro Signore". Amen. La fraternit don Daniele Muraro

Vangelo: Mt 3,13-17 Nel motto che proviene dalla rivoluzione francese troviamo tre parole d'ordine: libert, uguaglianza, fraternit. stato acutamente osservato che mai i tre valori sono stati realizzati assieme. Dove si cercata l'uguaglianza a farne le spese fu la libert, mentre la libert senza regole incrementa le disuguaglianze. Quanto alla fraternit, dall'Ottocento in poi rimasta una bella parola senza risultati concreti. Ad un certo punto essa divenne questione di prezzo dei banchetti. A Parigi uno dei membri del Club della rivoluzione si era impegnato nell'organizzazione di un grande "banchetto del popolo". In breve tempo raccolse centinaia di migliaia di adesioni a venticinque centesimi a testa perch questa sarebbe stata "la vera fraternit" e non i pranzi a sei franchi della Guardia Nazionale. Il convito non ebbe mai luogo. Alla domanda chi sono i miei fratelli un deputato affermava: "tutti quanti", ma il problema era che "tutti quanti" non la risposta di "tutti quanti". Facilmente approvata a livello ideale, a livello pratico la fraternit soffre di molte eccezioni. Fu nel Medioevo che si incominci ad usare il termine nell'accezione che rimane la nostra. San Francesco per primo defin il gruppo dei religiosi uniti intorno a s "fraternit" e i suoi seguaci furono chiamati appunto "frati", cio fratelli. "Voi siete tutti fratelli" dice Ges nel Vangelo e intende riferirsi a coloro che hanno accolto il suo messaggio e professano la fede in un solo Dio. Se a motivo dell'unico Padre che noi cristiani dobbiamo stimarci tutti fratelli, in ragione di Maria sua madre che il Figlio di Dio diventa nostro fratello. Questo mistero l'abbiamo meditato nel Natale.

Il cammino di Ges incontro all'umanit non si arresta alla nascita, ma proseguendo segna una tappa decisiva al momento del Battesimo. In quell'occasione presentandosi a Giovanni Cristo dimostr di voler essere in tutto simile ai fratelli escluso il peccato, ma dentro la storia. Essere fratelli vuol dire avere un passato in comune. Ecco perch Ges si mette in fila con i penitenti in attesa di scendere nelle acque del fiume Giordano. Egli dimostra cos di non disprezzare gli sforzi umani di meritare la salvezza. Di fronte all'improvvisa comparsa di colui che avrebbe reso sorpassato il suo gesto di pentimento, Giovanni ha un moto di meraviglia e di ripulsa, ma dopo avere ascoltato le intenzioni del Signore: "Lascia fare per ora, perch conviene che adempiamo ogni giustizia", si lasci persuadere. Allora per la prima volta si manifest lo Spirito della fraternit che resta inseparabile dall'unica paternit divina: "Si aprirono per lui i cieli ed egli (Ges) vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo... Da quel momento in poi per un cristiano la fraternit non pu restare una preferenza, ma diventa legge. Questo ideale cos travolgente nel cristianesimo che alle origini esso fu proposto perfino agli sposi, con il suggerimento di trasformare il legame coniugale in una sorta di fraternit spirituale. soprattutto nei monasteri che l'ideale della fraternit trov il suo sviluppo, di modo che alcuni autori sostenennero che la famosa profezia di Isaia sulla pace messianica si era realizzata di fatto nella vita religiosa realizza. All'interno delle stesse mura si poteva vedere il vitello (l'uomo pacifico che allevato fin da bambino in quello stile di vita) pascolare insieme con il leone (cio l'uomo d'armi) e tutti e due partecipare alla comune sobria mensa di modo che anche il leone si accontentava di paglia, come il bue. Ai nostri giorni in molti sostengono che la fraternit il destino universale del genere umano, non il privilegio di chi si ritagliato uno spazio lontano dagli intrighi del mondo. A questo riguardo bene non essere ingenui. Una volta le famiglie erano numerose e il sentimento della fraternit sorgeva spontaneo. Ora nelle nostre societ acquisire la consapevolezza della fraternit pi complicato.

In certi ambiti poi un appiattimento dei rapporti pu risultare negativo come nella relazione tra genitori e figli o tra i diversi gradi delle gerarchie dove in gioco la responsabilit. Ma le parole di san Pietro nella seconda lettura rimangono ancora valide e ancora non hanno espresso tutto il potenziale di applicazioni che permettono: "In verit sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga". Abbiamo detto che condizione per sentirsi fratelli di condividere uno stesso passato. Per noi cristiani esso un avvenimento, il nostro battesimo che ci ha inserito in Cristo e attraverso cui le diverse storie di ciascuno si unificano in una sola. Inoltre noi abbiamo un luogo dove siamo gi famiglia, riunita intorno alla mensa, ed la Messa con il rito dell'Eucaristia. Torna fuori il tema del banchetto. Lo scambio della pace prima della comunione suggella questa verit che rimane un dono del Signore. Infatti non la nostra piena intesa a consentire l'eucaristia (dovremmo aspettare a lungo per questo); piuttosto l'eucaristia a creare tra noi un'autentica fraternit cristiana. Si tratta perci di vivere in conformit al dono del Signore, riconoscendoci anche fuori di chiesa tali quali ci interpella la liturgia mentre stiamo assieme: fratelli e sorelle nel nome del Signore. Tale corrispondenza tra la grazia e il nostro impegno esistenziale il vero sacrificio gradito a Dio per cui pregheremo fra poco nell'Offertorio. Commento su Matteo 3,13-17 Monastero Domenicano Matris Domini

Vangelo: Mt 3,13-17 LEGGIAMO Il breve brano che Matteo riserva al battesimo di Ges (per i paralleli cfr. Mc 1,9-11; Lc 3,21-22; Gv 1,29-34) ha uno spiccato carattere Cristologico e segue immediatamente la presentazione di Giovanni il Precursore e

della sua predicazione. Questi due episodi e il tempo di quaranta giorni che Ges trascorse nel deserto (Mt 4,1-11), segnato dalle tentazioni, compongono una trilogia con cui gli evangelisti introducono l'attivit pubblica del Cristo. Matteo apporta come elemento specifico nell'episodio del battesimo di Ges, il dialogo tra questi e Giovanni, in linea con la valorizzazione di quest'ultimo nel suo vangelo, il testo collegato anche al confronto che la comunit cristiana del primo secolo ebbe a sostenere con i discepoli di Giovanni. Il vangelo accompagnato dal testo profetico di Isaia 42,1-4.6-7, il primo canto del Servo di Javh, citato indirettamente nel v. 17 da Matteo e (come seconda lettura) dal discorso di Pietro presso Cornelio (At 10,3438) dove l'apostolo ricorda il battesimo al Giordano e afferma che: "Dio consacr con Spirito Santo Ges di Nazareth". Abbiamo cos un insieme di testi che arricchisce il quadro dell'identit di Ges Cristo con cui la comunit mattana, e noi, possiamo confrontarci per rinsaldare la nostra fede.

Allora Ges dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. Matteo afferma esplicitamente, a differenza degli altri evangelisti, che Ges and da Giovanni per farsi battezzare da lui,espressione quanto mai problematica, visto che appena prima si era premurato di affermare la superiorit del primo sul secondo (vedi Mt 3,1-12 nella II domenica Avvento). Una notizia cos imbarazzante per la prima comunit cristiana che sostiene la messianicit di Ges sicuramente storica; essa inoltre gode di una molteplice attestazione nel NT (oltre ai vangeli il libro degliAtti). Ma perch Ges volle ricevere il battesimo di Giovanni? La domanda se l'era sicuramente posta anche il gruppo dei primi cristiani oltre che i giudei ed i discepoli di Giovanni; il testo di Matteo un tentativo di risposta, che lascia aperte molte questioni ed interessato soprattutto a definire l'identit di Ges. Giovanni per voleva impedirglielo, dicendo: "Sono io che ho bisogno di

essere battezzato da te, e tu vieni da me?". 15 Ma Ges gli rispose: "Lascia fare per ora, perch conviene che adempiamo ogni giustizia". Allora egli lo lasci fare. I vv. 14-15 sono il contributo originale di Matteo in questo episodio (cfr. i paralleli); in essi l'evangelista imbastisce un dialogo in cui Giovanni esprime la sua reticenza a battezzare Ges. Il suo battesimo di penitenza e conversione non pare adeguato per chi senza peccato e battezzer con Spirito Santo. Per il fatto al centro dell'attenzione non qui il rapporto tra il battesimo di Ges e quello di Giovanni o il battesimo cristiano; piuttosto la risposta di Ges sembra alludere allo stile di vita che dovevano praticare coloro che si facevano battezzare da Giovanni ("produrre frutti buoni", cfr. Mt 3,8) (D.J. Harrington) In questo senso possiamo comprendere l'affermazione: conviene che adempiamo ogni giustizia; Ges sa di essere superiore a Giovanni, ma disposto ad assumere per s un comportamento secondo le esigenza indicate dal Precursore. Naturalmente in questo possiamo vedere un aspetto importante dell'incarnazione: Ges si mette dalla nostra parte, con noi peccatori, per condividere la nostra situazione e trascinarci con s verso la santit del Padre (cfr. Rom 8,29; Gal 3,13; 2Cor 5,21; Eb 2,11). Ricordiamo poi che Matteo dal capitolo 5 proporr la magna charta del credente (il cosiddetto discorso della montagna), che si apre con le beatitudini; l'atteggiamento di Ges al battesimo in linea con quanto dir in questo grande discorso inaugurale. Appena battezzato, Ges usc dall'acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. L'episodio del battesimo un momento centrale per Ges e la sua missione; ogni evangelista lo afferma a modo suo, Matteo utilizza lo forma letteraria della visione interpretativa, usuale nel targum ebraico (ovvero la traduzione in aramaico del testo ebraico, in genere accompagnata da ampliamenti che intendono interpretare il testo), servendosi di immagini bibliche che indicano la vicinanza di Dio. In primo luogo l'annotazione si aprirono i cieli richiama il testo di Isaia

(cfr. Is 63,19b, inserito nel pi ampio testo di Is 63,7-64,11) dove si invoca la vicinanza di Dio. Ora questa preghiera ottiene risposta: con Ges inizia un tempo nuovo, in cui Dio si fatto vicino, la comunicazione tra cielo e terra riaperta. La scelta della colomba come simbolo dello Spirito pu riferirsi o a Gn 1,2, simbolo della nuova creazione, o alla colomba del diluvio, sempre Gn 8,8-12; oppure alla colomba del Cantico dei Cantici o anche ad Isaia 60,8. Anche l'indicazione della discesa dello Spirito indica una nuova comunicazione tra Dio e gli uomini. Matteo personalizza molto questo momento annotando che i cieli si aprirono per lui e che lo Spirito discese sopra di lui; ci non significa che i presenti non abbiano visto; l'intenzione dell'evangelista attirare l'attenzione su Ges. Non sfugga poi la dimensione trinitaria della scena: tutta la Trinit coinvolta in questo momento in cui il Figlio investito della sua missione. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: "Questi il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento". Dopo il segno dei cieli aperti e dello Spirito di Dio ecco la voce dal cielo: l'evangelista traccia dunque una triplice immagine per indicare il colloquio tra cielo e terra, il quale prelude alla identificazione del Figlio di Dio. Sebbene espressa in forma impersonale (vedi invece Mc 1,11 e Lc 3,22) la voce indica il Figlio in modo molto intenso richiamando tre figura bibliche. La voce del Padre infatti fa riferimento ai testi messianici di Is 42,1 (il Servo del Signore), del Sal 2,7 (il Figlio di Dio) e per quanto riguarda l'amato a Gn 22, alla figura di Isacco, il figlio prediletto; questi tre riferimenti servono a Matteo per tracciare l'identit di Ges all'inizio del suo ministero pubblico. Nello stesso tempo l'episodio del battesimo segna la scelta di campo di Ges come inviato del Padre, la sua azione seguir le indicazioni suggerite dalla voce del Padre. La voce del Padre appare solo qui e nell'episodio della trasfigurazione (Mt 17,1-13, in particolare v. 5). Al battesimo per confermare il Figlio nella sua scelta di servo; nella trasfigurazione per rivelare a noi la gloria di questo Figlio, perch lo ascoltiamo e diveniamo anche noi come lui.

Notiamo a mo' di conclusione che questo testo di Matteo ha molti elementi in comune con il suo racconto della morte di Ges sulla croce (cfr. Mt 27,51-54); l Ges si "immerger" nella morte come qui nelle acque, l si squarcer il velo del tempio come qui il cielo, l dar a tutti lo Spirito che qui riceve, la si rivolger al Padre che qui lo chiama, la sar riconosciuto Figlio dal fratello pi lontano come qui dal Padre. Tutta l'esistenza terrena di Ges, rivelazione corporea di Dio, contenuta tra queste due scene e ne la spiegazione (S. Fausti).

MEDITIAMO 1) Confrontare i testi dei quattro vangeli che narrano il battesimo di Ges (Mt 3,13-17; Mc 1,9-11; Lc 3,21-22; Gv 1,29-34) e annotare le differenze per cogliere la prospettiva dei singoli evangelisti. 2) Leggere il testo odierno in parallelo a Mt 27,51-54 e cogliere gli elementi comuni. Cosa dicono alla mia vita di fede e di preghiera? 3) Percepisco come vicino Dio Padre nella mediazione del Figlio Ges e nel dono dello Spirito santo, oppure per me una realt distante ed estranea? In quali situazioni vivo questa prossimit? Cosa faccio per approfondire la mia comunione con Dio? 4) Nel battesimo siamo stati innestati in Cristo per vivere come figli di Dio, cosa mi suggerisce la figura di Ges quale figlio amato e Servo del Signore a questo proposito?

PREGHIAMO Salmo Responsoriale (dal Salmo 28) Il Signore benedir il suo popolo con la pace. Date al Signore, figli di Dio,

date al Signore gloria e potenza. Date al Signore la gloria del suo nome, prostratevi al Signore nel suo atrio santo. La voce del Signore sopra le acque, il Signore sulle grandi acque. La voce del Signore forza, la voce del Signore potenza. Tuona il Dio della gloria, nel suo tempio tutti dicono: Gloria!. Il Signore seduto sull'oceano del cielo, il Signore siede re per sempre.

Colletta O Padre, il tuo unico Figlio si manifestato nella nostra carne mortale, concedi a noi, che lo abbiamo conosciuto come vero uomo, di essere interiormente rinnovati a sua immagine. Egli Dio, e vive e regna con te... Oppure: Padre d'immensa gloria, tu hai consacrato con potenza di Spirito Santo il tuo Verbo fatto uomo, e lo hai stabilito luce del mondo e alleanza di pace per tutti i popoli: concedi a noi che oggi celebriamo il mistero del suo battesimo nel Giordano, di vivere come fedeli imitatori del tuo Figlio prediletto, in cui il tuo amore si compiace. Egli Dio, e vive e regna con te... Con il Battesimo diventiamo figli di Dio mons. Antonio Riboldi

Vangelo: Mt 3,13-17

La Chiesa, dedicando questo momento dopo il S. Natale, al Battesimo di Ges, ci vuole quasi richiamare a quello che potremmo anche noi definire il nostro Natale da Cristiani, cio il Battesimo, dove deposte le vecchie spoglie da esclusi dal Regno di Dio, torniamo ad essere il 'sogno' che il Padre aveva a cuore, quando pens alla nostra creazione: 'SUOI FIGLI'. Cerchiamo di ricordare la nostra origine all'inizio della creazione, quando Dio, dopo aver creato l'universo, pens di dare a tutto il creato 'una voce', 'un cuore', 'una presenza' che fosse in grado di essere simile a Lui nella pienezza dell'amore, della felicit. Era il tempo del paradiso terrestre'. Ma sappiamo tutti come l'amore ha come natura propria la libert, ossia la capacit di dire 'si' all'amore o rifiutarlo con un 'no'. Il 'si' significava entrare nella pienezza di figli, il 'no' era un mettersi contro, perdendo tutto, ma proprio tutto, quello che era nel Cuore di Dio. Fa sempre impressione come lo scrittore biblico evidenzia lo sconcerto che i progenitori devono aver provato dopo l'atto di superbia - ci che accade nel nostro allontanarci da Dio -: si sentirono 'nudi e si nascoser. nel senso che avevano perso tutta la bellezza che Dio aveva donato e voleva fosse partecipata a tutta l'umanit: essere Suoi figli amati ed eredi del Suo Regno. 'Uomo dove sei?'. la domanda che Dio rivolge loro e, credo, spesso rivolge a noi, oggi. Non possiamo certamente affermare che abbiamo saputo rendere il dove e come viviamo un paradiso... anzi a volte lo rendiamo un vero inferno. Basta scorrere la storia dell'uomo per cogliere i segni di uno sbandamento che fa spazio a tanti errori e dolori. 'Questa, - mi diceva una persona, impressionata dalle cronache nere di tutti i giorni - con lo sguardo a quanto avviene nel mondo, non vita degna di figli di Dio, assomiglia al vomito dell'inferno'. Non ci vuole tanto per cogliere anche in noi i segni di ci che 'non siamo' come creature di Dio, ma pi simili a orfani sbandati in cerca della ragione della vita e della sua verit. E non passa giorno in cui non venga spontaneo sulle labbra, davanti alle tante cronache da brivido, la domanda: 'Ma che uomini siamo?'.

Ma la bont e fedelt del Padre non accetta di perderci per sempre e da qui il grande dono, inspiegabile alla nostra ragione, ma non alla nostra contemplazione: davvero il Padre desidera averci tutti a Casa, come 'figli amati', riaprendo le porte del Paradiso, ossia del Suo Cuore. Ma come arrivare ad essere nuovamente figli ed entrare nella santit e nella felicit, che poi il desiderio profondo, come una nostalgia, che tutti proviamo, quando rientriamo in noi stessi? Da soli non avremmo mai potuto. Ma l'Amore del Padre ha riconciliato l'umanit, tramite il Dono del Figlio, perch potessimo tornare ad essere quello che davvero siamo, 'morendo a noi stessi', per 'rinascere' alla vita di figli, che ci appartiene. La via viene indicata nel Battesimo di Ges, che oggi celebriamo: un immergersi nelle acque totalmente, come un morire alla vecchia natura e un rinascere meravigliosamente come figli di Dio. Aveva iniziato Giovanni Battista, ad indicare la via. Lo racconta il Vangelo di oggi: "Ges dalla Galilea and al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui. Giovanni per voleva impedirglielo, dicendo: 'Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da men E Ges gli disse: 'Lascia fare per ora, perch conviene che cos adempiamo ogni giustizia. Allora Giovanni acconsent. Appena battezzato, Ges usc dall'acqua: ed ecco si aprirono i cieli e egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. Ed una voce dal cielo che disse: 'Questi il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto". (Mt. 3, 13-17) Credo che tutti abbiamo assistito al Battesimo di qualche bambino, 'rivivendo' cos il nostro stesso Battesimo. Prima di amministrarlo il sacerdote 'ci ha chiesto' solennemente (ai genitori, che poi sono stati chiamati a renderlo concretezza nella nostra vita): 'Rinunci a satana e a tutte le sue opere?... e, come conseguenza: 'Credi tu in Dio Padre,...?'. Forse senza comprendere fino in fondo la solennit d quanto veniva chiesto, i nostri genitori hanno sempre detto - a nome nostro - 'S'. Un 's' che doveva essere, non la sillaba di un momento, ma una scelta che doveva o dovrebbe accompagnare i passi della vita del battezzato. Alla fine il sacerdote, dopo le assicurazioni, versandoci l'acqua sulla testa solennemente afferm: 'Ti battezzo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo'.

In quel momento veniva cancellato il peccato di origine e si 'rinati' a quella vita da Cielo, per cui siamo stati creati. UN ATTO SOLENNE, IL BATTESIMO, che non era e non solo una bella cerimonia di un momento, MA LA PIETRA D'ANGOLO SU CUI COSTRUIRE LA NOSTRA VITA CON E VERSO DIO. da quel divino e meraviglioso momento che possiamo rivolgerci a Dio e chiamarlo Padre, avendo la certezza di 'essere' figli. E questo per tutta la vita, fino alla gioia dell'eternit. Come a significare che eravamo 'finali a vita nuova', indossammo l'abito bianco, che deve essere 'l'abito' da portare per tutta la vita. Non so, alla luce del Battesimo, cosa sia pi dolce e rassicurante, se dire pap a chi mi ha generato e cresciuto o dire 'PAPA' a Dio che nel Battesimo mi ha fatto Suo figlio. Non so se sia pi inebriante la tenerezza di una mamma o la tenerezza del Padre. So solo che vivere dire un Grazie profondo ai miei genitori, perch facendomi battezzare hanno trasformato la mia vita in una eterna gape con Dio e con gli uomini miei fratelli. So che le mani di una mamma hanno tracciato le linee del mio volto che si vede, ma so anche che le mani del Padre, con il Battesimo, hanno tracciato 'dentro di me' un volto la cui bellezza simile alla Sua: una bellezza che a volte purtroppo, dissennatamente, sfregiamo irrazionalmente. So che il cuore dei miei genitori ha plasmato il mio, ma so anche che il Cuore di Dio, ogni giorno, cerca di plasmarlo a Sua immagine, in modo da farlo diventare un angolo di paradiso. Cos affermava il grande card. Ballestrero, arcivescovo di Torino, al Sinodo sulla 'vocazione e missione dei laici nella Chiesa': "Punto di partenza per tutti, laici e ministri, il Battesimo, fonte inesauribile che crea i nuovi figli di Dio, i nuovi fratelli in Cristo, le nuove creature...Dal Battesimo nasce poi e si sviluppa la variet delle vocazioni, dei ministeri e dei carismi al servizio del Regno di Dio. Dal Battesimo fluiscono le ricchezze mirabili nella Chiesa". E il Concilio ha ancora parole pi solenni, parlando di noi battezzati. Parole che ci danno l'ampiezza di quanto il Padre disse di Suo Figlio: 'Questo il mio figlio nel quale mi compiacci. "Uno il popolo eletto di Dio - afferma - un solo Signore, una sola fede, un solo

Battesimo: comune la dignit sui membri per la loro rigenerazione in Cristo, comune la grazia di figli, comune la vocazione alla speranza e indivisa carit. Nessuna ineguaglianza quindi in Cristo e nella Chiesa per riguardo alla stirpe o nazione o condizione sociale o sesso". (L.G. 32) C' allora da chiederci, e seriamente, perch sia tenuto in cos poco conto questo dono da tanti battezzati, che considerano forse il Battesimo un rito o una formalit, pi che la 'rinascita in e con Cristo'. Come mai non brilla sul viso la gioia di dire: 'Io sono battezzato', ossia, so di essere stato scelto da Dio e voluto come figlio, amato come nessun padre sa amare? Piace dire il mio - e credo anche vostro - Grazie per questo dono inestimabile, di essere diventati figli del Padre, con le parole del profeta Isaia, che la Chiesa propone: "Cos dice il Signore: 'Ecco il servo che io sostengo, il mio eletto in cui mi compiaccio. Ho posto il mio spirito su di lui: egli porter il diritto alle nazioni. Non grider, n alzer il tono, non far udire in piazza la sua voce, non spegner una canna incrinata; non spegner uno stoppino dalla fiamma smorta. Proclamer il diritto con fermezza; non verr meno e non si abbatter finch non si sar stabilito il diritto sulla terra; e per la sua dottrina saranno in attesa le isole Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia e ti ho preso per mano; ti ho formato e stabilito come alleanza del popolo e luce delle nazioni, perch tu apra gli occhi ai ciechi e faccia uscire dal carcere i prigionieri, dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre" (Is. 12, 1-7). Vita nuova in Cristo LaParrocchia.it

Vangelo: Mt 3,13-17 Le Letture di questa domenica ci presentano il duplice aspetto del mistero che celebriamo: il Battesimo di penitenza che Ges volle gli fosse

conferito da Giovanni Battista per esprimere la sua partecipazione alla condizione peccatrice e penitente dell'umanit, e l'investitura di Ges a Messia da parte del Padre, che Lo presenta come Profeta, sacerdote e Re della Nuova Alleanza. Il Mistero cos espresso nel Prefazio, dove rendiamo grazie al Padre:"Nel Battesimo di Cristo al Giordano, Tu hai operato segni prodigiosi per manifestare il mistero del nuovo lavacro: dal cielo hai fatto udire la tua voce perch il mondo credesse che il tuo Verbo era in mezzo a noi e con lo Spirito che si posava su di Lui come colomba, hai consacrato il tuo servo con unzione sacerdotale, profetica e regale perch gli uomini riconoscessero in Lui il Messia inviato a portare ai poveri il lieto annuncio evangelico". Le tre letture proclamate, questi concetti li presentano sotto l'aspetto di profezia, di storia e di mistero. Per bocca del Profeta Isaia il Signore dichiara:"Ecco il mio Servo che Io sostengo, il mio eletto in cui mi compiaccio. Ho posto il mio spirito su di Lui". Noi sappiamo che questo Servo, di cui parla il Profeta, il Messia a cui il Padre ha comunicato la sua potenza perch realizzi la salvezza dell'uomo. In un oracolo successivo il Profeta presenter il servo del Signore come l'uomo dei dolori, che conosce per esperienza la sofferenza ed caricato delle colpe dell'umanit, che salver a prezzo del sacrificio della propria vita. Agli occhi degli uomini apparir come un uomo colpito da Dio, umiliato e sconfitto, ma in realt Egli l'inviato di Dio, il suo eletto, nelle mani del quale Dio ha posto la pienezza del Suo Spirito perch dalla sua pienezza noi tutti potessimo attingere. Questo il significato della compiacenza del Padre verso il Suo Figlio, che accetta la sua Missione. Nella seconda Lettura, un brano degli Atti degli Apostoli, S. Pietro afferma che Ges di Nazareth la Parola inviata da Dio ed il Signore di tutti. Ma Egli stato riconosciuto cos dalla primitiva comunit cristiana in seguito alla sua attivit in Palestina, culminata nella sua morte e risurrezione, ma che ebbe il suo inizio con il Battesimo al Giordano. Allora Dio Lo consacr con lo Spirito Santo e con la sua potenza. Egli poi passato dovunque facendo del bene e ingaggiando vittoriose battaglie con le forze diaboliche per la liberazione dell'uomo.

Riflettendo su questa esperienza, la primitiva comunit ecclesiale pot conoscere la missione di Ges di rendere presente Dio in mezzo ad essa. Nel Vangelo vediamo Ges mescolarsi con la folla, che riceve da Giovanni il battesimo di penitenza, anche se si differenzia dagli altri perch Egli non ha bisogno di convertirsi. Lo fa per manifestare la sua volont di mettersi al servizio di Dio fino alla morte di croce. Scendendo nelle acque del Giordano insieme con tutti quelli che si riconoscono peccatori, Ges accetta fino in fondo la solidariet col genere umano peccatore; Egli si abbassa per innalzare gli altri. S. Ambrogio commenta:"Uno si immerso e tutti ha elevato; uno disceso perch tutti potessimo ascendere. Uno si caricato del peccato di tutti perch in Lui fossero lavati i peccati di tutti. Per noi si purificato Colui che non aveva bisogno di purificazione". Annunciando il Messia che doveva venire, Giovanni Battista aveva dichiarato:"Io vi battezzo soltanto con acqua, Egli invece vi battezzer con lo Spirito Santo". Ecco la grande differenza che c' tra il Battesimo di Giovanni e quello di Ges. Nel Battesimo di Ges si riceve quello Spirito che consacr Lui nel battesimo e che ci d la possibilit di rivolgerci a Dio chiamandolo con il nome di Padre. Ci vuol dire che noi siamo Figli di Dio dal momento che siamo stati battezzati, cio siamo stati immersi nel mistero di Cristo, resi partecipi della sua morte e risurrezione. Allora anche per noi si aperto il cielo e su di noi si riversato l'amore tenerissimo del Padre che dice:"Tu sei mio Figlio che io amo". Cerchiamo allora di capire quale deve essere il nostro atteggiamento pratico come conseguenza del nostro Battesimo. Dovremmo assumere con coscienza e in prima persona lo stesso impegno di Ges: vivere cio il suo Mistero di salvezza spinti dalla energia instancabile del suo amore. Ricostruttori del mondo insieme a Ges, siamo chiamati a sviluppare la sua storia e il suo progetto di salvezza. E che questo mondo abbia bisogno di riscoprire i valori essenziali della sua esistenza facile convincersene. Ges venuto a ricostruire la verit del mondo; venuto a ricostruire la giustizia nei rapporti umani e nei rapporti degli uomini con Dio; venuto a ricostruire la pace; venuto soprattutto a ricostruire una societ basata su vincoli di amore. Tutto ci Egli lo ha iniziato, lasciando a noi battezzati il compito di esprimere nel

mondo i valori della verit, della giustizia, dell'amore e della pace per completare la sua opera. Questo pu apparirci un compito arduo e quasi impossibile; ma se lo caliamo nel concreto della vita quotidiana ci accorgiamo che le occasioni per realizzarlo non mancano. Quante volte in una giornata ci incontriamo con la menzogna, con la falsit delle idee, con la calunnia e abbiamo quindi la possibilit di riaffermare la verit? Quante volte costatiamo le ingiustizie nel giudicare, nel compensare il lavoro, nel calpestare i diritti degli altri e abbiamo quindi la possibilit di affermare e di difendere la giustizia? E nei confronti della pace quanto potremmo fare per contribuire a ristabilirla l dove noi o altri l'abbiamo spezzata cancellando i rapporti di stima, di solidariet, di collaborazione, di buona volont reciproca e di comprensione? E infine quanto ogni giorno potremmo contribuire a ricostruire l'amore con una rete di piccole azioni di cui la giornata costellata? Tutto questo comporta di essere disposti ad accettare un calvario quotidiano, perch ristabilire la verit, la giustizia, la pace e l'amore un lavoro sofferto, del quale non molti ci diranno grazie, ma nel quale certamente il Padre celeste si compiacer profondamente. Commento su Is 42,1-4.6-7; At 10,34-38; Mt 3,13-17 CPM-ITALIA Centri di Preparazione al Matrimonio (coppie - famiglie)

Vangelo: Is 42,1-4.6-7|At 10,34-38|Mt 3,13-17 Isaia 42,1-4,6-7 Questi primi versetti fanno parte del primo dei 4 brani, conosciuti come "canti del servo del Signore". Dove il Signore presenta questo servo come un profeta, oggetto di una missione, animato dallo Spirito. Alcuni attribuiscono la parola "servo" al popolo di Israele, per altri la figura del servo intesa come Ges, dove Esso posto in relazione con Dio, perch da Lui scelto attraverso l'effusione dello Spirito. Questi versetti vengono presentati come il Signore che rivolge la Sua parola ad un mondo per compiere la

liberazione in favore di Israele e di tutte le nazioni. Da qui si capisce che l'amore di Dio non hai mai abbandonato il Suo popolo, da qui inizia il cammino di liberazione che Dio ha in serbo per il Suo popolo. Atti degli Apostoli 10,34-38 Questi versetti fanno parte del discorso di Pietro in casa di Cornelio, dove Pietro prendendo la parola dice che Dio il Signore di tutti, che la parola che ha inviato al popolo d'Israele la parola di pace che sar annunciata per mezzo di Ges Cristo. Quindi Dio accoglier tutti, pagani e non pagani, non avr preferenze di persone, accoglier anche quelli di altre nazioni. Pietro nel suo discorso fa l'esempio del battesimo di Ges, dove Dio consacr in Spirito Santo e potenza Ges di Nazareth. Ges beneficher e risaner tutti coloro che saranno sotto il potere del diavolo, perch Dio sar con Lui. Matteo 3,13-17 Da questi versetti emerge l'incontro tra Ges e Giovanni il Battista. La differenza tra i due si nota nel loro atteggiamento, dove Giovanni rimarca il fatto che verr una persona potente da cui incomber l'ira di Dio. Ges fa il suo ingresso in scena senza usare toni di condanna. Anzi, Ges venne al Giordano per farsi battezzare da Giovanni. Il Battista all'inizio si oppose ma poi ubbid al volere di Dio, al Suo progetto. In questo frangente Ges si mischi con tutti coloro che si dovevano battezzare ed qui che Dio si compiace di Lui, indicandolo come il Figlio Suo, l'amato, in cui Lui ha posto il Suo compiacimento. In questo modo Ges imbocca la strada indicatagli dal Padre. REVISIONE DI VITA - Riteniamo che la fede essenziale o un accessorio opzionale per la nostra vita? Se essenziale, cosa facciamo per coltivarla? - La preghiera che ruolo ha nella nostra vita religiosa e di fede? - Cosa per voi il battesimo? Un dono o un diritto? Nelle acque della vita

Monastero Janua Coeli

Vangelo: Mt 3,13-17 Dio sceso sulla terra e ha vissuto con gli uomini. Non come un uomo speciale, distinto e separato, privilegiato. Ha condiviso tutto di noi, eccetto il peccato. S, perch lui ha sempre detto di S al Padre suo, mentre noi uomini alle volte diciamo i nostri NO secchi all'amore eterno. Non perch siamo cattivi, ma perch ci confondiamo e non riconosciamo il bene vero nostro e delle persone con cui viviamo. Facciamo esperienza di incomprensione? finita. Ci si mette in testa un giudizio che ci stringe il cuore e ci spinge a chiuderci nelle nostre stanze e a non permettere pi a quella persona di varcare la soglia della nostra fiducia. Ges venuto a ricordarci che quando si d fiducia all'altro si d fiducia a se stessi. Quello che volete gli uomini facciano a voi, voi fatelo loro. Solo cos potremo riconciliare dentro di noi tutti i sentimenti, pensieri. Altrimenti restiamo come bambini capricciosi che sbattono i piedi per terra perch si rotto il giocattolo che piaceva. Quanti giocattoli rotti nelle nostre giornate. Eppure le persone sono pi che giocattoli. Urtarsi l'uno con l'altro fa parte della vita. Superare le barriere difensive, questo s che un gioco per adulti. Un gioco in cui chi perde vince perch permette all'altro di sentirsi qualcuno finch imparer a uscire dalla sfida di chi vale di pi e giocher alla pari, occhi negli occhi, per incontrarsi nel cuore. Nelle acque della vita MEDITAZIONE Domande Lascia fare per ora. Quanto dobbiamo imparare a lasciar fare a Dio! Giovanni sa chi Colui che gli viene incontro e non pu sentirsi pi grande di Lui al punto da battezzarlo. E invece Ges gli chiede di lasciar fare. Chi il pi grande? Nel Regno sempre il pi piccolo. Quindi Ges che il pi grande dei figli dell'uomo si fa il pi piccolo per consentire a noi di seguirlo e trovare la pace del vivere. Ognuno risponde a una

chiamata. In quel momento Giovanni era chiamato a battezzare Ges. In un altro momento sar Ges a chiedergli di farsi battezzare in suo nome, quando non rinuncer ad essere un uomo libero e questo gli coster la vita. Chiave di lettura Ges va da Giovanni per farsi battezzare. Ricevendo su di lui l'acqua del Giordano e scendendo Lui, Dio, nelle acque la creazione esulta e si rinnova. Non pi acque che scorrono e purificano in nome di Dio, acque che preparano a incontrare il Salvatore, ma acque santificate, benedette dalla sua presenza. Giovanni vuole impedire a Ges di farlo perch lui ad aver bisogno del suo battesimo. Ma la logica di Dio sempre la stessa. Lui si fa piccolo. Non ha problemi a incontrarci vestendo gli abiti umili dell'essere uomo. Si presenta a Giovanni come se fosse peccatore, Lui che senza peccato. Davvero abbiamo da imparare! Noi ci vestiamo di ci che non nostro per apparire quello che vorremmo essere e non siamo, ci arrabbiamo quando sentiamo formulare dei giudizi non veri su di noi ... Ges ci insegna a restare fuori di queste logiche. Quello che sei non te lo dicono gli altri. Quello che sei te lo dice il tuo Dio, te lo dice la vita che vivi. Pensano male di te? A cosa ti serve che gli altri pensino bene e poi tu non vivi quel "bene"? Meglio soffrire operando il bene che operando il male, dice la lettera di Pietro. Noi invece vorremmo gli sbandieratori quando facciamo qualcosa di bene. Ogni incontro umano chiede l'umilt dell'andare verso, senza portare con s il metro di chi vale di pi o di meno. L'umilt di chi conosce la grandezza della sua dignit e niente e nessuno gliela pu togliere: la certezza che Dio in te, con te. Giovanni lascia fare a Ges. Quanta tenerezza adorante nel suo cuore mentre versa l'acqua sui capelli di Ges. Lui, il Figlio del Dio vivente, l, inginocchiato ai suoi piedi a ricevere come tutti gli altri il segno della scelta di Dio. Chi gode di pi in questo momento cos forte l'acqua che riconosce il suo Creatore e si santifica al momento e per i secoli a venire. Quanti figli di Dio la cercheranno per tornare all'abbraccio del Padre. Quante vite umane spente si bagneranno nelle acque della conversione per tornare a vivere. E possono i cieli restare chiusi di fronte a tanto splendore? Sono gli inizi della redenzione, del riscatto dell'umanit dalla

prigionia del peccato e della morte. Lui, Ges, il prezzo del nostro riscatto. I cieli si aprono e scende lo Spirito. Come ai tempi della prima creazione lo Spirito aleggia sulle acque e si posa su Ges, l'uomo che pienezza di immagine e di somiglianza di Dio. E il Padre si china su di lui, lo raggiunge con la voce il Figlio amato perch tutti sappiano che Ges la sua gioia. E sar come Ges chiunque si spoglier di s per vestirsi della sua umanit. PREGHIERA Il Signore ha il trono nei cieli. I suoi occhi sono aperti sul mondo, le sue pupille scrutano ogni uomo... gli uomini retti vedranno il suo volto (salmo 11). CONTEMPLAZIONE Ges, ti vedo mentre ti incammini insieme a me verso la strada della benedizione. Sento tutto il peso della mia vulnerabilit e il vederti accanto a me mi raggiunge negli spazi pi interiori e mi rassicura. Tu hai assunto la mia natura umana, sei diventato uomo per me. Hai provato e provi la sofferenza, il distacco, l'abbraccio e il rifiuto, la trepidazione dell'attesa e le lacrime della perdita. Chi pi di te conosce ci che vivo nella mia solitudine di esistenza? Quando le parole non riescono a spiegare ci che si muove tra i miei pensieri, tu sei l. Con te non c' bisogno di spiegazioni, tu mi conosci, tu sai. Per questo anche se fino a ieri ti conoscevo per sentito dire, oggi mi accorgo che sei dentro di me. E i tuoi occhi brillano di amore perch ti appartengo. Amen. Il vangelo dei piccoli Oggi andiamo sulle rive del fiume Giordano per vivere un momento speciale. Ges va da Giovanni che da tempo stava battezzando per preparare i cuori alla venuta del Salvatore. E chiede di essere battezzato anche lui. Aveva bisogno Ges del battesimo? No. Ma in quel momento come se Lui fosse ognuno di noi, scendendo nelle acque del Giordano lui porta ogni uomo perch si disponga a diventare figlio di Dio. E infatti appena riceve il battesimo dal cielo viene lo Spirito Santo e la voce del

Padre. Ges non ha paura di stare insieme ai peccatori, non ha paura di essere considerato un peccatore, perch Lui ci ama sul serio e non si vergogna di stare con noi. Che significa che siamo peccatori? Che vogliamo fare un po' di testa nostra, e scambiamo il male per bene, non crediamo a tutto quello che Dio ci dice perch vorremmo che tutto si risolvesse in un attimo, come una grande magia. Prima che l'uomo scegliesse di fare di testa sua era tutto un po' magico, perch non c'era la morte, non c'erano le malattie, non c'erano le crudelt, le rabbie, le gelosie. Poi l'uomo ha voluto diventare come Dio pi di Dio e ha perso tutto. stata come una ferita che ha intaccato tutte le possibilit di prima. Per questo Ges venuto a ricominciare tutto daccapo, a farci vedere come bisogna essere uomini. Il segreto AMARE. Amare costa alle volte un po' di sacrificio, di rinuncia a se stessi, ma c' pi gioia quando si vuole bene che quando si cerca il proprio interesse. Hai provato mai a donare qualcosa di te a qualcuno? Diventi felice perch quella persona la vedi felice. E questo ti riempie il cuore. Se invece tieni tutto per te, si spegne l'amore e diventa egoismo. Allora nascono tutti i sentimenti strani come il volere il male degli altri, il rifiuto di quello che non ti conviene. E se sei felice di godere tutto tu, la felicit di un attimo, poi svanisce. Ges ci dice che importante imparare ad essere figli di Dio, a sentire e trattare tutti come nostri fratelli. Guardati intorno e incomincia a donarti. Scoprirai la vera gioia. Tale e quale! padre Mimmo Castiglione

Vangelo: Mt 3,13-17 S'apre il Seno di Dio! Che offre generoso il Figlio. L'Orante invoca lo Spirito abbondante per essere capace d'eseguire il ministero: comunicare il Padre, ed operare il bene. Rimanga, dopo di lui, sui suoi fratelli, che prima ribelli avevan deprecato.

Son giunti i tempi ultimi! Viene il pi Forte! Per esser battezzato! Anche se Giovanni s'oppone. Si fa vicino! Con lo Spirito Santo ed il Fuoco! Teofania Benevolente Trinitaria! Niente teatralit, nessun defil. Non ha bisogno di dar spettacolo di s, o della passerella! Non alza la voce per imporsi. Niente chiasso! Non grida dando esibizione. Niente clamore! Non spezza la debolezza altrui. Compassionevole! Non spegne la speranza degli sfiduciati. Sostenitore! Pazientemente attende che venga il suo momento al fiume, per immergersi e ricevere conferma dal cugino serio e severo, e da Dio magnanimo e generoso. il Figlio! Tale e quale al Padre! Investitura solenne! Festa di molto valore quella del suo battesimo. Inizio del tempo pi importante e pi lungo! Che insegna ad ascoltare, pregare, celebrare. Esponendo il programma battesimale (annunciare, guarire, visitare) senza il quale non si comprende nulla. Figlio amatissimo, il Diacono, lo Schiavo, il Servo, il Diletto. Del Genitore amabile il suo Compiacimento. L'Opera dell'Abb, la sua Grazia. Che immerso dalle grandi acque della morte, consacrato alla croce in vista del futuro della risurrezione, berr alla coppa che nessun altro in grado d'ingoiare, se non dopo la sua morte e risurrezione, nel convito sponsale. Altro cammino. Ges ancora in viaggio. Al Giordano va a trovare Giovanni, che battezza al fiume sacro, predicando un bagno di penitenza e di conversione.

Viandante e Nomade, come i Pastori, come gli Astrologi, come Giuseppe e Maria, Ges v per trovare convalida da chi gli prepara l'arrivo ed il battesimo: la voce nel deserto! Che austero e sobrio vive nel silenzio, ascolta la Parola, attento, vigile e sapiente si accorge del passaggio! Ges si presenta. Il Battista, che non solo profeta ma anche sacerdote, si oppone stupito. Come far anche Pietro alla lavanda. Ges lo incoraggia. La comprensione rimandata. Conveniente al Padre ed a loro adempiere la Sua giustizia: uniformarsi fedeli a ci che Egli vuole, eseguirne i desideri, realizzarne il progetto. Visita di pace misericordiosa. I miti sono ben determinati. Gli umili non hanno paura di immergersi nella propria condizione umana (e divina!). I sereni non temono alcun giudizio e turbamento, liberi di compatire la propria povert (e ricchezza!). Ed ecco, per lui, per il Figlio che prega ogni volta che deve prendere decisione importante, l'Amatissimo, lo Scelto e fonte di Compiacimento, per Ges si aprono i Cieli, il Ventre del Padre, risuona la Voce, che solo tre parole dice e solo tre volte parla! Ritorner a parlare il Padre nell'episodio della trasfigurazione, ribadendo ed aggiungendo. Ancora una grande Luce guida le coscienze alla Verit. Arriva puntualmente la ratifica del Pap, mentre il Figlio tace. Risponder pi avanti, dopo, sulla croce: Abb! Contento il Padre di chi ascolta sempre, di chi obbedisce e riflette la sua immagine,

di chi fa la sua volont di bene e di pace. Ges senza peccato. Ges che il Babbo proclama Innocente. Ges Christs, l'Unto, Mashah. S'avvia la Vittima, il Ragazzo come Isacco, l'Amato da sacrificare. E per la legna, Dio provveder! Le grandi acque del peccato e della morte non spegneranno l'amore. Dal lato destro del tempio, dal Suo fianco squarciato, piene di Spirito Santo battezzeranno dalla Croce! Ges pu iniziare il suo ministero, senza violenza n armi. Solidale con chi ha condiviso l'acqua del bagno. Il suo modo di fare far problema! E lui non esiter a continuare! Dopo l'epifania, il battesimo di Ges! Ancora luce! Altra manifestazione della sua persona e della sua missione, del suo essere Messia, Profeta e Figlio, e che inaugura il suo percorso. Svolta decisiva del suo avviarsi. Ges poi ancora in cammino. Guidato dallo Spirito, che aleggiando come una colomba (simbolo d'Israele e della sapienza, segno che unisce la terra col cielo) plana, si posa, lo immerge nel suo vento, rimanendo. Lo condurr nel deserto per renderlo idoneo, incontrando Morte. Il Male che disgrega lo tenter nel suo essere Figlio (come anche in croce), nel potere e nel successo, cercando di ingannarlo, promettendogli di risolvere i problemi della fame nel mondo, ed illuderlo che senza prostrazione nulla s'ottiene, attentando sino alla fine il suo mandato. Facendolo sentire orfano e solo. L'Inviato ne uscir indenne! PREGHIERA

Piet Signore per tutte quelle volte che mi sono rifiutato di "immergermi" nella mia condizione umana. Piet Maestro, per tutta la rivalit, la gelosia e l'invidia, che mi impediscono di accoglierti attraverso le mediazioni che mi offri. Piet Ges, per la mia mancanza di umilt, di mitezza e di serenit. Piet per la paura che ho del giudizio degli altri e del tuo stesso giudizio. Piet del mio turbamento. Piet o Dio, per tutte le volte che non credo che mi sei padre e che ti sono figlio, ed hai motivo di non compiacerti di me perch non t'ascolto. Piet Signore, non manifesto il mio battesimo con la testimonianza. Grazie o Padre, perch nonostante il mio peccato continui ad amarmi, e comunque ti assomiglio e t'appartengo. Cristo Ges: Alleanza del popolo, luce delle nazioni don Roberto Rossi

Vangelo: Mt 3,13-17 Celebriamo la festa del Battesimo di Ges. E' la grande manifestazione di Ges salvatore al fiume Giordano, quando si presenta davanti a Giovanni Battista. La manifestazione di Ges avviene in uno stile che tipico di Dio. Il Signore si fa conoscere nella sua umilt e nei segni del suo amore verso tutti, nello stesso tempo viene presentato nella sua divinit e autorevolezza. Ges si incarnato, si fatto uno come tutti, ha scelto situazioni di semplicit, di povert, di nascondimento, si fatto peccatore con i peccatori, per salvare i peccatori, cio tutti noi.

Ges va a farsi battezzare; Giovanni voleva impedirglielo, ma Ges entra nell'acqua e vive quel gesto di penitenza. Ed proprio nel momento della sua umiliazione che avviene la grande manifestazione da parte dell'alto. "Si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire su di lui. E la voce del Padre che diceva: "Questo il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento". In un altro testo dice: "Ascoltatelo". Ges era stato annunciato dal profeta cos: Ecco il mio servo, il mio eletto di cui mi compiaccio. Ho posto il mio spirito su di lui; egli porter il diritto alle nazioni. Non grider, n alzer il tono, non far udire in piazza la sua voce, non spegner lo stoppino dalla fiamma smorta, proclamer il diritto con verit." "Io, il Signore ti ho stabilito come alleanza del popolo e luce delle nazioni, perch tu apra gli occhi ai ciechi e faccia uscire dal carcere i prigionieri, dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre". S. Pietro nel suo discorso riportato dagli Atti degli Apostoli dice: "Voi sapete ci che accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni: come Dio consacr in Spirito Santo e potenza Ges di Nazareth, il quale pass beneficando e sanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo. Questa la Parola che Egli ha inviato, annunciando la pace per mezzo di Ges Cristo: Lui che il Signore di tutti". Come sempre nella preghiera importante vivere un'esperienza profonda di contemplazione, di adorazione, di amore a Ges, il Signore, che si rivela con queste caratteristiche ed a Lui che possiamo affidare sempre la nostra vita. Questa celebrazione anche un'occasione per pensare al nostro Battesimo. Diverso da quello di Giovanni Battista. Il nostro un sacramento, il primo sacramento col quale siamo divenuti figli di Dio, salvati da Cristo, appartenenti a Lui, quindi "cristiani", fratelli di tutti gli altri, membri attivi della Chiesa, impegnati nella lotta contro il male e nello sviluppo della grazia di Dio e del bene. Il Battesimo la scelta fondamentale per ogni cristiano. C' un grande pericolo per la vita di ognuno di noi... che dietro al Sacramento del nostro Battesimo sia rimasto solo un pensiero, un ricordo, qualche foto che pu far sorridere e...null'altro.

Sarebbe una cosa grave se il nostro Battesimo non venisse reso vivo dalla nostra esistenza. Allora il caso di rivedere cosa ne rimasto non solo nei nostri pii pensieri ma nella nostra vita di tutti i giorni. Cristo da vivere. E' opportuno ripercorrere le tappe di quelli che sono i Sacramenti che abbiamo ricevuto nella nostra vita. E, questo nostro ripercorrere, ritengo che sia cosa buona non farlo solo con il Sacramento del Battesimo ma anche... per chi ha ricevuto il Sacramento del Matrimonio... per chi ha ricevuto il Sacramento dell'Ordine... per il Sacramento della Riconciliazione; per il Sacramento dell'Eucarestia; per il Sacramento della Confermazione; per il Sacramento dell'Unzione degli Infermi. Sono Sacramenti cio segni efficaci della Grazia istituiti da Ges Cristo e affidati alla Chiesa per la santificazione degli uomini. E' importante riflettere come viene preparato, celebrato e vissuto il sacramento del Battesimo, quando lo chiediamo per i nostri bambini. Quante preoccupazioni esteriori! Invece ci che conta la presenza e la grazia di Dio che si riversa nell'animo di una creatura. E' la fede che necessaria, lo spirito di preghiera che ci aiuta ad accogliere degnamente il Signore. Battezzati e protagonisti! don Alberto Brignoli

Vangelo: Mt 3,13-17 "Ma scusi...lei il parroco, lei sacerdote, ha certamente studiato pi di noi: come possiamo esserle utili nel preparare quell'incontro di catechesi? Noi dovremmo chiedere aiuto a lei, ed invece lei che chiede aiuto a noi?"; "Io non sono degno di fare il ministro straordinario dell'Eucaristia, una cosa troppo grande, dovete farla voi preti"; "Noi membri del Consiglio Pastorale la pensiamo cos, poi per veda lei: lei il parroco".

Nella mia breve esperienza di vita parrocchiale mi sono spesso trovato in situazioni di questo tipo: parrocchiani molto impegnati nella vita cristiana delle comunit parrocchiali che operano con straordinaria generosit ed hanno anche una lunga esperienza ed una solida formazione alle spalle, e che tuttavia nel momento in cui viene chiesto loro di compiere un gesto "storicamente" riservato al sacerdote, manifestano un senso di "inadeguatezza", quando non addirittura di "inferiorit", rispetto a chi da essi ritenuto loro "superiore", e di fronte al quale non si sentono degni di alcunch di particolarmente significativo. Come lungo le rive del Giordano, quel giorno, quando il Battista rivela la sua indole quasi "tradizionalista", e nonostante la sua predicazione si fosse scagliata in maniera inequivocabile sia contro il potere politico che contro le altre cariche religiose del suo tempo, di fronte al Messia assume un atteggiamento di totale deferenza, di abnegazione, e gli mostra il suo disappunto per un rito - quello del battesimo di penitenza - che mai si sarebbe sentito di celebrare per lui e su di lui. Come tanti nostri bravi "Christifideles laici" (anche il Battista lo era, a buon conto) che si sentono quasi "impauriti" a vivere responsabilmente gesti liturgici e atteggiamenti pastorali (proprio nel senso letterale, cio "da pastori") che ad essi dato di celebrare non solo per facolt o concessione, ma per la loro stessa natura di battezzati. Non sto affatto parlando di eliminare il sacerdozio ministeriale per equiparare le funzioni dei laici a quelle dei ministri consacrati: finch la Chiesa riterr di interpretare la volont di Cristo attraverso la conservazione del ministero consacrato, non vedo perch si debbano fare sterili e inutili battaglie per stravolgere la "traditio" della fede cercando di eliminare le differenze e le specificit del sacerdozio ministeriale. Le lotte e le battaglie piuttosto le farei perch ogni battezzato assuma responsabilmente i doveri e i diritti che gli provengono dal sacerdozio battesimale, che come sappiamo ha dei profondi fondamenti teologici. In virt del Sacramento del Battesimo, si instaura nel credente in Cristo una assimilazione alla Sua persona che lo rende una sola cosa con Lui e con la sua consacrazione "in Spirito" ribadita pure dalla conclusione del Vangelo di oggi. Il Concilio Vaticano II stesso lo afferma molto bene nella

"Lumen Gentium": "Il sacerdozio comune dei fedeli e il sacerdozio ministeriale o gerarchico, quantunque differiscano essenzialmente e non solo di grado, sono tuttavia ordinati l'uno all'altro, poich l'uno e l'altro, ognuno a suo proprio modo, partecipano dell'unico sacerdozio di Cristo... I fedeli, in virt del loro regale sacerdozio, concorrono all'oblazione dell'Eucaristia, e lo esercitano con ricevere i sacramenti, con la preghiera e il ringraziamento, con la testimonianza di una vita santa, coll'abnegazione e l'operosa carit" (LG 10). Ma al di l delle sottolineature teologiche che possono a volte non facilitare la nostra comprensione, vedo nello scambio verbale tra Ges e il Battista (le uniche parole che i due si dicono durante la loro vita terrena) la miglior spiegazione del nostro essere sacerdoti, guide e maestri in virt del Battesimo stesso: "Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?"; "Lascia fare per ora, perch conviene che adempiamo ogni giustizia". Cristo definisce il ministero del Battista (e in lui direi di ogni credente in Cristo) un ministero compiuto "per adempiere ogni giustizia". Se quindi "giusto" assumere a partire dal nostro battesimo (o comunque da quando terminiamo il cammino di iniziazione cristiana) la ministerialit diretta che ne deriva, cosa ci frena nell'essere cristiani in prima persona responsabili delle nostre comunit? Cos' che impedisce ancora ai laici, in virt del Battesimo, di essere i protagonisti evidenti, ufficiali (e non solo di fatto, perch quello lo sono gi) della vita di fede delle comunit cristiane? Cosa impedisce a un laico padre di famiglia di essere responsabile dell'organizzazione e della gestione di un consiglio pastorale? Cosa impedisce a una madre di famiglia di essere l'organizzatrice della vita liturgica di una parrocchia? Cosa impedisce a una coppia di giovani sposi o a qualche giovane volenteroso, ben preparati, e magari bisognosi anche di un sostegno economico, di essere assunti da una parrocchia a tempo pieno per la gestione di un centro giovanile, di un ufficio o un archivio parrocchiale, della pastorale sociale di un vicariato? Io la risposta ce l'ho pronta: ancora colpa di noi preti e del nostro clericalismo, per il quale - finch ci siamo pur essendo sempre meno dobbiamo avere in mano il "pallino" del gioco perch ci avochiamo una

serie di diritti la maggior parte dei quali hanno molta poca sostenibilit teologica e pastorale. terminato da parecchio tempo il concetto del laicato come "ausiliare del clero": non possiamo continuare a "gestire" i laici in parrocchia come "braccio destro" delle nostre attivit! "Ma sono loro a chiedercelo, perch cos si sentono guidati!": sono giustificazioni che non stanno n in cielo n in terra, e che servono solo a conservare un potere dal quale difficilmente vogliamo staccarci, siamo onesti! Poi comunque sta gi arrivando la storia a farlo (perch comunque le vocazioni sacerdotali ormai sono quelle che sono) e se non abbiamo seriamente preparato le nostre comunit ad un'assunzione seria di responsabilit anche ministeriali, quel poco che finora si conservato cadr in maniera inesorabile e irrecuperabile. Non so come mai mi sto "infuocando" su questo tema, oggi: sar perch la Festa del Battesimo del Signore mi spinge a pensare all'assunzione di responsabilit di ogni cristiano all'interno delle comunit dei fedeli in Cristo. Sar che Ges non aveva sacerdoti del culto giudaico tra i suoi discepoli, ma anzi aveva molte donne - poco menzionate dai Vangeli eppure preziosissime nella diffusione del Kerigma. O forse, pi semplicemente, sar che scrivo queste riflessioni mentre viaggio da Santiago a Buenos Aires, e dopo una settimana in America Latina sono tornato a respirare l'aria di una Chiesa dallo spirito fortemente ministeriale e battesimale. Vedere lo spazio che in queste comunit cristiane viene dato ad ogni cristiano (laico, sacerdote, religioso/a, consacrato, appartenente o no a movimenti) appunto in virt del battesimo, e vedere con quale spirito da decenni ormai si assiste in questa Chiesa ad una sorta di assunzioni di responsabilit condivise che definire eroiche limitante, ebbene, dilata il cuore e fa continuare a sperare in una Chiesa che non ha assolutamente alcuna intenzione di morire. Una Chiesa retta da catechisti, da animatori liturgici, da diaconi permanenti, da ministri dell'Eucaristia, da segretarie parrocchiali, da consigli pastorali deliberativi e non solo consultivi, e tutto in profonda comunione e collaborazione con i propri pastori (laddove i pastori ne colgono la ricchezza)... proprio cos un miraggio nelle nostre Chiese di antica tradizione? Non sar invece il caso di fare una minuziosa e coraggiosa opera di

"orologeria clericale", tirando avanti le lancette della storia? Gi, perch i secoli del Medioevo e dell'oscurantismo della fede sono terminati da tempo: la Luce del Natale, dell'Epifania e delle rive del Giordano ha finalmente bisogno di risplendere con forza e dignit! I cieli aperti Wilma Chasseur

Vangelo: Mt 3,13-17 1) La Parola che scaturisce dal silenzio Concluse le festivit natalizie, iniziamo il tempo ordinario ricordando il battesimo di Ges che volle dimostrarsi totalmente solidale con gli uomini, sottoponendosi, Lui, il Figlio dell'Altissimo, l'Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo, al battesimo di penitenza amministrato da Giovanni Battista. L'umilt di Dio sconcertante! Il battesimo di Ges segna l'esordio della sua vita pubblica, ma prima trascorse trent'anni di vita nascosta, a Nazaret. Lui che era la Parola, il Verbo Incarnato, pass quasi tutta la sua vita, nel silenzio e nel nascondimento. Dobbiamo riscoprire la dimensione del silenzio perch solo da l, scaturisce la parola che raggiunge il cuore. Se non scaturisce dal silenzio, la nostra parola -qualsiasi parola- raggiunge al massimo la testa di chi ci ascolta, e poi rimbalza via, senza penetrare e senza lasciare traccia alcuna! Ma se scaturisce dal cuore del silenzio, entra nel cuore. In silenzio! Quante parole risuonano nel frastuono dei mezzi di comunicazione. Siamo inondati di parole! Ho sentito un po' di tempo fa, un aforisma molto efficace al riguardo: "Ai tempi di No ci fu il diluvio (d'acqua) e si salv No con il suo parentado. Ai nostri giorni c' un altro diluvio, quello di parole; e da quello non si salva nessuno"... E sono parole che non dicono niente, ci riempiono di vuoto e disseccano l'anima rendendola arida e brulla come un deserto. Le parole che diceva Ges invece, scaturivano dalla preghiera, dal silenzio -silenzio altissimo della

contemplazione del Padre- ed erano parole di vita. Parole che guarivano i malati, risuscitavano i morti, salvavano i perduti e condannati dalla societ come il buon ladrone, l'adultera, la Maddalena ecc. Erano parole di vita e di salvezza. 2) E lo riconobbe come Messia Ma nel Vangelo di oggi, abbiamo soprattutto la visione dei cieli aperti e la manifestazione della Santissima Trinit. "E vide aprirsi i cieli e lo Spirito discendere su di lui come una colomba. E si sent una voce dal cielo: "Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto". Testimonianza preziosa di Giovanni Battista che afferma di aver visto lui stesso questo Spirito: "Ho visto lo Spirito scendere come una colomba". Ed allora che riconosce in Ges il Messia. Il Cristo doveva rimanere sconosciuto (anche a Giovanni Battista) fino a quando un fatto straordinario non lo avesse rivelato. E questo fatto straordinario avvenne proprio durante il battesimo al fiume Giordano, quando il Battista per primo, ne fu testimone privilegiato e riconobbe il messia. Prima non lo conosceva: "Io non lo conoscevo, ma chi mi ha inviato a battezzare con acqua, mi disse: colui sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito colui che battezza in Spirito Santo" (Gv 1 32-34). Oltre che i cieli aperti, abbiamo soprattutto la manifestazione dello Spirito Santo, come ci ricorda anche la seconda lettura: "Ed lo Spirito che rende testimonianza, perch lo Spirito la verit" (1 Gv 5, 1-9). E' una delle prime rivelazioni esplicite dello Spirito Santo. Sappiamo che lo Spirito Santo la terza persona della santissima Trinit, lo splendore del Figlio, come lo definisce la teologia dei nostri fratelli d'Oriente. Infatti ce l'ha lasciato Ges, prima di salire al Padre, quando disse: "Non vi lascer soli, ma vi mander il Consolatore". 3) Il vero consolatore Quindi il vero consolatore ce l'abbiamo dentro di noi. Anche se a volte la consolazione umana viene a mancare, o Il Signore permette che non la troviamo, abbiamo per dentro di noi, la consolazione dello Spirito. E chi ha sperimentato, anche per una sola volta nella vita, la consolazione dello Spirito, sa che nessuno pu consolare come consola Lui. E ci rende

capaci di consolare gli altri, con la stessa consolazione che abbiamo ricevuto da Lui. E questo Spirito, vuole dimorare sempre in noi. La preghiera proprio questo incontrarlo nel nostro quotidiano, ma non solo: anche e soprattutto essere visti da Lui; e se siamo visti da lui, tante cose cambiano in noi. Un test per sapere se abbiamo veramente fatto l'esperienza dello Spirito nella preghiera, che non ne usciamo indenni: cio vediamo tutto ci che non va in noi e che da cambiare: come il sole che illumina il vetro, facendo risaltare le macchie che non si vedevano quando era nell'ombra. 4) Battezzati in Spirito Santo e fuoco Cos come non si esce indenni dal confronto con la Parola di Dio. P. Cantalamessa dice che nessuno esce vittorioso da questo confronto, ma ne usciamo tutti sconfitti! Cio, ci vediamo sempre molto al di sotto di quello che questa parola ci chiede! Ma questo un ottimo segno: significa che siamo veramente in presenza di Dio. Del sole sfavillante che illumina con la Sua luce il vetro della nostra anima, facendone risaltare le ombre. E allora decidiamo di toglierle e di cambiare vita. O, perlomeno, acquistiamo questa consapevolezza sulla nostra miseria che prima non avevamo. E' questo il battesimo in Spirito Santo e fuoco. Fuoco che purifica la nostra anima come l'oro nel crogiuolo, rendendola di nuovo quel puro cristallo in cui Dio pu riflettersi. Essere battezzati in Spirito significa voler diventare migliori di quel che si , e far emergere quell'uomo nuovo che nascosto nel cuore di ognuno di noi. Il sovvertitore di regole don Giovanni Berti

Vangelo: Mt 3,13-17

Questa scena di Giovanni Battista che cerca di impedire a Ges di farsi battezzare da lui mi ricorda molto la scena nel Vangelo di Giovanni, al capitolo 13, quando Pietro vuole impedire a Ges di lavargli i piedi. Davvero singolare questa specie di "pudore" dei due personaggi, che non vogliono che siano invertiti i ruoli: Ges che il pi grande, il Signore, non pu fare gesti che sovvertano le regole e i comportamenti. Chi sta in alto, deve stare in alto; chi pi potente deve comandare e avere di pi di chi ha meno potere ed comandato. Se invertiamo i ruoli, togliamo un motivo di speranza in chi sta in basso. Infatti chi meno potente e meno importante aspira a diventare di pi di quel che , e cos pu finalmente anche lui comandare e diventare ricco. Giovanni il Battista non agisce spinto da logiche cattive, ma sicuramente inquadrato in questo tipo di pensiero, che gli impedisce di vedere una logica nel gesto di Ges di farsi battezzare come se fosse un comune peccatore. Ma proprio con questo gesto di "abbassamento" che Ges rivela la sua vera identit e missione. Lui venuto a rovesciare le logiche umane e a cambiare le regole che "ingabbiano" il mondo in strutture di potere e di asservimento. Se il Figlio di Dio si piega e si fa piccolo, se Colui che senza peccato si fa trattare da peccatore, se il Signore e Maestro lava i piedi dei discepoli come un comune schiavo, allora vuol dire che qualcosa di veramente nuovo entrato nel mondo. Il Vangelo di Matteo ci racconta come proprio nel momento nel quale Ges si abbassa di pi, la voce da cielo del Padre si fa sentire dicendo: Questi il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Proprio questo uomo qui, che appare come un semplice peccatore senza potere e ricchezze particolari l'amato di Dio. Dio riconosce se stesso nell'abbassarsi di Ges, e lo dice a tutti in modo solenne. Ogni volta che noi invertiamo la spietata logica del potere umano, ogni volta che non ci arrendiamo alla consuetudine che i poveri rimangono tali e i ricchi continuano a rimanere ricchi, ogni volta che usciamo dai nostri facili rifugi e ci mettiamo in gioco per creare solidariet tra gli uomini, ogni volta che il servizio diventa il nostro stile di azione nel lavoro.. allora Dio ci riconosce come suoi figli e vede in noi il volto del suo Figlio Ges.

