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UNIVERSIT DEGLI STUDI DI FIRENZE

F A C O L T D I E C O N O M I A



CORSO DI LAUREA IN
SCIENZE STATISTICHE ED ATTUARIALI



TESI DI LAUREA IN STATISTICA ASSICURATIVA




Politiche riassicurative: la convenienza ai
diversi trattati di riassicurazione




Relatore: Chiar.mo Prof.
Luigi Vannucci



Tesi di laurea di:
Francesco Maggina





A.A. 2002/2003

INDICE


Capitolo 1 Introduzione e note storiche pag 1

Capitolo 2 Il mercato italiano della riassicurazione pag 5
2.1 Premessa pag 5
2.2 Imprese esercenti lattivit assicurativa in Italia pag 5
2.3 Composizione del mercato italiano della riassicurazione pag 6
2.4 Altri aspetti delle gestioni assicurative pag 13

Capitolo 3 Forme riassicurative pag 20
3.1 Premessa pag 20
3.2 Forme riassicurative proporzionali pag 24
3.3 Forme riassicurative non proporzionali pag 31
3.4 Forme riassicurative miste pag 39
3.5 Altri modelli esclusivi per ramo o per altre grandezze pag 42
3.6 Nuova tipologia riassicurativa pag 49

Capitolo 4 Analisi della convenienza alla riassicurazione pag 54
4.1 Elementi di teoria dellutilit pag 54
4.2 Definizioni generali pag 57
4.3 Punto di vista dellassicurato pag 58
4.4 Punto di vista dellassicuratore pag 60
4.5 Punto di vista del riassicuratore pag 63
4.6 Convenienza ai contratti di assicurazione e riassicurazione pag 64
4.7 Convenienza ai trattati di riassicurazione pag 71



Capitolo 5 Politiche ottimali di riassicurazione pag 74
5.1 Premessa pag 74
5.2 Politiche ottimali di riassicurazione pag 75
5.3 Cessioni ottimali dei rischi pag 82
5.4 Accordi ottimi di contrattazione dei premi pag 87
5.5 Accordi ottimi in presenza di trattati di riassicurazione pag 93

Capitolo 6 Conclusione pag 98

Bibliografia pag 99

1
CAPITOLO 1
INTRODUZIONE E NOTE STORICHE


Qualsiasi soggetto (singolo individuo, associazione, impresa, ecc..),
presso il quale siano localizzati dei rischi, pu trasferire (almeno
parzialmente) ad altri soggetti alcuni di questi rischi. Tale trasferimento in
genere avviene quando il complesso dei rischi supera un certo limite:
questa capacit di conservazione dei rischi dipende da vari fattori, tra i
quali uno dei pi importanti lammontare di mezzi finanziari che
possono essere utilizzati per coprire gli eventuali oneri derivanti
dallacquisizione del rischio. Il trasferimento di rischi avviene mediante la
stipulazione di contratti di assicurazione e il soggetto destinatario dei
rischi trasferiti dunque un assicuratore.
Anche unimpresa di assicurazioni si pu trovare in queste condizioni,
ossia ritenere conveniente ridurre la propria esposizione aleatoria cedendo
una parte dei rischi assunti, quindi riassicurandosi. In questo caso
questimpresa stipuler con unaltra impresa assicuratrice, che agir come
riassicuratore, un opportuno contratto di riassicurazione.
La riassicurazione quindi il contratto con cui l'assicuratore (riassicurato)
trasferisce una parte del rischio o dei rischi assunti ad un altro assicuratore
(riassicuratore), ferma restando l'estraneit dell'assicurato. Insieme alla
coassicurazione, uno degli strumenti tipici previsti dal codice civile per
la ripartizione del rischio tra pi assicuratori.
Nel capitolo 2 verr innanzitutto presentata una panoramica del mercato
riassicurativo italiano, con dati riferiti agli anni dal 1998 al 2002
riguardanti il tipo di imprese che esercitano lattivit assicurativa e
riassicurativa, la composizione e i movimenti del mercato italiano della

2
riassicurazione e i principali aspetti del bilancio di una gestione
assicurativa.
Nel capitolo 3 saranno descritti i tipi di trattati che regolano i rapporti tra
lassicuratore e il riassicuratore, e successivamente le principali coperture
riassicurative, proporzionali, non proporzionali e miste, presenti nel
mercato italiano. Le pi importanti tipologie di riassicurazione saranno
chiarite con grafici e commenti, e analizzate sulla base di confronti diretti
o di esempi numerici, per capire le implicazioni che ognuna di esse ha
sulla parte dei rischi che sono a carico dellassicuratore e del
riassicuratore.
Uno dei punti di partenza della matematica attuariale lanalisi dei motivi
che spingono due soggetti a stipulare un contratto di assicurazione.
Questanalisi si basa sullo studio delle funzioni di utilit dellassicurato e
dellassicuratore, che si ipotizzano crescenti e concave; ragionando sulle
propriet di tali funzioni si desume come sia proprio la concavit il
motivo della convenienza alla stipulazione del contratto assicurativo da
tutte e due le parti, in quanto lavversit al rischio si lega alla concavit.
Nel capitolo 4 sar effettuata unanalisi congiunta del contratto di
assicurazione e del contratto di riassicurazione, basata non sui valori medi
dei rischi che vengono ceduti, ma sulle valutazioni dei soggetti interessati.
Loperazione aleatoria oggetto del contratto assicurativo e di quello
riassicurativo, verr quindi sempre valutata in termini di utilit perch
solamente in questo modo, con la valutazione di importi aleatori secondo
una scala alterata del valore monetario, possibile tenere conto della
rischiosit di unoperazione aleatoria e giudicarne quindi la vantaggiosit
o meno.
Saranno quindi determinate le regioni di convenienza ai due contratti dei
vari soggetti coinvolti: lassicuratore, la compagnia di assicurazione e il
riassicuratore.

3
Dopo aver identificato queste regioni, saranno presentati allinizio del
capitolo 5, i principali criteri, trattati in letteratura, e i connessi risultati
per stabilire le politiche ottimali di riassicurazione, basati su politiche
unilaterali (punto di vista del solo assicuratore) o bilaterali (punto di vista
dellassicuratore e del riassicuratore). Successivamente sar descritto un
modello teorico, basato sulla minimizzazione della probabilit di rovina
per lassicuratore e per il riassicuratore, per scegliere le cessioni ottimali
dei rischi, e un possibile metodo per trovare laccordo sui premi, accordo
che deve risultare conveniente per tutti i contraenti, basato sulla
massimizzazione di una trasformazione delle utilit dei tre soggetti.

Note storiche
Nello stesso commercio marittimo in cui si trovano gli albori
dellassicurazione, si trovano anche i primi tentativi di riassicurazione.
Infatti il primo contratto di riassicurazione di cui si ha notizia fu concluso
nel 1370 a Genova.
Durante il medioevo gli assicuratori lavoravano senza statistiche, tassi e
calcoli probabilistici, facendo assegnamento esclusivamente sulle loro
personali stime. Cos, quando iniziarono a esserci delle perdite eccessive,
gli assicuratori si chiesero se avessero acquisito troppi rischi. Per
proteggersi contro tali situazioni, studiarono come trasferire parte dei
rischi presso altri assicuratori.
In aggiunta alla riassicurazione, che in quel periodo copriva solamente
singoli rischi (riassicurazione facoltativa), laltro strumento utilizzato per
dividere i rischi era ed tuttora la coassicurazione.
La nascita dei Lloyds di Londra, la compagnia di assicurazione pi
famosa al mondo, dovuta alla riassicurazione: fu nel 1764, quando una
legge in Inghilterra proib la riassicurazione, che gli assicuratori si
riunirono per la prima volta in sindacati per poter coprire rischi superiori

4
ai loro mezzi finanziari individuali. La legge fece involontariamente
nascere i Lloyds.
Il processo di industrializzazione di quegli anni contribu ad aumentare e
concentrare denaro; la conseguenza diretta fu lesplosione della domanda
di riassicurazione delle compagnie di assicurazione. I trattati di
riassicurazione obbligatori, che servivano a coprire interi portafogli,
presero il posto delle forme facoltative su singoli rischi.
Un incendio catastrofico ad Amburgo nel 1842, con un ammontare di
danni pari a 18 milioni di marchi a carico della compagnia Hamburg Fire
Fund la cui riserva ammontava a 500 mila marchi, dette un immediato
impulso per la fondazione della Cologne Reinsurance Company, la
prima compagnia professionale di riassicurazione.
Conseguentemente a questo gravosissimo incidente, gli assicuratori
sentirono il bisogno di distribuire i propri portafogli di polizze tra pi
soggetti, appunto perch le riserve normalmente accantonate dagli
assicuratori erano inadeguate per tali o pi gravose catastrofi.
La fondazione di ulteriori compagnie professionali specializzate in
riassicurazione (Aachen Re nel 1853, Frankfurt Re nel 1857, Swiss Re nel
1863 e Munich Re nel 1880), fu di grande importanza per le operazioni
assicurative e quindi per lo sviluppo dellindustria. Ovviamente, queste
specializzazioni portarono alla nascita di nuove forme di riassicurazione e
allutilizzo di meccanismi pi complicati per soddisfare esigenze diverse.
Il ventesimo secolo stato caratterizzato da unondata di nuove
compagnie di riassicurazione, fondate in numerosi paesi, e da un
incremento dellattivit riassicurativa delle compagnie gi esistenti. Oggi,
Standard & Poors conta circa 135 riassicuratori professionali in tutto il
mondo, e 2000 compagnie di assicurazione miste.

5
CAPITOLO 2
IL MERCATO ITALIANO


2.1 PREMESSA

I dati che sono presentati in questo capitolo provengono prevalentemente
da pubblicazioni (on-line e cartacee) delle riviste in bibliografia e da dati
personalmente concessimi, nella persona del dottor Marco Marfoli
dellufficio statistiche e studi attuariali dellANIA (Associazione
Nazionale delle Imprese di Assicurazioni). Gli elementi che saranno presi
in considerazione del mercato italiano, saranno lanalisi del tipo di
imprese che esercitano lattivit assicurativa, la composizione e i
movimenti di tale mercato suddiviso per rami, e alcuni elementi del
bilancio di una gestione assicurativa.

2.2 IMPRESE ESERCENTI LATTIVIT ASSICURATIVA IN ITALIA

Nel mercato assicurativo italiano rientrano molte compagnie, italiane e
rappresentanze estere; la classificazione delle imprese al dicembre 2002,
secondo le pubblicazioni ANIA, descritto come nella seguente tabella.

Tabella 2.1 imprese esercenti lattivit assicurativa in Italia
imprese italiane

societ per
azioni
mutue e
cooperative
rappresentanze
estere
totale
solo vita 84 0 14 98
solo danni 88 2 36 126
imprese
di
assicurazione multiramo 18 2 1 21
riassicuratori professionali 3 0 6 9

6
Rispetto al totale, il numero dei riassicuratori professionali (imprese
esercenti la sola riassicurazione) basso, solo 9. Ci significa che sono
pochissime le compagnie che si spingono ad intraprendere la sola attivit
riassicurativa, sia perch unattivit generalmente pi rischiosa di quella
assicurativa, sia perch necessita di alcune caratteristiche di cui non tutte
le compagnie dispongono. In dettaglio esse sono: una fama a livello
internazionale per poter acquisire parte dei rischi da tutto il mondo,
realizzando cos portafogli pi eterogenei e pi equilibrati (se una
compagnia si occupasse di riassicurazione solo in una nazione, correrebbe
il grosso rischio che un solo catastrofico evento la faccia fallire, cosa che
non accadrebbe con una diffusione territoriale pi ampia), e un capitale
molto elevato per far fronte a punte di sinistrosit effettiva non ordinaria.

2.3 COMPOSIZIONE DEL MERCATO ITALIANO DELLA RIASSICURAZIONE

I dati che lANIA mi ha gentilmente concesso di visionare riguardano
quattordici rami danni, con relativi premi di lavoro diretto e indiretto,
premi ceduti (a compagnie di riassicurazione) e retroceduti (dal
riassicuratore ad altri riassicuratori) e oneri relativi ai rischi assunti
(ceduti e retroceduti), in relazione ad un orizzonte temporale di 4 anni
1998, 1999, 2000 e 2001 gli unici anni per cui sono disponibili i dati
disaggregati per rami.
Gli oneri riguardano i sinistri dellesercizio in corso e i sinistri degli
esercizi precedenti, liquidati tardivamente.
Nella tabella 2 sono riportati in dettaglio questi dati
1
, gi inflazionati
secondo i tassi di inflazione ufficiali dellISTAT, per rendere
confrontabili i dati di anni diversi (lanno di riferimento cos il 2001).


1
I dati sono in milioni di euro

7
Tabella 2.2: tassi dinflazione
Anni 1998 1999 2000 2001
Tassi 1,8 1,6 2,6 2,7


Tabella 2.3: dati del mercato italiano per i rami danni
Ramo





j
Anno





t
Premi
diretti
e
indiret-
ti

j
t
P
Premi
ceduti
e
retroc.


R
j
t
P
Oneri
relativi
a
sinistri
ceduti,
retroc.
j
t
X
R
R
j
P
P
_
_

j
t
R
j
t
P
P

( )
j
X c
R
j
N
^
j
b
1998 1986 663 621 0,33
1999 1979 598 491 0,30
2000 2025 574 544 0,28
Altri
danni ai
beni 2001 2108 591 496 0,15 0,28 0,11 68 -0,01
1998 347 257 179 0,74
1999 244 181 249 0,74
2000 253 170 239 0,67
Corpi di
veicoli
maritti-
mi 2001 345 229 240 0,05 0,66 0,14 -17 0,08
1998 2210 702 330 0,32
1999 2056 606 372 0,29
2000 2091 605 661 0,29
Incen-
dio, e-
lementi
naturali 2001 2118 622 426 0,16 0,29 0,33 187 0,08
1998 371 160 123 0,43
1999 400 196 170 0,49
2000 428 173 131 0,40
Merci da
traspor-
to 2001 359 174 118 0,05 0,48 0,17 40 -0,03
1998 2030 229 90 0,11
1999 2109 230 260 0,11
2000 2203 274 258 0,12
R.C.
generale 2001 2349 295 309 0,07 0,13 0,42 28 0,13
1998 238 55 23 0,23
1999 244 57 22 0,23
2000 261 60 21 0,23
Assi-
stenza 2001 267 58 18 0,02 0,22 0,10 36 -0,03

8
1998 2779 195 102 0,07
1999 2800 198 100 0,07
2000 2867 236 144 0,08
Corpi di
veicoli
terrestri 2001 2947 242 134 0,06 0,08 0,18 98 0,01
1998 2604 383 220 0,15
1999 2559 321 203 0,13
2000 2622 319 210 0,12
Infor-
tuni 2001 2701 317 195 0,09 0,12 0,05 128 0,01
1998 149 26 25 0,17
1999 162 31 44 0,19
2000 175 34 137 0,19
Perdite
pecu-
niarie 2001 184 33 27 0,01 0,18 0,92 -27 0,16
1998 689 369 91 0,54
1999 599 313 96 0,52
2000 551 275 118 0,50
Cau-
zione 2001 581 290 165 0,08 0,50 0,29 194 0,08
1998 257 128 -22 0,50
1999 271 124 65 0,46
2000 325 136 76 0,42
Credito 2001 357 133 103 0,03 0,37 0,98 75 0,22
1998 1278 126 66 0,10
1999 1297 158 98 0,12
2000 1391 175 130 0,13
Malattia 2001 1454 186 139 0,04 0,13 0,31 53 0,06
1998 12643 581 621 0,05
1999 14016 658 812 0,05
2000 14891 781 917 0,05
R.C.
auto-
veicoli
terrestri 2001 15536 704 808 0,17 0,05 0,16
-
108 0,01
1998 282 102 74 0,36
1999 285 110 83 0,39
2000 360 170 101 0,47
Altri
rami 2001 339 128 53 0,03 0,38 0,26 49 -0,08
1998 27863 3976 2542 0,14
1999 29018 3781 3065 0,13
2000 30441 3981 3686 0,13
Totale 2001 31644 4001 3231 1,00 0,13 0,15 804 0,05



9
Dove
4
2001
1998
_
_

t
R
j
t
R
j
P
P media aritmetica dei premi ceduti per ramo j
4
2001
1998
_
_

t
j
t
j
P
P media aritmetica dei premi diretti e indiretti

Gli indici calcolati per ogni ramo sono:
R
R
j
P
P
_
_
percentuale del ramo j sul totale dei premi di riassicurazione
j
t
R
j
t
P
P
percentuale di cessione nellanno t per il ramo j
( )
( )
[ ]
j
t
t
j
t
t
j
X E
X Var
X c coefficiente di variazione degli oneri per il ramo j
4
2001
1998
2001
1998


t
j
t
t
R
j
t
j
X P
N guadagno medio annuale per il ramo j
( ) t Var
t
P
X
Cov
b
R
j
t
j
t
j

,
_

,
^
stima del parametro
j
b per la regressione di
R
j
t
j
t
P
X
da t

Considerazioni.

I tre rami altri danni ai beni, incendio ed elementi naturali, R.C.
autoveicoli, dei quattordici considerati, comprendono quasi il 50% del
volume totale dei premi ceduti (in riassicurazione).
Ma si pu notare che la percentuale di cessione in riassicurazione
allincirca del 5% per il ramo R.C. autoveicoli, e del 30% per gli altri due
rami, quindi in questi rami il totale dei premi ceduti maggiore per effetto
della grande quantit di premi diretti (di assicurazione).

10
Il ramo R.C. presenta un volume (medio sui quattro anni) dei premi ceduti
pari a 681 milioni di euro, in confronto a un volume dei premi diretti e
indiretti pari a pi di 14 miliardi di euro; gli altri due rami presentano
ciascuno un volume dei premi ceduti di pi di 600 milioni di euro, in
confronto a un volume dei premi diretti e indiretti pari a pi di 2 miliardi
di euro.
Negli altri rami con un volume di premi diretti e indiretti pari a pi di 2
miliardi di euro, la percentuale di cessione pi bassa, inferiore al 9%.
Tra tali rami, ne spiccano alcuni in cui pi alta la percentuale di premi
ceduti sul totale dei premi diretti, ossia i rami in cui si effettua di pi la
riassicurazione; sono il ramo corpo di veicoli terrestri che presenta
unaliquota di cessione pari al 70%, poi i rami cauzione, credito e
merci trasportate che presentano unaliquota di cessione dal 43% al
51%.
In termini assoluti, si nota un continuo aumento del volume dei premi
(ceduti e retroceduti) per i rami R.C. generale, corpi di veicoli
terrestri e malattia, con un aumento percentuale totale nei quattro anni,
rispettivamente del 29%, 24% e del 48%. Si nota invece una continua
diminuzione del volume dei premi (ceduti e retroceduti) solo nel ramo
infortuni con una diminuzione percentuale nei quattro anni del 17%.
In percentuale al volume dei premi diretti e indiretti, le cose cambiano un
po: c un continuo aumento della percentuale di cessione solo per il
ramo malattia e una continua diminuzione della percentuale di cessione
e retrocessione per i rami altri danni ai beni, infortuni e credito; in
questi ultimi tre rami si accentua quindi la propensione delle imprese a
conservare e gestire direttamente i rischi assunti.


