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105 FEBBRAIO 2013


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articolo

ESERCITAZIONI

Allenare limpostazione della manovra: flussi interni e sviluppi esterni.


A cura di Andrea Pagan

Esercitazioni tattiche e partite a tema per allenare lorganizzazione e latteggiamento collettivo.

Andrea Pagan, 34 anni, attualmente allenatore della Primavera dell'AS CITTADELLA, da Maggio dopo aver frequentato il corso a Coverciano Allenatore professionista 2categoria Uefa A. In precedenza Pagan ha allenato per due anni consecutivi gli Allievi nazionali ed, ancor prima, ha operato nei settori giovanili del Sottomarina (VE), Noventa (PD) e Albignasego (PD).

Negli articoli scritti in precedenza sulla fase offensiva, ho fatto spesso riferimento al gioco del Barcelona, considerandola la squadra pi forte ma soprattutto organizzata, trascurando un pochino il nostro calcio. Oggi invece credo sia molto efficace ma soprattutto interessante collegare lattuale tema alla squadra che attualmente sta dimostrando il miglior gioco offensivo in Italia, la Juventus. Tutto quello che verr discusso ovviamente frutto di studio e unattenta osservazione della squadra di Conte, quindi tutto opinabile e discutibile visto che non ho avuto la fortuna di avere un diretto confronto con lallenatore bianconero. Credo che una delle caratteristiche migliori del gioco dei bianconeri sia la sua imprevedibilit, la squadra di Conte alterna in modo molto efficace sviluppi

offensivi sfruttando ampiezza e profondit. Uno dei punti fermi della manovra bianconera la costruzione dal basso, spesso anche quando viene recuperata palla in zona di centrocampo, la squadra non riparte immediatamente ma preferisce ricominciare da dietro senza fretta. Quindi la manovra iniziata da dietro in linea generale ha due opzioni: conquistare campo con uno dei due difensori laterali (centro destra o sinistra), portando palla, cercando di conquistare la met campo avversaria quando gli avversari si difendono molto bassi (Fig. 1). Come seconda opzione, la ricerca immediata del mediano o di un interno di centrocampo, sfruttando gli interscambi (Fig. 2).

Qualcuno potrebbe affermare, ma allora limprevedibilit di cui si parlava in precedenza dove si trova, se la Juve
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inizia quasi sempre con queste modalit il proprio gioco? La risposta sta nella mentalit della squadra bianconera, che lavora a concetti e non a schemi predefiniti, quindi sviluppa sempre in modo diverso, non preoccupandosi se il meccanismo sincronizzato o no, ma se i giocatori interpretano bene la situazione di gioco. In parole pi semplici, i giocatori della Juventus devono svolgere molto bene il loro compito individuale in un contesto collettivo; uno di questi : mai rimanere fermi sul posto ma cercare continuamente di occupare gli spazi liberi, questo concetto crea la mobilit e di conseguenza quella imprevedibilit di cui parlavamo in precedenza. Con un giocatore in possesso palla, accade lo stesso, chi ha palla se ne libera andando occupare uno spazio libero sopra o sotto al compagno in possesso, questo crea soluzioni nuove e rompe gli equilibri degli avversari. Questi sono solo due aspetti che si possono notare e osservare, per le squadre avversarie trovare contromisure per difendersi non facile, ma la grande mobilit e lottimo scaglionamento dei giocatori bianconeri crea in continuazione situazioni molto complesse da neutralizzare e contrastare. Ecco perch ho deciso di prendere la Juventus come esempio pratico per analizzare il tema da discutere in questo articolo. Flussi interni e sviluppi esterni: per flussi interni consideriamo il momento in cui la squadra costruisce il proprio gioco cercando il possesso organizzato e concentrando lattenzione degli avversari soprattutto nella zona centrale, per quanto riguarda gli sviluppi esterni, lobiettivo quello di attaccare le zone esterne meno difese e pi vulnerabili. Prendendo come abbiamo gi spiegato la Juventus desempio, lobiettivo della

costruzione e dei flussi interni della manovra la gestione del pallone con fluidit e organizzazione, linee di passaggio efficaci e un buon posizionamento individuale e collettivo. Con palla al portiere molte squadre preferiscono saltare questa fase e calciare lungo cercando la conquista della seconda palla, nel nostro caso invece il portiere si appoggia sui difensori, la Juventus nello specifico gioca con una difesa a 3, quindi allarga molto i due difensori laterali e abbassa leggermente il centrale con il mediano che chiude un ipotetico rombo che si viene a formare tra questi 4 giocatori (Fig. 3).

deve farlo per 90 e non per alcuni momenti, compito non facile per un giocatore prettamente offensivo. Contro reparti offensivi schierati con due punte invece, sono i difensori laterali a beneficiarne, il giro palla del reparto difensivo anche attraverso lutilizzo del mediano sviluppato per liberare un difensore laterale, questi in possesso hanno lobiettivo di portare palla il pi avanti possibile costringendo gli avversari ad uscire su di lui e di conseguenza a lasciare spazi liberi (Fig. 4).

