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P r e s e nt a

P e r a s c o l t a r ei s e g u e n t i i n t e r v e n t i c l i c c a r es u i l i n k

S o n oi n t e r v e n u t i a l l ac o n f e r e n z a :

S i n d a c oC h i a v a r i R o b e r t oL e v a g g i h t t p s : / / w w w . y o u t u b e . c o m/ w a t c h ? v = 1 p J F v B T a I o A s s . M a t t e oR o s s i _ A s s e s s o r er e g i o n a l ea l l os p o r t h t t p s : / / w w w . y o u t u b e . c o m/ w a t c h ? v = O z d 5 D j I _ 1 8 Q A v v o c a t oD e b o r aM o r i n i h t t p s : / / w w w . y o u t u b e . c o m/ w a t c h ? v = M e 3 q F h M x 2 4 I D o t t . C l a u d i oP u p p o h t t p s : / / w w w . y o u t u b e . c o m/ w a t c h ? v = q s WA T r E Wk V 0 C r i s t i n aC a mi s a s c a_ h pv o l t r i er o l l e r c l u b h t t p s : / / w w w . y o u t u b e . c o m/ w a t c h ? v = t S G v t G 6 D 3 L s D o t t . D i e g oM i n n i c e l l i _ V e g e t a l p r o g r e s s h t t p s : / / w w w . y o u t u b e . c o m/ w a t c h ? v = e j e 2 D z Q X H U D o t t . G i a n n i T e s t i n o _ V i c e p r e s i d e n t es o c i e t a l c o l o g i a h t t p s : / / w w w . y o u t u b e . c o m/ w a t c h ? v = c I w y R y 8 N F 1 M D o t t . L e oB o z z o _ P a n a t h l o nI n t e r n a t i o n a l h t t p s : / / w w w . y o u t u b e . c o m/ w a t c h ? v = t c Q b U mr F w I D o t t . M a s s i moB r a v i n _ N u t r i z i o n i s t a h t t p s : / / w w w . y o u t u b e . c o m/ w a t c h ? v = G Y E WT U 0 a H R o D o t t . M o h a mma dN a t o u r _ A g o p u n t o r e h t t p s : / / w w w . y o u t u b e . c o m/ w a t c h ? v = O A O j 9 y WX K S k A r c h i t e t t oR i c c a r d oC a p o z z i h t t p s : / / w w w . y o u t u b e . c o m/ w a t c h ? v = v 6 D p P H l o Z T o D o t t . s s aS a b r i n aB e n v e n u t o _ P s i c o l o g as p o r t i v a h t t p s : / / w w w . y o u t u b e . c o m/ w a t c h ? v = 0 O 2 7 C X b d N O s V i t t o r i oP o d e s t _ C a mp i o n emo n d i a l eh a n d b i k e h t t p s : / / w w w . y o u t u b e . c o m/ w a t c h ? v = q k 6 7 D P D j D g 0

PER UNO SPORT SENZA OSTACOLI


di Claudio Puppo Segretario Consulta Regionale Handicap - Regione Liguria Vice Presidente Nazionale ANGLAT Prima di entrare nel vivo della relazione, voglio presentarmi, non tanto per elogiare la mia persona (cosa che non nel mio stile) ma solo per meglio far comprendere il punto di vista di una persona che sta tranquillamente seduta. Chi Claudio Puppo? Classe 1963, dall11 febbraio 1992, vivo tranquillamente sulla mia sedia a ruote (paraplegia) a causa di un incidente sportivo (salto dal trampolino con gli sci). Padre di Jacopo (un bel ragazzo di 12 anni), Segretario dal 1997 della Consulta Regionale per lHandicap, attualmente Vice Presidente Nazionale dellANGLAT Associazione Nazionale Guida Legislazione Andicappati Trasporti (sono stato Presidente Nazionale dal 2000 al 2011), tra il 2008 e il 2011 ho ricoperto la carica di Vice Presidente del FID Forum Italiano sulla Disabilit (unico organismo che rappresenta lassociazionismo delle persone disabili nella U.E.), ho fondato nel 1997 assieme a due amici lunica squadra ligure di basket in carrozzina (sono ancora uno degli atleti che la compongono) e . SONO UNA PERSONA. E ora le ragioni del perch scrivo che sono UNA PERSONA e non un disabile handicappato diversamente abile ecc: se, davvero, vogliamo che lo sport non abbia nessun ostacolo, dobbiamo iniziare a rivedere la nostra cultura, in quanto linclusione dellALTRO alla base di ogni rapporto/confronto umano. Per questa ragione, sottolineiamo sempre che prima di essere diversi . siamo delle persone. IN QUESTO MONDO DI . cos recitava una canzone di Antonello Venditti. ma realmente in quale mondo viviamo ? (alcune foto chiariscono meglio il mio concetto)

