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Trombosi

Trombosi
Trombosi

Classificazione e risorse esterne ICD-10 (EN) I80.2 [1] , I80.0 [2]

La trombosi un processo patologico che consiste nella formazione di trombi all'interno dei vasi sanguigni, che ostacolano o impediscono la normale circolazione del sangue. A seconda del tipo di vaso coinvolto si parla di trombosi arteriosa o venosa. Le trombosi venose o flebotrombosi, associate spesso a varici, sono pi frequenti e si localizzano maggiormente negli arti inferiori; si distinguono in trombosi venosa profonda (TVP) e superficiale. Per quanto riguarda le lesioni arteriose, i trombi possono essere in relazione all'aterosclerosi.

Eziologia
Il trombo una massa solida costituita da fibrina contenente piastrine, globuli rossi e bianchi, che si forma per coagulazione del sangue all'interno di un sistema cardiovascolare non interrotto: questa caratteristica lo distingue dal coagulo, che invece si forma all'esterno del sistema cardiovascolare quando esso presenti un'interruzione, oppure all'interno di un sistema cardiovascolare dopo la morte dell'individuo. I trombi possono formarsi in qualsiasi punto del sistema cardiovascolare e sono sempre ancorati alla parete del vaso. La formazione di un trombo ha cause riconducibili essenzialmente a tre alterazioni predisponenti principali, descritte dalla cosiddetta triade di Virchow: Lesione dell'endotelio (incluso qualsiasi tipo di disfunzione endoteliale)
Per approfondire, vedi disfunzione endoteliale.

Questo l'unico fattore della triade in grado di determinare completamente ed autonomamente una trombosi. Un danno alla superficie interna di un vaso provoca il rilascio, da parte delle cellule endoteliali, di varie sostanze, tra cui le endoteline (potenti vasocostrittori che agiscono nelle arteriole a livello della lesione) ed il fattore di von Willebrand (vWF), una proteina che permette l'adesione piastrinica mediando l'interazione tra le piastrine e la matrice extracellulare esposta, che trombogenica. Per indurre la formazione di un trombo non per necessario esclusivamente un danno fisico alle cellule endoteliali, sono sufficienti alterazioni delle loro attivit pro- ed anti-trombotiche, come una maggiore produzione di fattori coagulanti o una diminuita produzione dei fattori anticoagulanti. L'ulcerazione di placche aterosclerotiche pu esporre la matrice sottoendoteliale e causare inoltre stasi e turbolenza ematica. Stasi venosa o turbolenza del flusso sanguigno La turbolenza pu essere causa di danno o disfunzione endoteliale, di flussi controcorrente, o di zone di stasi; la stasi sanguigna a sua volta rappresenta la causa pi importante dei trombi. Stasi e turbolenza promuovono l'attivazione dell'endotelio in senso pro-coagulativo, portano le piastrine a contatto con l'endotelio,

Trombosi impediscono la rimozione e la diluizione dei fattori della coagulazione attivati nonch l'afflusso dei fattori che inibiscono la coagulazione. Ipercoagulabilit (detta anche trombofilia)
Per approfondire, vedi Trombofilia.

L'ipercoagulabilit l'alterazione delle vie della coagulazione, ed il fattore meno frequente nelle trombosi; pu essere classificata in forme primarie (o genetiche), e forme secondarie (od acquisite).

Caratteristiche e classificazione dei trombi


I trombi arteriosi od intracardiaci solitamente insorgono a causa di danni endoteliali; quelli venosi invece per stasi. A seconda della sede e delle circostanze del loro sviluppo, i trombi assumono caratteristiche differenti; essi vengono classificati in base a tre caratteristiche: la loro composizione (elementi corpuscolati e fibrina), le loro dimensioni e la loro sede. La caratteristica che accomuna tutti i tipi di trombi che la loro direzione di accrescimento sempre rivolta verso il cuore: nel caso dei trombi arteriosi, la distribuzione dei fattori protrombotici avviene lentamente ed omogeneamente lungo tutto il corpo del trombo permettendo una crescita in direzione del cuore; nel caso dei trombi arteriosi, l'impetuosit del flusso permette l'azione dei fattori protrombotici solo alla cima del trombo, cio nella parte che per prima viene a contatto col flusso. In base alla composizione si distinguono tre tipi di trombi, dovuti ai diversi effetti possibili della velocit del flusso ematico e della rapidit della coagulazione: Trombi bianchi: formati da piastrine, fibrina e pochi globuli rossi e pochi globuli bianchi; sono peculiari delle arterie, dove il flusso veloce non permette di catturare globuli rossi; Trombi rossi o "da stasi": formati da piastrine, fibrina e molti globuli rossi e molti globuli bianchi; sono peculiari delle vene, per la lentezza del flusso; Trombi variegati: presentano zone chiare e zone rosse alternate (strie di Zahn), a causa di un lento processo di aggregazione piastrinica che ha intrappolato alcuni globuli rossi nei momenti di bassa velocit del flusso ematico (condizione che si verifica, ad esempio, dopo ogni contrazione a livello del cuore e del primo tratto dell'aorta). In base alle dimensioni si distinguono in trombi: ostruttivi: che occludono l'intero lume del vaso; parietali: che non occludono tutto il vaso; a cavaliere: situati sullo sprone di una biforcazione. Infine i trombi si possono ancora suddividere per sede: arteriosi: sono quelli che causano gli infarti; si formano in particolare nelle coronarie, nelle arterie cerebrali e in quelle degli arti inferiori; venosi: sempre occlusivi, si formano in sede di dilatazione del vaso (varici) o di ulcere; si formano per il 90% negli arti inferiori ma possono interessare anche gli arti superiori, la prostata, le vene ovariche ed uterine; intracardiaci: localizzati in particolare negli atri aneurismatici: localizzati nel falso lume di aneurismi arteriosi. Sono inoltre detti trombi murali quelli formatisi nelle cavit cardiache o nell'aorta.