11
Per quanto riguarda gli oneri relativi ai sinistri ceduti, si pu notare che i
rami con i valori pi grandi sono gli stessi tre rami che avevano maggior
volume di premi, come cera da aspettarsi.
Analizzando il coefficiente di variazione tra i vari anni, per ogni ramo, si
pu notare che i rami pi variabili sono il ramo credito e il ramo perdite
pecuniarie con coefficiente quasi unitario; poi di seguito tutti gli altri rami
con coefficiente di variazione minore di 0,41.
Effettuando il test di correlazione tra le variabili anno e rapporto oneri
premi, con livello di significativit pari a 0,1, si ottiene che c una
marcata correlazione negativa per il ramo assistenza e per il ramo altri
rami, quindi una significativa decrescenza dei risarcimenti, mentre vi
una marcata correlazione positiva (e quindi un significativo aumento dei
risarcimenti in proporzione ai premi) per i rami cauzione, credito e
malattia. Per i restanti rami non c una significativa correlazione tra le
due variabili considerate.
Per il ramo R.C. autoveicoli, c stata una passivit (oneri maggiori dei
premi) per ognuno dei quattro anni considerati, con una perdita media
allanno di 108 milioni di euro.
Per il ramo corpi di veicoli marittimi c stata passivit per tre anni, con
una perdita media allanno di 17 milioni di euro.
Per il ramo perdite pecuniarie c stata passivit per due anni, con una
perdita media allanno di 27 milioni di euro. anche il ramo in cui stata
registrata la pi alta perdita, in percentuale al livello di premi introitati;
infatti gli oneri nellanno 2000 sono stati di 133 milioni di euro, a fronte
di un introito di premi di circa 33 milioni (dati non inflazionati).
Tutti gli altri rami, compresi i rami R.C. generale e incendio ed
elementi naturali, che hanno registrato rispettivamente due e un anno di
passivit, hanno sempre segnato un attivo medio per anno. Ci significa
che, per questi rami, le perdite (relative alla semplice differenza tra premi

12
introitati e oneri sborsati) sono sempre state abbondantemente compensate
dai premi introitati.
Si riportano a titolo informativo, per gli anni dal 1999 al 2002, gli stessi
dati, per il ramo vita. Per questo ramo si deve ricordare per che, essendo
perlopi coperture su contratti pluriennali, non ha senso effettuare un
confronto diretto tra i premi ceduti e oneri dello stesso anno. Infatti,
essendo i dati relativi ai pagamenti effettuati nellesercizio in corso,
spesso accade che gli oneri sono i risarcimenti per coperture i cui premi
sono stati pagati diversi anni prima; e allo stesso modo, i premi sono per
coperture che potrebbero portare risarcimenti con molti anni di
differimento.
Poich nel mercato riassicurativo italiano intervengono compagnie estere
e italiane, ed essendo le compagnie italiane soggette al diretto controllo
dellANIA, i dati relativi al lavoro prettamente italiano (di imprese aventi
la sede legale in Italia) sono pi precisi e dettagliati, rispetto ai dati delle
rappresentanze di imprese estere.
Sotto, nella tabella 2.4, riguardante i dati del mercato italiano per il ramo
vita, si riportano, per gli stessi anni, gli stessi dati per il ramo danni.

Tabella 2.4: dati del mercato italiano per il ramo vita
Lavoro complessivo Lavoro italiano
Anno
t
Premi
diretti
Premi
indiretti
Risarci-
menti
diretti e
indiretti
Premi
diretti
Premi
indiretti
Risarci-
menti
diretti
Risarci-
menti
indiretti
1999 35617 1564 9514 35597 1365 8727 496
2000 39805 2013 14329 39784 1537 13314 655
2001 46352 2131 16774 46329 1622 15744 607
2002 55325 2068 22682 55298 1593 21539 728


13
Tabella 2.5: dati del mercato italiano per il ramo danni
Lavoro complessivo Lavoro italiano
Anno
t
Premi
diretti
Premi
indiretti
Risarci-
menti
diretti e
indiretti
Premi
diretti
Premi
indiretti
Risarci-
menti
diretti
Risarci-
menti
indiretti
1999 26419 3113 21532 26246 1591 19078 991
2000 28013 3388 22619 27875 1795 19839 1085
2001 30005 3330 24073 29926 1719 21344 1165
2002 32485 3505 23815 32417 1912 21284 1234

Per quanto riguarda le modalit riassicurative che vengono correntemente
utilizzate nel mercato italiano, si ha:
- la modalit in quota, impiegata spesso nelle assicurazioni credito,
cauzioni, incendio e responsabilit civile auto
- la modalit per eccedente di somma, largamente impiegata nelle
assicurazioni incendio, infortuni e trasporti.
- la modalit per risk excess of loss frequentemente impiegata nelle
assicurazioni di responsabilit civile
- la modalit aggregate excess of loss diffusamente impiegata nelle
assicurazioni grandine
- la modalit stop loss spesso utilizzata nelle assicurazioni contro le
catastrofi (in particolare contro le tempeste) e sulla salute

2.4 ALTRI ASPETTI DELLE GESTIONI ASSICURATIVE

I premi introitati e gli oneri sborsati non sono le uniche voci interessanti
di una gestione assicurativa. Altre voci importanti sono le spese di
gestione e le riserve tecniche.
Per il ramo danni, le riserve tecniche sono dei fondi non liberi, che
servono per coprire gli impegni derivanti dalla gestione tecnica (i
risarcimenti); sono principalmente la riserva premi, per rischi in corso e

14
per danni non ancora denunciati, e la riserva sinistri, per rischi non
liquidati, non pagati o non denunciati. Per il ramo vita, le riserve
matematiche al tempo t sono la differenza tra il valore attuariale in t delle
prestazioni eventuali e future dellassicuratore e il valore attuariale dei
premi ancora da introitare. In entrambi i casi, le riserve rappresentano il
debito che lassicuratore ha nei confronti degli assicurati, e sono quindi
lindicatore principale degli impegni futuri dellassicuratore. Ovviamente,
a fronte di tale debito vi laccantonamento dei premi gi incassati.
Quanto appena detto vale sia per il lavoro diretto (acquisizione dei
contratti di assicurazione direttamente sul mercato), sia per il lavoro
indiretto (premi ceduti in riassicurazione); le riserve nel caso di lavoro
indiretto rappresentano quindi il debito che il riassicuratore ha nei
confronti degli assicuratori che gli hanno ceduto dei rischi, a fronte del
pagamento dei premi di riassicurazione.
Le riserve da lavoro diretto e indiretto, per gli anni dal 1999 al 2002, sono
riportate nella tabella 2.6, con la seguente simbologia:
t
V riserva matematica, per il ramo vita
P
t
V riserva premi, per il totale dei rami danni
S
t
V riserva sinistri, per il totale dei rami danni

Tabella 2.6: Riserve matematiche (vita) e tecniche (danni)
Lavoro diretto italiano ed
estero
Lavoro italiano

Lavoro diretto Lavoro indiretto
Anno


t t
V
P
t
V
S
t
V
t
V
P
t
V
S
t
V
t
V
P
t
V
S
t
V
1999 150515 11434 39618 140592 10344 34411 6536 523 2600
2000 180708 11904 43765 167362 10871 38074 7784 547 3058
2001 210944 12785 46527 196375 11652 40467 8631 593 3328
2002 242983 13613 49135 227280 12447 43311 9151 488 2602

facile e ovvio intuire come le riserve, per il ramo vita e per il ramo
danni, per il lavoro diretto e indiretto, siano crescenti con i premi

15
incassati; infatti, se il volume dei premi aumenta, significa che sono
stipulate pi coperture o che le coperture sono pi onerose, e allora
ovvio che aumenti il debito di chi acquisisce i rischi, quindi le riserve.
La particolare osservazione che si pu fare riguarda i rapporti tra i premi e
le rispettive riserve. Non sono molto rilevanti le fluttuazioni di questi
rapporti, ma interessante vedere la differenza tra questi rapporti a
seconda del ramo (vita e danni) e per il lavoro diretto e indiretto; si ha
Per il ramo vita: per il lavoro diretto il rapporto si attesta attorno al
24% (da un minimo del 23,6% del 2001 ad un
massimo del 25,3% del 1999);
per il lavoro indiretto il rapporto si attesta attorno al
19% (da un minimo del 17,4% del 2002 ad un
massimo del 20,9% del 1999)
Per il ramo danni: per il lavoro diretto il rapporto si attesta attorno al
58% (da un minimo del 56,9% del 2000 ad un
massimo del 58,6% del 1999);
per il lavoro indiretto il rapporto si attesta attorno al
52% (da un minimo del 43,8% del 2001 ad un
massimo del 61,9% del 2002)
A parte la grande variabilit del rapporto premi riserve che si riscontra
per il lavoro indiretto nel ramo danni, evidentissima la differenza dei
rapporti a seconda del ramo: nel ramo vita i premi sono solo il 24%
delle riserve, mentre nel ramo danni i premi sono pi della met delle
riserve.
Per entrambi i rami si riscontra una diminuzione di questo rapporto,
passando dal lavoro diretto al lavoro indiretto; ci significa che, per
quanto riguarda il lavoro indiretto, i premi sono pi bassi in rapporto alle
riserve; ci si spiega con il fatto che i riassicuratori sono generalmente
meno avversi al rischio degli assicuratori, per cui i caricamenti inseriti nei

16
premi di riassicurazione sono proporzionalmente inferiori ai caricamenti
inseriti nei premi di assicurazione.
Laltra voce importante per i bilanci delle imprese costituita dalle spese
di gestione, riportate, per ramo e per lavoro diretto e indiretto, nella
seguente tabella.

Tabella 2.7: Spese di gestione
lavoro italiano lavoro complessivo
diretto indiretto
Anno vita danni vita danni vita danni
1999 3422 7249 3026 6211 367 475
2000 3854 7542 3398 6471 412 518
2001 3752 7858 3323 6891 351 499
2002 3762 8322 3405 7328 312 564

Le spese di gestione rappresentano un altro aspetto fondamentale per il
bilancio di unimpresa. Infatti, anche per i rami in cui c stata una
differenza positiva tra i premi e gli oneri (vedi tabella 2.3 e relativi
commenti), questa differenza non rappresenta il guadagno dei
riassicuratori: dovendo tenere in conto le spese di gestione, il bilancio
complessivo dei riassicuratori pu essere negativo anche a fronte di una
differenza positiva tra premi e oneri.

I bilanci per quanto riguarda il totale del lavoro diretto (al netto delle
cessioni in riassicurazione) e del lavoro indiretto solo per i riassicuratori
professionali sono riportati nelle seguenti tabelle.







17
Tabella 2.8: Conti economici per il mercato diretto italiano
CONTO TECNICO 1998 1999 2000 2001
Premi diretti e indiretti 61011 66965 75240 86197
Variazione riserve tecniche (-) 31919 27500 30047 32662
Utile investimenti 9941 7567 5435 3929
Oneri relativi ai sinistri (-) 29534 35583 38239 44332
Spese di gestione (-) 9167 9791 10208 10645
Altri proventi e oneri tecnici -420 -479 -117 -118
Risultato del conto tecnico vita e danni -88 1179 2064 2369

CONTO NON TECNICO 1998 1999 2000 2001
Altri proventi rami vita 593 876 436 726
Altri proventi rami danni 607 705 629 412
Saldo altri proventi altri oneri 168 -394 -1 -892
Risultato attivit ordinaria 1281 2366 3127 2615
Risultato attivit straordinaria 1397 1067 1204 2251
Imposte (-) 1195 1390 1454 1416
Risultato dellEsercizio 1483 2043 2877 3450

Tabella 2.9: Conto economico per i riassicuratori professionali
Conto tecnico 1998 1999 2000 2001
Premi indiretti 1212 1135 1447 1356
Variazione riserve premi (-) 268 193 230 196
Utile investimenti 210 159 219 176
Oneri relativi ai sinistri (-) 914 760 1083 934
Spese di gestione (-) 367 339 425 404
Saldo altri proventi ed oneri -8 7 -11 -12
Risultato -135 9 -83 -14

Conto non tecnico 1998 1999 2000 2001
Proventi 49 33 32 21
Saldo altri proventi ed oneri 12 -34 -20 -22
Risultato attivit ordinaria -75 8 -71 -15
Risultato attivit straordinaria 2 -151 109 -1
Imposte (-) 6 9 3 0
Risultato dell'esercizio -79 -152 35 -16

18
Dalla tabella 2.9 si ricava che i premi indiretti del lavoro italiano ed estero
raccolti dai riassicuratori professionali sono aumentati di anno in anno
(eccetto nellanno 1999), da 1212 milioni di euro del 1998 fino a 1356
milioni del 2001. La quota di mercato dei riassicuratori professionali sul
complesso del lavoro indiretto cresciuta (eccetto lultimo anno) dal 32%
del 1997, al 35,1% del 1998, al 35,7% del 1999, al 37,5% del 2000, per
scendere al 34,6% del 2001.
Il conto tecnico il conto delle entrate e uscite dellattivit riassicurativa
in s. Il risultato del conto tecnico, al netto della retrocessione, stato
generalmente negativo. Stesso discorso anche per il risultato
dellesercizio (per attivit non assicurative), positivo solo nel 2000.
Si intuisce dai dati come le spese di gestione siano decisive anche per il
bilancio di una compagnia di riassicurazione: infatti il risultato negativo
proprio a causa di queste spese, nonostante la differenza positiva tra premi
introitati e oneri pagati. Pi precisamente le perdite a causa delle spese di
gestione sono pi del 40% delle perdite a causa degli oneri pagati.

Tabella 2.10: Stato patrimoniale dei riassicuratori professionali
Attivo 1998 1999 2000 2001
Attivi immateriali 136 295 294 267
Investimenti 4118 4565 5109 5469
Riserve tecniche retrocessionari 899 1084 1196 1260
Crediti 679 630 590 632
Altri elementi dell'attivo 599 475 214 255
Totale 6431 7049 7403 7883

Passivo 1998 1999 2000 2001
Patrimonio netto 422 424 457 449
Riserve tecniche 4439 4896 5471 5874
Fondi e depositi da retrocessionari 336 305 431 465
Debiti ed altre passivit 1233 1424 1043 1094
Totale 6431 7049 7403 7883

19
Dello stato patrimoniale (vedi tabella 2.10) interessante, per capire la
gestione dellattivit riassicurativa, vedere soprattutto la voce delle riserve
e dei fondi e riserve di retrocessione. Esse rappresentano pi del 70% del
totale del passivo e provengono dai premi che i riassicuratori hanno
introitato, e costituiscono quindi la gran parte degli investimenti.
Le riserve tecniche relative ai rischi retroceduti sono invece da contare
allattivo: esse sono il debito dei riassicuratori retrocessionari nei
confronti degli assicuratori o riassicuratori cessionari. Da sole
rappresentano circa il 17% delle riserve totali. Ci significa
approssimativamente che i riassicuratori retrocedono il 17% dei rischi che
acquisiscono indirettamente dagli assicuratori.

20
CAPITOLO 3
TIPOLOGIE RIASSICURATIVE


3.1 PREMESSA

La riassicurazione un rapporto tra un assicuratore cedente, ossia un
assicuratore che cede parte o tutti i rischi localizzati presso di s, ad un
altro soggetto, chiamato cessionario. Questultimo pu essere un altro
assicuratore, con cui generalmente si mettono in comune parte dei rischi
assunti, oppure un riassicuratore professionale, la cui attivit consiste solo
nellacquisire parte dei rischi ceduti dallassicuratore.
Possono formarsi anche dei pool di riassicurazione, dove pi imprese
mettono in comune il proprio portafoglio e la totalit dei rischi viene
ripartita secondo opportuni criteri fissati. Le modalit di questo tipo
trattate, sono la riassicurazione di reciprocit, per le proporzionali, e
lADP per le non proporzionali. La coassicurazione un altro strumento,
simile alla riassicurazione, che permette a pi compagnie di raggiungere i
medesimi scopi raggiungibili con la riassicurazione, e che verr trattato
tra le tipologie riassicurative proporzionali, perch a queste assimilabile.
La cessione dei rischi in riassicurazione si chiama riassicurazione passiva,
mentre lassunzione si chiama riassicurazione attiva o lavoro indiretto
(perch non proveniente da acquisizione diretta sul mercato assicurativo).
La cessione dei rischi pu ovviamente attuarsi secondo varie tipologie,
diversi metodi, che portano a risultati e a problemi di valutazione
differenti. La pi importante differenza tra queste tipologie le distingue in
proporzionali e non proporzionali.
Nella riassicurazione proporzionale, lassicuratore e il riassicuratore si
accordano sulla ripartizione della copertura del rischio di ogni contratto

21
del portafoglio, secondo unaliquota
i
a da applicarsi ad una ben definita
quantit relativa al contratto i (es. intero risarcimento o massimale, per
danni, capitale sotto rischio o capitale assicurato, per vita). Ne consegue
che in proporzione vengono anche ripartiti il risarcimento relativo ai
sinistri verificati e il premio assicurativo, al netto delle spese di
acquisizione e della provvigione riconosciuta allassicuratore per il
trasferimento al riassicuratore di parte degli utili attesi.
Nella riassicurazione non proporzionale, invece, lassicuratore e il
riassicuratore si accordano su un importo monetario che corrisponde,
secondo la modalit scelta, al massimo risarcimento che lassicuratore
disposto ad effettuare. Non esiste quindi un rapporto diretto tra il premio
di riassicurazione pagato al riassicuratore e il rimborso ricevuto da questo.
Nella riassicurazione proporzionale lintervento del riassicuratore in caso
di sinistro certo, ma rimane aleatoria lentit (a parte casi specifici, ad
esempio per le assicurazioni vita con capitale fissato); in quella non
proporzionale invece non detto che vi sia lintervento del riassicuratore.
La differenza tra le due modalit sta nel fatto che nella riassicurazione
non proporzionale, la ripartizione del risarcimento relativo al singolo
sinistro individuata solamente a posteriori, cio una volta che si sia
verificato il sinistro, o, addirittura, anche dopo losservazione della
sinistrosit relativa al portafoglio, se la riassicurazione fissata per
portafoglio e non per polizze singole.
Ricapitolando quindi, la riassicurazione proporzionale attua la cosiddetta
ripartizione dei rischi, mentre quella non proporzionale attua la cosiddetta
ripartizione dei risarcimenti.
Nella pratica riassicurativa le forme proporzionali e quelle non
proporzionali sono spesso combinate tra loro, dando vita a riassicurazioni
miste. Le riassicurazioni non proporzionali vengono normalmente
stipulate per limitare superiormente il risarcimento a carico

22
dellassicuratore e sono di solito stipulate con dei riassicuratori
professionali; quelle proporzionali invece sono spesso usate quando
lobiettivo una omogeneizzazione dei rischi e possono essere anche
accettate dalle cosiddette imprese miste (che esercitano sia lattivit
assicurativa che quella riassicurativa).
La seconda distinzione riguarda la portata della riassicurazione: pu
essere riassicurazione individuale, a livello di singolo contratto, o globale,
a livello di portafoglio. La riassicurazione parziale comprende solamente
determinati sottoportafogli o collettivit.
Con la riassicurazione individuale, i due soggetti stabiliscono le varie
clausole del contratto, e lassicuratore deve presentare al riassicuratore
una relazione precisa e dettagliata riguardo tutte le informazioni pertinenti
al rischio in questione. Il riassicuratore, dopo aver esaminato i dettagli,
sceglier se accettare il rischio.
La riassicurazione globale, riguardando tutti i contratti del portafoglio,
non porta ad una selezione dei rischi, mentre quella individuale, poich la
modalit scelta in relazione al singolo contratto, pu portare ad una
selezione del rischio: lassicuratore, in questo caso, decide caso per caso
come riassicurare il rischio, nella modalit a lui pi favorevole, quindi
sfavorevole per il riassicuratore (cosa che non pu fare direttamente con
la riassicurazione globale).

Il rapporto tra lassicuratore cedente e il riassicuratore cessionario pu
avvenire secondo tre modalit dal punto di vista giuridico contrattuale.
1) Riassicurazione facoltativa. effettuata contratto per contratto,
secondo le esigenze dellassicuratore, ed vincolata alla libera
accettazione del riassicuratore. Riguarda quindi forme individuali.
Lassicuratore ricorre alla riassicurazione facoltativa principalmente in
due casi: quando la tipologia del rischio non rientra nei trattati stipulati

23
con i riassicuratori, o quando le somme da risarcire sono eccedenti
rispetto alla gestione ordinaria dei rischi.
2) Riassicurazione obbligatoria. Il rapporto tra le parti regolamentato
da un trattato di riassicurazione, che ne disciplina i fondamentali
aspetti (date dinizio e fine del rapporto, modalit riassicurativa, limiti
di ritenzione e accettazione, modalit di pagamento, provvigione di
riassicurazione ...); secondo questo tipo di trattati, lassicuratore
obbligato a cedere assegnate quote di rischi e il riassicuratore
obbligato ad accettarle. Oggetto di trattati obbligatori sono ovviamente
portafogli interi o sottoportafogli, per cui tutti i contratti appartenenti
ad essi sono soggetti alle stesse clausole contrattuali stabilite nel
trattato.
3) Riassicurazione facob. una forma intermedia; la differenza con
lobbligatoria sta solo nel fatto che il riassicuratore obbligato ad
accettare, entro i limiti stabiliti dal trattato, le quote di rischi che
lassicuratore decide liberamente di cedere di volta in volta.