Viviamo in un mondo che contrappone uno sperpero di ricchezza (tecnologia gettata al macero) alla povert che non viene vista dal cittadino medio. Basta pensare ad oggi, 16 novembre 2013, molti adolescenti supplicano i genitori di acquistare lultimo modello dello smartphone (e i genitori troppo spesso acconsentono giustificando che non vogliono farli sentire diversi) quando ci sono PERSONE che vivono ai margini delle nostre citt, senza avere nemmeno un tozzo di pane.

Il nostro sport malato, perch va contro il pensiero di De Coubertin, e troppo spesso sentiamo parlare dai midia di discriminazione e razzismo. Ma discriminazione e razzismo non solo quello di alcuni stupidi che gridano slogan che dovrebbero essere decisamente censurati, ma anche quello messo in atto da alcune societ sportive che ESCLUDONO persone diverse dai propri atleti.

Rammento con dolore un caso dello scorso anno: la Societ Sportiva LOANO BASKET ha chiesto alla madre di un ragazzo disabile di incentivare allattivit sportiva il fratello sano e di ritirare il figlio disabile perch faceva perdere tempo! Anche se abbiamo precisato che a questo ragazzo sarebbe bastato mettersi in un angolo e fare passaggi con la palla, abbiamo evidenziato alla Commissione del Consiglio regionale che ha seguito il caso, che nello statuto della Societ Loanese, era precisato che mai avrebbero discriminato ed allontanato persone diverse, come i ragazzi disabili, immigrati ecc. Quello che pi ci ha addolorato che, ENTI SPORTIVI IMPORTANTI; abbiano accolto la tesi della Societ sportiva, discriminando un proprio tesserato. Ma qual lo sport vero?

Sicuramente questo dimostrato dal grande Didi Pel,. ma anche questo.

quello che ogni ragazzo, con o senza scarpe, gioca in tutto il mondo. Lo SPORT UNISCE, AGGREGA, INSEGNA A METTERSI IN CONFRONTO, PRIMA CON SE STESSI E DOPO CON GLI ALTRI. Chi pi capace emerge e chi meno dotato si diverte e si mette in gioco comunque. Lo sport vero prevede e promuove il rispetto del compagno o dellavversario in ogni sua fase! Ma non dobbiamo dimenticare che i veri CAMPIONI non sono i vari Ronaldo, Maradona &C., ma persone come questa ragazzina che, con il suo sorriso disarmante, esprime immensa gioia e volont di vivere.

Troppo spesso, quando vedo dei ragazzini poveri, extracomunitari, di etnia rom, ai semafori delle nostre citt a chiedere lelemosina o a lavare i vetri delle auto, mi chiedo. DOVE LO SPORT, anzi, il MONDO SPORTIVO? IL CONI, IL CIP, LE SOCIETA SPORTIVE, CHI SI OCCUPA DI INCLUSIONE, LE ISTITUZIONI, IL MONDO DELLA SCUOLA . TUTTI NOI, INIZIANDO DA ME, non dovremmo