Questa disposizione ottimale per trovare il vertice basso, nello specifico la Juventus pu contare sulla classe di Pirlo. In questo modo si condiziona la squadra avversaria a prendere delle contromisure, ovviamente per squadre che giocano con un trequarti o una seconda punta, la cosa pu essere pi semplice, avendo un giocatore che in fase di non possesso rientra nella zona del metodista, senza dimenticare che

Questa costruzione spesso viene sfruttata per la verticalizzazione per la punta che abbassandosi sullo spazio creato dal centrocampista uscito in pressione, trova campo tra le due linee e obbliga la difesa a seguirlo, rompendo di conseguenza la linea difensiva (Fig. 5). In alcuni casi i difensori lasciano lattaccante abbassarsi non seguendolo, questo permette allattaccante di girarsi e puntare la difesa avversaria, obiettivo di qualsiasi fase offensiva, creare una palla libera in zona di trequarti campo.
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Arrivati nella zona di trequarti campo, le difese solitamente si concentrano pi a difendere la zona centrale e a lasciare qualche spazio pi libero in zona laterale, linserimento dallesterno allinterno del campo sicuramente una soluzione molto efficace, prendere il difensore alle spalle e attaccargli lo spazio dietro (Fig. 7).

In questa zona del campo, lottimo posizionamento dei giocatori crea spesso un triangolo tra il giocatore in possesso e altri due compagni (Fig. 6), nella nostra figura il giocatore 10 ha 3 opzioni per sfruttare lazione.

Nel caso il difensore esterno avversario difendesse bene di reparto, quindi pi internamente accettando la giocata laterale, la ricerca della superiorit numerica sarebbe la soluzione migliore, 7 entra in possesso e punta lavversario, 8 che si era allargato corre in sovrapposizione (Fig. 8). Tornando alla figura 4, dove il difensore giocava palla alla punta incontro, in alternativa il difensore gioca sul movimento ad allargarsi dellinterno di centrocampo che sfrutta lo spazio creato dallesterno alzatosi in linea con gli attaccanti (Fig. 9). In questo ultima situazione di costruzione si nota in modo molto
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evidente, lefficacia del movimento senza palla e la creazione degli spazi.

lattaccante pi vicino che rifinisce per linserimento esterno ma profondo del centrocampista laterale (Fig. 10).

Lo sviluppo verticalizzazione

continua con dellinterno

la per
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Abbiamo visto come sviluppare un flusso interno partito dal difensore laterale uscito in guida della palla, lalternativa, come abbiamo anticipato in precedenza luscita immediata con il mediano o un interno di centrocampo. La giocata sul mediano apre una serie di sviluppi offensivi molto efficaci, sfruttando la verticalizzazione o lallargamento del gioco. Nel primo caso, passaggio in verticale per la punta incontro, giocata di scarico per un centrocampista a sostegno che pu verticalizzare per lesterno, optando per due possibilit, passaggio interno a tagliare il terzino avversario o passaggio largo diretto sul centrocampista laterale (Fig. 11).

dietro al centrocampista laterale, la sovrapposizione pu essere chiusa a due o a tre con appoggio della punta (Fig. 12). Abbiamo fatto una panoramica di come possono essere costruiti i flussi interni e sfruttati gli sviluppi esterni in una manovra offensiva collettiva, adesso passiamo al lavoro pratico cercando di creare una progressione didattica efficace che parta dal semplice per arrivare al complesso. PROGRESSIONE PRATICA Esercizio n1 (Fig. 13)

Il mediano invece di verticalizzare pu decidere di dare ampiezza al proprio gioco, passando direttamente allesterno di centrocampo in posizione pi alta possibile, anche in questo caso due sono le opzioni: esterno che punta il diretto avversario e chiede un uno due alla punta pi vicina e attacca lo spazio dietro al terzino avversario; sovrapposizione dellinterno che passa
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In un rombo, si allena la circolazione della palla dallinterno allesterno e il corretto posizionamento. La circolazione della palla parte dal centro, giocatore A allarga per B, questultimo la passa al vertice alto del rombo C che torna indietro a D, questultimo fa ripartire lesercitazione dalla parte opposta. Ogni giocatore segue la palla andando sulla postazione successiva. Obiettivo: migliorare la circolazione della palla attraverso linee di passaggio corrette e unefficacie posizionamento. Esercizio n2 (Fig. 14) In un rombo, si allena la circolazione della palla dallesterno allinterno e il corretto posizionamento.

La circolazione della palla parte dallesterno, giocatore A gioca verso il centrale B, questultimo verticalizza per C che apre dalla parte opposta per D, lesercitazione continua con D che passa al centro e riparte la sequenza. Ogni giocatore passa e segue la palla cambiando postazione. Obiettivo: migliorare la circolazione della palla attraverso linee di passaggio corrette e un efficacie posizionamento.