Trombosi

Classificazione delle trombosi


Nella pratica clinica si riconoscono numerose forme di trombosi, sia venose, che arteriose, che sistemiche, tra cui:

Trombosi venose
Flebotrombosi Trombosi venosa profonda Tromboflebite Sindrome della classe economica Sindrome di Paget-von Schroetter (I82.8 [3])

Trombosi arteriose
Trombosi ascendente dell'aorta addominale: si ha quando una placca aterosclerotica interessa cronicamente il carrefour aortico, oppure le arterie iliache comuni. Mentre circoli collaterali sostengono il flusso all'arto, evitando di dare una sintomatologia importante, a monte della stenosi aterosclerotica si ha flusso turbolento e stasi ematica che causano trombosi. Quest'ultima sale sia capillarmente, cio arrampicandosi lungo le pareti dell'aorta, sia orizzontalmente con strati che si sovrappongono. Ci comporta:

Trombosi venosa profonda: la gamba destra (a sinistra nell'immagine) gonfia ed arrossata a causa dell'ostruzione del flusso venoso.

1. Sindrome di Leriche, caratterizzata da assenza dei polsi su entrambi gli arti, claudicatio glutea ed impotenza nel maschio. 2. Quando la trombosi arriva alla arteria mesenterica inferiore e la blocca, vengono compromessi i circoli collaterali che la stessa arteria mesenterica inferiore rifornisce. 3. Salendo blocca anche le arterie lombari con conseguente ischemia midollare e paraplegia. 4. Pu arrivare alle arterie renali dando insufficienza renale acuta.

Trombosi sistemiche
Trombocitopenia indotta da eparina Phlegmasia coerulea dolens (I80.2 [1]) Sindrome da anticorpi antifosfolipidi (D68.8 [4])

Evoluzione e complicazioni dei trombi


Se la trombosi non causa morte del soggetto, il trombo pu evolvere in quattro situazioni: Ulteriore accrescimento; Embolia trombotica: la complicazione pi ingravescente, la situazione in cui un trombo si stacca dalla parete del vaso che la contiene e migra in altra regione del circolo, potendo ostruire altri vasi in distretti pi importanti. Le pi frequenti embolie venose sono le embolie polmonari; quelle arteriose sono spesso destinate a causare ictus cerebrale od infarti; Dissolvimento: la fibrinolisi attivata dall'organismo pu distruggere i trombi recenti, ma con il progredire delle ore essi diventano sempre pi stabili e resistenti; Cicatrizzazione: all'interno di un trombo vecchio, cellule quali i fibroblasti, le cellule endoteliali e le cellule muscolari lisce formano piccoli capillari e trasformano la massa di fibrina e piastrine in un tessuto connettivo che

Trombosi sar reintegrato nella parete del vaso. Le complicanze pi frequenti nella storia di un trombo sono la calcificazione, in caso di necrosi delle piastrine e dei globuli, e la tromboflebite, in caso di infezione del trombo.

Note
[1] [2] [3] [4] http:/ / www. icd10data. com/ ICD10CM/ Codes/ I80-/ I80. 2 http:/ / www. icd10data. com/ ICD10CM/ Codes/ I80-/ I80. 0 http:/ / www. icd10data. com/ ICD10CM/ Codes/ I82-/ I82. 8 http:/ / www. icd10data. com/ ICD10CM/ Codes/ D68-/ D68. 8

Bibliografia
(IT) Kumar, Abbas, Fausto, Aster, Le basi patologiche delle malattie, Elsevier Masson, 2010. ISBN 9788821431753

Voci correlate
Coagulazione del sangue Trombofilia Tromboflebite Flebotrombosi Trombosi venosa profonda Embolia Terapia anticoagulante orale

Collegamenti esterni
Trombosi (http://thes.bncf.firenze.sbn.it/termine.php?id=17331) in Tesauro del Nuovo Soggettario (http:// thes.bncf.firenze.sbn.it/), BNCF, marzo 2013. Portale Medicina: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di medicina

Fonti e autori delle voci

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Trombosi Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=60685077 Autori:: Achillu, Adert, Amarvudol, Anassagora, Diafino, Doc.mari, Dr Zimbu, DragonflySixtyseven, Eumolpo, Fafabifiofo, Gambo7, Gil-Estel2010, H5N1, Jacopopagani, Jalo, Llorenzi, M7, Matteo, Peter Forster, Phantomas, Pietrodn, Senet, Stigmj, The Doc, Ticket 2010081310004741, Utonto, Vesalius, 22 Modifiche anonime

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