intervenire e coinvolgere questi giovani nati per caso in altri luoghi o in situazione di degrado sociale? Nessuno di noi sapr mai se quel ragazzino al semaforo, avrebbe potuto diventare o, ancora, potrebbe diventare un nuovo PELE (cito sempre Pel perch lultimo campione che non abbia mai avuto problemi diversi). E invece, anzich chiederci come mai si trova allangolo della strada, lo ignoriamo, cosi come la nostra SOCIETA MODERNA tramite pubblicit subdole e stupide, ci insegna a ignorare il diverso e ad apprezzare esclusivamente la bellezza e la ricchezza. Ma quali sono gli stereotipi che anche il mondo dello sport lascia passare? Se vuoi giocare bene ti servono delle scarpette molto speciali e costose, se non le hai ti sei escluso gi da solo, se non paghi . non giochi . guarda i grandi campioni quanto guadagnano . imita in tutto il tuo campione, vesti come lui, taglia i capelli come lui . annulla te stesso per essere sempre di pi come lui SCUSATE, MA CON QUESTA KULTURA (con la K come una condizione oncologica) IO NON CI STO!!! Ritengo che la scuola e il mondo che gira intorno allo sport debbano essere i veri motori della giusta cultura, dove non si sminuisce la propria personalit, dove si insegna a fare squadra, dove si esalta la diversit come ricchezza, dove linclusione dellaltro la forza del gruppo, dove si insegna che i grandi Maradona, Ronaldo & C, non sarebbero stati nessuno se non ci fosse stato un team a supportarli. Bisogna educare il cittadino medio allinclusione e sostenere soprattutto le famiglie dove vivono bambini/ragazzi disabili, in quanto, molte volte, la prima discriminazione nasce INVOLONTARIAMENTE allinterno delle famiglie stesse (leggi ragazzi non stimolati a socializzare, famiglie che accolgono le richieste dei docenti non preparati, che richiedono lesonero del ragazzo disabile da attivit scolastico sportive culturali, ecc) Ma cosa ci dicono le Istituzioni? Non tanto i nostri politici che ci tormentano da anni su un ballo a luci rosse o sulla decadenza dal Senato di un condannato ultrasessantacinquenne (definizione usata per le certificazioni di invalidit di chi ha pi di 65 anni), parlo delle vere istituzioni, quelle mondiali! Ebbene, di seguito Illustro alcune parti salienti di due convenzioni dellONU. In questi articoli si parla di disabilit, ma il criterio di inclusione, riguarda tutta linfanzia e/o il diverso. ************************

La Convenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia


Art. 23 Gli Stati parti riconoscono che i fanciulli mentalmente o fisicamente handicappati devono condurre una vita piena e decente, in condizioni che garantiscano la loro dignit, favoriscano la loro autonomia e agevolino una loro attiva partecipazione alla vita della comunit. Gli Stati parti riconoscono il diritto dei fanciulli handicappati di beneficiare di cure speciali e incoraggiano e garantiscono, in considerazione delle risorse disponibili, la concessione, dietro richiesta, ai fanciulli handicappati in possesso dei requisiti richiesti, e a coloro i quali ne hanno la custodia, di un aiuto adeguato alle condizioni del fanciullo e alla situazione dei suoi genitori o di coloro ai quali egli affidato. In considerazione delle particolari esigenze dei minori handicappati, l'aiuto fornito in conformit con il paragrafo 2 del presente articolo gratuito ogni qualvolta ci sia possibile, tenendo conto delle risorse finanziarie dei loro genitori o di coloro ai quali il minore affidato. Tale aiuto concepito in modo tale che i minori handicappati abbiano effettivamente accesso alla educazione, alla formazione, alle cure sanitarie, alla riabilitazione, alla preparazione al lavoro e alle attivit ricreative e possano beneficiare di questi servizi in maniera atta a concretizzare la pi completa integrazione sociale e il loro sviluppo personale, anche nell'ambito culturale e spirituale. Art. 31 Gli Stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attivit ricreative proprie della sua et e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica. Gli Stati parti rispettano e favoriscono il diritto del fanciullo di partecipare pienamente alla vita culturale e artistica e incoraggiano l'organizzazione, in condizioni di uguaglianza, di mezzi appropriati di divertimento e di attivit ricreative, artistiche e culturali.

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La Convenzione ONU sui diritti delle persone disabili


Articolo 30 Partecipazione alla vita culturale e ricreativa, agli svaghi ed allo sport 1. Gli Stati Parti riconoscono il diritto delle persone con disabilit a prendere parte su base di uguaglianza con gli altri alla vita culturale e adottano tutte le misure adeguate