Il Battesimo che abbiamo ricevuto ci ha introdotto nel mondo rovesciato di Ges. E anche se tante volte questo mondo rovesciato, dove il pi piccolo e povero stanno al vertice e dove la somma aspirazione umana il dare e non il ricevere, ci va stretto e non lo capiamo, il Vangelo ce lo ripropone. Vorremmo con Giovanni e anche con Pietro, impedire che Ges rivoluzioni le nostre aspirazioni, ma anche a noi, come a loro, Lui risponde che solo cos siamo veramente in comunione con lui e agiamo secondo la volont di Dio. Se non accettiamo questo modo di agire, alla fine ci troviamo lontani e privi della sua amicizia. Maria, madre di Ges, nel suo cantico di lode, ancor prima della nascita di Ges, sembra davvero aver capito il senso della missione del suo figlio. Infatti proprio lei che dice "...ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili. Ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote...". Benvenuti nel mondo rovesciato di Ges... il vero mondo dove tutto va diritto e per il verso giusto dell'amore. Commento su Matteo 3,13-17 Omelie.org (bambini)

Vangelo: Mt 3,13-17 Il racconto dell'evangelista Marco, questa domenica ci conduce dalla Galilea, dove si trova Nazareth e dove abitava Ges, alle rive del fiume Giordano, dove Giovanni stava battezzando. C'era tanta folla che chiedeva di ricevere il battesimo, che era un invito a cambiare vita, un invito alla conversione e al pentimento. Chi andava al Giordano riconosceva pubblicamente che era tempo di cambiare il proprio modo di vivere per accogliere l'invito di Dio a vivere secondo il suo cuore. In mezzo a tutta questa gente, in una mattina come tante, si presenta anche Ges. Bisogna che ci chiariamo le idee su un punto: il battesimo al Giordano molto diverso da quello che ciascuno di noi ha ricevuto.

Con il Sacramento del Battesimo noi entriamo a far parte della Chiesa, cio della comunit di coloro che credono in Ges. Con il battesimo possiamo liberamente rivolgerci a Dio chiamandolo pap. Infatti, sebbene tutte le creature dell'universo sgorgano dall'amore di Dio, non tutte lo chiamano Padre. Ges che, da Figlio, ci ha insegnato a rivolgerci cos a Dio, chiamandolo Padre Nostro, chiamandolo Pap. La folla che si accalca sulle rive del Giordano non ha in mente qualcosa di cos grande e straordinario, com' la confidenza con cui ci rivolgiamo a Dio Padre. Per tutta quella gente ha ascoltato le parole di Giovanni Battista, ha comunque accolto con la mente e con il cuore il suo invito alla conversione, per prepararsi ad accogliere il Messia promesso e atteso e che ormai vicino. Proprio vicinissimo, in effetti, perch il Messia annunciato da tutti i profeti l, confuso tra i tanti che quel mattino sono riuniti al fiume. Giovanni, che il pi grande dei profeti, resta stupito nel vedersi di fronte il cugino e lo dice chiaramente: "Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?" Non vorrebbe battezzare Ges, perch nel giovane uomo che gli sta di fronte, riconosce il Messia atteso da generazioni: - Tu vieni da me? Sono io ad aver bisogno della tua Grazia! Tu, che sei il Messia atteso da sempre, chiedi a me il Battesimo? Tu che sei la Parola di Dio fatta carne, ti rivolgi a me, che sono solo una voce nel deserto? Ges insiste: "Lascia fare per ora, perch conviene che adempiamo ogni giustizia" Il Maestro e Signore desidera proprio vivere questo passo e Giovanni capisce che inutile discutere: si lascia convincere da Ges e lo fa entrare in acqua. Quel battesimo si svolgeva in maniera differente, rispetto a quello a cui abbiamo assistito tante volte nella nostra parrocchia: oggi viene versata un po' d'acqua sulla testa della persona da battezzare, giusto? Invece Giovanni faceva immergere completamente le persone nell'acqua del Giordano. Fa caldo in Palestina, per cui nessuno correva il rischio di raffreddarsi: la tunica e i capelli si asciugano in fretta se si resta al sole. Cos ogni persona si immergeva, inginocchiandosi sul fondo del fiume e andando proprio

sott'acqua. un gesto profondamente simbolico: innanzi tutto il battezzato provava la sensazione di essere completamente lavato, pulito, purificato dagli errori del passato, dagli egoismi e dalle mancanze d'amore vissuti fino a quel momento. Inoltre il fatto di immergersi, trattenendo il respiro, per poi emergere alla luce e all'aria, era come una nuova nascita, un modo eloquente per cominciare a vivere da persone nuove. Anche Ges sceglie di vivere questo segno, proprio quando sta iniziando per lui un tempo nuovo. Ovviamente il Maestro e Signore non ha peccati n mancanze d'amore da cui prendere le distanze. Non ha bisogno di convertirsi. Ma anche per Lui sta iniziando qualcosa di completamente nuovo: ha lasciato per sempre la casa di Nazareth dov' cresciuto. Non aiuter pi Giuseppe nella bottega di artigiano; non sollever pi la giara pesante per aiutare Maria. Dopo aver ricevuto il Battesimo se ne andr prima nel deserto, in solitudine, silenzio e preghiera per quaranta giorni. E poi inizier la sua missione tra la gente, annunciando a tutti che il Regno di Dio vicino. Quella di Ges non una conversione come abitualmente intendiamo, perch non ha colpe da lasciarsi alle spalle. Ma una conversione nel senso letterale del termine, perch Egli sa che, uscendo dall'acqua del Giordano, si lascer alle spalle tutta la sua vita passata, tutto quello che era familiare e noto, le piccole abitudini e il ritmo tranquillo, pieno d'amore che ha sperimentato a Nazareth, con Maria e Giuseppe. Il passo che Ges sta compiendo molto pi faticoso rispetto alle altre persone che sono al Giordano. Quella folla che attende il battesimo ritorner tra poco alla sua casa, alla vita di sempre, cambiando s l'atteggiamento del cuore, ma riprendendo il corso consueto della propria esistenza. Ges, al contrario, non ha bisogno di cambiare il suo cuore, ma sta per rivoluzionare lo scorrere della sua vita. Sa bene che non tutto sar facile, che non tutti lo ameranno e lo comprenderanno. In un momento come questo, cos decisivo e intenso, quando tutta l'umanit di Ges potrebbe sentirsi spaventata e fragile, Dio Padre e lo Spirito Santo si rendono presenti e gli ricordano che non da solo, gli

ricordano che loro sono sempre con Lui, inseparabili nel mistero d'amore della Trinit. Si rendono presenti non solo per Ges, ma anche per tutti coloro che sono l al fiume. Appena uscito dall'acqua del Giordano, le nubi si aprono e dall'alto discende una colomba bianca e luminosa che resta per qualche momento ferma proprio su Ges. Non una colomba qualsiasi: lo Spirito Santo che sceglie sempre modi nuovi e inconsueti per rendersi presente e visibile. E poi c' la voce del Padre che si fa udire con forza: "Questi il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento" Che parole solenni! Dio Padre dichiara con potenza che Ges il suo Figlio amatissimo, colui che lo riempie di gioia e di orgoglio! Chiss che gioia, che emozione per Ges, sentirsi circondato dalla presenza piena d'amore del Padre e dello Spirito Santo! Si sar sentito davvero avvolto dalla loro tenerezza. Ed un'esperienza che possiamo vivere anche noi, ogni volta che invochiamo il nome della Trinit, quando scriviamo sulla nostra persona il segno della croce: in quel momento abbiamo la certezza di essere circondati dallo stesso amore. Certo, non vediamo colombe posarsi su di noi, n udiamo la voce di Dio Padre dall'alto, ma sappiamo di essere immersi in questo amore senza limiti fin dal giorno del nostro battesimo. In quel momento, Dio Padre ha detto a ciascuno di noi: tu sei mio figlio ed io ti amo. E l'amore di un pap verso i propri figli non viene mai meno. Se magari ci capita di sentirci soli, spaventati, preoccupati... possiamo riprendere fiducia e coraggio sapendoci amati e sostenuti da tutta la Trinit. Sono tante le occasioni per assaporare questa presenza, anche molto semplici e quotidiane. Per esempio, adesso che le vacanze sono ormai finite e ricomincia la scuola, qualcuno forse un po' preoccupato, magari gi pensa alle interrogazioni per la fine del Quadrimestre e si sente il cuore e lo stomaco stretto. Ma non siamo soli! Dal giorno del nostro Battesimo sempre con noi la forza dello Spirito

Santo, l'amore di Dio Padre, l'amicizia vera di Ges. So che molti provano tanta ansia mentre aspettano che i genitori vadano a prenderli all'uscita di scuola, o al catechismo o a fine sport: se c' un minimo ritardo, viene il batticuore; se tra la folla non si vede subito il volto di pap o della mamma, spunta facilmente la lacrimuccia... Ma non siamo soli! Dal giorno del nostro Battesimo sempre con noi la forza dello Spirito Santo, l'amore di Dio Padre, l'amicizia vera di Ges. A volte, a qualunque et, ci sentiamo sgomenti, spaventati, inquieti, quando ascoltiamo il telegiornale: quante cose brutte e tristi accadono intorno a noi; lontano, nel mondo, oppure vicino vicino, magari nella nostra stessa citt. Ci sentiamo oppressi, con l'animo pieno di tristezza... Ma non siamo soli! Dal giorno del nostro Battesimo sempre con noi la forza dello Spirito Santo, l'amore di Dio Padre, l'amicizia vera di Ges. Adesso, qui, fermiamoci in silenzio qualche istante, perch la mente e il cuore assorbano fino in fondo questa certezza. Proviamo a sentirci anche noi sulla riva del Giordano, di fronte a Ges appena battezzato. Guardiamo con stupore la colomba luminosa che discende dall'alto e ascoltiamo con gioia la voce di Dio Padre che ci rinnova tutto il suo amore. Gustiamo questo momento d'incontro con la Trinit, sentendoci rassicurati, sereni, felici. Ripetiamo a noi stessi, nel segreto dell'anima: - Non siamo soli! Dal giorno del nostro Battesimo sempre con noi la forza dello Spirito Santo, l'amore di Dio Padre, l'amicizia vera di Ges.E con il cuore grato, continuiamo la nostra Eucaristia. Commento a cura di Daniela De Simeis E poi? don Roberto Seregni

Vangelo: Mt 3,13-17 Ho avuto la fortuna di iniziare questo 2011 in compagnia di una dozzine di famiglie della mia comunit e di trascorrere questi primi giorni dell'anno con una cinquantina di ragazzi della mia zona pastorale in un bellissimo campo invernale sulle nevi della "concorrenza" trentina. Ringrazio il buon Dio e la sua infinit fantasia per questi doni ricevuti, per gli intrecci di storia, di passione e di vitalit che mi hanno dato uno slancio di coraggio per questo nuovo anno. Oggi le strade sono una lastra di ghiaccio. La pioggia sottile si cristallizza sull'asfalto. Pericolosissimo. Scivolare facile, per strada e nella fede. Scivolare facile, smettere di cercare, seguire l'esempio sedentario di Erode e snobbare il cammino coraggioso dei magi. Scivolare facile, dimenticare quel cucciolo nella grotta di Betlhemme e riappropriarsi della propria immagine ammuffita di Dio. Bellissimo il Natale, certo. Ma poi, si sa, l'Epifania le feste le porta via. E si riparte. Scuola, lavoro, impegni, scadenze, agende surriscaldate... E che servito tutto questo? Solo una bella pausa per riprendere un po' il fiato? Una sosta romantica ai piedi della culla del piccolo Ges? E poi? E poi quel bimbo diventato un uomo, dopo trent'anni di nascondimento nel silenzio di Nazareth, esce allo scoperto. La scena del Battesimo una conferma dello stile di Dio, del "come" che abbiamo meditato nella notte di Natale. Il Rabb inizia la rivelazione messianica attesa da secoli e si mette in fila con i peccatori. Nato in una stalla, ora si presenta in fila con i peccatori al Giordano. Pure il Battista rimane stupito, forse anche Lui si aspetta un Messia diverso, una rivelazione inequivocabile, prodigi, miracoli, guarigioni per svelare al mondo la verit del falegname di Nazareth. E invece no.

La Rivelazione prosegue lo stesso stile dell'Incarnazione: solidariet, nascondimento, irrilevanza, piccolezza. Coraggio, cari amici! Liberiamo i nostri salotti dai presepi e dagli alberi di Natale, ma facciamo in modo che lo stupore non si liberi mai di noi. Buona settimana don Roberto Questi il Figlio mio, l'amato don Luca Orlando Russo

Vangelo: Mt 3,13-17 La parola e la condotta di vita del Battista non lasciano di certo indifferenti quanti gli si accostano e la sua fama deve essere davvero grande. Lo stesso Ges apprezza e stima l'opera di Giovanni. Ges, che ha imparato negli anni di Nazareth ad ascoltare e conoscere Dio, si reca volentieri sulle rive del Giordano per ascoltare la parola del Battista. Davanti all'invito di Giovanni ad accogliere l'avvento del Regno di Dio con seriet, attraverso la pratica dell'immersione, Ges non perde tempo ad entrare nelle acque del Giordano per manifestare al Padre il suo desiderio di vivere fino in fondo la sua volont. Nasce spontaneo dal cuore di Ges l'anelito a condividere la fragilit della condizione umana. Sa che gli uomini sono figli amati da quel Padre di cui essi non sanno molto. La volont di obbedire a Dio e l'amore che egli avverte per i suoi fratelli lo spingono ad accostarsi al Battista e chiedere di essere battezzato. La risposta di Dio non si fa attendere. E come potrebbe essere diversamente! Con parole che devono aver molto rallegrato il cuore di Ges, Dio lo proclama "Figlio molto amato" nel quale Egli si riconosce. Ges aveva certamente una qualche consapevolezza della sua identit e nessuno di noi sa quale. Ma una cosa certa anche Ges cresciuto nella consapevolezza della sua identit e ora si sente chiamare "Figlio molto

amato, nel quale il Padre si riconosce". Non sar bastata tutta la vita a Ges per ringraziare il Padre per averlo amato fino a questo punto. Credo che abbiamo tutti bisogno di sapere che non siamo orfani, ma sempre figli molto amati da un Padre-Madre che ha cura di noi. L'immagine dei cieli che "si aprono" molto nota alla tradizione biblica. Ogni volta che i cieli si aprono tra cielo e terra non vi pi alcun ostacolo e Dio volgendosi verso la terra opera la salvezza, mediante al sua Parola. Questa volta la Parola di Dio per il consacrato del Signore, investito dallo Spirito Santo. Ges il Messia, l'Unto del Signore che viene nel suo nome per offrire agli uomini quella salvezza di cui gli uomini hanno estremamente bisogno. Dio non si dimenticato di noi, ci ha donato il suo Figlio! Spirito e acqua per la vita che sorge padre Ermes Ronchi

Vangelo: Mt 3,13-17 Ges usc dall'acqua: ed ecco, si aprirono i cieli, e vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba sopra di lui. Lo Spirito e l'acqua sono le pi antiche presenze della Bibbia, entrano in scena gi dal secondo versetto della Genesi: la terra era informe e deserta, ma lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque. Il primo movimento della vita nella Bibbia una danza dello Spirito sulle acque. Come una colomba che cerca il suo nido, che cova la vita che sta per nascere. Da allora sempre lo Spirito e l'acqua sono legati al sorgere della vita. Per questo sono presenti nel Battesimo di Ges e nel nostro Battesimo: come vita sorgente. Di quale vita si tratta? Lo spiega la Voce dal cielo: Questi il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Figlio la prima parola. Ogni figlio vive della vita del padre, non ha in se stesso la propria sorgente, viene da un altro. Quella stessa voce scesa sul nostro Battesimo e ci ha dichiarati figli, i quali non da carne n da volere d'uomo ma da Dio sono stati generati ( Gv 1,13). Battesimo

significa immersione: siamo stati immersi dentro la Sorgente, ma non come due cose separate ed in fondo estranee, come il vestito e il corpo, ma per diventare un'unica cosa, come l'acqua e la Sorgente, come il tralcio e la Vite: la nostra carne in Dio in risposta a Dio nella nostra carne, il farsi uomo di Dio che genera 'l'indiarsi' (Dante) dell'uomo. Il nostro abitare in Dio dopo che Dio venuto ad abitare in mezzo a noi (Gv 1,14), il mio Natale dopo il suo Natale. Amato la seconda parola. Prima che tu agisca, prima di ogni merito, che tu lo sappia o no, ogni giorno appena ti svegli, il tuo nome per Dio amato. Immeritato amore, che precede ogni risposta, lucente pregiudizio di Dio su ogni creatura. Mio compiacimento la terza parola. Termine raro e prezioso che significa: tu - figlio - mi piaci. C' dentro una gioia, un'esultanza, una soddisfazione, c' un Dio che trova piacere a stare con me e mi dice: tu, gioia mia! E mi domando quale gioia posso regalare al Padre, io che l'ho ascoltato e non mi sono mosso, che non l'ho mai raggiunto e gi perduto, e qualche volta l'ho perfino tradito. Solo un amore immotivato spiega queste parole. Amore puro: avere un motivo per amare non amore vero. E un giorno quando arriver davanti a Dio ed Egli mi guarder, so che vedr un pover'uomo, nient'altro che una canna incrinata, il fumo di uno stoppino smorto. Eppure so che ripeter proprio a me quelle tre parole: Figlio mio, amore mio, gioia mia. Entra nell'abbraccio di tuo padre! La gioia di essere battezzati don Luigi Trapelli

Vangelo: Mt 3,13-17 Oggi la festa del Battesimo di Ges. Per noi un momento di riflessione forte sul significato del nostro battesimo e dell'importanza di tale segno nella comunit cristiana.

Ripensare al giorno del nostro battesimo significa dare importanza a questo giorno e non solo a quello del nostro compleanno. E' il giorno in cui siamo rinati alla fede, grazie alla fede dei nostri genitori, padrino e madrina. Ges non pi bambino, ma ha gi circa trent'anni. Perch di tutti questi anni noi non sappiamo nulla? La risposta si collega alla nostra vita, fatta di quotidianit, di ferialit, di cose di tutti i giorni: non c' alcun bisogno di scrivere o lasciare particolari messaggi. Ges ha sperimentato la ferialit. Ha vissuto un periodo in cui si preparato prima di annunciare il Vangelo con forza, a partire dal battesimo di Giovanni. Giovanni quasi non vorrebbe compiere tale gesto, ma Ges glielo impone, affinch ogni giustizia sia adempiuta, in ossequio alla volont divina. La voce che si sente si collega a Dio stesso che riconosce in Ges il Figlio prediletto. La colomba esprime la permanenza dello Spirito di Dio sul Cristo riconosciuto come Figlio unico. Per Ges il battesimo l'inizio di una missione nuova. Inizia la sua predicazione partendo da quella realt difficile che la Palestina del tempo.

Cerca di rendere il messaggio incisivo per la gente, legato anche ad alcune scelte particolari quali la povert o creare una comunit che miri alla santit pur riconoscendosi peccatrice. Oggi riceviamo il dono del battesimo proprio in questa prospettiva ed entriamo a far parte di un corpo, di un gruppo di persone, che non sono tutte sante, ma che vivono accanto a noi e rivelano l'immagine del Cristo, anche se a volte sbiadita. Ai ragazzi dico sempre della differenza tra un amico e un fratello. L'amico lo scelgo, mentre il fratello mi imposto e per questo a volte faccio fatica a sopportarlo! Nella comunit cristiana entriamo a far parte grazie al Battesimo e cercando di accogliere le diversit che tale scelta comporta. Ma oggi il battesimo uno dei tanti gesti di superstizione che esistono nella religiosit o pu diventare un motivo per i genitori di autentico invito alla conversione e a sentirsi protagonisti all'interno di una Chiesa? Dove poter trovare quel dinamismo, quella voglia di ringraziare il Signore per il dono di essere cristiani? Il battesimo la porta d'ingresso nella Chiesa e per questo, da sempre, il fonte battesimale collocato all'inizio della Chiesa La stessa forma con otto lati richiama l'ottavo giorno: quello della pienezza della risurrezione di Cristo. Don Lorenzo Milani, prete fiorentino morto nel 1967, diceva che le persone dovevano cominciare a ragionare con la propria testa, imparando a discernere le cose, non dando nulla per scontato, ma essere coscienti della propria dignit di uomini e donne.

Parlare del battesimo vuol dire toccare anche e soprattutto tali tematiche e questo non facile. Solo cos, per, il cristianesimo pu ancora dare respiro alla cultura in cui noi viviamo. Commento su Matteo 3,13-17 Omelie.org - autori vari

Vangelo: Mt 3,13-17 COMMENTO ALLE LETTURE a cura di Padre Gianmarco Paris Nella Chiesa mozambicana sono molto rari i battesimi dei bambini con pochi mesi di vita. La societ e la cultura locale non hanno assorbito il cristianesimo al punto da considerare normale battezzare un bambino poco tempo dopo la sua nascita. Si entra a far parte della Chiesa mediante una scelta che avviene molte volte durante l'adolescienza o la giovinezza, e in non pochi casi in piena et adulta. Questo passo, che in un certo senso segna la vita della persona, preparato dal cammino del catecumenato, che dura circa cinque anni. Anche se questa diversa pratica pastorale non garantisce di per s una scelta per Cristo pi profonda e totale rispetto al cristiano della societ tradizionalmente religiosa, aiuta a percepire cosa era per i primi cristiani il battesimo: una scelta profonda dell'uomo adulto e cosciente, un passaggio decisivo da un certo modo di vivere (da pagani) ad una vita nuova, segnata dall'adesione ad una persona, Cristo, che passa a caratterizzare atteggiamenti e comportamenti nuovi rispetto al passato, rendendo ragione del nuovo nome di "cristiano". Questa prassi della chiesa primitiva e delle chiese dei paesi di recente evangelizzazione pu aiutarci a penetrare nel significato della festa del Battesimo di Ges. Infatti il battesimo del cristiano la partecipazione sacramentale, che significa reale e celebrata in un rito, a ci che il

battesimo al fiume Giordano ha significato per Ges. Diventa allora importante chiederci cosa ha significato per Ges (attraverso la comprensione della Chiesa primitiva) il battesimo ricevuto da Giovanni. Quando sente arrivato il tempo di manifestare agli uomini il volto del Padre, la sua volont sugli uomini, Ges scende dalla Galilea in Giudea, e si unisce alla gente che andava da Giovanni battista. Lungo il Giordano Giovanni il precursore amministrava un battesimo di penitenza, chiamando i suoi contemporanei alla conversione per preparare la venuta del Messia. Nella fila di coloro che si riconoscono peccatori e bisognosi del perdono divino si colloca anche Ges, sapendo e volendo ci che sta per fare. Giunto da Giovanni riconosciuto come il Messia: io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me? Ma Ges gli risponde che quel gesto necessario, affinch si compisse ogni giustizia. Questo breve dialogo a mezza voce tra Giovanni e Ges, che di certo nessuno in quel momento ascolt, sta al centro della scena con cui Matteo presenta il battesimo di Ges. Non si tratta soltanto di umilt da parte di Giovanni verso colui che pi forte; c' in gioco qualcosa di pi importante. Infatti Matteo ci presenta qui Ges alla sua prima apparizione, adulto e cosciente della sua missione di compiere "ogni giustizia". Dobbiamo intendere con questa espressione la volont di Dio, quella espressa nella Scrittura e portata al suo compimento, che Ges con la sua vita e insegnamento esprime e fa conoscere ai suoi discepoli. Capiamo dunque il valore programmatico delle prime parole che Ges pronuncia nel vangelo di Matteo e che dicono il senso di tutta la sua vita e missione: egli il Figlio di Dio (come i primi capitoli di Matteo hanno gi evidenziato) soprattutto perch obbedisce liberamente alla volont del Padre. Fa parte della volont divina che il Figlio senza peccato si confonda tra i peccatori e sia trattato da peccatore, per portare su di s il peccato del mondo e aprire all'umanit il cammino della salvezza. Come Figlio obbediente egli salva l'umanit, poich il peccato consiste nella disobbedienza alla volont divina. per questo che dopo il battesimo Ges vede lo Spirito venire su di Lui e i presenti sentono, come un tuono che rimbomba sulle acque (salmo 28), la voce celeste che riconosceva in quell'uomo il figlio amato in cui Dio si compiace. Quella voce fa eco alle parole pronunciate dal profeta Isaia, che la liturgia

ci presenta nella prima lettura: il Signore si compiace del suo eletto, per la missione che Egli ha accolto, di portare il diritto alle nazioni e per lo stile umile e fermo con cui la realizza. Ci lo rende luce per tutti i popoli, soprattutto per coloro che non vedono o non possono camminare verso la pienezza della vita. Letto cos il vangelo, possiamo percepire il valore di questa festa liturgica: il battesimo di Ges racchiude e anticipa il senso della sua morte e risurrezione, cio l'obbedienza alla volont di Dio; e svela anche il senso della sequela di Ges: ogni suo discepolo chiamato ad entrare nello stesso cammino di obbedienza. Ges compie la volont del Padre sia perch manifesta il senso profondo dei comandamenti dell'Antico Testamento, sia perch li osserva pienamente, fino al punto di offrire la sua vita: infatti la croce il compimento del cammino che cominciato al Giordano, il cammino dell'obbedienza al Padre. Ges anche nella scena del battesimo il modello che ogni cristiano chiamato a seguire; come Dio ha risposto a Lui, salvandolo dalla morte, cos risponder a tutti i suoi discepoli che avranno il coraggio di seguirlo nel compimento della volont di Dio. S. Pietro nel discorso riportato da Luca nella seconda lettura ci ricorda che il cammino della salvezza non pi l'appartenenza al popolo di Israele, ma la fiducia in Dio e l'obbedienza alla sua volont. La festa del battesimo di Ges ha giustamente a che vedere con il nostro battesimo, ma per una ragione forse pi profonda di quanto possiamo pensare spontaneamente: essere battezzati significa per noi, come ha significato per Ges, scegliere come cammino della vita l'obbedienza alla volont di Dio, che chiede il coraggio di rinunciare a se stessi per seguire Ges fino alla croce, fino al dono di noi stessi per amore. necessario pertanto che ciascuno di noi si chieda in che misura sta vivendo il battesimo che lo ha reso figlio di Dio; in cosa consiste per s qui ed ora la volont di Dio, che tutti riconosciamo espressa negli insegnamenti del vangelo, ma che si concretizza in modo diverso a secondo della nostra vita. Anche per ciascuno di noi discepoli, come per Ges nostro maestro, il battesimo ricevuto all'inizio del nostro cammino, deve accadere giorno dopo giorno: cos diventeremo realmente cristiani.

La fonte della serenit mons. Roberto Brunelli

Vangelo: Mt 3,13-17 E' trascorso appena qualche giorno dall'Epifania, e non sar inutile ricordare che quella non la festa dei Magi: in realt vuole celebrare, come dice il nome, la "manifestazione" del Figlio di Dio al mondo; egli venuto per farsi conoscere, e i misteriosi sapienti orientali recatisi a Betlemme ne sono una dimostrazione. L'Epifania spiega in realt la ragione profonda del Natale. E' trascorso appena qualche giorno, e dalla nascita passiamo oggi al Ges adulto, che si reca sulle rive del Giordano a farsi battezzare da Giovanni (Vangelo secondo Matteo 3,13-17). E' l'episodio con cui egli ha dato inizio alla sua vita pubblica, ai tre anni di ministero che si sarebbero conclusi con la Pasqua. Di mezzo, tra la nascita e il battesimo, ci stanno trent'anni della sua vita terrena, da lui vissuti umilmente a lavorare con Giuseppe in un oscuro villaggio della Galilea. Basterebbe questo trentennale nascondimento a dire quanto egli abbia condiviso la vita degli uomini, che per quasi tutti trascorre nell'anonimato, nota soltanto alla breve cerchia di parenti e conoscenti, priva di avvenimenti memorabili, all'apparenza insignificante. Ma se cos l'ha vissuta per trent'anni anche il Figlio di Dio, insignificante non deve essere neppure la nostra. Dipende da noi, da come la affrontiamo, dalle intenzioni e dai sentimenti con cui ci lasciamo scorrere addosso le ore e i giorni. Certo, per i giovani che vogliono "sfondare" come cantanti o in tiv, per chi si rode in attesa di una medaglia o di una promozione, per chi riduce la vita allo sballo del sabato sera, per chi nutre come massima aspirazione il possesso di una Ferrari o la conquista di una bionda mozzafiato, i giorni passano vuoti e deludenti. Per chi poi cova rivalse o vendette, chi passa il tempo a scrutare l'occasione di "farla pagare" a qualcuno, chi aspetta un fulmine che castighi i malvagi, si condanna a giorni amari. Quale invece possa essere una vita soddisfacente, indicato ad esempio dalla seconda lettura di oggi (Atti

degli Apostoli 10,34-38), con parole rivolte dall'apostolo Pietro ai primi pagani convertiti alla fede cristiana: "In verit sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga. Questa la Parola che egli ha inviato ai figli d'Israele, annunciando la pace per mezzo di Ges Cristo". Qualche chiarimento. "Temere Dio" non significa aver paura di lui, ma onorarlo e rispettarlo. Quasi equivale al "praticare la giustizia", che non riguarda le leggi o le usanze degli uomini, ma l'impegno a fare ci che giusto davanti a Dio. Chi si comporta cos da lui "accolto", cio gli viene annunciata "la pace", che non solo l'assenza di guerre tra i popoli o di conflitti tra individui, ma l'intima armonia con Dio, il sapersi amati da lui e l'incomparabile gioia di poter ricambiare il suo amore. Cos certamente visse Ges nei trent'anni di nascondimento a Nazaret. Cos un cristiano d senso alla propria vita, anche se, ad occhi estranei, essa pu apparire banale; cos, vale a dire non aggrappandosi a illusioni di felicit, a soddisfazioni che, se pure arrivano, sono effimere o precarie, cio durano un attimo o rischiano ad ogni passo di esaurirsi. E il dono di vivere in armonia con Dio non privilegio di pochi fortunati ("Dio non fa preferenze di persone") ma offerto a tutti. Aiuta a capirne l'importanza una semplice ma basilare considerazione: pensiamo a come sarebbe il mondo se tutti si mettessero su questa strada. Non tutti, lo si sa bene, la percorrono; ma questo non toglie a chi la comprende il dovere di intraprenderla: un dovere che si rivela incomparabile fonte di serenit, appagante preludio della vita che Dio offre agli uomini per l'eternit. Commento su Mt 3,13-17 Agenzia SIR

Vangelo: Mt 3,13-17 Il tempo di Natale si chiude col Battesimo del Signore.In realt, nella storia di Ges di Nazareth, il tempo tra la sua nascita e il battesimo al Giordano di circa 30 anni. Di questi decenni poco dicono i Vangeli, poco

la tradizione. Col Battesimo inizia la "vita pubblica" di Ges per le strade di Palestina fino a quel triduo di Pasqua, presumibilmente all'inizio di aprile dell'anno 30. Al Giordano s'incontrano i due vertici della storia della salvezza: la preparazione e il compimento, l'annuncio e l'arrivo - comunque inaspettato e sorprendente - del Messia che chiede - lui! - di farsi battezzare da un Giovanni che ha tutte le ragioni per opporsi e obiettare. Ma per ora deve essere cos, il pastore che deve varcare il recinto delle pecore, per condurle in un nuovo cammino. Anche Pietro, davanti a Ges che vuole lavargli i piedi, oppone un rifiuto - "Tu lavi i piedi a me?" - per quell'amore non dovuto. Si comprende, allora, la parola di Giovanni quando si ritrova l'Agnello di Dio nella fila dei battezzandi: "Tu vieni da me?". il mistero dell'amore del Signore, perfetta e definitiva manifestazione dell'amore del Padre che, per bocca dello Spirito, dice il nome di Ges: " mio Figlio!". Il battesimo al Giordano va capito in questa luce. Come la nascita e la manifestazione ai magi, segno di umiliazione, abbassamento. Dinanzi a Giovanni - uomo scarnificato da una vita da asceta e profeta con voce di tuono - si allineano file di uomini e donne peccatori e penitenti. Ges si mette in fila in mezzo a loro e Giovanni sbalordisce. Dopo il battesimo il cielo si riapre. Lo Spirito scende e porta la voce del Padre che indica Ges come "il Figlio mio prediletto". Al grido di Isaia, che il nostro in questi giorni, Dio ha risposto, sceso come Spirito Santo. Spirito significa "vita"; Santo significa "di Dio". Nel battesimo ci stata data la stessa vita di Dio e il mondo attende che questa vita nuova si manifesti. Il mondo attende uomini e donne che vivono in terra, ma col "cielo aperto" sopra. Commento a cura di don Angelo Sceppacerca Conviene per noi portare a compimento tutta la giustizia

mons. Gianfranco Poma

Vangelo: Mt 3,13-17 Nella domenica dopo l'Epifania la Liturgia celebra il "Battesimo del Signore" continuando a ripresentarci il mistero dell'incarnazione di Dio che nasce nel figlio di Maria, si rivela ai Magi che sono venuti a cercarlo, investito della sua missione nel momento del Battesimo nel Giordano. Celebrando il "Battesimo del Signore", la Liturgia ci invita a lasciarci afferrare dal mistero di Dio che con Ges si abbassa, "discende" nell'acqua, per partecipare fino in fondo della fragilit della creatura, per poi "risalire" dall'acqua, rigenerato dalla Parola e dallo Spirito: nella Liturgia viviamo il mistero di Cristo, con Lui discendiamo nella nostra fragilit, per lasciare spazio alla forza dell'amore del Padre che ci dona lo Spirito, per gustare, con Cristo, l'esperienza del figlio di Dio. Il "Battesimo del Signore" lo celebriamo leggendo il brano di Matteo 3,13-17. La preoccupazione fondamentale di questo testo, come dei paralleli, gi espressa dall'accostamento dei due vocaboli: "battesimo" vuol dire immersione, nascondimento; "Signore" significa potenza, significa Dio. L'accostamento dei due termini esprime la novit cristiana: Dio, il Potente, sta "dentro, con" la fragilit, la debolezza. Il brano di Matteo ci introduce nel mistero di Ges, della sua persona e ci svela il senso della sua missione e ci avverte che la tentazione continua dei discepoli di Ges sta nell'impossessarsi della forza della risurrezione volendo dimenticare la morte. Matteo ha costruito bene la figura di Giovanni il Battista: lo ha rivestito delle parole di Isaia in modo che appaia che lui "il Profeta" che richiama alla fedelt alla Torah, perch ha l'autorit che gli deriva dall'essere al servizio della Parola di Dio. "Allora" (Matt.3,5) attira le folle, risale alla radice del male che allontana il popolo da Dio e distrugge l'autenticit dei figli di Abramo, chiede la conversione perch possano nascere degli autentici figli di Abramo. La denuncia di Giovanni violenta, perch drammatica la situazione del popolo: nelle sue parole risuonano i toni degli antichi profeti. Ma proprio perch cos radicale la denuncia

anche intensa la speranza. Ancora con le parole dei profeti, Giovanni annuncia l'intervento certo di Dio, terribile, ma portatore di salvezza: "Colui che viene dopo di me pi forte di me... vi battezzer in Spirito Santo e fuoco...brucer la paglia con fuoco inestinguibile". La scena pronta, "allora" Ges pu apparire e Matteo lo descrive cos: "Allora Ges dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni per farsi battezzare". Matteo costruisce molto bene il suo racconto: tutto ben concatenato. Chi conosce i libri della Bibbia antica, sente che Matteo sta descrivendo una storia nella quale si compie ci che iniziato nella storia dell'antico Israele. Matteo ci chiede quindi l'attenzione agli eventi che stanno accadendo, l'ascolto della Parola per poter comprenderne il senso e per lasciarci stupire di ci che Dio sta facendo per noi. Dopo che Giovanni ha annunciato che tutto pronto per la prossima venuta di Dio, Matteo scrive: "Allora Ges dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui, ma Giovanni cercava di impedirglielo". Giovanni aspettava l'intervento di Dio, un intervento di fuoco: accade invece un evento, un incontro personale. Matteo non ci ha detto niente per prepararci a questo evento: ci ha presentato Giovanni, il grande profeta, ma di Ges ci dice soltanto che veniva dalla Galilea e che voleva farsi battezzare da Giovanni, sottolinea quindi la "normalit" con cui Ges si presenta. Certo, quando Matteo scrive (alla fine del I sec.) conosce le tensioni esistenti tra coloro che si chiedevano chi fosse il pi grande tra Giovanni e Ges e sa che per i capi delle comunit cristiane non era facile da capire la grandezza della "normalit " di Ges: gli esegeti attuali tendono a vedere dietro la figura di Giovanni i capi delle comunit cristiane. Matteo dice che Giovanni cercava di impedire a Ges di farsi battezzare da lui: anche Pietro cercher di impedire a Ges di percorrere il suo cammino (Matt.16,22). E si sofferma il Vangelo sull'intensit di questo incontro tra Giovanni e Ges, un incontro che ha cambiato Giovanni e nel quale Ges ho trovato la sua identit. La frase pronunciata da Giovanni esprime tutto il suo coinvolgimento personale: "Io ho bisogno da te di essere battezzato e tu vieni a me?" Giovanni esprime la sua sorpresa di fronte a Ges che si abbassa di fronte a lui: forse Ges non l'inviato di Dio? Ma la parola di Ges invita Giovanni ad abbandonare i suoi pensieri

e i suoi progetti: aveva annunciato l'intervento di Dio, occorre non pretendere che Dio sia come noi vogliamo. "Lascia, ora: conviene per noi, portare a compimento tutta la giustizia". A Pietro, Ges dir: "...Tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini" (Matt.16,23). A Giovanni, Ges apre gli orizzonti per una vita, un'etica nuova: portare a compimento tutta la giustizia, significa andare oltre la Legge, significa "discendere" nella fragilit della creatura, lasciare spazio a Dio che viene e colma la debolezza umana. "Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni a me" assume allora un significato meraviglioso: Ges risponde all'attesa personale di Giovanni donandosi a lui, venendo da lui, entrando nella sua vita, in lui, facendosi l'ultimo, lasciandosi battezzare da lui, per poter in realt battezzare e far nuovo Giovanni. "Allora, (Giovanni) lo lasci fare. Battezzato, Ges subito usc dall'acqua": ogni frase, in modo sintetico, esprime tutta la logica di Ges, che rivela la logica di Dio. Ges discende nel profondo dell'uomo che gli lascia spazio, per essere con lui, per amarlo, e subito esce perch l'amore ricrea, rigenera. "Ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba". In Ges che discende nell'acqua del Giordano, rivive tutta la storia della salvezza, dagli inizi della creazione quando lo Spirito aleggiava sulle acque, all'arca di No che si salva dalle acque del diluvio, al passaggio del Mar rosso sotto la guida di Mos, al passaggio del Giordano con Giosu: ma il popolo ha continuato a mostrarsi incapace di fidarsi di quel Dio che voleva condurlo nella libert. Adesso di nuovo il cielo si apre, di nuovo lo Spirito aleggia sulle acque, la colomba trova su chi posarsi: adesso c' Colui che non ha paura di "discendere", di affidarsi completamente al Padre. Ges sa che la Parola del Padre lo guida: il progetto di Dio sul suo popolo adesso pu realizzarsi. Egli il Figlio di Dio, l'Amato, colui nel quale il Padre si compiace: Ges ha aderito pienamente al progetto del Padre, di essere l'amore che discende per poter solo amare. Ma questo solo l'inizio: Satana tenter di impossessarsi del "Figlio di Dio", di farne un privilegio, un potere. Ges in ogni momento, fino alla Croce, chiamato a rispondere al progetto del Padre: solo accettando di

discendere pu salire in alto, perch l'Amore tanto pi grande quanto pi si annulla. Il Battesimo di Ges, scuola di umilt padre Gian Franco Scarpitta

Vangelo: Mt 3,13-17 Riconoscere i propri torti molto spesso alla base della soluzione dei nostri problemi con gli altri. Se anzich imporre ad ogni costo le nostre ragioni da parte nostra si scrutasse nel profondo della propria coscienza obiettiva, non di rado si scoprirebbe come molte lacune o omissioni di cui solidamente diamo la colpa agli altri in realt dipendono semplicemente da noi, dai nostri limiti, dalle intemperanze e dalle imperfezioni del nostro carattere o peggio ancora da arroganza e presunzione. Una volta viste le nostre reali condizioni con obiettivit, l'autocritica e il buon senso ci condurrebbero a rivedere e correggere i nostri atteggiamenti, a rimediare ad eventuali errori commessi recuperando la stima e la fiducia di cui gli altri ci avevano privato e ad assumere una condotta pi congeniale per l'avvenire. Riconoscere i propri errori e considerare i propri limiti anzich etichettare facilmente gli altri insomma molto pi producente che non persistere nell'ostinazione a far valere le nostre ragioni e ad imporci sugli altri nonostante l'evidenza delle nostre defezioni. Essa dipende tuttavia da un fatto di umilt, sentimento nobile che alla radice del radicale mutamento di noi stessi in vista degli altri e che ottiene molta pi serenit e contentezza di quanta ce ne tolgano presunzione e falso orgoglio. Quanto essere umili sia conveniente lo si prova con l'esperienza personale (in alcuni casi comprovata dal sottoscritto), ma soprattutto la vita pubblica di Ges a rendere l'idea che l'ammissione dei nostri errori alla radice della soluzione dei nostri problemi e come un mutamento del mondo che ci circonda dipenda a volte unicamente da noi stessi. L'umilt di Ges consiste nel proclamare se stesso pubblicamente peccatore nonostante egli sia privo di colpa:

come insegna Pietro, Ges Cristo " non commise peccato e non si trov inganno sulla sua bocca" (1Pt 2, 22); Paolo aggiunge che Egli " non aveva conosciuto il peccato, Dio lo tratt da peccato in nostro favore (2 Cor 5, 20). Pur condividendo con l'umanit ogni debolezza e ogni insufficienza, Ges respinge l'unica prerogativa dell'umanit che ha assunto, appunto il peccato. Eppurei non disdegna di confondersi con i peccatori: convive con loro, intesse relazioni spontanee e condivide anche il loro stato debole e precario, soprattutto facendo la fila con loro alla riva del Giordano dove umilmente chiede di essere battezzato da Giovanni. Quest'ultimo stava amministrando un battesimo nella forma simile a quello delle varie ritualit pagane, visto che le abluzioni anche nel mondo extrabiblico erano segno esteriore di iniziazione e di ingresso in una nuova realt e in una nuova dimensione di appartenenza. Nella sostanza era per cosa ben differente, perch indicava la conversione dal peccato, esprimendo esteriormente quanto il penitente viveva nel proprio intimo: il pentimento e la conversione del cuore. Il battesimo voluto da Ges avr poi la prerogativa di rimettere esso stesso dal peccato e di rigenerare a vita nuova dall'acqua e dallo Spirito Santo. Adesso invece notiamo che Ges si sottopone all'infusione dell'acqua da parte del Battista, pur non avendo necessit di conversione. Perch fa questo? Appunto per dare a noi esempio di umilt nel riconoscere le nostre colpe fuggendo ogni sorta di malizia e di presunzione, per darci occasione di raffrontare il nostro stato peccaminoso con la misericordia di Dio e perch possiamo convincerci della necessit della radicale conversione di vita a partire dall'autocritica e dal graduale mutamento personale. L'umilt di Ges pedagogia per noi, perch possiamo concepire il bene come unica via possibile, la ricerca di Dio come soluzione efficace ai nostri problemi e soprattutto scoprire che l'ammissione delle nostre colpe alla radice della vera conversione poich la porta aperta per il mutamento radicale di noi stessi. Ges probabilmente preferisce "sentirsi peccatore" alla pari degli altri ai fini di vivere egli stesso le condizioni fondamentali dell'amore che partono da un cuore contrito e umiliato. Giovanni si sarebbe aspettato evidentemente che Ges, arrivando da lontano, gli avesse imposto di smettere quel suo rito di abluzione poich

adesso esso non sarebbe pi stato necessario; e invece si stupisce nel notare che questi si comporta alla pari degli altri peccatori, chiedendo di farsi battezzare pur sapendo che lui non aveva peccato ed per questo obietta: "Io dovrei farmi battezzare da te e tu vieni da me"? Ma Ges sta "compiendo ogni giustizia" cio eseguendo la volont del Padre che lo sta "trattando da peccato", ossia lo sta rendendo in tutto solidale con gli erranti e partecipe della gioia che essi provano dopo aver sperimentato la misericordia del Padre e dopo aver optato per un serio cammino di cambiamento radicale. Ges sperimenta, sia pure indirettamente lo stato di ansia e di angoscia che accompagna queste persone mentre si accalcano davanti al Battista e mentre assieme ad esse fa la fila in attesa del suo turno, si intrattiene probabilmente con loro ascoltando pensieri, riflessioni, sensi di colpa, espressioni di pentimento sul male commesso in passato senza mancare di offrire una parola di sostegno e di conforto invitando alla fiducia e alla speranza nel Dio amore. Se nella morte di croce egli porter sulle sue spalle tutti i peccati dell'umanit, nel battesimo egli inizia a saggiarne il peso, considerando quanto il peccato sia pesante per tutti quanti. Ges si allinea con l'umanit peccatrice e in questo esercita l'eroismo dell'umilt per la quale anche noi veniamo edotti di come sia importante collocarci dalla parte dei pi deboli e degli emarginati perch lesivo anche a noi stessi esaltare presunte qualit in rapporto a quanti, pur avendo qualit da lodare, non si esaltano affatto. L'umilt di Ges non destinata per a restare finalizzata a se stessa, ma viene subito ricompensata dall'approvazione teofanica che lo esalta come "Il Figlio prediletto di Dio", colui dal quale dipender la nostra vita e la nostra salvezza e sotto il cui nome, unicamente, possibile essere salvati. Dio avalla l'atto di annichilimento di Ges iniziato con l'incarnazione e adesso esplicitato nel battesimo e preconizza il proprio Figllio attestando di lui la via, la verit e la vita. E noi ci poniamo alla sua sequela nella stessa direzione dell'umilt di cui ci offre la possibilit non il Battesimo di Giovanni ma il Sacramento istituito dallo stesso Signore Ges che ci rinnova radicalmente in un lavacro di rigenerazione spirituale che avviene "in Spirito Santo e fuoco", il quale ci conferisce una dignit

singolare nell'essere liberi dalla colpa originale e accanto ad essa anche la certezza di appartenere radicalmente a Cristo come tralci alla vite. Tali sono gli effetti di grazia che il Battesimo di Ges apporta nella nostra vita assieme ad ulteriori benefici di rinnovamento e di salvezza. Sempre a condizione di essere sempre umili e che la nostra umilt trasformi in primis noi stessi e poi tutti gli altri. Questi il Figlio mio, l'Amato Monaci Benedettini Silvestrini

Vangelo: Mt 3,13-17 Mentre Isaia, ben otto secoli prima, ci profetizza: "Ecco il mio Servo che io sostengo, il mio Eletto di cui mi compiaccio. Ho posto il mio Spirito su di Lui...", oggi vediamo Ges, silenzioso, mite e umile, che si incammina, solo, verso il fiume Giordano. Anche Lui, come i peccatori, va a farsi battezzare da Giovanni. E il Battista, quando Lo vede arrivare, ne rimane come sconvolto e reagisce con sincerit e forza: "Ma sono Io che ho bisogno di essere battezzato da Te, e Tu vieni a Me?"... Appena battezzato Ges usc dall'acqua: ed ecco... "si aprirono per Lui i cieli e vide lo Spirito Santo di Dio discendere come una colomba e venire sopra di Lui". E la voce di Dio Padre risuon per il cielo: "Questi il Figlio mio, l'Amato: in Lui ho posto il mio compiacimento!". E' la stessa voce che ha risuonato in chiesa, nel silenzio dell'anima nostra, quando siamo stati battezzati: lo Spirito Santo aleggiava anche sopra le nostre teste perch in quell'istante preciso siamo diventati, in tutto, simili a Ges Cristo, che Figlio di Dio e Figlio di Maria, siamo diventati 'cristiani'. E se continueremo a vivere la Grazia di quel momento divino, sentiremo ancora aleggiare lo Spirito del Signore sopra di noi, e sentiremo nel cuore la sua pace santa. Non vergogniamoci mai di essere cristiani e oggi per esserlo necessario andare proprio contro corrente perch il mondo tante volte cattivo e senza fede. E viviamolo con gioia il nostro Battesimo, e se ne perdiamo la Grazia, allora corriamo a confessarci

perch con la santa assoluzione ritorna in noi la grazia battesimale, l'Alleanza d'amore con Dio e con i fratelli... e la pace nel cuore. Questi il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento Movimento Apostolico - rito romano

Vangelo: Mt 3,13-17 Ogni evento che Ges vive rivelatore del suo mistero. Chi vuole conoscere Ges deve possedere la perfetta verit di ognuno di questi eventi. Uno solo ignorato, non compreso, non riportato nella verit tutta intera, ostacola di molto la comprensione del suo essere, che insieme divino ed umano, eterno e del tempo, celeste e della terra. Ges vero Dio e vero uomo. Non da se stesso nella sua divinit e neanche nella sua umanit. Ges dal Padre nel cielo e sulla terra, nell'eternit e nella storia. Ges non solo per costituzione divina ed umana dal Padre, dal Padre vuole sempre essere, perch il Padre la fonte eterna della sua vita. Se non fosse eternamente dal Padre, non potrebbe essere eternamente nella vita. Semplicemente non sarebbe. Ma Lui ed perch dal Padre per generazione eterna e vuole essere dal Padre per volont divina ed umana, del vero Dio e del vero uomo. Quando Ges chiede a Giovanni di essere da lui battezzato, questa verit Lui manifesta: devo dare la mia volont al Padre. Gli devo attestare che vogliono essere da Lui, che sia Lui a farmi come vero uomo ci che Lui vuole che io sia fatto. Senza il dono di questa volont, Dio non pu entrare nella sua vita, perch la volont essenza e sostanza nella relazione con Lui. La volont la sola cosa che ci appartiene. la sola cosa che posiamo dare al nostro Dio perch Lui faccia di noi secondo il suo volere. Ges svende nelle acque, si lava della sua volont, la dona tutta al Padre, assume quella del Padre come sua propria volont: "Ecco, io vengo, o Padre per compiere il tuo volere. Questo io voglio e la tua legge nel profondo del mio cuore". Ges esce dalle acque del fiume Giordano povero in spirito, privo della sua volont. Ne ha fatto un sacrificio al Padre, un dono per sempre. Il

Padre accoglie il sacrificio a Lui gradito e dal Cielo risponde inviando su di Lui il suo Santo Spirito, perch lo consacri suo Messia, suo Cristo, suo Unto. Qual la missione dell'Unto del Signore? Manifestare ad ogni uomo la volont di Dio e mostrargli concretamente, praticamente come essa si vive. Se Ges procedesse con la sua volont, mai potrebbe svolgere questa missione. Vi sarebbe una contraddizione nel suo intimo. Egli consacrato per rivelare a realizzare tutta la volont del Padre, mentre in realt cammina con la sua. Il Padre attesta che il sacrificio offerto da Ges gli stato gradito. Egli si compiace del suo Amato, del suo Figlio, che il suo Unigenito eterno, da Lui generato nel seno dell'eternit, prima della creazione del cielo e della terra. Ora noi sappiamo chi Cristo Ges: il solo uomo che stato, e sar tutto e sempre dalla volont del Padre suo. Lo attesta lo Spirito Santo che si posato sopra di Lui. infatti lo Spirito di Dio che perennemente gli manifester il volere del Padre e gli indicher come esso dovr essere proclamato, realizzato, compiuto. Da questo istante prima era solo in ordine alla sua persona - quanto Ges far per noi come nostro Messia, lo far perch volont del Padre, suo ordine, suo comando. Cristo Ges solo ascoltatore del Padre. Vergine Maria, Madre della Redenzione, facci ascoltatori di Cristo Ges, tuo Figlio e nostro Messia. Fa' che siamo sempre e solo dalla sua Parola di vita eterna. Angeli e Santi di Dio, sosteneteci nel dono della nostra volont al nostro Cristo e Signore. Commento su Matteo 3,13-17 Paolo Curtaz

Vangelo: Mt 3,13-17 Il tempo liturgico di Natale si conclude con la festa del Battesimo del Signore: il Dio che nato a Betlemme nasce nel cuore di ogni discepolo che si fa battezzare. "Tu sei il mio figlio bene-amato, nel quale mi sono compiaciuto"

."Prediletto", traduce la nostra Bibbia, ma preferisco il pi letterale "bene-amato" che soggiace al termine greco originale. Ges - quindi - anzitutto "bene-amato" e in lui Dio si "compiace". Tutti noi veniamo educati a meritarci di essere amati, a compiere dei gesti che ci rendono meritevoli dell'affetto altrui; sin da piccoli siamo educati ad essere buoni alunni, buoni figli, buoni fidanzati, buoni sposi, buoni genitori, buon parroco... il mondo premia le persone che riescono, capaci e - dentro di noi - s'insinua l'idea che Dio mi ama, certo, ma a certe condizioni. Tutta la nostra vita elemosina un apprezzamento, un riconoscimento. Dio mi dice che io sono amato bene, dall'inizio, prima di agire, a priori: Dio non mi ama perch buono ma - amandomi - mi rende buono. Dio si compiace di me perch vede il capolavoro che sono, l'opera d'arte che posso diventare, la dignit con cui egli mi ha rivestito. Allora, ma solo allora, potr guardare al percorso da fare per diventare opera d'arte, alle fatiche che mi frenano, alle fragilit che devo superare. Il cristianesimo questo: la scoperta che Dio mi ama per ci che sono, Dio mi svela in profondit ci che sono: bene-amato. difficile amare "bene", l'amore grandioso e ambiguo, pu costruire e distruggere, non si tratta di adorare qualcuno, ma di amarlo "bene", renderlo autonomo, adulto, vero, consapevole. Cos Dio fa con me. I cieli aperti Wilma Chasseur

Vangelo: Mt 3,13-17 Concludiamo le festivit natalizie, ricordando il battesimo di Ges che volle dimostrarsi totalmente solidale con gli uomini, sottoponendosi, Lui, il Figlio dell'Altissimo, l'Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo, al battesimo di penitenza amministrato da Giovanni Battista. L'umilt di Dio sconcertante! Il battesimo di Ges segna l'esordio della sua vita pubblica, ma prima trascorse trent'anni di vita nascosta, a Nazaret. Lui che era la Parola, il Verbo Incarnato, pass quasi tutta la sua vita, nel silenzio e nel nascondimento.