Esercizio n3 (Fig. 15) In una met campo si allena la squadra a costruire la manovra dal basso con lobiettivo di uscire palla al piede. Lesercitazione si sviluppa dividendo la squadra in due gruppi, un gruppo lavora sulla zona destra e laltro sulla zona sinistra.

Si parte con il centrale che gioca palla verso lesterno (difensore esterno o centrale), questultimo porta palla in guida per alcuni metri per poi verticalizzare sul movimento incontro della punta che scarica allargando per lesterno di centrocampo che si smarca internamente. Lesterno entrato in possesso verticalizza per laltro attaccante che ricevuto palla fa ripartire lesercitazione riportando il pallone allinizio. Perch lesercitazione sia molto intensa, si riparte sempre con un nuovo pallone, quindi quando si sta per concludere la sequenza parte un altro giocatore dal centro. Ogni giocatore segue il passaggio cambiando posizione. Variante: cambia la sequenza dei passaggi, il difensore centrale invece di verticalizzare, allarga per lesterno che esegue un uno due con la punta vicina per poi verticalizzare per laltra punta (la sequenza sulla met campo sinistra). Obiettivo: allenare la tecnica situazionale migliorando la costruzione della manovra dal basso. Esercizio n4 (Fig. 16)

Con le stesse modalit dellesercitazione precedente, viene eseguito lesercizio nella met campo

offensivo finalizzando la manovra con il tiro in porta. Obiettivo: allenare la tecnica situazionale e lo sviluppo offensivo con finalizzazione. Esercizio n5 (Fig. 17)

Si forma un rombo sulla zona di trequarti campo offensiva, si posizionano nei vertici alti e bassi rispettivamente punta e mediano, nei due angoli laterali, i due interni di centrocampo. Nel rombo si effettua una serie di combinazioni per sviluppare lazione offensiva in vari modi, attaccando la profondit, sfruttando lampiezza e creando una situazione di superiorit numerica. Nelle figure 18,19 e 20 sono illustrate le varie soluzioni. Obiettivo: allenare lo sviluppo offensivo.

Esercizio n6 (Fig. 21)

Gioco di posizione con un comodino interno (mediano) e due esterni che possono essere attivati solo dopo una serie di passaggi (minimo 5 allinterno dello spazio attivo), questo permette una costruzione interna del gioco con sviluppo sfruttando gli esterni. Obiettivo: allenare la costruzione interna, attraverso il possesso e lo sviluppo esterno. Esercizio n7 (Fig. 22)

Partita a tema, si gioca in un campo regolamentare con la zona difensiva delimitata, in questa zona ogni squadra che inizia il proprio gioco deve uscire palla al piede (non passaggio) giocando contro 3 avversari (con la variante di 2 se i prossimi avversari si schierassero cosi). La squadra in fase di costruzione pu contare su tutto il reparto difensivo pi il vertice basso, in figura la squadra schierata con 3 difensori pi il mediano che pu abbassarsi. Usciti palla al piede, si gioca per conquistare la zona difensiva avversaria con una combinazione o taglio, nel frattempo la difesa uscita palla al piede, dovr accorciare lasciando solo i 3 attaccanti in zona difensiva in posizione di fuorigioco attivo. Se gli avversari recuperano palla nella met campo offensiva, possono verticalizzare immediatamente ai propri attaccanti, se invece il recupero avviene nella met campo difensiva, lobiettivo sar consegnare palla al proprio portiere e ripartire con lesercitazione, abbassando il reparto difensivo e si alzano solo gli attaccanti della squadra che ha perso il possesso. La zona difensiva opposta viene completamente liberata, per essere conquistata con combinazione. Obiettivo: costruzione della manovra dal basso e transizione negativa. Esercizio n8 (Fig. 23)

Partita a tema, si gioca in un campo regolamentare con le zone laterali delimitate, ogni squadra nella met offensiva pu sfruttare le corsie esterne, potendo contare sulla superiorit numerica con gli avversari che possono far entrare solo un giocatore. Lunico vincolo della partita lobbligo di fare almeno 5 passaggi nella zona interna prima di attaccare sullesterno. Obiettivo: costruire il proprio gioco sulla zona interna, per attaccare in zona esterna. Esercizio n9 (Fig. 24)

Partita a tema, si gioca in un campo regolamentare con una zona difensiva e due zone laterali delimitate, si combinano le due partite viste in precedenza, la squadra schierata come da sistema di gioco utilizzato dagli avversari, deve posizionare due o tre attaccanti in zona difensiva, con le stesse modalit dellesercizio n 7, la squadra in fase di costruzione se recupera palla deve obbligatoriamente sviluppare sfruttando i due esterni (evidenziati con colore diverso), che stazionano nelle corsie esterne. Se gli avversari recuperano palla in qualsiasi zona, possono servire i loro attaccanti in fuorigioco attivo. Il gol valido sviluppando lazione sulle corsie, senza lobbligo che il goal avvenga da cross ma solo facendo partire la rifinitura dallesterno. Obiettivo: costruire la manovra dal basso sviluppando il gioco in ampiezza.

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