a garantire che le persone con disabilit: abbiano accesso ai prodotti culturali in formati accessibili; abbiano accesso a programmi televisivi, film, spettacoli teatrali e altre attivit culturali, in formati accessibili; abbiano accesso a luoghi di attivit culturali, come teatri, musei, cinema, biblioteche e servizi turistici, e, per quanto possibile, abbiano accesso a monumenti e siti importanti per la cultura nazionale. 2. Gli Stati Parti adottano misure adeguate a consentire alle persone con disabilit di sviluppare e realizzare il loro potenziale creativo, artistico e intellettuale, non solo a proprio vantaggio, ma anche per larricchimento della societ. 3. Gli Stati Parti adottano tutte le misure adeguate, in conformit al diritto internazionale, a garantire che le norme che tutelano i diritti di propriet intellettuale non costituiscano un ostacolo irragionevole e discriminatorio allaccesso da parte delle persone con disabilit ai prodotti culturali. 4. Le persone con disabilit hanno il diritto, su base di uguaglianza con gli altri, al riconoscimento ed al sostegno della loro specifica identit culturale e linguistica, ivi comprese la lingua dei segni e la cultura dei sordi. 5. Al fine di consentire alle persone con disabilit di partecipare su base di uguaglianza con gli altri alle attivit ricreative, agli svaghi e allo sport, gli Stati Parti adottano misure adeguate a:

incoraggiare e promuovere la partecipazione pi estesa possibile delle persone con disabilit alle attivit sportive ordinarie a tutti i livelli; garantire che le persone con disabilit abbiano la possibilit di organizzare, sviluppare e partecipare ad attivit sportive e ricreative specifiche per le persone con disabilit e, a tal fine, incoraggiare la messa a disposizione, su base di uguaglianza con gli altri, di adeguati mezzi di istruzione, formazione e risorse; garantire che le persone con disabilit abbiano accesso a luoghi che ospitano attivit sportive, ricreative e turistiche; garantire che i minori con disabilit possano partecipare, su base di uguaglianza con gli altri minori, alle attivit ludiche, ricreative, agli svaghi ed allo sport, incluse le attivit previste dal sistema scolastico; garantire che le persone con disabilit abbiano accesso ai servizi forniti da coloro che sono impegnati nellorganizzazione di attivit ricreative, turistiche, di tempo libero e sportive.

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E cosa dice lUnione Europea?

Condivido molto la relazione di Jacques Blanc (Sindaco di La Canourgue) da cui estrapolo alcuni spunti molto interessanti.

Lo sport, attivit ricreativa per le persone con disabilit


Definizione del contesto richiama l'attenzione sul fatto che nell'Unione europea il numero di persone con disabilit stimato a 80 milioni, pari a circa il 15 % della popolazione. Le persone a mobilit ridotta rappresentano, secondo le stime, oltre il 40 % della popolazione; sottolinea che, di fronte all'acuirsi del rischio handicap tra gli anziani e a causa del generale incremento delle malattie croniche, il numero di persone portatrici di handicap potrebbe aumentare. Le regioni europee dovranno di conseguenza affrontare in futuro a nuove sfide; richiama l'attenzione sul fatto che non esiste una definizione comune di handicap valida in tutta l'Unione europea e che le definizioni giuridiche di questa nozione sono state oggetto di numerosi dibattiti e di interpretazioni semantiche diverse. L'handicap un fenomeno complesso e un'esperienza dalle molteplici dimensioni, frutto dell'interazione tra le caratteristiche fisiche, mentali e psichiche del soggetto, nonch delle condizioni sociali in cui vive; ritiene che i portatori di disabilit, pur non essendo di per s penalizzati, possano comunque ritrovarsi esclusi in quanto molte persone non sanno come accoglierli ed inserirli nelle attivit e nelle strutture sportive rileva una mancanza di conoscenze e la presenza di idee errate riguardo ai reali effetti degli handicap, e sottolinea la necessit di porre l'accento sulle "capacit" da poter considerare nel contesto delle prestazioni sportive; riconosce il valore e l'importanza dello sport per persone con disabilit e il suo effettivo contributo alla realizzazione degli obiettivi strategici dell'UE, soprattutto nell'ambito della strategia Europa 2020; pone in rilievo il fatto che lo "sport per persone con disabilit" copre un'ampia gamma di attivit, che vanno dallo sport d'lite allo sport come attivit ricreativa, e dall'educazione fisica adattata ai processi di rieducazione tramite lo sport, e l'ampiezza di tale gamma pari, se non addirittura superiore, alla complessit di definire il termine "sport". Ed questa una delle ragioni per cui nelle varie regioni d'Europa ne esistono definizioni diverse; riconosce che le autorit nazionali e gli enti regionali e locali possono, nell'ambito delle competenze e delle possibilit finanziarie proprie a ciascuno di questi livelli, svolgere un ruolo importante nello sviluppo dello sport per le persone con disabilit, per quanto concerne in particolare la promozione e gli investimenti nelle infrastrutture sportive e nelle attivit sportive a lungo termine; sottolinea inoltre la necessit di garantire fondi da destinare a progetti per quelle regioni in cui le infrastrutture scolastiche e le altre infrastrutture del settore educativo sono scarsamente sviluppate e per i bambini con disabilit non vi sono possibilit di praticare sport;