Dobbiamo riscoprire la dimensione del silenzio perch solo da l, scaturisce la parola che raggiunge il cuore. Se non scaturisce dal silenzio, la nostra parola, qualsiasi parola, raggiunge al massimo la testa di chi ci ascolta, e poi rimbalza via, senza penetrare e senza lasciare traccia alcuna! Ma se scaturisce dal cuore del silenzio, entra nel cuore. In silenzio! Quante parole risuonano nel frastuono dei mezzi di comunicazione. Siamo inondati di parole, come dice quel detto - "ai tempi di No ci fu il diluvio (d'acqua) e si salv No con il suo parentado. Ai nostri giorni c' un altro diluvio, quello di parole; e da quello non si salva nessuno". E sono parole che non dicono niente, ci riempiono solo di vuoto e inaridiscono l'anima rendendola arida brulla come un deserto. Le parole che diceva Ges, scaturivano dal la preghiera, dal silenzio, dall'adorazione Padre, ed erano parole di vita. Parole che guarivano i malati, risuscitavano i morti, salvavano i perduti e condannati dalla societ. Erano parole di vita e di salvezza. Ma nel Vangelo di oggi, abbiamo soprattutto la visione dei cieli aperti e la manifestazione della Santissima Trinit: "Vide aprirsi i cieli e lo Spirito di scendere come una colomba e venire su di lui. E si sent una voce dal cielo 'Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto". Soprattutto abbiamo la manifestazione dello Spirito Santo. Anzi, e addirittura una delle prime rivelazioni esplicite dello Spirito Santo. Sappiamo che lo Spirito Santo la terza persona della santissima Trinit, lo splendore del Figlio, come lo definisce la teologia dei nostri fratelli d'Oriente. Infatti ce l'ha lasciato Ges, prima di salire al Padre, quando disse: "Non vi lascer soli, ma vi mander il Consolatore". Il vero consolatore ce l'abbiamo dunque dentro di noi. Anche se a volte la consolazione umana viene a mancare, o il Signore permette che non la troviamo, abbiamo per dentro di noi, la consolazione dello Spirito. E chi ha sperimentato, anche per una sola volta nella vita, la consolazione dello Spirito, sa che nessuno pu consolare come consola Lui. E ci rende capaci di consolare gli altri, con la stessa consolazione che abbiamo ricevuto da Lui. E' lo Spirito Santo che adesso conduce la Chiesa. E' a Lui che dobbiamo

affidare questo anno appena iniziato, affinch ci permetta di riconoscere i passi di Dio nella nostra vita e riconoscerne il volto, in ogni fratello che incontriamo. Chiediamo a questo Spirito che tutti abbiamo ricevuto nel battesimo, di effondere su di noi la Sua luce, e di aprire il nostro cuore affinch diventiamo capaci, anche noi, di sentire la voce del Padre che, nel Figlio, vuole riconoscerci come figli prediletti. Segni battesimali don Luciano Sanvito

Vangelo: Mt 3,13-17 Spesso le sorti e i compiti nella fede si ribaltano, e con sorpresa. Invece di essere battezzato da Ges, Giovanni Battista battezza Ges. Quello che ci aspettiamo che Ges faccia per noi, Lui si aspetta che noi lo facciamo per Lui. Quando attendiamo Dio, inutile: Lui che sta attendendo noi. Quando invochiamo lo Spirito, non vediamo che Lui ci prega e ci invoca. Questa specie di "ribaltone" nella fede proprio quello che potremmo definire il Battesimo nello Spirito. Quando cio diamo, attraverso le nostre opere, l'occasione a Dio di intervenire. La colomba che scende sopra Ges nel battesimo, ci richiama al segno concreto che parte dalla nostra umanit, da quello che vediamo nel creato, che noi poniamo come segno per Dio, per Ges, per lo Spirito, che in quella colomba si rende presente e assume le sembianze spirituali di quel segno, e a quel segno d significati spirituali. Non cos anche nel caso della "voce" di Dio? Giovanni intuisce nell'incontro battesimale e fa intuire cos anche a noi

che il porre segni per Dio non compito di Dio, ma compito e missione nostra. Dio in quei segni entrer in pieno, dando loro il senso dell'adempimento. Il trittico dellIncarnazione don Ezio Stermieri

Vangelo: Mt 3,13-17 Questa liturgia ci invita a contemplare in pienezza il trittico dellIncarnazione, il disegno stupendo della nostra salvezza che Dio stesso ha colorato per noi. Colui che nato a Betlemme proprio un Dio di carne per noi, un Dio attraente con la sua luminosit tutti i popoli e le culture, il Dio fatto figlio e in Lui, lamato, Dio Padre ha messo il suo compiacimento e lopera di salvezza a cui d inizio lattuazione del sogno di Dio e della messa in opera dello Spirito: Egli venuto e viene in ogni ora e in ogni tempo per fare giustizia. Non giusto che luomo fatto per Dio sia lontano da lui, usi della libert per affermare, attraverso la reclamata autonomia, la propria distruzione. Egli venendo rende visibile lalleanza Dio uomo, Dio amico delluomo ed allora lha formato attraverso la nostra fatica, il nostro crescere e diventare, al di dentro delle nostre tentazioni e delle nostre precariet, per essere luce delle nazioni. Incontrando Cristo che ha voluto passare attraverso il nostro desiderio e volont di purificazione (come ci racconta il Vangelo) per donarci un nuovo battesimo, nuova forza e nuovo spirito, noi da ciechi perch vediamo solo per punti di vista e talora totalmente al buio, cominciamo a vedere dal punto di vista di chi ce lha donata, la nostra vita da carcerati perch vittime delle nostre paure, delle nostre prepotenze, dei nostri egoismi, siamo fatti liberi di amare, di costruire perfino, e lo vogliamo veramente, una nuova umanit, liberi di trasformare in progetto e realizzazione i nostri sogni pi grandi. Da reclusi perch barricati nelle nostre ragioni, nella nostra materialit, nelle nostre manie, abitudini, caratteri, siamo ricondotti a rivedere il

bene in ogni cosa, in ogni avvenimento, persona, cultura e il sale ritorna a dare sapore, il lievito a fermentare, la luce a fare strada. la fede nella quale siamo stati inseriti nel battesimo e che di giorno in giorno si fa programma di vita battesimale, vita cristiana: in Cristo, per Cristo e con Cristo. Da soli non potremmo neanche immaginare che tutto questo possibile; costruiremmo la nostra vita sempre pi su misura delle nostre miopie, dei nostri muri alzati e delle nostre fobie. Il Battesimo dono, Cristo dono (neanche meritato!); la vita nuova risposta, corrispondenza, conquista che, ce lo ricorda S. Pietro, necessita di accoglienza, pratica della giustizia. Ma questa possibilit data a tutti. A tutti data la fede: per tutti Dio si rivelato, in modo umano, perch potessimo corrispondere. Ed ad ognuno chiesta la fiducia, la decisione, il corrispondere perch il dono di Dio che non fa preferenze di persone, si arresta di fronte alla libert delluomo che dica: io sono pago di quel che vedo, sto bene arroccato nella mia difesa, recluso ma al sicuro nella mia mentalit. Non sia cos per noi. Anzi uniamo le nostre forze battesimali per trasmettere quanto abbiamo ricevuto e contemplato. Commento su Matteo 3,13-17 Messa Meditazione

Vangelo: Mt 3,13-17 Lettura Descrivendo il battesimo di Ges, Matteo rivela come in lui si realizzino i tratti del servo del Signore annunciato dal profeta Isaia nella prima lettura. Nella seconda lettura, tratta dagli Atti degli Apostoli, Pietro sintetizza la missione compiuta dal Signore indicando nel battesimo il momento in cui Dio consacr in Spirito Santo e potenza Ges di Nazaret. Meditazione Pi che soffermarsi a descrivere Giovanni che battezza Ges, Matteo interessato a rivelare il significato di quell'evento, raccontando ci che accaduto prima e dopo di esso. La domanda del Battista rivela come il

fatto che Ges vada a farsi battezzare da lui non sia una cosa cos scontata. Le parole di Giovanni, infatti, mettono in risalto la superiorit di Ges, riconoscono in lui il Messia atteso da Israele. Perch, dunque, va dal Battista? Nella risposta, il Signore afferma la necessit di compiere ogni giustizia. Il termine "giustizia" rimanda al progetto divino per la nostra salvezza: con l'espressione "compiere ogni giustizia" Ges allude alla sua missione, che consiste nel rendere presente la salvezza e manifestare cosa significhi vivere secondo questa giustizia, secondo il progetto salvifico del Padre. Dopo il battesimo, ecco la voce del cielo che rivela come Ges sia veramente l'inviato di Dio, il Figlio che venuto a realizzare sulla terra la giustizia di Dio, colui nel quale il Padre si compiace. Questa rivelazione, per, risuona solo quando Ges, facendosi battezzare, manifesta il desiderio di raggiungere l'uomo nel suo peccato, nella sua debolezza. La voce dal cielo toglie ogni ambiguit al gesto di Ges: egli non ha bisogno del battesimo perch peccatore, ma sceglie di farsi battezzare per farsi prossimo agli uomini bisognosi di conversione. In questo modo, Ges porta a compimento la profezia di Isaia proclamata nella prima lettura: lui il servo che agisce con mitezza non spezzando la canna incrinata e non spegnendo la fiamma smorta, colui su cui scende lo spirito del Signore e in cui Dio pone il suo compiacimento. Il dialogo tra Ges e Giovanni e la voce dal cielo ci invitano a riflettere sul fatto che non spetta agli uomini decidere "come" Dio deve realizzare il suo progetto salvifico, ad essi, invece, viene chiesto di accettare le "vie di Dio" anche quando sembrano non facilmente comprensibili, fidandosi del suo amore fedele. Preghiera Cristo Ges pur essendo di natura divina [...] spogli se stesso, assumendo la condizione di servo e diventando simile agli uomini (Fil 2,6-7): in risposta a queste parole di san Paolo, innalzo a Dio un rendimento di grazie perch suo Figlio diventato uno di noi. Agire Oggi cercher di vivere l'Eucaristia come il momento in cui i miei occhi possono, ancora una volta, contemplare la scelta di Ges di farsi nostro

"compagno di viaggio", al punto da diventare l'alimento che mi d vita, che mi sostiene. Commento a cura di Marzia Blarasin Mi ha consacrato con lunzione padre Raniero Cantalamessa

Vangelo: Mt 3,13-17 Ges stesso diede una spiegazione di ci che successe per lui nel battesimo del Giordano. Di ritorno dal Giordano, nella sinagoga di Nazareth applic a se stesso le parole di Isaia: "Lo Spirito del Signore sopra di me: Mi ha consacrato con l'unzione...". Lo stesso termine di unzione usa Pietro nella seconda lettura, parlando del battesimo di Ges: "Dio ha unto di Spirito Santo e potenza Ges di Nazareth". Si tratta di un concetto fondamentale per la fede cristiana. Basta dire che il nome Messia in ebraico e Christos in greco significano proprio questo: Unto. Noi stessi, dicevano i Padri antichi, ci chiamiamo cristiani perch siamo unti a imitazione di Cristo, l'Unto per eccellenza. La parola "unto", nel nostro linguaggio ha tanti significati e non tutti positivi. Nell'antichit l'unzione era un elemento importante della vita. Si ungevano con olio gli atleti per essere snelli e agili nelle gare e si ungevano con olio profumato uomini e donne per essere belli e splendenti nel volto. Oggi, per questi stessi scopi, oggi ci sono a disposizione un'infinit di prodotti e creme varie in gran parte derivati anch'essi da vari tipi di oli. In Israele il rito aveva un significato religioso. Si ungevano i re, i sacerdoti e i profeti con un unguento profumato e questo era il segno che erano consacrati al servizio divino. In Cristo tutte queste unzioni simboliche diventano realt. Nel battesimo del Giordano egli viene consacrato da Dio Padre re, profeta e sacerdote eterno. Non per mediante l'uso di un olio fisico, ma mediante l'olio spirituale che lo Spirito del Signore, "l'olio

di letizia", come lo chiama un salmo. Questo spiega perch la Chiesa da tanto rilievo all'unzione con il sacro crisma. C' un rito di unzione nel battesimo, nella cresima, nella consacrazione dei sacerdoti e c' una unzione degli infermi (una volta si chiamava "estrema unzione"). perch attraverso questo riti si partecipa dell'unzione di Cristo, cio della sua pienezza di Spirito Santo. Si diventa letteralmente "cristiani", cio unti, consacrati, gente chiamata, dice Paolo, " a diffondere nel mondo il buon odore di Cristo". Cerchiamo di vedere cosa tutto ci dice a noi uomini di oggi. Oggi di moda parlare di aromaterapia. Si tratta dell'utilizzo degli olii essenziali (cio, che emettono profumo) per il mantenimento della salute o per la terapia di alcuni disturbi. Internet piena di reclami di aromaterapia. Non ci si accontenta di promettere con essi benessere fisico. Ci sono anche i "profumi dell'anima", per esempio "il profumo della pace interiore". Non sta a me dare un giudizio su questa medicina alternativa. Vedo per che i medici invitano a diffidare di questa pratica che non scientificamente accertata e che comporta anzi in alcuni casi delle controindicazioni. Quello che voglio dirvi che esiste una aromaterapia sicura, infallibile, che non comporta alcuna controindicazione: quella fatta con l'aroma speciale, l'unguento profumato, che lo Spirito Santo! Questa aromaterapia a base di Spirito Santo guarisce le malattie dell'anima e a volte, se Dio lo vuole, anche quelle del corpo. C' un canto spiritual afro-americano, dove non si fa' che ripetere continuamente queste poche parole: "C' un balsamo in Gilead che guarisce le anime ferite" ("There is a balm in Gilead to make the wounded whole"). Gilead, o Galaad, una localit famosa nell'Antico Testamento per i suoi profumi e unguenti (cf Ger 8,22). Il canto prosegue dicendo: "A volte mi sento scoraggiato e penso che tutto sia inutile, ma viene lo Spirito Santo e rid vita alla mia anima" ("Some times I feel discouraged and think my work's in vain but then the Holy Spirit revives my soul again ). Gilead per noi la Chiesa e il balsamo che guarisce lo Spirito Santo. Egli la scia di

profumo che Ges si lasciato dietro, nel suo passaggio su questa terra. Lo Spirito Santo specialista delle malattie del matrimonio. Il matrimonio consiste nel donarsi l'uno all'altro, il sacramento del farsi dono. Ma lo Spirito Santo il donarsi fatto persona: il donarsi del Padre al Figlio e del Figlio al Padre. Dove arriva lui rinasce la capacit di farsi dono e con essa la gioia e la bellezza di vivere insieme. Il filosofo Heidegger, ha dato un giudizio allarmato sul futuro della societ umana: "Solo un Dio ci pu salvare", ha detto. Io dico che questo Dio che ci pu salvare esiste, lo Spirito Santo. La nostra societ ha bisogno di dosi massicce di Spirito Santo. Il fiume don Ricciotti Saurino

Vangelo: Mt 3,13-17 Tutto scorre, diceva Eraclito ed aveva ragione. Scorre il tempo, scorre la vita come scorre l'acqua di un fiume, ignara e frettolosa di arrivare chiss dove. Forse corre perch ha fretta di arrivare alla quiete di un mare, dal quale spera di risalire ancora una volta alle vette del cielo e di l ricominciare nuovamente la discesa. Ha fretta, perch sa che solo la quiete le permette di risalire in alto. E' lo scivolo della natura che, giocando e danzando, lavora e collabora anch'essa per il bene dell'umanit. Ed sulle sponde di un fiume che ora vogliamo fermarci un poco per assistere a quello che avviene tra il gorgoglio delle acque, mentre Giovanni accoglie la gente che a lui si rivolge, desiderosa di purificazione. L'aveva convinta che bisognava depositare le scorie del passato, le incrostazioni dell'umanit, i peccati che si portava addosso, per prepararsi a ricominciare una nuova avventura. Accorreva a lui numerosa, grazie alla sua predicazione, che con voce tuonante aveva fatto prendere coscienza del proprio stato. E' rivelando i

focolai d'infezione che viene voglia d'igiene. Il fiume il luogo ideale per spolverarsi e per affidare alla corrente le proprie impurit. Ed per questo che Giovanni sceglie la complicit di un fiume per ripulire i suoi connazionali e prepararli all'arrivo "del pi forte", che si metter a capo di uno stuolo purificato al quale proporr di vivere della forza umile di Dio. Quante miserie porter via l'acqua del Giordano, consegnando tutto all'immondezzaio di un mare, che, non a caso, si chiamer Mar Morto. Morto per la mancanza di vita, e morto per l'accumulo di miserie affidate alla corrente dai battezzati di Giovanni, ma anche dai battezzati di tutta la cristianit. Tra la gente, composta e silenziosa, scende in acqua anche un uomo non bisognoso di purificazione. Il setaccio di Giovanni, che conosce bene melma e pietrisco, si ferma meravigliato davanti al luccichio dell'oro, e non si sente di affidare alla corrente quel segno di purezza. Di qui nasce la meraviglia e la conseguente richiesta di essere invece battezzato da Ges. Ma Colui che ha accettato in pieno l'umanit vuole che si compia anche su di Lui quel gesto che accomuna e caratterizza gli uomini, il gesto della purificazione, bench non ne abbia bisogno. "E' giusto che sia cos!"- ribadisce. Un gesto di umilt non fa mai male, anzi quel gesto, che stato la caratteristica della nascita e che sar la caratteristica di tutta la sua vita, diventa il primo momento ufficiale di sottomissione che culminer ancora con l'acqua, non sul capo, ma sui piedi degli Apostoli e di un Pietro ribelle, che se ne convincer solo alla minaccia di non far parte con Lui nel Regno. L'umilt diviene cos la carta d'identit del cristiano e il biglietto d'ingresso al Regno. Il Giordano svuota da quell'orgoglio che i fiumi dell'Eden non avevano saputo trattenere. Ma sarebbe ancora poca cosa, e per giunta dannosa, se il vuoto rimanesse tale, ed per questo che i cieli si squarciano e lo Spirito scende e vi si annida, come una colomba, senza prepotenza, senza alterigia, con delicato fruscio d'ali, completando l'opera iniziata con lo

svuotamento. Il vuoto l'abitacolo idoneo al nostro Dio, che non ama gareggiare, usurpare e competere con nessuno, manco con l'uomo. Ama invece collaborare, coabitare da buon coinquilino e servire per la piena realizzazione della creatura. L'umilt di Dio diventa la forza vitale di Ges e, per mezzo di Lui, anche dell'uomo, che pur continuer ad essere tentato di agire per superbia. Ges "non grider n alzer il tono, non far udire in piazza la sua voce, non spezzer una canna incrinata, non spegner uno stoppino dalla fiamma smorta": tutti segni di una dolcezza sconosciuta agli arroganti figli di Adamo! Da quel giorno lo Spirito aleggia sulle sponde di quel fiume attendendo di riempire l'umanit di Figli suoi, cio di umili servitori dei fratelli. Il battezzato non esce pulito e vuoto dall'acqua, ma ripieno dell'umile Dio. E il compiacimento del Padre non sar per la pulizia operata, bens per l'innesto della sua stessa vita. E' Figlio di Dio non chi si lavato, ma chi si riempito di Lui. Il Battesimo ha l'effetto straordinario di accoglierci unti di umanit e restituirci puliti e tonificati, non come dalla mano di un esperto massaggiatore n come da un moderno idromassaggio, ma dallo Spirito di Dio che ci dona la dignit di Figli. Peccato che ci si possa immergere una sola volta! Questo il mio figlio: ascoltatelo! don Roberto Rossi

Vangelo: Mt 3,13-17 Si celebra oggi la festa del Battesimo del Signore, che chiude il tempo del Natale. La liturgia ci propone il racconto del Battesimo di Ges al Giordano nella redazione di san Luca (cfr 3,15-16.21-22). Narra l'evangelista che, mentre Ges stava in preghiera, dopo aver ricevuto il Battesimo tra i tanti che erano attratti dalla predicazione del Precursore, si apr il cielo e sotto forma di colomba scese su di Lui lo Spirito Santo.

Risuon in quel momento una voce dall'alto: "Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto" (Lc 3,22). Il Battesimo di Ges al Giordano ricordato e posto in evidenza, sia pure in grado diverso, da tutti gli Evangelisti. Faceva parte infatti della predicazione apostolica, giacch costituiva il punto di partenza dell'intero arco dei fatti e delle parole di cui gli Apostoli dovevano rendere testimonianza (cfr At 1,21 22;10,37-41). La comunit apostolica lo riteneva molto importante, non solo perch in quella circostanza, per la prima volta nella storia, c'era stata la manifestazione del mistero trinitario in maniera chiara e completa, ma anche perch da quell'evento aveva avuto inizio il ministero pubblico di Ges sulle strade della Palestina. Il Battesimo di Ges al Giordano anticipazione del suo battesimo di sangue sulla Croce, ed simbolo anche dell'intera attivit sacramentale con cui il Redentore attuer la salvezza dell'umanit. Ecco perch la tradizione patristica ha dedicato molto interesse a questa festa, che la pi antica dopo la Pasqua. "Nel Battesimo di Cristo - canta l'odierna liturgia il mondo santificato, i peccati sono perdonati; nell'acqua e nello Spirito diveniamo nuove creature" (Antifona al Benedictus, uff. delle Lodi). C' una stretta correlazione tra il Battesimo di Cristo ed il nostro Battesimo. Al Giordano si aprirono i cieli (cfr Lc 3,21) ad indicare che il Salvatore ci ha dischiuso la via della salvezza e noi possiamo percorrerla grazie proprio alla nuova nascita "da acqua e da Spirito" (Gv 3,5) che si realizza nel Battesimo. In esso noi siamo inseriti nel Corpo mistico di Cristo, che la Chiesa, moriamo e risorgiamo con Lui, ci rivestiamo di Lui, come a pi riprese sottolinea l'apostolo Paolo (cfr 1 Cor 12,13; Rm 6,3-5; Gal 3,27). L'impegno che scaturisce dal Battesimo pertanto quello di "ascoltare" Ges: credere cio in Lui e seguirlo docilmente facendo la sua volont, la volont di Dio. E' in questo modo che ciascuno pu tendere alla santit, una meta che, come ha ricordato il Concilio Vaticano II, costituisce la vocazione di tutti i battezzati. Ci aiuti Maria, la Madre del Figlio prediletto di Dio, ad essere sempre fedeli al nostro battesimo.

Tu vieni da me? Paolo Curtaz

Vangelo: Mt 3,13-17 Tu vieni da me? si chiede stupito Giovanni il profeta. Tu vieni da me?, non ci capacita il pi grande tra gli uomini, non sa darsi pace. Buffo: la sua vita passata aspettando quel momento e, ora che arrivato, non come se lo aspettava. Ha passato la sua infanzia sapendo di essere il prescelto, gliel'ha raccontato la mamma Elisabetta e l'incredulo Zaccaria, consapevoli di essere stati travolti dalla grazia e l'iniziativa di Dio. Ha passato la sua giovinezza intera ad imparare, a meditare, a leggere, a scrutare, a riflettere. Sceso a Qumran, nella radicale comunit degli esseni, ha imparato ad attendere il Messia disprezzando la politica piaciona di Erode e del rinato Tempio. Poi ha scelto di osare di pi, abbandonando anche gli esseni e vivendo nell'assoluta solitudine. Curioso: pi una persona vuole farsi gli affari propri (e quelli di Dio) e pi la gente percepisce che egli un'antenna, un ponte fra Dio e gli uomini. Sono venuti da lontano, prima poche decine, poi un fiume di persone ad aspettarlo, in silenzio, sulle rive del Giordano. Compariva, Giovanni, per insultare la gente, per urlare. E tutti tacevano, il capo chino. Ci che diceva era vero: nessuno meritava salvezza, nessuno meritava perdono, nessuno avrebbe meritato Dio. Non dicevano forse le Scritture che il Messia sarebbe stato inviato solo se il popolo si fosse preparato? Ma il popolo era bue, lontano, distratto. Giovanni ne lamentava la tiepidezza: cos il Messia non sarebbe mai arrivato, non sarebbe mai venuto. E invece. Stupori Tu vieni da me?, si chiesta Maria guardando il suo ventre che, giorno dopo giorno, cresceva, prima lievemente, poi sempre di pi.

Tu vieni da me?, si chiesto il giovane Giuseppe, nella notte tormentata in cui Dio gli ha rubato la ragazza e gli ha chiesto, gentilmente, di prendersi in casa una sposa e un figlio non suoi. Tu vieni da me?, si sono chiesti i pastori, i maledetti, svegliandosi di soprassalto storditi dalla luce di mille angeli. Tu vieni da me?, si sono chiesti i facoltosi curiosi d'oriente, uscendo dal palazzo del folle Erode e seguendo la stella fino a Betlem. Tu vieni da me?, mi sono chiesto cento, mille volte, in questa mia luminosa ed inquieta vita, quando ho visto Dio raggiungere i dimenticati, saltare gli steccati, sfinirsi nel cercare ogni perduto, ogni sconfitto, ogni perdente. Mischiato fra i peccatori, il capo chino, uguale agli uguali, confuso fra il fango, avanza il falegname di Nazareth. Giovanni continua ad immergere le persone sotto l'acqua per poi farle riemergere, nuove. Lo vede, infine, e si ferma. Tu vieni da me?: com' possibile, non era l'uomo a dover cercare Dio? Non era Israele ad essersi rovinato con le proprie mani, abbandonando Dio che ora lo aveva abbandonato all'ostinazione del proprio cuore? Non era, Dio, il nascosto, l'inconoscibile, il desiderio segreto e irraggiungibile della ricerca umana? No, Giovanni, scusa. Dio diverso, anche da ci che ti aspettavi, tu, il pi grande tra i credenti. Solidale gi tutto qui il Vangelo, gi tutto evidente e palese il volto di Dio, gi detto e mostrato l'essenziale, gi chiuso il discorso. Giovanni tentenna, e noi con lui. I ragionamenti, le distinzioni, la meritocrazia religiosa, peggio se possibile di quella sociale, le devozioni, tutto spazzato via da quel gesto umile e devastante di Dio. Egli il totalmente altro, l'assoluto, il realizzato, la perfezione, la pienezza. E l'abbandona, per farsi solidale, per venire incontro, per conoscere, per redimere, per salvare. Senza condizioni, senza ricatti, senza attese. Dio ama, perci si spoglia di s, perci avanza nel fango.

Mi compiaccio E perch non sembri l'iniziativa discutibile di un giovane e timido cercatore di Dio, il falegname di Nazareth, perch non pensiamo che sia una delle benevole interpretazioni del predicatore di turno (che sarei poi io!), il Padre conferma: Mi compiaccio, dice ai presenti e a noi. Il Padre totalmente d'accordo con la scelta del Figlio, vuole che sia cos, questa la sua linea di azione. Primo gesto di una lunga serie che in tre anni porter il Rabb a pendere dalla croce, Ges svela il volto di un Dio che esce a cercare la pecora persa, che attende il ritorno del figlio spendaccione; che si ferma nella casa di Zaccheo, che banchetta con i peccatori, che non giudica la peccatrice pubblica, che porge l'altra guancia, che non spegne il lucignolo fumigante, n spezza la canna incrinata, che fa festa per ogni peccatore che si converte, che muore infine pronunciando parole di perdono. Ecco Dio, amici. Ecco il nostro Dio. Dare valore all'altro don Maurizio Prandi

Vangelo: Mt 3,13-17 Quella del Battesimo del Signore la celebrazione che chiude il Tempo di Natale ed , come sapete bene, memoria di una delle treepifanie, manifestazioni del Signore: d inizio alla vita pubblica di Ges ed insieme evento di rivelazione. Sembra strano il contrasto tra la liturgia di sette giorni fa quando abbiamo trovato Ges ancora Bambino, adorato da persone importanti come i Magi e la liturgia di oggi: Ges ormai adulto e in compagnia di meno favolosi personaggi. Ma davvero bello che il contrasto sia solo apparente, perch torna quel verbo, camminare, che la notte e il giorno di Natale ci siamo consegnati, che domenica scorsa ci siamo consegnati. Anche in questo racconto infatti, come nella narrazione dell'epifania, possiamo osservare lo

svolgersi di un cammino che suddiviso in diverse tappe e si conclude con un riconoscimento. I Magi si sono mossi perch, scrutando il cielo, hanno visto una stella. Quelli che vanno a farsi battezzare da Giovanni si muovono perch, guardando dentro di se', hanno visto l'assenza di una stella...mi piace questo movimento, legato alla coscienza del proprio peccato, legato al sentirsi sempre un po' dispari, nei confronti di Dio e nei confronti dei fratelli. Ogni volta che ci scopriamo sedentari (ed gi una grazia del cielo scoprirsi sedentari perch il pi delle volte ci crediamo in cammino) perch siamo ben sistemati nelle nostre certezze: nei confronti di Dio, perch abbiamo le nostre devozioni, e nei confronti dei fratelli e delle sorelle perch comunque, in difetto sono sempre gli altri, che non ci capiscono, che ce l'hanno con noi e per questo rimaniamo l e non andiamo loro incontro. Quante stelle non sono accese dentro di me... la stella della relazione, la stella dell'accoglienza, la stella della solidariet, la stella della compassione, la stella dell'andare verso gli altri appunto... E' soltanto questo senso dell'incompiutezza interiore che ci mette in cammino per cambiare, per convertirci...Dice don Pozzoli: L'uomo si rivela l dove c' un'esistenza in cui si intrecciano sentimenti vitali come l'inquietudine, la nostalgia, l'invocazione, il grido, la speranza... anche la vergogna pu essere un elemento attivo, che mette in movimento; se manca questo tipo di esperienza, a che serve una fede religiosa? Vale pi un uomo senza battesimo che un battesimo senza l'uomo. Non voglio scandalizzare nessuno, ma l dove c' un uomo ferito dalla propria povert morale, c' anche un cammino che porta verso spazi nuovi di libert, verso una vita nuova, diversa. Allora, anche noi possiamo metterci in fila quest'oggi, per chiedere a Dio una nuova nascita, consapevoli che la stella manca nel nostro cuore e invece vogliamo che sia ben accesa. E i cieli che si aprono sul Figlio, Dio vuole che siano aperti anche per noi e su di noi perch possiamo ascoltare la voce che il Padre fa giungere al nostro cuore: "Anche in te ho messo il mio amore, anche tu sei il prediletto, ai miei occhi sei unico, sei unica, sei insostituibile... niente potr modificare l'amore che ho per te..." Allora una prima intuizione importante per noi oggi: nel mistero del Battesimo di Ges presso il Giordano nascosta una stupenda verit: siamo tutti immersi in una condizione di miseria e di oscurit (manca la

stella), ma su di noi brilla la luce di un Dio che come Padre si ostina ad amarci. C' solo una cosa da non dimenticare: che questa stessa luce nobilita non solo la nostra vita, ma segretamente anche la vita di chi, accanto a noi siamo abituati a vedere solo nella condizione di chi peccatore o di chi pensiamo ce l'abbia con noi, non ci capisce etc etc, come dicevo all'inizio. Dio lo vede diversamente, un Dio che, come dice il profeta Isaia,non ama spezzare la canna incrinata o spegnere uno stoppino dalla fiamma smorta... E' un Dio che valorizza chiunque, anche chi sembra l l per spezzarsi o spegnersi, i suoi criteri non corrispondono al principio dell'efficacia, ma del rispetto di ci che debole e dell'aiuto rivolto a chi in difficolt. Mi pare che questo rispetto, che altro non che un senso di solidariet e di condivisione, spesso manchi, anzi, alle volte qualcuno gode della difficolt dell'altro sbattendogli in faccia i suoi successi e le sue vittorie... ma tutto questo con il Vangelo non c'entra niente. Chi ama Dio non pu che far sua questa divina passione della misericordia e della piet. Sono molto importanti anche le parole che Ges pronuncia, perch sono le prime nel vangelo di Matteo e hanno un senso programmatico...sono l'impegno che Ges vuole prendere con la sua gente: adempiamo ogni giustizia. Giustizia nel senso religioso del termine, che affonda le sue radici nell'Antico Testamento e che i biblisti indicano come la sottomissione fedele alla volont di Dio, il retto comportamento dell'uomo che concorda con il desiderio di Dio. Ges si riconosce obbligato a tutta la giustizia, a realizzare completamente la volont del Padre... ed con questo atteggiamento di obbedienza che Ges intraprende il suo cammino. Il contenuto di tale obbedienza collegato ad una certa posizione da assumere: Ges si mette in fila, si inserisce tra coloro che vanno a farsi battezzare; si inserisce tra i peccatori e il suo aiuto comincia dal fatto che Lui non mantiene le distanze ma si mette al fianco di coloro per i quali venuto... con questo stile ci dice che Lui Dio, con lo stile della silenziosa solidariet:non grider, non alzer il tono, non far udire in piazza la sua voce, ma per compiere ogni giustizia star in ascolto del Padre e si mescoler con i fratelli... Io sono il figlio prediletto del Padre

don Marco Pedron

Vangelo: Mt 3,13-17 La festa di oggi, il Battesimo di Ges, chiude il tempo natalizio. Domenica prossima comincer il tempo ordinario che durer fino alla Quaresima. Nel vangelo di oggi si descrive il battesimo d'acqua di Ges ad opera del Battista. Ma nel vangelo che precede quello di oggi, lo stesso Battista aveva parlato di un battesimo di "Spirito santo e fuoco" (3,11). La Bibbia all'inizio della storia (Gn 1) conosce gi questo battesimo d'acqua: tutto era immerso nell'acqua! All'inizio le acque ricoprivano tutta la terra, e Dio separ le acque che divennero poi il mare, dalle acque che divennero poi il cielo. Poi Dio separ le acque del mare dalla terra. Poi la terra produsse germogli, ecc. All'inizio, cio, vi era solo un'immensa massa di acqua, e solo successivamente, lentamente si sono create, per differenziazione, tutte le cose che esistono. Non a caso in tutte le culture l'acqua simbolo dell'inconscio, di una ricchezza che nascosta. L'acqua piena di vita, di pesci, che non sempre si vedono... bisogna pescarli. Questo ci che io sono chiamato a fare: differenziarmi, uscire dall'anonimato, dall'essere come tutti (che vuol dire essere nessuno) e darmi un nome, trovare chi sono. Questo il battesimo di fuoco. Il battesimo d'acqua nascere ma il battesimo di fuoco diventare chi devo diventare. C' un altro racconto d'acqua famoso nella Bibbia: il diluvio. La gente si moltiplicava, mangiava e beveva (Gn 12) ma tutto senza consapevolezza. Tutto era superficiale, la gente era ignorante di tutto. Viveva a casaccio, dove i giorni passavano e basta. Era un'umanit solo esterna che aveva abdicato al compito dell'uomo: scoprire chi e scoprire il Dio che lo abita (il Figlio dell'Uomo presente in ognuno di noi). Cos il diluvio rappresent cosa accade quando si vive nell'inconsapevolezza, senza sapere chi si , senza coscienza. Gli stessi ebrei ricevettero il battesimo (si immersero nell'acqua) nel passaggio del Mar Rosso. L nacquero. Ma il battesimo di fuoco furono

quei quarant'anni di deserto dove tra lotte, combattimenti, abbandoni della fede, rassegnazione e fiducia, si purificarono fino a poter credere al Dio che salva. E il battesimo di fuoco li port alla terra promessa. Anche Ges fu battezzato da Giovanni Battista con un battesimo d'acqua. Qui Ges nasce. Non a caso, infatti, il battesimo viene messo all'inizio della vita pubblica di Ges. Ma il battesimo di fuoco avviene in croce quando, negli episodi per certi aspetti molto simili, Mt dice: "Ges, emesso un alto grido, spir (emise lo spirito). Ed ecco il velo del tempio si squarci in due da cima a fondo... Il centurione e quelli che facevano la guardia a Ges dicevano: "Veramente quest'uomo era Figlio di Dio"" (Mt 27,51-54). Qui, nel vangelo di oggi, si squarciano i cieli, l il velo del tempio. Qui la voce di Dio: "Tu sei il figlio mio prediletto", l il centurione e i soldati: "Veramente quest'uomo era Figlio di Dio". Qui Ges si immerge nella vita, l nella morte. Qui lo Spirito si posa su di lui, l Ges "emise lo spirito". Allora: il battesimo d'acqua l'inizio della vita, la nascita, ma poi il battesimo di fuoco che ci fa credenti. Il battesimo di fuoco quando tu, con la tua vita, com-provi ci che credi, quando testimoni e sei fedele fino in fondo a qualcosa che credi e che ti appassiona dentro. La chiamata (battesimo d'acqua) dei grandi personaggi della Bibbia sempre com-provata da cammini, prove, viaggi difficili, duri, faticosi, dove Dio forgia e purifica il suo prediletto. No deve costruire l'arca tra la derisione di tutti; Abramo deve partire per ci che non sa; Mos deve attraversare il Mar Rosso e il deserto; Giobbe e Tobia compiono dei pericolosi viaggi interni, Ges si immerge nel Giordano (Giordano, yared, vuol dire immergersi) ma soprattutto si immerge in quest'umanit afflitta e che tenta di ucciderlo. Tutti noi siamo battezzati: il battesimo d'acqua. Siamo, cio, stati generati. Ma non molto importante questo. Non diamo troppa enfasi al battesimo d'acqua, perch il vero battesimo quello di fuoco: , cio, generarsi, costruirsi, diventare ci che si deve diventare.

E questo non pu avvenire che nel fuoco. La parola fuoco (es, a-sc) presente sia nella parola uomo (a-i-sc) che donna (a-sc-ha). Per diventare se stessi, uomini o donne, bisogna passare per il fuoco. Ges dice nel vangelo: "Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse gi acceso. C' un battesimo che devo ricevere; e come sar angosciato, finch non sar compiuto. Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, la divisione...". E in 10,34 dir: "Non sono venuto a portare la pace ma una spada...". Il vero battesimo la tua vita, il tuo forgiarti, il tuo costruirti, il tuo andare verso di te. Allora dobbiamo smetterla di pensare o di credere che essere cristiani voglia dire essere battezzati. Quando fanno le inchieste e dicono che il 95% degli italiani sono cristiani, falso. Saranno battezzati con l'acqua ma essere cristiani vuol dire passare attraverso il battesimo di fuoco. La gente crede ancora che seguire Ges sia qualcosa di comodo, di tranquillo e di indolore. Basta qualche pratica, andare alla messa ogni tanto o dire qualche preghiera. Ma seguire Ges fuoco. E' la passione che ti brucia dentro e che non ti pu far tacere di fronte alle ingiustizie che vedi, di fronte ad una societ che uccide l'anima degli uomini, di fronte a genitori inconsapevoli che trattano i propri figli come delle belle marionette o dei burattini. E' la passione che ti spinge ad uscire, ad esporti, a non stare zitto. Potresti startene in disparte e, farti gli affari tuoi ("Non sono mica problemi miei!) e, invece no, ti metti in gioco e rischi in prima persona. E' fuoco di purificazione che brucia tutto ci che c' di impuro dentro di te. Allora ti accorgi che tu, e non gli altri, sei invidioso, sei in competizione, sei geloso. Che tu, e non gli altri, non ami ma vorresti possedere, gestire, manipolare. Che tu, e non gli altri, hai bisogno dell'umilt di cambiare, di crescere, di modificarti. Non facile cambiare. Non piacevole vedere certe cose dentro di s. Per questo seguire Ges sar sempre difficile, impegnativo, un lavoro continuo. "Padre difficile seguire Ges!". "Ma chi ha mai detto che sia facile!". Sar entusiasmante, passionale, caldo, ti dar la sensazione di vivere in profondit, che la tua vita abbia un senso, ma nessuno ha mai detto che sia facile. Dostoevskj dice: "Senza la sofferenza non potremmo capire la felicit.

L'ideale passa per la sofferenza come l'oro per il fuoco. Solo con lo sforzo si raggiunge il regno dei cieli". E' il fuoco della prova. Ges ti saggia, ti prova con il fuoco, ti fa passare per incroci pericolosi ed esigenti. Ges ti toglie le tue illusioni, i tuoi miraggi e le tante bugie che ti raccontavi. Un vescovo disse: "Pensavo che fosse una forte fede e, invece, era solo una buona salute". La parola baptizein (yared in ebraico) vuol dire immergersi, entrare dentro. In due sensi: il primo entrare dentro questa vita, non sottrarsi alle esigenze e alle chiamate della vita. Il battesimo di fuoco dar forma, far uscire il fuoco, l'energia, la passione che ti anima dentro. In quante persone non c' fuoco, non c' anima, non c' niente dentro. C' solo l'inutilit di una vita che si trascina giorno dopo giorno, stancamente, nella routine delle solite cose. Albert Schweitzer costruisce un ospedale a Lambarn nel Gabon per curare tutti i malati della zona. Poi di tanto in tanto torna in Europa a raccogliere fondi per il suo ospedale. Antonio Russo, giornalista, scopre l'utilizzo di armi chimiche e biologiche nella campagna russa in Cecenia. Per questo il 16 ottobre 2000, dopo essere stato torturato, viene ucciso. Giorgio Perlasca, fingendosi ambasciatore spagnolo, salva 5218 ebrei durante la seconda guerra mondiale. Peppino Impastato figlio di una nota famiglia mafiosa si dissocia dalla sua famiglia. Viene cacciato di casa dal padre. Si batte per giustizia e legalit. Viene ucciso nel 1978 dalla mafia. Uomini di fuoco, che non si sono sottratti alle esigenze e ai richiami della vita. Solidariet vuol dire immergersi nelle situazioni. Quando succede un fatto molte persone dicono fra s (senza che nessuno le senta): "Non affare mio, si arrangino. Non un problema mio, non mi riguarda". Solidariet, invece, vuol dire: "Ci che toccato a te mi riguarda, mi interpella, non mi pu lasciare indifferente, non posso chiudere gli occhi e far finta di niente". Di fronte a ci che succede nella mia scuola, nella mia scuola materna, nel mio territorio, posso infischiarmene? Di fronte ai 5.000.000 di bambini che muoiono di fame (570 all'ora) posso far finta di

niente? Solidariet vuol dire: "Io ci sono. Io ti aiuto. Io mi metter dalla tua parte". Solidariet vuol dire: "Io ho un cuore che pulsa e che batte, che ama e che s'appassiona. Io non posso rimanere indifferente di fronte a tutto ci. Tutto questo mi tocca, mi interpella". Io scendo! Il secondo di immergersi entrare, scendere, dentro i propri demoni, conoscerli, vederli, confrontarsi con essi. Subito dopo il battesimo e prima dell'attivit pubblica, tutti i vangeli mettono l'episodio delle tentazioni. Anzi dicono che lo stesso Spirito del battesimo a spingere Ges nel deserto (Mt 4,1). Ges deve immergersi nei suoi demoni e deve confrontarsi con essi. Anch'io mi devo immergere nei miei demoni e mi devo confrontare con loro. Questo battesimo vero, di fuoco. Ciascuno ha i propri demoni. In casa erano in sei sorelle, tutte belle eccetto lei (mica brutta, ma non bella!). Cos lei si sempre sentita di meno rispetto alle sue sorelle. Tutt'ora oggi vive un complesso di inferiorit, di disistima e attacca tutti. Sembra che solo lei sappia fare bene le cose; che solo lei sia brava; che solo lei capisca. Al lavoro davvero insopportabile. Il suo demonio l'antica invidia (e quindi il confronto) per essere meno bella delle sorelle. "Mi viene da piangere a dover riconoscere che i miei genitori stimavano di pi le mie sorelle", dice. "Lo so, duro, difficile, come passare per il fuoco. Ma bisogna passare per di l". Immergiti nel tuo Giordano (nel Giordano c'erano i peccati, le sozzure di tutti gli uomini) e confrontati con i tuoi demoni interiori. Finch non li avrai affrontati ti domineranno. Un uomo stato educato cos rigidamente (nessuna carezza, anzi il contatto era peccato) che adesso non riesce neppure a toccare le persone. Quando ci si scambia gli auguri di Natale, lui, al massimo, ti d la mano ma rifiuta in maniera categorica ogni contatto guancia a guancia. Dentro di lui c' il freddo, il ghiaccio, e una paura folle dei sentimenti e delle emozioni. Un uomo cos terrorizzato dal sentire, dall'amore, dall'affetto o dalla tenerezza. Eppure non c' altra strada: si deve immergere nel suo ghiaccio per scioglierlo con il calore. Gli far tanta paura e lo destabilizzer; scoprir di aver ricevuto un amore mentale (che

non amore) e questo lo far arrabbiare. Avr paura della sua rabbia e avr paura di accusare chi lo ha amato cos. Non sar affatto piacevole, anzi sar come scendere all'inferno. Ma bisogna passare per di l. Una donna soffre di ansia e prende tutta una serie di pastiglie. Ma si sa, l'ansia solo un sintomo di qualcos'altro. Vorrebbe uscire dalla sua situazione ma non vorrebbe farsi aiutare, non vorrebbe guardarsi dentro, non vorrebbe fare questa fatica. Non c' altra strada: deve immergersi dentro di s. Un uomo non riesce a dormire di notte. Si gira e si rigira ma non prende sonno. Solo con le pastiglie dorme. Ma non riposa mai per davvero. E' chiaro che c' qualcosa che lo agita, qualcosa che non esce di giorno e che esce, invece, di notte. Ma finch si accontenta di prendere le pastiglie non risolve la questione. Immergiti nel tuo buio per vedere cosa ti agita. Battesimo di fuoco, allora, confrontarsi con i propri demoni, con i propri mostri e, con la forza di Dio, dopo anche lunghe battaglie, uscirne vittoriosi. Non solo vittoriosi ma trasformati e pi forti. Quando Ges esce dall'acqua, dice il vangelo, dopo essersi immerso come tutti nel Giordano, nel mare dei peccati, dopo cio aver fatto opera anche lui di umilt, i cieli si aprirono e lo Spirito discese su di lui. Divino, grande, non essere perfetti ma riconoscere i propri demoni. Divino, grande, non non sbagliare mai, ma avere l'umilt di riconoscere i propri errori. Divino, grande, non andare sempre avanti ma avere il coraggio di cambiarsi. Dio non ti ama perch sei perfetto, Dio ti ama per quello che sei. Il centro del vangelo la voce: "Tu sei il mio figlio prediletto". Il centro del battesimo di Ges non lo "smacchiamento" dal peccato originale, ma l'esperienza della Voce. Questa stata per Ges l'esperienza decisiva della sua vita, la svolta: l'essersi percepito figlio amato, prediletto, unico del Padre. Quando Ges avr un'altra esperienza forte di Dio, la trasfigurazione, risentir questa identica voce. Quando si rivolgeva al Padre lo faceva dicendogli: "Padre, Abb, papino, padre mio...". Ges aveva un rapporto

confidenziale con Dio perch si sentiva amato da lui. Non lo sentiva come un superiore, come uno da temere e a cui tenere nascoste certe cose o fargli vedere solo la faccia bella e buona. Era suo padre e Ges si sentiva amato e al sicuro con Lui. Quello che qui detto per Ges vale per tutti noi. Tutti noi siamo i figli prediletti e amati di Dio. "Tu sei amato... tu ai miei occhi sei grande... tu sei mio figlio prediletto... non ti lascer... tu sei importante per me... ho dato la mia vita per te... non ti abbandoner... non sfuggirai dalla mia mano... nessuno ti rapir da me... non mi devi raggiungere: sono gi tuo... tutto ci che esiste l'ho fatto per te... mi appassiono a te, sei nei miei pensieri... non cadrai mai al di fuori dal mio sostegno... non mi devi dimostrare nulla, il mio amore per il solo fatto che sei mio figlio... non devi conquistarti qualcosa che hai gi... non te lo devi meritare... per quanto tu vada lontano io rimarr sempre tuo padre e tua madre, e tu sarai sempre mio figlio... tu non sei come nessun altro: tu sei unico per me... qualunque cosa ti succeda: mai temere, mai aver paura, mai condannarsi perch io sono tuo padre... per quanto lontano tu vada io rimarr sempre qui ad aspettarti: ti voglio bene, ti voglio bene, ti voglio bene... qualunque cosa tu faccia io non ti rifiuter mai... ci sono io... va bene cos... non aver paura, non aver paura, non aver paura...". Di cos'altro dovremmo aver paura se potessimo credere a queste parole? Se ci potessimo sentire amati cos, incondizionatamente, cosa avremmo da temere? L'amore umano, anche il pi grande, pone delle condizioni. Quello di Dio no. Quando andremo di l, il Gran Capo, qualunque cosa ci sia scritta nel grande libro della nostra vita ci dir: "Vuoi venire con me? Vuoi accedere alla felicit, alla festa, alla luce, alla pienezza eterna?". E baster dirgli: "S". Nient'altro. Ma per molti di noi, quando vedremo tutto il libro della nostra vita, e ci vergogneremo di essa, sar terribilmente difficile dire di "s". Quando facevo il bravo, seguivo mio fratello che era pi piccolo di me, gli facevo da baby-sitter e cos mia madre poteva andare a lavorare. Quando tornava mi diceva: "Che bravo che sei stato!". Era orgogliosa di avere un bambino cos bravo. Allora io ho imparato che se si bravi si ha l'amore.

Ma Dio non cos. Dio non ti ama perch sei bravo, Dio ti ama perch sei tu. Quando andavo a scuola, se studiavo prendevo dei bei voti e la maestra parlava bene di me ai miei genitori. E siccome ero disciplinatissimo, ero additato come esempio dalla maestra. Allora ho imparato che l'amore si merita: si fanno alcune cose e si riceve stima, approvazione, riconoscimento dalle figure importanti della tua vita. Ma Dio non cos. L'amore di Dio non si merita, gratuito, im-meritato. Quando ero adolescente ho capito che i belli erano visti dalle ragazze e che i ricchi erano corteggiati da loro. Ho capito che solo se si avevano delle qualit si poteva essere "visti" o tenuti in considerazione. Allora cercavo di "mostrarmi", di "farmi vedere", di mettere in luce le mie doti, perch qualcuno mi vedesse. Ma Dio non cos. Non bisogna diventare chiss cosa o chiss chi perch Dio ci ami. Non dobbiamo aver successo per andare bene a Dio n diventare qualcosa di diverso da noi stessi. Quando ero in seminario ho imparato che se ci si comportava bene e non si creavano problemi, allora i superiori ti stimavano e ti apprezzavano. Se non creavi problemi ne avresti guadagnato in stima. Cos non creai nessun problema e fui bravissimo, un modello. Ma Dio non cos. Non mi devo comportare bene perch Dio mi ami; non devo rinunciare a me perch Dio mi ami; non devo fare il buono perch Lui mi ami. Quando andavo dal padre spirituale, in seminario minore, bastava non raccontargli certe cose e lui era contento. Ma Dio non cos. A Lui puoi raccontare tutto, anche ci di cui pi ti vergogni, anche ci che pi ti fa male, ti ripugna, ti fa schifo. Lui ti ama lo stesso. Anzi ti ama di pi, un po' come una madre che ama tutti i suoi figli, ma d pi cure a chi ammalato. E' difficile per me credere che Dio mi ami cos, al di l di tutto, ma proprio di tutto! Io vorrei che Lui mi amasse ma non vorrei fargli vedere i miei lati deboli: le cose di cui mi vergogno... gli errori del passato... le infedelt... i peccati... l'odio che covo per molte persone... la rabbia furiosa che mi abita... le mie piccolezze o meschinit... il mio rifiuto nei suoi confronti.... Una storia: un giorno un discepolo si macchi di una grave colpa. Tutti s'aspettavano che il maestro lo punisse in maniera esemplare. Ma pass

un anno e il maestro non diede segno di reazione. Allora un altro discepolo protest: "Non si pu ignorare ci che accaduto: dopo tutto, Dio ci ha dato gli occhi!". E il maestro replic: "E' vero, ma Dio ci ha dato anche le palpebre!". Mi accorgo che il problema non il suo amore, ma io che non voglio farmi amare per quello che sono. Non lui che non mi accetta ma io che non mi accetto per quello che sono. Insomma, mi rendo conto che proprio difficile lasciare che Dio ci ami. E' proprio difficile per me credere ad un amore in-condizionato, ad un amore fedele per sempre, ad un amore in cui non c' niente da fare, ad un amore granitico che non ci tradir e non ci abbandoner mai. Eppure cos!. "Io, proprio io, proprio io con tutto ci che sono (e a volte che schifo che sono!), proprio io sono il figlio prediletto di Dio". Dio mio Padre; io sono suo figlio. Pensiero della Settimana Si pu perdere tutto nella vita, gli amori, i figli, l'onore, la vita stessa. C' un'unica cosa che non si pu perdere: che siamo figli di Dio. Amici, quindi, tranquilli: siamo al sicuro! Commento su Matteo 3,13-17 don Daniele Muraro

Vangelo: Mt 3,13-17 La solennit del Battesimo di Ges collega il tempo di Natale con quello ordinario. L'intervallo temporale fra la nascita di Ges e il momento in cui Egli si presenta a Giovanni Battista per farsi da lui battezzare copre circa trent'anni. In questo periodo Ges condusse una vita semplice e nascosta, assieme alla sua famiglia, prima neonato ospite a Betlemme, poi bambino rifugiato in Egitto e infine rimpatriato e accolto come cittadino di Nazaret. A parte i brevi cenni sulla fuga in Egitto e sul pellegrinaggio a Gerusalemme, nulla sappiamo dopo la sua nascita miracolosa delle

vicende e del modo di fare del nostro Salvatore fino al momento della sua apparizione pubblica davanti a Giovanni Battista. Potremmo dire che Ges perfezion la sua Incarnazione, intesa come ambientazione nel mondo e abitudine all'umanit, per tutti i trent'anni che lo condussero dal cugino predicatore sulle sponde del Giordano. Solo l, nel via vai dei fedeli ebrei che si recavano in pellegrinaggio a compiere il loro rito di penitenza, Ges fu rivelato apertamente come il Messia promesso. Gi dal periodo della gestazione durata nove mesi, Dio Padre aveva previsto che il suo Figlio diventato Figlio di Maria, in quanto uomo, seguisse le tappe comuni dello sviluppo: quello fisico, quello mentale e quello relazionale. Come ci conferma il Vangelo secondo Luca, Ges cresceva in sapienza et e grazia davanti a Dio e agli uomini. Dio non fece eccezioni per il suo Figlio eterno, e anche per questo aspetto noi ci possiamo rendere conto, come san Pietro nella seconda lettura, che in verit Dio non fa preferenza di persone... Questo tanto vero che Ges suscit meraviglia perfino in Maria e Giuseppe quando si intrattenne nel tempio a discutere sulle cose di Dio con i migliori teologi dell'epoca, e perfino dopo i suoi miracoli ancora per un po' Egli continu a venire chiamato il figlio del falegname: tanto fu profonda la sua immersione nella condizione umana! Potremmo dire che la vita di Ges fino ai trent'anni rappresenta l'eccezionalit della normalit. Se ci fu qualcosa di diverso da tutti gli altri in Lui fu proprio l'assenza di sbavature in un contegno modello, a casa sul lavoro e in societ. un uomo maturo dunque quello che si presenta a Giovanni per farsi battezzare da lui, un uomo la cui credibilit, insieme con l'esperienza, veniva crescendo di giorno in giorno, e che a quel punto poteva godere di una dignit che gli conferiva tanto l'et adulta non ancora intaccata dalla severit del digiuno nel deserto, quanto l'onest che lo faceva irreprensibile agli occhi di chi lo conosceva bene. Ci che perfetto nel suo genere supera il suo genere e di questo era ben consapevole Giovanni Battista. Ges era troppo normale, senza essere mediocre, per non appartenere ad un'altra dimensione, quella della giustizia rispetto al delitto, quella della santit rispetto al peccato.