Spesso, nella pratica riassicurativa, il riassicuratore non disposto ad
accettare lintera cessione dei rischi richiesta dallassicuratore. Pu allora
riservarsi di ricorrere ad un altro riassicuratore, trasferendo (retrocedendo)
a questo la parte di rischio che non disposto ad accettare.
Per descrivere gli aspetti tecnico attuariali delle varie tipologie
riassicurative, si considera un portafoglio costituito da n contratti, con
1
X ,
2
X , ,
n
X che esprimono i relativi risarcimenti aleatori a carico
dellassicuratore prima della riassicurazione, con riferimento ad un
orizzonte temporale di durata annuale (in caso di assicurazioni danni
saranno direttamente i valori assicurati o i massimali o il risarcimento
intero se il contratto a garanzia illimitata, mentre in caso di
assicurazione vita saranno i capitali relativi allanno considerato). La

24
riassicurazione relativa al singolo contratto i del portafoglio considerato,
pu essere descritta come una funzione ( ) .
i
l che, applicata al risarcimento
globale
i
X , restituisce la parte del risarcimento ceduto al riassicuratore e
che indicata con ( )
i i
R
i
X l X . La parte del risarcimento che resta alla
compagnia di assicurazioni, indicata con
C
i
X , quindi
( )
i i i
R
i i
C
i
X l X X X X .
In riferimento al risarcimento globale aleatorio,

n
i
i
X X
1
, si ha che il
risarcimento globale a carico del riassicuratore

n
i
R
i
R
X X
1
e quello a
carico della compagnia di assicurazioni

n
i
C
i
C
X X
1
.
Nei paragrafi seguenti, 3.2, 3.3 e 3.4, verranno trattate modalit
riassicurative comuni alle assicurazioni danni e alle assicurazioni vita. Le
assicurazioni danni hanno generalmente durata annuale, quindi oggetto
della riassicurazione sempre il valore assicurato nellanno, mentre, per
quanto riguarda le assicurazioni vita, ci sono modalit che interessano
singoli anni (che verranno trattate alla pari delle assicurazioni danni, nei
paragrafi 3.2, 3.3 e 3.4) e altre modalit riguardati durate pluriennali, che
verranno trattate nel paragrafo 3.5.

3.2 FORME RIASSICURATIVE PROPORZIONALI

Nelle modalit riassicurative proporzionali lassicuratore e il
riassicuratore si accordano sulla ripartizione della copertura dei rischi per
ogni contratto i , ripartendo proporzionalmente anche i premi incassati e i
risarcimenti pagati.
A livello di singolo contratto, i due soggetti devono semplicemente
accordarsi sullaliquota
i
a di conservazione (ritenzione) con 1 0
i
a , in
base alla rischiosit del contratto i .

25
La riassicurazione proporzionale a livello di un portafoglio (o di un
sottoportafoglio) con n contratti, si esplica invece in un vettore a di n
aliquote
i
a relative agli n contratti.
Le tradizionali tipologie riassicurative a livello di portafoglio sono la
riassicurazione in quota e la riassicurazione per eccedente di somma.
a) Riassicurazione in quota (quota-share). un tipo di riassicurazione a
livello globale, in cui lassicuratore e il riassicuratore si accordano su
unaliquota a di ritenzione, fissa per ogni contratto i e da applicarsi o
al risarcimento aleatorio del valore monetario assicurato o al
massimale di garanzia in caso di assicurazioni danni, o al capitale
assicurato in caso di assicurazioni vita.
allora ( ) ( )
i i i
X a X l 1 , per ogni i considerato, la parte di
risarcimento globale del rischio che deve essere pagata dal
riassicuratore. A livello di portafoglio si ha quindi che la parte di
risarcimento, pagata dal riassicuratore, :
( ) ( ) ( )X a X a X a X X
n
i
i
n
i
i
n
i
R
i
R



1 1 1
1 1 1

mentre lassicuratore conserva
aX X a aX X X
n
i
i
n
i
i
n
i
C
i
C


1 1 1

Questa modalit riassicurativa, semplicissima a fini operativi, riduce
ovviamente valor medio e variabilit dellesborso aleatorio; non
realizza invece un livellamento dei capitali assicurati, bens solo una
loro riduzione proporzionale. Perci, in relazione a rischi con garanzia
illimitata, non limita superiormente lesborso dellassicuratore.
consigliabile per compagnie giovani, in via di sviluppo, o per
compagnie che svolgono per la prima volta attivit in nuove branche.
Poich la loro esperienza limitata, spesso hanno difficolt nella
definizione del premio corretto e con la riassicurazione in quota il
riassicuratore prende parte del rischio di queste stime non corrette.

26
b) Riassicurazione per eccedente di somma (surplus). Con questa
modalit riassicurativa, lassicuratore e il riassicuratore si accordano
su un valore C , chiamato pieno di ritenzione, che rappresenta il
massimo valore, fisso per ogni contratto, del risarcimento che
lassicuratore disposto a pagare.
Volendo lassicuratore risarcire al massimo questo valore C , il
risarcimento a suo carico, in relazione ad un contratto con massimale o
valore assicurato
i
M inferiore al pieno C , lintero risarcimento,
quindi laliquota di ritenzione
i
a uguale a 1; in relazione ad un
contratto con
i
M maggiore del pieno C , invece, il risarcimento a
carico dellassicuratore unaliquota pari a
i
M
C
del risarcimento
complessivo.
Laliquota generica pu essere quindi scritta come

'

1 , min
i
i
M
C
a .
una copertura che si propone un diretto livellamento
proporzionale dei capitali assicurati, allo scopo di conseguire una
significativa riduzione della variabilit dellesborso aleatorio.

Per vedere meglio la differenza tra le due modalit, si pu ricorrere ad una
rappresentazione grafica, mettendo a confronto, sulla base di dieci
contratti con danni da rimborsare
i
V tra 0 e 1000 unit (che possono
essere centinaia o migliaia di euro), le due forme di risarcimento, in
termini assoluti e percentuali a carico dellassicuratore.
Vedi tabella 3.1, in cui il pieno C stato fissato a 500 unit (restano
quindi determinate le aliquote implicite di ritenzione
i
b e i massimi
importi a carico dellassicuratore
i
H , secondo il meccanismo
precedentemente illustrato), mentre nella riassicurazione in quota

27
laliquota di ritenzione a stata fissata al 75% (per cui restano
determinati i massimi esborsi a carico dellassicuratore
i i
aV G ).
Tabella 3.1
contratto i Vi bi Hi=bi*Vi Gi=0,75*Vi
1 927 0,54 500 690
2 878 0,57 500 650
3 787 0,64 500 590
4 654 0,76 500 490
5 508 0,98 500 380
6 485 1,00 485 360
7 352 1,00 352 260
8 243 1,00 243 180
9 119 1,00 119 80
10 65 1,00 65 40
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
0
200
400
600
800
1000
Hi
Gi
Vi

La modalit riassicurativa in quota riduce ovviamente il valor medio e la
variabilit dellesborso aleatorio, per singolo contratto e di portafoglio,
anche se non attua il livellamento dei capitali assicurati ritenuti, nel senso
in precedenza ricordato.
La riassicurazione per eccedente di somma si propone, invece, tale
livellamento dei capitali assicurati, conseguendo altres una significativa
riduzione del valor medio e della variabilit dellesborso aleatorio,
limitando sicuramente il massimo esborso dellassicuratore. La modalit
per eccedente di somma, inoltre, azzera completamente la probabilit di
rovina, se c un congruo capitale iniziale.


28
c) Riassicurazione di n-esimo eccedente. un metodo per formalizzare la
cessione di rischi a pi riassicuratori, generalizzando la modalit per
eccedente di somma. In relazione al valore (o capitale) assicurato V ,
lassicuratore e il riassicuratore si accordano sul pieno di
conservazione C (ovviamente minore di V ). Allora il valore V pu
essere visto come un multiplo intero del pieno C pi una parte
frazionaria: S nC V + , con N n , e il residuo [ ) C S , 0 . A carico
dellassicuratore rimane il pieno C , perci resta ancora da coprire un
importo pari a ( ) S C n C V + 1 .
Il riassicuratore pu decidere di coprire una parte del rischio pari a m
volte il pieno C e si ha che
se 1 n m c copertura totale del rischio da parte del
riassicuratore
se 1 < n m c copertura parziale del rischio, per la cui parte
rimanente, lassicuratore deve ricorrere ad un altro
riassicuratore, se vuole conservare solo il pieno C
Se invece la modalit scelta la riassicurazione in quota,
lassicuratore, una volta scelta laliquota di conservazione a (valida
per ogni contratto), deve cedere la restante quota a 1 ad un unico
riassicuratore o, divisa in pi quote con totale a 1 , a pi
riassicuratori.

Altre modalit riassicurative innovative hanno una struttura
sostanzialmente diversa, per cui non necessaria la definizione di un
massimo esborso: sono modalit attuabili da pi compagnie, adatte per
pool di riassicurazione. Una modalit di un certo rilievo la
riassicurazione di reciprocit.


29
d) Riassicurazioni di reciprocit. Sono modalit riassicurative che
riguardano un rapporto tra due o pi compagnie di assicurazione, che
effettuano una reciproca cessione di parte dei rischi acquisiti sul
mercato secondo aliquote fissate, per diminuire la variabilit
dellesborso globale aleatorio.
Un esempio particolare il seguente.
Si considerano due compagnie di assicurazioni, A e B . Ognuna di
esse ha gi acquisito sul mercato un certo numero di contratti e
incassato un certo volume di premi, e siano essi
A
P e
B
P .
Le due compagnie mettono in comune tutti i rischi acquisiti sul
mercato: la compagnia A trattiene, del volume totale dei premi
B A
P P + , laliquota
B A
A
P P
P
a
+
, mentre la compagnia B trattiene
laliquota
B A
B
P P
P
a
+
1 .
Alla compagnia A rimane il volume di premi che ha acquisito,
infatti ( )
A B A
P P P a + ; analogo discorso vale per la compagnia B
che trattiene, a titolo di premi, ( ) ( )
B B A
P P P a + 1 . Poich ogni
compagnia trattiene il volume dei premi che ha incassato, non c
bisogno di nessun trasferimento di denaro per applicare questa
modalit riassicurativa.
Seguendo la logica delle riassicurazioni proporzionali, la compagnia
A si fa poi carico dellaliquota a del risarcimento globale,
B A
X X + e
la compagnia B dellaliquota a 1 .
Con questa strategia, ogni compagnia mantiene il valore atteso del
guadagno netto ma riduce fortemente la variabilit dellesborso
globale aleatorio.



30
Pi dettagliatamente:
definite ( )
A
X
2
e ( )
B
X
2
le varianze dei portafogli delle compagnie
prima della riassicurazione, ( )
AR
X
2
e ( )
BR
X
2
le varianze dopo la
riassicurazione di reciprocit,
( )
( )
A
B
X
X
b
2
2
2

,
( )
( ) ( )
B A
B A
X X
X X

,
, si ha
( ) ( ) ( )
A AR
X b b a X
2 2 2 2
2 1 + +
( ) ( ) ( )
B AR
X
b
b b
a X
2
2
2
2 2
2 1
1

,
_

+ +

La compagnia A riduce la varianza se ( ) 1 2 1
2 2
< + + b b a
La compagnia B riduce la varianza se
( )
2 2
2
1
1 2 1
a b
b b

<

,
_

+ +

Con lipotesi che 0 , la riduzione di varianza funzione
decrescente di b per A, crescente per B ; le implicazioni che questa
modalit riassicurativa ha sulle due compagnie sono di verso
contrario, per le due compagnie.
Laccordo ottimo pu essere allora quello che comporta unuguale
riduzione percentuale di varianza:
( ) ( )
( )
( ) ( )
( )
B
BR B
A
AR A
X
X X
X
X X
2
2 2
2
2 2

.
Tale obiettivo si realizza in corrispondenza del valore
b
a
+

1
1
, cio
per
( )
( )
B
A
B
A
X
X
P
P

. Perci due compagnie con pressoch uguali raccolta


premi e scarto quadratico medio degli oneri aleatori, traggono il
massimo vantaggio dallaccordarsi sullaliquota a al 50% (ogni
rischio sarebbe equamente ripartito tra A e B ).




31
e) Coassicurazione. La coassicurazione un altro strumento che permette
allassicuratore di raggiungere i medesimi scopi che raggiunge con la
riassicurazione, principalmente la minimizzazione della probabilit di
guadagno negativo e di rovina.
In breve, con la coassicurazione, lassicuratore assume ogni rischio in
compartecipazione con altri assicuratori o operatori (coassicuratori),
riducendo la sua esposizione.
Lo schema molto semplice: si stabilisce un gruppo di k imprese che
si dividono il rischio frazionato integralmente. Qualche elemento di
difficolt pu essere ravvisato solo nel calcolo della percentuale di
caricamento per spese che vanno allimpresa delegataria.
Il ricorso alla coassicurazione una soluzione, per, che frutto di
una scelta suggerita (o imposta) da opportunit commerciali prima
ancora che da valutazioni tecniche.

3.3 FORME RIASSICURATIVE NON PROPORZIONALI

Le forme riassicurative non proporzionali possono essere definite a livello
di contratto o a livello di portafoglio. Non sono di preminente interesse
nellambito delle assicurazioni sulla durata di vita, per il fatto che i
risarcimenti sono spesso fissi ( fissato un capitale C da corrispondere,
e fissare unaliquota o determinare il massimo risarcimento a carico
dellassicuratore identico) e non fortemente variabili (come nelle
assicurazioni danni). Lunica forma riassicurativa non proporzionale
interessante per le assicurazioni vita la cosiddetta riassicurazione
catastrofale.

Le principali modalit riassicurative non proporzionali sono basate sulla
determinazione di un certo valore che esprima, direttamente (come

32
valore) o indirettamente (dipendente da altri valori), il massimo impegno
che lassicuratore disposto a garantire nel risarcimento. Ci sono
principalmente due forme riassicurative: Excess of Loss e Stop Loss.
a) Riassicurazione Excess of Loss. Lassicuratore e il riassicuratore si
accordano, in genere, su due valori: uno, chiamato priorit e indicata
con L , il massimo valore che resta comunque a carico
dellassicuratore, oltre il quale interviene il riassicuratore; laltro,
chiamato portata e indicato con Q, il massimo valore che il
riassicuratore disposto a pagare. Per capire meglio, la priorit del
contratto riassicurativo pu essere assimilata ad una franchigia di un
contratto assicurativo, mentre la portata pu essere vista come il
massimale. Ovviamente, come nel contratto assicurativo, pu mancare
la portata (che equivale a porla a + ) o la priorit (che equivale ad
annullarla).
La modalit riassicurativa excess of loss pu essere definita a vari
livelli (individuale, globale ) e quindi assumere diversi nomi:
1) Risk excess of loss. La priorit
i
L e la portata
i
Q sono fisse per
ogni contratto i e definite a livello di ogni h -esimo sinistro
i h
Y
,
del
contratto i considerato. Si ha per ogni h e per ogni i
- se
i i h
L Y
,

i h
C
i h
Y Y
, ,
0
,

R
i h
Y
- se
i i i h i
Q L Y L +
,

i
C
i h
L Y
,

i i h
R
i h
L Y Y
, ,

- se
i i i h
Q L Y + >
,

i i h
C
i h
Q Y Y
, ,

i
R
i h
Q Y
,

oppure, in forma chiusa:
( ) { }
i i i h
R
i h
Q L Y Y , min
, ,
+

{ } { }
i i h i i h
C
i h
Q Y L Y Y +
, , ,
, 0 max , min
Per capire meglio come i due soggetti intervengono nel
risarcimento di questo sinistro, secondo la sua entit, si pu
osservare il seguente grafico con limporto del danno Y sulle

33
ascisse, relativo alle funzioni con cui il risarcimento viene
suddiviso tra assicuratore e riassicuratore.
Grafico 3.1

A livello di contratto i , se
i
N il numero di sinistri, si ha

i
N
h
C
i h
C
i
Y X
1
,
e

i
N
h
R
i h
R
i
Y X
1
,

Da notare che per le assicurazioni sulla vita, con un capitale
prefissato, la modalit riassicurativa per risk excess of loss
coincide con la modalit per eccedente di somma. In tale ambito si
riscontra limpiego di questa modalit riassicurativa per
assicurazioni di invalidit (la prestazione pu variare sensibilmente
essendo commisurata alla gravit del sinistro o al grado di
invalidit), oppure per le rendite (lintervento del riassicuratore pu
essere previsto quando il periodo del pagamento delle rate della
rendita eccede unassegnata durata massima).
2) Catastrophe excess of loss. Questa modalit copre il rischio che un
unico evento produca un numero aleatorio D di sinistri e
conseguente esborso
D
X . Viene anche qui fissata la priorit
C
L e
la portata
C
Q , per la copertura dei sinistri derivanti da questunico
evento, come pu essere un incidente in unarea industriale o un

34
terremoto. Questo evento anche definito come catastrofale se
limporto dei risarcimenti supera certe soglie ed consistente il
numero dei sinistri provocati. Si ha
( ) { }
C C
D
R
D
Q L X X , min
+

{ } { }
C
D
C
D
C
D
Q X L X X + , 0 max , min
Per le assicurazioni sulla vita (ma applicabili comunque anche alle
assicurazioni contro i danni, relativamente ai sinistri incorsi), sono
poi previsti due modelli particolari
fissato il valore
cons
d , ossia il massimo numero di decessi
(sinistri) a carico della cedente, perci:
- a carico della cedente rimane

'

D
cons
D
X
D
d
X , min
- a carico del riassicuratore rimane

'

D
cons
X
D
d D
, 0 max
fissato il valore
cons
x , ossia il massimo esborso a carico della
cedente, per cui:
- a carico della cedente rimane { }
cons
D
x X , min
- a carico del riassicuratore rimane { }
cons
D
x X , 0 max
3) Aggregate excess of loss. La priorit
G
L e la portata
G
Q sono
definite a livello di portafoglio (quindi globale). Ricordando che
vale un discorso analogo a quello fatto per la modalit excess of
loss a livello di rischio, si riportano solo le espressioni dei
risarcimenti in forma chiusa:
( ) { }
G G R
Q L X X , min
+

{ } { }
G G C
Q X L X X + , 0 max , min
Se non fissato un limite per la portata questa modalit si rivela
molto cautelativa per lassicuratore, in quanto limita lesborso
aleatorio; comporterebbe invece unelevata rischiosit per il

35
riassicuratore, che in questo caso richieder un caricamento di
sicurezza pi consistente.

Si considera adesso un tipo di modalit riassicurative non pi basate su
importi monetari certi, che limitano lesborso dellassicuratore, ma basate
su altre grandezze che incidono indirettamente sui rischi conservati.

b) Riassicurazione Stop Loss. Con questa forma riassicurativa, il
riassicuratore si impegna a rifondere, a fine esercizio, allassicuratore
parte delle eventuali perdite della gestione assicurativa, quando queste
si originino dal superamento di un certo rapporto convenuto,
SP
r , tra i
risarcimenti pagati nellesercizio e i premi lordi incassati (si
considerano solo i premi e i risarcimenti di competenza allanno
considerato, e non quelli provenienti da liquidazioni o denunce
tardive). In tal modo si limita sempre lesborso dellassicuratore, ma,
invece che definire direttamente il massimo esborso, questo viene
individuato indirettamente con il valore
SP
r . La differenza sostanziale
con le altre tipologie riassicurative che qui, il massimo esborso che
lassicuratore accetta di risarcire individuato solo al momento
dellindividuazione del totale dei premi incassati nellanno (indicati
con P ).
Allassicuratore spetta quindi quella parte dei risarcimenti tale che il
rapporto tra il risarcimento pagato e i premi incassati, sia al massimo
SP
r . Il rapporto tra il risarcimento e i premi incassati alla fine
dellanno, per lassicuratore,

'

SP C
r
P
X
r , min
e per il riassicuratore

'


SP R
r
P
X
r , 0 max .