ribadisce il ruolo specifico svolto dagli operatori del settore dello sport per persone con disabilit al fine di sfruttare la capacit dello sport di favorire l'inclusione sociale, l'integrazione e le pari opportunit; sottolinea che, in molti casi, lo sport per persone con disabilit sembra menzionato in modo specifico solo nel contesto dell'inclusione sociale. Chiede che si operi per quanto possibile una distinzione tra le diverse dimensioni dello sport per persone con disabilit, che pu riguardare lo sport d'lite o come attivit ricreativa, l'educazione fisica, le possibilit di educare e formare attraverso lo sport, l'attivit fisica adattata, la rieducazione tramite lo sport o attivit sportive con finalit terapeutiche specifiche; sottolinea che pu risultare necessario rivolgersi ai singoli gruppi di destinatari tenendo conto delle loro capacit, delle loro categorie di et e delle loro condizioni sociali; risulta in particolare necessario avvicinarsi ai giovani e sostenerli. A tale riguardo, l'accessibilit dei trasporti costituisce un problema importante da risolvere a livello locale e regionale. Sarebbe opportuno sostenere l'offerta di un'informazione di qualit, accessibile e aggiornata periodicamente affinch i diversi gruppi di destinatari possano essere informati in permanenza riguardo all'offerta sportiva a cui possono accedere; sottolinea che i genitori svolgono un ruolo primario nell'incoraggiare i giovani a partecipare ad attivit sportive e che i volontari costituiscono la colonna portante di questo settore. Pertanto necessario fare opera di sensibilizzazione riguardo all'importanza del volontariato e di creare piattaforme per reclutare e formare i volontari, nonch di introdurre misure volte a riconoscere e compensare il loro contributo; richiama l'attenzione sul fatto che alcuni gruppi della popolazione sono oggetto di una doppia o tripla discriminazione se sono portatori non di uno, ma di pi handicap, oppure provengono anche da un contesto migratorio o da una minoranza, o sono vittime di esclusione sociale legata all'omofobia o al sesso. opportuno garantire a tutti un sostegno e pari opportunit di accesso alle attivit sportive; sulla base di alcuni esempi raccolti, constata che l'approccio che coniuga il turismo allo sport come attivit ricreativa per tutti costituisce un buon modo per stabilire un primo contatto con lo sport per le persone con disabilit nella prospettiva di incrementare il tasso di pratica sportiva e di sensibilizzare il grande pubblico alle capacit dei portatori di handicap. sottolinea che tutti gli studenti dovrebbero aver accesso all'educazione fisica e sportiva, e che un handicap non dovrebbe rappresentare un ostacolo all'inserimento nei programmi sportivi scolastici. Spesso proprio a scuola, durante le lezioni di educazione fisica, che si cominciano ad apprezzare le attivit sportive e ci si appassiona a una disciplina; lo stesso vale per un portatore di disabilit. Inoltre, l'ambiente sportivo a scuola consente di educare gli studenti privi di disabilit e di sensibilizzarli alle capacit dei loro compagni. In questo contesto sar opportuno promuovere in special modo l'introduzione di "programmi sportivi accessibili a tutti". L'idea di un'integrazione al contrario, che consiste nell'inserire atleti privi di disabilit nella pratica sportiva destinata ai portatori di disabilit un buon esempio che consente di cambiare atteggiamento nei confronti delle capacit degli altri atleti. Vanno al contempo sostenute e intensificate le iniziative in cui la pratica sportiva condivisa. A tal fine essenziale fornire un'educazione e una formazione specifiche agli insegnanti di

educazione fisica e offrire ai genitori che abbiano figli con disabilit un accesso all'informazione sulle diverse attivit sportive disponibili;