Perci a Giovanni non sfugge l'incongruit dell'ultimo gesto di Ges: Lui l'unico che non ne aveva bisogno si mette in fila con gli altri e chiede di essere battezzato, rovesciando quasi le posizioni fra la Grazia e la colpa; per di fronte all'iniziativa di colui a cui apparteneva da ora in poi condurre il gioco, anche se fino a quel momento era rimasto nell'ombra, Giovanni lascia fare. Anche questa giustizia: adeguare la propria mente al pensiero di Dio e permettere che sia Lui a dettare la misura di quello che che conveniente. Come nel caso di san Giuseppe di fronte a Maria incinta, la reazione di Giovanni Battista l'unica giusta, umanamente, ma anche Giovanni Battista come san Giuseppe chiamato ad elevare il suo operato ad una giustizia superiore. Per il Battista, a differenza di Giuseppe, non c' bisogno di una rivelazione angelica, basta che parli Ges, perch il Figlio di Dio da solo giustificazione pienamente sufficiente a se stesso e alle sue scelte. Non senza motivo tuttavia che subito dopo il battesimo, mentre Ges riemerge dall'acqua nella quale lo avevano immerso le mani del profeta Giovanni Battista, dai cieli aperti si oda la voce del Padre, mentre subito prima, a consacrarlo per la futura missione, era sceso su di Lui dal cielo lo Spirito santo in forma di colomba. Ricevendo il battesimo Ges aveva reso evidente a tutti il suo cammino di immersione nella condizione umana e l'aveva confermata con l'espressione della sua precisa volont, subito il Padre controfirma per cos dire la scelta del Figlio e lo addita alla venerazione di tutti. D'ora in poi chi vorr sentire la Parola divina, dovr prestare ascolto alle labbra del suo Figlio a cui va la sua incondizionata approvazione. Lo Spirito santo scende a sigillare questo nuovo e definitivo passaggio della storia della salvezza: come in una nuova creazione Dio rifar l'uomo e lo ristabilir nella sua amicizia, quella che Adamo aveva perduto e nella pace con Lui, che l'immagine della colomba promette. Da tutti questi episodi noi vediamo come la rivelazione e la comunicazione di se stesso da parte di Dio agli uomini sia una sola. C' un unico arco che abbraccia la creazione e la redenzione, la storia di Israele che ha il suo culmine con il Battista e il tempo della Chiesa che

viene inaugurato dalla Trinit sul Giordano. Nel brano del Vangelo di oggi assistiamo al passaggio di testimone fra Giovanni e Ges, ma in realt chi agisce nella storia della salvezza in vari modi nei diversi tempi sempre Dio Trinit, Padre, Figlio e Spirito santo. Cos la Chiesa intende se stessa come una comunit radunata dall'unit del Padre, del Figlio e dello Spirito santo e a partire dalla Trinit trova l'unit anche della sua Tradizione. Gi nell'anno duecento sant'Ireneo di Lione diceva: "La Chiesa, bench disseminata in tutto il mondo, custodisce con cura [la fede degli Apostoli], come se abitasse una casa sola; allo stesso modo crede in queste verit, come se avesse una sola anima e lo stesso cuore; in pieno accordo queste verit proclama, insegna e trasmette, come se avesse una sola bocca. Le lingue del mondo sono diverse, ma la potenza della tradizione unica e medesima." Non possibile che sia disperso un popolo che ha una sola fede, un solo battesimo, un solo Dio e Padre. Vivendo in maniera degna della chiamata che hanno ricevuto i cristiani devono cercare di conservare l'unit dello spirito per mezzo del vincolo della pace. Sia questo il nostro impegno nella vita di tutti i giorni per non rendere inutile il Battesimo cristiano che tutti abbiamo ricevuto. Commento su Matteo 3,13-17 Eremo San Biagio

Vangelo: Mt 3,13-17 Dalla Parola del giorno In quel tempo Ges dalla Galilea and al Giordano da Giovanni per farsi battezzare. Come vivere questa Parola? Ges in fila con i peccatori! Dio che ha tanto amato il mondo da mandare il suo Figlio (cf Gv 3,16), ora l davanti a Giovanni, accanto ai peccatori, accanto a ciascuno di noi che cerchiamo di adempiere la

volont del Padre nel nostro quotidiano; umile e docile si sottomette alla comune legge della penitenza per donarci una vita rinnovata dallo Spirito di fortezza. Nel battesimo ci mostra la via della nostra salvezza. La prima comunit cristiana di Gerusalemme chiamava il fonte battesimale "tomba e seno materno" per significare questa immersione di Ges, col suo battesimo, nelle acque torbide e senza vita della nostra umanit per darci "il colore della sua divinit", cio la potenza pasquale che distrugge il peccato e fa rinascere a vita nuova nello Spirito Santo. Se Ges col suo battesimo ci ha mostrato la sua prossimit e il suo amore 'immergendosi' nella nostra umanit, noi col nostro battesimo 'veniamo immersi' nella sua divinit, in Lui 'sorgente di acqua viva e zampillante', e ne usciamo 'nuovi' cio 'salvati', pieni dello Spirito Santo. In Ges anche noi diveniamo 'figli prediletti'. Quale grande dono! Oggi, nel mio rientro al cuore, ripenser al mio battesimo: mi visualizzer 'immerso' nel divino amore della Trinit, in quel 'seno' di tenerezza infinita, dove nessun timore pu raggiungermi. Pregher: Lode a te Santa Trinit che con il battesimo mi hai immerso nel mare della tua divinit: mi hai collocato al centro del tuo amore di predilezione. Grazie! Che io vi resti fedele e irradi amore divino a quanti incontro oggi sul mio cammino. La voce di un Padre della Chiesa II Battesimo il pi bello e magnifico dei doni di Dio. [...] Lo chiamiamo dono, grazia, unzione, illuminazione, veste d'immortalit, lavacro di rigenerazione, sigillo, e tutto ci che vi di pi prezioso. Dono, poich dato a coloro che non portano nulla; grazia,perch viene elargito anche ai colpevoli; Battesimo, perch il peccato viene seppellito nell'acqua; unzione, perch sacro e regale (tali sono coloro che vengono unti); illuminazione, perch luce sfolgorante; veste, perch copre la nostra vergogna; lavacro,perch ci lava; sigillo, perch ci custodisce ed il segno della signoria di Dio. San Gregorio Nazianzeno, Oratio 40

Questi il figlio mio prediletto! Monaci Benedettini Silvestrini

Vangelo: Mt 3,13-17 In conformit alla sensibilit della liturgia, anche papa Giovanni Paolo II, di venerata memoria, ha voluto dare risalto al battesimo di Ges invitando a meditarlo nei misteri del Rosario. Le letture ci presentano il Signore Ges come il Figlio di Dio, che sostenuto dal Padre. Sua caratteristica sar la dolcezza, quella che render "beati" chi la possiede: Beati i miti, perch erediteranno la terra!... Pietro nelle seconda lettura riassume la storia di Ges che "pass beneficando e sanando tutti coloro che erano sotto il dominio del demonio perch Dio era con Lui". Si pu immaginare con quanta commozione egli ricordasse le opere di bene compiute dal Maestro! Matteo ci narra come avvenne il battesimo di Ges: resistenza da parte di Giovanni, che cede alla richiesta di Ges, lo Spirito Santo che scende in forma di colomba su di lui mentre una voce dal cielo ammonisce: "Questi il figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto". Ha inizio cos, con questa testimonianza, la missione di Ges con la rivelazione del suo vero essere. D'altra parte egli senza peccato: non ha bisogno di essere battezzato... ma doveva santificare l'acqua che avrebbe purificato e lavato dai propri peccati noi tutti. Lode e onore a te, Signore Ges, che ti confondi tra i peccatori... ma il cielo testimonia la tua innocenza e la tua origine divina. Mantienici nell'umilt quando ci sentiamo divorare dalla febbre della superbia e dell'orgoglio! Lode e onore a te, Salvatore nostro, che per mezzo del tuo Santo Spirito e dell'acqua santificata dalla tua persona, ci hai donato la vera vita! Battesimo da ri-scegliere don Giovanni Berti

Vangelo: Mt 3,13-17

Giusto ieri sera un amico mi ha fatto una domanda che molto spesso mi viene rivolta quando si parla del Sacramento del Battesimo dei bambini: "Perch battezzare da piccolo un bambino che non pu scegliere liberamente il Battesimo? Non fargli una violenza? Non bene che scelga da solo quando sar grande?" Dietro queste domande intravedo una forte esigenza di verit e sincerit nella vita religiosa delle singole persone che viene per tante volte frustrata dalla religiosit di facciata e solo tradizionale diffusa tra tanti nostri cristiani. E' sempre difficile dare una risposta alla questione. Personalmente cerco di non risolvere subito il problema con risposte facili e "da catechismo". Chi solleva il problema del Battesimo dato ai bambini mi provoca a verificare come questo sacramento vissuto prima di tutto da me stesso e poi dalla famiglia che lo richiede e dalla comunit dove viene celebrato. Che tipo di fede cristiana ci sta sotto? Che comunit viene fuori da questa pratica fatta in maniera a volte solo tradizionale? Io sono stato battezzato da bambino e ovviamente non ricordo nulla di quel giorno. Ho qualche vago ricordo della prima Comunione e pi forte per la Cresima. Ricordo che la mia famiglia partecipa da sempre alla messa domenicale e anche io fin da piccolo ci sono stato sempre portato. Non ricordo bene i momenti precisi della nascita della mia vita cristiana e quindi posso ben dire che non li ho scelti come ora posso scegliere di fare una cosa o di non farla. Ma una cosa fortemente impressa nel mio animo e nel mio modo di vivere la fede: la libert e insieme la bellezza di essere cristiano. Oggi sono quel che sono come credente e come prete perch la mia famiglia mi ha trasmesso la fede non solo nei contenuti e nelle pratiche, ma soprattutto nel modo libero e sereno di viverla. La preoccupazione principale dei miei genitori non mai stata quella che "io vada a messa e che gli altri vedano che sono un bravo cristiano come la mia famiglia", ma

che io credessi in Dio e che fossi felice di esser cristiano. Ovviamente questo me l'hanno insegnato non con discorsi (come sto facendo ora io...) ma con il loro stesso modo di vivere la fede cristiana. Oggi sento che il Battesimo che ho ricevuto non stata una violenza alla mia libert, anche perch tutto sommato, ho sempre vissuto con estrema libert la mia vita cristiana. Crescendo ho capito che essere cristiani non mi diminuisce come persona ma al contrario mi realizza e dona una direzione positiva alla mia vita umana. Pensando al mio Battesimo non mi viene da protestare perch mi stato dato senza il mio consenso, ma al contrario mi vien spontaneo ringraziare coloro che lo hanno chiesto per me e che mi hanno permesso di viverlo in modo libero e produttivo nel mio cammino di crescita. E in questo cammino di crescita c' stato posto anche per momenti di dubbio e ribellione giovanile. Ma alla fine sono qua e contento di esser cristiano. Questa la mia esperienza. Forse molti sentono il Battesimo ricevuto come un peso perch nel cammino di crescita non sono stati aiutati a scoprire la bellezza del Vangelo come fonte di liberazione umana, ma al contrario sentono che essere cristiani solo una questione di leggi, divieti e costrizioni che mortificano la loro vita umana. Ges che scende nelle acque del Giordano un'immagine evangelica che davvero pu farci riscoprire quel Battesimo che in moltissimi abbiamo ricevuto senza averlo scelto. Lui sceglie di andare fino in fondo nel suo cammino di vicinanza con gli uomini. Il Figlio di Dio percorre tutta la strada umana, dalla fragilit del bambino all'immersione nella fragilit del peccato degli uomini. Ges sceglie una strada non facile e che lo porter spesso a scontrarsi con l'incomprensione anche dei suoi amici. E' una scelta per che lui vive come realizzazione vera e piena della sua vita. Anche Giovanni Battista vorrebbe per un attimo risparmiare a Ges questa strada, ma Ges (confermato dalla voce dal cielo) proprio in questo percorso ha la possibilit di mostrare tutta la potenza dell'Amore di Dio. Posso rifiutare il Battesimo senza entrare nella macchina del tempo per tornare all'infanzia scegliendo di non vivere ogni giorno come Ges, e lasciando la fede cristiana solo come sfondo lontano fatto di qualche piccola pratica religiosa di facciata. Scelgo invece il mio Battesimo se ogni

giorno non mi tiro indietro nell'immergermi nella vita umana fatta di contraddizioni e debolezze con la consapevolezza che la fede una risorsa grande. Appena battezzato, Ges vide lo Spirito di Dio venire su di Lui mons. Vincenzo Paglia

Vangelo: Mt 3,13-17 Giovanni vede venire verso di lui Ges. Il Signore non rimane distante; non aspetta, come spesso amano fare gli uomini, che siano gli altri a compiere il primo passo. Aspettare pu apparire equilibrato, giusto, prudente. Perch mostrarsi vulnerabile andando incontro? Non espone a reazioni incontrollate? Come si sar accolti? Perch io e non lui? La considerazione di s, impaurita dall'incontro con l'altro, induce a stare fermi. Ges non aspetta il momento opportuno; non si decide solo dopo avere verificato gli esiti ed essere sicuro della risposta. Si umilia. Viene incontro ad ognuno cos com'. Non si fa annunciare o precedere da segni imponenti. Gli uomini spesso sono alla ricerca di un incontro straordinario e disprezzano l'incontro concreto, umano perch questo chiede vigilanza, sensibilit, accoglienza. Ges viene; ma non una magia. L'incontro tra Ges e Giovanni, seppure stato un'esperienza particolare e irripetibile, ha aperto la strada a tanti altri incontri. Potremmo dire che ne delinea i tratti fondamentali, al punto da renderlo paradigmatico. Subito infatti ne seguono altri: quello con Andrea e l'altro discepolo, sempre al Giordano, quindi con Simon Pietro, con Filippo, con Natanaele... e con quelli che in ogni generazione ascoltano la predicazione del Vangelo e vi aderiscono con il cuore, compresi noi. L'evangelista, con il suo stile narrativo sempre carico di simbolismo, nota che Giovanni "vede venire Ges verso di lui". Ges che "viene verso" Giovanni, non viceversa. Non sono gli uomini ad andare incontro a Ges; lui che viene incontro a noi. Questo il mistero che abbiamo celebrato nel Natale, quando Ges venuto ad abitare in mezzo agli uomini. Noi,

peraltro, siamo cos poco abituati ad andare incontro al Signore, che quando il Figlio di Dio viene su questa terra neppure l'accogliamo: "Venne tra la sua gente, ma i suoi non l'hanno accolto" (Gv 1,11)! L'apostolo Paolo, a sua volta, con grande chiarezza ci descrive chi prende l'iniziativa dell'incontro. Parlando dell'incarnazione del figlio canta: "Egli che era di condizione divina non consider un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogli se stesso, assumendo la condizione di schiavo e divenendo simile agli uomini" (Fil 2,6-7). Il Signore Ges sceso verso di noi, per abitare in mezzo a noi, per farsi nostro fratello, amico, salvatore. Il Battista vedendo Ges dice: "Io non lo conoscevo". Se Giovanni, pur cos grande nello spirito, afferma: "Io non lo conoscevo", quanto pi dobbiamo dirlo noi? Poco prima il Battista, rivolto alle folle, dice: "In mezzo a voi c' uno che voi non conoscete!" (Gv 1,26). Anche noi dobbiamo metterci alla scuola del Battista per accorgerci di Ges che viene accanto a noi. Ma come? sufficiente ascoltare il Vangelo con il cuore. Proviamo, e vedremo il Signore avvicinarsi. Lo vedremo come un "agnello che toglie il peccato del mondo"; lo vedremo come colui che prende su di s la nostra fatica, la nostra angoscia, le nostre croci, i nostri dubbi, le nostre incertezze, i nostri peccati. Tutti noi abbiamo bisogno di una conoscenza pi profonda e personale del suo mistero di amore. Quanto siamo all'inizio della conoscenza di Ges! Com' vero ancora per noi il rimprovero che Ges rivolse con una certa amarezza a Filippo: "Da tanto tempo sono con voi e ancora non mi hai conosciuto, Filippo?". vero. Abbiamo ascoltato poco. Lo abbiamo confuso con le nostre sensazioni; lo abbiamo ridotto ad una lezione e ad uno scriba; abbiamo pensato di conoscere i suoi giudizi e ci siamo difesi dal suo amore, tanto pi largo del nostro cuore; abbiamo sprecato la forza straordinaria del Vangelo, nascondendola sotto il moggio, confidando poco su quella luce che, come dice il profeta Isaia, per tutte le nazioni, fino all'estremit della terra. Siamo stati poco insistenti e cos non abbiamo conosciuto e non abbiamo indicato ad altri colui che si svela nel cammino, che si conosce seguendolo, nella compagnia. Giovanni insiste rivolgendosi alle folle: "In mezzo a voi c' uno che voi non conoscete!". Egli contempla

colui che salver tanti, che prender sulle sue spalle il peccato del mondo. Collocato tra i peccatori don Mario Campisi

Vangelo: Mt 3,13-17 Il battesimo un momento decisivo nella vita di Ges, quasi una seconda nascita, per certi aspetti pi importante della prima. Solo Matteo e Luca parlano della nascita di Ges; del battesimo parlano tutti e quattro gli evangelisti e gli Atti (2^ lettura). Del battesimo in genere parla lo stesso Ges. Anche il battesimo del cristiano considerato come nuova nascita, non meno importante della nascita fisica. Nel battesimo Ges fa una scelta: va a confondersi con i peccatori. Scribi e farisei non avrebbero fatto mai una cosa del genere: si limitavano ad ascoltare Giovanni Battista. Noi esitiamo a metterci pubblicamente a fianco prostitute e peccatori di ogni genere. Dobbiamo salvaguardare la nostra reputazione. Il gesto compiuto da Ges con tutta naturalezza e spontaneit. Giovanni protesta... Ges lo invita a procedere... Ges nato da una stirpe di peccatori ricordiamo gli ascendenti di Ges nel brano della genealogia di Mt e Lc: lasciano spesso a desiderare e non esita a collocarsi tra i peccatori; da questo momento appartiene a loro, ricercher la loro compagnia, attirandosi critiche e calunnie; giustificher la sua preferenza: "Non sono i sani che hanno bisogno del medico ma i malati" (Mt 9,12). Perch? "Ecco l'Agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo"

(Gv 1,29). Il significato pi proprio del battesimo di Ges in questa parola: "Agnello", che secondo una traduzione pi giusta "prende su di s" il peccato del mondo. La scelta fatta da Ges corrisponde al piano divino e riceve la solenne approvazione: "...in lui ho posto il mio compiacimento". La solida volta celeste della concezione ebraica si apre, scende lo Spirito, si sente la voce del Padre; a Dio sta bene che Ges abbia preso posto tra i peccatori per condurli alla purificazione e alla salvezza. Questa scelta di Ges riceve il sigillo trinitario: il Padre e lo Spirito Santo sono con Ges. Il battesimo segna per Ges la svolta dalla vita privata, silenziosa, alla vita pubblica. Dopo il battesimo Ges non appartiene pi a se stesso n alla propria famiglia, n alla madre n ai fratelli: poco alla volta la folla lo assorbe. Il battesimo segna la consacrazione a sacerdote, re e profeta, sostantivi che dicono un rapporto agli altri. Inoltre questo battesimo che Ges riceve il precursore del nostro battesimo-sacramento, anche se ci sono differenze contrastanti. Il nostro battesimo cancella il peccato e mette ordine tra l'uomo e Dio: per Ges nulla da cancellare o riordinare; anzi assume il peccato senza tuttavia rimanere sporcato. Forse troppo si insiste sull'effetto detergente del battesimo, non abbastanza sui valori positivi di arricchimento. Sacerdozio, regalit e profetiamo nel battezzato sono potenzialit: non coltivate, peggio ancora non conosciute, rimangono in stato di inerzia. Per effetto di quelle tre prerogative il cristiano partecipa attivamente all'azione salvifica di Cristo nel mondo.

Il battesimo creando nell'uomo una dimensione e un'apertura sociale da considerare un evento comunitario e non individuale. Il battesimo una scelta in armonia con quella di Ges quando scese nelle acque del Giordano insieme a tutti i peccatori; ordina il cristiano in direzione di Dio e dell'uomo e sull'esempio di Ges il battezzato comincia a vivere la sua vita pubblica. Cristo venuto a mettere la vita sul giusto binario. "Io genitore intendo porre te, mio figlio, sul binario giusto... Se tu vuoi deragliare fai pure, ma non sar io a metterti in partenza fuori strada!". Commento su Matteo 3,13-17 CPM-ITALIA Centri di Preparazione al Matrimonio (coppie - famiglie)

Vangelo: Mt 3,13-17 "Questi il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto"... si afferma cos la manifestazione possessiva compiaciuta di un Dio che attraverso suo Figlio sceglie ognuno di noi quale figlio amato per il suo piano di salvezza universale. Salvezza che scorre attraverso un elemento fondamentale della vita e per la vita umana e sacramentale: l'acqua. Ripensando al testo possiamo notare che l'acqua apre e chiude lo stupendo percorso biblico: "In principio Dio cre il cielo e la terra. Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque." (Genesi 1,1-2) e "Lo Spirito e la sposa dicono: "Vieni"! E chi ascolta ripeta: "Vieni"! E chi ha sete venga; chi vuole attinga gratuitamente l'acqua della Vita! (Epilogo Apocalisse 22,17). L'acqua diventa cos uno degli elementi simbolici di tutto il piano divino di salvezza e della vita sacramentale. Come un fiume in piena, l'acqua scorre nel testo biblico conducendo il lettore, il credente, lo studioso nei tortuosi alvei della storia e della salvezza, partendo dal dolce naturalismo della Genesi per sfociare nel

maestoso e tumultuoso delta dell'Apocalisse, in una rapsodia millenaria in cui Dio e l'Uomo navigano, quando a fianco quando in controcorrente, verso un'unica mta: la salvezza eterna dell'Uomo. Troviamo molto bella la simbologia dell'immagine del Cristo che s'immerge lentamente, completamente nudo nell'acqua, ma carico della fallacit umana, per riemergerne lentamente con l'acqua che grondante scivola, goccia dopo goccia, dal suo corpo, dalla sua carne, immagine del bisogno dell'uomo di essere lavato da ogni impudicizia umana ma soprattutto da ogni impudicizia spirituale, il peccato. Cristo non aveva bisogno di "farsi battezzare" eppure, rispettando il rito di allora, egli s'immerge totalmente nell'acqua del Giordano per dare pubblicamente la sua manifestazione di osservante della legge giudaica, ma che, proprio attraverso l'osservanza della stessa, egli manifestava la sua natura umana e divina ponendosi contemporaneamente elemento di rottura e di unione tra l'antico e il nuovo. E questo atteggiamento dovrebbe farci riflettere ogni giorno sulla nostra capacit di essere del mondo senza conformarci al mondo, come dice San Paolo indicandoci in Cristo l'esempio trascinatore. Come 2000 anni fa Giovanni Battista indic alla sua comunit Colui che andava seguito con impegno per avere il Battesimo della salvezza, oggi ogni volta che una famiglia fa battezzare il proprio figlio indica alla Comunit l'impegno che essa, insieme alla famiglia, si assume per la salvezza del nuovo battezzato e quindi di conseguenza anche di tutta la Comunit, nessuno escluso, con la capacit, il coraggio, la coerenza di accettare il Battesimo, il proprio Battesimo personale non come semplice atto formale burocratico anche se sacramentale, ma accettarlo e viverlo come elemento fondante e fondamentale del proprio essere cristiani. E allora quale il nostro concreto impegno quotidiano come battezzati? Uno, uno solo: AMARE. Amare il prossimo come noi stessi e amare Dio attraverso il prossimo. Amare con Carit, con la Carit fatta di piccoli gesti di condivisione, di perdono. L'amare concreto nello spezzare il pane della solidariet con chi spesso rifiutiamo perch non come noi, perch diverso socialmente, perch questo amare vuol dire rompere le nostre tranquillit familiari, i nostri schemi sociali... pensando che basta dare 5 centesimi o 1 euro alla

messa per sentirsi appartenenti a una Comunit di battezzati e cristiani. La testimonianza del nostro Battesimo cristiano non sta nel pezzo di carta burocratico ma nell'accettare la quotidianit passando dall'io al tu, dal tu al noi, perch coerentemente si possa elevare in alto il nostro grido "Abba, Padre"... nell'unione battesimale dell'Amore fraterno. Riflessioni: 1) Il mio essere "battezzato" un conformarmi a questo mondo o invece un continuo, anche se faticoso, cammino di coerenza cristiana come testimone della Fede in Cristo? 2) Quanto so essere per gli altri, e per me, uomo della Speranza e della fiducia in Colui che tutto pu, anche nei momenti pi critici della Vita? 3) Quanto sono capace di realizzare nei piccoli gesti quotidiani l'attenzione e la Carit verso gli altri? Commento a cura di Maria Grazia e Claudio Righi Dio la terra promessa dell'uomo padre Ermes Ronchi

Vangelo: Mt 3,13-17 Ges ricomincia dal Giordano, quasi portasse a compimento un esodo: l'esodo di Dio, il lungo viaggio di Dio in cerca della sua terra promessa che l'uomo: terra arida e dura, terra di spine eppure promessa. Il Battesimo fatto di acqua, di voce, di Spirito. L'acqua del fiume come un solco di vita arato dentro il deserto arido, perenne frontiera alla terra promessa. Ges si immerge nel fiume per me, non per s; entra nell'acqua, dove l'uomo nasce ma non pu vivere, dove Giovanni fa rinascere con la conversione, come una promessa di vita nuova: con me vivrai solo inizi, uscirai dal deserto, entrerai nella buona terra. La terra promessa dell'uomo, la sua patria Dio. Ges usc dall'acqua, lo Spirito scese come colomba, e venne una voce. In un solo versetto, come in una miniatura, il Vangelo delinea la Trinit: un

Padre che voce, un Figlio che volto, uno Spirito che legame. La voce del Padre parla due sole volte nel Vangelo, al Battesimo e alla Trasfigurazione, unisce il fiume d'acqua e il monte di luce, rivelando la sua identit e la missione di Cristo e dell'uomo. Figlio la prima parola. E subito Dio si offre come Padre, come disarmato amore: Egli non mai tanto se stesso come quando, amoroso, d vita: non cercatemi l dove sono, ma dove amo e sono amato ( Jacques Maritain). Figlio: termine carico di pathos, vertice del desiderio: di tutte le piste che puoi percorrere sulla terra, la pi importante quella che conduce all'essere umano. Amato la seconda parola, sigillo della nostra identit. Il mio nome amato per sempre. Sappiano, Padre, che li hai amati come hai amato me. Dio ama me come ha amato Ges, con quella intensit, con la medesima emozione, con l'identica speranza. E con in pi tutte le delusioni di cui io sono causa; io, amore e dolore di Dio. Mio compiacimento la terza parola. Termine bellissimo che dice gioia, esultanza, offre l'immagine di un Dio che trova felicit. Ma quale gioia pu venire al Padre, quale emozione gli pu regalare questa canna sempre sul punto di rompersi, questo stoppino dalla fiamma smorta che io sono? Solo un amore immotivato spiega queste parole. Il cielo si aperto su Cristo, si apre su noi, cos come si aprono le braccia all'amico, all'amato, al povero, sotto l'urgenza dell'amore di Dio, sotto l'impazienza di Adamo, sotto l'assedio dei poveri, e nessuno lo richiuder pi. Battezzati nella Trinit mons. Roberto Brunelli

Vangelo: Mt 3,13-17 "Dalla Galilea", cio dal villaggio di Nazaret dov'era vissuto sino ad allora, Ges, ormai adulto (i biblisti ritengono avesse trentatr o trentaquattro anni), "and al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui". Fu l'esordio della sua vita pubblica, che dopo tre anni si sarebbe conclusa con la sua morte e risurrezione.

Raccogliendo quanto ne dicono in varie occasioni i diversi evangelisti, l'esordio fu di particolare solennit e di pregnante significato. Lo stimatissimo Giovanni Battista, che sulla riva del fiume Giordano richiamava le folle con la sua infuocata predicazione e le invitava a convertirsi nell'imminenza della venuta del Messia atteso da secoli, un giorno lo individu tra i convenuti e lo segn a dito: "Ecco l'Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo". Chi, degli ascoltatori di Giovanni, accoglieva il suo invito scendeva nell'acqua e si faceva da lui battezzare; dopo che, vincendo le resistenze del profeta, anche Ges volle ricevere il battesimo, "si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. E una voce dal cielo disse: ". La vita pubblica di Ges cominci dunque con un duplice attestato: umano, da parte del grande Giovanni che lo riconobbe come il Messia (cio, detto alla greca, il Cristo) e ne indic la missione (liberare gli uomini dai peccati che li tengono separati da Dio), e divino (il Cristo il Figlio prediletto e approvato da Dio). Questi riconoscimenti avvalorano quanto Ges avrebbe poi detto e fatto; ma l'episodio, redatto in modo da renderlo comprensibile alla mente umana, dice anche altro. Costituisce ad esempio il primo esplicito riferimento al mistero dei misteri, la Trinit: Dio, l'unico Dio, tre Persone: il Padre che parla, il Figlio da lui stesso indicato, e lo Spirito Santo che si manifesta in forma visibile. Inoltre, questo inizio della vita pubblica di Ges si collega con la sua conclusione, in cui battesimo e Trinit sono di nuovo congiunti: al momento di salire al cielo, Ges comand agli apostoli di andare in tutto il mondo ad annunciare il Vangelo e battezzare chi avrebbe creduto, "nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo". La celebrazione di oggi induce perci a considerare il battesimo, l'atto fondamentale con cui i cristiani sono divenuti tali, pur se spesso non pare ne siano pienamente consapevoli. Il battesimo cristiano non quello che impartiva Giovanni Battista, che era soltanto un segno esteriore dell'interiore pentimento per le proprie colpe; il battesimo cristiano il segno esteriore del perdono concesso da Dio. Nel primo il protagonista l'uomo, con la consapevolezza della propria indegnit e il desiderio di non restarvi rinchiuso; nel secondo il protagonista Dio, con la sua

magnanimit sconfinata che lava ogni bruttura, restituisce all'uomo la dignit perduta, lo accoglie come proprio figlio e lo immette nel suo popolo, la Chiesa. Un collegamento, d'attualit. Nei prossimi giorni prende avvio la settimana di preghiera per l'unit dei cristiani, un'iniziativa che proprio quest'anno compie un secolo di vita e continua a dare buoni frutti, se si considera quale riavvicinamento si realizzato in un secolo tra le diverse confessioni cristiane. Alla base della ritrovata amicizia sta la presa di coscienza di quanto i cristiani hanno in comune, a cominciare dal battesimo che tutti, cattolici ortodossi anglicani luterani calvinisti eccetera, amministrano "nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo". L'unit tra loro l'ha gi fatta Dio; gli uomini devono soltanto trarne le conseguenze. Dio ci prende per mano per condurci alla santit padre Antonio Rungi

Vangelo: Mt 3,13-17 Celebriamo oggi la Festa del Battesimo di Ges e la parola di Dio, nel brano del Vangelo di oggi, ci descrive con dovizia di particolari il momento in cui Ges, dal Precursore, nel fiume Giordano, riceve il battesimo di acqua che Giovanni praticava per quanti sentivano la necessit di pentirsi e cominciare una vita nuova. Dal testo del Vangelo si comprende facilmente che ci troviamo di fronte ad una nuova epifania e rivelazione della divinit di Cristo. Il testo, infatti, chiude proprio con questa affermazione sulla bocca di Dio: "Questi il Figlio mio, l'amato". E' da sottolineare come Giovanni vuole evitare a tutti i costi che Ges si faccia battezzare da Lui, ben sapendo il Precursore che proprio Ges Cristo era ed l'unico Salvatore, colui che venuto a battezzare in Spirito santo per la remissione dei peccati dell'umanit. Ges pure detto l'amato di Dio, a conferma della natura divina di Figlio che insieme allo Spirito Santo formano una sola cosa: il mistero trinitario che qui in questo battesimo al Giordano si manifesta e diventa

leggibile attraverso i vari segni: la voce, che quella di Dio, la persona di Cristo e la colomba che lo Spirito Santo. E' evidente che il battesimo di penitenza predicato e praticato da Giovanni il Battista ben altra cosa del battesimo sacramento istituito da Ges Cristo per elevarci alla natura di figli adottivi di Dio e rimettere in ordine il disordine causato dal peccato originale. Con battesimo infatti la persona credente oltre a manifestare la propria fede in Ges Cristo viene sollevato dalla condizione di peccato originario contratto in ragione del fatto che si appartiene al genere umano. La festa di oggi un evidente invito a riscoprire il dono della fede e del battesimo oggi. In una realt sociale nella quale il senso di Dio si smarrito diventa anche problematico far passare un simile messaggio di speranza per ogni uomo intenzionato a fare un percorso di fede in contrasto con la mentalit atea dissacrante nel nostro tempo. Una mentalit che si evince sempre di pi nei contatti umani, nei ragionamenti e nell'uso dei media. C' chi si fa paradossalmente paladino dello sbattezzarsi, cio del rifiuto del battesimo anche da un punto di vista giuridico, quasi che il battesimo una volta ricevuto lo si pu togliere con una semplice richiesta al parroco di togliere il proprio nome dal libro in cui stato registrato. Il battesimo come la cresima e l'ordine sacro inglobano in s il sigillo sacramentale; per cui una volta ricevuto non si cancella pi, la persona identificata nel cuore di Dio come battezzato, ovvero suo figlio adottivo. Tuttavia va rilevato che su un piano pratico ed operativo il battesimo lo si pu rinnegare di fatto, non vivendo pi da cristiano o assumendo come linea di pensiero e di condotta l'ateismo pi radicale e anticristiano. Purtroppo sono tantissimi i cristiani che una volta battezzati in realt non hanno vissuto mai concretamente questo sacramento impegnandosi a seguire la strada del Vangelo e rispondendo in pieno alle proprie esigenze. Le promesse battesimali di rinunciare a Satana e alle sue opere, ovvero al peccato, richiedono un supplemento di fede pi profonda e convinta in Dio, Padre, in Ges Cristo, suo Figlio, nello Spirito Santo, nella Chiesa e nella salvezza ultraterrena. Il dono del battesimo, che per antica tradizione nella chiesa cattolica viene conferito ai bambini appena nati o di pochi giorni e mesi, sta a testimoniare la grande attenzione al bene spirituale che la comunit dei credenti ha avuto sempre a cuore nel corso

dei millenni, nonostante, a volte, le critiche ad essa rivolta circa il battesimo dei bambini. Questi dubbi ed incertezze di fede possono essere compresi alla luce dei testi della Parola di Dio di oggi che ci accompagna nel cammino verso Colui che la vera speranza e gioia della nostra esistenza terrena. Con il battesimo Dio ci prende per mano come un padre attento e premuroso e come una mamma tenera e generosa per condurci ad una vita degna di essere vissuta in comunione perfetta con Lui. Il battesimo infatti ci solleva dalla condizione di peccato e ci porta ad una condizione di grazia soprannaturale. In questa opera di accompagnamento iniziale e permanente Dio ci consegna nelle mani del suo Figlio, l'Agnello immolato per i nostri peccati, perch in Lui riscopriamo la nostra vera identit, che quella di figli di Dio. Ce lo ricordano gli Atti degli Apostoli nel brano di oggi. Ges il Signore di tutti, il Kyrios, colui che misericordia e bont senza limiti. Perci l'antica formula latina di inizio della celebrazione eucaristica ci riporta alla nostra condizione essenziale di peccatori che, nonostante il battesimo e la grazia rigenerante che venuta dall'acqua del fonte battesimale, non siamo in grado di vivere in perfetta armonia con Dio. Da qui la necessit di dirgli "Signore, piet, Cristo piet, Signore piet" e dirlo per tre volte a conferma della condizione di peccato in cui siamo rispetto alla santit eccelsa di Dio da cui attingere luce e pace per i nostri giorni terreni, nella speranza di vederlo, oltre i veli attuali della fede, cos come Egli nel suo Regno verso il quale camminiamo speditamente, con tanti inciampi lungo la strada che spesso ci fanno deviare o ritardare il nostro andare. Anche oggi vogliamo pregare insieme alla comunit con l'orazione iniziale della celebrazione eucaristica della Festa del Battesimo di Ges: "Padre onnipotente ed eterno, che dopo il battesimo nel fiume Giordano proclamasti il Cristo tuo diletto Figlio, mentre discendeva su di lui lo Spirito Santo, concedi ai tuoi figli, rinati dall'acqua e dallo Spirito, di vivere sempre nel tuo amore". Amen. Il Battesimo di Ges

mons. Antonio Riboldi

Vangelo: Mt 3,13-17 La Chiesa accompagna i nostri passi sulle orme della vita di Ges, chiudendo il tempo dell'attesa del Figlio di Dio e dando inizio alla sua missione tra noi con la festa del Battesimo. Pu sembrare lunga la 'preparazione' di Ges - potremmo pensare - che rimase nel 'nascondimento' per trenta anni. Oggi gi da piccoli si fanno sogni per la vita. Ma in che consistono i sogni? Il pi delle volte, per tanti, sono solo sogni 'umani', ossia traiettorie di vita che, purtroppo, molte volte portano al 'niente'. Ma il dono che il Padre ha fatto della vita, a ciascuno di noi, contiene non un sogno, ma un ben preciso disegno, che poi la nostra vocazione o missione. Ges sapeva che era tra noi per una missione unica: come Figlio di -Dio, leggendo le Scritture, doveva conoscere quanto il Padre chiedeva a Lui. Gi a 12 anni, quando per la prima volta va a Gerusalemme con Maria e Giuseppe, per la Pasqua, volutamente si distacca da loro e si ferma nel tempio. Maria e Giuseppe, dopo un giorno di cammino, di ritorno a Nazareth, si accorgono che Ges non con loro e si mettono a cercarlo. "Lo trovarono nel tempio - racconta l'evangelista Luca - seduto in mezzo ai maestri della Legge: li ascoltava e discuteva con loro. Tutti quelli che l'udivano, erano meravigliati per l'intelligenza che dimostrava con le sue risposte. Anche i suoi genitori, appena lo videro, rimasero stupiti e sua madre gli disse: Figlio mio, perch ti sei comportato cos con noi? Vedi, tuo padre ed io ti abbiamo tanto cercato e siamo stati molto preoccupati per causa tua. Egli rispose loro: Perch cercarmi tanto? Non sapevate che io devo essere nella casa del Padre mio. Ma essi non capirono il significato di quelle parole. Ges torn a Nazareth con i genitori e ubbidiva loro volentieri. Sua madre custodiva gelosamente dentro di s il ricordo di tutti questi fatti. E Ges intanto cresceva, progrediva in sapienza e godeva il favore di Dio e degli uomini" (Lc 2, 46-52). Quanta lezione per tutti noi viene da questo episodio della vita di Ges. Non ha fretta - come abbiamo noi - di 'sognare' il corso della vita, che

contiene tanti segreti che Dio solo conosce, ma vuole presentarsi con le certezze del Cielo. E, quando il tempo di adempiere la Sua missione venuto, Egli pronto. Lo aveva preceduto Giovanni Battista, che invitava tutti a 'convertirsi per preparare la via del Signore'. Ges, il Signore, si presenta, mettendosi nei nostri panni 'davvero sporchi' per il peccato originale e con tutte le nostre debolezze, chiedendo a Giovanni di essere battezzato. Cos racconta l'evangelista Matteo: "In quel tempo, Ges dalla Galilea, and al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui. Giovanni per voleva impedirglielo, dicendo: Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me? Ma Ges gli disse: Lascia fare per ora, perch conviene che cos adempiamo ogni giustizia. Allora Giovanni acconsent. Appena battezzato, Ges usc dall'acqua: ed ecco si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. Ed una voce dal cielo disse: Questi il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto" (Mt 3,3-17). Ges viene cos presentato al mondo e, quindi, a tutti noi: il Figlio prediletto dal Padre. Il battesimo di Giovanni era una totale immersione nelle acque del Giordano, considerate 'luogo di Dio', per purificarsi dal peccato e cos essere mondi. Ma sappiamo che il battesimo di Giovanni era una conversione che mancava del suo epilogo, ossia tornare ad essere quei figli che i nostri progenitori avevano rifiutato di essere con il peccato originale. Anche noi, da piccoli, veniamo battezzati, con la differenza che, dopo il Sacramento del Battesimo, diventiamo a pieno titolo figli del Padre e, quindi, fratelli di Cristo: da qui il nostro nome di cristiani. Ricordando il mio Battesimo, come mi veniva raccontato dalla mamma, riscopro la 'ragione' del perch venisse dato appena nati: una fede radicata ed una speranza viva, oltre all'amore per eccellenza verso il proprio figlio. Nato il 16 gennaio, mamma volle che subito, il giorno dopo, fossi portato al fonte battesimale. "E' vero che tu eri nostro figlio, ma ti mancava la vera paternit, quella di Dio. La vita che pap ed io ti abbiamo donato quella terrena, che sempre un cammino difficile, nella valle di lacrime e senza un vero domani. Il Battesimo ti fa figlio del Padre e quindi tutta

un'altra cosa. Dio, diventando tuo Padre, ti sar accanto non solo in questa vita, ma la aprir a ben altro: come Lui siamo fatti per la gioia nella eternit". E cos, nonostante la neve, che era scesa abbondante quell'anno, il giorno dopo fui portato da pap al fonte battesimale e il sacerdote mi diede finalmente il nome: Antonio. Mi raccontava poi mamma che, dopo il battesimo, pap entrando in camera da letto, non finiva di danzare con me in braccio e cantare: 'Ecco mio figlio, ecco il figlio di Dio!'. Il Battesimo ancora la grande festa del nostro 'natale' o si ceduto troppo al consumismo che usa del battesimo solo per fare festa e non sa perch? Ma lasciamoci prendere dalla gioia che viene dal semplice battesimo di Ges nel Giordano: una semplicit in cui Dio stesso d il nome: "Questi il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto". Cos il profeta Isaia canta quel giorno benedetto del Battesimo di Ges: "Dice il Signore: Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto in cui mi compiaccio. Ho posto su di lui il mio Spirito: egli porter il diritto alle nazioni. Non grider, n alzer il tono, non far udire in piazza la sua voce, non spezzer una canna incrinata, non spegner uno stoppino dalla fiamma smorta. Proclamer il diritto con fermezza: non verr meno e non si abbatter, finch non sar stabilito il diritto sulla terra, e per la sua dottrina saranno in attesa le isole. Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia e ti ho preso per mano. Ti ho formato e stabilito come alleanza per il popolo e luce delle nazioni, perch tu apra gli occhi ai ciechi e faccia uscire dal carcere i prigionieri, coloro che abitano nelle tenebre" (Is 42, 17). Oggi, carissimi, il giorno non solo per ricordare il nostro battesimo, il vero nostro natale, ma per domandarci se, fatti figli di Dio, viviamo una vita da figli del Padre o - Dio non voglia - il nostro Battesimo non faccia parte solo dei tanti 'ricordi', ma senza un seguito. Mentre il Battesimo, per la sua natura di rinascita, dovrebbe essere reso consapevole e diventare uno stile di vita secondo Ges. Affermava Paolo VI, cui, spesso, se osservate, ricorro, per la grande attualit del suo magistero: "Teniamo bene presente questo fatto. Al Battesimo noi abbiamo incontrato Cristo. Incontro sacramentale e vitale,

rigeneratore. Fu il nostro vero Natale. Ora attenzione! Che cosa comporta un simile incontro con Ges? ancora il Vangelo ci insegna: comporta seguire Cristo. Comporta uno stile di vita, comporta un impegno inscindibile, comporta una fortuna inestimabile. Qui, c' tutto. Qui la coerenza della nostra vita, qui la fedelt della nostra professione religiosa; qui il genio della nostra presenza in questo mondo; qui l'obbligo della nostra testimonianza morale; qui la nostra capacit a sovrumane virt; qui l'urgenza della nostra carit missionaria e sociale. Essere cristiani! Noi non faremo che ripetere: bisogna ridare al fatto di avere ricevuto il Battesimo, cio di essere stati inseriti, mediante tale sacramento, nel Corpo mistico di Cristo, che la Chiesa, tutta la sua importanza, specialmente nella cosciente valutazione che il battezzato deve avere della sua elevazione, anzi della sua rigenerazione alla felicissima realt di figlio adottivo di Dio, alla dignit di fratello di Cristo, alla fortuna, vogliamo dire alla grazia, della in abitazione dello Spirito Santo, alla vocazione di una vita nuova, che nulla ha perduto di umano, salvo la infelice sorte del peccato originale, e che di quanto umano abilitato a dare le migliori espressioni e sperimentare i pi ricchi e candidi frutti" (6 febbraio 1974). Non ci resta, carissimi, che rispolverare la bellezza del nostro Battesimo e farlo diventare riferimento di ogni atto della nostra giornata. Tutto, anche le cose pi ordinarie della vita, alla luce del Battesimo, possono diventare grandi e belle agli occhi di Dio. Un grande compito che, credo, tutti dobbiamo accogliere come 'tema della sinfonia della nostra vita'. Ci aiuti Ges, battezzato nel Giordano da Giovanni, che cos preghiamo: "Anche su di noi, Signore, tu hai fatto discendere lo Spirito nel nostro Battesimo e ci hai chiamati figli adottivi. Aiutaci a essere consapevoli di questa dignit e a testimoniare ogni giorno nel servizio ai fratelli l'amore che abbiamo ricevuto". Commento Matteo 3,13-17 Omelie.org (bambini)

Vangelo: Mt 3,13-17 Con questa domenica si conclude il tempo di Natale e ce ne accorgiamo subito, perch il Vangelo non ci parla del piccolo Ges, non ce lo mostra pi bambino, ma ormai cresciuto. Della vita quotidiana che per trent'anni Ges ha trascorso a Nazareth con Maria e Giuseppe, i Vangeli non ci raccontano nulla. Con un lungo salto nel tempo, ci lasciamo alle spalle il bimbo appena nato che i Magi hanno adorato domenica scorsa, e ci spostiamo sulle rive del fiume Giordano. Gi da tempo, proprio qui, Giovanni, il cugino di Ges, figlio di Elisabetta e Zaccaria, sta predicando il suo invito alla conversione. Tante persone rispondono al richiamo di Giovanni Battista e vanno da lui, al Giordano, per ricevere il Battesimo. Anche Ges va da lui: "Ges dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui." Ges si unisce agli altri pellegrini che chiedono di essere battezzati. Sta insieme a tutti, uno fra i tanti, senza farsi notare. Quando giunge il suo turno, per, ecco che Giovanni non lo vuole battezzare: "Giovanni per voleva impedirglielo, dicendo: Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?" Giovanni Battista guidato dallo Spirito di Dio, il pi grande di tutti i profeti, e quindi sa che il giovane uomo che gli sta di fronte non semplicemente suo cugino, ma il Messia atteso da sempre. il Cristo per cui lui, Giovanni, sta preparando la strada! Per questo si stupisce del desiderio di Ges di farsi battezzare: Giovanni battezzava come segno del desiderio di cambiare vita, come segno dell'impegno che ciascuno prendeva per lasciarsi alle spalle il male, il peccato... Che bisogno ha Ges di farsi battezzare, lui che senza peccato? Eppure Ges insiste, ci tiene proprio e convince Giovanni a battezzarlo. Per la domanda di poco fa ha girellato per un bel po' nella mia testa: perch Ges vuole ricevere il battesimo? Pensa e ripensa, dopo un po' mi si affacciata un'idea! Non sono sicura che sia quella giusta, ma intanto la condivido con voi e poi mi fate sapere che cosa ne pensate. Dunque dunque: come sappiamo gi, la gente che va da Giovanni a farsi battezzare, vuole cambiare la sua vita, dare un taglio al passato e

cominciare un modo nuovo di vivere, diverso da prima. Il battesimo nell'acqua del Giordano il segno per dire a tutti questo impegno che ogni persona prende con se stessa e con Dio. Fino a questo punto siamo d'accordo? S? Bene, allora vado avanti. Sappiamo che Ges non ha bisogno di lasciarsi alle spalle il male e il peccato, per sappiamo anche che da questo momento in poi, anche Ges cambia la sua vita! Per 30 anni, 30 anni, eh? Non pochi giorni! Per 30 anni, nessuno ha saputo granch di lui: lo conoscono solo i suoi parenti e la gente di Nazareth. Ha trascorso una vita normalissima, una vita come tante, senza niente di speciale. Una vita quotidiana scandita dal lavoro insieme a Giuseppe, dai pasti preparati da Maria, dalle conversazioni tranquille, familiari. Nessun segno particolare, niente che lasciasse capire che era il Figlio di Dio, il Messia atteso da sempre. Adesso, di fronte a Giovanni Battista, sulle rive del Giordano, Ges sa che la sua vita sta per cambiare completamente. Non pi solo figlio di Maria e Giuseppe, ma Rabbi, Maestro, sulle strade di tutta la Palestina. Non pi il silenzio tranquillo della bottega da carpentiere di Giuseppe, ma l'annuncio della Bella Notizia da portare a tutti. Il battesimo che Ges riceve da Giovanni non per il perdono o per la rinuncia al male, ma il segno del completo cambiamento che sta cominciando nella vita di Ges. Perci insiste tanto con il cugino, fino a convincerlo. Ed ecco che, appena Ges riceve il battesimo, accade qualcosa di impensabile. Ascoltiamo dal racconto dell'evangelista Matteo:"Appena battezzato, Ges usc dall'acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: Questi il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento" Sta succedendo qualcosa di misterioso e bellissimo: osserviamolo insieme, in ogni dettaglio. Prima di tutto, l'evangelista dice: "Appena battezzato, Ges usc dall'acqua". Vi capitato mai di partecipare a un battesimo? S? Di solito il sacerdote

versa un pochino d'acqua sulla testolina del bimbo che riceve il battesimo, vero? Vi ricordate? Perfetto! Invece Giovanni Battista faceva diversamente: faceva entrare le persone nel fiume e loro si bagnavano completamente, dalla testa ai piedi. Proviamo, allora, con gli occhi della mente, a vedere la scena di cui ci sta parlando il Vangelo: una giornata piena di sole, l'aria calda, c' tanta gente sulle rive del Giordano, si sente il brusio delle loro voci. Giovanni Battista con i piedi nel fiume e le persone si avvicinano ad una ad una, per essere immerse nell'acqua. Arriva il turno di Ges, convince Giovanni e riceve il battesimo, poi si rialza in piedi. Ges l, nel Giordano, ancora tutto gocciolante, quando dal cielo, luminoso e senza neppure una nuvola, vede scendere una colomba che si ferma proprio sopra di lui. Ges sa che non si tratta di un semplice uccello: lo Spirito Santo che si mostra cos! Secondo me lo Spirito Santo proprio simpatico! gli piace cambiare il suo modo di presentarsi. A volte vento, a volte un rombo come di tuono, a Pentecoste sceglie di farsi vedere come fiammelle danzanti... Sulle rive del Giordano, decide di prendere l'aspetto di una colomba. Ges lo riconosce, naturalmente, e si rallegra nel vederlo. Ma oltre alla presenza dello Spirito, si sente anche la voce di Dio Padre:"Questi il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento." Poche parole, ma cos belle, cos affettuose! Per prima cosa, infatti, Dio Padre dice: "Questi proprio mio figlio, il figlio che amo immensamente!" Pensiamo che gioia ha provato Ges in quel momento! Ogni figlio contento se il pap gli dice: "Ti voglio un bene immenso!" E la voce di Dio Padre aggiunge ancora: "in lui ho posto il mio compiacimento". Forse compiacimento pu sembrarci una parola strana, ma vuol dire semplicemente soddisfazione, gioia. Dio Padre sta dicendo: "Questo Figlio la mia gioia ed io sono contentissimo che sia proprio figlio mio!" Non bellissimo, questo? Sentire la voce di Dio che dice a Ges: "Sono veramente felice che tu sia mio figlio!" Ges deve essersi sentito veramente commosso e pieno di gioia!

Magari, quel mattino, quando era andato al Giordano per ricevere il battesimo, si era sentito un po' spaventato perch la sua vita stava per cambiare completamente. Chiss quante domande avr avuto nel cuore! Ma la voce di Dio Padre lo rasserena e gli d gioia: anche se da ora in poi dovr lasciare la sua casa, il suo piccolo paese, la vita che ha vissuto per tanti anni, sa che l'amore del Padre non lo lascia mai, mai, mai! Adesso fermiamoci un instante a pensare: anche noi abbiamo ricevuto il Battesimo, giusto? Anche se eravamo cos piccoli che non ci ricordiamo di quel giorno, siamo sicuri, per, che pure ad ognuno di noi Dio Padre, nel Battesimo, ha detto: "Tu sei mio figlio amato e io sono tanto tanto contento che tu sia mio figlio!" Forse a volte ce ne dimentichiamo e ci lasciamo prendere dalla paura e dallo scoraggiamento! Invece, questa settimana, ogni mattina e ogni sera, facendo il segno della croce, vogliamo riascoltare nel cuore queste parole bellissime di Dio Padre e rallegrarci del suo Amore! Commento a cura di Daniela De Simeis El Bautismo del Seor 9 de enero de 2011

La homila de Betania

1.- EL BAUTISMO DEL SEOR Por Jos Mara Maruri, SJ 2.- RENOVEMOS NUESTRO COMPROMISO BAUTISMAL Por Jos Mara Martn OSA 3.- EL SEOR INAUGURA UNA NUEVA ERA

Por Antonio Garca-Moreno 4.- NUESTRO COMPROMISO BAUTISMAL Por Gabriel Gonzlez del Estal 5.- LA CARTA DE PRESENTACION Por Javier Leoz 6.- LA SUAVIDAD DEL HIJO DE DIOS Por ngel Gmez Escorial

LA HOMILA MS JOVEN

TEOFANA Por Pedrojos Ynaraja

1.- EL BAUTISMO DEL SEOR Por Jos Mara Maruri, SJ 1.- Hace no muchos aos de la muerte de Juan el Bautista, y de la muerte y resurreccin de Jess. Ambos han hecho un gran impacto en el pueblo, y no pocos de los judeo-cristianos de las primeras comunidades cristianas haban recibido el bautismo de Juan. Era necesario aclarar ante estos judeo-cristianos las figuras de Juan y de Jess. Y por ello los evangelistas narran estos recuerdos de los comienzos de la predicacin de Jess. La figura seera de Juan, como el mayor entre los nacidos de mujer queda reconocida, pero al tiempo supeditada a la de Jess. Juan es el que

a su pesar bautiza a Jess. T vienes a que te bautice yo? Yo soy el que debe ser bautizado por ti. Pero es el Padre el que enva su Espritu sobre Jess y le reconoce como hijo muy amado y elegido, a la manera del Mesas elegido y profetizado por Isaas. Sobre l he puesto mi espritu. 2.- Para qu misin ha enviado el padre al Espritu sobre Jess? Nos contesta Padre paso haciendo el bien y nos dice Isaas: para declarar el derecho, lo que es justo, recto y honrado a todo el mundo. Pero no con la espada en la mano, castigando al que se aparta del derecho, no viene a apagar la mecha que an humea ni a pisar con furia la caa ya casi quebrada. Viene con tal sencillez a anunciar la Buena Nueva, que al comienzo de esa predicacin la llama Pedro sencillamente la cosa la cosa comenz en Galilea, con la sencillez de los hechos humanos que no deslumbra n, pero que al fin marcan un sendero de luz para los que tienen ojo para ver. Ser hombre de bien, recto, justo y honrado, ser misericordioso con los que yerran, pasar por el mundo sin hacer ruido pero siendo luz pasando haciendo el bien. Todo un programa para el Mesas y para cada uno de nosotros. Hemos sido bautizados, hemos recibido el espritu de Dios en el bautismo y la confirmacin, y hemos sido elegidos por Dios para qu? Para hacer grandes cosas? para ser hombres de empresa? grandes polticos? conocidas celebridades? NO .Sea nuestro campo el que sea a donde nos empuja el Espritu es a pasar haciendo el bien en la pequeez montona de la vida de cada da. 3.- Y hacer el bien tiene un objeto de ese bien que se hace, ese objeto sin duda es el hombre, todo hombre, porque para Dios no hay acepcin de personas.

Un mandamiento nuevo os doy que os amis como Yo os he amado. Mandamiento viejsimo como la misma humanidad, pero nos lo dio Jess una vez ms, por ltima vez en estos ltimos tiempos y con el condicionamiento de que tiene que ser un amor como el suyo, es decir hasta la muerte. Leed el evangelio de atrs para adelante o de adelante para atrs, y no vais a sacar otra conclusin que lo que Jess vino a hacer al mundo movido por el Espritu que el Padre derram sobre El, es crear un pueblo, el pueblo de Dios, que deba ser un pueblo de hermanos. 4.- Van a conocer que sois mis discpulos si os amis unos a otros, si os preocupis unos por otros, Os sealarn con el dedo diciendo Ese es discpulo de Jess, mira como se ocupa de los dems. Lo hacen as conmigo? O ms bien me sealan porque no pienso ms que en vivir bien, en que no me molesten, en ganar siempre ms. Que bonitas palabras para una esquela, para la piedra de una tumba, sin nombre siquiera solo un hombre o una mujer que pas haciendo el bien Qu luz dejaramos en este mundo como la dej Pedro Claver el apstol de los esclavos, el Padre Damin apstol de los leprosos, la Madre Teresa de Calcuta, o una luz, una estrella mucho ms sencilla y humilde, como la madre de familia, estrella que se pierde en el cielo profundo y oscuro, pero aade su resplandor y hermosura a millones de otras estrellas que han pasado haciendo el bien por el mundo.

2.- RENOVEMOS NUESTRO COMPROMISO BAUTISMAL Por Jos Mara Martn OSA 1.- Jess se solidariza con nosotros. Ms de una vez nos ha tocado hacer cola: en la taquilla del tren, en el hospital, en el cine. Cuando la

espera es muy larga se acaba nuestra paciencia, sobre todo si alguien se quiere colar. Entre la multitud penitente que, hace cola ante Juan el Bautista para recibir el bautismo, est tambin Jess. La promesa est a punto de cumplirse y se abre una nueva era para toda la humanidad. Este hombre, que aparentemente no es diferente de todos los dems, en realidad es Dios. Espera como uno ms su turno. Y la cola en la que espera Jess es la cola de los pecadores, que aguardan a que Juan los bautice, para iniciar una vida nueva aligerados del peso de su culpa. As se mostr Jess al mundo por primera vez, en un bautismo general de Juan. Llegado Jess al Jordn, se mezcla entre tantos hombres que piden el bautismo mientras expresan el dolor por sus pecados. Jess no conoce el pecado y no necesita ningn bautismo de penitencia, pero quiere participar de la suerte de sus hermanos pecadores. Precisamente para arrancar de ellos la culpa que los mancha, se solidariza con todos, y se pone a disposicin del Padre, que le va a exigir el sacrificio de su vida. 2.- Vino a este mundo a hacer la voluntad del Padre. El evangelista San Mateo nos dice a propsito de esta escena que Juan trat de impedir que Jess fuese bautizado. Nosotros muchas veces tambin nos resistimos a un Dios as. Y esto es un profundo misterio. Puede entenderse que nos resistamos a hacer un gran esfuerzo o a privarnos de algo apetitoso. Pero por qu resistirnos a ser amados? No tiene ningn sentido, y sin embargo, nos sucede. Abrimos la puerta del Reino cuando acogemos sencillamente el amor que viene de Dios. Permtelo por ahora, dice Jess y convence a Juan. En otro lugar le dir a Pedro, que no quera que le lavara los pies: Ahora t no comprendes lo que yo hago, pero lo entenders despus (Jn 13,7). Basta un permitir por ahora, un consentimiento provisional, un s por frgil que sea. Jess aclara a Juan la razn de su presencia en el Jordn: est bien que cumplamos as todo lo que Dios quiere. Es decir, nos anticipa lo que va a ser la justificacin de toda su misin: hacer la voluntad del Padre. En el momento decisivo del Huerto de los Olivos y de la Cruz tambin acept la voluntad del Padre. Jess es tambin uno de los nuestros, el Hijo del Hombre. Cristo hace

posible que todo ser humano sin excepcin pueda tambin ocupar su mismo lugar en esta escena del Bautismo. 3.- Manifestacin de la misin de Jess. El cielo se abre, como signo de la posibilidad de comunicacin entre lo humano y la divinidad; el Espritu desciende como una paloma, y se escucha la voz del Padre: ste es mi Hijo amado, en quien me he complacido. Jess sale de dudas sobre su persona y su misin cuando deja las aguas del ro A partir de ahora, empieza el cumplimiento de la misin de Jess, con el anuncio del Reino de Dios que se instala en el mundo. Jess cumple las palabras del profeta Isaas: est preparado para abrir los ojos al ciego, sacar a los cautivos de la misin y de la mazmorra a los que habitan en tinieblas. Su destino ser ser luz de las naciones. Y recordamos esto el da en que abandonamos ese tiempo lleno de lucecitas, que es la Navidad, y nos adentramos en ese otro con menos encanto Tiempo Ordinario, lo llama la liturgia--, de la cuesta de enero, las rebajas y las rutinas del trabajo. 4.- Nuestro compromiso bautismal. El bautismo de Juan era de penitencia, de preparacin. Por eso dice San Agustn que "vala tanto como vala Juan. Era un bautismo santo, porque era conferido por un santo, pero siempre hombre. El bautismo del Seor, en cambio, vala tanto cuanto el seor: era, por tanto, un bautismo divino, porque el Seor es Dios". Nosotros hemos recibido el autntico bautismo "en el Espritu Santo". Somos conscientes de la gracia recibida, de nuestra consagracin como sacerdotes, profetas y reyes? Nuestra misin es ser fieles al honor recibido, no traicionar el amor de Dios Padre. Nuestra misin es aspirar a la santidad --somos sacerdotes todos--, luchar por un mundo donde reine la justicia --nuestra misin proftica-- y servir a los ms necesitados con los dones recibidos --somos ungidos como reyes--. Renovemos nuestro compromiso bautismal en este da porque en nuestra vida de fe no debe haber "rebajas".

3.- EL SEOR INAUGURA UNA NUEVA ERA Por Antonio Garca-Moreno 1.- DIOS SABE ESPERAR.-"La caa cascada no la quebrar, el pabilo vacilante no lo apagar" (Is 42, 3) La caa cascada ya no sirve para nada, le falta consistencia. Mejor es tirarla, terminar de quebrarla, hacerla astillas para el fuego. Y el pabilo vacilante da poca luz, apenas si alumbra. Tambin dan ganas de apagarlo de una vez y encender otra luz ms fuerte y segura. As piensan los hombres. Tienen poca paciencia los unos con los otros. Se aguantan con dificultad, se echan en cara sus defectos, prescinden rpidamente de los que estorban, eliminan a los que no rinden. Dios no, Dios sabe esperar, Dios tiene una gran paciencia. Y al dbil le anima para que siga caminando, al que est triste le infunde la esperanza de una eterna alegra, y al que lucha y se afana intilmente le promete una victoria final, una victoria definitiva. "Promover fielmente el derecho, no vacilar ni se quebrar hasta implantar el derecho en la tierra y sus leyes que esperan las islas" (Is 42, 4) Cristo sigue promoviendo el derecho sobre la tierra, despertando en los hombres la inquietud por una justicia autntica. Su voz sigue resonando en las conciencias, reclamando el derecho de los oprimidos. La Iglesia es la continuacin de Jess, es el signo sensible de su persona, su voz clara y valiente. Lo dijo l: Quien a vosotros recibe, a m me recibe, y quien a vosotros escucha, a m me escucha. Seor, da fortaleza a tu Iglesia para que siga levantando la voz en defensa de la justicia, para que siga recordando a los hombres el mensaje de amor que t has trado a la tierra. Y concede a cada uno de nosotros una sensibilidad exquisita para todo lo que sea justo, una fidelidad heroica a las leyes divinas, a las normas del Evangelio, al Derecho de la Iglesia. Hacer justicia sin vacilaciones, vivir el Derecho, eclesistico o civil, sin quebrantos ni claudicacin alguna.