36
Identificati i valori
C
r e
R
r , i risarcimenti a carico dei soggetti sono
P r X
C C
e P r X
R R
, cio
se
SP
r
P
X
X X
C
0
R
X
se
SP
r
P
X
> P r X
SP C
P r
P
X
X
SP C

,
_


Questa modalit riassicurativa procurerebbe dei vantaggi per
lassicuratore se non comportasse una consistente esposizione per il
rischio del riassicuratore (quindi un premio di riassicurazione alto),
difficilmente realizzabile a livello di intero portafoglio. invece
spesso impiegata come copertura di particolari sottoportafogli molto
rischiosi. Il rischio per il riassicuratore, pu derivare anche da un
possibile comportamento dellassicuratore che, pur di incrementare il
proprio volume di premi e sentendosi fortemente coperto, potrebbe
non curare troppo oculatamente le assunzioni dei rischi.

Nelle forme di riassicurazione non proporzionale occorre tenere conto
delle conseguenze dellinflazione, che pu far s che il risarcimento
relativo a un sinistro che colpisce uno o pi rischi superi, al momento
della liquidazione (che il momento della determinazione del
risarcimento), la priorit o la portata inizialmente fissata. Questa
evenienza si manifesta, in particolar modo, se la liquidazione dei sinistri
notevolmente differita nel tempo.
Per fronteggiare questa evenienza, oltre a varie clausole di rivalutazione
che si possono istituire nei contratti di riassicurazione (clausola di
stabilit, per cui viene effettuata un indicizzazione dei valori), sono
previste alcune coperture che limitano lesborso dellassicuratore. Tali
coperture sono basate sui sinistri effettivamente verificatisi e ordinati
secondo lammontare dei risarcimenti, quindi aleatori al momento della
stipula del contratto di riassicurazione.

37
Per trattare le suddette modalit riassicurative, bisogna utilizzare una
simbologia leggermente diversa: si considerano gli importi
( ) 1
X , ,
( ) N
X
dei risarcimenti degli N sinistri, ordinati in senso non crescente, per cui si
ha che
( ) ( ) N
X X ...
1
; rimangono valide le definizioni date per
( )
( )
i i
X l ,
( )
C
i
X ,
( )
R
i
X ,
C
X ,
R
X . Fissato questo aspetto, si possono ricordare
principalmente due tipologie riassicurative: ECOMOR e LCR.

c) Riassicurazione E.CO.MO.R. (Excdent du COut MOyen Relatif)
Questa garanzia opera come la garanzia Excess of Loss, assumendo
come priorit limporto dell m-esimo pi grande sinistro, ossia
( ) m
X ,
per cui sono a carico del riassicuratore gli importi eccedenti tale
priorit. La soglia aleatoria al momento della stipula e, dipendendo
dal valore m concordato, potr determinarsi solo alla fine del periodo
considerato. A tale epoca si ha
( ) ( )
{ }
) (
, min
m i
C
i
X X X e
( ) ( ) ( )
{ }
m i
R
i
X X X , 0 max e, aggregando,
( ) ( )
+
+
N
m i
i m
C
X X m X
1
e
( ) ( )
( )


m
i
m i
R
X X X
1
.
La modalit considerata soddisfa lesigenza dellassicuratore di
tutelarsi contro leventualit di grossi esborsi monetari, anche se non
in modo noto a priori nella effettiva entit.
d) L.C.R. (Largest Claims Reinsurance) Con questa modalit, vengono
posti interamente a carico del riassicuratore interamente gli importi
degli m (valore sempre concordato nel trattato di riassicurazione)
maggiori risarcimenti. Risulta pertanto
( )
+

N
m i
i
C
X X
1
e
( )

m
i
i
R
X X
1

Ancor pi della precedente, questa modalit riassicurativa permette
allassicuratore di tutelarsi contro leventualit di grossi esborsi
monetari ma risulta pi gravosa per il riassicuratore, con conseguenze
talvolta pesanti negli oneri di riassicurazione.

38
Ci sono anche delle coperture riassicurative basate solamente sullentit
degli utili della compagnia, a fine anno, senza fare riferimento ad alcun
valore che limiti lesborso. Una delle principali coperture in questo senso
il modello ADP.
e) ADP. Questa copertura riassicurativa basata su un trattato tra due
compagnie, chiamate A e B . Per ognuna di queste compagnie, si va a
vedere il rapporto complessivo, a fine anno, tra i risarcimenti pagati e i
premi introitati.
Se, per una compagnia, questo rapporto compreso nellintervallo
( )
2 1
1 , 1 + , con i valori
1
ed
2
positivi fissati nel trattato, non ci
saranno trasferimenti. Se tale rapporto minore del valore inferiore,
1
1 , la compagnia in attivo, e si procede ad un trasferimento di utili
allaltra compagnia. Se esso invece maggiore del valore superiore,
2
1 + , la compagnia in forte passivo, e ci sar un trasferimento a suo
favore da parte dellaltra compagnia, per ripartire le perdite subite.
Quanto detto vale per entrambe le compagnie, per cui ci sono 3 3 = 9
esiti possibili in questo rapporto contrattuale: ovviamente se entrambe
sono in perdita netta questo rapporto riassicurativo non comporta
nessuna utilit, ma se una compagnia in passivo e laltra in attivo, il
rapporto consente un riequilibrio dei risultati economici.
f) Riassicurazione per layer.
Per contratti a garanzia illimitata o con massimale elevato, la cedente
pu, analogamente alle coperture proporzionali, frazionare la copertura
in eccesso alla prima priorit L in pi fasce (layers), in relazione ad una
molteplicit di riassicuratori, a cui pensa di rivolgersi.
Se M il massimale prefigurato per il rischio e se M L < , si pone:
S nL M + con N n e L S < 0
La massima copertura che lassicuratore pu richiedere L M .
Quando il riassicuratore disposto a coprire parzialmente lintero

39
rischio L M , per una portata pari a Q (supposto multiplo m-esimo
della priorit L : mL Q ), si hanno i due seguenti casi
- se n m lintero importo da riassicurare rientra nella sfera di
competenza del riassicuratore
- se n m < limporto che allassicuratore rimane ancora da localizzare
presso un altro riassicuratore ( ) S L m n mL L M + 1
In tal modo lassicuratore fraziona la copertura in eccesso alla priorit
L in due o pi layers.

3.4 FORME RIASSICURATIVE MISTE

Le modalit riassicurative miste, per singoli contratti o a livello di
portafoglio, possono essere combinazioni di modalit proporzionali
(punto a), combinazioni di modalit non proporzionali (punto b), o ancora
combinazioni di modalit proporzionali e non proporzionali (punto c).
a) Riassicurazioni proporzionali miste. Si tratta di modalit riassicurative
composte da combinazioni delle precedenti modalit proporzionali.
trattato solo un caso particolare, quello per cui lassicuratore
conserva per ogni contratto unaliquota b e, per la parte restante,
stabilisce un pieno C ; allora laliquota di conservazione
i
a effettiva,
che implicitamente applicata pu essere scritta come
{ }
i i
M C b a , min . Laliquota di conservazione
i
a varia al variare della
relazione tra il massimale
i
M e il pieno C ; sempre minore di b e
pi precisamente : b a
i
se C bM
i
<
M C a
i
se C bM
i

b) Riassicurazioni non proporzionali miste. Sono delle combinazioni delle
varie tipologie non proporzionali, trattate nel paragrafo precedente.
Verranno illustrate brevemente solo due tra tutte le possibili.

40
1) Lassicuratore, con riferimento ad un portafoglio, pu stabilire una
priorit L e una portata Q, e successivamente utilizzare una
copertura Stop Loss, stabilendo un rapporto massimo
SP
r ; si ha
( ) { }

'

+
SP R
r
P
X
P
Q L X
r , 0 max
, min

{ } { }

'
+

SP C
r
P
Q X L X
r ,
, 0 max , min
min
Nel caso pi semplice (e spesso utilizzato) in cui non ci sia la
portata, la parte complessiva dei rischi che rimane a carico
dellassicuratore minore della priorit L ed tale che il rapporto
sinistri conservati premi sia inferiore a
SP
r ; graficamente, in
relazione ad ogni possibile realizzazione della coppia risarcimento
premi, la parte che rimane a carico dellassicuratore quella
sotto la spezzata, definita dalla priorit L e dalla retta P r
SP
.
Grafico 3.2

2) Lassicuratore pu combinare le modalit per risk (con
i
L e
i
Q
per n i ... 1 ) e aggregate excess of loss (con L e Q). Sono
( ) { }

+
+
n
i
R
i
R
X Q L X X
1
, min , dove
R
i
X
( ) { }


+

i
N
h
i i i h
R
i
Q L Y X
1
,
, min

41
{ } { } Q X L X X
C
+ , 0 max , min , dove X
{ } { } [ ]


+
n
i
N
h
i i h i i h
n
i
C
i
i
Q Y L Y X X
1 1
, ,
1
, 0 max , min
c) Riassicurazioni miste. Delle molteplici combinazioni, trattata solo la
cosiddetta Excess of loss modificato, la pi diffusa nella pratica
riassicurativa. Lassicuratore adotta una copertura aggregate excess
of loss con priorit
G
L ed una copertura proporzionale con aliquota di
ritenzione a . Si ha
{ } { }
G G C
L X a L X X + , 0 max , min
( ) { }
G R
L X a X , 0 max 1
Il risarcimento a carico dellassicuratore, a seconda della realizzazione
X , , nel seguente grafico, la parte sotto la spezzata.

Grafico 3.3

Per il riassicuratore questa forma mista pu essere preferita rispetto
alla semplice aggregate excess of loss, perch coinvolge limpegno
dellassicuratore anche quando superata la soglia
G
L .
Si segnala che con analogo criterio pu essere costruita una copertura
stop loss modificato.



42
3.5 ALTRI MODELLI ESCLUSIVI PER RAMO O PER ALTRE GRANDEZZE

Per trattare la modalit riassicurativa seguente, bisogna introdurre il
concetto di riserva matematica e di premio di rischio.
Chiamando, per un assicurazione generica sulla vita su una testa,
[ ] t,n est Pr il valore attuariale delle prestazioni dellassicuratore relative
allintervallo da t a n , e [ ] n t emi , Pr il valore attuariale dei premi relativi
allintervallo da t a n , si definisce
Riserva matematica in t : [ ] [ ] n t emi n t est V
t
, Pr , Pr
La differenza considerata rappresenta il debito dellassicuratore verso
lassicurato.
Focalizzando lattenzione sulla parte libera (premi di risparmio) dei premi
incassati dallassicuratore, la riserva matematica rappresenta anche il
capitale maturato allepoca t a fronte dei premi di risparmio.
Analizzando un contratto caso morte, cio con corresponsione di un
capitale
1 + t
C in caso di decesso tra t e 1 + t , con la probabilit
t x
q
+
che
lindividuo considerato (di et x alla stipulazione del contratto) muoia tra
t e 1 + t , dietro pagamento del premio
1 + t
P da parte dallassicurato
allinizio dellanno 1 + t , si pu ottenere lequazione ricorrente di Kanner
per il calcolo della riserva matematica:
( )( ) ( )
1 1 1 1
1
+ + + + +
+ + +
t t x t t t t
V q V C i P V
dove i il tasso tecnico e di valutazione del rapporto assicurativo.
Da tale relazione appare che con limporto
1 +
+
t t
P V , capitalizzato per un
anno, lassicuratore deve coprire limpegno di costituzione della riserva al
tempo 1 + t , e quello aleatorio (tramite
t x
q
+
) di integrare la riserva
(detenuta in 1 + t ) per corrispondere il capitale
1 + t
C in caso di decesso.
Nel caso che levento si verifichi, lassicuratore dovr far fronte al
pagamento del capitale, ricorrendo a fonti diverse dalla riserva, ovvero

43
1 1 + +

t t
V C limporto che lassicuratore rischia di dover pagare ricorrendo
al proprio capitale netto. Esso anche detto capitale sotto rischio e
indicato con:
1 1 1 + + +

t t t SR
V C C .
Fissati questi concetti, si pu allora introdurre la seguente copertura.

a) Contratti vita pluriennali. La definizione di una forma riassicurativa
applicabile ad un contratto pluriennale richiede la specifica
delloggetto della cessione: capitale sotto rischio o capitale assicurato.
Sono infatti dette a premio di rischio le forme riassicurative in cui
oggetto della cessione in riassicurazione il capitale sotto rischio nei
vari anni di contratto. Sono invece chiamate a premio commerciale
le forme riassicurative basate su una ripartizione in assegnata misura,
tra cedente e riassicuratore, del capitale assicurato e di tutte le altre
componenti contrattuali (ne consegue, indirettamente, anche la
ripartizione del capitale sotto rischio nei vari anni di contratto).
La riassicurazione a premio commerciale, avendo le assicurazioni
vita generalmente per oggetto un valore fisso per tutta la durata del
contratto, pu essere attuata mediante le stesse modalit descritte nei
paragrafi 3.2, 3.3, 3.4.
Nelle riassicurazioni a premio di rischio, invece deve essere diviso tra
i due soggetti il capitale sotto rischio. Fissata laliquota
t
b , conservata
dalla cedente nel periodo t , in caso di decesso, il risarcimento
a carico della cedente ( )
t t t t
V V C b +
a carico del riass.re ( )( )
t t t
V C b 1
dove
t
C il capitale per lassicurazione caso morte e
t
V la riserva
matematica al tempo t .

44
Il riassicuratore richiede un premio variabile in base alla parte
trattenuta
t
b e alla probabilit che lassicurato, di et x , sopravviva
per altri t anni,
t x
p
+
.
Fissato dallassicuratore il pieno di conservazione
cons
C , si hanno
principalmente due modalit:
1 RRM: C C b
cons
t

( )
t t
cons C
V C V C X + 1 e ( ) C V C V C X
t
cons
t
R
1
2 CRM:

'

1 , min
t SR
cons
t
C
C
b
{ }
t
cons
t SR
C
V C C X + , min e { } 0 , max
cons
t SR
R
C C X
Il capitale sotto rischio conservato costante finch il capitale sotto
rischio riassicurato positivo; quando si annulla, la riassicurazione
cessa.
Per capire meglio il trattamento del capitale sotto rischio conservato,
che le due modalit appena descritte producono, si pu analizzare il
loro effetto, in relazione a tre contratti con capitali iniziali sotto rischio
pari a 750, 1000 e 1500, su un orizzonte temporale di dieci anni. Il
capitale sotto rischio
t RS
C (e i conseguenti capitali sotto rischio
conservati), ovviamente decrescente nellarco del tempo.

45
Tabella 3.2
n
Crisc i=1 Crisc i=2 Crisc i=3
1 750 1000 1500
2 667 889 1333
3 583 778 1167
4 500 667 1000
5 417 556 833
6 333 444 667
7 250 333 500
8 167 222 333
9 83 111 167
10 0 0 0
n aliquota di ritenzione = 0,6
RRM i=1 RRM i=2 RRM i=3
1 450 600 900
2 400 533 800
3 350 467 700
4 300 400 600
5 250 333 500
6 200 267 400
7 150 200 300
8 100 133 200
9 50 67 100
10 0 0 0
n capitale conservato = 600
CRM i=1 CRM i=2 CRM i=3
1 600 600 600
2 600 600 600
3 583 600 600
4 500 600 600
5 417 556 600
6 333 444 600
7 250 333 500
8 167 222 333
9 83 111 167
10 0 0 0
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
0
500
1000
1500
Prima di Riassicurazione
i=1
i=2
i=3
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
0
500
1000
1500
Riassicurazione RRM
i=1
i=2
i=3
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
0
500
1000
1500
Riassicurazione CRM
i=1
i=2
i=3

La differenza di effetto nella riduzione dei capitali conservati, secondo
le due modalit, analoga alla differenza che c nel trattamento del
massimo esborso possibile, analizzato nel paragrafo 3.2, con la
modalit in quota e la modalit per eccedente di somma. facile
intuire la maggiore efficacia, ai fini della riduzione del rischio

46
demografico, della modalit CRM, in quanto attua un livellamento del
capitale sotto rischio conservato nei vari anni di contratto.
b) Provvigione di riassicurazione. La cessione di quote dei rischi al
riassicuratore determina il trasferimento presso questultimo di parte
degli utili inizialmente attesi da parte dellassicuratore. A fronte di tale
trasferimento il riassicuratore riconosce allassicuratore una
provvigione di riassicurazione, con cui partecipa anche alle spese di
acquisizione e gestione sostenute.
La provvigione generalmente espressa come una percentuale del
premio di riassicurazione; pu essere decisa a priori, e quindi essere
fissa, oppure a posteriori, consistente in una parte fissa, provvisoria e
immediata, successivamente adeguata con una parte variabile a fine
rapporto, secondo i metodi di calcolo scelti nel trattato. Questa parte
variabile della provvigione, se, come spesso accade, direttamente
proporzionale alla percentuale tra risarcimenti e premi, pu anche
essere vista come un modo per premiare lassicuratore per la bassa
sinistrosit dei rischi ceduti, e viceversa.
La percentuale considerata nella provvigione scalare in genere data
dal rapporto tra competenza sinistri e competenza premi (cio di
competenza allanno considerato), e non dai sinistri e dai premi pagati
in quellanno.
Poich con la riassicurazione in quota il riassicuratore ottiene di norma
utili pi consistenti rispetto ad altre forme riassicurative, la
provvigione riconosciuta allassicuratore generalmente pi elevata
che nelle altre forme di riassicurazione, come ad esempio nella
copertura per eccedente di somma; con questultima si trasferiscono al
riassicuratore solo i rischi pi grandi, che spesso sono i pi pericolosi,
per cui il caricamento di sicurezza che il riassicuratore lascia alla
compagnia minore.

47
c) metodi di calcolo del premio di riassicurazione
1) Burning cost. Ai fini della determinazione del premio di
riassicurazione, nelle riassicurazioni non proporzionali, in
particolare per la modalit Excess of Loss, si considera
frequentemente lapplicazione di un tasso di premio, chiamato
tasso di burning cost, ottenuto a posteriori (in riferimento ad un
orizzonte temporale di m anni, con m in genere uguale a 3 o 4)
come rapporto tra i risarcimenti che sono stati effettuati dal
riassicuratore ed il volume dei premi introitati dallassicuratore
negli m anni considerati.
Cos, chiamati Y
1
, , Y
m
gli esborsi globali del riassicuratore
negli m anni precedenti lesercizio attuale, e
T
P
1
, ,
T m
P i premi
di tariffa incassati dalla cedente negli stessi m anni, e ipotizzando
che i rischi e le coperture utilizzate siano omogenei a quelle degli
anni passati, il tasso di burning cost dato da:

m
t
T t
m
t
t
P
Y
1
1
o, in alternativa, dalla

m
t T t
t
P
Y
m
1
1
*
Tale tasso, gravato da un caricamento di sicurezza e per spese,
applicato al totale dei premi di tariffa incassati dallassicuratore
nellesercizio attuale (per i rischi considerati in quella copertura
riassicurativa),
T m
P
1 +
, fornisce il premio di riassicurazione.
Pi spesso il tasso effettivamente utilizzato risente sia del tasso di
burning cost (di esperienza) che della previsione della perdita che
quel particolare tipo di rischio comporta.
2) Premio fisso. In alternativa al precedente metodo di calcolo del
premio, che risulta quindi variabile nel tempo in funzione dei
risultati osservati (premio di esperienza), si pu considerare
lapplicazione di un premio fisso, usualmente applicato alle

48
coperture riassicurative pi impegnative, caratterizzate da sinistri
relativi ad eventi di natura catastrofale.
3) Loss ratio. Con riferimento alla modalit aggregate excess of loss,
laccordo delle parti pu essere basato anche sul rapporto sinistri
su premi di competenza (loss ratio) del portafoglio, considerando
quindi una limitazione espressa in termini percentuali, anzich in
termini monetari, per la ripartizione dellonere aleatorio per
risarcimenti tra assicuratore e riassicuratore.
4) E.CO.MO.R e L.C.R.
Per la E.CO.MO.R, proposte per i premi equi di riassicurazione
sono state fatte da:
- Thpaut [ ] ( ) 1
1
:

m
x
X E
n m R

con
n m
x
:
importo dell m-esimo
(con m stabilito nel trattato di riassicurazione) sinistro tra gli n
verificatisi e sotto lipotesi di distribuzione del risarcimento
data dalla ( ) Pareto :

x x F
X
1 ) ( .
Lespressione del premio equo indicato corrisponde al valore
atteso condizionato [ ]
n m
x X X E
:
/ > .
- Ammeter [ ]
( )
( ) 1
1
1
1

m
m
t
X E
R

ottenuto con lipotesi che i


sinistri siano i.i.d. come una ( ) Pareto e indipendenti da N la
cui distribuzione data dalla ( ) t Poisson .
Per la L.C.R., proposte per i premi equi sono state fatte da:
- Ammeter [ ]
( )
( ) m
m
t
X E
R


1
1
1
1
con le stesse ipotesi
fatte per il calcolo nella E.CO.MO.R.
Benktander propone invece di approssimare [ ]
R
X E con il premio
equo di un trattato Excess of Loss con una priorit
opportunamente definita.