***************** Va da s che la prima azione forte che dobbiamo fare cambiare la nostra cultura andando in controtendenza agli stereotipi proposti dalla pubblicit e dai mass media. Solo con linclusione di tutti, si potr parlare di societ civile. Molti progetti, proposte, disegni di legge, che seguono questo pensiero stanno stimolando, attraverso lo sport, linclusione, si parla di aprire le palestre delle scuole ai ragazzi del quartiere, di andare dove vivono ragazzi emarginati (campi rom, baracche, ecc) invitandoli a giocare con gli altri ragazzi, stimolare la frequenza scolastica, utilizzare e stimolare il volontariato per garantire continuit ai progetti ludico-sportivi; stimolare le societ sportive allinclusione di soggetti socialmente deboli, in definitiva far diventare lo sport come primo momento di inclusione reale. Ma triste essere consapevoli che, molte persone, difficilmente riescono ad abbinare la parola handicap ad una disciplina sportiva. Ritengo che, nel prossimo futuro, gli eventi mondiali come le olimpiadi dovrebbero includere anche le discipline praticate dalle persone disabili, in modo tale che si tratti di un UNICO GRANDE EVENTO. Ora, con alcune foto, presenter diverse discipline sportive, molte delle quali sono paralimpiche. TIRO CON LARCO (si tratta del mio amico di Reggio Emilia, Fabio Azzolini) HOCKEY SU GHIACCIO HOCKEY IN CARROZZINA RUGBY IN CARROZZINA ATLETICA (corsa in carrozzina) ATLETICA (corsa non vedenti) ATLETICA (corsa per disabilit motorie diverse) ATLETICA (salto in lungo) ATLETICA (salto in alto)

MOTOCICLISMO SUBACQUEA (per non vedenti) SUBACQUEA (disabili motori) BASKET (disabilit psichiche) FREE STYLE PARACADUTISMO E PARAPENDIO PALLAVOLO CALCIO (non vedenti) TORBALL (non vedenti) TENNIS (disabili motori e psichici) TENNIS TAVOLO (non vedenti) TENNIS TAVOLO (disabili motori) SCHERMA (disabili motori e sensoriali) ARRAMPICATA (disabili motori, psichici e sensoriali) SPORT INVERNALI (discesa disabili motori) SPORT INVERNALI (fondo disabili motori) SPORT INVERNALI (discesa non vedenti) CANOTTAGGIO (non vedenti) CANOTTAGGIO (disabili motori) ARTI MARZIALI (non vedenti disabili psichici) CICLISMO (non vedenti disabili motori e psichici) CICLISMO (non vedenti psichici) NUOTO (disabili motori - psichici non vedenti)

NUOTO (disabili motori - psichici non vedenti PILOTAGGIO DI AEREI (disabili motori) BASKET (disabili motori) Questi, sono SOLO ALCUNI DEGLI SPORT PRATICATI dalle persone disabili. Ora permettetemi di presentare alcuni AMICI e VERI CAMPIONI LIGURI CLAY CLAUDIO REGAZZONI
(campione di Formula 1 scomparso il 15 dicembre del 2006) stato uno tra i primi sportivi a dare visibilit allo sport per disabili

ANDREA CASTAGNETO (Disabile motorio Campione Italiano di nuoto e atleta di basket in carrozzina) ANDREA CADILI (non vedente Campione Italiano di nuoto) MASSIMO GUATELLI (disabile motorio - atleta della nazionale di rugby in carrozzina) SIMONE CAPELLI (disabile motorio campione italiano di sollevamento pesi) CARBONE MARCO & MANRICO GIANNELLI (allenatore e vice allenatore della squadra ligure di basket in carrozzina) FILIPPO CARROSSINO (atleta della squadra ligure di basket in carrozzina e componente della Nazionale maggiore)

BASKET Genova
quella sporca dozzina: Roberto Scagnoli, Antonio Serio (Cap), Andrea Stefan, Daniele Pedemonte, Manrico Gianelli, Claudio Puppo, Alessio Marchelli, Mattia Sala, Matteo Fiorino, Andrea Castagneto, Nicol Arena, Andrea Giaretti, Filippo Carossino, Aluis Sal, Marco Barbagelata, Maurizio Scicchitano. e poi c LUI

VITTORIO PODESTA & la moglie BARBARA


CAMPIONE DEL MONDO DI HANDY BYKE ANNO 2013 (oltre a mote altre vittorie, e medaglie olimpiche) TUTTI QUESTI MIEI AMICI, COME GLI ATLETI DEGLI SPORT CHE HO SOPRA PRESENTATO, PRIMA DI ESSERE DEI CAMPIONI SPORTIVI SONO

CAMPIONI DI VITA