2.- DIOS SOBRE LAS AGUAS.-"La voz del Seor sobre las aguas" (Sal 28, 3) Se describe en este salmo el terrible espectculo de una tempestad que, como impresionante azote, descarga sobre la tierra su flagelo de lluvias torrenciales y lanza, rasgando las nubes plomizas, el dardo encendido de sus rayos. Los truenos que hacen temblar los valles y las montaas son para el salmista la voz del Seor, que retumba sobre las aguas de forma grandiosa y potente. Los vientos desencadenados y las aguas en cataratas sirven de smbolo para hacernos comprender, aunque sea de modo aproximado, el podero y la majestad de Dios. En esos momentos en que la tempestad es ms intensa y los truenos resuenan al unsono con el resplandor rutilante del relmpago, el hombre se ve pequeo e impotente, indefenso y frgil. Entonces es capaz de intuir la trascendencia y la majestad excelsa del Seor de los cielos y tierras. Es entonces tambin cuando la plegaria brota espontnea del alma, como un suspiro que se escapa o como un clamor desesperado. "El Dios de la gloria ha tronado" (Sal 28, 4) Ante la grandeza divina reflejada en el fragor de una tormenta el salmista nos exhorta a que aclamemos al Seor, postrados en honda adoracin, ante Dios, Creador y Redentor nuestro. En su templo sagrado ha de resonar un cntico unnime que glorifique el poder del Altsimo. Poder que aqu se destaca en relacin con las aguas, sobre las cuales su voz se hace sentir como un mandato que las suelta en aguaceros que caen a mares. El Seor, dice el canto sagrado, se sienta encima de las aguas como si estuviera sobre un trono. Y por esa soberana sobre esas aguas les confiere el poder de purificar hasta la mancha ms profunda del hombre, la del pecado original. As ocurre, efectivamente, en la celebracin del santo Bautismo cuando el agua derramada sobre el nefito en el nombre de Dios, uno y trino, lo lava de toda culpa y pecado. Pero el poder divino va ms all, pues el agua del Bautismo no slo lava, sino que adems fecunda el alma del nuevo cristiano, infundindole una nueva vida, la vida divina y transformndolo en hijo de Dios.

3.-LA OTRA JUSTICIA.-"Est claro que Dios no hace distinciones; acepta al que lo teme y practica la justicia..." (Hch 10, 34) Dios es distinto, totalmente distinto. Por eso su justicia es tambin diversa, diferente de la justicia de los hombres. sta consiste en dar a cada uno lo suyo, segn la conocida definicin de la justicia retributiva. La justicia de Dios va mucho ms all. Da a cada uno lo que le corresponde y mucho ms. Por eso la justificacin del hombre es totalmente gratuita, se debe no a los mritos del ser humano, sino a la infinita misericordia de Dios. No, Dios no es deudor de nadie; ni nadie tiene derecho alguno ante Dios. Su justicia equivale a su santidad, es decir, a su trascendencia, o ms claro an, a su inmenso amor, esa esencia inefable y misteriosa que rebasa infinitamente nuestra chata capacidad de entender y de amar... Conviene que cumplamos toda la justicia, dice el Seor al Bautista, que se resiste a bautizarlo segn los designios de Dios. Claramente se refiere esa justicia a los planes divinos de la salvacin, a la respuesta fiel del hombre a las exigencias divinas. A lo mismo se refiere Jess cuando afirma que lo primero es buscar el Reino de Dios y su justicia. La justicia de Dios, no la de los hombres, tan raqutica y tan meticulosa. "Me refiero a Jess de Nazaret, ungido por Dios con la fuerza del Espritu Santo, que pas haciendo el bien..." (Hch 10, 38) Jess de Nazaret practic siempre la justicia; pero no la humana, sino la de Dios. Es esa justicia la que le hace clamar "injustamente" en la cruz: Padre, perdnalos porque no saben lo que hacen. O lo que le dijo al buen ladrn: En verdad te digo que esta tarde estars conmigo en el paraso... As es la justicia de Dios: perfectamente combinada con la misericordia, con el perdn, con la benevolencia... Sed perfectos como vuestro Padre celestial es perfecto, sed misericordiosos como l lo es, justos con la justicia de Dios. Lo dems es cuento, demagogia barata, conformismo, estrechez de miras, ramplonera... Entonces, s habr paz, comprensin, perdn, alegra, amor. La justicia, s; pero la de Dios. Esta es la justicia que Cristo ha

predicado y esa la que la Iglesia proclama, esa la que los hombres de Dios han de predicar, esa la que todos hemos de practicar. Sin dejarnos engaar con argumentos falaces que hablan a gritos -porque no tienen razn- de una justicia que no es la de Dios. 4.- BAUTISMO DE CRISTO.- "... y se present a Juan para que lo bautizara" (Mt 3, 13)Despus de treinta aos de vida oculta, ignorada de todos en una de las ms recnditas y olvidadas aldeas de Palestina, Jess desciende hacia el Jordn para iniciar su ministerio pblico. Hasta entonces su enseanza haba sido sin palabras, aunque desde luego una enseanza muy elocuente e importante. En ese tiempo, en efecto, nos hizo comprender el valor de una vida sencilla, de una existencia ordinaria vivida en sus mil pequeas cosas con un grande y profundo amor, que saba dar relieve y altura a lo ms corriente. Leccin fundamental para la inmensa mayora de los hombres cuya existencia tambin transcurre, da tras da, en un entramado de pequeos deberes. Un ejemplo que nos ha de llevar a dar valor a lo ms pequeo y ordinario, que al vivirlo con amor y esmero por hacerlo bien puede alcanzar la bendicin y la sonrisa de Dios. Cuando Jess lleg al Jordn para bautizarse, el Bautista se resisti a hacerlo. No entiende cmo ha de bautizar a quien est tan por encima de l. Tampoco comprende de qu se habra de purificar quien era la pureza misma. Pero el Seor vence su resistencia pues as lo disponan los planes del Padre. Ante todo para ensearnos la primera leccin que ha de aprender quien quiera entrar en el Reino de los cielos, la leccin de la humildad. Luego lo repetir de muchas formas y en repetidas ocasiones. Nos ensea, en efecto, que es preciso hacerse como nios y que quien se humilla ser exaltado, o que quien quiera ser el primero que sea el ltimo. Tambin alabar la humildad de la mujer cananea, o el valor de la pequea limosna que ech una pobre viuda en el gazofilacio del Templo. Tambin se alegrar y alabar al Padre porque ha ocultado los misterios ms altos a los sabios y a los orgullosos, y se los ha revelado a los

sencillos y pequeos. Tambin nos dir que aprendamos de l, que es manso y humilde de corazn. Por otra parte, se bautiza porque ha venido a cargar con los pecados de la Humanidad y redimir as al hombre de la servidumbre a que estaba sometido desde la cada de Adn. Jess, como vaticin el profeta Isaas, es el Cordero de Dios que carga con los pecados del mundo para expiarlos con su mismo sacrificio. As pues, en su Bautismo comienza el Seor su misin redentora, inaugura una nueva era al dar a las aguas el poder de purificar a cuantos creyendo en l se bautizaran, una vez consumada la redencin en la cruz. El Bautismo de Cristo es as un modelo de lo que es el nuestro. Tambin nosotros, al ser bautizados, adems de ser purificados del pecado original, hemos sido objeto del amor del Padre, hemos recibido al Espritu Santo que ha morado, y mora si estamos en gracia de Dios, en nuestro cuerpo y en nuestra alma como en su propio templo.

4.- NUESTRO COMPROMISO BAUTISMAL Por Gabriel Gonzlez del Estal 1.- Hoy se acaba el tiempo litrgico de Navidad; Jess tiene ya treinta aos. Hasta ahora ha vivido una vida socialmente humilde, callada y annima, como un judo observante y fiel a la Ley de Moiss. Ha sido circuncidado, pero no bautizado. Para los hombres judos la circuncisin era un rito imprescindible para entrar a formar parte del pueblo de Israel, del pueblo elegido por Dios. De que el nio fuera circuncidado se encargaban los padres del nio, cuando este era an muy pequeo. La circuncisin era para los hombres judos un rito muy parecido a lo que es hoy para nosotros el sacramento del bautismo, tal como hoy lo practicamos. El bautismo, en cambio, supona una decisin personal de consagrarse a Dios y de renunciar al pecado. El que decida bautizarse,

decida cambiar de vida, empezar a vivir para Dios, cumpliendo fielmente la Ley de Dios. As era el bautismo de Juan: un bautismo de arrepentimiento de los pecados y de conversin a Dios. A este bautismo es al que se present Jess, ponindose en la fila de los que queran ser bautizados, como un judo ms. Bien, lo que sucedi ya lo sabemos; nos lo cuenta hoy San Mateo, en su evangelio. Yo quiero ahora hacer una reflexin, ms pastoral que teolgica, sobre el tema del bautismo, para nuestro tiempo de hoy. Nosotros fuimos bautizados a los pocos das de nacer. Nos bautizaron en el bautismo de Jess, no en el de Juan Bautista, y lo decidieron nuestros padres, siendo fieles a su fe y a su tradicin cristiana. Pero resulta que muchos de nuestros jvenes hoy no tienen ya la fe de sus padres y no quieren vivir en ella. Qu debemos hacer los padres, catequistas y sacerdotes en estos casos? Yo creo que debemos acentuar la importancia y el significado personal y cristiano de la renovacin de las promesas del bautismo. Cada joven debe decidir y expresar libre y conscientemente ante la Iglesia de Cristo si quiere vivir como bautizado, en la fe de la Iglesia. Tiene que aceptar su bautismo como un compromiso personal y como una decisin definitiva de vivir como cristiano. Los que no quieran aceptar su bautismo, viviendo como autnticos cristianos, merecen todo nuestro respeto, pero no los podemos considerar como cristianos. No queremos llamar cristiano a un joven por el simple hecho de haber sido bautizado por la decisin de sus padres, sino al que decide libre y personalmente vivir su compromiso bautismal. 2.- Sobre l he puesto mi espritu. Jess de Nazaret fue ungido por Dios con la fuerza del Espritu Santo, y pas haciendo el bien y curando a los oprimidos por el diablo. Cuando fue bautizado por Juan, Dios le llam su Hijo amado, su predilecto. Cuando nosotros somos bautizados, somos bautizados en el Espritu de Jess y Dios nos considera sus hijos. Cmo debe manifestarse en nosotros el Espritu de Jess? Evidentemente haciendo el bien e intentando curar, en la medida de nuestras posibilidades, a las personas que se hallen esclavizadas por algn mal. En

la primera lectura, el profeta Isaas nos dice que el siervo de Yahv traer el derecho y la justicia a los pueblos, abrir los ojos de los ciegos, liberar a los cautivos y a los que habitan en las tinieblas. Todo esto lo har con mansedumbre y con fortaleza. Este debe ser nuestro programa, como personas que hemos sido bautizados en el Espritu de Cristo: ayudar siempre a los dems, empezando por los ms desfavorecidos, actuando siempre con amor y fortaleza cristiana. Pues para esto fuimos bautizados en el Espritu de Cristo.

5.- LA CARTA DE PRESENTACIN Por Javier Leoz Lleg el final de la Navidad pero, lo importante, comienza ahora. Con el bautismo del Seor se inicia tambin su ministerio, su misin. Qu carta de presentacin por parte de Dios hacia su Hijo! Mi predilectoescuchadle 1.- Hoy, al celebrar el bautismo de Jess, vemos como Dios nuevamente- se manifiesta poderosamente sobre El. Qu buena ocasin, por otro lado, para refrescar nuestras promesas del bautismo. Para dar gracias a Dios por aquellos padres que acercndonos al ro Jordn de la pila bautismal, quisieron que Dios se manifestara, se hiciera presente por la fuerza del Espritu Santo en nuestras almas para que fusemos gente de bien y para hacer el bien. 2.- Hoy, de nuevo, podemos decir: Feliz Navidad! Dios, en el bautismo de Cristo, vuelve a derramar su gracia, a llenar con su poder toda la persona de Jess. Con el bautismo expresamos nuestra fe y, como Jess, nuestra ntima comunin con Dios. Seremos capaces de reavivar, actualizar y revivir todo esto? El Bautismo del Seor es su carta de presentacin. En Beln, escasamente unos pastores, los magos, Jos y Mara, se percataron de un

gran misterio: Dios hecho hombre. Ahora, Jess, desciende con el resto de los hombres, por obediencia, cumpliendo la voluntad del Padre, y venciendo la resistencia de Juan Bautista, al bautismo de penitencia. A partir de este momento, Jess, todo lo que haga y diga lo realizar y lo proclamar como Hijo de Dios: la Palabra del Padre lo ha acreditado. 3.- En cuntos momentos quisiramos que, alguien, certificara y defendiera nuestra sabidura, o nuestras capacidades para un determinado puesto profesional o para mil intereses nobles o personales. En el Bautismo del Seor contemplamos el testimonio que da el Padre sobre su Hijo cuando descendiendo al ro Jordn, sin necesidad y sin pecado, humildemente cumple con el rito marcado. Cmo puede ser que Jess, el hombre sin mancha se mezcle entre los pecadores? Quin es ese que, hasta el mismo precursor, lo seala como Cordero definitivo que extermina todo pecado de la humanidad? Quin es? Es Cristo! Quiso compartir con nosotros, desde el pesebre, nuestra fragilidad, lo hace ahora con el Bautismo, continuar repitindolo con enfermos pecadores, tristes, hambrientos y afligidos y..con otro bautismo de sangre nos redimir y nos salvar. Y todava nos preguntamos quin es ese? 4.- Queridos hermanos; sigamos a Jess. Le acompaemos en su causa, en la promocin de la justicia, la verdad; en su intento de llevar a los hombres y mujeres de nuestro tiempo a descubrir el rostro del Dios vivo. Renovemos nuestro propio bautismo somos otros cristos y no olvidemos que, tambin nosotros, hemos sido ungidos por el Espritu Santo. Nunca nos faltar su auxilio.

Ojala que, esta fiesta del bautismo de Jess nos ayude a sentirnos ms hijos de Dios, mejores hijos de Dios y a dar lo mejor de nosotros mismos. 5.- GRACIAS, DIOS Y PADRE! Porque, en el bautismo de Jess, de nuevo te revelas y hablas. Te expresas, oh Dios, como siempre lo haces: con autoridad y, a la vez, con amor. Lo haces porque, sabes que el hombre, necesita del soplo de Jess para vivir de su mano, para levantarse de su amor, para llegarnos hasta Ti de tu mirada, para sentirnos amados GRACIAS, DIOS Y PADRE! Porque, sorprendentemente, las nubes se abren y, lejos de desprender agua, derraman palabras divinas, consuelo para una humanidad resquebrajada esperanza para un mundo perdido. GRACIAS, DIOS Y PADRE! Porque al bajar Jess al ro Jordn tienes sed de nosotros, de nuestro amor y de nuestra generosidad

de nuestra conversin y de nuestro corazn Porque no dejas de buscarnos: Lo hiciste en Beln Lo hiciste con ngeles pregonando la Navidad Lo hiciste con una estrella buscando a los Magos Lo hars, dejando a tu Hijo, clavado en una cruz Lo hars siempre que sea necesario, Seor Por el hombretodo Eres as, Dios y Padre Siempre ofreciendo amor al hombre GRACIAS, DIOS Y PADRE!

6.- LA SUAVIDAD DEL HIJO DE DIOS Por ngel Gmez Escorial 1 - Merece la pena pronunciar despacio las dos siguientes frases que hemos escuchado en las lecturas de hoy. La primera procede de la profeca de Isaas: "La caa cascada no la quebrar, el pbilo vacilante no lo apagar". La segunda, del Libro de los Hechos de los Apstoles: "Jess de Nazaret, ungido por Dios con el Espritu Santo, que paso haciendo el bien y curando a los oprimidos por el diablo, porque Dios estaba con l". Ambas narran la forma de ser y actuar de Cristo, porque, no quebrar la caa cascada, ni apagar el rescoldo dbil, curar a los oprimidos todo ello contiene un mensaje de paz, con suavidad fsica y espiritual y mucho consuelo. Pueden stas ser, sin duda, las frases ms hermosas del Nuevo Testamento y que reflejan bien la actividad de Jess. Hay mucha paz,

suavidad, humildad y servicio a los dems en el cristianismo y ello debera ser reflejado ms por todos y, sobre todo en este tiempo de violencias. 2.- Se nos ocurre decir que la liturgia de la Misa tiene una enorme fuerza descriptiva que afianza aun ms los textos que leemos. El relato de Isaas en este da del bautismo del Seor contiene uno de los prrafos tal como ya hemos citado-- ms hermosos de toda la Escritura dedicada al Seor Jess: "La caa cascada no la quebrar, el pbilo (el rescoldo)vacilante no lo apagar". Y tambin: "No gritar, no clamar, no vocear por las calles". Es, como decamos, la imagen de la suavidad de Cristo, de su mansedumbre, de su talante siempre afable. Luego, San Pedro va a decir en los Hechos que "pas haciendo el bien y curando a los oprimidos por el diablo; porque Dios estaba con l". Pedro con una sencillez impresionante resume en muy pocas palabras la misin de Jess y su naturaleza. Es, por supuesto, otro texto magnfico. 3. - Cristo se va a bautizar como uno ms, pero entonces se oye la voz poderosa del Padre que lo declara desde el cielo "su hijo amado, su predilecto." Es el mismo Padre quien no quiere en ese momento el anonimato producido por la modestia de Jess. Es necesario conocer que la fuerza de Dios tambin est en el Seor. Lo dice Mateo en su texto. Hace unos das, al celebrar la Epifana, se mostraba lo mismo: la presencia pblica y jubilosa del Nio Dios al mundo, representado por los Reyes Sabios de Oriente. El Dios omnipotente presenta a su Hijo con dimensin humana, con la medida que todos los hombres deberamos tener: la de la paz y la suavidad. 4.- Hay muchas ocasiones en la vida del cristiano en que pretendemos tomar el megfono y a cristazo limpio como dijo Miguel de Unamuno-imponer creencias a gritos, con el mximo ruido posible. Pero, no es lgico; ni adecuado, si somos coherentes con la verdadera condicin de cristianos, porque enseguida nos enfrentamos a un Seor Jess afable, silencioso, sonriente, que no rompe la caa quebrada, ni su mpetu apaga

la poca lumbre que todava queda en la vieja hoguera. Y es que pas haciendo el bien y curando a los oprimidos. Hizo de la quietud y serenidad la demostracin del enorme amor que senta por los hermanos que le rodeaban. En su Bautismo el Espritu Santo unge a Jess para la misin redentora, pero la magnificencia de Dios queda --en ese momentoen lo alto. Abajo en la tierra comienza el Reinado de la paz y del amor. En ese equilibrio entre fuerza y suavidad est lo mejor que podemos aprender nosotros de nuestro Dios. 5. - Con la solemnidad del Bautismo del Seor termina el tiempo de Navidad e iniciamos el Tiempo Ordinario. La escena del Jordn es el principio de la vida pblica del Salvador. A nosotros se nos abre tambin un tiempo normal, de camino corriente, tras la maravilla que hemos celebrado en Navidad. Pero tambin es tiempo de espera y de conversin. Esta primera parte del Tiempo Ordinario terminar en el Mircoles de Ceniza y con ella se inicia la Cuaresma, el ascenso hasta la Pascua gloriosa. Todos los tiempos y los momentos sirven para nuestra conversin. Y una caracterstica de nuestro cambio de la bsqueda del hombre nuevoha de ser el de la paz y la afabilidad. Jess es afable y pacifico. Y as debemos ser nosotros. Recomendamos muy sinceramente, leer y releer esta semana los textos de la Misa. Y meditarlos en el silencio de nuestros cuartos y en la --deseable-- paz de nuestras almas.

LA HOMILA MS JOVEN

TEOFANA Por Pedrojos Ynaraja 1.- El Papa Juan-Pablo II introdujo un nuevo conjunto de misterios para el rezo del rosario. No s que resultado piadoso puede tener la iniciativa, mxime cuando alguno de ellos queda un poco desdibujado. Pero lo

cierto es que el primero: el bautismo del Seor en el Jordn, es muy apropiado. Imagino siempre, al rezarlo y tratar de contemplarlo, lo que pensara Santa Mara cuando se enter de que su Hijo haba dejado Galilea, haba atravesado el Jordn y se haba ido al encuentro del Bautista. Seguramente qued pasmada. Pas Juan su juventud e inicios de madurez en el desierto. La tradicin lo localiza junto a Ein-Karen, al oeste de Jerusaln. Es un desierto de arboleda. La soledad en un tal lugar, es muy diferente a la que se vive en un sitio de amplios horizontes, como los de arena, el de Jud, o el emblemtico del Sahara, el que siempre creemos que es modelo que debern copiar los dems, sin que sea as. Actualmente, bajo un santuario precioso, pequeo y solitario, que pocos peregrinos visitan, continua este desierto repleto de rboles. Creo recordar que la mayora son pinos, pero de lo que estoy seguro es que hay encinas y algarrobos. Me guardan en Jerusaln unas cuantas bellotas escogidas de este bosque, para ver si consigo que me nazca alguna encina, que pueda dejar de recuerdo en alguno de los lugares donde ejerzo mi ministerio. 2.- La cosa es que se hizo mayor nuestro buen hombre y march a las orillas del Ro. Unos 35 Km. le separaban y un desnivel de unos 1.100 metros. El Jordn por all esta en su curso final, baja plcido, lento y formando mltiples meandros. Como explcitamente dice el evangelio que se trataba de la orilla izquierda, es all donde he ido ilusionado. La arqueologa confirma la veracidad y las excavaciones prosiguen. Lamentablemente, el ro bblico baja enormemente sucio, prcticamente es el final de cloacas, tanto de Israel, como de Palestina y de Jordania. Goza de cierta soledad el paraje, se levantan algunas iglesias y recientemente se ha iniciado una latina. Pero en el lugar del bautismo, en la orilla, siempre se podr evocar la gran gesta del Bautista, repleto como est de arbustos, juncos y zarzas espinosas. 3.- Ya he hablado en diversas ocasiones de l, de su estilo de predicacin, de su coherencia y valenta. Fueron estas virtudes las que atraan a las

gentes de toda categora a escucharle y conmovidos reconocan la veracidad de lo que escuchaban y la bajeza de sus propias costumbres. Era tajante en sus afirmaciones y muchos aceptaban su indigencia espiritual. Se atrevan a reconocerlo pblicamente y a manifestar su deseo de conversin. Juan entonces, solemnemente, los hunda en el curso del agua y salan ellos tranquilizados, porque este reconocimiento pblico de sus pecados, calmaba sus conciencias. No nos dicen los textos que todos fueran valientes y pidieran el bautismo, parece que este acto de humillacin, pocos eran capaces de solicitarlo. No nos ha de extraar, pues, su sorpresa, cuando vio acercarse a Jess. Un hombre de desierto, est preparado para las grandes intuiciones y l adems estaba impregnado desde el seno de su madre Isabel, de la gracia del Altsimo. Reacciona con humildad, reconoce que, pese a la vida de austeridad que ha llevado, cuando est al lado del Mesas, su pequeez y limitaciones son motivo de que solicite el bautismo. Jess con gran honradez se niega, era un gran admirador de la labor de preparacin a la que estaba entregado y, paradjicamente, es l el que le pide ser bautizado. 4.- Qu conversin pretenda lograr? De qu pecados se arrepenta? Cmo iba a enriquecerle espiritualmente el gesto? En el Jess de este momento estamos, como ms tarde en Getseman, presentes nosotros. En nuestro nombre, representndonos, incorporndonos a s mismo, se quiere bautizar. Y Juan accede por fidelidad. El texto dice que el Seor lo quiere y l, pese a no entenderlo, cumple lo que le dicen. En la pequeez del acto se encierra tal grado de humildad, que la plenitud de la Divinidad debe manifestarse. Explota el Cielo, se manifiesta el Espritu en forma de paloma y el Padre se hace difano, mediante su voz. A este fenmeno religioso le llamamos una Teofana. 5.- Es el complemento que corona la ingenua historia de Navidad. Jess, trabajador autnomo de labores de la construccin, se alejara seguramente de Nazaret de cuando en cuando y a Santa Mara no le extraara quedarse sola. Al enterarse de a lo que se haba sometido y de su inmediata partida a la soledad del desierto de Judea, donde pas los

40 das de ayuno y oracin, reconocera que el Seor continuaba revelndosele. Recordara las palabras de Gabriel: ser santo, ser llamado Hijo de Dios. Cul sera la nueva revelacin, pensara entonces? La Fe de Mara, como la nuestra, es un riesgo, y ella fue siempre fiel esclava del Seor, tambin ahora que, en vez de presumir y buscar xitos, como cualquier hijo de vecino, su Hijo se humillaba. La manifestacin solemne de la Divinidad, le recordara lo que le contaron los pastores y la estrella prodigiosa que haba guiado a los sabios extranjeros. En la soledad de su viudez, meditara todo esto, enriqueciendo su corazn. LA FIESTA 1. NOTA PREVIA Este domingo est plenamente en la rbita de las celebraciones de Navidad-Epifania. Lo que ante todo debe an subrayarse es la manifestacin de JC. Y esta manifestacin adulta de JC puede compensar la presentacin predominantemente centrada en la infancia (las fiestas de Navidad-Epifania hablan de la infancia de JC y son tambin fiestas en las cuales nuestros nios ocupan un primer lugar). La predicacin hoy, complemento del ciclo navideo y pocos das despus de la Epifana, debera ser una seria presentacin del hecho de que la misin de JC y nuestro seguirle, no son slo "cosas de nios" sino una tarea -una lucha- plenamente adultas, plenamente conscientes y responsables. TRASFONDO BBLICO: Los tres ciclos dominicales repiten hoy las dos primeras lecturas y varan el evangelio. Las dos primeras lecturas indican que no se trata fundamentalmente de celebrar el bautismo de J. (y menos el nuestro) sino de la manifestacin de Dios que autentica la persona y la misin de JC. Todo lo que el pueblo de Dios esperaba (1.lectura) y todo lo que J. hizo y la Iglesia cree y anuncia (2. lectura) est incluido en la proclamacin del Jordn: J. es el hombre lleno del Espritu de Dios que podr manifestar y comunicar

al Padre, al Dios del amor (ya que l es el Hijo, el amado, "en quien he puesto mi amor "=" el que es el predilecto"). La escena del bautismo nos es presentada por Lc con evidente intencin del paralelismo con la que l mismo describir como acontecimiento inicial de la Iglesia (Pentecosts). De ah que Lc atribuya a Juan la profeca de que "el os bautizar con Espritu Santo y fuego". Se trata, por tanto, de subrayar el inicio de la misin proftica de JC, que despus continuar en la Iglesia de sus discpulos. Es preciso tener tambin en cuenta la importancia que la primera comunidad cristiana daba a este hecho del bautismo de J. como inicio de la realizacin eficaz de su misin (vase la 2. lectura: el resumen caracterstico de la predicacin de Pedro = el esquema fundamental de los sinpticos = el esquema bsico de la primera predicacin cristiana). EL BAUTISMO DE JESS Y NUESTRO BAUTISMO: Un peligro fcil de la predicacin de hoy sera el de abandonar el tema y el hecho del bautismo de JC para dedicarse a hablar catequticamente de nuestro bautismo. Peligro porque -como decamos antes- se omitir una importante complementacin del ciclo Navidad-Epifana que es a la vez introduccin para los domingos de durante el ao que vamos a comenzar (JC, el hombre lleno del Espritu que nos revela el amor del Padre), y peligro tambin porque podra identificarse excesivamente el bautismo de Juan con el bautismo de la Iglesia. El bautismo de la Iglesia es ms asimilable al hecho de Pentecosts que no al hecho del Jordn. Con todo, ello no significa que no quepa una posibilidad de relacionar uno y otro. No tanto en sus aspectos objetivos como en los subjetivos (aunque unos y otros estn siempre vinculados). Me explico: la narracin del bautismo de J. permite adivinar en este hecho una toma de conciencia del hombre Jess de la misin que el Padre le encomienda. Toma de conciencia en la cual indudablemente influye la predicacin de Juan y la espera mesinica

de los "pobres de Israel". Y que se manifestar progresivamente (Transfiguracin, Pasin con la afirmacin ante el Sanedrn). Como dicen los evangelios: Jess "crece" ante Dios y ante los hombres. Tambin nuestro bautismo-confirmacin tiene un aspecto de toma de conciencia (que no necesariamente coincide cronolgicamente con el momento del sacramento: tambin puede crecer despus) del amor gratuito de Dios, de la donacin del Espritu, que nos impulsa a realizar una misin tambin mesinica de vivir y comunicar el amor de Dios, continuando el camino de JC. En el bautismo de nios realizado en la Iglesia, es sta quien lo afirma y reconoce; puede bautizar al nio porque el don del amor de Dios no est condicionado al reconocimiento del nio, aunque el bautismo (y la confirmacin, dos realidades ntimamente vinculadas, casi como dos momentos del mismo sacramento) no conseguir su plena realidad hasta que el nio no lo asuma por la fe. Es un camino que empieza por la iniciativa de Dios, pero la actuacin del hombre debe ser respuesta coherente con este amor de Dios. ESQUEMA POSIBLE: 1) Debera comenzarse subrayando la vinculacin de esta fiesta con lo que hemos celebrado en los das de Navidad-Epifana. Aquel nio es un hombre que viene a revelar y realizar la voluntad del Dios que nos ama. Por eso es el ungido con el Espritu de Dios. Durante todos los domingos del ao escucharemos su Palabra para seguir su camino. 2) Porque su camino sigue en nosotros. Tambin nosotros hemos recibido el Espritu de Dios para manifestar y realizar el amor de Dios. Es lo que signific nuestro bautismo-confirmacin. Cmo seguimos este camino? Cmo lo vivimos? 3) La primera y segunda lectura ofrecen amplias posibilidades de concretar qu significa continuar el camino de JC. Se nos habla de "traer el derecho a la naciones", de liberacin de los oprimidos (ltimos versculos de la 1. lectura), sin quebrar la caa cascada ni apagar el pbilo vacilante. Y Pedro nos define la tarea de JC como un pasar "haciendo el bien" y liberando "a los oprimidos" por cualquier mal. Ntese tambin cmo (y es una nueva conexin con la fiesta de Epifana) ambas lecturas acentan

el carcter universal, abierto a todos, de la manifestacin de Dios en JC (y, por tanto, en la Iglesia). J. GOMIS MISA DOMINICAL 1977, 1

2. FIESTA DE TRANSICiN La fiesta del Bautismo del Seor es una fiesta que comporta una cierta complejidad tanto en su sentido como en su comprensin, y a la vez una gran riqueza de contenidos que la hacen atractiva y sugerente. Por un lado, es ste un domingo de transicin: el Bautismo del Seor cierra el ciclo de Navidad e inaugura a la vez la primera semana del tiempo ordinario. Con la escena del bautismo culmina la manifestacin de Jess como Hijo de Dios que hemos celebrado a lo largo de toda la Navidad, pero a la vez se nos presenta a un Jess ya adulto, dispuesto a iniciar su ministerio pblico. Esto comportar, sin duda, alguna dificultad en la ambientacin, la cual, aunque contine siendo navidea, tendr que eliminar el protagonismo del nio Jess en el pesebre. Por otro lado, el bautismo de Jess tiene un contenido y un sentido propio que lo diferencian del sentido y significado del bautismo cristiano. Pero tambin es cierto que este bautismo de Jess de alguna manera prefigura, e inevitablemente evoca, nuestro bautismo, y ser oportuno recoger tambin esta referencia. - OTRA TEOFANA El bautismo de Jess es una escena epifnica, que certifica una vez ms la divinidad de Jess. En este sentido el bautismo culmina el ciclo navideo: si la Navidad es la manifestacin de Cristo en el mbito humilde de Beln, y la Epifana es la manifestacin universal, a todos los pueblos, el Bautismo es la manifestacin absoluta, en

plenitud, de la divinidad de Cristo. De hecho, podramos afirmar que, propiamente, el Bautismo es un eco o continuacin de la fiesta de Epifana, ya que completa su sentido con otra escena de tipo epifnico o teofnico. El ncleo de la liturgia de hoy es el texto del evangelio que nos muestra a Jess en el momento de ser bautizado por Juan en el Jordn, y es ungido por el Espritu Santo y proclamado Hijo de Dios por la voz del Padre desde el cielo. Sin duda, esta escena est muy elaborada, presenta un gran contenido teolgico, y concretamente trinitario: el Padre revela que Jess es su Hijo y lo unge con el don del Espritu. A partir de aqu, Jess ya puede empezar a llevar a trmino la misin encomendada por el Padre en medio de los hombres. Los textos eucolgicos insisten en este carcter teofnico de la escena del bautismo: en el bautismo de Cristo, en el Jordn, quisiste revelar solemnemente que l era tu Hijo amado envinndole tu Espritu Santo (colecta); en este da manifestaste a tu Hijo predilecto (ofrendas); hiciste descender tu voz desde el cielo, para que el mundo creyese que tu Palabra habitaba entre nosotros; y por medio del Espritu, manifestado en forma de paloma, ungiste a tu siervo Jess, para que los hombres reconociesen en l al Mesas, enviado a anunciar la salvacin a los pobres (prefacio) - EL BAUTISMO DE JESUS Y NUESTRO BAUTISMO Como decamos antes, el sentido del bautismo que Jess recibe es distinto al del bautismo cristiano. El mismo Juan dice en el evangelio: Yo os he bautizado con agua, pero l os bautizar con Espiritu Santo. El bautismo de Juan era un bautismo de conversin, una expresin del deseo de convertirse. El hecho de que Jess se ponga en la cola de los pecadores es un signo ms de la encarnacin de Dios entre los hombres: l, que no necesitaba puruficacin ninguna, se identifica con todos aquellos que quieren convertirse. Pero el bautismo, en s mismo, tan slo tiene este valor simblico. Lo importante de la escena es la teofana que se produce en el

marco del bautismo de Jess. En cambio, nuestro bautismo es un sacramento real, que nos hace hijos de Dios y, por la fuerza del Espritu Santo, nos incorpora a Crsito muerto y resucitado. A pesar de estas diferencias, no hay duda de que hay resonancias de nuestro bautismo en toda la liturgia de hoy. Si tomamos las lecturas propias del ciclo B, en la 1. lectura tenemos un texto de Isaas que, con la clave del agua, nos anuncia los planes de Dios: Od, sedientos todos, acudid por agua ...venid a m: escuchadme y viviris. Con la misma imagen del agua, insiste el salmo en la salvacin que Dios nos ofrece: Sacaris agua con gozo de las fuentes de la salvacin. Y en la 2. lectura, de la primera carta de san Juan, se nos explica cmo todos nosotros hemos nacido de Dios por la fe en el hijo. De alguna manera, pues, el bautismo de Jess prefigura el nuestro, en el sentido de que, as como en aquel momento el Padre certific la filiacin divina de Jess ungindolo con el Espritu antes de iniciar su misin, tambin nosotros en el bautismo somos consagrados hijos de Dios en Jesucristo por el Espritu Santo. Tal como afirma el prefacio: en el bautismo de Cristo en el Jordn has realizado signos prodigiosos, para manifestar el misterio del nuevo bautismo. Tambin en la oracin colecta pedimos: concede a tus hijos de adopcin, renacidos del agua y del Espritu Santo, perseverar siempre en tu benevolencia. Y en la poscomunin: que escuchemos con fe la palabra de tu Hijo para que podamos llamarnos, y ser en verdad, hijos tuyos. As, pues, hoy es un da apropiado para rememorar nuestro bautismo, para agradecerlo a Dios y tambin para renovar nuestro compromiso bautismal. Con uno u otro signo (el cirio pascual, la aspersin, los bautizos durante la misa, el credo dialogado) hoy hemos de expresar que la Iglesia, pueblo de bautizados, renueva su adhesin a Cristo. XAVIER AYMERICH MISA DOMINICAL 2000, 1, 41-42

3. FIESTA QUE CIERRA EL CICLO DE NAVIDAD La fiesta del Bautismo del Seor enlaza con la Epifana por su condicin de celebracin de la primera manifestacin pblica de Jess, al comienzo de su ministerio. Hemos pasado, en la celebracin de los misterios, de la infancia a la edad adulta de Jess. La antfona de entrada (Mt 3,16-17) expresa bien el contenido celebrativo de esta solemnidad: "Apenas se bautiz el Seor, se abri el cielo, y el Espritu se pos sobre l. Y se oy la voz del Padre que deca: ste es mi Hijo, el amado, mi predilecto". Hay varios signos epifnicos: el abrirse el cielo, cerrado para la humanidad por su pecado, el posarse sobre Jess el Espritu en un gesto que recuerda la primera creacin, ungindole como Mesas, y la voz del Padre manifestando que aquel hombre, aparentemente pecador, es su Hijo predilecto (prefacio). Esto mismo expresa la oracin colecta: "Dios todopoderoso y eterno, que en el Bautismo de Cristo, en el Jordn, quisiste revelar solemnemente que l era tu Hijo amado envindole tu Espritu Santo"... El Bautismo de Jess es la revelacin solemne, la epifana esplendorosa de quin es aquel que forcejea para que Juan le bautice. Con esta fiesta se cierra el ciclo navideo de las manifestaciones de Dios en la carne, para dar paso al tiempo ordinario. EL MISTERIO DEL NUEVO BAUTISMO Jess se acerca al Jordn para someterse al Bautismo de penitencia, al que Juan invitaba como preparacin para recibir el Reino de Dios. Pero en el Bautismo de Jess tienen lugar "signos prodigiosos" (prefacio). Esos signos se ordenan a "manifestar el misterio del nuevo Bautismo" (prefacio), del Bautismo en el agua y el Espritu Santo, que trae Jess. Por l, los cristianos sepultados en Cristo,

renacen a l por una vida nueva. Por l quedan libres de todo pecado y se convierten en hijos de adopcin; por l, incorporados a Cristo, entran a formar parte de un pueblo sacerdotal que proclama en el mundo las maravillas de Dios. BAU/QU-ES: Es ste un buen da para presentar a los fieles toda la profundidad del Bautismo cristiano como: el primer sacramento de la nueva Ley, sacramento de la fe, nacimiento a la vida de Dios, sacramento pascual (Ritual del Bautismo de nios 3-6; Catecismo 535-537). El Bautismo es el fundamento de la llamada a la santidad, el fundamento del deber y derecho a vivir el culto "en espritu y en verdad". Es el primera peldao del proceso de iniciacin cristiana, que debe crecer con el don efusivo del Espritu (Confirmacin) y el sentarse por primera vez a la mesa del Seor (Eucarista). DEL BAUTISMO DEL JORDN, POR EL MISTERIO, A LA CRUZ Y RESURRECCIN Jess en el Bautismo del Jordn asume "la realidad de nuestra carne para manifestrsenos" (2a oracin colecta). La asume en aparente condicin pecadora, como siervo, posedo totalmente por el espritu, en condicin humilde y paciente. Su misin es promover el derecho y la justicia, siendo luz y liberando de las esclavitudes de los hombres (Is 42,1-4.6-7). El libro de los Hechos resume la misin de Jess poniendo en boca de Pedro la sntesis del anuncio de la fe ( 10,37-38): "Conocis lo que sucedi en el pas de los judos, cuando Juan predicaba el bautismo, aunque la cosa empez en Galilea. Me refiero a Jess de Nazaret, ungido por Dios con la fuerza del Espritu Santo, que pas haciendo el bien y curando a los oprimidos por el diablo: porque Dios estaba con l". Lstima que el texto de la 2. lectura se corte en ese punto y no contine la exposicin del misterio pascual completo, que incluye la pasin, muerte, resurreccin de la que los apstoles son testigos (Hech 10,39-43). Con el Bautismo Jess

comienza su camino ministerial de proclamacin de la Buena Nueva, que le llevar a la cruz y resurreccin. Es el Espritu Santo el que, desde el Bautismo, le ir conduciendo cual nuevo Isaac (Gen 22,12); desde el Jordn Jess emprende su camino hacia el sacrificio de su vida y la glorificacin. LAS PECULIARIDADES DE LUCAS Lucas destaca como peculiaridad de su Evangelio que "Jess tambin se bautiz", aadiendo la circunstancia "en un bautismo general". Lucas destaca el detalle de solidaridad de Jess con el pueblo entero que acuda a Juan necesitado de conversin. Lucas precisa algo que los restantes sinpticos no indican: "En aquel tiempo el pueblo estaba en expectacin". Se haba creado una situacin especial de anhelo y de esperanza en torno a Juan. Jess sintonizando con este "movimiento", hacindose uno ms, mostrndose como un penitente ms, se acerca a Juan. As asume la condicin humana, incluso la apariencia de pecado y realiza la profeca de Isaas: "No gritar, no clamar, no vocear por las calles. La caa cascada no la quebrar, el pbilo vacilante no lo apagar" ( 1. lectura) y lo que afirma la 2a: "...pas haciendo el bien y curando a los oprimidos por el diablo". Es todo un ejemplo para los bautizados, que renunciando al pecado estn llamados a compartir toda la realidad humana en una solidaridad que se concreta en el amor de Dios. As seremos imagen de Cristo que nos am6 hasta el fin y lo asumi todo, excepto el pecado. RAMIRO GONZALEZ MISA DOMINICAL 1995, 1

4. Hoy celebramos la fiesta del "Bautismo del Seor". Santo Toms de Aquino hablaba de los "misterios de la vida de Cristo": el resplandor de Dios en el hombre Jess de Nazaret. l ser hoy el centro de

nuestra celebracin y de nuestra contemplacin: l, bautizado en el Jordn. 2) Es una fiesta nueva, que an no tiene tradicin y pasa desapercibida por el pueblo. Para la gente, las fiestas de Navidad se han terminado. Pero litrgicamente se prolongan hoy y el domingo prximo, en el que todava escucharemos el testimonio de Juan y asistiremos a la "transferencia" de discpulos entre Juan y Jess (en el Ciclo B). 3) El evangelio da el tono, porque incluye el relato del bautismo. El bautismo es, segn los estudiosos, uno de los datos histricos ms seguros de la vida de Jess. Los evangelistas estn interesados en subrayar que, aun siendo bautizado por l, Jess es superior a Juan: ste es el sentido de las palabras que Mc pone en boca de ste, en las que contrapone bautizar slo con agua y bautizar con el Esp. Sto, como ya encontramos en el segundo domingo de Adviento-B. 4) El relato del bautismo tal como figura en los evangelios no es una descripcin de lo que acaeci, sino un relato teolgico, que va dirigido a unos creyentes (los lectores del libro). Inaugura, con el relato de las tentaciones (cara y cruz), el ministerio pblico de Jess, de la misma manera que el relato de la transfiguracin (cf. segundo domingo de Cuaresma) da paso a la segunda parte de este ministerio, que desemboca en la muerte en Cruz. Este tipo de textos teolgicos que toman forma narrativa ya los hemos encontrado en las fiestas de Navidad. Haramos un pobre servicio a los fieles si presentsemos el bautismo de Jess como una historieta maravillosa y no nos esforzramos en poner de manifiesto su contenido. 5) Quin es Jess de Nazaret? Aquel en el cual hay comunicacin entre cielo y tierra (el cielo no est "cerrado" se ha "rasgado": "Ojal rasgases el cielo y bajases!": Is/63/19:1er.domingo de Adviento); aquel sobre el cual baja como una paloma el Espritu de Dios (cf. 1a.lectura); aqul "ungido por Dios con la fuerza del Esp. Sto" (2a.lectura) Este es el sentido de la teofana del Jordn. Este es

el Jess que escuchamos cada domingo. 6) La colecta da el paso del misterio del bautismo de Jess a nuestro bautismo: "concede a tus hijos de adopcin, renacidos del agua y del Esp. Sto., perseverar siempre en tu benevolencia": por el bautismo somos incorporados sacramentalmente al misterio del bautismo de Jess. J. TOTOSAUS MISA DOMINICAL 1991, 1

5. J/BAU. LA EPIFANA EN EL BAUTISMO DEL SEOR ANTICIPA LA PASCUA. CR/APOSTOLENVIADO DE XTO POR LA UNCIN DEL ESPRITU. J/LIBERADOR. EL CRISTIANO-COMO XTO-RECIBE EN EL BAUTISMO UNA MISIN LIBERADORA. -Orientaciones para la celebracin. Terminamos con este domingo las fiestas de Navidad. En la iglesia ha de mantenerse hasta hoy la decoracin navidea. La fuente bautismal ha de estar iluminada y adornada con flores, con el cirio pascual encendido. Es bueno renovar tambin las promesas bautismales despus de la homila, en lugar de recitar la profesin de fe con el Credo. Tambin sera conveniente celebrar el bautismo en alguna Misa (cf. Ritual, p. 25). -La gran manifestacin. Las iglesias orientales celebran el bautismo del Seor en la fiesta de la Epifana. La iglesia latina ha preferido en esta fiesta leer el evangelio de la adoracin de los magos. Pero, ciertamente la gran Epifana, tal como consta en los cuatro evangelios, y en la primitiva predicacin de los apstoles (cf. 2a.lect.), es el bautismo en el Jordn. Aqu tiene lugar la gran Teofana que ya anuncia la Pascua. El Padre manifiesta, proclama, que Jess es su Hijo, el amado; y el Espritu desciende del cielo sobre las aguas como una paloma (PALOMA/BAU) recordando el fin del antiguo diluvio y el establecimiento de una Alianza nueva, definitiva.

Fijmonos que todo eso tendr su plenitud en la Pascua: entonces, en la resurreccin, Jess es declarado Hijo de Dios (cf. Rom 1, 4) y se convierte en emisor del Espritu (cf. Jn 20, 22). La Epifana, celebrada sobre todo en el bautismo del Seor, anticipa la Pascua. Conviene remarcar esta visin sobre todo porque ahora, segn la nueva ordenacin del ao litrgico, celebramos el bautismo de Cristo el domingo que cierra el ciclo de Navidad. Conviene recordar asimismo que nuestra Pascua empez el da de nuestro bautismo, porque ste es sepultura y resurreccin con Cristo. Hay que insistir en la valoracin del bautismo del Seor como misterio salvador, ya que los fieles occidentales suelen desconocerlo, pues en la liturgia latina nunca se celebraba en domingo y, por esta causa, no se predicaba. -El Bautismo de Jess y el nuestro. Conviene aclarar que el bautismo que recibi Jess no es el primer sacramento de la Iglesia que nosotros hemos recibido y que celebramos. Los fieles suelen armarse un lo con todo eso. Hay que subrayar que el bautismo de Jess en el Jordn anunci el nuevo bautismo (cf prefacio de la misa). Efectivamente por el bautismo nosotros somos incorporados a Cristo, formamos una sola cosa con l: miembros de su Cuerpo. Sobre nosotros, pues, baja la voz del Padre: Eres mi hijo! El Espritu viene tambin sobre nosotros y nos pone en el corazn la nueva alianza, el amor de Dios que nos hace exclamar: Abba!Padre! Por eso es apropiado hoy celebrar el bautismo en la misa con la comunidad reunida, y tambin renovar las promesas del bautismo despus de la homila con la profesin de fe bautismal. Tambin es conveniente empezar la misa con la aspersin con el agua bendita. -Segn Pedro (2a.lect.), el inicio de la vida evanglica de Jess, el Enviado (Apstol) del Padre, fue el bautismo en el Jordn. Dios le consagr, le ungi con el Espritu y l empez a "pasar haciendo el bien" por todas partes y liberando a los que vivan oprimidos por el Maligno.

Nuestra vida de enviados del Padre y de Cristo arranca tambin de la consagracin bautismal, de la "uncin del Espritu". En el A.T el ungido es el elegido de Dios, el enviado, el designado para llevar a trmino una misin salvadora. Por el bautismo y la confirmacin (que forman la unidad sacramental bsica, juntamente con la eucarista, de la vida cristiana) nos convertimos en "apstoles", enviados. Recibimos de Cristo y con l la misin de pasar haciendo el bien por todas partes. No hay que olvidar que hoy especialmente, en esta eucarista dominical, renovamos los sacramentos recibidos: bautismo y confirmacin, segn las palabras de Pedro en la segunda lectura, y tambin en el evangelio: la presencia, la uncin del Espritu en el bao bautismal. -El Siervo de Dios, liberador. Como primera lectura leemos un fragmento del primer canto del Siervo de Yahv. Es un RETRATO MAGNIFICO, para nosotros, los creyentes en Cristo, de LA HUMANIDAD DE JESS, enviado del Padre. J/SIERVO: Una magnfica introduccin, desde el A.T., al misterio de la nueva Alianza que hoy celebramos. El Siervo est totalmente posedo por Dios, quien se ha complacido en l (cf. Mt 3, 17) y le ha dado su Espritu. El Siervo es el enviado, el ungido, el Mesas por antonomasia. Ha recibido la misin de llevar a trmino el designio de Yahv: lo hace con mansedumbre, con humildad, sin gritar. "La caa cascada no la quebrar, el pbilo vacilante no lo apagar". Pero permanece firme en su misin: hasta que el designio de Yahv se haya cumplido. El Siervo-Mesas es el gran liberador: devuelve la vista a los ciegos, la libertad a los presos, saca a la luz a los que vivan en tinieblas. "Como el Padre me ha enviado, as os envo yo a vosotros" (/Jn/20/21). Los que somos una sola cosa en Cristo por el bautismoconfirmacion- eucarista participamos de su misin, la continuamos en el mundo. Con humildad, mansedumbre y firmeza hemos de llevar adelante NUESTRA MISIN LIBERADORA.

P. LLABRS MISA DOMINICAL 1990, 1

6. MONICION DE ENTRADA. La liturgia de hoy nos va a poner ante la presentacin "oficial" de Jess en pblico. Su aparicin ante los hombres y mujeres de su poca para dar comienzo a los que tradicionalmente se ha llamado su "ministerio pblico". Pero, como punto de partida en esta cuestin, como es lgico y normal, lo primero ser presentar al "protagonista": quin es Jess? El evangelio de hoy nos dar una respuesta clara, una respuesta de fe, a esta pregunta: es el Hijo predilecto de Dios. Damos tambin nosotros a Jess en nuestra vida esa predileccin?; quiz en nuestras teoras y en nuestros esquemas mentales Jess sea preferente. Pero tambin en las obras? Ah est la cuestin. Comencemos nuestra celebracin dispuestos a revisar nuestra postura vital prctica ante la figura de Jess. DABAR 1982, 10

EL JORDN La fiesta de la Epifana, lo mismo que la de Navidad, es una fiesta pascual. Uno de sus aspectos, recogido ahora en una celebracin particular, el bautismo de Cristo, nos liga ms todava al misterio de Pascua. Porque el bautismo de Cristo en el Jordn es la manifestacin de la salvacin otorgada a los hombres: el pecado es destruido y se concede la adopcin filial a los vivientes. Cristo es ah declarado Hijo. Es el Cordero de Dios que quita el pecado del mundo; es ungido Rey mesinico. Estos temas desarrollados por los

Padres orientales y por su liturgia hacen del bautismo de Cristo el centro de la Teofana. Cuando se lee el Nuevo Testamento para estudiar en l el bautismo cristiano, se cae en la cuenta de que la base de la tradicin a este respecto est constituida por el relato del bautismo de Jess. Se contiene en los Sinpticos (Mt 3, 13-17; Mc 1, 9-11; Lc 3, 21-22); san Juan en su evangelio supone el acontecimiento conocido y remite a l (Jn 1, 32-34). Esta escena del bautismo de Cristo es una de las ms frecuentemente representadas en la iconografa cristiana. No es indiferente que fuese en el Jordn donde bautizaba san Juan. Sin duda, es el nico ro de Palestina, pero los Padres de la Iglesia han visto en l, paralelamente al mar Rojo, un tipo del bautismo. Orgenes escribe a propsito de esto: "Para que admitamos la interpretacin del Jordn que calma la sed y est lleno de gracia, ser de utilidad citar a Naamn, aquel sirio curado de la lepra. De la misma manera que nadie es bueno, sino uno solo, Dios Padre, as entre los ros ninguno es bueno, ms que el Jordn, capaz de librar de la lepra a aquel que con fe lava su alma en Jess" (ORGENES. Comentario sobre san Juan Vl, 47, GCS 4, 155). Orgenes refiere, pues, al Antiguo Testamento el poder purificador del Jordn. San Lucas, por otra parte, recogiendo el episodio del Segundo Libro de los Reyes (5, 14), haba escrito: "Y muchos leprosos haba en Israel cuando el profeta Eliseo, y ninguno de ellos fue curado, sino Naamn, el sirio" ( Lc 4, 27). En su homila sobre san Lucas, Orgenes comentar estos versos de Lucas en el mismo sentido (ID., Homila sobre san Lucas 33 SC 87 399). El paso del Jordn por Elas y Eliseo llama tambin la atencin de Orgenes: "Hay que observar que Elas, en el momento de ser arrebatado al cielo por el huracn, habiendo tomado su manto, lo enroll y golpe con l el agua que se dividi en dos y pasaron ambos, Elas y Eliseo.

Estuvo ms preparado para ser arrebatado a lo alto estando bautizado en el Jordn, ya que Pablo, segn hemos dicho, ha denominado al paso milagroso del agua, bautismo" (ORGENES, Comentario sobre san Juan, 6, 46, GCS 4, 155). El paso del mar Rojo y el del Jordn son dos figuras tradicionales del bautismo. Sin embargo, el Nuevo Testamento, a propsito del bautismo de Jess no seala este paralelismo, como lo hizo para Elas. No obstante, en el paso del Jordn por Josu los Padres han visto el tema de la liberacin que caracteriza el paso del mar Rojo. Dado que Josu es una figura de Cristo (Josu-Jess), su paso del Jordn se ha considerado tipo bautismal. SAN GREGORIO NISENO escribe en su tratado sobre el bautismo: "T te has revolcado durante mucho tiempo en el barro, apresrate hacia mi Jordn, no ante la llamada de Juan, sino a la voz de Cristo. En efecto, el ro de la gracia corre por todas partes. No tiene cauces en Palestina para desaparecer en el vecino mar, pero envuelve la tierra entera y desemboca en el Paraso, corriendo a contracorriente de los cuatro ros que all descienden y llevando al Paraso cosas ms preciosas que las que salen de l. Porque stos aportan perfumes, cultivo y germinacin de la tierra; y l, hombres engendrados por el Espritu Santo. Imita a Jess, hijo de Nav. Lleva el Evangelio como l el arca. Abandona el desierto, es decir, el pecado. Atraviesa el Jordn. Apresrate a la vida segn Cristo, hacia la tierra que da frutos de alegra, donde segn la promesa corren leche y miel. Derriba a Jeric, la vieja costumbre, no la dejes fortificarse. Todas esas cosas son figura nuestra. Todas son prefiguraciones de las realidades que ahora se manifiestan" (Citado por Danielou, Biblia y Liturgia). El Jordn representa, pues, aqu al bautismo, cuyo tipo es el paso del ro por Josu. ADRIEN NOCENT EL AO LITURGICO: CELEBRAR A JC 2

NAVIDAD Y EPIFANIA SAL TERRAE SANTANDER 1979, pg. 97 ss.

REFLEXIONES 1. NO ES LA FIESTA DE NUESTRO BAUTISMO. -La fiesta de nuestro bautismo? Hoy celebramos el Bautismo del Seor, sobre todo, porque en ese momento la voz del Padre proclam que Jess es su Hijo amado y predilecto. Por tanto, aun cuando a lo largo de la celebracin puede hacerse alguna alusin a nuestro bautismo, ste no debe constituir ni el centro de nuestra reflexin -aunque pudiera resultar ms cmodo- ni el contenido principal de nuestra celebracin. Hoy no es la fiesta de nuestro bautismo. J.M. BERNAL MISA DOMINICAL 1985, 2

2. BAUTISMO DE JESS.MANIFESTACIN DE DIOS COMO PADRE, HIJO Y ESP.STO. -El Bautismo como hecho histrico y como teofana. Sin duda, en la vida del hombre Jess de Nazaret el hecho de su bautismo por Juan en el Jordn signific un momento muy importante. Es el momento del paso de lo que podramos llamar su vida como un judo normal a su manifestarse como el Enviado del Padre para anunciar la Buena Noticia del Reino de Dios para todos. De la vida de Jess antes de este momento, apenas sabemos nada (y lo que se ha escrito en algn libro reciente son simples fantasas sin ningn valor histrico, sin ninguna base creble).

El Jess que se manifiesta y se da a conocer como Palabra de Dios y que acta movido por el Espritu de Dios, el Jess que es objeto de la predicacin de los Apstoles, es el que comienza a actuar y a hablar desde el momento de su bautismo. Con todo, si los evangelios dan tanta importancia a este hecho, si las iglesias cristianas de Oriente lo escogieron como centro de la fiesta de la Epifana -para ellos muy importante, ms que la Navidad-, si nosotros lo celebramos tambin en este domingo inmediato a nuestra fiesta de la Epifana del Seor no es slo por su importancia en la vida histrica de Jess. Es porque desde la predicacin de los Apstoles, desde los evangelios que recogieron por escrito esta predicacin, desde la ms antigua liturgia de las diversas iglesias cristianas se ha visto este momento de la vida de Jess como el momento inicialmente clave de la manifestacin no slo de Jess, sino tambin de Dios como Padre, Hijo y Esp. Sto. Podramos decir que -desde la perspectiva de la fe cristiana- no es slo el momento de la manifestacin pblica de Jess como Enviado de Dios, sino tambin el momento de la manifestacin de la Trinidad de Dios. De aquella manifestacin de la Trinidad que realizar plenamente la Pascua. El Bautismo de Jess y el cambio que signific en su camino humano, es sin duda un hecho histrico (dira que trascendental en la historia de la humanidad). La manifestacin de la Trinidad de Dios es algo distinto porque supone una visin de fe. Los evangelios hablan de una voz venida del cielo que se oye, de una paloma que tambin baja y se posa en Jess... Lo ms probable es que se trate de modos de hablar escogidos por los evangelistas en su esfuerzo para expresar lo que slo es perceptible desde la fe. Modos de expresar que aquel hombre llamado Jess era realmente el Hijo amado del Padre, era el Hombre lleno del Espritu Santo de Dios. Y que, por eso, a travs suyo, a travs de sus palabras y obras que entonces empezaban a manifestarse, podamos entrar en relacin con la Trinidad de Dios.

Para nosotros -y es lo que celebramos en la Eucarista de hoy- Jess es actualmente el Hijo que nos da a conocer al Padre porque en l radica la plenitud del Espritu. Y lo celebramos no como un hecho antiguo sino como un hecho de fe que motiva toda nuestra vida actual. Porque nosotros creemos que es verdad aquello que expres y realiz nuestro bautismo: que por nuestra fe, que es seguimiento de Jess como Hijo de Dios, tambin nosotros conocemos y amamos a Dios como Padre nuestro, tambin nosotros tenemos como mximo don y gracia al Espritu Santo, al Espritu de Dios en nosotros, que gua e impulsa nuestro camino de cada da. Es lo que celebramos cada domingo y hoy de un modo especial en esta fiesta del Bautismo del Seor que recuerda nuestro bautismo. J. GOMIS MISA DOMINICAL 1989, 1

3. J/MESIAS "Decir que Jess es el Mesas significa relacionar a Jess con la utopa". La utopa cristiana. Utopa significa "lo que no est en ningn lugar". No est en ningn lugar porque es un bastin, una meta por conquistar, una meta harto difcil, una meta no lograda, pero no irreal. "Real es todo aquello que hace realmente feliz al Hombre" (Cabodevilla). La utopa es necesaria como el aire para respirar, y hasta tal punto que "ser hombre significa tener una utopa" (Ernest Bloch-E). La utopa puede definirse como algo inalcanzable. Definicin que no sirve cuando se trata del Reino de Dios, que est ya ah aunque todava no, que est en el camino pero lejos de la meta, que ha germinado pero an no es tiempo de recoleccin y cosecha... Con la certeza, al final, de un "ya" definitivo.