49
3.6 NUOVA TIPOLOGIA RIASSICURATIVA

Tutte le coperture riassicurative trattate nei precedenti paragrafi
riguardano la ripartizione del risarcimento, e sono quindi dirette a
diminuire semplicemente (proporzionali) o a livellare, omogeneizzando
(non proporzionali), i massimi esborsi possibili e i capitali assicurati, e
possono riguardare ogni singolo sinistro o una collettivit di rischi
omogenei o, al limite, lintero portafoglio.
Riassicurazione di probabilit.
Un nuovo modo per effettuare la riassicurazione quello di alterare
contrattualmente la probabilit di verificarsi del sinistro, a differenza di
tutte le altre coperture riassicurative trattate precedentemente, che
intervengono direttamente o indirettamente sulla ripartizione del
risarcimento X .
Lunico modo per poter realizzare questo risultato aggiungere
esperimenti casuali che determinino come deve essere ripartito il danno
da risarcire tra lassicuratore e il riassicuratore.
Il caso pi estremo quello in cui il danno viene interamente addossato
allassicuratore o al riassicuratore, a seconda dellesito degli esperimenti.
Esempio: si considera un contratto assicurativo vita, con modalit capitale
differito, per cui un individuo di et x , se vivo dopo n anni, con
probabilit
x n
p , riceve un capitale C . Si suppone che 8 , 0
x n
p ,
valore desunto dalle tavole di mortalit. Se lassicuratore che ha
acquisito questo contratto, lo reputa troppo pericoloso, perch con
probabilit di verificarsi del danno molto alta, la pu diminuire, ad
esempio fino al valore 4 , 0 q . Allora pu utilizzare una copertura
riassicurativa basata su un esperimento casuale con due esiti, ognuno
con probabilit . Il risarcimento tocca interamente allassicuratore,
se levento non si verifica, e tocca interamente al riassicuratore, se

50
esso si verifica. Stipulato questo contratto di riassicurazione, la
probabilit del verificarsi dellevento conservata dallassicuratore,
quella voluta: 4 , 0
2
1

x n
p .
Si pu effettuare un confronto con una riassicurazione proporzionale e, a
parit di premio equo, vedere come questo esempio di riassicurazione di
probabilit influisce sulla varianza dellesborso dellassicuratore:
si considera il rischio

'

p - 1 0
p C
X
[ ] pC X E e ( ) [ ] [ ] ( ) p p C p C p C X E X E X Var 1
2 2 2 2 2 2


1) Con la riassicurazione proporzionale con aliquota ritenuta a
( ) ] [ ] [
1
X aE aC p X E
C
e ( ) ( ) ] [ 1 1 ] [
1
X E a C a p X E
R

( ) ( ) [ ] [ ] ( ) ( ) ( ) p p C a apC p C a X E X E X Var
C C C
1
2 2 2 2 2
2
1
2
1 1

( ) ( ) ( ) p p C a X Var
R
1 1
2 2 1

2) Con la riassicurazione di probabilit con probabilit conservata q ,
[ ] [ ] X E
p
q
qC X E
C

2
e [ ] ( )
( )
[ ] X E
p
q p
C q p X E
R


2

( ) ( ) [ ] [ ] ( ) ( ) ( ) q q C qC q C X E X E X Var
C C C
1
2 2 2
2
2
2
2 2

( ) ( ) [ ] [ ] ( )( ) ( ) [ ]
2 2
2
2
2
2 2
C q p q p C X E X E X Var
R R R

( )( ) q p q p C + 1
2

A parit di media del rischio ceduto, cio con [ ] [ ] X E
p
q
X aE , ossia
ap q , si ha che la varianza del rischio con la riassicurazione
proporzionale minore della varianza nel caso di riassicurazione di
probabilit, sia per lassicuratore che per il riassicuratore. infatti:
per lassicuratore ( ) ( ) q q C p p C a 1 1
2 2 2
poich 1 a
per il riassicuratore ( ) ( ) ( )( ) q p q p C p p C a + 1 1 1
2 2 2
poich 0 a

51
Mentre nella scelta tra le due preferibile la riassicurazione proporzionale
(per la maggiore riduzione di varianza), in unottica di omogeneizzazione
dei rischi del portafoglio, queste due modalit possono essere
efficacemente combinate (vedi successivamente, tabella 3.3).
Da segnalare inoltre che anche questa copertura riassicurativa comporta
un semplice calcolo del premio equo di riassicurazione, analogo a quello
per le riassicurazioni proporzionali.
Laspetto problematico in questa forma di riassicurazione pu essere
rappresentato dalla realizzazione dellesperimento in modo da garantire la
probabilit q contrattualmente fissata. Per evitare contestazioni si pu
pensare di fissare, fin dallinizio del periodo di assicurazione
riassicurazione, se un singolo contratto spetta interamente allassicuratore
o al riassicuratore.
Al di l di questa perplessit, questa copertura riassicurativa potrebbe
aiutare, come si era gi detto, lassicuratore a omogeneizzare i rischi del
portafoglio, livellandone le probabilit di accadimento degli stessi.
Qualora si utilizzassero entrambe le forme di riassicurazione (questa, di
probabilit e, ad esempio, la copertura per eccedente di somma), questo
livellamento dei rischi potrebbe essere ulteriormente rafforzato.
Il risultato di una tale omogeneizzazione, attuata in riferimento a 10
contratti con valori (o capitali o massimali) assicurati
i
V , probabilit di
verificarsi del sinistro
i
p , relativi premi equi
i e
P , con la riassicurazione
per eccedente di somma con pieno 5000 C e con la riassicurazione sulle
probabilit con probabilit conservata per ogni sinistro pari a 4 , 0 q ,
pu essere visto nella seguente tabella.

52
Tabella 3.3
Senza riassicurazione
i Vi pi ePi
1 7000 0,1 700
2 9000 0,4 3600
3 5000 0,2 1000
4 5000 0,6 3000
5 6000 0,4 2400
6 7000 0,5 3500
7 8000 0,6 4800
8 1000 0,5 500
9 10000 0,2 2000
10 3000 0,4 1200
Riassicurazione per eccedente di somma
i Vi^ pi ePi
1 5000 0,1 500
2 5000 0,4 2000
3 5000 0,2 1000
4 5000 0,6 3000
5 5000 0,4 2000
6 5000 0,5 2500
7 5000 0,6 3000
8 1000 0,5 500
9 5000 0,2 1000
10 3000 0,4 1200
Riassicurazione combinata, sulle probabilit e per eccedente di somma
i Vi^ q ePi
1 5000 0,1 500
2 5000 0,3 1500
3 5000 0,2 1000
4 5000 0,3 1500
5 5000 0,3 1500
6 5000 0,3 1500
7 5000 0,3 1500
8 1000 0,3 300
9 5000 0,2 1000
10 3000 0,3 900
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
0
2000
4000
6000
8000
10000
P
V
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
0
2000
4000
6000
8000
10000
P
V
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
0
2000
4000
6000
8000
10000
P
V

Lomogeneizzazione cos ottenuta decisamente efficace, riducendo i
vari contratti ad uno stesso contratto ideale, il cui massimo esborso e la
cui massima probabilit di verificarsi sono scelte dallassicuratore.
Lomogeneizzazione a livello del solo capitale assicurato infatti pu
essere talvolta non del tutto soddisfacente: un indicatore migliore del

53
livello di omogeneizzazione dei vari rischi pu essere rappresentato dal
premio di assicurazione al netto del premio di riassicurazione, poich, a
parit di capitale assicurato, se anche i premi netti sono pressoch uguali,
ci significa che i rischi conservati sono veramente omogenei.

54
CAPITOLO 4
ANALISI DELLA CONVENIENZA ALLA
RIASSICURAZIONE


4.1 ELEMENTI DI TEORIA DELLUTILIT

Spesso, nella vita di tutti i giorni, e ancor pi nelle materie attuariali, si ha
a che fare con delle situazioni aleatorie, il cui esito quindi incerto. Il pi
classico e diffuso indicatore di queste situazioni , com noto, il valore
monetario atteso.

Data una variabile aleatoria risultato X , con una serie di possibili esiti
n
x x ,...,
1
e con relative probabilit ( ) ( )
n
x p x p ,...,
1
, tali che ( )


n
i
i
x p
1
1, si
definisce
Def. di valore monetario atteso [ ] ( )


n
i
i i
x p x X E x
1
_
, o anche
[ ] ( )


R
x
z zdF X E x
_
, interpretando lintegrale nel senso di Stiltjies.
Questultima formula valida in generale, quindi anche per il caso in cui
linsieme dei possibili risultati della variabile X sia continuo
Questo indicatore porterebbe a giudicare indifferente scambiare un
guadagno aleatorio con il suo valor medio deterministico. Ma
generalmente nella realt non cos, e per quantificare le valutazioni che
gli individui fanno riguardo a situazioni aleatorie, si utilizza unopportuna
trasformazione dei suddetti valori, invece che direttamente gli stessi; non
solo, quei guadagni (in senso lato poich potrebbero prefigurarsi anche
con valori negativi) vengono considerati come variazioni della ricchezza
posseduta.

55
Esempio.
Un aumento del proprio capitale di una somma, ad esempio di 1000
(euro), viene valutata pi o meno buona, a seconda del livello del
capitale gi detenuto. Infatti, per un individuo che ha un capitale di 100
(euro), un introito di 1000 vale molto pi di quanto possa valere per un
individuo che ha gi un capitale di un milione (per il quale, un aumento
di 1000 non pi di tanto significativo).
Questa differenza, oggettivamente riconoscibile, non si riscontra se si
valuta guardando solamente lincremento di ricchezza: la somma 1000
la stessa per entrambi.

Spesso come trasformazione della ricchezza detenuta viene utilizzata la
cosiddetta funzione di utilit, indicata con u , funzione che appunto
esprime lutilit che il soggetto attribuisce al possesso di ricchezza.
( ) X u lutilit dellimporto certo R x ( quindi lutilit che lindividuo
ha con un capitale pari a x ).
Essa deve essere continua e crescente (infatti ovvio che se un valore
1
x
maggiore di un valore
2
x , lutilit che il soggetto attribuisce al valore
1
x
deve essere maggiore dellutilit attribuita al valore
2
x ), quindi, se anche
derivabile, con derivata prima maggiore o uguale a zero.
Ma nulla di generale si pu dire riguardo alla concavit/convessit di
questa funzione. Infatti essa pu essere lineare, concava, convessa
Si assume che lutilit, che lindividuo attribuisce al valore 0, sia pari a 0.
Inoltre, si pu standardizzare la funzione con delle trasformazioni lineari
(si dimostra che il sistema di preferenza determinato da una funzione di
utilit invariante per trasformazioni lineari crescenti).


56
La funzione di utilit quindi una misura pi opportuna per fare
valutazioni e lindividuo, invece di usare, come indicatore, il valore
monetario atteso, pu impiegare lutilit attesa.
Se X la ricchezza aleatoria posseduta e ( ) X u U la variabile aleatoria
ottenuta dalla trasformazione u di X , allora:
Def. di utilit attesa [ ] ( ) [ ] ( ) ( ) ( ) ( )

R
x
n
i
i i
z dF z u x p x u X u E U E
1

Se la u si assume superiormente limitata (ad esempio da 1, con
standardizzazione della funzione), si dice di assumere lipotesi di
saziabilit. Ci non possibile nelle ipotesi di linearit e di convessit di
u , mentre lassunzione di limitatezza pu essere soddisfatta se si ammette
la concavit della funzione di utilit.
Per capire le implicazioni di queste tre ipotesi sulle scelte di un individuo,
si considera il cosiddetto equivalente certo.

Def. di equivalente certo ( ) [ ] ( ) X u E u x
c
1


Ovviamente questo importo
c
x , confrontato con la media [ ] X E , soddisfa
differenti disuguaglianze, a seconda della concavit della funzione ( ) . u .
1 Se u una funzione lineare, ( ) [ ] [ ] ( ) X E u X u E e [ ] X E x
c
. In questo
caso si dice che lindividuo neutrale al rischio.
2 Se u una funzione concava, ( ) [ ] [ ] ( ) X E u X u E e [ ] X E x
c
. In questo
caso si dice che lindividuo avverso al rischio.
3 Se u una funzione convessa, ( ) [ ] [ ] ( ) X E u X u E e [ ] X E x
c
. In questo
caso si dice che lindividuo propenso al rischio.

interessante reinterpretare
c
x come ricchezza deterministica posseduta,
giudicata equivalente a quella incerta rappresentata da X .


57
Data una variabile aleatoria X che indica il capitale di un soggetto, con
realizzazioni
n
x x ,...,
1
e relative probabilit ( ) ( )
n
x p x p ,...,
1
, per individui
avversi al rischio, si definisce:
Def. di premio al rischio ( )
c
x X E ; quellimporto che rappresenta il
massimo valore che lindividuo (avverso al rischio) disposto a pagare
con certezza per evitare la detenzione della ricchezza aleatoria X .
Def. di misura di avversione al rischio di Pratt ( )
( )
( ) x u
x u
x r
'
' '
, per la quale
vale: 0 > se e solo se ( ) 0 ' ' < x u se e solo se ( ) 0 > x r .

4.2 DEFINIZIONI GENERALI

Nota: per chiarezza, tutti i contratti nominati, non espressamente
accompagnati dal termine riassicurativo o simili, devono essere
automaticamente considerati come contratti di assicurazione tra
compagnia assicuratrice e soggetto; inoltre per compagnia si intender
sempre la compagnia assicuratrice, mentre per la compagnia
riassicuratrice verr sempre utilizzato il termine riassicuratore.

Si assume nel rapporto trilaterale assicurato compagnia riassicuratore,
che siano noti i seguenti elementi:
X variabile aleatoria prestazione del contratto di assicurazione con
distribuzione generica ( ) x F
X
(generalmente il punto 0 lunico
punto di massa di probabilit, cio tale che ( ) 0 0 Pr > X , essendo
linsieme di tutti gli altri punti un insieme continuo)
[ ] X E P
e
premio equo di assicurazione
m caricamento di sicurezza che lassicuratore inserisce nel premio puro

58
s caricamento per spese per il contratto di assicurazione (supposto
proporzionale al premio di tariffa secondo unaliquota data, , senza
che lassicuratore possa modificarla)
P premio puro di assicurazione; m P P
e
+
P
T
premio di tariffa per il contratto di assicurazione; s P P
T
+
( ) . l funzione che associa ad un rischio (come X ), la parte di rischio
ceduta al riassicuratore; per cui, se si verifica il sinistro con valore
del danno x , allassicuratore spetta il risarcimento ( ) x l x e al
riassicuratore una parte del risarcimento pari a ( ) x l
( ) [ ] X l E P
R e
premio equo di riassicurazione
R
m caricamento di sicurezza inserito dal riassicuratore
R
s caricamento per spese per il contratto di riassicurazione, anche
questo supposto proporzionale, secondo unaliquota data , al
premio di tariffa per il contratto di riassicurazione
R
P premio puro di riassicurazione;
R R e R
m P P + (si considera il premio
puro di riassicurazione, al netto della provvigione di riassicurazione)
R T
P premio di tariffa di riassicurazione;
R R R T
s P P +
Con le assunzioni fatte, siano infine:
R C A
u u u , , le funzioni di utilit rispettivamente dellassicurato (A), della
compagnia (C) di assicurazione, del riassicuratore (R)
R C A
g g g , , le ricchezze iniziali (prima di concludere i contratti)
rispettivamente dellassicurato, dellassicuratore e del riassicuratore.

4.3 PUNTO DI VISTA DELLASSICURATO

Si assume che lassicurato sia avverso al rischio, ipotesi molto
ragionevole, poich altrimenti non prenderebbe neanche in considerazione

59
leventualit di assicurarsi per un rischio monetario pagando pi del
danno atteso.
Se non si assicura, lassicurato dispone della sua ricchezza
A
g . A suo
carico, grava il rischio X , quindi la sua una situazione aleatoria. La
sua valutazione di convenienza data dallutilit media:
( ) [ ] ( ) ( )

+

0
1 ,
_
x dF x g u X g u E u
X A A A
A 4.3.1
Se si assicura, lassicurato elimina totalmente il rischio X , tramite il
pagamento del premio di tariffa P
T
. La sua utilit
( ) ( ) P g u P u
T
A A
T
A 2 ,
_
4.3.2
Perch allassicurato convenga stipulare il contratto, deve essere:
( ) 1 ,
_
2 ,
_
A
T
A u P u 4.3.3
Per trovare il valore massimo del premio di tariffa, per cui allassicurato
convenga concludere il contratto di assicurazione, si deve risolvere quindi
lequazione nella variabile P
T

( ) 1 ,
_
2 ,
_
A
T
A u P u 4.3.4
Si intuisce immediatamente che, se
A
la soluzione dellequazione
4.3.4, il valore P g
T
A
lequivalente certo, secondo la funzione di utilit
dellassicurato, della situazione rappresentata dal capitale dellassicurato
sotto il rischio X .
A
rappresenta perci il massimo valore del premio
oltre il quale cessa la convenienza del contratto di assicurazione per
lassicurato.
Ricordando lavversione al rischio dellassicurato e la definizione di
premio al rischio, risulta ovviamente che il valore
A
maggiore del
premio equo P
e
e ci rende possibile linserimento di un caricamento di
sicurezza da parte dellassicuratore.