Es, pues, la utopa cristiana meta para tender a ella, norte para buenos aventureros, brjula para arriesgados caminantes. Es como un sueo, pero diferente: soar con manzanas y encontrarse una, en la mano, al despertar. S, una en la mano porque es el plan de Dios y El anda al quite. He aqu la utopa cristiana: "que nadie desate a nadie las sandalias", es decir, que nadie niegue a nadie sus derechos, que nadie niegue a nadie el amor, que nadie renuncie a llamar a nadie "hermano"... Que nadie niegue a nadie el pan, la vida, la calle, el abrazo, el hogar... La tarea est cargada de escollos y dificultades y no soplan buenos vientos para la utopa. Los nuevos tiempos inaugurados por Jess son arriesgados, pero nos va en ello el ser. Cuando somos incapaces de utopa viene la ley para aplacar y meter al personal en varas, y an est por demostrar que la ley haya hecho avanzar a la humanidad ms que la solidaridad y el amor. Cuando la Iglesia, en la noche de los tiempos, perdi su capacidad de utopa e intemperie, aprendi matemticas, se interes por sistemas de seguridad, empez a frecuentar, con asiduidad, la mesa de los seores, volvi la espalda a la sencillez y frescura de la Primitiva Comunidad y los montes alumbraron dos mil y muchos cnones... Aprendi a contar los millones de hambrientos, a catalogar las verdades en seguras y menos seguras y pact con los poderosos a travs de su propia escuela de diplomacia... pero no empuj, con decisin, el tren de la solidaridad, perdi, casi, el comboy de la juventud, y llor, en soledad, el mal trato de los poderosos. Se qued sin utopa. Pero siempre permaneci, en esta misma iglesia, un resto de creyentes, hilo conductor de la utopa e insignificante "grano de mostaza" en Francisco de Ass, Alberto Magno, Bernardo de Claraval, Teresa de Jess y tantos otros, que han llegado hasta nosotros, a travs del Vaticano II, como reto e invitacin para que la mecha humeante no se extinga. Soemos, alma, soemos...! No s

quin ha dicho que "el hombre es un dios cuando suea y un mendigo cuando calcula" BENJAMN CEBOLLA DABAR 1989, 8

4. ES/LIBERTAD: ESPRITU Y LIBERTAD ESPRITU Y ESPRITUS. Cuando los evangelistas describen el bautismo de Jess, su atencin no se centra tanto en el rito purificador del agua como en la accin del Espritu Santo que desciende sobre l. Sin duda, quieren dejar bien claro desde el comienzo que Jess, el protagonista de las pginas que van a seguir, es un hombre lleno del Espritu de Dios que le hace invocar a Dios como Padre y le urge al servicio de los hermanos necesitados. No parece nuestra sociedad actual demasiado abierta al Espritu de Dios. Pero, sorprendentemente, cuando los hombres se cierran al Espritu, caen esclavos de una multitud de "pequeos espritus". Estamos asistiendo entre nosotros a un renovado inters por la parasicologa, la astrologa, el tarot, el ocultismo y los horscopos. Y no siempre es curiosidad cientfica o puro pasatiempo. Con frecuencia, la fe es sustituida por las ms curiosas supersticiones y, a falta de verdadera espiritualidad, se nos infiltra, de mil maneras, toda clase de "espiritismos". Incluso estamos observando el renacimiento de recetas, mtodos, frmulas y caminos de salvacin donde se intenta, de manera mgica, poner al Espritu Santo al servicio de nuestros deseos.

Cuando la religin es utilizada desde una actitud no religiosa y la invocacin al Espritu Santo se reduce a asegurar la "obtencin de favores", la fe queda vaca de su verdadero contenido. Abrirse al Espritu es otra cosa. Se trata de acoger humildemente la presencia creadora de Dios en nosotros. Dejarse purificar y modelar por el Espritu que anim toda la actuacin de Jess. Vivir desde la fe la experiencia de un Amor que nos envuelve y nos hace invocar a Dios como Padre y acercarnos a los otros como hermanos. Los verdaderos "favores" del Espritu Santo son los frutos que suscita en nosotros: "amor, alegra, paz, tolerancia, agrado, generosidad, lealtad, sencillez, dominio de s" (1Co/12/06-11). JOS ANTONIO PAGOLA DABAR 1989, 8

5. La memoria del bautismo de Jess en el Jordn quiere responder a una serie de interrogantes que se plante la comunidad primitiva y que se formulan tambin hoy. Quin es Jess? En qu se funda la autoridad de su mensaje? Jess es el siervo de Yahv (1. lectura) que ha pasado haciendo el bien (2. lectura). La narracin de Marcos (evangelio) tiene una intencin esencialmente epifnica: la manifestacin de la divinidad de Jess. PERE FRANQUESA MISA DOMINICAL 1985, 2

6. CR/AUTENTICO: FALSO CRISTIANO.

Es difcil encarnar en la vida las exigencias del bautismo. Nunca result sencillo ser cristiano. Y buena prueba de ello es el catlogo de los mrtires, de los que sufrieron violentamente la muerte y de los que tambin sufrieron violencias, aunque murieran de "muerte natural". Todo eso, por qu...? Porque el bautizado slo puede ser consecuente con su fe en el mundo, pero en un mundo que se ha agazapado cmodamente en una situacin hostil. Sorprendente, pero as es: la misma sociedad que nos empuja alegremente hacia la pila bautismal, resulta ser luego la primera interesada en que no ejerzamos nuestro compromiso bautismal. Cuntos gritos no se daran en todos los peridicos, si un sacerdote osase aconsejar a ciertos padres que no bautizasen a su hijo! Y, sin embargo, ningn grito, ninguna denuncia contra esa sociedad que trata de sofocar todo brote cristiano y que margina inexorablemente a quienes tratan de vivir autnticamente el Evangelio, o la doctrina social de la Iglesia. Cabra preguntarse: qu tiene que ver con el Evangelio el capitalismo, el hedonismo, las grandes fortunas, el paternalismo enervante con que se menosprecia a los trabajadores, el clasismo, la arbitrariedad, y tantas otras cosas que tienen patente de corso en nuestra sociedad? Pero, a pesar de todo, resulta amable situarse de parte del dinero, del poder, del bienestar... sin sentir la ms mnima vergenza de sabernos bautizados, es decir, hijo de Dios. Es posible que nos creamos hijos de Dios? Todos? As, como vivimos? Lo peor de esta situacin es que el hombre trata de dividirse en dos: el ciudadano que coquetea y se casa con todo eso antievanglico, y el seudo-creyente, que pretende recluir su bautismo en el "foro interno". Pero as no es posible ser cristiano. Todo aquel que sistemticamente -por miedo o comodidad- trata de evadirse del mundo y sus problemas, no slo no es un cristiano, sino que ni siquiera es un hombre. Quiz sea un extra-terrestre. EUCARISTA 1971, 11

7. En efecto, en los dems evangelistas viene narrado cmo sobre el bautizado se abrieron los cielos, descendi el Espritu en forma de paloma y se dej or la voz invisible del Padre: "Este es mi Hijo muy amado" (/Mt/03/17:/Mc/01/11:/Lc/03/22). Toda la Santsima Trinidad se manifiesta para dar testimonio de la encarnacin del Hijo, es decir, de la manifestacin de Dios en carne humana. La fe de la Iglesia fluye de esta manifestacin divina y del testimonio que la acompaa; la liturgia bebe tambin su fuerza y esplendor en ella. Pues su fe es el mismo Dios encarnado y la liturgia no hace otra cosa que celebrar al Dios aparecido en carne humana. Mas qu sera esta fe si, a una con el Dios hecho hombre, no conmemorase tambin al crucificado y al resucitado? Qu sera esta liturgia si, junto con el Dios que se nos aparece en carne humana, no viese tambin a la carne humana de Dios elevada y glorificada? La fe y la liturgia de la Iglesia no son nicamente fe y liturgia de Navidad, sino que son fe y liturgia, sobre todo, de Pascua. La manifestacin de Dios hecho hombre no hace ms que echar las races de su fe, y constituye su objeto en cuanto es inseparable de la cruz y de la resurreccin. Lo mismo de siempre: el mensaje completo de la Navidad es ste: Dios viene y nos salva. La salvacin, empero, reside en la cruz y la resurreccin. Mirndolo desde este punto de vista, comprendemos con cunta razn la Iglesia funda su fe, y la liturgia de Epifana alcanza su culmen, en el bautismo del Jordn. Al ser este bautismo una resplandeciente epifana de Jess, es decir, una manifestacin de su Divinidad, testimonio infalible de su aparicin en carne humana, es tambin un anticipo simblico y una imagen de su pasin, muerte y resurreccin. El bautismo en el agua es una clara alusin al bautismo de sangre en la cruz, del cual dijo Jess: "Tengo que recibir un bautismo. Y cun angustiado me siento hasta tanto que se vea cumplido!" (Lc/12/50). Por ello, el bautismo del Jordn se presenta como smbolo de su determinacin de sufrir, lo mismo que de su

subsiguiente resurreccin salvadora. Smbolo que se ofrece al comienzo, mejor dicho, en el punto crucial de su camino terreno, que de Beln y Nazaret, pasando por el Jordn y el desierto, sube hasta Jerusaln. Por esta misma razn la conmemoracin litrgica del bautismo del Jordn convierte a la Epifana en el total misterio de la encarnacin, muerte y resurrecin del Seor, y le permite correr parejas en importancia y en amplitud redentora con la fiesta de Pascua. Porque, as como sta culmina en la venida del Espritu Santo, de la misma manera viene representado este llegar a la perfeccin pascual en el Bautismo del Jordn. En efecto, del Jordn, igual que de la tumba, sube Cristo; sobre el se mece el Espritu Santo en figura de paloma y la voz invisible del Padre da testimonio de El: "Este es mi Hijo muy amado". Qu es esto sino la plenitud de redencin que nos viene con Pentecosts, anticipada aqu en imagen? Es la cima de la redencin que nos viene a los cincuenta das de la fiesta de Pascua: en ella, el Espritu Santo unge y llena de su fuerza vital divina la naturaleza humana, purificada ya con la sangre de Cristo y resucitada con El de la muerte del pecado, y luego la incorpora con Cristo a la vida de la Santsima Trinidad, tal como nos lo anuncia el Evangelio del da de Pentecosts: "Aquel que me ame, guardar mi palabra y mi Padre le amar y vendremos a l para habitar en l" (Jn/14/23). Teniendo en cuenta que este hombre purificado en el bautismo de sufrimiento de Jess y glorificado por su resurreccin, lleno ya de Dios, no es uno slo, sino ms bien un cuerpo compuesto por muchos miembros, podemos ahora comprender enteramente el porqu de celebrar hoy la liturgia de Epifana el bautismo de Jess en el Jordn, visto desde el aspecto de bao nupcial de la Iglesia. Podemos, asimismo, comprender la razn de por qu, al celebrar la Epifana, se presenta a la Iglesia la plenitud de la redencin bajo la imagen de unas sagradas bodas. En ltimo trmino, la redencin

que nos trae el Dios que viene no es nada ms que la unin del hombre bautizado con Dios trino, en la muerte de Cristo. EMILIANA LHR EL AO DEL SEOR EL MISTERIO DE CRISTO EN EL AO LITURGICO I EDIC.GUADARRAMA MADRID 1962.Pg. 142 ss.

8. J/PECADO El bautismo es para Cristo un segundo nacimiento, una segunda cada. Para nosotros el bautismo es un camino de salida. Para l un camino de entrada en la cada. Y qu tom del agua del Jordn? Tom los pecados que los dems dejaron dentro. LANZA DEL VASTO

9. SAN Hilario, Comentario al evangelio de S. Mateo 2,6: "En l quedan tambin patente la economa del misterio celeste. En efecto, una vez que se hubo bautizado y se abrieron las puertas del cielo, el Espritu Santo es enviado y conocido visiblemente bajo el aspecto de una paloma, y de este modo queda baado por la uncin del amor paterno. Despus una vez que vena del cielo se expresa as: 'T eres mi hijo, yo te he engendrado hoy' (Lc 3,22; Salmo 2,7). Por medio de la voz y de la visin queda designado como Hijo de Dios y al pueblo infiel y desobediente a los profetas se enva de parte de su Seor el testimonio de la visin y de la palabra, para que por aquello mismo que se estaba realizando en Cristo conociramos al mismo tiempo que, despus del bautismo, el Espritu vuela hacia nosotros desde los cielos y que quedamos baados en la uncin de la gloria celeste y que nos convertimos en hijos de Dios por la adopcin de la voz del Padre, dado que la verdad ha prefigurado,

por los mismo efectos de los hechos, la imagen del misterio as preparado para nosotros".

10. BAU/MEDITACION MEDITACIN SOBRE EL BAUTISMO En el sacramento del Bautismo confluye todo el misterio de la vida: el pasado del pecado, el presente del hombre nuevo y la esperanza del mundo definitivo. El Bautismo es regeneracin vida nueva, nacimiento de lo alto, participacin de la resurreccin, revestimiento de Cristo, sign de la filiacin divina uncin del Espritu. Contemplando y definido as desde la teologa se comprende su importancia y valor. Sin embargo, desde la realidad pastoral concreta el Bautismo tiene ano ciertos matices de celebracin sociolgica. Se pide el Bautismo desde diversas instancias: la costumbre, la religiosidad, la tradicin familiar. Aunque es verdad que actualmente el nacimiento de un nio y su Bautismo ya no estn indisoluble y automticamente unidos, como ocurra antes. Es creciente la toma de conciencia, por parte de todos, de la seriedad y exigencias que comporta este sacramento fundamental, para que no sea un gesto estril. A quienes abogan radicalmente por el retraso del Bautismo hasta la edad adulta para que haya un compromiso personal, conviene recordarles algunas de las razones presentadas en el nuevo ritual promulgado como fruto de la reforma litrgica del Vaticano II: los nios son bautizados no por su fe personal, sino en la fe de la Iglesia, proclamada por los padres, padrinos y la comunidad; la respuesta y conversin personal de los nios es exigencia posterior al Bautismo que necesita una educacin progresiva en la fc eclesial. En este domingo celebramos la fiesta del bautismo del Seor. Es oportuno recordar las exigencias de nuestro propio bautismo a la

luz del Bautismo de Cristo, que fue manifestacin de su filiacin divina, comienzo de su misin pblica, proclamacin de una nueva fidelidad, un nuevo amor, y una nueva ley. Los bautizados debemos manifestar en toda circunstancia que somos hijos de Dios, ungidos con un espritu nuevo, que vence toda cobarda y egosmo. Porque estamos bautizados tenemos que vencer el miedo a profesar una autntica conciencia bautismal en todas las circunstancias bsicas y a recobrar actitudes fundamentales que han podido abandonarse a lo largo del camino de la vida. Tareas especficas del bautizado son: vivir las obras de la luz en medio de las tinieblas, luchar contra las estructuras de la injusticia, enfrentarse al pecado del mundo, buscar afanosamente la fraternidad universal, construir el futuro de una historia nueva. Andrs Pardo

11. Para orar con la liturgia En el bautismo de Cristo en el Jordn has realizado signos prodigiosos Seor, Padre Santo, Dios todopoderoso y eterno, para manifestar el misterio del nuevo bautismo hiciste descender tu voz desde el cielo, para que el mundo creyese que tu Palabra habitaba entre nosotros y por medio del Espritu, manifestado en forma de paloma, ungiste a tu siervo Jess para que los hombres reconociesen en l al Mesas enviado a anunciar la salvacin a los pobres. Prefacio del Bautismo del Seor

12. La iniciacin a la vida litrgica segn el Catecismo de la Iglesia Catlica El bautismo de Jess es, por su parte, la aceptacin y la inauguracin de su misin de Siervo doliente. Se deja contar entre los pecadores (cf Is 53,12); es ya "el Cordero de Dios que quita el pecado del mundo" (Jn 1, 29); anticipa ya el "bautismo" de su muerte sangrienta (cf Mc 10,38; Lc 12,50). Viene ya a "cumplir toda justicia" (Mt 3, 15), es decir, se somete enteramente a la voluntad de su Padre: por amor acepta el bautismo de muerte para la remisin de nuestros pecados (cf Mt 26, 39). A esta aceptacin responde la voz del Padre que pone toda su complacencia en su Hijo (cf Lc 3,22; Is 42,1). El Espritu que Jess posee en plenitud desde su concepcin viene a "posarse" sobre l (Jn 1, 32-33; cf Is 11,2). De l manar este Espritu para toda la humanidad. En su bautismo, "se abrieron los cielos" (Mt 3, 16) que el pecado de Adn haba cerrado; y las aguas fueron santificadas por el descenso de Jess y del Espritu como preludio de la nueva creacin. (n. 536).

13. Un Dios humilde La fiesta del Bautismo de Cristo cierra el tiempo litrgico de Navidad y Epifana en el que celebramos el hecho de que Dios se haya encarnado y manifestado en Cristo. Como broche final del mismo, la fiesta de hoy nos ofrece la contemplacin de la escena del bautismo de Jess, que histricamente represent la ruptura del gran silencio de su vida oculta y el comienzo de su predicacin. Se trata del momento en que se manifiesta el Ungido del Seor. Y en l se hace presente para toda la historia humana el rostro humano de Dios, es decir, Dios se acomoda al lenguaje humano para presentarse tal y como es. Es

comprensible que se trate de una pgina evanglica a la que hay que volver con frecuencia, si no queremos caer en nuestras imaginaciones piadosas acerca del misterio de Dios. Se trata de una pgina programtica que encontrar confirmacin a lo largo de toda la vida pblica de Jess. Y su mensaje esencial es: en Jess no se ha revelado el Dios omnipotente de los filsofos, sino un Dios humilde. Con facilidad aceptamos que Jess de Nazaret fue manso y humilde de corazn... pero no caemos en la cuenta de que su principal misin fue manifestarnos a travs de su humanidad el rostro de Dios y que, si se present como un hombre humilde, es porque el Dios que vino a revelar es un Dios humilde. Ante ese Dios solamente vale descalzarse de toda postura de miedo o de soberbia y dejarse invadir de su ternura, pues sabemos que sus nicas armas son la misericordia y el poder decirnos, en cualquier momento de nuestra vida o en el momento de nuestra muerte: yo te he amado a pesar de ser como eres y slo esperaba que me amaras. Antonio Luis Mtnez Semanario "Iglesia en camino" -ALGO MAS QUE UN EJEMPLO DE HUMILDAD. De acuerdo con una interpretacin moralizante y legalista, el bautismo de Jess no sera ms que un gran ejemplo de humildad y de sumisin a los ritos instituidos por las autoridades religiosas. Realmente, causaba dificultad a los primeros cristianos el hecho de que Jess se hubiese hecho bautizar por Juan. Ya san Mateo quiso obviar esta dificultad por medio del dilogo que nos narra. Deca Juan: "Soy yo el que necesito que t me bautices, y t vienes a m?" Y Jess le responde: "Djalo ahora. Est bien que cumplamos as todo lo que Dios quiere". Es una consecuencia moral que, efectivamente, se desprende del ejemplo de Jess. Sin embargo, a la luz que la Epifana que

acabamos de celebrar, y especialmente este ao en que leemos la narracin del episodio segn el evangelio de Lucas, el bautismo de Jess se nos presenta primordialmente como una epifana o revelacin de la gloria del Verbo hecho hombre. Antes que un ejemplo moral o una catequesis, es un misterio de salvacin, es una fiesta que debemos celebrar con gozo exultante. -EL BAUTISMO DE JESS Y NUESTRO BAUTISMO. Cuando todo el pueblo se haca bautizar por Juan, tambin Jess acude a hacerse bautizar. El justo se mezcla con los pecadores y se sumerge con ellos en las aguas del Jordn. No es acaso lo que ya haba hecho por el propio misterio de su Encarnacin: mezclarse con los hombres y entrar en la corriente de su historia? Haba venido a hacerse solidario de los hombres en todo, no en el pecado, pero s en las consecuencias del pecado: la muerte. Con el mismo impulso de amor a los hombres con que por la encarnacin haba entrado en nuestra historia, baja ahora al Jordn, confundido con aquella multitud que se confiesa pecadora. Sube despus del agua y con l son elevados todos los penitentes del Jordn, y con ellos todos los hombres de buena voluntad que a lo largo de los siglos buscan a Dios en la oscuridad. Para todos ellos ora Jess. Y estando en oracin se abre el cielo. Ha sido escuchada aquella plegaria mesinica que leemos al final del libro de Isaas (63, 11-12,19): "Dnde est el que los sac de las aguas, el pastor de su rebao? Dnde el que puso en su interior su santo espritu? (...) Oh, si rasgaras los cielos y descendieras!". La voz del Padre y una manifestacin sensible del Espritu dan testimonio de que Jess de Nazaret es el Hijo amado, el gran profeta prometido a Israel, el Mesas, o sea, el ungido por el Espritu de Dios; y no de manera ocasional o en parte, como lo eran reyes y sacerdotes, sino plenamente y para siempre. Se ha cumplido, en efecto, el orculo de Isaas que escuchbamos en la primera lectura: el anuncio del siervo o hijo en quien Dios se complace, a quien llena

de su Espritu -es decir, de su amor- para que se compadezca de la caa cascada y del pbilo vacilante; que debe llevar luz a las naciones y libertad a los cautivos. Este Espritu, que ya posea desde el principio y que ahora se manifiesta, Jess, una vez muerto y resucitado, lo comunicar a todos los que, por la fe y el bautismo, bajen con l al Jordn y sean elevados con l a una vida de santidad y de gracia. Incorporados a Cristo, podrn sentir como dirigida personalmente a cada uno de ellos la voz que hoy resuena en el Jordn: "Tu eres mi hijo. En ti me he complacido. Hoy te engendr". -BAUTISMO Y PASCUA. Pero el bautismo de agua slo podr convertirse en bautismo en el Espritu por medio del bautismo en la sangre. A l se refera Jess cuando anunciaba su Pasin a los discpulos: "Tengo que pasar por un bautismo, y que angustia hasta que se cumpla!" (Lc/12/50). O cuando el jueves santo anticipaba sacramentalmente la Pascua: "He deseado enormemente comer esta comida pascual con vosotros antes de padecer" (Lc 22, 15). Tambin nuestro bautismo es Pascua, puesto que nos ha sumergido, como dice san Pablo, en la muerte de Cristo; porque nos hace desear ardientemente la Pascua de Cristo en su memorial eucarstico; y, an, porque nos empuja poderosamente hacia otra Pascua, la de la vida concreta, en la que debemos pasar continuamente de muerte a vida, de las tinieblas a la luz, del egosmo al amor, del pecado a la gracia. Por eso los bautizado sentimos, no digamos la obligacin, sino la necesidad de reunirnos el domingo, da memorial de la Pascua del Seor, para celebrar la Eucarista. Cada domingo al proclamar nuestra fe, decimos que creemos en un solo bautismo. Hay muchos bautizos, pero un solo bautismo: el de Jesucristo. Creemos que al bajar a las aguas del Jordn y al derramar

por nosotros su sangre alcanzaba a las fuentes bautismales de las iglesias de todos los lugares y de todos los tiempos. No se hizo bautizar para purificarse l, sino para santificar el agua de nuestro bautismo; no comunicndole un poder mgico, sino haciendo de ella signo sensible de la paternidad de Dios y de la conversin transformadora de los hombres que con fe se acercarn a ella. HILARI RAGUER MISA DOMINICAL 1980, 2 19 HOMILAS MS PARA LA FIESTA DEL BAUTISMO DEL SEOR CICLO A 1. J/CENTRO -UNA ACCIN SINGULAR. Bautismo es una palabra polismica, de varios significados. Entre nosotros, y en una primera acepcin, suena a presentacin en sociedad y a consagracin, as cuando se habla del bautismo de un artista o un torero. A veces lleva una connotacin como bautismo de sangre, cuando corre sta, o sencillamente ha aparecido alguna dificultad seria como prueba. Jess en el Evangelio alude a esta ltima acepcin cuando nos dice que tiene que pasar por un bautismo de fuego y desea pasarlo cuanto antes (Lc. 12,50). Aqu el bautismo de Jess se refiere a un acontecimiento concreto y singular tal como se narra en el Evangelio de Mateo. Admite algunas de las acepciones dadas a la palabra, pero las desborda ampliamente. Desborda al bautismo de Juan, aunque inicialmente sea el mismo, y desborda al bautismo de los cristianos. Es otra cosa, un acontecimiento totalmente singular. Con el bautismo empieza la vida pblica de Jess, pero es mucho ms que una presentacin en pblico, aunque esto tambin lo sea. Juan entiende perfectamente que su bautismo no vale en el caso de Jess y as lo manifiesta, aunque se somete a realizar el rito.

El bautismo cristiano slo tiene sentido como referencia a Jess, al misterio pascual, pero nunca es una proclamacin como en el caso de Jess, y s una liberacin del pecado que no est en el bautismo de Jess. La apertura de los cielos, la presencia del Espritu de Dios sobre Jess, y concretamente la proclamacin especial de la filiacin divina y amorosa de Dios, convierte el bautismo de Jess en una accin totalmente singular. Jess es el Hijo predilecto de Dios, el Hijo nico, no en un sentido amplio y vago como a veces se ha usado esta expresin, y Dios as nos lo manifiesta. El bautismo de Jess es una epifana como bien lo ha entendido la liturgia. Es el punto clave de la revelacin de Dios al hombre. -SE BAUTIZA COMO UNO DE TANTOS. Aunque el bautismo de Jess sea una accin totalmente singular, como lo es tambin su persona y su filiacin divina se somete al bautismo de Juan como los dems. A la repulsa de Juan contesta Jess: "Deja ahora; porque conviene que de este modo cumplamos lo que Dios ha dispuesto" (v. 15). Jess asume as la condicin humana con todas sus consecuencias y la asume porque Dios as lo ha dispuesto. Este va a ser el sentido de su vida, su trayectoria y el modo de llevar a cabo su misin. Esto va a ser causa de tentacin para el pueblo de Israel y para el mismo Jess. A continuacin de esta escena en el Evangelio de Mateo se narran las tentaciones. En esta escena del bautismo de Jess queda marcado el estilo de la vida de Jess. La ayuda de Dios no va a ser milagrosa y excepcional y Jess empezar muy pronto a sentir en carne propia el zarpazo de la maldad y violencia humana hasta llevarle a la cruz. Es el camino querido por Dios y aceptado por Jess. En los comienzos se adivina el final. Encarnacin, solidaridad, kenosis, cruz son los jalones que marcan la ruta de este bautismo inicial.

Dios tal vez pudo escoger otros caminos, lo que est claro es que escogi ste para ayudar y salvar al hombre. Los discpulos, por su parte, deben seguir e imitar al maestro. -"ESTE ES MI HIJO AMADO". Jess es el centro del plan de Dios. Modestamente Jess predicaba el Reino de Dios. Los apstoles y primeros cristianos empiezan a evangelizar el mundo sabiendo que extender la fe en Jess es lo mismo que extender el Reino de Dios. Es la piedra angular, el nico camino, aunque esto pueda sonar a excesivo a muchos oyentes de entonces y de ahora. Escuchad a ste, seguid a ste, son las palabra del Padre, de Dios. Para un cristiano, de hoy y de todos los tiempos, esta es una indicacin bien precisa para evitar andar por las ramas y no poner la fe en cosas accidentales o equivocadas. La esencia del cristianismo es la persona de Jess y preceptos y prcticas pueden ser una justa consecuencia pero nunca el centro y esencia. Por esto muchos distinguen entre fe y religin y sostienen que el cristianismo es, ante todo, una fe en Jess y no tanto una religin. Personalmente considero que no hay por qu excluir del cristianismo ciertos aspectos vlidos de lo religioso. En una verdadera evangelizacin, como pretenden dar hoy los catecumenados recuperados por el Vaticano II, el encuentro con la persona de Jess es lo definitivo. Lo mismo tenemos que decir de la homila y de toda catequesis. El cristiano piensa, adems, que Jess es el centro del cosmos y de la historia y el camino del hombre hacia Dios y que todo hombre de buena voluntad debe tomar en cuenta esta consideracin. MARTNEZ DE VADILLO DABAR 1990/09

2.

1. Solidaridad de Jess con el pueblo Una de las cosas que ms hacen sufrir a los jvenes de hoy es la falta de perspectivas de futuro. Les cuesta imaginar qu van a ser, qu van a hacer, con qu ideales e ilusiones se van a identificar... Y esto se agrava al no encontrar trabajo o salidas profesionales vlidas; lo que les conduce a la desilusin y a la desesperanza, y a buscar subterfugios para olvidar esta angustia. Tambin los adultos deberamos tener ms claro nuestro proyecto de vida, ya que con frecuencia damos la impresin de haber perdido el sentido de la orientacin. Todos, jvenes y adultos, nos deberamos preguntar: qu misin hemos de realizar en la vida? Y darnos cuenta de que esa misin quedar sin hacer si nosotros nos evadimos. Juan el Bautista, el profeta de la conversin, predicaba e invitaba a la gente a bautizarse como signo del deseo de cambiar de estilo de vida, de seguir un camino de fidelidad a Dios en los hombres. Pero no se hace ilusiones sobre el alcance de su bautismo: sabe que no forma parte de la etapa decisiva. Y una muchedumbre de israelitas deseosos de vida nueva va a escucharle y a recibir el bautismo de sus manos. Este bautismo es un reconocimiento colectivo, masivo, de la situacin de mal y de pecado en que vivimos los hombres. Es una afirmacin colectiva del deseo y de la posibilidad de superar ese mal y ese pecado. El rito del bautismo estaba muy extendido entre las religiones de aquel tiempo. Pero mientras esos bautismos eran baos que uno se daba a s mismo y que podan repetirse a lo largo de una existencia, el bautismo de Juan es un bao que se recibe de manos de un "bautista", que no puede recibirse ms que una vez y que implica, por encima de una pureza ritual y legal, la conversin personal.

La figura del Bautista nos es presentada con rasgos profticos: era un hombre independiente. Su austeridad no era debida a un cierto complejo de inferioridad con respecto al mundo, como el que hoy muchos creen que tienen los pocos que rechazan la sociedad de consumo y siguen otros caminos. Tampoco era la suya una espiritualidad evasiva, sino una bsqueda de pobreza y austeridad, porque nicamente desde ah se puede hacer la fuerte denuncia de los poderosos que l realizaba. Nadie esperaba un Mesas procedente de una oscura aldea de Galilea. Nadie aguardaba a un Mesas que se sometiera a un bautismo de penitencia, participando en el movimiento de conversin de su pueblo. Sin embargo, en este pobre galileo es donde se hace presente la accin salvadora-liberadora de Dios, la accin definitiva y para todos. Y es en una profunda actitud de solidaridad con el pueblo pecador, y en bsqueda de un futuro mejor, como se revela esta accin. Jess es un joven trabajador manual de Nazaret, hijo de Jos y de Mara. Un joven que percibe la gran esperanza del pueblo sencillo, fruto de la gran esperanza que hallaba en las Escrituras; y que ve malparada por la traicin de los poderosos y por la instalacin de los clrigos, que usaban la religin para su lucro personal, mientras el pueblo estaba abandonado a su suerte. Y siente la llamada del Padre al ver un pueblo sin pastor (Mc 6,34). Y va a dedicar toda su vida a liberar a ese pueblo. Jess de Nazaret aparece aqu como el Mesas rey, sacerdote y profeta, las tres funciones ms nobles de la sociedad antigua: rey, llamado a vivir en la libertad; sacerdote, llamado a vivir en comunin con Dios; profeta, llamado a conocer el sentido profundo de la historia, interpretndola segn Dios. 2. Sentido del bautismo de Jess J/BAU/SENTIDO: En medio de la muchedumbre aparece Jess. Se acerca al Bautista y le reconoce abiertamente sus credenciales profticas.

Se pone en la fila de los pecadores y recibe aquel bautismo de reconocimiento del pecado y de deseo de cambio. Juan haba anunciado que el que vena detrs de l bautizara con "Espritu Santo y fuego". Cmo se explica que Jess venga a pedirle su bautismo, que solamente era de agua? Recibiendo el bautismo de agua, Jess se hace solidario de los pecados del pueblo y de todos los hombres; y se hace solidario de todos los que luchan por un mundo mejor. Toma sobre s el pecado del mundo y abre, a todos los que quieran seguir el ejemplo de su vida, el camino a la salvacin-liberacin de todo tipo de esclavitudes. Jess no viene desde fuera para decirnos lo que hay que hacer, sino que asume desde dentro, hace suyo, todo lo que es la vida de los hombres: el mal, el pecado, el dolor, la limitacin... Y asumindolo, nos posibilita para vivir una vida distinta, purificada y liberada. Nos hace descubrir que los hombres llegamos a construirnos viviendo para los dems. Jess vivi, sufri y muri para que nuestra vida y nuestra muerte se hicieran semejantes a las suyas. Jess no hizo como si fuera pecador -no tena pecado (Heb 4,15)-. Vino a vivir sin ms una vida humana, para ensearnos a amar en el sufrimiento, en la lucha contra la injusticia, en la humillacin. Para ensearnos a amar incluso cuando nos creemos que ya sabemos hacerlo (por ejemplo: los padres a los hijos). Para ensearnos que sa es la verdadera vida de los hombres. Jess no se junt con los "buenos" de su poca ni esper a que fueran a El los "malos"; se fue a buscarlos, a estar con ellos; y fue tratado como uno de ellos. El bautismo de Jess es la toma de conciencia del hombre Jess de la misin que el Padre le encomienda. Toma de conciencia en la que influye la predicacin de Juan y la espera mesinica de "los pobres de Israel". Toma de conciencia que se manifestar progresivamente.

La revelacin de Dios en Jess es discreta: no se realiza a base de gritos ni golpes de mando o de fuerza. El bautismo de Jess es considerado, desde los comienzos de la predicacin cristiana, como el principio de la Buena Noticia. Junto con las tentaciones, supone para El el momento de asumir sus responsabilidades mesinicas. Jess nace, en el bautismo, como enviado de Dios. Desde l se siente llamado a dedicar su vida entera a dar a conocer el amor del Padre a todos los hombres. Hasta este momento, Jess, con su vida sencilla, trabajando y rezando en medio de la gente de su pueblo, se haba preparado para escuchar la llamada del Padre. Desde su bautismo, el Espritu le conduce a anunciar a los hombres, a todos, con la Palabra y el ejemplo de su vida, la llegada del reino de Dios. Y Jess consume toda su vida "haciendo el bien y curando a los oprimidos" (He 10,38), nico camino para ser hombre. Y lo har desde dentro, desde la pobreza de la condicin humana, sin valerse de ningn poder ms all del amor y del esfuerzo constantes: "No gritar, no clamar, no vocear por las calles. La caa cascada no la quebrar, el pbilo vacilante no lo apagar. Promover fielmente la justicia, no vacilar ni se quebrar hasta implantar el derecho en la tierra" (Is 42,2-4). Y asumiendo totalmente nuestra condicin humana, nos manifestar el camino de Dios, nos mostrar quin es Dios y hacia dnde quiere conducirnos. El Espritu entr en El hasta convertirlo en el Hombre nuevo, en el Hombre para los dems. Jess de Nazaret, entrando en el agua del Jordn, ha comenzado la liberacin del mal y del pecado para todos los que quieran seguirle. Abre un camino de fidelidad a todos los hombres, que por eso mismo es fidelidad a Dios. Un camino que lo llevar hasta la cruz. Y por la resurreccin nos manifestar definitivamente que Dios se nos

revela viviendo hasta el fondo la vida de los hombres, con toda su carga de pecado y de mal. Y as nos salva, as nos llena de su Espritu y nos hace sus hijos. Toda la vida de Jess es un bautismo en el Espritu. Pero su verdadero bautismo es su muerte, momento del encuentro definitivo con el Padre y de la superacin de todo mal. Los evangelistas nos hablan de su muerte como de su bautismo en dos ocasiones: beber su cliz (Mc 10,38-39; Lc 12,50). Lo mismo en nosotros: slo despus de la muerte quedar vencido el pecado y todas sus secuelas. 3. Jess posee la plenitud del Espritu Ante una masa de pecadores "se abri el cielo". El centro de este relato no es el bautismo de Jess, sino la manifestacin del Padre en El, declarndole "el amado", "el predilecto", y la comunicacin del Espritu para que lleve a cabo su misin: liberar a los hombres de toda esclavitud. El protagonista de la palabra de Dios es siempre el Espritu. Nosotros olvidamos constantemente este Espritu, apenas contamos con El. Por eso es explicable nuestro desinters en seguir el camino de Jess. Entendemos el papel del Espritu en nuestra vida? No imaginamos la vida cristiana como una tarea nuestra, que depende slo de nuestras fuerzas? Con Jess "se rasga el cielo": la esperanza ms profunda y ms vehemente de Israel y la esperanza de los hombres de todos los tiempos y lugares empieza a hacerse realidad. La relacin entre Dios y la humanidad, intensamente anhelada por los hombres creyentes, es desde ahora real y visible. Lo que la ocultaba -el "cielo cerrado"- se abre definitivamente. Ya es posible, por fin!, llegar a ser hombre de verdad; solamente hace falta imitar al Hijo, seguir al Nazareno. Jess es el signo de esta relacin nueva entre Dios y los hombres. Relacin de amor, como debe ser toda relacin entre padres e hijos. Por ser "el Hijo", Dios pone en El sus

preferencias. Jess, lleno del Espritu, habla y se comporta siempre como Hijo, con plena docilidad a ese Espritu. Y as, su Palabra y su comportamiento son para nosotros criterio y norma. El que es proclamado "mi Hijo, el amado" es un hombre adulto que emprende su camino. Y en la vida, la palabra y la accin pblicas de este hombre adulto, Dios se nos manifiesta. Nos vamos salvandoliberando en la medida en que hacemos nuestro este camino y lo seguimos. Segn Lucas, el cielo se abri y baj el Espritu sobre Jess mientras ste rezaba. Detalle que este evangelista siempre seala en los momentos ms importantes de la vida del Maestro. La promesa de Dios de estar con su pueblo se cumple en Jess. Dios ha bajado porque en Jess se da la plenitud de su Espritu, porque en El la Imagen se identific con la Realidad. El ser Hijo no libra a Jess del sufrimiento; al contrario, lo compromete en una accin por los dems, que lleva a cabo en la solidaridad y la persecucin y que culminar en la cruz. 4. Sentido de nuestro bautismo El bautismo de Jess y la misin que inici despus deben hacernos pensar en los sacramentos de la iniciacin cristiana: nuestros bautismo y confirmacin. El bautismo no es para quitar el pecado "original" mal entendido -seguimos siendo pecadores- ni para hacernos hijos de Dios -lo somos todos los hombres-. Nuestro bautismo es signo de nuestro compromiso de querer vivir segn el camino que nos marc Jess, camino de justicia y libertad, de amor y paz. El bautismo traza una linea divisoria entre quienes quieren vivir una vida de servicio, sin preocupaciones personales, pero s preocupados por los hombres que le rodean; y entre quienes prefieren vivir una vida centrada en s mismos, preocupados nicamente de lo que les afecta a ellos, con olvido de los dems.

Lnea divisoria que pasa por todos y cada uno de nosotros: una parte de nuestro ser quiere servir; otra, que le sirvan. El bautismo de agua es la opcin por la actitud de servicio bajo el proyecto de Jess: amamos como El nos ama (Jn 13,34- 35); opcin que se ir realizando a lo largo de la vida. El bautismo de deseo lo tienen aquellos que sirven a los dems y no estn bautizados porque no conocen los planteamientos verdaderos de Jess, por las razones que sean; sin olvidar a muchos que estn bautizados y han renunciado a ser cristianos por identificar el cristianismo con los errores de la Iglesia institucin, con sus infidelidades al evangelio. El bautismo es signo de una continua conversin a una vida de servicio y amor, de justicia y libertad; en lucha con las seducciones del poder, del tener, del dominar, de la inmoralidad, de la pereza y de los vicios. En los que hemos sido bautizados de nios, el bautismo no conseguir su plena realidad hasta que, ya adultos, lo asumamos por la fe. Se puede llamar cristiano al bautizado que no trata de seguir en su vida el camino de Jess? El bautismo es un comienzo; no cambia uno en seguida. Se inserta en un todo, en una vida entera. Es el signo sensible que est expresando la realizacin de una vida segn Dios. Nos tiene que hacer conscientes de que un cristiano tiene que montar la vida exclusivamente desde el evangelio. No podemos realizarnos cada uno en solitario. Nos pudriramos como el agua detenida en el estanque. Tenemos que transformarnos, transformando a la sociedad en que vivimos. A Jess su vocacin le llev a solidarizarse con su pueblo, a tomar sobre s los pecados de todos y destruirlos, aunque esto lo llev a morir como mueren los hombres a los que la sociedad finge no poder tolerar por demasiado pecadores. El camino de Jess no acaba con El. Tenemos que continuarlo nosotros. Cada uno de nosotros, desde la aceptacin personal de nuestro bautismo -opcin de adultos a favor de El, por haber sido

bautizados de nios-, tenemos que hacer como Jess hizo: unirnos a todo movimiento de liberacin que brote en la humanidad, a todo lo que signifique defender los derechos humanos y comenzar los que sean necesarios. Todo lo que Jess ha vivido nos revela todo lo que nosotros podemos llegar a ser, aunque sea en menor grado. Nosotros, por el bautismo, tambin somos llamados. Hacemos realidad el bautismo segn vamos respondiendo a las llamadas que nos dirige Dios cada da, en cada situacin concreta. Una llamada que no es para nosotros mismos, sino para los dems: vivir para los dems, ser para los dems. Una llamada que es lo que, en ltimo trmino, puede hacernos salir de la apata y de la desesperanza y nos puede situar en nuestro puesto. En qu medida colaboramos con Cristo en ayudar a los dems, en iluminar, en liberar, en construir...? Iglesia de Cristo, dnde se nos ha encallado esta barca de Pedro? Por qu se empean tantos en retenerla lejos de la vida real de los hombres oprimidos y explotados, a los que debe ayudar a liberar, a promover, a salvar de tantas situaciones inadmisibles? Cmo podremos devolverle la fuerza del Espritu de Jess y soltarla de tantos frenos y alianzas con los poderes polticos y econmicos, que la retienen y la reducen a la impotencia en los ambientes de los hombres sencillos? No lo conseguiremos mientras la mantengamos de espaldas a la vida real de los hombres del pueblo o mirndolos de lejos y con muchas precauciones. La misin que Jess emprende es la de liberar al pueblo de todas sus esclavitudes: dar la "vista" a los ciegos, el "odo" a los sordos, la "libertad" a los cautivos, la "buena noticia" a los pobres... (Lc 4,18). Una misin que no se reduce al plano espiritual. Entonces: Iglesia de Cristo, qu dices de ti misma?

FRANCISCO BARTOLOM GONZLEZ ACERCAMIENTO A JESS DE NAZARET - 1 PAULINAS/MADRID 1985.Pgs. 313-320

3. El Evangelio de hoy es de lo ms expresivo en su redaccin. Juan Bautista, dice Juan Evangelista, "vio a Jess que vena hacia l". Parece ser que el Bautista fue completamente consciente de lo que se "le vena encima". Y no se arredr. Juan haba nacido para desbrozar terrenos, para terraplenar, para sealar con el dedo quin iba a ser el que conducira al hombre hacia la luz. No iba a ser fcil su misin. Posiblemente en ningn momento de su vida tuvo tan clara su vocacin como en el que se present ante l ese perfecto desconocido que le peda, como muchos de los que con l estaban, que lo bautizase. Juan descubri rpidamente, que estaba preparado para ello, que era el gran momento de su vida, el que haba estado esperando con autntica inquietud, aquel momento por el que se esforzaba y por el que, lo vea clarsimo, mereca la pena vivir y hasta morir. Y no dud: bautiz a Jess; lo calific. Ese es el Cordero de Dios que quita el pecado del mundo, lo mostr y lo sigue mostrando a los hombres y personalmente qued ligado para siempre a aquel Hombre en cuya mirada se haba encontrado con Dios. No s si en ese momento Juan vislumbr que ese encuentro le iba a costar la vida, pero si lo presumi no retrocedi un pice su compromiso. Juan es la perfecta figura del cristiano porque un cristiano no es otra cosa que un hombre (donde digo hombre lase mujer) que, en un momento determinado de su vida, ha visto a Jess "que vena hacia l". Y aqu querra hacer un momento de reflexin y preguntar, o mejor, preguntarnos de verdad somos conscientes como lo fue Juan, de que Jess ha venido hacia nosotros y por eso somos cristianos? o somos cristianos porque alguien se tom la molestia

de bautizarnos y seguimos en la Iglesia por una inercia acomodaticia y adormecedora? Es evidente que, en nuestra historia personal, todos podramos sealar, sin lugar a dudas, encuentros que han incidido fuertemente en nosotros. Quiz fue el momento de elegir una profesin, o el del encuentro con la persona que, a partir de entonces, ha sido nuestro otro "yo" o el de la decisin valiente o cobarde que nos hizo distinguirnos o, por el contrario, perdernos con la corriente mayoritaria del momento. Sin equivocarnos todos podramos dar fechas exactas o lugares inolvidables en los que esos acontecimientos se han producido. Dudo que los cristianos pudiramos recordar ese momento en el que Jess "vino hacia nosotros" y afianz o cambi el rumbo de nuestra vida; dudo que podamos sealar ntidamente, como hacemos con los momentos realmente trascendentes de nuestra peripecia personal, el momento en el que decidimos SER cristianos y pongo SER con mayscula porque el cristianismo hace referencia a la existencia sin que nada de lo que con ella tiene relacin puede quedar al margen de la eleccin que, se supone, hemos hecho. Estoy segura de que Juan no olvid nunca, en el corto periodo de tiempo que le qued para recordarlo, ese momento en el que a pleno da Jess "vino hacia l" y le dio la seguridad absoluta de que no se haba equivocado al elegir su camino. Y lo recordara ntidamente en la crcel cuando segua dicindoles a los suyos que siguieran preguntando a Jess si deban seguir esperando o ya se haba cumplido la promesa que a l lo haba mantenido en pie. Y seguira recordando este momento cuando a la crcel entr el verdugo y de un golpe certero le seccion la cabeza para ofrecerla, como casi siempre, a la exigencia de la estupidez humana. Cierto que no a todos los cristianos se les pondr en situacin tan apurada y trgica como a Juan, aun cuando algunos de los que hemos conocido y seguido s que han vivido situaciones similares en los que evidentemente, habrn recordado el momento de su encuentro con Cristo y el compromiso total que ese encuentro les ha supuesto; pero no es menos cierto que a lo largo de la vida, a

todo cristiano se les presentan montones de ocasiones en las que es necesario recordar cuando decidimos que mereca la pena reconocer a Jess como el Cordero de Dios que quita el pecado del mundo; porque es muy posible que esas ocasiones ante las que nos debatimos tengan mucho que ver con el pecado fundamental del mundo actual: el pecado de oscurecer la luz, de hacer que el hombre se centre fundamentalmente en s mismo y considere "vivir y comer" (tomada la frase en toda su amplitud) como la finalidad primordial de su vida. Es muy posible que necesitemos precisar con toda exactitud el momento de nuestro encuentro con Cristo cuando decidimos ser honestos en la profesin, cuando aceptamos con espritu de servicio una responsabilidad pblica y sabemos dejarla sin incidir en la corrupcin, el aprovechamiento propio o el abuso de poder; cuando demostramos que el amor est ms all del placer y puede durar en la alegra y el dolor, en la salud y en la enfermedad, en los gozos y en las sombras; cuando creemos de verdad que el prjimo es nuestro prximo y nada de lo que le afecte puede dejarnos indiferentes aunque ese prjimo nos parezca pequeo e insignificante. Y entonces, menos. Nuestro mundo est empeado y el empeo no es nuevo, en hacernos caminar en la tiniebla. El cristiano tiene un empeo completamente distinto; no es fcil conseguirlo. Por eso necesitamos tener "memoria histrica" de ese momento en el que nos encontramos frente a frente con Cristo y decidimos no solo seguirle, sino mostrarlo al mundo. Pero el problema, repito, es saber si se ha producido este momento. Juan lo tuvo y pag por ello. No le import. Me imagino que volvera a hacerlo cuantas veces tuviera ocasin. ANA M CORTS DABAR 1993/10

4.

1. Jess, el elegido, nos unge con su mismo Espritu La liturgia de este domingo la debemos considerar como complemento y continuacin de la de Epifana, ya que, adems de la idea de universalidad de la fe, se acenta el papel del Espritu Santo tanto en el anuncio como en la obra de la evangelizacin; tanto en el bautismo y uncin de Jess como en el bautismo de los convertidos a la fe. El evangelio que hemos ledo no es una ancdota ms o menos interesante de la vida de Jess. Es, s, una narracin que en sus smbolos y palabras nos urge a profundizar lo que anunciara el Bautista: Yo os bautizo con agua, pero El os bautizar con el Espritu Santo. Hoy, pues, continuaremos con nuestras reflexiones sobre el sentido de este bautismo con o en el Espritu Santo, ya iniciadas en el segundo domingo de Adviento. Tendremos como gua lo que nos narra el libro de los Hechos de los Apstoles en su captulo 10, analizando el texto del discurso de Pedro en todo su contexto para comprenderlo mejor. a) La Iglesia se hallaba encerrada en Jerusaln sin comprender an el alcance universalista del mensaje de Cristo. El mismo Pedro no encontraba el camino. b) Fue entonces cuando entr en accin el Espritu. Mientras Cornelio era avisado por el Seor acerca de la presencia de Pedro y de que sus oraciones haban sido escuchadas, Pedro tiene una visin en la terraza de la casa donde se hospedaba. En la visin una voz le sugera que comiera de toda clase de animales impuros para los judos, smbolo de los paganos con quienes los judeo-cristianos no queran tener relacin por temor a contaminarse cultualmente. Pedro, sin embargo, no se atreve y sigue en sus cavilaciones cuando llegan los hombres enviados por Cornelio. Lucas nos da ahora este significativo dato: Mientras Pedro segua pensando en la visin, le dijo el Espritu: "All hay unos hombres que te buscan. Baja, pues, en

seguida y vete con ellos sin vacilar, pues Yo los he enviado..." Importante detalle del autor de los Hechos: es el Espritu quien envi a los delegados de Cornelio, y es el Espritu el que enva a Pedro a la casa de Cornelio. c) Guiado por el Espritu, Pedro penetra en la casa del centurin romano, escucha el relato de su visin y contesta con el discurso que hoy hemos ledo. En su discurso, uno de los ms importantes de los Hechos, luego de testimoniar que Dios no hace acepcin de personas y que en cualquier nacin "todo el que le teme y practica la justicia le es agradable", anuncia el Evangelio de Jesucristo, recordando como primera cosa que Jess "fue ungido por el Espritu Santo que lo llen de poder". El evangelio que hoy hemos ledo alude a tan importante aspecto de la vida de Cristo, en total acuerdo y consonancia con el texto de Isaas (primera lectura): "Este es mi servidor, mi elegido. Yo he puesto mi Espritu sobre l para que lleve la justicia a las naciones". d) Estaba Pedro an hablando, cuando, por primera vez en la historia del cristianismo, el Espritu Santo irrumpe sobre los paganos ante la admiracin de los judeo-cristianos. Pedro reacciona ante este nuevo Pentecosts y dice: "Acaso puede alguno negar el agua del bautismo a stos, que han recibido el Espritu Santo como nosotros?" Y Cornelio con toda su familia fueron bautizados. De esta forma Lucas, fiel al mensaje de Pentecosts, nos orienta hacia varias conclusiones de suma importancia en la vida del cristianismo: --Al ser Jess bautizado, el Espritu lo consagr para una misin especfica. El bautismo es la eleccin que Dios hace del candidato para que se comprometa de determinada manera con el proceso histrico de su pueblo. --El mismo Espritu obra permanentemente sobre la Iglesia para que sea fiel a la misin universalista de Jess, bautizando a los nuevos pueblos en ese mismo Espritu que hace de todos el nico pueblo de Dios.

--El Espritu de Dios obra en todos los hombres que buscan sinceramente la justicia, por lo que el bautismo con agua es slo un signo de una pertenencia interior al Reino. Una nueva lectura del texto de Mateo nos hace descubrir, al mismo tiempo, otros interesantes puntos de reflexin. 2. Amplio significado del bautismo en el Espritu Ya sabemos cmo los evangelistas insisten en que el bautismo de Jesucristo, bautismo en el Espritu, es mucho ms que el bautismo con agua que administraba Juan. Qu puede significar este nuevo bautismo? a) Por un lado, como ya lo hemos visto varias veces, el Espritu (soplo, viento) se manifiesta como la fuerza o poder de Dios, que empuja como viento impetuoso tanto a Jess como a los apstoles a cumplir la obra salvadora. En este sentido, bautizarse en el Espritu es recibir el poder de Dios, que despliega en el mundo una accin liberadora: "Yo, el Seor, te he llamado con justicia como luz de las naciones, para que abras los ojos a los ciegos, saques a los cautivos de la prisin y de la mazmorra a los que habitan en las tinieblas." El elegido por el Espritu promover fielmente el derecho y no vacilar... hasta implantar la justicia en la tierra y las leyes que esperan las islas (primera lectura). El bautismo cristiano es concebido como una tarea del Espritu por medio de la cual unge o consagra al bautizado para una misin especfica; separa al hombre y lo elige para un determinado plan; de aqu que en el momento de ser bautizados se nos da un nombre, una cdula de identidad que nos identifica como pertenecientes al pueblo de Dios, como miembros adultos y responsables. Es un bautismo dinmico como lo fue el de Jess, quien en seguida despus de ser bautizado, ms que por Juan por el Espritu, inicia la predicacin y realiza sus milagros, verdaderos signos de que lo anunciado por Isaas es ya una realidad.

Podemos decir, entonces, que bautizarse en eI Espritu es sentirse elegido-sostenido- llamado-llevado de la mano-formadoconstituido como "servidor de Dios", como hombres destinados a ejercer la profesin de libertadores y evangelizadores. Sintetizando este primer aspecto, releemos la frase de Pedro: Dios ungi a Jess de Nazaret -con el Espritu Santo- llenndolo de poder. b) Pero tambin nos dice Mateo que, al ser bautizado Jess, el Espritu descendi sobre l "en forma de paloma". Este smbolo no est puesto en vano en el texto. ES/PAJARO ES/SIMBOLOS: En efecto, el pjaro, debido a sus particulares cualidades espirituales (vuela, se mueve con rapidez y agilidad, asciende y desciende apareciendo en cualquier parte, se remonta hacia el cielo y baja desde las nubes, es empujado por el viento, acta con soberana libertad, etc.), es un smbolo de esta presencia tan especial del Espritu Santo en sus elegidos. Siguiendo este simbolismo, podramos decir que el Espritu nos vuelve pjaros, quitndonos la pesadez y las ataduras de un hombre oprimido y alienado, para orientarnos hacia alturas insospechadas. (Observemos de paso que en las antiguas mitologas el pjaro era smbolo de apetito de trascendencia del hombre y de su carcter casi divino. Basta recordar el mito de Icaro que pretende llegar hasta el sol como un pjaro que supera la aplastante situacin del hombre.) Como primera conclusin de estas reflexiones del texto de Mateo, podemos entrever por qu los evangelistas asignan tanta importancia al bautismo, y qu lejos est este bautismo de ese rito tradicional en el que, si no hay signos del Espritu, hasta la misma agua parece escasear. Entendemos, por lo tanto, que la renovacin de la pastoral del bautismo no puede hacerse de espaldas a todo el contexto que supone el bautismo. Siempre el candidato al bautismo ha de ser un hombre adulto capaz de asumir su misin especfica de liberador y evangelizador; y aun cuando el rito bautismal se ejerza sobre recin nacidos, queda en pie la necesidad de que ese bautismo, slo en

semilla, madure hasta alcanzar las dimensiones que le asigna el Espritu. La discusin sobre el bautismo no es un problema de edad del candidato, sino de madurez a la que el candidato es llamado. No basta bautizar a los nios; hace falta que los bautizados por el rito se sientan elegidos y acepten libremente esa eleccin, dejndose invadir por el Espritu que los invita a una tarea no ciertamente fcil. Tambin nosotros estamos bautizados ritualmente, pero es eso todo lo que nos dice el Evangelio? Tendr nuestra comunidad cristiana el coraje de afrontar este problema sin ponerle trabas al Espritu...? 3. Nuevas implicaciones del bautismo del Espritu Sin desprendernos de los textos que hoy ocupan el centro de nuestras reflexiones, podemos descubrir, aunque slo sea brevemente, otros aspectos de este ser bautizados con el Espritu Santo. Qu ms implica este bautismo? a) Implica una actitud de apertura y obediencia a Dios, que nos trae sus criterios amplios y trascendentes frente a tanta miopa y chatedad. Ejemplos? Cornelio, que se abre a la voz divina y enva a sus hombres por un desconocido, judo por aadidura. Pedro, tan encerrado en su miedo y en su tab de no mancharse con el contacto de los paganos, que se deja llevar por la voz del Espritu, como lo hiciera el da de Pentecosts. Otro ejemplo es Mara, sobre cuya apertura al Espritu hemos reflexionado semanas atrs. Tambin Pablo tuvo que abandonar su actitud de odio a la Iglesia para hacer el camino totalmente a la inversa... Conclusin: condicin esencial para recibir el bautismo del Espritu es desprendernos de nuestro ego, de nuestros esquemas cerrados, de nuestra dulce comodidad. Necesitamos dejarnos invadir por este viento renovador que nos lleva mucho ms all de nuestros clculos

y especulaciones, de nuestras tradiciones, teologas y cdigos religiosos. b) Implica un compromiso con la justicia y la salvacin de Dios. Jess, despus de su bautismo, pas haciendo el bien, curando a los que haban cado en poder del demonio, porque Dios estaba con l (segunda lectura). c ) Exige que trabajemos por la unidad y la reconciliacin de todos los hombres: "Yo te constitu lazo de unin entre los pueblos" (Isaas); Dios no hace acepcin de personas (Pedro). d) Exige la vivencia de la igualdad y de la real fraternidad: el Espritu, al hacernos miembros del nico cuerpo de Cristo, nos transforma en hijos muy queridos de Dios, unidos por una fraternidad de lazos ms estables que los de la raza o la cultura. Como vemos, no hace falta buscar ms textos bblicos para comenzar a comprender lo que significa este bautismo del Espritu. Lo que s debe preocuparnos es hasta qu punto tan hermosas reflexiones pueden transformarse en actitudes y en hechos concretos. En efecto, todos estamos bautizados con agua segn consta por nuestro certificado de bautismo. Ahora nos queda lo ms importante: dejarnos invadir por la fuerza del Espritu. Para esto, ser conveniente que no pasemos por alto un significativo detalle: el Espritu obra en quienes saben recogerse en la oracin y la reflexin de la Palabra de Dios. En efecto: el Espritu desciende sobre Jess despus de sus cuarenta das en el desierto; habla a Cornelio, hombre "piadoso y temeroso de Dios que continuamente oraba a Dios" (He 10,2), y le habla a Pedro cuando ste estaba en la terraza hacia el medioda para hacer oracin (10,9). Quiz hoy toda la Iglesia necesite apartarse un tiempo en el desierto para purificarse de tanto polvo acumulado en los siglos, dejndose invadir por el Espritu, que sopla fuertemente sobre muchos

hombres que aman la justicia. No es la polmica ni la defensa ciega de privilegios y tradiciones el mejor marco para escuchar al Espritu. No es el apego a nuestra comodidad la mejor oportunidad para comprometernos con esta misin, clara y precisa, a la que el Bautismo del Espritu nos convoca. Un poco de meditacin y de oracin puede abrir en nuestra vida esa ventana por la que el pjaro de la libertad puede penetrar para posarse sobre nosotros, elegidos como luz de los pueblos... SANTOS BENETTI CRUZAR LA FRONTERA. Ciclo A. 1 EDICIONES PAULINAS.MADRID 1977.Pgs. 178 ss.

5. "MIRAD A MI SIERVO". Jess comienza su vida pblica con un gesto sorprendente: "se present a Juan para que lo bautizara... (Mt 3, 13) y -l los bautizaba en el ro Jordn, a medida que confesaban sus pecados" (Mt 3, 6). Dnde estn los pecados de Jess para que vaya a bautizarse? Qu conciencia tena Jess de s mismo? O bien qu opinaba de la doctrina de Juan? Al menos estaba de acuerdo con su predicacin: "enmendaos, que est cerca el reinado de Dios". Con las mismas palabras comenzar Jess la suya (Mt 4, 17). Despus de la Resurreccin, la iglesia apostlica tendr que hacer algunos arreglos para atreverse a presentar a Jess en la fila de pecadores que solicitan el bautismo de Juan en la orilla del ro Jordn. "Mirad a mi siervo" en la fila de los pecadores. Es solidario. Se acerca a la realidad del hombre y de la sociedad. Redimir desde la encarnacin. Establece contacto directo; no hablar desde las alturas del poder, ni desde teoras evadidas. Est inmerso en la realidad.

Sigue a Juan Bautista. Se separa ya desde el comienzo, de las teoras y prcticas de los fariseos y saduceos. Cree que no es la vuelta a la Ley, como principio de orden y disciplina exigente, lo que salvar la situacin. Ni tampoco la oracin evadida de los monjes de Qumrn. Ni la violencia de los zelotes para expulsar a los romanos del pas. Como Juan, cree en un cambio de relaciones de los hombres entre s: "enmendaos". Todava no se trata de una conversin a Dios. Antes, como Juan, cree que los hombres hemos de cambiar de conducta dejando la injusticia, el egosmo, la idolatra del dinero y conducirnos segn la solidaridad, el amor y la misericordia con nuestros hermanos. Despus podremos creer en Dios, convertirnos a El, Padre de todos y haremos posible su reinado. La justicia es el primer paso hacia la fe. "Enmendaos". Por eso Jess acude a Juan para bautizarse. Est de acuerdo con la ruptura de la que este bautismo es signo; ruptura con el pasado, para hacer posible la llegada del Reino de Dios. "Mirad a mi siervo... para que traiga el derecho...promover fielmente el derecho...implantar el derecho en la tierra". La justicia que salvar a los pobres es la misin del siervo de Yavh: "enviado a anunciar la salvacin a los pobres" (prefacio del da). ALGUNAS CONSECUENCIAS Hoy ms que nunca es necesario acercarnos a los dems, sobre todo a los pobres y a todos los que sufren. Para detener la ola de egosmo que reduce al hombre a su casa en busca de bienestar egosta, evadido y culpable. El acompaamiento de los pobres requiere mucho ms que limosnas de dinero; exige amor, presencia cercana, acogida, reestructuracin de valores en funcin de la solidaridad, la organizacin no puede separarnos del contacto directo y la proximidad afectiva y personal, porque slo el amor salva. Jess no se avergonz de pasar por un pecador ms. Nos avergonzaremos de mancharnos con las miserias de nuestros hermanos? Les rechazaremos por escndalo farisaico? "HACIENDO EL BIEN Y CURANDO"

"Curando a los oprimidos por el diablo". No puede darse un resumen mejor de la vida de Jess: misericordia y liberacin. De ambas hizo el sentido de su vida como enviado del Padre. Las practic inteligentemente, llegando a unos extremos sorprendentes por los que se revela la novedad de Dios. Am hasta el extremo. Quiso acercarse a los ms alejados y desfavorecidos, para mostrarles las preferencias de su Padre a favor de ellos. Con ello provoc el escndalo de los buenos y se firm su propia sentencia de muerte. No exigi nada a cambio al acercarse a los pobres y pecadores; ni siquiera su conversin como condicin previa. Les am sin lmites. Con ello revelaba un nuevo rostro de Dios misericordioso. Cundo nos convertiremos nosotros al amor sin lmites? La misericordia entraable que mostr Jess con los ms oprimidos puede sensibilizar nuestras entraas, deshumanizadas por el consumismo y la inconsciencia. Cuando una tercera parte de la humanidad posee el ochenta por ciento de los recursos del mundo, quien cree todava en Dios, solo puede levantar a El la mirada, limpindose antes del pecado del mundo. Este pecado se perdona slo con la solidaridad efectiva, El otro aspecto de la vida de Jess fue liberar a los oprimidos. Supone ser crticos ante las opresiones, ver sus causas a la luz del evangelio, denunciarlas, implicarse en la lucha en contra, caminar al lado de los oprimidos. La xenofobia, el rechazo a los marginados, la visin superficial de la delincuencia, la rentabilidad econmica por encima del valor de las personas, etc. son todo lo contrario de la actitud liberadora de Jess. Slo puede liberar a otros el que es profundamente libre. Liberar es ayudar a que cada uno asuma su vida, saque sus recursos, sea cada vez ms responsable y crezca. No es slo una batalla o empresa personal; tambin implica la destruccin de las estructuras opresoras y la creacin de espacios de libertad y de amor. LA TEOFANA

La comunidad apostlica, iluminada por su experiencia pascual, transforma en una teofana trinitaria el bautismo de Jess a manos de Juan en el ro Jordn. El Padre le presenta; el Espritu Santo se pos sobre el Hijo; la voz venida de lo alto, los cielos abiertos, todo enmarca la presentacin primera de Jess, contemplado desde Pascua. Slo falta que el ro Jordn tambin detenga su curso y se abra al paso de Jess, como se abri el Mar Rojo al paso de Moiss y su pueblo. Lo ocurrido en el Jordn es presentado como signo de la realidad que hay en Jess. Juan no lo saba bien; la comunidad apostlica ya lo sabe y lo cree, por eso lo proclama. NUESTRO BAUTISMO Como Jess de Nazaret quiso afiliarse al grupo de Juan porque le convenca su postura ante Dios y ante la sociedad, tambin nosotros nos hemos bautizado en el nombre del Seor porque creemos en El como el enviado del Padre para la salvacin de nuestro mundo. Cuando nos hemos hecho adultos en la fe, hemos asumido nuestro bautismo, recibido por la mayor parte de nosotros de recin nacidos. Ahora sabemos a qu nos compromete y lo aceptamos con gusto: a hacer el bien y a liberar a los oprimidos. Misericordia y liberacin. Acoger al que sufre; escuchar con empata; no huir de los marginados ni defenderse de los que tienen problemas; luchar contra las causas del paro laboral, del alcoholismo y otras drogas; defender los derechos de los oprimidos; gritar por los que no tienen voz; amar con obras y de verdad. Este es el mensaje de Jess y nuestro compromiso bautismal. LORENZO TOUS DABAR 1993/10

6. 1. Todo lo que Dios quiere.

En el evangelio, Juan, el precursor, no se atreve a bautizar al que viene detrs de l y ha sido anunciado por l; pero Jess insiste porque debe cumplirse todo lo que Dios quiere (la justicia). La justicia es la que Dios ha ofrecido al pueblo en su alianza y que se cumple cuando el pueblo elegido le corresponde perfectamente. Esto es lo que sucede precisamente aqu, donde Jess ser la alianza consumada entre Dios y la humanidad, pero no sin la cooperacin de Israel, que ha caminado en la fe hacia su Mesas y que debe incluir esta su fe en el acto divino de la gracia. Teniendo en cuenta la humildad del Bautista, pareca ms conveniente dejar a Dios solo la gracia del cumplimiento, pero ahora es ms adecuado que resplandezca su obediencia. Muchos aos despus de la primera epifana con la adoracin de los Magos, tiene lugar ahora la segunda epifana con la apertura del mismo cielo: el Dios unitrino confirma el cumplimiento de la alianza; la voz del Padre muestra a Jess como su hijo predilecto y el Espritu Santo desciende sobre l para ungirlo como Mesas desde el cielo. 2. La luz sobre Israel. Isaas, en el texto elegido como primera lectura, habla del elegido de Dios, que no es Israel como pueblo, sino una figura determinada. Esto queda definitivamente claro cuando Dios dice: Te he hecho alianza de un pueblo, luz de las naciones. La alianza con Israel est ya pactada desde hace mucho tiempo, pero Israel la rompi, y ahora este elegido viene a concluir la alianza con Israel de un modo nuevo y definitivo. Jess es la epifana de la alianza cumplida: es hijo de Dios y de una mujer juda, Dios y hombre a la vez, la alianza concluida indestructiblemente. Y como tal es la luz de los pueblos paganos a la vez que encarna en s mismo el destino de Israel: llevar la salvacin de Dios hasta los confines de la tierra. Jess llevar a cabo esta potente iluminacin del mundo en la humildad y el silencio de un hombre concreto, no gritar, no actuar con violencia porque no apagar el pbilo vacilante; pero precisamente en este silencio no vacilar hasta que la justicia de la alianza de Dios se implante en toda la tierra. El es la luz que se

eleva sobre la trgica historia de Israel, pero tambin sobre la trgica historia del mundo en su totalidad: l abre los ojos de los ciegos, saca a la luz a los que estn encerrados en s mismos, a los que habitan en las tinieblas. 3. En la segunda lectura Pedro nos dice que la uncin de Jess por el Espritu Santo, cuando fue bautizado por Juan, era el preludio no slo de su actividad en Israel, sino tambin de su actividad por toda la humanidad. Pedro pronuncia estas palabras despus de haber bautizado al centurin pagano Cornelio y haber comprendido verdaderamente que Dios acepta al que lo teme y practica la justicia, sea de la nacin que sea. Tambin la actividad mesinica de Jess en Israel -donde pas haciendo el bien y curando a los oprimidos por el diablo, porque Dios estaba con l- estaba ya concebida para todo el mundo, como lo muestran los evangelios, que informan sobre todo esto y estn escritos para todos los pueblos y para todos los tiempos. En la accin bautismal del Bautista, Israel crece ms all de s mismo: por una parte se convierte en el amigo del Esposo, en la medida en que se alegra de haber colaborado para que Cristo encontrara a la Iglesia universal como su esposa; pero por otra parte est dispuesto a disminuir para que el Amigo "crezca", y, en esta humilde disminucin dentro de la Nueva Alianza, se equipara a la disminucin de Jess hasta la cruz, concretamente visible en la degollacin del Bautista. HANS URS von BALTHASAR LUZ DE LA PALABRA Comentarios a las lecturas dominicales A-B-C Ediciones ENCUENTRO.MADRID-1994.Pg. 32 s.

7. Frase evanglica: ste es mi hijo, el amado, el elegido

Tema de predicacin: LA INVESTIDURA DEL MESAS 1. El evangelio comienza con la aparicin de Juan, cuyo bautismo no es mero rito de ablucin o simple agregacin al pueblo judo, sino conversin, vuelta a la alianza, nuevo nacimiento. Sin embargo, Juan entiende al juez escatolgico como un ser terrible y entregado al exterminio de sus enemigos. La muerte de Jess no encaja con sus esquemas; por eso duda en bautizarlo. Jess, con la plenitud del Espritu, est inmerso en la masa de pecadores que, mediante un bautismo de perdn, inician un camino de libertad y de liberacin. 2. El bautismo de Jess -primera manifestacin de su ministerio pblico- es signo de su compromiso con la justicia del reino de Dios. La voz del cielo (voz de Dios) ratifica el compromiso de Jess, el cual est en total apertura a Dios para realizar la nueva creacin, figurada por el descenso de la paloma. Afirmar que Jess es el Hijo predilecto significa su entronizacin como rey escatolgico. 3. La misin de la Iglesia y de los cristianos consiste en que se cumpla la justicia de Dios, lo cual incluye dos cosas: total sumisin a la voluntad del Dios del reino y completa solidaridad con el pueblo de Dios. Por haber practicado durante siglos el bautismo de nios como rito religioso, sin compromiso efectivo con la justicia, hemos desnaturalizado el mundo sacramental. Necesitamos revalorizar el significado del agua bautismal y la donacin del Espritu para aceptar el nuevo nacimiento, la conversin cristiana; el compromiso de una vida renovada. REFLEXIN CRISTIANA: Qu semejanzas y diferencias vemos entre el bautismo de nios y el de adultos? Es nuestro bautismo un sacramento de fe y de compromiso? CASIANO FLORISTAN DE DOMINGO A DOMINGO

EL EVANGELIO EN LOS TRES CICLOS LITURGICOS SAL TERRAE.SANTANDER 1993.Pg. 104 s. 8. NACIMOS PARA LA FELICIDAD, PARA LA SALVACIN En aquel tiempo fue Jess de Galilea al Jordn y se present a Juan para que lo bautizara. Uno tiene que asumir lo que es hasta las ltimas consecuencias siendo respetuoso con la historia evitando dar saltos en ella. Se ha de subir peldao a peldao, nada debe dejarse a la improvisacin o darse por supuesto. La historia no puede dar saltos y siempre hay que empezar por el principio. Jess asume su destino y se pone manos a la obra. Los destinos no se eligen, se asumen o no. Esto no es ningn determinismo, esto es aceptar ser consecuente con lo que uno es y para lo que naci. Pero Juan intentaba disuadirlo dicindole: Soy yo el que necesita que t me bautices, y t acudes a m? Juan aqu peca de clericalismo, se empea en saber cmo y cundo se opera la salvacin. Por lo visto, sabe ms que Dios y pretende darle lecciones desde sus criterios personales. Jess le contest: Djalo ahora. Est bien que cumplamos as todo lo que Dios quiere. Dos mesianismos se encuentran y enfrentan. Prevalece el de Jess, (conviene que se cumpla...) La felicidad-salvacin est en saber cumplir la voluntad de Dios y realizarla en el momento oportuno. Entonces Juan se lo permiti. Apenas se bautiz Jess, sali del agua; se abri el cielo y vio que el Espritu de Dios bajaba como una paloma y se posaba sobre l. Y vino una voz del cielo que deca: Este es mi Hijo, el amado, mi predilecto. Cuando un hombre asume su destino, por encima de intereses particulares, cumpliendo Ia voluntad de Dios y aceptndola como

criterio ltimo de comportamiento, la felicidad-salvacin se alcanza y se hace de tal forma patente que repercute en beneficio del grupo humano al que uno pertenece. La felicidad-salvacin es de tal naturaleza que cuando uno la encuentra al tiempo tambin la da. Dios se manifiesta en aquel hombre que es capaz de llevar a cabo el proyecto de su vida, de llevar a cabo aquello por lo cual y para lo cual naci. Cuando uno vive consecuentemente con lo que es, siente, cree o confiesa, cuando uno es autntico consigo mismo, cuando uno se compromete de por vida con su opcin vocacional, cuando entiende que su vida es la ocasin de llevar a cabo una misin y en ella pone todo su empeo y hace sencillamente lo que tiene que hacer y en el momento oportuno, los cielos se abren y Dios se da a conocer. El hombre alcanza su plenitud, su felicidad-salvacin, cuando expresa su esencia en su existencia, al traducir en actos aquello por lo cual y para lo cual naci. El hombre cabal y autentico es aquel que expresa en su existencia cotidiana la esencia de su ser personal. Somos cristianos para manifestarlo y expresarlo en acciones concretas de cada da. Con cualquier persona y de todas las maneras. La misin para la que hemos nacido es la felicidad-salvacin. Tenemos un hambre insaciable de felicidad-salvacin y la deseamos para compartirla porque es un concepto transitivo, o se comparte o se estropea. La misin del cristiano es el amor y el amor es un compromiso con uno mismo hacia los dems. Si lo quieres llevar a cabo tendrs, como Jess, que ponerte en la fila de los penitentes. Slo desde la solidaridad, desde el amor, se puede comunicar felicidad-salvacin. La solidaridad nace en ti como fruto del saberte hermano de los hombres, nada humano te es extrao por tener un mismo Padre. Dios es padre y yo me siento hermano. Estoy en la fila de los que les falta mucho para ser como Dios manda y siento mucho no serlo; pero tengo el propsito de enmienda y

aspiro a conseguirlo, a ser consecuente con la misin que abrac en momentos de lucidez o de locura amorosa, llmale como quieras. Esa misin es para m mi destino, la razn de mi vida y eso no se discute, se asume, ms en este caso que es cumplir la voluntad de Dios. Dicen que el bautismo es una nueva creacin y lo es; pues yo que soy como soy y podra ser de mil maneras distintas, deseo ser como Dios manda y a trancas y barrancas hacia ello voy. BENJAMIN OLTRA COLOMER SER COMO DIOS MANDA Una lectura pragmtica de San Mateo EDICEP. VALENCIA-1995. Pgs. 24-26

9. SITUACIN LITURGICA. Acaba hoy el ciclo de Navidad. Aunque socialmente las fiestas navideas acaban el da de Reyes, la celebracin de hoy debe conservar el ambiente navideo. Para nuestra mentalidad historicista esto es sorprendente: hace cuatro das contemplbamos al nio Jess adorado por los magos y hoy celebramos su bautismo, ya adulto y a punto de iniciar su ministerio. Tambin litrgicamente la fiesta de hoy es compleja. Ocupa el primer domingo del tiempo ordinario y las ferias a partir de maana ya sern del tiempo ordinario, por lo que el da de hoy tiene un valor de transicin. La liturgia cristiana no recuerda una historia sino que celebra el misterio de Jesucristo. Su Bautismo tambin es manifestacin (epifana), quizs ms que la adoracin de los magos. Las iglesias del Oriente cristiano colocan precisamente el texto del bautismo de Jess en la Epifana, a la que dan la mxima importancia. Conviene hoy remarcar el recuerdo del bautismo. Ornamentacin de la fuente bautismal, aspersin del agua que sustituye el acto

penitencial, renovacin de las promesas del bautismo despus de la homila, bautismo durante la misma misa (pero evitando la impresin de que simplemente se hace por conveniencia de aquella familia). JESUS DE NAZARET, UNGIDO POR DIOS CON LA FUERZA DEL ESPRITU SANTO (2a lect). El bautismo de Jess es un hecho central en el conjunto del Evangelio. Pedro lo cita en el sermn antes del bautizo del primer pagano, Cornelio (2a lect), y ya antes, en el momento de la eleccin del sucesor de Judas (Hch 1,22). En el bautismo de Jess aparece su misterio insondable; Jess de Nazaret fue ungido con la fuerza del Espritu de Dios, Hijo amado del Padre. No tiene sentido proyectar aqu preocupaciones histricas; el evangelio no tiene un inters histrico sino teolgico y mstico. El bautismo es la presentacin del misterio de Jess, no con una frase terica sino con un hecho narrable. La figura de Jess de Nazaret siempre ha planteado muchos interrogantes, y todava hoy es objeto de investigaciones y de estudios, no slo dentro de la Iglesia sino tambin fuera. La tradicin cristiana expresa en el hecho del bautismo, prtico del Evangelio, su fe: la explicacin ltima del fenmeno Jess de Nazaret es su ntima comunin como Hijo con el Padre, por la fuerza en l del Espritu de Dios. EL DRAMA DE JESUS. La comunin de Jess con el Padre se manifiesta precisamente en el bautismo. Lo cual es decisivo en el proceso del Evangelio. El bautismo no es un momento glorioso, ni tampoco neutro. Es un momento especialmente humillante. Jess se mezcla con los hombres pecadores, se adentra en las aguas del pecado y de la muerte, y se levanta (el griego no dice "sali del agua", sino "se levant") como Hijo lleno del Espritu de Dios. Lo mismo har en la cruz, muerto entre pecadores y resucitado despus lleno de Vida Nueva. Bautismo y Pascua expresan el mismo misterio, que es propiamente el sentido ltimo de Jess; su total comunin con el Padre que se manifiesta en su comunin amorosa con los hombres hasta perderlo todo y levantarse as lleno de la vida verdadera. La palabra del Padre (de un himno del Siervo de Yahv!

1 lect) proclama, contra toda evidencia nuestra: "en esto consiste ser mi Hijo". Juan no lo entiende y protesta: el Hijo de Dios ha de ser glorioso! Se inicia as la larga serie de "tentadores", desde el diablo en el desierto, pasando por Pedro, hasta el pie de la cruz: "Si eres Hijo de Dios..." Siempre la misma tentacin. Jess de Nazaret vive la comunin plena con el Padre como una donacin total a los hombres hasta perderlo todo, como una comunin con esto tan nuestro: el pecado y la muerte. Ser Hijo de Dios, lleno de su Espritu, consiste en amar y darse como el ltimo de los hombres. De este modo, toda su vida expresa esta doble revelacin: revelar qu significa vivir como hombre, superando todos nuestros engaos, y sobre todo- revelando el verdadero misterio de Dios, Padre de Amor y de Vida que nos da su Espritu para hacernos hijos en el Hijo, ms all de todas nuestras mezquinas e interesadas imgenes de Dios. Jess responde a la protesta de Juan con una frase llena de profundidad: "Est bien que cumplamos as todo lo que Dios quiere". La comunin con el Padre dirigi todo lo que Jess dijo e hizo. No le quisieron entender, y este drama aparece en todas las pginas del Evangelio. HAS MANIFESTADO EL MISTERIO DEL NUEVO BAUTISMO (prefacio). Jesucristo nos bautiza con el Espritu Santo y con fuego. En el bautismo lo importante no es el signo sino su significado; pero el signo tiene su importancia y es posible que todos estemos influidos por el rito actual. En la sensibilidad de nuestros cristianos se subrayan algunos aspectos del sacramento: la purificacin del pecado, el nacimiento a una vida nueva, la entrada en la comunin eclesial. Todo tiene sentido, no obstante, a la luz del misterio ms profundo que suele valorarse poco: la participacin en la muerte y la resurreccin de Jesucristo por la comunin viva con su Espritu. Y todava estas palabras tienen el peligro de ser reducidas a una frmula sacramental estereotipada. El punto de referencia siempre es el mismo Jesucristo, el Hombre Nuevo por la comunin con el

Padre, novedad que aparece en el Bautismo y en la Pascua. Ambos fueron motivo de escndalo por la imagen de hombre y de Dios que mostraban, pero son la raz verdadera de la superacin del mal, el inicio de una vida nueva y la constitucin de su comunidad. Es la obra del Seor Jess que Pedro resume con palabras sencillas y llenas de significado: pas haciendo el bien y curando a los oprimidos por el diablo (2a lect). GASPAR MORA MISA DOMINICAL 1999/01-41

10 El pasado mircoles, con motivo de la Epifania, explicbamos que de los cuatro evangelios, dos nada decan del nacimiento de Jess. Lo recuerdo para notar lo significativo que es, en cambio, que del bautismo del Seor, por Juan, en las aguas del ro Jordn, no slo hablan los cuatro evangelios sino que al mismo tiempo lo presentan como un momento crucial. Y las palabras de san Pedro que hemos escuchado en la segunda lectura, nos confirman el relieve que tena este hecho en la predicacin que hacan los apstoles despus de la Resurreccin. De ah que convenga preguntarnos el porqu de esta importancia que se daba al Bautismo de Jess de Nazaret. - El Bautismo de Jess, Epifania de la Trinidad La respuesta podra ser: porque los apstoles, la primera comunidad cristiana, vio en el Bautismo de Jess la gran Epifana. Es decir, la manifestacin de quin era Jess, de cul era su misin, de cul era su relacin con un Dios que entonces -por primera vez en la historiase revela como Padre, Hijo y Espritu Santo. Intentemos explicarlo algo ms. No se trata tanto de lo que en aquel momento sucedi sensiblemente, ante los ojos y odos de los

presentes, sino de la interpretacin desde la fe en el Resucitado desde la fe pascual- de lo que representaba el Bautismo de Jess. Como primer acto pblico en el camino de realizacin de la tarea que el Padre le haba encomendado y que el Espritu Santo impulsaba en l. Por eso, en la escenificacin que los evangelios realizan de aquel suceso, lo ms relevante es la manifestacin de lo que siglos despus se llamara la Santsima Trinidad. Una escenificacin de distintas funciones divinas que los evangelistas realizan utilizando el lenguaje religioso que tenan a mano, es decir, el del Antiguo Testamento. - Habla el Padre, se comunica el Espiritu En este lenguaje, el Padre habla desde el cielo y revela -manifiesta y define- quin es Jess: su Hijo. Por eso, por ser el Hijo, la misin de Jess (su evangelio como gran noticia) ser hablarnos y explicarnos sobre Dios como Padre; y, al mismo tiempo, hablarnos y explicarnos de nuestro ser y camino como hijos todos de Dios, y por ello hermanos unos de otros. En este lenguaje, el Espiritu de Dios, el Espritu Santo, se manifiesta como la fuerza intima, el espritu de vida, que vive y acta en Jess, como luego vivir y actuar en los creyentes en Jess (y se manifiesta como una paloma no evidentemente porque el Espiritu sea una paloma, sino porque en el lenguaje del Antiguo Testamento era la imagen del amor personal, ntimo, comunicado). - El camino que sigui Jess Y, ante, el Padre y con el Espritu, el Hijo Jess. Manifestando, ya desde este momento inicial, cmo ser su misin para nosotros, el modo propio como la realizar. Por ello elige colocarse entre el pueblo, entre los pecadores, que acudan a recibir el bautismo de penitencia de Juan. Y este es el sentido del dilogo entre Juan y Jess.

Desde este primer momento, inmediatamente con el episodio de las tentaciones que los evangelios sitan a continuacin, y hasta el ltimo momento en la cruz (la increpacin que se le dirige: "Si eres Hijo de Dios, baja de la cruz"), la gran cuestin que se plantea es sorprendente. No es tanto si Jess es o no Hijo de Dios -incluso el diablo parece admitirlo- sino su modo de actuar como Hijo de Dios. No por el camino del poder, la fuerza, el triunfo, sino por la senda humilde del identificarse y servir y comulgar con los pobres, los sencillos, los pecadores. Esto es, dice Jess a Juan, "lo que Dios quiere". Este camino, el del amor sencillo, compartido, pobre, llevado hasta el extremo de la muerte en la cruz -como criminal entre criminales- ser lo que san Pablo definir como "escndalo y locura". Pero, por ello mismo, como diremos luego en el prefacio, es lo que permite que Jess sea "el enviado a anunciar la salvacin a los pobres". *** Quiz en este comentario de hoy nos hayamos adentrado en explicaciones que pueden parecer arduas, difciles. Con la ayuda del Espritu, que todos tambin recibimos en nuestro bautismo y confirmacin, espero que no lo sean. Porque importa que nuestra fe no sea infantil sino adulta. Cada vez ms conscientemente injertada en una comunin de vida, de amor, de accin con el Padre, su Hijo y hermano nuestro Jess, con su Espiritu vivificador. Una comunin que debe realizarse por la senda sencilla, de servicio y compaa, que sigui Jess. (Es lo que podemos pedir al renovar ahora aquellos compromisos/anhelos que en nombre nuestro expresaron nuestros padres y padrinos cuando nos bautizaron y confirmaron). EQUIPO MD MISA DOMINICAL 1999/01-45

11.

En la primera lectura destacan las primeras palabras del Segundo Isaas (Deuteroisaas), un profeta annimo que predic durante el destierro en Babilonia (587-538 AC) manteniendo la esperanza del pueblo por medio del anuncio de su pronta liberacin. Sus orculos se realizaron a travs de la conquista de la gran capital de Mesopotamia, por parte de Ciro, rey de los persas (539 AC), quien inici una era de tolerancia religiosa especialmente a favor de los judos: un decreto suyo, al ao de su entrada triunfal a Babilonia (537 AC), les permita regresar a su pas y reconstruir el templo. Este pasaje es el primer poema del Siervo de Dios [los otros tres se encuentran en: 49,1-6; 50,4-9; 52,13-53,12] presentado aqu como un profeta sobre el cual Dios efunde su Espritu habilitndolo para la obra de salvacin: abrir los ojos al ciego, liberar a los cautivos, iluminar a los prisioneros. Ya en el N.T. ste y los dems poemas del Siervo, fueron interpretados cristolgicamente: Jess de Nazaret fue identificado con el siervo proftico que anuncia la Palabra, libera a los cautivos, cumple la voluntad de Dios y expa los pecados. La fiesta del Bautismo del Seor clausura la celebracin de Navidad y Epifana, ponindonos ante la persona de Jess, lleno del Espritu Santo, siervo de Dios, hasta la muerte, para realizar nuestra salvacin. Cada cristiano, toda la iglesia, hemos de asumir la actitud obediente del Siervo: "luz de las naciones alianza de un pueblo", para "implantar el derecho en la tierra". Implantar el Derecho, es lo mismo que implantar la Justicia: la voluntad de Dios, su proyecto sobre el mundo. Es lo mismo en definitiva que implantar o construir el Reino de Dios. Dios reina, en efecto, all donde las cosas y las personas son lo que deben ser, estn en su justo puesto, en su justa y armoniosa relacin; all donde reina la fuerza del Derecho y no el Derecho de la Fuerza. Ese "Derecho" cuya implantacin viene a ser la misin del Mesas (y de todos nosotros, sus seguidores) no es un derecho abstracto; es la utopa, diramos, el "Proyecto de Dios". Y todos tenemos derecho a que ese Derecho se implante en el mundo. Porque somos hijos de

Dios y estamos en su casa, tenemos derecho a que se implante y se cumpla y se respete la voluntad del Padre Universal, el Creador. Los derechos humanos, as, son a la vez derechos divinos. Dios exige (porque tiene derecho) que se respete a los seres humanos (sus hijos) como personas, como verdaderamente humanos y dignos. Hay algo, mucho de divino en los derechos humanos. Y nosotros tenemos en ello un nuevo ttulo (de fe, religioso, no slo simplemente tico) por el que exigir esos derechos humanos. Lamentablemente, la percepcin de los derechos humanos (gran salto de conciencia que la humanidad ha ido dando, en lo que se llaman las "tres generaciones de los derechos humanos") naci fuera de la Iglesia, al margen de la Iglesia, y en buena parte bajo la sospecha de la Iglesia. Fue slo con la Pacem in Terris de Juan XXIII que el discurso de los derechos humanos ingres a la Iglesia como a un lugar connatural. Sera bueno que no nos los apropiemos, sino que, con mucha humildad, nos alegremos al ver tantas personas e instituciones que trabajan por ellos. Y sera bueno tambin que hiciramos lo posible para que muchos cristianos que an miran el tema como un tema ajeno, exterior a la Iglesia, "profano", descubrieran su profunda raigambre "cristiana" (referente al "cristo", al ungido, al Mesas), hasta el punto de que ya el A.T. vio en la "implantacin del Derecho" (divino y humano, que mutuamente se implican) una expresin cabal de la vocacin y de la misin del Mesas. Que es tambin la nuestra. [En estos meses en los que la humanidad ha sido testigo de incertidumbres que sugieren la necesidad de "mundializar el Derecho" por el establecimiento de un Derecho internacional (mundializado, globalizado) que impida que los delitos ms graves (contra la humanidad, de genocidio, de lesa humanidad) se refugien en los crculos-guetos de las soberanas nacionales (que en otros campos hace tiempo que ya no se respetan), es importante que los cristianos, llamados, a imagen del Mesas, a mundializar el Derecho ("implantar el Derecho en las naciones") ayudemos con nuestro compromiso militante a hacer avanzar el Derecho internacional, el

derecho de gentes, en ese decurso histrico por el que la humanidad va avanzando hacia la Justicia universal]. La segunda lectura es el encabezamiento del discurso de Pedro en, casa del centurin Cornelio, insistiendo en la universalidad de la salvacin, ofrecida a judos y paganos, sin distincin de personas. Salvacin por la Palabra -que es Jesucristo- enviada a los israelitas, pero destinada a todos los pueblos, pues l es "Seor de todos". Recordando el destino humano de Jess, desde que fu bautizado por Juan, hasta su pasin y resurreccin en Jerusaln, despus de haber pasado haciendo el bien, sanando a los enfermos, movido por el Espritu Santo y haciendo presente a Dios entre todos los seres humanos. Se trata de un texto "kerigmtico", de los muchos que se encuentran en el libro de los Hechos, verdaderos resmenes o sntesis de la predicacin apostlica. En el contexto de la fiesta que celebramos, la lectura subraya la condicin mesinica de Jess, ungido por el Espritu en su bautismo para realizar su misin salvadora. Los tres sinpticos narran el bautismo de Jess y el evangelista Juan alude a l, lo mismo que varios pasajes de los Hechos. Se trata, por tanto, de un acontecimiento perfectamente histrico que los primeros cristianos hasta tuvieron dificultades para entender o explicar adecuadamente. Cmo fue que Jess, el Hijo de Dios, el Mesas, se someti al bautismo de Juan que era de conversin y penitencia? Las palabras de Jess al Bautista, que solamente reporta Mateo, parecen dar la clave: "para cumplir toda justicia", es decir, en la terminologa mateana (no en la paulina, donde "justicia" tiene otra significacin), para realizar a plenitud la voluntad de Dios. Solidarizndose con los pecadores, Jess asume plenamente la voluntad divina que se manifestar sobre l, apenas salido del agua, con la efusin del Espritu Santo y con las palabras de la voz celestial: "Este es mi Hijo, el amado, mi predilecto". Navidad, Epifana, Bautismo tres momentos de una misma celebracin: la encarnacin de la Palabra, del Verbo eterno de Dios,

en la persona de Jess de Nazaret. En su nacimiento, en su manifestacin a todos los pueblos, en su consagracin por el Espritu, ha comenzado a realizarse nuestra salvacin, que se consumar en la muerte y resurreccin de Jess. Escuchar su palabra, seguir sus pasos, hacer la voluntad de Dios que l nos revela debe ser nuestra respuesta a su venida. Aunque no se debe establecer una relacin directa entre el bautismo de Jess y el nuestro, donde sea pastoralmente recomendable, puede abordarse el tema del bautismo, que idealmente debe ser una opcin por Jesucristo, y que -en su defecto- debe ser "confirmado" despus, idealmente por el sacramento de la confirmacin. La seriedad de la fe y de la evangelizacin exige que la pastoral de la confirmacin se realice fuera de la infancia; los argumentos teolgicos en base al "carcter de sacramento de iniciacin que tambin la confirmacin tendra, no puede ir contra el sentido comn ms elemental que se desprende de un sentido pastoral que no sea ciego. Para la conversin personal Hoy es el primer domingo del "tiempo ordinario"; se acabaron el "tiempo fuerte" de la liturgia; vuelve la vida ordinaria Un adagio clsico de asctica deca: "in ordinariis, non ordinarius", para expresar la meta de quien quiere ser santo ('extraordinario') en las cosas ordinarias, en la vida diaria Al comenzar el "tiempo ordinario" debemos renovar nuestro deseo de vivir "extraordinariamente". Para la reunin de grupo: -La misin del mesas puede leerse como "implantar el Derecho". Reflexionemos: Qu relacin tiene el Derecho con la misin de todo un Mesas? Qu relacin puede tener el Derecho con la misin de todo un cristiano? -Dios no hace acepcin de personas

-Qu relacin guarda el bautismo de Jess con nuestro bautismo? -Jess "se bautiz como adulto"; en no pocos lugares los "nuevos movimientos religiosos" y las sectas acusan a los catlicos de que nuestro bautismo no es vlido, por ser administrado a los nios Qu pensar? Debera reformarse la pastoral bautismal? Para la oracin de los fieles: -Para que todos los hombres y mujeres acepten al Hijo enviado del Padre, roguemos al Seor -Por todos los seguidores de Jess, para que se distingan siempre por su amor a la paz, a la concordia, a la justicia y al derecho -Para que aprendamos de todos los hombres y mujeres que aun sin la luz del evangelio han descubierto el imperativo absoluto (cuasidivino) de los derechos humanos -Para que todos renovemos nuestro bautismo: nuestra decisin de seguir a Jess y comprometernos con su proyecto mesinico de "implantar el Derecho en el mundo" -Para que la Iglesia resuelva de la mejor manera posible la problemtica inherente a la pastoral del bautismo de nios Oracin comunitaria: Dios Padre nuestro, que en el bautismo de Jess lo has proclamado como tu "Hijo muy amado, el predilecto"; te suplicamos nos cobijes bajo su nombre y nos concedas conformarnos cada da ms cercanamente a su imagen, haciendo nuestra su Causa y prosiguiendo su misin de ser "luz de las naciones" y de "implantar el Derecho en la tierra". Te lo pedimos por el mismo Jesucristo nuestro Seor SERVICIO BIBLICO LATINOAMERICANO

12. 1. Lecturas del da : Isaas 42, 1-4. 6-7 : "Mirad a mi siervo, a quien prefiero" Hechos de los apstoles 10, 34-38 : "Ungido por Dios con la fuerza del Espritu Santo" Ev. segn san Mateo 3, 13-17 : "Apenas se bautiz Jess, sali del agua, y vio que el Espritu de Dios bajaba sobre l " 2. Bautismo de Jess, nueva Epifana de Dios 2.1. Estamos viviendo el momento en que el Padre hace la presentacin de su Hijo. Presentacin pblica y proftica. Nueva Epifana de Dios. No es una manifestacin de fiesta, ni posee solemnidad. Es ms bien una profunda, intensa experiencia de Dios en todos los que la vivieran. 2.2. En la escena del bautismo Jess no aparece provocando o desafiando o sumndose a la violencia de los poderosos. Sencillamente, en un bautismo colectivo, como uno ms de los hijos de Israel, Jess entra en las aguas bautismales como el redentor que asume nuestras enfermedades, para devolvernos la salud; como el pastor que busca a la oveja perdida; como quien se hace solidario con los sufrimientos, las esclavitudes y los desgarros de los hombres. 2.3. De estas aguas bautismales, Jess emerge para iniciar una nueva etapa de su vida, haciendo el bien y curando a los oprimidos. Pasar por la tierra haciendo el bien, bendiciendo, consolando, compartiendo y salvando. Desde este momento, a su ritmo, todo lo suyo ser belleza y bondad, oponindose a las fuerzas que oprimen a los hombres y les cierran los caminos de felicidad. Dios estaba con l: "este es mi Hijo, el amado, mi predilecto". 2.4. En esta escena el Padre nos muestra al Hijo. l es lo ms querido, algo para l entraable; y nos lo ofrece como

manifestacin de lo que es, sin reservarse nada. "Escuchadle, seguidle".. Es la presentacin de todo su Amor. 3. El bautismo en el Espritu: un nuevo bautismo 3.1. El bautismo de Jess da comienzo a un nuevo bautismo. El de Juan era el del Viejo Testamento. El de Jess es el del Nuevo Testamento. Del bautismo que era "en el agua" se pasa al "bautismo en el Espritu". Y ya no habr ms bautismos que ste. 3.2. El bautismo en el Espritu llena al hombre de la vida de Dios, que es amor; le llena de sus dones; le empapa de su alegra; le quema el egosmo y la tristeza; da "vida divina", vida de amor a Dios y de servicio a los otros, vida por los dems y para los dems. 3.3. Quien se bautiza en el Espritu ya no vive para s, en insolidaridad y egosmo; quema las races pecadoras de nuestra condicin humana, rompe con la autosuficiencia y ve a los otros como hermanos. 3.4. Todo eso lo vivi Jess en su bautismo, ungido por el Espritu, volcndose sobre el dolor humano. Mas cules son los signos del Espritu en el que uno se bautiza? Son la libertad, el amor y la luz. Por eso, quien est ungido por el Espritu pasa por la vida haciendo el bien y gustando del sabor espiritual de las bienaventuranzas. 4. Nuestro bautismo 4.1. Nosotros, por el bautismo, nos hemos incorporado a la vida en Cristo, que es hacer de nuestra existencia un "seguimiento del Seor" a travs de la fe compartida, consciente, madura. Una vida de servicio a los dems. 4.2. Este bautismo exige de nosotros prolongar la accin liberadora del Seor, hacer presentes sus servicios misericordiosos en nuestro mundo. No somos cristianos para ser servidores sino para servir: servir en nuestro trabajo, en nuestra familia, en nuestro ocio y descanso.

4.3. Desde este momento, no vivimos ni trabajamos para ganar dinero o prestigio; vivimos para servir y ayudar a todos los hermanos, y entre ellos especialmente a los pobres y marginados, ya que son ellos los que ms necesitan nuestros servicios, y es en ellos donde mejor podemos encontrar al Seor. Es la fuerza del Espritu la que nos transforma en hombres y mujeres solidarios y servidores. 5. Conclusiones La epifana del Bautismo nos impresiona. Debi ser para Jess una experiencia decisiva, transformadora; una experiencia intensa de Dios que le marc para servir y hacer el bien. Servir y hacer el bien: sa es nuestra tarea y nuestra misin. Eso exige de nosotros todo un estilo de vida y actitudes nobles. En el fondo, todo procede de asumir una espiritualidad pascual, que es la generada en el bautismo: morir para vivir, morir para dar la vida. DOMINICOS Convento de Ntra. Sra. de Atocha. Madrid Orden de Predicadores - Familia Dominicana

13. INAUGURACION DE LA MISION DE JESUS, DECLARADO POR EL PADRE SU HIJO AMADO Y EMPUJADO POR EL ESPIRITU SANTO. SU REVOLUCION NO ES TERRENA SINO TRASCENDENTE. 1. Jess se despidi de su madre, que ya vena dndose cuenta, con intuicin de madre, que el corazn de su Hijo viva lejos. Y desde Nazaret, en Galilea, se fue al Jordn, en Judea, para ser bautizado por Juan. Entra en el ro sin pecado personal y cargado con los pecados del mundo, como el Cordero que comienza a purificar a la humanidad, esposa suya, para lavar sus iniquidades.

2. "Mirad a mi siervo a quien sostengo; mi elegido, a quien prefiero. Sobre El he puesto mi espritu" Isaas 42,1. "Apenas se bautiz Jess, sali del agua; se abri el cielo y vio que el Espritu de Dios bajaba como una paloma y se posaba sobre El. Y vino una voz del cielo que deca: Este es mi Hijo, el amado, mi predilecto" (Mateo 3,13), que eleva la categora de siervo, a Hijo amado y predilecto. Son dos textos de las lecturas de hoy, luminosamente paralelos y coincidentes: 1: "Sobre El he puesto mi Espritu", dice Isaas. 2: "El Espritu bajaba como una paloma y se posaba sobre El", nos relata San Mateo. Para Isaas Jess es: "Mi elegido, a quien prefiero". Para Mateo: "El amado, mi predilecto". Se da pues un progreso de Revelacin en el Evangelio: El Padre REVELA AL HIJO, que viene a su vez, a revelar al Padre. 3. El Siervo de Yahv viene a realizar la misin trascendental de renovar la alianza de Dios con Israel, repatriar a los exiliados y establecer el espritu de la verdad en medio de todas las naciones paganas. Para expresarlo Isaas se sirve de la terminologa propia de la creacin: "Yo te he formado y te he hecho", dice el Seor del Siervo de Yav, segn la lectura de Isaas. En el Gnesis, en efecto, cuando Dios se dispone a crear al hombre, dice: "Hagamos al hombre" (1). Estamos pues ante la creacin del hombre nuevo, rplica del primer hombre. Por tanto, si es creado un hombre nuevo, ahora comienza un Mundo Nuevo, una creacin Nueva, un Orden Nuevo, una alianza nueva, que ser sellada con la Sangre derramada en la Cruz, Bautismo de sangre, que el Bautismo en el Jordn est anunciando. Y as como en la nueva Creacin el Espritu se cerna sobre las aguas (2), en la nueva creacin que comienza hoy, el Espritu se posa sobre Jess. Todo ser nuevo desde ahora: Los ciegos abrirn sus ojos a la luz de la revelacin del Padre, que les ir descubriendo Jess. El amado

Hijo, nos revelar a sus hermanos, que somos hijos del Padre por adopcin, amados en El y herederos por El. 4. Como Rey, en contraste con los de su tiempo, Jess, implantar el derecho y la justicia, segn Dios y no segn los hombres, trascendiendo los mismos conceptos modernos impregnados de legalismo. Santificar y justificar, no con las normas y principios sociolgicos, sino a travs de una actividad salvfica a todos los niveles. Su actuacin no seguir los esquemas de los poderes temporales, pues "Su reino no es de este mundo". Tampoco actuar con modos militares; ni gritar en medio de las plazas. Como Sacerdote, debe ensear lo mismo que como rey debe implantar. Como Profeta debe ser el altavoz del Padre ante todos los pueblos. Por eso Juan confiesa que: "Yo os bautizo con agua. El os bautizar con Espritu Santo y fuego", que es juicio salvador y transformante. Fuego purificador, que quema el pecado y transforma a los hombres en Dios. 5. Viene a transformar a los hombres desde dentro, a partir de su interioridad. Va a salvar a cada hombre, reavivando la mecha que est a punto de extinguirse, haciendo la revolucin verdadera querida por Dios, por la accin dinmica del Espritu que vive en l, con mansedumbre y humildad, reformando a las personas, una a una, llegando a lo ms ntimo de su ser, hacindolos hijos cada vez ms plenos del Padre. Esa es la revolucin que Jess va a comenzar con el Espritu, la revolucin de la santidad, que comienza por sacar a los presos de la crcel de sus pecados para crear hombres interiores, adoradores de Dios en espritu y verdad (3). Creando una caa nueva all donde hay una resquebrajada, no aplastando, sino sanando y curando. Dedicando una atencin singular a las personas, una a una, en el brocal del pozo de Jacob, o entregado a la formacin de sus primeros discpulos, o en la conversacin nocturna con Nicodemo.

As actuar Dios por Jess, por sus sacramentos, por la Iglesia como comunidad salvfica, intercesora y mediadora universal. Ese es el sentido del bautismo de la Iglesia, que nos hace hijos de Dios. Por eso pudo decir Pedro: "Cuando Juan predicaba el bautismo, Jess de Nazaret, ungido por Dios con la fuerza del Espritu Santo, pas haciendo el bien" (Hechos 10,34). "Todo lo ha hecho bien"(4). 6. "Soy yo el que necesito que T me bautices" confiesa Juan. "Debemos cumplir lo que Dios quiere", responde Jess. Su obsesin es hacer la voluntad del Padre. Y ese debe ser el programa de todo cristiano. As es como Jess entr en el Jordn, como el Siervo de Yahv que personaliza a todo el pueblo de Dios. Igual que el pueblo de Israel entr en el Jordn y lo atraves para entrar en la tierra prometida, entra Jess en el Jordn a la cabeza de su pueblo nuevo, para llevarlo a la tierra nueva que mana leche y miel. Jess entr en el ro. Y porque se sumergi en el ro nuestro de nuestra vida, el Padre dijo que le amaba, porque cumpla su voluntad. Jess entr en el ro para hacer un ro nuevo en un mundo nuevo con hombres nuevos, nacidos de las aguas del bautismo. 7. "Apenas se bautiz Jess, se abri el cielo, descendi el Espritu sobre Jess, como una paloma y se pos sobre l. Y el Padre proclam que es su Hijo Amado". El Bautismo de Jess culmina con una teofana, en un momento imponente y trascendente en el que se manifiesta la Familia Trinitaria presente y actuante. El Padre y el Espritu Santo presentan las credenciales de Jess ante Israel y ante el mundo. 8. "El bautismo de Jess inaugura su misin de Siervo Doliente. Se deja contar entre los pecadores; es ya el Cordero de Dios que quita el pecado del mundo; por amor acepta el bautismo de muerte para la remisin de los pecados. As mana de El el Espritu para toda la humanidad. Se abren los cielos, que el pecado de Adn haba cerrado. El cristiano se incorpora sacramentalmente a Cristo por el bautismo, que anticipa su muerte y su resurreccin. Debemos entrar en este misterio de rebajamiento humilde y de

arrepentimiento, descender al agua con Jess para subir con El, renacer del agua y del Espritu en hijos amados del Padre y vivir una vida nueva" (5). 9 Vida nueva que el mismo Cristo alimenta y robustece con su Pan y Vino, sacramento para la vida del mundo. "La voz del Seor que se oye sobre las aguas torrenciales, es potente y magnfica y descorteza las selvas" (Salmo 28), destruye las cortezas de las selvas de nuestros pecados, para que le recibamos con santidad y justicia. J. MARTI BALLESTER ................... 1 (Gn 1, 26). 2 (Gn 1, 2). 3 (Jn 4,24). 4 (Mc 7,37). 5 (Cf CIC).

14. COMENTARIO 1

UN PAS CRISTIANO Vivimos en un pas en el que la mayora de la poblacin est bautizada. Ese dato, que a muchos puede llenar de orgullo qu representa a la hora de los hechos? Si la religin tiene algo que ver con la vida de los pueblos, ese dato debera notarse en algo ms que en los resultados de las estadsticas. En qu se nota?

UN PAIS DE BAUTIZADOS Un pas de bautizados. Un pas, el nuestro, en el que no estar bautizado se consideraba no hace tanto tiempo no slo un pecado que pona en peligro la salvacin eterna del sujeto en cuestin, sino tambin un delito poltico que cerraba el paso al ejercicio de determinadas funciones en la sociedad.

Hace veinte siglos, en otro pas ribereo del Mediterrneo en el que tambin se practicaba el rito del bautismo, un Hombre (entonces no se bautizaba a los nios, sino a las personas mayores) llen de sentido ese gesto.

UN SIGNO DE MUERTE/VIDA ... lleg Jess desde Galilea al Jordn y se present a Juan para que lo bautizara. El bautismo era un signo que simbolizaba la muerte y la nueva vida: los que se acercaban a recibirlo queran indicar con el gesto de sumergirse bajo el agua (se bautizaban en un ro o en una piscina) que all quedaba sepultada toda su vida de injusticia y de pecado; queran significar la muerte del estilo de vida que llevaban hasta ese momento y que estaban dispuestos a abandonar. Salir del agua significaba el compromiso de un comportamiento nuevo basado en la justicia y la solidaridad. Aquel Hombre, sin embargo, estaba totalmente limpio y no tena nada de qu arrepentirse; as lo entenda Juan, el bautizador, que se resista a dejar que Jess se bautizara: Soy yo quien necesita que t me bautices, y t acudes a m? Pero el plan de Dios era otro (a propsito, por qu el plan de Dios contradice tan a menudo los planes de los hombres?), y el hombre Jess estaba dispuesto a cumplirlo fielmente hasta el final.

SOLIDARIDAD Por un lado, y al contrario que los buenos de aquel tiempo, quiso mezclarse con los pecadores (Acuda en masa la gente... y l los bautizaba en el ro Jordn, a medida que confesaban sus pecados), ponerse al lado de la gente de mal vivir. Su gesto solidario se

repetir en adelante, cada da, hasta su muerte: vivir y morir acompaado de ladrones, prostitutas, marginados..., que vean en su mensaje el camino para construir una sociedad en la que nadie tuviera que robar ni poner su cuerpo a la venta, en la que nadie fuera excluido de la convivencia. (Que no se asusten los buenos de nuestros das. No es que Jess sea solidario del pecado, no. Su solidaridad es con la persona humana, en la que l cree porque sabe que todo ser humano est llamado a hacerse hijo de Dios. Vase, p. ej., Mt 9,9-12).

COMPROMISO Por otro lado, Jess quiso tambin representar en aquel rito su muerte y su compromiso. Pero como l no tena que morir a ninguna injusticia, su bautismo fue el anuncio de la muerte que estaba dispuesto a sufrir (vase Mc 10,38; Lc 12,50, en donde a morir se le llama ser sumergido/bautizado) para que la esperanza de los desgraciados pudiera lograrse. El bautismo de Jess fue el momento en el que pblicamente Jess se comprometi a jugarse la vida, y a perderla si era necesario, por amor a la humanidad, luchando para dar vista a los ciegos, sacar a los cautivos de las prisiones... y curar a todos los oprimidos por cualquier causa, dando a los hombres la posibilidad de organizarse como una familia e indicndoles el camino para llegar a transformar este mundo en un mundo de hermanos. Por eso el bautismo de Jess fue el momento en el que el Padre hizo pblico que aqul era el Hijo, el que nos iba a ensear a ser hijos si estbamos dispuestos a escucharle: Jess, una vez bautizado, sali en seguida del agua. De pronto qued abierto el cielo y vio al Espritu de Dios bajar como paloma y posarse sobre l. Y una voz del cielo dijo: Este es mi hijo, el amado, en quien he puesto mi favor.

UN PAS DE BAUTIZADOS? Un pas de bautizados. Un pas de personas dispuestas a jugarse el tipo para que nuestra sociedad sea ms justa, ms fraterna, en la que lo ms fcil sea amar? O un pas pequeo-burgus en el que ya se han perdido todas las ilusiones, en el que la utopa se considera una ingenuidad? Un pas de bautizados. Un pas de personas que son conscientes de que todos los hombres estamos llamados a ser hermanos y que trabajan por que sea as? O quiz un pas que, cmplice de los poderosos, est empezando a consentir que se fabriquen y se vendan armas a cambio de que los mayores puedan contar con algunos juguetitos ms? Se supone que el bautismo de Jess deba ser el modelo para el bautismo de sus seguidores (aunque stos s necesitarn morir a sus pecados, a su vida injusta). Segn esto, es nuestro bautismo semejante al de Jess? Es el nuestro un pas de bautizados?

15. COMENTARIO 2

v. 13. Jess llega de Galilea con intencin de ser bautizado por Juan. Este reconoce en Jess al que haba de llegar y se opone a su propsito. Le indica que el Mesas no debe pasar por su bautismo; es l quien debe recibir el bautismo del Mesas, anunciado antes (3,11). vv. 14-15. Para Juan, la situacin es desconcertante; no cuadra con la descripcin del Mesas hecha antes por l. Jess quiere cumplir un gesto que es smbolo de muerte, cosa incomprensible para Juan, mostrndose al mismo tiempo solidario de los pecadores que han

renunciado a su injusticia; adems, no se presenta como juez de los que persisten en ella. La respuesta de Jess seala a Juan que es con su bautismo como uno y otro van a cumplir en todo aspecto la voluntad divina; sta es la obra que Dios espera de ellos. El gesto que Jess cumple es, como para la gente, un smbolo de muerte; sin embargo, al no reconocer sus pecados (cf. 3,6), muestra que no tiene que efectuar un cambio de vida. Con su bautismo, Jess reconoce la misin de Juan y el deseo de enmienda manifestado por los que lo han recibido antes. No dar ninguna seal que confirme la inminencia del juicio anunciado por el Bautista. El pueblo haba confesado sus pecados (3,6); Jess es el que viene a salvarlos de sus pecados (1,21). La salvacin se har por medio de su sangre derramada (26,28). Expresa con su bautismo la aceptacin de su propia muerte. Esta entrega total por salvar al hombre condensa toda la voluntad de Dios: Juan debe aceptar a este Mesas. Entre el bautismo de la gente y el de Jess existe la relacin siguiente: el bautismo de la gente simboliza la muerte al pasado; el de Jess, su muerte en el futuro. El segundo complementa el primero. Para que sea realidad el reinado de Dios no basta renunciar a la injusticia (3,2: enmendaos); se necesita un paso ms: entregarse a procurar el bien de los hombres, dispuestos a dar la vida como Jess. El compromiso expresado en este bautismo recibe como respuesta el don del Espritu (3,11: bautizar con Espritu Santo). v. 16. En cuanto se bautiza Jess expresando esa aceptacin, los cielos, que figuran la morada de Dios, la esfera divina, quedan abiertos, asegurando una comunicacin ininterrumpida. El compromiso de Jess de morir por salvar a su pueblo establece para siempre la comunicacin de Dios con los hombres. De la esfera divina ve Jess bajar el Espritu de Dios en forma de paloma. A diferencia de 3,11, el Espritu no es llamado Santo, es decir, no se

pone en relacin con la entrada del hombre en la esfera divina ni con la confirmacin de su fidelidad. Jess, exento de pecados, no ha estado nunca separado de Dios ni su fidelidad a Dios necesita confirmacin. La bajada del Espritu tiene, por tanto, otro significado. La expresin Espritu de Dios pone en relacin al Espritu con Gn 1,2; tambin alude a ese pasaje la forma de paloma, pues se conceba el Espritu de Dios que se cerna sobre las aguas primordiales como un ave que vuela sobre su nido Es, por tanto, el Espritu creador el que desciende sobre Jess, indicando que en Jess la creacin alcanza su plenitud. En l culmina la creacin del hombre, ltima obra de Dios en la primera creacin. Jess posee la plenitud humana, es el Hombre acabado (el Hijo del hombre) y, por eso, el Hijo de Dios (correspondencia entre el Espritu de Dios y el Hijo de Dios). Ser el Hombre acabado y el Hijo de Dios significan la misma realidad vista, respectivamente, desde su origen humano y desde la comunicacin divina que lo constituye Hijo. v. 17. La bajada del Espritu va acompaada de una voz, tambin del cielo, que formula lo significado por ella: Este es mi hijo es referencia al rey Mesas (Sal 27) pero cambiando la indeterminacin del texto original Hijo mo eres t por la determinacin que expresa el carcter nico de Jess como Hijo. Esto enlaza con la frase siguiente, a quien yo quiero, que alude a Gn 22,2, pasaje en el que Dios pide a Abrahn el sacrificio de su hijo nico. En esta frase se expresa la aceptacin por parte de Dios de la muerte a la que Jess se ha comprometido para llevar a cabo su misin.

16. COMENTARIO 3

El relato del bautismo de Jess en el evangelio de Mateo consta de

dos secciones: la narracin del encuentro entre Jess y el Bautista (vv.13-15) y la teofana (manifestacin divina) subsiguiente (16-17). La teofana da el sentido ms profundo del acontecimiento. Ella tiene el carcter de un relato de vocacin. Pero ms que con el tipo de vocacin proftica nos encontramos con una vocacin construida segn los modelos apocalptico y sapiencial. Como en los relatos del primero de estos dos ltimos modelos, se tiende a sealar el carcter definitivo de la vocacin relatada. Por ello se seala el fin del silencio divino por medio de la apertura del cielo y, gracias a ello, la presencia de una Palabra definitiva, productora de una nueva creacin. Se trata entonces de una nueva creacin, la ltima, que se realiza en Jess de Nazaret, gracias al cual los seres humanos pueden llegar a ser Personas Nuevas. Se trata entonces de una nueva creacin, la ltima, que se realiza en Jess de Nazaret, gracias al cual los hombres pueden adquirir las caractersticas del hombre nuevo. La forma de dicha novedad se precisa en la enseanza de la voz celeste. El "T eres (ste es) m Hijo" (Sal 2,7), surgido de un ambiente cortesano, se corrige con el aadido de un texto tomado del primer poema del Servidor sufriente (Is 42,1) "a quien yo quiero, mi predilecto", De esa manera se introduce un nuevo concepto de mesianismo, deudor de los discpulos y discpulas de Isaas del tiempo del exilio. Segn l, el Mesas comparte la debilidad de la condicin humana y se coloca no "sobre" sino "con" el ser humano, en perfecta coherencia con el "Dios can nosotros" del principio (Mt 1,23) y del final (Mt 26,20) del Evangelio. La parte precedente del relato evanglico sirve para poner de relieve la divergencia que existe entre esta concepcin mesinica y toda otra forma de mesianismo. En las actitudes distintas de Juan y Jess respecto al bautismo de este ltimo, se refleja una diversa

concepcin sobre el Reino de Dios, en general, y la funcin del Mesas en particular. El movimiento bautista vea en la instauracin del Reino la llegada del Juicio de Dios. La persona pecadora deba, en vistas a ese acontecimiento, entrar en una dinmica de purificacin, en la que jugaba un rol importante la recepcin del bautismo. Y la intervencin divina se llevaba a cabo gracias a la accin del Mesas, exento de las debilidades de la condicin humana. De ah la sorprendida reaccin de Juan ante la presencia de Jess en el v.14: "T acudes a m? Si soy yo quien necesita que t me bautices La continuacin del relato sirve al evangelista para rectificar las opiniones bautistas sobre el Reino y el Mesas. La atencin sobre el Juicio divino se desplaza a la realizacin de la justicia o "lo que Dios quiera"(v.15). Con ello el momento temporal del Reino se desplaza desde el futuro de la intervencin divina hacia la realizacin de esa justicia en el presente. Ms all de la preocupacin eclesial de situar el sentido de la figura de Juan y de su bautismo en relacin con la actividad de Jess, ms all de la preocupacin apologtica de superar la dificultad de la colocacin de Jess entre los seguidores de Juan, el relato sita la vocacin de Jess (y la de sus seguidores) en el marco del querer divino. As, toda vocacin consiste en la aceptacin del querer divino, incluso en sus aspectos desagradables de sufrimiento y muerte, inherentes a la condicin humana. De esa forma se consigna cmo, a pesar de su pertenencia al movimiento bautista, Jess trasciende el mbito ideolgico de ste. Su uncin de Espritu se realiza en su actuacin en favor de los oprimidos por el diablo que en El pone de manifiesto la presencia divina, como seala el discurso de Pedro en Hech 10,34-48 (segunda lectura). Slo de esa manera se puede iniciar la entrada a la tierra prometida. Jess, que lleva con una pequea variante el mismo nombre de Josu, cruza el Jordn y "sube" a tomar la posesin de la

tierra. El bautismo de Jess nos coloca, por tanto, frente a una nueva metodologa para el cumplimiento de las promesas de Dios. Estas, en adelante, no pueden ser comprendidas como ligadas a la voluntad de poder de una dinasta, sino al servicio de los dems en la entrega a la realizacin de la voluntad divina. Esta entrega incondicional slo puede hacerse por medio de la asuncin de un espritu solidario que comparte la dura condicin de todos los que sufren las consecuencia producidas por el espritu diablico que oprime a los seres humanos. De esa forma, se presenta como la nica forma de una convivencia ms fraterna para toda la humanidad. R. J. Garca Avils, Llamados a ser libres, "Seris dichosos". Ciclo A. Ediciones El Almendro, Crdoba 1991 J. Mateos - F. Camacho, El Evangelio de Mateo. Lectura comentada, Ediciones Cristiandad, Madrid. Diario Bblico. Cicla (Confederacin internacional Claretiana de Latinoamrica).