60
4.4 PUNTO DI VISTA DELLASSICURATORE

Si assume che anche lassicuratore sia avverso al rischio. Egli deve
decidere se gli conviene stipulare il contratto di assicurazione, in base al
premio introitato, eventualmente riassicurandosi.
Si suppone inizialmente che lassicuratore analizzi la convenienza
soltanto al contratto assicurativo senza riassicurarsi.
Successivamente verr analizzato il caso in cui lassicuratore valuti
lipotesi di stipulare il contratto assicurativo e contemporaneamente di
riassicurarsi
Lassicuratore dispone del capitale
C
g , quindi la sua utilit
( )
C C
C g u u 1 ,
_
4.4.1
Se viene stipulato il contratto di assicurazione, la ricchezza
dellassicuratore aumenta del valore del premio puro P , ma diventa
aleatoria e non pi certa. La situazione, dopo aver concluso il contratto di
assicurazione, ma prima di concludere leventuale contratto di
riassicurazione, include il rischio del contratto, quindi i due possibili esiti
per lassicuratore sono:
1) levento oggetto del rischio si verifica
lassicuratore, che dispone gi del capitale
C
g , aumentato del premio
puro P (equivalente al premio di tariffa P
T
introitato, decurtato
dalle spese s ), subisce una perdita pari al danno verificatosi (nel
caso, supposto, di copertura integrale), che segue la distribuzione
( ) x F
X
.
2) levento oggetto del rischio non si verifica
allassicuratore rimane semplicemente il capitale P g
C
+ , senza
altri esborsi


61
La valutazione di convenienza dellassicuratore data dallutilit media:
( ) ( )

+
+
0
2 ,
_
) (x dF x s P g u P u
X
T
C C
T
C
4.4.2
Perch allassicuratore convenga il contratto di assicurazione, devessere:
( ) 1 ,
_
2 ,
_
C
T
C u P u 4.4.3
Per lassicuratore si pu fare lanalogo discorso fatto per lassicurato.
Per trovare il valore minimo del premio di tariffa, per cui allassicuratore
convenga stipulare il contratto di assicurazione, si deve risolvere
lequazione, nella variabile P
T
:
( ) 1 ,
_
2 ,
_
C
T
C u P u 4.4.4
Anche qui chiaro che, se
2 , C
la soluzione dellequazione 4.4.4, esso
rappresenta il minimo valore sotto il quale cessa la convenienza al
contratto di assicurazione per lassicuratore.
Per lassicuratore si prospetta lipotesi di stipulare un contratto di
riassicurazione, per cedere una parte del rischio acquisito. Deve decidere
se gli conviene cedere quella parte del rischio, a seconda dei premi di
assicurazione e di riassicurazione pattuibili.
La situazione, una volta concluso il contratto di riassicurazione (e di
assicurazione) comunque aleatoria e prevede due possibili esiti:
1) levento oggetto del rischio si verifica
lassicuratore, che dispone gi del capitale
C
g , aumentato del
premio puro (quindi al netto delle spese) di assicurazione P
introitato, e decurtato del premio di riassicurazione
R T
P pagato,
subisce una perdita variabile in base alla modalit riassicurativa,
che dipende da ( ) . l
2) levento oggetto del rischio non si verifica
allora lassicuratore non tenuto al risarcimento

62
In questa situazione quindi, la sua valutazione di convenienza data
dallutilit media:
( ) ( ) ( )

+
+ +
0
3 ,
_
) ( ) ( , x dF x l P x s P g u P P u
X
R T T
C C
R T T
C 4.4.5
Perch allassicuratore convenga il contratto di riassicurazione (e di
assicurazione), devessere per P
T
e per
R T
P
( ) ( ) P u P P u
T
C
R T T
C 2 ,
_
3 ,
_
, 4.4.6
Anche in questo caso, per lassicuratore esiste un valore del premio di
assicurazione, chiamato ( ) P
T
C 3 ,
e che realizza luguaglianza
( ) ( ) P u P P u
T
C
R T T
C 2 ,
_
3 ,
_
, 4.4.7
( ) P
T
C 3 ,
rappresenta il massimo valore del premio di tariffa per il
contratto di riassicurazione, oltre il quale il contratto di riassicurazione
non vantaggioso per lassicuratore.
Il contratto di riassicurazione deve inoltre essere conveniente rispetto alla
situazione di partenza (con il solo capitale
C
g ); questa condizione si
tramuta nella
( ) 1 ,
_
3 ,
_
, C
R T T
C u P P u 4.4.8
La convenienza alla stipulazione di entrambi i contratti dipende quindi
dalla coppia ( )
R T T
P P, , e non pi un semplice intervallo.
Il luogo delle coppie ( )
R T T
P P, che rendono conveniente i due contratti per
lassicuratore, sono quindi quelle coppie che soddisfano:
( ) ( )

'

1 ,
_
2 ,
_
3 ,
_
, max , C
T
C
R T T
C u P u P P u 4.4.9
Nel seguito il luogo delle coppie che realizzano quella disuguaglianza
verr indicato con ( )
C
R T T
P P, .



63
4.5 PUNTO DI VISTA DEL RIASSICURATORE

Si assume che anche il riassicuratore sia avverso al rischio.
unipotesi molto ragionevole, perch innanzitutto anche lui un
assicuratore, nel senso che incassa un premio certo in cambio di una
prestazione aleatoria, e, in quanto assicuratore, avverso al rischio.
Il riassicuratore deve decidere se accettare il rischio che lassicuratore gli
cede, in base al prezzo pattuito (premio di riassicurazione).
Il riassicuratore dispone del capitale certo
R
g , e la sua utilit :
( )
R R
R g u u 1 ,
_
4.5.1
Assumendo che debba valutare solo questo singolo contratto di
riassicurazione, e non questo in relazione agli altri, il riassicuratore,
stipulando il contratto di riassicurazione con premio di tariffa di
riassicurazione
R T
P generico, acquisisce un rischio, quindi la sua
ricchezza non pi certa, ma aleatoria.
La sua valutazione di convenienza, dopo aver stipulato il contratto, data
dallutilit media:
( ) ( )

+
+
0
2 ,
_
) ( ) ( ) ( x dF x l s P g u P u
X
R R T
R R
R T
R
4.5.2
Perch al riassicuratore convenga il contratto di riassicurazione,
devessere:
( ) 1 ,
_
2 ,
_
R
R T
R u P u 4.5.3
Anche in questo caso, per il riassicuratore esiste un valore
R
, trovato
tramite lequazione in
R T
P
( ) 1 ,
_
2 ,
_
R
R T
R u P u 4.5.4
che rappresenta il minimo valore del premio di tariffa per il contratto di
riassicurazione, sotto il quale non c convenienza per il riassicuratore.


64
4.6 CONVENIENZA AI CONTRATTI DI ASSICURAZIONE E RIASSICURAZIONE

Ricapitolando, per il contratto di assicurazione tra assicurato e
compagnia, si ottenuto che allassicurato conviene fare il contratto di
assicurazione anche se il premio di assicurazione maggiore del premio
equo, e che la compagnia di assicurazione disposta ad accettare il
contratto solo se il premio maggiore del premio equo.
Ma questo non d la certezza che esista un valore del premio che renda il
contratto vantaggioso per entrambi i contraenti. Ricordando che
A
il
massimo valore del premio che lassicurato disposto a pagare, e
2 , C
il
minimo valore del premio che rende il contratto conveniente per la
compagnia, si ha che:
- se
2 , C A
< non esistono soluzioni, e non c nessun accordo
- se
2 , C A
esiste un unico valore del premio (
2 , C A
T
P ),
indifferente per entrambi i contraenti. In questo caso difficile
che il contratto venga stipulato, perch il margine di sicurezza
il minimo che lassicuratore disposto ad inserire.
- se
2 , C A
> esiste un intervallo per il premio di assicurazione, in
cui risulta conveniente il contratto sia per lassicurato che per la
compagnia di assicurazione.
Per il contratto di riassicurazione tra compagnia assicuratrice e
riassicuratore, il discorso si complica perch, come stato gi detto, la
regione di convenienza per lassicuratore una regione dipendente sia dal
premio di tariffa per il contratto di assicurazione sia da quello del
contratto di riassicurazione.


65
Si ha che:
- se la regione ( )
C
R T T
P P, non comprende valori per il premio di
riassicurazione maggiori di
R
, allora non c una regione di
convenienza, e lassicuratore non stipula il contratto di
riassicurazione; allora analizza la convenienza al singolo
contratto di assicurazione
- se la regione ( )
C
R T T
P P, contiene
R
come punto di frontiera e
nessun altro punto di
R T
P tale che sia maggiore di
R
, esiste un
unico valore che rende indifferente il contratto di
riassicurazione; probabilmente, sempre per gli stessi motivi,
lassicuratore non stipula il contratto di riassicurazione
- se la regione ( )
C
R T T
P P, comprende valori, per il premio di
riassicurazione, maggiori di
R
, allora esiste una regione di
convenienza, per cui lassicuratore stipula il contratto di
assicurazione e di riassicurazione.
Un altro possibile impiego di questi ragionamenti lanalisi non del
singolo rischio da assicurare e riassicurare, ma lanalisi di un trattato di
riassicurazione da stipulare. Utilizzando le relazioni gi trovate, si pu
arrivare a delle conclusioni di carattere generale, per i trattati obbligatori e
facob. Questanalisi verr presentata nel paragrafo 4.7.

Per analizzare meglio la convenienza dei contratti per i tre soggetti
considerati, si fanno ora delle ipotesi pi specifiche circa le loro funzioni
di utilit:
x
A
e x u

1 ) ( funzione di utilit dellassicurato
x
C
e x u

1 ) ( funzione di utilit della compagnia assicurativa
x
R
e x u

1 ) ( funzione di utilit del riassicuratore

66
ben noto che per le funzioni di utilit esponenziali, lindice di Arrow-
Pratt costante. Se
x
e x u

1 ) ( , allora

x
x
e
e
x u
x u
x r
2
) ( '
) ( ' '
) ( .
Quindi, nella famiglia delle funzioni di utilit considerate (esponenziali),
quanto minore il valore del parametro, tanto meno avverso al rischio il
soggetto di volta in volta considerato.
Con lipotesi di esponenzialit per le funzioni di utilit, si ha:
Per lassicurato
la 4.3.1 diventa ( ) ( )
( )
( )

+

+

0 0
1 ,
_
1 x dF e x dF x g u u
X
x g
X A A
A
A


la 4.3.2 diventa ( ) ( )
( ) P g T
A A
T
A
T
A
e P g u P u



1 2 ,
_

la convenienza allassicurazione (4.3.3) per esso si traduce in:
( ) ( )
( )

+


0
1 1 x dF e e
X
x g P g
A
T
A


( )

0
ln x dF e
P
X
x
T
4.6.1
il valore
A
che rende il contratto di assicurazione indifferente per
lassicurato
( )

0
ln x dF e
X
x
A

Per lassicuratore
la 4.4.1 diventa ( )
C
g
C C
C e g u u

1 1 ,
_

la 4.4.2 diventa
( ) ( ) ( )
( )

+
+
+
+
0
) (
0
2 ,
_
) ( 1 ) ( x dF e x dF x s P g u P u
X
x s P g
X
T
C C
T
C
T
C


la convenienza allassicurazione (4.4.3) si traduce per esso in :
( )
C
T
C
g
X
x s P g
e x dF e

+
+

1 ) ( 1
0
) (


67
s
x dF e
P
X
x
T
+

+

0
) ( ln

( )


+
1
) ( ln
0
x dF e
P
X
x
T
4.6.2
il valore
2 , C
che rende il contratto di assicurazione indifferente per
lassicuratore
( )


+
1
) ( ln
0
2 ,
x dF e
X
x
C

la 4.4.5 diventa
( ) ( ) ( ) + +

+
0
3 ,
_
) ( ) ( , x dF x l x P s P g u P P u
X
R T T
C C
R T T
C

( )
( )

+
+ +

0
) ( ) (
1 x dF e
X
x l x P s P g
R T T
C


la convenienza ad entrambi i contratti (4.4.9) si traduce per esso in:
( ) ( ) P u P P u
T
C
R T T
C 2 ,
_
3 ,
_
,
( ) 1 ,
_
3 ,
_
, C
R T T
C u P P u
che diventano:
( )



+

+

0
) (
0
) ( ln ) ( ln x dF e x dF e
P
X
x l x
X
x
R T
4.6.3
( )
( )


0
) (
) ( ln
1
x dF e
P P
X
x l x
T R T
4.6.4
che possono essere riassunte nella
( )
( )

'


0
) (
0
) ( ln ) ( ln
, 1 min
u dF e u dF e
P P
X
u l u
X
u
T R T
4.6.5
Per il riassicuratore
la 4.5.1 diventa ( )
R
g
R R
e g u

1
la 4.5.2 diventa:

+
+
+
+
0
)] ( ) ( [
0
) ( 1 ) ( )] ( ) ( [ x dF e x dF x l s P g u
X
x l s P g
X
R R T
R R
R R T
R



68
la convenienza al contratto di riassicurazione (4.5.3) si traduce in:
) (
0
)] ( ) ( [
1 ) ( 1
R
R R T
R
g
X
x l s P g
e x dF e

+
+


R
X
x l
R T
s
x dF e
P +

0
) (
) ( ln

( )

+
1
) ( ln
0
) (
x dF e
P
X
x l
R T
4.6.6
Il valore
R
che rende il contratto di riassicurazione indifferente per
il riassicuratore
( )

+
1
) ( ln
0
) (
x dF e
X
x l
R
.
Si nota immediatamente che nella determinazione dei vari
A
,
2 , C
,
R
, e
della regione ( )
C
R T T
P P, , con lipotesi di esponenzialit delle funzioni di
utilit, non compaiono i capitali iniziali
A
g ,
C
g ,
R
g ; questo non significa
che siano ininfluenti, infatti essi contribuiscono alla determinazione dei
parametri delle funzioni di utilit: quanto pi alto il capitale di un
soggetto, tanto meno egli avverso al rischio, e quindi, ricordando la
relazione tra il parametro della funzione di utilit e la misura di
avversione al rischio di Arrow-Pratt, tanto pi piccolo il valore del
parametro della funzione esponenziale.
Per chiarire, confrontando lassicurato e la compagnia di assicurazioni, il
capitale della compagnia di gran lunga maggiore del capitale
dellassicurato, quindi la compagnia meno avversa al rischio di quanto
lo lassicurato.
immediata conseguenza quindi che il parametro (della funzione di
utilit della compagnia) minore del parametro (della funzione di
utilit dellassicurato); occorre sottolineare che questa relazione ( > )

69
non garantisce lesistenza di un intervallo di negoziazione del premio di
assicurazione, a causa delle spese che lassicuratore deve sopportare,
P
T
. Analogo discorso vale per il rapporto tra assicuratore e
riassicuratore.
Si pu vedere, tramite unanalisi grafica, come varia la regione
complessiva di convenienza per i due contratti.
Per il contratto di assicurazione si visto che la regione di convenienza
per i due contraenti data dallinsieme dei punti tali che P
T
compreso
tra
2 , C
e
A
(valori dipendenti solo dalla distribuzione del danno X ):
Grafico 4.1

La regione di convenienza per il contratto di riassicurazione pi
interessante, perch dipende da due variabili. Essa deve rispettare le
condizioni imposte dalla 4.6.3, 4.6.4 e 4.6.6.
La 4.6.6 impone, per la convenienza del riassicuratore, che il premio di
riassicurazione sia superiore ad una certa soglia, indicata con ( ) l
R

perch dipendente dal tipo di copertura riassicurativa scelta, ( ) . l .
La 4.6.3 identifica il valore massimo del premio di riassicurazione, per
lassicuratore; esso deve essere minore di un certo valore, indicato con
( ) l
C 3 ,
perch dipendente dalla distribuzione del danno X e dal tipo di

70
copertura riassicurativa scelta, ( ) . l , dato dalla differenza tra
2 , C
e il
valore
( )

0
) (
) ( ln x dF e
X
x l x
, indicato con ( ) l k .
La 4.6.4 impone un ulteriore vincolo al premio
R T
P , dipendente dal
premio P
T
; la limitazione imposta data da una retta con equazione
( )
( )
( ) ( ) l k P
x dF e
P P
T
X
x l x
T R T


+

1
) ( ln
1
0
) (
4.6.6
e con inclinazione di un angolo minore di 45 ( infatti
( ) ( ) < 45 1 1 arctg arctg ).
Poich il punto ( ) ( ) l
C C 3 , 2 ,
, soddisfa lequazione 4.6.6, ci significa che
la retta data dalla 4.6.6 passa per il punto.
La figura della regione di convenienza alla riassicurazione (grigio scuro)
quindi univocamente determinata, rispetto alla regione di convenienza per
lassicurazione (grigio chiaro) che coincide, com gi stato detto, con la
parte di piano delimitata, per le ascisse, dai valori
A
e
2 , C
.
La regione di convenienza alla riassicurazione appare quindi come un
trapezio scaleno, come nel seguente grafico.
Grafico 4.2

La principale considerazione che si pu evincere da questi risultati che
larea di convenienza per lassicuratore, con la riassicurazione, si estende

71
oltre loriginaria regione di convenienza allassicurazione, per cui
lassicuratore pu essere disposto ad acquisire il contratto di assicurazione
anche ad un prezzo inferiore a
2 , C
, perch comunque il caricamento
insufficiente compensato dal rapporto riassicurativo.
Quindi lassicuratore, grazie allintervento del riassicuratore, pu
proporre sul mercato assicurativo delle polizze con dei premi inferiori alla
sua originaria possibilit, premi che rendono le polizze pi competitive
sul mercato rispetto a quelle di eventuali altre compagnie di assicurazione
con stessa avversione al rischio e che non ricorrono alla riassicurazione.

La forma della regione di convenienza ai contratti sempre la stessa, ma
le dimensioni variano a seconda delle avversioni al rischio, della
distribuzione del danno X e della copertura riassicurativa ( ) . l .
Per ricercare, in questarea di convenienza, una soluzione che sia
soddisfacente per i tre soggetti, si deve introdurre un criterio di ottimalit,
che verr presentato nel capitolo 5, dopo un breve sguardo ai principali
criteri utilizzati in letteratura.

4.7 CONVENIENZA AI TRATTATI DI RIASSICURAZIONE

Con gli stessi risultati ottenuti per analizzare le regioni di convenienza ai
contratti di assicurazione e riassicurazione, si pu anche effettuare
unanalisi dei trattati di riassicurazione e delle relative regioni di
convenienza. Le scelte ottimali di riassicurazione verranno trattate sempre
nel capitolo 5, anche nel caso dei trattati obbligatori e facob.



72
Caso I: riassicurazione facob
Il limite superiore per il premio di assicurazione rimane sempre dato
da
A
; la differenza che il premio di riassicurazione, essendoci un
trattato, una funzione ( ) . g del premio di assicurazione e della parte
di rischio ceduta (spesso anche questa fissata nel trattato), per cui il
premio di riassicurazione automaticamente identificato.
Questa funzione ( ) . g crescente, e pu essere lineare (come
1
g ),
convessa (come
2
g ),
Grafico 4.3

La regione di convenienza per la riassicurazione coincide con il
grafico di questa funzione, per valori del premio di assicurazione
inferiori a
A
e superiori ad un certo valore generalmente fissato nel
trattato, chiamato * , sotto il quale il contratto non rientra nel trattato
(questo valore * pi piccolo del minimo valore del premio di
tariffa a cui lassicuratore disposto a vendere il contratto di
assicurazione,
3 , C
, ed comunque maggiore o uguale del premio di
tariffa che introiterebbe il riassicuratore acquisendo direttamente il
rischio sul mercato). Per il caso invece, in cui lassicuratore decida di
non riassicurarsi, allora la regione di convenienza comprende i restanti
punti tali che il premio P
T
delimitato da
2 , C
e
A
.

73
Caso II: riassicurazione obbligatoria
Il discorso si ripete analogo a quello fatto per le riassicurazioni facob,
con lunica differenza che appunto lassicuratore, se acquisisce il rischio
sul mercato, deve cederlo al riassicuratore secondo i patti stabiliti nel
trattato; lassicuratore non ha facolt di scelta, quindi la regione di
convenienza, in questo caso, coincide con il grafico della funzione ( ) . g .
Grafico 4.4

Unaltra interessante applicazione di questi ragionamenti pu essere
svolta in riferimento non ad un preesistente trattato di riassicurazione, ma
nellanalisi degli effetti che comporterebbe leventuale stipulazione di un
trattato di riassicurazione, per la scelta della funzione ( ) . g . Anche
questapplicazione trattata nel capitolo 5.

74
CAPITOLO 5
POLITICHE OTTIMALI DI RIASSICURAZIONE


5.1 PREMESSA

Lanalisi delle regioni di convenienza ai contratti di assicurazione e di
riassicurazione effettuata nel precedente capitolo, si inserisce in una pi
ampia ottica di ricerca della miglior copertura riassicurativa, secondo gli
interessi del solo assicuratore (politiche unilaterali) o dellassicuratore e
del riassicuratore (politiche bilaterali).
Le preoccupazioni principali dellassicuratore riguardano le fluttuazioni
annuali dei risultati economico patrimoniali, che potrebbero portare a
perdite gravose compromettendo gli assetti e gli equilibri aziendali. Per
evitare questo o diminuire la probabilit di questi eventi negativi,
lassicuratore pu intervenire aumentando il caricamento di sicurezza, ma
essendo una scelta che complica lacquisizione dei contratti sul mercato,
preferibile spesso ricorrere a strumenti come la riassicurazione e la
coassicurazione, con qualche sacrificio in termini di guadagno atteso di
portafoglio.
Tenendo come base le modalit riassicurative trattate nel capitolo 3,
verranno presentati vari approcci, basati essenzialmente sulla
minimizzazione della probabilit di rovina e sulla massimizzazione
dellutilit attesa, per la determinazione di una politica ottimale di
riassicurazione da applicare ad un determinato portafoglio.
Verr di seguito utilizzata la seguente simbologia a livello di portafoglio:
- n numero, ipotizzato sufficientemente grande, di contratti omogenei
(rischi analoghi, tenuto conto di caratteristiche rilevabili a priori)
afferenti al portafoglio considerato.