17. INSTITUTO DEL VERBO ENCARNADO Comentarios Generales Isaas 42, 1-4. 6. 7: Leemos en la Liturgia de hoy el primer canto del Poema del Siervo de Yahv. De entre todas las profecas del A.T., es la de mayor densidad teolgica y la que ms eco alcanza en los escritos del N.T. - En este canto se nos hace la presentacin del Mesas como

Siervo y como Elegido de Dios. Elegido y Siervo, en la Biblia, se corresponden e implican (Is 24, 15; 2 Sam. 7, 5). Con maravillosa inspiracin esta profeca nos prepara la economa del Elegido por antonomasia, Siervo por antonomasia: el Mesas. - El Mesas es el Siervo. Su misin: un Servicio muy duro y cruento: obedece a un plan salvador de Dios. Plan que se realizar no segn mdulos humanos de podero y de fuerza, sino con el servicio supremo del Mesas, en humildad, anonadamiento, dolor y muerte. Jess se aplica la profeca del Siervo cuando dice de S mismo: El Hijo del Hombre no ha venido a ser servido, sino a servir, y a dar su vida como rescate por todos (Mc 10, 45). - El Profeta presenta al Mesas: Como Siervo y Elegido (v 1); como repleto de Espritu Santo, y con misin de Doctor espiritual de todas las naciones (v 2); como poseedor de un don espiritual de penetrar en las almas directamente, sin voces ni gritero exterior (v 2); como Profeta manso y humilde (v 3); como Enviado fiel y valiente que no desmaya ni vacila en la misin que tiene de Dios encomendada (v 4); Dios, que le ha dado la misin de salvarnos, le tiene asido de la mano (v 6); si misin es: ser Alianza del Pueblo (Israel) y Luz de las naciones; iluminar a todos los ciegos y liberar a todos los esclavos (vv 6-7). Es claro que todo se refiere a la Persona y Obra de Cristo. Y los Evangelistas y los Escritores inspirados del N.T. nos lo certifican reiteradamente. Hechos de los Apstoles 10, 34-38: Es un resumen de un sermn de San Pedro en el momento que abre las puertas de la Iglesia al primer gentil: Cornelio. Momento, por tanto, trascendental en la Historia Salvfica: - La Era Mesinica acaba con la vieja discriminacin entre judos y

gentiles. El Mesas ha sido enviado como Luz de las naciones, libertador de todos los esclavos del pecado, Seor de todos. - Los vv 37-38 son una clara alusin al Mesas- Siervo de Yahv de Isaas: cuanto dijo el Profeta se ha cumplido en Jess: Ungido de Espritu Santo (Is 42, 2); Elegido y muy amado (Is 42, 1); Maestro manso y humilde (Is 42, 3); Pas haciendo el bien: Libertador y Redentor de todos los oprimidos (Is 42, 7). - San Pedro nos concreta cual sea la esclavitud de que nos libera Cristo: la del pecado: Curando a los oprimidos por el Diablo (v 38). Es evidente que todas las opresiones son obras diablicas. Y toda autntica libertad es don que debemos al Siervo-Redentor: el que nos ha liberado de todas las servidumbres: del Maligno, de la Muerte, del Pecado; esta liberacin se actualiza en nosotros por el sacramento eucarstico; a la vez, la gracia salvfica que nos da es en nosotros uncin proftica: luz y vigor, dinamismo y amor. Mateo 3, 13-17: En el Bautismo de Jess en el Jordn y los prodigios celestes que lo acompaan, ven los Evangelistas el inicio de la carrera Mesinica de Jess; y sobre todo cmo la funcin Mesinica de Jess se orienta en las lneas de las profecas del Siervo de Yahv: - Muy sorprendente es que Jess se presente entre la turba de pecadores a recibir el Bautismo de Juan, Bautismo para pecadores. Es aquel misterio de solidaridad por el que Jess ha tomado nuestra naturaleza: en carne semejante a la carne de pecado y vctima por el pecado (Rom 8, 3). Y as es el Cordero de Dios que lleva sobre S el pecado del mundo (Jn 1, 29), es decir: El Siervo de Yahv que lleva sobre S nuestras miserias; tratado como impo por nuestros crmenes, aplastado por nuestras iniquidades; el castigo de nuestra salvacin recae sobre l; y por sus heridas somos curados (Is 53, 5).

- Los prodigios que luego ocurren son el sello visible, la confirmacin sensible y milagrosa de la grandeza, y de la misin y funcin mesinica de Jess. Se abren los cielos, es decir, Dios hace una teofana o revelacin. El Espritu Santo, en signo sensible (Paloma), desciende y reposa sobre Jess. Significa que Jess-Mesas queda ungido y repleto del Espritu Santo para su funcin y misin de Doctor y Redentor (Is 61, 1). Su misin es henchir de Espritu Santo la nueva creacin de Dios; formar la nueva familia de los hijos de Dios. - La voz celeste que le proclama: T eres mi Hijo, el Amado, el Predilecto, nos indica como las profecas que nos prometan el Siervo- Elegido- Redentor, todas convergen en Jess. En l se cumplen. San Mateo es el Evangelista siempre interesado por hacernos ver cmo en Jess se cumple todo el A.T. Y con ello no slo intenta decirnos que todas las profecas, promesas y esperanzas se han ya cumplido, sino que, ms an: se han plenificado; es decir, han alcanzado una plenitud tal que supera cuanto los mismos profetas y los hombres todos pudieran imaginar ni desear. Aqu tenemos un ejemplo: el Siervo-Redentor de las profecas es el Hijo muy amado, el Unignito de Dios. La voz del Jordn (17), la del Tabor (17,5) y, sobre todo, la gloria de la Resurreccin y la Luz de Pentecosts nos iluminan las profecas del Siervo de Yahv. *Aviso: El material que presentamos est tomado de Jos Ma. Sol Roma (O.M.F.),"Ministros de la Palabra", ciclo "A", Herder, Barcelona 1979.

-----------------------------------------------------------------------Dr. D. Isidro Gom y Toms JUAN BAUTIZA A JESS: MT. 3, 13-17

(Mc. 1, 9-11; Lc. 3, 21-23 a) Explicacin. Hacia septiembre del ao 778 de Roma, en el principio del ao sabtico, haba aparecido Juan en la regin del Jordn predicando el bautismo de penitencia. Y aconteci que, unos meses ms tarde, a principios del ao siguiente, como recibiese el bautismo todo el pueblo, entonces vino Jess de Galilea, de Nazaret, donde seguramente moraba dato precioso que debemos a Marcos, al Jordan hacia Juan para ser bautizado por l mismo. Probablemente sigui el camino que, pasando por el nordeste de Jezrael, conduca a la orilla cisjordnica y bajaba hasta el llano de Jeric. De Nazaret al sitio en que supone la tradicin fue bautizado Jess no habr menos de 150 kilmetros, que salv el divino Maestro, tal vez en compaa de las multitudes que de toda aquella regin confluan al ro sagrado. Selase como punto del bautismo de Jess un delicioso lugar de la orilla izquierda del ro, junto al vado de Bethagla, no lejos de Jeric. En la orilla opuesta, debajo de rboles copudos y entre el gorjeo de incontables pajarillos, suele celebrarse hoy la santa Misa, al aire libre, en la que se lee el texto evanglico que explicamos ante una devota peregrinacin. Griegos y rusos se baan all en nmero extraordinario, siguiendo antiqusima costumbre; ya que refiere Teodorico que en 1172 vio una tarde ms de 60.000 personas dirigirse con antorchas al ro para baarse en sus aguas, santificadas por el bautismo del Seor. San Mateo, el ms completo de los evangelistas en este punto, nos presenta a Jess y Juan, en el momento en que pretende bautizarse Jess, sosteniendo rpido y ceido dilogo. Jess, confundido entre las gentes, quiere ser bautizado como uno del pueblo: Mas Juan se lo impeda, diciendo: Yo debo ser bautizado por ti, y t vienes a m? La oposicin de Juan es grave, insistente. Para bautizar se necesita misin divina; su bautismo es de penitencia para la remisin de los pecados; y tiene ante s al Verbo humanado, al que

no tiene pecado, al que debe bautizar en el Espritu Santo, de cuyo bautismo no es el suyo ms que sombra y preparacin. Y respondiendo Jess, no rectificando, sino ms bien ratificando el concepto de Juan, le dijo: Deja ahora; es cierto cuanto dice; consiente en que sea por ti bautizado; pues en este momento es voluntad de Dios, que para m y para ti debe ser regla del justo obrar, que sea bautizado por ti: Porque as conviene que cumplamos toda justicia. Entonces lo dej, consinti en bautizarle, aquietado por las razones del Seor. Cmo Juan reconoci a Jess? Se haban tratado ambos antes del bautismo? El arte cristiano nos ha acostumbrado a la visin de Jess y Juan viviendo juntos, en escenas apacibles de la infancia de ambos. No tiene ello fundamento en el Evangelio, aunque tampoco es improbable que ambos se hubiesen encontrado en Jerusaln en alguno de sus anuales viajes con motivo de las fiestas sagradas. Con todo, no hay que olvidar que Jess pas sus aos juveniles en Nazaret, y Juan en la regin montaosa de Jud, y muy prematuramente en los desiertos del mismo pas, por lo que no creemos se conocieran personalmente el Bautista y Jess : el hecho de que Dios le d al Bautista, como signo para conocer a Jess, la venida del Espritu Santo sobre l lo confirma, a ms de que el mismo Juan dice: Yo no le conoca (Ioh. 1, 33). Fue sin duda un instinto sobrenatural, a la vista de aquel israelita en plena virilidad y con los signos de la divinidad en su rostro, o bien una clara revelacin divina, la que manifest a Juan la persona del Mesas que tena en su presencia. Entonces fue cuando la humildad del Bautista le hizo negarse a bautizar al Redentor: era el humildsimo Jess, que se presentaba como pecador, al humildsimo Juan, que se consideraba indigno de desatarle la correa de las sandalias, cuanto ms de bautizarle. Era preciso que se cumpliera toda justicia, presentndose como pecador, ya porque haba sido fiador de pecadores, ya porque lo quiere as Dios, a cuya justsima voluntad se somete Jess.

No sabemos si Jess recibi el bautismo despus del pueblo o mezclado entre la multitud. Sumergise el cuerpo santsimo de Jess en el Jordn para que, purificada el agua con el contacto de la pursima carne del Seor, lograse eficacia para obrar la regeneracin espiritual. Bautizado, pues, Jess, al punto alzse del agua: sali en seguida, dice Knabenbauer, tal vez para significar su deseo de que viniera pronto sobre l la declaracin del Padre, para empezar luego su ministerio pblico, y se manifestase a Juan y a la multitud presente el divino testimonio; como dese con ardor llegar a la ltima Cena para comer aquella simblica Pascua. De hecho, el bautismo de Jess es uno de los actos culminantes de su vida: es como su introduccin oficial al ministerio pblico. Sali Jess rpidamente del agua, y or en seguida con fervor, encomendando al Padre lo que su bautismo significaba, su carcter de substituto universal de todos los pecadores, su misin de mediador, la regeneracin del mundo por su obra. Mientras oraba, repentinamente, se rasgaron los cielos: Y he aqu que, estando orando, se le abrieron los cielos. O se rasgaron las nubes, o se abri una cavidad en el firmamento como para dar lugar a una comunicacin entre el cielo y la tierra, o apareci en la regin superior de la atmsfera un resplandor especial, como si se abriera el cielo: era la seal de que el cielo se asociaba a la gran escena de la tierra. Jess vio el cielo abierto, se le abri y vio, dice el texto. Tambin lo vio Juan: Y yo le vi (al Espritu Santo), dice de l el cuarto Evangelio (1, 32.34). Violo tambin probablemente el pueblo all presente; es la opinin de la mayora de los intrpretes: si no lo vieron todos, all estar el Bautista para referirles el estupendo prodigio visto por sus propios ojos y transmitirles las palabras que l oy (Ioh. 1, 32-35). Segua orando Jess, y vio al Espritu de Dios, al Espritu Santo, dice Lc. (3, 22), que descenda en figura corporal como paloma que vena sobre s, y que se posaba sobre l. La paloma es el signo de la paz,

de la sencillez, de la caridad, de la fecundidad; aptsimo smbolo externo para significar todas estas condiciones en Jess. Para significar la paz la utiliz Dios en el diluvio, como vino sobre los Apstoles para indicar la infusin del Espritu de Dios. Los rabinos asemejaban el divino Espritu a la paloma, smbolo de la inocencia y del puro amor. Posse la paloma sobre Jess, para indicar al pueblo que era l a quien vena a dar testimonio y no a Juan o a cualquier otro. Al prodigio de los cielos abiertos y de la paloma que de ellos viene, se aade la pblica proclamacin, en forma sensible de voz humana, de la filiacin divina de Jess: Y al punto son una voz de los cielos, que deca: Este es mi Hijo el amado, en quien tengo mis complacencias. Es el Unignito del Padre, lleno de gracia y de verdad, Hijo esencial y substancial de Dios, segunda Persona de la Trinidad beatsima que all se manifiesta por la voz del Padre, la presencia corporal del Hijo y la paloma del divino Espritu. Hijo natural de Dios, en quien Dios Padre se complace desde toda la eternidad; Hijo tambin natural como hombre porque por obra del Espritu Santo fue concebido, a quien ve ahora el Padre con complacencia porque es santsimo, porque es el representante de la humanidad restaurada por l, porque es el pacificador de cielos y tierra. Un da dijo Dios que se arrepenta de haber criado al hombre: hoy tiene todas sus complacencias en este Hombre, en quien van a ser restauradas todas las cosas. Este glorioso aparato del bautismo de Jess es como una segunda epifana del Seor, porque es como su proclamacin oficial como Hijo de Dios ante los hombres y la inauguracin de su ministerio pblico. Por esto se conmemora este hecho junto con la primera Epifana, la manifestacin a los gentiles, el da 6 de enero, fiesta de los santos Reyes. Y al mismo tiempo el bautismo de Jess representa los misterios que en nuestro bautismo se obran: porque se nos borran los pecados y somos reconciliados con Dios; se nos abren los cielos, de los que estbamos excluidos por el pecado

original; viene la gracia del Espritu Santo sobre nosotros, y somos declarados hijos de Dios y herederos del cielo. Aptsimamente se coloca la reproduccin de la escena de este Evangelio en nuestros baptisterios. Termina San Lucas esta narracin indicando de una manera aproximada la edad de Jess al inaugurar sus pblicas funciones de Mesas, como haba indicado el advenimiento del Bautista al Jordn dando el cuadro de las autoridades de su tiempo: Y el mismo .Jess comenzaba a ser como de treinta aos. Sobre la edad que pudiera tener el Salvador al tiempo de su bautismo, aunque no se puede precisar con los datos de los Evangelios, se puede asegurar que estaba para cumplir los treinta aos. No es creble que toda la regin de Judea y todo Jerusaln (Mc. 1, 5; Mt. 3, 5) se trasladaran al Jordn para bautizarse en los das trridos del verano en la cuenca inferior del Jordn, ni en pleno invierno, que suele ser all muy lluvioso: hay que recordar que el sitio es desierto. Por lo mismo, dado que, despus del ayuno de Jess en el desierto, adonde fue inmediatamente despus de su bautismo, y de la eleccin de sus primeros discpulos y el milagro de Can, se aproximaba la Pascua (Ioh. 1, 29; 2, 13), no creemos pueda situarse la fecha del bautismo del Seor sino a ltimos de otoo, tal vez a primeros de diciembre: el 25 de este mes, segn nuestro cmputo, cumpla Jess los treinta aos. Entonces comenzaba su ministerio. Lecciones morales. A) v. 13. Entonces vino Jess de Galilea... Viene Jess al Bautista con las multitudes para ser bautizado, no temiendo ser considerado como pecador. Nosotros, en cambio, llenos de miseria y pecado, queremos ser tenidos como selectos, libres de los pecados y defectos generales. Jess condenar esta presuncin en la parbola del fariseo y del publicano. B) v. 14. Mas Juan se lo impeda, diciendo...Bajo las manos del Bautista se inclina la cabeza que temen y adoran las Potestades,

dice San Bernardo: qu extrao que tiemble el Bautista? Cun alta estar en el juicio la cabeza que ahora se abaja: y la frente que ahora aparece tan humilde, cun sublime y excelsa se presentar! Imitemos la humildad de Jess, para que entonces no nos confunda su poder. C) v. 15. Porque as conviene que cumplamos toda justicia. Jess quiere ser bautizado para cumplir toda justicia, es decir para amoldarse en todo a la ley. Algunos intrpretes creen que el bautismo se impuso a Jess por el Padre como precepto. Sea lo que fuere, El, que haba querido estar baio la ley (Gal. 4, 4), que se haba sometido a las prcticas legales de la circuncisin, presentacin al templo, celebracin de las fiestas religiosas etc., no quiere substraerse a la prctica del bautismo de penitencia. que segn muchos santos Padres estaba prescrita por Dios al pueblo judo de aquel tiempo. Es el Mesas, y se somete a la ley preparatoria de su venida. Nosotros debemos aprender en ello a no buscar exenciones y singularidades en nuestro favor, en ningn orden, si no es en caso de necesidad o de mayor gloria de Dios. Es ello seal de obediencia y humildad, y en estas dos virtudes se amparan todas las dems. D) v. 17. Este es mi Hijo el amado, en quien temo mis complacencias. Dondequiera que alguien ve el sello de su bondad, dice Santo Toms, en ello se complace, como el artista se complace en la bella obra que ha producido. La bondad divina se halla en todas las criaturas de una manera articular; pero en ninguna se halla en su totalidad: slo en el Hijo v en el Espritu Santo se halla toda la bondad de Dios, porque tienen la misma bondad de Dios. Por ello el Padre se complace totalmente en el Hijo. En cambio, los hombres no se complacen en Jess muchas veces; no slo no se complacen, sino que le miran con indiferencia, o le odian. Es que no son de Dios, ni le miran desde el punto de vista de Dios. Prefieren las tinieblas a la luz, el mal obrar a la justicia. Tengamos nosotros, hijos de Jess y seguidores de su doctrina y sus ejemplos, todas nuestras complacencias en Jess, y obremos en forma que El

tenga en nosotros todas las complacencias, vindonos semejantes a l. (Dr. D. Isidro Gom y Toms, El Evangelio Explicado, Vol. I, Ed. Acervo, 6 ed., Barcelona, 1966, p. 343-348)

-----------------------------------------------------------------------Giovanni Papini LA VSPERA Juan llama a los pecadores para que se laven en el ro antes de hacer penitencia. Jess se presenta a Juan para ser bautizado: confisase, pues, pecador? Los textos son claros. El Profeta predicaba el bautismo de penitencia en remisin de los pecados. Quien acuda a l se reconoca pecador; quien va a lavarse se siente sucio. El no saber nada de la vida de Jess desde los doce a los treinta aoslos aos, precisamente, de la adolescencia viciable, de la juventud ardorosa y fantsticaha dado motivo para pensar que l fuera en aquel tiempo o por lo menos se estimara, un pecador como los dems. Lo que sabemos de los tres aos que le restan de vidalos ms iluminados por la palabra de los Cuatro Testigos, porque de los muertos mejor se recuerdan los ltimos das y las ltimas conversacionesno da ningn indicio de esta pretendida interpolacin de la Culpa entre la Inocencia del principio y la Gloria del fin. En Cristo no pueden existir ni siquiera las apariencias de una

conversin. Sus primeras palabras suenan como las ltimas: la fuente de donde dimanan es clara desde el primer da; no hay fondo turbio, ni poso de malos sedimentos. Se inicia seguro, abierto, absoluto; con la autoridad propia de la pureza. Se comprende que no ha dejado nada obscuro tras de s. Su voz es alta, libre, desplegada, un canto melodioso que no tiene el dejo del mal vino de los placeres y de la roca de los arrepentimientos. La limpidez de su mirada, de su sonrisa y de su pensamiento no es la serenidad del aire que sucede a los negros nubarrones de la tormenta o la blancura incierta de, la luz del alba que, lenta, va venciendo las sombras malignas de la noche. Es la limpidez de quien ha nacido una sola vez y ha permanecido nio, aun en la madurez; la limpidez, la trasparencia, la tranquilidad, la paz de un da que terminar en la noche, pero que antes del ocaso no se ha entenebrecido; da eterno e igual, infancia intacta que no ser empaada hasta la muerte. El anda entre los impuros con la sencillez natural del puro; entre los pecadores con la fuerza natural del inocente; entre los enfermos con la despreocupacin natural del sano. En cambio el convertido est siempre, en el fondo del alma, un poco turbado. Una sola gota de amargo que haya quedado, una sombra ligera de inmundicia, un conato de pesar, un aleteo fugaz de tentacin bastan para devolverlo a las viejas torturas de espritu. Le queda siempre la sospecha de no haberse arrancado por completo la piel del hombre viejo, de no haber destruido sino simplemente adormecido al Otro que habitaba en su cuerpo: ha pagado, ha soportado, ha sufrido tanto por su salud, y le parece un bien tan precioso a la vez que tan frgil, que teme siempre ponerla en peligro, perderla. No huye de los pecadores sino que se aproxima a ellos con un sentimiento de involuntaria repugnancia; con el temor, no siempre confesado, de un nuevo contagio; con la sospecha de que el volver a ver la suciedad en que l tambin un da tuvo suscomplacencias, le renueve demasiado atrozmente el recuerdo ya insostenible de la vergenza y suscite en l la desesperacin acerca

de su salvacin eterna. Quien fue sirviente, no es, convertido en patrn, muy dado con los sirvientes; quien fue pobre, llegado a rico no es generoso con los pobres; quien fue pecador no es, despus de la penitencia, siempre amigo de los pecadores. Aquel resto de soberbia, que se esconde hasta en el corazn de los santos, une a la piedad una levadura de desprecio regan: Por qu no hacen lo que ellos han sabido hacer? La senda que lleva a la cima est abierta a todos, aun a los ms ensuciados y encallecidos; el premio es grande: por qu quedan all en el fondo, sumergidos en el ciego infierno? Y cuando el convertido habla a sus hermanos para convertirlos, no puede abstenerse de recordar su propia experiencia, su cada su liberacin. Le urge, acaso ms por el deseo de ser eficaz que por el orgullo, presentarse como un ejemplo vivo y presente de la gracia, como un testigo verdico de la dulzura de la salud espiritual. Pudese renegar de lo pasado, mas no se le puede destruir: l reverdece, hasta inconscientemente, en los hombres mismos que empiezan de nuevo la vida con el segundo nacimiento de la penitencia. En Jess este presunto pasado de convertido nunca jams reflorece en ninguna forma: no se advierte ni aun por alusin ni por sobreentendido; no se lo reconoce en ninguno de sus actos ni en la ms obscura de sus palabras. Su amor por los pecadores no tiene nada de la febril tenacidad del arrepentido que quiere hacer proslitos. Amor de naturaleza, no de obligacin. Ternura de hermano sin mezcla de reproches. Fraternidad espontnea de amigo que no tiene que tragar saliva. Tendencia del puro hacia el impuro, sin temor de contaminarse y sabiendo que puede purificar a los otros. Amor desinteresado. Amor de los santos en los momentos supremos de la santidad. Amor en cuya presencia parecen vulgares todos los otros amores. Amor cual no se vio igual antes que l. Amor que se ha vuelto a hallar, algn da raro,

solamente en recuerdo y por imitacin de aquel amor. Amor que se llamar cristiano y nunca jams con otra palabra. Amor divino. Amor de Jess. Amor. Jess iba a mezclarse con los pecadores, pero no era pecador. Vena a baarse en el agua que corra bajo los ojos de Juan, pero no tena manchas internas. El alma de Jess era la de un nio tan nio que superaba a los sabios en la sabidura y a los santos en la santidad. Nada del rigorismo del puritano o del temblor del nufrago salvado a duras penas en la orilla. A los ojos de los escrupulosos sutilizadores pueden parecer pecados hasta las ms mnimas fallas con la perfeccin absoluta y las inobservancias involuntarias de algunos de los seiscientos mandamientos de la Ley. Pero Jess no era fariseo ni manitico. Saba, muy bien lo que era pecado y lo que era el bien y no perda el espritu en los laberintos de la letra. Conoca la vida; no rechazaba la vida, que no es un bien sino la condicin de todos los bienes. El comer y el beber no era el mal; ni el mirar el mundo ni compadecer con la mirada al ladrn que se desliza en la sombra, a la mujer que se ha pintado los labios para cubrir la baba de los besos no pedidos. Y sin embargo, Jess va, entre la turba de los pecadores, a sumergirse en el Jordn. El misterio no es misterioso sino para quien ve en el rito renovado por Juan solamente el sentido ms familiar. El caso de Jess es nico. El bautismo de Jess es idntico a los otros aparentemente, pero se justifica por otras razones. El Bautismo no es solamente la limpieza de la carne como manifestacin de la voluntad de querer limpiar el alma, resto de la primitiva analoga del agua que hace desaparecer las manchas materiales y puede borrar las manchas espirituales. Esta metfora fsica, til en la simblica vulgar, ceremonia necesaria a los ojos carnales de los ms, que necesitan de un sostn material para creer en lo que no es material, no era para Jess.

Pero l fue hacia Juan para que se cumpliera la profeca del Precursor. Su arrodillarse ante el Profeta del Fuego es reconocerle en su calidad de embajador leal que ha cumplido con su deber y que puede decir, desde este momento, haber terminado su obra. Jess, sometindose a esta investidura simblica, da en realidad a Juan la investidura legtima de Precursor. Si se quisiera ver en el Bautismo de Jess un segundo significado, podra, acaso, recordarse que la inmersin en el agua es la supervivencia de un Sacrificio Humano. Los pueblos antiguos acostumbraron durante siglos matar a sus enemigos o a alguno de sus propios hermanos, como ofrenda a las divinidades irritadas, para expiar algn grave delito del pueblo, o para obtener una gracia extraordinaria, una salvacin que pareca desesperada. Los Hebreos haban destinado a Jehov la vida de los primognitos. En tiempo de Abrahn la costumbre fue abolida por mandato de Dios, pero no sin inobediencias posteriores. Se sacrificaban las vctimas destinadas, de distintas maneras: una de ellas la anegacin. En Curio de Chipre, en Terracina, en Marsella, en tiempos que ya pasaron a la historia, cada ao un hombre era arrojado al mar y se consideraba a la vctima como salvador de sus conciudadanos. El Bautismo es un resto de la anegacin ritual; y como esta oferta propiciatoria al agua era reputada benfica para los sacrificadores y meritoria para la vctima, muy fcil cosa era estimarla como el principio de una nueva vida, de una resurreccin. El que es asfixiado por sumersin muere por la salvacin de todos y es digno de volver a vivir. El Bautismo, aun despus de olvidado ste su feroz origen, qued como smbolo del renacimiento. Jess estaba precisamente por iniciar una nueva poca de su vida, ms aun, su verdadera vida. Sumergirse en el agua era afirmar la voluntad de morir, mas al mismo tiempo la certeza de resucitar. No bajaba al ro para lavarse sino para significar que empieza su

segunda vida y que su muerte ser slo aparente, como slo aparente es su purificacin en el agua del Jordn. (Giovanni Papini, Historia de Cristo, Ed. Lux, 2 ed., Santiago de Chile, pp. 66-70)

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Santos Padres San Agustn

La criatura bautiza al Creador, la lmpara al Sol, y no por eso se enorgulleci quien bautizaba, sino que se someti al que iba a ser bautizado.A Cristo que se le acercaba, le dijo: Soy yo quien debo ser bautizado por ti... Gran confesin! Segura profesin de la lmpara al amparo de la humildad! Si ella se hubiese engrandecido ante el Sol, rpidamente se hubiera apagado por el viento de la soberbia.Esto es lo que el Seor previ y nos ense con su bautismo. l, tan grande quiso ser bautizado por uno tan pequeo.Para decirlo en breves palabras: el Salvador fue bautizado por el

necesitado de salvacin. En su bautismo Jess piensa en m, se acuerda de todos nosotros. Se entrega a la nobilsima tarea de purificar las almas, se entrega a S mismo por la salvacin de todos los hombres... (Sermn 292,4, en la fiesta de San Juan Bautista, hacia el ao 405)

CATENA AUREA DE SANTO TOMS San Mateo

San Agustn El Salvador quiso bautizarse no para adquirir limpieza para s, sino para dejarnos una fuente de limpieza.Desde el momento en que baj Cristo a las aguas, el agua limpia los pecados de todos.Y no debe admirar, que el agua (esto es, una sustancia corporal), aprovecha para purificar el alma.Viene, y penetra perfectamente todos los secretos de la conciencia.Aun cuando el agua por s misma es sutil y dbil, con la bendicin de Cristo se hace ms sutil y penetra con su blando roco, las causas ocultas de la vida, hasta los secretos del pensamiento:es mucho ms sutil la penetracin de las bendiciones, que la de la humedad de las aguas; de donde se desprende, que la bendicin del Salvador en su bautismo, como ro espiritual ha llenado las corrientes de todas las aguas y los veneros de las fuentes...

San Juan Crisstomo

Vino a este bautismo, para que, aqul que haba tomado la humana naturaleza, pudiese llenar plenamente, todos los secretos de la misma naturaleza; porque aunque l no era pecador, tom, sin embargo, la naturaleza pecadora.Por tanto, aunque no necesitaba el bautismo por s, la naturaleza carnal en otros lo necesitaba...

San Agustn Adems quiso bautizarse, porque quiso hacer lo que nos mandaba hacer, para que, como buen maestro no slo nos ensease con su doctrina, si que tambin con su ejemplo... Por esta razn quiso ser bautizado por San Juan, para que sepan sus siervos, con cunta alegra deben correr al bautismo del Seor, cuando l no se ha dedignado (desestimar, desdear, despreciar...) recibir el bautismo del siervo...

San Jernimo Adems quiso bautizarse, para confirmar con su bautizo el bautismo de San Juan...

San Juan Crisstomo Porque el bautismo era de penitencia, y llevaba consigo la demostracin de los pecados, para que no hubiese alguien que creyese que Cristo haba venido a bautizarse por esta causa, el Bautista, dijo al que venia: Yo debo ser bautizado por ti, y t vienes a m...?

como si dijese: Para que t me bautices, esta razn es idnea (para que yo tambin sea justo, y me haga digno del cielo); para que yo te bautice, qu razn hay...? Todo lo bueno baja del cielo a la tierra, y no sube de la tierra al cielo...

San Hilario Por ltimo, el Seor no pudo ser bautizado por Juan como Dios; pero ensea que debe bautizarse como hombre.De donde se sigue: respondindole Jess, le dice: Djame ahora...

San Cirilo de Jerusaln - El bautismo de Jess Jess santific el bautismo cuando l fue bautizado. Si el Hijo de Dios se hizo bautizar, quin podr despreciar el bautismo sin faltar a la piedad? Pues no fue bautizado Jess para recibir el perdn de los pecados (pues estaba libre del pecado), sino que, a pesar de ello, fue bautizado para otorgar la gracia y la dignidad Divina a quienes se bautizan. Pues as como los hijos participan de la sangre y de la carne, particip l tambin de las mismas (Hebr 2,14), para que, hechos partcipes de su presencia corporal, tambin tuvisemos parte en su gracia: para eso se hizo bautizar Jess, para que por ello la consiguisemos, por la comunin en la misma realidad, junto con el honor de la salvacin. Segn el libro de Job, haba una bestia en las aguas capaz de engullir el Jordn con su boca (cf. Job 40,15-24). Al tener que ser machacadas las cabezas del dragn (Sal 74,14)19, descendiendo (Jess) al agua, at al fuerte (cf. Mt 12,29) para que

recibisemos el poder de pisar sobre serpientes y escorpiones (cf. Lc 10,19). Muy pequea era la bestia, pero horrenda. Ningn barco de pesca podra llevar siquiera una escama de su cola; la perdicin le preceda, infectando con su contagio a los que se encontraban con ella20. Apareci la vida para frenar a la muerte, y para que pudisemos decir que hemos conseguido la salvacin: Dnde esta, oh muerte, tu victoria? Dnde est, oh muerte, tu aguijn? (1 Cor 15,55). Pues por el bautismo es destruido el aguijn de la muerte. Tambin t descenders al agua del bautismo Desciendes al agua llevando los pecados, pero el alma queda sellada por la invocacin de la gracia. Ello te libra de ser absorbido por la bestia salvaje. Has descendido muerto en tus pecados, pero asciendes vivificado en la justicia (Rm 6,11). Si has sido injertado en una muerte semejante a la del Salvador, tambin sers considerado digno de su recurreccin (Rm 6,5). Pues Jess muri tomando sobre s todos los pecados del mundo para, tras aniquilar el pecado, resucitarte en la justicia. Tambin t, descendiendo al agua, y sepultado en cierto modo en ella como l estuvo en el sepulcro, eres resucitado caminando en novedad de vida. El bautismo te dar la fuerza para la lucha Despus, cuando Dios te haya concedido aquella gracia, te har posible luchar contra las potestades contrarias. As como l, despus del bautismo, fue tentado durante cuarenta das. Y no porque no pudiese salir antes vencedor, sino porque quera hacer todas las cosas ordenada y sucesivamente. Tambin t, antes del bautismo, temas encontrarte con tus adversarios. Pero despus que has recibido la gracia, confiado en las armas de la justicia, lucha ahora y, si quieres, anuncia el Evangelio. Jess comienza tras el bautismo su tarea de evangelizacin

Jesucristo era Hijo de Dios. Sin embargo, no evangelizaba antes de recibir el bautismo. Si el mismo Seor administraba los momentos con un cierto orden, acaso debemos nosotros, que somos siervos, atrevernos a algo fuera de ese orden? Jess comenz su predicacin cuando descendi sobre l el Espritu Santo en forma corporal, como una paloma (Lc 3,22). No quiere decir que Jess fuese el primero en verlo (pues lo conoca antes de que apareciese en forma corporal). Lo importante era entonces que lo viese Juan. Pues dice: Yo no le conoca, pero el que me envi a bautizar con agua me dijo: Aquel sobre quien veas que baja el Espritu y se queda sobre l, se es... (Jn 1,33)21. Y tambin sobre ti, si tienes una piedad sincera, descender el Espritu Santo y la voz del Padre descender desde lo alto sobre ti; no, Este es mi Hijo (Mt 3,17), sino Ese ha sido hecho ahora hijo mo22. Slo de l (Jess) se ha dicho: En el principio exista la Palabra, y la Palabra estaba junto a Dios, y la Palabra era Dios (Jn 1,1,). Es adecuado el verbo es, puesto que el Hijo de Dios existe siempre. Pero lo adecuado para ti es ha sido hecho ahora, puesto que, el ser hijo, no lo eres por naturaleza, sino que has conseguido por adopcin el ser llamado hijo. El lo es desde toda la eternidad, pero t adquieres esa gracia como un don.

----------------------------------------------------------------------Juan Pablo II SANTA MISA EN LA CAPILLA SIXTINA Y ADMINISTRACIN DEL SACRAMENTO DEL BAUTISMO HOMILA DEL SANTO PADRE JUAN PABLO II Domingo 13 de enero de 2002

1. "Este es mi Hijo, el amado, mi predilecto" (Mt 3, 17). Acabamos de escuchar de nuevo en el evangelio las palabras que resonaron en el cielo cuando Jess fue bautizado por Juan en el ro Jordn. Las pronunci una voz desde lo alto: la voz de Dios Padre. Revelan el misterio que celebramos hoy, el bautismo de Cristo. El Hombre sobre el que desciende, en forma de paloma, el Espritu Santo es el Hijo de Dios, que tom de la Virgen Mara nuestra carne para redimirla del pecado y de la muerte. Grande es este misterio de salvacin! Misterio en el que se insertan hoy los nios que presentis, queridos padres, padrinos y madrinas. Al recibir en la Iglesia el sacramento del bautismo, se convierten en hijos de Dios, hijos en el Hijo. Es el misterio del "segundo nacimiento". 2. Queridos padres, me dirijo con afecto especialmente a vosotros, que habis dado la vida a estas criaturas, colaborando en la obra de Dios, autor de la vida y, de modo singular, de toda vida humana. Los habis engendrado y hoy los presentis a la fuente bautismal, para que vuelvan a nacer por el agua y por el Espritu Santo. La gracia de Cristo transformar su existencia de mortal en inmortal, liberndola del pecado original. Dad gracias al Seor por el don de su nacimiento y del nuevo nacimiento espiritual de hoy. Pero cul fuerza permite a estos inocentes e inconscientes nios realizar un "paso" espiritual tan profundo? Es la fe, la fe de la Iglesia, profesada en particular por vosotros, queridos padres, padrinos y madrinas. Precisamente en esta fe son bautizados vuestros hijos. Cristo no realiza el milagro de regenerar al hombre sin la colaboracin del hombre mismo, y la primera cooperacin de la criatura humana es la fe, con la que, atrada interiormente por Dios, se abandona libremente en sus manos. Estos nios reciben hoy el bautismo sobre la base de vuestra fe, que

dentro de poco os pedir profesar. Cunto amor, amadsimos hermanos, cunta responsabilidad implica el gesto que realizaris en nombre de vuestros hijos! 3. En el futuro, cuando sean capaces de comprender, ellos mismos debern recorrer, personal y libremente, un camino espiritual que, con la gracia de Dios, los llevar a confirmar, en el sacramento de la confirmacin, el don que reciben hoy. Pero podrn abrirse a la fe si los adultos que los rodean no les dan un buen testimonio? Estos nios os necesitan, ante todo, a vosotros, queridos padres; os necesitan tambin a vosotros, queridos padrinos y madrinas, para aprender a conocer al verdadero Dios, que es amor misericordioso. A vosotros os corresponde introducirlos en este conocimiento, en primer lugar a travs del testimonio de vuestro comportamiento en las relaciones con ellos y con los dems, relaciones que se han de caracterizar por la atencin, la acogida y el perdn. Comprendern que Dios es fidelidad si pueden reconocer su reflejo, aunque sea limitado y dbil, ante todo en vuestra presencia amorosa. Es grande la responsabilidad de la cooperacin de los padres en el crecimiento espiritual de sus hijos. Eran muy conscientes de esa responsabilidad los beatos esposos Luis y Mara Beltrame Quattrocchi, a los que recientemente tuve la alegra de elevar al honor de los altares y que os exhorto a conocer mejor y a imitar. Si ya es grande vuestra misin de ser padres "segn la carne", cunto ms lo es la de colaborar en la paternidad divina, dando vuestra contribucin para modelar en estas criaturas la imagen misma de Jess, Hombre perfecto! 4. Nunca os sintis solos en esta misin tan comprometedora. Os conforte, ante todo, la confianza en el ngel de la guarda, al que Dios ha encomendado su singular mensaje de amor para cada uno de vuestros hijos. Adems, toda la Iglesia, a la que tenis la gracia

de pertenecer, est comprometida a asistiros: en el cielo velan los santos, en particular aquellos cuyos nombres tienen estos nios y que sern sus "patronos". En la tierra est la comunidad eclesial, en la que es posible fortalecer la propia fe y la propia vida cristiana, alimentndola con la oracin y los sacramentos. No podris dar a vuestros hijos lo que vosotros no habis recibido y asimilado antes. Adems, todos tenemos una Madre segn el Espritu: Mara santsima. A ella le encomiendo a vuestros hijos, para que lleguen a ser cristianos autnticos; a Mara os encomiendo tambin a vosotros, queridos padres, queridos padrinos y madrinas, para que transmitis siempre a estos nios el amor que necesitan para crecer y para creer. En efecto, la vida y la fe caminan juntas. Que as sea en la existencia de cada bautizado con la ayuda de Dios.

---------------------------------------------------------------------Catecismo de la Iglesia Catlica El Bautismo de Cristo 1223 Todas las prefiguraciones de la Antigua Alianza culminan en Cristo Jess. Comienza su vida pblica despus de hacerse bautizar por S. Juan el Bautista en el Jordn (cf. Mt 3,13 ), y, despus de su Resurreccin, confiere esta misin a sus Apstoles: "Id, pues, y haced discpulos a todas las gentes bautizndolas en el nombre del Padre y del Hijo y del Espritu Santo, y ensendoles a guardar todo lo que yo os he mandado" (Mt 28,19-20; cf Mc 16,15-16). 1224 Nuestro Seor se someti voluntariamente al Bautismo de S. Juan, destinado a los pecadores, para "cumplir toda justicia" (Mt 3,15). Este gesto de Jess es una manifestacin de su "anonadamiento" (Flp 2,7). El Espritu que se cerna sobre las aguas

de la primera creacin desciende entonces sobre Cristo, como preludio de la nueva creacin, y el Padre manifiesta a Jess como su "Hijo amado" (Mt 3,16-17). 1225 En su Pascua, Cristo abri a todos los hombres las fuentes del Bautismo. En efecto, haba hablado ya de su pasin que iba a sufrir en Jerusaln como de un "Bautismo" con que deba ser bautizado (Mc 10,38; cf Lc 12,50). La sangre y el agua que brotaron del costado traspasado de Jess crucificado (cf. Jn 19,34) son figuras del Bautismo y de la Eucarista, sacramentos de la vida nueva (cf 1 Jn 5,6-8): desde entonces, es posible "nacer del agua y del Espritu" para entrar en el Reino de Dios (Jn 3,5). Considera donde eres bautizado, de donde viene el Bautismo: de la cruz de Cristo, de la muerte de Cristo. Ah est todo el misterio: El padeci por ti. En l eres rescatado, en l eres salvado. (S. Ambrosio, sacr. 2,6).

----------------------------------------------------------------------EJEMPLOS PREDICABLES El Padre Anchieta, perdido en la selva El padre Anchieta, religioso de la Compaa de Jess fue famoso misionero en las tierras del Brasil. Un da, andando por la selva, se perdi en ella. Por ms vueltas y pesquisas que daba en la espesura del bosque no encontraba el camino por donde tena que ir. Despus de bastante caminar, encontr a un anciano. Este, al ver al misionero, le dijo: "Ven pronto, que hace tiempo que te espero". Sorprendido el padre Anchieta ante aquella revelacin, le dijo: "Cmo as?" El anciano le contest: "Yo anhelo el camino recto y la felicidad despus de la muerte". El padre le examin y comprob que era pagano, pero que haba vivido rectamente, cumpliendo los preceptos del derecho natural.

El padre Anchieta le instruy brevemente en las verdades fundamentales de la religin catlica. Pero al ir a bautizarlo, no encontr ningn manantial de agua. Entonces recogi el roco de las hojas de los rboles y bautiz al anciano. Le puso por nombre Adn. Su alma se ilumin con la hermosura de la gracia santificante. El anciano muri en seguida de recibir el Bautismo, dando gracias a Dios por aquel tan gran beneficio. 18. Autor: P. Antonio Izquierdo Nexo entre las lecturas Sin que aparezca la palabra nuevo en los textos litrgicos, todos ellos se refieren, en cierta manera, a la novedad de la accin de Dios en la historia. Es nuevo el lenguaje de Dios en Isaas: "ha terminado la esclavitud..., que todo valle sea elevado y todo monte y cerro rebajado..., ah viene el Seor Yahvh con poder y su brazo lo sojuzga todo". Es absolutamente nuevo que Jess sea bautizado por Juan, que el cielo se abra, que el Espritu descienda en forma de paloma, que se oiga una voz del cielo: "T eres mi hijo predilecto". Es nueva la realidad del hombre que ha recibido el bautismo: "un bao de regeneracin y de renovacin del Espritu Santo, que derram sobre nosotros con largueza por medio de Jesucristo nuestro Seor".

Mensaje doctrinal 1. La novedad viene de Dios. El hombre, desde los mismos inicios, lleva en s el deterioro y la vieja carne del pecado. En ella est inmerso, como en un pozo profundo, del que es imposible salir por s mismo. Como se trata de una realidad comn a toda la humanidad, tampoco nadie, por su propio valer y querer, puede

ayudar a otros a salir. Esta es la triste condicin humana. El hombre puede gritar, desesperarse, blasfemar; o puede sentir el peso de la culpa, pedir perdn y ayuda, esperar. Lo que est claro es que slo Dios puede echarle una mano; slo Dios puede cambiar su vieja carne en pura novedad de gracia y misericordia. Est igualmente claro que Dios quiere echar una mano y actuar en favor del hombre, porque "ha sido creado a imagen y semejanza suya". La liturgia presenta tres momentos histricos de la intervencin de Dios: primero interviene para liberar al pueblo israelita de la esclavitud de Babilonia (primera lectura), luego para revelar al mundo la filiacin divina de Jess (evangelio), finalmente para manifestar a los hombres la nueva situacin creada en quienes han recibido el bautismo (segunda lectura). La consecuencia es lgica: Si Dios ha intervenido en el pasado con una irrupcin de vida y esperanza nuevas, Dios interviene en el presente e intervendr en el futuro, porque el nombre ms propio de Dios es la fidelidad. 2. La novedad es invisible. La novedad que Dios infunde en el corazn de los hombres incide y repercute en la historia, pero en s es invisible, interior, netamente espiritual. Primero hace nuevo el corazn, luego desde el corazn del hombre y con la ayuda del hombre, trasmuta tambin la realidad histrica. En los exiliados de Babilonia primero cre la aoranza de Sin, el deseo y la decisin del retorno, luego dispuso los hilos de la historia para que tal deseo y decisin llegase a cumplimiento. En el caso de Jess, la teofana del bautismo nos hace descubrir una novedad inicial, que se ir desplegando a lo largo de toda su vida pblica y sobre todo en el misterio de su muerte y resurreccin. La novedad del bautizado slo se ir percibiendo con el tiempo, en la medida en que exista una coherencia vital entre la novedad infundida por Dios y la existencia concreta y diaria del cristiano. Para quienes juzgamos desde fuera, no pocas veces resulta difcil desvelar la relacin entre la novedad interior y sus manifestaciones histricas en la vida ordinaria de cada ser humano. Por eso, cuan difcil es juzgar sobre la vida verdadera, la interior, de los hombres, y con cuanta facilidad nos podemos

equivocar! 3. La novedad es eficaz. Si viene de Dios, no puede ser de otro modo. La accin de Dios se lleva a cabo, si el hombre no la obstaculiza. La teofana que nos narra el evangelio supuso el que Jess, Hijo de Dios, fuese bautizado por un hombre, Juan; sin esta accin de Jess, tal teofana no hubiese tenido lugar. La regeneracin y renovacin interior del hombre estn aseguradas, "si el hombre renuncia a la impiedad y a las pasiones mundanas" (segunda lectura), que como tales impiden cualquier accin del Espritu de Dios. Por otra parte, hemos de admitir que la eficacia de Dios no es manipulable a nuestro antojo y arbitrio. Dios muestra su eficacia cuando quiere y como quiere. No son los exiliados en Babilonia los que ponen a Dios los plazos y modos de actuar para librarlos de la esclavitud; es Dios quien los determina y los realiza.

Sugerencias pastorales 1. Bautismo, epifana de Dios. En el evangelio el bautismo de Jess es una epifana. Eso mismo debe ser el bautismo del cristiano: una epifana de lo que Dios es y de lo que Dios hace en el hombre. El bautizado, podramos decir, es un hombre en quien se manifiesta el Dios trinitario, en virtud de la relacin personal que mantiene con cada una de las personas divinas. Como hijo del Padre vive una verdadera relacin filial, sobretodo en la oracin y adoracin. Como redimido por el Hijo y sumergido en su misma vida, entabla con l una relacin principalmente de seguimiento e imitacin. Como templo del Espritu Santo, vive con la conciencia de una relacin sagrada, santificante, vivificadora de su existir cotidiano, modeladora de su vida familiar, profesional y social. El bautizado es al mismo tiempo epifana de la accin de Dios en el hombre: una accin purificadora, que manifiesta el perdn de Dios; una accin transformante, que pone de relieve el poder de Dios; una accin unificadora de las energas y capacidades del cristiano, que subraya

el misterio unitario de Dios; una accin vivificante, que revela, por medio del hombre, la extraordinaria vida de Dios uno y trino... Es importante que la predicacin y catequesis tengan muy en cuenta y desarrollen y expliquen estos aspectos espirituales y pastorales del sacramento del bautismo. As el bautismo no ser el sacramento de la "inconsciencia", sino el sacramento de la epifana diaria de Dios en la vida, en la fe y en el obrar del bautizado. 2. Bautizados para siempre. En el catecismo se dice que el bautismo imprime carcter, es decir, el bautismo se recibe una sola vez y para toda la vida. Qu pasa, entonces, cuando no se vive como cristiano? cuando se reniega de la propia fe? cuando se cambia de religin y credo? La huella de la impresin bautismal queda. Una huella que es memoria, y es invitacin: "Recuerda que eres un bautizado", "S lo que eres, vive lo que eres". Eres libre, pero la huella divina te indica el verdadero camino para tu libertad, lejos de los espejismos engaosos. Y qu pasa con el bautizado que quiere vivir como bautizado? Tiene que ratificar cada da con la vida la huella divina, que lleva impresa. Tiene que testimoniar decididamente y con valenta la transformacin que Dios ha operado en su ser por el bautismo. Tiene que ser un bautizado que viva consciente de su bautismo da tras da, por siempre.

19. SERVICIO BBLICO LATINOAMERICANO Is 42,1-4.6-7: Yo te he tomado de la mano Sal 28,1-4.9-10: El Seor bendice a su pueblo con la paz. Hch 10,34-38: Pas haciendo el bien Mt 3,13-17: El bautismo de Jess El relato del bautismo de Jess en el evangelio de Mateo consta de dos secciones: la narracin del encuentro entre Jess y el Bautista (vv.13-15) y la teofana (manifestacin divina) subsiguiente (vv.1617).

La teofana da el sentido ms profundo del acontecimiento. Ella tiene el carcter de un relato de vocacin. Pero ms que con el tipo de vocacin proftica nos encontramos con una vocacin construida segn los modelos apocalptico y sapiencial. Como en los relatos del primero de estos dos ltimos modelos, se tiende a sealar el carcter definitivo de la vocacin relatada. Por ello se seala el fin del silencio divino por medio de la apertura del cielo y, gracias a ello, la presencia de una Palabra definitiva, productora de una nueva creacin. Como en Gen.1 el Espritu se hace presente en forma de un ave (un testimonio rabnico de la poca habla tambin de paloma como nuestro texto). Pero tambin, conforme a los relatos de vocacin sapiencial, se muestra la capacidad que esta ltima intervencin divina crea en un sujeto para comunicar a otros aptitud y conocimiento para realizar el designio divino. Se trata entonces de una nueva creacin, la ltima, que se realiza en Jess de Nazaret, gracias al cual los seres humanos pueden adquirir las caractersticas del ser humano nuevo. La forma de dicha novedad se precisa en la enseanza de la voz celeste. El T eres (este es) mi Hijo (Sal 2,7), surgido de un ambiente cortesano, se corrige con el aadido de un texto tomado del primer poema del Servidor sufriente (Is 42,1) a quien yo quiero, mi predilecto. De esa manera se introduce un nuevo concepto de mesianismo, deudor de los discpulos y discpulas de Isaas del tiempo del exilio. Segn ella, el Mesas comparte la debilidad de la condicin humana y se coloca no sobre sino con el ser humano, en perfecta coherencia con el Dios con nosotros del principio (Mt 1,23) y del final (Mt 26,20) del evangelio. Esta alusin al primer canto del Servidor sufriente (los restantes estn consignados en Is 49,1-8; 50,4-7 y 52,13-53,12), nos colocan ante el proyecto luz de las naciones, surgido en tiempos del exilio babilnico. Este proyecto trasciende los lmites de Israel y alcanza dimensiones universales e introduce una nueva metodologa para la

actuacin de la justicia salvfica de la que se excluye el uso de medios violentos: no gritar, no clamar, no vocear por las calles. La caa cascada no la quebrantar, el pabilo vacilante no lo apagar... (Is 42,2-3). La parte precedente del relato evanglico sirve para poner de relieve la divergencia que existe entre esta concepcin mesinica y toda otra forma de mesianismo. Bajo las diversas actitudes de Juan y Jess, respecto al bautismo de este ltimo, se refleja una diversa concepcin sobre el Reino de Dios, en general, y de la funcin del Mesas en particular. El movimiento bautista vea en la instauracin del Reino la llegada del Juicio de Dios. El ser humano pecador deba, en vistas a ese acontecimiento, entrar en una dinmica de purificacin, en la cual jugaba un rol importante la recepcin del bautismo. Y la intervencin divina se llevaba a cabo gracias a la accin del Mesas, exento de las debilidades de la condicin humana. Por ello la sorprendida reaccin de Juan ante la presencia de Jess en el v.14: T acudes a m? Si soy yo quien necesita que t me bautices. La continuacin del relato sirve al evangelista para rectificar las opiniones del Bautista sobre el Reino y el Mesas. La atencin sobre el Juicio divino se desplaza a la realizacin de la justicia o lo que Dios quiera(v.15). Con ello el momento temporal del Reino, se desplaza desde el futuro de la intervencin divina hacia la realizacin de esa justicia en el momento presente. Ms all de la preocupacin eclesial de situar el sentido de la figura de Juan y de su bautismo en relacin con la actividad de Jess, ms all de la preocupacin apologtica de superar la dificultad de la colocacin de Jess entre los seguidores de Juan, el relato sita la vocacin de Jess (y la de sus seguidores) en el marco del querer divino. Toda vocacin, entonces, slo puede consistir en la adopcin del querer divino, incluso en sus consecuencias desagradables de sufrimiento y muerte, inherentes a la condicin humana.

De esa forma se consigna cmo, a pesar de su pertenencia al movimiento bautista, Jess trasciende el mbito ideolgico de ste. Su uncin de Espritu y poder se realiza en su actuacin en favor de los oprimidos por el diablo que en El pone de manifiesto la presencia divina, como seala el discurso de Pedro en Hch 10,34-48 (segunda lectura). Slo de esa manera, se puede iniciar la entrada a la tierra prometida. Jess que lleva con una pequea variante el mismo nombre de Josu, cruza el Jordn y sube a tomar la posesin de la tierra. El bautismo de Jess nos coloca, por tanto, frente a una nueva metodologa para el cumplimiento de las promesas de Dios. Estas, en adelante, no pueden ser comprendidas como ligadas a la voluntad de poder de una dinasta sino al servicio de los dems en la entrega incondicional a la realizacin de la voluntad divina. Esta entrega incondicional slo puede hacerse por medio de la asuncin de un espritu solidario que comparte la dura condicin de todos los que sufren las consecuencia producidas por el espritu diablico que oprime a los seres humanos. De esa forma, se presenta como la nica forma de una convivencia ms fraterna para toda la humanidad. Para la revisin de vida Hoy es el primer domingo del tiempo ordinario; se acabaron los tiempos fuertes de la liturgia, el adviento y la navidad; vuelve la vida ordinaria Un adagio clsico de asctica deca: in ordinariis, non ordinarius, para expresar la meta de quien quiere ser santo (extraordinario) en las cosas ordinarias, en la vida diaria Al comenzar el tiempo ordinario debemos renovar nuestro deseo de vivir extraordinariamente. Para la reunin de grupo - La misin del mesas puede leerse como implantar el Derecho. Reflexionemos: Qu relacin tiene el Derecho con la misin de todo un Mesas? Qu relacin puede tener el Derecho con la

misin de todo un cristiano? - Cmo est nuestro mundo desde la ptica del Derecho? Es el Derecho (Internacional, mundial) el que rige el orden del mundo? Estamos avanzando hacia un ordenamiento jurdico mejor, o hemos retrocedido hacia la ley de la selva, la ley del ms fuerte, la justicia (o venganza) por la mano propia? Puede ser la promocin del derecho y la exigencia de un nuevo Derecho Mundial uno de los grandes deberes de los cristianos, para hacer efectiva en nosotros la misin del Mesas en el mundo actual? - Qu relacin guarda el bautismo de Jess con nuestro bautismo? - Jess se bautiz como adulto; en no pocos lugares los nuevos movimientos religiosos y las sectas acusan a los catlicos de que nuestro bautismo no es vlido, por ser administrado a los nios Qu pensar? Debera reformarse la pastoral bautismal? Para la oracin de los fieles - Para que todos los hombres y mujeres, sean de la religin que sean, acepten y fomenten el Amor, la Justicia y el Derecho, roguemos al Seor - Por todos los seguidores de Jess, para que se distingan siempre como el Mesas en el que creen- por su amor a la paz, a la concordia, a la justicia y al derecho - Para que aprendamos de todos los hombres y mujeres, de cualquier religin, que han descubierto el imperativo absoluto de los derechos humanos, que vienen a ser derechos divinos - Para que todos renovemos nuestro bautismo: nuestra decisin de seguir a Jess y comprometernos con su proyecto mesinico de implantar el Derecho en el mundo - Para que la Iglesia resuelva de la mejor manera posible la problemtica inherente a la pastoral del bautismo de nios Oracin comunitaria Dios Padre nuestro, que en el bautismo de Jess lo has proclamado como tu Hijo muy amado, el predilecto; te suplicamos nos cobijes bajo su nombre y nos concedas conformarnos cada da ms

cercanamente a su imagen, haciendo nuestra su Causa y prosiguiendo su misin de ser luz de las naciones y de implantar el Derecho en la tierra. Te lo pedimos por el mismo Jesucristo nuestro Seor

20. Fray Nelson Domingo 9 de Enero de 2005 Temas de las lecturas: Miren a mi siervo, en quien tengo mis complacencias * Dios ungi con el Espritu Santo a Jess de Nazaret * Apenas se bautiz Jess, vio que el espritu Santo descenda sobre l.. 1. Cristo, el Siervo de Dios 1.1 Es necesario y saludable insistir, como se hace en la Iglesia Catlica, en una verdad fundamental: Cristo es el Hijo de Dios. Mas esa afirmacin central no anula otras que son posibles, que vienen de la Escritura y que hacen mucho bien a nuestro entendimiento del misterio de Jesucristo; entre estos otros enunciados hoy vamos a centrarnos en Cristo como "Siervo" de Dios. 1.2 Partamos de una base: proclamar el seoro de Dios es proclamar nuestra servidumbre hacia Dios. Qu es, en efecto, un seor sin siervos? Hay algo ms ridculo que un seor que no tiene quin atienda a sus rdenes ni quin quiera agradarle con sus acciones? Si tomamos en serio que Dios es Seor hemos de tomar en serio que nosotros somos siervos suyos. Y tal es el mensaje de Cristo: mostrndose en obras y palabras como verdadero Siervo de Dios mostr con sus palabras y con sus obras que Dios es el Seor, es decir, mostr que Dios reina; nos dej ver el Reino de Dios. 1.3 Isaas, en la primera lectura de hoy, nos presenta un perfil de un siervo de Dios. De todas las caractersticas que l menciona, detengmonos en una, o mejor en la combinacin de dos de ellas: compasivo y fuerte. No rompe la caa resquebrajada y a la vez manifiesta firmemente el derecho. Entiende al cansado pero no se

cansa; acoge al cado mientras conserva su propio lugar y su propia misin. Admirable virtud, que bien vemos brillar en Jesucristo! 2. El Ungido 2.1 Qu es lo peculiar de Cristo? Nuestra cultura, marcada por las nuevas mitologas de James Bond, Rambo o Superman, busca las claves del xito en fortalezas singulares: una gran astucia, una ingeniera impresionante, una energa sobrehumana, un valor incomparable. Es as en Cristo? Cristo es Cristo porque tiene una tcnica mental, una tecnologa nica, un saber esotrico o por qu? Esta fiesta del bautismo del Seor nos conduce al corazn de la respuesta: lo propio de Jess es la Uncin que ha recibido. Un enunciado muy sencillo, que sin embargo tiene consecuencias inmensas. 2.2 Si lo peculiar de Cristo fuera una tcnica mental entonces ser cristiano significara ser mentalista. Si lo peculiar de Cristo fuera una energa sobrehumana entonces no habra diferencia entre ser cristiano y ser un griego pagano, de aquellos que cantaban las gestas de Aquiles o el ingenio de Ulises. Si lo peculiar de Cristo fuera un saber escondido, esotrico, como lo plantean autores como J. J. Bentez en nuestros das, entonces ser cristiano es instruirse en unos misterios que, como no han sido enseados por la Iglesia, implican que la Iglesia es una gigantesca farsa. 2.3 En sentido contrario: si lo peculiar de Cristo es la uncin del Espritu Santo, y ese Espritu viene a habitar en nosotros, entonces ser cristiano es bsicamente participar del Espritu de Jess, cosa que no suena nada discorde de lo que ensea Pablo: "porque todos los que son guiados por el Espritu de Dios, los tales son hijos de Dios" (Rom 8,14). Dios Santo! Todo est en la accin del Espritu Santo en nosotros, y el primero, y quien ha inaugurado ese camino para nosotros, es Jesucristo.