75
-
i
X variabile aleatoria, per ogni contratto i , con media [ ]
i
e
i
P X E e
varianza ( )
2
i i
X Var . A livello di portafoglio: X , P
e
,
2
.
-

n
i
i
m m
1
caricamento di sicurezza introitato per tutti gli n contratti
-

n
i
R
i
R
m m
1
caricamento di sicurezza utilizzato dal riassicuratore
-
i i i
e
i
X m P G + il guadagno (aleatorio) relativo al generico contratto i
-

n
i
i
G G
1
guadagno aleatorio sullintero portafoglio
- ( )
C
i
R
i
R
i
e
i i
e C
i
X m P m P G + + guadagno aleatorio relativo al contratto i
riassicurato; [ ]
R
i i
C
i
m m G E , ( ) ( )
C
i
C
i
X Var G Var , ( ) ( )
C
i
C
i
X G
3 3

-

n
i
C
i
C
G G
1
guadagno aleatorio dellassicuratore relativo ai rischi
conservati; [ ]
R C
m m G E , ( ) ( )
C C
X Var G Var , ( ) ( )
C C
X G
3 3


5.2 POLITICHE OTTIMALI DI RIASSICURAZIONE

Politiche unilaterali
In letteratura come politiche unilaterali di riassicurazione sono trattati
principalmente i due criteri della massimizzazione dellutilit attesa e
quello della minimizzazione della probabilit di rovina.
A) Massimizzazione dellutilit attesa.
Lutilit attesa della ricchezza dellassicuratore, se effettua la
riassicurazione, ( ) [ ]
C
C
G g u E + ; con lipotesi di esponenzialit per la
funzione di utilit, riprendendo la stessa notazione del capitolo 4, diventa
( )
[ ]
C
C
G g
e E
+


1 e massimizzare questo valore significa minimizzare
( )
[ ] [ ]
C
C
C
C
G g G g
e E e e E
+
, o analogamente [ ]
C
G
e E

o [ ] ( )
C
G
e E

ln .
Modalit in quota globale. aX X
C
e si fa lipotesi che
( )
R R
k a m 1 , dove
R
k il caricamento che il riassicuratore
inserirebbe se il complessivo rischio X fosse localizzato presso di lui.

76
Approssimando lespressione [ ] ( )
C
G
e E

ln , che la funzione
generatrice dei cumulanti di
C
G nel punto , con il polinomio di
Taylor di ordine 3, si ottiene che lobiettivo si sposta nella
minimizzazione di [ ] ( ) ( )
C C C
G G Var G E
3
3 2
6 2


+ , al variare del
parametro a .
Poich tale espressione equivale, con le ipotesi assunte, a
( ) ( ) ( ) ( ) + +
C C R
X X Var k a m
3
2
6 2
1


( ) ( )
3
3
2
2 2
6 2
1

a a k a m
R
+ + ,
si ottiene
se 0
3

'

2
, 1 min *

R
k
a
se 0
3
>
( )

'

1
1
]
1

+ 1 2 1 , 1 min *
2
2
3
3
2

R
k
a
Modalit in quota individuale.
i i
C
i
X a X e si fa lipotesi, analoga a
quella fatta precedentemente, che ( )
R
i i
R
i
k a m 1 , e quella
dindipendenza tra gli n rischi.
Per la ricerca della soluzione ottima vale un discorso analogo a quello
fatto per la modalit in quota globale; risulta infatti
[ ] ( ) [ ] ( ) [ ] ( )


,
_

1
]
1


n
i
G
n
i
G
G
G
C
i
C
i
n
i
C
i
C
e E e E e E e E
1 1
ln ln ln ln
1

.
La ricerca della soluzione ottima per ogni contratto i , sempre tramite
lapprossimazione di Taylor della funzione generatrice dei cumulanti
di
C
i
G nel punto , porta alla ricerca del minimo di
( ) ( )
i
i i i
R
i i i
a a k a m
3
3
2
2 2

6 2
1

+ + .


77
Analogamente
se 0
3

i

'

2
, 1 min *
i
R
i
i
k
a


se 0
3
>
i

( )

'

1
1
]
1

+ 1 2 1 , 1 min *
2
2
3
3
2
i
i R
i
i
i
i
k
a


Modalit per risk excess of loss. ( )



i i
N
i h
N
h
i h i i h
C
i
L Y X
1
, ,
, min .
Si fa lipotesi che la portata sia totale, che i rischi abbiano un
massimale
i
M e che
i h
Y
,
iid come
i
Y . Si definisce ) ( 1 ) ( x F x K
i i
Y Y
.
Con lipotesi che il premio di riassicurazione calcolato secondo il
criterio del valor medio, ( ) ( )

+
i
i
i
M
L
Y i i
R
i
dx x K N E P ] [ 1 (con aliquota
di caricamento), e con lipotesi che la distribuzione di
C
X sia Poisson-
composta, si ha
[ ] ( ) ( ) ( ) [ ]
C
i
i
i
i
C
i
X
M
L
Y i i i
G
e E dx x K N E P e E


,
_

+ +

1 exp .
[ ] ( ) [ ] [ ] ( ) 1 exp
0
,

1
]
1

i
i
N
h
i h
C
i
e E N E e E e E
i
X

.
( ) ( ) ( ) ( )

+ +

i
i
i
i
i
i
i
i
i
L
Y
u
M
L
Y
L
L
Y
u
dx x K e x dF e x dF e e E
0 0
1

, ottenuto
integrando per parti e semplificando il tutto. Si ha quindi che
[ ] ( ) ( ) ( )

+ + +

i
i
i
i
i
C
i
L
Y
x
i
M
L
Y
G
x K e N E dx x K N E P e E
0
) ( ) 1 ( ln


Il problema di ottimo si riduce alla ricerca del
( ) ( )

+ +
i
i
i
i
i i
L
Y
x
M
L
Y i L
dx x K e dx x K
0
) 1 ( min

.
Annullando la derivata di questa funzione della priorit
i
L , si ha
( ) ( ) 0 1 + +
i
i
L
i Y i
e L K

se

) 1 ln(
0 ) (

+
L
L L K
i i Z
i

La soluzione ottima si pu riassumere con

'
+

) 1 ln(
, min *
i
i i
M L .

78
Modalit aggregate excess of loss. { } L X X
C
, min ; risulta
( ) ( )

L
X
C
dx x K X E
0
e ( ) ( )
2
0 0
) ( 2
,
_



L
X
L
X
C
dx x K dx x xK X Var , definito
( ) { } x X x K
X
Pr . Si fa lipotesi ( )

L
X
R
dx x K m , per cui risulta
( ) ( )

+
+
L
X
R
dx x K P 1 .
Per semplicit si arresta lo sviluppo in serie di Taylor dellespressione
[ ] ( )
C
G
e E

ln al secondo termine: [ ] ( )
C C
G Var G E
2
2

+ , ovvero
( ) ( ) ( )
( )


,
_


,
_




+
L
X
L
X
L
X
dx x K m
dx x K dx x xK L
2
2
2
0 0
.
Derivando questa funzione rispetto a L , si vede subito che essa
presenta due possibili estremi: L tale che ( ) 0 L K
X
(ma in questo
caso non esiste questo valore), o L tale che ( )

L
X
dx x K L
0
.
Con lipotesi di distribuzione esponenziale per X , per esempio, si
ottiene, approssimando con il polinomio di Taylor del terzo ordine,
( )

X E
L
2
* .
B) Minimizzazione della probabilit di rovina.
La probabilit di rovina nellesercizio dellassicuratore nellesercizio
data da
{ }

'
+

'

<

<

m g m g m G
g G
C C
C
C
C
Pr Pr
dove la funzione di distribuzione della variabile
C
G standardizzata.
Per diminuire questa probabilit, lassicuratore interviene tramite la
riassicurazione, diminuendo quello che viene chiamato lindice di stabilit

79
del portafoglio. In luogo di questindice

m g
s
C
+
, si considera lindice
in presenza di riassicurazione:
C
C
C C
m g
s

+
con
C
m e
C
caricamento e
scarto quadratico medio del rischio di portafoglio conservato
dallassicuratore.
Il cosiddetto problema dei pieni relativi procede allanalisi delle
soluzioni ottime di riassicurazione per una data riduzione del guadagno
medio di portafoglio. Si tratta quindi di un problema di ottimo vincolato:
si minimizza la varianza del portafoglio conservato dallassicuratore
nellipotesi, semplificatrice, di indipendenza dei rischi degli n contratti,
sotto vincolo di una predeterminata riduzione del guadagno atteso di
portafoglio,
C
m m .
Nel caso di riassicurazione proporzionale, ad esempio, si devono
determinare le aliquote di ritenzione
i
a , con 1 0
i
a , che minimizzano
la varianza ( ) ( ) ( )



n
i
i i
n
i
i i
n
i
C
i
C
a X a G G
1
2
1
2
1
2 2
, per una data
riduzione del guadagno atteso di portafoglio ( )


n
i
i i
C
k a m m
1
1 , in
accordo con le precedenti ipotesi fatte sulla determinazione del premio di
riassicurazione nel caso di riassicurazione proporzionale.
Considerata la ( ) ( ) [ ]
C
n
i
i i
n
i
i i n
m m k a a a a g + +

1 1
2 2
1
1 2 ,..., si pu
ottenere la soluzione ottima con il metodo di Lagrange. Annullando
quindi le derivate parziali della funzione g rispetto alle aliquote
i
a , si
ottengono le soluzioni
2
i
i
i
k
a

; dovendo rispettare il vincolo della


riduzione del portafoglio, si ottiene
( )

n
i
i
i
C
n
i
i
k
m m k
1 2
2
1

.

80
Se per questi valori di
i
a e di si soddisfano anche i vincoli 1 0
i
a ,
allora quella trovata , ovviamente la soluzione ottima. Se cos non fosse,
unanalisi pi accurata mostrerebbe che la soluzione

'

1 , min
2
i
i
i
k
a

, dove
( )

*
1 2
2
*
1
n
i
i
i
C
n
i
i
k
m m k

, avendo indicato con * n il


massimo degli indici tali che, ordinati i contratti i in modo che i rapporti
2
i
i
k

risultino non decrescenti, non sia superiore a uno il rapporto


2
i
i
k

.
Il cosiddetto problema dei pieni assoluti prende in considerazione dei
criteri per scegliere opportunamente la riduzione
C
m m . Generalmente si
utilizza il seguente criterio: definita * la soglia della probabilit di rovina
accettabile dallassicuratore, la riduzione
C
m m si trova numericamente
risolvendo la seguente equazione nelle variabili
C
m e
C
, entrambe
univocamente determinate in funzione della riduzione
C
m m ,
( ) *
1


+
C
C
C
m g
.

Politiche bilaterali
I due criteri appena presentati prendono in considerazione solo il punto di
vista dellassicuratore. Potrebbe essere che i risultati pi vantaggiosi per
lassicuratore siano i meno vantaggiosi per il riassicuratore, poich le
implicazioni che ogni politica ha sui due soggetti sono spesso di verso
contrario dal punto di vista della loro convenienza. Si dicono politiche
bilaterali quelle che prendono in considerazione contemporaneamente i
punti di vista dei due soggetti interessati.
Si valutino le situazioni che si creano con la riassicurazione con il criterio
dellutilit attesa, con funzioni di utilit dellassicuratore e del
riassicuratore uguali a quelle trattate nel capitolo 4:

81
( )
x
C
e x u

1 e ( )
x
R
e x u

1 .
Considerando la massimizzazione dellutilit attesa per i due soggetti, si
ha che la riassicurazione conveniente (con le usuali tecniche degli
sviluppi accorciati di Taylor)
per lassicuratore se ( ) ( ) ( ) [ ]
C R R
X X X E P
2 2
2

+
per il riassicuratore se ( ) ( )
R R R
X X E P
2
2

+
e il rapporto riassicurativo pu risultare non svantaggioso per entrambi i
soggetti solo se, considerato ( ) ( ) [ ] ( )
R C
X X X
2 2 2
2 2

, 0 > .
I due soggetti, per scegliere la cessione ottimale dei rischi e la
conseguente definizione del premio di riassicurazione, possono
concordare quella cessione che massimizza lampiezza dellintervallo di
negoziazione, che stato indicato con .
Modalit in quota globale. aX X
C
. La funzione da massimizzare
( ) ( ) ( ) ( ) ( ) X a X a a
2 2 2 2
1
2
1
2

e il massimo, ottenuto
annullando la derivata, si ha per

+
* a .
La ripartizione di X nelle due componenti aX e ( )X a 1 avviene
quindi proporzionalmente alle avversioni al rischio dei due soggetti.
Effettuando un confronto con laliquota ottimale trovata con il criterio
della massimizzazione dellutilit attesa (politiche unilaterali), che
diventa

2
*
2

R
k
a con lipotesi che il caricamento sia valutato dal
riassicuratore secondo il criterio della varianza (
2
2


R
k ), si ha che
questa soluzione minore della soluzione ottenuta con il criterio
utilizzato per questa politica bilaterale.

82
Modalit aggregate excess of loss. { } L X X
C
, min ; con lipotesi
della distribuzione del risarcimento globale con distribuzione
decumulata ( ) x K
X
, la funzione da massimizzare ( ) L
( ) ( ) ( ) ( ) +
1
]
1

,
_

+
,
_



+ +
2
0 0
2
0 0
2 2
2
L
X
L
X X X
dx x K dx x xK dx x K dx x xK


( ) ( ) ( )
1
]
1

,
_



+ +
2
2
2
L
X
L
X
dx x K dx x K L x


La priorit ottimale quella che annulla la derivata di ( ) L :
( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) 0 1 '
0

1
]
1


1
]
1

,
_



+
L K dx x K L dx x K L K L
X
L
X
L
X X
.

5.3 CESSIONI OTTIMALI DEI RISCHI

Si considera qui un criterio che prende contemporaneamente in
considerazione le esigenze dei due soggetti. Si mira a minimizzare la
probabilit di rovina di almeno uno dei due soggetti nellesercizio: un
criterio che si riferisce alla copertura riassicurativa sullintero portafoglio
acquisito nellanno.
La ricerca dellaccordo ottimo tra assicuratore e riassicuratore, per la
definizione dei livelli dellaliquota di ritenzione a (per la modalit in
quota) o della priorit L (per la modalit aggregate excess of loss), va
ricondotta dunque, alla minimizzazione, rispetto al tipo di copertura
riassicurativa ( ) . l , della probabilit di rovina di almeno uno tra
assicuratore e riassicuratore:
{ } { } [ ] rovina nessuno Pr 1 min rovina uno almeno Pr min
l l

{ } rovina nessuno Pr max
l

La probabilit che nessuno dei due soggetti vada in rovina, si pu scrivere
come:
{ } ( ) ( ) { }
R
R
R
C
P g X l P P g X l X + + Pr rovina nessuno Pr

83
Si devono ora considerare separatamente i due casi, prima accennati.

A) Riassicurazione aggregate excess of loss. ( ) { } 0 , max L X X l e il
premio di riassicurazione una funzione della priorit L , ( ) L P
R
. Si ha
( ) ( ) ( ) ( ) { } + + L P g X l L P P g X l X
R
R
R
C
Pr
{ } ( ) { } ( ) { } + + L P g L X L P P g L X
R
R
R
C
0 , max , min Pr
{ } ( ) { } ( ) { + + L P g L X L P P g L X
R
R
R
C
0 , max , min Pr
( ) ( ) [ ]} < L X L X
{ } ( ) { } ( ) [ ] { + + L X L P g L X L P P g L X
R
R
R
C
0 , max , min Pr
{ } ( ) { } ( ) [ ]} < + + L X L P g L X L P P g L X
R
R
R
C
0 , max , min
grazie alle leggi di De Morgan; e, poich i due eventi sono incompatibili,
{ } ( ) { } ( ) { }+ + + L X L P g L X L P P g L X
R
R
R
C
0 , max , min Pr
{ } ( ) { } ( ) { } < + + + L X L P g L X L P P g L X
R
R
R
C
0 , max , min Pr
{ } ( ) { } ( ) { } + + L X L P g L X L P P g L X
R
R
R
C
/ 0 , max , min Pr
{ }+ L X Pr
{ } ( ) { } ( ) { } < + + + L X L P g L X L P P g L X
R
R
R
C
/ 0 , max , min Pr
{ } < L X Pr
( ) ( ) { } { }+ + + L X L X L P g L X L P P g L
R
R
R
C
Pr / Pr
( ) ( ) { } { } < < + + + L X L X L P g L P P g X
R
R
R
C
Pr / 0 Pr
{ }
( ) { } { }+ + +
+
L X L X L P g L X
R
R
P P g L
R
C
Pr / Pr
( ) { } { } < < + + L X L X L P P g X
R
C
Pr / Pr
dove
( ) { } L P P g L
R
C
+
la funzione indicatrice dellevento certo o
impossibile, Lg
C
+P-P
R
(L)
( ) { }
( ) { } ( ) { } { } L L P P g X L P g L X L
R
C
R
R
L P P g L
R
C
, min Pr Pr + < + + +
+

A questo punto si devono considerare i due casi:

84
1) Se L tale che ( ) L P P g L
R
C
+ , la probabilit di non rovina di
entrambi
( ) { } { } ( ) { } L P g L X L X L P g L X L
R
R
R
R
+ + < + + + Pr Pr Pr
Il valore di L tale che sia massima questa probabilit, lo stesso
valore che rende massimo ( ) L P g L
R
R
+ + o equivalentemente
( ) L P L
R
+ .
Dovendo risultare ( ) P g L P L
C
R
+ + , il massimo si ha per quel valore
di L tale che sia ( ) P g L P L
C
R
+ + .
Il valore massimo della probabilit di non rovina di entrambi
( ) { } { }
R C
R
R
g P g X L P g L X + + + + Pr Pr
2) Se L tale che ( ) L P P g L
R
C
+ > , la probabilit di non rovina di
entrambi ( ) { } L P P g X
R
C
+ < Pr
Il valore di L tale che sia massima questa probabilit, lo stesso
valore che rende massimo ( ) L P P g
R
C
+ ; tale massimo lo si ha
quando il premio di riassicurazione 0, cio per L che tende a pi
infinito.
Il valore massimo di questa probabilit pertanto
( ) { } { } P g X L P P g X
C
R
C L
+ < + <
+
Pr Pr lim
Un diretto confronto tra le due probabilit massime, fa vedere
immediatamente come il valore massimo della probabilit di non
rovina dei due soggetti si abbia per il valore * L tale che
( ) * * L P P g L
R
C
+ , che dipender dalla distribuzione del danno X
e dal metodo di calcolo del premio di riassicurazione.
un risultato prevedibile: con quel valore della priorit si azzera
completamente la probabilit di rovina dellassicuratore, che si assume
il massimo rischio per lui sopportabile, e subordinatamente si
minimizza la probabilit di rovina del riassicuratore.

85
Il valore massimo della probabilit di non rovina di entrambi
( ) { } { }
R C
R
R
g P g X L P g L X + + + + Pr Pr
ed come se lassicuratore e il riassicuratore mettessero insieme le
loro intere disponibilit,
R
C
P P g + e
R
R
P g + , per far fronte alla
perdita complessiva.

B) Riassicurazione in quota. ( ) ( )X a X l 1 , il premio di riassicurazione
calcolato come ( )Q a P
R
1 , dove Q il volume totale dei premi che
imporrebbe il riassicuratore, se il complesso dei rischi fosse
interamente localizzato presso di lui (il valore Q quindi
ragionevolmente minore del valore P ). Si ha
( ) ( ) { } + +
R
R
R
C
P g X l P P g X l X Pr
( ) ( ) ( ) { } + + Q a g X a Q a P g aX
R C
1 1 1 Pr
( )

'


+
Q
a
g
X
a
Q a P g
X
R C
1
1
Pr
( )

'

'

+
Q
a
g
a
Q a P g
X
R C
1
,
1
min Pr
Per massimizzare questa probabilit, si deve massimizzare la funzione:
( )
( )

'

+
Q
a
g
a
Q a P g
a h
R C
1
,
1
min con [ ] 1 , 0 a
Si cercano ora i valori di a per cui vale la disuguaglianza:
( )
Q
a
g
a
Q a P g
R C
+

+
1
1

( ) Q a aQ ag Q a a aP P ag g
R C C
2 2
2 1 + + +
( ) ( ) Q Q a g Q Q P g a Q P g
R C C
+ + +
2
2
( ) Q P g Q P g g a
C R C
+ + +
Q P g g
Q P g
a
R C
C
+ +
+


86
Si ha quindi che:
( )
( )

'

+ +
+
+


+ +
+ +

Q P g g
Q P g
a Q
a
g
a
Q P g g
Q P g
a
Q a P g
a h
R C
C R
R C
C C
0 per
1
1 per
1

Bisogna allora cercare il massimo di
1)
( )
a
Q a P g
C
+ 1
con 1
+ +
+
a
Q P g g
Q P g
R C
C


( )
Q
a
Q P g
a
Q a P g
C C
+
+

+ 1

e questa funzione tanto pi grande, quanto pi piccolo il
valore di a . Il massimo si trova quindi nel punto
Q P g g
Q P g
a
R C
C
+ +
+

2) Q
a
g
R
+
1
con
Q P g g
Q P g
a
R C
C
+ +
+
0
Questa funzione tanto pi grande quanto a 1 pi piccolo,
quindi quanto pi a grande; il massimo della funzione sar
quindi nel punto
Q P g g
Q P g
a
R C
C
+ +
+

Laliquota di ritenzione a che minimizza la probabilit di rovina di
almeno uno dei due soggetti quindi:

Q P g g
Q P g
a
R C
C
+ +
+
.
Poich il volume totale dei premi che incassa lassicuratore, P , non
molto pi grande del volume che incasserebbe il riassicuratore, Q,
laliquota di ritenzione (per lassicuratore) ottima pu essere approssimata
con
R C
C
g g
g
a
+
. Questaliquota comporta che ognuno dei due soggetti
trattenga una parte del rischio complessivo, proporzionale alle ricchezze
detenute.

87
5.4 ACCORDI OTTIMI DI CONTRATTAZIONE DEI PREMI

Per la scelta del premio di assicurazione e riassicurazione si deve tenere
conto dei punti di vista di tutti i soggetti interessati e trovare un accordo
che assicuri un certo guadagno ad ognuno di essi, e quindi spostare, per
tutti, il punto di accordo sui premi dalle linee di indifferenza a quelle di
convenienza. Un criterio di ricerca dei premi ottimi pu essere quello di
massimizzare il prodotto tra le differenze delle utilit dei soggetti in
presenza del contratto e dellutilit iniziale degli stessi.
Sono due i problemi da analizzare, perch lassicuratore pu decidere, una
volta concluso il contratto di assicurazione, se riassicurarsi. Quindi
lassicuratore effettua lanalisi dei due casi, mettendo a confronto il suo
incremento di utilit: sulla base di questo confronto, decider se
riassicurarsi oppure no, a seconda che la sua utilit con il solo contratto di
assicurazione sia minore o maggiore della sua utilit con la
riassicurazione.
Le equazioni che esprimono le utilit attese dei soggetti, prima (indice 1)
e dopo (indice 2 e 5) i contratti di assicurazione e riassicurazione, sono le
seguenti
4.3.1 ( ) ( )
( )
( )

+

+

0 0
1 ,
_
1 x dF e x dF x g u u
X
x g
X A A
A
A


4.3.2 ( ) ( )
( ) P g T
A A
T
A
T
A
e P g u P u



1 2 ,
_

4.4.1 ( )
( )
C
g
C C
C e g u u

1 1 ,
_

4.4.2 ( ) ( ) ( )
( )
( )

+
+
+
+
0
) 1 (
0
2 ,
_
1 x dF e x dF x s P g u P u
X
x P g
X
T
C C
T
C
T
C


4.4.5 ( ) ( ) ( ) + +

+
0
3 ,
_
) ( ) ( , x dF x l P x s P g u P P u
X
R T T
C C
R T T
C

( )
( )

+
+ +

0
) ( ) 1 (
1 x dF e
X
x l P x P g
R T T
C


4.5.1 ( )
( )
R
g
R R
R e g u u

1 1 ,
_


88
4.5.2 ( ) ( ) +

+
0
2 ,
_
) ( ) ( ) ( x dF x l s P g u P u
X
R R T
R R
R T
R

( )

+
+

0
) ( ) 1 (
) ( 1 u dF e
X
u l P g
R T
R



A) Accordo ottimo per il solo contratto di assicurazione
La ricerca dellaccordo ottimo tra assicuratore e assicurato si riduce alla
ricerca del massimo, rispetto a P
T
di:
( ) ( ) ( )
,
_


,
_

1 ,
_
2 ,
_
1 ,
_
2 ,
_
C
T
C A
T
A
T
u P u u P u P f
( ) ( )
( )

,
_

1
]
1

+

0
1 1 x dF e e
X
x g P g
A
T
A


( )
( )
( )
[ ]
,
_



+
+

C
T
C
g
X
x P g
e x dF e

1 1
0
) 1 (

( )
( ) ( )
,
_



+ +


P
X
x
X
x g g g
T
C C A
e x dF e x dF e e

0 0

( )
( )

,
_


,
_

P
X
x g
T
C
e x dF e
) 1 (
1
0


( )( )
P P
T T
e c e a k


1 1 1
,
con vincoli
P
T
e a

1
e
P
T
e c

1
, e avendo posto ( ) 1 ,
( )
( )

0
1
x dF e e k
X
x g g g
C C A

, ( )

0
1
x dF e a
X
x
,
( )
( )

0
1
1
x dF e
c
X
x g
C

,
delle espressioni che non dipendono dalla variabile rispetto a cui si
massimizza e che possono essere considerate come delle costanti positive.
La funzione f in P
T
continua ed ammette derivate di ogni ordine.
Risulta
( ) ( ) ( ) [ ]
P P P P T
T T T T
e a e e c e k P f

+

1 1 1
'
( ) ( ) ( ) [ ]
P P P P P P T
T T T T T T
e a e e e e c e k P f



1
2
1
2
1
2 ' '

89
Dai vincoli segue che i valori dentro le parentesi quadre sono non
negativi e quindi, essendo negativo il secondo addendo, per ogni P
T

( ) 0 ' ' < P f
T
e quindi f strettamente concava.
f pertanto una funzione, in una variabile, che si annulla in
2 , C
e in
A
.
Per il teorema di Weierstrass, essendo f continua su un compatto
(lintervallo chiuso [ ]
A C

2 ,
), ammette un unico punto di massimo (per
la stretta concavit).
Poich la funzione f vale zero nei punti di frontiera (si annulla
lincremento di utilit di uno dei due soggetti), lunico punto di massimo
interno e si pu determinare con lannullamento della derivata prima:
( ) ( ) ( ) [ ] 0 '
1 1 1
+
P P P P T
T T T T
e a e e c e k P f

,
ossia se ( )
P P P P
T T T T
e a e c e e




1 1

Non possibile risolvere in forma analitica chiusa lequazione rispetto a
P
T
e quindi si deve ricorrere a tecniche numeriche.

B Accordo ottimo per il contratto di assicurazione e di riassicurazione
La ricerca dellaccordo ottimo tra i tre soggetti pu concretizzarsi nella
ricerca del massimo, rispetto a P
T
e
R T
P , della funzione:
( ) ( ) ( ) ( )
,
_


,
_


,
_

1 ,
_
2 ,
_
1 ,
_
3 ,
_
1 ,
_
2 ,
_
, , R
R T
R C
R T T
C A
T
A
R T T
u P u u P P u u P u P P h

( ) ( )
( )

,
_

1
]
1

+

0
1 1 x dF e e
X
x g P g
A
T
A


( )
( )
( )
[ ]
,
_



+
+ +

C
R T T
C
g
X
x l x P P g
e x dF e

1 1
0
) ( ) 1 (

( )
( )
( )
[ ]
,
_



+
+

R
R T
R
g
X
x l P g
e x dF e

1 1
0
) ( ) 1 (

( )
( )
( )
( ) ( )
,
_

+ +
+ P
X
x
X
x l
X
x l x g g g
T
R C A
e x dF e x dF e x dF e e

0 0 0
) (

( )
( )
( )
( )

,
_


,
_

,
_


,
_

+
+

R T R T T
P
X
x l P P
X
x l x
e x dF e e e x dF e

1
0
1
0
) (


90
( )( )( )
R T R T T T
P P P P
e r e e c e a k


1 2 1 2

con vincoli
P
T
e a

1
,
R T T
P P
e e c

2
,
R T
P
e r

1
, e avendo posto
( )
( )
( )
( )

+ +
+

0 0
) (
2
x dF e x dF e e k
X
x l
X
x l x g g g
R C A

,
( )
( )

0
1
x dF e r
X
x l
,
( )
( )
1
0
) (
2

+
+

,
_

x dF e c
X
x l x
e ( ) 1 , tutte e quattro costanti positive.
Per il teorema di Weierstrass, poich h continua su un compatto
(regione analizzata nel capitolo 4, e che si presenta come nel grafico 4.2),
h ammette massimo, interno perch se fosse sui vincoli vorrebbe dire che
h (che non negativa) la funzione 0.
Risolvendo quindi il sistema dato dallannullamento delle due derivate
prime parziali, si trovano i punti candidati ad essere i massimi di h:
( ) ( ) [ ]( )
( ) ( ) ( ) [ ] 0
0
2 1 1 2
2 1 1 2 2
+



R T T R T R T R T T T
R T T R T T R T T T
P P P P P P P
R T
P P P P P P P
T
e e c e e r e e e a k
P
h
e r r e a e e e e c e k
P
h





Una volta definiti tutti i valori numerici, lassicuratore potr agilmente
decidere se riassicurarsi o no. Si considerano i seguenti valori: 01 . 0 ,
005 . 0 , 003 . 0 , 15 . 0 , 13 . 0 , ( ) X X l 3 . 0 , ( )
x
X
e x f
02 . 0
02 . 0

.
Si ottiene 31 , 69
A
, 69 , 67
2 ,

C
, 06 , 19
3 ,

C
, 64 , 17
R
.
La regione di negoziazione per il contratto di assicurazione lintervallo
chiuso [ ] 31 , 69 69 , 67 . La funzione ( ) ( )( )
P P T
T T
e e P f
00425 , 0 01 , 0
75 , 0 2


con vincoli 0 2
01 , 0

P
T
e e 0 75 , 0
00425 , 0

P
T
e .
Il grafico di questa funzione







91
Grafico 5.1

La soluzione di massimo per f si ha per 50 , 68 * P
T
.
Per la negoziazione dei premi di assicurazione e riassicurazione, invece si
ha che, con quei valori dei vari parametri, la regione di convenienza per
entrambi i contratti un triangolo:
Grafico 5.2


92
Questa situazione prefigura un ampliamento della regione di convenienza;
lassicuratore potr allora, se le esigenze di competitivit sul mercato lo
richiedono, proporre la copertura assicurativa ad un costo (premio)
inferiore a quello a cui avrebbe potuto offrirla senza lintervento del
riassicuratore.
Se questo genere di esigenze non ci sono, allora laccordo sui premi pu
essere trovato tramite la massimizzazione della funzione h , che in questo
caso ( ) ( )( )( )
R T R T T T
P P P P R T T
e e e P P h
0026 , 0 005 , 0 00425 , 0 01 , 0
955 , 0 825 , 0 2 ,
+

con vincoli 0 2
01 , 0

P
T
e e 0 825 , 0
005 , 0 00425 , 0

+
R T T
P P
e e
0 955 , 0
0026 , 0


R T
P
e . Il suo grafico
Grafico 5.3

La funzione si presenta come una piramide a base triangolare, con gli
angoli smussati.
Annullando la derivata di h , si ottiene un unico punto appartenente
allinsieme vincolato; pertanto questo punto lunica soluzione di
massimo per h . Tale punto ( ) ( ) 18,54 , 22 , 68 * ,
R T T
P P .

93
Si ha che laumento di utilit, in percentuale al valore
C
g
e

, maggiore
nel caso di riassicurazione; infatti si ha
( )
C
g
C
T
C e u P u

00345 , 0 1 ,
_
2 ,
_

( )
C
g
C
R T T
C e u P P u

00485 , 0 , 1 ,
_
3 ,
_

Come si vede chiaramente, lutilit dellassicuratore maggiore nel caso
di riassicurazione, perci egli opter per la stipulazione di entrambi i
contratti.

Non questo il caso, ma, in teoria, la soluzione ottima nel caso di
assicurazione e riassicurazione potrebbe configurare una situazione in cui
lutilit dellassicuratore minore rispetto al caso di sola assicurazione.
Allora il riassicuratore, pur di acquisire una parte del rischio (e quindi una
parte degli utili attesi trasferiti), pu essere disposto ad accettare un
premio di riassicurazione inferiore a quello determinato con la
massimizzazione di h nel rapporto trilaterale, aumentando lutilit
dellassicuratore in caso di riassicurazione, quindi rendendogli pi
conveniente riassicurarsi.

5.5 ACCORDI OTTIMI IN PRESENZA DI TRATTATI DI RIASSICURAZIONE

Nel precedente paragrafo stato presentato un modello di scelta dei premi
di assicurazione e riassicurazione nel caso di assoluta libert per i
contraenti. Nella pratica assicurativa per, ci sono spesso trattati di
riassicurazione che regolano, rendendoli sovente obbligatori, i rapporti di
cessione del rischio dallassicuratore al riassicuratore.
In presenza dei trattati di riassicurazione, si deve considerare un altro
elemento, rispetto alle precedenti analisi: la funzione g , che, applicata al
premio di assicurazione P
T
e al tipo di copertura riassicurativa ( ) . l ,

94
restituisce il corrispondente premio di riassicurazione, per cui
( ) ( ) . , l P g P
T R T
.
Il problema comunque analogo a quello trattato nel capitolo precedente;
lunica differenza che il premio di riassicurazione
R T
P non una
variabile incognita a s, ma la funzione ( ) ( ) . , l P g
T
. Perci la funzione h
una funzione di una sola variabile, P
T
.
Nel luogo di negoziazione dei premi (nel caso assicurazione e
riassicurazione) non si pi liberi di muoversi bidimensionalmente, ma si
deve trovare la soluzione di equilibrio per i tre soggetti, muovendosi
nellintersezione tra il luogo suddetto con i punti ammissibili per il
trattato di riassicurazione, cos come espresso dalla funzione g .
In particolare, per i trattati facob, lassicuratore deve fare gli stessi
ragionamenti, confrontando le sue utilit ottime nei casi di assicurazione e
di assicurazione riassicurazione; invece per i trattati obbligatori (che
obbligano lassicuratore a cedere determinate parti dei rischi acquisiti),
lassicuratore valuta la propria e le altrui utilit solo nel caso di
assicurazione e riassicurazione.

Unaltra interessante applicazione di questi ragionamenti pu essere
svolta in riferimento non ad un preesistente trattato di riassicurazione, ma
nellanalisi degli effetti che comporterebbe leventuale stipulazione di un
trattato di riassicurazione, e, in particolare, di alcune propriet che deve
avere la funzione g e i relativi accorgimenti di cui il riassicuratore deve
tenere conto nella scelta e nella negoziazione di tale funzione.
unanalisi valida sia per i trattati facob che per quelli obbligatori;
andrebbe fatta in relazione a ogni possibile esplicitazione della funzione
( ) . l , a causa delle varie implicazioni che le varie modalit riassicurative
comportano, ma verranno tratte solo delle considerazioni in generale.

95
In assenza di trattati, allinterno della regione di convenienza, le curve di
indifferenza dellassicuratore (derivate dalla 4.6.4), si presentano come:
( ) ( ) c l k P P
R T T
1
dipendenti dai premi P
T
,
R T
P e dalla modalit riassicurativa ( ) . l , oltre
che dalla distribuzione del danno ( ) x F
X
.
Fissata ( ) . l , la curva dindifferenza una retta parallela alla retta data
dalla 4.6.6; lutilit allora aumenta, per lassicuratore, nel verso della
freccia (nel grafico sotto).
Grafico 5.4

La soluzione di maggiore convenienza per lassicuratore sarebbe
ovviamente il punto ( ) ( )
A R
l , , per cui c il massimo caricamento nel
premio di assicurazione e il minimo in quello di riassicurazione.
Al riassicuratore, daltro canto, lo stesso discorso non va bene, perch non
disposto a lasciare allassicuratore lintero caricamento da lui introitato;
di conseguenza si premunisce contro questeventualit, imponendo alcune
condizioni per la determinazione del premio di riassicurazione in funzione
del premio di assicurazione, con la funzione g :
- Dovendo aumentare la convenienza per lassicuratore,
allaumentare del premio P
T
, la funzione g deve essere tale che il

96
punto ( ) ( ) ( ) l P g P P P
T T R T T
, , , si trovi su una retta di indifferenza
con utilit maggiore; la pendenza della funzione g deve essere,
pertanto, sempre minore della pendenza della retta dindifferenza,
cio ( ) 1 .
- Quanto pi alto il premio P
T
(e di conseguenza il caricamento
insito), tanto pi alto deve essere il caricamento a carico
dellassicuratore, per premiarlo appunto per il fatto di aver inserito
un caricamento alto; allora, per valori del premio P
T
alti, la
pendenza della funzione g deve essere sempre minore, in modo da
passare pi velocemente da una curva dindifferenza allaltra.
Invece, quanto pi basso il premio P
T
, tanto maggiore sar la
pendenza di g .
La funzione g deve essere una funzione quindi concava per premiare
lassicuratore (per valori alti di P
T
), invece convessa per penalizzarlo
(per valori bassi di P
T
). Allora la funzione g assumer una forma
analoga a quella del seguente
Grafico 5.5

Si segnala unimportante differenza tra i trattati obbligatori e quelli facob.
A parit di distribuzione del danno ( ) x F
X
, del premio P
T
e della modalit

97
riassicurativa ( ) . l , il premio di riassicurazione per trattati obbligatori sar
minore del premio di riassicurazione per trattati facob. Questo perch i
trattati facob lasciano la libert di cedere il contratto allassicuratore, che
opter per riassicurarsi se reputa troppo rischioso il contratto; quindi, con
i trattati facob, sono in genere ceduti i contratti pi rischiosi, motivo per
cui il riassicuratore richiede un caricamento pi alto.

98
CAPITOLO 6
CONCLUSIONE


I risultati che sono stati ottenuti mettono in evidenza limportanza delle
avversioni al rischio dei soggetti nella negoziazione dei contratti di
assicurazione e riassicurazione.
Nella pratica assicurativa (e riassicurativa) i modelli presentati non sono
applicabili perch le avversioni al rischio sono dei concetti astratti, quindi
idonei solo per discorsi e analisi teoriche, tralasciando il problema della
costruzione delle funzioni di utilit, e quindi della definizione delle
misure di avversione al rischio.
Aldil della limitata portata operativa, i risultati descritti danno delle
indicazioni sugli obiettivi che si possono ottenere con il ricorso alla
riassicurazione.
In particolare lanalisi svolta nel capitolo 4 sulle regioni di convenienza ai
contratti di assicurazione e riassicurazione, fa vedere come larea di
convenienza per lassicuratore, con la riassicurazione, si pu estendere
oltre la regione originaria di convenienza; in virt di questo risultato,
lassicuratore pu essere disposto ad acquisire il contratto di assicurazione
anche ad un prezzo inferiore alle sue originarie possibilit, perch
comunque il caricamento insufficiente compensato dal rapporto
riassicurativo.
Nel capitolo 5 invece stato visto come, tramite un criterio basato sulle
funzioni di utilit dei soggetti (supposte esponenziali), laccordo sui
premi pu essere ricondotto ad un problema di massimizzazione di una
certa funzione, la cui forma piramidale indipendente dalla modalit
riassicurativa; in particolare, modalit differenti con stessa utilit media
portano alla stessa funzione da massimizzare.

99
BIBLIOGRAFIA

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durata di vita, Edizioni LINT, Trieste, 2000
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critical survey, New York: Dover, 1989
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LINT, Trieste, 2002
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danni, Edizioni LINT Trieste, 1993
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Dipartimento di Scienze Economiche, Getionali e Sociali,
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www.ania.it , documenti e pubblicazioni: "La riassicurazione ne
L'assicurazione italiana nel 2002/2003, "L'assicurazione
italiana nel 2001, "L'assicurazione italiana nel 2000",
"L'assicurazione italiana nel 1999", "L'assicurazione italiana
nel 1998"